
(Adnkronos) - "Siamo convinti che il rilancio della competitività europea passi proprio da economie locali solide e dinamiche. È necessario rafforzare la nostra competitività, consolidare la coesione territoriale affinché nessuna regione resti indietro nel percorso di crescita ed innovazione". Lo ha detto oggi il vicepresidente esecutivo della Commissione Europea, Raffaele Fitto, intervenendo in videomessaggio al Salone del Leasing 2025.
"L'attuale scenario geopolitico ed economico, caratterizzato da una crescente complessità e da rapidi mutamenti, ci impone una riflessione profonda e azioni rapide per garantire all'Europa un futuro di solidità" ha poi concluso.
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(Adnkronos) - Da oggi alla guida della categoria delle lavoratrici e dei lavoratori delle costruzioni Uil c’è il friulano Mauro Franzolini, sindacalista impegnato nella Uil fin dal 1987. A deliberarlo il consiglio generale Fenealuil, che ha riunito, oggi a Roma, presso il Nhow Hotel, i suoi componenti e ha eletto all’unanimità Franzolini nuovo segretario generale. Circa 200 i partecipanti, con numerosi ospiti fra i quali il segretario generale Uil Pierpaolo Bombardieri, la segreteria confederale, i segretari generali delle categorie, numerosi segretari regionali confederali e i presidenti dei servizi Uil.
Entra a far parte della nuova segreteria, inoltre, Andrea Merli, già responsabile della formazione nazionale e delle politiche internazionali, che da oggi si occuperà di contrattazione dei materiali da costruzione – legno, cemento, lapidei e laterizi - insieme con i segretari nazionali Pierpaolo Frisenna responsabile delle politiche organizzative, Francesco Sannino responsabile della contrattazione edile, Stefano Costa responsabile salute e sicurezza, mercato del lavoro e appalti, Vincenzo Mudaro – tesoriere nazionale. Il Consiglio ha, inoltre, deliberato l’avvio della stagione congressuale che si concluderà con la celebrazione del xix congresso della categoria nei giorni 13-14-15 maggio 2026 a Taranto.
Franzolini subentra a Vito Panzarella, che ha guidato con successo la Federazione dal 2014, portando avanti una crescita costante dei suoi iscritti e un innalzamento qualitativo della categoria estremamente importante che ne ha fatto una federazione coesa e forte, apprezzata dalle lavoratrici e dai lavoratori e punto di riferimento nel panorama sindacale attuale. Appena eletto il neo segretario ha voluto ricordare la figura di Giulio Regeni. Giovane ricercatore italiano che si trovava in Egitto nel 2016 per una ricerca sui sindacati indipendenti egiziani, quando è stato rapito, torturato e ucciso. “Giulio era un ragazzo impegnato per la verità e la giustizia dei più deboli, il suo esempio non va dimenticato ma ricordato, e per questo non smettiamo di chiedere verità e giustizia sulla sua morte", ha detto.
Franzolini si è detto onorato di essere stato scelto per rappresentare la categoria e felice di continuare l’opera riformista iniziata da Panzarella. “Mi auguro -ha sottolineato- che anche la politica riesca a ritrovare la spinta riformista di cui questo Paese ha bisogno per rispondere alle esigenze di un lavoro che cambia. Da parte nostra massima apertura al confronto sulle tematiche che ci riguardano per garantire la tutela degli interessi di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori. Per questo rimaniamo concentrati sui rinnovi contrattuali, sia nazionali che territoriali – ha spiegato - attraverso i quali vanno difesi i diritti e l’uguaglianza delle condizioni di lavoro, va recuperato e migliorato il potere di acquisto in un’ottica di maggiore redistribuzione dei profitti. Bene in questo senso la detassazione degli aumenti contrattuali inserita in manovra. Ma occorre rimettere al centro la dignità lavorativa riportando ordine nel sistema delle tutele, perché il dumping contrattuale non diventi normalità. Su questo, ancora una volta, il Presidente Mattarella è stato chiaro", ha ricordato.
E proprio contro il lavoro povero e il lavoro privo di tutele promosso nei contratti pirata Franzolini ha richiamato l’attenzione sul sistema bilaterale edile: "parliamo di un modello – ha sottolineato - che va replicato in altri settori e non di certo abolito, un patrimonio di prestazioni e competenze fortemente attaccato nell’ultimo anno attraverso interlocuzioni di frange della politica con associazioni imprenditoriali poco rappresentative e che non comprendono i suoi vantaggi straordinari. Noi continuiamo a lavorare, di concerto con le controparti datoriali, per efficientare questo strumento ancora di più e mostrare quanto utile sia per avere un settore sano, regolare e sicuro".
"Le ultime inchieste giudiziarie che coinvolgono gli appalti così come i continui incidenti nei cantieri e nelle fabbriche, mostrano chiaramente -ha continuato il dirigente sindacale- quanto ancora ci sia da fare, quanti lavoratori siano in realtà fantasmi persi tra le maglie della lunga catena dei subappalti, ricattati, sfruttati e senza alcun diritto contrattuale. Per questo vanno premiati i sistemi virtuosi come il nostro che rendono visibili gli invisibili, fanno emergere il lavoro nero e danno dignità al lavoro. Al governo diciamo di confrontarci senza pregiudizi e di dialogare con noi lavorando insieme anche su questo, per colpire e smantellare le condizioni che permettono la disapplicazione delle norme. Servono più controlli, veri e non prestabiliti, una seria qualificazione delle imprese, formazione continua e di qualità, una strutturazione del settore che favorisca anche l’’innovazione tecnologica che tanto può fare anche per la salute e la sicurezza", ha sottolineato ancora.
Ultimo punto affrontato dal neosegretario è l’impegno sulla crescita organizzativa “il lavoro portato avanti in questi anni da chi mi ha preceduto è stato straordinario, la nostra federazione è cresciuta tantissimo grazie all’impegno di tutti ma anche alla passione che Vito ci ha saputo trasmettere. Ascoltare, comprendere e aiutare lavoratrici e lavoratori è la nostra missione e occorre tenerlo presente sempre. Proseguiremo sulla strada del rinnovamento e dell’efficienza per essere sempre più rappresentativi e far sì le ragioni della Uil e della Feneal, cioè di chi rappresentiamo, siano ascoltate", ha concluso.
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(Adnkronos) - "Dopo il no di Jannik Sinner alla Coppa Davis, il Codacons chiede il ritiro di tutti i riconoscimenti ufficiali e delle onorificenze assegnate al tennista". Si apre così il perentorio comunicato con cui il Codacons prende posizione nel caso alimentato attorno a Jannik Sinner. Il numero 2 del mondo ha annunciato che non giocherà le Final Eight di Coppa Davis per gestire meglio la preparazione in vista della prossima stagione. La decisione, non anomala per i big del tennis considerato il calendario, in Italia ha scatenato polemiche che hanno coinvolto anche soggetti extra-tennis.
"La scelta di Sinner di rinunciare a giocare la coppa Davis rappresenta uno schiaffo all’Italia, agli italiani e a milioni di tifosi appassionati di tennis – spiega l’associazione – E’ nel diritto di ogni sportivo decidere sulla propria carriera e anteporre altri interessi, anche economici, a quelli del Paese che rappresentano, ma una simile scelta deve essere portata avanti con coerenza", scrive il Codacons.
"Non si può essere rappresentanti dell’Italia nel mondo quando c’è da ritirare riconoscimenti ufficiali, per poi fare scelte sportive che vanno nella direzione diametralmente opposta. Per tale motivo, e dopo la decisione di Sinner di non partecipare alla coppa Davis, chiediamo siano ritirate tutte le onorificenze e annullati i riconoscimenti istituzionali assegnati al tennista, dalla nomina ad “Ambasciatore della Diplomazia dello Sport” della Farnesina al Collare d’Oro al merito sportivo del Coni, fino alla cittadinanza onoraria del Comune di Torino", prosegue la nota.
"Se Sinner dedicasse meno tempo a girare spot pubblicitari per qualsiasi prodotto, forse avrebbe modo di rappresentare meglio il proprio Paese sia nello sport sia fuori dallo sport", la chiusura.
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(Adnkronos) - "Vennero qui il primo novembre, verso le undici e un quarto di sera. Era tardi, al ristorante c'erano solo mio padre, mia madre, il pizzaiolo e il cameriere. Ma Pasolini era un frequentatore assiduo e venne fatto sedere comunque. Ad accompagnarlo c'era un ragazzo gracile, era Pino Pelosi". Sono passati cinquant'anni da quella notte, quando Pier Paolo Pasolini venne ucciso all'Idroscalo di Ostia, che oggi lo ricorda con una scultura di Mario Rosati. Mezzo secolo di processi, arresti, smentite, revisioni, dubbi e nuove inchieste che sembrano non aver scalfito i ricordi di Roberto Panzironi, titolare del ristorante 'Al biondo Tevere', sull'Ostiense, dove l'autore di 'Ragazzi di vita' consumò il suo ultimo pasto insieme al ragazzo 'gracile' e affamato che per le cronache fu l'indiscusso assassino di Pasolini.
"Nel 1975 avevo 18 anni - racconta all'Adnkronos il ristoratore romano - Pelosi era un ragazzo come me, lui 17enne. Mangiò solo lui quel 1 novembre, lasciando spizzicare di tanto in tanto il 'poeta' che qui veniva con tanti ragazzi a preparare le scene dei film. Ricordo ancora bene che il 'professore', così lo chiamavano i miei, si fermava il pomeriggio, quando andavano via i clienti del pranzo e aspettavamo quelli della cena: lui stava lì, preparava le sequenze, istruiva i collaboratori e si confrontava con i tecnici. E' qui che girò anche 'La commare secca'. Veniva spesso con Moravia, Dario Bellezza, ma anche Dacia Maraini, e si metteva sempre a un tavolo quadrato che abbiamo nella sala sopra. Parlavano di poesie, di libri; contrariamente a Moravia, che era burbero con gli aspiranti scrittori che gli chiedevano consigli, Pasolini era sempre tranquillo e aiutava i più giovani a mettere giù i loro testi".
"Quella sera Pasolini e Pelosi si sedettero a un tavolo che ancora oggi è nella sala principale del nostro ristorante, fermo nel tempo eppure pronto a ospitare ogni nuovo cliente. Sulla sedia dove Pasolini si accomodò, c'é ancora un fiocchetto che mia madre legò a una gamba appena seppe la tragica notizia. Si fermarono poco, venti, trenta minuti - continua Roberto -. Era tranquillo, spizzicò qualcosa dal piatto di Pelosi, non alzò mai la voce, e a mezzanotte meno qualche minuto papà li accompagnò al cancello e lo salutò".
Oggi il ristorante sulle sponde del Tevere vive nella memoria di Pasolini, una targa ne celebra "l'amore rivolto al popolo di Roma". "Di lui, a me che ero poco più che un ragazzino, una cosa è rimasta impressa più di ogni altra: mangiava sempre senza sale, perché diceva che gli bloccava il cervello. Il primo carpaccio che servimmo qui, verso la fine degli anni Sessanta, fu il poeta a insegnarlo a mia madre. Era un carciofo tagliato fino fino, messo sotto limone con un filo d'olio, ma, per carità, sempre e rigorosamente senza sale". (di Silvia Mancinelli)

(Adnkronos) - "Il Difensore civico svolge un ruolo importante. Riduce la distanza che spesso si crea tra i cittadini e le istituzioni. Vogliamo continuare a valorizzare la figura che sa comunicare le esigenze e le problematiche dei cittadini del territorio". Sono le parole del presidente del Consiglio regionale del Lazio, Marino Fardelli, partecipando, oggi a Roma, alla presentazione del progetto ‘Il difensore civico sui banchi di scuola’. Un’iniziativa che mira ad avvicinare i giovani alla figura eletta dal Consiglio regionale con il compito di tutelare il cittadino dagli abusi, ritardi e negligenze della Pubblica Amministrazione.
Attraverso incontri, laboratori e momenti di confronto, l’iniziativa porterà il Difensore civico a dialogare direttamente con studenti e istituti scolastici del territorio sui temi dei diritti, della cittadinanza attiva e della giustizia sociale. Anche il presidente del Consiglio regionale parteciperà agli incontri con le studentesse e gli studenti: "Andrò nelle scuole a presentare i progetti e faremo in modo che ogni consigliere, di qualsiasi partito, colore o bandiera, possa accompagnare il Difensore civico in questo percorso - fa sapere Aurigemma - È importante che la Regione svolga il suo ruolo istituzionale e che sappia diffondere la consapevolezza sul ruolo e sulle competenze del Difensore civico".
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(Adnkronos) - "L'ufficio del difensore civico rappresenta un presidio di legalità, di partecipazione e di trasparenza. La platea di cittadini che vi si rivolge è over 60. Il progetto presentato oggi è un investimento sul capitale umano per il futuro dei ragazzi che oggi frequentano le scuole e che domani saranno cittadini consapevoli della nostra società". Così Marino Fardelli, Difensore civico della Regione Lazio e Presidente del Coordinamento nazionale dei Difensori civici delle Regioni e delle Province Autonome Italiane, intervenendo, oggi a Roma, alla presentazione del progetto ‘Il difensore civico sui banchi di scuola’.
Un’iniziativa che mira ad avvicinare i giovani alla figura, eletta dal Consiglio regionale, che ha il compito di tutelare il cittadino dagli abusi, ritardi e negligenze della Pubblica Amministrazione ed assicurarne il buon andamento, la correttezza e l’imparzialità. "Un presidio di legalità, di partecipazione e di trasparenza", lo descrive Fardelli.
Il progetto, che vuole "investire sulla consapevolezza dei propri diritti, sulla partecipazione attiva e la giustizia sociale, in un momento di conoscenza e informazione", specifica il difensore civico del Lazio, è il primo passo di un percorso che si dipanerà negli istituti scolastici del territorio, attraverso incontri, laboratori e momenti di confronto con gli studenti.
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(Adnkronos) - Il disegno di legge di bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale è stato bollinato dalla Ragioneria di Stato e inviato dal ministero dell'Economia e delle Finanze alla presidenza del Consiglio dei ministri. Lo comunica una nota del Mef. Il testo conta 154 articoli nella sua versione finale: erano 137 nella prima bozza circolata nei giorni scorsi.
Nel testo cambia la norma sugli affitti brevi: l’aumento dell’aliquota sulla cedolare secca al 26% sul primo immobile vale solo per chi si affida a intermediari immobiliari o portali telematici, mentre resta al 21% per gli altri. Nel documento si legge infatti che l'aliquota è ridotta al 21% per i redditi derivanti dai contratti di locazione breve relativi a una unità immobiliare individuata dal contribuente in sede di dichiarazione dei redditi "sempre che, durante il periodo d’imposta, non siano stati conclusi contratti aventi ad oggetto tale unità immobiliare tramite soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare o tramite soggetti che gestiscono portali telematici, mettendo in contatto persone in cerca di un immobile con persone che dispongono di unità immobiliari da locare".
Confermato il taglio dell’Irpef dal 35 al 33% per i redditi dai 28mila ai 50mila euro e la sterilizzazione sopra ai 200mila euro, tramite detrazioni. “Per i contribuenti titolari di un reddito complessivo superiore a 200.000 euro l’ammontare della detrazione dall’imposta lorda spettante in relazione ai seguenti oneri, determinato tenendo conto di quanto previsto dai commi precedenti e dall’articolo 15, comma 3-bis, è diminuito di un importo pari a 440 euro”, si legge nel testo.
Nel testo bollinato è stato inserito un articolo, il 134, attraverso il quale si istituisce un fondo da ripartire "con una dotazione di 2.200 milioni di euro per l'anno 2026, destinato a far fronte agli effetti finanziari derivanti da contenziosi nazionali ed europei". Scopo del fondo è quello di dare copertura a eventuali procedure di infrazione verso l'Italia o sentenze a carico dello Stato. Tra queste rientra il rimborso nei confronti di Mediolanum da parte del fisco italiano in seguito alla sentenza della Corte di giustizia europea sulla questione della doppia tassazione dei dividendi.
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(Adnkronos) - "Quella del Mostro di Firenze non fu solo una sequenza di omicidi seriali, ma un vero e proprio atto di odio profondo e patologico verso le donne. Un femminicidio ripetuto, anche se allora, più di 40 anni fa, non lo chiamavamo così. L'obiettivo era la donna, il cui corpo veniva, se possibile, mutilato e sfregiato, mentre l'uomo veniva eliminato soprattutto in quanto ostacolo". L'ex magistrata Silvia Della Monica è stata una figura chiave nella primissima fase dell'inchiesta sul serial killer mai identificato, autore di otto duplici omicidi commessi tra il 1968 e il 1985 nei dintorni di Firenze.
Da sostituto procuratore della Procura di Firenze fu tra i primi a capire che la scia di sangue degli anni Ottanta affondava le radici nel primo delitto del 21 agosto 1968. Fu lei a ricevere, nel settembre 1985, l'anonima busta contenente un lembo di seno della vittima francese Nadine Mauriot, l'ultima della lunga e inquietante catena di delitti. Un macabro messaggio, che riapriva simbolicamente la sua connessione con un'indagine che aveva già lasciato.
Oggi, a distanza di quarant'anni, la nuova serie 'Il Mostro' di Stefano Sollima - distribuita da Netflix - riaccende l'attenzione su quella stagione cupa. E Della Monica, con discrezione, ha accettato di commentare pubblicamente l'opera del regista che ha già firmato i successi televisivi di 'Romanzo criminale', 'Gomorra' e 'Suburra', avendo avuto l'opportunità di visionare i quattro episodi realizzati.
"Sollima è stato molto attento, ha ricostruito bene quel periodo, con precisione. Io ho solo risposto a qualche domanda tecnica, niente di più - premette Della Monica intervistata dall'Adnkronos - Ma ho apprezzato che non abbia mai cercato di spettacolarizzare l'orrore e la sofferenza, con grande rispetto delle vittime. Il suo lavoro parte da un momento investigativo che col tempo era stato un po' accantonato, ma che aveva messo a nudo l'origine della vicenda: il collegamento con il duplice omicidio del 1968, la stessa pistola Beretta calibro 22 usata nei diversi delitti anche se mai ritrovata, la pista sarda e soprattutto la violenza misogina che permeava tutto".
Secondo Della Monica, è proprio l'ambiente "squallido e patriarcale" che Sollima riesce a rendere in modo efficace. Un contesto in cui "le donne non avevano alcun valore, ridotte a oggetto. Una cultura del dominio maschile feroce, radicata e silente". Una rappresentazione che, per l'ex magistrata, va oltre la cronaca giudiziaria. "È una lettura storica e sociale - sottolinea - che restituisce dignità alle vittime, senza morbosità".
Eppure, per chi come lei ha vissuto quegli anni da protagonista, la visione della serie Netflix porta inevitabilmente a riflettere sulle difficoltà investigative dell'epoca. "Lavoravamo con strumenti che oggi sembrerebbero preistorici. Niente archivi digitali, niente Dna, nemmeno l'idea di isolare una scena del crimine era scontata. E poi, le intercettazioni? Un'impresa".
Della Monica entrò nel caso nel 1981, affiancando un collega nella gestione di un duplice omicidio, mentre già si occupava di criminalità organizzata. "Fui la prima donna magistrato nella Procura di Firenze, e, probabilmente, nell’intero distretto della Corte d'Appello. Seguii in particolare il caso di Baccaiano, il delitto avvenuto il 19 giugno 1982, e in quella circostanza chiesi ai familiari di autorizzare una ricostruzione mediatica, e concordai con la stampa di dare la notizia che il ragazzo era sopravvissuto e aveva avuto il tempo di fornire indicazioni agli inquirenti, Speravo in una reazione di chi aveva commesso il delitto. In effetti giunse una telefonata sospetta ma non fu possibile registrarla e svilupparla per le difficoltà che all’epoca presentavano le intercettazioni".
La pista sarda - quella che ipotizzava il coinvolgimento di un gruppo di uomini provenienti dalla Sardegna, legati da vincoli familiari e da un codice patriarcale violento - rimane, a suo giudizio, una chiave ancora oggi importante: "Per avere consentito il collegamento dei successivi omicidi con quello del 1968 e soprattutto con la pistola calibro 22, la stessa arma anche nei successivi omicidi. Ma l'arma, purtroppo, non fu mai trovata. Indagando su questo caso, vi era duplice preoccupazione: fermare l'autore di questi terribili delitti, dando una risposta alle famiglie delle vittime e ad una Toscana terrorizzata, ma anche agire con sempre maggiore. attenzione e prudenza perché ad ogni arresto di un possibile sospettato negli anni '80 seguiva inevitabilmente un altro duplice omicidio. Quindi trovare l'arma era fondamentale".
E da lì nacquero divisioni investigative. E fu per questo - per divergenze sull'arresto di alcuni sospettati avvenuto mentre era all’estero per indagini di criminalità organizzata negli - che decise di lasciare le indagini. "Non condividevo l'arresto di Mele e di Mucciarini. Soprattutto mancava, in una situazione indiziaria immutata, il ritrovamento della pistola. E temevo che potesse avvenire un nuovo duplice omicidio. In quel periodo avevo anche da seguire altre inchieste internazionali di criminalità organizzata e mi sembrò più opportuno farmi da parte, in sordina, senza creare tensioni tra gli inquirenti".
Eppure, la storia tornò a bussare alla sua porta in modo clamoroso, proprio nel 1985, con la lettera anonima contenente la parte del corpo di Nadine Mauriot: "Un messaggio diretto, quasi personale. Ma io cerco sempre di attenermi ai fatti. In quel momento fui costretta a rientrare, anche se non desideravo farlo. Comunque era un messaggio macabro che non mi sorprese e che avevo ipotizzato come possibile sfida verso gli inquirenti, in particolare a Piero Vigna, che io avevo coinvolto nelle indagini, per le sue indiscusse capacità investigative. Anche Vigna interpretò questo messaggio, corredato da un lembo di seno della vittima, come un ulteriore sfregio alle donne e, in particolare, una sfida verso un magistrato donna".
Alla domanda su quale sia il suo giudizio complessivo sulla ricostruzione Netflix, Della Monica risponde con equilibrio: "Manca, se non sbaglio, il momento in cui io abbandonai le indagini e fui poi richiamata in causa. Ma la serie è interessante, ben documentata, onesta, accurata nei dettagli, rispettosa e non dà risposte forzate". Alla domanda se di questo episodio si potrebbe parlare in una prossima serie, risponde: "Solo Sollima può dirle se ci saranno altre puntate".
Infine, un pensiero per chi ha ereditato il peso dell'inchiesta: "Non ho mai voluto suggestionare chi è venuto dopo di me. Tutti i colleghi che si sono occupati degli omicidi del Mostro lo hanno fatto con grande impegno e serietà. Nessuno può immaginare cosa volesse dire lavorare con i mezzi dell’epoca e sotto una pressione emotiva, carica di attese. La verità non l'abbiamo trovata, ed è un dolore che resta"
E il Mostro? Per Della Monica, resta ancora un caso aperto. Ma non ha mai dubbi su un punto: "Gli omicidi del Mostro sono stati guidati da una brutale violenza di genere, da un odio palese verso le donne. E questo, il regista Stefano Sollima l'ha raccontato nel modo più giusto possibile". (di Paolo Martini)
Leggi tutto: Mostro di Firenze, ex magistrata: "Fu femminicida seriale, odiava le donne"

(Adnkronos) - Kenan Yildiz al Santiago Bernabeu, con la 10 di Alessandro Del Piero. Oggi, mercoledì 22 ottobre, la Juventus sfida il Real Madrid - in diretta tv e streaming - nella terza giornata di Champions League, tornando in quello stadio che è stato teatro di sfide memorabili. Tudor, per uscire dal momento negativo certificato dal brutto ko di Como nell'ultimo turno di Serie A, si affida ancora una volta a Yildiz, ora più che mai leader tecnico e faro offensivo bianconero.
"Ogni bambino sogna di giocare in quello stadio, uno dei più belli del mondo. Affrontare un club del genere in Champions è incredibile. Sognavo di essere qui, e ora il mio nome è tra quello dei protagonisti. È un grande orgoglio", sono state le parole emozionate alla Uefa di Yildiz, che ad appena 20 anni si è caricato il peso della Juventus sulle spalle, iniziando la stagione con 5 gol e 6 assist in 13 presenze. Il 'nuovo' ruolo di leader, e quella fascia da capitano che potrebbe ricadere sul suo braccio per la prima volta in Champions proprio al Bernabeu, ha richiamato ancora di più il paragone con Alessandro Del Piero, leggenda bianconera.
Corsi e ricorsi storici che si intrecciano in Champions League. Nel settembre 2024 Yildiz era diventato il più giovane marcatore della storia juventina nella massima competizione europea, a 19 anni e 136 giorni, segnando al Psv un gol... alla Del Piero e infrangendo proprio il record di Alex, in rete a 20 anni e 308 giorni. "A me piacciono questi gol", aveva commentato negli studi di SkySport l'ex capitano bianconero allargando il sorriso. In primo piano le immagini del tiro a giro di Kenan e della 'prima volta' di Del Piero contro il Borussia Dortmund nel 1995.
In molti rivedono in Yildiz movenze e qualità che erano state di Del Piero. L'abbraccio tra i due, in realtà, c'è già stato. In occcasione di Juventus-Atalanta, gara di campionato terminata 1-1. 'Pinturicchio' era allo Stadium come commentatore per la Cbs e nel pre-partita è stato 'puntato' proprio dal talento turco. Yildiz ha quindi ha interrotto il riscaldamento per qualche secondo ed è piombato alle spalle di Del Piero, abbracciandolo tra i sorrisi di Alex e dello studio.
La speranza di Yildiz, in vista della sfida con il Real Madrid, è ricalcare le orme di chi, proprio al Bernabeu, ha scritto la storia. "Dico sempre che non mi piacciono i paragoni tra me e Del Piero, perché lui è una leggenda, ha finito la sua carriera, mentre io sono appena all'inizio", ha spiegato il turco, "voglio costruire la mia storia. Però sì, lui è uno di quelli che ho sempre ammirato". E chissà se nella memoria di Kenan c'è quel Real Madrid-Juventus del 5 novembre 2008.
Quel giorno la doppietta di Del Piero regalò un 2-0 storico alla Juventus di Ranieri. Alex firma il primo gol al 17' con un sinistro rasoterra all'angolino, che non lascia scampo a Casillas. La 'linguaccia' si ripete nella ripresa. Al 67' Del Piero trasforma un calcio di punizione dal limite dell'area superando la barriera e lasciando immobile, tra il sorpreso e lo sconsolato, il portiere spagnolo. Nel mezzo c'è una partita di talento e di governo, certificata dalla standing ovation con cui il Bernabeu lo saluta al momento dell'uscita dal campo.

(Adnkronos) - Sì al patteggiamento per Davide Lacerenza e Stefania Nobile nell'inchiesta sulla Gintoneria. La giudice per le indagini preliminari di Milano Marta Pollicino ha accolto i patteggiamenti di Lacerenza (4 anni e 8 mesi) e dell'ex compagna Nobile (3 anni), figlia di Wanna Marchi, arrestati lo scorso marzo per detenzione e spaccio di droga e favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.
Difesi dall'avvocato Liborio Cataliotti, davanti alla giudice è stato disposto anche un risarcimento, tramite confisca del patrimonio, da oltre 900mila euro. Le bottiglie di champagne e di arredi sequestrati nel locale di via Napo Torriani saranno quindi messi all'asta per ripagare i debiti. Lacerenza potrà chiedere l'affidamento in prova ai servizi sociali, mentre Stefania Nobile a breve inizierà i lavori di pubblica utilità. "Entrambi godranno di ulteriori sconti se si comporteranno bene" spiega il legale.
Leggi tutto: Lacerenza e Nobile patteggiano, champagne Gintoneria all'asta per i debiti

(Adnkronos) - "Sono onorata di essere ambassador del progetto. È un ruolo che permette di veicolare un messaggio importante: democrazia e partecipazione, sin dalle giovanissima età. Il Difensore civico si interfaccia con gli enti, le istituzioni, i cittadini e, in questo caso, con i ragazzi. Con le loro proposte e le loro idee, i giovani diventano così protagonisti attivi in un percorso in grado di portare valore aggiunto alla collettività e tendere una mano al prossimo". Sono le parole di Sara Manfuso, opinionista televisiva e Ambassador del progetto ‘Il difensore civico sui banchi di scuola’, presentato, oggi a Roma, in Consiglio Regionale del Lazio.
L’iniziativa è il primo passo di un percorso che porterà la figura eletta dal Consiglio regionale - con il compito di tutelare il cittadino dagli abusi, ritardi e negligenze della Pubblica Amministrazione ed assicurarne il buon andamento, la correttezza e l’imparzialità - a dialogare direttamente con studenti e istituti scolastici del territorio, attraverso incontri, laboratori e momenti di confronto dedicati ai temi dei diritti, della cittadinanza attiva e della giustizia sociale.
Leggi tutto: Manfuso: "Ragazzi protagonisti attivi con il difensore civico"

(Adnkronos) - "Possiamo essere orgogliosi dei risultati che, in un contesto di grande incertezza, il nostro Paese ha conseguito". Lo ha affermato oggi il ministro dell'Economia e Finanze, Giancarlo Giorgetti, intervenendo in collegamento al Salone del Leasing 2025, in corso a Milano.
"Non sono in sé i miliardi di interessi passivi risparmiati, non sono le promozioni delle agenzie di rating, non sono neanche i tassi di crescita sempre in terreno positivo - ha sottolineato il ministro -. A renderci orgogliosi deve essere la consapevolezza di avere intrapreso il percorso giusto e che quindi dobbiamo consolidare con responsabilità e serietà. Continueremo a farlo per il tempo che abbiamo davanti e contiamo sul vostro supporto".
"Nel primo semestre del 2026 dovranno completarsi gli interventi del Pnrr. Da questi potrà avvenire un'ulteriore accelerazione degli investimenti. E la necessità di investire non si fermerà certo a giugno del 2026".
"Voglio richiamare l'importanza del percorso di risanamento finanziario che porterà il deficit sotto il 3% e, auspicabilmente, l'Italia fuori dalla procedura europea per il deficit eccessivo, speriamo già nel 2026, così come il miglioramento del rating sovrano e la discesa lineare dello spread ridottosi di 170 punti base in tre anni. Anche le sottoscrizioni dell'emissione del Btp valore che sono un segno tangibile della fiducia degli italiani proprio verso il nostro Paese" ha aggiunto. Se anche il quadro geopolitico e commerciale "si stabilizzasse", le aspettative "potrebbero ulteriormente migliorare e tradursi in una espansione più forte dell'attività economica, che i nostri fondamentali giustificherebbero in modo pieno"ha concluso il ministro.
Leggi tutto: Giorgetti: "Orgogliosi dei risultati che il Paese ha raggiunto in un contesto incerto"

(Adnkronos) - L'innovazione tecnologica sta ridefinendo il modo di pensare, organizzare ed erogare l'assistenza sanitaria, con un impatto diretto e profondo sui servizi alla persona e nel welfare sanitario. Affronta questo tema la terza diretta della serie di webinar promossa da Cadiprof - dal titolo 'Sanità digitale, telemedicina e intelligenza artificiale. Trasformazione tecnologica e innovazione', in collaborazione con Adnkronos, per celebrare '20 anni di impegno e tutele per i lavoratori degli studi professionali'. Dopo aver parlato di 'Prevenzione e corretti stili di vita' e di 'Sostenibilità e non autosufficienza', l'iniziativa della Cassa di assistenza sanitaria integrativa per i lavoratori degli studi professionali - venerdì 24 ottobre alle 13 online sui canali web e social di Adnkronos e Cadiprof, dove sono disponibili anche le puntate precedenti - apre una finestra sul futuro della sanità dove il fascicolo sanitario elettronico, le piattaforme di telemedicina, i sistemi di monitoraggio remoto e gli strumenti predittivi grazie all'intelligenza artificiale diventano i tasselli di un unico disegno: un sistema sanitario più proattivo e vicino alle persone.
In studio, a confrontarsi sulle nuove prospettive di assistenza
sanitaria ci sono: Sergio Pillon, vicepresidente Aisdet -
Associazione italiana dell'associazione sanità digitale e
telemedicina; Giampaolo Stopazzolo, medico esperto per la
transizione digitale in sanità; Gaetano Stella, presidente
Cadiprof; Michele Carpinetti, vicepresidente Cadiprof. Nel corso
della diretta - a cui sarà possibile intervenire inviando domande e
osservazioni al numero WhatsApp 347.4412645 o all'indirizzo mail
Nel corso della diretta si chiarirà anche il ruolo dell'intelligenza artificiale, le cui applicazioni spaziano dalla diagnostica per immagini alla medicina predittiva, dall'analisi dei dati clinici alla pianificazione dei percorsi terapeutici personalizzati. L'appuntamento per scoprire come la digitalizzazione consenta di spostare il baricentro dell'assistenza dall'ospedale al territorio, dal trattamento alla prevenzione, dalla reazione alla previsione, è per venerdì 24 ottobre alle 13 in diretta sui canali web e social di Adnkronos e sul sito e canale YouTube di Cadiprof, per il webinar 'Sanità digitale, telemedicina e intelligenza artificiale'.
Leggi tutto: Telemedicina e Ia, un webinar sull'evoluzione tecnologica che cambia il welfare

(Adnkronos) - A settembre l'Agenzia medica e biologica della Federazione Russa ha annunciato che il vaccino a mRna 'Enteromix' contro il cancro aveva superato gli studi preclinici con "risultati promettenti". Ora la Serbia, con il ministro per la Cooperazione economica Nenad Popović, ha annunciato che sarà il primo Paese a testare il vaccino.
Secondo 'Gazeta Tema', il progetto fa seguito a un accordo diretto tra il presidente russo Vladimir Putin e il presidente serbo Aleksandar Vučić. Un team russo ha già ispezionato gli ospedali di Belgrado e le sperimentazioni congiunte inizieranno dopo che i medici serbi si saranno formati a Mosca. Le dosi iniziali, secondo quanto riferito da Popović, saranno prodotte dall'ospedale Torlak di Belgrado dal 2026.
Sul vaccino russo, che sarebbe destinato alla cura del melanoma e di alcuni tipi di cancro ai polmoni, gli esperti internazionali rimangono freddi soprattutto perché la sperimentazione umana è iniziata solo a giugno con 48 volontari. E' ancora nella memoria l'annuncio, in piena pandemia di Covid, del vaccino Sputnik che alla fine non ha confermato le promesse. Anche in quel caso la 'diplomazia dei vaccini' aveva avvicinato Russia ed Europa.

(Adnkronos) - Esordio tutt'altro che indimenticabile per Alessandro Florenzi nella Kings League Cup. L'ex Roma e Milan, oggi con la maglia dei 'Bigbro', ha fallito il rigore decisivo nello shootout finale, regalando così la vittoria alla squadra avversaria, i Caesar, capitanati da Damiano Er Faina ed En3rix.
Il match inaugurale del torneo di calcio a 7 si è concluso 6-7 per i Caeser, ma il vero colpo di scena l'ha dato proprio Florenzi, suo malgrado, protagonista dell'ultimo atto, quello decisivo, della partita. Il suo errore ha permesso così agli avversari di conquistare i primi due punti della stagione.
Un errore da 'principiante' quello di Florenzi. E mentre la squadra avversaria esultava per la vittoria, il calciatore non riusciva a rassegnarsi per non aver compreso prima le regole del gioco. "Io non avevo capito, non avevo capito le regole del gioco", ha esclamato Florenzi dopo l'errore del dischetto. "Io pensavo che dopo gli shootout c'era la descalada", ha urlato ancora con frustrazione.
Leggi tutto: Kings League, Florenzi sbaglia rigore e confonde le regole: "Non avevo capito"

(Adnkronos) - Affrancamento degli extraprofitti, aumento dell'Irap, interventi sulla deducibilità degli interessi passivi e delle perdite sui crediti, e la sospensione della deduzione dei componenti negativi connessi alle Dta. Sono queste, in sintesi, le misure contenute nel pacchetto 'dedicato' alle banche presente nella legge di bilancio 2026. Si tratta di interventi che, secondo le stime, arriveranno complessivamente a generare introiti a copertura della manovra per 4,24 miliardi di euro. Le misure ipotizzate, che ancora non trovano la piena unanimità nel governo, sono da giorni sul tavolo di discussione aperto con l'Abi, con l'obiettivo di arrivare a un accordo che da una parte garantisca le coperture previste ma che dall'altra non generi 'irritazione' da parte degli istituti bancari e non invii segnali negativi al mercato da parte di un settore che oggi, in Italia, gode di ottima salute.
Secondo quanto calcolato da fonti bancarie interpellate dall'Adnkronos, sul fronte degli extraprofitti, il governo ha previsto la possibilità di affrancare i 6,2 miliardi di euro accantonati dagli istituti nel 2023 per sottrarsi al prelievo straordinario del 27,5% sui profitti eccedenti. L'aliquota di affrancamento, fissata al 27,5% per il 2025, è destinata a salire al 33% dall'anno successivo. Per rendere di fatto obbligatorio il versamento, l'esecutivo ha inserito una presunzione automatica di utilizzo del fondo a partire dal 2028, trasformando quello che sembrava un'opzione in una necessità contabile. Questo affrancamento, spiegano comunque le fonti, non comporta automaticamente la distribuzione di dividendi, che resta prerogativa degli organi amministrativi delle singole banche. Di conseguenza, anche l'eventuale gettito derivante dalla tassazione delle rendite finanziarie per circa 1,2 miliardi di euro, che graverebbe sugli azionisti in caso di distribuzione, non può essere contabilizzato con certezza tra le coperture della manovra. L'operazione nel suo complesso dovrebbe generare un gettito di 1,7 miliardi di euro.
Sul versante dell'imposta regionale sulle attività produttive, l'Irap, le banche vedranno aumentare il proprio onere contributivo. L'aliquota, già maggiorata dello 0,75% rispetto a quella ordinaria, secondo quanto ipotizzato dal governo passerebbe dal 4,65% al 6,65%, con un incremento di due punti percentuali. Si tratta di una misura temporanea, circoscritta a un triennio, che il governo ha presentato come un contributo solidaristico del sistema finanziario al consolidamento dei conti pubblici. L'intervento dovrebbe assicurare entrate addizionali per circa 900 milioni di euro.
Quanto alle deducibilità, prosegue il dossier visionato dall'Adnkronos, una delle novità più rilevanti riguarda il trattamento delle perdite su crediti. Il meccanismo attuale, che consente la deduzione integrale nell'esercizio in cui viene effettuata la svalutazione a bilancio, viene sostituito da una dilazione quinquennale: il 20% potrà essere dedotto nell'anno di competenza, mentre la quota residua dell'80% sarà spalmata sui quattro esercizi successivi. Sebbene l'intervento si presenti come fiscalmente neutro nel lungo periodo, la sua natura è quella di un differimento temporale del vantaggio fiscale. Per gli intermediari creditizi questo si traduce in un anticipo della pressione impositiva e in un impatto negativo sul risultato economico di breve termine, pur mantenendo inalterati gli effetti sul patrimonio nel medio-lungo periodo. L'operazione garantisce all'erario un afflusso immediato stimato in 500 milioni di euro.
Circa la disciplina relativa alla deducibilità degli interessi passivi ai fini Ires e Irap, la percentuale scende dal 100% al 96%, allineandosi al trattamento già previsto per le società di gestione del risparmio. L'intervento, di natura tecnica ma con ricadute concrete, penalizza maggiormente gli istituti che fanno ampio ricorso alla leva finanziaria, rendendo meno conveniente il ricorso all'indebitamento. La ratio della norma è quella di armonizzare la normativa italiana con le direttive europee contro l'erosione della base imponibile (Atad), riducendo le asimmetrie tra diversi comparti economici. Gli interessi passivi oggetto della norma comprendono quelli relativi ai depositi della clientela, alle obbligazioni emesse, ai finanziamenti interbancari e alle operazioni di rifinanziamento presso la Banca centrale europea. La misura dovrebbe produrre un gettito di 440 milioni di euro.
Il tassello finale, analizza il documento, è quello della determinazione del reddito imponibile degli istituti di credito. Per gli esercizi 2026 e 2027 viene introdotto un limite alla deducibilità di alcuni componenti negativi: perdite fiscali pregresse, Aiuto alla Crescita Economica (Ace) e attività per imposte anticipate (Dta). Nel dettaglio, tali strumenti potranno essere utilizzati solo entro il 45% del reddito imponibile nel 2026 e il 54% nel 2027, con rinvio agli anni successivi della quota eccedente. L'obiettivo dichiarato è evitare che l'elevata disponibilità di crediti fiscali neutralizzi l'efficacia delle altre misure contenute nella manovra. In pratica, si tratta di un differimento contabile che rafforza temporaneamente le entrate pubbliche, ma al contempo accresce la pressione fiscale immediata sulle banche con maggiore dotazione patrimoniale. Il gettito atteso ammonta a 700 milioni di euro.

(Adnkronos) - "Il Curiosity Cube è un'iniziativa Merck Life Sciences che abbiamo sposato tre anni fa. Quest'anno, con il patrocinio del Comune di Ivrea e di Confindustria del Canavese, siamo riusciti a installarlo in Piazza Ottinetti, una delle piazze principali e più belle della nostra città. In questi 3 anni, l'iniziativa ha riscosso un grande successo, con la partecipazione di oltre mille giovani studenti delle scuole elementari e medie di Ivrea e di tutte le aree limitrofe. Solo quest’anno abbiamo visto la partecipazione di 400 studenti". Lo ha detto Stefania Bertone, Site Head Merck Ivrea, alla tappa finale del Curiosity Cube, l’innovativo laboratorio scientifico mobile della farmaceutica, alimentato a energia solare, che chiude il tour europeo del progetto per l’edizione 2025.
L’iniziativa offre un’esperienza educativa immersiva per avvicinare gli adulti di domani alle Stem (Science, Technology, Engineering, Mathematics) sfruttando i "potenti mezzi tecnologici che hanno già a disposizione, come telefoni cellulari, personal computer e tablet, che troppo spesso, purtroppo, li portano all'isolamento e a un utilizzo fuori controllo dei social media", sottolinea Bertone. Il 'cube' propone attività costruttive che "stimolano l'interesse dei giovani e - spiega - con il coinvolgimento dei nostri scienziati, riusciamo a mostrare alle nuove generazioni come una carriera nelle discipline Stem non solo sia possibile, ma anche interessante, stimolante, divertente e con un grande valore per la società". La risposta molto positiva di alunni e genitori evidenzia "l'importanza di offrire esperienze pratiche nella formazione scientifica dei nostri giovani. I ragazzi e i bambini - aggiunge - mostrano grande entusiasmo e interesse, pongono domande e partecipano in maniera attiva a tutte le attività proposte".
"La collaborazione tra scuole e comunità è fondamentale per creare un ambiente di apprendimento stimolante - sottolinea Bertone - In Merck tutti abbiamo un ruolo importante per il processo di crescita, sviluppo e formazione. Per questo, la nostra azienda ha sviluppato programmi di grande valore come Curiosity Cube e Spark, che permettono alle scuole di creare momenti ludico-formativi di grande contenuto scientifico, gratuiti, con il supporto dei nostri dipendenti. Investire nelle discipline Stem - osserva - significa investire nel nostro futuro. È necessario lavorare insieme per garantire che ogni bambino abbia l'opportunità di esplorare e sviluppare le proprie capacità in queste aree, contribuendo così ad una società più innovativa e prospera”. I giovani "sono il passato, il presente e il futuro - afferma - tutto deve partire da loro. In un mondo così complesso, così difficile, alle volte anche aggressivo, c’è bisogno di dare un'opportunità ai ragazzi, far capire loro che possono farcela. Devono solo crederci e rincorrere i loro sogni. È il più grande investimento che noi, come genitori, come comunità, come insegnanti e soprattutto come azienda, possiamo fare".
Leggi tutto: Ricerca, Bertone (Merck): "A Ivrea oltre mille giovani in tre anni al Curiosity Cube"

(Adnkronos) - Come possiamo rendere il nostro Servizio sanitario nazionale più vicino ai bisogni delle persone, più efficiente e pronto ad affrontare le sfide del futuro? E' da questa domanda che nasce Health+, un progetto promosso da Novartis con il supporto di Iqvia, che propone un nuovo modo di monitorare l'assistenza sanitaria in Italia, in linea con le recenti evoluzioni della sanità, facendo leva su buone pratiche internazionali e su un consensus multi-stakeholder.
Partendo da un confronto con 6 Paesi (Danimarca, Inghilterra, Francia, Germania, Spagna e Canada) e dal lavoro di un gruppo di esperti provenienti da diverse aree del sistema sanitario, della ricerca e della gestione delle politiche sanitarie - spiega una nota - Health+ ha individuato tre strumenti chiave per migliorare il nostro sistema sanitario: 1) Modelli predittivi: la stratificazione della popolazione e il population health management permettono di intervenire tempestivamente, riducendo costi e sprechi sanitari; 2) Monitoraggio dei risultati e dei processi di cura, per migliorare l'appropriatezza della presa in carico e la continuità assistenziale; 3) Ascolto dell'esperienza dei pazienti (PREMs), per migliorare l'aderenza ai percorsi di cura, della qualità percepita e favorire una sanità più vicina ai bisogni reali. I risultati mostrano, nel contesto attuale, l'urgenza di rivedere gli attuali modelli organizzativi e di valutazione della sanità, per garantire l'accesso dei pazienti all’innovazione.
Passare da una logica di breve termine a una di più lungo termine è stato il file rouge dell'analisi condotta, che evidenzia la necessità di un'evoluzione dei modelli di monitoraggio concentrati sull'erogazione dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) e sulla valutazione delle performance clinico-assistenziali.
Health+ - prosegue la nota - è frutto dell'impegno di Novartis a fianco di tutti gli attori del sistema salute, un impegno che si è tradotto nel percorso 'Partner per il futuro' avviato nel 2023 per contribuire alla costruzione di un Servizio sanitario nazionale più moderno, equo e sostenibile, partendo dall'ascolto delle nuove generazioni. Tra le priorità emerse da questo percorso condiviso, spicca la necessità di aggiornare gli strumenti con cui si valutano le performance della sanità: un tema centrale per Health+, che propone soluzioni concrete per migliorare il monitoraggio del Ssn e renderlo più vicino ai bisogni reali delle persone.
"Il progetto Health+ risponde alla nostra volontà, come azienda, di reimmaginare la salute del futuro e contribuire all'evoluzione del Ssn verso nuovi modelli, in grado di garantire un accesso equo e tempestivo all’innovazione per i pazienti, realizzando il binomio tra innovazione e sostenibilità - commenta Roberta Rondena, Value&Access Head di Novartis Italia - L'evoluzione del sistema di monitoraggio delle performance sanitarie rappresenta un passo avanti imprescindibile per favorire una programmazione sanitarie più efficace, sostenibile ed equa. Le soluzioni esistono e il gruppo di esperti coinvolti nel progetto Health+ ha delineato chiare priorità strategiche, che mi auguro possano guidare un cambiamento concreto, a beneficio dei pazienti e dell’intero sistema salute".
L'indagine al centro di Health+ ha comparato i Paesi in base a 7 dimensioni fondamentali: efficacia, sicurezza, centralità del paziente, accesso, costo, efficienza ed equità. L'analisi ha rilevato margini di miglioramento significativo nell'ambito della centralità del paziente nel monitoraggio sanitario, terreno di analisi in cui l'Inghilterra si distingue come modello di riferimento, grazie alla consolidata cultura del monitoraggio di PROMs e PREMs. Il nostro Paese, insieme a Francia e Canada, presenta inoltre delle limitazioni in termini di ampiezza della tipologia di malattie monitorate. Altri ambiti su cui lavorare, secondo gli spunti emersi dall'indagine, sono il monitoraggio dell'equità e dei percorsi assistenziali, che rappresentano un’area ancora poco sviluppata nella maggior parte dei Paesi analizzati.
"Questa analisi rappresenta un punto di partenza per ragionare sull'evoluzione del monitoraggio dell'assistenza sanitaria in Italia - dichiara Simone Parretti, Manager Implementation Science di Iqvia Italia - A oggi il Ssn si affida principalmente a due strumenti di valutazione: il Nuovo sistema di garanzia (Nsg) e il Piano nazionale esiti (Pne). Tuttavia, il contesto attuale offre l'opportunità di ampliare il quadro degli indicatori, rendendolo più aderente alle trasformazioni in atto. L'adozione del Fascicolo sanitario elettronico e l'evoluzione del Nuovo sistema informativo sanitario (Nsis) stanno migliorando la disponibilità e l'accuratezza dei dati. Allo stesso tempo, la diffusione di nuovi setting assistenziali e la crescente cronicizzazione di numerose patologie impongono il superamento di una misurazione centrata esclusivamente sull'ospedale e sulle acuzie. L'opportunità risiede dunque nell'orientare il monitoraggio verso l'intero percorso assistenziale, valorizzando la continuità delle cure e l'efficacia complessiva dell’intervento sanitario".
La tipologia di indicatori, le modalità di raccolta e condivisione dei dati e le tendenze evolutive dei sistemi di misurazione sono tra i punti focali individuati dal gruppo di lavoro per l'aggiornamento del sistema attuale, con focus sulla centralità del paziente, l'efficacia dei percorsi assistenziali e l'equità nell'accesso alle cure. Le prospettive di evoluzione a breve termine includono l'aggiornamento e l'ampliamento degli indicatori esistenti, mentre quelle a lungo termine mirano alla costruzione di un sistema di monitoraggio integrato e sostenibile, capace di garantire un servizio sanitario sempre più inclusivo, efficace e orientato al paziente.
Il gruppo di lavoro che ha partecipato al progetto: Mattia Altini, presidente della Società italiana di leadership e management in medicina (Simm); Paolo Bonaretti, presidente del consiglio direttivo Clust-ER Health, Advisor Novartis Italia; Daniela D'Angela, università degli Studi di Roma Tor Vergata, Carlo Favaretti, presidente della Società italiana Health Technology Assessment (Sihta); Paolo Petralia, vicepresidente della Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso); Luciano Pletti, vicepresidente della Confederazione associazioni regionali di distretto (Card); Giulio Zucca, Advisor Direzione generale Welfare Regione Lombardia.
Leggi tutto: Sanità, nasce Health+, progetto per un sistema più equo, efficace e sostenibile
(Adnkronos) - Festa del Cinema di Roma, giorno 8. Grande protagonista di oggi è il regista iraniano Jafar Panahi alla kermesse per presentare ‘Un semplice incidente’ e ricevere dalle mani del regista Giuseppe Tornatore il premio alla Carriera. Carolina Crescentini è alla 20esima edizione come protagonista della serie Netflix ‘Mrs Playmen’ nei panni di Adelina Tattilo, la fondatrice della prima rivista erotica italiana, che contribuì scardinare i tabù sul corpo della donna e a promuovere l'emancipazione femminile nell'Italia conservatrice degli Anni 70. Il regista Stefano Mordini porta alla Festa ‘La Lezione’, film tratto dal romanzo di Marco Franzoso. Al centro della storia - con protagonisti Matilda De Angelis e Stefano Accorsi - c’è il tema dello stalking. Infine, Micaela Ramazzotti protagonista di ‘Elena del ghetto’ di Stefano Casertano. Il film ripercorre la vera storia di Elena Di Porto, una donna ebrea romana che ha sfidato il regime fascista per salvare molte vite.

(Adnkronos) - Resta in prognosi riservata, intubato con supporto rianimatorio avanzato, il bimbo di 11 anni arrivato a Roma dalla Calabria con la famiglia per assistere a una festa di laurea. Precipitato dalla finestra al terzo piano del b&b in via Beniamino de Ritis, in zona Tiburtina, dopo essersi sporto per salutare la sorellina in strada, era stato trasportato ieri in gravissime condizioni all'ospedale Bambino Gesù e sottoposto a un intervento chirurgico per una emorragia.
Durante la tarda mattinata di ieri, il bambino ha visto la sorella uscire dal portone d'ingresso e l'ha voluta seguire con lo sguardo fino in strada. Per questo, intorno alle 11.40, si è affacciato dalla finestra al terzo piano, ma si è sporto troppo ed è precipitato. Sul posto l'arrivo immediato di soccorsi, poliziotti e Scientifica, che hanno sentito la mamma, nel b&b al momento dei fatti.
"Ho visto che questo ragazzino si affacciava dal terzo piano ed è successo all’improvviso, non l’ho visto cadere però", ha raccontato ieri all’Adnkronos una signora, poco lontano dal luogo dei fatti.
Il palazzo ha sette piani, al secondo abitano tre studenti che hanno le "scrivanie che affacciano alla finestra. Io non ho visto niente perché mi trovavo in un’altra stanza, ma il mio coinquilino stava studiando e ha detto di avere visto un’ombra che cadeva nel vuoto", spiegava Giuseppe, studente di giurisprudenza all’Università La Sapienza. "Come tutti quelli che hanno assistito alla scena anche noi abbiamo chiamato il 118, poi siamo corsi giù dalle scale - continua il ragazzo - a quel punto abbiamo visto la madre e il padre".
Antonella, una condomina che si trovava al primo piano, spiegava: "Sono scioccata, ho sentito le grida e un grande boato, visto che il bambino prima di arrivare a terra è rimbalzato su un camion parcheggiato sotto".
Leggi tutto: Bimbo precipitato da finestra a Roma, condizioni stabili per l'11enne

(Adnkronos) - Il rifiuto di Jannik Sinner alla Coppa Davis continua a far discutere. Il tennista azzurro ha scelto di non rispondere alla chiamata dell'Italia per la Final Eight del torneo per nazionali in programma dal 18 al 23 novembre a Bologna. Oggi, mercoledì 22 ottobre, il capitano Filippo Volandri ha lanciato un ultimo appello a Sinner, mentre Lorenzo Musetti ha 'snobbato' l'assenza del numero due del mondo.
"La squadra rimane molto forte. È ovvio che ogni capitano vorrebbe avere la rosa al completo con il suo giocatore più forte a disposizione. Ma proprio perché sono il capitano della Davis e ho giocato, cerco di normalizzare la cosa", ha detto Volandri in un'intervista a La Gazzetta dello Sport, "è una decisione che fa male, ma non è né la prima né l’ultima volta che succede. Capita a tutti i giocatori, anche ai grandissimi. Ci sono stagioni che ti portano ad arrivare in determinati momenti in condizioni fisiche e mentali diverse. Siamo pur sempre a fine stagione, e ogni anno è diverso. Per Jannik questa è stata una stagione particolare, e lo sappiamo tutti".
C'è ancora speranza di vedere Sinner a Bologna? "Tecnicamente la possibilità di convocarlo c’è, ma quando un team di quel livello prende una decisione di questo genere sulla programmazione poi è difficile cambiare in corsa. Noi restiamo disponibili, la porta è aperta, ma non mi aspetto un cambiamento", ha concluso Volandri.
Chi non pensa all'assenza di Sinner è Lorenzo Musetti: "Io credo che non c'è nessun capofila qui. In una competizione di squadra tutti hanno un ruolo: chi tifa, chi sta in panchina, chi scende in campo", ha detto l'azzurro a SkySport, "credo che ognuno ha la stessa importanza e anche il capitano lo sa questo, ce lo ha sempre detto. Io sono onorato e contento di giocare la Davis e cercherò di esserci al meglio".

(Adnkronos) - In occasione della X edizione della Settimana Anticontraffazione 2025, si è svolto, oggi, il convegno “Educazione digitale: come minori, genitori e docenti possono difendersi dalla contraffazione”. Dall’indagine commissionata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy al Moige-Istituto Piepoli e condotta a metà anno 2025 su 2.123 studenti di scuole secondarie di primo e secondo grado, solo il 30% dei ragazzi italiani tra gli 11 e i 17 anni riesce a dare una corretta definizione di merce contraffatta, mentre il 33% non ha alcuna percezione del falso.
Tali dati, che fotografano un fenomeno sempre più diffuso, evidenziano quanto sia fondamentale rafforzare l’educazione dei minori sui rischi della contraffazione, promuovendo un consumo responsabile e consapevole. Proprio con questo obiettivo, il Moige, Movimento Italiano Genitori, in collaborazione con l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi del Mimit, promuove costantemente iniziative formative per ragazzi, genitori e docenti, puntando a promuovere la conoscenza dei rischi della contraffazione, con particolare riguardo all’ambiente digitale e al consumo consapevole.
La contraffazione è un fenomeno percepito dagli adolescenti in modo parziale o superficiale e ben il 33% non ha alcuna percezione del falso. I ragazzi ne intuiscono i tratti principali ma non sempre sono consapevoli delle conseguenze reali. L'idea diffusa è che i prodotti falsi siano facilmente reperibili e riguardino tutti i settori (73%) ma soprattutto abbigliamento, accessori e tecnologia. La percezione, però, tende a ridurre la contraffazione a una questione di "costo minore" o "imitazione innocua" (13%), senza cogliere a fondo gli aspetti legali, i rischi per la salute e per la sicurezza. Alla domanda se si tratti di un fenomeno circoscritto al nostro Paese, la maggior parte degli adolescenti (70%) riconosce che la contraffazione è diffusa a livello globale.
È possibile reperire i prodotti contraffatti sia offline che online (50%), con internet che rappresenta uno dei principali canali di accesso. Gli adolescenti dichiarano di imbattersi frequentemente in offerte sospette sui siti di e-commerce e sui social media, spesso a prezzi troppo bassi per essere prodotti originali (46%). Molti ragazzi ammettono di non avere strumenti adeguati per distinguere un prodotto autentico da uno falso, soprattutto sulle piattaforme online.
Quando si parla di conseguenze, i giovani citano soprattutto la scarsa qualità e la minore durata del prodotto (67%). Più rari sono i riferimenti ai rischi legati alla salute e alla sicurezza o ai danni economici per le imprese e i lavoratori. Il 25% dichiara che non c’è alcun rischio. La dimensione legale è ancora meno conosciuta: solo una minoranza sa che acquistare merce contraffatta può comportare sanzioni anche per il consumatore. Il 35% coloro che ritengono che l'acquisto di un prodotto contraffatto sia solo un comportamento scorretto.
Tra le attività di prevenzione del fenomeno, il 37% degli adolescenti indica il controllo delle recensioni online come principale attività di tutela, superando il controllo diretto di siti o venditori rispetto alla precedente rilevazione del 2023.
L'e-commerce e i social network sono oggi tra i principali veicoli di diffusione dei prodotti contraffatti, soprattutto tra i ragazzi. Online si tende ad acquistare principalmente abbigliamento (66%) o tecnologia (20%), ma anche cosmetici (16%) e persino cibo (6%). Molti adolescenti (in maggioranza con genitori) si imbattono in offerte sospette. Gli store ufficiali sono ancora il percorso preferito (50%), ma molti si affidano a motori di ricerca e link offerti da influencer (9%).
Una volta terminato l'acquisto, sono soprattutto problemi tecnici (41%) ad allertare sul sospetto, ma in molti (19%) ammettono di utilizzare il prodotto anche se contraffatto. Emerge anche una quota di “vergogna”, un decimo degli intervistati preferisce non dire a nessuno di essere stato truffato. La maggioranza compra online per “fare l'affare” (35%), risparmiare tempo (27%) e avere maggior scelta (40%). Al netto di quanti (non pochi) acquistano, di proposito, merce contraffatta, la maggioranza si imbatte in truffe inattese. I contraffattori sfruttano strategie sempre più sofisticate che combinano ingegneria informatica e manipolazione psicologica. Si tratta di tecniche diffuse ma non troppo note ai giovani (solo 3 su 10 dichiarano di conoscerle a sufficienza). Il 72% non conosce le strategie dei contraffattori.
Il convegno, che ha visto la partecipazione del Capo di Gabinetto del Mimit, Federico Eichberg e del cofondatore e direttore generale del Moige, Antonio Affinita, ha visto gli interventi di: Livio Gigliuto, presidente Istituto Piepoli; Andrea Tognoni, Case Handler Protection of minors online- DG Connect della Commissione europea; Antonio Natali, Direttore dell’Ufficio di Gabinetto Ministero dell’Istruzione e del Merito; Eva Spina, Capo Dipartimento per il digitale, la connettività e le nuove tecnologie Mimit e Presidente del Comitato consultivo per l’alfabetizzazione mediatica e digitale; Roberto De Vita, Commissario Capo della Polizia di Stato – Servizio Polizia Postale e per la sicurezza cibernetica, Metis di Meo, autrice ed attivista per i diritti umani e Fabrizio Politi, influencer.
Leggi tutto: Contraffazione, Indagine Mimit-Piepoli: il 33% dei minori non ha percezione del falso
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