(Adnkronos) - 'Torino is Fantastic', in onda ieri 29 giugno su Canale 5, ha conquistato la prima serata 2.423.000 spettatori e il 20,8% di share. Secondo posto per la replica di 'Imma Tataranni - Sostituto Procuratore 2' su Rai1 che ha interessato 1.607.000 spettatori e il 12,5% di share mentre la partita del Mondiale per Club Flamengo-Bayern Monaco su Italia 1 ha totalizzato 1.348.000 spettatori (11,5% di share).
Fuori dal podio troviamo con Rai3 con 'Report' che ha raccolto 1.173.000 spettatori (8,5% share) mentre il debutto di 'Facci ridere' su Rai2 ha registrato 754.000 spettatori (5,9% share). A seguire: Rete 4 con 'Freedom - Oltre il Confine' (450.000 spettatori, 3,9% share); La7 con 'Il momento di uccidere' (435.000 spettatori, 3,5% share); Nove con 'Little Big Italy' (342.000 spettatori, 2,5% share) e TV8 con 'I delitti del BarLume' (262.000 spettatori, 2% share).
In access prime time il ritorno di 'Techetechetè' su Rai1 ha raccolto 2.884.000 spettatori (20,5% share) mentre 'Paperissima Sprint' su Canale 5 ha raccolto 2.191.000 spettatori pari al 15.6%.
(Adnkronos) - Cresce in Italia l’impatto sulla popolazione del carcinoma del polmone, da sempre uno dei tumori più temuti e difficili da trattare. Lo scorso anno i nuovi casi registrati sono stati 44.830 mentre nel 2019 erano poco più di 42mila. L’incremento in cinque anni è stato del 5% e nei prossimi decenni il numero assoluto annuo di nuove diagnosi è destinato ad aumentare ulteriormente. Si calcola in media una crescita dell’1,3% per anno sia tra gli uomini che fra le donne. Tutte queste neoplasie dovrebbero essere gestite solo nelle Lung Unit, centri specializzati interdisciplinari e multispecialistici. Per questo Fondazione Fonicap (Forza operativa nazionale interdisciplinare contro il cancro del polmone) ha organizzato, a Erice (Tp), lo scorso weekend, la Consensus Conference ‘Healthcare organisational models, innovation and unmet needs of Lung Units in Italy’ in cui, per la prima volta in Italia oncologi, radioterapisti, chirurghi, pneumologi, patologi, radiologi, metodologi ed esperti di management si sono riuniti per dare inizio all’elaborazione di un nuovo modello organizzativo delle Lung Unit.
"Queste strutture sanitarie devono diventare il principale punto di riferimento a livello nazionale per la gestione delle neoplasie polmonari sul modello di quanto già avviene con le Breast Unit nel carcinoma mammario - sottolinea il Antonio Santo, presidente Fondazione Fonicap - I tumori toracici presentano un’altissima complessità e una costante crescita d’incidenza nel nostro Paese. Anche l’armamentario terapeutico si è ampliato negli ultimi 10-15 anni con l’introduzione di nuovi trattamenti biomolecolari e dell’immunoterapia che, utilizzati da professionisti esperti, possono notevolmente migliorare la prognosi anche in sottogruppi di pazienti con malattia avanzata. Per tutti questi motivi la gestione nel paziente non può essere lasciata al singolo specialista, che magari lavora in una struttura sanitaria che gestisce solo pochi casi l’anno".
Del resto, "fin dalla sua costituzione la nostra Fondazione promuove la costituzione dei Giot-Gruppi interdisciplinari di oncologia toracica presso le principali strutture ospedaliere - prosegue Rossana Berardi, presidente Network Giot di Fondazione Fonicap - Attualmente ne sono stati individuati oltre 60 in Italia e coprono in modo capillare l’intero territorio nazionale. Sono Gruppi interdisciplinari nati per assicurare a tutti i pazienti, affetti da neoplasie toraco-polmonari, una presa in carico tempestiva e coordinata da parte degli specialisti operanti presso tutte le aree interessate alla gestione dei pazienti. I Giot, tuttavia, al momento risultano molto eterogenei da un punto di vista organizzativo. Con la Consensus individuiamo le figure professionali che debbano comporre il team multidisciplinare, i percorsi di assistenza e cura omogenei e di qualità da attivare in tutte le Lung Unit, gli indicatori di monitoraggio per misurare l’efficacia dell’intervento".
Nel carcinoma polmonare "un ruolo importante è quello svolto dalla biopsia liquida - sottolinea Antonio Russo, consigliere Fondazione Fonicap - Attraverso l’analisi del Dna tumorale circolante nel sangue possiamo stabilire se vi è, o meno, una risposta al trattamento con target therapy. Le tecniche radiologiche tradizionali o altri esami non sono in grado di produrre lo stesso tipo di informazioni. Questo ci ha permesso di comprendere alcuni dei meccanismi molecolari di resistenza ai principali farmaci oncologici. L’innovazione della ricerca - aggiunge - ha portato a risultati importanti nel contrasto ad un tumore che però rimane uno di quelli a prognosi più infausta. Ogni anno i decessi solo nel nostro Paese ammontano a oltre 35mila. Nonostante gli indubbi successi recenti i tassi di sopravvivenza e guarigione sono ancora molto bassi soprattutto se paragonati a quelli ottenuti in altre neoplasie".
"Negli ultimi anni - rimarca Antonio Giordano, professore di Anatomia patologica, Università degli Studi di Siena e presidente Sbarro Institute Cancer Research and Molecular Medicine at Temple University, Philadelphia - siamo giunti all’identificazione di numerose alterazioni molecolari della neoplasia. Queste influenzano notevolmente la biologia del carcinoma e siamo già a conoscenza di diversi target terapeutici. Altre alterazioni invece in futuro potrebbero rappresentare nuovi possibili obiettivi per più efficaci e innovativi trattamenti anti-tumorali. La complessità del carcinoma polmonare deve perciò essere affrontata in strutture dedicate anche per potenziare la ricerca medico-scientifica".
Questo evento "è un primo passo importante nella direzione di uniformare le cure per il tumore del polmone - conclude Francesco Schittulli, presidente nazionale Lilt-Lega italiana per la lotta contro i tumori - Prioritario deve essere, infatti, garantire ai pazienti di tutte le Regioni d’Italia i medesimi livelli d’assistenza. Al tempo stesso, dobbiamo lavorare per ridurre l’impatto della malattia e quindi incentivare la prevenzione sia primaria che secondaria. Significa contrastare il pericoloso vizio del fumo che risulta ancora troppo diffuso anche tra i giovani residenti nel nostro Paese. Poi, va promossa maggiormente la diagnosi precoce della malattia, attraverso esami specifici nelle persone considerate a rischio". L’elaborazione scientifica e metodologica del progetto 'Lung Unit' di Fondazione Fonicap sarà condiviso con le Società scientifiche coinvolte nella gestione delle neoplasie toraciche e anche con le più importanti associazioni di pazienti. Il documento finale sarà poi oggetto di una pubblicazione scientifica e verrà presentato alle Istituzioni competenti.
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(Adnkronos) - Negli ultimi decenni, e specie in corso e nel post pandemia, l’obesità ha subito una forte crescita con un incremento del 38% tra il 2003 e il 2023, secondo gli ultimi dati Istat, coinvolgendo all’incirca 6 milioni di italiani, soprattutto giovani adulti (+1,6 milioni), con percentuali passate dal 2,6% al 6,6% nella fascia di età 18-34, a discapito soprattutto delle donne, con una incidenza triplicata - il 10% della popolazione femminile si stima sia obesa - a fronte di numeri ‘solo’ raddoppiati nell’uomo. Non va meglio nella forbice tra 35 e 44 in cui si osserva una crescita dal 6,4% al 9,8%, e tra gli over 74 con tassi incrementati dall'11% del 2003 al 13,8% del 2023. Oggi nuovi farmaci consentono di gestire e controllare meglio l’obesità.
Attesi da tempo, sono ora sono disponibili anche in Italia i nuovi farmaci agonisti del recettore Glp-1 (Glp-1Ra) e il dual agonist (Glp1 + Gip) che mimano ormoni naturali prodotti nell'intestino e stimolano il rilascio di insulina favorendo il controllo dei livelli di glucosio nel sangue del paziente con diabete di tipo 2 e che si stanno dimostrando efficaci e sicuri anche nel contrasto del peso in contesti di obesità. Questi farmaci, che stanno cambiando lo scenario di approccio e cura in questo setting di pazienti, sono stati al centro del ‘3°Ame Obesity Update: trattamento dell’obesità e delle sue complicanze’, promosso dall’Associazione medici endocrinologi, che si è appena concluso a Roma, all’auditorium dell’Ospedale Regina Apostolorum – Gruppo Lifenet Healthcare.
"I nuovi farmaci – spiega Andrea Frasoldati, presidente Ame – rappresentano uno strumento terapeutico innovativo in grado di modificare la storia naturale della malattia, in sinergia con un ampio armamentario di altre opzioni di trattamento come il counselling dietologico e psicoterapico, la chirurgia bariatrica, quando indicata. A portare il ‘peso’ maggiore dell’obesità sono tradizionalmente le donne, che pagano un prezzo più alto, rispetto all’uomo, in termini di stigma sociale e di colpevolizzazione, a causa di barriere culturali e modelli estetici dominanti, talora di implicazione sessista, che hanno portato a idealizzare una bellezza femminile tendente alla magrezza, diversamente dal maschio, in cui qualche chilo in eccesso viene erroneamente interpretato come segno di benessere. Non vanno poi trascurate le implicazioni sulla fertilità e gravidanza nella donna con obesità esposta a importanti rischi per sé e per il nascituro".
Nella donna con obesità che desidera diventare madre, solo alcune delle problematiche che possono insorgere comprendono: difficoltà al concepimento, problemi a portare a termine la gravidanza, aborto spontaneo, parto pretermine, distacco di placenta, diabete gestazionale, disordini di natura fetale (bambini di più grandi o di più piccole dimensioni rispetto all’età gestazionale) e ipoglicemia neonatale.
"I nuovi trattamenti farmacologici, specificatamente gli analoghi recettoriali del Glp1– evidenzia Silvia Irina Briganti, medico e membro della commissione obesità Ame - possono essere finalizzati anche a ridurre il peso ‘in vista’ di una eventuale gravidanza. Tuttavia, al riguardo, gli studi sono pochi per la difficoltà a effettuarli in questa specifica fascia di popolazione e per la loro recente introduzione in Italia. Le ridotte evidenze, soprattutto in termini di sicurezza, spingono a un uso cautelativo. La somministrazione di Glp1 e dual agonist richiede, ad esempio, ‘di sospendere semaglutide e tirzepatide nei 2 mesi che precedono il concepimento o, in caso della liraglutide, oggi in dismissione, un paio di settimane. A tale proposito - sottolinea - le donne vanno correttamente informate per evitare che incorrano in rischi soprattutto di malformazioni fetali, così come della necessità di seguire un percorso terapeutico ben definito, multidisciplinare e che coinvolga più figure professionali, in primo luogo l’endocrinologo e il ginecologo, lungo tutta la gravidanza. Le donne - avverte - devono essere parte attiva di un attento programma, oltre che terapeutico, anche di counselling e educazionale".
Spesso, nella gestione dell’obesità, si trascura la possibile implicazione con un disturbo compulsivo, una fame emotiva, che spinge la persona a ricercare il cibo come atto compensatorio-consolatorio o come valvola antistress e un sedativo dell’ansia. "Se l’aspetto emotivo non è conosciuto o non viene riconosciuto – precisa Simonetta Marucci, coordinatrice Commissione Rapporti Slow Medicine di Ame - si rischia di fallire nell’approccio al paziente, anche nel caso in cui si impieghi il farmaco, che è un supporto allo stile di vita non il sostituto. La fame emotiva caratterizza 1 obeso su 3 (35%) con disturbo alimentare compulsivo (Bed, Binge Eating Disorder) cui si aggiunge una fascia grigia con manifestazioni sottosoglia. Recenti studi - illustra - sembrano dimostrare l’efficacia degli agonisti Glp1 anche nel trattamento di forme obesità in cui prevale l’aspetto compulsivo, grazie” all’azione “sui centri che regolano fame, sazietà, piacere e mangiare edonico legato più a gratificazione che alla nutrizione. Oggi, obiettivo della ricerca clinica è confermare l’efficacia di farmaci Glp1 anche a lungo termine e l’aderenza terapeutica: l’abbandono della terapia, come noto, porta a un effetto rebound del peso".
Attualmente "queste terapie sono legate ad almeno 2 criticità - evidenzia Marucci - la prescrivibilità, consentita solo a pazienti diabetici e l’elevato costo, non sostenibile per tutti. Anche le forme di obesità da disturbo compulsivo richiedono un approccio multidisciplinare con un’azione di counselling educativi, in sinergia con percorso piscologico/psichiatrico di almeno 2 anni, seguito da un periodo di follow-up dilazionato nel tempo. I disturbi alimentari sono classificati nel Dsm V come malattie mentali ma si caratterizzano anche per una gravità a livello fisico, endocrinologico, cardiologico, con un impatto sulla salute mentale".
Nel tempo, sono diminuiti i pregiudizi di tipo culturale, sociale, etico, religioso, sessuale. "Assistiamo, nei confronti dei pazienti con obesità, a pregiudizi e stigmatizzazione esternalizzata – afferma Anna Nelva, coordinatrice Commissione Lipidologia e metabolismo di Ame - che si ripercuotono ad esempio sul mondo del lavoro portando a stimare che la persona con patologia priva di disciplina e di organizzazione, con effetti penalizzanti in termini di assunzione, avanzamento di carriera, o a pregiudizi in ambito sociale, famigliare e, in contesti scolastici, con atti di bullismo, fino a ripercussioni in contesti assistenziali con follow-up meno ravvicinati rispetto a persone normopeso. Dall’altro, l'internalizzazione dei pregiudizi induce la persona con obesità ad accettare stereotipi negativi che ne minano l’autostima e innescano stati d’ansia e depressione, a loro volta causa di alterazioni dell’alimentazione che peggiorano l'obesità stessa" e accesso alle cure.
L’invito di Nelva è di "lavorare anche per rimuovere i pregiudizi che spesso circondano chi si avvale di terapia farmacologica o della chirurgia bariatrica, come se avesse scelto ‘la via più facile’. La disponibilità di questi nuovi farmaci così efficaci nel contrastare l'obesità è diventata anche un'occasione per una riflessione fra i clinici sugli effetti causali rilevanti di caratteristiche genetiche e pressioni di un ambiente obesogeno, oltre a far accrescere la consapevolezza su questa condizione. Per permettere al paziente con obesità di avere il massimo beneficio dalle attuali possibilità di cura, comunque, sarà necessaria una forte azione di supporto sociale e sanitario, oltre che un aiuto per superare i pregiudizi internalizzati riguardanti il peso".
In questo contesto "occorre un cambio di visione anche istituzionale per la cura del paziente obeso, altamente complesso – conclude Marco Chianelli, Coordinatore Commissione Obesità Ame e responsabile scientifico del Congresso - A livello governativo va posta una maggiore partecipazione attraverso l'inclusione dell'obesità in percorsi diagnostici terapeutici e con processi che possano riguardare ambienti importanti come la scuola, dove la cultura della corretta alimentazione e dell'attività fisica devono essere promosse sin dall’infanzia o negli ambienti di lavoro. A livello di Sistema sanitario nazionale invece, il ruolo maggiore si gioca sulla gestione di oltre 6 milioni di pazienti obesi - una vera pandemia - indagando con cura le diverse componenti che concorrono al sovrappeso e obesità: genetiche, ambientali, psicoemotive. Solo un approccio sistemico e collaborativo, con la partecipazione attiva di tutti gli attori impegnati nella gestione di obesità e il sovrappeso - conclude - consente e consentirà di affrontare la sfida globale contro questa pandemia".
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(Adnkronos) - Si alza il sipario su Wimbledon 2025. Oggi, lunedì 30 giugno, si apre il torneo londinese con gli incontri del primo turno del singolare maschile e femminile. Subito 7 italiani in campo sull'erba londinese.
Jannik Sinner, numero 1 del mondo, esordirà martedì 1 luglio.
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(Adnkronos) - "Se noi non riusciamo a fare questa riforma costituzionale la prossima volta arriverà un dittatore, se noi pensiamo che questo sia lontano vi sbagliate". Così Carlo Calenda, a margine di una conferenza stampa in Senato sul tema delle riforme costituzionali. Il leader di Azione e la Fondazione Einaudi hanno presentato una proposta di legge costituzionale per un'assemblea costituente di 100 membri che riformi la seconda parte della Costituzione.
"A partire da oggi pomeriggio - rende noto - chiamerò tutti i segretari di partito, a cui ho già mandato il progetto, per discutere la nostra proposta di ddl costituzionale".
"O diamo una risposta democratica o le democrazie cadono", dice Calenda. "Le persone - spiega citando sondaggi - pensano che la politica non è più in grado di fare niente, che questa forma di politica non è più in grado di fare niente".
"Se tu vai in Sicilia e ti trovi le notizie sui giornali che vediamo, l'assemblea siciliana è ormai ridotta a un posto dove l'unica cosa che si fa è che si costituiscono società per prendere voti e non hanno l'acqua potabile in alcune province, li capisco", aggiunge il leader di Azione, spiegando il malcontento della gente comune. "Quindi o noi ci mettiamo mano o vi dico che, tempo la prossima legislatura, arriverà qualcuno che non è la Meloni, che non è Salvini, che dirà signori mandiamoli tutti a casa, che si prenda un gruppo di persone capaci e per dieci anni si rimette a posto il Paese". "Perché questo è quello che vuole oggi l'Italia profonda - avverte - rispetto a questo o c'è una risposta democratica o come sempre è successo le democrazie cadono".
Il progetto di legge che Azione e la Fondazione Einaudi hanno presentato in mattinata alla stampa prevede di istituire un’Assemblea Costituente con il compito di approvare una riforma organica della Parte Seconda della Costituzione, attraverso una singola legge costituzionale, approvata in deroga all’art. 138. Al suo interno cento membri, non rieleggibili nelle successive politiche, con il compito di produrre un testo organico di riforma costituzionale, da approvare in un referendum senza quorum previsto.
Nel testo, che verrà presentato nei prossimi giorni in Parlamento, si punta a un'assemblea di cento membri, eletta con sistema proporzionale, in carica un anno - prorogabile per sei mesi - che "delibera in via esclusiva in materia di revisione costituzionale; acquisisce i progetti o i disegni di legge d’iniziativa parlamentare in materia costituzionale, ma senza nessun vincolo nell'azione di revisione". Inoltre viene previsto che "il Presidente della Repubblica non autorizza la presentazione di disegni di legge costituzionale da parte del Governo".
Il ddl vieta la presenza tra i cento eletti di "coloro che ricoprono il ruolo di deputato, senatore o membro del Governo. Tali cariche sono incompatibili con quella di membro dell’Assemblea per la riforma della Costituzione". Inoltre "chi viene eletto all’Assemblea non può candidarsi alle successive elezioni per il rinnovo dei membri del Parlamento".
"Entro la scadenza del suo mandato, l’Assemblea approva a maggioranza assoluta il testo finale di revisione della Costituzione", frutto della riflessione sulle proposte arrivate sul tavolo dei costituenti. Poi con l'approvazione dei due terzi dell'Assemblea, si aprirà la strada al referendum confermativo: "Nel caso di approvazione da parte dell’Assemblea, la legge di revisione costituzionale è in ogni caso sottoposta a referendum popolare. Come per quello previsto dall’attuale articolo 138 della Costituzione, non è richiesto un quorum".
"Non è più possibile continuare a sbrindellare la Costituzione un pezzo alla volta senza mettere mano a una sua riforma organica. Basta con gli interventi spot. In ogni legislatura c’è sempre qualcuno che propone nuove modifiche - pensiamo al premierato, al monocameralismo o alla modifica del quorum per i referendum - ma il risultato è quasi sempre lo stesso: il Parlamento non è in grado di procedere", dice il presidente della Fondazione Einaudi, Giuseppe Benedetto, intervenendo al Senato.
"La Fondazione Einaudi - sottolinea - propone di istituire un’assemblea costituente che abbia il compito di riscrivere la seconda parte della Carta, quella che riguarda la forma di governo: cento eletti, con sistema proporzionale, che restano in carica per dodici mesi, prorogabili di altri sei mesi un'unica volta. Membri candidati dai partiti, ma non immediatamente ricandidabili alle successive elezioni. Questo per incentivare la partecipazione delle personalità più qualificate e scoraggiare, al tempo stesso, candidature forti nelle preferenze ma culturalmente non credibili per questo genere di attività. Siamo molto felici che Carlo Calenda e gli amici di Azione abbiano fatto propria la nostra proposta", conclude.
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(Adnkronos) - Nuova tragedia di migranti allargo di Lampedusa, dove una giovane donna è morta nella notte durante il naufragio di una imbarcazione. Secondo i testimoni ci sarebbero anche dei dispersi. Almeno "cinque o sei", come dicono. Il corpo della donna è stato trasferito alla camera mortuaria di Lampedusa. La migrante avrebbe fatto parte di una imbarcazione con una novantina di persone a bordo. A salvarli sono stati i componenti dell'equipaggio di un peschereccio tunisino. Salvate 87 persone e recuperato il cadavere della donna.
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(Adnkronos) - Sarà il triste evento del funerale di re Carlo a riavvicinare finalmente i figli, i principi William e Harry. In attesa degli Invictus Games, che si terranno a Birmingham nel 2027, e ai quali il secondogenito del sovrano ha invitato il padre, Charles avrebbe già dato disposizione su come debba svolgersi la propria cerimonia funebre. A cui sarebbero invitati a partecipare il duca e la duchessa di Sussex assieme ai figli, oltre, naturalmente, il resto della famiglia. Secondo il Telegraph, il monarca è irremovibile sul fatto che il figlio più giovane prenda il posto che gli spetta al centro della famiglia, forse consapevole di quell'ultima occasione per ritrovare un'armonia familiare ormai scomparsa da anni.
La pianificazione di eventi cerimoniali tanto importanti, come quello dei funerali del re, inizia con decenni di anticipo e si evolve nel tempo attraverso briefing con alti rappresentanti della casa reale, della polizia, dell'esercito e della Chiesa. Secondo quanto appreso dal quotidiano britannico, i Sussex sono ancora coinvolti ai massimi livelli nei preparativi per le esequie del sovrano e si prevede che il duca camminerà fianco a fianco con il fratello, che a quel punto diventerà re, in testa alle processioni per le strade del centro di Londra.
Il duca e la duchessa di Sussex saranno invitati a prendere parte alla veglia familiare durante la cerimonia funebre presso Westminster Hall e avranno un ruolo di spicco accanto ai membri più anziani della famiglia reale durante il servizio funebre. Sono state inoltre date disposizioni affinché il principe Archie e la principessa Lilibet, i nipoti più giovani del re, possano partecipare al funerale presso l'Abbazia di Westminster, nonché alla cerimonia funebre presso la Cappella di San Giorgio a Windsor, qualora lo desiderassero.
Mettendo da parte ogni divergenza e approvando i piani che pongono i Sussex al centro del suo funerale, il re farà in modo che il suo ultimo atto pubblico unisca la sua famiglia. E sebbene il duca abbia giurato di non riportare mai più la sua famiglia nel Regno Unito a meno che non possa garantire la completa protezione della polizia, tutti verrebbero automaticamente coinvolti per l'occasione nelle operazioni di sicurezza ufficiali.
Come era accaduto per i funerali della regina Elisabetta II, anche per re Carlo il nome in codice dell'organizzazione delle esequie è 'Operation London Bridge' e la cerimonia sarà molto simile a quella che si svolse per la sovrana nel 2022, anche se il monarca ha apportato alcune modifiche che riflettono le sue convinzioni personali. Ci si aspetta che il suo impegno costante verso l'ambiente venga riconosciuto attraverso scelte sostenibili, ove possibile. Anche il periodo di lutto verrà ridotto: inizierà alla morte del re e durerà al massimo 11 giorni, fino al giorno del suo funerale. Invece, quando Elisabetta II morì, il periodo di lutto reale continuò per un'altra settimana dopo il suo funerale.
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(Adnkronos) - L’arte come strumento di cura, benessere e rinascita personale. Questo il messaggio di 'Curarte', la mostra d’arte permanente che sarà inaugurata oggi pomeriggio all’interno del reparto di Medicina Nucleare realizzata dall'Azienda ospedaliero-universitaria Sant'Andrea, azienda pubblica di alta specializzazione della Regione Lazio e policlinico integrato con Sapienza Università di Roma. Nove artisti di arte contemporanea (A-Wibaa, Paola Ermini, Isolina Mariotti, Barbara Todini, Paolo Signore, Maria Cristina Menichelli, Paola Contessa, Silvia Valeri, Vittoria Ferrarelli) che con l’esposizione delle loro 14 opere offrono l’occasione per sottolineare l’importanza di ogni forma di arte (disegno, pittura, musica, danza, scrittura, teatro, ecc.) nel cammino verso il benessere psicofisico, ribadendo che il vero valore non sta nell’esteticità di un’opera ma piuttosto nella forza della forma creativa capace di esplorare l’intimo di chi la realizza.
Un’iniziativa che fa da prologo ad un progetto sul quale la direzione aziendale sta lavorando "per rendere permanente l’esposizione di opere di Arte Contemporanea anche in altri reparti dell’ospedale Sant’Andrea per avere spazi più accoglienti, in un’atmosfera più confortevole capace di tutelare la dignità della persona anche nei suoi momenti di fragilità. Perché l’arte in corsia non è solo un gesto estetico, ma un vero e proprio atto di cura che rafforza il legame tra ospedale e territorio", si legge nella nota dell'Sant'Andrea.
“Prendersi cura della persona non significa solo guarirne il corpo, ma anche accompagnarla nel suo vissuto, offrendo strumenti per affrontare la malattia con maggiore forza e serenità. Vedere oltre la malattia, ascoltare il bisogno silenzioso che accompagna ogni cura: il bisogno di sentirsi accolti, riconosciuti, sostenuti. È in questo spazio intimo, dove scienza e umanità si incontrano, che ha preso forma la mostra che ospitiamo presso il nostro reparto di Medicina Nucleare”, spiega Francesca Milito, direttore generale Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea.
“L’arte è uno strumento privilegiato, capace di dare forma a nuove percezioni, stimolando la mente ad ampliare i propri orizzonti, a rielaborare l’esperienza del dolore e a riscoprire la bellezza anche nei momenti di maggiore fragilità. Un incontro con la creatività e la bellezza che arricchisce i pazienti, tanto quanto diviene un’occasione di crescita e di sensibilizzazione per gli operatori della salute. Un’esperienza che apre spazi inediti di comunicazione, alimenta la dimensione empatica e umanizza il contesto clinico", sottolinea Erino Angelo Rendina, preside della Facoltà di Medicina e Psicologia Sapienza Università di Roma.
“In Europa e ultimamente anche in Italia diverse sono le iniziative volte ad arricchire l’esperienza ospedaliera attraverso forme artistiche. Un esempio di questa tendenza è il rinnovo del reparto di Medicina Nucleare dove è stato trasformato il corridoio di ingresso in uno spazio espositivo per opere pittoriche di alta qualità artistica. In questo modo, pazienti, familiari e operatori del servizio sanitario possono vivere un’esperienza arricchita da forme, colori ed emozioni. Inoltre, gli artisti hanno l’opportunità di esporre i propri lavori in un contesto originale e significativo”, aggiunge Alberto Signore, direttore Uoc Medicina Nucleare Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea. Il catalogo è scaricabile sul sito dell’Ospedale.
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(Adnkronos) - A causa di un violento temporale che ha colpito la scorsa notte la Valle d’Aosta, due frane si sono abbattute sulla strada regionale per Cogne in località Chevril ad Aymavilles. Il materiale caduto ha ostruito per circa 800 metri la strada regionale che al momento risulta chiusa in entrambi i sensi di marcia. Le frane hanno bloccato un’auto i cui occupanti sono stati soccorsi e portati in salvo dai vigili del fuoco. Al momento sono in corso sopralluoghi per verificare l’entità del movimento franoso.
“Nulla di grave o allarmante, la situazione è assolutamente sotto controllo”, dice all’Adnkronos Franco Allera, sindaco di Cogne. “A seguito di una bomba d’acqua si è verificata una colata detritica, si sta lavorando e penso nel pomeriggio la strada verrà riaperta”, spiega il primo cittadino evidenziando, però, che ulteriori temporali sono attesi nel pomeriggio.
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