
(Adnkronos) - A febbraio 2026, su base mensile, il calo degli occupati si associa alla crescita dei disoccupati e alla sostanziale stabilità degli inattivi. Così l'Istat. La diminuzione degli occupati (-0,1%, pari a -29mila unità) coinvolge gli uomini, i dipendenti e i 25-49enni; tra le donne, gli autonomi, i 15-24enni e chi ha almeno 50 anni d’età il numero di occupati è invece in crescita. Il tasso di occupazione cala al 62,4% (-0,1 punti). La crescita delle persone in cerca di lavoro (+2,7%, pari a +36mila unità) si osserva per uomini e donne e per tutte le classi d’età ad eccezione dei 15-24enni, tra i quali il numero risulta in diminuzione. Il tasso di disoccupazione sale al 5,3% (+0,1 punti), quello giovanile scende al 17,6% (-1,0 punti).
La sostanziale stabilità degli inattivi tra i 15 e i 64 anni è sintesi di un aumento tra gli uomini e i 15-49enni e di una diminuzione tra le donne e tra chi ha almeno 50 anni d’età, rileva l'Istat. Il tasso di inattività è stabile al 33,9%. Confrontando il trimestre dicembre 2025-febbraio 2026 con quello precedente (settembre-novembre 2025), si registra una crescita nel numero di occupati (+0,1%, pari a +20mila unità). Rispetto al trimestre precedente, diminuiscono le persone in cerca di lavoro (-8,0%, pari a -119mila unità) e aumentano gli inattivi di 15-64 anni (+0,9%, pari a +117mila unità).
A febbraio 2026, il numero di occupati supera quello di febbraio 2025 dello 0,1% (+13mila unità); l’aumento riguarda le donne e chi ha almeno 50 anni, a fronte della diminuzione tra gli uomini e nelle altre classi d’età. Il tasso di occupazione risulta in calo in confronto a un anno prima (-0,2 punti). Rispetto a febbraio 2025, diminuisce il numero di persone in cerca di lavoro (-14,1%, pari a -223mila unità) e cresce quello degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+2,1%, pari a +259mila unità).
"A febbraio 2026 il numero di occupati, pari a 24 milioni 149mila, è in calo rispetto al mese precedente. La diminuzione coinvolge i dipendenti, sia permanenti (16 milioni 430mila) sia a termine (2 milioni 432mila), mentre risultano in crescita gli autonomi (5 milioni 287mila). L’occupazione aumenta rispetto a febbraio 2025 (+13mila occupati in un anno) per effetto della crescita dei dipendenti permanenti (+52mila) e degli autonomi (+187mila), a fronte del calo dei dipendenti a termine (-226mila). Su base mensile il tasso di occupazione cala al 62,4%, quello di disoccupazione sale al 5,3% e il tasso di inattività è stabile al 33,9%", commenta l'Istat.

(Adnkronos) - Puntuale, dopo la mancata qualificazione dell'Italia ai Mondiali di calcio, ecco il 'sogno ripescaggio' che oggi, complice la data, somiglia più a un pesce d'aprile. La Nazionale, battuta dalla Bosnia nel playoff, non parteciperà alla World Cup 2026 in programma in Usa, Messico e Canada. Dopo il verdetto del campo, come già accaduto in passato, ecco però le teorie relative ad un miracoloso recupero della Nazionale. Spoiler: non succederà nemmeno questa volta. Il 'sogno' del ripescaggio è legato in questo caso all'eventuale mancata partecipazione dell'Iran ai prossimi Mondiali, a causa della guerra contro Stati Uniti e Israele. La selezione asiatica dovrebbe giocare due volte a Los Angeles contro la Nuova Zelanda e e il Belgio, poi a Seattle contro l'Egitto. "L'Iran sarà alla Coppa del Mondo e le partite si svolgeranno dove previsto", ha tagliato corto Gianni Infantino, presidente della Fifa.
Cosa succederebbe se, in uno scenario alternativo, l'Iran disertasse i Mondiali? La decisione finale potrebbe essere adottata direttamente dalla Fifa che, sulla base dell'articolo 6.7 del regolamento, può scegliere il sostituto "a propria esclusiva discrezione". Si illude chi ipotizza che la posizione nel ranking, con il 12esimo posto, possa agevolare gli azzurri. L'eventuale vuoto lasciato dall'Iran, con ogni probabilità, verrebbe colmato da una selezione asiatica. L'Iraq si è qualificato superando il playff contro la Bolivia e si è guadagnato da solo il biglietto per i Mondiali. Il ripescaggio premierebbe gli Emirati Arabi Uniti, eliminati proprio dall'Iraq nel cammino verso la fase finale.

(Adnkronos) - Interrogatorio oggi a Roma per Mauro e Miriam Caroccia, indagati per riciclaggio e intestazione fittizia di beni nel caso della società 'Le 5 Forchette', di cui l'ex sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro ha detenuto quote azionarie, poi cedute. La difesa, rappresentata dall’avvocato Fabrizio Gallo, respinge ogni accusa di legami con la criminalità organizzata e con il clan Senese, sostenendo che i fondi siano tracciabili e riconducibili a Delmastro.
“Diremo ai magistrati che non c’è un centesimo della criminalità organizzata nella società ‘Le 5 Forchette’, non c’entra nulla la famiglia Caroccia, non c’entra nulla la famiglia Senese. I soldi sono stati messi da Delmastro: questo lo chiariremo perché è tutto tracciato”, ha detto l'avvocato, spiegando che l'ex sottosegretario alla giustizia "andava alla Bisteccheria a mangiare con gli uomini della scorta, era un cliente, ed è stato l'unico a tendere una mano a Mauro Caroccia a cui nel 2019 era stato bruciato il ristorante: nonostante abbia chiesto aiuto a tutti, è stato abbandonato e ha subito ulteriori aggressioni e incendi. E’ una vittima della criminalità organizzata”.
Secondo l’accusa, i Caroccia avrebbero "trasferito e reinvestito" nella società "proventi delle attività illecite del clan di stampo camorristico dei Senese". Questa mattina Mauro Caroccia, che sta scontando una pena definitiva a quattro anni di carcere per reati di stampo mafioso, e la figlia Miriam, azionista della Srl compariranno davanti ai pm della Dda per l’interrogatorio.
"Chiederò ai magistrati di dirci dove stanno i flussi di denaro della famiglia Senese - ha detto il penalista - perché se ci fossero stati credo che il mio assistito non sarebbe stato in questa condizione, lui non riusciva a portare da mangiare ai figli”. L’apertura della società ‘Le 5 Forchette’ con la figlia Miriam “è stata una scelta per sentirsi più tranquillo: una parte della criminalità che lo vessava si è allontanata perché vedeva Delmastro frequentare il locale con la scorta, auto dello Stato. Pensava - ha spiegato - di cambiare vita”. “Nel capitale sociale complessivo della Srl di diecimila euro, sono stati versati 2.500 euro, di cui la quota di Miriam Caroccia è 1.250. Se noi muoviamo tutta la criminalità di Roma per questa cifra siamo messi male. Davanti al notaio di Biella lei c’era e sapeva di essere amministratore unico”, ha spiegato Gallo.
Una stagione segnata da numeri impietosi e da ricadute pesanti sui
conti delle aziende.
(Adnkronos) - Il fallimento dell'Italia, fuori dai Mondiali per la terza volta consecutiva, arriva alla Camera dei deputati e la politica entra in campo. In apertura di seduta il deputato di Fratelli d'Italia Salvatore Caiata ha chiesto un'informativa del ministro dello Sport, Andrea Abodi, chiedendo le dimissioni del presidente della Figc, Gabriele Gravina, dopo la sconfitta ai calci di rigore contro la Bosnia. "Non credo che con questo tipo di interventi assolviamo la nostra funzione e anche il futuro del nostro calcio", ha replicato Marco Grimaldi di Avs. Dalla richiesta di Caiata si è dissociato Mauro Berruto, del Pd, chiedendo che l'informativa di Abodi riguardi le ragioni che hanno portato all'eliminazione dell'Italia e non le dimissioni di Gravina.
"In seguito alla nuova e grave sconfitta della Nazionale italiana di calcio e la conseguente mancata qualificazione alla Coppa del Mondo - per la terza edizione di fila - chiederò l'audizione, dati i poteri di vigilanza del Parlamento, in Commissione Sport alla Camera, del Presidente della Figc Gabriele Gravina per capire i motivi di una simile disfatta", dice il presidente della Commissione Sport della Camera, Federico Mollicone. "L'ultima volta che l’Italia ha partecipato alla fase finale è stato nel 2014: praticamente due generazioni di ragazzi italiani non hanno mai visto la propria nazionale giocare ai mondiali", conclude Mollicone.
Il passo indietro del presidente federale è stato chiesto subito dalla Lega: "Ancora eliminati. Niente Mondiale per l’Italia: è una vergogna inaccettabile. Il calcio italiano è da rifondare, partendo dalle dimissioni di Gabriele Gravina". Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha analizzato la situazione con un post su X: "Non andiamo ai mondiali. Abbiamo tifato, abbiamo sperato, abbiamo inveito contro un paio di decisioni arbitrali discutibili, ci siamo persino stupiti che incredibilmente abbiano mandato il più giovane a tirare il PRIMO rigore (lo ha deciso Gattuso o forse un Bonucci presuntuoso?)", scrive riferendosi alla scelta di far calciare il rigore a Pio Esposito. "Ma a ripensarci bene, in cuor nostro lo temevamo o meglio lo sapevamo. Ridire adesso come la pensiamo - e non da oggi - sarebbe inutile più che ingeneroso. Ma a tutto c’è un limite", chiosa La Russa.
Il numero 1 della Figc ha parlato a caldo ieri sera, escludendo l'ipotesi di dimissioni immediate."Faremo riflessioni approfondite, c'è una sede deputata che è il Consiglio federale", ha detto Gravina, rinnovando la fiducia al ct Rino Gattuso. "Devo fare i complimenti a Rino Gattuso, è un grande allenatore. Ho chiesto a lui e a Gigi Buffon di rimanere alla guida tecnica di questi ragazzi", ha detto il presidente federale in conferenza stampa.
"Ci sono valutazioni da fare. Per quanto riguarda la parte politica c'è una sede deputata che è il Consiglio federale che ho chiesto di convocare per settimana prossima. Capisco l'esercizio della richiesta di dimissioni, sono abituato negli ultimi tempi, ma le valutazioni spettano al consiglio e le faremo all'interno del consiglio", ha affermato ancora. "La politica si prodiga chiedendo le dimissioni, ma io chiedo un provvedimento per sostenere la crescita del calcio italiano. Siamo in crisi, la responsabilità oggettiva è mia perché rappresento la federazione. Ma ci sono riflessioni che non devono intaccare il lavoro e la dignità di chi in questi mesi ha profuso energie".
Lievitano ma purtroppo ad aumentare in volume e in bontà non sono
panini, colombe, pizze, dolci e tutte le altre prelibatezze della
food economy della Sardegna. Sono i costi di produzione, dovuti ai
rincari generalizzati di materie prime, energia, gas, trasporti e
packaging che si ripercuotono sul prezzo finale del prodotto.
(Adnkronos) - A 70 anni è morto Gianfranco Caliendo, frontman, voce solista, chitarrista, autore e anima creativa de Il Giardino dei Semplici, uno dei gruppi simbolo della musica leggera italiana della cosidetta generazione Beat. Sui social un messaggio carico di emozione del figlio Tiziano: "Ciao, papà. Ti aspetta il concerto più bello. Sarà meraviglioso. Sarà perfetto. Il palco è tuo. E ci sarà un pubblico infinito ad applaudirti. Tu, per me, rivivrai ogni volta che ascolteremo la tua voce e la tua musica. Ti voglio bene, Capellone".
Caliendo è morto a Napoli all’età di 70 anni e i funerali si terranno oggi, 1 aprile, alle ore 17:00, nella chiesa di Sant'Antonio di Fuorigrotta.
Con 14 album, oltre 2.000 concerti e 4 milioni di copie vendute, Il Giardino dei Semplici ha mescolato la melodia italiana con molteplici influenze musicali e accompagnato generazioni di ascoltatori e di fan con successi come 'M’innamorai', 'Tu, ca nun chiagne', 'Vai', 'Miele', 'Concerto in La Minore', 'Silvie', '...E amiamoci'.
Il gruppo musicale Il Giardino dei Semplici fu fondata nel 1974 a Napoli da Caliendo insieme al batterista Gianni Averardi, a cui poi si unirono Andrea Arcella e Luciano Liguori. Il progetto prese forma grazie anche al sostegno dei produttori Giancarlo Bigazzi e Totò Savio, che portarono il gruppo al debutto discografico con 'M’innamorai' nel 1975. Il brano segnò l’immediata affermazione della band, consolidata nello stesso anno dal successo di 'Tu, ca nun chiagne', che raggiunse il disco d’oro. Da quel momento per il Giardino dei Semplici , specialisti negli impasti vocali e nelle sonorità mediterranee, si aprì un lungo periodo di successi e grandi soddisfazioni.
Protagonista del periodo d’oro del gruppo, a cavallo tra la fine degli anni Settanta e i primi Ottanta, Caliendo guidò la formazione anche attraverso momenti difficili, come il grave incidente stradale del 1977 poco prima della partecipazione al Festival di Sanremo con 'Miele'. Nonostante l’infortunio, la band salì comunque sul palco del teatro Ariston, confermandosi tra le realtà più amate dal pubblico.
Autore prolifico, Caliendo fu determinante nell’evoluzione stilistica del gruppo, dalla stagione pop di successo fino alle sperimentazioni legate al cosiddetto Neapolitan Power, mantenendo sempre una forte impronta melodica e romantica. Negli anni Ottanta e Novanta continuò a firmare gran parte dei brani del repertorio, contribuendo alla longevità artistica della band.
Nel 2012 lasciò il Giardino dei Semplici dopo quasi quarant’anni di attività per intraprendere una carriera solista, durante la quale continuò a reinterpretare i successi storici e a pubblicare nuovi lavori. Tra questi anche l’autobiografia 'Memorie di un capellone. Luci ed ombre di un successo anni '70'(Iacobelli editore, 2021), in cui ripercorre la sua lunga esperienza musicale.
Nato a Firenze nel 1956, era nipote del musicista napoletano Eduardo Caliendo, con il quale intraprese gli studi nel capoluogo campano. Gianfranco Caliendo era un giovanissimo 'capellone' quando nel 1969 con un gruppo di amici del quartiere, a metà tra il Vomero e Arenella, dette forma al suo primo gruppo musicale, Gli Stars 69. Negli anni successivi il 'complesso' cambiò denominazione in I Diapason e iniziarono ad esibirsi ogni sabato al circolo del Banco di Napoli e al Cantaestate, un festival itinerante nei posti più belli della Campania. Nel 1973 creò ancora un nuovo gruppo, i Gung, che divennero il complesso ufficiale del Queen Elizabeth, all’epoca la discoteca più grande di Napoli. Fino all’incontro decisivo del 1974 con Gianni Averardi, che lo coinvose nel progetto che caratterizzerà tutta la sua carriera artistica: Il Giardino dei Semplici. In seguito ha composto e prodotto per altri musicisti, fondato uno studio di registrazione, un’etichetta discografica e una scuola di musica: l’Accademia Caliendo, dove insegnava canto moderno.(di Paolo Martini)
(Adnkronos) - Momenti di paura a Termoli, dove a causa del maltempo che ha investito il Molise un uomo è stato travolto dalla piena del Sinarca mentre si trovava a bordo della sua auto. Riuscito a mettersi in salvo aggrappandosi a un albero, l'uomo è rimastobloccato al centro della corrente in condizioni estremamente pericolose. Immediato l’intervento dei Vigili del Fuoco dei comandi di Campobasso e Isernia, con squadre specializzate nel rischio acquatico e dotate di gommoni e attrezzature per scenari alluvionali. Le operazioni di ricerca e recupero, rese difficili dal buio e dalla forza dell’acqua, si sono protratte per diverse ore.

(Adnkronos) - Fondazione Fiera Milano ha presentato il progetto per la realizzazione della Milan Ice Fiera Arena, la struttura temporanea destinata a ospitare il palazzetto del ghiaccio da circa 4.000 posti a sedere che sorgerà nel quartiere fieristico di fieramilano, Rho, in prossimità dell’ingresso di Porta Sud.
Il progetto è stato illustrato alla presenza della Federazione Italiana Sport del Ghiaccio (FISG), partner sportivo dell’iniziativa.
Grazie a un investimento di circa 5 milioni di euro da parte di Fondazione Fiera Milano, interamente autofinanziati, l’intervento consentirà la realizzazione di un impianto in grado di accogliere competizioni di hockey su ghiaccio, para ice hockey, pattinaggio di figura e curling, oltre a corsi di avviamento di short track, eventi e spettacoli on ice. La struttura sarà a disposizione degli atleti per le attività agonistiche, ospiterà corsi di avviamento allo sport per bambini e ragazzi e sarà anche aperta al pubblico.
«Le Olimpiadi di Milano Cortina 2026 hanno riacceso la fiamma della passione per gli sport del ghiaccio e noi non vogliamo che si spenga. Per questo, Fondazione Fiera Milano ha deciso di trasformare l’entusiasmo olimpico in un’opera concreta e di valore, in collaborazione con istituzioni e stakeholder. Durante il periodo olimpico i nostri impianti hanno ospitato circa 180.000 spettatori e ora è tempo di mettere a disposizione una nuova infrastruttura che sarà operativa già dal prossimo ottobre. L’iniziativa rafforza la vocazione polifunzionale del quartiere fieristico, in continuità con gli interventi realizzati in occasione delle Olimpiadi nei padiglioni 13-15 e 22-24. Siamo inoltre particolarmente orgogliosi che qui sorgerà il centro federale degli sport su ghiaccio, a conferma del valore sportivo e strategico dell’iniziativa. In questo percorso, il coinvolgimento di ulteriori partner e sponsor rappresenta un elemento fondamentale. L’arena contribuirà ad accrescere notorietà del quartiere fieristico, rendendolo sempre più attrattivo e vivo anche al di fuori del calendario delle manifestazioni, e avvicinando il grande pubblico, le famiglie e i giovani allo sport e allo spettacolo, anche grazie alla sinergia con Fiera Milano», dichiara Giovanni Bozzetti, Presidente di Fondazione Fiera Milano.
«La realizzazione della Milan Ice Fiera Arena rappresenta un passaggio fondamentale per lo sviluppo degli sport del ghiaccio in Italia e, in particolare, in un territorio strategico come Milano. Come Federazione siamo impegnati a supportare questo progetto affinché possa diventare un punto di riferimento per l’attività agonistica di alto livello, ma anche e soprattutto per la crescita dei giovani e di tutto il movimento. Strutture moderne e accessibili sono fondamentali per costruire il futuro delle nostre discipline perché permettono di ampliare la base e avvicinare nuovi praticanti. Questa iniziativa, sviluppata in collaborazione con Fondazione Fiera Milano, va esattamente in questa direzione, costituisce un elemento concreto di legacy delle Olimpiadi di Milano Cortina e rappresenta una best practice che auspichiamo possa diventare un modello replicabile anche in altre città italiane» spiega Andrea Gios, Presidente della Federazione Italiana Sport del Ghiaccio.
L’impianto temporaneo sarà operativo per circa tre anni, in attesa della realizzazione del palazzetto del ghiaccio definitivo attualmente allo studio. La realizzazione e il successivo utilizzo della struttura non incideranno in alcun modo sullo svolgimento delle manifestazioni in programma nel quartiere fieristico.
La struttura sarà realizzata attraverso una tendostruttura con struttura portante in acciaio zincato e doppio telo in PVC anticondensa, con una superficie della struttura principale pari a 5.130 metri quadrati e una superficie coperta complessiva di 5.710 metri quadrati. L’impianto sarà dotato di un’area riscaldamento pre-gara, di 8 spogliatoi per gli atleti di 42 mq per un totale di 252 mq, oltre a un moderno sistema di trattamento aria e deumidificazione.
Sono attualmente in corso le attività necessarie all’iter autorizzativo con il Comune di Rho; al termine di queste prenderanno il via i lavori, con conclusione prevista entro il prossimo ottobre.
Gran parte delle strutture utilizzate per la realizzazione dell’impianto del ghiaccio temporaneo potranno essere successivamente riutilizzate all’interno del quartiere fieristico come la tendostruttura, le tribune e gli impianti di condizionamento oppure destinati alla realizzazione del futuro palazzetto del ghiaccio permanente, come il sistema di formazione del ghiaccio.
Fondazione Fiera Milano ha già avviato le attività propedeutiche allo sviluppo dell’impianto, per il quale è stato pubblicato un primo bando disponibile nella sezione gare e appalti del sito istituzionale. Sezione gare e appalti Fondazione Fiera Milano: https://www.fondazionefieramilano.it/it/gare-e-appalti/index.html

(Adnkronos) - In arrivo la Luna piena rosa. L'appuntamento è per giovedì 2 aprile 2026, con il momento di massima luminosità previsto per le 4:11 del mattino. L'evento in ogni caso sarà visibile anche nelle serate di oggi 1 aprile e di domani sera. Ma la Luna cambia davvero colore?
In realtà la Pink Moon, che non va confusa con la Luna di Fragola' - non è un evento astronomico legato al colore della Luna. Si riferisce alla fioritura primaverile del fiore selvatico noto come Phlox subulata, chiamato anche 'moss pink' e originario del Nord America, secondo l'Old Farmer's Almanac. Il fiore era in piena fioritura intorno al periodo della luna piena di aprile, il che ha portato a chiamarla 'Luna rosa' nelle tradizioni dei nativi americani. Il nome, quindi, non descrive ciò che accade nel cielo, ma ciò che accade sulla Terra. Come per la Strawberry Moon non si tratta di un fenomeno fisico.
In genere la Luna appare di colore grigio-marroncino chiaro. Dalla Terra, però, può anche assumere colori diversi. Questo non dipende dalla Luna, ma dal filtro atmosferico che la sua luce deve attraversare prima di raggiungerci. È lo stesso fenomeno che colora i tramonti.
Quindi la Luna può assumere un colore che tende al rosa-arancione-rosso ma non ha nulla a che vedere con il nome Pink Moon. Quando la Luna piena sorge poco dopo il tramonto del Sole o tramonta poco prima del sorgere del Sole, cosa che avviene a ogni plenilunio, può trovarsi in un cielo ancora illuminato dal crepuscolo.

(Adnkronos) - Tragedia al largo delle coste della Turchia. Diciotto migranti che si trovavano a bordo di un gommone sono annegati al largo di Bodrum, nel sudovest della Turchia. Il bilancio è stato confermato dalla Guardia Costiera turca. "Dopo le operazioni di ricerca e soccorso, sono stati tratti in salvo 21 migranti irregolari e recuperati 18 corpi", hanno fatto sapere.

(Adnkronos) - Terremoto al Comune di Forza d'Agrò, in provincia di Messina. Arresti domiciliari per il sindaco Bruno Miliadò, un consigliere comunale di Forza d'Agrò, un agente e un ausiliario del traffico della locale Polizia municipale, e il divieto di dimora nel luogo di residenza per un altro consigliere comunale dello stesso Comune. I cinque sono ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e alla falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici.
Le indagini, che hanno registrato il coinvolgimento anche di altre 67 persone, spiega il procuratore di Messina, Antonio D'Amato, hanno permesso di ipotizzare l'esistenza di un "gruppo criminale dedito a una serie indeterminata di falsi in atto pubblico, consistiti in numerose attestazioni di residenza mendaci, tese a inquinare le elezioni dell'8 e del 9 giugno 2024 per il rinnovo del Consiglio comunale e la carica del sindaco del Comune di forza d'Agrò".

(Adnkronos) - 'Chi l'ha visto' torna oggi, mercoledì 1 aprile, alle 21.20 su Rai 3 con un nuovo appuntamento. La puntata si aprirà con il caso Garlasco. In studio l’avvocato di Marco Poggi, che ha presentato denunce nei confronti di chi istiga l’odio e la violenza contro la famiglia Poggi. La famiglia Poggi viene insultata sui social come se fosse in qualche modo “complice” di quanto avvenuto. E poi, le indiscrezioni sulla consulenza di Cristina Cattaneo che parlerebbe di uno strenuo tentativo di Chiara Poggi di difendersi smentendo le consulenze precedenti: il Dna sotto le unghie della ragazza sarebbe quindi quello del suo aggressore?
E ancora, il caso di Liliana Resinovich: il fratello Sergio aveva chiesto di poter riavere i suoi resti per poterle dare finalmente sepoltura. Il nulla osta è arrivato, ma nonostante la nuova legge, ha dovuto cercare un accordo con il marito. In studio il figlio di Carmela Cerillo, uccisa dal marito: grazie a lui è stata in questi giorni approvata la nuova legge in materia di disposizione delle spoglie mortali delle vittime di omicidio.
Infine, la morte di Mara Favro: come per il caso di Liliana, è stata chiesta l'archiviazione. Archiviazione che, però, nonostante l'opposizione dei familiari, è stata accolta: Mara si sarebbe suicidata. In studio in diretta il fratello e il consulente Fabrizio Pace, presidente di Penelope Piemonte.
E poi come sempre gli appelli dei familiari e le segnalazioni dei telespettatori.

(Adnkronos) - Stasera tutto è possibile torna oggi, mercoledì 1 aprile, con un nuovo appuntamento in onda alle 21.20 su Rai2. Il tema di questa sera sarà 'AstroStep'. Tra gli ospiti di oggi: Francesco Paolantoni, Herbert Ballerina, Giovanni Esposito, Peppe Iodice, Nathalie Guetta, Elenoire Casalegno, Anna Tatangelo, Gianluca 'Scintilla' Fubelli. Torna Claudio Lauretta con la sua imitazione di Gerry Scotti.
Anche questa puntata - in onda come sempre dall’Auditorium Rai di Napoli – avrà una sola regola per tutti gli ospiti: divertirsi nei giochi che verranno proposti. Tra questi: Ma che musical, Speed Quiz, Step Burger e Segui il labiale. Immancabile, poi, La Stanza Inclinata con i suoi sketch da improvvisare.
Presenti anche il dj Claudio Cannizzaro e il Panda, mascotte del programma.

(Adnkronos) - Oggi, mercoledì 1° aprile, è la giornata dedicata agli scherzi, ai 'pesci d'aprile', una tradizione diffusa non solo in Italia, ma in diversi Paesi del mondo. Se una volta bisognava prestare attenzione solo a ciò che raccontavano amici e conoscenti, da anni sul web è gara alle 'fake news' più creative e alcune sono particolarmente memorabili. Ma perché l'inizio del mese di aprile coincide con la festa più divertente dell'anno?
Le origini della tradizione del pesce d'aprile non sono chiare. Una delle teorie più remote riguarda il beato Bertrando di San Genesio, patriarca di Aquileia dal 1334 al 1350, il quale avrebbe liberato miracolosamente un papa soffocato in gola da una spina di pesce. Il pontefice grato a Bertrando, avrebbe così decretato il divieto di mangiare pesce il 1° aprile.
Ma c'è un'altra teoria che colloca la nascita della la tradizione nel XVI secolo, in seguito all'adozione del calendario gregoriano. La riforma adottata da Papa Gregorio XIII, infatti, ha spostato il Capodanno, che in Europa si festeggiava scambiandosi pacchi dono tra il 25 marzo e il 1° aprile, al 1° gennaio. Da qui l'usanza di scambiarsi pacchi regalo vuoti il 1° aprile per ricordare la festa abolita.
C'è inoltre chi, come alcuni antropologi, crede che la nascita della tradizione degli scherzi del pesce d'aprile si debba collocare all’inizio della stagione della pesca primaverile. Nella prima settimana di aprile, infatti, spesso i pescatori non trovavano pesce e tornavano a mani vuote diventando così oggetto di scherno da parte dei loro concittadini.
Per altri studiosi invece le origini del pesce d'aprile ricadrebbero nell'età classica nel mito di Proserpina, che dopo essere stata rapita da Plutone viene cercata invano dalla madre, ingannata da una ninfa, e nella festa pagana dei Veneralia, che si teneva proprio il 1° aprile.
Il nome 'pesce d'aprile' gioca sul concetto del pesce che abbocca all'amo e si lascia pescare. Per questo chi il 1° aprile crede a uno scherzo sarebbe considerato 'credulone' quanto un pesce. Non in tutti i Paesi però il nome di questa giornata è lo stesso. Nei Paesi angosassoni non ci sono riferimenti ai pesci: il giorno è noto come 'April's Fools' Day' dove 'fool' significa 'sciocco'.
Dal CERN a Google, anche i nomi più illustri nel corso degli anni si sono dedicati a organizzare scherzi. E alcuni sono rimasti nella storia.
Uno dei più noti è quello che convolse il famigerato Mostro di Loch Ness. Il 1° aprile del 1972 fu esposta allo Yorkshire's Flamingo Park Zoo, in Gran Bretagna, la carcassa di 'Nessie' dopo un clamoroso annuncio da parte di un gruppo di zoologi di aver recuperato il suo corpo, galleggiante sulle acque del tenebroso lago. In realtà, rivelò il ranger autore dello scherzo, si trattava del cadavere di un elefante marino.
Nello stesso anno, sempre in Inghilterra, l'astronomo Patrick Moore sulla Bbc avvertì che grazie a una congiunzione astrale per cui si erano allineati i pianeti di Giove e Plutone, alle 9.47 ora di Londra si sarebbero avute rilevanti conseguenze sulla forza di gravità, da fare in modo che chi avesse in quel preciso momento compiuto un salto, per strada o in casa, si sarebbe sentito leggerissimo.
Nell'aprile 1996 il Mit ('Massachusetts Institute of Technology') annunciò di aver istituito l''Internet Cleaning Day' per il giorno seguente allo scopo di fare una sorta di tabula rasa del web, cancellando siti, account inattivi e mail in sospeso per rendere migliore la navigazione on line. Come? Scollegando tutti i computer, in ogni parte del mondo.
Due anni dopo, nel 1998, l'organizzazione 'New Mexican for Science and Reason' annunciò invece che l'Alabama aveva deciso di modificare il valore del pi greco, passando da 3,14 a un molto più semplice 3. Motivo? Ricondurre la costante matematica a un valore biblico.
Nel 2015 il CERN annunciò di aver scoperto che la Forza dei cavalieri Jedi in 'Star Wars' esiste davvero. A spiegarlo con una dichiarazione fu il ricercatore del CERN Ben Kenobi dell'Università di Mos Eisley, provincia di Tatooine: "La Forza è ciò che dà ad un fisico delle particelle il suo potere". Ovviamente Ben Kenobi, Tatooine e Mos Eisley sono tutti riferimenti alla saga di fantascienza di George Lucas.
Nello stesso anno tre stimati scienziati australiani, Andrew Hamilton, Robert May e Edward Waters, rivelavarono le prove dell'esistenza dei draghi, pubblicando una ricerca secondo la quale le mitiche creature sputafuoco erano molto diffuse nel Medioevo.
Nel 2016 Google lanciava il suo 'Cardboard Plastic', un visore per la realtà... reale. "Un dispositivo che permette di vedere le cose nel modo in cui le vedi veramente, sperimentando la tua visione del mondo", si leggeva sul sito dedicato all''invenzione', disponibile in sei colori e quattro dimensioni. Un pezzo di plastica che "ti avverte su ciò che fai, vedi e senti più di prima".

(Adnkronos) - "Faremo riflessioni approfondite, c'è una sede deputata che è il Consiglio federale". Niente dimissioni. Gabriele Gravina, presidente della Figc, rinvia ogni discussione al prossimo Consiglio federale dopo il fallimento dell'Italia, sconfitta dalla Bosnia e fuori dai Mondiali per la terza volta consecutiva. "Faccio i complimenti ai ragazzi per come sono cresciuti in questi mesi. Devo fare i complimenti a Rino Gattuso, è un grande allenatore. Ho chiesto a lui e a Gigi Buffon di rimanere alla guida tecnica di questi ragazzi", dice il presidente federale in conferenza stampa.
Il numero 1 della Figc rinvia ogni altra valutazione al consiglio federale: "Ci sono valutazioni da fare. Per quanto riguarda la parte politica c'è una sede deputata che è il Consiglio federale che ho chiesto di convocare per settimana prossima. Capisco l'esercizio della richiesta di dimissioni, sono abituato negli ultimi tempi, ma le valutazioni spettano al consiglio e le faremo all'interno del consiglio", dice. "La politica si prodiga chiedendo le dimissioni, ma io chiedo un provvedimento per sostenere la crescita del calcio italiano. Siamo in crisi, la responsabilità oggettiva è mia perché rappresento la federazione. Ma ci sono riflessioni che non devono intaccare il lavoro e la dignità di chi in questi mesi ha profuso energie".
"Il calcio è uno sport professionistico, gli altri sport sono dilettantistici e dobbiamo fare anche un rapporto sulla base dell'equità, visto che si possono effettuare scelte che in sport professionistici non si possono attuare. Alcuni sono sport di Stato, come lo sci", la difesa di Gravina. "Sappiamo di essere in un momento di grande crisi generale che richiede una riflessione che non spetta solo alla federazione, spetta al mondo della politica italiana", afferma puntando il dito contro "il blocco di normative e regole che abbiamo e che ti impediscono di adottare delle scelte. E' chiaro che siamo ingessati".
"Fino a giugno è corretto dare la disponibilità alla federazione per la fiducia mostrata in me", dice Gigi Buffon, capo delegazione in Nazionale. "Aver mancato la qualificazione fa male e in questo momento rischia di far ragionare in maniera contorta".

(Adnkronos) - Occhio all'errore che può 'danneggiare' la pensione. In un sistema previdenziale sempre più frammentato e in continua evoluzione, la qualità e la completezza della propria posizione contributiva diventano determinanti per tutelare l’importo della pensione futura. Errori e incongruenze negli estratti conto rappresentano oggi una criticità diffusa, con impatti diretti sia sul montante accumulato sia sui requisiti di accesso alla pensione. Ne parla con l'Adnkronos/Labitalia l’esperto di consulenza previdenziale, fondatore e amministratore di MiaPensione Andrea Martelli.
"Tra le criticità più comuni si riscontrano periodi di lavoro mancanti, contributi accreditati in modo parziale, errori nelle retribuzioni e mancate registrazioni di contributi figurativi legati a maternità, disoccupazione o malattia. A questi si aggiungono le difficoltà a ricongiungere le carriere frammentate tra diverse gestioni e a recuperare i contributi maturati all’estero", spiega Martelli.
"In un sistema basato sempre più sulla contribuzione effettiva, ogni errore si traduce in una perdita economica concreta per il lavoratore", sottolinea. "Per questo è importante effettuare verifiche accurate periodiche del proprio estratto conto contributivo, per scoprire buchi o imprecisioni che possono valere migliaia di euro. Muoversi con largo anticipo consente di avere il tempo per attivare le dovute procedure di recupero".
E' possibile consultare la propria posizione contributiva attraverso il portale Inps, controllando che tutti i periodi lavorativi e i contributi risultino correttamente registrati. In caso di errori, è possibile inviare una richiesta di rettifica direttamente online, allegando la documentazione necessaria come buste paga, contratti o certificazioni uniche.
Per le situazioni più complesse, come carriere discontinue o contributi versati in più casse, può essere utile procedere con una ricostruzione completa della posizione contributiva e valutare strumenti come ricongiunzione, totalizzazione o cumulo, che permettono di unificare i versamenti e non perdere anni utili.
Un ulteriore ambito di attenzione riguarda i contributi maturati all’estero: è possibile integrarli nell’estratto conto Inps a seguito di un’apposita richiesta di estratto conto internazionale, nel caso in cui i Paesi coinvolti prevedano accordi bilaterali o comunitari ed è possibile utilizzarli per maturare il requisito per accedere alla pensione italiana.
"In questo scenario, monitorare, correggere e ottimizzare i contributi versati non è solo una questione amministrativa, ma una scelta strategica per preservare il proprio reddito futuro. Il fattore tempo è determinante: intervenire con anticipo consente di massimizzare le opportunità e ridurre il rischio di inefficienze difficilmente recuperabili a fine carriera", conclude Andrea Martelli.

(Adnkronos) - Il peso in eccesso moltiplica il rischio di ictus ed è una minaccia anche per i giovani. Ad accendere i riflettori sul tema dell’obesità come fattore di rischio modificabile per l’ictus, è Alice Italia Odv, Associazione per la lotta all’ictus cerebrale.
Il tema è di particolare attualità ad aprile, mese dedicato alla prevenzione della patologia. Il pericolo viene associato a persone di età avanzata: la carta d’identità ‘verde’, però, non è una garanzia di sicurezza in tale contesto. Numerosi studi mostrano come l’aumento dell'indice di massa corporea (Bmi) sia associato a un incremento progressivo del rischio di ictus ischemico e cardiovascolare: le persone con obesità presentano rischio maggiore di ictus rispetto a persone con peso nella norma, anche indipendentemente da altri fattori di rischio cardiovascolare come ipertensione e diabete.
L’argomento è stato esaminato da diversi scienziati negli ultimi anni. Una ricerca condotta in Israele nel 2021 ha preso in considerazione 1,9 milioni di adolescenti tra il 1985 e il 2013. Il legame tra obesità in età giovanile e i rischi di ictus è stato analizzati più recentemente da uno studio condotto dagli esperti dell’Università di Oulu, in Finlandia.
Il problema, come è acclarato, si verifica non solo negli adulti: l’obesità in età giovanile è, infatti, associata a un aumento significativo del rischio di incorrere in un ictus precoce. Essere in sovrappeso o obesi in giovane età (fascia compresa tre i 20 e i 40 anni) comporta un rischio aumentato di oltre 1,8 volte, rispetto a coetanei con peso normale. Ulteriori dati suggeriscono che l’obesità in adolescenza può essere associata a un rischio fino a 2-3 volte maggiore di ictus prima dei 50 anni. Questi risultati sottolineano dunque l’importanza di iniziare precocemente la prevenzione dei fattori di rischio, non solo nelle persone adulte e anziane, ma già in età adolescenziale.
Inoltre, secondo stime epidemiologiche internazionali, circa il 10-15% dei casi di ictus ischemico può essere attribuito all’eccesso di peso corporeo. Considerando che in Italia si registrano ogni anno circa 120mila nuovi casi, ciò significa che fino a 15mila eventi potrebbero essere correlati direttamente o indirettamente a sovrappeso e obesità.
"La scienza clinica ci dimostra in modo chiaro ed evidente come l’obesità vada considerata fattore di rischio importante e modificabile per l’ictus cerebrale – dichiara Danilo Toni, direttore Unità trattamento Neurovascolare, policlinico Umberto I di Roma e presidente del Comitato tecnico-scientifico di Alice Italia Odv - E questo rischio non riguarda solo le persone anziane ma si estende anche alle fasce giovanili: intervenire presto, con prevenzione e attraverso stili di vita salutari, può ridurre significativamente l’incidenza della patologia nella popolazione".
L’obesità non ha solo un impatto clinico ma comporta anche forti conseguenze economiche - riferisce la nota - Si stima che in Italia l’obesità comporti costi complessivi di oltre 13 miliardi di euro all’anno, comprendendo spese dirette per ricoveri, visite e farmaci e costi indiretti come perdita di produttività lavorativa. Le complicanze cardio-cerebrovascolari, tra cui l’ictus cerebrale, costituiscono una parte rilevante di questi costi: stime italiane evidenziano come gli eventi cardio-cerebrovascolari correlati all’obesità generino oltre 2 miliardi di euro l’anno di spesa sanitaria diretta, senza considerare il costo della riabilitazione, dell’assistenza a lungo termine e della disabilità post-ictus.
Le linee guida italiane di prevenzione e trattamento dell'ictus cerebrale confermano l'importanza di intervenire sui fattori di rischio modificabili per ridurre l’incidenza di questa patologia nella popolazione. L'alimentazione equilibrata è la base da cui partire, con attenzione dedicata anche all'attività fisica per arrivare alla riduzione della massa corporea. E' opportuno controllare i principali fattori di rischio cardiovascolare, come ipertensione, diabete e dislipidemia, strettamente associati all’obesità. Le linee guida evidenziano l'importanza di procedere alla valutazione del Bmi e dei fattori metabolici e suggeriscono riduzioni di peso progressive e sostenibili nelle persone sovrappeso od obese per ridurre il rischio di recidive e complicanze cardio-cerebrovascolari.
"Come Alice Italia Odv sentiamo sempre la responsabilità di portare all’attenzione pubblica quei fattori di rischio che possono essere modificati e che, se affrontati in tempo, possono evitare sofferenza, disabilità e costi sociali enormi – conclude Andrea Vianello, presidente di Alice Italia Odv. Dedicare il mese di aprile” al fattore di rischio “dell’obesità significa ribadire il nostro impegno quotidiano nella prevenzione dell’ictus: informare, sensibilizzare, promuovere stili di vita salutari e sostenere percorsi di cura integrati con l’obiettivo di ridurre l’onere clinico, sociale ed economico dell’ictus cerebrale".

(Adnkronos) - 'Cavie virtuali' per ridurre l'uso degli animali in alcuni passaggi dei test per lo sviluppo dei medicinali. L'Agenzia europea del farmaco Ema apre a un nuovo metodo per la ricerca preclinica che prevede di sostituire i gruppi di controllo standard composti da animali di confronto con gruppi di controllo virtuali appunto. Si tratta di una strategia che consentirebbe di diminuire il numero complessivo di ratti utilizzati in specifici studi di determinazione dell'intervallo di dosaggio.
Sul nuovo approccio metodologico è stata dunque pubblicata una bozza di parere per la sua qualificazione, predisposta dal Comitato per i medicinali a uso umano Chmp. E ora l'ente regolatorio Ue lancia una consultazione pubblica per raccogliere il contributo della comunità scientifica e delle parti interessate. La raccolta dei commenti sulla bozza di parere resterà aperta fino al 12 maggio. Qualificando questa nuova metodologia, il Chmp potrà accettare le evidenze scientifiche generate utilizzando gruppi di controllo virtuali (nel contesto d'uso definito) come scientificamente valide nelle future domande di autorizzazione all'immissione in commercio dei farmaci.
"Sebbene - spiega l'Ema - la riduzione della sperimentazione animale sarà graduale, questo primo parere di qualificazione" per un approccio alternativo "utilizzato nella valutazione della tossicità crea un modello per le future applicazioni. Potenziali versioni del metodo potrebbero essere qualificate per l'uso in studi tossicologici in cui sono richiesti di routine gruppi di controllo". Che impatto avrebbe questa mossa? "La sostituzione dei gruppi di controllo con 'animali virtuali' in tali studi avrebbe un impatto sostanziale sulla riduzione del numero totale di animali utilizzati. I gruppi di controllo virtuali vengono creati caratterizzando i dati di controllo e identificando gli 'animali di confronto virtuali' appropriati per gli animali trattati. Ciò avviene secondo una procedura operativa standard, utilizzando un approccio statistico integrato dal giudizio di esperti".
La qualificazione dei gruppi di controllo virtuali, continua l'agenzia Ue, "rappresenta un primo passo cruciale verso la riduzione dell'uso di animali nella sperimentazione dei medicinali". I metodi di sperimentazione non animali innovativi, come i gruppi di controllo virtuali, fanno parte dell'impegno dell'ente regolatorio europeo sui principi delle 3R: replace, reduce, refine. Cioè sostituire, ridurre e perfezionare l'uso di animali nello sviluppo e nella regolamentazione dei medicinali.
Questi approcci, rimarca l'Ema, "sono in linea con il lavoro svolto dalla Coalizione internazionale delle autorità regolatorie dei medicinali (Icmra), volto a incoraggiare lo sviluppo, la validazione e l'adozione di metodi e strategie di test che riducano e sostituiscano, ove possibile, l'uso di animali a fini regolatori. In questo modo. Attraverso l'integrazione di gruppi di controllo virtuali, l'Ema mira anche a migliorare la rilevanza e la prevedibilità dei test non clinici, supportando così uno sviluppo dei medicinali più efficiente ed eticamente responsabile".
Un requisito fondamentale per l'implementazione dei gruppi di controllo virtuali è "la garanzia che il loro utilizzo non comprometta i risultati dello studio né rappresenti una minaccia per la sicurezza umana nelle successive sperimentazioni cliniche", puntualizza l'agenzia ribadendo il suo sostegno alla progressiva integrazione di questi metodi alternativi attraverso diversi meccanismi, tra cui la qualificazione, con l'obiettivo di consentirne l'accettazione regolatoria, promuovere l'innovazione e ridurre la dipendenza dalla sperimentazione animale, "garantendo al contempo la sicurezza umana e animale".

(Adnkronos) - Ancora una forte ondata di maltempo oggi, mercoledì 1 aprile, si abbatte sull'Italia. Venti di burrasca, pioggia e neve sui 700-900 metri sferzano soprattutto il centro-sud. E in Abruzzo scatta l'allerta rossa in alcune aree per rischio idraulico e idrogeologico. Allerta gialla in sette regioni.
Il centro di bassa pressione, attualmente sul Tirreno e in movimento verso i settori ionici, continua a richiamare correnti fredde dai Balcani, con fenomeni diffusi e persistenti, specie sui settori adriatici, nevosi fino a quote di alta collina. La perturbazione è accompagnata da intensa ventilazione, con venti di burrasca dai quadranti settentrionali, specie sulle regioni centro-meridionali. Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte, alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati, ha emesso un nuovo avviso di condizioni meteorologiche avverse.
Dal primo pomeriggio di oggi, il persistere di venti da forti a burrasca dai quadranti settentrionali su Emilia-Romagna, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo e Molise, in estensione a Puglia e Basilicata; mareggiate lungo le coste esposte; nevicate diffuse al di sopra dei 700-900 mt. su Abruzzo e Molise, con apporti al suolo abbondanti, specie sui settori orientali. Sulla base dei fenomeni in atto e previsti, è stata valutata per la giornata di oggi, allerta rossa per rischio idraulico e rischio idrogeologico su settori dell’Abruzzo. Valutata inoltre allerta arancione in Abruzzo e su tutto il territorio di Molise e Puglia. Allerta gialla su parte di Umbria, Marche, Lazio e sull’intero territorio di Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia.
Il quadro meteorologico e delle criticità previste sull’Italia è aggiornato quotidianamente in base alle nuove previsioni e all’evolversi dei fenomeni, ed è disponibile sul sito del Dipartimento della Protezione Civile, insieme alle norme generali di comportamento da tenere in caso di maltempo. Le informazioni sui livelli di allerta regionali, sulle criticità specifiche che potrebbero riguardare i singoli territori e sulle azioni di prevenzione adottate sono gestite dalle strutture territoriali di protezione civile, in contatto con le quali il Dipartimento seguirà l’evolversi della situazione.

(Adnkronos) - A poco più di un mese dall'inizio della guerra di Usa e Israele all'Iran la strada della pace sembra ancora molto incerta. Teheran sostiene di avere "la volontà necessaria di porre fine al conflitto", come assicurato dal presidente iraniano Masoud Pezeshkian in un colloquio telefonico con il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, ma chiede "garanzie" soprattutto "per impedire il ripetersi dell'aggressione". Mentre il ministro degli Esteri Araghchi pur confermando di avere "ricevuto messaggi direttamente da Witkoff" nega che ci siano "negoziati" con gli Stati Uniti.
Di negoziati che starebbero "procedendo bene" continua invece a parlare Donald Trump che però non sembra ancora del tutto intenzionato a chiudere il conflitto. "Non dobbiamo rimaere ancora molto - ha affermato in un'intervista con il New York Post cercando di rassicurare quella parte di americani che vede nell'iniziativa Usa il rischio di un nuovo pantano - ma abbiamo ancora del lavoro da fare per uccidere la loro offensiva, qualsiasi capacità offensiva gli sia rimasta".
Quanto al nodo energetico che si è venuto a creare con la chiusura dello stretto di Hormuz, Trump appare combattuto tra la convinzione che presto anche quel problema sarà risolto a suon di bombe ("penso che si riaprirà automaticamente, ho obliterato il Paese, non hanno nessuna forza rimasta") e l'ipotesi di una ritirata comunque vadano le cose, lasciando la patata bollente in mano a quei Paesi "parassiti" spesso presi di mira ("lasciamo che vadano a riaprirlo quelli che usano lo stretto").
Da Israele il premier Benjamin Netanyahu non arretra e non lascia margini di trattativa né sembra avere alcuna intenzione di fornire quelle garanzie affinché il conflitto non si ripeta richieste dall'Iran. "La campagna non è finita, avverte mostrandosi determinato a proseguire la guerra e "a schiacciare il regime terroristico" di Teheran. "Rafforzeremo le zone di sicurezza intorno a noi e raggiungeremo i nostri obiettivi".

(Adnkronos) - Un piano in cinque punti con un appello affinché le "ostilità" finiscano "immediatamente" e colloqui di pace si tengano "al più presto". E' il risultato dei colloqui a Pechino tra il capo della diplomazia cinese, Wang Yi, e il vicepremier e ministro degli Esteri pakistano, Ishaq Dar, a oltre un mese dall'inizio della guerra in Iran. Cina e Pakistan, 'amici' storici che hanno cercato di fare da mediatori per impedire un'ulteriore escalation, presentano quella che da Islamabad chiamano "Iniziativa in cinque punti per il ripristino della pace e della stabilità in Medio Oriente e nella regione del Golfo". L'agenzia ufficiale cinese scrive di "cinque proposte".
Ishaq Dar è arrivato ieri in visita nel gigante asiatico dopo la riunione dello scorso fine settimana a Islamabad con i ministri degli Esteri di Arabia Saudita, Egitto e Turchia. Islamabad e Pechino, fanno sapere ora dal Pakistan, chiedono "massimo impegno per evitare il conflitto si allarghi". Dopo il vertice di Islamabad, Ishaq Dar ha annunciato che il Paese potrebbe ospitare nei "prossimi giorni" colloqui tra delegazioni di Iran e Usa. E il faccia a faccia di Pechino è servito per "riesaminare la situazione nella regione del Golfo e in Medio Oriente". "Dialogo e diplomazia sono l'unica opzione possibile per risolvere i conflitti", sottolineano.
"Cina e Pakistan sostengono le parti interessate nell'avvio dei colloqui, con l'impegno di tutte le parti per una soluzione pacifica delle dispute e ad astenersi dal ricorso o dalla minaccia dell'uso della forza durante i colloqui di pace - si legge nel testo diffuso a Islamabad - Va rispettato il principio di protezione dei civili nei conflitti militari". E i due Paesi 'amici' chiedono "a tutte le parti in conflitto di fermare immediatamente gli attacchi contro obiettivi civili e non militari", contro "infrastrutture importanti".
Islamabad e Pechino esortano "le parti a garantire la sicurezza delle imbarcazioni e degli equipaggi nello Stretto di Hormuz", a "consentire" il "transito sicuro di mercantili e navi civili" e a "ripristinare il normale transito nello Stretto di Hormuz il prima possibile". Infine, un richiamo al "multilateralismo", insistendo su una "pace duratura" sulla base "della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale".
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