(Adnkronos) - Sulla griglia di partenza dell’Autodromo Nazionale di Monza, oltre 100 Tesla hanno preso parte al primo Light Show al mondo realizzato su un circuito di Formula 1. L’evento, ideato e organizzato da Tesla Owners Italia, si è svolto in occasione del Mimo, Milano Monza Motor Show 2025, manifestazione internazionale dedicata alla mobilità, all’innovazione e al motorsport.
Le Tesla, disposte in formazione sulla griglia di partenza e perfettamente sincronizzate, hanno eseguito una coreografia con musiche e giochi luminosi, progettata e programmata direttamente dagli esperti di Tesla Owners Italia, la community dei proprietari più seguita d’Italia.
Il progettista e designer artistico dello spettacolo, Matteo Massarenti di Tesla Owners Italia - associazione ufficiale dei proprietari Tesla più seguita d'Italia, organizzazione no-profit -, ha commentato: "a differenza delle auto tradizionali, grazie a un tipo di approccio preponderante sullo sviluppo software e sulle interfacce utente, si aprono enormi potenzialità di sviluppo e ampliamento delle funzionalità di un veicolo anche in un momento successivo all’acquisto. Chi prova le vetture elettriche - Tesla in particolare - si rende conto quanto siano pensate fin dall’origine per essere programmabili, aggiornabili da remoto e in grado di dare vita, a un evento spettacolare con cento auto che reagiscono coordinate al millisecondo".
Il presidente di Tesla Owners Italia Luca Del Bo ha aggiunto: "il Light Show è stato il momento conclusivo di una giornata dedicata alla community di Tesla Owners Italia che ha visto la partecipazione di quasi 300 Owners, provenienti da Svizzera, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Spagna e da tutte le regioni italiane".
Il Light Show - ideato, realizzato e finanziato in autonomia da Tesla Owners Italia, senza alcun coinvolgimento da parte della casa madre - realizzato a Monza non si è basato su una funzione predefinita di cui le Tesla sono dotate, ma è stato progettato per l’occasione da Tesla Owners Italia, in modo da attivare fari, portiere, schermi interni e suoni in perfetta sincronia in un gioco di luci e musica altamente emozionale. Nel pomeriggio, le auto hanno partecipato a una Parata d’Onore lungo il tracciato dell’autodromo di Monza, comprese le storiche sopraelevate, in una formazione compatta che ha messo in scena, anche visivamente, la forza e l’identità del gruppo.
Anche l’aperitivo offerto da BbqKing e Duroc, con prodotti regionali selezionati a chilometro zero, ha vantato una particolarità tecnica coerente con lo spirito dell’evento: il barbecue utilizzato era completamente elettrico e alimentato da XTrolley, una batteria portatile dall’ingegneria tutta italiana, dimostrando concretamente come le tecnologie dell’elettrico possano trovare applicazioni reali anche nella quotidianità.
Tesla Owners Italia devolverà il 10% degli incassi dell’evento a Casa Sollievo Bimbi Vidas.
(Adnkronos) - La favola di Oliver Tarvet a Wimbledon 2025 continua. Il 21enne carneade, numero 733 del ranking, dopo aver superato le qualificazioni e aver conquistato un posto nel tabellone principale del singolare maschile si regala anche il passaggio al secondo turno. Il britannico, sul campo numero 4, oggi 30 giugno vince tra la sfida tra 'chi è questo?' battendo lo svizzero Leandro Riedi, numero 503 del mondo, per 6-4, 6-4, 6-4.
Tarvet, che in carriera vanta la 624esima posizione come best ranking, conferma il feeling con l'erba londinese e si prepara a fare un bel salto in classifica. Con ogni probabilità, la sua avventura a Wimbledon 2025 finirà al secondo turno, visto che il sorteggio gli riserva l'incrocio con Carlos Alcaraz, detentore del titolo, o in alternativa Fabio Fognini. Il ragazzo di St. Albans - nell'Herfordshire - fa notizia anche per la sua scelta penalizzante a livello economico. Tarvet è uno studente della San Diego University, partecipa alle competizioni NCAA e come atleta di un college americano non può percepire premi o ingaggi superiori ad una soglia predeterminata di circa 8500 euro. Lui, che in carriera ha intascato appena 15mila dollari complessivi, per ora non potrà godersi i 77mila euro che spettano a chi entra nel tabellone principale né i 116.130 euro che vanno a chi approda al secondo turno.
Leggi tutto: Wimbledon 2025, continua la favola di Tarvet: il carneade vince ma non guadagna
(Adnkronos) - "Le malattie infiammatorie, in particolare quelle che colpiscono l'ambito dermatologico, sono un'area di focus molto importante. Siamo davvero contenti di poter celebrare l'arrivo di una nuova terapia che ha dimostrato di migliorare significativamente la prognosi e la qualità di vita dei nostri pazienti e delle nostre pazienti con idrosadenite suppurativa, una patologia che colpisce prevalentemente il sesso femminile e comporta anche un impatto psicologico rilevante". Sono le parole di Paola Coco, direttore medico di Novartis Italia, nel commentare la rimborsabilità di secukinumab nell’idrosadenite suppurativa (Hs), conosciuta anche come acne inversa. L'anticorpo monoclonale ricombinante interamente umano selettivo per l'interleuchina-17A, è indicato nel trattamento dell’Hs attiva di grado da moderato a severo in adulti con una risposta inadeguata alla terapia sistemica convenzionale.
"Non ci vogliamo occupare solo dell'aspetto terapeutico - sottolinea Coco - ma anche di tutto ciò che gravita attorno alla patologia e che riguarda quindi il paziente a 360 gradi, incluso anche l’aspetto psicologico".
Leggi tutto: Coco (Novartis): "Secukinumab migliora prognosi idrosadenite suppurativa"
(Adnkronos) - È stata pubblicata in Gazzetta ufficiale l’approvazione della rimborsabilità da parte del Sistema sanitario nazionale di secukinumab, un anticorpo monoclonale ricombinante interamente umano selettivo per l'interleuchina-17A, nel trattamento dell’idrosadenite suppurativa (acne inversa) attiva di grado da moderato a severo in adulti con una risposta inadeguata alla terapia sistemica convenzionale per l’Hs, una malattia complessa e dai molti risvolti psicologici. Lo annuncia Novartis in una nota. La sicurezza e l’efficacia del farmaco sono state valutate in 2 studi di fase III - Sunshine e Sunrise- randomizzati, in doppio cieco e controllati con placebo, condotti su pazienti adulti affetti da idrosadenite suppurativa (Hs) di grado da moderato a severo e candidati alla terapia biologica sistemica. Gli studi hanno dimostrato che i pazienti trattati hanno ottenuto una significativa risposta nella diminuzione del numero di ascessi e noduli infiammatori e hanno manifestato una diminuzione clinicamente rilevante del dolore cutaneo legato alla patologia.
"L’idrosadenite suppurativa - spiega Angelo Valerio Marzano, direttore Sc Dermatologia, Fondazione Irccs Ca' Granda ospedale Maggiore Policlinico di Milano - è una malattia infiammatoria cronica della pelle che si manifesta con noduli, ascessi e fistole tipicamente a livello ascellare e inguinale, pur potendo, in alcuni casi, estendersi alla zona anogenitale e, in generale, alle zone delle pieghe cutanee. È una malattia che tipicamente ha un esordio precoce, dopo la pubertà, e per la sua complessità, si stima, che il ritardo nella diagnosi sia in media fra i 7 e i 10 anni. I farmaci biologici, come gli inibitori dell’interleuchina-17 (Il-17i), si sono dimostrati promettenti e la rimborsabilità rappresenta una nuova opzione terapeutica per i pazienti che ne sono affetti".
L’idrosadenite suppurativa è una malattia complessa che colpisce circa l’1% della popolazione italiana, nel 70% dei casi le donne - informa la farmaceutica - L’esordio può avvenire anche in età precoce, intorno ai 18 anni, portando con sé un pesante carico psicologico. La qualità di vita dei pazienti è significativamente compromessa, con un impatto molto elevato sulla vita personale, sociale e lavorativa per il 48% dei pazienti. A risentirne maggiormente sono la sfera personale, le relazioni, lo stato d’animo e la vita sociale, seguite poi dalla sfera lavorativa, che per alcuni (30%) è stata la causa della perdita del lavoro. Il forte impatto della patologia, oltre a toccare la sfera più intima e personale, è anche dettata da una serie di sintomi debilitanti: il 66% accusa dolore, fatigue e prurito. L’Hs, per la sua complessità, richiede un approccio multidisciplinare - che includa nutrizionisti, infermieri, psicologi, terapisti del dolore e chirurghi - e un concreto sostegno al paziente, anche per gli interventi chirurgici che a volte sono necessari, a causa di sovra-infezioni.
"La malattia ha evoluzione cronica con episodi periodici, ricorrenti, con un andamento difficilmente prevedibile - chiarisce Cristina Magnoni, Ssd di Chirurgia Dermatologica a indirizzo oncologico e rigenerativo, Aou Modena - Il trattamento chirurgico varia dai trattamenti procedurali (laser) e interventi minori (incisione, drenaggio e deroofing) fino a interventi chirurgici maggiori (escissione locale ampia). Analogamente all'approccio graduale dei trattamenti medici - continua - l'intervento chirurgico viene intensificato con l'aumentare della gravità della malattia e della presenza di danni tissutali irreversibili, come tunnel e cicatrici. Ma l’approccio che vede una combinazione tra chirurgia e terapia farmacologica rappresenta un passo avanti estremamente importante nella gestione complessiva della malattia, offrendo soluzioni più complete, personalizzate e sicure per i pazienti, e in grado di migliorare notevolmente la loro qualità di vita".
Sono ancora troppe le necessità insoddisfatte dei pazienti: ritardi nelle diagnosi, difficoltà nella presa in carico e il peso di stigma e isolamento. È quindi cruciale sensibilizzare l’opinione pubblica per abbattere le barriere e garantire una formazione più approfondita alla classe medica, chiamata a gestire una patologia ancora poco conosciuta. "Novartis punta a migliorare gli outcome per i pazienti e la vita delle persone affette da condizioni immunologiche dolorose e debilitanti, come l’idrosadenite suppurativa - afferma Paola Coco, Chief Scientific Officer & Medical Affairs Head, Novartis Italia - Il nostro impegno si concretizza nello scoprire e rendere disponibili farmaci innovativi per patologie immunologiche complesse e poco studiate, che presentano significativi bisogni terapeutici insoddisfatti. Vogliamo essere dei partner per le persone, la ricerca e le istituzioni perché solo insieme si può raggiungere un importante risultato. Siamo convinti che questa approvazione vada in quella direzione, perché rappresenta una reale opportunità per i pazienti".
In questo contesto si inserisce il progetto Visi-Vite di idrosadenite suppurativa in Italia, svolto da Istud Sanità e Salute, in collaborazione con l’Associazione Passion People Aps e promosso da Novartis, per dare voce alle persone con Hs. Integrando un approccio di Medicina narrativa, il progetto ha condotto un’attività di ascolto presso 9 centri di cura in Italia, raccogliendo 81 testimonianze tra pazienti, caregiver e professionisti della salute in un libro scaricabile gratuitamente. Visi esplora l’esperienza dei pazienti, approfondendo gli aspetti clinici della malattia, ma anche la dimensione personale, emotiva, sociale e culturale. La ricerca - conclude una nota - analizza l’impatto della patologia sulla vita quotidiana, sulle relazioni interpersonali e sull’ambito lavorativo, evidenziando anche il ruolo di supporto dei familiari e coinvolgendo i dermatologi per comprendere il loro approccio terapeutico, le sfide e le strategie di comunicazione adottate per rispondere alle esigenze dei pazienti.
Leggi tutto: Farmaci, disponibile e rimborsata nuova terapia per idrosadenite suppurativa
(Adnkronos) - Novità sul caso di Liliana Resinovich, la donna trovata senza vita in parco di Trieste nel gennaio del 2022. Secondo fonti di 'Chi l'ha visto?' la rottura della vertebra T2 non sarebbe stata causata dal preparatore anatomico come da lui stesso ipotizzato. Sempre secondo le stesse fonti il gip di Trieste avrebbe rigettato la richiesta di perizia medico legale degli avvocati del marito Sebastiano Visintin, sostenendo che la "lesione era già emersa dalla Tac dell'8/1/2022", mentre il preparatore anatomico ha operato sul cadavere tre giorni dopo.
Il giudice, invece, avrebbe accolto la richiesta della procura di perizia in incidente probatorio sui reperti già analizzati, sugli abiti e sui coltelli, sequestrati in casa dell'indagato e sul bracciale nero e celeste, consegnato dal fratello della vittima. L'indagato Sebastiano Visintin è accusato dalla Procura di Trieste di aver aggredito la moglie Liliana Resinovich è di averla uccisa, il 14 dicembre 2021, nel parco dell'ex Opp, vicino a via Weiss, dove è stata trovata il 5 gennaio 2022. L'udienza è stata fissata per l'8 luglio.
(Adnkronos) - Si chiama adenomiosi ed è una malattia 'sorella' dell'endometriosi. Mestruazioni abbondanti, dolori pelvici e difficoltà nel concepire un bimbo sono tra i segni di questa condizione ginecologica benigna, che però complica la vita alle aspiranti mamme anche quando si rivolgono ai centri di fecondazione assistita. C'è infatti l'adenomiosi tra le cause principali di fallimento dell'impianto embrionale e di aborto spontaneo dopo una procedura di Pma. Una patologia tutt'altro che rara: colpisce milioni di donne, fino a 1 su 5 in età fertile. Ma "non è una condanna". Un nuovo protocollo ormonale targato Ivi, tra i principali gruppi internazionali nel campo della riproduzione medicalmente assistita, promette di spegnere l''incendio' che alimenta l'adenomiosi e, "per la prima volta", di raddoppiare le chance di gravidanza rispetto ai trattamenti standard. L'approccio è fra le novità del 41esimo Congresso annuale della Società europea di riproduzione umana ed embriologia (Eshre 2025 - Parigi, 29 giugno-2 luglio).
Le pazienti con adenomiosi presentano tessuto endometriale, quello che normalmente riveste internamente l'utero, dentro al miometrio, lo strato muscolare uterino. Così la parete dell'utero si ispessisce e si sviluppano i sintomi. "Adenomiosi ed endometriosi sono malattie sorelle, condividono una base genetica e infiammatoria comune: tutto parte da una mutazione dell'oncogene K-ras, che altera l'endometrio rendendolo resistente al progesterone", descrive Mauro Cozzolino, specialista in medicina della riproduzione e direttore del Centro Ivi di Bologna, che ha guidato lo studio illustrato al meeting. "L'adenomiosi è caratterizzata da un eccesso di estrogeni e da uno stato infiammatorio cronico che compromettono la recettività dell'endometrio". Con il nuovo protocollo, sottolinea l'esperto, "riusciamo a spegnere il fuoco ormonale che alimenta la malattia e a migliorare significativamente gli esiti nei trattamenti di fecondazione assistita". La strategia si basa sul mix tra un GnRH agonista e un inibitore dell'aromatasi, somministrati prima del transfer embrionario. "Questa combinazione funziona perché agisce sulle radici biologiche della malattia", spiega Cozzolino.
Lo studio è stato condotto presso Ivi Roma su donne tra i 30 e i 49 anni con una forma di adenomiosi chiamata adenomioma, analizzando trasferimenti di embrioni congelati. Le pazienti che hanno seguito lo specifico trattamento ormonale - 2 mesi di un farmaco che blocca la produzione degli estrogeni da parte delle ovaie, seguiti da 3 settimane di un altro farmaco che riduce l'effetto degli estrogeni presenti nei tessuti dell'utero - hanno ottenuto quasi il doppio delle gravidanze rispetto a chi ha ricevuto il trattamento standard: 47% contro 26%, riferisce Ivi. Doppio anche il numero di gravidanze confermate ecograficamente: 66% nel gruppo trattato, rispetto al 33% nel gruppo di controllo. "Sono risultati molto significativi - commenta il Cozzolino - e segnano un importante passo avanti nel trattamento di una condizione spesso sottovalutata".
Il protocollo Ivi "abbassa l'infiammazione, riduce le contrazioni dell'utero e migliora le condizioni per accogliere l'embrione. Ci sono anche indizi che suggeriscono un altro beneficio importante", rimarca il gruppo: "Questo trattamento sembra aumentare la presenza di alcune molecole, chiamate integrine, che aiutano l'embrione ad 'attaccarsi' meglio all'endometrio". Contribuendo dunque al successo dell'impianto e della gravidanza. "Anche tenendo conto di fattori come l'età della paziente, il peso, la qualità degli embrioni e lo stato dell'endometrio - precisa Ivi - il trattamento ha continuato a dimostrare la sua efficacia".
"Il nostro approccio permette di ridurre il rischio di aborti e aumentare il numero di bambini nati - afferma Cozzolino - Per noi questo protocollo è già lo standard nei casi di adenomiosi: non eseguiamo transfer senza questo pretrattamento. Ora il prossimo passo è uno studio multicentrico e randomizzato che stiamo costruendo insieme ad altri gruppi europei", prospetta lo specialista lanciando un messaggio di speranza alle pazienti: "L'adenomiosi non è una condanna. Con i giusti trattamenti è possibile ottenere una gravidanza, anche se potrebbe servire più di un tentativo o il trasferimento di più embrioni. Il punto è non arrendersi".
Cruciale, a monte, riconoscere la malattia per tempo. "La diagnosi di adenomiosi è sempre stata difficile - osserva Cozzolino - perché si basava solo su conferme istologiche dopo isterectomia. Oggi, grazie all'ecografia esperta, possiamo diagnosticare in modo non invasivo, ma servono competenze specifiche: una donna con dolori mestruali persistenti o sanguinamenti anomali deve essere valutata da un ginecologo esperto in ecografia, perché molti casi vengono ancora ignorati o sottovalutati". Da qui la raccomandazione ai colleghi: "Una donna con dolori mestruali ricorrenti non va liquidata con un antidolorifico. Serve un'ecografia fatta bene, da un professionista che sa riconoscere questa condizione. La diagnosi precoce può cambiare tutto".
Leggi tutto: Fecondazione, non solo endometriosi: il nuovo protocllo che combatte l'adenomiosi
(Adnkronos) - "Svolta nei trattamenti di fecondazione assistita per le donne over 40": anche loro possono diventare mamme senza assumere 'bombe ormonali', grazie a un percorso di Pma "meno invasivo e medicalizzato, più vicino a una gravidanza naturale e più facile da affrontare dal punto di vista emotivo". E' la tecnica del ciclo naturale modificato, che anche superati gli 'anta' permette di diventare madri con le stesse chance del ciclo artificiale e con un rischio minore di aborto. Lo dimostra uno studio multicentrico presentato dal gruppo Ivi, gruppo internazionale tra i principali player nel settore della riproduzione medicalmente assistita, al 41esimo Congresso annuale della Società europea di riproduzione umana ed embriologia (Eshre 2025 - Parigi, 29 giugno-2 luglio).
La ricerca, coordinata Pietro Molinaro (Ivi Roma e università di Valencia, Spagna) e condotto in collaborazione con un team internazionale di esperti di centri italiani e spagnoli, indica che "il ciclo naturale modificato (mNC-ET) è una valida alternativa al ciclo artificiale per la preparazione endometriale nella procreazione medicalmente assistita", anche nelle aspiranti mamme meno giovani. "Volevamo dimostrare che anche nelle donne over 40 il ciclo naturale modificato, tecnica che combina elementi del ciclo naturale con un supporto farmacologico minimo, può offrire risultati pari a quelli del ciclo artificiale in termini di tasso di nascita viva e riduzione del tasso di aborto, ma con un approccio meno invasivo - spiega Mauro Cozzolino, specialista in medicina della riproduzione, direttore del Centro Ivi di Bologna e coautore dello studio - Abbiamo incluso 16.579 donne in età compresa tra 40 e 49 anni, per un totale di 26.039 trasferimenti singole blastocisti. E' sicuramente uno degli studi più grandi mai realizzati su questo tema", sottolinea l'esperto.
"Nel ciclo artificiale - descrive Cozzolino - la paziente assume estrogeni e progesterone per settimane, fino al terzo mese di gravidanza". Il ciclo naturale modificato, invece, rispetta il ritmo dell'organismo: "Seguiamo quello che il corpo fa da solo, intervenendo il minimo indispensabile. Il trattamento è più leggero e più rispettoso". In cosa consiste? "Si monitora l'ovulazione spontanea - illustra lo specialista - e si interviene solo con una piccola iniezione di hCG, un ormone che aiuta a 'orchestrare' l'ovulazione in un momento preciso, così da poter pianificare al meglio il trasferimento dell'embrione. In altre parole, si dà un segnale chiaro all'ovaio su quando rilasciare l'ovulo, proprio come farebbe l'organismo da solo. Per rendere l'ambiente dell'utero più favorevole all'impianto dell'embrione, viene poi somministrato progesterone, ma con un carico farmacologico molto più basso rispetto ad altri protocolli. Tutto il processo è accompagnato da semplici controlli ecografici e ormonali. Questo metodo si distingue sia dal ciclo naturale puro, in cui non si interviene affatto sull'ovulazione, sia dal ciclo artificiale, in cui tutti gli ormoni necessari alla gravidanza vengono introdotti dall'esterno".
Gli autori sono partiti da un'osservazione clinica: nelle donne che non ovulano spontaneamente manca il corpo luteo, una struttura dell'ovaio che normalmente produce sostanze fondamentali per sostenere l'inizio della gravidanza. "Abbiamo notato che le donne che ovulano naturalmente, anche durante un trattamento di fecondazione assistita, vanno incontro a meno complicazioni ostetriche, come ipertensione e preeclampsia - rimarca Cozzolino - Da qui l'idea di sperimentare in modo più sistematico un approccio più fisiologico", il "ciclo naturale modificato, anche nelle donne in età più avanzata". Un'intuizione premiata dai dati: "Il tasso di successo del ciclo naturale modificato è pienamente paragonabile a quello del ciclo artificiale. La probabilità di nascita è del 40,2% con il ciclo naturale modificato, contro il 41% del protocollo farmacologico classico", emerge dallo studio. Per i ricercatori, però, "la vera notizia è un'altra: il tasso di aborto spontaneo si riduce in modo significativo con l'approccio più fisiologico: 11,8% contro 17,4%".
"La differenza può sembrare sottile, ma ha un impatto enorme, soprattutto per le donne in età più avanzata", puntualizzano gli esperti. "Questa riduzione potrebbe essere dovuta a una migliore qualità dell'endometrio e a una sincronizzazione più naturale con l'embrione", ragiona Cozzolino. "E non si tratta di un dettaglio", precisa: "Ogni aborto evitato significa meno dolore, meno frustrazione, meno attesa. Ha un peso clinico, ma anche psicologico ed emotivo enorme". Per gli autori c'è anche un altro aspetto da non trascurare: "Molte donne vivono il ciclo naturale modificato in modo più sereno, con meno farmaci, meno interventi e un maggiore senso di familiarità. E in un percorso come la Pma, sentirsi più in sintonia con il proprio corpo fa davvero la differenza".
Lo studio ha escluso fattori confondenti come patologie uterine gravi o irregolarità ormonali e ha utilizzato un'analisi statistica avanzata per correggere variabili come età, qualità embrionale e caratteristiche del partner. "Anche dopo tutte le correzioni statistiche, non emerge alcun vantaggio significativo del ciclo artificiale - conferma Cozzolino - Questo rafforza l'idea che si possano personalizzare i trattamenti anche per le donne over 40, a condizione che abbiano un ciclo regolare. Inoltre, nei centri Pma ci si concentra spesso solo sull'impianto. Ma se possiamo ridurre complicanze come preeclampsia e ipertensione, riduciamo anche accessi ospedalieri e costi sanitari. E' una visione più ampia e più responsabile". Il team Ivi prevede ora una serie di studi su larga scala per valutare gli effetti del ciclo naturale modificato sugli esiti ostetrici e neonatali. "Il nostro obiettivo - conclude lo specialista - è rendere la medicina della fertilità sempre più personalizzata, sostenibile e rispettosa della fisiologia femminile. E ciò che rende tutto questo ancora più rilevante è che ora possiamo offrirlo anche alle donne over 40, un tempo escluse da percorsi meno invasivi".
Leggi tutto: Fecondazione, mamme senza bombe ormonali con meno rischi aborto: 'svolta per over 40'
(Adnkronos) - Harry Styles, la superstar ex One Direction, è stato visto scambiarsi un bacio appassionato con una misteriosa ragazza durante una festa a Glastonbury. L'artista 31enne si trovava in un'area Vip del festival musicale nelle prime ore di domenica, in compagnia di amici. Come riportato da The Sun, un testimone oculare ha raccontato: "Harry aveva occhi solo per questa donna e tra loro è scoccata subito la scintilla".
E ancora: "È arrivato con alcuni amici, ma non appena lui e la ragazza si sono incontrati, sono diventati inseparabili. Lei lo ha baciato sulla guancia tre volte, poi lui le ha preso la mano e l'ha portata a ballare. Poco meno di un'ora dopo, si sono baciati davanti a tutti, senza curarsi di essere visti".
L'identità della ragazza non è ancora nota, ma il bacio e gli atteggiamenti intimi suggeriscono che Styles abbia ritrovato l'amore.
Leggi tutto: Harry Styles, bacio appassionato con una misteriosa ragazza a Glastonbury
(Adnkronos) - Una scossa di terremoto di magnitudo 4.6 è stata registrata dall'Ingv ai Campi Flegrei oggi 30 giugno 2025 ed è stata avvertita anche a Napoli. La scossa, delle ore 12.47, è avvenuta a una profondità di 5 km: è la più forte, assieme a quella di marzo 2025, mai registrata dai rilevatori. Tra i comuni più vicini all'epicentro quelli di Bacoli, Monte di Procida e Pozzuoli.
La scossa è stata lunghissima e avvertita in tutta la provincia di Napoli. Dalla zona est di Napoli, come Via Argine, sino a Giugliano, ai Colli Aminei e ovviamente i quartieri più vicini all'area dei Campi Flegrei, come Fuorigrotta e Bagnoli.
(Adnkronos) - "So che ogni giorno cercate di assolvere con sacrificio e con professionalità il vostro impegno, reso ancor più difficile dalle preoccupanti condizioni del sistema carcerario, contrassegnato da una grave e ormai insostenibile condizione di sovraffollamento, nonché dalle condizioni strutturali inadeguate di molti istituti, nei quali sono necessari interventi di manutenzione e di ristrutturazione, da intraprendere con urgenza, nella consapevolezza che lo spazio non può essere concepito unicamente come luogo di custodia, ma deve comprendere ambienti destinati alla socialità, all'affettività, alla progettualità del trattamento". Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando il capo del Dap, Stefano Carmine De Michele, e una rappresentanza della Polizia penitenziaria.
Leggi tutto: Carceri, Mattarella: "Condizioni preoccupanti, sovraffollamento insostenibile"
Pagina 445 di 1157