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Hiv, ViiV Healthcare presenta piattaforma RHIVolution[13]
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Ferrovienord, inaugurato Info Point Cantieri nella stazione di Milano Cadorna[15]
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Sisal presenta il quarto appuntamento con FutureS[16]
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Difesa, a Roma la 2^ conferenza Space&Underwater[40]

Tempo di Supercoppa Italiana per Napoli, Inter, Milan e Bologna. Le quattro squadre impegnate nel torneo a Riad 'salteranno' la sedicesima giornata di campionato e i rispettivi impegni contro Parma, Lecce, Como e Verona e recupereranno la sfida nel mese di gennaio. Ma quando? Ecco tutte le cose da sapere sui recuperi di Serie A a causa della Supercoppa in Arabia.
Le partite del 16° turno di Serie A di Napoli, Inter, Milan e Bologna, squadre impegnate in Supercoppa Italiana, verranno recuperate a gennaio. Ecco il calendario completo:
Napoli-Parma: 14 gennaio, ore 18:30
Inter-Lecce: 14 gennaio, ore 20:45
Verona-Bologna: 15 gennaio, ore 18:30
Como-Milan: 15 gennaio, ore 20:45
La Supercoppa Italiana 2025/26 inizierà il 18 dicembre con la prima semifinale e terminerà il 22 dicembre con la finale per assegnare il trofeo, vinto un anno fa dal Milan.

In Cile l'ultraconservatore José Antonio Kast ha ottenuto una schiacciante vittoria sulla candidata di sinistra Jeannette Jara al ballottaggio. Descritto dall'opposizione come il ''Pinochet senza uniforme'', Kast ha ottenuto circa il 58 per cento dei voti. In campagna elettorale ha promesso di espellere più di 300mila immigrati, sigillare il confine settentrionale, adottare una "mano ferma" sui tassi di criminalità quasi record e riavviare l'economia in stallo. "Il Cile voleva un cambiamento", ha detto Kast a migliaia di sostenitori esultanti, promettendo di "ripristinare il rispetto della legge" e impegnandosi a governare per tutti i cileni e ad ascoltare le critiche.
Un tempo uno dei Paesi più sicuri d'America, il Cile è stato duramente colpito dalla pandemia di Covid-19, da violente proteste sociali e dall'afflusso di gruppi criminali organizzati stranieri. A Santiago, i sostenitori di Kast hanno suonato i clacson, sventolato bandiere e acclamato un uomo che ha ripetutamente difeso la sanguinosa dittatura di Augusto Pinochet. I sostenitori hanno cantato l'inno nazionale, gridando "Pinochet! Pinochet!" e stringendo in mano i ritratti del defunto autocrate.
Kast, 59 anni, padre di nove figli, si era già candidato due volte alle presidenziali e la terza si è rivelata quella fortunata. Si tratta dell'ultima vittoria della destra latinoamericana, dopo le elezioni in Argentina, Bolivia, Honduras, El Salvador ed Ecuador. Subito dopo la chiusura dei seggi e la portata della vittoria è diventata chiara, Jara ha chiamato Kast per ammettere la sconfitta, affermando che gli elettori si sono espressi in modo "forte e chiaro". Tra coloro che hanno inviato le loro congratulazioni anche il segretario di Stato americano Marco Rubio e l'argentino Javier Milei.
Kast è più a destra della maggior parte dei cileni su molte questioni sociali, tra cui l'aborto, a cui si oppone anche nei casi di stupro. Ma molti cileni, stanchi dell'alto tasso di criminalità e della lenta crescita registrati durante i quattro anni di governo di sinistra, hanno dichiarato che avrebbero votato per il cambiamento, nonostante i dubbi. I sondaggi hanno mostrato che oltre il 60 per cento dei cileni ritiene che la sicurezza sia il problema principale che il Paese deve affrontare. Le posizioni intransigenti di Kast fanno però temere che possa tentare di riscrivere la storia di una dittatura che ha torturato e imprigionato decine di migliaia di persone.
Pinochet ha lasciato il potere nel 1990, dopo che i cileni hanno respinto tramite referendum la proposta di estendere il suo governo durato 17 anni. All'epoca Kast faceva campagna elettorale per Pinochet. L'Afp sottolinea che anche le origini familiari di Kast hanno sollevato interrogativi. Funzionari tedeschi citati dal Guardian hanno riferito che una carta d'identità conservata nell'archivio federale della Germania dimostra che il diciottenne Michael Kast si unì al Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori nel settembre del 1942 al culmine della guerra di Hitler contro l'Unione Sovietica. La data e il luogo di nascita indicati sul documento corrispondono a quelli del padre di Kast, deceduto nel 2014. Il neoletto Kast sostiene che suo padre fu arruolato forzatamente e non sostenne i nazisti.
Per Jara, invece, il suo ruolo come ministra del Lavoro sotto la presidenza del presidente uscente di sinistra Gabriel Boric si è rivelato un tallone d'Achille. Il grande fallimento di Boric è stata la mancata riforma della Costituzione dell'era Pinochet. Dal 2010, in ogni elezione presidenziale i cileni si sono alternati tra governi di sinistra e di destra. Kast entrerà in carica a marzo.
Matteo Berrettini e Jannik Sinner preparano la nuova stagione a Dubai. I due azzurri, reduci da un finale di 2025 esaltante, con trionfo in Coppa Davis per Matteo e vittoria alle Atp Finals per Jannik, si sono allenati insieme negli Emirati Arabi, che in questo periodo accolgono il top del tennis mondiale. Come raccontato da diversi video che negli ultimi giorni hanno fatto il giro dei social, proprio a Dubai Matteo sarebbe stato visto in compagnia di Thomas Enqvist, ex numero 4 del ranking e coach molto rispettato nell'ambiente.
Prove di convivenza per il 2026? Al momento, nessuna certezza. Alessandro Bega resta il primo coach di Berrettini, anche se le voci di un avvicinamento a Enqvist vanno avanti da diversi mesi, dai tempi della separazione con lo storico coach Vincenzo Santopadre.

La Juventus batte 1-0 il Bologna nel big match della 15esima giornata di Serie A, grazie al gol di Cabal, ma a far discutere è un clamoroso episodio accaduto nel finale di partita. Al minuto 80, scintille tra Lucumì e Conceicao in area di rigore rossoblù: i bianconeri reclamano un penalty per una manata del difensore sull'esterno portoghese, che cade a terra. L'atteggiamento infastidisce Lucumì, che alza di peso Conceicao (in area di rigore) e poi lo sbatte a terra con violenza. Una mossa quasi da wrestling, di sicuro per niente sportiva. L'arbitro Massa decide di non punire il difensore per il brutto gesto, con una decisione che ha fatto molto discutere nel post-partita e che continuerà a far parlare.
Per la cronaca, il tecnico del Bologna Vincenzo Italiano ha immediatamente sostituito Lucumì dopo questo episodio.

''Brava Italia'', perché ''nessun altro Paese in Europa sta facendo bene come voi'' e perché ''l'economia italiana è un'àncora di stabilità in Europa''. Lo ha detto la direttrice del Fondo monetario internazionale (Fmi) Kristalina Georgieva intervenendo alla cena della XVIII Conferenza delle ambasciatrici e degli ambasciatori d'Italia nel mondo, ieri sera a Villa Madama. ''Voglio esprimere la mia ammirazione per il vostro lavoro'', ha aggiunto rivolgendosi al vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, sottolineando che sono state effettuate ''riforme che si sono rivelate molto importanti''.
''L'economia mondiale e l'economia italiana hanno dimostrato grande resilienza in un periodo di grandi turbolenze'' com'è quello che stiamo vivendo, ha affermato Georgieva. ''Vediamo un mondo che sta facendo meglio di quello che temevamo, ma peggio rispetto a quello di cui abbiamo bisogno'', ha aggiunto la direttrice del Fondo monetario internazionale, sottolineando il ''contesto caratterizzato da tensioni per i dazi e da drammatici cambiamenti geopolitici, tecnologici, demografici, climatici''.
Dopo le cinque ore di discussioni di ieri, riprendo oggi, lunedì 15 dicembre 2025, a Berlino i colloqui per arrivare a accordo di pace tra Russia e Ucraina. Nella capitale tedesca il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è impegnato in una serie di incontri con rappresentanti degli Stati Uniti e dell’Unione Europea, tra cui la premier Meloni.
Secondo fonti diplomatiche, Zelensky sarebbe disposto ad abbandonare formalmente l’obiettivo di adesione alla Nato[1] in cambio di garanzie di sicurezza legali e vincolanti da parte di Stati Uniti e partner europei.
Il passo rappresenta uno dei compromessi più importanti finora offerti da Kiev per cercare di porre fine al conflitto, pur rimanendo ferma nel rifiutare qualsiasi concessione territoriale a favore di Mosca.
Settimana decisiva per la questione degli asset russi congelati in Europa. "Le altre opzioni non funzionano, già due anni fa ho proposto gli Eurobond per sostenere l'Ucraina ma non c'è l'unanimità", ha detto l'alto rappresentante Ue Kaja Kallas arrivando al Consiglio Esteri. "La proposta sui prestiti può essere approvata a maggioranza qualificata, non pesa sui nostri contribuenti e lancia un messaggio, se si causano tutti questi danni a un altro Paese, si deve pagare per i risarcimenti", ha aggiunto commentando la lettera inviata alla Commissione da 4 Paesi, tra cui l'Italia, sulle necessità di continuare a esplorare soluzioni alternative. Kallas ha sottolineato che ci sono "diverse pressioni".

Si è conclusa lo scorso giovedì 11 dicembre, a Roma, nella Sala Vanvitelli dell’avvocatura generale dello Stato, la ventiduesima edizione del prestigioso Premio 'Le Ragioni della Nuova Politica', tra ospiti illustri, molti dei quali già insigniti in passato, e autorità istituzionali come il ministro della Salute Orazio Schillaci. Tra gli altri: Antonello Folco Biagini, Rettore Unitelma Sapienza, Rraffaele Squitieri, emerito Presidente Corte dei Conti, Stefano Crisci, avvocato; Raffaele Tamiozzo, emerito avvocato generale dello Stato; Elisabetta Gabrielli; mons. Luigi Casolini; Laura Comi, già Etoile dell’Opera di Roma, Daniela e Stefano Traldi; il procuratore Luigi De Ficchy; Angelo Buscema, Giudice Corte Costituzionale; l’imprenditore Stefano Commini; Fabia Baldi. La celebrazione, condotta dalla giornalista Camilla Nata, è stata introdotta da Sara Iannone, presidente dell’Associazione 'L’Alba del Terzo Millennio', ideatrice e istitutrice del Premio. “Un progetto - ha detto il presidente - fondato sull’idea che, anche nei momenti più difficili, la società abbia bisogno di una luce capace di orientare il dibattito pubblico e il pensiero civile”. Ha ricordato, inoltre, che il primo premiato della storia del premio fu Don Mazzi, mentre la seconda edizione vide insigniti Nilde Iotti e Corrado Calabrò che la presidente ha ringraziato per la sua presenza in platea.
Altro premiato al quale il presidente ha voluto rivolgere un ringraziamento particolare per essere intervenuto, è Andrea Monorchio che fu premiato nel 2003, dopo una piccola pausa nelle celebrazioni. Infatti, come ha ricordato anche Gabriella Palmieri Sandulli, l’avvocato generale dello Stato, nel suo saluto iniziale, il Premio Le Ragioni della Nuova Politica è stato istituito nel 1996, lo stesso anno della costituzione de L’Alba del Terzo Millennio, e quindi il prossimo anno compirà trent’anni. A seguire, il professor Ortensio Zecchino ha tenuto una stimolante riflessione sul tema: “L’impegno dei cattolici nella gestione della Res Publica”.
Oggi l’impegno dei cattolici in politica può essere utile e produttivo, ha detto Zecchino, ma “io non credo che sia tempo di pensare a un partito dei cattolici, l’unità dei cattolici è anacronistica idea non riproponibile in questo nostro tempo”. E ha ricordato come anche il pensiero cattolico sia sempre stato diverso e anche conflittuale citando figure chiave come Don Romolo Murri, Don Luigi Sturzo, Giuseppe Dossetti fino a Gianni Baget Bozzo. Inoltre, il professor Zecchino ha ammonito la sola idea di costituire oggi un partito cattolico perché le appartenenze religiose, storicamente, hanno prodotto anche integralismi, guerre di religione, e in questa Italia multiculturale, non più monoliticamente cattolica, un partito cattolico incentiverebbe alla creazione di altri partiti delle altre religioni presenti sul nostro territorio e “avvieremmo il Paese verso una deriva di conflittualità pericolosamente integraliste”.
“Il Cattolicesimo deve sì avere un ruolo, ma in modo molto più inclusivo, aperto, di promozione e di allargamento di un fronte per far fronte alle molte difficoltà di questo nostro tempo”. Non ultimo il riferimento di Zecchino alla manipolazione genetica che affianca alle grandi conquiste altrettanti rischi: “...ma su queste straordinarie possibilità aleggia anche lo spirito di Josef Mengele, il famigerato medico della eugenetica nazista”. Poi, ancora, la pericolosa illusione di sconfiggere la morte alimentata dalle riproduzioni umanoidi dell’Intelligenza artificiale... e citando Benedetto Croce ha concluso: “Il compito dei cattolici in questo nostro tempo credo sia la necessità di introdurre nel dibattito pubblico, nell’azione pubblica, un di più di fede morale, di spirito religioso e di anima”.
Il primo a ricevere il trofeo “La Colomba della Civiltà”, un’opera d’arte originale realizzata in esclusiva dal Maestro Robazza e offerta dalla Fondazione Di Paolo, è stato il Generale Carmine Masiello, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, che l’ha ricevuta dalle mani del Prof. Fabio Verna che, essendo stato parte della Folgore, ha voluto ricordare il titolo di nomina “Aquila 1” del Generale, che è il modo in cui tutti i paracadutisti d’Italia chiamano il proprio comandante. Masiello, nel dirsi onorato del premio ha voluto dedicarlo ai suoi soldati che sono stati con lui in tutte le missioni di pace, che sono ancora sotto i suoi ordini e “difendono l'Italia guardando sempre dalla parte giusta della storia”.
“Sono onorata di consegnare il premio a Minniti - ha detto l’avvocato generale dello Stato - perché ho sempre stimato tutto quello che ha fatto e che ancora oggi è esempio di equilibrio tra la tutela dei diritti umani e la tutela della sicurezza soprattutto nell'immigrazione”. Marco Minniti, presidente Med-Or, ha sottolineato l'importanza di credere in quegli “ideali politici che ti spingono a fare una scelta di campo, ma bisogna sapere che quella scelta di campo ha un orizzonte oltre il quale non si deve andare perché il rischio che si perda la terzietà; che lo si voglia o no si diventa uomini e donne delle Istituzioni e dobbiamo fare gli interessi dello Stato di cui tutti noi facciamo parte”.
Gabriella Palmieri Sandulli è stata la premiatrice anche di Annalisa Imparato, Sostituto Procuratore della Repubblica italiana, con la quale ha detto di condividere la parità di genere intelligente, cioè quella che si basa sulle capacità. E, infatti, Imparato ha ringraziato per il premio soprattutto per il riferimento “all'impegno che porta avanti quotidianamente in ambiti che in questo periodo sono particolarmente sentiti”. Francesco Saverio Marini, Giudice costituzionale, ha ricevuto il trofeo da Franco Massi, segretario generale della corte dei Conti, che per prima cosa ha voluto ringraziare Gianni Letta per averli presentati anni fa spiegando loro cosa rappresentassero reciprocamente l'uno per l'altro. “Marini - ha detto Massi - ha sempre dimostrato di conoscere le ragioni della nuova politica perché è stato capace di far dialogare tra loro professionalità provenienti dai mondi più disparati che difficilmente sono disposte al confronto”.
Marini, nel per ringraziare Massi per le parole “di parte, pronunciate in nome della loro amicizia”, ha voluto dedicare il premio a suo padre, il Giudice Annibale Marini recentemente scomparso, che con il suo esempio gli ha insegnato il rigore morale e il senso della giustizia. Il Generale Maurizio Fioravanti, nel consegnare il trofeo a Vittorio Emanuale Parsi, Professore Ordinario di Relazioni Internazionali all’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha voluto evidenziare la pacatezza, la competenza e l’equilibrio da grande europeista con cui sa leggere la difficilissima situazione internazionale.
“Siamo in un momento complicato in cui vecchi nemici risorgono e antichi amici sembrano cambiare posizionamento - ha detto Parsi - voglio auspicare che le nostre leadership ci guidino verso quel futuro che i padri fondatori dell’Europa avevano preconizzato e costruito per noi e che noi dobbiamo mantenere e migliorare per trasmetterlo intatto, non come sogno ma come prospettiva concreta, alle future generazioni''. La premiazione di Daria Perrotta, Ragioniere Generale dello Stato, è stata occasione di un momento emozionante quando il presidente Iannone ha chiamato sul palco anche Andrea Monorchio, come in una sorta di passaggio di consegne alla prima donna nominata Ragioniere generale dello Stato.
“Il nostro lavoro sembra una cosa facile - ha detto Monorchio - ma tenere i conti dello Stato è difficile e complesso. Una strana coincidenza che voglio evidenziare è che il nostro Paese aveva un rating positivo con me nel 2002 e lo ha adesso con la Perrotta, mi sembra una sorta di auspicio importante per il suo lavoro che è importante e si rivolge all’intero Paese”. A consegnare il trofeo alla Ragioniera è stato il Prof. Vincenzo Sanasi d'Arpe, amministratore delegato Consap, che si è detto felice per la competenza e la lucidità del pensiero della Perrotta che ha avuto modo di apprezzare già negli incarichi precedenti. “Ricevo questo premio con il senso di una figura retorica, la sineddoche - ha detto Perrotta - perché io sono soltanto la parte di un tutto, di un’istituzione fatta di grandi persone”. Daria Perrotta, inoltre, ha voluto esaltare la qualità artistica del trofeo realizzato dal Maestro Robazza. Stefano Polli, Vicedirettore Ansa, è stato premiato da Giovanni Calabrò che nel sottolineare l'importanza primaria delle agenzie ha voluto dare particolare rilievo alla notevole esperienza di Polli come inviato nei teatri di guerra.
“Un giornalismo libero, indipendente, autonomo è fondamentale per un Paese che vuole essere democratico”, ha detto Polli, soprattutto mentre si sta passando da un vecchio modello che oggi non funziona più a uno nuovo ancora da costruire. “Dobbiamo raccontare un mondo che sta cambiando: il vecchio ordine mondiale non c'è più, adesso abbiamo un bel disordine mondiale!”. “Per i suoi libri, per i suoi articoli, per la sua attività io definirei Suor Ruffinatto una missionaria, non in senso di terre lontane, ma in senso educativo e anche accademico”, ha detto il professor Gianfranco Lizza consegnando il Premio a Suor Piera Ruffinatto, Preside Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione “Auxilium”, che nell’accoglierlo ha voluto dedicarlo alla sua Istituzione che investe nella formazione e “dà attenzione alla donna come protagonista della trasformazione culturale e sociale”.
Federico Silvio Toniato, segretario generale del Senato, ha ricevuto il premio dal prof Eugenio Gaudio che ha raccontato come avesse terminato gli esami universitari in soli due anni e abbia dovuto aspettare un anno per discutere la Laurea. Inoltre Gaudio ha ricordato che Toniato ha fatto il volontariato in una casa famiglia con la stessa disponibilità e lo stesso cuore che oggi mette al servizio del Paese. Toniato ha voluto dedicare il premio a “tutti i rappresentanti delle Istituzioni pubbliche che non hanno paura di definirsi tali”. E per rafforzare il concetto ha citato le parole di Enrico de Nicola davanti alla Costituzione italiana: “Possiamo firmare con sicura coscienza”. L’associazione 'L’Alba del Terzo Millennio', ha assegnato anche la targa “Impresa Etica e Innovativa” a due giovani imprenditori: Davide Caiazzo, Presidente Dc Academy, e Savino Novelli, ad Novelli Group Group Investment, consegnate rispettivamente da Andrea Turrini Vita, Senior Private Banker Fideuram Intesa Sanpaolo, e dall’Ammiraglio Valter Girardelli.

Anticiclone addio, arriva il maltempo con una perturbazione che porterà pioggia e neve. E’ stata una settimana davvero pessima dal punto di vista della qualità dell’aria in Italia ma in generale su buona parte del continente europeo. L’anticiclone che ha mostrato il suo lato peggiore, con una stasi dell’aria nei bassi strati, sta per lasciare spazio a un’importante perturbazione.
Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it[1], conferma che l’alta pressione ha ormai le ore contate, sono in arrivo piogge abbondanti e non solo, anche copiose nevicate, grazie all’ingresso di un fronte perturbato pilotato da aria polare-marittima.
Una vera boccata d’ossigeno, sia per ripulire l’aria ma soprattutto per chi ha delle attività in montagna. Infatti dalla serata di lunedì 15 dicembre e per tutta la giornata di martedì 16 la neve cadrà abbondantemente sull’arco alpino occidentale con accumuli che oltre i 1500 metri potranno superare i 50 centimetri di accumulo, specie su quelle marittime.
Precipitazioni nevose che saranno decisamente meno intense e a quote più elevate su tutto il resto delle Alpi.
Attenzione perché la neve potrebbe raggiungere quote prossime alla pianura, 25-350 metri, tra Cuneese e Astigiano, a causa di una omotermia da rovesciamento. Questo fenomeno si verifica quando le precipitazioni (se intense) riescono a trascinare l'aria fredda in quota fino al suolo, mantenendo la colonna d'aria sufficientemente fredda da impedire la fusione del fiocco.
Sarà invece pioggia su Liguria, Lombardia, Emilia, basso Veneto, Toscana, Sardegna e Sicilia. Attenzione sulla Liguria dove la persistenza e l’intensità dei fenomeni potrebbe portare accumuli pluviometrici anche superiori ai 100 millimetri (100 litri per metro quadro).
Altrove il cielo risulterà coperto o molto nuvoloso con pioviggini. Temperature nel complesso sempre superiori alla media, sotto la spinta di umidi e caldi venti di Scirocco.
Nel medio-lungo termine non si intravedono ondate di freddo importanti, ma nemmeno rimonte anticicloniche degne di nota, sarà infatti il flusso atlantico a dominare la scena.
Se allarghiamo un attimo lo sguardo oltre l'Italia, notiamo subito un punto cruciale: attualmente, nell'Est Europa manca il freddo vero. Questa situazione è un problema, perché significa che anche se partissero delle irruzioni continentali di piccola portata, queste non riuscirebbero a raggiungere in modo deciso il nostro Paese. Semplicemente, si mitigherebbero troppo lungo il loro cammino. Insomma, prima di poter sperare nell'arrivo del freddo intenso da est, è fondamentale che le vaste terre dell'Europa orientale si raffreddino a sufficienza.
Lunedì 15. Al Nord: nubi in aumento, piogge dalla sera su Liguria e Piemonte. Al Centro: nubi in aumento. Al Sud: nubi in aumento, peggiora in Sardegna con piogge.
Martedì 16. Al Nord: piogge diffuse, neve oltre i 1000 metri (più in basso in Piemonte). Al Centro: piogge su settori tirrenici. Al Sud: maltempo in Sicilia, piogge sparse altrove.
Mercoledì 17. Al Nord: piogge sparse. Al Centro: variabile e mite. Al Sud: nubi sparse e schiarite, mite.
Tendenza: peggiorerà al Sud, più asciutto altrove.

Il governo australiano ha deciso di riformare la legge sulle armi dopo la strage di Bondi Beach, alla periferia di Sydney, dove almeno 15 persone sono state uccise da due uomini, padre e figlio, che hanno sparato contro le persone riunite a festeggiare l'Hanukkah. Tra le vittime una bambina di 10 anni. Sono 27 le persone ancora ricoverate negli ospedali di Sydney.
Cosa ha deciso il governo
Durante una riunione di governo, presieduta dal premier australiano Anthony Albanese, è stato ''convenuto che era necessario un intervento forte, deciso e mirato sulla riforma della legge sulle armi come azione immediata, compresa la rinegoziazione dell'Accordo nazionale sulle armi da fuoco, istituito dopo la tragedia di Port Arthur del 1996, per garantire che rimanga il più solido possibile nell'attuale contesto di sicurezza in continua evoluzione''. In una nota diffusa al termine della riunione si legge che ''i primi ministri hanno concordato di rafforzare le leggi sulle armi in tutto il Paese'', polizia e procuratori generali sono chiamati a elaborare delle opzioni.
Sul tavolo, l'istituzione del Registro nazionale delle armi da fuoco e il ruolo dell'intelligence criminale per valutare le licenze per armi da fuoco. Si intende poi limitare il numero di armi da fuoco che un singolo individuo può detenere, le licenze per armi da fuoco a tempo indeterminato e i tipi di armi legali. Inoltre una condizione per ottenere una licenza per armi da fuoco sarà possedere la cittadinanza australiana.
Come priorità immediata, il governo australiano inizierà a lavorare su possibili ulteriori restrizioni doganali sulle importazioni di armi da fuoco e di altri tipi di armi, tra cui la stampa 3D, le nuove tecnologie e le attrezzature per armi da fuoco che possono contenere grandi quantità di munizioni.
Il giorno dopo la strage
Dalle teste di maiale macellate usate per vandalizzare il cimitero musulmano a Narellan, nella zona sud-occidentale di Sydney, ai fiori portati a Bondi Beach. Così Sydney si sveglia il giorno dopo la strage alla festa dell'Hanukkah[1].
Secondo quanto riporta la polizia del Nuovo Galles del Sud, intorno alle 6 del mattino sono stati segnalati resti di animali abbandonati all'ingresso di un cimitero in Richardson Rd, Narellan. ''Sul posto sono intervenuti gli agenti del Camden Police Area Command, che hanno trovato diverse teste di maiale'', si legge in una nota della polizia che ''ha immediatamente avviato un'indagine sull'incidente''. Gli agenti hanno ''rimosso e smaltito in modo appropriato le teste dei maiali''. Nel 2008 l'Associazione musulmana libanese ha acquistato il cimitero nel parco della chiesa anglicana di St. Thomas per far fronte alla carenza di luoghi di sepoltura.
Intanto al Bondi Pavilion si è riunita una folla di persone per deporre fiori. Le bandiere di Israele e dell'Australia sono drappeggiate sopra il cancello. Durante la commemorazione sono state cantante canzoni: prima l'inno nazionale australiano e ora canzoni in ebraico. Sul posto presente anche la polizia australiana.

Il governo australiano ha deciso di riformare la legge sulle armi dopo la strage di Bondi Beach, alla periferia di Sydney, dove almeno 15 persone sono state uccise da due uomini, padre e figlio, che hanno sparato contro le persone riunite a festeggiare l'Hanukkah. Tra le vittime una bambina di 10 anni. Sono 27 le persone ancora ricoverate negli ospedali di Sydney.
Cosa ha deciso il governo
Durante una riunione di governo, presieduta dal premier australiano Anthony Albanese, è stato ''convenuto che era necessario un intervento forte, deciso e mirato sulla riforma della legge sulle armi come azione immediata, compresa la rinegoziazione dell'Accordo nazionale sulle armi da fuoco, istituito dopo la tragedia di Port Arthur del 1996, per garantire che rimanga il più solido possibile nell'attuale contesto di sicurezza in continua evoluzione''. In una nota diffusa al termine della riunione si legge che ''i primi ministri hanno concordato di rafforzare le leggi sulle armi in tutto il Paese'', polizia e procuratori generali sono chiamati a elaborare delle opzioni.
Sul tavolo, l'istituzione del Registro nazionale delle armi da fuoco e il ruolo dell'intelligence criminale per valutare le licenze per armi da fuoco. Si intende poi limitare il numero di armi da fuoco che un singolo individuo può detenere, le licenze per armi da fuoco a tempo indeterminato e i tipi di armi legali. Inoltre una condizione per ottenere una licenza per armi da fuoco sarà possedere la cittadinanza australiana.
Come priorità immediata, il governo australiano inizierà a lavorare su possibili ulteriori restrizioni doganali sulle importazioni di armi da fuoco e di altri tipi di armi, tra cui la stampa 3D, le nuove tecnologie e le attrezzature per armi da fuoco che possono contenere grandi quantità di munizioni.
Il giorno dopo la strage
Dalle teste di maiale macellate usate per vandalizzare il cimitero musulmano a Narellan, nella zona sud-occidentale di Sydney, ai fiori portati a Bondi Beach. Così Sydney si sveglia il giorno dopo la strage alla festa dell'Hanukkah[1].
Secondo quanto riporta la polizia del Nuovo Galles del Sud, intorno alle 6 del mattino sono stati segnalati resti di animali abbandonati all'ingresso di un cimitero in Richardson Rd, Narellan. ''Sul posto sono intervenuti gli agenti del Camden Police Area Command, che hanno trovato diverse teste di maiale'', si legge in una nota della polizia che ''ha immediatamente avviato un'indagine sull'incidente''. Gli agenti hanno ''rimosso e smaltito in modo appropriato le teste dei maiali''. Nel 2008 l'Associazione musulmana libanese ha acquistato il cimitero nel parco della chiesa anglicana di St. Thomas per far fronte alla carenza di luoghi di sepoltura.
Intanto al Bondi Pavilion si è riunita una folla di persone per deporre fiori. Le bandiere di Israele e dell'Australia sono drappeggiate sopra il cancello. Durante la commemorazione sono state cantante canzoni: prima l'inno nazionale australiano e ora canzoni in ebraico. Sul posto presente anche la polizia australiana.

E' stato rilasciato il sospetto fermato ieri mattina in relazione alla sparatoria di massa alla Brown University a Providence, nel Rhode Island, costata la vita a due studenti. Lo ha dichiarato il sindaco di Providence, Brett Smiley, sottolineando che è ripresa la caccia all'uomo. "Penso che sia giusto dire che non ci sono basi per considerarlo una persona di interesse", ha detto ai giornalisti il procuratore generale del Rhode Island, Peter Neronha, sottolineando che ''questo è il motivo per cui lo stiamo rilasciando''. Neronha ha aggiunto che ''abbiamo un assassinio in giro, non riveleremo i nostri piani''.
La polizia ha diffuso un video di 10 secondi in cui si vede il sospettato, ripreso di spalle, mentre cammina a passo svelto lungo una strada deserta dopo aver aperto il fuoco all'interno di un'aula al primo piano dell'ateneo dove si stavano svolgendo gli esami.

Jimmy Lai è stato dichiarato colpevole di reati contro la sicurezza nazionale. L'attivista pro-democrazia è stato arrestato nell'agosto 2020 dopo che la Cina ha imposto una legge sulla sicurezza nazionale in seguito alle massicce proteste antigovernative a Hong Kong.
Il magnate dei media e cittadino britannico, 78 anni, ha fondato il quotidiano pro-democrazia Apple Daily, oggi non più in circolazione. E' stato accusato di due capi d'imputazione per collusione con forze straniere al fine di mettere a repentaglio la sicurezza nazionale, nonché di cospirazione volta a distribuire pubblicazioni sediziose.

La Roma torna in campo in Serie A. Oggi, lunedì 15 dicembre, i giallorossi ospitano il Como allo stadio Olimpico nel monday night della 15esima giornata di campionato. La squadra di Gasperini, quarta a 27 punti, va a caccia di un successo fondamentale per non perdere di vista le prime della classe. Gli uomini di Fabregas dovranno invece riscattare il brutto ko contro l'Inter (4-0) della scorsa settimana. Ecco orario, probabili formazioni e dove vedere la partita in tv e streaming.
Roma-Como, orario e probabili formazioni
Ecco le probabili formazioni di Roma-Como, in campo stasera alle 20:45:
Roma (3-4-2-1) Svilar; Mancini, Ndicka, Hermoso; Wesley, Koné, Cristante, Tsimikas; Soulé, Pellegrini; Ferguson. All. Gasperini.
Como (4-2-3-1) Butez; Smolcic, Diego Carlos, Ramon, Valle; Caqueret, Da Cunha; Addai, Nico Paz, Jesus Rodriguez; Douvikas. All. Fabregas.
Roma-Como, dove vederla
Roma-Como sarà visibile in diretta su Dazn, ma anche su Sky Sport al canale 251. Partita disponibile in streaming su Sky Go, Now e sull'app di Dazn.

Hollywood sotto shock. Rob Reiner, 78 anni, uno dei registi e produttori più influenti del cinema americano degli ultimi decenni (tra i suoi film 'Harry, ti presento Sally' e 'Misery non deve morire') è stato trovato morto domenica 14 dicembre nella sua villa di Brentwood, elegante quartiere residenziale di Los Angeles, insieme alla moglie Michele Singer, 68 anni. Secondo quanto riferito dai media statunitensi, i corpi presentavano ferite compatibili con l'uso di un coltello. Le autorità indagano per duplice omicidio.
A lanciare l'allarme sarebbe stata una persona non identificata nel primo pomeriggio, intorno alle ore 15.30. Sul posto sono intervenuti inizialmente i vigili del fuoco di Los Angeles, seguiti dalla polizia. La divisione omicidi della polizia ha avviato immediatamente le indagini. Gli inquirenti hanno fatto sapere che non sono stati riscontrati segni di effrazione all'interno dell'abitazione. Secondo indiscrezioni dei media Usa ad uccidere sarebbe stato il figlio Nick Reiner, 32 anni. La famiglia, attraverso un portavoce, ha diffuso una breve nota: "È con profondo dolore che annunciamo la tragica scomparsa di Michele e Rob Reiner. Siamo distrutti da questa perdita improvvisa e chiediamo rispetto e privacy in questo momento estremamente difficile".
La notizia sui media
A riportare per primo la notizia della duplice morte è stato il sito hollywoodiano di gossip TMZ, secondo cui i corpi dei due coniugi sarebbero stati rinvenuti nel pomeriggio di domenica al'interno della loro abitazione nel quartiere residenziale di Brentwood.
Secondo fonti delle forze dell'ordine citate da TMZ, sui corpi sarebbero state riscontrate ferite compatibili con l'uso di un'arma da taglio. Proprio questi elementi avrebbero portato la Divisione Rapine e Omicidi del Dipartimento di Polizia di Los Angeles (Lapd) ad avviare un'indagine per chiarire le circostanze del decesso avvenuto a coltellate. Al momento, le autorità non hanno fornito conferme ufficiali sulla dinamica dei fatti.
Ulteriori dettagli sono stati riportati dalla rivista 'People'. Secondo quanto riferito dal Los Angeles Fire Department al settimanale, i vigili del fuoco sono intervenuti intorno alle ore 15.30 ora locale per una richiesta di assistenza medica. All'arrivo nella residenza, i soccorritori avrebbero trovato i coniugi già privi di vita. 'People' riferisce inoltre che il figlio della coppia, Nick Reiner, 32 anni, è vivo ed è stato fermato per essere interrogato dagli investigatori. Al momento non risulta alcun arresto, e la polizia non ha confermato ufficialmente eventuali responsabilità. Un audio delle comunicazioni di emergenza, successivamente reso pubblico da TMZ, registra la richiesta di rinforzi da parte dei vigili del fuoco, senza fornire indicazioni sulle cause dell'intervento.
Nick Reiner avrebbe in passato affrontato problemi di tossicodipendenza e periodi di senza dimora; la sua storia ha ispirato il film 'Being Charlie' (2015), diretto dal padre.
La scomparsa di Rob Reiner
La morte di Rob Reiner segna la scomparsa di una figura centrale nella storia dell'intrattenimento americano. Regista, attore, produttore, sceneggiatore, Reiner è stato uno dei rari autori capaci di attraversare con successo generi diversissimi: dalla commedia romantica al dramma giudiziario, dal film di formazione all'horror psicologico, dalla satira alla favola.
Nato a New York il 6 marzo 1947, nel Bronx, Robert Norman Reiner cresce in una famiglia ebraica immersa nello spettacolo. Il padre è Carl Reiner, autentica leggenda della comicità americana, autore e protagonista di 'The Dick Van Dyke Show', vincitore di undici Emmy. La madre, Estelle Reiner, è attrice e designer. Un ambiente creativo che segnerà profondamente il suo percorso.
Dopo gli studi e le prime esperienze come attore televisivo, Rob Reiner ottiene la notorietà nel 1971 grazie al ruolo di Michael 'Meathead' Stivic nella sitcom 'Arcibaldo'. Il personaggio, liberal e idealista, diventa il contraltare perfetto dell’ultraconservatore Archie Bunker, interpretato da Carroll O'Connor. La serie, creata da Norman Lear, rivoluziona la televisione americana affrontando temi fino ad allora tabù: razzismo, guerra del Vietnam, diritti civili. Reiner vince due Emmy e diventa uno dei volti più noti del piccolo schermo.
Nonostante il successo come attore, Reiner intuisce presto che il suo futuro è dietro la macchina da presa. L’esordio alla regia arriva nel 1984 con 'This Is Spinal Tap', finto documentario su una band heavy metal immaginaria. Il film, inizialmente accolto tiepidamente, diventa negli anni un cult assoluto. Da quel momento, Reiner inanella una serie di successi che pochi registi possono vantare. 'Stand by Me - Ricordo di un’estate' (1986), tratto da un racconto di Stephen King, è considerato uno dei migliori film di formazione di sempre. 'La storia fantastica' (1987) diventa col tempo una favola senza età, amata da generazioni di spettatori. Con 'Harry, ti presento Sally…' (1989), scritto da Nora Ephron e interpretato da Billy Crystal e Meg Ryan, Reiner ridefinisce i canoni della commedia romantica moderna.
Seguono 'Misery non deve morire' (1990), adattamento dell'omonimo romanzo di Stephen King, che vale l'Oscar a Kathy Bates, e 'Codice d'onore' (1992), intenso dramma giudiziario con Tom Cruise e Jack Nicholson, candidato all'Oscar come miglior film.
Parallelamente alla carriera da regista, Reiner fonda la Castle Rock Entertainment, casa di produzione che segnerà profondamente Hollywood negli anni Novanta. Il nome è un omaggio all'universo letterario di Stephen King. Sotto l'etichetta Castle Rock nascono film come 'Le ali della libertà', 'Il miglio verde', 'City Slickers' e serie televisive di enorme successo come 'Seinfeld', una delle più redditizie di sempre.
Nel 1993 Castle Rock viene venduta al magnate Ted Turner per circa 160 milioni di dollari, mantenendo però una relativa autonomia creativa. Dopo un periodo di difficoltà, Reiner rilancia la compagnia nel 2020, tornando alla produzione indipendente. Tra i suoi ultimi progetti figura 'Spinal Tap II: The End Continues'.
Oltre al cinema, Rob Reiner è stato una figura pubblica fortemente impegnata sul piano politico e sociale. Attivista per i diritti civili, cofondatore dell'American Foundation for Equal Rights, si è battuto per il matrimonio egualitario e per numerose cause sociali. È stato anche una delle voci più critiche nei confronti di Donald Trump, intervenendo spesso nel dibattito pubblico attraverso i social media. Nel 1999 è stata dedicata a Rob Reiner una stella sulla Hollywood Walk of Fame, come al padre Carl Reiner circa quarant'anni prima.
Nel 1989 aveva sposato Michele Singer, fotografa conosciuta sul set di 'Harry, ti presento Sally'. Negli ultimi anni Michele lo aveva affiancato anche nella gestione della Castle Rock. La coppia aveva tre figli. (di Paolo Martini)

Hollywood sotto shock. Rob Reiner, 78 anni, uno dei registi e produttori più influenti del cinema americano degli ultimi decenni (tra i suoi film "Harry, ti presento Sally" e "Misery non deve morire") è stato trovato morto domenica 14 dicembre nella sua villa di Brentwood, elegante quartiere residenziale di Los Angeles, insieme alla moglie Michele Singer, 70 anni. Secondo quanto riferito dai media statunitensi, i corpi presentavano ferite compatibili con l'uso di un coltello. Le autorità indagano per duplice omicidio.
A lanciare l'allarme sarebbe stata una persona non identificata nel primo pomeriggio, intorno alle ore 15.30. Sul posto sono intervenuti inizialmente i vigili del fuoco di Los Angeles, seguiti dalla polizia. La divisione omicidi della polizia ha avviato immediatamente le indagini. Gli inquirenti hanno fatto sapere che non sono stati riscontrati segni di effrazione all'interno dell'abitazione. Secondo indiscrezioni dei media Usa ad uccidere sarebbe stato il figlio Nick Reiner, 32 anni. La famiglia, attraverso un portavoce, ha diffuso una breve nota: "È con profondo dolore che annunciamo la tragica scomparsa di Michele e Rob Reiner. Siamo distrutti da questa perdita improvvisa e chiediamo rispetto e privacy in questo momento estremamente difficile".
La morte di Rob Reiner segna la scomparsa di una figura centrale nella storia dell'intrattenimento americano. Regista, attore, produttore, sceneggiatore, Reiner è stato uno dei rari autori capaci di attraversare con successo generi diversissimi: dalla commedia romantica al dramma giudiziario, dal film di formazione all'horror psicologico, dalla satira alla favola.
Nato a New York il 6 marzo 1947, nel Bronx, Robert Norman Reiner cresce in una famiglia ebraica immersa nello spettacolo. Il padre è Carl Reiner, autentica leggenda della comicità americana, autore e protagonista di "The Dick Van Dyke Show", vincitore di undici Emmy. La madre, Estelle Reiner, è attrice e designer. Un ambiente creativo che segnerà profondamente il suo percorso.
Dopo gli studi e le prime esperienze come attore televisivo, Rob Reiner ottiene la notorietà nel 1971 grazie al ruolo di Michael "Meathead" Stivic nella sitcom "Arcibaldo". Il personaggio, liberal e idealista, diventa il contraltare perfetto dell’ultraconservatore Archie Bunker, interpretato da Carroll O'Connor. La serie, creata da Norman Lear, rivoluziona la televisione americana affrontando temi fino ad allora tabù: razzismo, guerra del Vietnam, diritti civili. Reiner vince due Emmy e diventa uno dei volti più noti del piccolo schermo.
Nonostante il successo come attore, Reiner intuisce presto che il suo futuro è dietro la macchina da presa. L’esordio alla regia arriva nel 1984 con "This Is Spinal Tap", finto documentario su una band heavy metal immaginaria. Il film, inizialmente accolto tiepidamente, diventa negli anni un cult assoluto. Da quel momento, Reiner inanella una serie di successi che pochi registi possono vantare. "Stand by Me - Ricordo di un’estate" (1986), tratto da un racconto di Stephen King, è considerato uno dei migliori film di formazione di sempre. "La storia fantastica" (1987) diventa col tempo una favola senza età, amata da generazioni di spettatori. Con "Harry, ti presento Sally…" (1989), scritto da Nora Ephron e interpretato da Billy Crystal e Meg Ryan, Reiner ridefinisce i canoni della commedia romantica moderna.
Seguono "Misery non deve morire" (1990), adattamento dell'omonimo romanzo di Stephen King, che vale l'Oscar a Kathy Bates, e "Codice d'onore" (1992), intenso dramma giudiziario con Tom Cruise e Jack Nicholson, candidato all'Oscar come miglior film.
Parallelamente alla carriera da regista, Reiner fonda la Castle Rock Entertainment, casa di produzione che segnerà profondamente Hollywood negli anni Novanta. Il nome è un omaggio all'universo letterario di Stephen King. Sotto l'etichetta Castle Rock nascono film come "Le ali della libertà", "Il miglio verde", "City Slickers" e serie televisive di enorme successo come "Seinfeld", una delle più redditizie di sempre.
Nel 1993 Castle Rock viene venduta al magnate Ted Turner per circa 160 milioni di dollari, mantenendo però una relativa autonomia creativa. Dopo un periodo di difficoltà, Reiner rilancia la compagnia nel 2020, tornando alla produzione indipendente. Tra i suoi ultimi progetti figura "Spinal Tap II: The End Continues".
Oltre al cinema, Rob Reiner è stato una figura pubblica fortemente impegnata sul piano politico e sociale. Attivista per i diritti civili, cofondatore dell'American Foundation for Equal Rights, si è battuto per il matrimonio egualitario e per numerose cause sociali. È stato anche una delle voci più critiche nei confronti di Donald Trump, intervenendo spesso nel dibattito pubblico attraverso i social media. Nel 1999 è stata dedicata a Rob Reiner una stella sulla Hollywood Walk of Fame, come al padre Carl Reiner circa quarant'anni prima.
Nel 1989 aveva sposato Michele Singer, fotografa conosciuta sul set di "Harry, ti presento Sally…." Negli ultimi anni Michele lo aveva affiancato anche nella gestione della Castle Rock. La coppia aveva tre figli. (di Paolo Martini)

Sono Angelica Bove ('Mattone') e Nicolò Filippucci ('Laguna') i 2 finalisti di Sanremo Giovani. Durante la prima serata di Rai1 'Sarà Sanremo', condotta da Carlo Conti e Gianluca Gazzoli, i due giovani hanno conquistato il pass per l'Ariston, superando gli altri concorrenti Welo, Seltsam, Antonia e Senza Cri. La Commissione Musicale, composta da Ema Stokholma, Carolina Rey, Manola Moslehi, Enrico Cremonesi e Daniele Battaglia (insieme a Carlo Conti e Claudio Fasulo, giurati fuori onda), ha decretato i vincitori che si sfideranno sul palco dell'Ariston dall'24 al 28 febbraio nella categoria 'nuove proposte' e si aggiungeranno ai due di Area Sanremo: Mazzariello e il trio Soniko, Blind & El Ma.
La serata, che si è aperta con l'esibizione del vincitore dell'anno scorso Settembre con il brano 'Vertebre', è stata caratterizzata da un ritmo incalzante, come anticipato dallo stesso Carlo Conti in apertura: "Dobbiamo andare veloci e spediti", dettando subito il tono del prossimo Festival.
Durante la serata speciale 'Sarà Sanremo' il direttore artistico e conduttore Carlo Conti ha svelato i titoli dei 30 brani che si sfideranno sul palco del Teatro Ariston dal 24 al 28 febbraio. Il primo artista presentato è un veterano del Festival: per Raf sarà la quinta partecipazione. Il suo approccio questa volta è diverso: "Voglio divertirmi con più serenità e relax", ha dichiarato. Il brano, 'Ora e per sempre', è un pezzo che definisce "molto autobiografico" e racconta "la storia di un amore nato alla fine degli anni '80. Queste due persone, dopo decenni, stanno ancora insieme e si confrontano con un mondo che è completamente cambiato, un amore che passa attraverso gli anni”.
Al suo debutto all'Ariston, il giovane Tredici Pietro, già disco di platino, porterà 'Uomo che cade'. Il brano esplora un tema universale: "Per quel poco che ho capito nella vita, credo che tutto stia nel percorso, nella corsa e nella ricerca. Noi esseri umani abbiamo il brutto vizio di non accontentarci mai. La canzone parla di questo: del cadere e del rialzarsi", racconta il rapper.
Con 12 dischi di platino all'attivo, Tommaso Paradiso porta al Festival "I romantici". La sua è una missione chiara: "È una semplice dedica d'amore alle persone che amo, ovvero i romantici", ha spiegato. "Soprattutto di questi tempi, non guasterebbe tornare ad essere un po' più romantici". Per lei è l'undicesima volta al Festival. Patty Pravo, "la Divina" come la definisce Conti, ha risposto con la sua solita ironia alla domanda su come si stia preparando: "Mi vesto e canto". La sua canzone, ‘Opera’, ha un significato profondo: "È un sogno che si chiama Opera, perché tutti noi siamo delle opere d'arte. E speriamo in un grande amore".
Alla sua seconda partecipazione dopo l'edizione segnata dalla pandemia ("la mia edizione Covid"), Fulminacci presenta ‘Stupida sfortuna’. Descrive il brano come "un percorso a ostacoli, la ricerca di qualcuno attraverso il ricordo di qualcun altro, una passeggiata solitaria". Il rapper Luchè, con un palmarès di 35 dischi di platino, affronta il debutto sanremese cercando di “restare calmo", ha detto il rapper. La sua canzone, ‘Labirinto’, è "una metafora dei pensieri ossessivi che a volte ho anche io, e parla di quando ti trovi in una situazione tossica. Il labirinto rappresenta la ricerca di una via d'uscita".
Dopo alcuni anni di assenza, Arisa torna sul palco che l'ha consacrata. "La vivo come se fosse la prima volta, e mancare da un po' di anni la rende ancora più importante", ha confessato. Il suo brano, ‘Magica favola’, racconta "di una vita che si evolve, dove le cose cambiano, ma che a un certo punto ritrova la genuinità della bambina, l'innocenza infantile". Per Serena Brancale è la terza partecipazione, la seconda consecutiva. "Porto la parte più autentica di me, ho bisogno di raccontare una storia", ha spiegato. Il suo brano, ‘Qui con me’, è proprio questo: "È una lettera alla persona più importante della mia vita". Riguardo all'identità del destinatario, ha lasciato un velo di mistero: "Lo scoprirete all'Ariston".
Quarta volta al Festival per Enrico Nigiotti. Il suo brano, ‘Ogni volta che non so volare’, è descritto come un "flusso di coscienza che attraversa la vita" e "parla di quei momenti in cui si tocca il fondo, che sono però fondamentali per trovare la forza di risalire". Prima volta in coppia per LDA e AKA 7even, che portano ‘Poesie clandestine’. Descrivono il pezzo come "un amore viscerale, ma quasi fuggitivo, un brano che si può dedicare a tanti". Sesta partecipazione per Malika Ayane, che si prepara al Festival "vivendo, prendendo tutto quello che arriva dalla vita". Il suo brano, ‘Animali notturni’, è un omaggio a un mondo spesso invisibile. "Gli animali invisibili siamo tutti noi. La notte è una parte del giorno che si vede meno”, ha raccontato.
Seconda partecipazione per Mara Sattei (18 dischi di platino), che ha descritto il suo ritorno come "un vortice di emozioni, è veramente magico". Il brano ‘Le cose che non sai di me’ “è una storia d'amore che ho scritto per la persona che amo". Debutto assoluto all'Ariston per Sayf con "Tu mi piaci tanto". "È dedicata a tante persone", ha detto. "Mi piace pensare che le canzoni siano come fotografie, e questa è una fotografia del mio stato d'animo e di quello che penso della società". Prima volta da solista per J-Ax (71 dischi di platino), che ha anticipato: "C'è un buon motivo per cui sono da solo, e lo svelerò sul palco dell'Ariston". Il titolo, ‘Italia Starter Pack’, è stato al centro di un siparietto con Conti. "Lo starter pack è il pacchetto base", ha spiegato il rapper, "e io ho portato il Sanremo starter pack". Cosa contiene? "Una camomilla per mantenere la calma, la tessera di un centro abbronzature per mantenere calma e colore, e le cuffie per non sentire le mie stonature". Il brano, quindi, è "quello che ti serve per iniziare in Italia".
E’ la volta poi della coppia Fedez e Marco Masini. "Se non ci fossimo incontrati l'anno scorso, non saremmo qui adesso", ha spiegato Fedez. Il brano, ‘Male necessario’, è "un piccolo mantra per non dimenticare che le tempeste affrontate nella vita possono essere anche delle opportunità", ha racconto il rapper. Un concetto su cui Masini si è detto d'accordo: "Ci siamo incontrati sotto questo aspetto. Passare dal dolore è importante per riconoscere la felicità". Con sei dischi di platino all'attivo, per Levante è "sempre un'emozione enorme" tornare al Festival. La sua canzone, ‘Sei tu’, racconta "il desiderio di esprimere l'amore, un elenco infinito delle sensazioni fisiche e della potenza che l'amore fa provare".
È la prima volta all'Ariston per Samurai Jay. "Sono emozionato e grato, sono pronto", ha dichiarato. Il suo brano, ‘Ossessione’, parla di "quel motore che muove tutto: l'ossessione per la musica, per l'amore e per la vita. Tocca correre". Alla sua settima partecipazione, Ermal Meta si è detto "molto emozionato". Porterà ‘Stella stellina’, una canzone "molto attuale ma anche di speranza e di resistenza". Il brano, “racconta la storia di una bambina vista dagli occhi di uno sconosciuto, che in realtà è anche un po’ sua”. Seconda partecipazione in gara per Elettra Lamborghini (15 dischi di platino), che l'anno scorso ha partecipato come co-conduttrice. "Ho volato, è stato bellissimo. Quest'anno dovrò impegnarmi di più", ha commentato. Riguardo al suo brano, ‘Voilà’, ha anticipato: "Mi piace tantissimo. Si balla, bisogna muovere il ‘bumbum’, bisogna essere felici in questa vita".
Al suo debutto, Eddie Brock ha rivelato: "Per ora ho lasciato il lavoro". La sua canzone, ‘Avvoltoi’, parla di "un amore struggente e della capacità di riconoscerlo". Terza partecipazione per Dargen D'Amico (8 dischi di platino). Il suo brano, ‘AI AI’, "si ispira alla biodiversità delle regioni per stimolare una musica biologica che non si pieghi". Il titolo gioca con il tema dell'intelligenza artificiale, che l'artista definisce scherzosamente "artificienza", senza però svelare ulteriori dettagli. Debutto all'Ariston anche per Nayt, con due dischi di platino alle spalle. "Incredibile, sono onorato", ha affermato. La sua canzone, ‘Prima che’, affronta il tema della distanza nell'era digitale: "Oggi siamo sempre più distanti nonostante il web, le maschere che indossiamo e gli schermi attraverso cui ci parliamo". Il brano esprime quindi il desiderio di "incontrarsi e riconoscersi davvero".
Debutto al Festival per le Bambole di Pezza, definite da Carlo Conti "il rock al femminile". "Portiamo un po' di girl power", ha dichiarato la band. Il loro brano, ‘Resta con me’, parla del "coraggio di restare unite anche nei momenti di difficoltà, e la nostra sorellanza ne è una prova". Terza partecipazione per Leo Gassmann, che porterà in gara il brano ‘Naturale’, descritto come "un grido d'amore e un invito ad andare oltre le apparenze". Torna a Sanremo Sal Da Vinci, 17 anni dopo la sua prima volta. Il suo brano, ‘Per sempre sì’, "celebra la più grande promessa che si possa fare nella vita: il sì che unisce due anime per sempre".
Prima volta al Festival anche per la coppia formata da Maria Antonietta e Colombre. Presenteranno ‘La felicità e basta’, una canzone che, spiegano, "non è una canzone d’amore. La felicità non è una gara, non è un premio: è un diritto di tutti". Terza partecipazione al Festival per Michele Bravi, che vanta 5 dischi di platino. Il brano, intitolato ‘Prima o poi’, racconta "uno sguardo dolce sugli inadeguati, sulle persone che si sentono fuori posto". Seconda partecipazione al Festival per Ditonellapiaga, ma la prima da solista. Porterà ‘Che fastidio’, un brano definito "pungente e molto ironico". E' un altro debutto sanremese quello di Chiello, che ha rivelato: "Per adesso sto scrivendo il nuovo disco". La sua canzone in gara, ‘Ti penso sempre’, "parla di una mente sospesa tra l’inizio e la fine di qualcosa". Chiude la carrellata di artisti il veterano Francesco Renga. Quest'anno porta a Sanremo ‘Il meglio di me’, una canzone che descrive come "un'importante riflessione sulla crescita personale, dove affronto le fragilità e racconto me stesso".

Passi avanti tra Stati Uniti e Ucraina nel dialogo sul piano per porre fine alla guerra. A Berlino, il primo round dei colloqui tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e l'inviato del presidente Donald Trump, Steve Witkoff, va in archivio con un bilancio positivo: "Molti progressi sono stati fatti e ci incontreremo di nuovo", dice Witkoff preparandosi al secondo tempo in programma oggi nella capitale tedesca, dove sono attesi anche leader europei.
L'incontro andato in scena domenica "è durato oltre cinque ore", spiega Witkoff, aggiungendo che ci sono state "discussioni approfondite sul piano in 20 punti per la pace, l'agenda economia e molto di più".
I due temi sul tavolo
Il vertice spalmato su due giorni dovrebbe condurre ad un compromesso tra il pressing americano e i paletti ucraini. Due i temi principali posti da Kiev sul tavolo: la questione dei territori, a cominciare dal Donbass che Vladimir Putin considera russo, e quella delle garanzie di sicurezza. "Vogliamo una pace duratura in Ucraina. Ci attendono domande difficili, ma siamo determinati ad andare avanti. Gli interessi ucraini sono anche interessi europei", dice il cancelliere tedesco Friedrich Merz, padrone di casa.
Kiev vuole la tregua
Zelensky è sbarcato a in Germania con un obiettivo immediato: ottenere il sostegno americano al cessate il fuoco e al congelamento del fronte. Per Kiev, bisogna fermare le armi per sviluppare un dialogo reale con Mosca. "L'opzione più giusta possibile è 'restare dove siamo''' anche perché ''si tratta di un cessate il fuoco. So che la Russia non lo vede di buon occhio e vorrei che gli americani ci sostenessero su questo tema", dice Zelensky.
La richiesta del presidente ucraino metterebbe in discussione, almeno per il momento, l'implementazione di uno dei punti indicati da Trump: Washington prevede la creazione di una zona libera economica nel Donbass, senza la presenza di soldati[1]. L'Ucraina dovrebbe lasciare la regione, mentre la Russia manterrebbe sostanzialmente le proprie truppe nelle aree controllate.
"Se le troppe ucraine si ritirano tra i cinque e dieci chilometri per esempio, allora perché le truppe russe non si devono ritirare nelle zone dei territori occupati della stessa distanza?[2]", argomenta Zelensky, sottolineando che "questa è una domanda a cui ancora non c'è risposta[3], ma è estremamente delicata e importante".
L'Ucraina rinuncia alla Nato
Nel 'do ut des' elaborato dall'Ucraina, Zelensky mette sul tavolo una rinuncia: Kiev accantonerà la richiesta di entrare nella Nato se riceverà garanzie di sicurezza da Stati Uniti e Europa. "Parliamo di garanzie di sicurezza bilaterali tra Ucraina e Stati Uniti, tipo quelle dell'articolo 5, insieme a garanzie di sicurezza per noi dai partner europei e da altri Paesi come Canada, Giappone e altri", le parole attribuite al presidente ucraino in una dichiarazione su una chat di giornalisti, secondo quanto riferisce il Financial Times.
"E questo è già un compromesso da parte nostra", dice Zelensky. In realtà, come indicato nella versione originale del piano americano, l'ingresso dell'Ucraina nell'Alleanza è considerato di per sé un 'long shot': nel Patto atlantico non c'è un fronte compatto all'ingresso del nuovo membro. Le prossime ore, in sostanza, saranno un ennesimo banco di prova. "Il piano certamente non sarà uno che piace a tutti, ci sono molti compromessi in una o nell'altra versione del piano", chiosa Zelensky auspicando una fumata bianca.

La chiusura di Atreju, riservata come sempre alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, somiglia tanto a un comizio elettorale in pieno stile, per il tenore dell'intervento, ma anche per il pubblico che assiste, un'ondata considerando le foto che la stessa premier posta sui social. I più fortunati, o forse semplicemente i più mattinieri, si accaparrano un posto nella sala 'Giustizia giusta', gli altri ascoltano la voce della leader di Fratelli d'Italia in filo diffusione dal villaggio natalizio, o assiepati sulle ringhiere che portano ai giardini di Castel Sant’Angelo. Orecchie dritte, naso all’insù, i calli alle mani per gli applausi, tutti – ministri, sottosegretari, parlamentari, gli altri leader del centrodestra, la figlia Ginevra, la madre Anna Paratore e persino l'ex compagno Andrea Giambruno - sono qui per lei: Giorgia, Giorgia.
E quindi, eccola, un pelino più informale del solito (giacca blu, che poi si leva, camicia bianca, jeans scuri) a strizzare l'occhio agli italiani, ricordando il rapporto che lega a doppio filo il suo mandato di governo con il voto passato (le elezioni del 2022), ma tenendo a mente anche il presente e il futuro, dalle riforme all'unità del centrodestra, invocata prima di lei dal pulpito anche dai suoi alleati, Matteo Salvini e Antonio Tajani. Ed eccola, soprattutto, che prepara i guantoni per il duello a distanza[1] - manco tantissima in realtà - con Elly Schlein[2].
Stoccata a Schlein e al campo largo
Dopo i ringraziamenti di rito, anche ai leader dell'opposizione che nei giorni scorsi si sono presentati alla kermesse di Fratelli d'Italia, Meloni sferra subito il primo gancio alla segretaria del Partito democratico. "Con il suo Nannimorettiano 'Mi si nota di più se vengo e sto in disparte o se non vengo per niente' – dice la premier - ha comunque fatto parlare di noi. La cosa divertente è che il presunto campo largo l'abbiamo riunito noi ad Atreju e l'unica che non si è presentata è quella che dovrebbe federarli", perché nel luogo in cui anche Nietzsche e Marx si sarebbero potuti dare la mano "chi scappa dimostra di non avere contenuti".
Citata a chiare lettere solo in quell'occasione, Schlein rimane comunque l'elefante nella stanza per l'intera ora in cui la presidente del Consiglio è davanti al suo pubblico. Per le ammucchiate che la sinistra fa "pur di gestire il potere", per le macumbe che avevano mandato anche ad Atreju: "Si portano da soli una sfiga che manco quando capita la carta della pagoda al Mercante in fiera[3]", dice. Perché il centrodestra unito, dialogante pur nelle divisioni, "non nasce per ravanare qualche poltrona, ma per mettere al servizio della nazione una visione condivisa fondata sulla libertà, sulla responsabilità, sull'amore". Perché, ancora, se "questi vogliono governare la nazione insieme, come la governano? Con le lettere degli avvocati!".
Nel mirino anche il segretario della Cgil Maurizio Landini
La numero uno dei dem, però, non è l'unico bersaglio contro cui si scaglia Meloni. La presidente del Consiglio, in ordine, se la prende pure con: il segretario della Cgil, Maurizio Landini, che ora esprime solidarietà per i lavoratori del gruppo Gedi, ma quando "faceva le interviste a Repubblica" su Stellantis "fischiettava"; con i sindacati in generale, poi con i giudici, tanto perché faranno partire con un anno e mezzo di ritardo (e conseguente danno erariale) i centri in Albania, che sì "funzioneranno", quanto per quello che "stiamo vedendo a Garlasco, ultimo caso, dal solo dal punto di vista temporale, di una giustizia che va profondamente riformata"; con Greta Thunberg, Francesca Albanese, e persino con Ilaria Salis.
L'edizione da record, 150mila presenze in otto giorni
Nel mucchio di citazioni colte, da Blaise Pascal a Otto von Bismark, passando per i kebabbari, la premier tiene anche la barra dritta sull'Ucraina, sulla deterrenza, su Donald Trump e l'Europa, sulle riforme - premierato, autonomia differenziata "che renderà l'Italia più efficiente, ma anche le classi dirigenti più responsabili", Roma Capitale -, referendum, migranti, Islam, persino sulla scuola. Per cui rivendica "con orgoglio la norma sul consenso informato per l'educazione sessuale nelle scuole, perché educare i figli su materie così delicate è compito dei genitori, lo Stato non può sostituirsi alla famiglia". E così un'ora scivola via davanti ai Fratelli d'Italia, che "ogni giorno, in ogni scelta, saremo quella scintilla, una scintilla di consapevolezza, di amore, di coraggio, l'accenderemo di cuore in cuore, di città in città, fino a farla divampare ovunque, la proteggeremo dai venti contrari e non la lasceremo spegnere mai, e se ci riusciremo, vi garantisco che noi non racconteremo la storia, noi la scriveremo".
Felpa, inno d'Italia e cala il sipario dell'edizione record, 105mila presenze in otto giorni: un successo.



