
(Adnkronos) - La contessa Sveva della Gherardesca Romanoff, figura della grande aristocrazia europea e vedova del principe russo Nicola Romanovich Romanoff (1922-2014), è morta nella sua villa di Bolgheri (Livorno) all'età di 96 anni. L'annuncio della scomparsa, avvenuta domenica 31 maggio, è stato dato dalle figle Natasha, Elisabetta e Tatiana, come riferisce l'Adnkronos.
Nata nel 1930 in una delle più antiche famiglie della nobiltà toscana, discendente di quel conte Ugolino, signore di Pisa, reso immortale da Dante Alighieri, Sveva della Gherardesca aveva sposato il principe Romanoff nel 1952 a Cannes, nella chiesa russa dell’Avenue Alexander III, con rito ortodosso. All’epoca lei aveva 22 anni, lui 30. Il loro incontro era avvenuto dieci mesi prima a Roma, in casa di amici comuni, dando inizio a una lunga unione che avrebbe intrecciato le vicende di due casate storiche.
Il principe Nicola Romanovich Romanoff apparteneva alla dinastia dei Romanov, essendo figlio del granduca Roman Romanov e della contessa Prascovia Cheremeteva, e discendente della famiglia imperiale russa legata allo zar Nicola II. Nel corso della sua vita aveva vissuto a lungo in Toscana, a Bolgheri (dove si è spento il 15 settembre 2014), dove si era dedicato all’allevamento di bovini di razza chianina e alla viticoltura, attività che lo avevano portato anche a esportazioni internazionali. La sua figura era rimasta al centro delle dinamiche della diaspora Romanov: nel 1992, dopo la morte del granduca Vladimir Kirillovich, venne indicato dall’Associazione famiglia Romanov come pretendente al trono di Russia e capo della famiglia imperiale, titolo però contestato da altre linee dinastiche.
Dall’unione tra Sveva della Gherardesca e il principe Romanoff sono nate tre figlie: Natasha, Elisabetta e Tatiana. La famiglia si è poi ampliata con numerosi nipoti e pronipoti, tra cui l’attrice Nicoletta Romanoff, oggi tra i volti più noti della discendenza. I funerali si terranno oggi, 1 giugno, alle ore 18, nella chiesa di Bolgheri, luogo simbolico della storia familiare. (di Paolo Martini)
"Nonna Sveva, sei tornata alla casa del Padre. Il cielo si è spalancato per te questa notte. Dio solo sa quanto amore hai donato e quanto ne hai ricevuto indietro. Spargi tutto questo amore sulla tua numerosa famiglia perché da oggi per tutti noi inizia una vita diversa. Ti amo nonna, ora sei con i tuoi amatissimi… tuo fratello gemello Manfredi, tua mamma Nicoletta, il nostro Enzo-Manfredi e il nonno Nicola", così sui social Nicoletta Romanoff che ricorda la nonna condividendo una serie di foto insieme.

(Adnkronos) - "Il 2 giugno 1946, il voto del popolo italiano segnò - dopo il ventennio fascista, la tragedia bellica, la lotta di Liberazione - una svolta nella storia del Paese, ponendo le basi per edificare, sulle solide fondamenta della Costituzione, un nuovo patto civile, ispirato ai principi di libertà, uguaglianza e solidarietà, spinto da una intensa sete di pace", lo scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato ai prefetti per la Festa della Repubblica. "La Repubblica - si legge - nacque da un corale e sincero esercizio di democrazia. Ne fu protagonista il popolo italiano che affluì con straordinaria partecipazione e compostezza ai seggi, per la scelta dell’ordinamento dello Stato e l’elezione dell’Assemblea costituente".
"Ne furono protagoniste, in particolare, le donne, chiamate per la prima volta alle urne nella storia d’Italia, per le elezioni amministrative nel corso di quell’anno e per le consultazioni del 2 giugno. In tale occasione, in un delicato momento di transizione, il libero esercizio del voto - ricorda il Capo dello Stato - fu di nuovo garantito, ripristinando dopo anni –con l’operoso contributo delle Prefetture e delle altre istituzioni – il funzionamento della complessa macchina elettorale". "La comunità nazionale, nel fare oggi memoria di quei momenti fondativi, rinnova la sua convinta adesione agli ideali repubblicani, proiettati nell’orizzonte europeo. Lo fa richiamando i volti e la passione civile di tanti cittadini, di tante donne e uomini delle istituzioni, che generosamente, in ottant’anni di vita della Repubblica, nei ruoli e nelle circostanze più diverse, hanno contribuito al suo sviluppo, spendendosi per il bene comune, talora sino all’eroismo e al sacrificio della propria esistenza. I valori della Costituzione vivono nell’azione di quanti si pongono al servizio della collettività", scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
"L’opera dei prefetti, in particolare, dispiegandosi ogni giorno nella garanzia del quadro delle libertà democratiche, promuovendo legalità e sicurezza, affrontando con tempestività il manifestarsi di situazioni di emergenza nel coordinamento delle attività delle istituzioni, dell’associazionismo, del volontariato, è preziosa per la nostra comunità, anche sul terreno dei conflitti sociali, delle situazioni di crisi, in cui siano a rischio dignità e sicurezza del lavoro, fondamento della nostra convivenza", scrive Mattarella.
"Nella vita dei cittadini e delle comunità - ricorda il Capo dello Stato - si riverberano sempre più le conseguenze delle tensioni internazionali, generando preoccupazioni e insicurezze. In questo contesto, a quanti sono alla guida dei pubblici uffici sono di grande valore, nell’esercizio dei propri mandati, capacità di ascolto, intelligente lettura delle dinamiche sociali emergenti, sensibilità per le situazioni di disagio e di maggiore fragilità, per elaborare risposte efficaci. Ne dipende il futuro del Paese"
"Sostenere la trama del tessuto sociale, intercettare –insieme alla scuola e alle altre agenzie educative – bisogni, domande, aspettative delle giovani generazioni, valorizzandone talenti e potenzialità, è fondamentale. Il dialogo, l’ascolto, la prossimità sono canoni essenziali - sottolinea ancora il Presidente della Repubblica - per interpretare ogni civica responsabilità orientata alla coesione sociale". "Consolidare l’architettura della fiducia tra istituzioni e cittadini, ravvivando in ciascuno il senso più autentico della partecipazione democratica, è compito persistente nella vita della Repubblica. Nel rinnovare sentimenti di gratitudine per l’opera prestata, giungano ai prefetti e a tutti coloro che si adoperano per la cura dell’interesse collettivo, auguri di buon lavoro e di buona Festa della Repubblica".

(Adnkronos) - Giugno si preannuncia un mese caldo anche sul fronte scioperi, in particolare nei trasporti. La data da segnare, per chi deve prendere il treno, è quella dell'11 giugno. Disagi in vista anche per chi deve volare il 13, mentre per il trasporto pubblico locale c'è un fitto calendario di proteste a livello territoriali, da nord a sud, con cui fare i conti.
Partiamo dai treni. Giovedì 11 giugno Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ferrovieri, Fast Confsal e Orsa Trasporti hanno proclamato lo sciopero nazionale di 8 ore, dalle ore 9.01 alle 17, del personale delle imprese ferroviarie e degli appalti ferroviari. Una protesta che era nell'aria, più volte evocata dai sindacati, contro le gare ferroviarie intercity cosiddette 'spezzatino', ovvero suddivise in tre lotti, aspetto che - denuncianoi i sindacati - comportrebbe "lo smembramento del trasporto ferroviario e il depauperamento di un asset strategico del Paese" aprendo la strada al dumping contrattuale. La protesta "si è resa necessaria di fronte all’assenza di risposte e alla mancanza di un confronto strutturato con le istituzioni competenti”, aggiungono le sigle, ma da fonti del Mit sabato è arrivata una parziale rassicurazione, secondo la quale i tecnici del ministero sarebbero al lavoro "per risolvere il problema ed evitare la mobilitazione" considerato anche che "la richiesta dei lavoratori è condivisibile".
Dalle ore 3.00 dell'11 giugno alle ore 2.00 del 12, Sgb e Cub Trasporti hanno proclamato lo sciopero nazionale del personale delle imprese che svolgono attività ferroviaria; mentre Assemblea Nazionale Pdm/pdb ha proclamato, sempre per l'11 giugno, lo sciopero nazionale, dalle ore 9.00 alle ore 17.00, del personale di macchina e bordo di gruppo Fsi, Mercitalia Rail, Trenitalia, Trenitalia Tper Scarl. Per rimanere in tema di trasporto ferroviario, il 9 giugno a scioperare in tutta Italia saranno i lavoratori di Elior Spa - divisione itinere, addetti ai servizi di ritorazione e logistica a bordo treno.
Per il trasporto aereo, disagi in vista il 13 giugno. Nella stessa giornata sono infatti in programma lo sciopero del personale Enav di Verona Airport, proclamato da Fast Confsal Av Unica e Uiltrasporti, dalle ore 6.00 alle ore 24.00; la protesta del personale di Sky Services di Milano Linate, proclamata da Usb Lavoro Privato dalle ore 12.00 alle ore 16.00; e lo sciopero dei dipendenti Sogaer, Sogaerdyn e Sogaersecurity dell'aeroporto di Cagliari Elmas, indetta da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti dalle ore 6.00 alle ore 24.00.
Per quanto riguarda il trasporto marittimo, il 10 giugno sciopereranno i dipendenti Sers di Ravenna dalle ore 10.00 alle ore 22.00, mentre l'11 giugno a incrociare le braccia saranno i lavoratori di Blujet a Messina. Quest'ultima protesta, proclamata da Filt Cgil e Uiltrasporti, è prevista dalle ore 21.01 dell'11 giugno alle ore 20.59 del 12 con fasce orarie garantite dalle 6.00 alle 9.00 e dalle 18.00 alle 21.00.
Lunga lista di proteste a livello territoriale per il trasporto pubblico locale. Un calendario di 'stop' ai mezzi pubblici che interesserà un po' tutta Italia. L'8 giugno tocca a Catania, con lo sciopero dei dipendenti Amts dalle ore 12.00 alle ore 16.00, indetto da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal; a Messina i lavoratori Atm incrociano le braccia dalle ore 16.00 alle 24.00; si ferma il Tpl di Modena, Piacenza e Reggio nell'Emilia per lo sciopero di 24 ore di Seta, con fasce di garanzia, proclamato da Usb Lavoro Privato; a Foggia i mezzi pubblici sono a rischio dalle ore 8.30 alle ore 12.30 per lo sciopero Ataf.
L'11 giugno sarà la volta dei trasporti di Palermo, la protesta proclamata da Cub Trasporti coinvolge il personale di Amat dalle ore 11.00 alle ore 15.00. Il 12 giugno tocca a Vicenza (Svt) dove Cub trasporti ha proclamato lo sciopero dalle ore 10.59 alle ore 14.59; a Latina (Csc Mobilità) dalle ore 9.30 alle ore 13.30 (proclamato da Faisa Cisal); e a Potenza (Miccolis), con la protesta di 24 ore con fasce di garanzia dalle 7.00 alle 10.00 e dalle 12.00 alle 15.00. Il 14 giugno a rischio i trasporti a Firenze per lo sciopero del personale Gest di 24 ore, con fasce orarie garantite dalle 6.30 alle 9.30 e dalle 17.00 alle 20.00, e Autolinee Toscane, da inizio servizio alle ore 4.15, dalle 8.14 alle 12.30 e dalle 14.29 a fine servizio.
Il 19 giugno sarà la volta dei trasporti di Udine (Arriva Udine) per la protesta proclamata da Associazione Sindacale Indipendente per l'intera giornata, con fasce di garanzia dalle 6.00 alle 9.00 e dalle 12.00 alle 15.00. Il 22 giugno sciopero di tre ore del trasporto pubblico di Lecce (Sgm), proclamato da Uiltrasporti dalle ore 9.30 alle ore 12.30. Il 23 giugno sciopero di quattro ore del trasporto pubblico di Napoli (Anm), indetto da Fisi dalle ore 12.45 alle ore 16.45; nella stessa giornata, protesta di otto ore del personale di Trenitalia, proclamata da Fast Confsal e Orsa Ferrovie dalle ore 9.01 alle ore 17.00.
Il 26 giugno tocca alle province di Como, Milano, Monza e Brianza dove a fermarsi sarà il personale di Atm Milano e Net (atm milano e net trezzo dalle 8.45 alle 15.00 e dalle 18.00 a fine servizio, net monza dalle 9.00 alle 11.50 e dalle 14.50 a fine servizio e funicolare como brunate dalle 8.30 alle 16.30 e dalle 19.30 a fine servizio) indetto da Confial Trasporti. Inoltre, dal 18 al 20 giugno si ferma il trasporto merci su gomma a Vado Ligure e Genova dalle ore 00.01 del 18/06 alle ore 24.00 del 20/06, lo sciopero è stato proclamato da Aliai, Cna Fita, Confartigianato Trasporti, Fiap, Lega Cooperative, Trasporto Unito.
Due le proteste, in programma a giugno, che interesseranno la scuola. Dal 6 al 16 giugno Usb Pubblico Impiego Scuola ha proclamato a livello nazionale lo sciopero breve degli scrutini di tutto il personale docente in servizio presso le scuole secondarie di secondo grado, comprese le attività di scrutinio fonale ed esclusi quelli propedeutici allo svolgimento degli esami conclusivi dei cicli di istruzione, con articolazione prevista a livello regionale.
La protesta, limitata ai primi due giorni di scrutinio calendarizzati nelle singole scuole ed escludendo le classi quinte, è contro la riforma degli istituti tecnici, le linee guida per i licei e la riforma dell’attribuzione delle ore di sostegno. "Proseguiamo le azioni di lotta fino all’ultimo giorno di quest’anno scolastico, preparandoci ad un anno scolastico 2026/27 di prosecuzione dei percorsi di lotta e di protesta", preannuncia Usb. Il 30 giugno, invece, è in programma lo sciopero nazionale del personale educativo degli asili nido e delle scuole materne e dell'infanzia comunali per l'intera giornata. La mobilitazione è stata proclamata da Csle.
Tra le altre proteste da tenere presenti, lo sciopero nazionale plurisettoriale delle aziende pubbliche e private (con esclusione dell'intero settore dei trasporti) del 12 giugno, proclamato dai Cobas; lo sciopero nazionale di 24 ore del 15 giugno del personale dipendente da Farmacie Speciali con Ccnl Assofarm, proclamato da Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs.

(Adnkronos) - Un matrimonio culminato in una battaglia legale: un vero incubo per due neosposi e i loro invitati. Una coppia australiana, che nel 2022 aveva scelto il suggestivo borgo di Monticchiello, nel cuore della Val d'Orcia, in provincia di Siena, per celebrare il proprio matrimonio, si è ritrovata a fare i conti con numerosi problemi organizzativi che hanno compromesso l'evento. La vicenda si è conclusa con una sentenza del Tribunale di Grosseto, che ha condannato la società responsabile dell'organizzazione delle nozze al pagamento di un risarcimento di circa 19 mila euro.
Gli sposi, affascinati dal paesaggio toscano e desiderosi di vivere una cerimonia da sogno, avevano affidato l'intera gestione dell'evento a una wedding planner professionista, investendo complessivamente 25 mila euro. Le aspettative, però, sarebbero state ampiamente disattese. Nel corso del procedimento giudiziario sono emerse diverse criticità. Tra queste, errori nel libretto della cerimonia religiosa, nel quale comparivano nomi errati, e decorazioni floreali considerate non conformi a quanto concordato, con composizioni giudicate approssimative e fiori non sufficientemente freschi. Non sono mancati inconvenienti anche sul fronte logistico. L'auto destinata al trasporto degli sposi, secondo quanto riferito, avrebbe manifestato ripetuti problemi di avviamento, rendendo necessario l'intervento degli addetti per metterla in moto a spinta.
Le difficoltà sarebbero proseguite durante il ricevimento. In aula è stato ricostruito che, al momento dell'aperitivo, il personale del catering non era presente e nell'area dedicata alle bevande mancavano perfino i bicchieri. Una situazione che avrebbe costretto lo sposo a bere acqua direttamente dalla bottiglia. A complicare ulteriormente la giornata ci sarebbero stati anche la scomparsa di alcuni biscotti australiani fatti arrivare appositamente dagli sposi per gli invitati e una torta nuziale ritenuta insufficiente rispetto al numero dei presenti, tanto da non consentire a tutti gli ospiti di assaggiarla. I ritardi accumulati nel corso dell'evento avrebbero inoltre compromesso parte del servizio fotografico e video, impedendo di immortalare alcuni dei momenti più significativi della festa, compresi i balli finali. Al di là dell'esito giudiziario, il caso ha riacceso l'attenzione sull'importanza di preservare l'immagine della Val d'Orcia e della Toscana come destinazioni di riferimento per il wedding tourism internazionale. Gli operatori del settore sottolineano infatti come episodi di questo tipo, pur isolati, rischino di incidere negativamente sulla reputazione di un comparto che rappresenta una risorsa economica e promozionale di grande valore per il territorio.

(Adnkronos) - E' il candidato dell'estrema destra Abelardo de la Espriella il vincitore del primo turno delle presidenziali in Colombia. A tallonarlo è Ivan Cepeda, delfino del presidente uscente Gustavo Petro, che i sondaggi della vigilia davano per favorito. Secondo i risultati preliminari che il candidato di sinistra ha contestato, il legale filo Trump che si definisce "La tigre" ha ottenuto il 43,7% dei voti, mentre Cepeda il 41%: il ballottaggio è fissato per il 21 giugno.
De la Espriella ha assicurato che al secondo turno saranno "sconfitti la tirannia e l'assolutismo" e l'esito del voto di ieri rappresenta "un trionfo per quelli di noi che non hanno mai sperimentato il vivere alle spalle dello stato". Cepeda, invece, ha fatto sapere che non commenterà fino a quando il conteggio dei voti non sarà validato dai giudici. La conservatrice moderata Paloma Valencia ha incassato invece neanche il 7% dei consensi e ha già annunciato il suo sostegno al ballottaggio al candidato dell'estrema destra.

(Adnkronos) - Avrebbe dovuto garantire assistenza sanitaria ai cittadini di Petilia Policastro, nel Crotonese, ma in realtà risultava spesso assente, pur attestando falsamente la propria presenza. Per questo motivo una dottoressa è stata raggiunta da una misura cautelare interdittiva che dispone la sospensione dall'esercizio della professione nel Servizio sanitario nazionale per un anno. Il provvedimento è stato eseguito dai carabinieri della locale Stazione, con il supporto dei militari di Sant'Onofrio.
L'inchiesta, avviata nel giugno 2024 e conclusa nel gennaio 2025, con il coordinamento della Procura guidata dal procuratore Domenico Guarascio, ha permesso di far luce su una serie di condotte illecite ritenute sistematiche. Secondo quanto emerso, la professionista – in servizio alla guardia medica della frazione montana di 'Pagliarelle' – si sarebbe allontanata ripetutamente dal luogo di lavoro durante i turni, pur risultando formalmente presente. Gli investigatori hanno documentato circa 50 episodi di irregolarità. Per coprire le assenze, la dottoressa avrebbe fatto ricorso a diversi espedienti, tra i quali: falsificazione dei registri di presenza; compilazione fittizia del registro di continuità assistenziale; inserimento di nomi di pazienti inesistenti o ignari, con visite mai effettuate. Gli accertamenti hanno inoltre rivelato che, durante i turni di servizio, la donna si trovava in altre località, tra cui Crotone, Vibo Valentia e persino in vacanza a Roma.
Le accuse nei confronti della professionista sono di false attestazioni della presenza in servizio, truffa aggravata ai danni di un ente pubblico, interruzione di pubblico servizio. Le condotte avrebbero, infatti, indotto in errore l'Azienda sanitaria provinciale di Crotone, consentendo alla dottoressa di percepire compensi per ore di lavoro mai svolte, e comportato un grave disservizio sanitario, costringendo numerosi pazienti della zona a rivolgersi ad altre strutture, spesso in condizioni di emergenza.

(Adnkronos) - Un terremoto di magnitudo 3.2 è stato registrato oggi, lunedì 1 giugno, nella zona di Meldola in provincia di Forlì Cesena, intorno alle 7.58 ora italiana. Il terremoto è stato localizzato dalla Sala Sismica dell'Ingv-Roma. Un'altra scossa di magnitudo 2.3 si è verificata nella stessa zona circa un minuto dopo, alle 7.59.

(Adnkronos) - Forti temporali, ma anche un brusco calo delle temperature e rischio grandine. L'inizio di giugno, che sancisce l’inizio ufficiale dell'estate meteorologica, porterà con sé numerose fasi perturbate pronte a colpire duramente l'Italia, in particolare le regioni centro-settentrionali, dopo il caldo record degli ultimi giorni. Sono queste le previsioni degli esperti per la giornata di oggi, lunedì 1 giugno, e per i giorni a venire.
Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it, conferma che nella nuova settimana l'ingresso di aria decisamente più fresca e instabile provocherà un deciso calo delle temperature anche di 5-7°C rispetto agli ultimi giorni, riportando i termometri in linea con le medie del periodo. Il peggioramento entrerà nel vivo già oggi 1° giugno con i primi forti temporali sul Triveneto e aree interne tra Romagna, Toscana, Marche e Umbria. Il clou del maltempo si esprimerà però tra martedì 2 e mercoledì 3 giugno: la Festa della Repubblica sarà contrassegnata da piogge battenti e temporali violenti che spazzeranno tutto il Nord, dal Piemonte fino al Friuli Venezia Giulia. Saranno coinvolte in modo diretto anche la Liguria, la Toscana e le zone interne del Centro.
La forte energia termica accumulata nei giorni scorsi fungerà da carburante per lo sviluppo di imponenti celle temporalesche. Il rischio principale sarà legato alla nascita di fenomeni intensi associati a forti colpi di vento e a grandinate anche di medie dimensioni sulle regioni settentrionali.
Nel corso di mercoledì 3 giugno, inoltre, il fronte instabile scivolerà ulteriormente verso sud: oltre ad interessare il Centro, i temporali raggiungeranno anche la Campania, confermando un inizio di mese decisamente zoppicante per il comparto tirrenico.
Riguardo martedì 2 giugno, Festa della Repubblica, raccomandiamo la massima prudenza per quanto riguarda le uscite, scampagnate ed escursioni in montagna. Sarà il primo vero peggioramento dopo una fase bollente, l’energia a disposizione potrebbe giocare brutti scherzi.
Lunedì 1. Al Nord: rovesci in arrivo su Lombardia e Triveneto, sole altrove. Al Centro: possibili piogge su zone interne. Al Sud: soleggiato.
Martedì 2. Al Nord: possibili forti temporali su Alpi e pianure. Al Centro: sole prevalente, rovesci in Appennino. Al Sud: qualche rovescio sulle Isole Maggiori interne.
Mercoledì 3. Al Nord: poco o parzialmente nuvoloso. instabilità sul Triveneto. Al Centro: tempo instabile, specie su adriatiche. Al Sud: rovesci in Campania, meglio altrove.
Tendenza: temporaneo miglioramento giovedì, ma da venerdì nuove precipitazioni al Nord.

(Adnkronos) - L'Iran "desidera ardentemente raggiungere un accordo, e sarà un buon accordo per gli Usa e per coloro che sono con noi". A ribadirlo ancora una volta è il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che su Truth Social ha criticato Democratici e Repubblicani che, a suo dire, lo stanno spingendo a "muoversi più velocemente, più lentamente, andare in guerra o non andare in guerra". L'accusa del tycoon è quella di rendere "molto più difficile per me fare il mio lavoro correttamente e negoziare". "State tranquilli e rilassatevi, alla fine andrà tutto bene - finisce sempre bene!", il post del presidente.
Intanto il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha annunciato di aver condotto "attacchi difensivi" contro siti radar iraniani e strutture di comando e controllo di droni nella città di Garook e sull'isola di Qeshm, nell'Iran meridionale. Secondo il Centcom, gli attacchi sono stati condotti in risposta ad "azioni iraniane aggressive" che includevano l'intercettazione di un Uav americano nello spazio aereo internazionale. Inoltre, un jet da combattimento statunitense ha distrutto sistemi di difesa aerea iraniani, una stazione di controllo a terra e due droni suicidi.
Da parte loro, le Guardie della Rivoluzione hanno spiegato di aver risposto attaccando la base da cui è partito l'attacco Usa contro obiettivi nel sud. Secondo i Pasdaran, "l'aviazione delle Guardie della Rivoluzione ha avvertito che se l'aggressione si ripeterà, la risposta sarà completamente diversa". Poco prima, il Kuwait aveva annunciato un attacco missilistico e di droni e che le sirene erano state attivate nel Paese.
Un razzo lanciato da Hezbollah dal Libano contro l'Alta Galilea questa mattina è stato intanto intercettato. Lo ha riferito l'esercito israeliano, che ha lanciato un missile intercettore contro un velivolo del gruppo islamista sopra l'area di Kiryat Shmona. Le Forze di Difesa Israeliane affermano che i risultati dell'intercettazione sono in fase di valutazione. Le Idf hanno aggiunto di aver colpito la scorsa notte un lanciatore di razzi di Hezbollah utilizzato per sparare contro Tiberiade.
Il portavoce arabo delle Idf Avichay Adraee ha intanto emesso un avviso di evacuazione per diversi villaggi nel sud, vicino a Sidone. I villaggi sono Al-Aqabiyah, Al-Zrarieh, Al-Marwaniyah, Sanibir, Al-Najariyah, Al-Adousiyah e Khirbet Bassel, riporta Ynet News.

(Adnkronos) - E' stato salvato dal soccorso alpino lo speleologo italiano bloccato da ieri nella Grotta dei Cinghiali Volanti nel comune di Garessio, in provincia di Cuneo, a circa 120 metri di profondità. L'uomo, che era rimasto bloccato da un masso che gli immobilizzava una gamba, è stato fatto uscire dalla grotta questa mattina intorno alle 5.40. I tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico hanno lavorato senza sosta tutta la notte per estrarlo dopo l'allarme scattato ieri, intorno alle 17.

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(Adnkronos) - Il test per Ebola effettuato ieri sul paziente rientrato in Sardegna dal Congo è risultato negativo. A confermarlo è il ministero della Salute, spiegando che le analisi sono state condotte dallo Spallanzani di Roma.
Il paziente è rientrato in Italia sabato 30 maggio. Ieri, dopo aver accusato alcuni sintomi, ha chiamato il 118 ed è stato portato in biocontenimento all'ospedale Santissima Trinità di Cagliari per i necessari accertamenti diagnostici, così come previsto dai protocolli vigenti. Il ministero resta in contatto con le autorità sanitarie della Sardegna. Si conferma che il rischio in Italia resta molto basso.
Come spiegava ieri la Asl di Cagliari, il paziente era rientrato dal paese africano dove era andato a trovare dei parenti e si è sentito male una volta tornato nell'Isola. Durante il viaggio aveva superato i controlli standard perché era partito da Kinshasa ma aveva fatto scalo a Il Cairo. Atterrando a Fiumicino risultava quindi in arrivo dall’Egitto, poi l'imbarco per Cagliari dove si è sentito male, con febbre alta, e da dove ha chiamato il 118.

(Adnkronos) - L'Iran potrebbe lanciare un numero rilevante di missili a lungo raggio contro Israele e altri Paesi del Medio Oriente, dopo aver rapidamente disseppellito i suoi arsenali sotterranei. E' il quadro che delinea la Cnn, sulla base di valutazioni di esperti, e che certifica i limiti della strategia offensiva attuata dagli Stati Uniti nella recente guerra. Donald Trump, ancora oggi, afferma che l'Iran abbia a disposizione solo un numero ridotto di missili e che non sia sostanzialmente in grado di produrne altri. Discorso analogo, secondo il presidente americano, si può fare per i droni. La situazione, mentre i negoziati per un accordo di pace non arrivano a dama, sarebbe molto diversa.
Per settimane, gli attacchi americani e israeliani hanno limitato l'accesso dell'Iran ai suoi siti missilistici sotterranei distruggendo strade e seppellendo gli ingressi dei tunnel. Le immagini satellitari esaminate dalla Cnn mostrano come l'Iran abbia utilizzato semplici attrezzature come bulldozer e autocarri a cassone ribaltabile per contrastare quelle campagne, suggerendo che le capacità missilistiche di Teheran non possono essere distrutte semplicemente prendendo di mira gli ingressi dei tunnel.
Se le ostilità dovessero riprendere, l'Iran sarebbe in grado di "continuare a lanciare missili finché avrà sistemi di lancio e personale, anche se la produzione si è fermata", ha dichiarato Sam Lair, ricercatore associato presso il James Martin Center for Nonproliferation Studies che analizza le capacità missilistiche dell'Iran. "Non c'è nulla che impedisca ai sistemi di lancio di essere armati con l'ampio arsenale di missili che gli iraniani hanno ancora".
Secondo la Cnn, l'Iran ha ora sbloccato 50 dei 69 ingressi dei tunnel colpiti dagli Stati Uniti e da Israele in 18 strutture missilistiche sotterranee e ha riparato anche altro settori delle basi, comprese le strade che gli Stati Uniti e Israele avevano bombardato per impedire l'accesso alle zone di lancio. "L'esercito statunitense è bravo a ottenere successi tattici, e seppellire e sopprimere la forza missilistica iraniana ne è un ottimo esempio - ha osservato Lair -- Tuttavia, se ciò non è accompagnato da una serie di ragionevoli obiettivi strategici di guerra e da uno schema di vittoria realizzabile, può finire per essere un fallimento strategico". Il portavoce del Pentagono Sean Parnell non ha risposto alle domande della Cnn, limitandosi a ripetere una precedente dichiarazione secondo cui "l'esercito americano è il più potente del mondo e ha tutto ciò di cui ha bisogno per operare nel momento e nel luogo scelti dal presidente".

(Adnkronos) - Flavio Cobolli torna in campo al Roland Garros 2026. Oggi, lunedì 1 giugno, il tennista azzurro sfida l'americano Zachary Svajda - in diretta tv e streaming - negli ottavi di finale dello Slam di Parigi. Cobolli arriva all'appuntamento dopo aver eliminato Pellegrino, Wu e Tien, mentre Svajda ha superato Popyrin, Walton e Cerundolo.
La sfida tra Cobolli e Svajda è in programma oggi, lunedì 13 maggio, alle ore 11 sul campo Philippe-Chatrier. I due tennisti si sono affrontati in un solo precedente, vinto dall'azzurro negli ottavi dell'Atp di Delray Beach.
Le partite del Roland Garros saranno trasmesse in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv. I match saranno quindi disponibili, anche in streaming, su HBO Max, Discovery+, Dazn, TimVision e Prime Video Channels.

(Adnkronos) - Matteo Arnaldi torna protagonista al Roland Garros 2026. Oggi, lunedì 1 giugno, il tennista azzurro affronta l'americano Frances Tiafoe - in diretta tv e streaming - negli ottavi di finale dello Slam di Parigi. Arnaldi arriva all'appuntamento dopo aver eliminato Griekspoor, Tsitsipas e Collignon, mentre Tiafoe ha superato Spizzirri, Hurkacz e Faria.
La sfida tra Arnaldi e Tiafoe è in programma oggi, lunedì 1 giugno, per le ore 17 circa, essendo fissato come quarta partita sul campo Lenglen. I due tennisti si sono incontrati in due precedenti, con il parziale fermo sull'1-1. Arnaldi ha vinto l'ultimo match agli ottavi del Masters 1000 di Madrid 2025.
Arnaldi-Tiafoe, come tutte le partite del Roland Garros, sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv. I match sarà quindi disponibili, anche in streaming, su HBO Max, Discovery+, Dazn, TimVision e Prime Video Channels.

(Adnkronos) - Matteo Berrettini a caccia dei quarti al Roland Garros 2026. Oggi, lunedì 1 giugno, il tennista azzurro sfida l'argentino Juan Manuel Cerundolo - in diretta tv e streaming - negli ottavi di finale dello Slam di Parigi. Berrettini arriva al match dopo aver eliminato Fucsovics, Rinderknech e Comesana, mentre Cerundolo ha superato Fearnley, Sinner e Landaluce.
La sfida tra Berrettini e Cerundolo è in programma oggi, lunedì 1 giugno, non prima delle ore 15, essendo fissato come terzo match sul campo Lenglen. I due tennisti non si sono mai affrontati in carriera, con quello di Parigi che sarà quindi il loro primo precedente.
Berrettini-Cerundolo, come tutte le partite del Roland Garros, sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv. I match sarà quindi disponibili, anche in streaming, su HBO Max, Discovery+, Dazn, TimVision e Prime Video Channels.

(Adnkronos) - Cento anni di Marilyn Monroe. Il 1° giugno 1926 nasceva a Los Angeles Norma Jeane Mortenson. Oggi il mondo continua a chiamarla Marilyn Monroe. Non è soltanto il segno di un nome d’arte riuscito, ma la prova di un fenomeno rarissimo: la trasformazione di una persona in simbolo universale. Marilyn non appartiene più soltanto alla storia del cinema, né semplicemente alla cultura popolare del Novecento. Appartiene all’immaginario collettivo, a quella zona misteriosa in cui convivono desiderio, malinconia, bellezza e tragedia. Poche figure del secolo scorso hanno saputo incarnare così perfettamente le contraddizioni della modernità: l’innocenza e l’erotismo, la vulnerabilità e la potenza mediatica, la ricerca disperata d’amore e l’impossibilità di trovarlo.
A cent’anni dalla nascita, Marilyn Monroe continua a essere ovunque. Nelle fotografie moltiplicate all’infinito, nelle citazioni artistiche, nei musei, nelle aste milionarie, nelle serie televisive, nei saggi femministi e nei social network. È una presenza permanente. Eppure, dietro quella celebrità assoluta, dietro il sorriso inclinato e lo sguardo lattiginoso che prometteva desiderio senza minaccia, resta il volto di una bambina abbandonata che non smise mai di chiedere protezione.
La storia di Marilyn comincia infatti nella precarietà. Figlia di Gladys Monroe, cresciuta senza un padre riconosciuto - probabilmente Stanley Gifford, collega della madre presso la Consolidated Film Industries - Norma Jeane trascorse l’infanzia tra famiglie affidatarie, orfanotrofi e case temporanee. La madre, affetta da gravi disturbi psichici, venne ricoverata quando lei era ancora molto piccola. La futura diva imparò presto cosa significasse sentirsi di troppo, non appartenere a nessun luogo, vivere nella paura di essere nuovamente respinta. Molti anni più tardi, nelle interviste, avrebbe raccontato episodi traumatici, abusi, umiliazioni, la sensazione costante di essere invisibile. Non importa stabilire quanto, in quei racconti, vi fosse memoria precisa o ricostruzione emotiva: ciò che emergeva era un nucleo profondo di solitudine. Quella solitudine la accompagnò sempre, anche quando il mondo intero sembrava desiderarla.
Nel 1942, appena sedicenne, sposò Jim Dougherty, giovane operaio destinato alla guerra nel Pacifico. Fu un matrimonio di protezione più che d’amore, un tentativo di trovare una stabilità che non aveva mai conosciuto. Due anni dopo, mentre il marito era al fronte, Norma Jeane lavorava in una fabbrica di paracadute. Fu lì che avvenne il primo miracolo della sua vita: un fotografo inviato per documentare il contributo femminile allo sforzo bellico notò quella ragazza dai capelli castani e dal sorriso luminoso. La macchina fotografica sembrò capire immediatamente ciò che Hollywood avrebbe compreso poco dopo: il volto di Norma Jeane possedeva qualcosa di irripetibile.
Cominciò così la carriera di modella. La giovane imparò rapidamente a stare davanti all’obiettivo. Non era soltanto bella: aveva un’intelligenza istintiva dell’immagine. Sapeva come inclinare il viso, come suggerire vulnerabilità senza perdere seduzione, come trasformare la posa in racconto. I fotografi compresero che quella ragazza riusciva a oltrepassare la fissità della fotografia. Sembrava viva anche nell’immobilità.
Nel 1946 arrivò il contratto con la 20th Century Fox. Fu allora che Norma Jeane diventò Marilyn Monroe. Un nuovo nome, capelli schiariti, una voce costruita come un soffio sensuale, una camminata oscillante destinata a entrare nella leggenda. Hollywood stava creando il proprio sogno biondo.
Ma Marilyn non voleva essere soltanto un corpo da esibire. Dietro l’immagine della pin-up si nascondeva una fame autentica di cultura e riconoscimento artistico. Studiava recitazione, leggeva, frequentava corsi teatrali all’Actors Lab di Los Angeles. Era terrorizzata dall’idea di apparire stupida. La sua insicurezza culturale divenne una ferita costante. Chi la incontrava restava spesso sorpreso dalla distanza tra il personaggio pubblico e la donna reale: timida, ansiosa, vulnerabile, ossessionata dal bisogno di essere presa sul serio.
I primi ruoli furono brevi apparizioni. Poi arrivarono due film fondamentali nel 1950: "Giungla d’asfalto" di John Huston e "Eva contro Eva" di Joseph L. Mankiewicz. Bastarono pochi minuti sullo schermo per renderla indimenticabile. In "Giungla d’asfalto" era Angela, amante sensuale e infantile di un avvocato corrotto; in "Eva contro Eva" interpretava una giovane attricetta inconsapevolmente comica. Hollywood aveva trovato la propria creatura perfetta: una donna capace di apparire contemporaneamente ingenua e pericolosa, candida e provocante.
Negli anni successivi, però, Marilyn rischiò di diventare prigioniera della propria immagine. I produttori vedevano in lei soprattutto la “bionda svampita”, figura erotica rassicurante per l’America conservatrice degli anni Cinquanta. La sua sensualità non era aggressiva: sembrava infantile, accessibile, quasi smarrita. Fu questo l’elemento decisivo del suo successo. Marilyn permetteva agli uomini di desiderarla senza sentirsi minacciati, e alle donne di identificarvisi senza percepirla come distante. Era insieme dea e ragazza della porta accanto.
Nel 1953 avvenne la consacrazione definitiva. "Niagara" la trasformò in una dark lady esplosiva e inquietante: l’abito rosso, la celebre camminata ripresa da dietro, il magnetismo quasi animalesco. Nello stesso anno uscirono "Gli uomini preferiscono le bionde" e "Come sposare un milionario", che fissarono per sempre il suo personaggio pubblico. In "Gli uomini preferiscono le bionde", accanto a Jane Russell, Marilyn raggiunse la perfezione comica. Lorelei Lee, cacciatrice di milionari tanto superficiale quanto lucidissima, era una caricatura intelligente dell’America consumista. Quando canta "Diamonds Are a Girl’s Best Friend", avvolta nel celebre abito rosa shocking, il cinema entra nella mitologia.
Eppure, mentre il mondo rideva e si innamorava, Marilyn continuava a sentirsi inadeguata. Non sopportava la superficialità con cui gli studios la trattavano. Voleva ruoli drammatici, personaggi complessi, possibilità di crescita artistica. I conflitti con la Fox si fecero sempre più aspri. Nel frattempo, la sua vita privata diventava materiale da tabloid.
Il matrimonio con Joe DiMaggio, leggenda del baseball americano, fu seguito come una favola nazionale. Lui introverso, silenzioso, tradizionale. Lei la donna più desiderata del pianeta. La relazione, però, si rivelò presto soffocante. L’episodio simbolo fu la celeberrima scena di "Quando la moglie è in vacanza" di Billy Wilder: Marilyn sopra la grata della metropolitana, la gonna bianca sollevata dal vento, la folla impazzita attorno al set. Quell’immagine - tra le più famose della storia del cinema - segnò anche la fine del matrimonio. DiMaggio visse quella spettacolarizzazione del corpo della moglie come un’umiliazione intollerabile.
Nel 1955 prese una decisione rivoluzionaria: lasciò Hollywood e si trasferì a New York per studiare all’Actors Studio con Lee Strasberg. Fu un gesto coraggioso, quasi scandaloso per una star del suo livello. Marilyn voleva dimostrare di essere un’attrice autentica. Fondò anche una propria casa di produzione, sfidando il sistema degli studios. Per una donna degli anni Cinquanta era un atto di straordinaria indipendenza.
Da quella fase nacque "Fermata d’autobus", probabilmente la sua interpretazione più sottovalutata. Nel personaggio della fragile cantante Chérie emergeva finalmente una dimensione nuova: malinconica, stanca, profondamente umana. François Truffaut scrisse che Marilyn possedeva qualcosa “tra Chaplin e James Dean”. Non era un’esagerazione. Come Chaplin, trasformava il dolore in grazia comica; come James Dean, emanava una vulnerabilità contemporanea, quasi autodistruttiva.
In quegli anni conobbe Arthur Miller, il più importante drammaturgo americano del tempo. Il loro matrimonio sembrò l’unione impossibile tra intelligenza e sensualità, tra letteratura e cultura popolare. La stampa li inseguì con feroce curiosità. Molti ironizzavano sul fatto che un intellettuale raffinato potesse amare una diva considerata superficiale. In realtà, Miller vedeva in Marilyn una creatura molto più complessa di quanto il pubblico immaginasse. Ma anche quella relazione finì lentamente soffocata dalle incomprensioni, dalla depressione, dalla dipendenza da farmaci.
Nel frattempo, sullo schermo, Marilyn raggiungeva il vertice assoluto della propria arte. "A qualcuno piace caldo" di Billy Wilder, nel 1959, resta una delle più grandi commedie della storia del cinema. La lavorazione fu infernale: ritardi, crisi di panico, amnesie, insicurezze. Eppure, davanti alla macchina da presa, Marilyn sembrava toccata da una forma misteriosa di perfezione. La sua Sugar Kane è insieme irresistibilmente comica e tragicamente fragile. Quando canta "I Wanna Be Loved by You", con quella voce sospesa tra innocenza e desiderio, il personaggio diventa il riassunto perfetto dell’intera sua esistenza: una donna che chiede amore mentre il mondo la trasforma in fantasia erotica.
L’ultimo grande film fu "Gli spostati", scritto da Arthur Miller e diretto da John Huston. Un’opera crepuscolare, attraversata da un senso di fine imminente. Marilyn vi appare diversa: più vera, più vulnerabile, quasi consumata interiormente. Il bianco e nero di Russell Metty registra ogni ombra del suo volto come un documento emotivo. Sul set, l’attrice era ormai allo stremo. L’abuso di barbiturici e alcol, l’ansia cronica, la depressione, la paura di non essere più amata stavano devastando la sua vita.
Dopo "Gli spostati", tutto precipitò. Il divorzio da Miller. Il ricovero in una clinica psichiatrica vissuto come un trauma. Il ritorno di Joe DiMaggio, che tentò di proteggerla. I rapporti chiacchierati con John Fitzgerald Kennedy e Robert Kennedy. Le assenze sul set di "Something’s Got to Give". E infine quella sera del 19 maggio 1962, al Madison Square Garden, quando Marilyn apparve davanti a migliaia di persone per cantare "Happy Birthday, Mr. President" a Kennedy. Avvolta in un abito color carne tempestato di cristalli, sembrava contemporaneamente una dea e un fantasma. Era già diventata leggenda mentre era ancora viva.
Morì nella notte tra il 4 e il 5 agosto 1962, nella sua casa di Brentwood, a Los Angeles. Aveva trentasei anni. La causa ufficiale fu “probabile suicidio” per overdose di barbiturici, ma attorno alla sua morte nacquero immediatamente sospetti, teorie, ossessioni collettive. Ancora oggi, il mistero continua ad alimentare libri, documentari e congetture.
Ma forse il vero enigma non riguarda la sua morte. Riguarda la sua permanenza. Perché Marilyn Monroe non è scomparsa insieme al suo tempo. Al contrario, sembra diventare più contemporanea con il passare dei decenni. Il maestro della Pop Art Andy Warhol la trasformò in icona seriale, riproducendone il volto come un prodotto industriale e insieme sacro. La cultura pop ne ha fatto un simbolo assoluto. Ma ogni generazione continua a ritrovare in lei qualcosa di diverso: l’emblema del desiderio maschile, la vittima del patriarcato hollywoodiano, la donna che cercò di emanciparsi dal proprio stereotipo, l’artista fragile divorata dalla fama.
Forse il motivo della sua immortalità sta proprio nell’impossibilità di ridurla a una sola definizione. Marilyn era contemporaneamente autentica e costruita, intelligente e infantile, fortissima e fragilissima. Era una donna che aveva compreso il potere dell’immagine meglio di chiunque altro, ma che non riuscì mai a proteggersi da quel potere. Lo scrittore Truman Capote, che la conobbe davvero, scrisse di aver visto in lei “una bellissima bambina”. È probabilmente la descrizione più esatta. Dietro il mito, dietro la sensualità perfetta, dietro il sorriso da copertina, c’era una bambina che non smise mai di sentirsi abbandonata. (di Paolo Martini)

(Adnkronos) - Un solo minuto di attività fisica, magari in ufficio, può aiutare le persone affette da diabete tipo 2 a stabilizzare il livello di zuccheri nel sangue. E' l'indicazione che arriva da un nuovo studio che si concentra sugli 'esercizi snack'. La ricerca ha coinvolto 31 persone tra uomini e donne affetti dalla patologia: i soggetti hanno svolto 4 brevi sessioni di attività fisica - appunto gli 'esercizi snack' - nell'arco di una giornata, al lavoro o a casa, producendo effetti positivi nel controllo della glicemia.
Lo studio, condotto dal professor Jonathan Little dell'università del British Columbia e pubblicato nelle scorse settimane su Diabetologia, come evidenzia il Washington Post è uno dei primi ad analizzare i risultati prodotti dalle reali micro-sessioni, senza fermarsi alle simulazioni in laboratorio. I ricercatori si sono soffermati anche sull'impatto complessivo dei 4 minuti totali: l'effetto è stato definito "significativo" dal professor Little.
In passato, altre ricerche hanno acceso i riflettori su brevissime sessioni di attività e sui loro effetti. Tali studi, però, si svolgevano nei laboratori, coinvolgendo soprattutto volontari senza patologie pregresse o studenti. Le condizioni, in sostanza, non rispecchiavano quelle riscontrabili quotidianamente nella vita reale. Il professor Little e i suoi colleghi hanno reclutato 31 adulti - uomini e donne - affetti da diabete tipo 2. Nessuna delle persone arruolate svolgeva attività fisica regolare. Il livello di zuccheri nel sangue è stato monitorato costantemente con appositi dispositivi, che hanno tenuto sotto controllo anche la frequenza cardiaca.
Quali 'esercizi snack' sono stati inseriti nel programma?
- corsa sul posto
- squat
- jumping jack (saltelli con braccia e gambe larghe)
- passi laterali
- step up con salita e discesa da un gradino elevato.
Ogni persona arruolata nello studio ha completato 4 esercizi nell'arco di una giornata, con sessioni singole di almeno un minuto. Secondo i responsabili dello studio, sarebbe opportuno svolgere attività, entro un'ora dopo il pasto, ad un'intensità di livello 7 nella propria scala da 1-10.
I volontari hanno seguito la tabella per 2 giorni. Poi, per altri 2 giorni non hanno svolto esercizi e non hanno variato il regime alimentare per tutto il periodo. Le analisi sui livelli di zucchero del sangue hanno evidenziato la differenza: risultati migliori nei giorni caratterizzati dagli exercise snack, con picchi glicemici più contenuti e più brevi dopo i pasti. Gli effetti, hanno sottolineato i ricercatori, pur essendo costanti non si sono rivelati di proporzioni rilevanti. Il dato, però, va letto in relazione all'impegno richiesto: tutti i partecipanti hanno definito la routine perfettamente gestibile.
Questo studio ha esaminato solo gli effetti a breve termine e non mostra se il modello proposto con continuità avrebbe un impatto maggiore o più duraturo sulla glicemia. "Abbiamo dovuto fare delle scelte in qualche modo arbitrarie" riguardo alla durata e al numero delle sessioni, ha evidenziato Little. "Non pensiamo che ci sia nulla di magico in un minuto di esercizio preciso", o in quattro minuti al giorno. Settanta secondi alla volta - e non sessante - potrebbero essere meglio. Oppure cinque mini-allenamento al giorno e non quattro. "Trovate ciò che funziona per voi", ha detto il professore. Allo stesso tempo, hanno evidenziato gli esperti, gli esercizi snack non sono concepiti per sostituire un'attività fisica regolare e continuativa.

(Adnkronos) - Donald Trump alza la posta. Il presidente degli Stati Uniti modifica i termini dell'accordo con l'Iran per porre fine alla guerra. Anche Teheran, ora, si prepara a introdurre novità. In un ping pong senza fine, la Casa Bianca aspetta una nuova risposta dall'Iran in un negoziato che - come spiegano 3 fonti al New York Times - rischia di ripartire da una casella più arretrata. Secondo uno dei funzionari interpellati dal quotidiano, Trump vorrebbe accelerare i negoziati mettendo maggiore pressione sulla controparte ma deve fare i conti con la complessa gerarchia iraniana.
L'approvazione finale, a Teheran, spetta alla Guida Suprema Mojtaba Khamenei: arrivare al leader richiede tempo e ogni modifica al memorandum d'intesa, che rappresenta la base dell'accordo, inevitabilmente dilata i tempi delle trattative. Dopo il rilancio di Trump, in ogni caso, l'Iran cercherà di introdurre nuovi emendamenti alla bozza di accordo, come riferisce l'agenzia di stampa Tasnim.
Trump, in base alle informazioni raccolte da Axios, vorrebbe rendere più dettagliate le disposizioni relative alla gestione delle scorte di uranio arricchito al 60% ancora in possesso di Teheran e alle modalità di riapertura dello Stretto di Hormuz al traffico marittimo. La bozza dell'accordo prevede attualmente l'impegno iraniano a non perseguire lo sviluppo di armi nucleari e un periodo di 60 giorni: in questo periodo, i due paesi dovrebbero negoziare gli obblighi nucleari di Teheran e il destino del materiale fissile accumulato.
Il presidente americano - riferisce una fonte - intende inserire indicazioni più precise sui tempi e sulle modalità con cui gli Stati Uniti acquisirebbero tale materiale. "L'unica garanzia che devo avere è che non ci saranno armi nucleari. Loro hanno accettato questo", la certezza espressa da Trump a Fox News. "Inizialmente avevano detto: 'Non svilupperemo un'arma nucleare'. Io ho risposto: 'Bene, ma cosa succede se comprate un’arma nucleare?'. Così ora il testo dice: 'Non svilupperemo né acquisteremo in alcun modo un'arma militare nucleare'. È una grande differenza - ha affermato Trump - Sono negoziatori molto tosti e ci vuole molto tempo, ma io non ho fretta". La Casa Bianca continua comunque a dirsi fiduciosa sulla conclusione dell’intesa: "Ci sarà un accordo", la posizione espressa da un alto funzionario: la finalizzazione potrebbe richiedere da pochi giorni a oltre una settimana.
"I colloqui e lo scambio di messaggi" con gli Stati Uniti "sono in corso, e finché non produrranno un risultato concreto, non è possibile giudicarli", ha detto alla tv di Stato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, aggiungendo: "Tutto ciò che viene detto in questa fase è speculazione e non si dovrebbe dare troppa importanza". Da Teheran, però, arrivano le parole di diversi pesi massimi. Ai toni distensivi di Araghchi hanno fa contraltare quelli di Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del parlamento. "Non approveremo alcun accordo finché non saremo certi di aver garantito i diritti del popolo iraniano", ha detto. "Coloro che si occupano di diplomazia non hanno fiducia nelle parole o nelle promesse degli Stati Uniti", ha proseguito Ghalibaf, evidenziando che le eventuali modifiche al piano di sviluppo del Paese saranno esaminate da commissioni parlamentari specializzate, con particolare attenzione alla ricostruzione dopo i danni della guerra.
In un quadro a dir poco articolato, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian avrebbe presentato una lettera di dimissioni a Mojtaba Khamenei, come ha rivelato una fonte a Iran International, sito dell'opposizione iraniana con sede a Londra. Le news sono state subito smentite dal governo di Teheran, che ha accusato "i media bugiardi". Nella lettera inviata nella giornata di domenica, Pezeshkian avrebbe scritto che il presidente e il governo sono stati di fatto esclusi dai processi decisionali più importanti e vitali del Paese: il vuoto creato da questa situazione ha permesso alle fazioni intransigenti all'interno del Corpo dei guardiani della rivoluzione islamica di prendere il controllo della situazione.
Pezeshkian avrebbe aggiunto che in tali circostanze non è in grado di guidare il governo e di adempiere alle sue responsabilità, e per questo motivo avrebbe chiesto di dimettersi immediatamente. Non è ancora chiaro, prosegue Iran International, se Khamenei accetterà le dimissioni del presidente, ma il contenuto della lettera indica una frattura profonda e senza precedenti ai massimi livelli di potere.
Teheran cercherà di introdurre nuovi emendamenti alla bozza di accordo con gli Stati Uniti. Lo rende noto l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, considerata vicina alle Guardie Rivoluzionarie, citando una "fonte a conoscenza dei dettagli". Secondo l'agenzia, la decisione di Teheran sarebbe stata presa dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha apportato per primo modifiche al testo proposto.

(Adnkronos) - Caos e fair play al Roland Garros 2026 tra Casper Ruud e Joao Fonseca. Oggi, domenica 31 maggio, il tennista norvegese ha sfidato il brasiliano negli ottavi dello Slam di Parigi, in una partita estremamente tirata e che, nel secondo set, ha vissuto momenti concitati. Arrivati al tie break infatti, si sono verificati due 'gialli' legati a colpi chiamati prima dentro e poi fuori. Chiamate però che si sono rivelate sbagliate.
Sul punteggio di 8-7 per Ruud, uno spettatore ha chiamato "out" un dritto di Fonseca, urlando direttamente dalle tribune del Philippe-Chatrier. Il norvegese si è quindi fermato chiedendo l'out, ma dopo il controllo della giudice di sedia la palla si è confermata in campo e così il punto è stato assegnato al brasiliano.
Poco più tardi lo stesso Ruud è stato auture di un vero e proprio gesto di fair play. Su un colpo profondo di Fonseca arriva la chiamata della giudice di linea, che sentenzia l'out. Il norvegese però alza la mano per indicare che il realtà la pallina è in campo, come confermato anche dal segno, e così il punto viene rigiocato, con Fonseca che riesce a conquistare tie break e secondo set.

(Adnkronos) - Dormire troppo poco può, alla lunga, far male alla salute. Ma anche dormire troppo può diventare dannoso e accelerare i processi di invecchiamento di quasi tutti gli organi. Quanto deve durare il sonno ideale? Non meno di 6 ore e mezza, non più di 8 ore. E' la linea tracciata da un nuovo studio che si concentra sul sonno e sugli effetti degli eccessi, in un senso o nell'altro. La ricerca degli scienziati della Columbia University pubblicata a maggio su Nature parte da un dato incontestabile: le ore di sonno necessarie per ogni persona variano in base a fattori genetici, ambiente, stile di vita. Qualcuno ha bisogno di 6 ore, ad altri ne servono 9.
L'optimum oscilla tra 6,4 e 7,8 ore: tra meno di 6 ore e mezza e quasi 8 ore. Chi riposa secondo questi parametri vanta un funzionamento migliore del sistema immunitario, del cervello e del cuore in base alle analisi compiute a livello molecolare. Gli scienziati che hanno sviluppato lo studio hanno utilizzato elaborati modelli statistici per determinare se il sonno eccessivo o scarso siano associati a variazioni molecolari coerenti con processi di invecchiamento più rapidi.
La ricerca, tra l'altro, ha evidenziato che le donne sembrano aver bisogno di un po' più di sonno rispetto agli uomini per funzionare al meglio: in base allo studio, gli uomini sembravano ottenere risultati migliori con una media di 7,7 ore di sonno, mentre il cervello delle donne invecchiava meno con 7,82 ore a notte. La differenza, secondo gli scienziati, potrebbe dipendere da fattori ormonali o fisiologici, oltre che da elementi 'sociali'. Tra i dati a sorpresa, spicca quello secondo cui dormire più di 8 ore sia associato a un invecchiamento più rapido del corpo, senza però la dimostrazione dell'esistenza consolidata di un rapporto causa-effetto. Per gli autori dello studio, condizioni di salute precarie pre-esistenti potrebbero indurre le persone a dormire più a lungo.
La durata ideale del sonno:
- Minimo assoluto: 6,5 ore
- Massimo consigliato: 8 ore
- Uomini (ottimo biologico): 7,7 ore
- Donne (ottimo biologico): 7,82 ore
"Considererei questo studio come una linea guida", ha affermato Junhao Wen, professore associato di radiologia alla Columbia University e autore principale della ricerca. "Il punto chiave è dormire regolarmente, circa 6-8 ore al giorno. Sappiamo che questo fa bene alla salute generale". Il professore è partito da uno studio 'autobiografico': "Ho il sonno leggero e sono un po' preoccupato per la qualità del mio riposo notturno", ha detto al Washington Post.
La ricerca, quindi, si è sviluppata nel laboratorio della Columbia che utilizza dati biomedicali e fa ricorso al machine learning per determinare l'età biologica di ogni organo. Gli scienziati hanno utilizzato i dati relativi a 500mila persone raccolti da UK Biobank, il database biomedico del Regno Unito. "L'ipotesi - secondo Wen - è che i vari organi, anche all'interno dello stesso corpo, invecchino a velocità diverse".
Per quasi tutti gli organi, un eccesso o una carenza di sonno sono stati associati a un invecchiamento più rapido. In passato, altri studi hanno evidenziato che potrebbe esistere una durate ottimale del sonno abbinata al miglioramento delle funzioni del sistema nervoso, del sistema circolatorio, del sistema endocrino e di altri organi. "In generale, questa durata ottimale del sonno si aggira intorno alle 6,5-7,5 ore", ha affermato Marie-Pierre St-Onge, professoressa di medicina nutrizionale e direttrice del Centro di Eccellenza per la Ricerca sul Sonno e i Ritmi Circadiani presso la Columbia University.
Lo studio ha alcuni limiti sottolineati dagli stessi autori. I dati della UK Biobank riguardano soprattutto a persone di origine europea, sono necessarie ulteriori ricerche che coinvolgano persone di origine asiatica e africana. Le indicazioni relative alla 'durata ideale' del sonno non vanno intese come una prescrizione generale: il quadro varia da persona a persona. Per tutti, in linea di massima, valgono suggerimenti improntati al buon senso: si consiglia, ad esempio, di non utilizzare lo smartphone poco prima di andare a dormire.

(Adnkronos) - Uno speleologo è rimasto bloccato nella grotta dei Cinghiali Volanti, nel comune di Garessio, in provincia di Cuneo. In azione il soccorso alpino e speleologico piemontese: l'allarme è stato lanciato intorno alle 17 e l'uomo sarebbe bloccato a circa 120 metri di profondita probabilmente da una roccia. Sono stati attivati i soccorritori delle delegazioni piemontese, ligure e lombarda e la commissione medica e dei disostruttori.
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