
(Adnkronos) - E' Rai 1 con il Rito della Via Crucis a vincere la sfida della prima serata televisiva di ieri, venerdi 3 aprile, con 3.844.000 spettatori e uno share del 20.6% di share. Secondo posto per Canale 5 con il 'Grande Fratello Vip' visto da 2.024.000 spettatori con uno share del 17.4%. Su Rete 4 'Quarto Grado' totalizza 1.193.000 spettatori con uno share del 9.5%, su La7 'Propaganda Live' raggiunge 973.000 spettatori con il 7.2% di share, mentre su Italia1 'Justice League' coinvolge 990.000 spettatori con il 6% di share. Infine su Rai 2 'Oltre il Paradiso' conquista 749.000 spettatori pari al 5.2% di share e 'Delitti in Paradiso' 805.000 spettatori pari al 4.4% di share.
Nell'access time vince Canale 5 con 'La Ruota della Fortuna' che raccoglie 4.797.000 spettatori pari al 25.2% di share, seguito da Rai 1 con 'Speciale Porta a Porta – La Passione di Crans' che coinvolge 3.520.000 spettatori pari al 19.4% di share; da La7 con 'Otto e Mezzo' con 1.615.000 spettatori e uno share dell'8.6%; da 'Un Posto al Sole' su Rai 3, con 1.348.000 spettatori pari al 7.1% di share e dal 'Cavallo e la Torre', sempre su Rai 3, seguito da 1.108.000 spettatori pari al 6.1% di share.

(Adnkronos) - La Federazione italiana di Atletica Leggera comunica di aver trasmesso alla World Athletics la candidatura della città di Roma all’organizzazione dei Campionati del Mondo del 2029-2031. Il progetto è stato ritenuto valido dal Governo, che tramite il ministro dello Sport Andrea Abodi ha prodotto una lettera di sostegno, inserita nel dossier. Secondo l’iter stabilito dalla World Athletics, le città candidate all’organizzazione dei Campionati del Mondo avranno tempo fino al 5 agosto prossimo per completare la documentazione, incluse le indispensabili garanzie di sostenibilità economica che, nel nostro caso, saranno oggetto di più approfonditi confronti con il Governo.
Nel mese di settembre, infine, la scelta della città che organizzerà la rassegna iridata. L’Italia ha ospitato solo una volta i Campionati del Mondo di atletica leggera: avvenne dal 29 agosto al 6 settembre del 1987, allo Stadio Olimpico di Roma. Lo stesso impianto che era già stato in precedenza teatro dei Giochi Olimpici del 1960 e dei Campionati Europei del 1974 e che, meno di due anni fa, ha fatto nuovamente da cornice alla massima rassegna continentale.
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(Adnkronos) - “Le mie dimissioni sono escluse. La mia nomina alla guida della Fondazione Teatro La Fenice è nata da una visione chiara e condivisa: imprimere un cambiamento radicale e un nuovo dinamismo a una delle istituzioni culturali più prestigiose al mondo. Il lavoro svolto fin dal primo giorno del mio mandato segue esattamente questa direzione, con l'obiettivo di ampliare gli orizzonti artistici e garantire una gestione solida e proiettata al futuro". Con queste parole diffuse oggi tramite Adnkronos, il sovrintendente della Fenice, Nicola Colabianchi conferma che non intende cedere alle pressioni e proseguirà nel suo mandato, che punta a innovare e rilanciare l’istituzione veneziana.
La vicenda prende origine dalle proteste esplose nella serata del Venerdì Santo al Teatro La Fenice, poco prima del concerto diretto dal maestro Michael Hofstetter. Un singolo spettatore ha gridato “Colabianchi dimettiti” appena entrati gli orchestrali, provocando l’adesione di gran parte del pubblico, con applausi di sostegno alla richiesta e il lancio di volantini dai palchi che invocavano le dimissioni del sovritendente per la gestione della vicenda di Beatrice Venezi, nominata alla direzione musicale contro il parere dell'Orchestra.
"È necessario ribadire un punto fondamentale: un mandato di rottura, finalizzato all'innovazione e al superamento di vecchi schemi, è per sua natura e premessa divisivo - afferma Colabianchi - Ogni trasformazione profonda genera resistenze; tuttavia, la bontà di un progetto di tale portata deve essere valutata esclusivamente sulla base degli esiti concreti e dei risultati che il Teatro otterrà nel medio e lungo periodo". In merito alle recenti richieste di dimissioni, spiega, "è evidente la loro natura puramente strumentale. Si tratta di attacchi che eludono sistematicamente il merito della gestione e dell'indirizzo artistico per spostarsi sul piano della polemica politica o personale. Proprio perché prive di fondamento tecnico e gestionale, tali istanze non sposteranno di un millimetro l’impegno della Sovrintendenza nel portare a compimento il mandato ricevuto".
Già prima dell’inizio del concerto del Venerdì Santo, i sostenitori del Comitato Fenice Viva avevano distribuito un volantino in cui si leggeva: "L’azione arrogante e autoritaria del sovrintendente sta compromettendo la Fenice. Continueremo a difendere il nostro teatro. Chiediamo le dimissioni di Nicola Colabianchi". Il Comitato, nato lo scorso settembre e composto da storici abbonati e spettatori abituali, si è formato per sostenere la mobilitazione dell’Orchestra e del Coro contro alcune decisioni della Sovrintendenza.
Al centro della contestazione c’è soprattutto la nomina di Beatrice Venezi come nuova direttrice musicale della Fenice a partire dal prossimo ottobre, scelta contestata da parte dei musicisti, che ritengono il suo curriculum non all’altezza del prestigio dell’istituzione. Dal 22 settembre scorso, quando avvenne la designazione di Venezi da parte del sovrintendente, le maestranze del teatro, con gli orchestrali in testa, hanno indetto lo stato di agitazione con proteste, volantinaggi, assemblee, cortei, scioperi. I lavoratori della Fenice, come hanno ripetuto più volte le organizzazioni sindacali e la Rsu, non contestano la persona della 36enne direttrice d'orchestra ma il suo curriculum giudicato non all'altezza e respingono le implicazioni politiche che tale nomina comporterebbe.
Nonostante la polemica, Colabianchi conferma che il suo mandato continuerà senza cambiamenti, sottolineando che il valore del suo lavoro dovrà essere giudicato sui risultati concreti e sul futuro del Teatro, "più che sulle reazioni immediate o sulle pressioni esterne". La vicenda della Fenice va a incrociarsi in queste settimane anche con la campagnia politica in vista delle elezioni comunali di Venezia che si terranno a maggio. (di Paolo Martini)

(Adnkronos) - Jannik Sinner maestro di tennis per un giorno. A poche ore dal via del Masters 1000 di Montecarlo, il fuoriclasse azzurro si è divertito passando una giornata particolare a due passi da casa. Insieme ad altri giocatori come Alexander Zverev, il numero 2 del ranking Atp ha regalato momenti speciali ad alcuni bambini arrivati nel Principato per godersi il torneo con le proprie famiglie.
Sinner è stato maestro per un giorno, come raccontato da alcuni video che in queste ore stanno facendo il giro dei social. In un filmato si vede per esempio Jannik con una bambina, intento a dare indicazioni sulla postura da tenere in campo e sulla coordinazione. Le basi del mestiere del tennista. Con un coach così, futuro assicurato.

(Adnkronos) - Un torero ucciso da un toro nell'arena di La Malagueta a Malaga. Ricardo Ortiz, torero in pensione, stava gestendo gli animali nell'area quando è stato incornato a morte da uno dei tori.
Ortiz, 51 anni, era nato a Malaga e apparteneva a una famiglia profondamente legata alla corrida. Suo padre, Manolo Ortiz, era stato un torero e banderillero. Seguendo le orme del padre, il 28 novembre 1994 Ricardo Ortiz aveva iniziato ufficialmente la carriera a Joselito, nell'arena di Quito, in Ecuador.
Ortiz era stato anche protagonista di un caso giudiziario nel 2002. Il torero e un membro del suo team furono arrestati per traffico di droga. Entrambi furono bloccati mentre guidavano sulla strada statale N-340, dove vennero trovati in possesso di 200 grammi di cocaina. Il torero era appena arrivato a Malaga dal Venezuela, dove aveva trionfato alla Feria de la Victoria. Ortiz rimase in carcere 7 mesi.

(Adnkronos) - Un adolescente residente in provincia di Parma è risultato positivo alla meningite meningococcica. Il giovane è ricoverato all’ospedale Maggiore di Parma. Per prevenire la diffusione della malattia "il servizio di Igiene e sanità pubblica dell’azienda Usl di Parma si è attivato tempestivamente per individuare i contatti stretti del ragazzo, quindi familiari, personale scolastico e compagni, che già nella giornata del 3 aprile sono stati sottoposti a profilassi, cioè a terapia antibiotica".
"Dalle informazioni raccolte - scrive la Asl - è emerso che il giovane ha usufruito con frequenza quotidiana di un servizio di trasporto pubblico. Pertanto, per coloro che nella settimana dal 24 al 31 marzo si trovavano sull’autobus da Sorbolo-Mezzani delle 7.05 per San Secondo (autobus 111 linea 2840) e sull’autobus che parte da San Secondo alle 14.05 per Sorbolo-Mezzani (autobus 112 linea 2840) è consigliata la profilassi".
Le persone interessate, scrive la Asl , "sono invitate a presentarsi al servizio Igiene e sanità pubblica dell’azienda Usl (via Vasari n. 13/A) a Parma, oggi dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 17 oppure domani (domenica) dalle 9 alle 12 per il ritiro della terapia. I minorenni devono essere accompagnati da un genitore o delegato, è sufficiente dichiarazione scritta del genitore e documento di identità del delegato e del delegante".

(Adnkronos) - Andrea Kimi Antonelli è il volto di questo primo scorcio di stagione in Formula 1. Il pilota italiano della Mercedes ha rilasciato un'intervista a Sky Sport dopo la vittoria nel Gp di Suzuka, parlando della pausa in arrivo a causa del conflitto in Medio Oriente, che ha portato alla cancellazione dei Gran Premi in Bahrain e Arabia Saudita: "È un peccato che abbiamo un periodo così lungo di pausa, allo stesso tempo non mi lamento più di tanto perché riesco a passare un bel po' di giorni a casa. Ed è importante, perché è stato un inizio di stagione molto intenso".
Nel corso dell'intervista, Antonelli ha anche lanciato una frecciata a Gabriele Gravina, che ha rassegnato le sue dimissioni da presidente della Figc dopo il flop dell'Italia contro la Bosnia, costato la terza mancata partecipazione degli azzurri ai Mondiali. "Alla fine noi facciamo uno sport per dilettanti" le parole del pilota, dopo che Gravina aveva detto che "il calcio è uno sport professionistico, gli altri sono dilettantistici".
Non è mancato un pensiero sulla Nazionale: "Peccato non andare ai Mondiali. Io ho un bellissimo ricordo degli Europei. Ero alla gara a Sarno, con mia madre, e dopo aver vinto siamo tornati a casa il più velocemente possibile perché volevamo guardare la finale dell'Europeo. Quello è stato un periodo bellissimo".

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(Adnkronos) - Le bombe a squarciare il silenzio della notte, gli allarmi e le evacuazioni di interi quartieri. Le tendopoli allestite negli stadi e nelle piazze un tempo affollate, intere famiglie stipate in una macchina, ormai senza più casa e con una primavera che tarda ad arrivare. Il Libano è nel mezzo di una guerra che non conosce tregua ma che, pur spietata, non ha privato di umanità la gente che vive una terra da sempre improntata alla tolleranza e all'inclusività. In questo contesto si inserisce l'Apc, Alyarz Pet Club, una Ong creata da due donne coraggiose che hanno scelto di dedicare la loro esistenza alle vittime innocenti e spesso dimenticate, gli animali. Razane Khatib e Mirna Harb si sono conosciute per la loro passione in comune: la prima responsabile di un centro sportivo a Beirut, commissiona delle foto di cani e gatti alla seconda, fotografa professionista. Ne nasce un connubio destinato a una missione che oggi, sotto le bombe e i missili, è riuscita a salvare e a far adottare centinaia tra cani, gatti, pappagalli, polli, galline e conigli (VIDEO).
Parliamo di animali un tempo 'di casa', abituati al comfort di un appartamento o a terreni curati, abbandonati per cause di forza maggiore dai proprietari costretti a vivere in tende o in auto, feriti dalle bombe, da proiettili che li hanno menomati o resi ciechi, da detriti di missili volati sulle loro teste. Ritrovati tra le macerie, in case ormai svuotate, da volontari che sfidano il conflitto per salvare cani e gatti traumatizzati.
"Dall'inizio di quest'ultima guerra - racconta all'Adnkronos Mirna Harb - abbiamo portato nei rifugi 140 gatti e 280 cani. Ma le segnalazioni che ci arrivano ogni giorno sono infinite. Ci chiamano e ci scrivono per avvertirci di animali in strada, in zone sotto bombardamento, ma possiamo intervenire solo in casi gravi, come ferite evidenti o situazioni al limite. Lottiamo con gli spazi, uno fino ad oggi si trova vicino all'area portuale di Beirut, dove i capannoni di Karantina, il quartiere industriale nella zona nord-orientale, offrono riparo ai cani senza più casa. Abbiamo vissuto con la paura che in quella zona ci sfrattassero per far spazio a una tendopoli, fortunatamente il governo si è opposto e possiamo ritenere risolta la questione. Ma la precarietà di queste sistemazioni rende tutto più difficile. Ad aiutarci sono le donazioni, ma anche la collaborazione di una associazione francese che trasferisce in Francia gli animali da adottare. Abbiamo bisogno di spostare al sicuro questi animali, e velocemente. Riusciamo a farne adottare uno e ne entrano due. Abbiamo programmi con gli studenti, dai 4 ai 20 anni, che dalle scuole visitano i ricoveri per farli avvicinare agli animali e creare una nuova generazione più sensibile. Prima dell'inizio di questa nuova guerra, portavamo i cani più amichevoli nelle università come strategia 'anti stress', in prossimità degli esami. Tra questi ragazzi, ce n'è uno, sfollato, che ci porta gli animali in difficoltà togliendoli dalle strade. Ad oggi possiamo contare su due uomini e una donna, che lavorano per noi, e su volontari che ci danno una mano quando possono. Questi animali possono avere una nuova vita, i loro volti e le loro storie sono visibili sul nostro sito, dove ci sono tutte le informazioni per adottarli da ogni parte del mondo". Per conoscere le attività e tutti gli animali salvati dalle bombe, è possibile visitare il sito: apclebanon.org. (di Silvia Mancinelli)
(Adnkronos) - L'attività dei volontari dell'Apc a Karanina, il quartiere industriale nella zona nord-orientale di Beirut, in Libano. L'Alyarz Pet Club è una Ong creata da due donne coraggiose che hanno scelto di dedicare la loro esistenza agli animali, vittime innocenti e spesso dimenticate dei bombardamenti. Ad oggi sono stati portati nei rifugi 140 gatti e 280 cani.

(Adnkronos) - Weekend impegnativo per Mara Venier tra trasloco e 'infortunio'. La conduttrice di 'Domenica In' è alle prese con il trasloco insieme al marito Nicola Carraro: la coppia si sta trasferendo a Roma Nord, nella zona di Ponte Milvio. In una instagram stories la conduttrice ha mostrato la situazione nella nuova abituazione, tutt'altro che tranquilla: invasa da scatoloni imponenti che rendono difficile persino il passaggio.
Ma non finisce qui. Nel video Venier è apparsa distesa sul divano e ha raccontato di essere costretta a riposo per un problema al menisco. "Tanto per cambiare", ha commentato lei con la solita ironia, facendo riferimento agli altri problemi fisici che l’hanno colpita. A fine dicembre 2025, la conduttrice si era sottoposta a un nuovo intervento all'occhio destro a causa di una maculopatia.

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(Adnkronos) - Il rapper statunitense Gucci Mane sarebbe stato rapito a mano armata all’inizio dell’anno a Dallas, in Texas, in un episodio che ha portato all’arresto di otto persone, tra cui un artista della sua stessa etichetta discografica. Lo riferiscono le autorità federali, come riportano i media Usa. Secondo l’accusa, il rapper Pooh Shiesty, al secolo Lontrell Williams Jr, avrebbe orchestrato l’agguato con il pretesto di un incontro professionale. Una volta giunto in uno studio di registrazione, Gucci Mane sarebbe stato trattenuto contro la sua volontà e costretto a firmare documenti per la rescissione del contratto con la sua etichetta, la 1017 Records. Gucci Mane, artista con base ad Atlanta e noto per collaborazioni con star internazionali come Usher, Doja Cat e Drake, aveva fondato la label nel 2007; Williams Jr vi aveva firmato come artista nel 2020.
Gli imputati, che non hanno ancora presentato dichiarazioni di colpevolezza, rischiano l’ergastolo in caso di condanna. Otto dei nove sospettati sono stati arrestati mercoledì tra Dallas, Memphis e Nashville e incriminati presso un tribunale federale con accuse di sequestro di persona e rapina a mano armata. Un nono individuo risulta ancora latitante; le autorità stanno collaborando con lo Stato della Georgia per rintracciarlo.
Secondo l’atto di accusa federale, i fatti risalgono al 10 gennaio scorso, quando Williams Jr avrebbe dovuto trovarsi agli arresti domiciliari per una precedente condanna legata a un complotto sulle armi da fuoco. All’azione avrebbero partecipato altri otto coimputati, tra cui il padre dell’artista, Lontrell Williams Sr.
Una dichiarazione giurata dell’Fbi sostiene che Williams Jr avrebbe puntato contro Gucci Mane una pistola “in stile AK” di colore nero, costringendolo a firmare i documenti. Tra gli oggetti sottratti figurerebbero anche la fede nuziale, un orologio, orecchini e denaro contante.
Gli altri sospettati avrebbero a loro volta esibito armi da fuoco, sottraendo beni anche ad altre persone presenti nello studio, identificate negli atti solo tramite iniziali. Una delle vittime sarebbe stata strangolata e ferita, e derubata di un orologio Rolex, una borsa Louis Vuitton, auricolari AirPods e del portafoglio.
“Nel giro di poche ore dall’uscita dallo studio di Dallas, diversi imputati hanno mostrato sui social media oggetti che sembravano essere i gioielli sottratti alle vittime”, ha dichiarato il procuratore federale Ryan Raybould in conferenza stampa. Secondo gli inquirenti, Gucci Mane e le altre vittime avrebbero temuto di essere uccise prima che i rapitori ordinassero loro di lasciare l’edificio e dirigersi alle proprie auto. I rappresentanti legali di Williams Jr e Gucci Mane non hanno rilasciato commenti immediati sulla vicenda.

(Adnkronos) - Coltivare e nutrire l'intelligenza umana prima di chiedere aiuto a quella artificiale, perché l'Ia è smart soltanto se lo è l'uomo che la usa. E quando a interpellarla è un dottore, è sempre l'intelligenza del 'camice' a fare la differenza tra "il rischio di una medicina automatizzata" e "l'obiettivo di una medicina aumentata". Si può sintetizzare così il messaggio del libro 'Curare con 'intelligenza' - L'intelligenza artificiale tra sapere medico e decisione umana' (Il Pensiero Scientifico Editore), firmato da Salvatore Corrao, professore ordinario di Medicina Interna all'università degli Studi di Palermo e direttore del Dipartimento di Medicina clinica e della Uoc di Medicina interna dell'Arnas ospedali Civico-Di Cristina-Benfratelli. Il 25 marzo l'autore ha presentato la sua opera nella Sala degli Stemmi del Comune di Legnano, durante un incontro promosso dal collega e conterraneo Antonino Mazzone, direttore del Dipartimento Medico dell'Asst Ovest Milanese, alla presenza del sindaco Lorenzo Radice e di Pier Mannuccio Mannucci, professore emerito di Medicina interna dell'università Statale di Milano, tra i volti più noti della disciplina che, per dirla con Mazzone, "si occupa dei malati e non delle malattie". Una specialità-laboratorio di idee e intuizioni, la 'palestra' ideale per allenare il delicato rapporto - ormai inevitabile - fra l'intelligenza creativa dell'uomo e quella probabilistico-algoritmica della macchina. E' proprio nell'incrocio tra "l'empatia umana e la capacità di previsione e di calcolo dell'Ia" che Corrao colloca il significato della cura ai tempi dell'Ai.
Internista, clinico e ricercatore di professione, polistrumentista, musicista e compositore per passione, l'autore è appassionato di tecnologia già dagli anni '80, è programmatore informatico ed esperto di analisi statistiche avanzate e di programmazione in Python applicata al machine learning e al deep learning. Un know-how che guida l'impostazione del suo libro, introdotto dalle presentazioni di Giovanni Migliore, direttore generale Comunicazione del ministero della Salute ed ex presidente Fiaso (Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere), e di Giovanni Pioggia, dirigente di ricerca del Cnr, Consiglio nazionale delle ricerche. In 8 capitoli - corredati da un glossario - Corrao immerge il lettore nel linguaggio dell'intelligenza artificiale applicata alla medicina, gli descrive la storia, gli strumenti e l'evoluzione, e lo accompagna in un viaggio attraverso le promesse dell'Ia: diagnosi migliori, previsioni del rischio, terapie personalizzate "oltre la media statistica". Senza tacerne limiti e pericoli: dalla sicurezza dei dati al nodo privacy, fino all'ombra di un "danno iatrogeno digitale", da dissipare innanzitutto grazie alla conoscenza e poi allo spirito critico, al senso di responsabilità e al discernimento, ingrediente base della cura. "L'intelligenza artificiale trasformerà la medicina", scrive lo specialista, però "dipende da noi se utilizzarla nel modo migliore: come strumento che non sostituisce lo sguardo umano, bensì lo accompagna, lo amplia e lo mette alla prova". Solo se l'Ia deciderà "con noi", e "non per noi", riuscirà a produrre "una medicina aumentata. Più precisa, sì, ma anche più equa, consapevole e umana".
Corrao invita a considerare l'Ia per quello che è: "Un programma, un software che, in quanto tale, non sostituisce l'uomo" e tantomeno la sua intelligenza. "Quella artificiale non si blocca mai, non sbaglia mai", a patto che a commettere l'errore non sia l'uomo: "Se l'Ia sbaglia, sono io a sbagliare i Prompt" che la interrogano, precisa il medico che per la trasferta legnanese ha preparato "slide rigorosamente fatte con l'intelligenza artificiale, ma mie", proprio perché dietro ogni prodotto dell'Ia c'è sempre la mente umana ed è l'intelligenza dell'uomo a determinare quella della macchina. Ricorrere all'Ia, chiarisce Corrao, può tradursi in due cose: "Un'amplificazione dell'eccellenza o un'amplificazione dell'errore". In altre parole, "se l'intelligenza artificiale la usiamo male saremo tutti 'stupidi aumentati', se la usiamo bene saremo 'aumentati' a seconda della nostra intelligenza". Ecco perché dobbiamo esercitarla e dobbiamo farlo oggi, nell'era dell'Ia, così come ieri quando l'Ia non esisteva. "Le nostre generazioni le abilità cognitive le hanno allenate, ma i giovani?", si chiede l'autore. Il timore è per loro perché su questo, osserva, "non c'è l'università, non c'è la scuola, che si sta interrogando", e invece dovrebbero farlo per scongiurare l'insidia più grande del 'dottor Ai': il "deskilling cognitivo", la "perdita progressiva di competenze cliniche dovuta all'affidamento eccessivo agli strumenti automatizzati". Se abbracciare ogni nuova tecnologia significa "perdere alcune abilità cognitive per guadagnare abilità superiori", diventarne schiavi - è il monito dell'internista - vorrebbe dire ritrovarci uomini (e medici) 'diminuiti', anziché aumentati.
Oggi, si legge scorrendo le pagine di 'Curare con 'intelligenza'', "l'intelligenza artificiale vive in questo spazio sospeso: troppo giovane per essere saggezza, troppo utile per essere ignorata". Non bisogna averne paura, perché "l'Ia non sostituisce il giudizio clinico": semplicemente "lo costringe a rinascere in un nuovo spazio epistemiologico dove conoscere significa co-costruire la verità con la macchina, senza smarrire il senso dell'umano". E "verso questo futuro la medicina è chiamata non a difendersi, ma a evolversi, a riconoscere che ogni trasformazione tecnologica è, prima di tutto, una trasformazione del modo di pensare". Va capito che "il vero progresso non consisterà nel demandare alla macchina, ma nell'imparare a pensare con essa": l'Ia che "illumina connessioni nascoste senza mai spegnere la luce del dubbio", accanto all'uomo che rimane "il mediatore empatico, l'unico". Anche nella stagione dell'Ia "restano al medico l'intuizione, la capacità di cogliere il senso nel disordine apparente, di interpretare ciò che sfugge al modello" e infine "la decisione, che deve rimanere un atto umano riflessivo". E nei limiti dell'intelligenza artificiale, c'è "la misura della nostra responsabilità".
"Il futuro dell'Ia in medicina non si giocherà sulla potenza dei modelli, ma sulla qualità del giudizio clinico che li utilizza", quello del camice umano. E "in questo processo di trasformazione - rivendica Corrao - la medicina interna conserva il suo ruolo centrale. E' nella sua visione d'insieme che la tecnologia trova un equilibrio, diventando uno strumento di comprensione e non di frammentazone". Per questo "ogni specialista che vorrà esercitare", anche con il supporto dell'intelligenza artificiale, "una medicina complessa, contestualizzata e personalizzata, troverà nella medicina interna un mentore metodologico". Un 'maestro' pronto a dimostrare che l'Ia "non può essere usata come scorciatoia al ragionamento clinico o alla complessità del reale", e che "l'efficacia dell'algoritmo dipende soprattutto dalla capacità del medico di integrarne i suggerimenti con l'esperienza clinica, il contesto del paziente, il dialogo empatico, la sensibilità alla fragilità". In conclusione, "curare con intelligenza non significa solo impiegare tecnologie avanzate. Significa decidere meglio, agire con maggiore consapevolezza, ascoltare di più. Significa restare umani anche mentre si diventa aumentati".
Mazzone tira le somme con uno sguardo di speranza: l'augurio che l'intelligenza artificiale, guidata da quella umana, possa portare veramente al letto del paziente la medicina delle 4 P. "P come predittiva: oggi riusciamo a identificare i geni responsabili di una malattia, quindi a prevedere il rischio di svilupparla, con la possibilità di un intervento anticipato grazie a farmaci target che mettiamo a punto in tempi sempre più brevi. P come preventiva: la prevenzione è la prima terapia, quella che tutti dovremmo fare, e l'Ia ci può aiutare molto soprattutto nel controllare l'aderenza terapeutica di cui oggi non si parla abbastanza, quando invece sappiamo ad esempio che chi rischia un infarto a causa dell'ipertensione dopo 1 anno non prende più le sue pastiglie. P come personalizzata, perché andiamo verso una medicina di precisione, e P come partecipativa: medico e malato insieme, alleati, perché senza l'intelligenza naturale del clinico - speriamo che ci sia - e del paziente - speriamo che ci sia - non si va da nessuna parte", chiosa l'internista. "Auspichiamo davvero che questo sia un modo per riorganizzare completamente l'attività sanitaria, portando grandi vantaggi soprattutto ai malati considerati fino a qualche tempo fa incurabili. Viviamo un periodo di profonda trasformazione - chiude Mazzone - e credo sia veramente importante cominciare a parlarne, a formare, a prendere confidenza con tutte queste novità e pensare a un modello un po' diverso per il futuro". E nel frattempo? "Nel frattempo noi curiamo i pazienti". (di Paola Olgiati)

(Adnkronos) - Continua il caro carburanti in Italia, con i prezzi della benzina alle stelle. E nella giornata di oggi il gasolio supera i 2,1 euro al litro in modalità self service.
Il prezzo medio dei carburanti in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,777 €/l per la benzina e 2,130 €/l per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 1,811 €/l per la benzina e 2,145 €/l per il gasolio, comunica il ministero delle Imprese e del Made in Italy, in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti.
Prosegue nel frattempo l’azione di controllo a tutela della trasparenza del mercato disposta dal Mimit e dal Mef, in collaborazione con la Guardia di finanza. Le verifiche, avviate su tutta la filiera sin dall’inizio del conflitto in Iran, hanno interessato ad oggi oltre 1.900 impianti di distribuzione e oltre 250 tra depositi fiscali, commerciali e operatori della filiera: 104 i soggetti già denunciati all’autorità giudiziaria, oltre 4,4 milioni di kg di prodotti accertati in frode e oltre 386 mila kg di carburante sequestrato dai militari delle Fiamme gialle.
"Il gasolio supera i 2,1 euro al litro in tutta Italia. Anche le poche regioni che ieri mancavano all'appello, oggi hanno superato quel limite. Ecco perché, inascoltati, eravamo stati, purtroppo gli unici, a chiedere, in deroga all'allineamento delle accise chiesto dall'Europa, un taglio delle accise diversificato tra benzina e gasolio", commenta Massimiliano Dona, presidente dell'Unione nazionale consumatori.
"Unica buona notizia di oggi è che le autostrade, grazie all'accordo Aiscat-Mit, perdono per la prima volta il primato del gasolio più caro. Conservano ancora quello della benzina, anche se sono gli unici ad aver ridotto i prezzi da ieri a oggi con un calo di 55 cent rispetto a ieri per un pieno di 50 litri. Il gasolio più caro d'Italia oggi si vende a Bolzano, poi Calabria e poi Liguria" conclude Dona.

(Adnkronos) - Giulia Valentina è diventata mamma per la seconda volta. Lo ha annunciato l'influencer sul suo profilo social senza però svelare il nome della neonata, ma alcuni dettagli lasciano intuire che si tratti di una femminuccia.
"Fatta", ha scritto a corredo di alcuni scatti che la ritraggono in ospedale accanto al compagno e papà della neonata. La stessa descrizione l'influencer l'aveva utilizzata in occasione della nascita del primo bambino, avvenuta a novembre del 2024. "Fatto", aveva scritto in quel caso.
Dopo la fine della storia con Fedez, durata dal 2013 al 2016, l'influencer ha sempre mantenuto massimo riserbo sulla sua vita sentimentale e privata. Anche in questa occasione infatti non ha svelato ulteriori dettagli oltre alla nascita o al compagno. L'influencer aveva annunciato il 22 novembre 2025 di essere incinta per la seconda volta, a circa un anno dalla nascita del primo figlio.
Il Parco di Gutturu Mannu è pronto ad accogliere famiglie e gruppi
per il lunedì di Pasquetta. Dopo una serie di lavori di ripristino
delle strade - ormai dissestate e allagate dopo un inverno di
piogge - e un importante intervento sulle aree picnic che ha visto
anche un totale rinnovo degli arredi, si inaugura una nuova era per
il Parco, che sarà ora totalmente fruibile dall'utenza. I
visitatori potranno infatti scegliere di passeggiare in sicurezza
per i sentieri che offre il bosco, sia decidere di stare a tavola e
banchettare all'aria aperta, godendo della natura e della
vegetazione circostante.
(Adnkronos) - In occasione della Giornata Internazionale per l'azione contro le mine e gli ordigni bellici inesplosi, l'Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra richiama l'attenzione per eliminare l'uso delle mine antipersona e sul rispetto del Diritto internazionale umanitario, oggi sempre più minacciato dalle tensioni geopolitiche globali. Secondo il Landmine Monitor Report 2025, sono almeno 57 gli Stati e le aree del mondo contaminati da mine antipersona. Nel 2024 sono state registrate almeno 6.279 vittime di mine e ordigni inesplosi, di cui il 90% sono civili e il 46% sono bambini. Si tratta di ordigni che espongono le popolazioni a rischi duraturi e violano apertamente i principi di umanità e distinzione stabiliti dal Diritto internazionale umanitario. Coloro che sopravvivono alle esplosioni, che possono colpire sia i militari sia i civili, subiscono traumi e lesioni permanenti che segnano per la vita.
Questi dati sono confermati dalla ricerca sugli effetti delle armi esplosive presentata dall'Anvcg il 1° febbraio scorso in occasione della Giornata Nazionale delle vittime civili delle guerre e dei conflitti nel mondo. L'Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra si unisce all'appello di Campagna Italiana contro le mine per chiedere agli Stati che non l'hanno ancora fatto di aderire alla Convenzione di Ottawa e di destinare risorse adeguate alle operazioni di sminamento e alla protezione dei civili nei territori contaminati.

(Adnkronos) - Una viola del valore di 40mila euro, rubata al fratello di Romano Prodi, è stata ritrovata dai carabinieri di Bibbiano nell'ambito di un'indagine avviata a seguito di un furto avvenuto in un parcheggio di un centro abitato della Val d’Enza, nel reggiano.
La vittima, una signora di 77 anni, era stata avvicinata mentre si trovava a bordo della propria auto: con la scusa di chiedere indicazioni stradali per Montecchio Emilia, un ragazzo l’aveva distratta permettendo al complice di aprire la portiera del lato passeggero e portarle via la borsa. Pochi minuti dopo, gli autori avevano già effettuato un prelievo di 1.000 euro allo sportello bancomat di un istituto bancario nonché un pagamento pos in un distributore di carburante del reggiano. L’attività investigativa, mirata a rintracciare gli autori del furto, ha permesso ai militari di rintracciare un giovane immortalato dalle telecamere dell’Atm durante il prelievo dei contanti.
La Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Bologna, concordando con le risultanze investigative dei carabinieri, ha quindi emesso un decreto di perquisizione a carico del ragazzo. Sequestrati capi di abbigliamento identici a quelli usati per il prelievo. Nel corso della perquisizione i militari hanno poi ritrovato una viola completa di doppio archetto del valore di circa 40.000 euro che era stata rubata a qualche ora prima a Montecchio Emilia ai danni del fratello dell'ex Premier Romano Prodi, che ne aveva denunciato il furto ai carabinieri di Bologna Navile. Oltre al prezioso strumento musicale, nell’abitazione del minore sono stati trovati un soffiatore professionale, una motosega, uno smartphone privo di sim card la cui presuntiva provenienza furtiva è al vaglio. Alla luce dei fatti il ragazzo è stato denunciato per indebito utilizzo di carte di credito e ricettazione, mentre la viola è stata restituita al legittimo proprietario.

(Adnkronos) - Giovanni Allevi sarà ospite oggi, sabato 4 aprile, a Verissimo dove parlerà della sua battaglia contro la malattia. Il pianista e compositore ha dovuto affrontare sfide personali in questi ultimi anni, da quando nel 2022 gli è stato diagnosticato un mieloma, un tumore del sangue che gli è costato uno stop forzato.
Giovanni Allevi è un pianista, compositore, direttore d’orchestra e scrittore. È nato il 9 aprile del 1969 ad Ascoli Piceno. Dopo il diploma in pianoforte al conservatorio Morlacchi a Perugia e quello in composizione al Verdi di Milano, si è laureato in filosofia all’Università di Macerata e successivamente ha frequentato l'Accademia Internazionale di Alto Perfezionamento di Arezzo.
Nel 2023 ha ricevuto la laurea honoris causa in Filosofia dall'Università degli Studi di Macerata. Allevi ha ottenuto successi in tutto il mondo: negli anni ha collaborato con diversi artisti di calibro internazionale, vincendo anche diversi premi musicali.
Giovanni Allevi è sposato con Nada Bernardo, sua manager, e dal loro amore sono nati due figli, Giorgio e Leonardo.
Il compositore non ha mai nascosto di essere affetto da Sindrome di Asperger e ha dichiarato in passato di aver sofferto di attacchi di panico. Nel 2022 ha annunciato, con un post condiviso su Instagram, di avere un mieloma multiplo, un tumore che colpisce un tipo particolare di cellule del midollo osseo. La malattia lo ha costretto ad allontanarsi dalla scena musicale per dedicarsi alle cure.
Tuttavia, Allevi ha continuato a comporre, ispirandosi alle sue esperienze personali. Durante la terapia, nel febbraio del 2024 Giovanni Allevi è stato ospite al Festival di Sanremo, dove è stato protagonista della seconda serata con un'esibizione al pianoforte e un monologo sulla malattia.
"Il 2 giugno del 2022 ero a Vienna - ha raccontato il compositore ospite a Verissimo lo scoso 18 marzo - avevo la febbre da diversi giorni ma soprattutto un terribile mal di schiena. Così intenso, che durante quel concerto, io non riuscì ad alzarmi davanti al pubblico che stava applaudendo per me". Poi, due settimane dopo la diagnosi: "È bastata una diagnosi del sangue e una lastra per capire che quello non era solo un mal di schiena, ma il sintomo di una malattia grave che si era protratta in avanti, ossia il mieloma multiplo".
"Avevo metastasi ossee in tutto il corpo: al femore, al bacino, al cranio. Mi è tremata la terra sotto ai piedi", ha aggiunto Giovanni Allevi. Il compositore ha parlato del percorso di chemioterapia, che ha definito un'esperienza "forte": "Ti troverai i capelli sul cuscino", mi avevano detto. Un giorno, ha raccontato Allevi, "mi svegliai con la testa che mi bruciava tantissimo. E mi caddero tutti i capelli, in una volta sola. Ero calvo, ma non mi sono impressionato".
Giovanni Allevi ha ricordato il momento più difficile vissuto durante il ricovero in ospedale: "Durante la degenza, dopo la chemioterapia, quando ero ancora sotto effetto di oppioidi, mi alzai una notte per andare in bagno e vidi la mia immagine riflessa nello specchio, mi sono spaventato perché ho visto lo sguardo completamente vuoto. Allora non sapevo ancora se le terapie avrebbero fatto effetto. Vivevo in bilico tra la vita e la morte".

(Adnkronos) - E' stato catturato il boss Roberto Mazzarella. L'uomo, latitante da un anno, si nascondeva in un resort di lusso. Era ritenuto tra i 4 latitanti più pericolosi: 48 anni, nipote dei capiclan Ciro, Gennaro e Vincenzo, considerato l'attuale capo del potente clan di camorra che si contende il malaffare a Napoli e provincia.
I carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Napoli, coordinati dalla Direzione distrettuale Antimafia, lo hanno catturato oggi, al termine di un'indagine durata un anno. Era stato inserito dal Ministero dell'Interno tra i latitanti di massima pericolosità ed era ricercato per l'omicidio di un innocente. Questa notte la cattura del 48enne. Il latitante è stato individuato in una villa di pregio a Vietri, in costiera amalfitana e all’atto dell’arresto non ha opposto resistenza. Era in compagnia della moglie e i due figli. Sfuggito alla cattura il 24 gennaio 2025, Roberto Mazzarella era ricercato da un anno: formalmente latitante dal 28 gennaio, il 18 aprile 2025 il Tribunale di Napoli ha emesso il mandato di arresto europeo. Mazzarella è accusato di essere il mandante dell'omicidio di Antonio Maione, ucciso per una vendetta trasversale il 15 settembre 2000 in una salumeria di San Giovanni a Teduccio, Napoli Est.
Insieme ai carabinieri del nucleo investigativo, a partecipare alle operazioni lo Squadrone “Cacciatori di Calabria”, le Api del gruppo di Napoli nonché la motovedetta della Capitaneria di porto di Salerno che monitorava le acque circostanti. Nel resort di lusso i carabinieri hanno rinvenuto 3 orologi di lusso, circa 20mila euro in contanti, alcuni documenti falsi, cellulari, smartphone e manoscritti relativi ad una verosimile contabilità sui quali ci saranno accertamenti.
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