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Il Ctm potenzia Amicobus, il servizio di trasporto a chiamata
dedicato alle persone con disabilità e agli abitanti di otto Comuni
dell'area metropolitana di Cagliari che non possono accedere alle
linee ordinarie, in particolare invalidi civili e anziani over 65
non autosufficienti o con limitazioni psicofisiche accertate. Dieci
nuovi autobus portano a 14 i mezzi della flotta speciale e
sostituiscono mezzi che avevano già circa un milione di chilometri
percorsi.
Marina Café Noir riparte da Giliácquas, Elmas, per tre giornate
di grande letteratura, musica, letture e incontri. L'appuntamento
con la 24/a edizione è per il 19, 20 e 21 giugno. Tra gli ospiti di
quest'anno lo scrittore Maurizio de Giovanni, la reporter di guerra
Francesca Mannocchi, il premio Pulitzer Nathan Thrall, la
scrittrice palestinese Adania Shibli, il giovane autore francese
Mokhtar Amoudi, la podcaster Chiara Tagliaferri, gli scrittori
Dario Ferrari e Jón Kalman Stefánsson. Per la musica Ginevra Di
Marco, Guido Catalano, Willie Peyote, Motta e Tonino Carotone.
"Cambiare rotta" è il tema scelto dal Chourmo,
l'associazione culturale che promuove Marina Café Noir. "Un invito
a ripensare traiettorie e approdi individuali e collettivi -
spiegano gli organizzatori - dentro un presente instabile
attraversato da conflitti, trasformazioni tecnologiche e nuove
forme di smarrimento. Attorno all'idea del viaggio, della deriva e
del cambiamento fisico, linguistico, sentimentale e politico il
Festival costruirà ancora una volta uno spazio di confronto,
racconto e condivisione, inaugurando anche una nuova avventura
sulle rive della laguna di Giliàcquas, a Elmas".
Anche quest'anno il Festival renderà omaggio ad
alcune figure fondamentali dell'immaginario letterario e musicale
contemporaneo. Si parte con L'uomo delle stelle, tributo a David
Bowie affidato alla voce intensa di Ilaria Porceddu. Mentre Daniel
Dwerryhouse porta in scena Stefano Benni e il suo Bar Sport. Torna
infine la fascia MCN Kids per bambini e famiglie tra arte di strada
e giocoleria.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
Da non perdere...
Nel 2025 il 70% dei passeggeri di Amicobus, il servizio di
trasporto a chiamata del Ctm esteso da quest'anno a 8 comuni
dell'area metropolitana di Cagliari, l'ha prenotato per visite
mediche e terapie. Il 15% aveva motivi di lavoro, il 6% doveva
raggiungere la scuola. Il 68% degli utenti - persone con
disabilità, invalidi civili, anziani over 65 non autosufficienti o
con limitazioni psicofisiche accertate - richiede il servizio da
tre a sei volte a settimana.
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(Adnkronos) - Novak Djokovic torna in campo al Roland Garros 2026. Oggi, venerdì 29 maggio, il serbo affronta il brasiliano Joao Fonseca - in diretta tv e streaming - nel terzo turno del torneo parigino. Il serbo è reduce dalla vittoria nel secondo turno contro il francese Valentin Royer, mentre il sudamericano ha avuto la meglio su Dino Prizmic.
In caso di passaggio del turno, Djokovic affronterà il vincente di Ruud-Paul.

(Adnkronos) - In gara a Sanremo? "Me lo dicono tutti ma dovrei capire come". Così Cristina D'Avena, in occasione di Cartoons On The Bay in corso a Pescara, parla della possibilità di vederla in gara sul palco dell'Ariston. La condizione fondamentale, secondo la regina delle sigle tv, è trovare la canzone perfetta: "Devi cantare una canzone super potente, che ti appartenga veramente, che tu riesca realmente a vestire".
L'artista esclude un pezzo banale che potrebbe sembrare un sigla, ma anche una "canzone struggente" che non la rappresenterebbe. "Non sarei io, perché sono una persona solare, allegra", spiega. La ricerca è per un brano che sia un "giusto compromesso tra l'allegria" e la coerenza con il suo percorso, un pezzo "super riconoscibile" ma non scontato. Forte di una carriera costellata di dischi d'oro e di platino, l'artista sente la responsabilità della scelta: "O la scrivo io o me la scrive qualcuno che mi conosce bene", dice, lasciando di fatto aperta la porta al sogno di vederla finalmente in competizione sul palco più importante d'Italia.
Di fatto, però, nell'ultimo Festival D'Avena è stata comunque protagonista nella serata cover, con la versione super rock di 'Occhi di gatto' insieme alle Bambole di pezza. “Quando sono stata contattata dal loro manager per cantare una delle mie sigle abbiamo deciso di fare 'Occhi di gatto'. Ho visto che erano belle rock come band e ho detto loro: 'Fatela bella potente perché noi dovremo essere potentissime sul palco'. Hanno fatto una rielaborazione rock mettendoci dentro anche i Led Zeppelin. Bravissime loro e bravissima la cantante Cleo. È stata un'esplosione di energia e di potenza”.

(Adnkronos) - “Questa fiera rappresenta una seconda opportunità per gli artigiani di incontrare il nostro pubblico in una versione estiva, dove l'offerta e le proposte dei prodotti ovviamente tengono conto della stagionalità. E poi significa un grande momento di convivenza, di pace in un mondo così in conflitto: il desiderio di potersi incontrare mettendo al centro la diversità, la storia e l'identità di ognuno, nel rispetto e nella valorizzazione. Credo che sia una risposta significativa a questo bisogno di pace che tutti abbiamo”. Antonio Intiglietta, presidente di Ge.Fi - Gestione Fiere Milano, commenta così ‘Anteprima d’Estate’, l’evento promosso da Artigiano in Fiera e inaugurato oggi a Fieramilano Rho.
La manifestazione, in programma fino al 2 giugno, si colloca nel periodo estivo, “un momento di riposo, un momento di festa, un momento d'incontro”, osserva Intiglietta. “I cinque giorni di durata rendono accessibile la fiera anche ai più piccoli imprenditori - riprende - e offre grandi novità da scoprire in questi giorni. È, di conseguenza, un'ottima occasione per far affacciare a un mercato più ampio, come quello della nostra Fiera, nuove realtà composte in particolare da giovani donne”, conclude.

(Adnkronos) - Jannik Sinner ha giocato troppo negli ultimi mesi? L'eliminazione prematura del fuoriclasse azzurro al Roland Garros fa discutere gli appassionati e continuerà a essere un tema all'ordine del giorno nelle prossime settimane. Intanto, Jannik ha lasciato intuire che adesso avrà bisogno di una pausa dopo gli 'straordinari' in giro per il mondo tra i vari Masters 1000 dominati in lungo e in largo, fino agli Internazionali di Roma. A Parigi, il numero uno del ranking Atp si è fermato dopo 30 vittorie. E ora, dopo il ko in Francia, la pausa potrebbe essere decisiva per tentare la difesa del titolo Slam a Wimbledon.
"Come ho detto all’inizio dell’anno - ha spiegato ieri Jannik - questo era il mio obiettivo principale. Un'uscita precoce non è ciò che cercavo. Ma non sai nemmeno se le cose sarebbero cambiate se magari avessi saltato Madrid e giocato solo Roma, o saltando Roma per venire qui. Ho fatto tante settimane di allenamento e questo è positivo. Dopo Wimbledon poi mi concentrerò sul cemento americano". In vista di Londra, Jannik cercherà dunque di recuperare le energie senza altri tornei (saltando per esempio Halle, vinto nel 2024). Per andare a caccia di uno storico bis.

(Adnkronos) - Sono salvi i manifesti degli anni ‘40 emersi dopo l’eliminazione di alcune vetrine in via Cola di Rienzo. Il Primo Municipio, si legge in una nota, si è impegnato per salvaguardare questo piccolo pezzo di storia della nostra città: grazie all’Istituto centrale per la patologia degli archivi e del libro della Direzione Generale Archivi e al sua direttore Leo Tarasco sono state rimosse con cura.
"Stiamo interloquendo con gli uffici preposti per poter valorizzare questi reperti e metterli all’interno del nuovo mercato dell’Unità una volta terminati i lavori. Grazie anche al consigliere Lorenzo Santonocito e a tutti i cittadini che hanno allertato la pubblica amministrazione e anche protetto le affissioni fino ad oggi", conclude la nota.

(Adnkronos) - Affidano a chatbot e intelligenza artificiale la costruzione di diete drastiche e regimi alimentari 'su misura'. I disturbi alimentari in età pediatrica stanno cambiando volto e oggi si muovono sempre più spesso tra selettività estrema, uso del digitale e fai-da-te. Dell'impatto dell'intelligenza artificiale nel rapporto degli adolescenti con il cibo, il peso corporeo e le diete fai-da-te, fenomeno emergente osservato sempre più spesso dai pediatri, si è parlato al congresso della Società italiana di pediatria (Sip) che si conclude oggi a Padova. "Accanto ad anoressia e bulimia - rilevano i pediatri - emergono infatti nuove forme di disagio: da un lato l'Arfid (Avoidant/Restrictive Food Intake Disorder), disturbo evitante-restrittivo dell'alimentazionem in forte crescita tra i più piccoli; dall'altro l’uso sempre più diffuso di chatbot nutrizionisti tra gli adolescenti, con il rischio di diete squilibrate e comportamenti alimentari pericolosi".
L'Arfid è uno dei disturbi alimentari emergenti dell'età pediatrica e riguarda bambini che sviluppano una forte restrizione o evitamento del cibo non legati al desiderio di dimagrire o all'immagine corporea, ricorda la Sip in una nota. Alla base ci sono spesso selettività estreme, rifiuto di consistenze, colori o odori degli alimenti e una crescente difficoltà ad ampliare la dieta. In alcuni casi il disturbo compare dopo episodi vissuti come traumatici dal bambino, come soffocamento, vomito o forte disagio gastrointestinale. Le conseguenze - si legge - possono essere importanti: rallentamento della crescita, perdita di peso, carenze nutrizionali anche severe e forte difficoltà nella vita sociale, con bambini e ragazzi che finiscono per evitare feste, mense scolastiche o pasti condivisi. Non si tratta di semplici 'capricci a tavola', precisano gli esperti. Oggi l'Arfid viene considerato sempre più vicino ai disturbi dell'asse intestino-cervello, condizioni in cui apparato digerente e sistema nervoso centrale si influenzano reciprocamente, alterando fame, sazietà, paura e risposta agli alimenti. "Alcuni bambini arrivano a eliminare intere categorie alimentari, soprattutto frutta e verdura, fino a sviluppare deficit nutrizionali importanti", afferma Antonella Diamanti, presidente Sigenp (Società italiana di gastroenterologia, epatologia e nutrizione pediatrica), affiliata alla Sip, e responsabile dell'Unità operativa Malattie digestive e riabilitazione nutrizionale dell'ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. "Tra questi riportiamo una crescente diagnosi di casi di scorbuto da grave carenza di vitamina C, associato a diete estremamente selettive, malattia che ritenevamo appartenesse al passato".
Le stime parlano di una prevalenza compresa tra lo 0,3% e il 15,5% nella popolazione pediatrica generale; quindi il disturbo sembra tutt'altro che raro. "Stiamo registrando una forte crescita dei casi di Arfid: negli ultimi 5 anni l'aumento nel nostro ospedale è stato superiore al 60% - sottolinea Diamanti - Si tratta di bambini con una selettività alimentare molto marcata, che può compromettere crescita, equilibrio nutrizionale e vita sociale". Tra i segnali che possono far sospettare l'Arfid, la Sip indica: mangiare solo un numero molto limitato di alimenti; rifiutare consistenze, colori o odori di alcuni cibi; paura di soffocare, vomitare o stare male dopo aver mangiato; eliminare intere categorie alimentari, soprattutto frutta e verdura; i pasti diventano motivo di ansia o conflitto familiare; evitare mense scolastiche, feste o situazioni sociali che coinvolgono il cibo; perdere peso o rallenta la crescita e mostrare rituali rigidi durante i pasti, come masticare a lungo o bere continuamente acqua per deglutire.
Parallelamente - segnalano i pediatri - tra gli adolescenti si sta diffondendo un fenomeno nuovo: il ricorso sempre più frequente a chatbot e applicazioni di intelligenza artificiale per costruire autonomamente diete e regimi alimentari. Secondo l'Atlante dell'infanzia a rischio di Save the Children, oltre il 92% degli adolescenti italiani utilizza strumenti di intelligenza artificiale e più del 40% si rivolge ai chatbot per consigli su decisioni personali importanti. In questo contesto, cresce anche il ricorso all'Ai per ottenere indicazioni alimentari e nutrizionali. I chatbot vengono percepiti dai ragazzi come strumenti immediati, anonimi e 'amichevoli', capaci di rispondere in modo confidenziale e incoraggiante. Ma le diete generate dall'Ai possono trasformarsi in un rischio concreto, soprattutto in una fase delicata come l'adolescenza, avverte la Sip. Una recente ricerca pubblicata su 'Frontiers in Nutrition' ha confrontato le diete elaborate da diversi chatbot di Ai con quelle preparate da dietisti per adolescenti. Il risultato? I sistemi di Ai tendevano a proporre regimi alimentari squilibrati, con un apporto calorico inferiore di quasi 700 calorie al giorno rispetto ai piani elaborati dagli specialisti. Le diete generate dai chatbot risultavano inoltre troppo ricche di proteine e grassi e troppo povere di carboidrati rispetto alle raccomandazioni nutrizionali per l’età adolescenziale, una fase cruciale per crescita, sviluppo osseo e maturazione cognitiva.
"L'intelligenza artificiale tende a sommare in maniera meccanica gli apporti calorici, senza considerare davvero età, crescita, attività fisica o condizioni cliniche dell'adolescente - evidenzia Diamanti - L'Ai può essere uno strumento utile, ma non può sostituire il medico o il nutrizionista nella costruzione di una dieta per un adolescente. Senza la guida di un professionista, il rischio è quello di seguire regimi alimentari inappropriati o potenzialmente dannosi". Il pericolo non riguarda solo restrizioni caloriche inappropriate, ma anche la costruzione di un rapporto distorto con il cibo, fondato su controllo ossessivo, eliminazione di alimenti e paura di ingrassare. "Queste riduzioni estreme - ammonisce l'esperta - possono trasformarsi in ossessioni e disturbi del comportamento alimentare".
La nuova sfida chiama in causa pediatri, famiglia e scuola. "Oggi il rapporto con il cibo si costruisce anche online - conclude Rino Agostiniani, presidente Sip - Per questo la prevenzione non può limitarsi alla tavola, ma deve includere educazione alimentare, educazione digitale, scuola e famiglie. Non è solo cosa mangiano bambini e ragazzi, ma come imparano a vivere il cibo, anche attraverso gli strumenti digitali, a rappresentare una delle nuove sfide per la pediatria".

(Adnkronos) - "Viviamo attualmente una realtà in cui una fetta importante di bambini nel nostro Paese è in sovrappeso o obeso: se sommiamo le due situazioni, arriviamo a circa il 30% dei bambini. Questo in larga parte è dovuto a un eccesso di alimentazione e, al tempo stesso, a una riduzione dell'attività fisica. Come contraltare a tutto questo ci troviamo anche a dover fronteggiare il rischio delle 'diete senza', cioè diete fatte magari affidandosi solo a quello che consiglia l'intelligenza artificiale dello smartphone, in cui si vanno a togliere o a sostituire degli alimenti magari mettendo al loro posto altri alimenti apparentemente più adeguati". Così Rino Agostinani, presidente Società italiana di pediatria (Sip), commenta all'Adnkronos Salute alcuni dati diffusi, all'81esimo congresso italiano di pediatria che si conclude oggi a Padova.
"In realtà, questi ragazzi spesso finiscono nell'ambito degli ultraprocessati, che sono alimenti ricchi di un grande numero di componenti, ma molto lontani da quella che è la naturalità del cibo e la naturalità degli alimenti che la nostra genetica è abituata a utilizzare - avverte l'esperto - Le ripercussioni non riguardano solo una introduzione impropria ed eccessiva di calorie, ma anche il mettere in contatto il nostro corpo con tutta una serie di sostanze che spesso hanno ripercussioni negative anche su altri aspetti della salute".

(Adnkronos) - La European Society of Hypertension (Esh) ha conferito a Enrico Agabiti Rosei l''Alberto Zanchetti Life Achievement Award' con la seguente motivazione: "Per i grandi risultati ottenuti e il continuo impegno nella ricerca scientifica nel campo della ipertensione arteriosa". La consegna del premio è avvenuta ieri, durante la cerimonia d'apertura del meeting annuale dell'Esh 2026 che quest'anno si tiene a Danzica, in Polonia.
Agabiti Rosei è professore emerito di Medicina interna dell'università di Brescia, dove ha diretto per molti anni la cattedra di Clinica medica. E' stato presidente della Società italiana della ipertensione arteriosa (Siia) e dell'Esh. Ha fatto parte del consiglio direttivo di numerose società scientifiche italiane e straniere. Ha trascorso periodi di studio e ricerca in qualificati centri della Gran Bretagna e degli Stati Uniti. E' autore di numerose pubblicazioni scientifiche (è nel World's 2% Top Scientist). Attualmente è presidente di Fondazione Camillo Golgi per la ricerca biomedica.
"L'ipertensione arteriosa colpisce una larga parte della popolazione ed è tuttora una delle principali cause di elevata mortalità e morbilità cardiovascolare in tutto il mondo - afferma Agabiti Rosei - Infatti, circa 1 persona su 3 ne è affetta, ma purtroppo, nonostante il grande progresso nella diagnosi e terapia degli ultimi decenni, solo una minoranza di pazienti presenta valori pressori ben controllati dal trattamento. E' quindi necessario rafforzare la ricerca scientifica e migliorare l'implementazione pratica nella popolazione generale delle ampie conoscenze già acquisite. Esh è un fondamentale punto di riferimento per la ricerca e la sensibilizzazione su questi temi e quindi mi sento profondamente onorato per l'importante riconoscimento".

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(Adnkronos) - L'esperienza del Covid "ha lasciato un'eredità importante nella gestione delle emergenze sanitarie. Contro virus emergenti l'Italia è più preparata, ma il Ssn presenta ancora criticità soprattutto sul fronte della sanità territoriale e della carenza di specialisti". Così all'Adnkronos Salute Antonio Magi, segretario generale del Sumai-Assoprof, il sindacato dei medici specialisti ambulatoriali, parlando dei recenti allarmi legati a hantavirus ed Ebola e della capacità del Paese di rispondere tempestivamente a eventuali nuove emergenze epidemiche.
Secondo Magi, "oggi l'Italia dispone di strumenti più strutturati rispetto al passato: esistono reti di sorveglianza epidemiologica, protocolli condivisi e una maggiore capacità diagnostica dei laboratori. Tuttavia - spiega - il vero nodo resta la rapidità organizzativa e la capacità di garantire una risposta uniforme in tutte le Regioni. Il piano pandemico non può attivarsi solo durante l'emergenza - sottolinea - ma deve essere costantemente aggiornato e integrato con le attività sanitarie del territorio". A preoccupare Magi è il "coordinamento operativo del sistema sanitario regionale, chiamato a reagire in modo omogeneo e immediato davanti a possibili focolai".
Il segretario generale di Sumai-Assoprof invita comunque a "distinguere chiaramente tra virus" come Ebola o hantavirus e il Covid-19. "Le modalità di trasmissione sono molto diverse", precisa: "Nel caso di Ebola e hantavirus è necessario un contatto diretto con persone sintomatiche, mentre il Covid poteva essere diffuso anche da soggetti apparentemente sani. Per questo, al momento, non esistono le condizioni per un allarme simile a quello vissuto durante la pandemia da Sars-CoV-2". Il punto più critico resta però la medicina territoriale. "La vera sfida si gioca sul territorio" rimarca Magi, ricordando come durante il Covid "proprio le difficoltà dell'assistenza territoriale abbiano contribuito alla crisi degli ospedali. A preoccupare è soprattutto la carenza crescente di medici specialisti e di professionisti della medicina generale. Sebbene esista già un collegamento tra medici di famiglia, pediatri e specialistica ambulatoriale, mancano le risorse umane necessarie per garantire una risposta efficace e tempestiva".
"Bisogna investire sugli specialisti e rafforzare l'integrazione con i dipartimenti di prevenzione - afferma Magi - L'obiettivo è riuscire a gestire contemporaneamente sia eventuali emergenze epidemiche sia le normali patologie acute e croniche, che durante il Covid hanno spesso subito ritardi e disagi assistenziali". In questo contesto viene indicato come strategico anche il ruolo delle Case di comunità, "considerate uno strumento fondamentale per rafforzare la presa in carico territoriale e migliorare la capacità di risposta del sistema sanitario".
I focolai di Ebola e hantavirus ripropongono il tema della One health, l'approccio che collega salute umana, salute animale e tutela dell'ambiente. Secondo Magi, "il principio è ormai condiviso, ma ancora non pienamente applicato. Le zoonosi, cioè il salto dei virus dagli animali all'uomo, sono favorite anche dai cambiamenti ambientali e dalla distruzione degli ecosistemi. Deforestazione, inquinamento e uso massiccio di pesticidi modificano infatti gli equilibri naturali e aumentano il rischio di nuove emergenze sanitarie. Per questo, One health non può restare solo uno slogan: deve diventare una vera cultura della prevenzione e una priorità strutturale delle politiche sanitarie e ambientali", conclude il segretario generale Sumai-Assoprof.

(Adnkronos) - "In Italia circa 15 milioni di persone avrebbero bisogno di cure per una forma di dipendenza, ma solo l'8% accede realmente ai servizi sanitari dedicati, da qui la neccessità di un maggior impegno politico e investimenti. Nel nostro Paese si stimano circa 13 milioni di fumatori, quasi 1,5 milioni di consumatori di cocaina e circa 400mila persone che fanno uso di oppiacei. Per il gioco d'azzardo, invece, si parla di circa 1 milione di giocatori problematici adulti e di 800mila giovani con un contatto continuativo con piattaforme di gioco". A lanciare l'allarme all'Adnkronos Salute è Pietro Casella, esperto di medicina delle dipendenze e consigliere nazionale della Società italiana tossicodipendenze (Sitd), a margine di 'Parola alla medicina', format audiovisivo della Fism (Federazione società medico-scientifiche italiane), di cui Adnkronos è media partner.
"Le dipendenze non riguardano solo droghe, alcol o fumo - spiega Casella - ma anche comportamenti e strumenti digitali che possono provocare danni fisici, psicologici, sociali ed economici. Inoltre, colpiscono uomini e donne di ogni età e classe sociale, in modo trasversale e democratico". Secondo l'esperto, si parla di vera dipendenza quando una persona, pur convinta di poter smettere in qualsiasi momento, si rende conto di non riuscirci. "Vale per il fumo, per l'alcol, per il gioco d'azzardo e sempre più anche per social network e dispositivi digitali". Particolare preoccupazione desta il fenomeno delle dipendenze digitali. "I dati sono ancora limitati perché si tratta di un fenomeno relativamente recente, ma un elemento appare chiaro: l'età del primo accesso si sta abbassando drasticamente. Stiamo andando sotto i 6 anni", avverte Casella, sottolineando il ruolo cruciale dei genitori nell'educazione all’uso della tecnologia.
Secondo l'esperto, non basta vietare: serve soprattutto sensibilizzare le famiglie. "Non si può usare lo smartphone come strumento per calmare un bambino, anche mentre lo si sta allattando al seno. Questa non è una questione che si può risolvere soltanto con le leggi, ma riguarda soprattutto l'educazione", precisa. In diversi Paesi, come Australia e Francia, l'accesso ai social network è regolato per i minori di 13 anni. Anche in Italia il dibattito è aperto. Ma, per Casella, il vero nodo resta la prevenzione precoce: "Bisogna educare i genitori già nei corsi pre-parto, spiegando l'importanza di ritardare il più possibile l'esposizione ai dispositivi digitali e dare il buon esempio". Il rischio, ammonisce, è che un'immersione troppo precoce nel mondo digitale favorisca disturbi emotivi, difficoltà nel controllo delle emozioni e, nei casi più gravi, veri e propri disturbi psichiatrici: "Le dipendenze digitali possono diventare anche una porta d'accesso ad altre dipendenze, come droghe, gioco d'azzardo e gaming patologico". Casella sottolinea infine la necessità di interventi mirati sul territorio. "Le campagne di massa spesso hanno effetti limitati. Serve un lavoro capillare con pediatri, consultori familiari, scuole e comunità locali". Fondamentale anche una migliore comunicazione sanitaria: "Fare una buona informazione significa rendere più efficaci le cure".

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Sarda News - Notizie in Sardegna
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