
(Adnkronos) - Uno dei cambiamenti più recenti nell’universo di Alexa, l’assistente vocale targato Amazon, ha creato un po’ di confusione sul fatto che il servizio potesse diventare a pagamento da questa estate. In realtà, è tutto contenuto nel comunicato che ha lanciato l'iniziativa Alexa+: il 15 aprile in Italia è sbarcata la versione dell’assistente potenziata dall’Ai che Amazon dice essere in grado di assolvere molte più funzioni. L'unica cosa che ancora non si sa è la data in cui finirà l'accesso gratuito offerto dal colosso Usa ai clienti italiani.
Attualmente per gli utenti del nostro Paese è possibile usare questa nuova versione in ‘early access’ gratuitamente, ma prima o poi questa fase finirà: la stima più probabile è che il termine sia proprio luglio, ma sul tema l'azienda non ha ancora fatto sapere nulla. In ogni caso, anche dopo la fine dell’early access l’Alexa potenziata sarà un servizio incluso per chi ha già un abbonamento Prime. A pagare saranno i clienti che eventualmente volessero usare Alexa Plus e nessun altro dei servizi Prime: il costo sarebbe in questo caso di 23 euro al mese, più di un abbonamento Prime.
Ma i clienti potranno anche non usare la nuova versione e rimanere con quella vecchia: l’assistente tradizionale, non potenziato, rimane in funzione. “Durante il periodo di accesso anticipato Alexa+ sarà gratuita per tutti. Successivamente, sarà disponibile a 22,99 al mese, ma continuerà ad essere disponibile senza costi aggiuntivi per tutti i clienti Amazon Prime, aggiungendosi ai numerosi benefici già inclusi”, si legge nella nota con cui Amazon ha lanciato il prodotto ad aprile.

(Adnkronos) - La stagione balneare a Ostia ha preso il via ma il caso stabilimenti tiene banco. Ad oggi sono 45 le concessioni già sottoscritte a Ostia, comprese le 6 spiagge libere attrezzate, ma il dubbio rimane ancora per tanti altri lidi storici. E se la situazione fa discutere, sui social c'è chi ha deciso di riderci su. Tra questi, il content creator Stirlo, al secolo Fabio Stirlani, che insieme alla compagna Francesca Buttarazzi ha realizzato una parodia sul destino della loro estate romana.
Nel filmato, che ha totalizzato oltre 140 mila visualizzazioni, Stirlo propone alla compagna, con il solito inconfondibile accento romano, una classica giornata a Ostia e comincia ad elencare alcuni degli stabilimenti simbolo del lungomare: Venezia, Arcobaleno, Kursaal, Vittoria. Ma ogni tentativo si scontra con la stessa risposta: "Hanno sbaraccato tutto", urla Buttarazzi.
Dopo aver capito la situazione balneare del momento, la soluzione per la coppia è solo una: allestire uno stabilimento nella propria cucina. Bacinelle piene d'acqua, costumi indossati e posto in prima fila sul divano. A mali estremi? Estremi rimedi...

(Adnkronos) - L'Istituto per il Credito Sportivo e Culturale S.p.A rafforza il supporto agli Enti territoriali attraverso un Plafond da 50 milioni di euro dedicato a interventi di valorizzazione del patrimonio culturale pubblico. Con l’iniziativa “Cultura Missione Comune 2026”, la Banca punta ad attivare oltre 130 milioni di euro di investimenti nei territori, accompagnando Comuni, Province, Città Metropolitane e Regioni nella realizzazione di progetti capaci di generare crescita, occupazione, attrattività territoriale. L'iniziativa è realizzata grazie al supporto del Ministero della Cultura, attraverso le risorse del Fondo per la Cultura, gestito da ICSC, che consentono l'integrale abbattimento degli oneri finanziari sui finanziamenti concessi agli Enti territoriali.
"Finanziare la cultura in modo capillare, dal centro alle periferie, attraverso gli enti locali - ha dichiarato il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli - significa investire nella vitalità dei territori e nella loro capacità di valorizzare il patrimonio che custodiscono. Grazie a questo progetto, che si inserisce nel quadro del Piano Olivetti, l'immenso patrimonio culturale italiano può rafforzare il proprio ruolo di motore di crescita economica e sociale. L’iniziativa sosterrà inoltre il recupero delle nostre bellezze artistiche attraverso le risorse messe a disposizione dall'Istituto per il Credito Sportivo e Culturale, partner strategico del Ministero in questa importante azione a favore delle comunità locali", ha concluso il Ministro.
“Cultura Missione Comune è una iniziativa di collaborazione tra il Ministero della Cultura e ICSC: una partnership istituzionale fondata sulla condivisione di obiettivi strategici e sulla capacità di integrare risorse, competenze e strumenti finanziari al servizio della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale pubblico, riconosciuto come una componente strutturale della capacità di crescita del Paese”- ha dichiarato Antonella Baldino, Amministratore Delegato dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale - “La sinergia con il Ministero si traduce in una architettura di policy, capace di orientare gli investimenti culturali verso obiettivi di competitività territoriale di lungo periodo, rafforzando il legame tra patrimonio, comunità e sviluppo. È in questo quadro che ICSC conferma il proprio ruolo di piattaforma finanziaria di sistema: partner delle amministrazioni locali e degli enti territoriali nella progettazione e nell'attuazione di interventi ad alto moltiplicatore economico e sociale”.
La misura finanzia interventi di tutela, protezione, conservazione, recupero, valorizzazione e digitalizzazione del patrimonio culturale pubblico materiale e immateriale. Cultura Missione Comune 2026 si integra, inoltre, con gli altri strumenti di sostegno agli investimenti disponibili per gli Enti territoriali, tra cui i bandi regionali, i contributi per investimenti e le opere pubbliche destinate allo sviluppo del patrimonio culturale.
Attiva fino al 30 settembre, l'iniziativa consente agli Enti territoriali di accedere a mutui a tasso fisso con integrale abbattimento del tasso d'interesse per finanziamenti fino a 10 anni. È prevista inoltre la possibilità di estendere la durata del piano di rimborso fino a 25 anni, favorendo la sostenibilità economico-finanziaria anche degli interventi di maggiore dimensione. Gli importi massimi finanziabili sono definiti in funzione della tipologia e della dimensione dell'ente beneficiario: fino a 2 milioni di euro per i Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, fino a 4 milioni di euro per i Comuni di medie dimensioni, le Unioni di Comuni e i Comuni in forma associata e fino a 6 milioni di euro per Comuni capoluogo, Città Metropolitane, Province e Regioni.
Una iniziativa che mira a valorizzare la collaborazione tra istituzioni locali e sistema finanziario, e che, negli anni, ha dimostrato di rappresentare una leva efficace a supporto delle politiche di investimento pubbliche nei territori. Tra il 2021 e il 2025, attraverso Cultura Missione Comune, ICSC ha contribuito alla realizzazione di oltre 300 milioni di euro di investimenti destinati alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale generando benefici sociali stimati complessivamente in oltre 1 miliardo di euro.

(Adnkronos) - Ridurre il numero di cesarei non necessari, diminuire i rischi per madre e neonato e contenere i costi sanitari integrando nell’ecografo l’intelligenza artificiale (Ai) che fornisce il valore del rischio con un codice colore simile a quello di un semaforo. È l’obiettivo del sistema sviluppato per la stima automatica con Ai la probabilità di successo del parto vaginale operativo, mediante ventosa, presentato al Convegno dell’ingegneria clinica (Aiic), in corso a Torino. “Lo standard tradizionalmente utilizzato per valutare la posizione e la progressione della testa fetale nel canale del parto è l’esplorazione vaginale digitale. La pratica presenta importanti limiti: è soggettiva, operatore-dipendente e associata a un tasso di errore che può raggiungere l80%. Decisioni cliniche non corrette possono tradursi in un aumento dei tagli cesarei non necessari, con conseguenze sia per la salute materno-fetale sia per la sostenibilità del sistema sanitario”. Ha spiegato Chiara Botrugno, ingegnere biomedico dell’Istituto di Fisiologia clinica di Lecce, all’Adnkronos Salute, in rappresentanza del team composto da ricercatori del Cnr-Ifc e ginecologi dell’azienda ospedaliera di Lecce, in cooperazione con Università di Parma e di Amolab, spin-off dell’Università di Lecce, che ha sviluppato l’algoritmo.
“Negli ultimi anni - illustra Botrugno - l’ecografia intraparto è stata progressivamente riconosciuta come il gold standard per la valutazione della progressione del travaglio. Pur essendo più accurata e meno invasiva, rimane comunque una metodica operatore-dipendente, soggettiva e non automatizzata. Per rispondere a queste criticità, con Amolab è stata sviluppata una nuova generazione di ecografia intraparto basata sull’analisi automatica delle immagini ecografiche di progressione del parto, rendendo la valutazione oggettiva, standardizzata, non invasiva e altamente accurata. L’output del sistema è rappresentato da un codice colore intuitivo, assimilabile a un semaforo clinico (Delivery Color Code), che consente una rapida stratificazione del rischio e supporta il processo decisionale tra parto operativo e taglio cesareo”. Nel dettaglio, “con il protocollo che ha incluso 180 acquisizioni ecografiche transperineali - ottenute durante il secondo stadio del travaglio in pazienti con gravidanza singola e presentazione cefalica, in assenza di controindicazioni al parto operativo - è stato sviluppato e validato un sistema intelligente ibrido per la classificazione del rischio e la predizione dell’esito del parto operativo. L’elemento innovativo principale consiste nell’integrazione delle capacità predittive dell’Ai con un modello interpretabile basato sulla logica che utilizza algoritmi automatici indipendenti per valutare la probabilità biologica di successo del parto operativo attraverso funzioni di appartenenza e regole decisionali costruite su un ampio dataset clinico”.
Il sistema genera 3 possibili livelli di rischio del parto operativo: rosso, elevata probabilità di fallimento; giallo, situazione intermedia o incerta e verde, elevata probabilità di successo. “I risultati ottenuti hanno mostrato una capacità discriminativa fino al 97% per la classe di rischio più elevata - precisa l’ingegnere - In particolare, l’analisi ha evidenziato l’assenza di casi in cui un parto realmente sicuro sia stato classificato come ad alto rischio, un dato di estrema rilevanza clinica ai fini della sicurezza decisionale. Il sistema proposto - conclude - consente di passare da una valutazione soggettiva manuale a una classificazione del rischio oggettiva, standardizzata e riproducibile, fondata su parametri ecografici e migliorare il processo decisionale durante il travaglio, promuovendo percorsi assistenziali più sicuri, efficaci e meno invasivi”.

(Adnkronos) - “Strumenti in grado di aggregare, strutturare e sintetizzare le informazioni cliniche in modo efficace, supportando il medico nel processo decisionale con l’obiettivo non di sostituire il giudizio clinico, ma potenziarlo attraverso una stratificazione intelligente dei dati disponibili”. Così Giuseppe Pisasale, Asp di Siracusa, spiega all’Adnkronos Salute le finalità del progetto Alice – Ai Laboratory for Infection Control and Epidemiology presentato al convegno Aiic- Associazione italiana ingegneria clinica, in corso a Torino.
“Nella pratica clinica quotidiana - chiarisce Pisasale - il personale medico si trova frequentemente nella condizione di dover gestire una quantità estremamente elevata di informazioni relative ai pazienti. Tali dati includono esami di laboratorio, referti strumentali, note infermieristiche e informazioni cliniche eterogenee, spesso distribuite su più sistemi informativi o documenti non strutturati. L’estrazione di informazioni clinicamente rilevanti da questa mole di dati rappresenta un’attività complessa e dispendiosa in termini di tempo, in particolare nelle terapie intensive. Questo può comportare un ritardo nell’identificazione di elementi critici, con potenziali conseguenze sulla tempestività delle decisioni terapeutiche. Un ulteriore problema - aggiunge - è rappresentato dalla variabilità nella capacità di sintesi e analisi dei dati, che può essere influenzata da fattori come il carico di lavoro, lo stress clinico e la disponibilità di tempo. In alcuni casi, ciò può portare a un utilizzo prudenziale di terapie di antibiotici ampio spettro, in assenza di una chiara identificazione eziologica dell’infezione. Questa scelta, sebbene clinicamente giustificata in fase iniziale, può contribuire a fenomeni di resistenza antimicrobica e a una gestione meno ottimale del paziente”.
In questo contesto, “il sistema proposto - illustra Pisasale - integra i dati provenienti da fonti eterogenee, incluse trascrizioni di note cliniche, referti diagnostici e risultati di laboratorio e, attraverso tecniche di elaborazione avanzata, tali informazioni vengono analizzate e riorganizzate in modo strutturato, consentendo di evidenziare gli elementi clinicamente più rilevanti per il singolo caso. Un aspetto centrale dell’approccio è la capacità di adattare la presentazione dell’informazione al destinatario, consentendo una stratificazione dei dati in funzione del ruolo e delle esigenze specifiche dell’utilizzatore finale, quindi non solo per il medico, ma anche per il ricercatore. In questo modo, il sistema può fornire una sintesi clinica orientata al supporto decisionale, facilitando l’interpretazione rapida dei dati complessi”. Dal punto di vista clinico, “un tale approccio può contribuire a migliorare la tempestività diagnostica, ridurre il rischio di omissione di informazioni rilevanti e supportare una scelta terapeutica più mirata - rimarca l’esperto - Inoltre, la possibilità di aggregare e analizzare i dati a livello di reparto può favorire l’identificazione di pattern epidemiologici, come la presenza di infezioni ricorrenti o cluster di patogeni all’interno di una stessa unità operativa, con potenziali ricadute sulla gestione delle infezioni nosocomiali e sulle strategie di controllo”.
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(Adnkronos) - La diagnosi del disturbo bipolare si basa ancora oggi quasi esclusivamente sulla valutazione clinica e sul colloquio con il paziente. “La patologia interessa il 2-4% popolazione mondiale: il 69% pazienti ha diagnosi sbagliata e deve aspettare 10 anni, in media, 6 per diagnosi corretta. Nel frattempo i pazienti vengono trattati in modo non adeguato, con un possibile peggioramento del decorso della malattia, aumento delle complicanze e maggiore ricorso all’ospedalizzazione, con un conseguente incremento dei costi sanitari e sociali. Partendo da queste considerazioni, abbiamo avviato due progetti di ricerca - Border e Pedibio - finalizzati all’identificazione di biomarcatori biologici in grado di supportare il processo decisionale clinico”. Così Alessandra Olarini , dell’Università di Torino, all’Adnkronos Salute, presentando il progetto dell’Ateneo piemontese, realizzato con il Centro Avanzato di Diagnostica A. Bertinaria, Orbassano, in occasione del Convegno Aiic-Associaizone italiana ingegneri clinici, in corso a Torino.
“L’obiettivo principale era trasformare dati biologici complessi, ottenuti attraverso approcci multi-omici, in strumenti concreti di supporto alla pratica clinica - spiega Olarini - A tale scopo sono stati raccolti campioni biologici provenienti sia da pazienti con disturbo bipolare sia da soggetti di controllo, sani. Parallelamente è stata valutata la possibilità di utilizzare campioni di sangue secco su carta assorbente (dried blood spots), una metodologia che offre importanti vantaggi in termini di riduzione dei volumi di campionamento, semplificazione della logistica e contenimento dei costi”. Le analisi sono state condotte mediante “piattaforme ad altissima risoluzione. Parallelamente - aggiunge - è stata condotta un’analisi genomica finalizzata all’identificazione di varianti genetiche significativamente associate alla patologia. Le analisi hanno mostrato una chiara separazione tra il gruppo dei pazienti e quello dei controlli, anche dopo la rimozione delle variabili associate ai farmaci”.
Sono stati identificati “20 metaboliti significativamente alterati nei pazienti, appartenenti principalmente alle classi delle xantine e degli acidi organici - precisa l’esperta - Sul fronte genomico sono emerse varianti genetiche potenzialmente rilevanti, tra cui una localizzata sul cromosoma 15 in un gene coinvolto in processi neurobiologici e altre varianti già associate in letteratura a funzioni cerebrali. Particolarmente interessante è stato il contributo della farmacogenomica. Alcune varianti genetiche sono risultate associate alla risposta ai farmaci comunemente utilizzati nel trattamento del disturbo bipolare. Questo risultato - conclude - apre prospettive estremamente promettenti non solo per migliorare la precisione diagnostica, ma anche per favorire una stratificazione dei pazienti e una personalizzazione delle strategie terapeutiche, orientando la scelta del trattamento sulla base delle caratteristiche genetiche individuali”.

(Adnkronos) - “Case e ospedali di comunità giocano un ruolo chiave nel nuovo assetto dell'assistenza territoriale in Italia, partendo dal Dm77 e con il fortissimo impulso avuto dal Pnrr. In questo ruolo di raccordo tra l'ospedale e il territorio, case di comunità e ospedali di comunità vedono l'organizzazione e il personale come elementi centrali. A supporto strategico necessario di questa attività c'è la tecnologia: diagnostica di base, in particolare all'interno delle case di comunità, e telemedicina per un raccordo territoriale ancora più forte ed efficace nel passaggio da ospedale a domicilio, ma fondamentale negli ospedali di comunità, come rete di cure intermedie. Nell'assistenza domiciliare gli infermieri utilizzano tecnologie diagnostiche, si avvalgono della telemedicina e, quindi, dell'information technology, come elemento fondamentale per una piena efficacia di questo nuovo modello di assistenza sul territorio”. Lo ha detto Stefano Bergamasco presidente del Comitato scientifico del 26esimo Convegno nazionale Aiic-Associazione italiana ingegneri clinici, intervenendo, a Torino, nella sessione dedicata al nuovo ecosistema della salute con case e ospedali di comunità.
“Nell'ambito del meccanismo di finanziamento del Pnrr - spiega Bergamasco - è stato previsto che, per case e ospedali di comunità, il raggiungimento degli obiettivi minimi essenziali dati dal target fosse attestato da un'attività di verifica di un esperto indipendente. Inizialmente questa figura era individuata come un ingegnere indipendente, poi, alcuni di noi, colleghi dell'Aiic, hanno avuto l'opportunità di portare la loro competenza nell'ambito di questa attività di verifica. Riteniamo che questo sia stato molto utile in quanto l'ingegnere clinico ha proprio nel suo Dna l'integrazione tra competenza di gestione delle tecnologie biomediche e conoscenza dell'organizzazione sanitaria. Questa esperienza di attività di verifica è stata molto interessante e, per alcuni tratti, molto sfidante, in particolare per le tempistiche date dal Pnrr, ma anche per la possibilità di integrare le tecnologie e dell'informatica all'interno di queste strutture con la preparazione degli operatori sanitari, medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, medici del territorio e infermieri all'interno in particolare delle case di comunità”.

(Adnkronos) - “Una criticità rilevante nella riparazione della valvola mitralica è rappresentata dalla variabilità decisionale preoperatoria. Nonostante la disponibilità di sistemi di imaging avanzati, inclusi modelli tridimensionali ad alta risoluzione e strumenti di quantificazione morfologica, permane un divario tra la rappresentazione anatomica e la definizione della strategia chirurgica ottimale. La pianificazione rimane infatti fortemente dipendente dall’esperienza individuale del chirurgo. Il sistema Virtual Helena, basato su modelli tridimensionali e intelligenza computazionale potrebbe contribuire a colmare il divario tra imaging diagnostico e decisione chirurgica, portando verso una chirurgia sempre più personalizzata e guidata dai dati”. Lo ha detto Alessandro Carrozzo, cardiochirurgo dell’Istituto clinico ligure alta specialità di Rapallo, all’Adnkronos Salute, a Torino, in occasione del Convegno Aiic-Associazione italiana ingegneria clinica.
“Un principio fondamentale della chirurgia della valvola mitralica moderna è il ‘repair first approach’, ovvero la preferenza per la riparazione valvolare rispetto alla sostituzione - spiega Carrozzo - La riparazione, quando tecnicamente possibile, è associata a una migliore sopravvivenza a lungo termine. Nonostante le evidenze a favore della riparazione, la sua applicazione nella pratica clinica reale rimane eterogenea. I tassi di riparazione variano significativamente tra i centri e l’outcome chirurgico è fortemente correlato al volume di attività: centri ad alto volume tendono a ottenere risultati più stabili e percentuali di successo più elevate rispetto a centri con minor esperienza”.
Per affrontare questa limitazione “è stato sviluppato un sistema di supporto decisionale - illustra il cardiochirurgo - basato su ricostruzione tridimensionale della valvola mitralica a partire dai dati del paziente che integra informazioni anatomiche e cliniche e le confronta con database di casi precedenti, includendo caratteristiche geometriche, tipologie di difetto valvolare e risultati chirurgici associati a diverse tecniche riparative. Il software consente inoltre la simulazione preoperatoria della procedura chirurgica, fornendo al chirurgo una rappresentazione predittiva del risultato atteso in funzione della tecnica selezionata. In questo modo è possibile valutare in anticipo differenti strategie operatorie e identificare quella potenzialmente più appropriata per il singolo paziente, riducendo la dipendenza esclusiva dall’esperienza soggettiva”. Il confronto tra simulazione e risultato intraoperatorio “ha mostrato un’elevata concordanza, con una precisione superiore all’80–90% nelle principali variabili decisionali, e con una buona correlazione tra lunghezza delle corde tendinee simulate e quelle effettivamente utilizzate in sala operatoria. Lo strumento - conclude - è stato inoltre valutato su una casistica clinica multicentrica, includendo interventi eseguiti in centri ad alto volume. L’analisi ha evidenziato un’elevata concordanza tra le raccomandazioni del modello e le decisioni effettivamente adottate dai chirurghi esperti, suggerendo la capacità del sistema di riflettere un comportamento decisionale coerente con quello di un team chirurgico esperto”.

(Adnkronos) - "Quando si parla di salute respiratoria non possiamo prescindere da tutto ciò che respiriamo. L'apparato respiratorio è a diretto contatto con l'ambiente, per cui disgiungere la salute respiratoria da quella ambientale sarebbe sbagliato. E infatti, questo apparato rappresenta benissimo il paradigma del concetto di One health, cioè l'interazione tra salute e ambiente. Un legame che ci impone di avere un atteggiamento onnicomprensivo nell'approccio alle condizioni respiratorie, partendo sicuramente dalla prevenzione e dall'attenzione all'ambiente”. Lo ha detto la presidente della Società italiana di pneumologia (Sip), Paola Rogliani, nel corso del convegno 'Respiriamo il futuro. Tecnologia e sostenibilità per la salute respiratoria’, organizzato oggi alla Camera dei deputati da Chiesi Italia per promuovere un dialogo sinergico tra le istituzioni e il mondo scientifico, con l’obiettivo di definire strategie sostenibili nella gestione delle patologie respiratorie croniche e per il futuro orientamento delle politiche sanitarie.
In questo contesto, "l'innovazione tecnologica è un aspetto rilevante nell'approccio alle condizioni respiratorie, perché la sostenibilità riguarda da vicino anche l'innovazione - conclude la presidente Sip - È un tema di grande rilievo che parte dai dispositivi inalatori che utilizziamo nel trattamento dei pazienti, ma che include anche gli smart inhaler e la tecnologia applicata al monitoraggio clinico. Tutto questo aiuta a migliorare l'approccio terapeutico e, in ultima analisi, la salute respiratoria stessa".

(Adnkronos) - Belen ha rifiutato la conduzione all'Isola dei Famosi. Dopo settimane di indiscrezioni sul suo possibile coinvolgimento nel reality show, la showgirl ha deciso di rompere il silenzio e di fare un po' di chiarezza.
Con una storia Instagram Rodriguez ha spiegato: "Ho deciso di non accettare quando ho saputo la quantità di giorni all'estero che avrei dovuto trascorrere. Non riesco e non posso stare 45 giorni senza vedere i miei figli". La showgirl ha ammesso che non sarebbe stata in grado di svolgere il suo ruolo al meglio: "Avrei mancato di rispetto al mio lavoro e, con la mia assenza, anche alla mia famiglia". Belen ha poi ringraziato Mediaset per l'opportunità e "per aver capito la situazione" aggiungendo che "sicuramente avremo altre occasioni".
Archiviata l'ipotesi di Belen Rodriguez, per il ruolo di conduttrice sul campo la scelta è ricaduta su Selvaggia Lucarelli, che ha inaugurato il suo rapporto con Mediaset quest'anno come opinionista al 'Grande Fratello Vip'.

(Adnkronos) - Il feretro di Pamela Genini può essere stato profanato da un'unica persona, senza l'aiuto di complici. E' quanto ha confermato una simulazione tecnica svolta questa mattina dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Bergamo e della sezione operativa della compagnia di Zogno, nel cimitero di Strozza, il paese natale della 29enne uccisa lo scorso ottobre a Milano dall'ex compagno Gianluca Soncin.
Le prove tecniche, nell'ambito delle indagini coordinate dalla procura di Bergamo per vilipendio di cadavere, sono state svolte questa mattina alla presenza del sindaco di Strozza, del personale comunale addetto alla manutenzione del cimitero e del titolare dell’agenzia di onoranze funebri incaricata della tumulazione. L'obiettivo era "verificare le concrete modalità esecutive della profanazione" e in particolare - riferiscono i carabinieri del comando provinciale in una nota - la "possibilità di estrazione e successivo reinserimento del feretro all’interno del loculo". Per la simulazione sono state riprodotte "fedelmente le condizioni originarie" in cui il la bara si trovava, dopo essere stata tumulata lo scorso 24 ottobre nel piccolo cimitero del comune della Bergamasca.
I carabinieri si sono serviti di una cassa "analoga per caratteristiche e peso a quella della vittima, appositamente zavorrata fino a raggiungere un carico complessivo corrispondente al peso in vita della donna". Diverse le prove pratiche eseguite dagli investigatori: inizialmente il feretro è stato estratto con gli strumenti usati nei cimiteri, poi si è provato a muoverlo "senza alcun ausilio meccanico, facendo ricorso esclusivamente allo sforzo fisico". In due - un dipendente comunale addetto alla manutenzione del cimitero e un carabiniere - ci sono riusciti: da soli hanno estratto il feretro, lo hanno posizionato e poi reinserito all'interno del loculo. La simulazione tecnica ha dimostrato così - viene evidenziato dai carabinieri - la "concreta possibilità che le operazioni di movimentazione del feretro possano essere eseguite anche da un solo soggetto, mediante il solo impiego della forza fisica".
Per il vilipendio del cadavere è indagato l'amico della vittima, Francesco Dolci. Gli esiti della simulazione - viene comunicato - "saranno ora valutati congiuntamente agli ulteriori elementi investigativi già acquisiti e in corso di sviluppo, al fine di ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e individuare i responsabili".

(Adnkronos) - "Al contrario di altri Paesi europei, in Italia non è recepita una metodologia come la Pas 2090, il primo standard internazionale che definisce come condurre valutazioni del ciclo di vita (Lca) per i prodotti farmaceutici, misurando l'impatto ambientale dall'analisi del Carbon Budget fino al fine vita del prodotto stesso. Sarebbe importante che” queste normative “fossero adottate anche in Italia perché renderebbero il quadro normativo più omogeneo. Questo darebbe la possibilità al Sistema sanitario italiano, così come all'Aifa (Agenzia italiana del farmaco), di valutare il reale impatto dei prodotti e, di conseguenza, di introdurre un concetto di premialità per quelli che hanno un minore impatto nell'ambito della sostenibilità ambientale". Lo ha detto oggi a Roma, Raffaello Innocenti, Ceo and Managing Director at Chiesi Italia, partecipando al convegno ‘Respiriamo il futuro. Tecnologia e sostenibilità per la salute respiratoria’, organizzato dall'azienda farmaceutica alla Camera dei deputati per promuovere un dialogo sinergico tra le istituzioni e il mondo scientifico, ponendosi come catalizzatore per la definizione di strategie sostenibili nella gestione delle patologie respiratorie croniche e per il futuro orientamento delle politiche sanitarie.
"È fondamentale che si lavori a un quadro normativo omogeneo, in modo da poter operare con obiettivi molto chiari - sottolinea Innocenti -. Per Chiesi gli obiettivi sono estremamente definiti: siamo una Società Benefit, quindi all'interno del nostro Statuto abbiamo inserito traguardi di carattere sia sociale che ambientale. Per quanto riguarda questi ultimi, l'obiettivo è molto ambizioso: raggiungere le zero emissioni nette (Net zero) nel 2035". "Le emissioni si dividono nei vari Scope - conclude -. Se consideriamo il tema del consumo energetico, che è elevato sia per i nostri siti produttivi sia per le nostre sedi, l'energia elettrica deriva già interamente da fonti rinnovabili. Tuttavia, vogliamo raggiungere un risultato molto importante anche sulle emissioni Scope 3, ovvero quelle indirette. Su questo fronte stiamo lavorando per portare in commercio un nuovo inalatore Pmdi con un propellente a bassa emissione carbonica, riducendo così l'impatto del 90%, passando dall'attuale Hfc al nuovo Hfa 152a. Questo è un aspetto fondamentale sul quale stiamo investendo - sottolinea - abbiamo anche acquisito il sito di Nerviano, dove cambieremo la piattaforma di produzione per realizzare i dispositivi con il nuovo propellente".

(Adnkronos) - "Quando una Tac total body viene proposta a individui asintomatici e a basso rischio, il cittadino viene spesso presentato come un potenziale beneficiario di una diagnosi precoce. Più raramente vengono illustrati con la stessa enfasi i rischi di sovradiagnosi, falsi positivi, incidentalomi, procedure invasive successive ed esposizione a radiazioni ionizzanti. Si crea così un'asimmetria informativa che può compromettere una decisione realmente consapevole". Lo afferma in una nota Nicoletta Gandolfo, presidente nazionale Società italiana di radiologia medica e interventistica. ricordando come "negli ultimi anni si è sviluppato un vero e proprio mercato della 'prevenzione personalizzata', nel quale esami complessi e costosi vengono proposti direttamente ai cittadini attraverso campagne pubblicitarie che fanno leva su paure profondamente radicate: il timore di una diagnosi tardiva, l'ansia per il cancro e il desiderio di utilizzare le tecnologie più avanzate per proteggere la propria salute". Il messaggio "implicito è semplice e potente: 'più si cerca, più si previene'. Tuttavia - spiega Gandolfo - questo slogan non trova conferma nelle evidenze scientifiche disponibili. La medicina preventiva non si basa sulla quantità di esami eseguiti, ma sulla dimostrazione che tali esami producano un beneficio netto per la persona sottoposta allo screening".
Secondo Gandolfo "non va, inoltre, trascurato il fatto che gli screening total body rappresentano un'attività economicamente redditizia. Il modello commerciale che ne deriva rischia di generare un fenomeno noto in letteratura come 'disease mongering', ovvero l'espansione del concetto di malattia o di rischio di malattia a popolazioni sempre più ampie, trasformando persone sane in potenziali pazienti e ampliando conseguentemente la domanda di prestazioni sanitarie. In questo scenario la comunità scientifica ha il dovere di riaffermare un principio essenziale: l'indicazione a un esame diagnostico non può essere determinata da strategie di marketing, ma deve derivare da prove scientifiche solide e da una valutazione appropriata del rapporto tra benefici, rischi e costi".
La prevenzione "non dovrebbe essere un prodotto da vendere - avverte Gandolfo - ma un intervento sanitario da prescrivere quando esistono evidenze che ne dimostrino l'efficacia. Confondere questi due piani significa correre il rischio di sostituire la medicina basata sulle prove con una medicina guidata dal mercato. Trovare qualcosa non significa salvare una vita. Un principio fondamentale dell'epidemiologia degli screening è che l'identificazione precoce di un'anomalia non coincide necessariamente con un beneficio clinico". Molte lesioni "individuate incidentalmente non avrebbero mai causato sintomi o danni durante la vita della persona. Questo fenomeno, noto come sovradiagnosi (overdiagnosis) - sottolinea - può trasformare individui sani in pazienti, esponendoli a ulteriori esami, biopsie, interventi chirurgici e ansia senza alcun reale vantaggio".
La "probabilità di questi risultati indesiderati aumenta quando si esaminano persone a basso rischio. In termini statistici, quando la probabilità pre-test di malattia è molto bassa, aumenta la quota di risultati falsamente positivi. La Tac total body è estremamente sensibile - rimarca la presidente della Sirm - e spesso individua piccole alterazioni di significato incerto: noduli polmonari, cisti renali, angiomi epatici, noduli tiroidei, adenomi surrenalici. Questi reperti, definiti incidentalomi, sono molto frequenti e raramente rappresentano una minaccia per la salute. Tuttavia, una volta scoperti, generano quasi inevitabilmente ulteriori controlli, esami di secondo livello e talvolta procedure invasive. Il risultato può essere un percorso diagnostico complesso e costoso innescato da una lesione che non avrebbe mai provocato alcun problema".
Gandolfo ricorda che "da anni le principali organizzazioni scientifiche e regolatorie non raccomandano la TAC total body come screening di popolazione nei soggetti asintomatici. La Food and drug administration statunitense, l'Organizzazione mondiale della sanità, l'American College of Radiology (Acr) che è la associazione professionale dei radiologi americana , la AAPM (American Association of Physicists in Medicine) e numerosi articoli scientifici di gruppi di ricerca indipendenti - chiarisce Gandolfo - appaiono tutti concordi nell’affermare che non esistono prove scientifiche che dimostrino un rapporto beneficio-rischio favorevole per lo screening total body nei soggetti senza sintomi e sottolinea il rischio di falsi positivi e di esposizione radiologica non necessaria. La medicina moderna non soffre più soltanto di sottodiagnosi; sempre più spesso deve confrontarsi con overdiagnosi (l’eccesso di diagnosi) e con il conseguente rischio di overtreatment (sovratrattamento o sovramedicalizzazione) cioè l'esecuzione di trattamenti, interventi o prescrizioni mediche di cui il paziente non ha effettivo bisogno".
La prevenzione efficace "non consiste nell'eseguire il maggior numero possibile di esami ma piuttosto nell'applicare screening validati a persone che possono realmente beneficiarne: mammografia nelle fasce di età appropriate, screening del tumore colorettale, screening del carcinoma della cervice uterina, Tac a bassa dose nei forti fumatori ad alto rischio. La differenza è sostanziale: questi programmi hanno dimostrato di ridurre mortalità e complicanze. La Tac total body nei soggetti sani, invece, non ha ancora fornito prove convincenti di produrre gli stessi benefici. In medicina, come nella vita, più informazioni non significano necessariamente decisioni migliori. A volte il rischio maggiore non è non trovare una malattia, ma cercarla dove la probabilità che esista è estremamente bassa".
Gandolfo poi elenca i 5 miti della Tac total body da sfate: 1. 'Più esami faccio, più mi proteggo'. "Non sempre. Un esame è utile solo se il beneficio supera i rischi. Nelle persone sane, la Tac total body non ha dimostrato di ridurre la mortalità o aumentare l'aspettativa di vita". 2. 'Se trovo qualcosa prima, è sempre meglio'. "Molte anomalie individuate incidentalmente non avrebbero mai provocato sintomi o danni. Scoprirle può portare a biopsie, interventi e controlli inutili". 3. 'La Tac è solo una fotografia innocua'. "La Tac utilizza radiazioni ionizzanti. Il rischio individuale è basso quando l'esame è appropriato, ma non è nullo e non dovrebbe essere accettato senza una valida indicazione clinica". 4. 'Se l'esame è negativo posso stare tranquillo'. "Nessun test garantisce l'assenza di malattia. Anche una Tac total body può non identificare lesioni molto piccole o tumori che si svilupperanno successivamente". 5. 'La tecnologia più avanzata coincide con la migliore prevenzione'. "La prevenzione efficace non consiste nell'eseguire il maggior numero possibile di esami, ma nell'applicare interventi e screening che abbiano dimostrato di migliorare la salute delle persone. Una colonscopia eseguita al momento giusto o la cessazione del fumo hanno un impatto documentato sulla sopravvivenza molto maggiore di uno screening total body indiscriminato" conclude Gandolfo.

(Adnkronos) - Si è chiusa oggi con grande successo la seconda edizione di Nuclear power-expo, la quinta edizione di Hydrogen expo e la terza edizione di Cybsec-expo a Piacenza Expo. Le tre manifestazioni organizzate da Mediapoint & exhibitions di Fabio Potestà hanno confermato e superato le attese, con una partecipazione di operatori altamente qualificati e specializzati, provenienti dal mondo industriale, istituzionale e accademico. Tre giorni intensi, tre filiere strategiche in dialogo, un’unica risposta sistemica alle sfide dell’energia e della sicurezza del Paese.
"Chiudiamo questa triplice kermesse con una stima di 5.000 visitatori e la conferma, da parte dei 170 espositori, dell'altissimo livello professionale dei partecipanti. Un risultato ottimale che premia la scommessa di aver unito Nuclear, Hydrogen e Cybersec Expo, tre pilastri strategici per il futuro energetico e la transizione del Paese. I 32 convegni in tre giorni testimoniano l'intensità del dibattito, specialmente sul fronte dell'energetica nucleare e della filiera industriale. Ora lo sguardo si sposta a Piacenza dal 22 al 24 ottobre con due novità assolute per la logistica e l'allestimento industriale: T3 Expo e Agv Expo", sottolinea Fabio Potestà, direttore di Mediapoint & exhibitions.
L’ultima giornata di Nuclear power-expo ha messo al centro i due pilastri operativi della filiera nucleare: gli standard di qualificazione internazionale e il decommissioning. Il mattino è stato dominato dal Joint Meeting Asme bpv Italy Iwg Section III e IX – preceduto da una sessione introduttiva su come Asme può aprire nuovi mercati e opportunità alla filiera italiana – con la partecipazione di esperti di Walter Tosto, Safas, Aipe e Lrqa. Nel pomeriggio, il convegno sul Decommissioning di impianti nucleari – aperto con i saluti di Fabio Potestà – ha affrontato in modo concreto le tecnologie di demolizione controllata, i modelli digitali Bim-Oriented, il taglio con filo diamantato e le soluzioni di sollevamento e trasporto eccezionale in ambito nucleare, con la partecipazione di Nucleco, Diamond Pauber, Brokk Italia, Vernazza Autogrù e Mammoet Italia. “Il decommissioning nucleare italiano è un settore in evoluzione e può diventare un modello per l’Europa. Pur non essendo partito per primo, l’Italia oggi è pronta a guidare anche altri mercati, grazie all’esperienza maturata e alle competenze delle imprese, con casi come la centrale di Latina che rafforzano questo ruolo”, ha dichiarato Valeriano Parizzi, consulente indipendente sui temi delle decostruzioni controllate e sicurezza operativa, intervenuto al panel “Decommissioning di impianti nucleari: dalle tecnologie di demolizione alle attività di sollevamento e trasporto eccezionale”.
Hydrogen expo ha chiuso con tre sessioni dense e trasversali. Il convegno Idrogeno: il vettore energetico di oggi, organizzato da Allestimenti & Trasporti e Hydrogen News, ha affrontato gli sviluppi più recenti nel comparto automotive e nella mobilità pesante, con la partecipazione di operatori del trasporto e di Gruber Logistics. La sessione H2IT sulla produzione di idrogeno rinnovabile, moderata da Cristina Maggi, Direttrice H2IT, ha fatto il punto su Hydrogen Valleys, decreto idrogeno e regole operative Gse, con un dialogo aperto tra le imprese della filiera. Infine, il convegno della Regione Emilia-Romagna su Territori, imprese, ricerca e innovazione per la filiera idrogeno in Emilia-Romagna ha presentato i risultati dei progetti regionali con la partecipazione di Enea, Università di Bologna, Università di Modena e Reggio Emilia e dei principali cluster territoriali.
La tre giorni di Piacenza Expo si è confermata dunque come un formidabile catalizzatore industriale in grado di offrire un’unica risposta sistemica alle sfide dell’energia e della sicurezza del Paese attraverso il dialogo ravvicinato tra tre filiere strategiche. Con oltre 32 sessioni tecniche e più di centoventi relatori, le manifestazioni hanno superato le attese della vigilia, registrando una straordinaria partecipazione di operatori altamente qualificati e specializzati provenienti dal mondo industriale, istituzionale e accademico.
Nel comparto dell’idrogeno, durante Hydrogen-expo, riflettori accesi sulla concretezza e sulla maturità economica della filiera. “L’evento ha offerto un bilancio dei risultati del PNRR sull’idrogeno e uno sguardo al futuro per valorizzare l’impegno di pubblica amministrazione e imprese. Il settore è in crescita e richiede tempo per una piena attuazione: ora la sfida è promuovere uso e diffusione dell’idrogeno nella transizione energetica, grazie a un solido rapporto pubblico-privato”, ha dichiarato Stefania Crotta, Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Lo stesso Alberto Dossi di H2IT ha celebrato il Pnrr come un eccezionale trampolino di lancio verso la competitività rispetto ai combustibili fossili, mentre le aziende espositrici hanno tracciato l’evoluzione pragmatica del settore, spaziando dall’auspicio di Marzio Ferrara (Macchi Boiler) per una crescita sul modello statunitense e dall’impegno di Alessandro Bialetti (Arco Technologies) nella diffusione di una cultura dell’H2 in ambiente industriale, fino ai traguardi commerciali di Matteo Riva (Maximator Italy) con ben sette stazioni realizzate, ai progetti di decarbonizzazione tramite blending al 28% presentati da Claudio Vitalini (IIT Hydrogen), alla sperimentazione avanzata della locomotiva merci di Antonio Ghiglia (Sitav) e alla duplice presenza strategica (tra idrogeno e nucleare con TecTubi Raccordi) illustrata da Renato Velli per il Gruppo Allied. Anche per Giovanni Deregibus, (Economy Solutions) il settore è in crescita, con prospettive positive per tutta la filiera.
Parallelamente, la seconda edizione del Nuclear power-expo ha ribadito la centralità della manifattura italiana in Europa: secondo Stefano Monti (Presidente Ain), il confronto tra operatori ha confermato, la forza della filiera nucleare italiana, seconda manifattura nucleare in Europa dopo la Francia, già attiva sui mercati internazionali e potenzialmente centrale nel futuro programma nazionale. Monti ha inoltre evidenziato come il dibattito abbia fatto emergere opportunità e sfide del comparto, offrendo indicazioni utili alle imprese interessate a entrare nella supply chain. Un mercato in forte accelerazione che Francesco Squaratti (Atb Riva Calzoni – Aipe) ha ricordato richiedere “competenze solide, risorse umane qualificate e una visione di lungo periodo”. In questo contesto, Squaratti ha sottolineato il ruolo di Aipe nell’allargare la filiera industriale, evidenziando come “per entrare nel nucleare non basti l’intenzione, ma servano persone, competenze e un percorso pluriennale, con ritorni di investimento necessariamente diluiti nel tempo”.
Durante il convegno dedicato alle prospettive e criticità della supply chain, Andrea Bombardi (Rina) ha evidenziato le enormi opportunità globali derivanti dai 42 nuovi Paesi che si stanno affacciando all’atomo. Nel dibattito sono emerse inoltre le strategie industriali di operatori come Valvitalia, con Claudio Scuratti, orientata alla certificazione Asme entro il 2027, mentre Marianna Ginola (Simic) e Luca Ferrante (Nuclear Advisory) hanno confermato la piena prontezza delle imprese nel supportare i progetti di fissione e fusione e l’evoluzione del quadro normativo nazionale. Giancarlo Gobbi (3HCSI) ha infine sottolineato l’importanza dei codici internazionali per facilitare il percorso delle aziende verso le certificazioni ASME. Secondo Marco Lumachi (Mouvers), il nucleare europeo è in pieno sviluppo e l’Italia si sta allineando a questo trend.
Infine, il Cybsec-expo ha ridefinito la sicurezza informatica come un asset competitivo imprescindibile per la logistica, i porti e i trasporti. “La distinzione tra sicurezza pubblica e privata nelle infrastrutture critiche non è più attuale: reti e sistemi sono ormai interconnessi. Serve un’integrazione tra sicurezza cibernetica pubblica e privata per affrontare un contesto sempre più complesso e rischioso”. Così Andrea Margelletti, Presidente CESI. All’interno dei tavoli tecnici dedicati, Danilo Diomede (RINA) ha invocato una difesa sistemica estesa a tutta la catena del valore di fronte alle opportunità e alle minacce duali generate dall’adozione dell’Intelligenza Artificiale, una visione condivisa da Alessandro Ferrari (Assiterminal), che ha rimarcato l’importanza vitale di investire nella formazione del personale e in solide strategie di business continuity per garantire la resilienza dell’intero sistema import-export nazionale.
Questa convergenza di visioni, che dimostra la profonda interconnessione tra transizione energetica, indipendenza delle fonti e sicurezza digitale, ha trovato la sua massima celebrazione nella serata del 10 giugno si è tenuta la cerimonia della 4ª edizione degli IHTA – Italian Hydrogen Technology Awards, i riconoscimenti ideati per valorizzare a livello nazionale e internazionale le imprese e i professionisti italiani che operano nella filiera tecnologica dell’idrogeno. I premi, assegnati nelle categorie che coprono l’intera catena del valore – dalla produzione allo stoccaggio, dalla distribuzione alle applicazioni industriali e di mobilità – hanno celebrato l’eccellenza di un comparto in rapida crescita, riconoscendo le realtà che stanno guidando la transizione verso un mercato dell’idrogeno pienamente operativo.
Il premio “Progetto dell’Anno” è stato assegnato a Polytec Energy per H2_Polytec, iniziativa per la produzione e distribuzione locale di idrogeno verde in Trentino-Alto Adige. Rina ha ricevuto il riconoscimento per la Produzione dell’Idrogeno con il progetto Aslan, impianto da circa 700 MW alimentato da rinnovabili e integrato con sistemi di desalinizzazione. Nello Stoccaggio è stata premiata 01Green per la tecnologia Safeteasy basata su magnesio dopato, mentre per Componenti e Materiali il premio è andato ex aequo a Henkel, per le soluzioni di sigillatura Hydrogen Ready Loctite e a Contitech Industrial Solutions, per le tubazioni flessibili destinate al trasferimento offshore di ammoniaca liquefatta. Nel settore Trasporti ha vinto Fincantieri con il progetto Viking Libra, tra le prime applicazioni navali con sistemi di propulsione e stoccaggio dell’idrogeno a bordo, mentre IIT Hydrogen è stata premiata nel settore Industriale per un modello di decarbonizzazione della produzione di conglomerati bituminosi tramite idrogeno verde. Nel settore Energia il riconoscimento è andato a Sofinter per un generatore di vapore ibrido alimentabile con miscele di idrogeno e gas naturale. Tra le Società di Servizi – Sicurezza ha vinto 3pSafety con il progetto Efesto, laboratorio per prove su componenti ad alta pressione, mentre nella categoria Verifica e Testing il premio è stato assegnato ad Aumatech e Cedem per un sistema di collaudo di serbatoi compositi per idrogeno. Riconoscimenti speciali a Giuseppe Grassi, fondatore di DEREC Consulting, nominato Personalità dell’Anno – Università e Ricerca per progetti sull’idrogeno con il mondo accademico, e a Guido Ghiglia, Premio Speciale alla Carriera per il contributo all’industria ferroviaria e lo sviluppo della locomotiva da manovra a idrogeno Fenhyce.
Il bilancio complessivo delle tre giornate consegna un’edizione che ha segnato un salto qualitativo rispetto alle precedenti. I padiglioni di Piacenza Expo hanno ospitato espositori italiani e internazionali, delegazioni istituzionali di primo piano e una platea di visitatori professionali altamente qualificati. I convegni – oltre quaranta sessioni tecniche e istituzionali distribuite sui tre giorni – hanno visto la partecipazione di più di centoventi relatori, confermando la capacità delle tre manifestazioni di attrarre i protagonisti reali delle filiere nucleare, idrogeno e cybersecurity. Proprio a conferma della rilevanza della tre giorni piacentina, le manifestazioni hanno ottenuto un ampio sostegno istituzionale, con numerosi patrocini concessi sia da enti e istituzioni di primo piano che dalle principali associazioni a cui sono andati i ringraziamenti personali di Fabio Potestà. Tra tutti: Aeronautica Militare, Enea– Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, Isin – Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nucleare e la Radioprotezione, Mimit – Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Regione Emilia-Romagna, Regione Liguria e Comune di Piacenza. Sul fronte delle associazioni di categoria e del mondo accademico: Ain – Associazione Italiana Nucleare, Aipe – Associazione Italiana Pressure Equipment, Aipnd – Associazione Italiana Prove Non Distruttive, Animp – Associazione Nazionale di Impiantistica Industriale, Anver, Cepi, Cicpnd – Comitato Italiano Coordinamento Prove Non Distruttive, Cirten – Consorzio Interuniversitario per la Ricerca Tecnologica Nucleare, Confapi Industria Piacenza, Confindustria Piacenza, Federacciai, GISI, H2IT – Associazione Italiana Idrogeno e Celle a Combustibile e Unione Parmense degli Industriali.
Una serata speciale sotto le stelle, preludio al Carbonia Film
Festival. In attesa dei cinque giorni di proiezioni, incontri e
ospiti internazionali - in programma dall'11 al 15 novembre - il
festival propone un'anteprima estiva il 28 luglio dedicato al
cinema d'autore contemporaneo e alla regista Carolina Cavalli,
ospite della manifestazione. Organizzata dalla Società Umanitaria
di Carbonia, direzione artistica di Francesco Giai Via il Cff si
configura come osservatorio sulle trasformazioni del presente
attraverso lo sguardo del grande schermo.
(Adnkronos) - Un anziano di 84 anni di Pieve di Soligo (Treviso) rischia una condanna a 16 anni per pornografia minorile e atti sessuali compiuti sui propri nipoti minori di 10 anni. Le violenze filmate erano poi scambiate sul dark web.
Questa la richiesta formulata ieri dalla Procura distrettuale di Venezia per i reati informatici durante l’udienza preliminare, nonostante l’uomo abbia richiesto il rito abbreviato che comporta lo sconto di un terzo della pena. Il nonno trevigiano, conosciuto come un attivo pensionato e volontario nella comunità locale in cui risiede, è stato identificato grazie a una segnalazione giunta dagli analisti di Ncmec, una ong statunitense specializzata nella caccia ai pedofili sul web.
Sono stati loro ad attivare i canali Europol fino ad arrivare alla Polizia postale di Treviso che in aprile ha poi identificato il pensionato, perquisendo la sua casa e mettendolo ai domiciliari su ordine del Gip. L’uomo comprava il silenzio dei nipotini, peraltro conviventi con lui, con banali regalini. Sono almeno una decina gli episodi che gli vengono contestati, consumati tra il 2024 e il 2025. Il gup veneziano Benedetta Vitolo deciderà le sue sorti nell'udienza fissata per il 17 giugno prossimo.

(Adnkronos) - Si chiama 'War' il nuovo album di Astro, disponibile su tutte le piattaforme digitali e in formato cd, vinile, cd autografato, vinile nero autografato e vinile trasparente autografato da venerdì 12 giugno per Atlantic Records Italy/Warner Music Italy. Si presenta come il progetto più ambizioso, stratificato e maturo della carriera dell'artista: un concept album curato nei minimi dettagli musicali e visivi, capace di abitare la sottile linea di confine tra la realtà e la percezione. Il disco nasce da una tensione reale e lacerante: quella tra chi si è davvero e chi si deve sembrare per funzionare in un determinato sistema. L'ambiente che circonda l'album è un sistema in cui la percezione conta più della realtà e dove le persone finiscono per adattarsi alla versione di sé più comoda per gli altri.
Al centro di 'War' c'è il sogno del successo, della realizzazione personale, di un posto all'interno di un sistema che sembra promettere tutto a chi riesce ad arrivare abbastanza in alto rappresentata come una forza capace di muovere le persone, di spingerle oltre i propri limiti e di dare una direzione precisa alle proprie scelte. Questo sentimento viene fotografato in continuo cambiamento e più ci si avvicina più diventa difficile capire se ciò che si sta inseguendo è ancora il sogno iniziale oppure una sua versione deformata.
Nel corso del disco Astro alterna momenti di affermazione a riflessioni profonde sul prezzo del successo. L'immaginario della vittoria, della leadership e della conquista convive con confessioni intime, ricordi d'infanzia e interrogativi mai completamente risolti. La sicurezza ostentata lascia spesso spazio alla vulnerabilità, mentre dietro il racconto di relazioni sentimentali emergono metafore più ampie che parlano di aspirazioni, dipendenze emotive e del rapporto complesso con l'industria musicale.
Anche musicalmente 'War' riflette questa continua oscillazione. L'album attraversa banger ad alta intensità, momenti introspettivi, atmosfere malinconiche e aperture più melodiche, mantenendo sempre una forte coerenza narrativa. Le collaborazioni con Nerissima Serpe, Sayf, Tedua, Quest e Ghali non interrompono il racconto ma ne ampliano la prospettiva, portando all'interno del disco punti di vista differenti sullo stesso campo di battaglia.
A livello visuale e narrativo 'War' prende ispirazione dal cinema psicologico e dalle narrazioni costruite su più livelli di interpretazione. Il riferimento più vicino è Mulholland Drive di David Lynch, opera che esplora il rapporto tra desiderio, successo e perdita dell'identità. Come nel film, anche all'interno dell'album nulla è completamente definito: ogni immagine può essere letta da prospettive diverse e ogni risposta genera nuove domande.
La struttura stessa del disco è concepita come un percorso circolare. Ascoltato dall'inizio alla fine racconta l'ingresso progressivo all'interno di un sistema, l'ambizione, la conquista e la trasformazione. Riascoltato al contrario assume invece un significato diverso, quasi opposto: quello di qualcuno che, nel tentativo di vincere, ha lentamente sacrificato parti di sé senza accorgersene.

(Adnkronos) - Londra celebra re Carlo. Oltre 1.400 i soldati, 200 cavalli e 400 musicisti prenderanno parte al Trooping the Colour, la grande parata in programma per sabato a Londra per celebrare come ogni anno nel secondo sabato di giugno il compleanno ufficiale del Sovrano. Il corteo si snoderà da Buckingham Palace lungo The Mall fino a Horse Guards Parade, affiancato dai membri della Famiglia Reale a cavallo e in carrozza. La parata riunisce reparti della Household Division e della Household Cavalry in un esercizio di precisione, accompagnato da musiche reggimentali, salve d'onore e dal tradizionale sorvolo finale della Royal Air Force sopra Buckingham Palace. L'evento, trasmesso dalla Bbc, è seguito da milioni di spettatori nel Regno Unito e all'estero.
Carlo ha compiuto gli anni il 14 novembre, quello di sabato è il festeggiamento ufficiale. Come lui, anche Elisabetta e i suoi predecessori celebravano il compleanno in due date. La tradizione risale a secoli fa, e precisamente al 1748 quando Re Giorgio II, decise che il clima di novembre - quando cadeva il suo compleanno - non consentisse di festeggiare adeguatamente in pubblico la ricorrenza e introdusse il secondo - e pubblico - festeggiamento, poi associato al Trooping the Colour. Tradizionalmente, la cerimonia si teneva di giovedì. Tuttavia, durante il regno della Regina Elisabetta II, fu spostata al sabato per consentire al pubblico di partecipare.
La giornata del sovrano britannico si concluderà su una nota di tristezza: secondo quanto riporta la stampa britannica sempre il 13 si svolgeranno i funerali di Lady Pamela Hicks, cugina della regina Elisabetta e sua dama di compagnia. Le esequie sarebbero in programma per le 15 nella chiesa di Brightwell Baldwin nell'Oxfordshire, ad un'ora di strada circa da Londra. La parata Trooping the Colour dovrebbe prendere il via alle 10, concludersi con il sorvolo degli aerei della Raf intorno alle 13. A seguire Carlo potrebbe raggiungere la Chiesa in tempo per la funzione.

(Adnkronos) - Comincia il Mondiale della Corea del Sud e della Repubblica Ceca, che si affrontano nella seconda giornata del torneo, a completare il Gruppo A. Per i sud coreani si tratta dell'undicesima partecipazione di fila e non hanno avuto nemmeno grandi difficoltà a qualificarsi, chiudendo al primo posto nel Gruppo B, senza perdere nessuna delle loro dieci partite. La nazionale ceca, invece, torna a disputare un Mondiale dopo 20 anni e ha rischiato di mancare anche questo appuntamento, vincendo ai rigori entrambi gli spareggi playoff con Irlanda e Danimarca. La gara si presenta molto equilibrata, gli esperti di Sisal favoriscono di poco la Corea del Sud, a 2,70, indietro di un soffio la Repubblica Ceca, a 2,90, il pareggio vale 3,00. Equilibrio che potrebbe protarsi per tutto il primo tempo, con la possibilità che i primi 45 minuti del match finiscano in parità a 2,05. La nazionale del ct Hong ha tanti giocatori di esperienza, tra questi c’è ovviamente Heung-min Son, ex Tottenham ora in forza al Los Angeles FC nella MLS, che ha all'attivo quasi 56 gol in 145 partite con la Corea del Sud: è lui il primo indiziato al gol, a 3,00. Tra i cechi, spicca Patrik Schick, ex Roma, che è stato il miglior marcatore della sua nazionale durante le qualificazioni al Mondiale nel 2026 e con il Bayer Leverkusen ha messo a segno un bottino di 16 gol: anche lui è dato marcatore a 3,00.
Il Canada, altro padrone di casa del torneo, comincia l’avventura Mondiale contro la Bosnia Erzegovina al Toronto Stadium, per il primo match del Gruppo B. Gli esperti Sisal vedono un netto dominio dei padroni di casa - reduci da una sola sconfitta nelle ultime 15 partite prima del torneo –favoriti a 1,80, ma occhio alla Bosnia, che ai playoff ha eliminato l’Italia e si presenta come una delle squadre più ostiche del torneo: il suo successo sale però a 4,50, con il pareggio a 3,60. Il Canada vanta tre clean sheet nelle ultime cinque partite e anche stavolta potrebbe chiudere un match senza subire reti, ipotesi a 2,20. In cerca di riscatto Jonathan David, dopo una stagione deludente alla Juventus, con appena 8 reti: l’attaccante bianconero potrebbe cominciare il suo Mondiale con un gol, ipotesi a 2,75. Ermedin Demirović è il nome più pericoloso dell'attacco bosniaco, il centravanti del VfB Stuttgart ha chiuso la Bundesliga con 12 gol in 25 presenze e può essere protagonista del match con una marcatura a 5,00. La Bosnia però, pende sempre dai gol di Edin Dzeko che, anche se in forte dubbio per la gara, resta il pericolo numero uno, a 4,00.

(Adnkronos) - "La bozza del decreto sulla riforma della medicina territoriale accantonata che ha fatto tanto infuriare l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso? Per noi è una buona notizia. Come Sumai siamo soddisfatti, perché nelle Case di Comunità i medici di medicina generale già lavorano. Negli ultimi cinque anni il numero degli specialisti ambulatoriali territoriali è diminuito del 17%, mentre avrebbero dovuto farsi carico di circa 12 milioni di pazienti cronici all’interno delle Case di Comunità. I medici di medicina generale non mancheranno sul territorio: hanno già dato la loro disponibilità a garantire un numero di ore adeguato. Semmai il problema è la specialistica". Così all'Adnkronos Salute Antonio Magi, segretario generale del Sumai-Assoprof, il sindacato dei medici ambulatoriali.
"La vera criticità riguarda le ore di specialistica ambulatoriale, che oggi sono insufficienti - rimarca Magi -. Le patologie croniche richiedono infatti competenze specialistiche. Per far partire le Case di Comunità nei tempi previsti è necessario che la Conferenza Stato-Regioni emani l’atto di indirizzo per il rinnovo dell’Accordo collettivo nazionale dei convenzionati per il triennio 2025-2027. Solo successivamente si potrà lavorare a un raddoppio dell’offerta di ore specialistiche sul territorio".

(Adnkronos) - Prima hanno speronato l'auto e poi tentato una rapina, il colpo però è fallito perché le vittime a bordo erano due poliziotti liberi da servizio. Le indagini, coordinate dalla Procura di Napoli Nord, hanno portato questa mattina all'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due persone, gravemente indiziate dei reati di rapina aggravata tentata.
I fatti risalgono allo scorso 23 gennaio, quando alcune persone, a bordo di una Volkswagen Polo, mentre percorrevano la Strada stalr 268 (l'asse mediano), all'altezza dello svincolo di Sant'Antimo, speronarono un'altra autovettura sulla quale viaggiavano due operatori della Polizia di Stato del Commissariato Dante, in quel momento liberi dal servizio.
Gli autori dello speronamento - secondo quanto ricostruito - una volta arrestata la marcia del veicolo tamponato in conseguenza del violento impatto, scendevano dall'auto e, brandendo una grossa mazza da baseball, si avvicinavano alle vittime, intimando loro di consegnare l'autovettura.
La rapina, tuttavia, non fu consumata in quanto gli autori dello speronamento si davano alla fuga, abbandonando la propria autovettura - al cui interno furono trovati i loro documenti di identità - quando le vittime si qualificavano quali appartenenti alle forze dell'ordine.
Le successive indagini consentivano di appurare che pochi istanti prima dell'aggressione in danno degli agenti di polizia, un'altra persona era stata vittima di analogo episodio nei pressi dello svincolo di Sant'Antimo con le medesime modalità e con la stessa autovettura che, dopo il violento impatto, si poneva di traverso per bloccarne la marcia. Anche in tal caso, così come emergeva dalla denuncia della vittima, i rapinatori non riuscivano ad impossessarsi del veicolo per la pronta reazione del conducente.
Le successive attività investigative, svolte anche mediante l'acquisizione delle immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza e dall'individuazione fotografica ad opera delle vittime, hanno consentito di raccogliere numerosi elementi indiziari nei confronti degli indagati, entrambi domiciliati nei campi Rom della circumvallazione esterna di Napoli. Le attività svolte hanno inoltre consentito di rinvenire, nella disponibilità degli indagati, alcuni orologi di noti marchi, tre mazze da baseball e diversi arnesi atti allo scasso.

(Adnkronos) - Catherine Birmingham, la mamma della famiglia nel bosco, potrà vedere i 3 figli per due volte a settimana e non più una sola volta. L'incremento degli incontri è maturato ieri tra le parti coinvolte nella vicenda della famiglia che fino a pochi mesi fa viveva a Palmoli, in provincia di Chieti. A renderlo noto è l’avvocato Simone Pillon, legale della famiglia, attraverso una nota nella quale riferisce gli esiti del confronto al quale hanno preso parte i genitori, la tutrice dei minori, la direttrice della casa famiglia di Vasto (Chieti) dove si trovano i bambini da novembre e le operatrici del Servizio sociale competente.
Secondo quanto comunicato dal legale, l’incontro è stato organizzato con l’obiettivo di superare le incomprensioni emerse nei mesi scorsi e di favorire una collaborazione tra tutte le parti coinvolte, nell’interesse dei bimbi. Il risultato più significativo emerso riguarda le occasioni di incontro tra la madre e i tre figli. Gli incontri, infatti, passano da uno a due giorni alla settimana, mentre restano confermati gli incontri quotidiani con il padre Nathan Trevallion.
“Il clima è stato franco e costruttivo, con l’obiettivo di superare le incomprensioni e di lavorare nell’interesse dei minori”, dice Pillon, sottolineando come il dialogo abbia consentito di raggiungere un primo risultato concreto. Il legale inoltre esprime un ringraziamento alle operatrici del Servizio, alla direttrice della casa famiglia e alla collega che segue la tutela dei minori per la disponibilità dimostrata nel corso dell’incontro. “Riteniamo si tratti di un passo importante nella direzione del rientro in famiglia e sono sicuro che i bambini ne trarranno un grande beneficio”, conclude la nota.
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