
(Adnkronos) - "Noi dobbiamo difendere il sistema sanitario nazionale e consentire ai cittadini di avere un'equa risposta in termini di accesso ai farmaci. Il fatto che alcune informazioni siano disponibili in sede centrale, quindi Aifa ed Ema, e non siano esattamente utilizzabili dalle Regioni mina un po' questa traiettoria. Quindi il lavoro che abbiamo fatto oggi è quello di cercare di mettere in connessione le istituzioni, regionali e nazionali, per aumentare il valore competitivo del sistema Paese per poter rispondere in modo omogeneo ai bisogni dei cittadini, anche grazie alle informazioni che ci consentono di gestire al meglio i nuovi farmaci che arriveranno sul mercato, a quale popolazione target saranno riferiti, e anche programmare il costo per le Regioni, e quindi rendere il sistema anche sostenibile". Lo ha detto all'Adnkronos Salute Mattia Altini, presidente Simm (Società italiana di leadership e management in medicina), in occasione del convegno nazionale 'Dati da Aifa a Regioni: flussi informativi a supporto delle politiche regionali e possibili modelli di integrazione di dati e informazioni fra Aifa e Regioni', durante il quale è stato presentato uno studio dell'Università del Piemonte Orientale per migliorare il flusso informativo tra Aifa e Regioni per un accesso al farmaco veloce ed efficace.

(Adnkronos) - Francis Kaufmann, accusato del duplice omicidio di Villa Pamphili, è rimasto in silenzio davanti ai pm di Roma che questo pomeriggio sono tornati nel carcere di Rebibbia dove è detenuto dopo essere stato estradato dalla Grecia per l’omicidio della figlia Andromeda trovata senza vita il 7 giugno scorso insieme alla madre Anastasia Trofimova.
Nei confronti dell’americano nelle scorse settimane è stata emessa dal gip, che ha accolto la richiesta dei pm coordinati dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, una nuova ordinanza di custodia cautelare anche per l’omicidio aggravato della compagna. Gli accertamenti seguiti all’autopsia hanno evidenziato, infatti, per la donna la morte per soffocamento.
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(Adnkronos) - "Oggi è stata fatta un'importante rassegna di tutte le metodologie, delle differenze che esistono per l'accesso al farmaco, per la messa a disposizione di nuove terapie ai cittadini nelle varie regioni. Lo scambio di dati e informazioni preziose che ha Aifa sui nuovi farmaci sarebbe per le Regioni estremamente importante in termini di velocità, di efficienza, ma soprattutto, la cosa più importante, di utilizzo ancora più razionale delle risorse". Da questa rassegna "sono emersi gli strumenti che possono migliorare ulteriormente questa efficienza e questa allocazione di risorse ed è stato anche messo alla luce di qual è lo scenario futuro". Lo ha detto all'Adnkronos Salute Guido Rasi, consulente del ministro della Salute, in occasione del convegno nazionale 'Dati da Aifa a Regioni: flussi informativi a supporto delle politiche regionali e possibili modelli di integrazione di dati e informazioni fra Aifa e Regioni', durante il quale è stato presentato uno studio dell'università del Piemonte Orientale per migliorare il flusso informativo tra Aifa e Regioni per un accesso al farmaco veloce ed efficace.
"La spesa farmaceutica complessiva nel 2024 a livello nazionale si è attestata a 23 miliardi, il che è una buona notizia - sottolinea Rasi - ma vediamo come negli ultimi anni la spesa, il budget, insegua in realtà la richiesta in aumento di salute. Perché la scienza oggi ci offre effettivamente continue e possibili soluzioni e non potremo permettercele tutti, quindi questa razionalizzazione, questo uso molto preciso delle risorse, sta diventando fondamentale. Quello di oggi è un passo che va nella direzione giusta".
Leggi tutto: Farmaci, Rasi: "Con maggiori dati da Aifa a Regioni utilizzo più razionale risorse"

(Adnkronos) - Sabato 4 ottobre dalle 9.30 a Orvieto presso il Palazzo del Capitano del Popolo - Sala dei 400 si svolgerà XXII Congresso Associazione Luca Coscioni. Si tratta del punto sui nuovi obiettivi e le azioni politiche del 2026 di Filomena Gallo e Marco Cappato: “Non stiamo ad aspettare che vengano tempi migliori per i diritti civili, altrimenti si rischia di tornare indietro come negli USA”. Nonostante l'ostilità o l’inerzia dei vertici della politica ufficiale e dei partiti, si legge in una nota, il 2025 è stato un anno di conquiste e azioni concrete per la libertà di scelta, l’autodeterminazione e il diritto alla salute. Dall’approvazione di due leggi regionali per tempi certi di erogazione delle prestazioni sul 'suicidio assistito' in Toscana e Sardegna, con proposte analoghe depositate in tutte le Regioni fino alla proposta di legge nazionale in Parlamento per legalizzare l’eutanasia.
E poi, quattro sentenze della Corte costituzionale ottenute tramite procedimenti giudiziari accanto alle persone: due sul fine vita che interpretano come deve essere considerato il requisito del trattamento di sostegno vitale; una sull’accesso alla procreazione medicalmente assistita per donne singole che evidenzia che la cancellazione del divieto non incontra ostacoli costituzionali; una sentenza che ammette con sentenza di incostituzionalità, la firma certificata per le persone che non possono firmare manualmente le liste elettorali, attuando piena partecipazione politica alla vita del paese senza discriminazioni. La richiesta di garantire l’aborto farmacologico senza obbligo di ricovero e la possibilità alle persone con disabilità di viaggiare in aereo con la propria carrozzina; la pressione sulle Asl per il diritto alla salute in carcere; liste di attesa azioni per garanzie nell’ accesso alle prestazioni. L’Associazione Luca Coscioni ha trasformato nell’ultimo anno le battaglie civili in conquiste di libertà.
Il XXII Congresso, in programma il 4 e 5 ottobre a Orvieto porrà le basi per le azioni future nella Regione dove sono nati Luca Coscioni, pioniere della libertà di ricerca scientifica, e Laura Santi, leader e volto della campagna sul fine vita, che dopo un calvario giudiziario di tre anni ha ottenuto il diritto ad accedere al 'suicidio assistito' nel suo Paese, sostenuta dall’Associazione. “Non rassegnatevi mai”, le sue ultime parole, insieme alla memoria di Luca, saranno il filo conduttore del Congresso e delle strategie future dell’Associazione. Filomena Gallo e Marco Cappato, rispettivamente Segretaria nazionale dell’Associazione e Tesoriere dell’Associazione, hanno dichiarato: “La nostra missione è quella di dare voce e volto alle persone rese invisibili dalla ottusità e dalla violenza delle istituzioni ancora di più che dalla malattia o dalla disabilità e di consentire loro di battersi in prima persona. Non aspettiamo che “vengano tempi migliori” per le libertà civili, perché rischierebbero di non arrivare mai. Infatti, in assenza di lotte sociali nonviolente, in grado di imporsi nell’agenda della politica ufficiale, si rischia anche nel nostro Paese, come sta avvenendo negli Usa e in altri Paesi formalmente democratici, un arretramento sul piano dei diritti civili”.
Nell’ultimo anno l’Associazione Luca Coscioni ha raccolto le firme di oltre 170 mila persone in tutta Italia sui temi principali delle sue ventennali battaglie: eutanasia e fine vita, procreazione medicalmente assistita, gravidanza per altri, Aborto senza ricovero, per garantire la possibilità di deospedalizzare l’aborto farmacologico, disabilità, terapie assistite da psichedelici, cannabis legale e firma digitale. A queste si aggiungono le firme 65.000, raccolte in questi anni su Liberi Subito, la proposta di legge regionale che garantisce il percorso di richiesta di suicidio medicalmente assistito e i controlli necessari in tempi certi e adeguati..
In merito al 'fine vita' sono 24 procedimenti di cui 18 civili e 6 penali, riguardo l’accesso al “suicidio assistito” in Italia e le disobbedienze civili per l’accompagnamento in Svizzera. Di questi 10 sono attualmente in tribunale e gli altri in fase stragiudiziale. Mentre per i procedimenti penali: un procedimento con tre persone sulle quali pende una imputazione coatta (Felicetta Maltese, Chiara Lalli e Marco Cappato) e altre nove indagate nei cinque procedimenti in cui sono in corso le indagini. E su Pma sono 15 casi sul tema della fecondazione assistita nei tribunali, di cui oltre 10 sul tema della gravidanza per altri (Gpa). Di questi 10, almeno 7 anche sul fronte penale. Sono oltre 50 i casi su cui sono stati forniti pareri in fase stragiudiziale. Sul tema della Pma, è stata ottenuta una sentenza della Corte costituzionale in merito all’accesso alla Pma per donne singole a partire del caso di Evita, 40enne torinese, cui è stata negato l’accesso in Italia alla Pma. Sono state effettuate 93 richieste di accesso agli atti tra Regioni e Asl per conoscere il numero di richieste di accesso al “suicidio assistito” effettuate in Italia dalla sentenza della Corte costituzionale 242 del 2019 sul caso Cappato-Dj Fabo che ha di fatto legalizzato l’accesso alla morte volontaria assisita in Italia a determinate condizioni. Sempre in tema di fine vita, oltre 16.000 cittadini hanno ricevuto informazioni tramite il Numero Bianco su diritti legati a fine vita. Le iniziative popolari hanno portato all’approvazione di 2 leggi regionali sul suicidio assistito, al deposito in tutte le Regioni (discussa in 6), mentre sono state ottenute 2 udienze in Corte costituzionale sul fine vita. A livello nazionale, è stata depositata una proposta di legge di iniziativa popolare per legalizzare l’eutanasia. Sono 16.000, inoltre, i testamenti biologici scaricati dal sito dell’Associazione
E ancora, sulla salute in carcere, a seguito delle diffide per verificare le condizioni igienico-sanitarie negli istituti penitenziari, sono state effettuate 102 richieste di accesso agli atti a tutte le Asl italiane per ottenere le relazioni delle visite in carcere in modo da monitorare le condizioni degli istituti. L’Associazione sta conducendo anche una attività di ricognizione dei Piani di Eliminazione delle barriere architettoniche nei comuni capoluoghi italiani. A fronte delle informazioni reperite sui siti di 60 capoluoghi, sono state promosse 46 richieste di accessi agli atti nelle restanti città. All’accesso, per il momento, hanno risposto 17 capoluoghi. Oltre 585 eventi pubblici in tutta Italia hanno portato nelle piazze e nelle città temi sociali e scientifici spesso ignorati dalla politica, coinvolgendo 45.000 persone in campagne, petizioni e azioni politiche. Sono state inoltre depositate 2 proposte di legge in Parlamento, una sul fine vita e una sulla legalizzazione della gravidanza per altri.
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(Adnkronos) - Via libera definitivo del Senato al provvedimento che stabilisce il 4 ottobre la festa nazionale di San Francesco, di cui nel 2026 ricorrerà l'ottavo centenario della morte. Il voto in commissione Affari costituzionali in sede deliberante. "Accolgo con gioia e soddisfazione la notizia dell'approvazione in via definitiva in Senato della proposta di legge parlamentare che reintroduce dopo 50 anni come festa nazionale il 4 ottobre, giorno in cui si celebra San Francesco Patrono d'Italia", dichiara la premier Giorgia Meloni, in una nota. "Il Governo - prosegue Meloni - ha appoggiato convintamente l'iter della proposta, che ha raccolto e fatto suo l'appello lanciato un anno fa da Davide Rondoni, poeta e presidente del Comitato nazionale per le celebrazioni per l'ottavo centenario della morte del Poverello d'Assisi. Il sostegno bipartisan e pressoché unanime alla proposta è un segnale importante dell'unità che si ritrova in politica attorno a una delle figure più rappresentative e distintive dell'identità nazionale. Un Santo amato da tutto il popolo italiano e in cui tutto il popolo italiano si riconosce. La Festa nazionale sarà l'occasione per celebrare un uomo straordinario e ricordaci, ogni anno, chi siamo e cosa ci unisce nel profondo".
Con il provvedimento quindi viene introdotto un nuovo giorno festivo, il 4 ottobre, che si aggiunge ai dodici già previsti oltre le domeniche, con l'applicazione del relativo orario nei luoghi di lavoro e il divieto di compiere determinati atti giuridici e la corresponsione di trattamenti retributivi aggiuntivi e di specifiche maggiorazioni dei compensi previsti per il lavoro svolto nelle festività.
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(Adnkronos) - "Cura e ricerca devono sempre procedere di pari passo e questo concetto lo ritroviamo nelle reti di centri e soprattutto nelle reti di collaborazione tra i pazienti, ma a questo binomio bisogna aggiungere il contributo delle associazioni dei pazienti, elemento utile a cambiare e a migliorare molto anche la qualità del lavoro dei medici. Paradossalmente, sono le associazioni dei pazienti che aiutano i medici a lavorare meglio ed essere più efficaci anche nei loro confronti". Così Marco Vignetti, presidente Fondazione Gimema - Gruppo italiano malattie ematologiche dell'adulto, al Blood Cancer Summit 2025 che ha riunito a Roma ricercatori, clinici, pazienti, caregiver e istituzioni. Al centro dell'evento i progressi della ricerca scientifica nella cura dei tumori del sangue e il miglioramento dell'assistenza quotidiana alle persone che ne sono colpite.
"I pazienti chiedono soprattutto di poter parlare con il loro dottore - aggiunge Vignetti - chiedono di avere tempo per fare delle domande, per sentire delle opinioni, per instaurare un rapporto umano e personale. Questo è quello che dà maggiore serenità e maggiore sicurezza anche nelle condizioni più drammatiche. Il dramma di oggi è che questo tempo per incontrarsi e parlare è quasi inesistente, non per colpa di qualcuno in particolare, ma proprio per l'organizzazione del sistema"
Leggi tutto: Neoplasie sangue, Vignetti (Gimema): "Associazioni pazienti aiutano il medico"

(Adnkronos) - "Abbiamo deciso di sostenere il Blood Cancer Summit perché, in un momento come quello attuale, dove l'innovazione sta cambiando la storia delle malattie, è necessario iniziare a cambiare anche i percorsi di presa in carico delle persone". Lo ha detto Davide Petruzzelli, presidente di La Lampada di Aladino Ets, al Blood Cancer Summit 2025, evento dedicato alla gestione dei pazienti oncoematologici organizzato a Roma da Bridge the gap, il progetto di Isheo in collaborazione con l'associaizione dei pazienti, che gode del patrocinio di numerose altre associazioni.
Il summit, che ha chiamato a raccolta ricercatori, clinici, pazienti, caregiver e istituzioni, si pone l'obiettivo di condividere i più recenti avanzamenti della ricerca scientifica e clinica, mettere a fuoco le sfide ancora irrisolte nell'assistenza ospedaliera e territoriale, favorire le connessioni tra ricerca, medical unmet need e qualità della vita dei pazienti e dare voce all'esperienza di chi convive con un tumore del sangue.
"Oggi ci possiamo permettere di curare anziani e giovani con risultati terapeutici imparagonabili rispetto a pochi anni fa - spiega Petruzzelli - Bisogna cominciare a osservare i bisogni, senza limitarsi alla sfera medica, organica, biologica della malattia, ma guardare al percorso di presa in carico di queste persone, che vivono sempre di più sul territorio e hanno bisogno di essere supportate nella loro quotidianità". Oggi "abbiamo introdotto la parola cronicità in diversi tumori del sangue - osserva - Cronicità, però, fa rima anche con qualità della vita e con un percorso che deve essere il più vicino possibile per permettere a queste persone di vivere una vita non solo di qualità, ma anche il più simile possibile a quella delle persone che non hanno la malattia".
Leggi tutto: Oncoematologia, Petruzzelli (Lampada di Aladino): "Necessario cambio percorso cure"

(Adnkronos) - "Per la gestione di un nuovo farmaco è importante avere informazioni. Informazioni che vengono raccolte dall'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), ma poi i farmaci vengono gestiti a livello regionale. Con questo studio ci siamo chiesti qual è l'impatto di una maggiore condivisione delle informazioni in Aifa a livello regionale. Il risultato che è emerso è che avere una condivisione di questi dati ha degli effetti di ottimizzazione delle risorse a livello regionale. Quindi la Regione evita delle duplicazioni di valutazioni fatte a livello centrale", con "un effetto importante sui tempi di accesso. Per fare un esempio, quando una Regione deve gestire un farmaco deve sapere quanti pazienti verranno trattati e in quali contesti. Questa informazione è presente nei dossier di prezzo di borsa e potrebbe essere condivisa con le Regioni per ottimizzare e anticipare questa programmazione. Quindi credo che l'impatto sarebbe rilevante". Così all'Adnkronos Salute Claudio Jommi, del Dipartimento di Scienze del farmaco dell'università del Piemonte Orientale (Upo), in occasione del convegno nazionale 'Dati da Aifa a Regioni: flussi informativi a supporto delle politiche regionali e possibili modelli di integrazione di dati e informazioni fra Aifa e Regioni', durante il quale è stato presentato lo studio dell'Upo per migliorare il flusso informativo tra Aifa e Regioni per un accesso al farmaco veloce ed efficace.
"Un effetto indotto - spiega Jommi - è quello di rendere più omogenea l'esperienza regionale ed evitare poi che i tempi di accesso non siano solo relativamente lunghi, ma anche molto differenziati tra regioni e regioni". Quali sono i dati che sarebbe bene condividere tra Aifa e Regioni? Secondo Jommi, "i dati potrebbero essere tutti quelli di dossier di prezzo di borsa. Certamente avrebbe molta importanza avere il dato sulla stima dei pazienti che verranno trattati, sulle alternative terapeutiche che sono state prese in considerazione nella valutazione di Aifa, sulla valutazione comparativa dei costi, sugli effetti di tipo economico. Tutti aspetti che poi le Regioni devono gestire - sottolinea - perché alla fine le Regioni sono responsabili della gestione dei budget".
Leggi tutto: Farmaci, Jommi (Upo), 'maggiore scambio dati Aifa-Regione ottimizza le risorse'

(Adnkronos) - Questa mattina Papa Leone XIV, in Vaticano, ha ricevuto in udienza privata il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il capo della Polizia- direttore generale della Pubblica Sicurezza, Vittorio Pisani. Dalle loro mani ha avuto una copia del numero speciale di Polizia Moderna 'Pace e sicurezza'. Il volume straordinario del mensile della Polizia, che ha sulla copertina un’immagine del pontefice, è un racconto per fotografie e parole di tutte le professionalità messe in campo dal Dipartimento della pubblica sicurezza per garantire l’incolumità di oltre 140 delegazioni straniere e capi religiosi, di migliaia di pellegrini e fedeli accorsi a Roma per le esequie di Papa Francesco, il successivo conclave e l’intronizzazione di Papa Leone XIV.
Lo speciale, stampato con una tiratura di un milione e 200mila copie, è stato consegnato alle 25.000 parrocchie italiane e alle 103 nunziature apostoliche nel Mondo per essere distribuito, gratuitamente, ai milioni di fedeli cattolici che quotidianamente frequentano i luoghi di culto cristiani.
Leggi tutto: Piantedosi e Pisani dal Papa, in dono lo speciale di Polizia Moderna sul Giubileo

(Adnkronos) - Gli cade il telefono, ma a Sinner non importa. Il tennista azzurro ha battuto oggi, mercoledì 1 ottobre, Learner Tien nella finale dell'Atp 500 di Pechino, tornando a sollevare il trofeo dopo aver perso la finale dello scorso anno contro Carlos Alcaraz, ma a Pechino Sinner è stato protagonista anche di un simpatico siparietto durante un'intervista.
Mentre rispondeva a una domanda, il telefono di Sinner è scivolato dalla tasca della tuta ed è caduto a terra. Nonostante lo smartphone non avesse la cover, e ci fosse quindi il reale rischio che si danneggiasse per la caduta, il numero due del mondo, scavalcato in cima al ranking Atp da Alcaraz dopo gli Us Open, si è limitato a un "ops, mi è caduto il telefono", continuando poi a parlare senza minimamente preoccuparsi di raccoglierlo.
Leggi tutto: Gli cade il telefono, ma non lo raccoglie: Sinner 'sbadato' a Pechino

(Adnkronos) - Gian Luca Spitella è il nuovo direttore della comunicazione e relazioni esterne di Atac Spa, l’azienda del trasporto pubblico di Roma Capitale. La nomina conclude la procedura di selezione avviata nei mesi scorsi tramite il portale aziendale. Negli ultimi sette anni ha guidato la comunicazione di Arera – l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, coordinando comunicazione esterna, media relations, comunicazione istituzionale (premio Ischia 2023).
Giornalista professionista, 57 anni, laureato in Scienze Politiche, Spitella vanta una lunga esperienza nella comunicazione istituzionale e d’impresa. Dopo un inizio come collaboratore del Sole 24 Ore, ha consolidato il ruolo di consulente, comunicatore e poi direttore della comunicazione nelle associazioni delle imprese di servizi pubblici (Confservizi, Federutility poi Utilitalia). Nel nuovo incarico in Atac sarà chiamato a rafforzare la trasparenza, i rapporti con i cittadini e la reputazione dell’azienda, in coerenza con il percorso di trasformazione delineato dai piani industriali e dalle sfide legate al trasporto pubblico della Capitale.

(Adnkronos) - Eric Dane è stato fotografato in sedia a rotelle fuori dall’aeroporto di Washington. L'attore, che ha interpretato il dottor Mark Sloan nella serie ‘Grey’s Anatomy’, sta affrontando una dura battaglia contro la Sla. Lo scorso giugno in un’intervista rilasciata a ‘Good Morning America’ su Abc, aveva parlato delle sue condizioni di salute, peggiorate negli ultimi mesi.
"Il braccio destro non funziona più, tra pochi mesi perderò anche il sinistro", aveva rivelato Eric Dan che aveva ricevuto la diagnosi di Sclerosi Laterale Amiotrofica lo scorso aprile. L’attore nel corso dell’intervista aveva ammesso, inoltre, di essere preoccupato per il senso di debolezza iniziato ad avvertire nelle gambe.
La star del cinema si trovava a Washington per incontrare il deputato democratico Eric Swalwell, al quale ha confessato di voler vivere per vedere le sue due figlie "sposarsi e laurearsi". Una fonte vicina all'attore ha rivelato al DailyMail che le sue condizioni stanno peggiorando: "È molto triste, ma cerca di mostrarsi coraggioso, perché vuole godersi quello che ha ora. Sa che il domani non è garantito".

(Adnkronos) - Leghisti in fermento a Viareggio, dove a tenere banco è il neonato movimento 'Italia appoggia Israele' che il ventenne Alessio Santonicola, classe 2005, ha deciso di creare, per dar vita a un gruppo di appoggio allo stato israeliano. La posizione del giovane ha però fatto nascere molte discussioni sulle reali intenzioni di Santonicola. Non sono infatti sfuggiti alcuni post precedenti che il ragazzo ha disseminato sulle piattaforme social. In più di uno, infatti, omaggia il dittatore tedesco Adolf Hitler ("il mio idolo, io sono la sua reincarnazione").
Il Fuhrer, in un fotomontaggio pubblicato, appare anche sulla Torre Eiffel -dove non riuscì mai a salire- in una immagine con una coppia di fidanzati che gli stanno accanto. E pure qui il tributo al capo del nazismo non manca: "L'anima del dittatore accanto ai due innamorati", si legge nella dida. Quanto basta per porre dubbi sulla reale vicinanza al popolo ebraico, sbandierata oggi da Santonicola il quale all'AdnKronos conferma però l'impegno per Israele: "Basta con le fake news sullo stato sionista", dice spiegando la sua iniziativa, che per ora "ha messo insieme una trentina di persone, animate dall'obiettivo di dire la verità a difesa di Israele, su cui circolano troppe falsità".
La politica è un pallino del viareggino, studente di scienze politiche a Pisa: "Sono iscritto alla Lega dal 2024 -assicura- e faccio parte de 'il mondo al contrario', il movimento a sostegno di Vannacci. A riprova della stima non mancano foto disseminate sui social che lo ritraggono con il generale, anche lui residente a Viareggio. Santonicola rivendica la simpatia per Hitler. "Certo -dice- io sono di estrema destra, Hitler era uno che aveva a cuore la nazione tedesca, l'ha difesa dagli immigrati, come vuole fare Trump, di cui ho molto apprezzato il monito dall'Onu all'Europa sui flussi migratori che rischiano di farci sparire". Sui social anche un quadro dedicato a Putin: "Ammiro pure lui per gli stessi motivi, l'ho dipinto io in sella a un orso bruno". "Ma ora -conclude- ho deciso di impegnarmi a favore di Netanyahu". (di Francesco Saita)
Leggi tutto: Ventenne leghista lancia movimento pro-Israele, ma sui social inneggia a Hitler

(Adnkronos) - Favorire l'informazione e la formazione sui corretti stili di vita, sull'importanza degli screening per promuovere l'adesione e la partecipazione, creare una forte sensibilizzazione a 360 gradi sulla difesa della salute. E' questo l'obiettivo dell'accordo triennale, in tema di prevenzione oncologica in ambito penitenziario, firmato tra la Regione Campania, l'Istituto nazionale tumori Irccs Fondazione Pascale, Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) e Fondazione Aiom. Si tratta del primo protocollo su scala nazionale siglato fra un istituto nazionale di tumori, la società scientifica degli oncologi medici e l'amministrazione penitenziaria della Campania. Prevede eventi di informazione rivolti alla popolazione carceraria (ma anche al personale penitenziario), corsi di formazione e progetti di ricerca. L'iniziativa viene presentata oggi in una conferenza stampa a Napoli.
"I cittadini detenuti rappresentano una popolazione fragile anche dal punto di vista sanitario - afferma Francesco Perrone, presidente nazionale Aiom - Sono uomini e donne particolarmente esposti anche al pericolo d'insorgenza di neoplasie. La condizione di non libertà incide profondamente sia sulla psiche che sul fisico. Spesso incentiva comportamenti e vizi non salutari come il fumo, l'abuso di alcol, la dieta scorretta o la sedentarietà. Oltre il 70% dei detenuti maschi fuma regolarmente, ma la metà di loro vorrebbe smettere. Il 40% è invece sedentario e solo il 13% mangia regolarmente le 5 porzioni di frutta e verdura raccomandate. Inoltre già, riscontriamo nella popolazione generale tassi d'adesione insufficienti ai programmi di screening per la diagnosi precoce di alcune neoplasie. Esami come la mammografia, la ricerca di sangue occulto nelle feci o l'Hpv test devono essere garantiti anche ai detenuti. Non sempre ciò avviene anche a causa di alcuni problemi burocratici e organizzativi. Abbiamo deciso di promuovere un progetto innovativo e che intende accendere i riflettori su un aspetto poco considerato dell'assistenza e prevenzione oncologica".
"Oltre il 45% di tutti i decessi di tumore in Italia potrebbe essere evitato intervenendo sui principali fattori di rischio - spiega Maurizio di Mauro, direttore generale Int Irccs Fondazione Pascale e coordinatore campano della Federazione italiana delle aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso) - Il cancro può e deve essere contrastato anche nelle carceri italiane. Quello alla salute è un preciso diritto costituzionale così come lo sono il rispetto della dignità della persona e la rieducazione del condannato. Nelle carceri del nostro Paese sono frequenti problemi come il sovraffollamento, le condizioni fatiscenti degli istituti, la scarsità di personale di sorveglianza o l'insufficiente presenza di operatori socio-sanitari. Questo progetto rappresenta un vero e proprio laboratorio per una sanità sempre più efficiente e vicina ai più deboli, e può diventare un modello da esportare su scala nazionale".
"E' un onore che un progetto così importante parta proprio dalla Regione Campania - dichiara Giuseppe Nese, coordinatore responsabile del Laboratorio territoriale di sanità penitenziaria 'Eleonora Amato' - Fin dal 1999 è compito del Servizio sanitario nazionale assicurare a tutti i detenuti il diritto alla salute. Per farlo c'è assolutamente bisogno di una forte collaborazione tra le istituzioni sanitarie locali e l'amministrazione penitenziaria. Il cancro al momento è una delle principali emergenze di salute pubblica in Italia, così come in quasi tutti i Paesi occidentali. Per affrontarlo anche negli istituti di detenzione è assolutamente necessario il supporto qualificato di medici specialisti oncologi".
"Insieme agli oncologi dell'Aiom daremo una consulenza scientifica al progetto - conclude Alfredo Budillon, direttore scientifico Int - Il nostro Istituto tumori si impegnerà sin da subito nel fornire personale che andrà nelle carceri della Campania per promuovere attività di sensibilizzazione. Per diversi motivi l'approccio al detenuto può essere difficile da gestire da parte del personale sanitario che deve perciò essere adeguatamente formato. Come Pascale abbiamo da sempre una quarta 'missione' oltre all'assistenza, alla cura e alla ricerca sul cancro. Si tratta dell'educazione di tutta la popolazione all'importanza di evitare gravi malattie molto diffuse come i tumori. La divulgazione medico-scientifica è un elemento molto importante di promozione della salute. Deve essere rivolta a tutti anche a coloro che possiedono minori strumenti culturali come la popolazione carceraria. Come Istituto Pascale siamo da tempo convinti che la corretta comunicazione debba entrare nella pratica clinica quotidiana".
Leggi tutto: Tumori: in Campania la prevenzione oncologica arriva nelle carceri

(Adnkronos) - Spostare le partite dalle città ospitanti dei Mondiali del 2026 sarebbe una decisione della Fifa, non di Donald Trump. Lo ha affermato il vicepresidente della Fifa Victor Montagliani. Il presidente degli Stati Uniti ha parlato la scorsa settimana della possibilità di spostare le partite da città che considerava "pericolose". Il presidente della Fifa Gianni Infantino ha uno stretto legame con Trump, il cui paese ospiterà la rassegna iridata della prossima estate insieme a Canada e Messico. Tuttavia, Montagliani ha insistito sul fatto che le decisioni su quali città ospiteranno le partite rimangono di competenza della Fifa. "È il torneo della Fifa, è di competenza della Fifa, la Fifa prende queste decisioni", ha dichiarato alla Leaders Week di Londra all'Allianz Stadium.
Il presidente Trump ha dichiarato la scorsa settimana che la sua amministrazione si sarebbe assicurata che le città fossero "sicure", aggiungendo che Seattle e San Francisco erano "gestite da pazzi di sinistra radicale che non sanno quello che fanno". "Se pensiamo che una città possa essere anche solo un po' pericolosa per la Coppa del Mondo, visto che si gioca in così tante città, non lo permetteremo", ha aggiunto Trump. "Lo sposteremo un po'". Il Lumen Field di Seattle ospiterà sei partite della fase finale del Mondiale della prossima estate, mentre il Levi's Stadium di Santa Clara, a un'ora di distanza da San Francisco, ne ospiterà altre sei. Montagliani ha affermato che il calcio è "più importante" della retorica politica polarizzata evidente negli Stati Uniti in questo momento, e ha aggiunto: "Con tutto il rispetto per gli attuali leader mondiali, il calcio è più importante di loro e sopravviverà al loro regime, al loro governo e ai loro slogan".
Alla domanda se la situazione politica negli Stati Uniti abbia creato problemi a lui e alla Fifa, Montagliani ha risposto: "Dipende, sai. È questo il bello del nostro sport: è più grande di qualsiasi individuo e più grande di qualsiasi Paese". Montagliani ha poi affermato che la Fifa "imparerà" dall'esperienza di giocatori e spettatori alla Coppa del Mondo per Club di quest'estate. Stadi come Atlanta, Dallas e Los Angeles hanno la possibilità di essere al coperto e climatizzati, consentendo orari di calcio d'inizio pomeridiani, ma Montagliani afferma che è un difficile gioco di equilibrio. "Ci confrontiamo quotidianamente con le emittenti televisive europee per stabilire in quali stadi si possa giocare alle 15, come ad esempio Atlanta. Ovviamente, quello che stiamo cercando di fare, una volta che il calendario sarà pubblicato dopo il sorteggio di dicembre, è assicurarci che tutto venga preso in considerazione. Ora, ci sarà ogni partita che avrà un orario di inizio assolutamente perfetto dal punto di vista televisivo? Non lo so, perché ci sono molte partite, ma tutto questo viene preso in considerazione".
Montagliani ha ribadito la sua opposizione all'estensione della Coppa del Mondo a 64 squadre per il torneo del centenario nel 2030, un'idea proposta dalla confederazione sudamericana. Tuttavia, sembrava più entusiasta della possibilità di ampliare la Coppa del Mondo per Club, la prossima edizione prevista per il 2029, da 32 a 48 squadre. "Non vedo perché si debbano portare a 64 squadre. Non siamo solo noi, ma anche la Uefa e l'Asia a essere contrari", ha affermato. "Ma la Coppa del Mondo per Club è stata un enorme successo. Dobbiamo capire cosa è fattibile, (quali) cambiamenti apportare al numero di squadre e alle presenze per ogni nazione che abbiamo avuto quest'anno".

(Adnkronos) - "Questo progetto di ristrutturazione e ampliamento nasce 15 anni fa e si chiama 'Progetto di alta qualità', perché in cantina abbiamo adottato una filosofia semplice, quella di fare vini non di qualità ma di alta qualità. E questo l'abbiamo fatto condividendo il nostro progetto con i 350 soci della Cantina, che gestiscono 800 ettari di vigneti. E' un progetto molto importante perché abbiamo trasformato completamente la cooperativa, dall'essere una cooperativa che produceva vini da taglio siamo passati a una cantina che imbottiglia tutto il vino che produce, solo piccoli residui si vendono ancora come vino sfuso". Così Francesco Perillo, presidente di Cantina di Venosa, cooperativa vitivinicola leader in Basilicata e tra le più grandi del Sud, parla con Adnkronos/Labitalia del progetto di rilancio e ampliamento dell'azienda
"Ed è un progetto molto importante - prosegue - anche perché teniamo molto all'ambiente e alla sostenibilità, tanto è vero che nel 2012 abbiamo fatto partire un impianto fotovoltaico che non va per luce diretta ma per luce diffusa: inizia a produrre non appena fa giorno e finisce a tarda notte. Tutte le lavorazioni che facciamo in Cantina sono supportate dall'impianto fotovoltaico, in più usiamo solo colle vegetali, vetro e carta riciclati, e siamo attenti al risparmio idrico. Sono cose che rappresentano molto per la cooperativa, perché ci fanno risparmiare ma anche guadagnare tanto consenso nei confronti del consumatore, che ci premia tutti i giorni acquistando i nostri vini che sono vini di grande pregio per una cooperativa".
"La nostra è anche una cantina molto tecnologica: abbiamo cambiato tutte le attrezzature sempre in un'ottica di salvaguardia ambientale, quindi per il risparmio idrico, per consumare meno energia, quindi meno emissioni di anidride carbonica in cantina. Un'altra cosa molto importante, etica, è che siamo molto attenti alla sicurezza dei lavoratori: abbiamo preso una macchina di ultima generazione e abbiamo detto agli operai che non devono più usare le braccia ma devono usare il cervello, quindi abbiamo anche qualificato il loro lavoro", conclude.

(Adnkronos) - Cominceranno a novembre, conclusa la vendemmia dell’Aglianico del Vulture, i lavori per completare il progetto di ristrutturazione di Cantina di Venosa, cooperativa vitivinicola leader in Basilicata e tra le più grandi del Sud, con 350 soci per un totale di 800 ettari coltivati e 2,2 milioni di bottiglie prodotte. Prevista una nuova ala di 1.100 mq parzialmente interrata dedicata interamente all’accoglienza enoturistica. La nuova struttura collegherà fisicamente, e idealmente, i due impianti storici di produzione, magazzino e servizi, già recentemente riorganizzati e rinnovati, anche con tecnologie di ultima generazione: la cantina della fondazione, del ‘57, e la struttura realizzata all’indomani del terremoto del 1980. Il nuovo progetto, che sarà completato entro il 2027, prevede un investimento di 3,4 milioni di euro, di cui 1,25 milioni finanziati con fondi del Pnrr. Un grande investimento ripagato da un forte incremento di vendite dirette, visite in cantina e meeting aziendali.
“Con questo progetto dedicato all’enoturismo ci avviamo a concludere una fase di riorganizzazione funzionale e degli spazi di lavoro che ci ha tenuti impegnati in questi cinque anni. I tempi sono finalmente maturi per un ulteriore passo avanti: far crescere le visite in cantina e, indirettamente, la presenza di turisti sul territorio", sottolinea il presidente di Cantina di Venosa, Francesco Perillo.
"Oggi lo spaccio aziendale, uno spazio semplice ma accogliente, genera una quota di fatturato annuo - spiega - di 700.000 euro con le sole vendite dirette, mentre con la nuova struttura, che includerà una scenografica sala meeting, 150 mq di sala degustazione, una piccola cucina e una terrazza di 400 mq, prevediamo un raddoppio del fatturato già il primo anno e la copertura dell’investimento in 6-7 anni. Daremo lavoro ad almeno altre 6 persone dedicate all’accoglienza multilingue e soprattutto attraverso accordi con tour operator, associazioni culturali e istituzioni contribuiremo a far decollare l’enoturismo in tutto il Vulture”.
Mediamente Venosa - sorta sui resti dell'antica Venusia con duemila anni di storia e nota per essere la città natale di Orazio e annoverata tra i Borghi più belli d'Italia - accoglie 15.000 turisti l’anno, che salgono a 70.000 nel 'triangolo' Venosa-Lagopesole-Melfi. Il potenziale di crescita però è nettamente superiore: oltre al vino e alle cantine dell’Aglianico del Vulture c’è una presenza importante di gioielli naturalistici poco conosciuti, come i laghi di Monticchio, nel cratere del Vulcano; tanti borghi ricchi di arte e monumenti, come le stesse Venosa e Melfi; una gastronomia e un artigianato che vantano piccole eccellenze.
Il progetto architettonico di Cantina di Venosa, a cura dello studio Opera 23 Ingegneria, risponde a criteri di sostenibilità ambientale. Parte della struttura di collegamento tra le due cantine preesistenti sarà interrata e coperta da un lungo corridoio di prato; i materiali saranno bio-compatibili; le ampie vetrate permetteranno lo sfruttamento della luce naturale; gli stessi vetri a bassa emissione avranno un effetto 'climatizzante' per mantenere il fresco in estate e il caldo in inverno. Sono previste, inoltre, soluzioni a basso consumo energetico e il trattamento e il riciclo delle acque. Infine, una mappatura enoturistica dei vigneti (800 ettari) con punti attrezzati di sosta e un parco di biciclette e automobili elettriche messe a disposizione degli enoturisti.
Oggi la superficie occupata da Cantina di Venosa con le due strutture operative ammonta a 3.500 mq; la nuova ala di accoglienza enoturistica aggiunge 1.100 mq di spazio calpestabile su due livelli. Dal punto di vista produttivo, l’impegno di Cantina di Venosa è di arrivare nei prossimi anni a incrementare ulteriormente l’imbottigliato, che attualmente ammonta a 2,2 milioni di bottiglie, ma con un potenziale di 5 milioni. Negli ultimi cinque anni la cooperativa lucana ha visto crescere l’imbottigliato del 169%.

(Adnkronos) - "Stiamo lavorando da oltre 3 anni per unire medici, associazioni di pazienti, manager sanitari e rappresentanti istituzionali al fine di capire quali siano le lacune ancora esistenti nel percorso di presa in carico globale del paziente con malattie emato oncologiche". Così Davide Integlia, Ceo di Isheo, intervenendo a Roma al Blood Cancer Summit, ricorda che l'inziativa è nata nel 2021, "nell'ambito del progetto Bridge the gap, avviato con La Lampada di Aladino Ets".
"Nel corso di questi anni - spiega Integlia - abbiamo realizzato una serie di approfondimenti, una survey, interviste multi stakeholder e abbiamo anche rilevato i principali gap, le lacune, nella presa in carico assistenziale di questi pazienti. Oggi, grazie alla multidisciplinarietà di questo summit, composto da associazioni e organizzazioni di pazienti, management sanitario, farmacisti e promotori di ricerca, parliamo dei miglioramenti nel percorso assistenziale di questi pazienti", che li coinvolga e renda protagonisti.
L'innovazione in questo settore "ha fatto passi da gigante", lo testimoniano "sia i pazienti che i medici, ma ci sono delle lacune importanti nel percorso assistenziale: dalla mobilità, all'assistenza psicologica - osserva l'esperto - Abbiamo condotto una survey qualche anno fa, sempre nell'ambito di questo progetto, dove i pazienti mettevano in evidenza come l'ansia alla diagnosi, per esempio, diventa un problema ulteriore, rispetto alla gestione della malattia. Inoltre, c'è l'aspetto nutrizionale e il fatto di comprendere il paziente all'interno di un sistema, creando un percorso di coinvolgimento, senza che diventi destinatario di interventi in maniera passiva. Parliamo, infatti, di empowerment, di coinvolgimento attivo nel percorso di cura".
Leggi tutto: Tumori, Integlia (Isheo): "Da 3 anni impegnati a colmare lacune in gestione paziente"

(Adnkronos) - In questi 3 anni "non siamo rimasti fermi, ma sono state introdotte misure concrete per alleggerire il peso del payback. Abbiamo già compiuto alcuni passi concreti: l'innalzamento del tetto della spesa farmaceutica per acquisti diretti dall'8,3% all'8,5%, con un risparmio stimato per l'industria di 135 milioni di payback; a questo si aggiunge lo spostamento di alcune categorie di farmaci dalla distribuzione diretta a quella convenzionata", come nel caso delle "gliflozine con circa 350-400 milioni di euro spostati" ad altra spesa, "equivalenti a circa 200 milioni di euro in meno di payback sui bilanci aziendali". Inoltre, "l'allocazione di farmaci ad innovatività condizionata nel Fondo degli innovativi per massimo 300 milioni, e la creazione di un Fondo di 100 milioni da quello degli innovativi per gli antibiotici 'reserve', ha generato un ulteriore risparmio di circa 200 milioni di euro alla voce del payback". A questo si sommano "i risparmi generati dall'aumento del Fondo sanitario nazionale". Così Marcello Gemmato, sottosegretario alla Salute, questa mattina a Roma in un incontro con la stampa dedicato al Ddl delega sul Testo unico della legislazione farmaceutica, è entrato nel dettaglio delle misure per ridurre l'impatto del payback.
"Questi interventi hanno contribuito ad alleggerire lo sforamento della spesa, che quest'anno ammonta a circa 4 miliardi di euro, con una compartecipazione dell'industria pari a 2 miliardi a favore delle Regioni - ha sottolineato Gemmato - Si tratta di un tema che dobbiamo affrontare con equilibrio: da un lato garantire la sostenibilità dei bilanci regionali, dall'altro offrire alle imprese farmaceutiche la necessaria prevedibilità, evitando situazioni di incertezza che rendono difficile programmare investimenti e bilanci preventivi. La politica ha il compito di costruire un punto di equilibrio tra queste esigenze - ha evidenziato - Per questo convocheremo al tavolo tutti gli stakeholder, istituzionali e imprenditoriali, e continueremo a coinvolgere attivamente Regioni e Comuni, come già avvenuto lo scorso 31 luglio. La riforma non può essere calata dall'alto: deve nascere da un processo partecipato e condiviso. Il Testo unico sulla legislazione farmaceutica sarà quindi un atto di riferimento stabile, chiaro e organico - ha rimarcato il sottosegretario - una vera e propria pietra miliare a disposizione della comunità sanitaria, delle istituzioni e delle imprese. E' una responsabilità grande, perché porterà anche il mio nome: per questo, con ancora più rigore e scrupolo, lavoreremo affinché rappresenti un punto di svolta e non un provvedimento effimero".
Allargando l'argomento sulle sfide aperte e il loro impatto sulla prossima legge di Bilancio, Gemmato ha elencato: "L'invecchiamento della popolazione e il crescente costo dell'innovazione farmaceutica, che richiedono di aumentare gradualmente la quota destinata alla spesa farmaceutica, oggi ferma al 15,3%"; la necessità di "innalzare ulteriormente il tetto della spesa diretta, per renderlo più aderente alla realtà dei fabbisogni". Infine ha auspicato l'avvio di "una riflessione sulla prevedibilità della spesa", con l'introduzione di un valore di riferimento "che dia certezza alle aziende e permetta di programmare meglio investimenti e bilanci".
"Difendere un settore che rappresenta per l'Italia una produzione da oltre 56 miliardi di euro è una priorità non solo economica, ma anche sanitaria e geopolitica. Oggi circa l'80% dei principi attivi e degli eccipienti utilizzati per formulare farmaci salvavita proviene da Paesi extraeuropei, in particolare India e Cina. Questo espone l'Europa e l'Italia a rischi enormi: in caso di crisi diplomatica o interruzione delle forniture, la nostra capacità produttiva si esaurirebbe in poche settimane, lasciando senza terapie molti pazienti. Per questo la riforma si inserisce in una strategia che punta a riportare la produzione in Europa, rafforzando l'autonomia e la resilienza del sistema sanitario". Il sottosegretario ha poi ricordato che "un punto delicato riguarda la difesa della proprietà intellettuale: è fondamentale - ha evidenziato - che chi investe in ricerca sia tutelato e che i risultati restino patrimonio italiano ed europeo, evitando la dispersione di competenze e innovazione oltre i nostri confini".
"C'è un tema che spesso non viene considerato, ma che è fondamentale: la sostenibilità della produzione farmaceutica, soprattutto per quei farmaci storici e a basso costo", ha spiegato il sottosegretario. "Prendiamo la metformina, ad esempio: 1 mese di terapia costa quanto qualche caffè. Può essere sostenibile produrre farmaci a questi livelli? Lo stesso vale per furosemide, cardioaspirina o l'amoxicillina: prezzi così bassi rendono difficile la produzione. Le carenze - ha osservato - derivano in parte dall'export verso Paesi dove i prezzi sono più alti e, in parte, dalla scarsa profittabilità per chi li produce. Stiamo lavorando per rendere sostenibile questa produzione, rivedendo i meccanismi di rimborso e collaborando con le aziende produttrici di equivalenti, per garantire che questi farmaci rimangano disponibili, sicuri ed efficaci per tutti i cittadini".
Leggi tutto: Farmaceutica, Gemmato: "Su payback introdotte misure concrete per ridurne impatto"

(Adnkronos) - A ottobre torna per il quindicesimo anno consecutivo FrecciaRosa, il progetto di prevenzione del tumore al seno promosso da Fondazione IncontraDonna con Gruppo Fs italiane, il supporto di Aiom e il patrocinio del ministero della Salute. Per tutto il mese sarà possibile sottoporsi a visite e consulenze mediche gratuite con gli oncologi dell'Associazione italiana di oncologia medica a bordo dei treni ad alta velocità, Intercity e Regionali. Tra gli obiettivi dell'iniziativa quello di incentivare la cultura della prevenzione e favorire la diagnosi precoce del tumore alla mammella. La campagna nazionale di sensibilizzazione e divulgazione scientifica è stata presentata questa mattina a Roma dal ministro della Salute Orazio Schillaci, dal presidente del Gruppo Fs Italiane Tommaso Tanzilli, dal presidente di Trenitalia Stefano Cuzzilla, dalla fondatrice di Fondazione IncontraDonna Adriana Bonifacino, dalla consigliera federale della Fir Silvia Pizzati; dal segretario generale della Figc Marco Brunelli, e dal presidente eletto Aiom Massimo Di Maio.
Ogni giorno in Italia più di 1.000 persone ricevono la diagnosi di cancro: nel 2024 sono stati stimati 390.100 nuovi casi. Gli stili di vita corretti e la partecipazione ai tre programmi di screening previsti dal Servizio sanitario nazionale rappresentano strumenti fondamentali contro il cancro: fino al 40% dei casi può essere evitato proprio grazie a buone pratiche di prevenzione. "Portare la prevenzione sempre più vicino alle italiane e gli italiani è una priorità assoluta - ha dichiarato Schillaci - Dobbiamo sensibilizzare i cittadini a prendersi cura della propria salute, anche quando si sta bene. Vincere il cancro è una sfida che abbiamo messo al primo posto da subito e lavoriamo ogni giorno per promuovere gli stili di vita sani e migliorare l'adesione ai programmi di screening gratuiti offerti dal Servizio sanitario nazionale. Servono un impegno collettivo ed un approccio proattivo: in questa direzione si muove anche la campagna FrecciaRosa che da 15 anni attraversa in treno l'Italia per rafforzare, grazie al contributo prezioso di medici e volontari, la prevenzione del tumore al seno".
"FrecciaRosa è la testimonianza concreta dell'impegno del Gruppo Fs per la salute e il benessere delle persone - ha affermato Tanzilli - La collaborazione con Fondazione IncontraDonna, Aiom e con tutte le istituzioni coinvolte dimostra quanto sia fondamentale creare sinergie quando si affrontano temi così rilevanti per la collettività. In 15 anni FrecciaRosa è diventata un punto di riferimento a livello nazionale per la prevenzione oncologica, raggiungendo milioni di viaggiatori e trasformando il treno e le stazioni in spazi di informazione, dialogo e sensibilizzazione". Bonifacino ha sottolineato che "da 15 anni FrecciaRosa attraversa tutto il territorio nazionale. In alcune fasce di età - ha rimarcato - sarà possibile effettuare anche visite senologiche e l'eventuale ecografia di supporto, per meglio indirizzare agli approfondimenti nelle strutture del Ssn. In Italia sono attivi tre programmi di screening oncologico, rivolti a specifiche fasce di età, per la diagnosi precoce dei tumori della mammella, della cervice uterina e del colon-retto. L'adesione della popolazione resta però ancora disomogenea tra le regioni, evidenziando la necessità di potenziare la sensibilizzazione e l'organizzazione territoriale. Basta pensare che la partecipazione complessiva si attesta al 41%".
In Italia - riporta una nota - il 58% degli adulti consuma alcol, il 33% è in sovrappeso e il 10% è obeso, il 27% è sedentario e il 24% fuma. "Il consumo di alcol è correlato a 7 tipi di carcinoma - ha avvertito Di Maio - I tipi più diffusi causati dall'etanolo sono il cancro al seno nelle donne e al colon negli uomini. E il fumo, da solo, è responsabile del 25% dei decessi oncologici nel mondo. In Italia, sono più di 94mila le morti annue attribuibili al fumo di tabacco. L'attività fisica regolare è uno strumento potente di prevenzione, utile a ridurre il rischio di molti tipi di tumore. Noi operatori sanitari puntiamo a dare l'esempio e a ribadire questo messaggio a tutta la popolazione. Oltre a essere fondamentale come prevenzione primaria, l'esercizio fisico ha dimostrato benefici anche in chi si è già ammalato".
"La prevenzione oncologica - ha spiegato Manuela Tamburo De Bella, responsabile Uos Reti cliniche ospedaliere e monitoraggio Dm 70/2015 Agenas, Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali - rappresenta un pilastro fondamentale delle politiche sanitarie nazionali. Iniziative come FrecciaRosa hanno il merito di avvicinare i cittadini a percorsi di screening e informazione di qualità, contribuendo a diffondere consapevolezza e cultura della salute. Come Agenas, lavoriamo quotidianamente per monitorare l'attuazione e l'efficacia delle reti cliniche oltre che lo stato di attuazione degli screening oncologici sul territorio, con l'obiettivo di garantire equità di accesso e uniformità nei servizi offerti dal Ssn".
Ha commentato Enrica Giorgetti, direttore generale Farmindustria: "Siamo orgogliosi di essere ancora una volta al fianco di FrecciaRosa. Le industrie farmaceutiche lavorano ogni giorno per sviluppare farmaci innovativi e soluzioni terapeutiche sempre più efficaci per le patologie femminili. Nel mondo, sono circa 1.200 i medicinali in sviluppo clinico rivolti alle donne, di cui quasi la metà per il tumore del seno. Ma la ricerca da sola non basta. FrecciaRosa ci ricorda che la prevenzione viaggia con noi e che solo insieme - istituzioni, imprese, medici e cittadini - possiamo continuare a perseguire l'obiettivo di rendere il cancro sempre più prevenibile, curabile e superabile".
Il progetto nell'ultima edizione ha raggiunto 42 milioni di passeggeri, con 1.500 prestazioni erogate, 46 treni e oltre 100 tra medici e volontari coinvolti, e 22.708 copie del 'Vademecum della Salute' distribuite. A questo si aggiungono oltre 200 prestazioni gratuite eseguite a circa 150 persone tra screening oncologici, vaccinazioni Hpv e antinfluenzale a Scalo San Lorenzo, elenca la nota. L'appuntamento, divenuto nel tempo un momento di grande valore sociale e sanitario, ha ricevuto il patrocinio del ministero della Salute e della Presidenza del Consiglio dei ministri, e per il terzo anno consecutivo la prestigiosa Medaglia del presidente della Repubblica.
Tra le novità dell'edizione 2025 il nuovo claim della campagna, 'Da 15 anni la prevenzione viaggia con noi', che sottolinea la continuità e la solidità di un impegno che ogni anno accompagna milioni di cittadini. FrecciaRosa quest'anno si arricchisce anche delle collaborazioni con la Figc - Federazione italiana giuoco calcio e con la Fir - Federazione italiana rugby che sosterranno l'iniziativa nella diffusione dei messaggi di prevenzione e sensibilizzazione. Fondazione IncontraDonna, inoltre, destinerà a un progetto di ricerca sul tumore del seno un contributo concreto per ampliarne la portata in ambito scientifico e rafforzarne ulteriormente il valore sociale. IncontraDonna ha conferito a Carolyn Smith un premio speciale, in qualità di Special Ambassador, quale riconoscimento per il sostegno offerto al progetto nel corso degli anni.
Anche nel 2025 FrecciaRosa farà nuovamente tappa a Scalo San Lorenzo, negli spazi di Fs Logistix, con il truck della prevenzione. L'iniziativa, promossa in collaborazione con Asl Roma 1 e con l'università La Sapienza di Roma, si terrà il 21 ottobre e offrirà gratuitamente screening per la prevenzione del tumore al seno e la vaccinazione contro l'Hpv.
Leggi tutto: Torna FrecciaRosa, da 15 anni prevenzione cancro seno viaggia in treno

(Adnkronos) - Sì, lo voglio, nel rispetto della Terra. Il matrimonio diventa l’occasione per celebrare l’amore nei confronti del proprio partner ma anche del futuro del pianeta. La consapevolezza ambientale preme infatti sul settore del wedding, cambiando le tendenze per il giorno delle nozze, con sempre più soluzioni per realizzare eventi eco-friendly. Per scoprire le ultime tendenze e novità del mondo dei matrimoni torna nella Capitale Romasposa, il Salone internazionale della sposa che per la sua 61a edizione porta a Palazzo dei Congressi, dal 15 al 19 ottobre, le soluzioni di 200 espositori e oltre 1000 brand rappresentati. Cresce la proposta di idee green, particolarmente apprezzate dalle coppie di futuri sposi che richiedono prodotti, servizi e attività a basso impatto ambientale. A partire dall’abito: mentre si diffonde l’uso di affittare o acquistare modelli second hand, dalla creatività dei designer arrivano nuove soluzioni per dire addio al monouso.
Una proposta che rompe gli schemi dell’abito tradizionale per abbracciare una visione moderna e sofisticata della sposa è quella di biancad’ottobre, brand nato dalla mano creativa di Valentina Abbate con l’intento di dare vita ad un progetto innovativo nell’universo bridal. Componi, indossa, riutilizza è la sua filosofia che mette al centro la libertà creativa, proponendo abiti da sposa prêt-à-porter pensati per una donna 'unconventional', pronta a rompere gli schemi. La collezione nasce dall’idea di una sposa che non vuole imposizioni o idee prestabilite ma che è alla ricerca di uno stile personale, autentico e al passo con i tempi. Una dedica al coraggio di osare, non limitando l’utilizzo del capo sartoriale a un unico grande giorno.
Linee essenziali, abiti corti e completi a due pezzi diventano parte di un guardaroba componibile, che consente a ogni sposa di costruire liberamente il proprio look. Elemento distintivo della collezione è la versatilità: i capi non sono pensati solo per il giorno del matrimonio, ma possono essere riutilizzati in occasioni future, trasformandosi in pezzi iconici, preziosi e senza tempo. I tessuti pregiati e le lavorazioni sartoriali made in Italy sono il fil rouge della collezione che unisce raffinatezza ed eleganza contemporanea. Presente a Romasposa nel laboratorio di idee della Wed academy, il brand propone abiti di altissima sartorialità, facile vestibilità ed estrema eleganza. Una scelta green che non prevede il monouso.
Tenere vivo un frammento del proprio giorno speciale, ricordandone colori e profumi: tra le ultime novità del settore wedding ecco l’idea della flower preservation artist Beatrice Lopez che, con Fiorevero, presenta a Romasposa 2025 una soluzione per dare nuova vita a uno dei simboli più preziosi e fragili del giorno delle nozze, il bouquet. Attraverso un processo interamente artigianale e organico, i fiori vengono trasformati in opera d’arte dopo essere stati preparati e pressati a mano, uno a uno, con tecniche accurate e controllate, senza alcun macchinario o prodotto chimico. Bouquet, bottoniere, coroncine: ogni elemento può diventare parte di un quadro unico, una composizione sigillata tra due vetri, da appendere e ammirare.
Il design è su misura per gli sposi, ogni composizione prende forma insieme alla coppia che sceglie formato, cornice e design finale. Sono presenti alcune linee guida – classico, botanico, a prato – ma ogni quadro nasce da un racconto diverso, quello dell’atmosfera del giorno delle nozze e della casa che lo accoglierà. In controtendenza rispetto alla tradizione, sono sempre di più le spose che rinunciano a lanciare il proprio bouquet per poterlo conservare. Finora, la risposta più diffusa è stata la resina: una scelta che racchiude in un blocco i fiori tridimensionali. Il progetto della flower preservation artist segue però un’altra direzione: i fiori diventano sottili, ma – in modo sorprendentemente affascinante – mantengono la loro essenza. La composizione finale è armoniosa, naturale, visivamente leggera, capace di adattarsi a ogni tipo di casa e sensibilità estetica. Una proposta di bellezza sostenibile e delicata che permette ai fiori, che altrimenti svanirebbero in pochi giorni, di diventare un oggetto d’arredo emozionale.
Le fedi nuziali, simbolo dell’unione in matrimonio, seguono nuove tendenze che interpretano i desideri delle coppie di oggi: per il 2026 tornano protagonisti oro giallo e oro rosa, caldi e senza tempo, con gioielli personalizzati da incisioni uniche e dettagli moderni che diventano creazioni fuori dal comune, autentiche e lontane dal prodotto seriale. In questo scenario si inserisce calma handmadexperience, un laboratorio dove le coppie possono creare insieme le fedi nuziali, passo dopo passo, con le proprie mani riutilizzando il vecchio oro di famiglia, scelta sempre più richiesta perché unisce sostenibilità e valore affettivo. Un gesto d’amore che diventa impegno per l’ambiente anche quello di Officina Orafa, che presenta a Romasposa le fedi realizzate con oro etico, ricavato dal riciclo di scarti elettronici.
Se come location sono sempre più richieste quelle in cui la natura è predominante - come immersi nella campagna romana del Borgo di Tragliata o addirittura in una Serra nella Tenuta il Sogno a Piglio - le soluzioni ecosostenibili coinvolgono tutti i campi del matrimonio, dall’allestimento alla scelta del catering. Una menzione particolare va infatti alla stagionalità dei cibi che devono essere a km 0 e preferibilmente su base vegetale. Il consiglio dei wedding planner per un matrimonio attento all’ambiente è poi quello di evitare i buffet, il modo migliore di evitare sprechi, proponendo come benvenuto agli ospiti una selezione di aperitivi finger food, a giro braccio, seguita da menù con portate ridotte. La chiave di un matrimonio indimenticabile è sicuramente l’unicità di tutti i suoi dettagli e nel 'riciclo' creativo ecco che prendono vita allestimenti con richiami vintage.
Per le bomboniere si propende verso quelle etiche o gastronomiche, come quelle proposte da Sapori di Tuscia con confettura artigianale di gelsi, olio extravergine di oliva biologico, miele naturale, zafferano puro e la preziosa 'Rugiada di zafferano', un raffinato incontro tra miele di fiori e puri pistilli di zafferano coltivato nei loro campi. Occasione per sensibilizzare diventa poi l’intrattenimento artistico, come quello proposto a Romasposa dall’agenzia Theia events & more che, in ottica di matrimonio green, oltre ad assicurare l’utilizzo di materiali riciclabili e sostenibili per la creazione di costumi e scenografie, abbina performance ideate nel pieno rispetto dell’ambiente.
È il caso del live painting, dove gli artisti possono reinterpretare e valorizzare tematiche legate alla natura e alla sostenibilità, trasformando l’intrattenimento in un vero e proprio messaggio artistico, perfettamente in sintonia con lo spirito dell’evento. Più green anche le foto, che raccontano immagini autentiche ed emozioni vere, lontane dalle pose tradizionali: secondo l’esperienza di Studio Angileri, la cui cifra stilistica è il reportage, sempre più richiesti sono servizi ambientati in scenari naturali, in linea con l’attenzione crescente verso il pianeta, con sposi (e Madre Terra) protagonisti.
Sempre più coppie scelgono di vivere una luna di miele che sia non solo memorabile, ma anche sostenibile, e tante sono le soluzioni proposte dalle agenzie specializzate. I futuri sposi continuano ad amare le mete iconiche, ma con un approccio più autentico e sostenibile. Se destinazioni come Maldive, Bali, Thailandia e Costarica non perdono il loro fascino, la scelta è però per eco-resort certificati. Lo sottolineano gli esperti di Al di là dei sogni viaggi che rivelano anche una crescita delle domande per tour in treno, come per esempio in Giappone con il Japan Rail Pass, un’alternativa slow e a basso impatto per girare il Paese.
Sempre più richiesto è il carbon offset, per ridurre l’impatto di voli aerei e programmi zero waste, e le esperienze nella natura come safari etici, glamping di lusso, lodge in riserve naturali o trekking tra paesaggi incontaminati. Tra le soluzioni e gli itinerari green proposti da Ali & Sof Viaggi crescono le richieste per lodge ecosostenibili, tour solidali e crociere con navi progettate per ridurre l'impatto ambientale attraverso l'uso di tecnologie innovative e combustibili più ecologici, come sistemi di propulsione ibrida o elettrica, e soluzioni per abbattere le emissioni.
Un investimento fatto nel settore crociere che sottolinea anche l’agenzia Business Class Viaggi, che propone compagnie di navigazione con propulsione a gas naturale liquefatto, per un turismo sempre più sostenibile e rispettoso dell’ambiente. Romasposa 2025 è l’occasione per incontrare agenti di viaggio specializzati e affidabili che trasformano il viaggio di nozze non solo in una fuga romantica, ma anche in una scelta consapevole. Nel rispetto ambientale e sociale, dove anche il benessere delle comunità è una priorità.
Leggi tutto: RomaSposa, sempre più green con l'abito da reindossare e le fedi di oro etico

(Adnkronos) - Una mela per la lotta alla sclerosi multipla, per sostenere la ricerca e i servizi dedicati alle persone con Sm e patologie correlate. Contro questa malattia che colpisce principalmente le donne, di cui non si conoscono ancora le cause e per la quale non esiste ancora la cura definitiva, in occasione della Giornata del dono, venerdì 3 ottobre, e nel fine settimana di sabato 4 e domenica 5 torna 'La mela di Aism', l'evento di informazione, sensibilizzazione e raccolta fondi promosso da Aism-Associazione italiana sclerosi multipla, sotto l'Alto Patronato del presidente della Repubblica.
Saranno 14mila i volontari Aism coinvolti in oltre 5mila piazze italiane, pronti a distribuire 3 milioni di mele verdi, gialle e rosse nelle varietà Granny Smith, Golden Delicious e Noared, contenute in una borsina rossa da 1,8 kg, disponibile con una donazione minima di 10 euro. Ogni borsina è un gesto concreto per sostenere le 144mila persone con sclerosi multipla in Italia, per lo più giovani, che ogni giorno affrontano una grave malattia del sistema nervoso centrale, cronica, imprevedibile e progressivamente invalidante. Il ricavato dell'iniziativa sarà destinato alla ricerca scientifica, l'unica arma oggi disponibile per arrivare a una cura risolutiva, e al potenziamento dei servizi sul territorio per le persone con sclerosi multipla e patologie correlate. E' possibile prenotare la propria borsina di mele contattando le sezioni provinciali Aism, il cui elenco è disponibile sul sito www.aism.it/mela.
Non solo: con un Sms o una chiamata da rete fissa, è possibile donare 2, 5 o 10 euro per sostenere il NeuroBrite - Fism Research Center, centro di eccellenza Aism a Genova per la neuroriabilitazione, dove pazienti e ricercatori collaborano per sviluppare soluzioni innovative. Gli importi della donazione con numero solidale saranno di 5 o 10 euro da chiamata da rete fissa Tim, Vodafone, WindTre, Fastweb, Tiscali e Geny, di 5 euro da chiamata da rete fissa Convergenze e PosteMobile, e di 2 euro con Sms da cellulare personale WindTre, Tim, Vodafone, Iliad, PosteMobile, Fastweb, CoopVoce e Tiscali.
La sclerosi multipla è la prima causa di disabilità neurologica nei giovani adulti dopo i traumi, ricorda l'Aism. Colpisce soprattutto le donne, 2 volte più degli uomini, e il 50% delle diagnosi riguarda giovani sotto i 40 anni. In Italia si contano 3.650 nuove diagnosi ogni anno - 1 ogni 3 ore - e anche bambini e adolescenti ne sono colpiti: il 10% delle diagnosi riguarda giovani sotto i 18 anni. Il costo sociale stimato supera i 6 miliardi di euro l'anno. Tra le patologie correlate, i disturbi dello spettro della neuromielite ottica (Nmosd) condividono bisogni e percorsi assistenziali simili. In Italia si stimano tra 1.500 e 2mila casi.
Testimonial dell'evento lo chef Alessandro Borghese: "Da più di 10 anni sono al fianco di Aism per combattere la sclerosi multipla e le patologie correlate - dichiara - Solo la ricerca scientifica può aiutarci a trovare una cura risolutiva. Per questo è importante partecipare a La Mela di Aism: cucinare è un atto d'amore, proprio come la solidarietà". Al suo fianco la madrina Antonella Ferrari, attrice e scrittrice, il ballerino Ivan Cottini e molti altri amici e sostenitori si uniranno alla causa, rendendo ancora più speciale questa edizione di 'La mela di Aism'.
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