
(Adnkronos) - Una scossa di terremoto di magnitudo 3 è stata registrata oggi lunedì 6 aprile in Toscana, nella zona di Castelnuovo di Val di Cecina, in provincia di Pisa.
Il sisma si è verificato alle 4:14, con epicentro localizzato a circa quattro chilometri a est del centro abitato e a una profondità di 8 chilometri.
Secondo le prime informazioni, l’evento sismico non ha provocato danni a persone o cose. Non si segnalano criticità e la situazione è sotto controllo da parte delle autorità competenti.

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(Adnkronos) - E' stata rintracciata dai carabinieri la donna che ha investito due ragazzi di 17 anni in provincia di Bergamo. I militari della stazione di Dalmine e il personale sanitario del 118 lo scorso 3 aprile sono intervenuti lungo la sp 525, in prossimità dell’intersezione con via Vailetta, per un incidente stradale con omissione di soccorso, dove i due ragazzi sono stati investiti, mentre attraversavano la carreggiata sulle strisce pedonali, da una Lancia Y che poi si è allontanata senza prestare soccorso.
I giovani sono stati trasportati in codice verde all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo: le loro condizioni non sono gravi e non sono in pericolo di vita. Grazie alle indagini condotte dai carabinieri, nel giro di pochi minuti è stato identificato il presunto responsabile: si tratta di una donna di 40 anni, incensurata, attualmente indagata per lesioni personali stradali colpose, guida in stato di ebbrezza, fuga e omissione di soccorso. Infatti, sin dalle prime fasi dell’identificazione, la donna manifestava i sintomi di un evidente stato di alterazione alcolica. Le indagini proseguono, sotto il coordinamento della procura di Bergamo, per raccogliere ulteriori elementi sulla dinamica dei fatti.

(Adnkronos) - “Il 6 aprile resta una ferita aperta nel cuore del nostro Paese. Oggi ricordiamo commossi le 309 persone la cui vita fu spezzata dalla violenza del terremoto che nel 2009 colpì l’Abruzzo. Il mio pensiero va anche a tutti coloro che rimasero feriti e a chi, con dignità e determinazione, ha affrontato il dolore e la devastazione che seguirono al sisma". Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.
"Rinnovo la mia gratitudine alle Forze dell’ordine, ai Vigili del fuoco, ai militari, ai volontari della Protezione Civile e a tutti i soccorritori che, fin dalle prime ore, hanno lavorato senza sosta per salvare vite umane e assistere la popolazione colpita. Insieme al ricordo di quanto accaduto rinnoviamo l’impegno a proseguire lungo la strada che abbiamo intrapreso, per garantire sempre più sicurezza ai nostri territori”, conclude.
6 aprile 2009, ore 3:32. Il silenzio della notte si spezza: una scossa violenta, improvvisa, cambia per sempre il destino di una città e di un intero territorio. La terra libera una forza devastante: case crollano, strade si interrompono, vite si spezzano: 309 i morti, oltre 1.500 i feriti. In migliaia restano senza casa, interi quartieri vengono cancellati.
"Nel ricordo del sisma che colpì L'Aquila e il territorio circostante la notte tra il 5 e il 6 aprile 2009, rinnovo il cordoglio per le vittime e la vicinanza ai loro familiari. Un pensiero a tutti coloro che portano i segni di quei momenti, alla comunità locale e a chi prestò senza sosta aiuto e soccorso nell'emergenza e nella fase successiva. La memoria di quella notte resta indelebile e richiama continuamente alla responsabilità e all'impegno nel costruire il futuro".; è il messaggio del presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana.
"A 17 anni da quella notte che ha cambiato tutto, ricordiamo chi non c’è più e ci uniamo al dolore che ancora oggi abita nei cuori dei loro familiari e nelle comunità segnate da quegli attimi", sono le pariole del ministro della Difesa, Guido Crosetto.
Nel solco delle iniziative in memoria delle 309 vittime del sisma del 2009, già da ieri domenica 5 aprile dibìversi gli appuntamenti commemorativi realizzati dal Comune in condivisione con il Comitato familiari vittime del terremoto. Alle 9.30 di oggi fiori sono stati deposti all’angelo di legno di fronte la Casa dello Studente, luogo simbolo della tragedia. Quest’anno, nel ricordo di Antonietta Centofanti, i fiori sono deposti da due dipendenti degli Uffici speciali per la ricostruzione dell’Aquila e del cratere, impegnati in queste ore su impulso di Anci Abruzzo, a sostegno della Protezione civile regionale e dei Comuni danneggiati dal maltempo. A seguire presso la Chiesa delle Anime Sante in Piazza Duomo, la Santa Messa in suffragio delle vittime, officiata dall’arcivescovo metropolita dell’Aquila, Monsignore Antonio D’Angelo. La basilica di Santa Maria di Collemaggio ospiterà un momento di memoria e riflessione attraverso una drammaturgia essenziale, con la partecipazione della Cappella musicale pontificia sistina, la voce narrante di Daniele Pecci, sotto la direzione artistica del maestro Leonardo De Amicis.
Nel pomeriggio, alle 17, presso il teatro del Centro servizi anziani (CSA) dell’Aquila, si terrà il concerto 'Musica che unisce: quando la musica ricuce ciò che il tempo non cancella', con protagonista l’Orchestra Jazz che Vorrei L’Aquila, composta da giovani tra i 10 e i 18 anni. L’iniziativa, parte del dossier dell’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026, rappresenta un momento di condivisione intergenerazionale all’insegna della memoria e della speranza. Si ricorda inoltre che, in occasione della ricorrenza e a seguito dell’ordinanza di lutto cittadino proclamata dal sindaco, viene rivolto l’invito alla cittadinanza a illuminare balconi e finestre nella notte tra il 5 e il 6 aprile, quale segno di memoria condivisa. Infine, prosegue la distribuzione gratuita delle spille del Fiore della Memoria, raffiguranti il croco di zafferano, disponibili presso le farmacie comunali e i tabaccai aderenti alla Fit.

(Adnkronos) - Anche se l’estate può sembrare lontana, i primi mesi dell’anno sono il momento giusto per iniziare a pianificare i prossimi ponti e le vacanze estive. Il mese di marzo rappresenta infatti una finestra strategica: la domanda non ha ancora raggiunto i picchi primaverili, la disponibilità è più ampia e le tariffe restano competitive prima dell’inevitabile aumento legato all’alta stagione. Per accompagnare i viaggiatori in una pianificazione più consapevole, la piattaforma Omio, che consente di comparare e acquistare biglietti per treni, autobus, voli e traghetti, condivide cinque buoni motivi per prenotare in anticipo e selezionato alcune destinazioni in Italia e in Europa che stanno registrando una rapida crescita nelle prenotazioni per il 2026. Ecco i suggerimenti per prenotare a marzo in modo smart.
1) Giocare d’anticipo (e intercettare la finestra giusta). Per molte tratte europee, prenotare con largo anticipo può aiutare a trovare tariffe più vantaggiose e una migliore disponibilità di posti. Per i treni ad alta velocità e i collegamenti internazionali, i prezzi tendono a stabilizzarsi e spesso aumentano man mano che ci si avvicina alla data di partenza. Allo stesso modo, per i voli estivi verso le principali destinazioni, muoversi ora significa essere in linea con le migliori finestre di prenotazione consigliate da molti esperti (mediamente tra circa 70 e 90 giorni prima della partenza per viaggi in piena stagione) e evitare l’aumento graduale dei prezzi con l’aumentare della domanda.
2) Essere flessibili con date e orari. La flessibilità resta una delle leve più efficaci per risparmiare. Anticipare la prenotazione consente di confrontare con calma diverse combinazioni di giorni e orari, aumentando le probabilità di trovare soluzioni più convenienti. Grazie agli strumenti di ricerca flessibile di Omio, è possibile visualizzare rapidamente alternative di pochi giorni o orari diversi per la stessa destinazione: un modo semplice per scoprire offerte non immediatamente evidenti.
3) Attivare le alert con le notifiche di prezzo permette di monitorare l’andamento delle tariffe e ricevere aggiornamenti quando compaiono offerte o variazioni, così da prenotare al momento più conveniente.
4) Valutare i mesi 'shoulder season'. Chi ha maggiore flessibilità nelle date di viaggio può considerare i mesi di maggio, giugno o settembre, spesso definiti 'shoulder season': periodi in cui il clima è ancora favorevole, ma la pressione turistica e, di conseguenza, i prezzi tendono a essere più contenuti rispetto ai picchi di luglio e agosto. Prenotare nei primi mesi dell’anno amplia il ventaglio di opzioni disponibili, permettendo di scegliere con consapevolezza la stagione che meglio equilibra clima, costi e affollamento.
5) Confrontare più soluzioni di viaggio: Valutare alternative tra treno, bus e volo sulla stessa tratta permette di individuare la combinazione più conveniente per tempi e budget, ottimizzando l’esperienza di viaggio.

(Adnkronos) - La prossima seduta della commissione Affari costituzionali è fissata per giovedì. 'Sono previste votazioni', si legge nella convocazione. Se il voto, come si valutava nei giorni scorsi, sarà sul 'perimetro' della riforma, si preannuncia la prima divaricazione tra maggioranza e opposizione. Il centrodestra vuole allargare il tema della legge elettorale anche alle norme per il voto degli italiani all'estero. Quota che potrebbe essere determinante se il risultato dovessere essere sul filo. Nel mirino sia le modalità di assegnazione dei seggi che di voto, con il superamento di quello postale in favore di una votazione in presenza nei consolati. Si tratta di ipotesi ma le opposizioni si sono già dette contrarie nell'ultimo ufficio di presidenza: "Una forzatura".
L'iter della legge è appena partito a Montecitorio ma, almeno per il momento, la cifra dei lavori è il muro contro muro. La maggioranza garantisce volontà di confronto. "Si parte dal testo della maggioranza ma si può discutere di preferenze, dell'entità del premio di maggioranza, della soglia da cui scatta... Non c'è alcuna blindatura", assicura il presidente della Affari Costituzionali a Montecitorio, Nazario Pagano. Assicurazioni che non convincono le opposizioni. "Trucchetti", il commento della capogruppo dem in commissione, Simona Bonafè, insieme ai rappresentanti delle altre forze di centrosinistra che nei prossimi giorni potrebbero istituire un tavolo per coordinarsi nei lavori, riferiscono fonti parlamentari all'Adnkronos.
Nelle prossima seduta verrà fissato il calendario delle audizioni con tempi già delineati dal presidente Pagano: l'obiettivo è l'ok della legge alla Camera entro l'estate, per arrivare al via libera definitivo al Senato entro l'anno. "Qualora disgraziatamente nel centrosinistra dovesse prevalere ancora una volta il partito del no a prescindere dal merito -osserva il presidente della Affari Costituzionalial Senato, Alberto Balboni di Fdi- credo che le forze più responsabili presenti in Parlamento dovranno assumersi la responsabilità di prendere comunque l'iniziativa e portare a termine la riforma. La democrazia non è una discussione infinita, ma la capacità di prendere le decisioni necessarie".

(Adnkronos) - "Faccio saltare tutto il paese per aria, sarà l'inferno se i bastardi dell'Iran non aprono il fottuto Stretto di Hormuz". L'ennesimo ultimatum di Donald Trump all'Iran è totale. Il presidente degli Stati Uniti invoca la riapertura dello Stretto di Hormuz, paralizzato da settimane da Teheran, entro la scadenza inizialmente fissata al 6 aprile. Tra dichiarazioni e post su Truth, la deadline slitta a quanto pare alle 20 - ora locale di Washington - di martedì 7 aprile: così almeno lascia intendere uno dei messaggi che Trump affida ai social.
La sostanza non cambia, il messaggio rimane perentorio e viene ribadito con un diluvio di dichiarazioni ad una serie di testate: Nbcnews, Foxnews, Abcnews, Axios. Tra correzioni e variazioni sul tema, la linea è tracciata. Se l'Iran non riapre lo Stretto, fondamentale per il 20% del traffico mondiale di petrolio, gli Stati Uniti sferreranno un attacco totale. La prospettiva è stata delineata da Trump per la prima volta il 21 marzo. Nel giro di 2 settimane, il presidente americano ha detto tutto e il contrario di tutto tra "colloqui positivi" e "cessate il fuoco" a portata di mano. Ora, nuova escalation ad un passo. "Martedì in Iran sarà il 'Giorno delle centrali elettriche' e il 'Giorno dei ponti', tutto in uno. Non c'è mai stato niente di simile. Aprite quel fottuto Stretto, pazzi bastardi, o finirete all'inferno – vedrete! Sia lodato Allah", scrive Trump con toni sopra le righe anche per i suoi standard 'coloriti'.
"Se non fanno un accordo in fretta, sto valutando di far saltare tutto in aria e prendere il controllo del petrolio. Vedrete ponti e centrali elettriche crollare ovunque", dice il presidente con dichiarazioni che - come fa notare il New York Times - fanno riferimento ad atti inquadrabili potenzialmente come crimini di guerra secondo il diritto internazionale. Sono le fondamenta della vita civile in Iran e la loro distruzione da parte delle forze americane e israeliane causerebbe sofferenze diffuse tra i 93 milioni di abitanti del paese e, nella maggior parte dei casi, sarebbe considerata un crimine di guerra secondo il diritto internazionale: "Centrali elettriche, impianti di desalinizzazione, pozzi petroliferi, strade, ponti e altre infrastrutture. Queste sono le fondamenta della vita civile in Iran e la loro distruzione da parte delle forze americane e israeliane causerebbe immense sofferenze ai 93 milioni di abitanti del Paese e nella maggior parte dei casi sarebbe considerata un crimine di guerra ai sensi del diritto internazionale", scrive il quotidiano.
Le centrali e i ponti possono essere considerati obiettivi militari e quindi legittimi? "La minaccia di attaccare tutti i ponti o le centrali elettriche, o di attaccarli senza distinguere tra obiettivi leciti e illeciti, costituirebbe una minaccia di commettere crimini di guerra", dice Brian Finucane, ex consulente legale del Dipartimento di Stato, al Washington Post.
Al momento, la questione non pare condizionare Trump: se l'Iran non raggiungerà un accordo di pace entro 48 ore, "faremo saltare in aria l'intero Paese". L'intesa, secondo il numero 1 della Casa Bianca, non sarebbe da escludere in modo categorico. "Se succede, succede. E se non succede, faremo saltare in aria l'intero Paese", ripete martellante. "Lo faremo saltare in aria, come ho detto , sarà il giorno del ponte e sarà il giorno della centrale elettrica in Iran. Ben poco è off limits". A completare il quadro, l'assenza di una chiusura totale all'ipotesi di invio di truppe di terra: "Non credo sia necessario, ma non escludo nulla". In un copione caratterizzato da ultimatum e relativi rinvii, Trump non rinuncia a lasciare sul tavolo anche la prospettiva di un'intesa che al momento appare a dir poco improbabile: "Hanno tutto il tempo per raggiungere un accordo. Non vogliono scendere a compromessi" ma "il loro intero Paese è andato in rovina".
Davanti al diluvio di parole di Trump, l'Iran non modifica minimamente la propria linea. Come accade da settimane, la voce di Teheran è Mohammad-Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento, che si rivolge direttamente al presidente americano: "Le tue mosse sconsiderate stanno trascinando gli Stati Uniti in un inferno per ogni singola famiglia, e tutta la nostra regione brucerà perché insisti a seguire gli ordini di Netanyahu", scrive su X. "Non illudetevi. Non otterrete nulla commettendo crimini di guerra. L'unica vera soluzione è rispettare i diritti del popolo iraniano e porre fine a questo gioco pericoloso", aggiunge. Anche l'ex ministro degli Esteri iraniano Ali Akbar Velayati avvertw che "se la Casa Bianca ripeterà i suoi errori sconsiderati, si renderà presto conto che il flusso di energia e il commercio globale possono essere interrotti con un solo segnale".

(Adnkronos) - "Devo ancora capire, devo imparare una nuova vita". Verdiana, la figlia di Enrica Bonaccorti, ricorda la mamma scomparsa il 12 marzo per un tumore al pancreas. "Vivevamo in simbiosi negli ultimi anni, eravamo sempre insieme", dice Verdiana Bonaccorti oggi ospite di Verissimo nella puntata del 5 aprile. Le condizioni di Enrica Bonaccorti, racconta, sono precipitate improvvisamente in una giornata di febbraio.
"Il 18 febbraio ha avuto un'emorragia, è stata ricoverata e operata durante quella notte infernale. Ho capito subito che non ne sarebbe uscita, mi hanno detto che aveva perso molto sangue e le condizioni erano molto gravi. E' uscita dalla sala operatoria, è stata 5 giorni in terapia intensiva e sembrava essersi ripresa. In quei giorni, mi dettava il suo libro e io scrivevo, voleva portarlo avanti. Il 12 marzo è volata via, io ero lì con lei: mi sono trasferita in clinica per 22 giorni, ero nella stanza con lei", dice nello studio della trasmissione di Silvia Toffanin. "Si è spenta piano piano, in una nota per certi versi magica, molto particolare. Mamma è andata via alle 7.30 di mattina, ero arrabbiata e sofferente. Con noi c'era una persona abituata a stare a contatto con i malati terminali. Questa signora mi ha detto 'se tu non le dici che può andare, lei non se ne va'... Mi sono avvicinata a mia mamma, le ho detto che poteva andare: non dovevo essere egoista, non dovevo tenerla accanto a me. E così è successo, le ho parlato e mi ha sentita. Ha sentito tutto, il suo respiro dopo quel discorso si è calmato. Abbiamo respirato insieme fino all'ultimo, le ho fatto capire che ce l'avrei fatta", racconta commossa.
"E' stato un periodo surreale, siamo state molto vicine e molto amiche. Ha voluto condividere tutto con me, quel tempo è stato meraviglioso. Diceva che avrebbe dovuto sistemare molte cose, avrebbe voluto scusarsi per una presentazione del libro saltata. Quando si è svegliata dopo l'operazione ha iniziato a telefonare a persone che non sentiva da tempo, aveva capito tutto: era una celebrazione della vita, per lei", aggiunge. La famiglia è rimasta profondamente toccata dall'ondata di affetto: "E' stato incredibile, mamma non riusciva quasi a capacitarsi, a capire perché. Era una donna speciale che si è meritata assolutamente tutto", dice Verdiana Bonaccorti. Tra le persone particolarmente vicine nell'ultimo periodo, dice, "Renato Zero e Valerio Rossi Albertini sono stati due angeli, le sono stati accanto ogni giorno".

(Adnkronos) - "Sono caduta, volevo andare a salutare l'orchestra...". Iva Zanicchi, ospite a Verissimo oggi domenica 5 aprile, nello studio del programma condotto da Silvia Toffanin su Canale 5 svela di aver rischiato grosso con una caduta recente. "Va abbastanza bene, a parte qualche problema di cadute. Problemi di equilibrio? No, problemi di vista...", dice la cantante arrivando in trasmissione. "Non ho visto che c'era un buco accanto alla pedana, volevo andare a salutare l'orchestra e sono finita giù", dice Iva Zanicchi che, nell'ultima stagione televisiva, è stata protagonista di una caduta 'cult', per fortuna senza gravi conseguenze. Nella puntata di Belve in cui è stata intervistata da Francesca Fagnani, Zanicchi prima di lasciare lo studio è inciampata nel celeberrimo 'binario' che attraversa lo studio del programma in onda su Raidue.

(Adnkronos) - Il Bologna sconfigge oggi, domenica 5 aprile, la Cremonese 2-1 in un match valido per la 31/a giornata di Serie A, disputato allo stadio 'Zini' di Cremona. A decidere la partita i gol di Joao Mario al 3' e Rowe al 16'. Inutile il gol di Bonazzoli su rigore al 91' per i padroni di casa che chiudono in dieci uomini per l'espulsione di Maleh al 94'. Al 96' restano in dieci anche gli ospiti per l'espulsione per doppia ammonizione di Ferguson. In classifica i rossoblù salgono all'ottavo posto con 45 punti, scavalcando di una lunghezza la Lazio. I grigiorossi restano fermi a quota 27 in 17/a posizione insieme al Lecce.
"Semplicemente il Bologna ci è stato superiore. È stato capace a sottrarsi a quella che sarebbe potuta essere una nostra pressione alla loro manovra offensiva. Il gol subito dopo tre minuti ci ha messo la partita in salita. Nel secondo tempo la squadra è stata dignitosa. Avessimo fatto prima il gol potevamo sperare anche di rimetterla a posto, ma ciò non toglie i meriti del Bologna", dice Marco Giampaolo, allenatore della Cremonese, a Dazn. "La sconfitta non è mai positiva, ma nella ripresa la squadra ha tenuto bene il campo -aggiunge Giampaolo-. Nella situazione in cui ci troviamo noi non è semplice, ma la squadra ha lottato, si è creata delle possibilità per rimettere la partita a posto e questo vuole dire che non si è demoralizzata".

(Adnkronos) - Tadej Pogacar trionfa per la terza volta in carriera nel Giro delle Fiandre oggi 6 aprile 2026, conquistando la seconda Classica monumento della stagione con partenza da Anversa e arrivo a Oudenaarde dopo 271 km. Lo sloveno della Uae team Emirates si impone in solitaria davanti all'olandese Mathieu Van der Poel (Alpecin-Premier Tech), che si stacca sull'ultimo passaggio sull'Oude Kwaremont a circa 20 km dal traguardo. A completare il podio il belga Remco Evenepoel (Red Bull-Bora Hasgrohe). Pogacar realizza anche la doppietta Sanremo-Fiandre nella stessa stagione, un'impresa riuscita solo a Eddy Merckx nel 1969 e nel 1975.

(Adnkronos) - "Aprite quel caz.. di Stretto o finirete all'inferno". Parola di Donald Trump, che nel giorno del salvataggio del secondo pilota Usa disperso in Iran, sbotta su Truth Social contro Teheran, lanciando un nuovo monito al Paese.
"Martedì in Iran sarà il 'Giorno delle centrali elettriche' e il 'Giorno dei ponti', tutto in uno. Non ci sarà niente di simile!", scrive Trump, ricordando a Teheran l'ultimatum affinché trovi un accordo con gli Usa entro le 18 di martedì (le 2 di notte italiane), o "si scatenerà l'inferno". "Aprite quel fottuto Stretto, pazzi bastardi, o finirete all'inferno – vedrete! Sia lodato Allah", la promessa del tycoon.
"Il tempo per l'Iran sta finendo", aveva detto già ieri Trump sulla riapertura dello Stretto di Hormuz. Il presidente degli Stati Uniti ha congelato fino al 6 aprile gli attacchi contro le centrali e le infrastrutture energetiche di Teheran. In assenza di novità sostanziali, quindi, la guerra dovrebbe entrare in una nuova fase. Lo Stretto di Hormuz, decisivo per il 20% del commercio mondiale di petrolio, da settimane è paralizzato dall'Iran con effetti sul costo del greggio e sui prezzi dei carburanti, caratterizzati da aumenti rilevanti in molti paesi, Italia compresa.

(Adnkronos) - "Aprite quel caz.. di Stretto o finirete all'inferno". Parola di Donald Trump che, nel giorno del salvataggio del secondo pilota Usa disperso in Iran, sbotta su Truth Social contro Teheran, lanciando un nuovo monito al Paese in vista della scadenza dell'ultimatum. Il presidente degli Stati Uniti torna a chiedere la riapertura dello Stretto a poche ore dalla deadline che sembra, però, essere slittata da lunedì a martedì come ha scritto su Truth. "Martedì, ore 20 (fuso orario della costa orientale degli Stati Uniti)!" ha scritto. Con il messaggio di poco fa sembrerebbe concedere ulteriori 24 ore di tempo prima che gli Usa colpiscano centrali elettriche e infrastrutture energetiche della Repubblica islamica.
"Martedì in Iran sarà il 'Giorno delle centrali elettriche' e il 'Giorno dei ponti', tutto in uno. Non ci sarà niente di simile!", scrive Trump, ricordando a Teheran l'ultimatum affinché trovi un accordo con gli Usa entro le 18 di martedì (le 2 di notte italiane), o "si scatenerà l'inferno". "Aprite quel fottuto Stretto, pazzi bastardi, o finirete all'inferno – vedrete! Sia lodato Allah", la promessa di Trump nel messaggio affidato ai social. "Se non fanno un accordo in fretta, sto valutando di far saltare tutto in aria e prendere il controllo del petrolio. Vedrete ponti e centrali elettriche crollare ovunque", dice il presidente a Fox News dopo la pubblicazione del messaggio. Come ormai abitudine, Trump rilascia dichiarazioni a pioggia ad un elenco di testate americane, con concetti e posizioni spesso contrastanti: "Credo che riusciremo ad avere un accordo entro domani", dice a Fox News.
Il tempo per l'Iran sta finendo", aveva detto già ieri Trump sulla riapertura dello Stretto di Hormuz. Il presidente degli Stati Uniti ha congelato gli attacchi contro le centrali e le infrastrutture energetiche di Teheran. In assenza di novità sostanziali, quindi, la guerra dovrebbe entrare in una nuova fase. Lo Stretto di Hormuz, decisivo per il 20% del commercio mondiale di petrolio, da settimane è paralizzato dall'Iran con effetti sul costo del greggio e sui prezzi dei carburanti, caratterizzati da aumenti rilevanti in molti paesi, Italia compresa.
L'Iran, dall'ultimatum inviato 10 giorni fa e più volte ribadito da Trump, non ha sostanzialmente modificato la propria posizione. Teheran continua a ribadire che il passaggio è vietato alle navi di paesi vicini a Usa e Israele. Negli ultimi giorni, secondo i report, è stato consentito il transito ad una nave turca e ad un portacontainer francese.

(Adnkronos) - Esordio vincente per Jannik Sinnner nel doppio al torneo Atp Masters 1000 di Montecarlo (terra, montepremi 6.309.095 euro). L’azzurro, in coppia con il belga Zizou Bergs, ha superato il ceco Tomas Machac ed il norvegese Casper Ruud col punteggio di 6-4, 7-5 in un'ora e 23 di partita.
Già vincitore di un titolo in doppio (nel 2021 sul cemento di Atlanta, con Reilly Opelka), Sinner è stato presenza fissa nel torneo del Principato dal 2021 al 2024, vincendo un match solo nel 2023, in coppia con Diego Schwartzman. Con Bergs, invece, era una prima volta assoluta, e il loro torneo proseguirà negli ottavi di finale contro il vincente della sfida tra Guido Andreozzi/Manuel Guinard (coppia numero 8 del seeding) e i fratelli Tsitsipas, Stefanos e Pavlos.

(Adnkronos) - Trentadue migranti sono stati salvati e fatti sbarcare a Lampedusa dopo essere stati soccorsi in acque Sar libiche. Il naufragio del barcone su cui si trovavano sarebbe avvenuto a 70 miglia dalle coste libiche e al momento sono stati recuperati due cadaveri. Le ricerche di possibili dispersi, come indicato dai superstiti, sono in corso e le operazioni sono coordinate dalla Guardia Costiera libica.
“Tragico naufragio di Pasqua: 32 superstiti, due corpi senza vita recuperati, oltre 70 persone disperse. Ieri pomeriggio un’imbarcazione in legno con 105 donne, uomini e bambini, salpata da Tajoura in fuga dalla Libia, si è rovesciata in zona Sar sotto controllo libico”, racconta Mediterranea Saving Humans in un post su X.
“Sono intervenute in soccorso le navi mercantili Saavedra Tide e Ievoli Grey, che ha recuperato 32 superstiti e 2 corpi senza vita, tutti sbarcati stamattina a Lampedusa - si legge nel post - Altre 70 persone sono disperse in mare. Siamo vicini al dolore dei sopravvissuti, delle famiglie e degli amici. Quest’ennesimo naufragio non è una tragica fatalità, ma conseguenza delle politiche dei governi europei, che rifiutano di aprire canali d’ingresso legali e sicuri".

(Adnkronos) - Gli uomini tedeschi in età da servizio militare dovranno chiedere il permesso all'esercito per lasciare il Paese per periodi superiori a tre mesi. Il governo tedesco, spiega il Telegraph, ha infatti introdotto un nuovo regime di servizio militare che prevede che tutti gli uomini nati dopo il 2008 debbano sottoporsi a una visita medica e rispondere a domande sulla propria idoneità al servizio.
La legge include anche una clausola secondo cui i giovani di età compresa tra i 17 e i 45 anni necessitano di un permesso della Bundeswehr, l'esercito tedesco, per poter lasciare la Germania per periodi più lunghi di tre mesi. La nuova legge, spiega ancora la testata, mira a limitare gli spostamenti degli uomini in età da servizio militare in caso di crisi nazionale, come ad esempio una guerra. "Gli uomini che hanno compiuto 17 anni - recita la nuova norma - devono ottenere l'autorizzazione dal centro di reclutamento competente delle forze armate tedesche se desiderano lasciare la Repubblica Federale di Germania per più di tre mesi".
Questo avviene, nota ancora il Telegraph, mentre la Germania si sta rapidamente riarmando e rimobilitando, pianificando di potenziare le proprie forze armate in vista di un possibile crollo della Nato e delle crescenti minacce di guerra con la Russia.
In Germania il servizio militare non è obbligatorio, tuttavia la nuova legge consente ai politici tedeschi di arruolare, in un secondo momento, i giovani di età compresa tra i 17 e i 45 anni qualora non vengano raggiunti gli obiettivi di reclutamento. La legge precedente prevedeva una clausola simile relativa ai permessi di uscita per periodi prolungati all'estero. All'epoca, la normativa stabiliva che i giovani in età da combattimento sarebbero stati chiamati alle armi solo in caso di emergenza di sicurezza.

(Adnkronos) - Prima Pasqua da Papa per Leone XIV, che oggi ha celebrato la messa in Piazza San Pietro e impartito la benedizione Urbi et Orbi dalla Loggia Centrale della Basilica. Al termine della benedizione, il Pontefice ha concesso l’indulgenza plenaria ai 50mila fedeli che hanno seguito la celebrazione. Poi il bagno di folla in papamobile tra i pellegrini giunti a San Pietro.
“Ci stiamo abituando alla violenza, ci rassegniamo ad essa e diventiamo indifferenti. Indifferenti alla morte di migliaia di persone. Indifferenti alle ricadute di odio e divisione che i conflitti seminano. Indifferenti alle conseguenze economiche e sociali che essi producono e che pure tutti avvertiamo”, il grido di dolore del Papa, che non cita le zone di conflitto.
“C’è una sempre più marcata ‘globalizzazione dell’indifferenza’, per richiamare un’espressione cara a Papa Francesco, - ha poi osservato Leone ricordando il predecessore - che un anno fa da questa loggia rivolgeva al mondo le sue ultime parole, ricordandoci: ‘Quanta volontà di morte vediamo ogni giorno nei tanti conflitti che interessano diverse parti del mondo!’ La croce di Cristo ci ricorda sempre la sofferenza e il dolore che circondano la morte e lo strazio che essa comporta”.
“È vero - ha detto ancora Leone - chemolte volte sembra che Dio non esista: vediamo ingiustizie, cattiverie, indifferenze e crudeltà che non diminuiscono. Però è altrettanto certo che nel mezzo dell’oscurità comincia sempre a sbocciare qualcosa di nuovo”, ha aggiunto.
E ancora: "Convertiamoci alla pace di Cristo! Facciamo udire il grido di pace che sgorga dal cuore! Per questo - annuncia quindi il Pontefice -, invito tutti a unirsi a me nella veglia di preghiera per la pace che celebreremo qui in Basilica di san Pietro il prossimo sabato, 11 aprile”.
“In questo giorno di festa,- ha poi ammonito - abbandoniamo ogni volontà di contesa, di dominio e di potere, e imploriamo il Signore che doni la sua pace al mondo funestato dalle guerre e segnato dall’odio e dall’indifferenza che ci fanno sentire impotenti di fronte al male. Al Signore raccomandiamo tutti i cuori che soffrono e attendono la vera pace che solo Lui può dare. Affidiamoci a Lui e apriamogli il nostro cuore! Solo Lui fa nuove tutte le cose”.

(Adnkronos) - Da noi... a ruota libera torna oggi, domenica 5 aprile, con un nuovo appuntamento alle 17.20 su Rai 1. Tanti gli ospiti in studio anche nel giorno di Pasqua.
Ci sarà Maurizio Battista, comico e attore da sempre impegnato tra cinema, tv e teatro, noto per il suo stile romano e ironico. Alessio Boni, volto di numerose fiction e film di successo, attualmente protagonista di un classico senza tempo, il celebre capolavoro di Miguel de Cervantes 'Don Chisciotte', al cinema dal 26 marzo. A seguire, Pif e Giusy Buscemi, dal 2 aprile sul grande schermo con 'Che Dio perdona a tutti', il nuovo film diretto dallo stesso Pif, autore anche dell’omonimo romanzo da cui il film è tratto.

(Adnkronos) - Sole e temperature in deciso rialzo sull'Italia in tempo per il weekend di Pasqua e Pasquetta. Dopo il maltempo degli ultimi giorni, con tante piogge e nevicate fino a bassa quota al Centro Sud, si apre così una fase decisamente stabile e molto calda che ci accompagnerà anche nel corso della prossima settimana, con picchi fino a ben 28°C. Sono queste le previsioni meteo degli esperti per la giornata di oggi, domenica 5 aprile, e per i giorni a venire.
Mattia Gussoni, meteorologo de iLMeteo.it, conferma la svolta a livello emisferico con l'arrivo del primo caldo del 2026. Un robusto campo di alta pressione garantirà infatti condizioni di assoluta stabilità almeno fino a Venerdì 10 Aprile, spazzando via le piogge e regalando giornate di sole pieno da Nord a Sud. A dominare la scena sarà un vasto promontorio anticiclonico di natura subtropicale africana, che per la prima volta quest'anno imporrà il proprio dominio non solo sul bacino del Mediterraneo, ma su buona parte dell'Europa centro-occidentale.
Questa configurazione atmosferica porterà, oltre ai cieli sereni, anche un significativo balzo in avanti delle temperature: i valori massimi schizzeranno diffusamente sui 24-25°C, specialmente sulle pianure del Nord, lungo la fascia tirrenica, in Puglia e sulle due Isole Maggiori. Via libera al primo caldo di stagione con picchi isolati capaci di sfiorare addirittura i 27-28°C nei fondivalle alpini, come a Trento e Bolzano, e in diverse zone della Sardegna.
Aprile si conferma un mese di grandi contrasti sotto il profilo meteo-climatico: dopo il maltempo intenso degli ultimi giorni, passeremo ora da un estremo all'altro, preparandoci a vivere una fase decisamente anomala e fin troppo calda per le medie del periodo. Queste settimane di transizione risultano infatti spesso contraddistinte da forti escursioni termiche nel giro di pochissimi giorni e da episodi di marcata instabilità. Ci troviamo in quella parte dell'anno in cui i cosiddetti "scambi meridiani" (correnti atmosferiche sull'asse nord-sud) vengono particolarmente esaltati, con masse d'aria completamente diverse a contendersi lo scacchiere europeo: da una parte le ultime incursioni fredde e instabili in discesa dalle alte latitudini, dall'altra le prime fiammate di caldo in risalita dall'Africa.
Per il momento godiamoci una Pasqua e una Pasquetta all’insegna del sole e del primo caldo di stagione; almeno per i prossimi 5 giorni le piogge resteranno ben lontane dall’Italia.
Domenica 5. Al Nord: soleggiato e fino a 25-26°C. Al Centro: soleggiato e più caldo fino a 25°C. Al Sud: soleggiato e mite quasi ovunque.
Lunedì 6. Al Nord: soleggiato, caldo fino a 25-26°C. Al Centro: sole e caldo fino a 25°C. Al Sud: soleggiato e più caldo.
Martedì 5. Al Nord: soleggiato, caldo. Al Centro: bel tempo caldo. Al Sud: sole prevalente. Tendenza: anticiclone in ulteriore rinforzo, in arrivo i primi 27-28°C.

(Adnkronos) - Il Bologna torna in campo in Serie A nella domenica di Pasqua. Oggi, 5 aprile, i rossoblù affrontano la Cremonese in trasferta allo stadio Zini. I grigiorossi di Giampaolo vanno a caccia di punti importanti per la salvezza, la squadra di Italiano (al momento nona in classifica) affronterà in settimana l'andata dei quarti di Europa League contro l'Aston Villa. Ecco orario, probabili formazioni e dove vedere la partita in tv e streaming.
Ecco le probabili formazioni di Cremonese-Bologna, in campo oggi alle 15:
Cremonese (4-4-2) Audero, Terracciano, Baschirotto, Luperto, Pezzella, Barbieri, Grassi, Maleh, Vandeputte, Bonazzoli, Okereke. All. Giampaolo
Bologna (4-3-3) Ravaglia, Joao Mario, Lucumí, Heggem, Miranda, Sohm, Freuler, Ferguson; Orsolini, Castro, Cambiaghi. All. Italiano
Cremonese-Bologna sarà disponibile su Dazn, ma anche su Sky per gli abbonati con Zona Dazn (canale 214). Partita visibile in streaming sull'app di Dazn.

(Adnkronos) - L’Iran ha poche ore di tempo per "fare un accordo" o riaprire lo Stretto di Hormuz, altrimenti si "scatenerà l'inferno". Arriva l'ultimo avvertimento lanciato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, mentre si avvicina la scadenza fissata al 6 aprile alle 20 (ora americana): se lo Stretto non verrà riaperto, con la ripresa del commercio di petrolio, gli Usa inizieranno a colpire le centrali e le infrastrutture energetiche di Teheran. Si tratta dell’ennesimo ultimatum in una sequenza di pressioni e rinvii che va avanti dal 21 marzo.
La replica dell'Iran anche questa volta non ha tardato ad arrivare. Il generale Ali Abdollahi Aliabadi, in una dichiarazione rilasciata dal quartier generale centrale di Khatam al-Anbiya, ha affermato che la minaccia di Trump è stata "un'azione disperata, nervosa, squilibrata e stupida". E, riprendendo il linguaggio religioso del post di Trump sui social media, ha avvertito che "il semplice significato di questo messaggio è che le porte dell'inferno si apriranno per voi". "L'illusione di sconfiggere la Repubblica Islamica dell’Iran si è trasformata in una palude in cui affonderete", ha detto il portavoce di Teheran.
Quel giorno, Trump aveva minacciato di "colpire e distruggere" le principali centrali energetiche iraniane se Teheran non avesse riaperto lo Stretto entro 48 ore. "Se l'Iran non apre totalmente lo Stretto di Hormuz senza minacce entro 48 ore, gli Stati Uniti colpiranno e distruggeranno le sue centrali energetiche a partire dalla più grande", aveva scritto il presidente su Truth.
Due giorni dopo, il 23 marzo, era però arrivato un cambio di linea, con l’annuncio di una pausa di cinque giorni negli attacchi e il riferimento a colloqui "molto buoni e produttivi" tra le parti. "Sono lieto di annunciare che negli ultimi due giorni gli Stati Uniti e l'Iran hanno avuto colloqui molto positivi e produttivi riguardo a una risoluzione completa e totale delle nostre ostilità in Medio Oriente", aveva annunciato il presidente americano. Il primo risultato concreto era lo stop all'attacco minacciato contro le centrali iraniane: "Ho dato istruzioni al dipartimento per la Guerra di rinviare ogni attacco militare contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane per un periodo di cinque giorni". “Non c’è alcun dialogo tra Teheran e Washington”, aveva riferito l’agenzia statale Mehr, sostenendo che Trump avrebbe fatto le sue dichiarazioni “per far scendere i prezzi dell’energia”.
Il 27 marzo è scattata la nuova proroga: il presidente americano aveva dichiarato di voler sospendere per dieci giorni le operazioni contro le infrastrutture energetiche iraniane, sostenendo che la decisione fosse arrivata dopo una richiesta di Teheran. La nuova scadenza è stata così fissata al 6 aprile. Dieci giorni di tregua, aveva detto il numero 1 della Casa Bianca, concessi per favorire i negoziati e arrivare alla riapertura dello Stretto di Hormuz, paralizzato da settimane con conseguenze sul mercato del petrolio e sui prezzi dei carburanti. "Hanno chiesto altro tempo, hanno chiesto una settimana. Io gli ho dato 10 giorni", aveva detto Trump a Fox News.
"I colloqui procedono e vanno molto bene", aveva quindi scritto il presidente sul social Truth. "L'Iran ci sta implorando per avere un accordo ma non so se potremo averlo. Non so se siamo disposti ad averlo", aveva aggiunto Trump nella riunione del suo gabinetto alla Casa Bianca. Dagli Usa nel frattempo era arrivato un piano di 15 punti che prevedeva la rinuncia dell'Iran al programma nucleare e l'apertura dello Stretto di Hormuz, la via del petrolio bloccata da settimane con effetti pesantissimi sui prezzi del greggio e dei carburanti. Teheran aaveva però replicato ponendo le proprie condizioni: il programma missilistico resta e lo Stretto rimane sotto la gestione della Repubblica islamica.

(Adnkronos) - Torna la Serie A a Pasqua e oggi, domenica 5 aprile, il menù del campionato regala il big match tra Inter e Roma. A San Siro, in serata, i nerazzurri ospiteranno i giallorossi in una sfida pesantissima in ottica scudetto e Champions League. La squadra di Chivu, capolista a +6 sul Milan, con un successo potrebbe sfruttare l'altro scontro diretto tra i rossoneri e il Napoli, mettendo una seria ipoteca sul titolo. Gli uomini di Gasperini non possono invece perdere terreno dal Como, quarto in classifica, con tre punti di vantaggio sui capitolini. Ecco orario, probabili formazioni e dove vedere la partita in tv e streaming.
Ecco le probabili formazioni di Inter-Roma, in campo alle 20:45:
Inter (3-5-2) Sommer; Bisseck, Akanji, Bastoni; Dumfries, Barella, Calhanoglu, Zielinski, Dimarco; Lautaro, Pio Esposito. All. Chivu
Roma (3-4-2-1) Svilar; Mancini, Ndicka, Hermoso; Celik, Pisilli, Cristante, Rensch; Soulé, Pellegrini; Malen. All. Gasperini
Inter-Roma sarà disponibile su Dazn, ma anche su Sky per gli abbonati con Zona Dazn (canale 214). Partita visibile in streaming sull'app di Dazn.
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