
SELARGIUS – Un'imponente operazione dei Carabinieri ha smantellato una vera e propria "centrale" dell'illegalità in località Pizz'e Pranu, nel territorio di Selargius. Nel corso di un maxi blitz scattato all'alba, i militari hanno recuperato dieci auto rubate e scoperto una vasta discarica abusiva con rifiuti speciali. Quattro persone sono state denunciate.
Un Dispositivo di Forze Straordinario
L'operazione ha visto impegnati i militari delle Stazioni di Selargius, Sinnai e Monserrato, il Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Cagliari, e i reparti specializzati: Squadrone Eliportato Cacciatori di Sardegna, Nucleo Operativo Ecologico, Nucleo Cinofili. Dall'alto, l'area è stata monitorata dall'11° Nucleo Elicotteri di Elmas.
Il "Cimitero" delle Auto Rubate
Le perquisizioni hanno portato alla luce diverse autovetture, tra utilitarie e mezzi commerciali. Gli accertamenti tecnici hanno confermato che dieci di questi veicoli erano stati rubati tra il 2025 e l'inizio del 2026 nelle aree di Cagliari, Quartu Sant'Elena e Sestu.
Una Discarica Inquinante
Parallelamente, i Carabinieri specializzati nel settore ecologico hanno individuato vaste porzioni di terreno trasformate in depositi incontrollati di rifiuti speciali. Sono emerse:
Le Denunce e il Sequestro
Quattro uomini, di età compresa tra i 23 e i 46 anni e residenti nella zona, sono stati deferiti in stato di libertà alla Procura di Cagliari. Le norme contestate riguardano la gestione illecita di rifiuti e lo scarico abusivo di sostanze inquinanti.
L'intera area adibita a discarica e i materiali rinvenuti sono stati sottoposti a sequestro preventivo e affidati in custodia al Comune di Selargius per i successivi adempimenti di bonifica e messa in sicurezza. L'operazione conferma l'impegno dell'Arma nella tutela del patrimonio e dell'ambiente.

Serata amara per il concorrente sardo ad Affari Tuoi. Marco, consulente d'immagine e parrucchiere di Quartu Sant'Elena, accompagnato dalla figlia Clarissa, ha chiuso la puntata senza portare a casa neppure un euro, nonostante il tentativo di giocarsi la "Regione fortunata".
Un Avvio in Salita
L'andamento del gioco per Marco è stato disastroso sin dalle prime battute. In rapida successione, sono stati eliminati i "pacchi rossi" con i premi più ambiti: 300.000 euro, 200.000 euro e 100.000 euro. Questa emorragia di cifre elevate ha ridotto drasticamente il potere contrattuale nei confronti del Dottore, che ha presentato offerte piuttosto contenute (10.000 euro e 5.000 euro), entrambe rifiutate dal concorrente.
Il Cambio Sfortunato
A metà percorso, Marco ha accettato la sfida scambiando il suo pacco numero 11 con il numero 13. Sebbene nello scambio abbia evitato un pacco da 1 euro, la sorte non è migliorata: alla fine del gioco, il pacco 13 conteneva la misera cifra di 10 euro.
La Regione Fortunata: Il Colpo di Grazia
Rimasti senza premi significativi (solo un pacco da 15.000 euro e uno da 10 euro), Marco e Clarissa hanno giocato l'ultima carta con la Regione Fortunata:
Purtroppo, entrambi i tentativi sono risultati errati, perché la regione vincente era la Basilicata.
Il Verdetto Finale
Marco e Clarissa tornano a casa a mani vuote (0 euro), dopo una partita dove la sfortuna non ha mai mollato la presa. Resta comunque la bella esperienza da ricordare e l'affetto del pubblico. L'augurio per Marco è che la prossima volta la sorte possa girare a favore della Sardegna.

(Adnkronos) - L'entità dell'epidemia di Ebola in corso nella Repubblica democratica del Congo, causata dal virus Bundibugyo, potrebbe essere maggiore di quanto suggeriscono attualmente le cifre diffuse. I dati ufficiali non descriverebbero la complessità del fenomeno, che potrebbe essere ancora 'sommerso' almeno in parte. È quanto suggerisce un rapporto pubblicato da ricercatori dell'Imperial College London, in collaborazione con l'Organizzazione mondiale della sanità e le autorità sanitarie regionali.
Al 16 maggio 2026, nel Paese si registravano già 336 casi sospetti e 88 decessi, con contagi confermati identificati nella provincia di Ituri e 2 ulteriori casi rilevati a Kampala, in Uganda, riguardanti persone che avevano viaggiato dalla regione colpita. Ma gli esperti hanno usato due modelli indipendenti che hanno portato a stime comprese approssimativamente tra 400 e 800, con la possibilità che il totale attuale superi già i mille casi, si legge nella nota.
"Le nostre analisi suggeriscono che il numero reale potrebbe essere sostanzialmente superiore a quello confermato finora. E questo sottolinea l'urgente necessità di una sorveglianza e di una risposta rapide e coordinate in tutta la regione - ha evidenziato Anne Cori, professoressa associata di modellistica delle malattie infettive -. L'incertezza che circonda le nostre stime evidenzia inoltre l'importanza di raccogliere informazioni più dettagliate sui casi, sia retrospettivamente che prospetticamente, per migliorare la nostra comprensione della situazione e consentire una risposta più efficace". Nonostante l'incertezza evidenziata nel rapporto, gli autori sono in ogni caso abbastanza certi che vi sia "una sostanziale sottostima dei casi" e "un potenziale di trasmissione più ampia".
Il primo metodo utilizzato per produrre le stime si è basato su dati sulla diffusione geografica e sui movimenti della popolazione, analizzando il numero di casi esportati nel vicino Uganda per stimare il numero totale di infezioni nella popolazione di origine. La seconda tecnica ha utilizzato un approccio di retrocalcolo, prendendo gli 88 decessi segnalati e applicando dati storici sul tempo intercorso tra l'insorgenza dei sintomi e il decesso, nonché i tassi di mortalità tipici delle epidemie precedenti. I risultati, ha rimarcato Ruth McCabe, ricercatrice Oms presso l'Imperial College di Londra, "forniscono spunti importanti e tempestivi a supporto della risposta di sanità pubblica a questa epidemia. Sottolineano la necessità di una risposta operativa efficace e mirata, nonché di un supporto per l'attuazione e il rafforzamento degli interventi man mano che la situazione evolve".
I riflettori, nelle ultime ore, sono accesi in particolare sulla Repubblica democratica del Congo. "Questa epidemia di Ebola è estremamente preoccupante. Durante il fine settimana, sono arrivati casi sospetti all'ospedale di Salama" a Bunia dove "abbiamo un progetto chirurgico", ma nella struttura "non abbiamo un reparto di isolamento. Il team li ha identificati come casi sospetti e li ha inviati all'ospedale di Bunia", E' la testimonianza di Trish Newport, responsabile del programma di emergenza di Medici senza frontiere.
"L'ospedale di Bunia li ha rimandati indietro dicendo: 'Il nostro reparto di isolamento è pieno di casi sospetti. Non abbiamo spazio per loro'". Allora "Il team ha contattato altre strutture sanitarie per verificare se avessero reparti di isolamento. Ogni struttura sanitaria che hanno contattato ha risposto: 'Siamo pieni di casi sospetti. Non abbiamo più spazio'", la sintesi che descrive il quadro. "Questo dà un'idea di quanto sia folle la situazione in questo momento".

(Adnkronos) - Un pacchetto di misure approda oggi sul tavolo del Consiglio dei ministri. La riunione, non ancora ufficialmente convocata, dovrebbe tenersi alle 19 e affrontare dall’energia ai ristori per l’autotrasporto, fino agli interventi per l’emergenza frana di Niscemi.
Tra i dossier più urgenti c’è quello relativo alle accise sui carburanti. Il taglio attualmente in vigore scade infatti oggi: al momento lo sconto vale 24,4 centesimi al litro sul diesel e 6,1 centesimi sulla benzina. Il governo è al lavoro per individuare nuove coperture che consentano di prorogare la misura ed evitare ulteriori rincari alla pompa: senza un nuovo intervento, infatti, la benzina potrebbe tornare ad avvicinarsi ai 2 euro al litro, mentre il diesel rischierebbe di superare quota 2,20 euro.
Nel decreto, ha annunciato il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, "ci saranno interventi a sostegno dell'autotrasporto, del trasporto pubblico locale, cerchiamo di prolungare fino alla prima settimana di giugno gli interventi sul taglio delle accise" e "di intervenire sull'ex Ilva di Taranto". Il titolare del Mef lo ha definito "un provvedimento tampone" nella speranza che si sblocchi il negoziato con la Ue.
Sul fronte dell’autotrasporto, oggi pomeriggio è previsto un confronto diretto tra l’esecutivo e le rappresentanze del settore. L’incontro si terrà alle 16.45 a Palazzo Chigi, convocato dalla Presidenza del Consiglio. Alla riunione parteciperà una delegazione governativa guidata dalla premier Giorgia Meloni, con il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, il ministro dell’Economia Giorgetti, il viceministro Edoardo Rixi e il consigliere Stefano Caldoro.
Sul tavolo ci saranno le richieste del comparto, che da settimane sollecita misure per compensare l’aumento dei costi energetici e garantire sostegno alle imprese del trasporto merci. "I rischi di un aumento" dei carburanti "ci sono, adesso anche come governo cercheremo di intervenire domani in Cdm dopo aver ascoltato gli autotrasportatori che sono una parte importante di coloro che subiscono e stanno subendo un danno forte a causa della chiusura di Hormuz" ha affermato oggi il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
Un capitolo centrale del Cdm riguarderà poi Niscemi, la città siciliana colpita dalla frana del 25 gennaio scorso, dove ieri Meloni si è recata per la terza volta dall’inizio dell’emergenza. La premier ha annunciato l’arrivo di un doppio programma da complessivi 150 milioni di euro. “Noi domani abbiamo un altro Consiglio dei ministri in cui vorremmo licenziare due programmi, ciascuno del valore di 75 milioni di euro, per un totale quindi di 150 milioni”, ha dichiarato Meloni durante la riunione operativa in municipio.
“Il primo programma riguarda la messa in sicurezza del territorio”. Il secondo intervento sarà invece destinato ai proprietari degli immobili distrutti o sgomberati. I contributi - ha anticipato la premier - potranno essere utilizzati per acquistare una nuova abitazione, comprare un’area edificabile oppure ristrutturare altri immobili già disponibili tra Niscemi e i comuni limitrofi. Lo stanziamento previsto è di 75 milioni di euro, mentre la stima attuale dei contributi necessari “è di poco più di 50 milioni di euro”.
Meloni ha inoltre ricordato che il governo aveva già approvato a febbraio un decreto poi convertito in legge dal Parlamento ad aprile per finanziare gli interventi urgenti. Durante la visita a Niscemi, accompagnata dal capo della Protezione civile Fabio Ciciliano, la presidente del Consiglio ha sottolineato anche “la complessità tecnica e geologica enorme” dell’emergenza e la necessità di proseguire il lavoro sugli interventi di recupero e assistenza alle famiglie coinvolte. “Non c'è niente che dobbiamo dare per scontato” e “c'è ancora molto da fare”, ha detto la premier.

(Adnkronos) - Donald Trump vuole l'uranio dell'Iran, Teheran non intende cederlo, Vladimir Putin si offre come mediatore. Il complicato dialogo tra Stati Uniti e Iran per porre fine alla guerra ruota attorno ai 400 chili di uranio, arricchito al 60%, che la Repubblica islamica ha prodotto nel suo programma nucleare. Il materiale è nel sottosuolo, presumibilmente in un sito colpito dai raid americani: "Possiamo recuperarlo solo noi o la Cina", ha detto e ripetuto Trump. Il presidente degli Stati Uniti, nelle sue dichiarazioni quotidiane, delinea un copione ormai abituale. "L'Iran non avrà mai armi atomiche. Prenderemo l'uranio, anche se non ci serve e non lo vogliamo. Probabilmente lo distruggeremo", la linea di Trump. Nel dialogo portato avanti con la mediazione del Pakistan, gli Usa hanno chiesto uno stop prolungato al programma nucleare: il semaforo rosso dovrebbe durare 15 o 20 anni. Teheran spinge per una scadenza più ravvicinata, proponendo - a quanto pare - passi indietri nel procedimento di arricchimento.
L'uranio, secondo la Guida suprema Mojtaba Khamenei, deve restare in Iran e non essere mandato all'estero. La direttiva emessa da Khamenei, riportata dalla Reuters e rilanciata dai media israeliani, tende a irrigidire la posizione di Teheran su uno dei punti chiave delle trattative.
Funzionari israeliani hanno spiegato che Trump ha garantito al premier Benjamin Netanyahu che le scorte saranno portate fuori dall'Iran e che qualsiasi accordo di pace dovrà includere una clausola a riguardo. Il sito di Ynet, in particolare, sottolinea che i funzionari iraniani ritengono che la rimozione dell'uranio arricchito renderebbe il paese più vulnerabile in caso di futuri attacchi da parte degli Stati Uniti o di Israele. In questo quadro, prova a inserirsi la Russia. Il presidente Vladimir Putin ha discusso del conflitto con l'Iran con il presidente cinese Xi Jinping durante la sua visita in Cina, condividendo la possibilità di trasportare e stoccare in Russia l'uranio arricchito iraniano. Un'ipotesi che, al momento, non viene presa in considerazione dagli Usa e, a quanto pare, nemmeno dall'Iran.

(Adnkronos) - Centrato un '5+1' che vince 590.411,80 euro al Superenalotto oggi 21 maggio 2026. Sono stati realizzati quattro '5' che vincono ciascuno 47.687,11. Il jackpot stimato per il prossimo concorso a disposizione dei punti 6 è di 168.000.000 di euro.
La combinazione vincente del concorso di oggi: 1, 38, 57, 58, 64, 81. Numero Jolly: 28. Numero SuperStar: 50.

(Adnkronos) - A quanto si apprende il prefetto Bruno Frattasi si è dimesso da direttore generale dell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn). Frattasi, che in precedenza aveva ricoperto numerosi incarichi tra cui quello di prefetto di Latina e di Roma, era stato nominato alla guida di Acn nel 2023.
Il nome in pole per la successione a Frattasi è quello di Andrea Quacivi, ex amministratore delegato di Sogei.

(Adnkronos) - 'Emily in Paris' arriva alla sua conclusione con la sesta e ultima stagione, le cui riprese sono iniziate oggi in Grecia. Ad annunciarlo la star della serie, Lily Collins: "Dopo sei anni nei panni di Emily Cooper sono qui per dirvi che la prossima sesta stagione sarà quella finale". La sesta stagione, spiega l'attrice in un video sui social, "avrà tutto ciò che avete amato fino ad ora della serie e fungerà da capitolo finale per le avventure di Emily. Tutto il cast ha messo il cuore per rendere l'ultima stagione un fantastico addio".
Il creatore della serie Darren Star ha commentato: ''Realizzare 'Emily in Paris' con questi straordinari membri del cast e della troupe è stato il viaggio di una vita. Con l’inizio della stagione finale, sento di essere profondamente grato a Netflix, Paramount e, soprattutto, ai fan che hanno condiviso con noi questo incredibile percorso. Non vediamo l’ora di condividere con voi questo ultimo capitolo. Grazie per averci permesso di entrare nelle vostre vite, ispirando i vostri sogni di viaggio e il vostro amore per Parigi. Avremo sempre Emily in Paris!''.
'Emily in Paris' ha conquistato i fan di tutto il mondo. Dal debutto nel 2020, le stagioni 1–5 sono state per 32 settimane nella Top 10 Globale di Netflix, hanno raggiunto il primo posto in 90 Paesi, e hanno accumulato oltre 250 milioni di visualizzazioni tra la prima metà del 2023 e la seconda metà del 2025.
La serie invita i fan nella vita chic e glamour di Emily, ispirando trend, meme, moda, viaggi nelle location della serie e molto altro. Come già accaduto con le sue precedenti serie iconiche che hanno consacrato New York (Sex and the City) e Los Angeles (Beverly Hills, 90210 e Melrose Place) nell’immaginario culturale, lo storytelling di Darren Star continua a influenzare l’intrattenimento e la cultura pop globale, questa volta attraverso la lente di Parigi.
'Emily in Paris' ha contribuito a un aumento del turismo in Francia, e il presidente francese Emmanuel Macron ha lodato la serie per aver incrementato l’attrattiva della città.
Lo stile di Darren ha trovato in Netflix una casa straordinaria: secondo il report sull’engagement, i titoli di Darren Star disponibili sul servizio (tra cui 'Emily in Paris', 'Sex and the City', 'Younger', il film 'Sex and the City', 'Sex and the City 2' e 'Uncoupledì') hanno totalizzato 435 milioni di visualizzazioni tra la prima metà del 2023 e la seconda metà del 2025. Inoltre, di recente è stata annunciata la nuova serie comedy Uncorked, che esplorerà la vita di una talentuosa ma autodistruttiva produttrice di vino che torna a Napa per avere una seconda possibilità tra amore, eredità familiare e il tanto ambito vino da 100.

(Adnkronos) - La Corte d'Appello di Firenze ha respinto il ricorso con cui Acque Blu Fiorentine chiedeva di sospendere l’efficacia della sentenza di primo grado, che ha riconosciuto la proprietà in capo a Plures anche del 40% di Publiacqua detenuto da Abf, portando la quota complessiva di Plures nella società a oltre il 98%. La sentenza di primo grado, si legge in una nota, non è in alcun modo modificata dalla sentenza della Corte di Appello. L’intervenuto trasferimento della partecipazione, l'obbligo di ABF di darvi esecuzione contro pagamento del prezzo di 122,3 milioni di euro, la restituzione degli 8 milioni di euro di dividendi e la penale di 10.000 euro per ogni giorno di ritardo nell'esecuzione del trasferimento a partire dal trentesimo giorno successivo al 10 marzo: nulla di tutto questo è stato toccato dall'ordinanza, che si è pronunciata in sede cautelare e non sul merito.
La Corte di Appello ha soltanto ritenuto che, in pendenza dell’appello, alcuni capi della sentenza di primo grado non siano suscettibili di esecuzione forzata. Il percorso già avviato da AIT per il nuovo affidamento in house del servizio idrico integrato a Plures a decorrere dal 1° gennaio 2027 prosegue secondo le tempistiche previste, nell’ambito del progetto di integrazione della gestione dell’acqua all’interno della multiutility toscana approvato dai sindaci dei territori interessati.

(Adnkronos) - Il Mondiale 2026 non è ancora iniziato, ma all'interno della Fifa si discute già di un’ulteriore espansione per il 2030. Un altro step che sarebbe epocale, dopo il passaggio da 32 a 48 nazionali. La novità è che il presidente Gianni Infantino sta ragionando a una nuova ipotesi, quella di allargare la Coppa del Mondo a 66 squadre partecipanti.
Come riportato da BeIn Sports la proposta, inizialmente avanzata dalla Conmebol - la confederazione sudamericana - come strumento per aumentare la rappresentanza globale, ha acquisito forza nelle ultime settimane e non è più considerata 'irrealistica'. Ancor di più considerando come Infantino abbia ripetutamente sottolineato la sua visione dei Mondiali come una vera e propria celebrazione globale del calcio.
L'ampliamento del torneo offrirebbe intanto a un maggior numero di Paesi l'opportunità di competere sul palcoscenico più importante del calcio, con nazioni che non si sono mai qualificate in precedenza ai Mondiali. E dall'altra parte potrebbe (forse) ridurre il numero di esclusioni eccellenti, come capitato ancora una volta all'Italia.
Il torneo al via tra meno di un mese in Usa, Canada e Messico accoglierà il debutti di diverse nazionali. Se il nuovo formato si dimostrerà vincente sia dal punto di vista commerciale e agonistico, secondo BeIn Sports la pressione all'interno della Fifa per aumentare ulteriormente il numero di partecipanti potrebbe aumentare in maniera rilevante.
I Mondiali del 2030 dovrebbero essere ospitati principalmente da Spagna, Portogallo e Marocco. Sono però previste gare 'celebrative' in Argentina, Uruguay e Paraguay. Un torneo con 66 squadre, inevitabilmente, richiederebbe uno sforzo organizzativo straordinario per la complessità dell'evento.

(Adnkronos) - Niente musica nei locali il mercoledì a Stromboli, nelle Eolie. E così il party organizzato per celebrare la fine delle riprese di 'Three incestuous sisters', il nuovo film di Alice Rohrwacher, è stato interrotto dai carabinieri. Intervenuti, pare, su segnalazione di qualche residente per far rispettare l'ordinanza sindacale. "È l'ennesimo segnale di un territorio che, anziché essere valorizzato e supportato dopo un inverno di gravi carenze e abbandono, si ritrova penalizzato anche nei suoi momenti di aggregazione e visibilità", dice Rosa Oliva, presidente della Pro Loco Amo Stromboli.
Alla festa, organizzata in un locale di Stromboli, c'erano la troupe e l'intero cast che per un mese hanno trasformato la piccola isola in un set internazionale. Nomi come Dakota Johnson, Saoirse Ronan, Jessie Buckley, Josh O'Connor, Isabella Rossellini e Mick Jagger, che nella pellicola interpreta un cameo, il guardiano del faro di Strombolicchio. Il leggendario frontman dei Rolling Stones e le altre star, giura chi era presente, l'hanno presa con signorilità. Così quando è stato 'imposto' il silenzio si sono sì meravigliati, ma non hanno fatto una piega e hanno rispettato la richiesta di spegnere la musica.
"Un'isola dalla rilevanza internazionale come la nostra - dice ancora Oliva - merita una gestione amministrativa all'altezza, capace di prevenire i problemi e di far dialogare le realtà locali, anziché ridursi a interventi tardivi o punitivi". Per la presidente della Pro loco Amo Stromboli "il sindaco di Lipari avrebbe dovuto dare il benvenuto agli ospiti, o almeno un saluto e un ringraziamento per l'apporto determinante all'economia delle Eolie e alla loro visibilità. Si vive di turismo nelle nostre isole". Brand Eolie e le oltre 100 aziende locali che danno lavoro a più di 1300 addetti che a questa fanno riferimento protestano. "Siamo davvero rammaricati per quanto è successo - dicono - e chiediamo scusa a nome dell'intera comunità eoliana. Non entriamo nel merito di quanto è successo a causa dell'ordinanza sindacale, ma noi e tutti i nostri partner invitiamo ufficialmente Mike Jagger a venire da noi, nostro ospite. Scelga il mezzo con il quale venire, l'isola che preferisce e la data per organizzare un'altra serata: noi siamo pronti. Le isole Eolie sono ospitali da migliaia di anni e ci sono situazioni in cui servirebbe solo un po' il buonsenso".

"Carenza di personale, mancanza delle condizioni di sicurezza e
turni di lavoro inadeguati". È la situazione in cui sono costretti
a operare i poliziotti penitenziari nel carcere di Bancali, a
Sassari, secondo quanto denunciato dal segretario nazionale del
Consipe, Roberto Melis e dal segretario regionale, Gianluca
Ghisaura, che stamattina, insieme alla segreteria locale, hanno
fatto un sopralluogo nell'istituto penitenziario sassarese per
incontrare gli agenti e verificare le loro condizioni di
lavoro.
"Dall'ultima visita nulla è cambiato, nonostante
le promesse avanzate dalla direzione. A oggi non risultano
interventi concreti per migliorare la sicurezza interna: diversi
cancelli continuano a non funzionare, così come blindi e porte
delle camere di pernottamento, con inevitabili ripercussioni
sull'operatività quotidiana", denunciano i sindacalisti.
"Durante il confronto con gli agenti è emerso
inoltre un diffuso malessere legato alla gestione dei servizi:
molti operatori riferiscono che non sempre viene rispettata
l'anzianità di servizio nelle assegnazioni nei relativi posti di
lavoro, e che le variazioni dei turni vengono talvolta comunicate
in ritardo o non comunicate affatto, generando disorganizzazione e
tensione", aggiungono.
"Il personale di Polizia penitenziaria non può
continuare a lavorare in condizioni che mettono a rischio
sicurezza, dignità e serenità professionale. È inaccettabile che,
nonostante le rassicurazioni, nulla sia stato fatto per risolvere
problemi che conosciamo da anni. A Bancali servono interventi
immediati, non ulteriori rinvii", conclude Roberto Melis.
Al termine della visita, la delegazione Consipe
ha incontrato la vicedirettrice dell'istituto, "che si è resa
disponibile a verificare puntualmente tutte le criticità segnalate
e ha ribadito l'impegno della direzione nel ricercare soluzioni
concrete", fa sapere il sindacato.
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Aprirà il 18 luglio prossimo la mostra "Tyrrenòs e Sardò, principi
Etruschi e guerrieri Nuragici: storia di due popoli e del mare che
li unisce".
(Adnkronos) - La procura del Vallese sta indagando su un incendio divampato nel 2024 al Vieux Chalet, un altro locale di proprietà di Jessica e Jacques Moretti, i titolari del Constellation, teatro della tragedia di Capodanno in cui persero la vita 41 persone tra cui sei ragazzi italiani. Secondo quanto riportato da Rts, i pubblici ministeri vogliono accertare se la coppia abbia commesso "frode assicurativa" nei confrontti della compagnia che ha versato ''centinaia di migliaia di franchi'' per la ristrutturazione del Vieux Chalet.
Secondo i documenti del tribunale e i video inediti visionati da Rts, il ristorante, che era in fase di ristrutturazione, ha preso fuoco il 29 febbraio 2024, poco prima delle 23. Circa 40 vigili del fuoco e 12 mezzi sono intervenuti e hanno domato le fiamme. Jacques Moretti era stato interrogato il giorno seguente dalla polizia in qualità di persona informata sui fatti. L'imprenditore in quell'occasione ha spiegato di aver acquistato il locale sei mesi prima e di aver iniziato i lavori di ristrutturazione all'inizio dell'anno. Due mesi dopo, il 25 aprile 2024, il pubblico ministero Diane Kronbichler ha archiviato il caso.
"L'incendio è divampato, probabilmente a causa di un guasto tecnico all'impianto elettrico dell'edificio, nel quadro elettrico situato al primo piano e si è propagato alla soffitta attraverso una vecchia canna fumaria, causando così ingenti danni materiali", ha scritto nella sua ordinanza, aggiungendo che ''si possono ragionevolmente escludere l'intervento umano, deliberato o accidentale, così come un incidente che possa comportare responsabilità penale".
Ora, la procura vuole fare chiarezza partendo da un rapporto dell'Ufficio per la Comunicazione Antiriciclaggio della Polizia Federale che parla di "operazioni opache legate a rapporti bancari", "una presunta origine criminale" nei pagamenti in contanti, "un presunto schema finanziario criminale", la presentazione di "documenti falsi" alle banche e, di conseguenza, anche "probabili frodi assicurative" connesse all'incendio del Vieux Chalet. Contattato da Rts, l'avvocato di Jacques Moretti ha criticato la decisione della procura di riaprire il caso. "Ricordo che questi fatti erano già stati oggetto di indagine da parte delle autorità giudiziarie all'epoca dei fatti, le quali non avevano riscontrato alcuna prova di reato", ha detto Patrick Michod. "Mi rammarico inoltre che la Procura si stia impantanando in indagini tanto inutili quanto prive di fondamento giuridico, il cui esito non potrà che essere diverso da quello del 2024", ha aggiunto.

(Adnkronos) - Vivere più a lungo non basta. La vera sfida oggi è vivere bene, in salute, con autonomia e qualità della vita. Attorno a questa riflessione si è sviluppato “La longevità è donna?”, il talk che si è svolto in questi giorni a ‘ReNest. Dalle radici al futuro. Un viaggio dentro al cibo’, lo spazio dedicato al benessere e all’innovazione sociale promosso da Nestlé, presso CityLife a Milano, fruibile liberamente dal pubblico fino al 24 maggio. Il dibattito - riporta una nota - ha visto la partecipazione di Patrizia Rovere Querini, direttrice dell’Unità operativa di Medicina generale a indirizzo salute metabolica e invecchiamento dell’Irccs Ospedale San Raffaele e docente di Medicina interna all’Università Vita-Salute San Raffaele, e di Nic Palmarini, direttore del National Innovation Centre for Ageing (Uk), Ceo di Voice Italia Social Enterprise e Co-Founder di Edelman Longevity Lab.
Il confronto ha acceso i riflettori sul ruolo delle donne nei percorsi di prevenzione, salute e consapevolezza legati all’invecchiamento, evidenziando come proprio le donne siano oggi tra i soggetti più attenti alla salute futura, pur continuando spesso a sostenere il peso della cura familiare e sociale. A confermarlo sono anche i dati dell’Osservatorio Nestlé sulla longevità: solo il 24% degli italiani riesce a mantenere con costanza comportamenti salutari, mentre le donne mostrano una maggiore preparazione e sensibilità sul tema della prevenzione: il 79% dichiara infatti di sapere cosa significhi mangiare correttamente per invecchiare in salute, contro il 66% degli uomini; il 63% ha assunto integratori nell’ultimo anno per migliorare la salute futura (contro il 49% degli uomini) e il 45% indica la familiarità con le malattie come principale fonte di preoccupazione, rispetto al 31% della popolazione maschile.
“Le donne vivono più a lungo, ma spesso meno in salute. La longevità non è solo vivere tanti anni: è vivere bene, mantenendo autonomia, relazioni e qualità della vita”, ha spiegato Rovere Querini. Nel corso dell’incontro è emerso come la longevità non sia solo una questione individuale, ma un fenomeno collettivo che coinvolge salute, relazioni sociali, lavoro, urbanistica e qualità della vita. L’esperta ha sottolineato l’importanza di prevenzione, alimentazione equilibrata, attività fisica e consapevolezza metabolica lungo tutto l’arco della vita, soprattutto in momenti delicati come la menopausa, che rappresenta un vero spartiacque per la salute femminile. Le donne, soprattutto nelle città, secondoRovere Querini, “stanno acquisendo una consapevolezza che fino a pochi anni fa non esisteva. Oggi vogliono capire, informarsi e prendersi cura della propria salute prima che arrivi la malattia”. Ampio spazio è stato dedicato anche al tema della cosiddetta ‘generazione sandwich’, composta da donne che si trovano contemporaneamente a prendersi cura dei figli e dei genitori anziani, e alla necessità di ripensare modelli sociali e culturali per sostenere una longevità più equa e sostenibile. “La nostra generazione - ha osservato - è la prima che ha visto davvero le fragilità dei propri genitori e ha capito che vivere a lungo non significa necessariamente vivere bene. Da qui nasce una nuova consapevolezza”.
Il contesto in cui viviamo, per Palmarini incide profondamente sulla qualità dell’invecchiamento: “Il codice postale influenza la nostra traiettoria di longevità molto più del codice genetico”, ha evidenziato richiamando il ruolo determinante di fattori come stress, isolamento sociale, qualità del sonno, servizi, relazioni e possibilità concrete di prendersi cura di sé. I dati mostrano infatti differenze significative nell’aspettativa di vita tra Nord e Sud Italia e persino tra centro e periferia delle stesse città. “La longevità, inoltre - ha illustrato l’esperto - non è un tema individuale ma collettivo: se stiamo diventando una società della longevità, dobbiamo chiederci quale contributo vogliamo dare come società che invecchia”.
Nel dibattito è emerso anche il peso invisibile della cosiddetta cura informale, quell’insieme di attività quotidiane di assistenza, accudimento e supporto familiare che ricade ancora oggi prevalentemente sulle donne. “La cura informale in Italia vale il 2,5% del Pil ed è sostenuta soprattutto dalle donne. Basta riconoscere questo dato per capire quanto il futuro della longevità passi dalle loro spalle”, ha sottolineato Palmarini. Il confronto - continua la nota - ha acceso i riflettori anche sul tema della solitudine e della fragilità relazionale, aspetti sempre più centrali nella società della longevità. Dalla mancanza di caregiver fino ai nuovi modelli di supporto sociale, come le tecnologie assistive, il panel ha evidenziato come l’invecchiamento non possa più essere affrontato solo come una questione sanitaria, ma come una trasformazione culturale e collettiva. Sono stati inoltre trattati nuovi modelli di benessere più accessibili e sostenibili, lontani dagli estremi della performance e più vicini alla quotidianità delle persone. “Tra stare sul divano e andare in palestra - ha ricordato Palmarini - esiste una via di mezzo: uscire, camminare, stare con gli altri. Anche questo è salute”. Dal confronto è emersa così una nuova idea di longevità: meno legata al mito dell’eterna giovinezza e più orientata a una cultura del benessere quotidiano fatta di equilibrio, semplicità, relazioni e consapevolezza.
Ma la strada non è semplice. “Per prenderci cura degli altri dobbiamo prima imparare a prenderci cura di noi stesse”, ha concluso Rovere Querini, mentre Palmarini ha rimarcato: “Più che grandi rivoluzioni, questo è il momento di una presa di consapevolezza collettiva sul modo in cui vogliamo vivere e invecchiare”.

(Adnkronos) - Grande partecipazione, emozione e coinvolgimento per la seconda edizione della Maratona Bullismo 2026, la grande iniziativa nazionale promossa dall’Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile in collaborazione con Adnkronos, che per due giorni ha trasformato Piazza Mastai nella “Piazza del Rispetto”, uno spazio aperto di incontro, confronto e partecipazione dedicato a giovani, famiglie, scuole e istituzioni. L’apertura è stata segnata da uno speciale annullo filatelico, simbolo dell’impegno collettivo contro violenza e discriminazione, alla presenza del presidente e portavoce dell’Osservatorio Luca Massaccesi, dell’atleta, artista e ambassador e dell’iniziativa Annalisa Minetti e il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, che ha sottolineato: "Per contrastare il bullismo non bisogna tipizzare nuove fattispecie di reato, ma intercettare forme efficaci di prevenzione, uscendo dalla logica di pensare di risolvere tutto con sanzioni".
Nel suo intervento Alberto Barachini, sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei ministri con delega all'informazione e all'editoria ha sottolineato che "bisogna combattere la violenza del linguaggio. Secondo l’Istat, l’80% dei ragazzi, dagli 11 anni in su, usa quotidianamente i social. Una bolla che diventa anche la loro educazione. Il mondo digitale può essere violento e ferire. Come istituzioni dobbiamo essere accanto alle famiglie e ai loro figli per aiutarli a conoscere gli strumenti digitali e crescere in serenità". Nel corso della Maratona è stato firmato un Protocollo d’Intesa biennale tra Unicef Italia e Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile, finalizzato alla promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, con particolare attenzione alla prevenzione e al contrasto di bullismo e cyberbullismo.
La due giorni è stata anche l’occasione per annunciare la nascita di Leo il chatbot ufficiale dell’Osservatorio Nazionale Sul Bullismo e Sul Disagio Giovanile. Leo offre supporto anonimo, immediato e disponibile 24 ore su 24, fornendo indicazioni concrete basate su linee guida ministeriali e documenti ufficiali. Il servizio aiuta studenti, genitori e insegnanti a capire come agire, a chi rivolgersi e quali strumenti utilizzare per affrontare situazioni di disagio e cyberbullismo. Nel corso della manifestazione è stato inoltre presentato il nuovo Rapporto nazionale sul disagio giovanile, che evidenzia una crescita delle fragilità emotive tra gli adolescenti e l’urgenza di potenziare i percorsi di ascolto e supporto psicologico. In questo quadro, lo sport si conferma un elemento chiave nei percorsi di crescita delle nuove generazioni, capace di promuovere equilibrio emotivo e trasmettere valori come impegno, rispetto e resilienza.
Un primo passo semplice ma fondamentale per rompere il silenzio e aiutare chi non sa ancora a chi chiedere aiuto. Proprio questi temi hanno trovato concreta espressione nel corso della manifestazione, che ha visto per due giorni centinaia di studenti partecipare ad attività sportive, incontri educativi, laboratori ed esperienze immersive. Oltre 100 relatori, tra rappresentanti istituzionali, esperti, psicologi, docenti e campioni olimpici e paralimpici, hanno animato panel e appuntamenti negli spazi della piazza e del Palazzo dell’Informazione, trasformando il centro di Roma in un grande laboratorio di partecipazione e sensibilizzazione. Tra i protagonisti anche numerosi campioni sportivi che hanno portato testimonianze dirette, diventando esempi concreti di determinazione e crescita personale, tra cui Annalisa Minetti, Alessia Pieretti, Giusy Versace, Stefano Pantano, Elisa Blanchi, Antonio Fantin, Luigi Busà, Giulia Quintavalle, Valerio Aspromonte e Antonio Vicino e Simone Venier.
Significativi gli interventi diretti dei giovani, che hanno portato il loro vissuto di fragilità e consapevolezza. Parole che hanno spostato l’attenzione dal solo fenomeno del bullismo a un disagio più ampio e profondo, fatto di pressione sociale, solitudine emotiva, ansia per il futuro e stanchezza psicologica. “Troppo spesso si parla dei giovani senza chiedere davvero come stiamo. Tanti ragazzi oggi sono stanchi di dover sembrare sempre forti”, ha dichiarato una giovane partecipante. Un messaggio chiaro rivolto agli adulti e alle istituzioni: il disagio giovanile non si combatte con slogan o iniziative isolate, ma con presenza reale, ascolto continuo e relazioni autentiche.
Il successo dell’iniziativa è stato reso possibile grazie al contributo e alla partecipazione di numerosi partner e istituzioni tra cui Regione Lazio, Roma Capitale, Città Metropolitana di Roma Capitale, Inps, Unicef Italia, Coni, Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato, Fnsi, Anfp, Anp, Fise, Iss, Agenzia Spaziale Italiana, Esercito Italiano, Arma dei Carabinieri, Università di Cagliari, Dedem e Mitech Agency Srl.

(Adnkronos) - Il sosia di Donald Trump esiste ed è un bufalo albino. Così, almeno, pensano tutte le persone che ogni giorno, in Bangladesh, fanno la fila per fotografare il bovino a cui è stato dato il nome (e il cognome) del presidente degli Stati Uniti. Il bufalo in questione, diventato una star sui social, è un raro esemplare albino. Pesa circa 700 chili e ha una 'chioma' che, pettinata accuratamente dal suo proprietario Zia Uddin Mridha, ricorda il ciuffo biondo di Trump.
"Mio fratello minore ha scelto questo nome per il pelo straordinario del bufalo", ha detto Mridha all'agenzia AFP nella sua fattoria a Narayanganj, nell'area della capitale Dacca. Il contadino accoglie ogni giorno visitatori curiosi, che scattano foto senza soluzione di continuità. "L'unico lusso che il bufalo si concede è quello di lavarsi quattro volte al giorno", ha spiegato Mridha.
Il destino dell'animale, nonostante la celebrità, è segnato. Il bufalo Donald Trump verrà ucciso. Il Bangladesh, nazione a maggioranza musulmana, si sta preparando per l'Eid al-Adha, la "festa del sacrificio" islamica, che cadrà alla fine di maggio. Si prevede che oltre 12 milioni di capi di bestiame, tra cui capre, pecore, mucche e - appunto- bufali saranno sacrificati. "Mi mancherà Donald Trump, ma questo è il vero spirito dell'Eid al-Adha: fare un sacrificio".

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(Adnkronos) - Per il 'tribunale' dei social non c'è dubbio. Il sorteggio del Roland Garros di oggi, giovedì 21 maggio, è stato 'chiaramente disegnato' per favorire Jannik Sinner e... ostacolare Novak Djokovic. La 'tesi' viene fuori facendo un rapido giro su X: sotto diversi tweet relativi ai primi accoppiamenti e al possibile sviluppo del tabellone, tantissimi fan di Novak Djokovic non prendono benissimo il cammino del loro beniamino.
Per il fuoriclasse serbo, ex numero uno del ranking Atp, la strada verso la possibile finale con Sinner non sarà per niente facile a Parigi. Sul suo cammino, Novak troverà intanto Mpetshi Perricard al primo turno, un avversario ostico e fastidioso. Poi, potrebbero esserci per lui Valentin Royer (secondo turno) e la stellina brasiliana Joao Fonseca (al terzo turno). Quindi Casper Ruud agli ottavi, Alex De Minaur ai quarti e un possibile incrocio con Alexander Zverev in semifinale.
Più abbordabile, a detta di tanti, il percorso di Jannik Sinner, che al primo turno se la vedrà con il francese Clement Tabur. Al secondo turno, nella parte alta del tabellone, Sinner troverebbe uno tra il britannico Jacob Fearnley e l'argentino Juan Manuel Cerundolo. Al terzo turno, l'altoatesino dovrebbe fare i conti con il francese Corentin Moutet, testa di serie numero 30. Negli ottavi di finale ipotetici, si profila un derby azzurro: Sinner incontrerebbe Luciano Darderi, testa di serie numero 14. Nella stessa porzione del main draw è collocato anche Matteo Berrettini, che al primo turno affronta l'ungherese Marton Fucsovics e, in caso di due successi, troverebbe Darderi al terzo round. Nei quarti, per Sinner possibile abbinamento con uno tra lo statunitense Ben Shelton, testa di serie numero 5, e il kazako Alexander Bublik, numero 9 del tabellone. Meno probabile l'incrocio con l'americano Frances Tiafoe, numero 19 del seeding.
In semifinale, gli incroci riserverebbero una sfida con il canadese Felix Auger-Aliassime, testa di serie numero 4, o con il russo Daniil Medvedev, testa di serie numero 6.
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