
(Adnkronos) - Come previsto ampiamente i timori per pressioni inflazionistiche, legati al conflitto in Medio Oriente, hanno spinto il Consiglio direttivo della Bce a rialzare di 25 punti base i tre tassi di interesse di riferimento, una decisione - si spiega - "solida rispetto a una serie di scenari che delineano come lo choc potrebbe evolvere e incidere sulle prospettive di medio termine per l’area dell’euro".
"Le prospettive - continua il comunicato dell'Eurotower - restano incerte, con rischi al rialzo per l’inflazione e rischi al ribasso per la crescita economica. Le implicazioni complessive della guerra per l’inflazione e la crescita a medio termine dipenderanno dall’intensità e dalla durata dello choc sui prezzi dell’energia, nonché dalla portata dei suoi effetti indiretti e di secondo impatto".
"Con la decisione odierna il Consiglio direttivo resta in una posizione favorevole per affrontare l’incertezza, causata dalla guerra. Per definire l’orientamento di politica monetaria adeguato, seguirà attentamente la situazione e adotterà un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono assunte di volta in volta a ogni riunione. In particolare, le decisioni del Consiglio direttivo sui tassi di interesse saranno basate sulla valutazione delle prospettive di inflazione e dei rischi a esse associati, considerati i nuovi dati economici e finanziari, nonché della dinamica dell’inflazione di fondo e dell’intensità della trasmissione della politica monetaria, senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi".
Con il rialzo deciso oggi daI Consiglio direttivo i tassi di interesse sui depositi presso la Banca Centrale, sulle operazioni di rifinanziamento principali e sulle operazioni di rifinanziamento marginale saranno innalzati rispettivamente al 2,25%, al 2,40% e al 2,65%, con effetto dal prossimo 17 giugno.

(Adnkronos) - La neurologia è oggi al centro di una trasformazione profonda: l’evoluzione dei bisogni di salute, i cambiamenti demografici e la crescente complessità dei percorsi di cura impongono nuovi modelli organizzativi e nuove competenze professionali. In questo scenario, la Digital health si afferma come una leva strategica per rendere la presa in carico del paziente neurologico più personalizzata, continua e sostenibile, rafforzando al tempo stesso l’integrazione tra ospedale e territorio. Nasce da questa consapevolezza la terza edizione del Digital Neuro Hub, progetto promosso dalla Società italiana di Neurologia (Sin), in partnership con Biogen Italia, pensato come spazio di confronto, formazione e sperimentazione sui temi chiave della trasformazione digitale in ambito neurologico. L’edizione 2026 si svolgerà dall'11 al 14 giugno presso Cascina Erbatici, a Mezzana Bigli (Pavia), in un contesto progettato per favorire apprendimento attivo, collaborazione interdisciplinare e networking.
Rivolto a giovani neurologi selezionati tramite bando, il percorso - informa una nota - si configura come un’esperienza formativa avanzata e altamente interattiva, con l’obiettivo di accompagnare la nuova generazione di specialisti nello sviluppo di competenze innovative e operative. Il programma prevede una full immersion di quattro giorni tra moduli dedicati a intelligenza artificiale, big data, telemedicina, comunicazione digitale, sicurezza dei dati e innovazione, workshop pratici su applicazioni cliniche, momenti di confronto interdisciplinare e un “NeuroHackathon” in cui i partecipanti lavorano in team su sfide neurologiche reali.
Al termine del corso, i partecipanti - si legge - potranno ottenere la certificazione di 'Neurologo Digitale', previo superamento di tre prove di esame, secondo la norma Uni Cei En Iso/Iec 17024. Un riconoscimento che attesta competenze validate secondo standard internazionali e che restituisce con chiarezza il senso di un progetto che non vuole limitarsi a trasferire conoscenze, ma intende contribuire alla costruzione di una nuova cultura professionale per la neurologia contemporanea. "Oggi la neurologia è chiamata a rispondere a sfide sempre più complesse, determinate dall’evoluzione demografica e sociale e dalla trasformazione del sistema sanitario - spiega Mario Zappia, presidente della Sin -. In questo contesto, la Digital health è una risorsa strategica e imprescindibile. Il Digital Neuro Hub nasce per accompagnare i giovani specialisti verso una neurologia più predittiva, personalizzata, integrata con le tecnologie digitali e sempre più centrata sulla persona. Formare il neurologo digitale significa investire in professionisti capaci di coniugare competenze cliniche, visione sistemica e capacità di guidare il cambiamento, traducendo l’innovazione in valore concreto per i pazienti e per il sistema sanitario".
"Il Digital Neuro Hub, giunto alla sua terza edizione, rappresenta in modo concreto un percorso ormai consolidato sviluppato in partnership con la Sin, che testimonia il nostro impegno nel promuovere l’innovazione. In questi anni abbiamo visto come il digitale non sia più una prospettiva futura, ma una componente essenziale e già pienamente integrata nella pratica neurologica. Investire nella formazione dei giovani neurologi - sottolinea Giuseppe Banfi, Amministratore Delegato di Biogen Italia - significa contribuire a costruire competenze capaci di rispondere in modo efficace ai bisogni delle persone che convivono con patologie neurologiche complesse e spesso croniche. Preparare oggi i professionisti di domani è per noi una priorità strategica, pienamente coerente con la nostra missione aziendale e con il nostro impegno a generare valore per i pazienti e per la comunità scientifica".

(Adnkronos) - Le carni avicole si confermano protagoniste della tavola italiana, non solo per diffusione (9 italiani su 10 le consumano ) ma anche per il loro profilo nutrizionale e per le implicazioni positive sulla salute in una dieta varia ed equilibrata. Pollo e tacchino si distinguono infatti per l’alto contenuto di proteine ad alto valore nutrizionale, il basso contenuto lipidico nei tagli magri senza pelle (inferiore all’1-1,2% su 100 g di prodotto crudo), l’ottima presenza di vitamine del gruppo B e minerali (ferro, zinco e selenio) ma anche per gli elevati livelli qualitativi di aminoacidi. Il Digestible indispensable amino Acid Score, il metodo raccomandato dalla Fao per misurare la qualità proteica degli alimenti, le colloca infatti tra le migliori fonti proteiche disponibili. Le evidenze scientifiche delineano un quadro complessivamente positivo per queste proteine nobili, evidenziando effetti potenzialmente protettivi sul declino cognitivo e in alcuni contesti, potrebbero contribuire a una riduzione del rischio di malattie cardiovascolari e metaboliche, in particolare quando inserite in una dieta sana ed equilibrata. Sono questi alcuni risultati della revisione scientifica condotta dal gruppo di lavoro Sinu (Società italiana di nutrizione umana) presentata in occasione del congresso annuale a Bergamo. Il lavoro, coordinato da Livia Pisciotta, ordinaria di Scienze dell’Alimentazione dell’Università di Genova e direttrice della Scuola di Specializzazione, raccoglie le evidenze scientifiche più aggiornate degli ultimi anni.
"Secondo le raccomandazioni nutrizionali nazionali e internazionali e le nuove conoscenze scientifiche emerse sul tema della salute pubblica, la carne avicola conferma di avere un ruolo centrale, a tutte le età, nell’alimentazione umana - afferma Pisciotta - Pollo e tacchino si configurano come una risorsa alimentare preziosa, in grado di conciliare esigenze nutrizionali e sicurezza alimentare, purché il loro consumo sia collocato nelle quantità raccomandate, all’interno di una dieta ricca e varia sul modello della dieta mediterranea".
"La V Revisione dei Livelli di assunzione di riferimento nutrienti ed energia per la popolazione italiana (Larn) pubblicata dalla Sinu - riporta una nota di Sinu e Unione nazionale filiere agroalimentari carni e uova - riconferma la porzione standard di 100 g per le carni 'bianche', categoria nella quale sono incluse le carni avicole, e le Linee guida Crea per una sana alimentazione consigliano da 2 a 3 porzioni settimanali di carne, preferendo quelle bianche non trasformate. Questo corrisponde a un apporto di circa 30-45 g/die, che è in linea con la media nazionale attuale . Le 2-3 porzioni settimanali di carne avicola contribuiscono a soddisfare il fabbisogno proteico e di micronutrienti, senza eccedere nell’apporto lipidico. Lo studio conferma inoltre come le carni avicole sono adatte a tutte le età: nello svezzamento per il buon apporto di ferro e la minore possibile allergenicità rispetto ad altre fonti proteiche di origine animale; negli anziani per il mantenimento della massa muscolare; in gravidanza per il supporto ai fabbisogni nutrizionali; negli sportivi per recupero e performance".
"Le carni avicole si confermano una scelta di valore assoluto, capace di armonizzare salute, sicurezza alimentare e accessibilità - sottolinea Lara Sanfrancesco, direttrice di Unaitalia -. In un contesto in cui la consapevolezza alimentare è sempre più centrale, il profilo nutrizionale di pollo e tacchino, confermato dalla Sinu, si distingue per la capacità di rispondere alle esigenze moderne di prevenzione e benessere ad ogni età. Queste caratteristiche, unite alla grande versatilità, rendono le carni avicole tra le più apprezzate dagli italiani, con un consumo in costante crescita".
Una preferenza confermata dai numeri: in Italia - conclude la nota - si è passati dai 21,38 kg pro-capite del 2023 ai 22,05 kg del 2024, toccando il valore più alto dell’ultimo decennio. Una tendenza in linea con quella globale, che secondo le proiezioni Fao-Ocse porterà il pollame a coprire entro il 2030 quasi la metà del mercato mondiale delle carni. In questo scenario, l’Italia vanta un primato strategico: il comparto avicolo nazionale è l’unico, tra quelli zootecnici, completamente integrato e capace di coprire interamente il fabbisogno interno, con un livello di autoapprovvigionamento che nel 2024 ha raggiunto circa il 105%.

(Adnkronos) - Una lettera aperta al ministro della Salute Orazio Schillaci con un appello a "superare l'immobilismo per rilanciare la medicina generale" e una proposta concreta da mettere sul tavolo e su cui collaborare attivamente. A firmarla sono i medici di medicina generale riuniti nel network MedicInRete, un progetto promosso dal Dipartimento di Politiche per la salute dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri Irccs. Con una certezza: "Le profonde trasformazioni demografiche ed epidemiologiche del nostro Paese impongono un cambio di paradigma non più rinviabile per la tenuta del Servizio sanitario nazionale", scrivono Luigi Bracchitta e Alessandro Nobili, a nome del Gruppo di coordinamento del progetto, intervenendo dopo l'ultimo intoppo nel percorso della riforma. "Avvertiamo la necessità di uscire da una narrazione troppo spesso improntata all'immobilismo e alla conservazione dello status quo - esordiscono nella missiva i professionisti della medicina generale attivi nell'ambito della Primary Health Care - Desideriamo pertanto esprimere pubblicamente il nostro pieno supporto e la massima disponibilità a interagire con il ministro Schillaci per contribuire attivamente alla realizzazione di una vera riforma delle cure primarie e dell'assistenza territoriale".
Ma come affrontare questa transizione? I camici bianchi che firmano la lettera partono da alcuni punti fermi emersi dal progetto MedicInRete, che ha portato a una sorta di "mappatura scientifica delle reali esperienze e dei bisogni del territorio". La medicina di prossimità, osservano gli autori, "deve evolvere verso modelli strutturati di integrazione e multiprofessionalità. Nelle Case della Comunità, il medico di medicina generale (Mmg) non può e non deve essere un elemento isolato o un mero esecutore di passaggi burocratici, bensì la figura chiave dotata di un ruolo di coordinamento clinico e di interazione continua con gli altri operatori sanitari e sociali. Per rendere concreta questa evoluzione e rispondere alla drammatica crisi vocazionale che sta svuotando la nostra professione, riteniamo fondamentale agire su due leve strategiche e urgenti", dicono. La prima si innesta proprio sul tema più caldo: l'attivazione di un "doppio canale di accesso" all'esercizio della medicina generale. La seconda, un nodo su cui c'è maggiore convergenza nel dibattito in corso, è "la riforma del percorso formativo e il superamento dei paradossi accademici".
"Senza stravolgere i diritti e i sistemi contrattuali dei medici di medicina generale già convenzionati e in attività, riteniamo maturo il tempo per introdurre un doppio accesso selettivo all'interno del Ssn per i nuovi ingressi - scrivono i firmatari della lettera aperta a Schillaci - Questa opzione non va intesa come una burocratizzazione, bensì come una tutela e un'opportunità attrattiva per i giovani medici, stremati da carichi amministrativi insostenibili. Purtroppo, in Italia ogni tentativo di riforma in tal senso sembra scontrarsi e bloccarsi davanti al vaglio e agli interessi di natura previdenziale e corporativa, piuttosto che modularsi sulle reali necessità dei giovani medici. Al contrario, guardiamo con grande interesse a sistemi sanitari solidi come quelli di Spagna e Portogallo che prevedono già da tempo, con successo, l'inquadramento dei medici di famiglia all'interno dei servizi territoriali pubblici. A questi si aggiunge la più recente e virtuosa esperienza dell'Austria, che a partire dalla pandemia ha avviato un profondo percorso di potenziamento delle cure primarie tramite lo sviluppo delle Primary Health Care Units (Phcu). In quel contesto, l'assunzione di medici di medicina generale come dipendenti all'interno di team multiprofessionali ha permesso di rafforzare la sanità territoriale e sgravare i medici dagli oneri burocratici e gestionali, mantenendo al contempo del tutto intatto e parallelo il sistema contrattuale dei medici già convenzionati sul territorio. Un modello flessibile che dimostra come la coesistenza di regole diverse possa favorire la resilienza del sistema".
Il secondo capitolo su cui urge agire, secondo il network MedicInRete, è "la riforma del percorso formativo e il superamento dei paradossi accademici. Il calo della vocazione tra i giovani medici non si arresterà finché la medicina generale continuerà a essere percepita come un percorso di serie B. Lo studio sui bisogni formativi condotto da MedicInRete evidenzia l'urgenza di una Scuola di specializzazione universitaria a tutti gli effetti. Sotto questo profilo, l'Italia vive un paradosso inaccettabile: esiste già una specializzazione universitaria strutturata per il territorio, ovvero la scuola in 'Medicina di comunità e delle Cure primarie', alla quale però è precluso l'accesso al ruolo di medico di famiglia. La soluzione ideale sarebbe l'evoluzione e l'unificazione del percorso in una specializzazione in 'Medicina generale, di Comunità e Cure primarie'. Per tutelare i professionisti già attivi sul territorio, la riforma dovrebbe prevedere un percorso integrativo e transitorio che consenta a chi è già in possesso del diploma triennale di medicina generale di vedersi pienamente riconosciuto lo status di specialista. È indispensabile garantire ai futuri Mmg una dignità accademica, economica e contrattuale paritetica a quella di qualsiasi altra specialità medica, integrando il percorso di studi con tirocini pratici e formativi direttamente sul campo, all’interno delle Case della Comunità".
In conclusione, dicono i firmatari, "riteniamo indispensabile dare vita a una proposta organica, solida e di lungo respiro, capace di mettere seriamente al centro le opinioni e i bisogni di tutti gli attori del sistema. In questo percorso, la voce dei giovani medici di medicina generale deve essere finalmente ascoltata e valorizzata, basandosi non su rivendicazioni corporative, ma sui dati e sulle evidenze fornite dalla letteratura scientifica. Ci riferiamo, in particolare, ai risultati dell'indagine nazionale che abbiamo recentemente pubblicato su PubMed (Consoloni et al), la quale fotografa con rigore scientifico i desideri di cambiamento, le incertezze contrattuali e la forte richiesta di una formazione integrata e multidisciplinare espresse proprio dai futuri medici del territorio. Le riforme necessarie hanno il carattere dell'urgenza, ma l'urgenza richiede programmazione, metodo e ascolto della scienza, non l'ennesimo scontro ideologico. Con i medici di MedicInRete siamo pronti a mettere a disposizione il nostro approccio metodologico, le nostre competenze e i nostri dati al fianco delle istituzioni per avviare questo percorso condiviso".
Voci di donne al 44/o Festival La Notte dei Poeti firmato Cedac
Sardegna, in programma dal 9 al 25 luglio nell'area archeologica di
Nora, a Pula. Tra le protagoniste, Lina Sastri, Ambra Angiolini,
Elena Arvigo e la cantante Elena Ledda con Roberto Taufic, accanto
a Jacopo Fo, Stefano Fresi e al bluesman Kevin "Sonny" Gullage.
Dieci titoli in cartellone, per nove serate fra teatro e danza,
musica e poesia tra le rovine dell'antica città sommersa.
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Attraversamenti protetti, marciapiedi più sicuri, percorsi
ciclopedonali e interventi per rallentare il traffico davanti agli
istituti scolastici sardi. È il cuore della proposta di legge
presentata dal gruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale
per intervenire sulla sicurezza durante l'ingresso e l'uscita degli
studenti dalle scuole dell'Isola che prevede un investimento da 9
milioni di euro in tre anni.
(Adnkronos) - Mehdi Taremi 'attacca' gli Stati Uniti a poche ore dall'inizio dei Mondiali 2026. L'attaccante dell'Iran è volato oltreoceano per partecipare, insieme alla sua Nazionale, alla rassegna iridata che prende il via oggi, giovedì 11 giugno, e che sarà ospitata da Stati Uniti, Messico e Canada.
L'accoglienza però, per l'Iran, così come l'avvicinamento al Mondiale, è stata complicata: "Ho partecipato a tre Mondiali e si dice sempre che, una volta scesi dall'aereo e arrivati nel Paese ospitante, si respira un'atmosfera unica di cordialità e cosmopolitismo. Purtroppo, al momento non la percepisco", ha dichiarato Taremi a ESPN, "c'è molta tensione in questo Mondiale. Si avverte nell'atmosfera e, sfortunatamente, è a causa di azioni come il rifiuto dei visti. Forse è solo una mia impressione personale".
"La squadra non è composta solo dai giocatori e dall'allenatore, ma anche da chi la supporta: lo staff tecnico, la dirigenza. Siamo tutti una squadra unita", ha spiegato l'ex attaccante dell'Inter, "speriamo che si risolva nei prossimi giorni. Non ci dovrebbe essere discriminazione nello sport. Tutti dovrebbero essere trattati allo stesso modo e speriamo che la questione si risolva presto".
"Ovviamente, alcune persone fuori dall'Iran, in guerra, potrebbero essere contro il governo, ma noi siamo tutti iraniani. Siamo uniti e cerchiamo la pace", ha continuato Taremi, "credo che verranno lì a sostenerci e noi dobbiamo renderli felici e portare loro gioia".

(Adnkronos) - Elettra Lamborghini nella giuria di 'Tale e Quale Show'. Secondo quanto apprende l'Adnkronos, la cantante e showgirl sarebbe confermata nel cast della prossima edizione del programma di Rai1 condotto da Carlo Conti che tornerà in autunno. Nel cast è confermato anche il ritorno di Cristiano Malgioglio.
Prosegue, dunque, la collaborazione tra Elettra Lamborghini e la Rai. Oltre alla sua ultima partecipazione al festival di Sanremo con il brano ‘Voilà’, la cantante è tornata alla guida del docu-reality ‘Boss in incognito’, ha fatto parte del cast di ‘Canzonissima’, è stata co-conduttrice della prima edizione di ‘The Unknown – Fino all’ultimo bivio’ e ha debuttato come commentatrice italiana dell'Eurovision Song Contest, in coppia con Gabriele Corsi.

(Adnkronos) - Violento incidente stradale per Pier Silvio Berlusconi. Ieri sera, mercoledì 10 giugno, l'ad di Mfe - MediaForEurope è rimasto coinvolto in un sinistro mentre tornava a casa dal suo ufficio di Cologno Monzese. Secondo quanto apprende l'AdnKronos, il top manager ne è uscito praticamente illeso.

(Adnkronos) - Gruppo A in campo ai Mondiali 2026. Nella notte tra oggi, giovedì 11 giugno, e domani ,venerdì 12, nella giornata inaugurale della rassegna iridata di scena in Stati Uniti, Messico e Canada, la Repubblica Ceca sfida la Corea del Sud - in diretta tv e streaming - nella prima giornata della fase a gironi, dopo il match che ha aperto la nuova edizione della Coppa del Mondo tra Messico e Sudafrica.
La sfida tra Repubblica Ceca e Corea del Sud è in programma venerdì 12 giugno alle ore 4 della notte italiana. Ecco le probabili formazioni:
Corea del Sud (3-4-2-1): Seung gyu; Han-beom, Gi-hyuk, KimMin-jae: Tae-seok, Jae-sung, In-beom, Young-woo; Lee Kang-In, Son Heung-min; Hee-chan. Ct. Hong Myung-bo.
Repubblica Ceca (3-4-2-1): Kovar; Chaloupek, Hranac, Krejci; Coufal, Darida, Soucek, Jurasek; Provod, Sulc; Schick. Ct. Koubek.
Repubblica Ceca-Corea del Sud sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva su Dazn, visibile tramite smart tv. Il match sarà disponibile anche in streaming sull'app e sulla piattaforma web di Dazn.

(Adnkronos) - Jannik Sinner tra i Mondiali 2026 e... uno spoiler sul prossimo kit. Il tennista azzurro è tornato ad allenarsi a Montecarlo dopo il ko al secondo turno del Roland Garros e, dopo un breve periodo di vacanza, si prepara per Wimbledon, torneo a cui arriva da campione in carica e come favorito numero uno visto il forfait per infortunio di Carlos Alcaraz.
In un video diventato rapidamente virale sui social, Sinner ha risposto ad alcune domande a tema Mondiali, che prende il via oggi, giovedì 11 giugno, decretando la favorita per la vittoria finale: "Difficile... voto Francia", ha risposto con un sorriso Sinner, che poi si è esposto anche sulla sorpresa del torneo: "Mamma mia... sarà l'Austria".
A tifosi e appassionati però non è sfuggita la divisa indossata da Sinner nel video. L'azzurro si è presentato infatti in completo bianco, con un colletto ricamato con dettagli verde scuro. Quello indossato dal numero 1, insomma, sarà con ogni probabilità il kit che indosserà nel prossimo Wimbledon e che ha già trovato l'approvazione generale del web.

(Adnkronos) - "Umanizzare le cure vale come una medicina. Mi complimento con l’Ulss Marca Trevigiana e l’Oncologia dell'ospedale di Montebelluna, dove una paziente si è detta 'piena di gioia' per aver potuto avere al suo fianco l’amata cagnolina Joy durante la prima seduta di chemioterapia. E’ stata imboccata una strada ricca di significati, umani ma anche terapeutici, in primis sotto l’aspetto psicologico". Così il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani commenta "con convinta condivisione" la prima esperienza di 'Pet Infusioni', effettuata al nosocomio montebellunese, con una paziente che aveva espressamente chiesto di avere vicino la sua labrador, prima durante la degenza post operatoria a Treviso, e ora per le sedute di chemioterapia.
"Barbara – aggiunge Stefani – è stata assecondata nel suo desiderio e ciò, per sua stessa ammissione, l’ha aiutata ad affrontare con più serenità un momento difficile della sua esistenza, quando, oltre al corpo, soffrono anche la mente e il cuore". "Il Progetto dell’Ulss 2 è sperimentale, ma mi auguro davvero che abbia gli esiti attesi e possa essere esteso in tutta l’Ulss, come si vorrebbe fare. Se la nostra sanità riesce anche a donare un sorriso ai malati grazie a iniziative come questa sarà stato fatto un grande passo avanti" conclude Stefani.
(Adnkronos) - I giovani e il lavoro al centro del progetto ‘Rete’ che vede coinvolti quasi 98mila giovani e oltre 7.500 iniziative realizzate in tutta Italia. I numeri del progetto sono stati presentati a Roma nel corso dell’evento nazionale “Rete Futuro”, promosso dal Ministro per lo Sport e i Giovani, attraverso il Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale in collaborazione con Invitalia per fare il punto sui risultati raggiunti e sulle prospettive di sviluppo dell’iniziativa. Il progetto Rete ha l’obiettivo di costruire un ponte tra i giovani e il mondo delle imprese, per accompagnare e orientare i ragazzi verso opportunità lavorative, anche in forma di autoimpiego, riducendo il mismatch fra scuola, università e sistema produttivo. Il cuore del progetto Rete sono gli Hub sul territorio: al momento sono 6 quelli attivi a Nuoro, Verona, Salerno, Novara, Brindisi e Palermo, con l’obiettivo di raggiungere 15 Hub entro il prossimo anno e, successivamente, almeno un Hub in ogni Regione.
Alla giornata hanno partecipato il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, il Capo Dipartimento Giuseppe Pierro, Danila Sansone, Responsabile Sviluppo Imprese di Invitalia, insieme a rappresentanti degli Hub territoriali, università, Camere di Commercio, imprese, partner e giovani beneficiari. “In due anni e mezzo abbiamo dato corpo ad una idea che abbiamo trovato, abbiamo noi avuto il merito di avere dato la vita a questo progetto. Ho cambiato un po’ il nome ‘rete’ che ha tanti significati positivi. Cercheremo di anticipare la fine della gioventù che arriva un po’ troppo avanti e cercheremo di sviluppare una legge quadro”, ha spiegato il Ministro per lo sport e i giovani Andrea Abodi durante l’incontro.
Nel corso dell’evento sono stati presentati i dati aggiornati al 15 maggio 2026, che confermano la crescita del progetto Rete e la capacità degli Hub di rispondere ai bisogni dei territori. Le iniziative complessive sono 7.548: 4.287 incontri di orientamento, 2.280 attività di formazione e 981 iniziative di animazione. Gli utenti coinvolti sono 97.990, tra cui 79.151 studenti, 14.108 disoccupati, Neet o giovani in cerca di occupazione e 3.682 imprese e aspiranti imprenditori. Sul fronte stage, 285 giovani hanno concluso il percorso al 31 marzo 2026: 123 sono stati inseriti nelle imprese ospitanti e 53 hanno trovato lavoro in altre aziende. Grazie a call, hackathon e laboratori, i ragazzi hanno presentato ben 673 progetti imprenditoriali, muovendo più di 3500 giovani e generando 312 domande di agevolazione per nuove attività con un impatto diretto sul lavoro con un'occupazione stimata in oltre 530 posti di lavoro creati, tra titolari, soci di start-up e dipendenti.
“Diversi gli Hub già aperti e altri che apriranno. Lo dobbiamo a tutti quelli che hanno avuto questa opportunità che sono la testimonianza viva dello spirito. Numeri che iniziano ad essere significativi, ci apprestiamo a raggiungere i 100mila ragazzi. Dobbiamo prendere atto delle difficoltà, delle inquietudini ma siete una prospettiva di speranza. La nostra responsabilità è non solo di offrire opportunità ma comunicare le vostre prospettive. Le Istituzioni non sono una controparte, anche se c’è ancora una distanza da colmare”, ha aggiunto Abodi che ha sottolineato come sia “l’espressione del lavoro di tanti, l’approccio del presente e del futuro deve essere frutto della pianificazione, è importante anche per i giovani la pazienza”.
Gli hub operativi che hanno generato questi numeri sono: Nuoro agrifood; Verona cultura e impresa creativa; Salerno agrifood; Novara - meccatronica, chimica verde e moda; Brindisi turismo, economia del mare e nuove tecnologie; Palermo startup innovative. Al 15 maggio 2026, i 312 giovani aspiranti imprenditori hanno completato il percorso presentando una domanda di finanziamento sulle misure gestite da Invitalia. Tra le principali: Resto al Sud (69 domande); Resto al Sud 2.0 (47); Borghi - Linea C (72); TOCC Digitale (44); TOCC Ecologica (10); Autoimpiego Centro-Nord (28); ON – Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero (23). A queste si aggiungono Vita & Opportunità, Cultura Crea, Smart&Start Italia e Italia Economia Sociale.
“Investire sui giovani significa investire sulla capacità del Paese di innovare, crescere e competere nello scenario globale -ha sottolineato Bernardo Mattarella, Amministratore delegato di Invitalia-. Con il progetto Rete contribuiamo a costruire un ecosistema che abilita talento, riduce le distanze e genera valore. I risultati raggiunti, in termini di partecipazione, acquisizione di competenze e nuove iniziative imprenditoriali, confermano la validità di un modello che integra orientamento, formazione e accompagnamento, mettendo al centro le persone e il loro potenziale. È un’ulteriore dimostrazione di come una politica pubblica efficace possa tradursi in opportunità reali per i giovani e per lo sviluppo dei territori. L’impegno di Invitalia è continuare a rafforzare questo approccio, collaborando con il Dipartimento per le Politiche Giovanili, le istituzioni e i territori per rendere gli strumenti di sostegno sempre più accessibili e affiancare i giovani nel percorso di realizzazione della loro idea imprenditoriale”.
Le testimonianze dei giovani hanno rappresentato uno dei momenti centrali dell’evento, evidenziando il ruolo degli Hub come leva di attivazione. A Verona, Giacomo Bertolazzi ha raccontato la nascita della sua startup grazie all’accompagnamento dell’Hub e alla misura Autoimpiego Centro-Nord. Da Brindisi, Desirée Ruggiero, studentessa e campionessa di JuJitsu, ha evidenziato il valore dell’orientamento nel rafforzare consapevolezza e capacità di scelta. A Salerno, Giammarco Labraca ha condiviso il percorso che, a partire da una prima domanda non accolta, ha portato alla realizzazione di un centro sportivo, contribuendo anche alla rigenerazione di un’area urbana.
Particolarmente significativa la testimonianza degli studenti del Liceo Danilo Dolci di Palermo (Brancaccio), che hanno presentato progetti concreti per la scuola e la comunità: una caffetteria sociale, uno spazio teatrale, eventi musicali e attività sportive. Le storie hanno evidenziato l’impatto degli Hub in termini di orientamento, competenze, fiducia, impresa e lavoro. (di Emanuele Rizzi)

(Adnkronos) - L’ex presidente aggiunto della Corte dei Conti Tommaso Miele, indagato per corruzione nell’inchiesta della procura di Roma sul Ponte sullo Stretto, ha rassegnato le dimissioni dall’incarico di presidente del Collegio dei revisori dei Conti del Csm. Incarico che svolgeva prima a titolo gratuito e poi, dallo scorso marzo, retribuito con un compenso lordo di 27mila euro l’anno.
“Massima fiducia nell'attività della magistratura. Con il tempo si chiarirà la totale estraneità del mio assisto alle contestazioni”, ha affermato nei giorni scorsi l’avvocato Pier Paolo Dell’Anno, difensore di Miele.
Accanto allo storico birrificio Ichnusa di Assemini (Cagliari) è in
funzione un parco fotovoltaico di oltre 15 mila pannelli. Con una
capacità installata di 8,6 MW, è in grado di coprire l'intero
fabbisogno energetico diurno del sito produttivo, uno dei quattro
che Heineken possiede in Italia. L'impianto, realizzato da Engie
Italia in circa 9 mesi da settembre 2025, sorge nella zona
industriale, su un terreno di 13,7 ettari di proprietà del
birrificio, e può produrre circa 15 GWh l'anno.
(Adnkronos) - E' stata condannata a 18 anni di carcere per omicidio volontario Cinzia Dal Pino, l'imprenditrice balneare che la sera dell'8 settembre 2024 a Viareggio travolse e uccise con il proprio suv il ladro che le aveva rubato la borsa. Lo sentenza è stata emessa questa mattina dalla Corte d'Assise di Lucca. Dal Pino è stata ritenuta responsabile dell'investimento mortale di Noureddine Mezgui, 52enne di nazionalità marocchina, che le aveva portato via la borsa dall'auto, venendo poi inseguito e travolto in via Coppino. La Procura aveva chiesto l'ergsastolo per Dal Pino.

(Adnkronos) - "Mentre dal 15 giugno la Francia rende rimborsabili le terapie a base di tirzepatide e semaglutide per i pazienti con le forme più gravi di obesità, e dopo che il Regno Unito ha imboccato la stessa strada, in Italia milioni di persone continuano ad aspettare. Aspettano da quasi un anno: dall'approvazione della Legge 149/2025, che ha riconosciuto per prima al mondo l'obesità come malattia cronica, progressiva e recidivante". A riaccendere il dibattito è l'appello lanciato nei giorni scorsi dalla Società italiana dell'obesità (Sio), che ha scritto alle principali autorità politiche e sanitarie del Paese chiedendo di avviare una riflessione istituzionale su come garantire anche in Italia un accesso appropriato e sostenibile alle terapie innovative, sulla scia di quanto già fatto in Francia. "Avevamo accolto quella legge con enorme speranza. Eppure, a quasi un anno dal riconoscimento dell'obesità come patologia cronica, non è stato fatto nulla praticamente: sappiamo che i fondi ci sono, ma non vengono spesi. Ringrazio di cuore il presidente della Sio Buscemi per l'appello che ha lanciato qualche giorno fa alle Istituzioni per evitare che l’Italia e i pazienti rimangano indietro rispetto a paesi come Francia e Regno Unito. Mi unisco a quell'appello e chiedo nuovamente al Governo, alle Regioni e ad Aifa di ascoltarci" afferma Iris Zani, presidente di Amici Oltre il Peso, l’associazione nazionale che rappresenta i pazienti con obesità.
"A quasi un anno dall'approvazione della Legge 149/2025 - riprota una nota dell'Associazione Amici Oltre il Peso - gli obiettivi principali non sono stati ancora raggiunti: l'obesità non è ancora entrata nei Livelli essenziali di assistenza e i percorsi di presa in carico dei pazienti sono molto diversi da Regione a Regione, causando forti disuguaglianze tra i pazienti in base al luogo dove vivono. Non sono ancora stati avviati poi i programmi di formazione rivolti ai medici di medicina generale, che spesso sono il primo e unico punto di riferimento per le persone con obesità che non possono sostenere il costo di visite specialistiche non coperte dai Lea. Non è stato inoltre istituito l'Osservatorio previsto dalla legge per controllare l’impatto e la diffusione della patologia in Italia, né sono state realizzate campagne di sensibilizzazione Ministeriali per contrastare lo stigma".
"Non possiamo accettare che la possibilità di curarsi dipenda dal conto in banca. I pazienti fanno molta fatica ad iniziare un percorso di cura e sono costretti a sostenere di tasca propria il costo di terapie costose - conclude Zani -. Persino la Regione Lombardia, che aveva annunciato la creazione di un percorso verso un accesso a prezzo calmierato alle terapie, non ha ancora dato seguito a quell'impegno. Come associazione chiediamo a gran voce a tutte le Istituzioni nazionali e regionali che diano seguito agli impegni finora annunciati per restituire ai pazienti la possibilità di curarsi e raggiungere una migliore qualità di vita".

(Adnkronos) - Dopo 167 notti passate all’addiaccio, sotto una tenda davanti all’ospedale di Isernia, il sindaco Piero Castrataro, ha smantellato il suo presidio sorto in difesa dei reparti del Veneziale, messi a rischio dal nuovo Piano operativo sanitario del Molise.
''La tenda non c’è più ma la nostra battaglia in difesa dei reparti del Veneziale continua”, ha dichiarato Castrataro all’Adnkronos. Una battaglia che il primo cittadino vuole portare avanti, non solo per la sua città, ma anche in difesa degli altri ospedali della Regione, che dovranno subire tagli e ridimensionamenti previsti nel nuovo Piano Operativo, predisposto dai Commissari Bonamico e Di Giacomo. Per Isernia è prevista nel piano la chiusura del Punto Nascite e proprio questa è stata la scintilla che ha dato il via alla protesta della tenda di Castrataro, chiusa dopo quasi sei mesi.

(Adnkronos) - Il possibile successore di Milo Infante? "I direttori editoriali stanno valutando, a lui i miei migliori auguri, abbiamo collaborato per la riuscita della sua trasmissione ‘Ore 14'". Così ai giornalisti l’ad Rai Giampaolo Rossi a margine della presentazione del XVIII Premio Biagio Agnes, in merito al passaggio di Milo a infante a Mediaset.
"I direttori editoriali stanno rielaborando, anche perché siamo a ridosso della presentazione dei palinsesti", dice Rossi. Se ‘Ore 14’ rimarrà "sono valutazioni che faranno i direttori editoriali, facendo una serie di considerazioni", scandisce Rossi. “Siamo in una fase storica in cui il mercato è molto aperto, Rai ha acquisito tanti talent negli ultimi anni, ne ha persi anche alcuni. Fa parte di un mercato che è molto forte”, ma “alla fine la Rai rimane il luogo che riesce ad esprimere il maggior numero di talent su tutti i generi televisivi d’Italia. Da questo punto di vista continuiamo ad essere il maggior polo d’attrazione, anche quando i talent se ne vanno”, conclude Rossi.
Nella giornata di ieri, mercoledì 10 giugno, è stata ufficilizzata con una nota della tv pubblica e un comunicato di Cologno Monzese la decisione di Milo Infante di lasciare la Rai e approdare a Mediaset.
Secondo quanto trapelato, la decisione di lasciare la Rai sarebbe dovuta ad un mancato accordo economico: Infante avrebbe chiesto infatti di ottenere la qualifica di direttore ma la richiesta sarebbe stata giudicata impraticabile dalla Rai anche per la policy aziendale che vieta ai direttori la conduzione di programmi.
Nella nota Mediaset, Infante parla di un approdo importante: "Mediaset per me è un punto di arrivo. Ringrazio Pier Silvio Berlusconi per la fiducia e per l'opportunità di entrare a far parte di una realtà che rappresenta da sempre un punto di riferimento per la televisione italiana. Affronto questa sfida con entusiasmo, curiosità e con la voglia di mettere la mia esperienza al servizio di nuovi progetti e nuove idee".

(Adnkronos) - Si incontrano a Trieste, venerdì 12 (dalle ore 14) e sabato 13 giugno (dalle ore 8.30), i massimi esperti nazionali di riabilitazione uditiva, in occasione del forum sul tema 'Strategie integrate per la riabilitazione uditiva: dalle protesi acustiche all'impianto cocleare', promosso e organizzato dalla Clinica di Otorinolaringoiatria della Azienda universitario-ospedaliera Giuliano-isontina, a cura del direttore Giancarlo Tirelli. L’evento - informa una nota - permetterà di fare il punto sulle strategie diagnostiche e terapeutiche più innovative e sulle straordinarie tecnologie che permettono oggi di contrastare la sordità e di cogliere le grandi sfide sanitarie e sociali del nostro tempo. In Italia, infatti, l'ipoacusia interessa circa il 12% della popolazione, pari a oltre 7 milioni di persone, e la sua incidenza aumenta drasticamente con l'età: ne soffre 1 over 65 su 3, circa il 50% delle persone tra i 61 e gli 80 anni, e fino al 60% negli over 80. "Secondo gli studi scientifici più recenti – spiega Tirelli - il deficit uditivo è associato a isolamento sociale, decadimento cognitivo, depressione e aumento del rischio di demenza. L'ipoacusia, quindi, non è soltanto una riduzione della capacità di sentire: è una condizione che può compromettere la comunicazione, le relazioni sociali, l'autonomia personale e, nel lungo periodo, anche le funzioni cognitive. Oggi disponiamo di tecnologie straordinariamente efficaci che consentono di restituire una buona capacità uditiva anche a pazienti affetti da sordità molto grave. Il nostro obiettivo è diffondere una maggiore consapevolezza sull'importanza della diagnosi precoce e dell'accesso tempestivo ai percorsi riabilitativi".
In quest’ottica, il Ssn si conferma presidio a tutela del cittadino e delle sue disabilità uditiva: al centro dell’evento - si legge - ci saranno i temi più innovativi della robotica e microchirurgia. Si parlerà di smart implants e di intelligenza artificiale al servizio delle nuove generazioni di impianti cocleari. Nel programma, coordinato da Tirelli con la responsabile Impianti cocleari Cattinara Asugi Trieste Annalisa Gatto, si incontreranno e confronteranno gli specialisti di riferimento provenienti dai principali centri italiani di otorinolaringoiatria, audiologia e audioprotesi: dal direttore dell'Uo Audiologia presso la Fondazione Irccs/ ospedale Maggiore Policlinico di Milano Diego Zanetti, a Nicola Quaranta, direttore dell’Uoc di Otorinolaringoiatria dell'Aou Policlinico di Bari, ad Anna Rita Fetoni, ordinario di Audiologia e Foniatria al dipartimento di Neuroscienze e Scienze riproduttive ed odontostomatologiche dell'università degli studi di Napoli Federico II. Obiettivo degli esperti: affrontare l'intero percorso di cura del paziente con perdita uditiva, dalle più moderne protesi acustiche fino all'impianto cocleare, oggi considerato il trattamento di riferimento nei casi di sordità grave e profonda. Fra gli argomenti in programma figurano anche nuove indicazioni implantologiche quali sordità monolaterale, acufene, malattia di Ménière e neurinoma dell'acustico, oltre alle più recenti innovazioni nel campo dell'intelligenza artificiale, della robotica e della telemedicina applicate alla riabilitazione uditiva.
"L'appuntamento - prosegue la nota - rappresenta anche un riconoscimento del ruolo che Trieste ha assunto negli ultimi anni nel settore della chirurgia otologica e dell'impianto cocleare. La Clinica Otorinolaringoiatrica triestina è infatti uno dei principali centri di riferimento per la riabilitazione chirurgica della sordità nell'adulto e ha già eseguito oltre 200 impianti cocleari, sviluppando competenze riconosciute a livello nazionale nella selezione dei candidati, nel trattamento chirurgico e nel successivo percorso riabilitativo. A cominciare dal primo intervento di impianto cocleare (orecchio bionico) realizzato nel dicembre 2025 utilizzando un braccio robotico dedicato al supporto della mano del chirurgo: garantendo così la massima precisione nell'inserimento dell'elettrodo nella coclea". La presenza "a Trieste di alcuni tra i maggiori esperti italiani del settore conferma il livello di eccellenza raggiunto dalla nostra realtà clinica e universitaria - conclude Tirelli -. L'innovazione tecnologica sta cambiando profondamente il modo di trattare la sordità e vogliamo che il Friuli Venezia Giulia continui a essere protagonista di questa evoluzione». I moderni impianti cocleari realizzati alla Orl di Trieste integrano sistemi basati su Ia capaci di analizzare le caratteristiche anatomiche e determinare la lunghezza ottimale dell'elettrodo. I dispositivi dispongono inoltre di memorie interne per salvare le mappature personalizzate del paziente.

(Adnkronos) - “Il motivo di questa seconda relazione è dovuto al fatto che nel primo rapporto sono emersi problemi molto importanti sulla qualità di vita. Noi abbiamo analizzato la tossicità finanziaria, guardando anche come le donne debbano pagarsi i controlli del follow-up perché, per problemi di lista d'attesa, non trovano facilità di appuntamento. Abbiamo visto come debbano provvedere da sole a comprarsi tante cose che dovrebbero essere erogate sia dal servizio sanitario che, comunque, dai servizi”. Così Flori Degrassi, presidente di Andos Nazionale (Associazione nazionale donne operate al seno), intervenendo in occasione della presentazione del II Rapporto Andos-Crea Sanità 'Effetti collaterali del cancro alla mammella: qualità di vita' a Roma.
“Quello che è emerso, però, è anche la scarsa qualità di vita delle donne operate, perché c'è ancora una media molto bassa rispetto a quella nazionale. In Italia la qualità di vita delle donne tra i 18 e i 64 anni è a quota 0,90; qui è emerso lo 0,78, quindi veramente molto bassa. Allora abbiamo cercato di capire perché ci sia questa scarsa qualità di vita nelle donne operate di cancro", ha aggiunto Degrassi. L'indagine ha analizzato diversi ambiti attraverso questionari internazionali, prendendo in esame ansia e depressione, qualità della vita sotto il profilo fisico e psicologico, il mondo del lavoro, i rapporti sessuali, la genitorialità, la progettazione del futuro e l'utilizzo dei social media.
"Da questo è emerso un quadro molto complesso. È emerso che il 10% delle donne lascia il lavoro, il 20% riduce le ore di lavoro e il 7% cambia tipo di impiego. È emerso anche che a livello italiano, come sempre, c'è un grande problema di divario tra Nord, Centro e Sud, ma da questa indagine il Centro non ne esce affatto bene. I problemi delle donne giovani sono diversi da quelli delle donne di una certa età: mentre queste ultime si preoccupano per l'evoluzione della malattia, le donne giovani sembra che non abbiano neanche il tempo di occuparsene, perché devono concentrarsi sul loro ruolo sociale, sui problemi familiari e sul loro ambito lavorativo. Inoltre, il 22,5% delle donne rinuncia addirittura a un'evoluzione di carriera", ha concluso Degrassi.
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