
Lidl Italia, azienda della Gdo leader nel Paese, prosegue nel suo percorso di crescita con il raggiungimento di un importante traguardo: l’inaugurazione del suo 800esimo punto vendita che si è tenuta questa mattina a Milano, in Viale Corsica 21, alla presenza del presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Federico Romani, del vicepresidente della Commissione educazione e food policy del Comune di Milano, Alessandro Giungi e del presidente del Municipio 4 di Milano, Stefano Bianco.
Il taglio del nastro si inserisce in un ritmato piano di sviluppo sul territorio nazionale che ha visto l'inaugurazione di ben 23 nuovi punti vendita nelle ultime sette settimane, di cui 11 nella sola giornata odierna. Le aperture di oggi si distribuiscono da Nord a Sud, toccando, oltre a Milano, le città di Gorizia, Villa Guardia (Co), Villa D’Almè (Bg), Verona, Lido Adriano (Ra), Foligno (Pg), Roma, Taranto, Barletta e Elmas (Ca). Per la realizzazione di tali interventi l'azienda ha investito, da inizio anno, oltre 220 milioni di euro e ha creato più di 320 nuovi posti di lavoro.
"Quando abbiamo aperto il nostro primo punto vendita in Italia, nel 1992, siamo partiti con una convinzione: raggiungere sempre più clienti con la nostra formula caratterizzata dal miglior rapporto qualità-prezzo -afferma Emilio Arduino, amministratore delegato sviluppo immobiliare e servizi centrali Lidl Italia-. Negozio dopo negozio, quella convinzione è diventata realtà. Oggi festeggiamo più di un semplice traguardo, celebriamo tutta la strada percorsa per arrivare fino a qui e prendiamo lo slancio per raggiungere la prossima tappa: 1.000 store entro il 2030".
Lidl Italia continua a consolidarsi come protagonista della Gdo nazionale, con una quota di mercato del 6% e un piano di sviluppo triennale da 1,5 miliardi di euro per la realizzazione di altri 150 nuovi store. La rete vendita, che è supportata da 12 hub logistici da nord a sud, si avvale di una filiera profondamente integrata nel territorio, con un contributo al Pil dello 0,4% e un indotto di circa 100 mila posti di lavoro.
Nel capoluogo lombardo, Lidl Italia può contare anche su una struttura dedicata al real estate, focalizzata sul reperimento delle migliori opportunità di espansione locale. Questa strategia ha portato a una fitta serie di aperture negli ultimi anni, tra cui via Polidoro da Caravaggio, via Padova, ad inizio di questa settimana la sede di via Maestri Campionesi, culminando oggi con il punto vendita di viale Corsica. Ognuno dei 26 store presenti in città è frutto di un approccio consapevole che integra l’interesse privato con la riqualificazione urbana, generando un valore aggiunto tangibile per il territorio senza ulteriore consumo di suolo.
Il nuovo punto vendita di viale Corsica è stato realizzato a seguito dell'acquisizione di un ramo d'azienda. Tale operazione ha incluso il mantenimento del contratto di lavoro per i 33 dipendenti, che ora fanno parte dell'organico Lidl. Lo store, infatti, fino a giugno dello scorso anno operava sotto un’altra insegna e, oggi, con i suoi 1.500 metri quadri di superficie di vendita, è il punto vendita Lidl più grande di Milano. Inoltre, in linea con i più recenti standard aziendali di sostenibilità ambientale ed efficienza energetica è approvvigionato al 100% con energia proveniente da fonti rinnovabili ed è dotato di un sistema di illuminazione a Led che garantisce un risparmio del 50% rispetto alle tecnologie tradizionali.

La principessa Anna resta la risorsa più importante della famiglia reale dopo lo scandalo Epstein culminato nell'arresto di 11 ore dell'ex principe Andrew Mountbatten-Windsor. Un esperto reale ha avvertito che sarà essenziale per la sopravvivenza della monarchia. Il commentatore Richard Fitzwilliams ha definito la principessa 75enne, la "carta vincente" del Palazzo proprio per la sua reputazione di affidabilità e senso del dovere, in netto contrasto con la crisi che sta travolgendo l'istituzione.
Fitzwilliams ha dichiarato all'Express che la sorella di re Carlo sostiene "un carico di lavoro elevato e maggiori impegni rispetto a qualsiasi altro membro della famiglia. Tuttavia, preferisce evitare il circo mediatico che segue i reali più in vista. È assolutamente fondamentale per mantenere il sostegno pubblico alla monarchia". L'esperto ha anche suggerito che "ciò che Anna può offrire a re Carlo, che a quanto pare è stato messo sotto pressione da William per la sua gestione di questa crisi, sono consigli pratici".
Sebbene fratello e sorella "non siano sempre d'accordo", Fitzwilliams ha sostenuto che la gravità della situazione richiede che Charles ascolti anche voci in disaccordo, affermando che è "fondamentale che Charles senta opinioni diverse o opposte alle sue". Con la crescente pressione su Andrea affinché si ritiri dalla linea di successione, l'attenzione si è spostata su come potrebbe apparire una famiglia reale ristrutturata e su dove Anna si collocherebbe al suo interno.
Attualmente Anna si trova al 18° posto in linea di successione, una posizione determinata dalle regole di successione che, come ha osservato Fitzwilliams, "purtroppo non sono state applicate retroattivamente" dopo le modifiche apportate nel 2013. "Se lo fossero state, sarebbe stata quinta dietro William e la sua famiglia e il pubblico ne sarebbe senza dubbio lieto", ha affermato.
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responsabilità M5s'...
'Non sono preoccupato quando c'è una magistratura autonoma,
indipendente'... 
Diffondere tra i giovani i principi fondanti del Servizio sanitario nazionale - equità, solidarietà e universalismo - e promuovere una comprensione consapevole delle principali dinamiche che ne caratterizzano il funzionamento e il ruolo centrale per la coesione sociale e lo sviluppo del Paese. Sono gli obiettivi della nuova edizione dell'iniziativa 'La salute tiene banco' sostenuta dal Gruppo Rekeep, principale player italiano attivo nell'integrated facility management, al fianco della Fondazione Gimbe, organizzazione non profit che realizza attività di formazione, ricerca e sensibilizzazione finalizzate a integrare le migliori evidenze scientifiche in tutte le decisioni che riguardano la salute delle persone. Grazie al contributo non condizionante di Rekeep e con il patrocinio istituzionale della Regione Sicilia, 'La salute tiene banco' per la sua quarta edizione approda per la prima volta in Sicilia con incontri, affidati alla faculty multiprofessionale della Fondazione Gimbe, che si svolgeranno tra marzo e aprile 2026 e coinvolgeranno gli studenti del quarto e quinto anno di vari istituti di Catania, Agrigento e Palermo, dopo un primo incontro pilota a Modica.
L'iniziativa - riferiscono gli organizzatori in una nota - punta al miglioramento dell'alfabetizzazione sanitaria, attraverso percorsi formativi che forniscono agli studenti strumenti concreti per riconoscere e contrastare le fake news in materia di salute. Ogni incontro, inoltre, affronta temi chiave per la comprensione del valore del Ssn come: la sua struttura e la sua governance; il finanziamento; i livelli essenziali di assistenza; gli sprechi e le inefficienze; il ruolo dei medici di medicina generale e le opportunità offerte dal Fascicolo sanitario elettronico.
La collaborazione tra Rekeep e Gimbe - si legge nella nota - si inserisce nel più ampio impegno del gruppo a sostegno dei territori in cui opera e a favore di iniziative ad alto valore sociale e educativo, che si concretizza nei numerose collaborazioni con istituzioni e fondazioni locali e progetti dedicati alla formazione delle nuove generazioni, oltre a un programma di welfare aziendale che prevede diverse iniziative per i figli dei dipendenti, tra i quali l'erogazione di borse di studio, progetto su cui negli ultimi 10 anni il gruppo ha investito oltre 2,4 milioni di euro. "Sostenere iniziative come 'La salute tiene banco' significa per noi investire, in modo concreto e responsabile, nella crescita culturale delle nuove generazioni e nel futuro della sanità pubblica - afferma Claudio Levorato, presidente di Rekeep - Il Ssn rappresenta un pilastro essenziale del sistema Paese, non solo per la tutela del diritto alla salute, ma anche per la coesione sociale, lo sviluppo sostenibile e la tenuta complessiva delle comunità. In una fase storica caratterizzata da trasformazioni demografiche, sociali ed economiche profonde, diventa ancora più importante rafforzarne il valore e promuoverne una conoscenza diffusa, fondata su dati affidabili e sulle migliori evidenze scientifiche. Favorire la consapevolezza dei giovani sul funzionamento e sulle sfide del Ssn significa contribuire a costruire cittadini più informati e responsabili, capaci di riconoscerne l’importanza e di sostenerla nel tempo".
"Il Ssn rappresenta un patrimonio comune da preservare nel tempo - dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - ed è essenziale offrire agli studenti strumenti culturali e conoscenze solide per renderli cittadini consapevoli del valore della sanità pubblica e capaci di compiere scelte informate sulla propria salute, fondate sulle migliori evidenze scientifiche. Entro il 2027 puntiamo a estendere 'La salute tiene banco' a oltre 100 scuole su tutto il territorio nazionale. Un traguardo importante che contiamo di raggiungere grazie al sostegno di cittadini e istituzioni pubbliche e private".
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Le medaglie conquistate alle Olimpiadi di Milano-Cortina da Federica Brignone, tornata sugli sci dopo una operazione complessa e un lungo recupero, hanno fanno gridare al miracolo. Ma dietro questi exploit dopo un 'crack' c'è un team di specialisti che prevede una figura fondamentale: il fisioterapista sportivo. Sabato 28 febbraio a Roma si terrà il terzo Congresso nazionale della Federazione italiana fisioterapisti dello sport (Fifs), appuntamento dedicato al ruolo sempre più centrale di questo professionista nella tutela della salute e nella performance degli atleti di alto livello. Un momento di confronto tra professionisti dell'area tecnico-sanitaria per approfondire competenze, innovazione e lavoro di squadra. Con una certezza: "Il nostro settore, per sua natura, sarà probabilmente meno condizionato dall'intelligenza artificiale rispetto ad altri ambiti sanitari. Rimane un lavoro molto manuale", spiega il presidente Fifs, Riccardo Torquati, che anticipa all'Adnkronos Salute alcuni dei temi al centro della giornata.
Quale valore aggiunge il fisioterapista dello sport al team? Come lavora per far tornare un super campione alle competizioni dopo un infortunio? "I recuperi delle nostre atlete olimpioniche, in particolare quello di Federica Brignone, sono il risultato di mesi di lavoro intenso e della sinergia dell'équipe sanitaria che affianca l'atleta. In questo percorso il fisioterapista svolge un ruolo cruciale, soprattutto nella fase iniziale, quando è necessario recuperare la mobilità, controllare il dolore e ridurre il gonfiore - risponde Torquati - Successivamente il lavoro si integra con la preparazione atletica: si passa al rinforzo muscolare, al riadattamento progressivo allo sport, fino al ritorno all'attività agonistica e alle competizioni. Il lavoro di squadra è imprescindibile: il medico che ha eseguito l'intervento chirurgico, il fisioterapista, i preparatori atletici e i tecnici collaborano in modo costante. Questi ultimi, in particolare, curano la rieducazione al gesto tecnico, elemento decisivo per recuperare efficienza e precisione e per conquistare quei centesimi di secondo che fanno la differenza tra una buona prestazione e una medaglia".
"In questo contesto il fisioterapista rappresenta il vero punto di raccordo tra tutte le figure coinvolte: è la presenza costante accanto all'atleta, anche nelle fasi più avanzate del recupero, monitorando eventuali sovraccarichi, prevenendo infiammazioni, affaticamenti o compensi posturali", ricorda il presidente della Federazione italiana fisioterapisti dello sport.
'Spesso occorre prendere decisioni in pochi istanti, essere efficaci subito, intervenire sul problema'
Dal punto di vista formativo, oggi un giovane che vorrebbe intraprendere questa professione cosa deve fare? "La fisioterapia sportiva - illustra Torquati - richiede innanzitutto capacità di valutazione clinica e padronanza delle tecniche manuali, che sono fondamentali per ottenere risultati concreti in tempi rapidi, perché è questo che l'atleta chiede. Non sempre c'è la possibilità di applicare protocolli diluiti in molti giorni: spesso occorre prendere decisioni in pochi istanti, essere efficaci subito, intervenire sul problema e consentire all'atleta di proseguire la prestazione. Sono quindi indispensabili competenze nel massaggio sportivo, nelle tecniche di valutazione posturale globale e nelle correzioni manuali. E' altrettanto importante - continua - saper eseguire bendaggi contenitivi ed essere in grado di lavorare in coordinamento con le altre figure dell'area performance, dal preparatore atletico al nutrizionista, fino all'ortopedico. Questo tipo di percorso noi lo abbiamo strutturato in un programma formativo di 32 ore dedicato ai fisioterapisti impegnati sul campo, costruito sulla base della letteratura scientifica internazionale e delle linee guida già tracciate da diverse federazioni europee, adattandole al nostro contesto professionale".
La tecnologia ha un peso sempre più importante, quali sono oggi i dispositivi che usate? "La tecnologia ha assunto un peso anche nella fisioterapia sportiva, pur restando una disciplina fortemente legata alla manualità - precisa il presidente della Fifs - La fisioterapia nasce come arte manuale ausiliaria e si è evoluta nel tempo fino a diventare una professione sanitaria a tutti gli effetti, con un proprio Albo. Le nostre radici restano quindi profondamente ancorate alla pratica manuale". Rispetto alle tecnologie oggi a disposizione del fisioterapista dello sport, descrive Torquati, "riguardano innanzitutto i test di valutazione. Sempre più diffusi sono poi i dispositivi di biofeedback, che attraverso parametri come la risposta impedenziometrica o l'attività muscolare consentono di ottenere un riscontro immediato e di modulare in tempo reale la stimolazione o la contrazione muscolare. Accanto a questi strumenti troviamo un'ampia gamma di apparecchi elettromedicali".
"La tecnologia offre soluzioni sempre più evolute, capaci di dare risposte rapide e misurabili, ma resta comunque un supporto - ribadisce l'esperto - La differenza, infatti, continua a farla la competenza del professionista: la manualità e soprattutto la capacità di costruire un protocollo riabilitativo personalizzato sul singolo caso clinico, sull’atleta e sui suoi obiettivi specifici".
Al meeting gli interventi di specialisti e chirurghi, dal calcio al MotoGp, dal tennis alle arti marziali
Tra i professionisti che prenderanno parte al congresso della Fifs figurano nomi di rilievo: Angelo De Carli, medico ortopedico e membro del team sanitario della Nazionale italiana di calcio, presenterà il caso relativo all'infortunio della sciatrice Lindsey Vonn alle Olimpiadi di Milano-Cortina; Giuseppe Porcellini, ortopedico di fama internazionale, porterà casi e attività legati al trattamento di atleti, tra cui i piloti della MotoGP; Giovanni Di Giacomo, specialista in chirurgia della spalla e responsabile medico degli atleti per l'Atp e la Wta agli Internazionali d'Italia di tennis, terrà una lezione magistrale sulla gestione completa degli sportivi. Interverranno inoltre Giuliano Cerulli e Andrea Ferretti, due senior dell'ortopedia mondiale, con contributi aggiornati sulla disciplina.
Spazio anche all'attività dei fisioterapisti sul campo: Carlo Zazza illustrerà il lavoro svolto con la Nazionale di sci, mentre Angelo Angi racconterà la sua esperienza in qualità di coordinatore dei fisioterapisti della Federazione italiana judo lotta karate arti marziali.
Assessora Manca, 'crescita solida, legata alla maggiore
attrattività della Sardegna'...
Intesa per lavorare in sinergia su indagini e recupero imposte
evase... L'importanza di fare rete, le novità terapeutiche e tecnologiche, le 'best practice' che salvano il cuore in emergenza. Sono le direttrici lungo le quali si svilupperà il confronto fra i massimi esperti della cardiologia italiana, in programma a Firenze domani e dopodomani al Teatro del Maggio, in occasione della quinta Conferenza nazionale del Club delle Utic (Unità di terapia intensiva cardiologica) dell'Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri (Anmco). L'appuntamento spiegano i promotori, offre un'opportunità di crescita culturale per tutti i professionisti di area critica e si inserisce in un più ampio progetto strategico del Club delle Utic Anmco volto a promuovere lo sviluppo progressivo delle competenze clinico-assistenziali di medici e infermieri impegnati nelle Unità di terapia intensiva cardiologica del Ssn.
Il programma della Conferenza è stato progettato per offrire una visione completa e aggiornata delle principali tematiche dell'area critica cardiologica attraverso un approccio multidisciplinare che integra le competenze del cardiologo di area critica con le altre specialità. Le condizioni cliniche di elevata complessità quali lo shock cardiogeno, l’insufficienza cardiaca avanzata, le terapie sostitutive cardiache, le aritmie complesse, le metodiche di assistenza al circolo saranno affrontate in modo da valorizzare l’approccio integrato e il percorso più idoneo. L’evento si aprirà, come da tradizione, con una sessione dedicata alle simulazioni pratiche, finalizzata a consolidare competenze tecniche e decisionali nei contesti di alta complessità quali posizionamento di accessi venosi centrali, ganglio stellato, pericardiocentesi e pompa microassiale. Con i simulatori si preparano i giovani cardiologi ad affrontare le urgenze quando la rapidità e precisione del gesto possono salvare una vita.
L'edizione 2026 prevede "una forte partecipazione delle nuove generazioni attraverso una sessione interamente dedicata ai cardiologi intensivisti under 40", si spiega in una nota, con l'obiettivo di valorizzarne il contributo scientifico e clinico nel settore della terapia intensiva cardiologica. La sessione offrirà uno spazio per condividere esperienze, progetti, risultati di ricerca e favorire il dialogo tra i giovani professionisti e gli esperti del settore. Un corso accreditato a parte sarà dedicato alle 'Best Practice in Utic 2026', e si propone come un percorso formativo dedicato alla condivisione e confronto di buone pratiche, derivate da evidenze scientifiche aggiornate e strategie pratiche per ottimizzare la gestione del paziente critico nella pratica clinica. "Dalla letteratura internazionale - spiega Massimo Grimaldi, presidente Anmco e direttore Cardiologia dell'ospedale F. Miulli di Acquaviva delle Fonti (Bari) - emerge che i pazienti cardiopatici critici, quali quelli con shock cardiogeno, se ricoverati in una Utic ad alto volume, affidati a cardiologi intensivisti, che lavorano in team con gli altri specialisti, hanno una migliore prognosi e la mortalità si riduce a livelli inferiori al 50%".
La riorganizzazione funzionale delle Utic è un obiettivo ritenuto imprescindibile dagli esperti per la cardiologia italiana, rappresenta il punto di partenza per ripensare e ridisegnare la cardiologia del Paese. La Conferenza nazionale del Club delle Utic punta a promuovere la discussione e l'approfondimento volto all'innovazione della medicina cardiovascolare nell'emergenza-urgenza. In linea con quanto sottolineato nel Position Paper Anmco sulle Terapie intensive cardiologiche, il Club Utic-Anmco "conferma il proprio impegno nel rafforzare la collaborazione in rete tra gli specialisti al fine di elevare e rendere più omogenea possibile la qualità delle cure dei pazienti critici sul territorio nazionale", prosegue Grimaldi. "A questo proposito l'Anmco, capofila di oltre 40 società scientifiche e su richiesta dell'Istituto superiore di sanità, ha appena concluso i lavori sulle Buone pratiche cliniche da adottarsi nei soggetti con sindrome coronarica acuta. Nel virtuoso rapporto con le istituzioni Anmco collabora fattivamente su diversi tavoli tecnici anche con il ministero e con Agenas".
L'Associazione, sottolinea Fabrizio Oliva, past president Anmco e direttore Cardiologia 1 dell'ospedale Niguarda di Milano, "suggerisce tre livelli di Utic con complessità differente in base alle caratteristiche dell'ospedale in cui sono inserite e collegate tra loro in una rete regionale delle Utic in modo da poter garantire tutte le complessità di cure di cui il paziente ha bisogno indipendentemente dall’ospedale di primo ricovero. Il modello proposto per la riorganizzazione è centrato sulla Rete delle Utic che prevede non solo lo spostamento dei pazienti in base al livello di criticità e alla necessità di supporti d'organo ma anche un continuo passaggio di informazioni e formazione tra i professionisti dell'area critica. La rete delle Utic dovrebbe prevedere sistemi di raccolta dati uniformati, mediante cartelle elettroniche o registri permanenti in grado di estrapolare/estrarre i dati necessari ai fini dell'autovalutazione e di ricerca clinica. E’ fondamentale una completa condivisione dei protocolli diagnostico terapeutici nell’ambito della rete affinché" queste Unità "lavorino come un unico heart team".
L'ente parco di La Maddalena ha deciso che sarà completamente
rimossa... 
Riduzione delle disuguaglianze regionali nell'accesso ai farmaci, trattamenti riabilitativi e ausili, aggiornamento tempestivo dello screening neonatale esteso (Sne) e piena attuazione della legge 175/2021. Sono solo alcune delle richieste che Uniamo - Federazione italiana malattie rare, ha portato all'attenzione delle istituzioni questa mattina a Roma, nel corso dell'evento conclusivo della campagna #UNIAMOleforze 2026, dedicata quest'anno al tema dell'accesso equo, tempestivo e omogeneo a terapie e trattamenti, anche non farmacologici.
L'iniziativa di oggi, in occasione della Giornata mondiale delle malattie rare che si celebra il 28 febbraio - spiega la Federazione in una nota - ha rappresentato il momento di sintesi di un mese di confronti, incontri e approfondimenti che hanno coinvolto istituzioni, società scientifiche, industria e associazioni di pazienti. Un percorso partecipato - con più di 70 iniziative segnalate sul calendario ufficiale della Giornata disponibile sul sito di Uniamo - che ha permesso di raccogliere istanze, criticità e proposte concrete per migliorare l'accesso alle cure per gli oltre 2 milioni di persone con malattia rara in Italia. In apertura dell'evento, dopo i saluti istituzionali del presidente di Federsanità, Fabrizio D'Alba, del neo presidente di Fiaso, Giuseppe Quintavalle, e della presidente di EurordisRare Diseases Europe Avril Daly, è stato trasmesso un videomessaggio di Sandra Gallina, direttore generale Dg Sante alla Commissione europea. Il contesto europeo è stato illustrato in seguito da Valentina Bottarelli, Head of Policy and Public Affairs di Eurordis Rare Diseases Europe.
"In occasione del Rare Disease Day 2026 vogliamo ribadire con forza che le malattie rare, che riguardano più di 30 milioni di persone in Europa, devono restare una priorità per l'Unione europea - ha affermato Bottarelli - L'Italia, anche grazie al grande lavoro di Uniamo, in questi anni si è affermata come modello virtuoso per la gestione delle malattie rare, in termini di screening neonatali, accesso alle terapie e percorsi di presa in cura. Eurordis si impegna ogni giorno per garantire queste stesse opportunità anche ai pazienti degli altri Stati membri, ma per continuare a farlo è necessario che nel Quadro finanziario pluriennale 2028-2034 - il budget europeo attualmente in discussione - siano ancora garantiti i finanziamenti alle associazioni pazienti, alle Ern e ad altre azioni chiave per le malattie rare. Solo se la salute rimane al centro delle politiche d'investimento europee potremo continuare a coniugare la rappresentanza dei pazienti con una presa in carico d'eccellenza, al fine di garantire gli stessi diritti a tutti gli europei che convivono con una malattia rara".
Nel corso dell'evento, Uniamo ha consegnato ai decisori politici e ai rappresentanti delle istituzioni un volume con la sintesi delle istanze raccolte durante la campagna, indicando con chiarezza alcune priorità non più rinviabili, ribadendo anche quanto scritto nella mozione presentata in Parlamento 2 anni fa. A questo lavoro hanno partecipato 11 società scientifiche, che hanno raccolto le sollecitazioni di Uniamo e indicato una serie di 'nodi' cruciali dove il sistema di assistenza per le persone con malattia rara si inceppa. Al centro della discussione - riporta la nota - c'è la richiesta di garantire un accesso equo e tempestivo alle cure su tutto il territorio nazionale, ma anche la riduzione dei tempi tra l'approvazione delle terapie e la loro effettiva disponibilità per le persone, l'erogazione di trattamenti riabilitativi con cicli continuativi, la fornitura di ausili personalizzati e di ultima generazione anche in ottemperanza alla legge 175/2021.
Il consiglio direttivo di Uniamo, in una sessione specifica dedicata, ha espresso una sintesi di queste richieste: "L'arrivo sul mercato di terapie innovative ad alto costo impone a tutto il sistema una riflessione circa la necessità di rispettare il principio di equità e al contempo garantire la sostenibilità economica del Ssn. Se da un lato serve individuare meccanismi innovativi di finanziamento per questi farmaci, al contempo è necessario che, a ogni livello decisionale, soprattutto quello regionale, sia realizzata un'attività sistematica di Horizon Scanning, al fine di valutare al meglio l'impatto economico e organizzativo delle terapie innovative. In questo ambito, i rappresentanti dei pazienti possono svolgere un ruolo cruciale - ha evidenziato Uniamo - grazie alla loro conoscenza dei bisogni, la loro expertise e le competenze specifiche, e dunque devono essere coinvolti nelle procedure di Health Technology Assessment. In termini di accesso a queste terapie, inoltre, risulta sempre più urgente accelerare l'aggiornamento su tutto il territorio nazionale dello screening neonatale esteso, strumento decisivo per garantire diagnosi precoce e pari opportunità di trattamento fin dalla nascita. La sostenibilità del sistema deve essere però sempre all'attenzione dei decisori politici: solo per il 5% delle malattie rare, infatti, esiste una cura. Dunque la programmazione, sia in termini economici sia organizzativi e di personale, deve riguardare ugualmente anche l'accesso agli ausili e ai trattamenti non farmacologici come riabilitazione, fisioterapia, logopedia e diete specifiche. Il percorso di una persona con malattia rara, che richiede una molteplicità di competenze, interventi e prestazioni erogate in setting assistenziali diversi, non si esaurisce nella terapia".
Dopo la ricognizione delle attività del Comitato nazionale malattie rare a cura di Marina Urpis del ministero della Salute, ampio spazio è stato riservato al contributo delle società scientifiche che hanno collaborato attivamente con Uniamo durante questa campagna garantendo un punto di vista autorevole rispetto alle istanze presentate alla politica. Tra le priorità organizzative sottolineate: l'adozione di percorsi Pdta nazionali omogenei; la formalizzazione e remunerazione della presa in carico multiprofessionale; la garanzia di continuità nella transizione dall'età pediatrica a quella adulta. Infine, per la politica, sono intervenuti i deputati e senatori dell'Intergruppo parlamentare Malattie rare e oncoematologiche.
La presidente, onorevole Maria Elena Boschi, si è soffermata sul tema dello Sne, sottolineando la necessità di rendere presto disponibile per le Regioni il Fondo di recente istituito in legge di Bilancio. "L'evento conclusivo della campagna per la Giornata delle malattie rare testimonia ancora una volta il grande lavoro che Uniamo svolge in termini di sensibilizzazione, sostegno e rappresentanza della propria comunità. Le persone con malattia rara - ha illustrato Boschi - chiedono alla politica un accesso equo, a prescindere dalla propria residenza, a diagnosi precoci, terapie, trattamenti riabilitativi e percorsi di cura personalizzati. In questo senso, in legge di Bilancio siamo riusciti a far approvare un emendamento a nome di Italia Viva che garantisce alle Regioni risorse dedicate allo sviluppo di progetti pilota per nuove patologie da ricercare tramite screening neonatale. L'obiettivo di lungo termine è garantire un aggiornamento annuale del panel Sne nazionale senza aspettare i Lea, ma intanto le Regioni hanno già questo strumento al quale attingere per garantire subito diagnosi precoci laddove possibile. Ora serve velocemente il decreto attuativo del ministero e il passaggio in Conferenza delle Regioni per rendere subito disponibili le risorse".
La campagna #UNIAMOleforze - conclude la nota - è stata non solo un momento di sensibilizzazione, ma un'occasione di responsabilità condivisa: un impegno comune per garantire alle persone con malattia rara diritti esigibili, tempi certi e percorsi di cura realmente accessibili su tutto il territorio nazionale.

Com'è cambiata la classifica del FantaSanremo 2026 dopo la seconda serata della kermesse canora andata in onda ieri, mercoledì 25 febbraio?
A salire sul palco dell'Ariston sono stati solo 15 dei 30 artisti in gara, e di conseguenza l'aggiornamento dei punteggi ha riguardato la metà dei campioni. Per gli altri 15 artisti, che si esibiranno questa sera, l'appuntamento con i punti è rimandato e quindi la classifica sarà nuovamente aggiornata.
Ma al FantaSanremo non conta soltanto l'esibizione sul palco dell'Ariston: gli artisti possono infatti conquistare punti extra anche fuori. Vediamo la classifica aggiornata.
La classifica dopo la seconda serata
1. Lda & Aka 7Even (345 punti)
2. Dargen D'Amico (260 punti)
3. Bambole di Pezza (215 punti)
4. Elettra Lamborghini (185 punti)
5. Ditonellapiaga (185 punti)
6. J-Ax (185 punti)
7. Ermal Meta (165 punti)
8. Leo Gassman (145 punti)
9. Sal Da Vinci (120 punti)
10. Fulminacci (115 punti)
11. Fedez & Masini (100 punti)
11. Arisa (100 punti)
11. Patty Pravo (100 punti)
14. Nayt (95 punti)
15. Levante (90 punti)
15. Samurai Jay (90 punti)
17. Eddie Brock (85 punti)
18. Tommaso Paradiso (80 punti)
19. Malika Ayane (75 punti)
20. Serena Brancale (70 punti)
21. Chiello (65 punti)
22. Enrico Nigiotti (65 punti)
23. Maria Antonietta & Colombre (60 punti)
24. Sayf (55 punti)
25. Luchè (45 punti)
26. Michele Bravi (45 punti)
27. Francesco Renga (35 punti)
28. Mara Sattei (25 punti)
29. Raf (15 punti)
30. Tredici Pietro (10 punti)
Punti bonus-malus
10 punti bonus per LDA e Aka 7even per aver scattato un selfie con un conduttore nel backstage. 10 punti bonus anche per le Bambole di Pezza, Fulminacci, Eddie Brock, Malika Ayane e Sayf. A giocare molto bene è Dargen D'Amico che ha conquistato +60 punti di bonus, non solo i bonus per l'esibizione (dati dalla scelta di scendere in platea e sedersi sulle scale) e per l'outfit (dagli occhiali da sole all'accessorio verde), il cantante ha conquistato anche 30 punti per il brindisi con il FantaSanremo e per aver giocato a FantaSanremo Adventure. 40 punti bonus per Elettra Lamborghini, Arisa e Samurai Jay. 30 punti di bonus per Leo Gassmann.
I punti durante le esibizioni
Patty Pravo ha aperto la gara, assicurandosi 10 punti per essere stata la prima artista a esibirsi. Tuttavia, la cantante non ha ringraziato a fine performance, ricevendo il malus di 5 punti valido solo nella seconda serata del Festival.
Il pieno di punti per Lda & Aka 7even, che ne hanno totalizzati ben 140, e per Elettra Lamborghini, che ne ha guadagnati 75. Levante ha sfruttato il bonus 'si inchina con la mano sul cuore' e così ha portato a casa 20 punti.
Anche Ditonellapiaga ha fatto il pieno: 20 punti solo per essersi esibita per ultima, dopo mezzanotte e con la presentazione di un co-conduttore. L'outfit, i ballerini e la parziale standing ovation fanno il resto: 80 punti per lei.

"La maggior parte dei fatti che sono stati riportati sono informazioni fornite dai cubani. Noi le verificheremo in modo indipendente, capiremo esattamente quello che è successo e quindi risponderemo in modo adeguato". Così il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, commenta la vicenda del motoscafo proveniente dalla Florida che ieri è stato fermato in acque cubane dalle forze dell'Avana che hanno ucciso, in un conflitto a fuoco, quattro delle dieci persone a bordo, tutti cubani residenti negli Stati Uniti che, secondo le autorità cubane, tentavano un'infiltrazione con scopi terroristici.
"Ovviamente vogliamo avere accesso a queste persone se sono cittadini americani o residenti negli Usa, ma non voglio fare supposizioni perché gran parte delle informazioni sono fornite dai cubani", ha detto ancora Rubio che, a una domanda diretta dei giornalisti, ha detto che a bordo del motoscafo non vi era personale del governo americano, escludendo che si trattasse di un'operazione del governo americano.
Rubio, che è nato a Miami in una famiglia di esuli cubani, ha poi aggiunto che "è molto insolito vedere delle sparatorie così in mare aperto, non è qualcosa che vediamo ogni giorno, è qualcosa che francamente non succedeva da molto tempo".
Intanto il procuratore generale della Florida, James Uthmeier, ha annunciato di aver ordinato l'apertura di un'indagine sull'accaduto: "Non ci possiamo fidare del governo cubano, e noi faremo tutto quello che è in nostro potere per mettere questi comunisti di fronte alle loro responsabilità".
Ancora più esplicito Carlos Gimenez, deputato repubblicano eletto nelle Florida Keys, che chiede "un'indagine immediata su questo massacro". "Le autorità Usa devono stabilire se qualcuna delle vittime fosse americana o residente legale negli Usa, il regime cubano deve essere relegato nella pattumiera della storia per i suoi innumerevoli crimini contro l'umanità", aggiunge Gimenez che è un esule cubano.

Oltre 7 milioni di persone in Italia si prendono cura regolarmente di un familiare con disabilità, fragile o colpito da una malattia cronica: sono i caregiver. Circa il 75%, una schiacciante maggioranza, sono donne, ma anche molti giovani si prendono cura di nonni (42%) e genitori (30%). Arriva su Amazon Prime Video 'Parole in cerca d'autore', un'opera che punta i riflettori sul mondo dei caregiver, realtà spesso silenziosa, invisibile, ma essenziale nella nostra società. Attraverso un racconto corale di più di 10 storie, il documentario esplora le sfide psicologiche, le barriere burocratiche e la straordinaria dedizione di chi assiste un proprio caro.
In Italia la figura del caregiver non è solo un pilastro del welfare domestico, ma una vera e propria necessità sociale. Questa scelta ricade spesso sulle spalle di madri, mogli e figlie - la cosiddetta 'generazione sandwich' - che si trovano a dover bilanciare il lavoro, la vita privata e un carico di assistenza che può superare le 50 ore settimanali. Il documentario evidenzia come l'impatto psicologico sia devastante: isolamento sociale, sindrome da burnout e una cronica mancanza di tutele legali rendono il caregiver una figura fondamentale ma, paradossalmente, invisibile agli occhi dello Stato. 'Parole in cerca d'autore', realizzato da Telomero Produzioni con il contributo non condizionante di Fondazione Msd, è stato presentato ieri sera a Roma alla Casa del Cinema. Oltre alla dimensione emotiva - spiega una nota - il documentario affronta anche il tema sociale. C'è infatti anche la voce di chi ha voluto fortemente e si è speso in prima linea per una legge di riconoscimento giuridico e tutela del caregiver familiare. Un impegno che ha portato finalmente lo scorso gennaio all'approvazione, tra luci e ombre, da parte del Governo di un disegno di legge ora in discussione parlamentare.
"Questo è un tema fondamentale perché, da qui in poi, abbiamo la possibilità di avere una cornice normativa pronta, con risorse certe che sono già in legge di Bilancio, 257 milioni di euro per i caregiver familiari", afferma in un videomessaggio Alessandra Locatelli, ministro per le disabilità. "Si tratta di una legge a tutele differenziate, che offre anche la possibilità di un contributo economico per chi ha un carico intenso di cura e di avere sostegni mirati che conciliano il lavoro con l'ambito della cura. Per i giovani - precisa - vi è anche la possibilità di conciliare il servizio civile con la cura e l'esenzione dalle tasse universitarie. Per i caregiver familiari che lavorano sarà possibile chiedere il part time e il lavoro agile. Per i genitori sarà possibile essere riconosciuti entrambi come caregiver, partecipando così alla stesura del progetto di vita del proprio figlio". La cornice normativa, per cui "abbiamo aspettato tanto tempo - aggiunge Locatelli - è un punto di partenza che non dobbiamo lasciarci sfuggire".
"Accendere una luce sul caregiver significa riconoscere che dietro figure spesso invisibili c'è la storia di tutti noi, c'è l'essenza stessa dell'essere a fianco di chi ha bisogno - sottolineano Donatella Romani e Roberto Amato, autori del documentario - 'Parole in cerca d'autore' vuole mostrare quanto sia difficile il carico psicologico di chi si prende cura di una persona amata, ma vuole anche celebrare la bellezza del dono di sé, quel momento in cui l'assistenza diventa la forma più pura di amore e umanità. Il documentario si pone l'ambizioso obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni. Non è solo un racconto di sofferenza, ma una celebrazione della resilienza umana. Attraverso le storie di chi vive questa realtà ogni giorno, emerge un ritratto delliItalia che resiste grazie alla forza dei legami familiari".
"Dall'ascolto dei bisogni dei pazienti e dei loro caregiver sono nati negli anni tantissimi progetti di Fondazione Msd - dichiara Marina Panfilo, direttrice di Fondazione Msd - E' stato per noi dunque naturale sostenere questo progetto fatto di racconti e storie autentiche, capaci di accendere un faro su un patrimonio in tema socio-sanitario purtroppo spesso dimenticato, come quello del caregiving che riguarda moltissime famiglie nel nostro Paese. Auspichiamo che, anche grazie a iniziative come questa, figure fondamentali per la nostra società possano essere sempre più riconosciute e tutelate, anche a livello legislativo".
La proiezione del film ha rappresentato l'occasione per riflettere in una tavola rotonda sullo stato dell'arte e sulle prospettive future del caregiving in Italia, con l'obiettivo di contribuire a un dibattito strutturato e di rafforzare l'impegno istituzionale a favore di 'chi si prende cura'. Hanno preso parte: Sabrina Paravicini che, oltre ad essere voce e volto del documentario, ha raccontato la sua esperienza di caregiver nel film da lei diretto 'Be kind'; Elisabetta Iannelli, segretario generale Favo; Annalisa Scopinaro, presidente Uniamo; Samia Mariani, presidente Young Care Italia; Francesca Moccia, vicesegretario di Cittadinanzattiva, e Dario D'Ambrosi, fondatore del Teatro Patologico.

Johannes Klaebo e un futuro da ciclista? Possibile. Il fuoriclasse norvegese dello sci di fondo, dominatore di tutte le gare della sua specialità a Milano Cortina 2026 con 6 ori vinti, è diventato con le Olimpiadi appena concluse l'atleta più vincente della storia dei Giochi invernali. Klaebo ora concentrerà le sue energie sulla vittoria della sesta Coppa del Mondo generale della sua carriera, prima di riflettere sul futuro anche in vista della prossima edizione della rassegna a cinque cerchi sulle Alpi Francesi, nel 2030.
Dalla fine delle Olimpiadi, le indiscrezioni sul futuro del campione nordico si rincorrono. In particolare, relativamente a un suo ingresso nel mondo del ciclismo professionistico. Klaebo ha al momento un accordo di collaborazione con la Uno-X Mobility, squadra del World Tour con cui si è già allenato più volte in estate. Thor Hushovd, general manager del team, ha parlato così della questione: "Con il motore che ha, Klaebo potrebbe avere successo in quasi tutti gli sport di resistenza. Non sono sicuro però che voglia appendere gli sci al chiodo per dedicarsi a tempo pieno al ciclismo". Su questa ipotesi, il norvegese è stato in ogni caso possibilista dopo il sesto oro conquistato alle Olimpiadi: "Inizierò a pensare a cosa farò in futuro. Forse entrare a far parte del team Uno-X dovrebbe essere il prossimo obiettivo".
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Notte di raid russi in Ucraina a poche ore dai colloqui con gli Stati Uniti e in Svizzera per cercare una via d’uscita alla guerra. Kiev e altre grandi città sono state colpite da un nuovo massiccio attacco russo con droni e missili balistici. Nella capitale tre i quartieri colpiti, ha riferito stamattina il sindaco Vitali Klitschko su Telegram. Un condominio di nove piani è stato danneggiato, ma non si sono registrati feriti.
Anche Kharkiv (nord-est) è stata presa di mira da droni e missili, ha riferito il sindaco, Igor Terekhov. Nella seconda città più popolata del Paese prima dell'invasione russa lanciata nel febbraio 2022, e in un villaggio vicino, sono rimaste ferite in totale 14 persone, tra cui un bambino di sette anni, secondo Oleg Synegoubov, capo dell'amministrazione militare locale. A Zaporizhzhia (sud-est), almeno sette persone sono rimaste ferite, secondo Ivan Fedorov, capo dell'amministrazione regionale. Più di 500 case sono senza riscaldamento e 19 edifici sono stati danneggiati, ha aggiunto.
A Kryvyi Rig, nel centro dell'Ucraina, due persone sono rimaste ferite in un attacco, secondo il capo dell'amministrazione regionale di Dnipropetrovsk, Oleksandr Ganja. Anche la regione di Vinnytsia è stata bersaglio di un "massiccio attacco aereo nemico", secondo la sua il capo dell'amministrazione locale Natalia Zabolotna. La Polonia, Paese confinante con l'Ucraina, ha mobilitato l'aeronautica militare per proteggere il suo spazio aereo.
Gli inviati ucraini e americani si incontreranno oggi a Ginevra per avviare nuovi colloqui trilaterali con la Russia e porre fine al conflitto, entrato martedì nel suo quinto anno.
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