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(Adnkronos) - "La survey di Andos e Crea Sanità ci dà messaggi molto preziosi perché ribadisce l'importanza dei patient reported outcomes e della qualità di vita nella gestione delle persone affette da tumore. In particolare, i Pro consentono di evidenziare sintomi che rischiano di essere sottoriportati e sottotrattati: si tratta di sintomi potenzialmente silenti, non sempre visibili agli occhi degli sperimentatori negli studi clinici o dei medici nella pratica quotidiana, ma con un impatto molto rilevante sulla qualità di vita". Lo ha dichiarato Massimo Di Maio, Dipartimento di Oncologia dell'università di Torino, Città della Salute e della Scienza, presidente Aiom (Associazione italiana di oncologia medica), in occasione della presentazione del II Rapporto Andos-Crea Sanità 'Effetti collaterali del cancro alla mammella: qualità di vita', presentato a Roma.
"Un secondo messaggio - ha aggiunto - riguarda la necessità di ripensare gli endpoint utilizzati per valutare il valore dei trattamenti: non solo aspettativa di vita e risposta obiettiva, ma anche percepito, vissuto e qualità di vita, che nei pazienti hanno un ruolo fondamentale. Infine, è importante non limitare l'attenzione ai Pro nella fase di trattamento attivo, ma considerarli anche nel follow-up, dove molte persone affrontano una lunga storia dopo le terapie e c'è il rischio che aspetti rilevanti per la qualità di vita vengano sottovalutati o non adeguatamente trattati".

(Adnkronos) - "La seconda edizione del Rapporto Andos si è concentrata maggiormente sugli aspetti psicologici, sociali e sulla qualità della vita, dopo una prima edizione focalizzata soprattutto su disagio economico e tossicità finanziaria. I dati mostrano che circa il 30% delle donne operate al seno ha dovuto lasciare o ridurre l'attività lavorativa per motivi legati alla malattia o alla necessità di conciliare terapie e lavoro", ha spiegato Barbara Polistena, docente presso l'università degli Studi di Roma Tor Vergata e direttore scientifico di Crea Sanità, in occasione della presentazione del II Rapporto Andos–Crea Sanità 'Effetti collaterali del cancro alla mammella: qualità di vita', presentato a Roma.
"Dal punto di vista fisico - ha sottolineato - almeno un quarto delle pazienti soffre di affaticamento, disturbi del sonno e paura di morire, mentre oltre il 50% manifesta un disagio sociale significativo, con timore del giudizio altrui, difficoltà relazionali e rinuncia alle relazioni affettive. Tutti questi elementi contribuiscono a livelli elevati di ansia e depressione. La qualità della vita risulta pari a 0,8, inferiore alla media della popolazione femminile italiana pari a 0,9, sia sul piano fisico che psicologico, come confermato anche dal questionario SF12. Il rapporto evidenzia quindi che non è sufficiente un approccio esclusivamente clinico, ma serve rafforzare il supporto psicologico e sociale, che oggi appare ancora insufficiente".
(Adnkronos) - Bill Gates non ha "mai assistito o avuto indizi del fatto che Epstein fosse coinvolto in condotte criminali. Non sono mai andato nella sua isola, nel suo ranch o nella sua casa in Florida. Non ho mai avuto comportamenti che hanno reso qualcuno vittima". E' quanto ha affermato nella dichiarazione con cui si è aperta la sua deposizione a porte chiuse di fronte alla commissione di viglianza della Camera Usa che sta indagando sul caso Epstein.
Come spiega Ap, il deputato repubblicano statunitense James Comer, in qualità di presidente della commissione, ha formalmente richiesto la testimonianza di Gates a seguito della sua "frequente menzione in un considerevole corpus di documenti" rilasciati dal Dipartimento di Giustizia, nell'ambito della sua inchiesta su Epstein. "Tali fascicoli - si spiega - delineano un quadro che include figure di elevato potere nei settori della tecnologia, della finanza, della politica e in altre aree industriali. Ciascuna di queste personalità ha negato qualsiasi coinvolgimento nei crimini attribuiti a Epstein, sebbene alcuni abbiano mantenuto o instaurato relazioni di amicizia con lui anche dopo che la sua storia di abusi sessuali è emersa pubblicamente.
Tra i documenti in questione figurano registrazioni del calendario relative a incontri tra Gates ed Epstein, corrispondenza via email tra i due concernente progetti filantropici, nonché fotografie di Gates in occasione di eventi ai quali l'imprenditore ha partecipato. La loro relazione professionale ha avuto inizio nel 2011, tre anni dopo che Epstein si era dichiarato colpevole di aver sollecitato prostituzione da un minore, e si è protratta almeno fino alla fine del 2014, secondo quanto attestato dai documenti.
Epstein è stato formalmente incriminato nel luglio 2019 con accuse di traffico sessuale di minori e cospirazione per commettere traffico sessuale di minori. Il Dipartimento di Giustizia ha dichiarato che l'imprenditore pedofilo aveva costituito una vasta rete di ragazze minorenni, alcune delle quali di appena 14 anni, per abusarne sessualmente tra il 2002 e il 2005. In attesa di processo, l'uomo si è poi suicidato nel 2019.
Gates non è stato oggetto di alcuna accusa di illecito in relazione al caso e ha negato qualsiasi conoscenza degli abusi perpetrati dall'imprenditore pedofilo nei confronti di ragazze. Ha invece dichiarato che i loro incontri erano finalizzati esclusivamente alla discussione di tematiche filantropiche e ha definito la sua associazione con Epstein "un enorme errore".

(Adnkronos) - È stata sospesa l'attività della cornetteria più virale di TikTok: Cip&Ciop, situata a Napoli nel quartiere Marianella. Nell'ultimo anno è diventata un vero fenomeno social: oltre un milione e mezzo di follower, centinaia di clienti ogni giorno e video capaci di totalizzare migliaia di visualizzazioni. Il successo, tuttavia, si è scontrato con un controllo eseguito dai carabinieri e dal personale dell’Asl di Napoli.
I militari hanno individuato, infatti, due lavoratori in nero ed è scattata una sanzione di circa 36mila euro a cui si sono aggiunti altri 24mila euro di sanzioni amministrative. Sul fronte igienico sanitario, invece, sono state riscontrate 3 non conformità gravi e sono stati sequestrati 450 chilogrammi di alimenti. Inoltre, è stata contestata una sanzione amministrativa di 5 mila euro. Per il titolare è scattata la denuncia, mentre l’attività è stata immediatamente sospesa.
Sulla pagina Instagram del locale è stato condiviso un messaggio in cui si precisa che la cornetteria è stata sospesa "temporaneamente". In particolare, si legge, "ci è stato richiesto di adeguare la separazione tra l'area di lavorazione e l'area aperta al pubblico mediante l'installazione di una vetrata a tutta altezza, al fine di garantiere una maggiore tutela dei prodotti alimentari".
E sui lavoratori in nero, il locale precisa che su 12 collaboratori è stata riscontrata la posizione di una persona "in fase di prova", gli altri risultano "regolarmente inquadrati e in possesso della documentazione richiesta per operare nel settore alimentare".
L'obiettivo è quello di "collaborare con le autorità per riprendere l'attività nel pieno rispetto delle normative vigenti".

(Adnkronos) - "Ero vuoto, smarrito, finito". Così Gianmarco Pozzoli si è messo a nudo, raccontando l'ultimo anno vissuto, definito da lui come "il più buio della mia vita" dove "ho perso tutto: il lavoro, un matrimonio e 14 chili". Il comico milanese, 54 anni, conosciuto dal web grazie ai video virali della 'The Pozzolis Family' ha condiviso sui social un lungo sfogo in cui ha parlato del tunnel nero in cui è sprofondato subito dopo la fine del suo matrimonio con Alice Mangione.
"Questo è un video molto importante per me. Racconta tutto il profondo disagio che ho vissuto, mesi fa, mentre il mondo si preparava al Natale, io mi aggiravo come uno zombie per Roma, una città che amo profondamente, ma che in quel periodo, neanche riuscivo a vedere e a godermi. Ero una foglia morta che rotolava per le strade. Solo il palco mi ridava per qualche ora, un apparente vitalità. Ma fuori da lì, ero vuoto, smarrito, finito", ha esordito così lo youtuber.
Gianmarco Pozzoli ha raccontato la sua battaglia contro la depressione, durata tre mesi: "Ero ormai indifferente alla gioia. La leggerezza non sapevo più cosa fosse. Sentivo di non appartenere più a nessun luogo, a nessuna persona". E per i figli era diventato "la brutta copia indebolita del loro padre".
La svolta è arrivata solo quando il comico ha deciso di affidarsi a uno specialista, scegliendo il ricovero presso il San Raffaele Turro di Milano: "Uno specialista mi ha rimesso in sesto, mi ha reso più ottimista e più forte di prima".
E ha lanciato così un appello: "Non fate l’errore di sottovalutare un malessere mentale, un idea che si radica nella vostra mente, distruggendo giorno dopo giorno, la vostra autostima. Intervenite il prima possibile. Fatevi aiutare. Per tornare a volervi bene. Fatelo per voi, i vostri figli e i vostri amici", ha concluso.

(Adnkronos) - Israele è "una minaccia per l'umanità", per questo "va fermato". No, "non accettiamo lezioni da un dittatore antisemita che stermina i curdi''. E' un botta e risposta al vetriolo quello a distanza tra il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Con il leader turco che, ancora una volta, è tornato a paragonare il premier israeliano ad Adolf Hitler.
''Ottantacinque anni fa, il silenzio e la mancata azione di fronte a Hitler portarono alla morte di 80 milioni di persone in tutto il mondo. Tutta l'umanità pagò il prezzo della follia di un tiranno squilibrato. Oggi, lo stesso errore si sta ripetendo'', ha dichiarato Erdogan in Parlamento. ''Le azioni genocidarie del macellaio di Gaza Netanyahu e del suo governo vengono osservate con lo stesso silenzio e la stessa mancanza di reazione che un tempo accolsero Hitler'', ha aggiunto Erdogan, sottolineando che ''nessuno dovrebbe dimenticare che quando un incendio divampa, non brucia solo la regione in cui ha inizio'', ma ''le sue scintille si propagano in tutto il mondo''.
Quindi, ha sottolineato il presidente turco, ''così come oggi il mondo intero sta pagando il prezzo della situazione irrisolta nello Stretto di Hormuz, se non si pone fine all'illegalità di Israele, tutta l'umanità, insieme alla regione, ne subirà le conseguenze''.
La risposta di Netanyahu non si è fatta attendere ed è stata affidata a 'X'. ''Il dittatore antisemita Erdogan, che sta commettendo un genocidio contro i curdi, sostiene l'organizzazione terroristica Hamas, opprime il suo stesso popolo e imprigiona gli oppositori politici, è l'ultima persona che può dare lezioni di moralità allo Stato di Israele'', ha scritto il premier israeliano in un post. ''Lo Stato di Israele e le Forze di Difesa Israeliane, l'esercito più morale del mondo, continueranno ad agire con fermezza contro l'Iran e i suoi alleati, che minacciano il Medio Oriente e il mondo intero'', ha concluso.
L'attacco di Erdogan a Netanyahu è l'ultimo di una serie, alimentato negli anni dalle politiche del governo israeliano contro i palestinesi a Gaza e in Cisgiordania e contro il Libano. A giugno di un anno fa, sempre in Parlamento, Erdogan aveva definito Netanyahu "di gran lunga peggio di Hitler" e aveva difeso il ''diritto legttimo dell'Iran di difendersi dal terrorismo di Israele''.
Due anni fa, ancora una volta a giugno in Parlamento, Erdogan aveva definito Netanyahu un ''malato di mente'' che con le sue azioni in Libano avrebbe ''aggravato il disastro''. Più di recente, lo scorso marzo, in un discorso effettuato durante il primo giorno dell’Eid-al-Fitr Erdogan aveva detto che "il terrore di Netanyahu continua a minacciare la pace regionale e globale".

(Adnkronos) - Novità in arrivo per i contribuenti italiani. Grazie al Decreto Semplificazioni sarà infatti possibile pagare le tasse come la gran parte delle bollette, decidendo di abbinare l'Iban del proprio conto corrente all'F24, consentendo così di pagare tutte le somme dovute all'Agenzia delle Entrate. L'addebito automatico, previsto a livello normativo, non è ancora attivo, ma si attendono novità a breve.
Ma come funzionerà questa svolta digitale concretamente? “I modelli F24 sempre più potranno essere gestiti attraverso piattaforme digitali e canali di pagamento più rapidi, con procedure automatizzate simili a quelle già utilizzate per luce, gas, acqua o telefonia, tipo PagoPa con bollettini già prestampati, quindi tramite home banking, tabaccherie, app ed altri sistemi digitali. Naturalmente gli F24 con compensazioni o a zero devono essere pagati ancora tramite Entratel o altri canali dell'Agenzia delle Entrate", spiega ad Adnkronos/Labitalia Marco Cuchel, presidente dell'Associazione nazionale commercialisti.
Una svolta digitale necessaria, secondo il professionista. "La possibilità di pagare gli F24 con modalità sempre più simili a quelle utilizzate per le bollette rappresenta un passo importante verso la semplificazione del rapporto tra contribuente e amministrazione finanziaria", sottolinea Cuchel.
E non mancheranno i vantaggi, come sottolinea Cuchel: "Rendere i pagamenti fiscali più intuitivi, digitali e accessibili significa ridurre errori, tempi burocratici e difficoltà operative sia per i cittadini sia per le imprese. È una misura che va nella direzione giusta perché favorisce trasparenza, tracciabilità ed efficienza amministrativa. Per i professionisti e per le aziende significa poter gestire gli adempimenti con procedure più snelle e moderne, mentre per la pubblica amministrazione vuol dire migliorare la qualità dei controlli e velocizzare la gestione degli incassi", rimarca.
Ma per Cuchel, in conclusione, "la vera sfida sarà accompagnare questa innovazione con sistemi informatici realmente integrati e con una semplificazione concreta delle procedure fiscali". (di Fabio Paluccio)

(Adnkronos) - "Il tema dell’oncologia è un tema importantissimo per il nostro Servizio sanitario nazionale e per i cittadini. Tutti, purtroppo, sono stati toccati direttamente o indirettamente da questa realtà. Questo Governo e il Parlamento sono impegnati in modo significativo su diversi fronti: dalla prevenzione ai risultati concreti, anche grazie al lavoro svolto in sinergia con la comunità scientifica e le associazioni dei pazienti, fino alle terapie innovative che oggi tracciano la strada del futuro". Così all'Adnkronos Salute Ugo Cappellacci, presidente della XII Commissione Affari Sociali e Salute della Camera dei deputati durante l'Oncology Summit 2026 oggi nella Sala Regina della Camera, evento nato da un'iniziativa dello stesso deputato di Forza Italia.
Cappellacci ha poi richiamato l’attenzione anche sul tema del cosiddetto "stigma" dei pazienti oncologici guariti: "Chi ha superato la malattia, in passato, poteva trovarsi ancora penalizzato da una sorta di 'peso' legato alla propria storia clinica, che di fatto limitava l’accesso a servizi come mutui bancari o assicurazioni, arrivando persino a incidere su scelte di vita come l’adozione di un bambino. La legge sull’oblio oncologico ha risolto questo problema, cancellando questo stigma". Tra i provvedimenti citati anche il Piano nazionale di prevenzione e l’estensione degli screening per il tumore al seno. "C’è un impegno importante che si traduce in fatti concreti e in un miglioramento effettivo della qualità di vita delle persone".
Infine, a proposito del Summit sull’oncologia e del dialogo tra istituzioni e mondo scientifico, Cappellacci ha spiegato: "Il futuro dell’oncologia è entrato da tempo nelle istituzioni. Questo summit serve da un lato a prendere atto di quanto già realizzato dal Parlamento e dal Governo, dall’altro a confermare un metodo basato sul dialogo e sull’ascolto. Un metodo che parte dalle società scientifiche e dalle associazioni dei pazienti, mettendo a sistema tutti i soggetti coinvolti" ha poi cloncluso.

(Adnkronos) - In oncologia "gli screening rappresentano uno strumento prezioso perché, per diverse patologie, hanno dimostrato di ridurre la mortalità. Il motivo è semplice: consentono di individuare il tumore in una fase più precoce e quindi più facilmente curabile. In Italia, sulla base delle evidenze scientifiche disponibili, il Servizio sanitario nazionale offre già programmi di screening per alcuni dei tumori più diffusi, come quelli della mammella, della cervice uterina e del colon-retto. Ora chiediamo che questa offerta possa essere estesa anche ad altre patologie, a partire dal tumore del polmone. È dimostrato che la Tac spirale nei forti fumatori riduce la mortalità per questa malattia, ma al momento non rientra ancora nei programmi di screening pubblici". Così all'Adnkronos Salute , presidente nazionale di Aiom (Associazione italiana oncologia medica) e Massimo Di Maiodirettore del Dipartimento di Oncologia dell’Università di Torino in occasione dell'Oncology Summit 2026, oggi alla Camera dei deputati.
Secondo Di Maio, è necessario migliorare sia l’offerta da parte delle Regioni sia l’adesione dei cittadini. "Anche dove i programmi sono disponibili, la partecipazione resta inferiore a quanto auspicabile. È un peccato, perché aderire agli screening significa investire concretamente nella propria salute" ha aggiunto.
Sul tema della partecipazione, il presidente degli oncologi osserva che in Italia "gli screening rivolti alle donne sono più numerosi, grazie ai programmi per il tumore della mammella e della cervice uterina. Per il tumore del colon-retto, che riguarda uomini e donne, la partecipazione al test per la ricerca del sangue occulto nelle feci rimane purtroppo subottimale in entrambi i sessi. Dobbiamo rafforzare la cultura della prevenzione - ha rimarcato - e far comprendere che questi test possono letteralmente salvare la vita".
Di Maio ha infine sottolineato il valore dell’Oncology Summit come momento di confronto tra clinici e istituzioni. "È un’occasione importante per fare il punto sui risultati raggiunti dall’oncologia italiana, che oggi garantisce livelli di cura elevati, ma anche per individuare ciò che resta da migliorare. Dall’efficienza dei percorsi diagnostici e terapeutici alla tempestività della presa in carico dei pazienti, ci sono ancora aspetti su cui lavorare. Incontri come questo non servono soltanto a valorizzare quanto è stato fatto, ma soprattutto a costruire le basi per ulteriori progressi" ha poi concluso.

(Adnkronos) - "Rafforzare gli screening oncologici e, più in generale, le politiche di prevenzione anche attraverso misure che incidano sui principali fattori di rischio, come il tabagismo". Così all'Adnkronos Salute Francesco Perrone, presidente di Fondazione Aiom (Associazione italiana oncologia medica) durante l'Oncology Summit oggi nella Sala Regina della Camera, evento nato da un'iniziativa di Ugo Cappellacci, deputato di Forza Italia e presidente della XII Commissione Affari Sociali e Salute della Camera. Obiettivo dell'evento, organizzato da Nomos Centro studi parlamentari con il patrocinio di Aiom, offrire uno spazio di confronto e dibattito tra clinici, pazienti e rappresentanti delle istituzioni.
"Quando parliamo degli screening, parliamo della prevenzione secondaria. In Italia esistono programmi per i tre principali tumori: mammella, colon-retto e cervice uterina. Tuttavia, - sottolinea Perrone - non funzionano come dovrebbero: dovrebbero essere più efficaci su tutto il territorio nazionale, ma soprattutto non garantiscono gli stessi livelli di copertura nelle diverse regioni". Secondo Perrone, si tratta di una "criticità che richiede un impegno condiviso all’interno del Servizio sanitario nazionale. Rispondere a un programma di screening significa aumentare in modo significativo le possibilità di guarigione in caso di malattia, ed è un messaggio che deve essere chiaro a tutti" ha aggiunto.
Accanto alla diagnosi precoce, ha sottolineato Perrone, è però necessario "intervenire ancora prima, riducendo l’esposizione ai fattori di rischio. Negli ultimi anni abbiamo compreso che dobbiamo fare di più per diminuire il numero di persone che si ammalano. Questo significa educazione sanitaria e azioni proattive sui fattori di rischio noti". Tra questi, il principale resta il fumo di sigaretta, "strettamente correlato, in termini di causa ed effetto, ai tumori del polmone, ma anche a numerose altre forme tumorali e a patologie cardiovascolari". Per questo motivo, ha rimarcato, "Aiom, Fondazione Aiom, Fondazione Veronesi e Fondazione Airc hanno promosso un’iniziativa congiunta per sollecitare il Parlamento a intervenire sul prezzo dei prodotti del tabacco. Abbiamo raccolto le firme necessarie per proporre una legge che aumenti il costo delle sigarette e di tutti i prodotti da fumo. In altri Paesi questa misura ha prodotto risultati significativi. Chiediamo che possa accadere anche in Italia, per ridurre il numero di persone che si ammalano di cancro".

(Adnkronos) - C'è "una serie di persone" che è "contro il lavoro che sta facendo il governo di centrodestra", e "tra questi c'è anche Vannacci". Lo dice il responsabile organizzazione di Fdi, Giovanni Donzelli, a 'Point break' di Monica Giandotti e Daniele Ruvinetti, in onda stasera sul canale 550 San Marino RTV, diretta da Roberto Sergio. "Non vedo perché dovrei parlare di alleanza con uno che è contro di noi esattamente come il Pd. Vannacci è tra quelli che vorrebbero far cadere il governo Meloni", avverte Donzelli.
(Adnkronos) - Stop alle trasferte per i tifosi del Torino e della Juventus. Dopo gli incidenti avvenuti nel corso del derby del 24 maggio scorso, il Viminale ha disposto il divieto di trasferta fino al 3 novembre 2026. La misura incide sulle prime dieci giornate della stagione 2026/2027 del campionato di calcio.
L'episodio risale al 24 maggio quando la partita è iniziata con un notevole ritardo rispetto alle altre in programma alle 20.45 a causa di disordini fuori dallo stadio. Il prepartita è stato caratterizzato da violenti scontri tra le due tifoserie avvenuti nel pomeriggio, con un tifoso di 36 anni che ha riportato un trauma cranico ed è stato ricoverato in ospedale in codice rosso.

(Adnkronos) - Superare la frammentazione assistenziale, azzerare i ritardi diagnostici e promuovere percorsi di presa in carico efficaci. Sono gli obiettivi del piano in 7 punti elaborato dalle associazioni dei pazienti con Granulomatosi eosinofila con poliangioite (Egpa) presentato oggi a Roma alla Camera dei Deputati in un evento che ha visto riuniti istituzioni, comunità scientifica, associazione di pazienti e Industria. La roadmap di azioni concrete scaturisce dal lavoro di ascolto e co-creazione che ha dato vita al Libro bianco 'Storie di vita con Egpa”, promosso da Gsk con il patrocinio di Apacs Aps, di Egpa Study Group e delle principali società scientifiche impegnate in quest’area: un punto di partenza fondamentale che ha raccolto evidenze, criticità e proposte lungo tutto il patient journey della persona con Egpa. “L’evento di oggi segna il passaggio successivo: dalla consapevolezza alla responsabilità condivisa, dalla fotografia del problema alla definizione di priorità attuabili”. A sottolinearlo è Francesca R. Torracca, presidente Apacs Aps (Associazione Pazienti Sindrome di Churg-Strauss). “Le Istituzioni sono sensibilizzate sulle tante criticità su cui si deve velocemente intervenire affinché la rarità non sia una condanna. E siamo fiduciosi, perché il cambiamento è già iniziato”.
Il piano d’azione in 7 punti. Concretezza la parola chiave che ha guidato il confronto verso una roadmap di interventi prioritari; l’adozione di un Pdta a livello nazionale; il superamento delle disomogeneità regionali attraverso una governance nazionale realmente condivisa sulle vasculiti rare; l’introduzione di un codice di invalidità civile specifico per l’Egpa; la definizione univoca delle caratteristiche strutturali della patologia; l’istituzione di un Registro Nazionale dell’Egpa; l’attivazione di campagne pubbliche di informazione e formazione; l’ottimale utilizzo dei fondi dedicati nell’ambito del Piano nazionale malattie rare 2023-2026
Cos’è l’Egpa: il punto di vista dei clinici. E'una malattia rara con una prevalenza inferiore a 5 casi ogni 100.000 abitanti. “Nelle sue fasi iniziali è spesso confusa con asma grave o rinosinusite cronica, e diventa particolarmente pericolosa quando evolve nella fase vasculitica, aggredendo organi vitali come il cuore, i reni e il sistema nervoso periferico” spiega Augusto Vaglio, Professore Associato in Nefrologia e Direttore della Scuola di Specializzazione in Nefrologia presso l’Università degli Studi di Firenze, Coordinatore aziendale delle Malattie Rare e Dirigente Medico presso Unità di Nefrologia, Azienda Ospedaliero Universitaria Meyer, Firenze. “È frequente che la diagnosi della malattia sia tardiva. Spesso, infatti, passano anni prima di riuscire a identificarla, un tempo troppolungo in cui i danni d’organo evolvono in modo irreversibile. Il tempo è un fattore critico di successo del percorso terapeutico”.
La complessità sistemica dell'Egpa impone di agire subito sulla governance del percorso del paziente: oggi manca un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (Pdta) condiviso a livello nazionale e questa mancanza di uniformità crea una sanità a più velocità, quando servirebbe invece connettere la medicina del territorio con i grandi centri hub ospedalieri, creando delle corsie preferenziali di accesso. “Il paziente deve sentirsi parte di un “sistema familiare” in cui ogni figura sanitaria coinvolta lo segue in modo coordinato - aggiunge Cristiano Caruso, Direttore UOSD Allergologia e Immunologia Clinica, Fondazione Policlinico A. Gemelli Irccs roma e delegato ai rapporti con associazione pazienti della Siaaic, Società Italiana Allergologia Asma e Immunologia Clinica. “In questo senso l’ospedale non deve accentrare, ma condividere la presa in carico con il territorio per garantire continuità assistenziale. Altro elemento centrale è il caregiver, figura fondamentale per il paziente soprattutto in presenza di problemi di mobilità, immunosoppressione o difficoltà a seguire il percorso da solo. In assenza di una rete territoriale o familiare, anche una terapia efficace può non bastare”.
Oltre all’adozione di Pdta chiari, condivisi e omogenei a livello nazionale, è urgente il riconoscimento di un codice di invalidità specifico, che valorizzi la complessità e l’impatto sistemico dell’EGPA. Serve inoltre un impegno deciso per potenziare la formazione dei medici di medicina generale e degli specialisti. “Si tratta di una patologia che unisce la vasculite all'infiltrazione di eosinofili nei tessuti - spiega Giacomo Emmi, Professore Ordinario di Medicina Interna, Università di Trieste e direttore Struttura complessa medicina clinica, immunologia e reumatologia, ospedale yniversitario Cattinara, Trieste – Questa infiammazione può nel tempo causare a livello cardiaco fibrosi ed eventuale insufficienza cardiaca anche in soggetti giovani, compromettendo la loro salute fisica e psicologica. Il precoce danno infiammatorio a carico di arterie e vene accelera la degenerazione vascolare, elevando il rischio di eventi trombotici, tra cui infarto ed ictus fino ad un paziente su quattro. La terapia spazia dal cortisone agli immunosoppressori e farmaci biologici in base alla gravità, ma richiede sempre una gestione multidisciplinare guidata da uno specialista”.
Tra le criticità evidenziate, ancora, la disparità nell’accesso ai farmaci tra le varie regioni. “L'azione terapeutica deve evolvere verso una reale sostenibilità nella vita quotidiana del paziente - afferma Roberto Padoan, Responsabile del Centro Vasculiti di Padova presso l’Uoc Reumatologia dell'Azienda Ospedale-Università Padova – La gestione dell’Egpa è cambiata in modo significativo grazie all’arrivo di terapie mirate, capaci di agire su meccanismi chiave della malattia, inclusa l’infiammazione eosinofilica. Oggi la sfida è portare precocemente queste innovazioni nei percorsi di cura ordinari, con l’obiettivo di controllare meglio la malattia, limitare il ricorso prolungato ai glucocorticoidi e migliorare la qualità di vita dei pazienti”.
Il ruolo della politica. L’appello della comunità scientifica ha trovato ascolto presso i decisori politici e istituzionali. "Ospitare alla Camera dei deputati la presentazione del Libro Bianco sull’Egpa significa contribuire a dare attenzione istituzionale a una patologia rara ancora poco conosciuta ma fortemente impattante per pazienti e caregiver. È fondamentale sostenere occasioni di dialogo come questa, che mettono in rete istituzioni, clinici e associazioni pazienti per promuovere una presa in carico più tempestiva ed equa. Le evidenze e le proposte contenute nel Libro Bianco potranno inoltre costituire una base di lavoro utile anche per future iniziative parlamentari finalizzate a mantenere alta l’attenzione sui bisogni dei pazienti con Egpa", afferma Gian Antonio Girelli, componente XII Commissione Affari sociali della Camera dei deputati.
Il coinvolgimento delle istituzioni pubbliche è condizione imprescindibile per migliorare concretamente la vita dei pazienti con Egpa, malattia che, per la sua complessità e la sua scarsa conoscenza, rischia di essere invisibile. “Accendere i riflettori sulle malattie rare significa dare attenzione a bisogni spesso poco visibili ma molto concreti per pazienti e famiglie. La presentazione di oggi del Libro Bianco sull’Egpa rappresenta un momento importante per valorizzare il lavoro svolto da Apacs, dalla comunità scientifica e da tutti gli stakeholder coinvolti, favorendo una maggiore consapevolezza su diagnosi, presa in carico e qualità della vita. È ora dovere delle istituzioni tradurre questa consapevolezza in un impegno concreto e continuativo a sostegno dei malati rari, rafforzando le politiche di presa in carico e l’equità di accesso alle cure.” aggiunge la senatrice Elena Murelli, capogruppo 10a Commissione Affari sociali e membro IV Commissione Politiche dell'Ue del Senato della Repubblica

(Adnkronos) - Via libera del Consiglio dei ministri a due decreti legislativi in materia di intelligenza artificiale, con l'Ai messa al servizio anche delle forze di polizia. Ma "ma non c'è nessun Grande Fratello generalizzato perché è vietato l'utilizzo di banche dati biometriche create con raccolta massiva e generalizzate, quindi non mirata, di dati dal web''. Ad assicurarlo è il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi in conferenza stampa dopo il Cdm.
''Sono sono previsti elementi di informazione specifica per gli operatori di polizia e anche la possibilità per le forze di Polizia di sperimentare nuove soluzioni di intelligenza artificiale in ambienti protetti, in particolare ad alto rischio, in ambienti controllati'', ha aggiunto.
''L'intelligenza artificiale è un supporto e non è un poliziotto automatizzato, le decisioni restano umane'', le parole del ministro, che continua: "Ci sono delle regole stringenti per l'identificazione biometrica in tempo reale per finalità di polizia che è ammessa solo in casi eccezionali". L'utilizzo in tempo reale, ha poi precisato, può avvenire anche ''prima della commissione di reati'' nei casi di ''pericolo, minacce gravi specifiche'' come quelle ''con finalità di terrorismo o altri reati di particolare allarme sociale, oppure quando c'è necessità per la ricerca di persone scomparse o vittime di tratta, sequestro e sfruttamento sessuale''.
Piantedosi ha poi spiegato che ''serve la richiesta del questore, quindi dell'autorità di pubblica sicurezza che va indirizzata al procuratore della Repubblica e quindi poi una necessaria autorizzazione della autorità giudiziaria''. ''Sono peraltro previsti meccanismi di valutazioni di impatto sui diritti fondamentali prima dell'uso e anche meccanismi di notifica al garante della privacy delle condizioni di utilizzo'', ha spiegato.
''L'obiettivo è quello di mettere a disposizione delle funzioni di polizia, quindi di sicurezza, anche le tecnologie più avanzate. Il decreto stabilisce che l'intelligenza artificiale è un importante innovativo strumento di supporto dell'attività dell'operatore di polizia, ma non un sostituto delle decisioni umane. Questo è importante tenerlo in considerazione perché questo concetto permea un po' tutta la parte del procedimento che riguarda questo specifico utilizzo. Ogni utilizzo deve essere proporzionato, sottoposto a revisione e a sorveglianza umana qualificata e ovviamente rispettoso delle regole in materia di protezione dei dati personali, in particolare per quanto riguarda i dati sensibili'', sottilinea ancora il ministro.

(Adnkronos) - I Porti di Roma e del Lazio continuano a confermarsi protagonisti nel panorama nazionale e internazionale del traffico passeggeri. I dati statistici relativi al primo trimestre del 2026 evidenziano infatti una crescita significativa dei crocieristi e dei passeggeri di linea nel porto di Civitavecchia, principale scalo del network laziale. Nei primi tre mesi dell’anno sono transitati nel porto di Civitavecchia oltre mezzo milione di passeggeri. A trainare il risultato è il comparto crocieristico che, con 335.459 crocieristi movimentati, registra un incremento del 32,1% rispetto allo stesso periodo del 2025 (+81.539 passeggeri) che è stato l'anno record per lo scalo con oltre 3,5 milioni di crocieristi.
Particolarmente rilevante la crescita dei passeggeri “home port”, aumentati del 40,5%, mentre quelli in transito crescono del 27,2%, confermando il ruolo sempre più centrale di Civitavecchia come porto scelto per l’inizio e la conclusione delle crociere nel Mediterraneo. Positivo anche il dato relativo ai passeggeri delle Autostrade del Mare che, con un incremento del 17,9% (+25.871), raggiungono quota 170.692 unità nei primi novanta giorni dell’anno. La crescita del traffico passeggeri si riflette anche sul numero complessivo degli accosti, che registra un aumento del 9,8%, per un totale di 491 approdi: 128 navi da carico (+1%), 87 navi da crociera (+40,3%) e 276 navi di linea (+7%).
Continua inoltre l’espansione del settore automotive nel porto di Civitavecchia che, dall’inizio del 2026, segna un incremento del 49,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con 77.650 autovetture movimentate (+25.686). Un dato che conferma il crescente ruolo dello scalo come piattaforma logistica di riferimento per uno dei comparti industriali più importanti del Paese. Per quanto riguarda il traffico commerciale, il network dei Porti di Roma e del Lazio registra complessivamente 2.942.025 tonnellate di merci movimentate, con un lieve incremento dello 0,2% rispetto al primo trimestre del 2025.
Nel dettaglio, il porto di Civitavecchia registra un traffico complessivo pari a 1.761.362 tonnellate (-1%), ma con performance particolarmente positive in diversi comparti merceologici. Crescono le rinfuse liquide, che segnano un aumento del 27,1%, per un totale di 301.375 tonnellate movimentate (+64.280 tonnellate). All’interno del comparto, i prodotti raffinati raggiungono 291.375 tonnellate, con un incremento del 24,2% rispetto al primo trimestre del 2025. In crescita anche il settore delle merci varie in colli, che raggiunge 1.362.932 tonnellate (+2,4%; +32.181 tonnellate). Si registra invece una contrazione del traffico delle rinfuse solide (-54%; -113.812 tonnellate), legata all’ormai completo azzeramento del carbone e alla diminuzione dei prodotti metallurgici (-61,5%) e dei minerali grezzi (-60,8%). Un calo parzialmente compensato dall’aumento della categoria “altre rinfuse solide”, che cresce del 72,7%, attestandosi a 21.272 tonnellate movimentate. In lieve diminuzione anche il traffico container, con 26.428 Teu movimentati (-5,4%).
Per quanto riguarda gli altri scali del network laziale, il porto di Gaeta registra nel primo trimestre del 2026 un traffico complessivo pari a 487.051 tonnellate, con una crescita del 4,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, trainata principalmente dalle merci solide (+5,9%) e, in misura minore, dalle merci liquide (+2,5%). In aumento anche il numero degli accosti, che cresce del 13,6%, per un totale di 67. Nel porto di Fiumicino, infine, il traffico complessivo si attesta a 693.612 tonnellate (+0,5%), costituito prevalentemente dai prodotti raffinati destinati all’approvvigionamento dell’aeroporto internazionale Leonardo da Vinci.
"Il primo trimestre del 2026 conferma la solidità del percorso di crescita intrapreso dal sistema dei Porti di Roma e del Lazio e dimostra come Civitavecchia stia consolidando il proprio ruolo di hub strategico nel Mediterraneo", dichiara il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, Raffaele Latrofa. "I risultati registrati nel comparto crocieristico sono particolarmente significativi. L’aumento dei passeggeri, soprattutto nel segmento home port, testimonia la crescente attrattività internazionale dello scalo e il rafforzamento del suo ruolo quale porta d’accesso privilegiata a Roma e all’Italia. Al tempo stesso, la forte crescita del traffico automotive conferma la capacità del porto di intercettare nuovi flussi di traffico legati alla logistica. Proprio per questo ho voluto proporre l'idea di realizzare un grande multipiano che possa servire anche a dare una risposta concreta alla necessità di ulteriori spazi per fare crescere ancora l'automotive", aggiunge Latrofa.
"Stiamo portando avanti - prosegue Latrofa - interventi strategici che saranno determinanti per il futuro dei porti dell’intero network laziale: dal completamento dell’ultimo miglio ferroviario al cold ironing, dalle opere previste dal Pnrr ai progetti legati alla sostenibilità energetica e all’idrogeno, fino alla realizzazione del primo lotto del porto commerciale di Fiumicino. Infrastrutture moderne, intermodalità efficiente e transizione ecologica rappresentano le condizioni indispensabili per sostenere la crescita dei traffici, aumentare la competitività dei nostri scali e generare nuove opportunità di sviluppo economico e occupazionale per il territorio".
"Anche i numeri in crescita dei traffici commerciali del porto di Gaeta - aggiunge il presidente dell'Adsp - ci restituiscono l'immagine di uno scalo in salute, che già dai prossimi mesi potrà beneficare di un ulteriore impulso positivo anche per i passeggeri. Al Seatrade di Miami abbiamo avviato la promozione di Gaeta come porto per le navi boutique e il segmento delle crociere del lusso, per le quali stiamo aprendo un tavolo con Comune, Capitaneria di Porto e altri stakeholder per cogliere nuove opportunità molto concrete".
"Questi numeri – conclude Latrofa – sono il frutto di un lavoro di sistema che coinvolge gli operatori, le imprese, le istituzioni del territorio e l’Adsp, che ringrazio come squadra, che ho trovato lacerata internamente al mio arrivo e che insieme stiamo ricostruendo con soddisfazione di tutti, a partire dai dipendenti. I risultati rappresentano anche uno stimolo a proseguire con determinazione lungo la strada degli investimenti infrastrutturali e dell’innovazione",

(Adnkronos) - Dieci milioni di italiani convivono con il dolore cronico. "Un dolore che non finisce, che cambia la vita, che impedisce di lavorare, di dormire, di avere una vita sociale soddisfacente. Una malattia riconosciuta a livello internazionale come tale, con radici fisiche, psicologiche e sociali". Eppure, "in Italia chi ne soffre non ha le stesse possibilità di cura a seconda di dove abita, e spesso non sa nemmeno che esiste uno specialista dedicato", denuncia la Siaarti, Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia Intensiva. "Dalla Sicilia al Piemonte cambia tutto: quali terapie sono rimborsate, quante strutture esistono, persino se lo specialista c'è o no", incalzano gli specialisti che - a quasi 2 mesi dal congresso Siaarti di Area Medicina del dolore che si è svolto a Riccione ad aprile - rilanciano l'allarme rivolgendo "una richiesta precisa alle istituzioni: un atto normativo vincolante che metta fine alla disomogeneità oggi esistente nella cura del dolore cronico".
"In Italia - ricorda la Siaarti - esiste da anni una legge (la 38 del 2010) e un riconoscimento formale della terapia del dolore come specialità medica autonoma. Ma il passaggio dalle norme alla realtà è ancora incompleto e disuguale". Un caso concreto lo illustra Paolo Cotogni, direttore della Struttura complessa di Terapia del dolore della Città della Salute e della Scienza di Torino: "In Piemonte il tariffario regionale approvato nel 2024 non associava alcune terapie tipiche degli specialisti del dolore alla branca corretta, attribuendole invece a radiologi o neurochirurghi. Lo specialista giusto non poteva erogare ufficialmente quelle cure. Il problema è stato corretto solo nel 2025, dopo ripetute richieste. Un'eccezione positiva nella stessa regione: grazie a una delibera del 2014, l'Aou Città della Salute e della Scienza dispone di 9 posti letto dedicati alla terapia del dolore, caso ancora raro in Italia". Il messaggio della società scientifica degli anestesisti-rianimatori italiani è che oggi lungo la Penisola "ci sono regioni con reparti dedicati e posti letto per la terapia del dolore, e regioni dove non esistono. Regioni che rimborsano determinate terapie innovative e Regioni che non lo fanno. Addirittura, all'interno della stessa regione, la situazione può cambiare da un ospedale all'altro".
"Il dolore cronico è spesso sottovalutato perché non immediatamente visibile. Non solo per il paziente, ma anche per gli amministratori. La mancanza di una codifica della patologia rende difficile comprendere quante persone si rivolgono ai nostri ambulatori e perché", sono le parole di Silvia Natoli, responsabile Area culturale Siaarti Dolore e cure palliative, che fotografano uno dei nodi più profondi del problema: "Il dolore cronico non si vede, non lascia tracce evidenti, non finisce sui referti. Ed è proprio questa sua invisibilità - agli occhi dei pazienti, dei medici di medicina generale, degli amministratori sanitari - che rende così difficile conferirgli l'attenzione dovuta sul piano istituzionale", rilevano gli esperti.
"Il dolore cronico non è un sintomo: è una malattia", chiarisce Arturo Cuomo, direttore Sc Anestesia e rianimazione e Terapia antalgica dell'Istituto nazionale tumori Irccs Fondazione Pascale di Napoli: "Il dolore cronico coinvolge la sfera psicologica, relazionale e lavorativa della persona, determinando frequentemente condizioni di vera e propria disabilità dolorosa", sottolinea. "Chi ne soffre spesso non riesce a lavorare, si isola, sviluppa depressione. Il costo umano è enorme" e "quello economico - tra giornate lavorative perse, accessi impropri al pronto soccorso, terapie non appropriate - lo è altrettanto", evidenzia la Siaarti. Per costruire risposte adeguate servono strutture e percorsi condivisi, osserva Cesare Bonezzi, Senior Consultant Unità di Terapia del dolore Istituti clinici scientifici Maugeri, Irccs Pavia. "E' fondamentale definire percorsi diagnostico-terapeutici condivisi, strutture adeguatamente accreditate e reti realmente operative - precisa - Solo attraverso un'organizzazione omogenea sarà possibile garantire appropriatezza clinica, continuità assistenziale e accesso uniforme alle cure. La disciplina si occupa di pazienti complessi, spesso con patologie croniche di confine tra varie specialità, che richiedono un approccio interdisciplinare e competenze altamente specifiche. Fondamentale" per Bonezzi anche "garantire una corretta valorizzazione delle procedure terapeutiche e mininvasive, alla luce dell'evoluzione tecnologica e dei costi organizzativi che comportano".
Il nodo centrale, secondo la Siiarti, "non è la mancanza di conoscenze mediche né di documenti tecnici, ma la mancanza di uno strumento normativo che obblighi le Regioni ad applicare le stesse regole". Ricorda Antonino Giarratano, past president della società scientifica e componente del Comitato tecnico sanitario del ministero della Salute: "Come Siaarti abbiamo dimostrato negli anni la capacità di produrre documenti tecnici di alto livello. Ma il nodo vero è un altro: tutto ciò che produciamo sarà recepito dalla Conferenza Stato-Regioni? Diverrà un decreto che imponga l'omogeneizzazione sul territorio nazionale? Perché altrimenti chi lavora sul campo è costretto a cercare nei codici esistenti quale assomiglia di più alla procedura che sta eseguendo, senza riconoscimento e senza logica". Giarratano ribadisce inoltre che "la crescente domanda assistenziale richiede specialisti adeguatamente preparati, ma oggi i percorsi formativi nelle scuole di specializzazione risultano ancora insufficienti rispetto alla complessità clinica e organizzativa della disciplina". Sul piano pratico indica la strada Franco Marinangeli, ordinario di Anestesia e rianimazione all'università dell'Aquila: "La società scientifica deve dare linee di indirizzo e portarle al ministero. Dopodiché, dentro ogni ospedale, è il direttore generale che con l'atto aziendale decide se istituire un reparto di terapia del dolore. Ognuno di noi conosce la propria realtà locale e deve usare quegli strumenti per orientare le direzioni aziendali. La via esiste. Ma oggi il primo obiettivo è rialzare l'attenzione sul tema e fare in modo che i documenti che produciamo arrivino a una soluzione concreta".
In questo quadro, si legge in una nota, "Siaarti si rende disponibile a collaborare con il ministero della Salute a un decreto che obblighi tutte le Regioni ad applicare in modo uniforme il riconoscimento della terapia del dolore come specialità, con strutture accreditate e tariffe omogenee. Parallelamente, la società scientifica chiede che il dolore cronico venga inserito tra le patologie del Piano nazionale della cronicità, e che nelle nuove Case di comunità Hub sia garantita la presenza di uno specialista in grado di intercettare i pazienti prima che arrivino al pronto soccorso. Sul fronte dei trattamenti, i tariffari regionali devono riconoscere e remunerare adeguatamente le terapie innovative e mininvasive. Infine, occorre investire nella formazione: i percorsi nelle scuole di specializzazione sono ancora insufficienti rispetto alla complessità di una disciplina che riguarda 10 milioni di persone". Conclude Bonezzi: "Garantire a chi soffre di dolore cronico lo stesso accesso alle cure indipendentemente dalla regione in cui vive non è una questione organizzativa. E' una questione di equità".

(Adnkronos) - Stasera, mercoledì 10 giugno, torna su Canale 5 'Super karaoke' con il secondo appuntamento. Alla conduzione Michelle Hunziker che si mette in gioco insieme agli ospiti e ai concorrenti in gara. I protagonisti dello show sono le persone comuni che condividono la passione per il canto e che si sfidano a colpi di karaoke.
A contendersi la vittoria quattro squadre, ciascuna composta da cinque concorrenti scelti dai capisquadra: Lucilla Agosti, Daniele Battaglia, Fabio De Vivo e Rosaria Rollo. Questi ultimi hanno a disposizione, inoltre, alcuni 'partecipanti speciali', denominati Wild Card, che possono aggiungersi alla squadra per dare il proprio contributo sul palco.
Nel corso della sfida, i concorrenti hanno l’opportunità di duettare con alcuni dei più grandi artisti della musica italiana. Ospiti della seconda puntata: Sal Da Vinci, Anna Tatangelo, Francesco Renga e Serena Brancale.
Le voci in gara si sfidano sulle note dei più celebri brani della musica italiana, dai grandi classici e alle hit degli anni Ottanta, Novanta e di oggi: brani che hanno fatto cantare intere generazioni. Al termine della competizione è il pubblico presente in piazza Trento e Trieste a Ferrara a decretare il vincitore.

(Adnkronos) - L'intelligenza artificiale è una "questione tra le più complesse del nostro tempo". Lo afferma Giorgia meloni del giorno del consiglio dei Ministri convocato proprio per approvare i decreti attuativi delle norme di riferimento sull'utilizzo dell'IA. E la premier, per sottolineare come si stia andando "verso un mondo nel quale diventa difficile distinguere quello che è vero da quello che non lo è", cita come esempio la sua foto fake in lingerie, da lei stessa rilanciata, che ha fatto il giro del web.
"Se vedi la Meloni in camicia da notte, sul letto, mezza nuda, non pubblicare la foto dicendo 'si può un presidente del Consiglio dei Ministri presentare così' perché ci sarà scritto 'la Meloni è nuda perché è stato fatto con l'intelligenza artificiale'. Altrimenti abbiamo un problema", ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un passaggio del suo intervento all'assemblea generale di Confcommercio, ricodando che "abbiamo fatto una proposta a livello internazionale, cioè quando tu vedi qualcosa che è prodotto dall'intelligenza artificiale, deve essere scritto in sovraimpressione 'è prodotto dall'intelligenza artificiale'".
Il tema, ha ribadito la presidente del Consiglio, riguarda in generale la necessità di affrontare l’impatto dell’intelligenza artificiale sull’informazione e sulla percezione della realtà, in un contesto in cui la distinzione tra vero e falso diventa sempre più complessa.
Quanto alla sfera lavorativa, l'intelligenza artificiale è uno "strumento dal potenziale straordinario" ma la sua "potenza potremmo scoprirla davvero molto tardi". "Oggi quello che rischia di essere sostituito è il lavoro di intelletto e quindi l'impatto che può avere sul nostro mercato del lavoro è imponderabile. Noi rischiamo oggettivamente un mondo nel quale sempre più persone non saranno necessarie, un mondo nel quale la ricchezza si concentra e si verticalizza ancora di più. Va governato. Non si può governare solo a livello nazionale, va governato a livello globale, a livello internazionale", ha detto.

(Adnkronos) - Nathalie Caldonazzo presa di mira per la sua "eccessiva magrezza". L'attrice ospite oggi, mercoledì 10 giugno, a 'La volta buona' ha parlato delle critiche ricevute sui social negli ultimi mesi a causa del suo aspetto fisico. "La situazione stava degenerando, era partito sui social un fomento di cattiveria e disprezzo nei miei confronti", ha spiegato Caldonazzo, che è intervenuta con un video su Instagram dopo i giudizi ricevuti.
La showgirl ha spiegato che le critiche sono arrivate dopo essersi mostrata sul suo profilo instagram mentre ballava insieme alla madre: "Da quel momento hanno cominciato a insultarmi dicendomi che sembravo un verme e uno scheletro", ha detto l'attrice, ricordando alcuni dei commenti ricevuti e sottolineando come provenissero tutti da account gestiti da donne.

(Adnkronos) - "Naturale non vuol dire sempre sicuro. Integratori, estratti vegetali e botanicals sono sempre più diffusi e spesso percepiti dai consumatori come prodotti innocui proprio perché di origine naturale. Ma possono contenere sostanze attive, miscele complesse, contaminanti o interagire con farmaci e terapie in corso". È l'allerta lanciata in occasione del 23esimo Congresso nazionale della Società italiana di tossicologia (Sitox), che si chiude oggi a Bologna: tre giorni di lavori, oltre 80 esperti coinvolti tra relatori, moderatori e componenti dei panel, più di 20 sessioni scientifiche e momenti congressuali, comunicazioni orali, poster session e flash communication, per fare il punto sul ruolo della tossicologia nella tutela della salute pubblica.
La sessione 'Sicurezza delle sostanze botaniche e NAMs' è stata moderata da Corrado L. Galli e Marina Marinovich e ha affrontato il tema della valutazione tossicologica delle sostanze botaniche attraverso un approccio scientifico integrato: caratterizzazione chimica, valutazione delle miscele, approcci in silico e studio della genotossicità. "Il fatto che una sostanza sia naturale non significa che sia automaticamente sicura - sottolinea Galli, past president della Sitox - Le sostanze botaniche possono contenere composti attivi, miscele complesse e contaminanti che richiedono una valutazione rigorosa, soprattutto quando vengono assunte come integratori o prodotti di largo consumo".
Il programma congressuale ha attraversato numerosi ambiti della tossicologia moderna: alimenti, farmaci, dispositivi medici, botanicals e integratori, agrofarmaci, nanomateriali, tossine naturali, tossicologia analitica e clinica. I simposi sono stati promossi dai tavoli e dai gruppi di lavoro della Sitox, e integrati dalle proposte scientifiche dei soci e delle aziende. Per gli esperti della società scientifica, il punto centrale è superare l'idea che botanicals e integratori siano prodotti 'leggeri' o privi di rischi. La sicurezza dipende dalla composizione, dalla dose, dalla qualità della materia prima, dalle possibili interazioni con farmaci e dalle caratteristiche della persona che li assume.
"La valutazione della sicurezza deve partire da una conoscenza precisa di ciò che il prodotto contiene - aggiunge Galli - Senza una corretta caratterizzazione chimica e senza strumenti adeguati per valutare tossicità, genotossicità e interazioni, il consumatore rischia di essere esposto a sostanze di cui non conosce davvero il profilo di rischio".
In questo contesto diventano centrali le NAMs-New Approach Methodologies, nuovi approcci metodologici che integrano modelli computazionali, strumenti predittivi, metodi alternativi e analisi avanzate per valutare la sicurezza in modo più mirato e moderno. "Le NAMs rappresentano un'opportunità importante - spiega Marinovich, membro della Società italiana di tossicologia - perché permettono di combinare dati chimici, biologici e computazionali per ottenere valutazioni più rapide, predittive e aderenti alla complessità reale delle sostanze botaniche. Ma devono essere utilizzate con criteri scientifici solidi e in un quadro regolatorio chiaro".
La crescente diffusione di prodotti naturali, botanicals e integratori rende necessario rafforzare anche la comunicazione verso cittadini e operatori sanitari, rimaca la Sitox. Non si tratta di demonizzare questi prodotti - precisa la società scientifica - ma di promuoverne un uso consapevole, soprattutto nei soggetti fragili, nelle donne in gravidanza, negli anziani, nei pazienti cronici o in chi assume terapie farmacologiche.
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