
(Adnkronos) - 'Gigi Stadio Maradona – Una Notte a Napoli', il concerto di Gigi D'Alessio, in onda ieri su Canale 5, vince la sfida del prime time con 1.963.000 spettatori e il 16,9% di share. Medaglia d'argento per Rai1 con 'Tutti i Sogni Ancora in Volo' che ha interessato 1.559.000 spettatori e il 13,2% di share mentre Rete4 con '...continuavano a chiamarlo Trinità' ha registrato 956.000 spettatori e il 7,3% di share.
Fuori dal podio troviamo Tv8 con la finale in differita di 'Champions League – PSG-Arsenal' con 906.000 spettatori (6,7% share) mentre La7 con 'In Altre Parole' ha raccolto 819.000 spettatori (5,3% di share). Seguono: Rai2 con 'Omicidio a Les Saintes' (726.000 spettatori, 5,2% share); Italia1 con 'Belle & Sebastien – L’avventura continua' (635.000 spettatori, 4,4% share); Rai3 con 'Sapiens – Un Solo Pianeta' (602.000 spettatori, 4,5% share) e Nove 'Accordi & Disaccordi' (388.000 spettatori, 3,1% share).
In access prime time 'La Ruota della Fortuna' su Canale 5 ha incollato allo schermo 3.964.000 spettatori (25,3% share) mentre Rai1 con 'Affari Tuoi' ha totalizzato 3.817.000 spettatori (24,5% share).

(Adnkronos) - Esplosione a Enego, nel Vicentino, davanti alla casa di Adriano Cappellari, giovane giornalista che da tempo affronta la situazione di Caivano a Napoli, riportando l'attività di don Maurizio Patriciello. Ieri intorno alle 23.30, davanti all’ingresso della sua abitazione si è verificato un rogo, poi domato dai vigili del fuoco. Secondo quanto riferisce ‘L’Altropiano’, testata per la quale collabora Cappellari, le telecamere di sorveglianza avrebbero ripreso un uomo che, con il volto coperto, è entrato nella proprietà della famiglia e ha posizionato a terra un pacco, forse contenente bottiglie incendiarie. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Bassano che hanno avviato subito le indagini.
Una lettera con minacce di morte e riferimenti a don Patriciello e Giorgia Meloni è stata trovata nella cassetta della posta del giovane cronista. "Sono sconvolto. Evidentemente qualcuno mi sorvegliava. Non riesco a capire il motivo di tanto accanimento" ha detto Cappellari al 'Giornale di Vicenza'.
In un comunicato l'Ordine dei giornalisti del Veneto esprime "ancora una volta solidarietà al giovane cronista da tempo nel mirino di ignoti personaggi che accompagnano le minacce - e ora anche gli attentati - con messaggi farneticanti verso chi si impegna a educare e a riscattare popolazioni vittime di sopraffazione e di illegalità".
“Esprimo la mia solidarietà al cronista vicentino Adriano Cappellari, bersaglio di un altro grave e vile atto intimidatorio. Colpire un giornalista per il suo lavoro significa colpire la libertà di informazione, presidio essenziale della democrazia. A Cappellari e alla sua famiglia giunga la mia vicinanza, insieme all'incoraggiamento a proseguire la propria attività raccontando la verità dei fatti”. Così il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana.
“Esprimo la mia più ferma condanna per il grave atto intimidatorio compiuto ai danni del giornalista Adriano Cappellari. La libertà di stampa rappresenta uno dei pilastri della nostra democrazia e ogni minaccia rivolta a un cronista costituisce un attacco al diritto dei cittadini a essere informati", Lo dichiara il ministro della Cultura, Alessandro Giuli.
A Cappellari, il ministro rivolge la sua "piena solidarietà, insieme a quella del Ministero della Cultura. Esprimo inoltre la mia vicinanza a don Maurizio Patriciello, da anni impegnato con coraggio nella difesa della legalità, e al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, anche loro oggetto di minacce".
"Di fronte a episodi di tale gravità è necessario ribadire con fermezza che lo Stato non arretra davanti a chi tenta di diffondere paura e violenza. A quanti operano ogni giorno per affermare la verità, la legalità e il rispetto delle regole deve giungere il sostegno unanime delle istituzioni”, conclude Giuli.

(Adnkronos) - Un operaio dell'ex Ilva di Taranto, oggi Acciaierie d'Italia, è rimasto ferito questa notte verso le 3,30 nello stabilimento siderurgico, precisamente nel settore Gestione rottami ferrosi di Acciaieria 2, riportando, secondo prime informazioni, fratture multiple a seguito della caduta da un escavatore interessato da un principio di incendio avvenuta mentre l'uomo cercava di abbandonare tempestivamente il mezzo. Lo riferiscono fonti sindacali.
I rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza di Fim Cisl, Fiom Cgil , Uilm Uil e Usb hanno chiesto al direttore dello stabilimento, al direttore di reparto Acciaieria 2, al capo area Sac Grf, al responsabile del servizio di prevenzione e protezione, all'ufficio relazioni industriali un tabolo di confronto e l'avvio di una indagine congiunta sull'episodio. I sindacati dei metalmeccanici evidenziano "come la dinamica palesi una situazione di imminente pericolo per l'incolumità del lavoratore". Inoltre chiedono la la trasmissione urgente di una documentazione tecnica e di sicurezza dell'escavatore "e in particolare copia del libretto d'uso e manutenzione e del registro delle manutenzioni ordinarie e straordinarie del mezzo coinvolto, con particolare verifica delle scadenze e degli ultimi controlli effettuati sugli impianti elettrici e idraulici". E anche la verifica "della presenza, dell'idoneità e dello stato di carica dei sistemi di estinzione incendi a bordo del mezzo: estintori o impianti fissi".

(Adnkronos) - Una meteora in rotta di collisione verso la Terra è esplosa sopra il nord-est degli Stati Uniti, provocando forti boati avvertiti in tutta la regione. Lo riferisce la Nasa, precisando che il fenomeno si è verificato alle 14 (le 20 italiane) sopra il Massachusetts nord-orientale e il New Hampshire sud-orientale, generando un'esplosione stimata equivalente a circa 300 tonnellate di tritolo.
Secondo l'agenzia spaziale statunitense, nel momento in cui si è disintegrato il corpo celeste viaggiava a circa 120 mila chilometri orari a un'altitudine di circa 64 chilometri. "Questo bolide non era associato a nessuno sciame meteorico attivo, ma era un oggetto naturale e non un rientro di detriti spaziali o di un satellite", ha spiegato la vice responsabile stampa della Nasa Jennifer Dooren. L'energia rilasciata al momento della frammentazione è stata sufficiente a produrre forti onde d’urto, segnalate sui social da residenti che hanno riferito delle proprie case scosse dall'esplosione.

(Adnkronos) - "Puntuale come il Frecciarossa di una volta (di una volta, insisto), sul finire della legislatura si affaccia il tema della legge elettorale. Che la maggioranza vuole cambiare a quanto pare ad ogni costo, pur covando al suo interno opinioni e interessi non proprio fatti della stessa pasta. E che l’opposizione un po’ vorrebbe correggere e un po’ vorrebbe invece sabotare. Salvo avere anch’essa le sue belle gatte da pelare. E’ un classico, ormai. Che si ripete almeno dal 2006, quando i leader del centrodestra di allora, contrastati assai debolmente dal centrosinistra di allora, pensarono bene di affidare al buon Calderoli il compito di confezionare un intruglio che gli elettori avrebbero dovuto digerire a maggior gloria dei loro condottieri. Cosa che all’epoca avvenne, come si ricorderà, senza troppe proteste. E senza neanche troppi rimpianti per i collegi cancellati e per le preferenze mai più ripristinate. Con un secco guadagno di potere (in più) e di fatica (in meno) per i leader di quella stagione lontana ma non proprio lontanissima. Di lì in poi si è pensato bene di affidare al marchingegno della regola elettorale, e della sua mutazione, la prefigurazione dei governi futuri. Ed è diventato quasi fatale che ogni maggioranza si illudesse di piegare le regole dell’ultima ora alle sue convenienze del momento. Lasciando ogni opposizione al bivio tra una virtù troppo astratta e un vizio troppo poco conveniente. Fino ad oggi, ultima edizione del tormentone. Il punto è che una nuova legge elettorale presuppone (o almeno dovrebbe) un’idea del paese e non solo un calcolo dei suoi numeri. E soprattutto dovrebbe sciogliere un nodo, che si è andato via via ingarbugliando. Ora il nodo a me pare questo: qual è la struttura portante del nostro sistema politico? Sono i partiti o sono le coalizioni? La Costituzione descrive e prescrive un sistema parlamentare puro, come è noto. Ma l’abitudine politica di tutti questi anni ha tracciato le linee di un altro sistema. Laddove gli elettori votano (o si illudono di votare) per il governo e dunque rivolgono la loro attenzione ai capi delle coalizioni, come avessimo già messo all’opera una sorta di premierato surrettizio. Cosa che piace molto alla Meloni, piace un po’ meno ai suoi alleati e divide l’opposizione tra quanti si rassegnano all’idea di prestarsi a fare più o meno la stessa cosa a parti rovesciate e coloro che invece si dichiarano ancora fedeli alla tradizione, diciamo così, (primo)repubblicana. Fatto sta però che sono proprio le coalizioni il punto debole del nostro attuale sistema. Poiché esse sono guidate da un (ovvio) intreccio di mutevoli calcoli di convenienza, e sono remunerate dai vantaggi numerici che esso può comportare. Ma sono a loro volte indebolite proprio dalla progressiva erosione del sistema dei partiti. Così, l’idea di puntare sulle coalizioni come struttura portante del sistema politico si rivela un calcolo non proprio felicissimo. Dato che tra le coalizioni che si formano e i partiti che pretendono di guidarle nasce sempre un attrito che via via si fa più stridente. Il fatto è che le coalizioni in realtà sono davvero forti quando sono forti i partiti. Perché in quel caso si riesce a tenere insieme l’egemonia del partito (più grande) che guida e l’apporto tutt’altro che marginale degli altri partiti che accompagnano e alle volte condizionano gli schieramenti. Ne può nascere un gioco a somma positiva, come ci ricorda la storia politica italiana. Mentre quando la coalizione lega tra loro partiti quasi ostili, indotti a stare assieme più dalla convenienza numerica che dalla convinzione politica, stretti nelle maglie di un formato politico che non sentono loro, va a finire che le coalizioni diventano il limite e non più la forza dei partiti che le guidano. I partiti maggiori avrebbero tutto l’interesse a investire su se stessi, affidando le loro sorti a una legge proporzionale pura e cercando di costruire il loro primato su numeri elettorali veri. E invece si predispongono a trattare con alleati ballerini costruendo sulla carta coalizioni disomogenee, tenute insieme solo dall’illusione di trarre un vantaggio numerico da un’associazione assai poco convinta. Non proprio un investimento lungimirante sulla legislatura che verrà, a occhio e croce". (di Marco Follini)

(Adnkronos) - Kelly Curtis, attrice, documentarista e primogenita delle star hollywoodiane Tony Curtis e Janet Leigh, è morta sabato 30 maggio all'età di 69 anni a Bellevue, nell'Idaho. Ad annunciare la scomparsa è stata la sorella minore, l'attrice premio Oscar Jamie Lee Curtis, con un commosso messaggio pubblicato sui social.
"Un caloroso 'aloha' a mia sorella maggiore, Kelly Lee Curtis. È venuta a mancare questa mattina. Nella sua casa. In mezzo alla natura. In pace. È stata la mia prima amica e la mia confidente per tutta la vita. Era di una bellezza mozzafiato e un'attrice di grande talento. Era un'avversaria temibile a Hearts, collezionava tartarughe, amava la sua famiglia, la natura, la musica, i mercatini dell'usato, i viaggi, Facebook e Pokémon Go. Era orgogliosa delle sue radici danesi e della sua discendenza ebraico-ungherese ed era una patriota americana profondamente devota". La sorella ha poi aggiunto: "Sarà ricordata per la sua affettuosa generosità, le sue opinioni forti, la sua inesauribile curiosità, il suo stile unico e per i suoi biscotti natalizi a mezzaluna alle mandorle e zucchero a velo, grazie ai quali era conosciuta come 'Zia Cookie'. Kelly concludeva sempre ogni messaggio o saluto con una benedizione ungherese: 'Isten Veled', che significa 'Dio sia con te'. 'Isten Veled' a mia sorella del sole e della luna, la mia Tai. Ci rivedremo lungo il cammino".
Nata a Santa Monica, in California, il 17 giugno 1956, Kelly Lee Curtis era figlia di due icone del cinema americano. Debuttò sul grande schermo in tenerissima età nel film "I vichinghi" (1958), accanto ai genitori. Dopo gli studi in economia e un periodo di lavoro come agente di borsa, decise di dedicarsi alla recitazione, perfezionandosi presso il prestigioso Lee Strasberg Theatre Institute e diventando membro dell'Actors Studio.
Nel corso della sua carriera prese parte a numerose produzioni cinematografiche e televisive. Tra i suoi ruoli più noti figurano una comparsa accanto alla sorella in "Una poltrona per due" (1983), il ruolo da protagonista nella commedia tedesca "Magic Sticks" (1987) e quello nel film horror italiano "La setta" (1991), scritto e prodotto da Dario Argento e diretto da Michele Soavi. Sul piccolo schermo apparve in serie televisive di successo come "The Equalizer", "Silk Stalkings", "Star Trek: Deep Space Nine" e "Judging Amy". Tra il 1996 e il 1999 interpretò inoltre il tenente Carolyn Plummer nella prima stagione della serie "Sentinel".
Negli anni successivi Kelly Lee Curtis ampliò la propria attività professionale dedicandosi alla produzione e alla regia di documentari. Nel 2018 diresse "Marby Jets Are Go", documentario dedicato a una squadra scolastica australiana di atletica leggera. Collaborò inoltre dietro le quinte con la sorella Jamie Lee Curtis come assistente di produzione nei film "Quel pazzo venerdì" (2003), "Fuga dal Natale" (2004) e "Ancora tu!" (2010).
Molto legata alle proprie radici familiari, Kelly Curtis partecipò insieme al padre a iniziative benefiche per il restauro della storica Sinagoga di Dohány Street a Budapest, attraverso la Emanuel Foundation, dedicata al nonno paterno Emanuel Schwartz. La sua scomparsa chiude un altro capitolo della storia di una delle famiglie più celebri di Hollywood. Il padre Tony Curtis, protagonista di classici come "A qualcuno piace caldo" e "Operazione sottoveste", morì nel 2010; la madre Janet Leigh, indimenticabile interprete di "Psycho", si era spenta nel 2004. Kelly Lee Curtis lascia il marito John Marsh, regista e produttore cinematografico, la sorella Jamie Lee Curtis, il cognato Christopher Guest e i fratellastri Alexandra, Allegra, Ben e Nicholas. Al momento non sono state rese note le cause della morte. (di Paolo Martini)

(Adnkronos) - La polizia francese ha arrestato più di 280 persone a Parigi in seguito agli scontri esplosi durante i festeggiamenti per la vittoria del Paris Saint-Germain in Champions League. In totale, secondo il ministero dell'Interno, sono state fermate 416 persone in tutto il Paese, di cui 283 nella sola capitale. Le autorità hanno inoltre riferito che sette agenti sono rimasti feriti e che l'ondata di disordini è stata "assolutamente inaccettabile".
Durante la serata sono stati schierati circa 22.000 agenti in tutta la Francia, di cui 8.000 solo a Parigi, nel tentativo di prevenire nuove violenze dopo i disordini registrati l'anno precedente. Nonostante il massiccio dispositivo di sicurezza, gruppi di tifosi hanno bloccato la tangenziale parigina, acceso fumogeni e lanciato oggetti contro le forze dell'ordine. Si sono registrati danni a veicoli e attività commerciali, mentre nei pressi dello stadio Parc des Princes si sono verificati ulteriori scontri con la polizia che ha dovuto ricorrere ai gas lacrimogeni.

(Adnkronos) - Un ragazzo di 17 anni è morto la scorsa notte in un incidente stradale avvenuto sulla provinciale 80 nei pressi di Orta Nova, in provincia di Foggia. E' accaduto intorno alle 3. In auto c'erano altri quattro ragazzi che sono rimasti feriti. La vettura è finita contro il guardrail dopo essersi sbilanciata e capovolta. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, i sanitari del 118 e i carabinieri.

(Adnkronos) - Dalle temperature record alla minaccia temporali, anche sul ponte del 2 giugno. E' un 'mix esplosivo' dal punto di vista atmosferico quello che vivrà l'Italia nel prossimi giorni, quando le masse d'aria calde e cariche di umidità presenti sulle nostre regioni faranno i conti con l'irruzione di correnti decisamente più fresche e instabili in quota. Sono queste le previsioni meteo degli esperti per la giornata di oggi, domenica 31 maggio, e per i giorni a venire.
Mattia Gussoni, meteorologo de iLMeteo.it, conferma che l’ultima domenica del mese di maggio trascorrerà all’insegna del caldo intenso e del sole su buona parte delle regioni; in città come Milano, Bologna, Firenze, Bari, Palermo e Cagliari i valori massimi saliranno intorno ai 30°C. Di fatto stiamo attraversando una vera e propria ondata di caldo di stampo pienamente estivo. Tuttavia la situazione è destinata a cambiare nel corso della giornata, specialmente sulle aree montuose. L'instabilità prenderà il sopravvento tra il pomeriggio e la serata quando aumenterà sensibilmente il rischio di qualche rovescio temporalesco su Alpi e Prealpi: non escludiamo la possibilità di locali sconfinamenti delle celle temporalesche fin verso i settori di pianura del Triveneto.
Con l’inizio della prossima settimana avverà un cambio di circolazione ancora più deciso. La causa va ricercata nell'avvicinamento e nel successivo passaggio di un insidioso fronte temporalesco pilotato da un profondo ciclone di origine atlantica che, nel corso dei prossimi giorni, andrà ad approfondirsi sulle Isole Britanniche.
Il pericolo maggiore con questo tipo di configurazioni è rappresentato dal violento scontro tra masse d'aria (temperature e umidità) molto diverse che si verrà a creare proprio sopra al nostro Paese tra lunedì 1 e martedì 2 giugno (Festa della Repubblica). Come già avvenuto anche nel recente passato si tratterà di un vero e proprio "mix esplosivo" dal punto di vista atmosferico: da un lato avremo le masse d'aria calde e cariche di umidità che hanno ristagnato per giorni sulle nostre regioni, fornendo tantissima energia potenziale (carburante) al sistema; dall'altro lato assisteremo all'irruzione di correnti decisamente più fresche e instabili in quota, in rapida discesa dal Nord Europa.
Questo intenso contrasto termico esalterà i moti convettivi (le correnti ascensionali), aumentando sensibilmente la probabilità di assistere a fenomeni meteorologici di forte intensità. Durante il passaggio del fronte, infatti, non si esclude la formazione di supercelle temporalesche, accompagnate da frequente attività elettrica, locali grandinate (anche di medie dimensioni) e improvvisi e violenti colpi di vento (noti come downburst). Al momento le regioni maggiormente a rischio saranno quelle del Centro Nord dove sono previsti i fenomeni più intensi.
Dopo il passaggio di questo insidioso break temporalesco l’anticiclone subtropicale si riprenderà via via i suoi spazi e già verso il 6-7 giugno potrebbe innescare una nuova ondata di caldo sul bacino del Mediterraneo, Italia compresa.
Domenica 31. Al Nord: temporali sulle Alpi, sole altrove. Al Centro: soleggiato. Al Sud: soleggiato.
Lunedì 1. Al Nord: rovesci in arrivo su Lombardia e Triveneto, sole altrove. Al Centro: possibili piogge su zone interne. Al Sud: soleggiato.
Martedì 2. Al Nord: possibili forti temporali su Alpi e pianure. Al Centro: sole prevalente. Al Sud: qualche rovescio sulle Isole Maggiori interne.
Tendenza: 3 giugno con temporali al Nord Est e Centro, soleggiato altrove.

(Adnkronos) - Donald Trump è in "eccellente stato di salute". Ma deve dimagrire. Il presidente degli Stati Uniti si è sottoposto in settimana al checkup al Walter Reed National Military Medical Center. Il medico personale del presidente americano, il capitano della Marina Sean Barbabella, dopo il controllo medico riassume i risultati dei controlli in un rapporto diffuso dalla Casa Bianca. Trump, che tra un paio d'anni compie 80 anni e non conuma alcol, presenta una "forte funzionalità cardiaca, polmonarie, neurologica e generale", ed è "pienamente idoneo a svolgere tutte le funzioni di Comandante in capo e Capo di Stato". Il medico riferisce che l'età cardiaca del presidente è "circa 14 anni inferiore alla sua età anagrafica" e che il paziente ha ottenuto un punteggio di "30 su 30" al test cognitivo Montreal Cognitive Assesment.
La nota stonata, a giudicare dal report, è rappresentata dalla bilancia: Trump pesa attualmente di 108 chilogrammi, sei in più rispetto all'anno precedente. Barbabella ha fornito al presidente "consigli preventivi, inclusi suggerimenti su dieta, attività fisica e perdita di peso". E' noto che il presidente apprezzi i menù dei fast food e le bevande zuccherate, con una predilezione particolare per la Diet Coke.
Trump non ha mai nascosto lo scarso feeling con l'attività fisica. Il numero 1 della Casa Bianca pratica il golf ma si presenta sul green senza alcun tipo di preparazione atletica: il tapis roulant, ha detto in passato, è noioso. Negli ultimi mesi, le condizioni di salute del presidente sono finite sotto i riflettori per i dettagli catturati da foto e telecamere. Trump ha mostrato lividi sulle mani e caviglie gonfie. Nel rapporto di Barbabella si segnala anche una "lieve infiammazione dei tessuti molli sulle mani dovuta alle frequenti strette di mano e all'uso di aspirina" e un "lieve gonfiore agli arti inferiori", in miglioramente rispetto ad aprile 2025.
Trump gonfia i muscoli evidenziando i risultati in particolare del test cognitivo. "I risultati della mia visita medica, effettuata al Walter Reed Military Medical Center e appena pubblicati, sono stati eccezionali. A differenza di altri presidenti degli Stati Uniti, nessuno dei quali ha mai sostenuto un test cognitivo approvato e di elevata difficoltà, ho ottenuto un punteggio perfetto di 30 su 30, considerato "intelligenza estrema". I Democratici sono davvero sorpresi? In realtà, questo è il mio quarto test di questo tipo, tutti perfetti, ovvero 120 risposte corrette su 120 domande!", scrive su Truth. "È molto raro che qualcuno ottenga un punteggio perfetto, soprattutto se raggiunto quattro volte di seguito. Tutti i candidati alla presidenza e alla vicepresidenza dovrebbero essere obbligati a sostenere test cognitivi di elevata difficoltà. Il Congresso e i democratici dovrebbero esigerlo", conclude.

(Adnkronos) - "Preferirei raggiungere un accordo" tra Iran e Usa "perché possiamo riaprire immediatamente lo Stretto di Hormuz al momento della firma. L'unica garanzia che devo avere è che non ci saranno armi nucleari. Loro hanno accettato questo". Così, a Fox News, il presidente americano Donald Trump, commentando gli ultimi sviluppi nei negoziati con Teheran.
"È stato molto interessante. Inizialmente avevano detto: 'Non svilupperemo un'arma nucleare'. Io ho risposto: 'Bene, ma cosa succede se comprate un’arma nucleare?'. Così ora il testo dice: 'Non svilupperemo né acquisteremo in alcun modo un'arma militare nucleare'. È una grande differenza - ha affermato Trump -. Sono negoziatori molto tosti e ci vuole molto tempo, ma io non ho fretta".
"La loro marina è completamente distrutta, al 100%. La loro aeronautica è completamente distrutta, al 100%. Il loro esercito, invece, lo abbiamo in qualche modo lasciato stare, perché riteniamo che sia in una certa misura moderato", ha poi continuato il leader Usa.
"Abbiamo eliminato diverse figure della leadership e in realtà abbiamo lasciato stare il loro esercito. La gente sarà sorpresa nel sentirlo, perché nelle guerre sono stati commessi errori quando si è distrutto tutto e tutti, e poi ci si ritrova con un Paese che per 40 anni non riesce più a ricostruirsi - ha spiegato -. Guardate cosa è successo con l'Iraq".
Il presidente americano avrebbe intanto chiesto una serie di modifiche al memorandum d'intesa in fase di definizione con l'Iran prima di procedere con la firma. Secondo quanto riferito ad Axios da fonti dell'amministrazione americana, Trump vorrebbe rendere più dettagliate le disposizioni relative alla gestione delle scorte di uranio altamente arricchito ancora in possesso di Teheran e alle modalità di riapertura dello Stretto di Hormuz al traffico marittimo.
La bozza dell'accordo prevede attualmente l'impegno iraniano a non perseguire lo sviluppo di armi nucleari e un periodo di 60 giorni per negoziare gli obblighi nucleari di Teheran e il destino del materiale fissile accumulato. Il presidente americano - riferisce una fonte - intende inserire indicazioni più precise sui tempi e sulle modalità con cui gli Stati Uniti acquisirebbero tale materiale. La Casa Bianca continua comunque a dirsi fiduciosa sulla conclusione dell’intesa: "Ci sarà un accordo", ha dichiarato un alto funzionario, precisando che la finalizzazione potrebbe richiedere da pochi giorni a oltre una settimana.

(Adnkronos) - "Non è stata una persona importante nella mia vita perché nel momento del bisogno ha preferito il silenzio". Così Filippo Magnini, nel corso della replica di Verissimo andata in onda oggi domenica 31 maggio, ha parlato della sua precedente relazione, lunga quattro anni, con la campionessa olimpica Federica Pellegrini.
Una storia travagliata, con molti alti e bassi: "Quando sono stato accusato di doping io stavo ancora con Federica, ma in un momento così delicato della mia vita, lei non ha detto nulla, pur sapendo che ero innocente. Una persona che per me è importante avrebbe detto qualcosa", ha detto l'ex nuotatore che addossa a Pellegrini la colpa di essere rimasta in silenzio "un silenzio accusatorio nei miei confronti".
Ma proprio in quel momento, che Magnini considera "il periodo più brutto della sua vita", ha incontrato Giorgia Palmas, la showgirl con cui è sposato da cinque anni: dalla loro unione è nata una figlia, Mia. "La prima volta che l'ho visto ho subito pensato che fosse l'amore della mia vita. Mi sono sentita sicura, appoggiata", ha detto la showgirl.
La coppia ha vissuto un momento di crisi proprio recentemente, quando Magnini è diventato ufficialmente concorrente di Ballando con le stelle. Un'esperienza che li ha messi alla prova: "Con la lontananza siamo stati mesi a dura prova, siamo stati lontani quattro mesi. Non abbiamo vissuto la quotidianità, ed è stato difficilissimo. Non condividere insieme tante cose ci ha portato a litigare tanto", hanno ammesso entrambi.

(Adnkronos) - Colin Farrell fa rima con 'cattivo ragazzo di Hollywood in salsa irlandese'. Oggi, 31 maggio, compie 50 anni e sembra aver già vissuto più di una vita. Dagli esordi davanti alla macchina da presa nella sua Irlanda alla consacrazione ad Hollywood con 'Tigerland', 'Minority Report', 'In linea con l'assassino', 'Daredevil', 'Alexander', 'Miami Vice' e 'The Lobster', passando per droga, alcol, rehab, figli, separazioni e rinascite personali e artistiche.
Classe 1976, è nato a Dublino ed è cresciuto in periferia, a Castleknock. É l'ultimo di quattro figli, suo papà è un ex calciatore, negli Anni 60 giocò negli Shamrock Rovers. Ha vissuto un'infanzia normale, come tanti bambini, ma un’irrequietezza profonda ha cominciato presto a farsi sentire. A 17 anni ha sostenuto un provino per entrare a far parte della boy band Boyzone con la canzone 'Careless Whisper' di George Michael, ma è stato scartato. Un 'no' che lo ha portato a vivere per un anno in Australia e a lavorare come cameriere. Ma durante la sua permanenza nella terra dei canguri è finito addirittura in manette per sospetto omicidio: uno scambio di persona che si risolse in poche ore.
Tornato in Irlanda, Farrell si è iscritto alla Gaiety School of Acting di Dublino. Nel 1996 è arrivato il primo ruolo in 'Ballykissangel', la serie che lo ha fatto notare da Tim Roth che lo ha scritturato per 'Zona di guerra'. Ma il vero salto è arrivato con Joel Schumacher, che gli ha affidato 'Tigerland' e poi 'In linea con l’assassino', grazie a cui è diventato a 25 anni uno degli attori più richiesti di Hollywood.
Da lì, ha recitato con Bruce Willis in 'Sotto corte marziale', con Tom Cruise in 'Minority Report' e con Ben Affleck per 'Daredevil'. Ma anche ne 'La regola del sospetto' accanto ad Al Pacino, che lo ha definito "il migliore attore della sua generazione". Più volte inserito nella classifica degli 'Uomini più sexy del mondo' di 'People', non ha mai ottenuto il titolo ufficiale di 'Sexiest Man Alive'. "Colin sa benissimo di essere un vero bad boy e ne va fiero", scriveva la rivista. "Non è proprio il tipo da presentare alla mamma, ma guardarlo non ha mai fatto male a nessuno".
Negli anni successivi ha alternato grandi produzioni e cinema indipendente: tra i titoli, 'Una casa alla fine del mondo' di Michael Mayer, 'Alexander' di Oliver Stone e 'Il nuovo mondo' di Terrence Malick. E' apparso inoltre in un episodio di 'Scrubs' e ha lavorato con Michael Mann nella versione cinematografica di 'Miami Vice', vestendo i panni di Sonny Crockett. A Hollywood ancora si parla dell'ossessione dei paparazzi per Farrell, veniva seguito ovunque. Fu allora che l’assistente di produzione Angie Lee Cobbs ebbe l’idea di far indossare all’intera troupe magliette con la scritta 'Leave Colin Alone'. L’iniziativa ebbe talmente successo da trasformarsi in una piccola linea di abbigliamento 'anti‑paparazzi', sostenuta anche da star come Brad Pitt, Angelina Jolie, Reese Witherspoon, George Clooney, David Beckham, Victoria Adams e Naomi Watts.
Negli ultimi dieci anni ha recitato in 'Animali fantastici e dove trovarli', 'L'inganno' di Sofia Coppola, 'The Lobster' e 'Il sacrificio del cervo sacro' di Yorgos Lanthimos, 'Dumbo' di Tim Burton, 'Gli spiriti dell'isola' di Martin McDonagh che ha portato Farrell alla vittoria della Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile alla Mostra del Cinema di Venezia e al Golden Globe. E ancora, in 'The Batman' di Matt Reeves, dove ha interpretato Pinguino, tra i nemici più acerrimi del pipistrello della DC Comics. Un personaggio così amato che si è conquistato una serie ad hoc - disponibile su Sky e in streaming su Now - dal titolo 'The Penguin', che esplora l'ascesa al potere del Pinguino nel sottobosco criminale di Gotham e per cui si è aggiudicato un Golden Globe.
A far parlare di sé anche la sua vita fuori dal set. Nel 2005, terminate le riprese del film 'Miami Vice', è entrato volontariamente in un centro di riabilitazione. In un'intervista per 'GQ', ha parlato delle cause che lo hanno indotto a disintossicarsi, tra cui l'abuso di cocaina, ecstasy e alcolici. L'anno successivo, Farrell ha intentato una causa contro Nicole Narain, modella per 'Playboy' e sua ex amante, e contro l'Internet Commerce Group per la distribuzione non autorizzata di un video hard girato con la modella. E poi la rinascita artistica: con 'In Bruges - La coscienza dell'assassino' si è aggiudicato il Golden Globe come miglior attore protagonista. Mentre, dopo la morte di Heath Ledger, Terry Gilliam lo ha chiamato - insieme a Jude Law e Johnny Depp - per completare 'Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il diavolo', per devolvere poi il cachet alla figlia dell'attore scomparso, Matilda.
Da 'bad boy' a papà: nel 2003 è diventato padre del suo primo figlio, James Padraig, avuto dalla modella Kim Bordenave. Qualche anno dopo, l'attore ha dichiarato che il figlio è affetto dalla sindrome di Angelman, che colpisce il sistema nervoso. In una recente intervista a 'Candis Magazine', durante cui ha raccontato la difficoltà di prendere una decisione complessa come quella di cercare una struttura di assistenza a lungo termine per suo figlio per far sì che abbia una vita piena e felice: "E se avessi un attacco di cuore all'improvviso o se succedesse qualcosa a Kim? James resterebbe da solo, diventerebbe un assistito dello Stato e dove andrebbe? Questo è il mio incubo", aveva spiegato l'attore, anche papà di Henry Tadeusz nato nel 2009, avuto dall'attrice polacca Alicja Bachleda. Nel 2024 Farrell ha creato la Colin Farrell Foundation in onore di James. L’organizzazione no profit che offre sostegno ai ragazzi che vivono le stesse problematiche del figlio e alle loro famiglie.
A cinquant’anni, la vita di Colin Farrell assomiglia a un romanzo pieno di capitoli indimenticabili: ruoli che hanno lasciato il segno, eccessi che lo hanno messo a dura prova, scandali che gli hanno dato la nomea di 'cattivo ragazzo', ma anche un percorso di cura, responsabilità e amore verso gli altri, culminato nell’impegno per le persone con disabilità attraverso la fondazione dedicata a suo figlio James.
Oggi Farrell è molto più del 'bad boy' di Hollywood: è uno degli esponenti più autorevoli della scena irlandese, quella che sta riscrivendo le regole del cinema internazionale. Una generazione che brilla con Cillian Murphy, passato dall’anti‑eroe tormentato di 'Peaky Blinders' al padre della bomba atomica in 'Oppenheimer'; che trova nell’intensità di Barry Keoghan, un camaleonte irresistibile, capace di lasciare il segno come Joker in 'The Batman', come Oliver Quick in 'Saltburn' e presto nei panni di Ringo Starr in 'The Beatles'; che si affida alla versatilità magnetica di Jessie Buckley, fresca di Oscar per 'Hamnet – Nel nome del figlio' e indimenticabile ne 'La sposa' di Maggie Gyllenhaal; e che vede in Paul Mescal una sensibilità rara, esplosa con 'Normal People', affinata in 'Aftersun', 'Il gladiatore II', 'The History of Sound' e ora pronta a incarnare Paul McCartney in 'The Beatles'. E in mezzo a loro c’è Colin Farrell, il più imprevedibile di tutti: quello che ha conosciuto il baratro e la rinascita, la gloria e la caduta, la leggerezza e la profondità. La sua storia ricorda che il talento non segue mai una linea retta. (di Lucrezia Leombruni)

(Adnkronos) - Sciopero nazionale di 8 ore dei treni giovedì 11 giugno. A fermarsi, dalle 9 alle 17, sarà il personale delle imprese ferroviarie e degli appalti ferroviari.
A proclamare la protesta, i sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ferrovieri, Fast Confsal e Orsa trasporti perché “il Governo ha scelto di ignorare le nostre richieste sui rischi derivanti dalle future gare ferroviarie intercity dove è emersa la volontà del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di suddividere in tre lotti non equivalenti, anziché in un unico lotto”. Secondo le organizzazioni sindacali “inoltre l’assenza nelle gare di clausole sociali vincolanti, l’incertezza sugli investimenti infrastrutturali e un processo di liberalizzazione che rischia di scaricare i costi su lavoratrici, lavoratori e cittadini sono segnali che potrebbero aprire la strada ad una stagione di dumping contrattuale, accompagnata da una riduzione dell’offerta commerciale a causa del congestionamento della rete e dalla frammentazione del servizio, con inevitabili ripercussioni sulla qualità del trasporto ferroviario reso all’utenza”.
“Quello a cui stiamo assistendo - spiegano Filt, Fit, Uiltrasporti, Ugl Ferrovieri, Fast e Orsa - è un attacco al sistema Paese, che non riguarda solo il trasporto Intercity ma che, nell’immediato futuro, rischia di produrre impatti gravissimi anche nel trasporto regionale e sull’alta velocità, segmento redditizio in cui è previsto l’ingresso di un nuovo operatore straniero a cui sarà consentito effettuare il servizio senza vincoli di sistema, favorendo una concorrenza fondata sull’abbattimento del costo del lavoro, ai danni delle imprese, dei ferrovieri e della qualità del servizio offerto, anche a causa delle scellerate e recenti decisioni assunte dall’Art, l’autorità in materia di trasporti”.
“Seppure pronti a confrontarsi sulla materia - affermano infine le organizzazioni sindacali - non siamo disponibili ad assistere in silenzio allo smembramento del trasporto ferroviario e al depauperamento di un asset strategico del Paese sulla pelle di lavoratrici, lavoratori e cittadini”.
Ma il ministero dei Trasporti fa sapere che "i tecnici del Mit sono al lavoro già da tempo, su indicazione diretta del ministro Matteo Salvini, per risolvere il problema ed evitare la mobilitazione. Peraltro, va sottolineato che - in questo caso, la richiesta dei lavoratori è condivisibile", riferisono fonti del Mit.

(Adnkronos) - Da noi... a ruota libera torna oggi, domenica 31 maggio, con un nuovo appuntamento in diretta alle 17.20 su Rai 1 con la conduzione di Francesca Fialdini. Tra gli ospiti della puntata Pamela Prati, showgirl, attrice e cantante e la storica annunciatrice e conduttrice televisiva Maria Giovanna Elmi.
Arriveranno poi in studio Lorella Boccia e Fabio Gallo che da sabato 6 giugno condurranno con Giulia Bonaudi 'UnoMattina Weekly', il programma che nel weekend darà il buongiorno al pubblico di Rai 1 per tutta l’estate, tra attualità, notizie, musica e il racconto degli angoli più belli del Paese.
Infine, la storia di Manuel Lombardi, casertano quarantanovenne, che ha riscoperto le proprie radici agricole dopo la scomparsa del fratello Fabio e che oggi porta avanti il suo sogno producendo e promuovendo uno dei formaggi più rari al mondo.

(Adnkronos) - Big match al Roland Garros 2026. Oggi, domenica 31 maggio, Joao Fonseca sfida Casper Ruud - in diretta tv e streaming - negli ottavi di finale dello Slam di Parigi. Il brasiliano arriva al match dopo la vittoria in rimonta contro Djokovic, mentre il norvegese ha battuto, sempre rimontando in cinque set, Paul.
La sfida tra Fonseca e Ruud è in programma oggi, domenica 31 maggio, alle ore 20.15. I due tennisti non si sono mai affrontati in carriera, con quello del Roland Garros che sarà quindi il loro primo incrocio.
Le partite del Roland Garros saranno trasmesse in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv. I match saranno quindi disponibili, anche in streaming, su HBO Max, Discovery+, Dazn, TimVision e Prime Video Channels.

(Adnkronos) - Donald Trump torna all'attacco di Papa Leone. Dopo qualche giorno di silenzio in un post su Truth social, il presidente americano scrive: "Qualcuno dovrebbe spiegare al Papa che il sindaco di Chicago è inutile e che l'Iran non può avere un'arma nucleare".
A corredo del suo post, Trump ha rilanciato le foto pubblicate sul suo account X dal democratico Brandon Johnson, ricevuto due giorni fa in Vaticano da Leone XIV, che è nato a Chicago. "È stato un onore condividere del tempo con un magnifico essere umano, Sua Santità Papa Leone XIV", ha scritto Johnson, postando anche le immagini della preghiera di Prevost durante un incontro multireligioso.
L'ultimo attacco di Trump arriva nello stesso giorno in cui Leone XIV ha presieduto la preghiera per la pace nei giardini vaticani. Un rosario durante il quale Prevost ha ricordato che la pace non è "né un’ingenua illusione, né un affare da gestire per interesse”. E ha invocato che “la bramosia di potere e la violenza delle parole lasceranno il passo alla sete di giustizia e di verità”.
L'ultimo attacco del presidente Usa a Leone XIV è dello scorso 5 maggio quando a due giorni dalla visita del segretario di Stato Marco Rubio sbarcato in Vaticano per 'ricucire' i precedenti pesanti attacchi, lo ha accusato di star "mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone". Leone XIV "preferisce parlare di come sia accettabile che l'Iran abbia un'arma nucleare, non penso sia una buona cosa", ha ribadito Trump.
Altre bordate contro il Pontefice erano arrivate prima quando Trump aveva definito il Pontefice “debole”, criticandone duramente le posizioni sulla politica estera e di sicurezza. Dichiarazioni che hanno fatto seguito agli appelli del Papa per la pace. Trump ha affermato di “non essere un grande fan” di Leone XIV, accusandolo di essere “molto liberale” e di non sostenere adeguatamente la lotta alla criminalità, arrivando persino a insinuare che la sua elezione sia stata favorita indirettamente dalla sua stessa presenza alla Casa Bianca.
Il tono dell’attacco ha superato la semplice divergenza politica. In un lungo intervento, il presidente ha sostenuto che il Papa dovrebbe “concentrarsi sull’essere un grande Papa, non un politico”, accusandolo di danneggiare la Chiesa con le sue prese di posizione.
(Adnkronos) - “Vado al massimo, vado a gonfie vele” canta Vasco Rossi alla data zero del suo tour estivo. E non poteva scegliere brano migliore per restituire la fotografia più fedele della sua storia. A 74 anni, con quasi mezzo secolo di carriera alle spalle, il rocker di Zocca continua a correre alla propria velocità, ignorando mode, classifiche e febbre da algoritmi. Lo ha dimostrato ancora una volta allo Stadio Romeo Neri di Rimini, dove è andata in scena la tradizionale data zero del Vasco Live 2026, il primo assaggio di un tour destinato ad attraversare l’Italia per tutto il mese di giugno. Dopo il soundcheck riservato agli iscritti del Blasco Fan Club, la prova generale ufficiale dello spettacolo andata in scena la sera precedente, il bilancio del weekend riminese parla di un totale circa 50mila spettatori. A confermarlo è Roberto De Luca, presidente e amministratore delegato di Live Nation Italia. Alla quinta edizione consecutiva tra il 2022 e il 2026 dei Vasco Live, i numeri certificano ancora una volta la sua potenza, con oltre tre milioni di biglietti venduti.
Ma se c’è un filo rosso che attraversa questo nuovo tour è quello della riflessione sul presente. Un tema che Vasco affronta con il linguaggio che gli appartiene da sempre: quello delle canzoni. “Questo sarà un concerto molto provocatorio, molto ironico, con una grande ironia feroce, per sdrammatizzare un po’ e anche esorcizzare questo momento storico e buio, nel quale violenza, odio e paura sono all’ordine del giorno”, premette il rocker incontrando i giornalisti poche ore prima dello show. Il punto di partenza è racchiuso già nel disco del 1979 'Non siamo mica gli americani', dal quale pesca diversi brani del set. Un richiamo al suo secondo album, che oggi assume una nuova attualità. “Siamo cresciuti pensando di essere un po’ anche noi americani, invece no. Noi siamo italiani, non possiamo stare a sparare in giro, invece loro possono sparare agli indiani. Non è questione di essere quello più forte o più prepotente ma è stato un errore pensare di esserlo stati”.
Un ragionamento che Vasco allarga alla storia e alla cultura del dopoguerra: “Gli anni Ottanta erano gli anni in cui tutti giravamo e pensavamo di esserlo, con i jeans e quella roba lì. Ma non solo gli anni Ottanta: anche gli anni Cinquanta e Sessanta. Noi siamo cresciuti con la cultura americana che ci ha impregnato di tutto, dal rock ai musical, dalla Coca-Cola a Madonna. Ci siamo bruscamente risvegliati da questo sogno del dopoguerra e abbiamo visto che noi non siamo mica americani. Quindi benissimo: siamo italiani”. Nessun discorso troppo schierato dal palco. Vasco ribadisce di non sentire il bisogno di trasformare il concerto in una tribuna politica. “Le mie canzoni parlano da sole” assicura. Ed è proprio attraverso il repertorio che prende forma il racconto del Vasco Live 2026. Una scaletta costruita come un viaggio negli anni Ottanta, pensata per chi conosce a memoria ogni piega della sua discografia. “È una scaletta per i buongustai di Vasco Rossi, quelli che conoscono tutto sin dall’inizio - dice lui - Ci sono canzoni che non si sentivano da tanto tempo e altre che addirittura non erano mai state fatte. Tutto questo per portare un po’ di gioia, perché noi artisti portiamo un po’ di gioia”.
Il viaggio comincia con una raffica di brani che hanno costruito il mito del Blasco. Da ‘Vado al massimo’, assente dal vivo da tantissimi anni e riproposta in una versione punk e più tirata, passando per ‘Ormai è tardi’, 'Alibi' e 'Sono ancora in coma'. Su ‘Fegato, fegato spappolato’ il Kom non le manda a dire: "Il potere è una droga e tutti quelli del governo sono dei drogati" mentre l’entusiasmo del pubblico cresce con il ritorno di rarità assolute come ‘Bolle di sapone’, ‘Domani sì adesso no’, ‘Tango della gelosia’ e soprattutto ‘Una nuova canzone per lei’, eseguita dal vivo per la prima volta dal 1985. Una vera immersione negli album che tra il 1979 e il 1989 hanno definito l’identità artistica di Vasco: da ‘Non siamo mica gli americani’ a ‘Colpa d’Alfredo’, passando per ‘Vado al massimo’, ‘Cosa succede in città’, ‘C’è chi dice no’ e ‘Liberi… Liberi’. Dischi che raccontano un Paese in trasformazione attraverso personaggi fragili, ironici, disillusi e profondamente umani. Nella seconda parte dello show il racconto si sposta al presente. Ad aprire il segmento più introspettivo è ‘Marea’, eseguita dal vivo per la prima volta, seguita da ‘Siamo soli’ e ‘Se ti potessi dire’ Poi arriva il cuore politico del concerto. Un ponte ideale tra gli anni Ottanta e l’oggi è ‘Per quello che ho da fare) Faccio il militare’, brano antimilitarista che introduce ‘Gli spari sopra’ e ‘C’è chi dice no’, formando uno dei passaggi più significativi dello spettacolo.
La riflessione sulla guerra emerge anche nelle parole pronunciate da Vasco prima del concerto. “La musica è contro la guerra e se c’è musica non c’è guerra. La musica, l’arte e la poesia sono chiaramente contro la guerra, soprattutto contro queste guerre moderne”. In un tempo segnato da tensioni e divisioni, ciò che oggi lo scandalizza davvero è altro: “L’amore, la musica e il fatto di trovarsi insieme, uniti, a provare della scandalosa e sana felicità collettiva” confessa. E a chi gli chiede un commento sulle recenti dichiarazioni del collega Francesco De Gregori riguardo agli appelli politici dal palco, Vasco risponde senza polemiche: “Rispetto De Gregori e il suo pensiero, anche perché ognuno fa quello che sente secondo la propria coscienza. Lui ogni tanto ha delle opinioni molto personali, rispettabilissime. Non dice cose sbagliate, è un modo di vedere le cose provocatorio dal suo punto di vista. Non mi sono meravigliato per niente, perché lui è fatto così. Lui è un poeta, non è un politico, non fa discorsi per ottenere consenso. Di quelli ne abbiamo già abbastanza”.
Il concerto torna nel vivo con ‘Stupendo’, ‘Rewind’ e ‘Un mondo migliore’, prima dell’ultima sequenza. 'La noia', assente da anni, apre la strada a 'Sally', 'Siamo solo noi', 'Vita spericolata' nella rara versione piano e voce e 'Canzone' eseguita integralmente. A chiudere, come da tradizione, è 'Albachiara', che da decenni accompagna l’uscita di scena del Blasco. Sul palco insieme a lui una formazione consolidata, composta da Vince Pastano, Stef Burns, Antonello D’Urso, Andrea Torresani, Alberto Rocchetti, Donald Renda, Andrea Ferrario, Tiziano Bianchi, Roberto Solimando e Roberta Montanari. Nel finale, anche una sorpresa: l’ingresso dello storico bassista Claudio Golinelli, ‘il Gallo’, accolto dall’abbraccio del pubblico del Romeo Neri. Dopo Rimini il tour proseguirà a Ferrara, Olbia, Bari, Ancona e Udine. Intanto, la data zero parla da sola. Vasco Rossi continua non soltanto a inanellare record su record ma a mantenere intatta la capacità di raccontare il presente attraverso le sue canzoni. E anche mentre guarda con ironia alla possibilità che Ultimo possa superare a Tor Vergata il primato dei 225mila di Modena Park -“Il mio record deve ancora essere infranto: Modena Park è stato il più leggendario concerto del rock mondiale” - il Blasco resta fedele alla sua natura. Continuando, ostinatamente, ad andare al massimo. ( di Federica Mochi )

(Adnkronos) - Anche Matteo Arnaldi approda agli orravi di finale del Ronald Garros, dopo Matteo Berrettini e Flavio Cobolli, con tre azzurri qualificati. Bellissima vittoria del tennista Sanremese sul rosso parigino, in un'altra maratona di cinque set, consclusasi al super tie-break con il punteggio di 6-4 6-7 (5-7), 5-7, 6-4 7-6 (10-4) in quattro ore e 58 minuti contro il belga - numero 62 del mondo - Raphael Collignon. Arnaldi torna al quarto turno a Parigi dopo due anni e tornerà con in top 100 alla fine del torneo. Agli ottavi l'azzurro giocherà con il vincente della sfida tra Frances Tiafoe e Jaime Faria.
(Adnkronos) - Un vaccino contri il cancro in grado di eliminare completamente i tumori nei pazienti. Uno studio internazionale condotto in 11 paesi ha prodotto risultati "senza precedenti" nella sperimentazione. Il Guardian riferisce che, nel trial, il vaccino è stato somministrato a pazienti affetti da tumore che si era esteso o che si era presentato come recidiva dopo terapia non efficaci. Il vaccino, denominato amivantamab, secondo quanto riporta il quotidiano britannico ha ridotto le dimensioni dei tumori in oltre un terzo dei pazienti, con cambiamenti significativi osservati nel giro di poche settimane. In 15 di questi pazienti, i medici hanno riscontrato che il farmaco aveva completamente eliminato i tumori. "Sono risposte eccezionalmente forti in pazienti la cui malattia è diventata resistente sia alla chemioterapia che all'immunoterapia. Si tratta di un gruppo di pazienti per i quali le opzioni terapeutiche sono estremamente limitate: osservare questi effetti positivi è davvero straordinario", dice Kevin Harrington, professore di terapie biologiche contro il cancro presso l'Institute of Cancer Research (ICR) di Londra. "Questo trattamento ha il potenziale per giovare a migliaia di pazienti ogni anno".
I risultati del trial saranno presentati domani, domenica 31 maggio, a Chicago in occasione del più grande congresso mondiale sul cancro, l'appuntamento annuale dell'American Society of Clinical Oncology (ASCO). Nello studio, 102 pazienti affetti da tumore della testa e del collo - la sesta patologia oncologica più diffusa - hanno ricevuto l'iniezione. I tumori si sono ridotti o sono scomparsi completamente in 43 pazienti: 28 di loro hanno mostrato una riduzione significativa, in 15 persone i tumori sono stati completamente eradicati.
Secondo i ricercatori, afferma il Guardian, il vaccino ha mostrato risultati simili anche in pazienti con tumore al polmone. L'amivantamab, sviluppato da Johnson & Johnson, è attualmente in fase di valutazione in circa 60 studi clinici, principalmente per il tumore al polmone, ma anche per i tumori del colon-retto, del cervello e dello stomaco. Il vaccino anticancro agisce in 3 modi. Blocca l'EGFR (recettore del fattore di crescita epidermico), una proteina che favorisce la crescita dei tumori, sia il MET, la 'strada' che le cellule tumorali spesso utilizzano per eludere le terapie. Il vaccino, inoltre, contribuisce a attivare il sistema immunitario per attaccare il tumore.
I ricercatori hanno evidenziato che lo studio si è concentrato su pazienti con tumori della testa e del collo, escludendo quindi soggetti affetti da carcinoma squamocellulare orofaringeo HPV-positivo. Tale dato, secondo gli scienziati, è particolarmente significativo: i tumori della testa e del collo non causati dall'HPV sono generalmente più difficili da trattare, i progressi riscontrati in questo gruppo di pazienti pertanto sono considerati di enorme importanza. I pazienti trattati con amivantamab hanno avuto una sopravvivenza media di 12,5 mesi dall'inizio del trattamento, nonostante fossero affetti da una forma di cancro con una prognosi molto sfavorevole.

(Adnkronos) - "Sono contento, Conte se ne va". Firmato, Kevin De Bruyne. Il centrocampista belga del Napoli non è affatto turbato dall'addio di Antonio Conte. L'ex giocatore del Manchester City, allo stesso tempo, non scioglie tutti i dubbi sulla sua permanenza in maglia azzurra. "All'inizio pensavo di aver giocato abbastanza bene, e anche al mio rientro ho mantenuto un buon livello. È stato difficile per me, ovviamente, perché Conte ha una visione del calcio molto diversa dalla mia; non bisogna girarci intorno. Non sono mai riuscito a giocare nel mio ruolo abituale. È andata così. Ho sempre dato il massimo. Ho giocato parecchio, anche dopo l'infortunio, quindi per me va tutto bene", dice De Bruyne a nieuwsblad.be, parlando della sua prima annata a Napoli, a margine della KDB Cup a Drongen. "Abbiamo giocato in modo molto difensivo. Se segni un solo gol a partita con un 5-4-1... non è un granché. All'inizio dell'anno, inoltre, abbiamo giocato con una formazione molto, molto bassa. Il nostro capocannoniere ha segnato 10 gol, quindi sì, le statistiche non sono eccezionali, ma in termini di livello e di calcio, penso che sia andata abbastanza bene", spiega.
Poi l'affondo: "Se sono contento che Conte se ne vada? Per me sì. Per quanto mi riguarda, non era obbligato a restare. Io resterò? Credo sia importante parlare dello stile di gioco", dice. A Napoli dovrebbe arrivare Massimiliano Allegri, il 'profeta' del calcio all'italiana. "Quest'anno ho notato che lo stile di gioco è molto importante per me. Deve anche rimanere divertente, e purtroppo questo aspetto mi è mancato un po'. Ho ancora un anno di contratto, ma voglio parlarne. Anche l'anno scorso si è parlato di certe cose. ‘Giocheremo in un certo modo e faremo questo e quello’, ma non se n'è fatto nulla, ed è un peccato, ovviamente", conclude De Bruyne.
(Adnkronos) - Vasco Rossi non le manda a dire. Durante ‘Fegato, fegato spappolato’, dal palco dello Stadio Romeo Neri di Rimini, il Blasco dice la sua sui politici: “Il potere è una droga e quelli del governo sono dei drogati di m…”
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