
(Adnkronos) - Uno spazio di 900 metri quadri per ospitare le nuove aule presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia è stato inaugurato dal rettore dell’università di Roma Tor Vergata, Nathan Levialdi Ghiron. Sono 5 nuove aule, più un’auletta informatica, per un totale di 420 nuovi posti a disposizione di studenti e studentesse di Medicina e Psicologia, informa una nota. Sono classi tecnologiche ed ergonomiche, dotate di wifi, con prese per ricaricare pc e notebook, schermi appesi al soffitto per permettere a tutti di seguire le lezioni fino all’ultimo banco. È garantito anche il collegamento audio video diretto con le sale operatorie del Policlinico Tor Vergata: gli studenti potranno seguire in diretta, nelle aule, gli interventi chirurgici in tempo reale, commentati dal docente, integrando quindi la formazione teorica con l'osservazione diretta della pratica clinica.
Il nuovo polo didattico di Medicina al piano terra della Torre 8 del Policlinico Tor Vergata - informa l’ateneo - è raggiungibile a piedi dagli edifici della adiacente Facoltà di Medicina e Chirurgia grazie a un percorso che abbatte le barriere architettoniche presenti. Sono stati riqualificati gli spazi esterni con gazebi, panche e tavoli da giardino, per studiare e ritrovarsi all’aperto in un ambiente curato, grazie all’intervento dell’Orto Botanico dell’università di Roma Tor Vergata, con bordure di oleandri, sponde di rosmarini, gelsomini e alberi di canfora, oltre a un’irrigazione sostenibile.
Le aule inaugurate lunedì 27 luglio si aggiungono ai 43 mila metri quadri dedicati alla didattica in tutto l’ateneo: aule, biblioteche, sale lettura nelle 6 facoltà. Un massiccio adeguamento didattico e strutturale al numero sempre più crescente di iscritti. “È con grande soddisfazione che inauguriamo il nuovo polo didattico della Facoltà di Medicina e Chirurgia, un intervento che rappresenta una risposta concreta a una delle principali esigenze della nostra comunità accademica”, ha affermato Levialdi Ghiron.
Il riferimento all’aumento della popolazione studentesca è legato anche ai nuovi corsi di laurea di area medica inaugurati gli scorsi anni, tra cui Medicina veterinaria e Psicologia: “una crescita - ha continuato il rettore - che testimonia la capacità di attrazione del nostro ateneo, della facoltà di Medicina in particolare in questo caso, e la qualità della sua offerta e proposta formativa che ha reso ancora più evidente la necessità di disponibilità di spazi adeguati. Il polo che inauguriamo assumere un valore strategico, non ha soltanto una valenza di creazione di nuovi ambienti, ma è un investimento nella qualità della formazione nelle condizioni in cui gli studenti e i docenti vivono quotidianamente l'esperienza universitaria. Questo nuovo polo - ha sottolineato - è il risultato di una visione condivisa di una proficua collaborazione tra l'università di Roma Tor Vergata, con la facoltà di Medicina e chirurgia e il Policlinico Tor Vergata, che collaborano in un tutto inscindibile, che ha già dato ottimi frutti e che certamente tanti altri ne darà in futuro”.
Il direttore generale dell’Azienda ospedaliera universitaria Policlinico Tor Vergata Ferdinando Romano, ha aggiunto: “Abbiamo fuso ancora di più università e policlinico. La facoltà di Medicina si sta espandendo e lo fa nel policlinico, nell' interesse degli studenti che sono il nostro presente e futuro e cresceranno qui dentro ed in facoltà. Significa che noi abbiamo trasformato un modello culturale, l'inscindibilità tra assistenza, didattica e ricerca, in un modello logistico, nella stessa sede, valorizzando il suo posizionamento, la sua funzione e il suo futuro, nell'interesse degli studenti, dell'accademia, del cittadino, del paziente anche qui in una continuità culturale che non ci deve mai abbandonare”.
Infine, il preside della Facoltà di Medicina e chirurgia Roberto Bei ha ringraziato il rettore e il direttore generale del Ptv per la “straordinaria sinergia e il continuo supporto alla Facoltà e questo traguardo che noi inauguriamo in maniera concreta ma anche simbolica rappresenta una visione condivisa e un lavoro di squadra”.
Forte delle 500mila presenze registrate e dei 30 anni dal primo
evento come "Cortes Apertas", Autunno in Barbagia - che quest'anno
spegne le 25 candeline con questa denominazione - è ormai una
manifestazione matura che consente ai paesi dell'interno della
Sardegna di animarsi nei mesi di spalla della stagione
marino-balneare, registrando numeri da record anche per le imprese
del territorio, visto che la manifestazione vale oltre 40 giorni di
fatturato.
(Adnkronos) - Continuano senza sosta da circa un mese le ricerche di Luigi Cavallari, il marito della ministra per la Famiglia, Eugenia Roccella, disperso nelle acque del lago in provincia di Viterbo dal 27 giugno. In campo i sommozzatori di Napoli, Milano e Taranto e i soccorritori acquatici dell'Unità di Viterbo, così come l'Unità di comando locale e i topografi del Comando di Viterbo. "La difficoltà nel trovare Cavallari è dovuta alla profondità e alla scarsa visibilità", hanno detto all'Adnkronos i Vigili del Fuoco, ma "le ricerche non si sono mai fermate dal giorno della scomparsa".
Un mese fa, durante una gita in barca con la moglie, Cavallari si era tuffato dall'imbarcazione senza fare ritorno. A quel punto la ministra contattò i soccorsi, mettendo in moto le ricerche che sono proseguite fino a oggi. Da quattro settimane le squadre, specializzate dei vigili del fuoco di tutta Italia, si alternano nella perlustrazione dei fondali con l'aiuto di strumenti tecnologici di ultima generazione, come sonar e robot. Apparecchiature indispensabili a causa della scarsissima visibilità dello specchio d'acqua già a pochi metri di profondità. I fondali limacciosi con depositi di alghe, infatti, tendono a nascondere quello che si deposita, rendendo le operazioni particolarmente complesse. Ogni 'anomalia' sul fondo del lago viene rilevata e verificata. Un lavoro meticoloso che, però, sinora non ha dato alcun esito.

(Adnkronos) - Estate uguale mare e divertimento. E, tendenza sempre più crescente negli ultimi anni, feste in barca tra drink e musica. Ma tra i fumi dell'alcol e l'abitudine ai decibel impazziti, capita che le note provenienti dai natanti in rada sulle coste italiane raggiungano livelli tali da trasformare le imbarcazioni in 'discoteche galleggianti'. Diventando molesti per chi condivide in quel momento la posizione in mare, cercando calma e rilassatezza, ma anche per chi risiede sulla costa. Ma le conseguenze per i festaioli molesti in barca possono essere non da poco.
Come ricordano dalla Guardia costiera ad Adnkronos/Labitalia, l'art. 83 del Regolamento di attuazione del Codice della nautica da diporto, entrato in vigore il 25 ottobre 2024, ha introdotto il Capo III-bis, denominato 'Limitazioni particolari' che prevede che "nelle acque marittime, è fatto divieto alle unità da diporto in transito, in sosta e all’ancora entro il limite di 500 metri di distanza dalla costa di produrre rumori molesti". "Nelle acque interne, tale limite è determinato dall’autorità della navigazione interna competente", si legge ancora.
Ma in concreto cosa rischia chi sgarra? L'articolo 53, comma 7 del Codice della nautica da diporto stabilisce una sanzione amministrativa pecuniaria. La multa per i trasgressori va da un minimo di 65 euro a un massimo di 665 euro, che si applica a chi non osserva appunto una norma del Codice della nautica, del suo regolamento di attuazione o un ordine dell'autorità competente. La Guardia Costiera è l'autorità preposta al controllo e all'elevazione delle sanzioni. E se invece la musica 'spacca decibel' proviene da un'imbarcazione ancorata in porto? Per quanto riguarda a terra e sul demanio marittimo, spiegano dalla Guardia costiera, vige la disciplina dei singoli Comuni e più in generale si applica l’art. 659 del Codice penale, che punisce il disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone, sanzionando rumori molesti, schiamazzi o attività lavorative rumorose che offendono la quiete pubblica.

(Adnkronos) - Quaranta anni fa, il 23 luglio 1986, a Londra si celebrarono le nozze fra l'allora principe Andrew - carismatico figlio della regina Elisabetta II e membro della famiglia reale più popolare nei sondaggi dopo il suo servizio militare nelle Falkland - e Sarah Ferguson, giovane ragazza piena di entusiasmo e amore per la vita, dirigente commerciale di un'azienda di arti grafiche e figlia di uno degli allenatori di polo del principe Carlo. Quel matrimonio finì tra gli scandali e, quando la cerchia ristretta della famiglia reale minacciò di estromettere la coppia, il loro legame si intensificò ulteriormente. A quattro decenni di distanza, sembra che quella che un tempo appariva come una relazione modello fosse solo una comoda copertura. Dopo sontuose nozze nell'Abbazia di Westminster (onore solitamente riservato agli eredi al trono e alle più importanti cerimonie di stato) e appena dopo 8 anni, nel 1992 iniziarono a manifestarsi le prime crepe, e 4 anni dopo, nel 1996, la coppia divorziò. In quel periodo, circolarono foto di Sarah che scatenarono uno scandalo: ritraevano la duchessa di York, ancora sposata, in un momento intimo con John Bryan, un uomo che si pensava fosse il suo consulente finanziario.
Fergie si trovava presso i Windsor, al Castello di Balmoral, durante lo scandalo, un evento che segnò una svolta nei suoi rapporti con i suoceri, in particolare con il Principe Filippo, che, secondo alcune voci, le avrebbe proibito di vivere di nuovo sotto lo stesso tetto. Nel 2010, un nuovo scandalo danneggiò irreparabilmente l'immagine pubblica di Sarah Ferguson. Il News of the World pubblicò un video in cui si vedeva la Duchessa di York mentre accettava una valigetta contenente 57.000 dollari in contanti, un acconto sui 720.000 dollari che stava chiedendo a un giornalista che si spacciava per un uomo d'affari, in cambio dell'organizzazione di un incontro con il suo ex marito, il Principe Andrea, all'epoca Rappresentante Speciale del Regno Unito per il Commercio e gli Investimenti. Il divorzio fu finalizzato nel 1996, lo stesso anno di quello tra Carlo e Diana, ma la separazione non fu mai vissuta come una vera e propria rottura. Andrea e Sarah costruirono il mito degli "ex ideali", una coppia che, nonostante tutto, continuava a condividere vacanze, feste di famiglia e un legame apparentemente indissolubile. In un periodo in cui la famiglia reale era travolta da uno scandalo dopo l'altro, i due offrivano una storia più serena: due adulti che si rendevano conto che il loro matrimonio non aveva funzionato, ma la loro famiglia restava unita.
Nelle interviste, Sarah ripeteva che erano "la coppia divorziata più felice del mondo" e che si sostenevano a vicenda nella genitorialità condivisa, insistendo sul fatto che la famiglia fosse "la cosa più importante". Scherzava sul fatto di essere single e su quanto fosse difficile trovare un nuovo compagno, il che non faceva altro che rafforzare l'idea che il suo legame con Andrew fosse ancora il centro della sua vita. Pubblicamente, Sarah non ha avuto problemi a definire il giorno del suo matrimonio "il giorno più felice della sua vita" e a definire Andrew "l'uomo migliore" che conoscesse, sottolineando che era suo dovere sostenerlo e che gli York erano "una famiglia che si difende a vicenda". Queste dichiarazioni arrivavano dopo un periodo in cui Sarah e le sue due figlie, le principesse Beatrice ed Eugenie, avevano dato il loro pieno sostegno ad Andrew come padre di famiglia, proprio mentre lui stava negoziando un accordo per evitare qualsiasi tipo di testimonianza legale legata al caso Epstein.
Quella che un tempo sembrava una relazione modello si è rivelata una "comoda copertura", ha dichiarato l'esperto reale Andrew Lownie, secondo cui il fatto che Sarah si sia poi allontanata da Andrew, dopo lo scandalo dovuto ai legami con il finanziere americano morto suicida, dimostra che l'immagine della "coppia divorziata più felice del mondo" serviva in realtà a rafforzare la reputazione pubblica di entrambi e a proteggersi a vicenda in un ambiente sempre più ostile. Andrew aveva bisogno del sostegno della famiglia per attutire il suo tracollo pubblico, mentre Sarah doveva rimanere vicina alla famiglia reale per mantenere a galla i propri progetti. L'armonia era reale, ma serviva anche agli interessi di entrambi. Intanto, si apprende che Sarah avrebbe ereditato parte dell'ingente patrimonio da 600 milioni di sterline (circa 700 milioni di euro) del suo ex fidanzato, l'imprenditore ed ex pilota automobilistico Paddy McNally, morto a 88 anni qualche giorno fa dopo una lunga malattia. McNally ebbe una relazione con la Ferguson negli anni '80, prima che sposasse Andrew Mountbatten Windsor. McNally possedeva Warneford Place nel Wiltshire, ex residenza del creatore di James Bond Ian Fleming, e Buckland House nell'Oxfordshire. Si ritiene che McNally abbia ospitato l'ex Duchessa di York nel suo chalet svizzero da 15 milioni di sterline dopo che lei e Andrew sono stati sfrattati da Royal Lodge quest'anno .

(Adnkronos) - Dall'11 al 16 agosto a Mirabilandia torna il Suburbia Summer Nightmare, l'evento estivo dedicato agli appassionati del brivido che, per sei serate consecutive, offre un'anteprima esclusiva delle atmosfere di Halloween. Nella settimana di Ferragosto, al calare del sole il Parco cambia volto e si trasforma in un'esperienza immersiva dove scenografie inquietanti, effetti speciali, tunnel oscuri e presenze misteriose accompagneranno il pubblico in un viaggio ricco di suspense e adrenalina. L'edizione 2026 si presenta con un'importante novità: il debutto in anteprima esclusiva di Paranormal Activity: Next of Kin, la nuova horror house di Mirabilandia ispirata all'ultimo capitolo dell’omonimo film di Paramount Pictures. Un percorso immersivo, multisensoriale (odori, suoni, movimento) e altamente coinvolgente, 350 mq, una durata di oltre 10 minuti, 16 stanze e 15 personaggi inquietanti. Sono questi i numeri dell’attrazione - accessibile dai 12 anni in su con un biglietto aggiuntivo - che catapulterà gli ospiti all'interno di un'esperienza indimenticabile, tra fenomeni inspiegabili, ambientazioni realistiche e colpi di scena, regalando un assaggio di quella che sarà una delle principali novità della stagione di Halloween.
"Questo appuntamento è ormai diventato imprescindibile nel nostro calendario estivo e testimonia la volontà di Mirabilandia di offrire ai propri ospiti esperienze sempre nuove e coinvolgenti - dichiara Sabrina Mangia, Managing Director di Mirabilandia- Quest'anno abbiamo voluto alzare ulteriormente il livello dell'esperienza con un'anteprima esclusiva come Paranormal Activity: 'Next of Kin', una horror house capace di coinvolgere il pubblico in modo ancora più immersivo. È un assaggio di ciò che troveranno al Parco i nostri visitatori a partire dal 26 settembre". L’area dedicata al Suburbia Summer Nightmare e i tunnel horror apriranno dalle ore 20.00, mentre il Parco resterà aperto fino alle ore 23.00, permettendo agli ospiti di alternare le grandi attrazioni di Mirabilandia alle esperienze horror create appositamente per l'occasione. Tariffa speciale con ingresso al Parco dalle ore 17.00 a soli 16,90 euro. Mirabilandia si estende su una superficie di 850.000 mq, con oltre 40 attrazioni, 6 aree tematiche, show, punti ristoro, negozi e photocall. Con questi numeri Mirabilandia è il più grande parco divertimenti in Italia. Dall'apertura del 1992 a oggi ha continuamente aggiornato la sua offerta con attrazioni nuove, sempre uniche e diverse, per coinvolgere famiglie con bambini, ma anche giovani e adulti spericolati.
Nel 2025 è nata Nickelodeon Land, l’esclusiva area tematica con attrazioni e servizi, dove vivere giornate indimenticabili in compagnia dei personaggi SpongeBob e Patrick, le Tartarughe Ninja, Dora e la Paw Patrol. Le tecnologie all'avanguardia rendono il Parco da Guinness dei primati: iSpeed il più alto e veloce launch coaster in Italia, Katun il più lungo inverted coaster in Europa, Divertical è il più alto water coaster al mondo ed Eurowheel, con i suoi 90 metri, è la seconda ruota panoramica più alta del continente. Il 2019 è stato l'anno di Ducati World: 35.000 mq completamente trasformati per accogliere la prima area tematica al mondo ispirata a un brand motociclistico dove è presente l’esclusivo Desmo Race, il rollercoaster interattivo che simula la guida di una Panigale V4. Il mondo dei cowboy è arrivato nel 2016 con la Far West Valley, completamente in stile old west e adatta a tutta la famiglia. Nel 2014 è stata inaugurata Dinoland, la più vasta area presente in un parco divertimenti dedicata al mondo dei dinosauri. Nella stagione 2022 è stata inaugurata The Walking Dead, l’horror house del parco completamente ispirata al tema della nota serie tv americana. Molto amato e seguito anche il programma degli show che propone, tra gli altri, “Hot Wheels City-La nuova sfida”, il più acclamato stunt show d'Europa, con il loop mobile più alto, 15 metri di altezza, mai eseguito prima in un parco divertimenti. Accanto a Mirabilandia nel 2003 è nato Mirabeach, un Parco acquatico in stile caraibico con sabbia bianchissima e una laguna cristallina che concilia relax e divertimento. Nel 2018 l’area è stata ampliata con ulteriori 20.000 mq, in cui sono presenti 5 emozionanti scivoli, un’esclusiva area Vip e una piscina a onde di 2.000 mq.

(Adnkronos) - Sarà Raffaella Griggi a condurre 'Chi l'ha visto?' dal 23 settembre su Rai3. La decisione, apprende l'Adnkronos, sarà ufficializzata oggi dal direttore degli Approfondimenti Rai, Paolo Corsini, con la comunicazione al Cdr. A quanto si apprende, nella nuova stagione del programma, ci saranno degli spazi di conduzione in studio anche per gli altri inviati storici del programma: Francesco Paolo Del Re, Chiara Cazzaniga, Veronica Briganti. La redazione del programma del programma è stata rafforzata con nuovi innesti di grande esperienza tra gli autori e gli inviati. Genovese, classe 1973, Griggi è giornalista professionista dal 2000. Grande sportiva, con un passato da pallavolista (ha giocato anche in serie B), appassionata di sci e grande tifosa della Sampdoria, la giornalista ha iniziato il suo percorso nella carta stampata, tra sport e cronaca, lavorando per anni nell’edizione ligure di Repubblica. Parallelamente collabora con diverse emittenti televisive private, come Primocanale e Telenord, affinando un profilo da cronista versatile. Il 2001 segna un passaggio cruciale: la copertura del G8 di Genova, evento complesso e drammatico che la porta a confrontarsi con una delle pagine più difficili della storia recente italiana.
Da lì, il salto verso le reti nazionali: prima Sky Tg24 nel 2008, poi il 2010 al TgLa7 di Enrico Mentana, poi una parentesi a Mediaset e dal 2011 'La vita in diretta' e poi 'UnoMattina' su Rai1. In quegli anni, Griggi ha sempre mantenuto un profilo di freelance, collaborando per alcune stagioni anche con 'Il Messaggero'.
Infine, l'approdo a 'Chi l’ha visto?', nel 2017, segna la svolta. Griggi gira in lungo e in largo l'Italia firmando numerosi servizi su vicende complesse, spesso legate alla cronaca nera, e portando a casa diversi scoop: dall'intervista a Salvatore Parolisi fuori dal carcere, alle interviste agli amanti diabolici, dall'omicidio di Giulia Cecchettin alla scomparsa di Tatiana Tramacere, la ragazza creduta scomparsa e invece ritrovata nella mansarda di un amico. Così, in circa 9 anni, il pubblico della trasmissione ha imparato a riconoscerla e a seguirla: la sua presenza sul campo, il tono misurato, la cura nel racconto delle storie l’hanno resa una presenza autorevole e credibile nel programma durante gli anni della conduzione di Federica Sciarelli. Di cui ora raccoglie l'impegnativo testimone.
L'ufficializzazione definitiva arriva con una nota Rai nel primo pomeriggio, dove si sottolinea che "Raffaella Griggi raccoglie il testimone di un programma che rappresenta uno dei punti di riferimento del servizio pubblico, forte di un percorso professionale costruito sul campo, all'insegna del rigore giornalistico, della credibilità e della vicinanza alle persone".
"La scelta di Raffaella Griggi nasce nella piena continuità con la storia e i valori di Chi l'ha visto?. La sua esperienza maturata all'interno della redazione e come inviata della trasmissione, unita alla sua riconosciuta professionalità di giornalista Rai, rappresentano la migliore garanzia per accompagnare il programma in una nuova fase, nel solco del grande lavoro svolto da Federica Sciarelli, alla quale va il nostro più sincero ringraziamento per gli straordinari risultati conseguiti e per il servizio reso ai cittadini in tutti questi anni", dichiara Paolo Corsini, Direttore Approfondimento Rai.
"L'obiettivo è coniugare continuità e innovazione, rafforzando ulteriormente l'identità di un programma che ha saputo trasformare il giornalismo di servizio in un patrimonio del Paese. In questa prospettiva, sarà valorizzato ancora di più il lavoro corale della redazione e degli inviati, che rappresentano da sempre una delle principali ricchezze di Chi l'ha visto? E questo in maniera ancor più concreta con il loro coinvolgimento in studio nella conduzione di spazi tematici legati al loro lavoro sul campo. La conduzione sarà il punto di sintesi di una squadra autorevole, riconoscibile e sempre più protagonista del racconto giornalistico sul territorio", conclude Corsini.
"La nuova edizione confermerà la missione di servizio pubblico che ha reso Chi l'ha visto? un appuntamento imprescindibile per milioni di telespettatori, mantenendone intatti i valori fondanti e sviluppandone ulteriormente la capacità di raccontare, con autorevolezza e sensibilità, le storie e le vicende al centro dell'interesse pubblico", conclude la nota Rai.

Cigierre - Compagnia Generale Ristorazione Spa e World4All avviano un programma di formazione dedicato all'inclusione e all'accoglienza delle persone con disabilità. Il progetto coinvolgerà progressivamente gli oltre 4.500 dipendenti del gruppo Cigierre con l’obiettivo di ridefinire gli standard di un settore che in Italia vale oltre 100 miliardi di euro e conta più di 324 mila imprese attive. L'accordo nasce dalla volontà di integrare competenze complementari, portando l’accessibilità nella ristorazione italiana: da un lato, l'esperienza trentennale di Cigierre nella ristorazione e nella formazione di settore, con oltre 340 ristoranti e marchi come Old Wild West, Wiener Haus, Shi's, America Graffiti, Smashie e Pizzikotto; dall'altro, la specializzazione di World4All nell’accessibilità, che porterà nel progetto la propria metodologia certificata sull'inclusione, i Disability Manager, i docenti specializzati dell'Academy World4All e un know-how sviluppato sull’accessibilità verificata nei contesti di fruizione pubblica.
Il percorso sarà erogato attraverso la Cigierre Academy e fornirà al personale di sala competenze operative e relazionali per accogliere e assistere al meglio le persone con disabilità, portando il tema dell'inclusione nella quotidianità del servizio. Dall'interazione con il cliente alla gestione delle diverse esigenze di accessibilità, la finalità è mettere ogni professionista nelle condizioni di offrire un'esperienza positiva, autonoma e rispettosa a ogni ospite, qualunque sia la sua condizione.
In Italia vivono circa 13 milioni di persone con diversi livelli di disabilità, a cui si aggiungono i bisogni legati all'invecchiamento della popolazione. Per le imprese della ristorazione, l'accessibilità rappresenta quindi una sfida sempre più rilevante, che riguarda non solo gli spazi ma anche le modalità dell'accoglienza, la chiarezza delle informazioni e la preparazione del personale. La centralità del tema è rafforzata anche dall'evoluzione del quadro europeo: con l'entrata in applicazione dell’European Accessibility Act, l'accessibilità si consolida come uno standard destinato a incidere sempre di più sulla progettazione di prodotti, servizi ed esperienze e, al tempo stesso, come una leva capace di creare nuove opportunità e rafforzare la competitività delle imprese.
“La qualità dell'accoglienza - ha dichiarato Mario Perego, Group Head of Hr di Cigierre - passa innanzitutto dalle persone. Investire nella formazione significa fornire ai nostri team gli strumenti per rispondere con competenza, sensibilità e attenzione ai bisogni di ogni ospite. Il percorso con World4All rappresenta un ulteriore passo nel nostro impegno per costruire un ambiente sempre più inclusivo, in cui l'accessibilità non sia un elemento aggiuntivo, ma una componente naturale del modo in cui lavoriamo ogni giorno”.
"L'accessibilità - ha affermato Marvin Milanese, Ceo e co-fondatore di World4All - non riguarda solo gli spazi, ma il modo in cui una persona viene messa nelle condizioni di vivere un'esperienza positiva, autonoma e rispettosa. Accessibilità per noi è cultura, è formazione, è competenza quotidiana. Quando un grande gruppo della ristorazione decide di investire in questo ambito in modo strutturato, contribuisce ad alzare lo standard dell'intero settore, ridefinirlo creando un’urgenza, per questo siamo orgogliosi di supportarlo con il nostro know-how che oggi è pronto a estendersi verso tutto l’HoReCa".

(Adnkronos) - La Medicina di laboratorio costituisce uno dei pilastri del Servizio sanitario nazionale: “Oltre il 70% delle decisioni cliniche si basa, infatti, sui risultati degli esami, che rappresentano le prestazioni più richieste dai cittadini, per questo è necessario armonizzarne i costi”. In occasione del completamento del percorso di valorizzazione economica dei Lea (Livelli essenziali di assistenza), la cui conclusione è prevista entro fine settembre, Sibioc, Società italiana di biochimica clinica e biologia molecolare clinica - Medicina di laboratorio, presenta il primo studio nazionale sull’applicazione del Nuovo nomenclatore tariffario, introdotto nel 2024, per evidenziare la necessità di un’allineamento delle tariffe, valutato attraverso un percorso verificabile e riproducibile, in grado di mostrare eventuali disomogeneità organizzative.
“L’iniziativa nasce dalle evidenze emerse durante la II Strategic Conference Sibioc e rappresenta il primo passo di un percorso scientifico volto a promuovere l’armonizzazione della Medicina di laboratorio e avviare una riflessione sull’evoluzione dei modelli di finanziamento della diagnostica – spiega Sabrina Buoro, presidente Sibioc – La tavola rotonda dedicata alle delegazioni regionali, coordinata da Maurizio D'Amora, ha evidenziato una significativa eterogeneità dei modelli organizzativi della Medicina di laboratorio nelle diverse realtà regionali. La Medicina di laboratorio richiede, oggi più che mai, strumenti condivisi di governo, valutazione e programmazione. In questo contesto, Sibioc ha ritenuto strategico offrire un contributo operativo per il Sistema sanitario, promuovendo una analisi scientifica finalizzata a fornire elementi oggettivi di supporto alle future decisioni istituzionali. Il nostro intento non è richiedere o operate una revisione generalizzata, ma promuovere una riflessione sui modelli di remunerazione e strutturazione delle prestazioni”.
L'analisi, sviluppata dal Gruppo operativo Sibioc ‘Evoluzione tariffaria e applicazione del Nomenclatore tariffario nazionale’, ha preso in esame tutti i nomenclatori tariffari regionali attualmente vigenti, confrontandoli con il nuovo Nomenclatore tariffario nazionale del ministero della Salute. I risultati - riferisce una nota - riguardano 25 prestazioni, selezionate tra oltre 2mila tipologie di esami, rappresentative di oltre il 62% dell'attività complessiva. I risultati fotografano una significativa variabilità nell'applicazione del nomenclatore sul territorio nazionale: in particolare, numerose prestazioni ad elevato volume presentano, nelle Regioni non sottoposte a Piano di rientro, valori tariffari superiori rispetto a quelli previsti dal nomenclatore nazionale. Ad esempio: per glicemia e creatinina i rimborsi variano rispettivamente da un minimo di 1,00 e 1,10 ad un massimo di 2 euro; per la proteina C reattiva da un minimo di 1,90 a 10 euro; per l'emocromo da 2,30 ad un massimo di 5,30 euro.
“Negli ultimi anni – sottolinea Buoro – la comunità scientifica internazionale ha progressivamente orientato l'attenzione verso i principi della Value-Based Healthcare e della Value-Based Laboratory Medicine, che valutano non soltanto le prestazioni erogate, ma soprattutto il valore generato per il paziente, per i percorsi di cura e per la sostenibilità del Sistema sanitario. In questa prospettiva, l'analisi dell'applicazione del nuovo nomenclatore tariffario rappresenta il primo passo di una riflessione più ampia sull'evoluzione dei modelli organizzativi e dei sistemi di finanziamento della diagnostica di laboratorio. Il completamento delle valorizzazioni delle prestazioni Lea rappresenta un passaggio fondamentale per il futuro – continua La presidente Sibioc – Le decisioni che saranno assunte nei prossimi mesi potranno incidere sull'organizzazione dei servizi, sull'equità di accesso e sulla sostenibilità del sistema: per questo riteniamo indispensabile che siano supportate da evidenze scientifiche e da metodologie trasparenti”.
L’obiettivo “non è un semplice allineamento delle tariffe - avverte Buoro - sarà necessario promuovere un confronto scientifico e istituzionale sull'evoluzione dei modelli di finanziamento, affinché siano in grado di riconoscere non soltanto il numero delle prestazioni erogate, ma il valore generato per il paziente, gli esiti clinici, l'appropriatezza prescrittiva e la sostenibilità del Ssn, con un modello che non remuneri esclusivamente la singola prestazione, ma che consideri percorsi diagnostici integrati. Il valore della Medicina di laboratorio si esprime anche nella capacità di integrare test a cascata (reflex test), algoritmi diagnostici, commenti interpretativi e consulenza specialistica. Un modello che permette al paziente di completare, con un unico accesso, l'intero percorso diagnostico di laboratorio, migliorando l'appropriatezza, riducendo i tempi diagnostici e consentendo una presa in carico più tempestiva ed efficace, con benefici anche in termini di sostenibilità del Servizio sanitario”.
Aggiunge Pierangelo Clerici, presidente della Federazione italiana delle società scientifiche di medicina di laboratorio: “Come FismeLab riteniamo di fondamentale importanza il lavoro prodotto da Sibioc e crediamo fermamente che la direzione indicata sia quella corretta per una giusta caratterizzazione della diagnostica di laboratorio all'interno del Ssn che, come viene ampiamente dimostrato, risulta costituita da 21 sistemi regionali che non essendo armonizzati tra loro creano situazioni di sofferenza in alcune regioni sia per i pazienti che per i professionisti che vi operano. L'impegno di FimeLab con le istituzioni - conclude - è quello di proporre visioni nuove della Medicina di laboratorio, come il documento Sibioc ben presenta”.

(Adnkronos) - Sono oltre 6.200 i pazienti trattati con l’adroterapia al Cnao, Centro nazionale di adroterapia oncologica, di Pavia. La struttura - informa una nota - è centro di riferimento internazionale, uno dei pochissimi al mondo nella cura dei tumori con questo approccio, che utilizza fasci di protoni e ioni carbonio: una vera e propria rivoluzione rispetto alla radioterapia tradizionale. Grazie alle proprietà fisiche intrinseche e uniche delle particelle, protoni e ioni carbonio, caratterizzate da altissima precisione balistica, è possibile erogare una dose molto elevata di energia al tumore, risparmiando maggiormente i tessuti sani circostanti.
Questo si può tradurre, nella pratica clinica, in un risparmio degli effetti collaterali e in un miglioramento della sopravvivenza. “Lo dimostrano i risultati degli studi scientifici, ad esempio, nei sarcomi. In particolare, nei cordomi e condrosarcomi della base del cranio il controllo di malattia a 5 anni è superiore all’80-90%". Risultati analoghi si registrano “nel melanoma oculare e nelle neoplasie del distretto testa collo, in particolare in quelle delle ghiandole salivari e dei seni paranasali. E, nei tumori pediatrici, è possibile ridurre gli effetti collaterali caratteristici della radioterapia tradizionale, cioè danni cognitivi, endocrini, acustici, ritardi della crescita e insorgenza di tumori radioindotti”.
Ogni anno in Italia sono stimati circa 5mila nuovi casi di sarcoma. “Si possono sviluppare in ogni regione dell’organismo e costituiscono una famiglia eterogenea di neoplasie, dove si trova la maggior parte di sottotipi istologici radioresistenti - spiega Maria Rosaria Fiore, direttore Unità di Radioterapia oncologica del Cnao - I sarcomi vengono spesso scoperti quando sono già in fase avanzata e coinvolgono aree anatomiche complesse come la regione testa-collo, la base del cranio, la colonna vertebrale o gli organi interni. In questi casi, operare con ampi margini è impossibile senza causare gravi danni al paziente. Anche l'oncologo radioterapista affronta simili limitazioni, non potendo utilizzare alte dosi di radioterapia per evitare danni agli organi vitali vicini; di conseguenza, il rischio che il tumore si ripresenti resta alto. La svolta per questi pazienti, colpiti da sarcomi non operabili o situati in sedi critiche, è rappresentata dagli ioni carbonio, capaci di agire con una selettività millimetrica nel rilascio della dose, colpendo il tumore con la massima dose e risparmiando i tessuti sani dalle dosi elevate. Inoltre, gli ioni carbonio possiedono una efficacia radiobiologica superiore, indispensabile per abbattere la naturale resistenza del tumore alle radiazioni ed evitare le recidive”.
“Un’altra sfida clinica all'interno di questo gruppo di patologie – continua Fiore – è rappresentata dai sarcomi localmente avanzati del bacino e del distretto spinale. In queste sedi, la vicinanza a organi estremamente radiosensibili come l’intestino, i reni e il midollo spinale rappresenta un limite invalicabile sia per la chirurgia radicale che per la radioterapia convenzionale ad alte dosi. Oggi, tuttavia, la terapia con ioni carbonio ci permette di evitare procedure fortemente invalidanti, come le vertebrectomie o le ampie resezioni a livello pelvico. Questo trattamento - chiarisce - può infatti essere impiegato in sinergia con la chirurgia oppure come valida alternativa nei casi in cui l’intervento non sia eseguibile, garantendo tassi di controllo locale della malattia spesso sovrapponibili. Oggi vi sono evidenze importanti dell’efficacia di questo trattamento: ad esempio, nei cordomi e condrosarcomi della base cranica, la terapia con ioni carbonio e, in taluni casi, anche con protoni consente in molte serie un controllo locale a 5 anni spesso superiore all’80-90%, mentre la radioterapia con fotoni è limitata dalla radioresistenza e dai vincoli di dose. La radioterapia convenzionale con fotoni spesso non riesce a erogare la dose necessaria oltre 70 Gy vicino al tronco encefalico, vie ottiche e midollo spinale, con risultati di controllo di malattia a 5 anni nettamente inferiori”.
Attualmente “nel mondo vi sono solo 8 centri duali con doppia particella, cioè con protoni e ioni carbonio, e Cnao rientra in questo gruppo ristretto di strutture di riferimento - afferma Gianluca Vago, presidente del Cnao e direttore del dipartimento di Oncologia e Emato-oncologia (Dipo) della Statale di Milano - L’adroterapia con ioni carbonio è parte fondamentale della strategia di cura di diversi tumori, grazie all’elevata capacità di superare la radioresistenza. In particolare, gli ioni carbonio interagiscono con la molecola del Dna determinando danni multipli e complessi, per cui la cellula tumorale radioresistente non riesce più a ripararsi. Oltre 6.200 pazienti sono stati trattati al Cnao e l’esperienza maturata rende il centro uno delle strutture leader nel mondo”.
Si stima che, in Italia, siano circa 400 all’anno le nuove diagnosi di melanoma oculare. “Questa neoplasia – illustra Fiore - ha rappresentato l’apripista nell’utilizzo clinico della protonterapia, cioè dei fasci di protoni. Un tempo l’unica opzione era la rimozione chirurgica dell’occhio. Oggi è possibile conservare l’organo, garantendo anche una buona qualità di vita. L’efficacia della protonterapia, che è lo standard di cura per evitare l’enucleazione, è dimostrata da numerosi studi scientifici. A 5 anni il controllo locale della malattia raggiunge il 95%. Dall'agosto 2016, il Cnao è in prima linea nel trattamento del melanoma oculare in stretta collaborazione con l’oncologo oculare. Ad oggi abbiamo trattato con successo più di 600 pazienti, ottenendo un eccellente controllo locale della malattia superiore al 90%, in piena linea con le migliori statistiche mondiali”.
Progressi importanti si registrano anche nei tumori della testa e del collo, che fanno registrare ogni anno in Italia circa 9mila nuove diagnosi. “Sono tumori complessi da curare per la varietà dei tipi istologici e della sede di insorgenza - precisa Fiore - Possono interessare naso e seni paranasali, ghiandole salivari, cavo orale, faringe e laringe, cioè tutte le neoplasie al di sopra della clavicola, escludendo quelle cerebrali. Molti tumori, come il carcinoma adenoideocistico delle ghiandole salivari e il melanoma mucoso - puntualizza - sono radioresistenti e richiedono alte dosi di radiazioni, un ambito in cui le nostre recenti pubblicazioni confermano l'efficacia dei trattamenti avanzati con l’adroterapia”.
Il dato più incoraggiante riguarda anche le forme più comuni di carcinoma spinocellulare dell’orofaringe associato al papilloma virus (Hpv) per cui diversi studi prospettici e uno studio randomizzato - prosegue la nota - dimostrano una riduzione degli effetti collaterali e un miglioramento della qualità di vita con controllo del tumore almeno equivalente nei pazienti trattati con protoni rispetto a fotoni.
In Italia si stimano circa 2.300 nuovi casi di tumori pediatrici ogni anno: circa la metà è rappresentata dai tumori solidi. “Rappresentano un campo importantissimo di applicazione della protonterapia – sottolinea Fiore - Nei tumori dei bambini l’obiettivo primario non è solo la guarigione, ma anche la riduzione degli effetti collaterali tardivi della radioterapia, noti ad esempio nei medulloblastomi e negli ependimomi. Vi possono essere deficit cognitivi, ritardi della crescita, insorgenza di tumori secondari radioindotti. In particolare, una metanalisi ha mostrato che, nei bambini con tumori del sistema nervoso centrale, la protonterapia è associata a un migliore mantenimento delle funzioni neurocognitive rispetto alla radioterapia con fotoni. Al Cnao, in collaborazione con la rete oncologica pediatrica italiana, vengono trattati circa 60 pazienti pediatrici all’anno, colpiti soprattutto da tumori cerebrali, della base del cranio e sarcomi. Nel contesto della re-irradiazione, inoltre - conclude Fiore - l’adroterapia offre un potenziale vantaggio rispetto alla radioterapia convenzionale grazie alla distribuzione di dose più conformata, che permette un migliore risparmio degli organi a rischio precedentemente irradiati. Sebbene le evidenze siano in continua evoluzione, i risultati disponibili suggeriscono un profilo di efficacia e sicurezza favorevole in pazienti accuratamente selezionati”.

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Nasce la Banca di credito cooperativo (Bcc) dell'Isola di Sardegna:
è la fusione tra Bcc Banca di Arborea (gruppo Iccrea), Confidi
Sardegna e Unifidi Sardegna. C'è già il via libera della Banca
centrale europea e il consenso delle rispettive assemblee: il 16
luglio per Confidi Sardegna, il 24 luglio per Unifidi Sardegna e il
25 luglio per Bcc Banca di Arborea.
Musica e proiezioni in luoghi identitari e di grande fascino. Cala
Gonone Jazz Festival riparte il 31 luglio alle 20:30 all'Acquario
con la proiezione di Su Maistu - Vita di Luigi Lai maestro di
Launeddas del regista Gianfranco Cabiddu. Un viaggio nella vita del
novantatreenne e massimo interprete vivente dell' antico strumento.
Dall'infanzia in Sardegna all'emigrazione e al ritorno nell'isola,
il film segue il Maestro nel suo percorso-dialogo musicale tra
tradizione e musiche del mondo, dai paesi della Sardegna ai
palcoscenici internazionali, Irlanda, Scozia, New York.
In passato i protagonisti sono stati i giovanissimi Rafael Nadal,
Novak Djokovic, Andy Murray, Gaël Monfils, Richard Gasquet,
Jo-Wilfried Tsonga, Marin Cilic e Juan Martín del Potro. Ora il
torneo internazionale che ha battezzato tutti questi campioni
arriva al Tennis club Cagliari.
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(Adnkronos) - Recuperare efficienza ed esplorare forme di lavoro diverse e meccanismi organizzativi alternativi. La carenza infermieristica in Italia è il sintomo di un’inefficienza strutturale del mercato del lavoro, oltre che un’emergenza numerica. È quanto emerge dallo studio Eurispes ‘Oltre il lavoro dipendente. Nuovi modelli organizzativi del lavoro nell’area infermieristica’, che invita a spostare il dibattito dal ‘quanti infermieri mancano’ al ‘come’ il sistema li impieghi, li trattenga e li valorizzi. Il mercato del lavoro infermieristico - spiega l'istituto di ricerca in una nota - presenta “alcune disfunzioni: precarietà, turn-over elevato, scarsa mobilità, condizioni contrattuali poco attrattive e barriere al riconoscimento dei titoli convivono, in alcuni casi, con carenze di personale e difficoltà di inserimento di nuove figure. Un paradosso che segnala come il problema non sia soltanto la disponibilità numerica di professionisti, ma anche la capacità del sistema di allocarli in modo efficiente”.
Aumentare i posti di formazione, da solo - continua la nota - “produce risultati limitati: serve agire sull’organizzazione del lavoro”. L’Italia conta 6,9 infermieri ogni mille abitanti, sotto la media europea di 8,9, con 464.193 iscritti all’Albo unico Fnopi- Federazione nazionale Ordini professioni infermieristiche (giugno 2026) e forti divari territoriali (dagli 86,2 ogni 10mila residenti del Lazio ai 52,2 della Campania). Ma i segnali più netti dell’inefficienza sono altri: “uno stipendio medio di circa 32,4mila euro, contro i 39,8mila della media Ocse; un’età media di 45 anni con crescente rischio di ricambio generazionale e una fuga verso l’estero di circa 5.770 professionisti nel 2025, diretti soprattutto verso Regno Unito (44%) e Svizzera (24%), in cerca di retribuzioni e carriere più competitive”.
Sul fronte opposto, il sistema ha risposto ai vuoti di personale infermieristico con strumenti emergenziali: a fine 2025 operavano in Italia quasi 20mila infermieri ammessi con procedure derogatorie. Le stesse categorie di rappresentanza degli infermieri ne chiedono il superamento anticipato e l’istituzione di elenchi dedicati. Un ulteriore segnale che "le soluzioni tampone" non sostituiscono una politica strutturale.
Lo studio individua nelle forme di esercizio professionale non subordinato – libera professione, modelli associati, e soprattutto il convenzionamento – una delle possibili leve per recuperare efficienza. Il riferimento è il modello dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta: professionisti non dipendenti ma convenzionati con il Ssn-Servizio sanitario nazionale, con tutele definite da accordi collettivi. Applicare una logica analoga agli infermieri aprirebbe una via intermedia tra lavoro subordinato e libera professione pura, capace di coniugare autonomia, flessibilità e integrazione nel servizio pubblico, senza scivolare nella precarietà.
In questa direzione si erano mossi gli emendamenti al Ddl sulle professioni sanitarie (poi non portati avanti), che prevedevano il reclutamento diretto di infermieri tramite contratti di collaborazione libero-professionale e il riconoscimento delle prestazioni infermieristiche nei Lea-Livelli essenziali di assistenza. Un percorso che oggi si affaccia anche come proposta di legge. Continuare a leggere la carenza infermieristica come un’emergenza di numeri condanna a rincorrere il problema con deroghe e soluzioni tampone. Il vero nodo è l’inefficienza del mercato del lavoro: un sistema che forma professionisti ma non riesce a trattenerli, valorizzarli e allocarli dove effettivamente servono. Andare “oltre il lavoro dipendente” significa esplorare meccanismi – come il convenzionamento – che restituiscano efficienza, purché regolati con equo compenso, tutele e trasparenza.
L’obiettivo non è tanto ‘avere più infermieri’ - conclude la nota - quanto costruire le condizioni perché possano esercitare pienamente il proprio ruolo ed essere trattenuti nel nostro Paese. Solo un approccio integrato – autonomia, tutele e programmazione – può trasformare la crisi attuale in un’occasione di riforma strutturale del lavoro infermieristico.

(Adnkronos) - "La possibilità che è data a questi soggetti di continuare sostanzialmente a comandare dall'interno delle carceri è un tema estremamente problematico". E' la denuncia del procuratore capo di Palermo Maurizio de Lucia nell'audizione davanti alla Commissione nazionale antimafia.
"Se noi consentiamo ai mafiosi di continuare dal carcere a fare i mafiosi anche l'attività delle forze di polizia, le misure cautelari, i processi che noi facciamo non hanno il risultato che invece dovremmo avere,il sistema del 41 bis funziona con dei correttivi che vi si possono apportare, ma il problema è che funzionerebbe meglio se funzionassero bene i due livelli dell'alta e della media sicurezza, perché questo consentirebbe ad esempio di non richiedere il regime del 41 bis per soggetti che probabilmente non hanno il carisma e la capacità di governo che hanno i veri capi delle organizzazioni mafiose".Il sistema non funziona", denuncia de Lucia.
"Quando gli arrestati entrano all'interno delle carceri nel giro di poche ore vengono muniti di apparecchi di comunicazione con l'esterno, device che possono essere fino a qualche tempo fa microcellulari, che è intuibile come venivano introdotti all'interno delle carceri, ma oggi sono smartphone e in misura molto consistente", dice il procuratore capo di Palermo. "Io ho anche i dati della quantità di apparecchi telefonici che sono stati reperiti all'interno delle carceri ed è un dato assolutamente importante", aggiunge il magistrato.

(Adnkronos) - "Più difficile andare ai Mondiali o scegliere un ct?", la stampa estera 'sfotte' l'Italia dopo il caos scoppiato intorno alla Nazionale. Nella giornata di ieri il caso Pirlo, uscito dalla corsa per sedere sulla panchina azzurra a causa dei suoi rapporti commerciali con Fonbet, provider russo di scommesse. La rinuncia al Maestro ha portato al successivo passo indietro di Maldini-Leonardo, che hanno rassegnato le dimissioni da, rispettivamente, direttore tecnico e consulente azzurro.
Il quotidiano spagnolo As parla di "terremoto Italia con Pirlo e Maldini", mentre Marca scrive di "Pirlo rompe il silenzio in mezzo alla tempesta: 'L’amore per l’Italia non dipende da un lavoro'". L’articolo di Marca si apre così: “Quella che sembrava una conclusione quasi definitiva si è trasformata, nelle ultime ore, in una delle saghe più discusse del calcio italiano".
L'Equipe invece parla di "Italia nella tempesta, ancora alla ricerca di un commissario tecnico" e poi una domanda che sa di sfottò: "È più difficile qualificarsi per i Mondiali o trovare un allenatore? In ogni caso, niente sta andando secondo i piani per i nuovi vertici della Figc". Più sintetica la Bild: "Che caos".
Sulla questione ct si è espresso anche Roy Keane, che ha attaccato in particolare Maldini e Leonardo: "Non mi sono piaciuti per niente. Per me, è stato un comportamento infantile, non lasci un progetto solo perché non hai ottenuto il tuo allenatore preferito. Il calcio non funziona così", ha detto l'ex centrocampista del Manchester United, mai banale, "la gente continua a parlare di lealtà e principi, e va bene. Mantieni la tua opinione, difendi la tua posizione. Ma una volta presa la decisione, il tuo lavoro è andare avanti. Questo è quello che fanno i leader. Non buttano via i loro giocattoli dal passeggino solo perché le cose non sono andate come volevano".
"Maldini e Leonardo sono leggende del calcio. Nessuno mette in dubbio ciò che hanno raggiunto come giocatori, ma non si tratta di reputazioni", ha continuato Keane rincarando la dose, "si tratta di responsabilità. L'Italia sta cercando di ricostruirsi dopo anni di delusioni e aveva bisogno di persone esperte di calcio per aiutare a stabilizzare la nave. Andarsene dopo solo un paio di settimane manda il messaggio sbagliato a tutte le persone coinvolte".

(Adnkronos) - “I miei soldi non sono un salvadanaio per i miei figli”. È questo il 'mantra' di Caroline Tapken, 65 anni, una donna britannica che ha scelto di investire i propri risparmi nei viaggi, alla scoperta del mondo, invece che nell'eredità da lasciare ai suoi figli. L'ultimo esempio? Un viaggio di tre settimane in Antartide costato quasi 18mila sterline (circa 21mila euro).
Intervistata dal Daily Mail, Caroline ha raccontato la sua filosofia di vita e il modo in cui ha deciso di vivere il momento che lei definisce il più bello di tutta la vita, la pensione. Una visione che si allontana dall'idea tradizionale secondo cui, dopo una vita di sacrifici, il patrimonio accumulato sarebbe da lasciare ai figli. La 65enne, che vive a Uxbridge, nei pressi di Londra, si definisce in una fase di "semi-pensione": continua infatti a lavorare come consulente, ma dedica gran parte del suo tempo libero alle sue passioni e ai viaggi.
L'itinerario della sua ultima avventura è iniziato a Buenos Aires, per poi proseguire verso Ushuaia, in Argentina, da dove si è imbarcata su una nave diretta in Antartide. Dodici giorni tra ghiacciai, prima di concludere il viaggio con una tappa in Uruguay e fare ritorno nel Regno Unito. Ma quello in Antartide non è stato l'unico viaggio importante degli ultimi anni: Caroline vuole continuare a spendere i suoi risparmi per vivere esperienze del genere, che definisce intense ed emozionanti.
Secondo la 65enne, molte persone affrontano la pensione con la preoccupazione di conservare il proprio patrimonio per i figli. Un concetto che lei non approva fino in fondo. Questo, però, non significa trascurare la famiglia. Al contrario, Caroline ha raccontato al quotidiano britannico di aver regalato ai figli e ai generi una vacanza di una settimana alle Barbados.
La sua scelta di vita è stata influenzata anche da un momento particolarmente difficile. Nel 2017, dopo 25 anni di matrimonio, ha divorziato mentre viveva in Thailandia, dove immaginava di trascorrere il resto della sua vita insieme all’ex marito. La separazione ha cambiato radicalmente i suoi progetti e l'ha spinta a rientrare nel Regno Unito.
Oggi Caroline invita, chi della sua generazione e chi ne ha la possibilità, a non rimandare i propri sogni. Per lei, la pensione rappresenta il momento ideale per concedersi quelle esperienze che, per anni, il lavoro e gli impegni non hanno permesso di farle.

Ci sarà un rintocco speciale a risuonare quest'anno l'11 settembre, a Ground zero, per ricordare - o, meglio, per non dimenticare mai - l'attentato delle Torri Gemelle che nel 2001 sconvolse il mondo, e la storia. Un suono tutto italiano, per far riecheggiare un messaggio universale. Sarà quello di una campana molisana, creata appositamente per celebrare questo 25° anniversario dalla Pontificia Fonderia Marinelli di Agnone, molto più di un'eccellenza del made in Italy: è, infatti, l'azienda artigiana a conduzione familiare più antica al mondo. Le sue origini affondano nel Medioevo e da mille anni la stessa famiglia, giunta alla 27ma generazione, tramanda di padre in figlio l'arte campanaria, che due anni fa è stata riconosciuta Patrimonio culturale immateriale dell'Umanità dall'Unesco, facendo di questo piccolo borgo in provincia di Isernia il custode di una tradizione unica.
A tenere alto il titolo oggi sono i fratelli Pasquale e Armando Marinelli, che portano avanti questa che è la più antica fonderia specializzata nella costruzione di campane. E proprio a loro si è rivolto il New York City Fire Department, per commissionare una campana commemorativa del 25° anniversario dell'attentato delle Torri Gemelle, su suggerimento di Dominick De Rubio, ex vigile del fuoco originario del Molise che da qualche mese dirige il New York City Fire Museum.
"E' un lavoro che abbiamo iniziato un anno fa - racconta ad Adnkronos/Labitalia Pasquale Marinelli - e ora ci siamo: il 31 luglio verrà fusa alla presenza dei referenti americani. Si sono rivolti a noi perché volevano creare un oggetto che ricordasse tutti i soccorritori caduti in quella tragedia, i vigili del fuoco ma anche medici e infermieri che morirono per le esalazioni. Sulla campana saranno incisi i loro volti e una frase per non dimenticare chi morì sul campo nel tentativo di dare una mano per salvare vite, in onore al loro sacrificio".
"La campana pesa cento chili - spiega - e il materiale è composto di 78 parti di rame e 22 di stagno, una lega molto dura che consente di ottenere un suono particolare. Sarà posta sopra una struttura di legno, sempre creata artigianalmente da noi, in cui saranno inseriti alcuni perni in acciaio recuperati dal crollo delle Torri Gemelle. Dopo la fusione, in agosto sarà cesellata e rifinita, per poi essere trasportata prima dell'11 settembre a New York a bordo di un aereo cargo e scortata anche da una delegazione di vigili del fuoco italiani che si sono messi a disposizione. Dopo le celebrazioni resterà a New York, nel Museo di Ground zero. Questa è per noi una grande emozione e questa è l'emozione del nostro lavoro".
Sì, perché questo lavoro se non ti emoziona non lo puoi fare, assicura Pasquale Marinelli: "A tutti i clienti dico che devono lasciarmi la possibilità di emozionarmi. Nella mia famiglia siamo tutti usciti dalla bottega, da sempre: anche quando hai il padre o il nonno che ti insegnano il mestiere, poi devi toccare con mano quello che non è scritto da nessuna parte". Ed è proprio questo che tiene ancora viva una passione dopo 27 generazioni: "Si cresce con radici molti forti, vivi tutto questo da ragazzino, vuoi conoscere la tua storia, scavare, sapere di più, poi cresci e si fortifica. Io ho avuto la fortuna di essermi affezionato a questa attività in anni non facili come i Duemila", sottolinea.
"Si impara facendo, si va a tentativi anche dopo 27 generazioni. E poi ci sono sempre situazioni nuove da affrontare, che richiedono innovazione, perché questo lavoro devi inserirlo in un mondo che va molto veloce. Allora innovi in un'attività che resta millenaria: basti pensare che si può fare anche senza corrente elettrica", dice Pasquale Marinelli, che non si scompone di fronte alla sfida dell'intelligenza artificiale: "E' uno strumento che deve andare a braccetto con la mia di intelligenza, può aiutare ma non avrà mai i miei sentimenti, con i quali mi approccio al lavoro. Quindi, l'artigiano si affaccia anche a questa innovazione, senza però perdere mai di vista il suo sentimento".
Tradizione e innovazione in questa arte millenaria sono raccontati nel Museo storico della campana che i Marinelli - l’unica sopravvissuta delle famiglie di fonditori di campane di Agnone - hanno creato attiguo al laboratorio nel 1997 e intitolato a Giovanni Paolo II, che nel marzo 1995 si recò in visita in fonderia. Il Museo, oltre a illustrare il procedimento che porta alla creazione di una campana modellata e fusa con la tecnica della cera, conserva importanti opere antiche ed è aperto per visite guidate, anche a scolaresche. E non sono pochi i traguardi anche più recenti che si aggiungono all'esposizione storica: nel 2024 si sono festeggiati i cento anni dello Stemma Pontificio concesso nel 1924 da Papa Pio XI (per cui si chiama 'Pontificia fonderia'). Poi è arrivato il riconoscimento Unesco per l'arte campanaria di Agnone e nel 2025 il francobollo commemorativo riconosciuto alle imprese storiche.
I figli di Pasquale e Armando sono la 27ma generazione dei Marinelli e, tra chi ancora studia, chi fa apprendistato e chi già è in azienda, sono una garanzia di continuità, a cominciare da Ettore, uno dei figli di Armando, che è l'artista che crea le sculture prodotte dalla fonderia accanto alle campane. Opere che vengono commissionate da ogni parte di Italia e del mondo e per occasioni speciali. Quest'anno era firmata Marinelli una campana arrivata al Festival di Sanremo e un'altra che con i suoi rintocchi ha festeggiato ogni traguardo tricolore alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina.
"Stiamo lavorando per Bari, per la Calabria, per il Centro Italia e proprio in questa settimana portiamo a Sora una campana che va a sostituire una creata sempre dalla nostra bottega cento anni fa", afferma ancora Pasquale Marinelli, che l'8 agosto è in partenza per Miami, dove è in corso un altro grande progetto americano: la realizzazione di quattro campane per una moderna chiesa sulla spiaggia. "Andiamo a installarle e speriamo bene per i forti venti, che ci preoccupano, e soprattutto a mostrare il grande lavoro che c'è dietro". Così, gli artigiani di Agnone ricorderanno ancora una volta che per costruire una campana occorrono tre mesi di lavoro, mille anni di tradizione, la passione di una vita e un'emozione sempre nuova.
(di Alessia Trivelli)

(Adnkronos) - Oggi è il giorno chiave per la Figc e la Nazionale dopo il caso Andrea Pirlo e il terremoto azzurro con le dimissioni della coppia Maldini-Leonardo. La caccia al nuovo commissario tecnico - Roberto Mancini o Antonio Conte, Thiago Motta o Raffaele Palladino - è un vero e proprio rebus che si è arricchito di una nuova pagina.
Nella giornata di ieri infatti, Paolo Maldini e Leonardo hanno rassegnato le dimissioni da, rispettivamente, direttore tecnico e consulente azzurro. Il presidente della Figc Giovanni Malagò ha tenuto una riunione straordinaria con tutte le componenti federali per cercare di mettere a posto tutti i pezzi del puzzle, in un quadro che si completerà con il consiglio federale in programma oggi, martedì 28 luglio.
Tutte le ultime news in diretta sul futuro della Nazionale.

(Adnkronos) - Ha dichiarato Michelangelo Suigo, Group Chief Public Affairs, Corporate Communication & Sustainability Officer di Engineering: “Con il Bilancio di Sostenibilità 2025 confermiamo un modello guidato da processi integrati e KPI misurabili, con risultati concreti e una rendicontazione credibile e comparabile. In Engineering continuiamo a lavorare per integrare sempre di più la sostenibilità nel business: è questo il metodo con cui operiamo per i nostri clienti, per le nostre persone, per il territorio. In questo percorso, l’Intelligenza Artificiale è un abilitatore chiave: governata con responsabilità, aiuta a misurare meglio gli impatti, ottimizzare processi e consumi e accelerare la transizione energetica e digitale, generando valore concreto. Proseguiamo con rigore e trasparenza per continuare ad essere un riferimento di sostenibilità per l’intero ecosistema digitale”.
Centrale il tema dell’intersezione tra Intelligenza Artificiale e sostenibilità. Con la sua architettura modulare IS-IA (Italy's Sovereign Intelligence Architecture), che si fonda sul LLM proprietario e sviluppato interamente in Italia EngGPT 2, Engineering mette a disposizione delle Pubbliche Amministrazioni e delle aziende italiane un modello di GenAI sovrano, efficiente e aperto, progettato secondo gli standard dell’AI Act e in grado di garantire ottime prestazioni energetiche, sia in fase di training che in fase di uso reale della piattaforma.
Il nuovo Bilancio di Sostenibilità racconta anche come Engineering traduce lo stretto legame tra AI e sostenibilità in progetti concreti per clienti, persone e comunità: dall’impiego di soluzioni di GenAI per il monitoraggio costiero a supporto dell’osservazione e della tutela degli ecosistemi marino costieri, all’uso di EngGPT Data Quality per rendere più efficace l’aggiornamento dei piani pandemici. La stessa logica guida lo sviluppo di GenAI conversazionale per la cittadinanza digitale, pensata per ridurre le barriere di accesso ai servizi pubblici.
Nel 2025 Engineering ha proseguito con risultati tangibili il proprio percorso di decarbonizzazione validato da SBTi nel luglio 2024. Le emissioni Scope 1 e 2 (market-based) segnano una riduzione del 46% rispetto alla baseline 2022 (-7% sul 2024), grazie al minor consumo di carburanti della flotta auto, all’aumento di mezzi elettrici e ibridi e agli interventi di efficientamento di spazi e consumi. Anche le emissioni Scope 3 si riducono (-5% sul 2024), grazie alla razionalizzazione degli acquisti di Gruppo e alla promozione della mobilità sostenibile.
Il consumo energetico totale del Gruppo cala del 7% rispetto al 2024, e quasi il 100% dell’elettricità consumata dagli uffici in Italia proviene da fonti rinnovabili. Particolarmente rilevante il piano di efficientamento dei Data Center: a Pont Saint-Martin e Vicenza il PUE si conferma a 1,47; nel Data Center di Torino è stata ottenuta una riduzione del 37% dei consumi elettrici con il Pue che migliora a 1,89, grazie all’installazione di un nuovo gruppo di continuità ad alta efficienza e all’ottimizzazione dei set point dei sistemi di condizionamento.
Sul fronte sociale prosegue il rafforzamento delle politiche di Diversity, Equity & Inclusion. Il gender pay gap in Italia si riduce dal -1,5% del 2024 al -1,12% nel 2025, confermando un trend strutturale di miglioramento; le donne in ruoli di leadership in Italia raggiungono il 20,8%.
Il Gruppo investe nei giovani talenti: nel 2025 sono state assunte 694 persone under 30 (51% delle nuove assunzioni), portando la popolazione in questa fascia anagrafica a oltre 2.300 dipendenti. Centrale il ruolo degli Academy Programs, percorsi formativi gratuiti dedicati ai giovani: nel biennio 2024-2025 sono state attivate 17 edizioni con oltre 200 partecipanti, e un tasso di assunzione post-Academy del 68% nel 2025.
Nel 2025 è stato consolidato un approccio integrato al benessere delle persone, articolato su quattro pilastri: Benessere Fisico, Mentale, Sociale e Finanziario. Particolare attenzione è stata dedicata al benessere mentale tramite il programma ENG-Care, che amplia le iniziative per il supporto psicologico e per il work-life balance.
Engineering ha rafforzato il presidio di governance con l’introduzione della nuova funzione Compliance & Data Protection, che centralizza la conformità normativa per l’intero Gruppo nell’anno dell’entrata in vigore dell’AI Act europeo e del rafforzamento continuo dei presidi di privacy e cybersecurity.
Sul fronte dell’Intelligenza Artificiale è stata pubblicata la Policy AI Governance Strategy, che recepisce nei processi aziendali i contenuti dell’AI Act e l’impegno assunto con la sottoscrizione dell’AI Pact, orientando il framework di governance dell’AI di Engineering a sicurezza, equità e rispetto dei diritti umani. È stato inoltre adottato il Modello Organizzativo NIS, che definisce il framework di governance del Gruppo per garantire l’applicazione capillare e l’aggiornamento costante delle misure tecniche, operative e organizzative richieste dalla Normativa NIS2.
Engineering ha consolidato il proprio impegno per una filiera responsabile: il 70% dei Top Fornitori (rispetto al 48% del 2024) è sottoposto a valutazione di sostenibilità tramite un questionario dedicato e/o ha definito target allineati allo standard SBTi, a conferma della volontà del Gruppo di contribuire allo sviluppo di un ecosistema industriale fondato su princìpi di sostenibilità ambientale, sociale ed economica.
Il modello di sostenibilità del Gruppo è stato confermato dalle principali agenzie di rating: nel 2025 Engineering ha ottenuto la medaglia Platinum di EcoVadis (Top 1% globale), confermato lo score “B” di CDP Climate Change ed è stata inclusa nella A-List del Supplier Engagement Assessment di CDP. Confermato anche lo score “A” di Synesgy.
Ha inoltre ottenuto il riconoscimento Top Employer Italia 2025 (confermato anche nel 2026), è stata inserita tra i 100 migliori datori di lavoro per le donne in Italia e tra i Top Job – Best Employers di ITQF. Ulteriori conferme sono arrivate dalla classificazione tra le prime cinque imprese italiane nella categoria Sostenibilità sociale del Blue Green Economy Award e dal Mission Fleet Awards 2025 al Mobility Manager per l’approccio sostenibile alla gestione della flotta.
Il Bilancio di Sostenibilità 2025 è stato sottoposto per il quinto anno consecutivo a revisione da parte di un ente terzo, Deloitte & Touche S.p.A..
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