
(Adnkronos) - Oggi, centinaia di migliaia di pazienti con neoplasie ematologiche croniche e psoriasi restano fuori dal Piano nazionale della cronicità. Salutequità, Ail (Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma) e Apiafco (Associazione psoriasici italiani amici della fondazione Corazza) lanciano la richiesta congiunta, al ministero della Salute e alle Istituzioni, per includere subito queste patologie nella programmazione nazionale per garantire equità di accesso alle cure e ridurre le disuguaglianze territoriali e i costi a carico di famiglie e Inps. “La gestione delle malattie croniche in Italia rappresenta una sfida sempre più incalzante e complessa - afferma il presidente di Salutequità Tonino Aceti - Grazie alla disponibilità del ministero della Salute abbiamo promosso un momento di confronto multistakeholder affinché il Piano nazionale della cronicità (Pnc) faccia un passo avanti per rafforzare l’equità del nostro Servizio sanitario nazionale. Il nuovo Piano nazionale prevede la possibilità di aggiornare periodicamente le schede di patologia contenute nella sua parte seconda. Neoplasie ematologiche croniche e psoriasi rispondono pienamente ai criteri di cronicità definiti dal Pnc. Lavorare su questo fronte - precisa - significa costruire un sistema che non lasci indietro nessuno. Oggi, insieme alle associazioni pazienti, stiamo chiedendo esattamente questo alle Istituzioni” .
L’appello - informa Salutequità in una nota - è stato presentato oggi al ministero della Salute nel corso dell’evento ‘Equità di accesso alle cure in oncoematologia e psoriasi. L’aggiornamento del Piano Nazionale Cronicità per garantire più diritti dei pazienti’ - promosso da Salutequità con il patrocinio di Ail e Apiafco - che ha riunito istituzioni, clinici ed esperti per discutere l’aggiornamento del Piano Nazionale della Cronicità e le criticità ancora irrisolte. L'iniziativa - per gli organizzatori - segna un momento di forte convergenza tra le associazioni di pazienti, la comunità scientifica e le organizzazioni che da tempo denunciano un vulnus nel sistema di programmazione sanitaria nazionale: centinaia di migliaia di persone affette da condizioni croniche complesse non godono di una pianificazione nazionale dedicata che garantisca programmazione, continuità assistenziale ed equità di accesso alle cure. Non gestire adeguatamente queste cronicità significa aumentare ricoveri evitabili, frammentazione assistenziale e costi a carico delle famiglie.
“Oggi molte neoplasie ematologiche sono diventate patologie croniche - spiega Gaetano Biallo, direttore generale Ail - I progressi della ricerca ci hanno consegnato pazienti che vivono più a lungo - in molti casi con un'aspettativa di vita sovrapponibile a quella della popolazione sana. È una conquista straordinaria. Ma la programmazione sanitaria deve progredire velocemente. L’ingresso nel Piano cronicità è indispensabile per garantire continuità assistenziale e supporto ai pazienti e alle famiglie”.
Aggiunge la presidente Apiafco, Valeria Corazza : “La psoriasi, oggi denominata malattia psoriasica, non è una semplice patologia della pelle, è una malattia cronica sistemica con una importante rilevanza epidemiologica e un significativo impatto clinico ed economico” ha dichiarato Oggi più che mai è fondamentale riconoscere alla psoriasi la piena dignità normativa: una patologia troppo a lungo ignorata, che deve essere trattata al pari delle altre malattie croniche già incluse nel Piano nazionale delle cronicità”.
Durante l'evento - che si è svolto con il contributo non condizionante di BeOne Medicines e Ucb Pharma – si è discusso del Pnc, che nasce dall'esigenza di armonizzare le attività nell'ambito delle patologie croniche proponendo un documento condiviso con le Regioni che individui un disegno strategico comune, centrato sulla persona e orientato su una migliore organizzazione dei servizi. Il Piano prevede esplicitamente la possibilità di aggiornare periodicamente la propria parte seconda, quella relativa alle singole patologie. Nello specifico - riporta la nota - malattie che a tutti gli effetti rispondono ai criteri stabiliti dallo stesso Pnc per: rilevanza epidemiologica; gravità; peso assistenziale ed economico e difficoltà di accesso alle cure. Sono ancora escluse da questa programmazione, con conseguenze rilevanti: peso economico e sociale a carico delle famiglie; disuguaglianze territoriali nell’accesso alle cure; percorsi assistenziali non uniformi; accesso limitato alle terapie innovative; maggiore frammentazione tra ospedale e territorio.
In Italia - si legge nella nota - sono circa 500mila le persone che convivono con una patologia oncoematologica, e ogni anno si registrano oltre 30mila nuovi casi tra leucemie, linfomi e mieloma. I progressi della ricerca e delle terapie hanno trasformato molte neoplasie ematologiche in patologie croniche a lunga sopravvivenza, caratterizzate da bisogni assistenziali complessi e continuativi. Gli studi più recenti evidenziano, per il mieloma multiplo costi che superano i 10mila euro l'anno a carico di pazienti e famiglie. Oltre 8mila euro sono costi indiretti per riduzione e abbandono dell’attività lavorativa, perdita delle giornate di lavoro e calo della capacità produttiva. Oltre 2mila euro a paziente sono dovuti principalmente a spese per l’assistenza personale, l’acquisto di farmaci e le visite specialistiche. Per la Leucemia linfatica cronica e la macroglobulinemia di Waldenström, il costo medio per paziente è superiore a 42mila euro l'anno. I costi sanitari diretti rappresentano l'82% della spesa totale, inclusi i trattamenti e i ricoveri. Il restante 18% è imputabile a costi indiretti, cioè l'impatto sulla vita lavorativa, l'assenteismo, il ricorso agli ammortizzatori sociali e il sistema previdenziale che gravano pesantemente sulla società, sul paziente e sul caregiver. Per alcuni Linfomi a cellule B selezionati in Italia i costi diretti dell'assistenza sanitaria sono superiori ai 130 milioni di euro l’anno, mentre i costi a carico dell’Inps superano i 60 milioni di euro l’anno. Includere l'oncoematologia nel Pnc - secondo Salutequità - permetterebbe di standardizzare i Pdta e la gestione sul territorio, riducendo drasticamente questa dispersione economica e sociale a carico delle famiglie.
Per quanto riguarda la malattia psoriasica, in Italia, si stima che ne soffra una persona su 10 con cronicità o multicronicità. La malattia cronica immuno-mediata della pelle colpisce circa il 3% della popolazione nel nostro Paese. Una recente analisi di ‘real world evidence’ condotta in Italia stima in circa 1,4 milioni le persone con psoriasi a fine 2024, ma - informa Salutequità - si tratta di un dato verosimilmente sottostimato, poiché basato esclusivamente sulle informazioni registrate dal Ssn. Il profilo di comorbilità dei pazienti con malattia psoriasica è significativamente più grave rispetto alla media della popolazione, soprattutto per le patologie cardio metaboliche, infezioni ed altre patologie autoimmuni (es: 39% di pazienti con ipertensione, 22% con dislipidemie, 25% con infezioni). La sopravvivenza generale dei pazienti con malattia psoriasica è compromessa, con un rischio di mortalità superiore del 10% rispetto alla popolazione generale. Le opzioni terapeutiche sono numerose e il tasso di switch dalla prima (generalmente topica) alla seconda scelta di trattamento è solo 2,7 per 100 persone-anno, indicando complessità di gestione, rilevanza epidemiologica e gravità della patologia. Il paziente con malattia psoriasica ha necessità di utilizzo di risorse sanitarie del Ssn, e quindi un costo sanitario maggiore rispetto alla popolazione generale: il costo medio diretto annuo per paziente con psoriasi è di 1.654 euro contro 931 euro della popolazione generale (quasi l’80% in più). L’International Federation of Psoriasis Associations nella pubblicazione Speaking up for psoriasis Disease ha stimato un costo totale annuo per persona pari a 11.434 euro, comprendendo i costi sostenuti dal SSN e l’impattante spesa out of pocket (2022). Nel complesso questi dati indicano una importante rilevanza epidemiologica e un significativo impatto clinico ed economico della patologia.
Le associazioni promotrici dell’evento - riassume la nota - chiedono con urgenza: 1)L’inclusione formale delle neoplasie ematologiche croniche e della psoriasi nella parte seconda del Pnc; 2) La conseguente indicazione prioritaria di definire percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali (Pdta), anche integrati dalla Digital Health, con indicatori precisi e monitorabili; 3) Il rafforzamento dell’integrazione ospedale–territorio, in particolare per una diagnosi più tempestiva, il follow-up e la gestione a lungo termine. Infine, 5) La valorizzazione del ruolo delle associazioni di pazienti nei processi di programmazione, monitoraggio e valutazione della cronicità, come previsto dallo stesso Piano nazionale cronicità.

(Adnkronos) - "Trasformare i progressi della ricerca in maggiori possibilità di guarigione, grazie all’accesso all’innovazione, a percorsi terapeutici sempre più efficaci e al ruolo attivo delle pazienti, sempre più protagoniste all’interno della squadra di cura". È l’obiettivo del talk ‘Tumore al seno: la forza della squadra’ promosso da Novartis in occasione della Milano Health Week. In Italia, grazie alla diagnosi precoce e ai progressi terapeutici, la sopravvivenza a 5 anni nel tumore al seno ha raggiunto circa l’86%, uno dei valori più elevati in Europa, ma circa 1 donna su 5 può andare incontro a una ripresa della malattia nei primi 10 anni dalla diagnosi, rendendo centrale una gestione attenta e continuativa nel tempo.
La stima del rischio di recidiva di un tumore al seno in fase iniziale “è il compito più difficile per noi oncologi”, spiega Carmen Criscitiello, responsabile dell’Oncologia Mammaria dell’Irccs Istituto clinico Humanitas e dell’Oncologia Medica di Humanitas San Pio X. “Dopo la chirurgia, dobbiamo impostare un piano di cura adiuvante per ridurre questo rischio di recidiva e guarire quante più donne possibile. I fattori da considerare - chiarisce - sono principalmente: le dimensioni del tumore, l’interessamento o meno dei linfonodi ascellari e, nel caso, quanti linfonodi sono coinvolti. Poi, la biologia del tumore:i l’espressione dei recettori ormonali, l’indice proliferativo e il grado e, naturalmente, anche alcune caratteristiche della paziente, in particolare l’età, lo stato menopausale e l’eventuale presenza di una predisposizione genetica”.
Nel cancro al seno in fase iniziale, “in assenza di metastasi, grazie ai nuovi farmaci, abbiamo visto il rischio di recidiva abbassarsi sempre di più - sottolinea l’oncologa - Oggi riusciamo a guarire tante donne. Questo ci pone ancora di più davanti alla necessità di stratificare bene il rischio, per selezionare i trattamenti più appropriati per ciascuna donna. Significa dare una valutazione di efficacia - capire cosa serve per ridurre quel rischio - ma anche di tollerabilità e qualità di vita. Dobbiamo permettere a queste donne - precisa - non solo di vivere più a lungo e guarire, ma anche di vivere bene. C’è quindi grande attenzione alla personalizzazione delle cure, al reinserimento lavorativo, al ritorno all’attività sociale e familiare. Molto spesso queste sono donne nel pieno della loro vita sotto tutti i punti di vista ed è importante preservare anche questo aspetto”.
Sul fare squadra, per Criscitiello, ci sono due aspetti da considerate. “Il primo è gestire queste pazienti nell’ambito di un team multidisciplinare: le donne seguite all’interno di una Breast Unit hanno esiti migliori rispetto a quelle realtà che non ne dispongono. Il secondo è che la paziente stessa fa parte della squadra: può scegliere, in modo informato, cosa fare e cosa no. Oggi le pazienti hanno accesso a una enorme quantitià di informazioni, non solo attraverso Google, ma anche l’intelligenza artificiale. È una grande opportunità che porta in sé una sfida: non lasciare alla paziente l’onere di orientarsi da sola, ma accompagnarla, fornire informazioni corrette, aggiornate e, soprattutto contestualizzate alla sua storia clinica”.
La partecipazione alla Milano Health Week con Facciamo Squadra, “conferma l’impegno a costruire una collaborazione reale - evidenzia Chiara Gnocchi, Communication & Advocacy Head di Novartis Italia - un’alleanza tra pazienti, clinici, associazioni e sistema salute, nella quale la persona con tumore al seno, che dopo la chirurgia vorrebbe lasciarsi tutto alle spalle, non si senta sola, ma possa sentirsi ascoltata, informata e protagonista attiva del proprio percorso, che disponga cioè delle informazioni necessarie per fare le domande giuste e contribuire alla scelta del percorso di cura più adatto a lei”, come in una squadra.
“In 3 decenni di impegno nella lotta al tumore al seno abbiamo più volte portato innovazione terapeutica, non ci siamo mai fermati - afferma Gnocchi - In questa fase in cui ci stiamo spostando verso le fasi più precoci della malattia, ci siamo resi conto l’innovazione da sola non basta: per essere efficace deve essere accompagnata da percorsi di cura accessibili, continui e centrati sulla persona, non solo sul farmaco. Oggi la frontiera dell’innovazione terapeutica parla molto di medicina personalizzata, cioè in grado di rispondere alle caratteristiche biologiche e cliniche del tumore. Questo è fondamentale perché permette maggiore efficacia e minori effetti collaterali, che considera i aspetti personali: la qualità di vita, le abitudini, le esigenze individuali”.
Il punto di partenza è l’ascolto. Nella campagna, ‘Facciamo squadra’, abbiamo al nostro fianco le 4 principali associazioni di pazienti impegnate nel tumore al seno e l’ascolto diretto di di circa 100mila persone nei nostri canali web e social - evidenzia Gnocchi - I dati che abbiamo analizzato attraverso le associazioni e la nostra community, ci dicono che il 72% delle donne, dopo l’intervento chirurgico, è attivamente alla ricerca di risposte, spesso in autonomia, sul web, ma che soltanto il 45%, quindi meno di una su due, si sente pienamente informata rispetto al rischio di recidiva. Nel dover affrontare una nuova fase del percorso, per ridurre il rischio di recidiva, i dati ci dicono che spesso la donna si sente sola, fatica a parlarne con il clinico e cerca informazioni altrove. Da questo bisogno abbiamo capito che la qualità delle informazioni è parte integrante della cura. L’informazione porta infatti a un maggiore empowerment della paziente nel proprio percorso terapeutico”.
Le iniziative a sostegno della prevenzione delle recidive “partono innanzitutto dall’ascolto delle reali esigenze delle pazienti - rimarca Rosanna D’Antona, presidente Europa Donna Italia - Dopo l’intervento è naturale desiderare di lasciarsi alle spalle la malattia e tornare alla propria vita; tuttavia, proprio in quel momento è importante comprendere che il percorso di cura continua, attraverso le terapie adiuvanti – quando necessarie - i controlli e una strategia condivisa con il clinico per ridurre il rischio di recidiva. Il lavoro di un’organizzazione come la nostra - continua - si sviluppa su 2 piani complementari. Da un lato svolgiamo attività di advocacy affinché l’innovazione terapeutica sia resa disponibile nel minor tempo possibile e in modo equo su tutto il territorio nazionale: per noi è fondamentale che, nella valutazione dei nuovi farmaci e dei percorsi di cura, venga considerata sempre di più anche la prospettiva delle pazienti. Dall’altro lato, lavoriamo molto sulla formazione della nostra rete composta da 185 associazioni di pazienti con tumore al seno attive sul territorio, affinché possano essere un punto di riferimento competente, accogliente e vicino alle donne”.
Una donna “bene informata - prosegue D’Antona - può avere un ruolo realmente attivo nel proprio percorso di cura. Come Europa Donna crediamo fortemente nel principio che la comunicazione sia tempo di cura. Non è un elemento accessorio, ma parte integrante della presa in carico. Nello stesso spirito abbiamo attivato il progetto Laudato Medico Young, rivolto alla formazione dei giovani specialisti che lavoreranno nelle Breast Unit. L’obiettivo - conclude - è contribuire a costruire una cultura della cura in cui competenza clinica, ascolto e comunicazione vadano insieme, perché solo così la paziente può sentirsi davvero parte del proprio percorso terapeutico”, della squadra.

(Adnkronos) - Un drone è stato abbattuto in Lettonia dopo una allerta aerea e l'intervento di aerei militari della Nato in corrispondenza delle regioni di Rezica e Ludza, nell'est del Paese. Lo scorso maggio, la violazione dello spazio aereo lettone da parte di droni aveva innescato una crisi politica che aveva portato alle dimissioni del ministro della Difesa e alle successive dimissioni della Premier Evika Silina. Il drone oggi è stato intercettato da aerei da caccia francesi della operazione della Nato Baltic Air Policing. La Russia ha intensificato di recente la deviazione, con disturbo elettronico, di droni ucraini sui Paesi baltici.
Intanto nella notte sono stati lanciati da Mosca 155 droni e le forze di difesa ucraine ne hanno abbattuti 124. Il comando delle forze aeree ucraine scrive su Telegram che i droni sono stati abbattuti nel nord, nel sud e nell'est del paese.
Nel frattempo il traffico ferroviario è stato sospeso nel territorio della Crimea a seguito di un attentato contro un treno in servizio sulla tratta Mosca-Simferopol, che ha causato la morte di un macchinista. "I passeggeri di tutti i treni presenti nella penisola sono stati evacuati. I passeggeri di diversi treni provenienti da Mosca e San Pietroburgo vengono attualmente trasportati a Simferopol in autobus", si legge in un comunicato della compagnia ferroviaria 'Grand Service Express'. Sono stati sospesi cinque treni diretti in Crimea e tre provenienti dalla Crimea, con ritardi fino a 7 ore. Due giorni fa, le autorità della 'Repubblica Popolare di Luhansk' avevano imposto un divieto di circolazione dei passeggeri sull'autostrada Novorossiya e sulla strada R-150, citando "un'aggressione armata da parte delle Forze Armate dell'Ucraina". I continui bombardamenti su questa autostrada, che le autorità russe utilizzano per trasportare carburante in Crimea, hanno provocato una crisi energetica nella penisola.

(Adnkronos) - Un ritiro da paura per la Svizzera mentre prepara i Mondiali 2026, con l'area circostante il traing center presso la San Diego Jewish Academy, della nazionale elvetica infestato da serpenti. Ma non si tratta dell'ultimo reboot di 'Anaconda', anche se le stelle svizzere sono in stato di massima allerta dopo essere state avvertite della presenza di serpenti vicino al loro campo di allenamento. La nazionale è partita per San Diego per prepararsi alla partita d'esordio ai Mondiali contro il Qatar, in programma il 13 giugno. La squadra sta già affrontando le temperature umide degli Stati Uniti, mentre si adatta al nuovo ambiente, ma deve anche affrontare un altro problema allarmante: sulla mappa del loro campo di allenamento è stata segnalata una "zona infestata dai serpenti".
L'account ufficiale della squadra svizzera ha pubblicato una foto della propria struttura con le etichette che indicano le diverse sezioni, mostrando l'area riservata ai portieri sul retro del campo, mentre la palestra era coperta da un tendone. C'è anche uno spogliatoio situato proprio dietro la zona palestra. Ma l'account svizzero ha lasciato alcuni tifosi sbalorditi dopo aver definito un'enorme area intorno al campo di allenamento come una "zona serpenti". La zona problematica era stata contrassegnata con strisce rosso scuro e la scritta: "Attenzione ai serpenti". Secondo il Museo di Storia Naturale di San Diego, nella regione sono presenti quattro specie di serpenti a sonagli velenosi. Il post su Instagram è andato virale.
La Svizzera non è l'unica nazionale a stare in guardia contro la presenza di serpenti nel proprio ritiro per i Mondiali. Anche alla Norvegia è stato chiesto di prestare attenzione ai rettili pericolosi nel loro campo presso il Grandover Resort & Spa a Greensboro, nella Carolina del Nord. A Erling Haaland e ai suoi collaboratori è stato raccomandato di non "provocare" nessuno dei serpenti, che sono "molto comuni" a Greensboro. Il sito web della città afferma: "I serpenti testa di rame si trovano in tutti gli Stati Uniti orientali e sudorientali e sono molto comuni a Greensboro. “Non provocateli, non cercate di prenderli in mano o di disturbarli in alcun altro modo: è estremamente pericoloso fare qualsiasi cosa che non sia lasciarli in pace”. Il centrocampista norvegese Kristian Thorstvedt avrebbe dichiarato di "non essere contento di sentire questa notizia" quando gli è stato comunicato l'episodio dei serpenti.

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(Adnkronos) - E' "una situazione complicata" quella degli attivisti italiani della Flotilla attualmente detenuti nelle carceri libiche. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani incontrando i giornalisti alla Farnesina al margine del Forum Italia-Norvegia, sottolineando che "stiamo seguendo minuto per minuto l'evolversi della situazione con il nostro console a Bengasi e anche da Roma, lavoriamo perché possano essere liberati il prima possibile".
Tajani ha aggiunto che ''è una situazione complicata perché non ci sono soltanto italiani, ma anche altre persone di altre nazionalità arrestate e questo rende un po' più complicata la situazione''. Il titolare della Farnesina ha rassicurato che ''seguiamo minuto per minuto'' la situazione e ha spiegato che ''ancora non c'è un'accusa formalizzata'' nei confronti degli attivisti italiani.
I due italiani partecipanti alla Flotilla di terra e trattenuti in Libia sono intanto apparsi davanti al Procuratore libico che ha disposto la continuazione della custodia cautelare fino alla prossima udienza. A spiegarlo era stata il 2 giugno scorso la Farnesina, secondo cui il Console Generale a Bengasi ha presentato una nuova richiesta formale di visita consolare ai due italiani.

(Adnkronos) - Durst Group presenta ufficialmente il progetto 'Durst Como', un nuovo polo industriale e tecnologico dedicato alla stampa tessile digitale nel cuore del distretto tessile comasco.
Con un investimento di circa 20 milioni di euro in edifici e infrastrutture, il progetto mira "a creare in Lombardia un centro produttivo altamente specializzato, focalizzato sullo sviluppo di tecnologie inkjet, software, ricerca applicata e soluzioni avanzate per la stampa tessile digitale industriale". "Como stampa i tessuti del mondo da generazioni - ha detto Christoph Gamper, ceo e co-owner di Durst Group - Non siamo qui di passaggio, siamo qui per restare. 'Durst Como' è un progetto industriale con una visione di lungo periodo: tecnologia europea, realizzata qui, per il mondo". L’investimento si inserisce in un percorso di crescita che Durst Group porta avanti nel settore tessile da oltre un decennio; negli ultimi 12 anni, il gruppo ha investito complessivamente oltre 50 milioni di euro nel business tessile, con iniziative dedicate allo sviluppo dei mercati internazionali, al potenziamento delle infrastrutture di laboratorio e al rafforzamento dei propri siti di Bressanone/Brixen e Kufstein (Austria).
Con un fatturato di oltre 430 milioni di euro, Durst Group punta ora a raddoppiarlo nei prossimi cinque anni, sostenuto anche dall’ulteriore consolidamento del proprio ruolo nelle tecnologie per la stampa tessile industriale. Durst Como nasce dall’acquisizione di Aleph, azienda specializzata nella progettazione e nello sviluppo di soluzioni inkjet avanzate per la stampa diretta su tessuto e su carta, avviata nel 2023 e completata nel 2025. Durst Group è attivo nel settore tessile da oltre un decennio, con Kufstein come hub di riferimento, e con l’integrazione di Aleph estende la sua presenza anche a Como, uno dei distretti tessili più riconosciuti a livello internazionale. Durst Como diventerà il terzo centro di sviluppo e produzione del Gruppo, con competenze R&S, dopo Bressanone/Brixen e Lienz. Il polo svolgerà un ruolo strategico nello sviluppo e nella produzione di tecnologie inkjet per la stampa tessile digitale, con particolare focus su fashion e home textile. Il sito sarà progressivamente sviluppato anche come centro dedicato alla collaborazione con i clienti e allo sviluppo di automazione e software per il settore tessile.
Accanto a Como, Kufstein rimane l’hub tessile del Gruppo per gli sviluppi superwide e speciali, comprese le soluzioni di asciugatura per applicazioni superwide tessili e grafiche. Insieme, questi siti complementari costituiscono la spina dorsale della presenza internazionale di Durst nella stampa tessile digitale. "Questo progetto rappresenta una tappa fondamentale del nostro percorso di crescita - ha commentato Alessandro Manes, director Global Sales Industrial Textile, Durst Group - Il nostro obiettivo è creare a Como un polo tecnologico e produttivo altamente specializzato, capace di attrarre competenze, sviluppare nuove professionalità e generare nuove opportunità per il territorio". La nuova sede di Durst Como sarà progettata secondo gli standard industriali e tecnologici di Durst Group, con particolare attenzione all’innovazione, all’efficienza e all’integrazione con il territorio.
Il progetto sarà realizzato all’interno di un edificio esistente, evitando così nuovo consumo di suolo e ulteriore impermeabilizzazione, e seguirà criteri di riqualificazione energetica orientati all’utilizzo di energia 100% non fossile. Tra le misure previste rientrano l’installazione di pompe di calore in sostituzione degli attuali impianti di riscaldamento a gas e, nella prima fase del progetto, la realizzazione di un impianto fotovoltaico di circa 600 kWp per la produzione di energia elettrica 100% green. In linea con le iniziative già adottate negli altri siti del Gruppo, Durst Como ospiterà anche una colonia di api come ulteriore misura a supporto della biodiversità e dell’ecosistema locale. Durst Como si inserisce in una più ampia visione industriale finalizzata a rafforzare le capacità produttive e di innovazione di Durst Group in Italia, valorizzando al contempo il legame con il distretto tessile comasco e il know-how della filiera tessile. Il progetto rappresenta un impegno concreto nei confronti del territorio, traducendosi in opportunità occupazionali tangibili, creazione di valore reale e ulteriore sviluppo industriale.

(Adnkronos) - Epidemia di Ebola torna sotto controllo in Uganda? "Mi trovo in Uganda, dove il governo ha attivato una risposta rapida ed efficace all'epidemia di Ebola". A comunicarlo è stato il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, parlando in un post su X della sua visita nel Paese che sta registrando casi legati all'epidemia da virus Bundibugyo in corso nel vicino Congo e ha alzato le misure di sorveglianza per arginare un'eventuale diffusione.
"Gli screening ai confini hanno aiutato a rilevare casi in arrivo dalla vicina Repubblica Democratica del Congo (Rdc) e nel Paese i sistemi di sorveglianza, test e gestione dei casi stanno lavorando con costanza. Dei 19 casi confermati finora, 14 riguardano persone entrate dalla Rdc e 5 sono cittadini ugandesi. Tristemente, 2 persone dalla Rdc sono decedute, e i nostri pensieri sono con le loro famiglie. L'Oms sta supportando l'Uganda, insieme agli Africa Cdc (Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie) e ai partner della regione, mentre il Paese guida questa risposta". "Con una collaborazione continua - conclude il Dg Oms - sono fiducioso che questa epidemia possa essere tenuta sotto controllo".
La Procura di Tempio Pausania ha chiuso le indagini preliminari
nell'inchiesta per l'omicidio di Cinzia Pinna, la 33enne di
Castelsardo uccisa con tre colpi di pistola in faccia, il 12
settembre 2025, da Emanuele Ragnedda, nello stazzo di Conca Entosa,
nelle campagne di Palau, in Gallura, nella tenuta dell'imprenditore
vitivinicolo.
(Adnkronos) - Un vasto incendio è divampato nella mattinata di oggi all'interno della Delca Energy, azienda specializzata nella lavorazione di materiale plastico situata nella zona industriale di Lugnano, nel comune di Vicopisano, in provincia di Pisa. L'allarme è scattato alle 9.23, quando le squadre dei vigili del fuoco del comando di Pisa sono intervenute in via Masaccio per domare le fiamme che hanno coinvolto un capannone dello stabilimento. Al momento dell'intervento erano impegnate due squadre operative supportate da quattro automezzi antincendio e due autobottipompa.
Considerata l'entità del rogo, sono stati richiesti rinforzi dai comandi limitrofi di Lucca, Pistoia e Livorno, con l'invio di ulteriori mezzi e personale per contenere l'incendio e mettere in sicurezza l'area. Le operazioni di spegnimento risultano ancora in corso e non sono state rese note, al momento, eventuali conseguenze per le persone. Restano da accertare le cause che hanno provocato l'incendio.
La colonna di fumo generata dalle fiamme è risultata visibile anche a diversi chilometri di distanza, suscitando preoccupazione tra i residenti della zona.

(Adnkronos) - L'obbligo per i padroni di lavare dalla strada la pipì dei cani con l'acqua? Per l'infettivologo Matteo Bassetti "dal punto di vista scientifico non serve a nulla".
"In molti comuni italiani - scrive Bassetti sui social - vi sono ordinanze che obbligano i proprietari dei cani a portare con sé una bottiglietta d’acqua per lavare la pipì che i nostri amici a quattro zampe fanno su strade e marciapiedi. La domanda che molti mi hanno rivolto è se serva veramente dal punto di vista igienico. Risciacquare la pipì del cane con la semplice acqua ha un basso valore igienico e disinfettante, poiché l’acqua non elimina germi o batteri. Per una vera azione igienica bisognerebbe usare acqua e aceto bianco (in diluiizione 1:1) che disinfetta naturalmente, rimuovendo gli odori forti e igienizzando superficie oppure usare detersivi enzimatici, che però sono vietati per l’utilizzo in strada. Insomma una delle tante leggi all’italiana, fatta con molta approssimazione scientifico-sanitaria", conclude l'infettivologo.

(Adnkronos) - Videointervista a Roberto Gualtieri in diretta sul sito dell’Adnkronos. Oggi il sindaco di Roma visiterà i nuovi studi televisivi, dotati delle tecnologie di ultima generazione, nel Palazzo dell’Informazione dove ha sede la redazione dell’agenzia di stampa. E alle 12,30 inaugurerà, insieme al direttore dell’Adnkronos Davide Desario, il nuovo format “Adn Talks”, interviste “one to one” con personaggi del mondo politico, economico e della cultura, rappresentanti politici e istituzionali.

(Adnkronos) - Scendono le quotazioni ma salgono le accise sul gasolio. Sono queste stamani le determinanti dell’andamento dei prezzi dei carburanti alla pompa. Il diesel, sotto effetto del dimezzamento dello “sconto” sull’accisa (passato ieri da 10 a 5 centesimi al litro), torna sopra quota due euro/litro in media nazionale self service, dopo una settimana al di sotto della soglia psicologica. In calo invece la benzina e il Gpl, le cui aliquote sono rimaste invariate.
Questa mattina 8 giugno la benzina self service sulla rete stradale è a 1,917 euro/litro (-9 millesimi rispetto a venerdì), gasolio a 2,004 euro/litro (+20). Il Gpl è a 0,792 euro/litro (-2), il metano a 1,563 euro/kg (+1). In autostrada, la benzina self è a 2,014 euro (-9), il diesel a 2,090 euro (+22), il Gpl a 0,906 euro (invariato) e il metano a 1,587 euro (+3).
Stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, Eni sabato ha ridotto di un centesimo al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio. Domenica ha poi applicato al prezzo del gasolio la nuova accisa, con un rialzo di 6,1 centesimi al litro (5 centesimi più Iva). Per IP e Q8 registriamo un rialzo di sei centesimi al litro sul gasolio, per Tamoil -1 cent sulla benzina e +6 sul diesel.
Venendo al dettaglio per modalità di vendita e per marchio sui dati rilevati alle 8 di ieri mattina, considerando tutti i circa 20mila punti vendita che comunicano i prezzi all'Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy (rete stradale e autostradale insieme), queste sono le medie dei prezzi praticati elaborati dalla Staffetta: benzina self service a 1,921 euro/litro (compagnie 1,922, pompe bianche 1,921), diesel self service a 1,992 euro/litro (compagnie 1,996, pompe bianche 1,984). Benzina servito a 2,061 euro/litro (compagnie 2,098, pompe bianche 1,991), diesel servito a 2,126 euro/litro (compagnie 2,166, pompe bianche 2,051). Gpl servito a 0,800 euro/litro (compagnie 0,809, pompe bianche 0,790), metano servito a 1,563 euro/kg (compagnie 1,562, pompe bianche 1,564), Gnl 1,461 euro/kg (compagnie 1,464 euro/kg, pompe bianche 1,458 euro/kg).
Sulla benzina self service Eni è a 1,917 euro/litro (2,129 il servito); IP a 1,929 (2,098 servito); Q8 a 1,921 (2,092 servito); Tamoil a 1,912 (1,993 servito); sul gasolio self service Eni è a 1,999 (2,200 servito); IP a 1,990 (2,161 servito); Q8 a 2,015 (2,160 servito) e Tamoil a 1,974 (2,060 servito).

(Adnkronos) - Il presidente cinese Xi Jinping è arrivato oggi, lunedì 8 giugno, a Pyongyang per una visita ufficiale che punta a rafforzare i rapporti tra Cina e Corea del Nord in una fase di profondi cambiamenti negli equilibri internazionali. Si tratta del primo viaggio nel Paese dal giugno 2019 e un appuntamento dal forte valore simbolico e strategico, mentre Pechino cerca di consolidare il proprio ruolo sulla scena globale e di riaffermare la centralità dei rapporti con il regime di Kim Jong-un.
Ad accogliere Xi nella capitale nordcoreana è stata una cerimonia solenne in Piazza Kim Il Sung, dove una scorta di cavalleria e migliaia di persone hanno sventolato bandiere e fiori sotto enormi ritratti dei due leader. Dopo il tradizionale saluto con 21 colpi di cannone, Xi e Kim hanno passato in rassegna la guardia d'onore.
La visita arriva poche settimane dopo gli incontri che Xi ha avuto a Pechino con il presidente russo Vladimir Putin e con il presidente statunitense Donald Trump, sottolineando l'ambizione della Cina di presentarsi come interlocutore centrale in uno scenario internazionale caratterizzato da crescenti tensioni e rivalità tra le grandi potenze.
Per Pechino, il viaggio rappresenta anche l'occasione per riaffermare lo storico legame con Pyongyang. Nonostante il progressivo avvicinamento tra Corea del Nord e Russia negli ultimi anni, la Cina resta infatti il principale partner economico e diplomatico del Paese guidato da Kim Jong-un.
In una lettera pubblicata dai media nordcoreani alla vigilia della visita, Xi ha definito "indistruttibile" l'amicizia tradizionale tra i due Paesi, affermando che il rapporto tra Cina e Corea del Nord continua a mantenere una forte vitalità indipendentemente dai cambiamenti della situazione internazionale.
Dal punto di vista nordcoreano, la visita di Xi rappresenta un ulteriore capitolo nella strategia di equilibrio perseguita da Kim tra Mosca e Pechino. Il leader nordcoreano punta infatti a ottenere benefici economici, militari e diplomatici da entrambe le potenze evitando al tempo stesso una dipendenza eccessiva da uno solo dei due alleati.
Alla vigilia dell'arrivo di Xi, i media di Stato nordcoreani hanno riferito che Kim ha visitato una grande azienda del settore bellico, dove gli sono stati illustrati i piani per aumentare la produzione di missili balistici e da crociera. Nei giorni precedenti, il leader aveva inoltre ispezionato un nuovo impianto per la produzione di materiale nucleare destinato agli armamenti, annunciando l'intenzione di rafforzare rapidamente le capacità nucleari del Paese.
I media statali cinesi hanno descritto la visita come un'opportunità per definire una nuova fase delle relazioni bilaterali e contribuire alla pace, alla stabilità e alla prosperità regionale. Anche Trump ha più volte manifestato interesse per una ripresa dei contatti diretti con Kim Jong-un. Durante il suo primo mandato il presidente americano incontrò tre volte il leader nordcoreano nel tentativo, poi fallito, di raggiungere un accordo sulla denuclearizzazione della penisola coreana.
(Adnkronos) - Caldo estivo e sole al Centro-Sud, ma il Nord dovrà fare ancora i conti con i temporali. Secondo gli esperti infatti, la parte iniziale della nuova settimana vedrà il flusso perturbato oceanico ancora parzialmente attivo sulle nazioni centrali del Continente, inviando code instabili capaci di sfiorare l'estremo Nord della nostra Penisola. Si tratterà comunque degli ultimi sussulti prima di una metamorfosi della situazione barica, che traghetterà l'Italia verso uno scenario decisamente più estivo, sebbene permanga ancora un po' di incertezza sull'esatta traiettoria delle correnti. Sono queste le previsioni meteo per la giornata di oggi, lunedì 8 giugno, e per i giorni a venire.
Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it, evidenzia che fino a mercoledì 10 giugno le regioni dell'estremo Nord dovranno fare i conti con una residua instabilità alimentata da correnti atlantiche piuttosto vivaci. Tra lunedì 8, martedì 9 e mercoledì 10 giugno si verificheranno rovesci e temporali improvvisi, concentrati soprattutto lungo la fascia alpina e sulle adiacenti pianure settentrionali. In questo contesto il clima si manterrà gradevole e in linea con le medie al Settentrione, mentre dall'Emilia-Romagna in giù la situazione sarà opposta, con ampi rasserenamenti e temperature già elevate, pronte a toccare picchi di 33-34°C al Centro-Sud.
I dubbi maggiori dei modelli matematici si concentrano sulla seconda parte della settimana, indicativamente da venerdì 12 giugno. Fino a poco fa l'evoluzione sembrava delineare una netta e indiscussa affermazione dell'anticiclone subtropicale, ma gli ultimi aggiornamenti mostrano ancora qualche piccolo tentennamento da parte dei centri di calcolo. In qualche aggiornamento, infatti, si intravede la possibilità che correnti più fresche da nord provino a scivolare verso i Balcani o a sfiorare l'Italia, rendendo la previsione per il Nord ancora un po' aperta a possibili limature. Tuttavia, la tendenza principale indica che alla fine dovrebbe prevalere in modo netto l'alta pressione. La spinta della massa d'aria calda dal Nord Africa sembra destinata a conquistare il territorio verso le latitudini superiori, stabilizzando il tempo su quasi tutto il Paese.
Se la linea della stabilità verrà confermata, la conseguenza diretta sarà l'innesco della prima vera ondata di calore strutturata del mese. Con il consolidamento dell'anticiclone subtropicale tra venerdì e il weekend, i termometri subiranno un'impennata generalizzata da Nord a Sud. Il calore diventerà particolarmente intenso e opprimente nelle aree pianeggianti e nelle vallate interne, con valori massimi che nel fine settimana potrebbero addirittura toccare picchi eccezionali di 37°C, proiettandoci con decisione verso l'inizio ufficiale dell'estate astronomica previsto per domenica 21 giugno alle ore 10:24.
Lunedì 8. Al Nord: sole prevalente, qualche rovescio sulle Alpi, in pianura nella notte. Al Centro: sole e più caldo. Al Sud: sole e più caldo.
Martedì 9. Al Nord: soleggiato salvo temporali su Alpi e Prealpi in locale sconfinamento alle pianure adiacenti. Al Centro: sole prevalente. Al Sud: sole prevalente.
Mercoledì 10. Al Nord: instabile con temporali. Al Centro: sereno con velature. Al Sud: sereno o poco nuvoloso.
Tendenza: residui rovesci sulle adriatiche giovedì, poi arriva l’alta pressione subtropicale.

(Adnkronos) - Intesa SanPaolo ha fatto la mossa che aveva rimandato finora, aprendo la resa dei conti nel risiko bancario. Unicredit, ormai molto vicina a conquistare definitivamente Commerzbank, difficilmente resterà a guardare. E sarà, come sempre è stato, il controllo delle Generali il vero terreno del confronto. La banca di sistema, quella guidata da Carlo Messina che ha atteso il momento giusto per muovere, e la banca internazionale, quella che Andrea Orcel ha schierato nel risiko bacario con maggiore aggressività negli ultimi due anni.
Lo schema proposto è complesso. L’Offerta di Intesa Sanpaolo su Mps segue la proposta di Banco Bpm di un matrimonio alla pari proprio con Mps. Nell’operazione Intesa c’è anche Unipol, che acquisirebbe 635 filiali del Monte e delle sue attività centrali, da fondere poi in Bper. Intesa terrebbe per sé 625 filiali e Mediobanca.
Nessuno poteva conoscere nel dettaglio le intenzioni di Messina, che le ha ovviamente coperte fino al cda decisivo, ma negli ultimi mesi qualunque ragionamento sull'evoluzione del risiko bancario non poteva che finire con la stessa indicazione, in una commistione tra logica e cautela: vedremo però cosa vorra fare veramente Intesa. Bene, Ca' de Sass dice oggi alla finanza e alla politica, parlando al mercato, che non solo vuole rinsaldare il suo ruolo di prima banca italiana ma che vuole giocare fino in fondo il ruolo che negli anni ha sempre rivendicato: fare la banca di sistema.
Cosa vuol dire? Prima di tutto, percorrere la strada migliore per arrivare a mettere definitivamente (si fa per dire, la finanza non ha mai per definizione un equilibrio definitivo) in sicurezza il Leone di Trieste. Inutile ricordare quanto Generali sia sempre stata considerata il fulcro della finanza italiana, prima quando ancora esisteva il 'salotto buono' dove i più importanti investitori volevano avere una quota per contare e poi quando è diventata più contendibile, quando è caduto il fortino di Mediobanca. E' ancora Piazzetta Cuccia, con il suo 13,2% di Generali, il pezzo pregiato di Mps che l'opas appena annunciata vuole portare in dote a Intesa Sp.
Ci sono molte ragioni industriali e strategiche, che oggi hanno superato qualsiasi cautela, a spiegare la scelta di Carlo Messina. Ma per comprenderle tutte è necessario partire da una considerazione di fondo. L'operazione condotta da Mps su Mediobanca, con il piano di Lovaglio, il sostegno di azionisti di peso come Caltagirone e Delfin e la 'benedizione' del governo, non è arrivata dove i soggetti coinvolti avevano previsto. Gli ultimi sei mesi hanno progressivamente cambiato l'ordine dei fattori, le alleanze e la combinazione degli interessi. Con il risultato di tornare in una situazione pienamente contendibile.
Ora c'è sul tavolo un'offerta di Banco Bpm su Mps, con il peso ingombrante di Credit Agricole salito al 23% della banca guidata da Giuseppe Castagna, che garantirebbe la nascita del terzo polo bancario, prospettiva più volte auspicata anche dal ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ma che con il ruolo diverso dei francesi potrebbe diventare un problema anche per Palazzo Chigi.
L'operazione di Intesa SanPaolo punta invece a una schema completamente diverso. La fusione tra Unipol e Bper consentirebbe di creare il secondo polo bancario in Italia e con la conquista di Mediobanca e Generali di fare della banca di Carlo Messina un'inattaccabile architrave del sistema. C'è però un altro attore, altrettanto forte, da tenere in considerazione: Unicredit.
Il ceo Andrea Orcel, grande stratega del mercato M&A, potrebbe tornare prepotentemente in gioco dopo aver visto il golden power fermare l'operazione su Banco Bpm in Italia ma forte degli ultimi favorevoli sviluppi su Commerzbank. Come? Potrebbe farlo rimettendo al centro del risiko i protagonisti indiscussi degli ultimi anni: Caltagirone e Delfin. Per ragioni diverse, sono le loro quote a poter diventare l'ago della bilancia nella resa dei conti che si è aperta tra Intesa e Unicredit, che si giocheranno non solo l'egemonia in Italia ma anche una buona fetta del sistema bancario europeo. (Di Fabio Insenga)

(Adnkronos) - Intesa Sanpaolo ha lanciato un'Opas su Mps. L'offerta, si legge in una nota, consiste nell’offerta da parte di Intesa di 16 azioni ordinarie di nuova emissione per ogni 10 azioni Mps portate in adesione (rapporto di concambio pari a 1,6) nonché di un euro cash per ogni azione Mps portata in adesione, con un premio del 12,5% rispetto al prezzo ufficiale di chiusura al 5 giugno 2026 e con premio del 17,4% e 18,7% rispetto agli ultimi Vwap a 3 e 6 mesi, rispettivamente.
In un’ottica di gestione proattiva di temi di natura antitrust, si legge in una nota, l’operazione include "un accordo vincolante sottoscritto in data odierna da Intesa Sanpaolo con Unipol Assicurazioni, che prevede la cessione di una entità giuridica bancaria comprendente il brand Mps, circa 635 filiali di MPS (con relative attività e passività) e la maggior parte delle strutture/attività centrali di Mps (con relative attività e passività) necessarie per operare come banca in modo indipendente, per un corrispettivo per cassa pari a circa 3 miliardi - 3,5 miliardi di euro".
L’accordo prevede che Intesa Sanpaolo mantenga Mediobanca e il suo marchio, circa 625 filiali di Mps e una componente limitata di strutture centrali (con relative attività e passività) di Mps, complessivamente rappresentanti circa l’ 80% dell’utile netto 2025 di Mps + Mediobanca.
Il Gruppo risultante dall’operazione, si legge in una nota, "sarà il secondo dell’Eurozona per capitalizzazione di Borsa; - raggiungerà/supererà già nel 2025 pro-forma gli obiettivi del Piano di Impresa di Intesa Sanpaolo al 2029; - beneficerà della capacità di generazione di ricavi di scala europea basata su un modello di business resiliente focalizzato su Wealth Management, Protection & Advisory, con una leadership nel Wealth Management rafforzata dal focus sulla clientela High Net Worth e da attività finanziarie della clientela pari a circa 2.000 miliardi di euro previsti entro il 2029.
In particolare, si legge ancora nella nota, "i benefici dell’operazione sono attesi derivare: dal rafforzamento del radicamento italiano che valorizza il risparmio del Paese, con circa 1.700 miliardi di euro di attività finanziarie della clientela (con oltre 250 miliardi del perimetro non ceduto di Mps), oltre 27 milioni di clienti (di cui circa 20 milioni in Italia, con circa 6 milioni del perimetro non ceduto di Mps) e una rete di consulenza di circa 21.000 persone dedicate (con oltre 2.000 consulenti finanziari / private bankers del perimetro non ceduto di Mps), pro-forma al 2025.
I benefici dell'operazione sono attesi derivare poi "dall’attivazione del significativo potenziale di crescita derivante dai circa 6 milioni di clienti acquisiti, grazie all’unicità del modello di servizio nel Wealth Management & Protection e alle fabbriche prodotto di proprietà esclusiva di Intesa Sanpaolo; - dai punti di forza complementari e dal rafforzamento della copertura internazionale nel Corporate & Investment Banking, con circa 500 persone di Mediobanca dedicate al Corporate & Investment Banking, di cui circa la metà all’estero, avvalendosi dell’elevata complementarità tra le competenze della Divisione Imi Corporate & Investment Banking e di Mediobanca e mantenendo il brand Mediobanca; dalle sinergie tra Wealth Management e Corporate & Investment Banking, avvalendosi del modello di servizio di successo di Mediobanca per gli imprenditori High Net Worth (es., liquidità / eventi strategici), accelerando la realizzazione delle iniziative del Piano di Impresa. Inoltre, il Gruppo risultante dall’operazione si collocherà al primo posto in Italia nel Credito al Consumo, mantenendo una rigorosa gestione del rischio.
Il perfezionamento dell’operazione di Intesa Sp su Mps - atteso entro dicembre 2026 e subordinato all’ottenimento delle autorizzazioni da parte delle autorità competenti - permetterà al Gruppo risultante di rafforzare ulteriormente il supporto all’economia reale e sociale da leader europeo - "consolidando il proprio ruolo di prima banca italiana profondamente radicata in tutto il territorio nazionale che in particolare valorizza il risparmio del Paese - e di accrescere la creazione e distribuzione di valore realizzando importanti sinergie senza costi sociali, con un’integrazione agevole dei sistemi IT anche grazie alla piattaforma tecnologica digitale cloud-native isytech di Intesa Sanpaolo".
Intesa Sanpaolo vede un utile netto al 2029 per il Gruppo risultante dall’operazione pari a oltre 16 miliardi di euro rispetto agli oltre 11,5 miliardi attesi nel Piano di Impresa 2026-2029 di Intesa Sanpaolo, con Roe oltre il 20%, mantenendo invariato l’assunto conservativo del Piano di un tasso euribor stabile a circa l’ 1,95%, e un ulteriore potenziale di crescita dei ricavi derivante dall’aumento dei tassi rispetto all’assunto conservativo del Piano.
L’obiettivo dell’offerta di Intesa Sanpaolo è acquisire l’intero capitale sociale di Mps (o almeno una partecipazione pari al 66,67%, come indicato tra le Condizioni di Efficacia dell’Offerta, salvo rinuncia, anche parziale, da parte dell’Offerente) e conseguire la revoca delle relative azioni dalla quotazione sul mercato regolamentato Euronext Milan. Si ritiene che "la revoca dalla quotazione dell’Emittente favorisca gli obiettivi di integrazione, di creazione di sinergie e di crescita del Gruppo dell’Offerente e dell’Emittente menzionati in precedenza".
Intesa Sanpaolo ha convocato l'assemblea straordinaria degli azionisti per il 10 settembre 2026 per discutere e deliberare della proposta di attribuzione al Consiglio di Amministrazione della facoltà, da esercitarsi entro il 10 settembre 2027, di aumentare il capitale sociale in una o più volte, in via scindibile, con emissione di un massimo di 5,7 miliardi di nuove azioni ordinarie a servizio dell'offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria sulla totalita' delle azioni ordinarie di Banca Monte dei Paschi di Siena.
Unipol ha sottoscritto un accordo con Intesa Sanpaolo per l'acquisizione di una banca composta da 635 filiali. L'intesa, definita nel documento dell'offerta come "Accordo Unipol", prevede che il gruppo assicurativo acquisisca una banca operante sotto il marchio e i segni distintivi di Mps, con un perimetro costituito da 635 filiali e da gran parte delle strutture centrali necessarie per operare in modo indipendente.
Unipol ha sottoscritto due contratti derivati con scadenza massima a 25 mesi e 35 mesi e con sottostante il 4,99% del capitale di Bper, con facoltà di regolamento mediante consegna delle azioni. La stipulazione di tali derivati è funzionale anche ad avere "un'ulteriore opzione per conseguire il controllo di fatto di Bper", si legge nella nota.
In questo modo, Unipol intende "conseguire il controllo di fatto" di Bper nell'ambito della combinazione con le filiali di Mps che rileverà da Intesa Sanpaolo, senza però promuovere un'offerta pubblica di acquisto o scambio.

(Adnkronos) - Urne ancora aperte in 42 Comuni oggi, lunedì 8 giugno, per il secondo turno delle elezioni amministrative. I seggi saranno aperti dalle 7 alle 15.
Al voto sei capoluoghi — Lecco, Arezzo, Macerata, Chieti, Agrigento e Trani — insieme a un solo Comune sotto i 15mila abitanti, mentre tutti gli altri superano quella soglia. In totale, sono chiamati alle urne oltre 1,1 milioni di elettori.
Alla chiusura dei seggi alle 23, l'affluenza per i ballottaggi alle elezioni comunali è al 39,79%. Al primo turno aveva votato il 45,6%.
Nella serata di ieri si è registrata un'inversione di tendenza per l'affluenza in Sardegna. Alla chiusura dei seggi il dato era in aumento. Alle 23 si era presentato nelle 526 sezioni aperte il 46,45% degli aventi diritto. Alle scorse amministrative la prima giornata di voto si era chiusa con un dato inferiore: il 44,30 per cento.
A Lecco duello tra Filippo Boscagli del centrodestra e il sindaco uscente Mauro Gattinoni del centrosinistra. In corsa ad Arezzo Marcello Comanducci del centrodestra) e Vincenzo Ceccarelli del campo largo. A Macerata il sindaco uscente Sandro Parcaroli del centrodestra sfida Gianluca Tittarelli del campo largo. A Chieti Giovanni Legnini del campo largo contro Cristiano Sicari del centrodestra. A Trani ballottaggio tra Marco Galiano del centrosinistra e Angelo Guarriello del centrodestra. Ad Agrigento sfida tra Michele Sodano di centrosinistra e Gerlando Alonge del centrodestra.
Nonostante sia un Comune sotto i 15mila abitanti, anche Mandatoriccio in provincia di Cosenza torna al voto. Al primo turno, infatti, si è verificato un evento rarissimo: pareggio perfetto tra i due candidati sindaco. Sia Maria Teresa Villella (Nuova Alba) sia Cataldo Iozzi (Uniti per Mandatoriccio) hanno ottenuto 852 voti ciascuno, rendendo necessario il ballottaggio.

(Adnkronos) - Urne ancora aperte in 42 Comuni oggi, lunedì 8 giugno, per il secondo turno delle elezioni amministrative. I seggi saranno aperti dalle 7 alle 15. Dopo la chiusura delle urne, inizierà lo spoglio delle schede.
Al voto sei capoluoghi — Lecco, Arezzo, Macerata, Chieti, Agrigento e Trani — insieme a un solo Comune sotto i 15mila abitanti, mentre tutti gli altri superano quella soglia. In totale, sono chiamati alle urne oltre 1,1 milioni di elettori.
Alla chiusura dei seggi alle 23, l'affluenza per i ballottaggi alle elezioni comunali è al 39,79%. Al primo turno aveva votato il 45,6%.
Nella serata di ieri si è registrata un'inversione di tendenza per l'affluenza in Sardegna. Alla chiusura dei seggi il dato era in aumento. Alle 23 si era presentato nelle 526 sezioni aperte il 46,45% degli aventi diritto. Alle scorse amministrative la prima giornata di voto si era chiusa con un dato inferiore: il 44,30 per cento.
A Lecco duello tra Filippo Boscagli del centrodestra e il sindaco uscente Mauro Gattinoni del centrosinistra. In corsa ad Arezzo Marcello Comanducci del centrodestra) e Vincenzo Ceccarelli del campo largo. A Macerata il sindaco uscente Sandro Parcaroli del centrodestra sfida Gianluca Tittarelli del campo largo. A Chieti Giovanni Legnini del campo largo contro Cristiano Sicari del centrodestra. A Trani ballottaggio tra Marco Galiano del centrosinistra e Angelo Guarriello del centrodestra. Ad Agrigento sfida tra Michele Sodano di centrosinistra e Gerlando Alonge del centrodestra.
Nonostante sia un Comune sotto i 15mila abitanti, anche Mandatoriccio in provincia di Cosenza torna al voto. Al primo turno, infatti, si è verificato un evento rarissimo: pareggio perfetto tra i due candidati sindaco. Sia Maria Teresa Villella (Nuova Alba) sia Cataldo Iozzi (Uniti per Mandatoriccio) hanno ottenuto 852 voti ciascuno, rendendo necessario il ballottaggio.

(Adnkronos) - Sostegno alla "proposta di un dialogo diretto tra Ucraina e Russia – con la partecipazione attiva di Stati Uniti ed Europa – per arrivare a un cessate il fuoco e sostenere ulteriori negoziati". È la linea emersa dalla dichiarazione congiunta dei leader dell’E3 (Regno Unito, Francia e Germania) e del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Il documento è stato diffuso al termine dell’incontro tenuto a Londra.
Nella dichiarazione il primo ministro britannico Keir Starmer, il presidente francese Emmanuel Macron ed il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, hanno ribadito il loro "sostegno incrollabile" a Kiev, sottolineando il ruolo centrale dell’Europa in qualsiasi accordo di pace. Nel testo si evidenziano anche i recenti successi ucraini sul campo e l'uso innovativo della tecnologia dei droni, mentre viene condannata con forza la nuova ondata di attacchi missilistici e con droni da parte della Russia contro città ucraine, definiti responsabili di un "tragico bilancio di vittime civili". Condanne anche per le incursioni di droni russi nello spazio Nato.
Zelensky ha ringraziato Starmer, Macron e Merz per il sostegno a Kiev, al termine dell'incontro. Il leader ucraino ha riferito ai partner europei la situazione al fronte e le perdite russe, sottolineando che "la Russia non sta vincendo sul campo di battaglia". Ha, inoltre, affermato che "per cinque mesi consecutivi l'aggressore ha perso più di 30mila soldati tra morti e feriti".
In un post su X diffuso al termine dell'incontro, Zelensky ha evidenziato che le valutazioni di Kiev sono in linea con quelle degli alleati e che gli attacchi a medio e lungo raggio stanno "limitando significativamente la capacità della Russia di espandere la propria aggressione".
Nel corso dei colloqui si è discusso anche del rilancio della diplomazia e del ruolo dell'Europa nei negoziati. "Per l'Ucraina è sempre stata una priorità che la posizione e la voce dell'Europa nei negoziati siano forti", ha aggiunto Zelensky.
I leader hanno discusso le prossime occasioni internazionali - tra cui il G7 di Evian e i vertici Nato e della Coalizione dei Volenterosi - per coordinare un ulteriore rafforzamento del sostegno militare a Kiev, anche attraverso l'aumento della produzione di sistemi di difesa e lo sviluppo congiunto di capacità antimissile e di attacco a lungo raggio.
Sul piano politico, la dichiarazione ribadisce alcune condizioni considerate essenziali per un possibile accordo: cessate il fuoco immediato, avvio dei negoziati sulla base dell'attuale linea del fronte, garanzie di sicurezza vincolanti per l'Ucraina e congelamento degli asset russi fino a risarcimento dei danni di guerra.

(Adnkronos) - Un terremoto di magnitudo 7.8 ha colpito le Filippine oggi, lunedì 8 giugno, come riferisce lo United States Geological Survey (USGS). E' scattato un allarme tsunami che prevede l'evacuazione di aree costiere. Le onde potrebbero raggiungere un'altezza tra 1 e 3 metri secondo le rilevazioni dell' US Tsunami Warning System. La scossa si è verificata alle 7.37 ora locale ad una profondità di 35 km al largo delle coste dell'isola di Mindanao.
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