
(Adnkronos) - Il Louvre riapre le porte ai visitatori oggi, lunedì 20 ottobre, dopo il furto di domenica, un colpo fulmineo con un bottino dal valore "inestimabile".
La riapertura del museo più famoso al mondo è prevista per le 9, ma alcune "aree" saranno "oggi chiuse al pubblico", hanno confermato dal Museo a Bfmtv senza altri dettagli all'indomani della rapina che il presidente francese Emmanuel Macron ha definito "un attentato a un patrimonio che amiamo perché è la nostra storia", assicurando che "recupereremo le opere e i responsabili saranno assicurati alla giustizia".
"Non è possibile garantire la sicurezza totale di tutti i luoghi, ma quel che è certo è che abbiamo fallito". Così ai microfoni di France Inter il ministro della Giustizia, Gérald Darmanin. Un colpo che dà "un'immagine pessima della Francia", ha detto, dopo che gli autori sono riusciti a "mettere un montacarichi nel mezzo della strada a Parigi, far salire delle persone in pochi minuti per recuperare gioielli dal valore inestimabile".
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(Adnkronos) - "Una notizia terribile che lascia senza parole". Così la premier Giorgia Meloni commenta sui social l'assalto di ieri al pullman dei tifosi del Pistoia Basket dopo la partita giocata sul campo della Sebastiani Rieti e la morte dell'autista di scorta, centrato da uno dei mattoni lanciati contro il mezzo.
"L’assalto al pullman dei tifosi del Pistoia Basket, costato la vita a un autista colpito da un mattone, è un atto di violenza inaccettabile e folle. Esprimo il mio profondo cordoglio alla famiglia della vittima - ha scritto ancora Meloni - e la mia vicinanza a chi ha assistito a questa tragedia. Confido che i responsabili di questo gesto vigliacco e criminale vengano individuati e assicurati rapidamente alla giustizia", la conclusione del messaggio.
L'assalto al pullman dei tifosi di Pistoia, è avvenuto ieri lungo la superstrada Rieti-Terni, all'altezza dello svincolo di Contigliano. Il pullman è stato colpito da pietre e altri oggetti contundenti. Uno di questi, un mattone, ha centrato in pieno l'autista di scorta del mezzo.
La situazione clinica dell'uomo è stata fin da subito giudicata come grave e, una volta arrivati i soccorsi, si è tentato per più di un'ora di procedere alla rianimazione. I tentativi sono risultati vani, l'uomo che è stato dichiarato deceduto, come riferisce Pistoiasport.
"Un atto criminale che ci lascia increduli, l'assalto a colpi di sassi contro il pullman dei tifosi del Pistoia Basket nel dopo partita con il Rieti. Ci stringiamo intorno ai familiari dell'autista che è stato ucciso. Il nostro pensiero è per loro. Siamo in contatto con i pistoiesi che erano sul pullman e con le autorità che stanno svolgendo le indagini", le parole su Facebook del sindaco di Pistoia, Alessandro Tomasi.
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(Adnkronos) - Nell'immagine di un Veneto sempre comunque simbolo di un'economia in crescita, forte, di un indotto molto variegato, i giovani, però, lasciano questo territorio per restare nei confini nazionali o per andare al di fuori, per cercare impresa altrove: “C'è un trend che abbastanza impietoso, analizzato da Fondazione Nordest negli ultimi dieci anni, che dimostra che in media vi è un’emorragia di 3000-3500 giovani che se ne vanno. Cifra, che nel 2024 va quasi a raddoppiare. Riguardo al motivo di questo andamento, mi verrebbe da rispondere con una figura retorica: mancano molti pezzi al nostro puzzle del territorio veneto”.
Con queste dichiarazioni, Riccardo Fornasier, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Veneto, è intervenuto al panel ‘Lavoro, impresa e territorio. Una visione veneta per il futuro’ nell’ambito di StatisticAll2025, il festival della statistica e della demografia che si sta svolgendo a Treviso.
“Un dato su tutti: i super computer o l'infrastruttura che è in grado di generare un output stante l'intelligenza artificiale, se in Veneto vale 1, nella sola città di Milano vale 15 volte e quindi già questo è significativo e fa capire come altri territori siano molto più propensi ad avvicinare delle persone che hanno delle qualità, delle competenze e che soprattutto hanno un background che può portare un valore aggiunto al territorio - spiega Fornasier - Paola Carron, presidente di Confindustria Veneto, ha sottolineato come ogni singolo euro investito in intelligenza artificiale in ambito della manifattura porta un moltiplicatore di 2,7 volte. Lo stesso si vede nelle operazioni fatte dal governo quando ha scelto di investire nella Zes - Zona economica speciale, nel Sud Italia e quindi tutte queste operazioni molto virtuose danno degli output e noi siamo un terreno vergine e speriamo che la nuova amministrazione sia in grado di cogliere tutte le opportunità sottolineate dalla finanziaria”.
Il presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Veneto, poi, spiega perché è difficile attrarre lavoro e impresa sul territorio: “La parte di capacità di calcolo è solo uno dei pezzi del puzzle, ma c'è anche un problema di tipo abitativo e chi vive in città o in provincia, se ne rende conto: gli studenti hanno grosse difficoltà a trovare una locazione dove vivere per frequentare l'università e manca una vera volontà da parte del mondo dell'impresa di credere effettivamente negli under 35, se questa fascia può essere considerata quella di riferimento - sottolinea - I numeri, anche in questo caso, sono abbastanza impietosi: negli ultimi dieci anni gli amministratori delegati under 35 di Pmi o di grandi società venete sono calati di quasi il 15% in maniera inesorabile. Già questo è un primo sintomo del fatto che c'è una popolazione che invecchia e manca il giusto spazio per dare la possibilità ai giovani di esprimersi e, perché no, anche sbagliare, perché se non si sbaglia non si impara mai nulla”.
Fornasier, infine, conclude parlando dell’importanza della formazione, in un contesto in cui le aziende sono alla ricerca di profili professionali, ma non li riescono a trovare: “Quei 7500 giovani che se ne sono andati dalla nostra regione nel 2024 per andare all'estero, quindi non per andare in in provincia limitrofe, ne sono un valido esempio, perché il 90% di loro è laureato in materie stem, sempre più utili al mondo dell'impresa per tentare di avere una transizione del digitale in ambito della manifattura, che, però, fa fatica a creare un valore aggiunto di qualità ed è una manifattura che senza questi giovani non ha la possibilità di proseguire. Li si attrae dando loro la possibilità di trovare un luogo dove stare, un salario decoroso o quantomeno proporzionato alle loro capacità e un bilanciamento equilibrato tra vita lavorativa e privata”.

(Adnkronos) - In Bolivia è stato eletto un presidente di centrodestra, il senatore Rodrigo Paz, mettendo fine a vent'anni di socialismo. Lo ha reso noto il Tribunale elettorale supremo spiegando che con il 97,8 percento delle schede scrutinate, Paz ha ottenuto il 54,6 per cento dei voti contro il 45,4 per cento del suo rivale, l'ex presidente ad interim di destra Jorge "Tuto" Quiroga. La notizia ha portato in piazza a La Paz numerosi cittadini, che hanno accolto il risultato elettorale con canti, balli e fuochi d'artificio.
La Bolivia sta "riconquistando il suo posto sulla scena internazionale", ha detto Paz dopo la vittoria elettorale dicendo di aver ricevuto un messaggio di congratulazioni da parte del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Dopo l'annuncio dei risultati, il candidato vicepresidente di Paz, Edmand Lara, ha lanciato un appello all'"unità e alla riconciliazione" dopo una campagna elettorale difficile.
Sotto la guida dell'ex presidente Evo Morales, la Bolivia ha compiuto una svolta a sinistra: nazionalizzando le risorse energetiche, rompendo i legami con Washington e stringendo alleanze con Cina, Russia e altri esponenti della sinistra a Cuba, in Venezuela e altrove in America Latina.
Paz, 58 anni, figlio di un ex presidente, nel suo programma elettorale ha promesso un "capitalismo per tutti" nella riforma economica, con decentralizzazione, tasse più basse e disciplina fiscale, oltre a una continua spesa sociale. Ha annunciato che il suo stile di governo sarà basato sul "consenso". Non avrà la maggioranza del partito al Congresso, quindi dovrà fare delle concessioni per far approvare le leggi.
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(Adnkronos) - Piogge, forti temporali, temperature in discesa. Dopo giornate di sole all'insegna dell'ottobrata sull'Italia, ecco il rapido peggioramento meteo. Come spiegano gli esperti nelle previsioni del tempo di oggi, lunedì 20 ottobre, la 'porta atlantica' ha infatti deciso di aprirsi e un’intensa perturbazione è pronta a fare il suo ingresso sul nostro Paese.
Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it, conferma uno scenario meteo destinato a cambiare rapidamente nelle prossime ore. L’alta pressione si è arresa allo strapotere atlantico e il cambio di registro è ormai imminente.
Una vasta e violenta perturbazione di origine atlantica sta per determinare un brusco peggioramento delle condizioni meteorologiche a partire dal Nord e dal Centro. La giornata di lunedì 20 ottobre sarà un vero e proprio banco di prova, con piogge e temporali anche di forte intensità che interesseranno soprattutto le regioni settentrionali e parte di quelle centrali.
L'attenzione è puntata in particolare tra Liguria di Levante e Toscana settentrionale, considerate le aree a più alto rischio, dove le precipitazioni potranno risultare violente. La convergenza di venti di natura differente potrebbe creare le condizioni ideali per lo sviluppo di temporali autorigeneranti.
I temporali autorigeneranti rappresentano una seria minaccia: si tratta di sistemi temporaleschi che, alimentati costantemente da aria umida e intrappolati dalle convergenze dei venti, stazionano sulle stesse zone per diverse ore, scaricando ingenti quantità d'acqua in poco tempo. Questo scenario aumenta drasticamente il rischio di criticità idrogeologiche, come allagamenti, esondazioni e smottamenti.
Tra martedì 21 e mercoledì 22 ottobre, la perturbazione si muoverà gradualmente verso Sud, coinvolgendo in maniera più diffusa le regioni centrali e in parte anche quelle meridionali. Sebbene i fenomeni più estremi siano attesi inizialmente sul Nord, anche il Centro Italia vedrà piogge consistenti e temporali, seppur con intensità localmente variabile.
Il fronte perturbato sarà accompagnato da un netto divario termico. Le temperature subiranno un sensibile calo al Centro-Nord a causa dei fenomeni e dell'ingresso di aria più fresca. Al contrario, le regioni meridionali e le Isole maggiori continueranno a sperimentare un clima decisamente caldo per il periodo, con le colonnine di mercurio che potrebbero superare i 20-22°C, grazie all'azione dei venti meridionali che precedono l'arrivo del fronte freddo, in attesa di un generale abbassamento termico solo a perturbazione inoltrata.
Lunedì 20. Al Nord: perturbazione con piogge. Al Centro: stabile, ma in serata peggiora sull’alta Toscana. Al Sud: instabile sulla Sicilia ionica.
Martedì 21. Al Nord: piogge sul Friuli Venezia Giulia. Al Centro: forti temporali su settori tirrenici. Al Sud: peggiora in Campania.
Mercoledì 22. Al Nord: molto nuvoloso, temporali sullo Spezzino. Al Centro: nuvoloso con rovesci e temporali su Toscana, Umbria e Lazio. Al Sud: rovesci sul basso Tirreno, schiarite altrove.
Tendenza: nuova perturbazione giovedì.
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(Adnkronos) - Lady Gaga a Milano per il primo dei due show sold out al Forum di Assago del suo ‘Mayhem Ball Tour’, un’opera Gothic Pop di oltre due ore e 30 brani in scaletta. La popstar, accolta da un boato, è entrata in scena issata su un’enorme crinolina rossa con al suo interno una gabbia di ferro nella quale danzavano i ballerini, per poi attaccare ‘Abracadabra’, dal nuovo album ‘Mayhem’ e altre hit del suo repertorio tra cui ‘Poker Face’, ‘Judas’ , ‘Bad Romance’ e ‘Paparazzi’.
Leggi tutto: Lady Gaga, a Milano il suo ‘Mayhem Ball’ è un'opera Gothic Pop

(Adnkronos) - Due persone sono morte all'aeroporto di Hong Kong dopo che un aereo cargo è uscito di pista in fase di atterraggio per ragioni ancora sconosciute, colpendo un veicolo a terra e precipitando in mare. L'aeroporto internazionale di Hong Kong è uno dei più trafficati al mondo per il trasporto aereo di merci e l'incidente è stato uno dei più gravi da quando l'hub ha iniziato a operare nel 1998. L'aereo era un Boeing 744, una versione del 747, secondo il Dipartimento dell'Aviazione Civile di Hong Kong.
Steven Yiu, direttore esecutivo delle operazioni aeroportuali presso l'Autorità aeroportuale di Hong Kong, ha spiegato che l'aereo cargo coinvolto era degli Emirati Arabi Uniti, "ha lasciato la pista nord in atterraggio e ha attraversato la recinzione prima di precipitare in mare" intorno alle 4 del mattino ora locale.
"Purtroppo, in quel momento era presente un'auto della pattuglia di sicurezza dell'aeroporto. L'aereo si è scontrato con l'auto della pattuglia, spingendola in mare", ha aggiunto in conferenza stampa. I sommozzatori hanno estratto le persone erano a bordo dell'auto a circa cinque metri dalla riva. Le vittime avevano 30 e 41 anni.
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(Adnkronos) - Tregua fragile a Gaza, dove dopo una giornata di raid su Rafah è stato ripristinato il cessate il fuoco. Israele intanto, dietro pressioni dell'amministrazione Trump, avrebbe sospeso la decisione di fermare la consegna degli aiuti umanitari nella Striscia e i valichi dovrebbero quindi riaprire questa mattina.
La decisione è arrivata dopo una giornata ad alta tensione, quando l'esercito israeliano ha annunciato una serie di raid contro obiettivi di Hamas a Gaza "in risposta alla palese violazione dell'accordo sul cessate il fuoco" compiute da Hamas a Rafah che ha provocato la morte di due soldati.
Secondo fonti militari israeliane, le operazioni sono servite per colpire "infrastrutture e postazioni dei terroristi", come rappresaglia per l'attacco contro le Idf. Il movimento palestinese ha tuttavia negato ogni coinvolgimento, accusando a sua volta Tel Aviv di violazioni. I nuovi raid israeliani, secondo fonti di Gaza alla Bbc, avrebbero causato almeno 44 vittime. Israele ha informato in anticipo della rappresaglia l'amministrazione Usa tramite il Centro di comando statunitense che supervisiona la tregua.
E proprio per garantire il rispetto dell'accordo di pace e perché cessate il fuoco a Gaza non collassi, gli Stati Uniti stanno intanto lavorando intensamente dietro le quinte. Nelle prossime ore il vice presidente Jd Vance e gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner si recheranno in Israele con l'obiettivo di stabilizzare la tregua, supervisionare il ritorno dei corpi degli ostaggi deceduti, accelerare sugli aiuti umanitari e progettare una forza internazionale di sicurezza a Gaza. Secondo funzionari statunitensi, i prossimi 30 giorni sono considerati decisivi per il futuro della fragile tregua.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha intanto spiegato di ritenere che ''la leadership di Hamas non sia coinvolta'' negli attacchi contro le Idf nella Striscia di Gaza, ma che ''forse ci sono dei ribelli al suo interno''. Parlando con i giornalisti a bordo dell'Air Force One, Trump ha aggiunto che ''in ogni caso la situazione verrà gestita in modo appropriato. Con durezza, ma correttamente''.
Auspicando che l'accordo di cessate il fuoco a Gaza regga, Trump ha aggiunto che gli Stati Uniti vogliono che ''i rapporti con Hamas saranno molto pacifici''.
Leggi tutto: Gaza, dopo i raid torna il cessate il fuoco. Oggi gli inviati di Trump in Israele

(Adnkronos) - E' atteso in settimana l'approdo dell'articolato della Legge di Bilancio in Parlamento, per poi avviare, dopo le procedure di prassi, la sessione di bilancio che quest'anno inizia al Senato per il via libera alla Manovra 2026. Dalle misure fiscali come il taglio dell'Irpef e la rottamazione, al pacchetto per le famiglie ed il lavoro, tra le altre misure: sono in tutto 137 gli articoli di una bozza del ddl Bilancio visionata dall'Adnkronos.
A quanto apprende l'Adnkronos da fonti della maggioranza, si punta alla notifica del testo già martedì ma la data potrebbe slittare di qualche giorno. Ad ogni modo se la tabella di marcia venisse rispettata, già dall'ultima settimana di ottobre potrebbero iniziare le audizioni davanti alle commissioni Bilancio, per poi procedere con la presentazione degli emendamenti ed il voto in prima lettura a Palazzo Madama.
Novembre sarà quindi un mese clou per capire se l'iter del ddl procederà spedito o se i tempi dell'esame tra Senato e Camera si allungheranno arrivando a ridosso delle festività, come l'anno scorso quando il via libera definitivo alla Finanziaria arrivò il 28 dicembre.
Seppur prematuro, visto che ancora non è noto lo stanziamento per gli emendamenti, nei piani della maggioranza si potrebbero apportare migliorie alla nuova Transizione 5.0, il piano per innovazione e green delle imprese.
"Si può lavorare bene per snellire la burocrazia in modo che gli imprenditori vengano facilitati nella presentazione delle domande", spiega all'Adnkronos Giorgio Salvitti, senatore di Fratelli d'Italia in commissione Bilancio al Senato. "Nell'ottica di quello che ha fatto il governo - spiega - possiamo apportare delle migliorie per replicare il successo di Industria 4.0", perché "questa volta usiamo fondi nazionali e quindi non soggetti alle regole per l'uso dei fondi Ue". Su questo fronte "auspico il consenso dell'opposizione, questa non è misura politica ma una misura che dovrebbe trovare ampia condivisione", osserva Salvitti.
Forza Italia punta all'obiettivo di estendere la platea dei beneficiari del taglio della seconda aliquota Irpef dal 35% al 33% ai redditi fino a 60mila euro, dalla soglia dei 50mila prevista dal governo. Impresa ardua però perché servirebbero almeno 1,5 mld. Per le altre modifiche, in qualità di leader di Forza Italia, il vice premier Antonio Tajani ha già iniziato gli incontri con le associazioni e le parti sociali, spiega all'Adnkronos il senatore e capogruppo FI in commissione Bilancio, Dario Damiani, condividendo, tra le altre, la richiesta Cisl di azzerare la tassazione sul premio di produttività, già scesa dal 5% all'1% nella nuova legge di Bilancio.
Sul contributo da 4,4 mld circa nel 2026 delle banche inoltre Damiani sottolinea che si tratta di un intervento "sociale", che per oltre la metà (2,4 mld) andrà a finanziare la sanità ed in particolare l'assunzione di nuovo personale. "Quindi nessuna tassa sull'extra-profitto che è contro qualunque lessico politico ed economico di Forza Italia e di tutto il centrodestra - spiega Damiani - ma una misura per il sociale, per la sanità che ha bisogno di nuove assunzioni".
Per l'opposizione la manovra invece non risponde alle necessità del paese. "E' deludente, piatta ed inconsistente", dice all'Adnkronos il vice presidente della commissione Bilancio al Senato Antonio Misiani (Pd). "Prima di ragionare sul pacchetto delle contro proposte vorremmo vedere il testo, perché per ora ci sono solo i titoli" e "vorremmo capire il budget, perché se i numeri saranno quelli dell'anno scorso ci sarà poco da fare". Ad ogni modo, il Pd ragionerà su proposte su tre anni basate su tre pilastri principali: lavoro e tassazione; industria e servizi essenziali (sanità, trasporto pubblico e casa).
Sul primo fronte Misiani indica l'obiettivo della restituzione del fiscal drag e la sterilizzazione per il futuro, del salario minimo e della contrattazione collettiva. Sul versante dell'industria: "Quattro miliardi per la nuova Transizione 5.0 sono una goccia rispetto a quello che servirebbe". Non solo, "oltre a questo - incalza l'ex vice ministro all'Economia - chiederemo il rifinanziamento del fondo automotive tagliato dal governo in uno dei momenti più difficili per il settore e servono inoltre misure per abbassare il costo dell'energia: questi due temi sono totalmente assenti nella manovra".
Terzo filone di intervento per il Pd è quello dei servizi essenziali: sanità, scuola, trasporto pubblico e casa. "Sono settori sacrificati, siamo davanti alla Legge di bilancio più piccola dal 2014 e a noi serviva non una manovra di galleggiamento ma una manovra trasformativa", afferma l'esponente Pd. Fari infine sul contributo delle banche. "La partita ha diversi lati oscuri: che certezza c'è di queste entrate, se sono volontarie come si possono inscrivere a bilancio? Sarebbe inaccettabile se quello che viene spacciato come un contributo poi venisse scaricato sui correntisti", conclude Misiani.
Leggi tutto: Manovra attesa in Parlamento: le tappe, cosa può cambiare per imprese e lavoro

(Adnkronos) - La Fiorentina non ci sta e protesta contro il rigore concesso al Milan nel posticipo della settima giornata di Serie A. Cos'è successo a San Siro? A una manciata di minuti dal termine della partita, Gimenez viene leggermente trattenuto in area da Ranieri e si lascia cadere a terra, con le mani al volto. Il Var Abisso richiama il direttore di gara Marinelli al Var e dopo pochi minuti l'arbitro concede il rigore ai rossoneri. Leao segna per il 2-1 finale e iniziano le proteste dei viola.
L'episodio è stato commentato in conferenza stampa dal ds viola Daniele Pradé: "Marinelli non ha avuto il coraggio di sostenere la sua decisione, noi ci stiamo giocando la vita e bisogna capire che non si può fare una roba del genere. Questa cosa è scandalosa. Gimenez è rimasto a terra 20 minuti e nemmeno è stato sfiorato. Poco prima c'era stato fallo su Ranieri che poteva essere rosso, invece è stato dato giallo. La Fiorentina ha giocato di cuore e non meritava di perdere in maniera così orribile. Usciamo sconfitti in una maniera dolorosa, non siamo questi".
Il rigore dato al Milan è stato commentato anche dal tecnico della Fiorentina Stefano Pioli: "La prima norma che ci hanno detto sul Var è che interviene se c'è un chiaro ed evidente errore dell'arbitro. Ma quello che ha portato al rigore del Milan lo è? Se facciamo così, invitiamo i giocatori a simulare. Basta mettersi le mani in faccia al primo contatto e tutti fischiano".
Nel corso del post-partita su Dazn, Pioli ha anche discusso con il campione del mondo Luca Toni: "Mi chiedi se potevamo essere più attenti nella situazione del rigore? Le vedete le partite? Non si può ridurre tutto a questo, se vinciamo siamo belli e se perdiamo siamo brutti. Non ci sono problemi nello spogliatoio". Toni a questo punto risponde, spiegando di non averlo mai detto e Pioli replica: "Vi ho sentito prima, andiamo avanti".

(Adnkronos) - Max Verstappen vince il Gp delle Americhe e riapre il Mondiale 2025 di Formula 1. Il pilota olandese della Red Bull, campione del mondo in carica, trionfa ad Austin completando il weekend perfetto cominciato con il successo nella Sprint e proseguito con la pole position nelle qualifiche. Verstappen precede la McLaren del britannico Lando Norris e la Ferrari del monegasco Charles Leclerc.
Il britannico Lewis Hamilton, con l'altra Ferrari, è quarto davanti alla McLaren dell'australiano Oscar Piastri. Ecco l'ordine di arrivo del gran premio e la classifica piloti aggiornata. Tra una settimana si corre in Messico.
Ecco l'ordine di arrivo del Gp delle Americhe di oggi, domenica 19 ottobre:
1 Max Verstappen Red Bull Racing
2 Lando Norris McLaren +7.959
3 Charles Leclerc Ferrari +15.373
4 Lewis Hamilton Ferrari +28.536
5 Oscar Piastri McLaren +29.678
6 George Russell Mercedes +33.456
7 Yuki Tsunoda Red Bull Racing +52.572
8 Nico Hulkenberg Kick Sauber +56.402
9 Oliver Bearman Haas F1 Team +63.840
10 Fernando Alonso Aston Martin +69.590
11 Liam Lawson Racing Bulls +72.509
12 Lance Stroll Aston Martin +74.082
13 Kimi Antonelli Mercedes +75.181
14 Alexander Albon Williams +79.755
15 Esteban Ocon Haas F1 Team +82.426
16 Isack Hadjar Racing Bulls +92.324
17 Franco Colapinto Alpine 1 giro
18 Gabriel Bortoleto Kick Sauber 1 giro
19 Pierre Gasly Alpine 1 giro
RIT Carlos Sainz Williams ritiro
Ecco la classifica piloti del Mondiale di Formula 1 dopo il Gp delle Americhe:
1.Piastri 346
2. Norris 332
3. Verstappen 306
4. Russell 252
5. Leclerc 191
6. Hamilton 142
7. Antonelli 89
8. Albon 73
9. Hulkenberg 40
10. Hadjar 39

(Adnkronos) - La tregua a Gaza trema, gli accordi tra Israele e Hamas legati al piano di Donald Trump vacillano. Poi, torna il cessate il fuoco alla fine di una domenica ad altissima tensione. Le ultime 24 ore ripropongono uno scenario ad altissima tensione, con le accuse di Israele a Hamas - per violazioni di cessate il fuoco a Rafah che hanno provocato la morte di 2 soldati - e raid delle forze di difesa (Idf) dopo l'ordine del premier Benjamin Netanyahu di "agire con forza". Fonti degli ospedali di Gaza, interpellate dalla Bbc, hanno fatto riferimento a 44 vittime: oltre metà dei morti è stata registrata nell'ospedale di al-Awda, nel nord dell'enclave palestinese.
Israele ha informato in anticipo della rappresaglia gli Stati Uniti tramite il Centro di comando statunitense che supervisiona il cessate il fuoco. Hamas, nell'arco della giornata, ha negato ogni coinvolgimento, confermando il suo impegno al cessate il fuoco.
L'Esercito israeliano, in serata, ha annunciato che tornerà a rispettare il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. "In conformità con le direttive del livello politico, e dopo una serie di attacchi significativi, le Idf hanno iniziato a rafforzare il cessate il fuoco dopo la sua violazione da parte dell'organizzazione terroristica Hamas. Le Idf continueranno a far rispettare l'accordo di cessate il fuoco e risponderanno con forza a qualsiasi violazione dell'accordo", hanno dichiarato le forze armate israeliane.
Nel corso di domenica 19 ottobre, le Idf hanno fatto il punto su una serie di raid contro obiettivi di Hamas nella Striscia di Gaza meridionale "in risposta alla palese violazione dell'accordo sul cessate il fuoco" avvenuta nella mattinata. Secondo fonti militari israeliane, le operazioni hanno preso di mira infrastrutture e postazioni dei "terroristi", come rappresaglia per l'attacco contro le forze israeliane. Nelle stesse ore, Netanyahu ha ordinato la chiusura di tutti i valichi verso la Striscia di Gaza e lo stop alla consegna di aiuti umanitari. La decisione, però, dovrebbe essere cancellata nella mattinata di lunedì 20 ottobre su pressione degli Stati Uniti.
"Israele non vuole provocare il crollo del cessate il fuoco. Si tratta semplicemente di un'equazione lineare tra violazione e risposta, che continuerà finché Hamas continuerà a violare l'accordo", ha dichiarato un funzionario della sicurezza israeliano all'emittente Canale 12.
Lo stesso funzionario ha avvertito che l'area tra la linea gialla, dove l'esercito si è ritirato in base ai termini dell'attuale cessate il fuoco, e il confine egiziano è "un punto caldo per una potenziale escalation". "È apparentemente sotto il controllo israeliano, ma (nei tunnel sotterranei ancora operativi, ndr) si nascondono terroristi di Hamas, che cercano di aggredire le forze israeliane sotto la copertura della tregua, anche senza ordini espliciti da parte dei loro comandanti", ha aggiunto.
Washington sta lavorando intensamente dietro le quinte per garantire che l'accordo di pace non collassi. Nelle prossime ore il vice presidente Jd Vance e gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner, evidenzia Axios, si recheranno in Israele con l'obiettivo di stabilizzare la tregua, supervisionare il ritorno dei corpi degli ostaggi deceduti, accelerare sugli aiuti umanitari e progettare una forza internazionale di sicurezza a Gaza. Già nella giornata di lunedì Witkoff e Kushner dovrebbero incontrare Netanyahu. Vance, invece, arriverà in Israele martedì. Secondo funzionari statunitensi, i prossimi 30 giorni sono considerati decisivi per il futuro della fragile tregua.
Il tema del disarmo di Hamas è centrale, come ha evidenziato anche Trump. "Non avremo truppe sul terreno (nella Striscia di Gaza, ndr). Non c'è motivo - dice il presidente americano a Fox News - ma queste sono persone molto violente. Questa è una parte del mondo molto violenta. Nessuno ha mai visto una violenza del genere", ha aggiunto Trump, secondo cui "se necessario, disarmeremo noi, gli Stati Uniti, o potrebbe farlo Israele con il nostro sostegno".
Intanto una delegazione di Hamas, guidata dal capo negoziatore Khalil al-Hayya, è arrivata al Cairo per verificare l'attuazione dell'accordo di cessate il fuoco, come ha reso noto lo stesso movimento islamista palestinese, stando a quanto riferito da Sky News Arabia.
Leggi tutto: Gaza, raid di Israele: "Hamas ha violato tregua". Cessate il fuoco ripristinato

(Adnkronos) - "È un momento in cui non si può non avere dei dubbi. Non so dove stiamo andando". Bruce Springsteen, ospite di Che tempo che fa, a Fabio Fazio risponde così alla domanda sugli Stati Uniti di oggi, guidati dal presidente Donald Trump.
"Questo Paese per 250 anni ha combattuto per la libertà, è stato il segno della speranza, del credere, è un esempio, speriamo, di democrazia positiva per la maggior parte dei Paesi del mondo. Naturalmente abbiamo fatto molti, molti errori, però abbiamo sempre cercato di fare del nostro meglio", dice il 'Boss'.
"Io credo che il nostro cuore stia nel luogo giusto e non abbiamo mai avuto una storia di autocrazia. Visto che ho dei figli, cercherò di fare del mio meglio lavorando, cercando naturalmente, con la mia piccola influenza, di far sì che le cose cambino", aggiunge.
Leggi tutto: Springsteen e gli Usa di Trump: "Non so dove stiamo andando"
(Adnkronos) - Assalto al pullman dei tifosi di Pistoia, dopo il match di basket sul campo della Sebastiani Rieti, e l'autista muore colpito da un mattone. Al momento della partenza dal PalaSojourner dei tifosi toscani, il pullman che li trasportava è stato assaltato dal lancio di pietre e altri oggetti contundenti. Uno di questi, un mattone, ha centrato in pieno l’autista di scorta del mezzo. La situazione clinica dell’uomo è stata fin da subito giudicata come grave e, una volta arrivati i soccorsi, si è tentato per più di un’ora di rianimare l’uomo. Tentativi che alla fine sono risultati vani, con l’uomo che è stato dichiarato deceduto, come riferisce Pistoiasport.
Leggi tutto: Sassi contro pullman dei tifosi di Pistoia, autista ucciso dopo match di basket a Rieti
(Adnkronos) - Un detrito spaziale - o forse un piccolo meteorite - potrebbe aver mandato in frantumi il parabrezza di un Boeing 737 Max 8 della United Airlines in volo tra Denver e Los Angeles. L'impatto, avvenuto a 11mila metri di altitudine, ha ferito uno dei piloti e costretto l'equipaggio a un atterraggio d'emergenza a Salt Lake City. Lo hanno indicato fonti della Federal Aviation Administration (Faa), evidenziando che nessun segno di guasto strutturale è stato rilevato sul resto del velivolo.
L'incidente è avvenuto il 16 ottobre a bordo del volo UA1093, con 140 persone a bordo tra passeggeri e membri dell'equipaggio. Secondo le prime ricostruzioni, dopo l'allarme il velivolo è atterrato in sicurezza all'aeroporto internazionale di Salt Lake City.
I passeggeri sono stati successivamente trasferiti su un altro aereo, un Boeing 737 Max 9 e hanno raggiunto Los Angeles con circa sei ore di ritardo. United Airlines ha confermato l'episodio e annunciato "piena collaborazione" con le autorità federali per chiarire le circostanze dell'incidente.
Leggi tutto: Parabrezza Boeing in frantumi, atterraggio d'emergenza e pilota ferito

(Adnkronos) - Un taglio di 190 milioni per il 2026 e di 240 milioni per il 2027 al fondo unico per il cinema e l'audiovisivo. Lo prevede la bozza della manovra 2026 approvata venerdì dal Consiglio dei ministri e attesa in settimana in Parlamento. Il fondo fissato ad oggi, dalla legge 14 novembre 2016, ''in misura non inferiore a 700 milioni di euro annui'', viene sostituito da ''in misura non inferiore a 510 milioni di euro annui per l’anno 2026 e a 460 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2027''.
"Con la Legge di Bilancio, il ministro della Cultura Giuli firma e avalla un taglio durissimo al Fondo per il Cinema e l’Audiovisivo. Non è un errore tecnico né una distrazione: è l’ennesimo capitolo di una strategia precisa con cui il governo Meloni continua, da anni, ad attaccare e indebolire il mondo della cultura. Il fondo, oggi pari a 700 milioni di euro, subirà una riduzione di 190 milioni nel 2026 e di 240 milioni a partire dal 2027. Un taglio del 30% nel primo anno e fino al 35% negli anni successivi: una vera falciata che mette a rischio la produzione, la distribuzione e l’intero ecosistema cinematografico italiano", dichiara la deputata e capogruppo Pd in Commissione Cultura, Irene Manzi.
"Mentre il ministro Giuli finge di prendersela con 'algoritmi' e 'intelligenze artificiali' - sottolinea la parlamentare - nei fatti a pagare sono autori, produttori, maestranze, esercenti e pubblico. Altro che tecnicismi: si tratta di una scelta politica deliberata, con cui il governo colpisce ancora una volta un settore ritenuto 'ostile', perché libero e indipendente. È l’ennesima manovra di bilancio in cui il cinema e l’audiovisivo italiani subiscono un ridimensionamento mascherato da razionalizzazione. Questo nuovo taglio conferma una linea coerente di penalizzazione verso la cultura, considerata non come risorsa ma come problema".
"A questi tagli vanno aggiunte le riduzioni ai fondi per la promozione del cinema nelle scuole, per l’ammodernamento e l’adeguamento delle sale, anche in relazione alle esigenze delle persone con disabilità, e per la digitalizzazione dell’archivio storico del cinema italiano.Un insieme di tagli drastici che disegna un disegno preciso: smontare passo dopo passo il sistema del cinema e dell’audiovisivo italiano, privandolo di risorse, prospettiva e futuro. È un segnale grave, che dovrebbe far riflettere su quale idea di cultura e di Paese questo governo stia realmente portando avanti”, conclude Manzi.
Leggi tutto: Manovra, la bozza: taglio al fondo per il cinema nel 2026 e 2027

(Adnkronos) - Un furto da manuale del crimine, un colpo degno di uno spettacolare film d'azione, messo a segno in una mattinata di ottobre che avrebbe dovuto essere tranquilla al Louvre di Parigi, il museo più visitato (e sorvegliato) del mondo, con 9 milioni di presenze all'anno. Alle 9.30 di domenica 19 ottobre, quattro ladri incappucciati hanno sfidato la sicurezza del celebre edificio parigino, penetrando nella Galleria d'Apollo, che ospita la collezione dei gioielli della corona di Francia, tra cui i più preziosi appartenuti alla famiglia Bonaparte.
In appena sette minuti, i banditi hanno distrutto due teche blindate, sottraendo otto pezzi dal valore storico e artistico inestimabile. "Il furto commesso al Louvre è un attentato a un patrimonio che amiamo perché è la nostra storia", scrive in un post su X il presidente francese Emmanuel Macron, che poi assicura: "Recupereremo le opere e i responsabili saranno assicurati alla giustizia, si sta facendo tutto il possibile, ovunque, per raggiungere questo obiettivo, sotto la guida della Procura di Parigi".
Secondo le prime ricostruzioni, rese note dal ministro dell'Interno Laurent Nuñez e dalla stampa francese, la banda era composta da quattro individui ben organizzati: due travestiti da operai, con indosso gilet ad alta visibilità - uno giallo e uno arancione - e due complici pronti alla fuga a bordo di due scooter. I due falsi operai sono arrivati davanti al museo, al Quai François Mitterrand, utilizzando un montacarichi montato su un camion e delimitando l'area con coni segnaletici per non destare sospetti tra i passanti e il personale.
Utilizzando una smerigliatrice, i ladri hanno forzato una finestra del primo piano del Louvre, accedendo alla sontuosa Galleria d'Apollo. In pochi minuti, i malviventi hanno rotto le vetrine blindate delle collezioni "gioielli di Napoleone" e "gioielli dei sovrani francesi" utilizzando lo stesso attrezzo.
Dopo aver messo le mani sul bottino, i quattro malviventi sono fuggiti rapidamente verso l'autostrada A6, dirigendosi fuori Parigi. La polizia ha trovato a breve distanza dallo scenario del furto due smerigliatrici, un cannello per saldare, guanti, una coperta, benzina e un walkie-talkie, strumenti che dimostrano la preparazione meticolosa del gruppo.
Tra gli oggetti ritrovati, spicca la corona delll'imperatrice Eugenia de Montijo (1826-1920) - moglie di Napoleone III, ultima sovrana di Francia - abbandonata dai ladri ma fortunatamente recuperata danneggiata e non distrutta. La corona è un gioiello unico nel suo genere, alto 13 cm e largo 15, realizzato dal celebre gioielliere Alexandre-Gabriel Lemonnier e presentato all'Esposizione Universale del 1855. Incastonata con 1.354 diamanti e 56 smeraldi, sormontata da otto archi a forma di aquila, la corona è considerata uno dei simboli più luminosi del Secondo Impero francese e della maestria artigianale del tempo. Il Louvre aveva acquisito la corona dell'imperatrice Eugenia nel 1988 grazie all'aiuto del collezionista d'arte Roberto Polo.
Oltre alla corona, sono stati sottratti otto preziosi gioielli, tra cui un diadema e una grande spilla da corsetto appartenuti alla stessa imperatrice Eugenia; collane e orecchini di smeraldi legati a Maria Luisa d'Asburgo-Lorena (1791-1847), seconda e ultima moglie di Napoleone Bonaparte; nonché diademi, collane e orecchini dalla parure della regina Maria Amalia di Borbone-Due Sicilie (1782-1866), moglie di Luigi Filippo I di Francia, e della regina Ortensia di Beauharnais (1783–1837). Quest'ultima, pur non essendo reggente di Francia, era figliastra di Napoleone I e madre di Napoleone III, un legame che rende i gioielli trafugati ancora più carichi di significato storico. Fortunatamente, il famoso diamante Régent da 140 carati, uno dei più preziosi e noti al mondo, è rimasto al sicuro nelle teche al museo.
Il furto ha scatenato il caos tra i visitatori e il personale del Louvre. Testimoni oculari hanno raccontato scene di panico, con persone bloccate all'interno perché le uscite erano state chiuse per ragioni di sicurezza, mentre la polizia tentava di raggiungere la Piramide principale. "Dentro la gente batteva contro le vetrate cercando di uscire, ma le porte erano chiuse", ha raccontato una visitatrice. Il museo è stato immediatamente chiuso per permettere alle forze dell'ordine di preservare le tracce e avviare le indagini. Nessuno è rimasto ferito durante la rapina.
La Procura di Parigi ha aperto un'inchiesta per furto in banda organizzata e associazione a delinquere finalizzata a commettere un crimine. L'indagine è stata affidata alla Brigata per la repressione del banditismo della polizia giudiziaria, con il supporto dell'Ufficio centrale per la lotta contro il traffico di beni culturali. Le autorità stanno visionando i filmati delle telecamere di sorveglianza e cercando di identificare gli autori, anche sulla base degli oggetti abbandonati. Le forze dell'ordine hanno intensificato la sorveglianza e stanno battendo ogni possibile pista, dalla vendita clandestina all'estero fino all'ipotesi che i gioielli vengano fusi per ricavare oro e pietre preziose, un'azione irreparabile per il patrimonio storico e artistico francesi.
Il ministro dell'Interno Laurent Nuñez ha definito il valore del bottino "inestimabile", sottolineando la pericolosità e la professionalità dei malviventi, presumibilmente muniti di piccole seghe elettriche e attrezzature sofisticate. La pista investigativa privilegiata, infatti, sarebbe quella di una banda di professionisti che potrebbe aver agito anche su commissione.
Sul piano politico, la rapina ha scatenato dure critiche. Jordan Bardella, leader del partito di destra Rassemblement National, ha definito il furto "un’umiliazione intollerabile per la Francia" e ha denunciato "il declino dello Stato e l'insicurezza crescente". Anche la ministra della Cultura, Rachida Dati, ha espresso preoccupazione per la crescente ondata di furti ai danni dei musei francesi, denunciando come il crimine organizzato stia prendendo di mira sistematicamente il patrimonio artistico e culturale del Paese.
Il clamoroso colpo al Louvre non è un caso isolato: negli ultimi mesi, la Francia ha assistito a una serie di furti in musei di grande rilevanza. Solo a settembre, i ladri hanno trafugato lingotti d'oro per un valore di 700.000 dollari dal Museo di Storia Naturale di Parigi, e a Limoges è stata svaligiata una collezione di porcellane per circa 7 milioni di dollari.
I criminali specializzati nell'arte e nei beni culturali sembrano sempre più organizzati e pronti a sfidare la sicurezza degli istituti culturali più prestigiosi. Il Louvre, che custodisce tesori come la Gioconda di Leonardo da Vinci (peraltro rubata nel 1911 e poi ritrovata a Firenze due anni dopo), è ora costretto a fare i conti con una vulnerabilità inedita. (di Paolo Martini)
Leggi tutto: Louvre, il furto da film in 7 minuti. Macron: "Recupereremo i gioielli"

(Adnkronos) - La Russia "prenderà qualcosa" dall'Ucraina. Kiev deve "accettare le condizioni poste da Vladimir Putin per la fine della guerra o il presidente russo distruggerà l'Ucraina". E' il quadro che Donald Trump prospetta per la guerra in corso da oltre 3 anni e mezzo. Il presidente degli Stati Uniti è reduce dalla telefonata con il presidente russo Vladimir Putin e dal colloquio alla Casa Bianca con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. I due appuntamenti, in vista dell'incontro tra Putin e Trump in programma a Budapest, hanno fissato paletti destinati a condizionare il percorso dei negoziati.
In particolare, secondo il Financial Times, venerdì Trump ha recapitato a Zelensky una sorta di auto aut nel "burrascoso" incontro di venerdì alla Casa Bianca, che sarebbe più volte degenerato in una "sfuriata" con il presidente americano che "imprecava continuamente".
Secondo le fonti interpellate dal FT, Trump ha gettato via le mappe del fronte in Ucraina e insistito affinché Zelensky consegnasse il Donetsk, la strategica regione dell'est, richiesta che - secondo il Washington Post - Putin ha avanzato nel corso della telefonata avuta tre giorni fa con il tycoon come condizione per mettere fine alla guerra.
Le tensioni emerse nell'incontro - oltre a ricordare da vicino lo scontro tra i due nello Studio Ovale avvenuto lo scorso febbraio in mondovisione - hanno evidenziato la disponibilità del capo della Casa Bianca ad appoggiare le richieste massimaliste di Putin.
A Zelensky, nel meeting di venerdì, Trump ha di fatto negato la fornitura di missili Tomahawk. "Non possiamo dare tutte le nostre armi all'Ucraina. Semplicemente non possiamo farlo", dice il presidente americano in un'intervista a Fox News. "Sono stato molto buono con Zelensky e l'Ucraina, ma non posso mettere in pericolo l'America", aggiunge Trump: da un lato, Washington teme un'escalation con la Russia. Dall'altro, i missili sono essenziali anche per l'America.
Per Trump, in ogni caso, la fine della guerra si può ottenere anche senza Tomahawk. Il presidente degli Stati Uniti, però, dà per scontato che Putin ribadirà richieste territoriali anche nel vertice in Ungheria. Non è un segreto: Mosca vuole tutto il Donetsk. "Beh, prenderà qualcosa. Hanno combattuto, ha conquistato determinate proprietà. Noi siamo l'unico paese che va, vince una guerra e se ne va. Lo abbiamo fatto in Medio Oriente sotto il presidente Bush. Siamo andati, abbiamo distrutto tutti e ce ne siamo andati. Ricordate quando dicevo 'teniamo il petrolio?'", afferma Trump.
L'Ucraina è disposta ad accettare sacrifici territoriali? Zelensky descrive un quadro bellico diverso rispetto a quello delineato da Putin, secondo cui la Russia è in una posizione di controllo su tutta la linea del fronte. "Non stiamo perdendo questa guerra, Putin non sta vincendo. Il suo esercito è in una posizione di debolezza", dice il presidente ucraino a Meet the Press, programma della Nbc.
"Dall'inizio di questa guerra hanno occupato l'1% del nostro territorio perdendo 1,3 milioni di uomini. Ecco perché intensifica i raid" contro infrastrutture energetiche. "Vuole provocare un disastro in vista dell'inverno", aggiunge.
In realtà la Russia occupa il 19% del territorio, secondo i dati di Meet the Press. Zelensky sarebbe disposto a trattare sulla cessione di territori? "Se vogliamo porre fine a questa guerra e arrivare rapidamente a trattative di pace per via diplomatica, dobbiamo rimanere dove siamo: non dobbiamo concedere altro a Putin", dice, invocando un cessate il fuoco immediato: "Le trattative non possono svolgersi sotto i missili e sotto i droni".
Kiev auspica maggiore pressione da parte di Washington. "Putin è simile ad Hamas ma è più forte. Questa è una guerra più grande, la Russia ha il secondo esercito al mondo. Ecco perché serve più pressione", dice Zelensky rispondendo alla domanda se ritenga necessaria più pressione da parte di Trump. Il presidente degli Stati Uniti al momento non intende concedere i missili Tomahawk a Kiev. "E' positivo che il presidente Trump non abbia detto 'no'. Ma, ad oggi, non ha detto sì", la formula con cui Zelensky prova a riassumere la discussione andata in scena alla Casa Bianca. "Putin ha paura che gli Stati Uniti ci diano i Tomahawk, credo tema davvero che li useremo", aggiunge.
Anche nell'intervista a Nbc News, Zelensky definisce Putin "un terrorista". Il presidente ucraino, in ogni caso, è pronto a partecipare al vertice di Budapest, dove si incontreranno Trump e Putin. "Se vogliamo davvero arrivare ad una pace giusta e duratura, abbiamo bisogno di entrambe le parti coinvolte in questa tragedia. Come possono esserci accordi relativi a noi senza la nostra partecipazione? Io sono pronto", dice.
"Putin ha paura della società perché vuole essere presidente fino alla morte. Ed è per questo che, ovviamente, ha bisogno che la società lo sostenga. Ecco perché conta sulla continuazione di questa guerra. Ecco perché non sono sicuro che a Budapest sarà pronto" a dialogare. "Ma se il presidente Trump farà pressione su di lui e se Putin sarà pronto per qualsiasi formato di negoziazione - bilaterale, trilaterale, di qualsiasi tipo - penso che andrà bene".

(Adnkronos) - Milan-Fiorentina di oggi, domenica 19 ottobre, regala anche il grande ritorno di Stefano Pioli a San Siro. Lo stadio in cui il tecnico ha trascinato i rossoneri allo storico scudetto del 2022, vinto all'ultima giornata al termine di un lungo duello contro l'Inter: "È un'emozione - ha detto l'allenatore viola pochi minuti prima del fischio d'inizio, ai microfoni di Dazn - è la prima volta che torno qua e sicuramente mi aspettavo di emozionarmi. Quello che abbiamo vissuto insieme io e il Milan in questo stadio è qualcosa di eccezionale. Il nostro momento è quello che è, dobbiamo rimanere concentrati sulla partita da fare".
Prima della sfida, Pioli è stato accolto dai cori dei tifosi rossoneri e 'accompagnato' in panchina dall'immancabile 'Pioli is on fire', il leitmotiv a cui si legano i suoi 5 anni nella Milano rossonera. Poi, anche un emozionato abbraccio con Zlatan Ibrahimovic, tra i protagonisti della sua esperienza con il Diavolo.
Leggi tutto: Milan-Fiorentina, per Pioli il ritorno a San Siro è da brividi

(Adnkronos) - Torna in pista la Formula 1. Il Mondiale riparte dal circuito di Austin dove oggi, domenica 19 ottobre, andrà in scena il Gran Premio delle Americhe. Si riparte dal successo di Max Verstappen nella gara sprint di ieri, che ha in parte riaperto la corsa al titolo, visto il passaggio a vuoto delle McLaren di Oscar Piastri e Lando Norris. La gara inizierà alle 21.
Il Gp di Austin è visibile su Sky Sport Uno, Sky Sport F1, Sky Sport 4k e in streaming su Sky Go e Now. La gara di oggi sarà visibile anche in differita su Tv8 (alle 22.30).
Dopo il Gp di Austin, la Formula 1 farà tappa in Messico nel prossimo weekend.
Leggi tutto: Formula 1, oggi il Gp delle Americhe - La gara in diretta

(Adnkronos) - Calano le accise sulla benzina ma aumentano per il gasolio. Lo prevede la bozza della Manovra 2026 approvata venerdì dal Consiglio dei ministri e attesa in settimana in Parlamento. "Ai fini del superamento del sussidio ambientalmente dannoso", dal 2026 "sono applicate una riduzione dell'accisa sulle benzine nella misura di 4,05 centesimi di euro per litro e un aumento, nella medesima misura, dell’accisa applicata al gasolio impiegato come carburante", si legge nel testo.
Conseguentemente, le aliquote di accisa sulle benzine e sul gasolio impiegato come carburante sono pari a 672,90 euro per mille litri per la benzina e 672,90 per mille litri per il gasolio usato come carburante Attualmente, le accise sulla benzina sono pari a 713 euro per 1000 litri e quelle del gasolio a 632 euro per 1000 litri per il gasolio.
Leggi tutto: Manovra, la bozza: calano accise benzina ma aumentano per gasolio

(Adnkronos) - Il Milan torna in campo e oggi, domenica 19 ottobre, ospita la Fiorentina a San Siro nel posticipo della settima giornata di Serie A. Il Diavolo è chiamato a confermare un grande avvio di stagione (la squadra di Allegri è al momento quarta con 13 punti, ma con un successo può volare in testa), mentre i viola hanno l'obbligo di fare punti vista la pessima classifica (squadra al terzultimo posto con 3 punti). Calcio d'inizio alle 20:45.
Milan-Fiorentina è visibile in esclusiva su Dazn, ma anche su Sky per gli abbonati con Zona Dazn (canale 214). Partita visibile anche in streaming sull'app di Dazn
Il Milan tornerà in campo venerdì 24 ottobre, ospitando il Pisa a San Siro alle 20:45. La Fiorentina affronterà invece il Bologna domenica 26 al Franchi, alle 18.
Leggi tutto: Serie A, oggi Milan-Fiorentina - La partita in diretta
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