
(Adnkronos) - Innovazione digitale, intelligenza artificiale (Ai), qualità dei processi e sostenibilità dei modelli organizzativi: sono questi i temi al centro della II Conferenza strategica della Società italiana di biochimica clinica e biologia molecolare clinica – Medicina di laboratorio (Sibioc), che si è svolta a Milano il 25 e 26 marzo. Nella due giorni dedicata al ruolo sempre più centrale di questa disciplina nei percorsi diagnostico-assistenziali, si sono confrontati professionisti del settore, istituzioni e stakeholder del Servizio sanitario nazionale. Durante l’evento - riferisce una nota - si è voluto dare risalto al ruolo della Medicina di laboratorio come “infrastruttura funzionale di valore” per il Ssn, evidenziando il passaggio da un modello basato sui volumi di prestazioni a uno orientato alla generazione di valore clinico misurabile in termini di esiti, appropriatezza e supporto alle decisioni cliniche.
“Il valore della Medicina di laboratorio – ha sottolineato Sabrina Buoro, presidente Sibioc –risiede nella capacità di contribuire a integrare dati diagnostici, clinici e di imaging, contribuendo attivamente alla presa in carico del paziente e allo sviluppo della medicina di precisione e personalizzata. L’evoluzione tecnologica, dalle piattaforme multi-omics all’intelligenza artificiale, richiede infatti una governance responsabile, fondata su validazione clinica, qualità del dato e sostenibilità organizzativa”. Ampio spazio è stato dedicato ai temi della qualità e sicurezza come l’accreditamento Iso-15189, l’impiego dell’Ai e l’utilizzo dei dispositivi di Point of Care Testing (Poct) nella Medicina di laboratorio decentrata, per il rafforzamento dell’assistenza territoriale, in conformità alle indicazioni dell’Agenas. È stato, inoltre, approfondito il contributo della Medicina di laboratorio alla sostenibilità del Ssn e delle tecnologie digitali nel promuovere l’appropriatezza diagnostica. Tra i punti chiave emersi - si legge nella nota - figurano “il riordino e l’efficientamento della rete dei laboratori, con un confronto tra modelli organizzativi regionali e strumenti di governance, evidenziando la transizione da un modello organizzativo a una vera infrastruttura clinica e digitale integrata, interoperabile con i sistemi informativi sanitari e orientata al valore”.
Sono state poi analizzate le principali traiettorie di sviluppo del sistema, con focus sull’impatto dei nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea) 2025, sull’evoluzione delle competenze professionali e sull’innovazione dei modelli organizzativi e degli strumenti di governance della Medicina di laboratorio, anche attraverso strumenti di business intelligence per l’analisi dei dati, il monitoraggio delle performance e il supporto ai processi decisionali. Nel corso della seconda giornata sono stati affrontati i temi della comunicazione multidisciplinare, della sostenibilità organizzativa e delle responsabilità medico-legali, con particolare attenzione alla gestione del rischio e alla necessità di un utilizzo etico e regolato delle tecnologie digitali, anche alla luce del nuovo quadro normativo europeo in materia di intelligenza artificiale [Regolamento (Ue) 2024/1689 (AI Act)]. Particolare rilievo è stato dedicato all’oncologia di precisione, al ruolo dei Molecular Tumor Board e sull’integrazione dei test genomici complessi con tecnologia Next Generation Sequencing nei nuovi Lea, evidenziando il contributo determinante della Medicina di laboratorio nei percorsi diagnostico-terapeutici avanzati.
Tra i temi strategici emersi dalla Conferenza, particolare rilievo è stato attribuito alle competenze professionali. “I dati raccolti tra i soci Sibioc - ha spiegato Buoro - evidenziano una significativa percezione di non adeguatezza rispetto alle sfide future: circa il 70% dei professionisti dichiara di non sentirsi preparato ad affrontare la riorganizzazione della Medicina di laboratorio, mentre quasi la metà segnala criticità nell’affrontare l’innovazione tecnologica e le nuove esigenze cliniche. Il professionista ricopre un ruolo centrale come attore del cambiamento e oggi è chiamato a evolvere da esecutore a figura principale della diagnostica integrata, attraverso modelli di competenza avanzati in grado di coniugare specializzazione e capacità di integrazione multidisciplinare. Per raggiungere questo obiettivo, un ruolo chiave è svolto dalla comunicazione, come leva strategica per valorizzare e rendere riconoscibile il contributo della Medicina di laboratorio, sia in ambito clinico sia a livello istituzionale e sociale”.
Come Sibioc “il nostro impegno è rivolto anche alla valorizzazione dei giovani – ha sottolineato Buoro – In questo contesto, offriamo ai neolaureati che operano nell’ambito della Medicina di laboratorio (medici, biologi, tecnici sanitari di laboratorio biomedico, chimici e altre figure professionali del settore) e agli specializzandi, un anno di iscrizione gratuita, unitamente alla promozione di programmi strutturati di mentoring e mobilità nazionale e internazionale. Un investimento che si inserisce in una visione sempre più orientata all’internazionalizzazione, grazie alle relazioni della Società con network scientifici globali, per garantire ai giovani opportunità concrete di confronto e crescita anche in ambito internazionale. Il futuro della medicina - ha evidenziato - è uno dei temi che approfondiremo anche in occasione del Congresso Nazionale 2026, che si svolgerà a Rimini dal 30 settembre al 2 ottobre: la comunità scientifica e professionale della Medicina di laboratorio si riunirà per discutere di innovazione tecnologica, qualità diagnostica ed evoluzione organizzativa del Servizio sanitario nazionale”.
Nel corso della Conferenza è stato presentato il nuovo Consiglio Direttivo Sibioc: presidente Sabrina Buoro (Milano); vicepresidente Giuseppe Lippi (Verona); Past President Marcello Ciaccio (Palermo); Past Segretario Tesoriere Antonio Fortunato (Ascoli Piceno); segretario tesoriere Rita Mancini (Bologna); consiglieri del quadriennio 2026-2029, Luisa Agnello (Palermo); Giuliana Cangemi (Genova); Cristina Kullmann (Monza); Flavia Lillo (Savona); Giulio Mengozzi (Torino); consiglieri del quadriennio 2024-2027, Eustachio Vitullo (Matera); Maurizio D’Amora (Napoli); Bruna Lo Sasso (Enna); Matteo Vidali (Milano). Rappresentante divisione tecnico-professionale del quadriennio 2024-2027: Mario Mele (Modena) e r appresentante divisione tecnico-professionale del quadriennio 2026-2029 Emanuel Paionni (Roma).

(Adnkronos) - Maurizio Battista denunciato dal suo ex manager, Fabio Censi, per stalking e diffamazione aggravata. Nei confronti del comico romano viene anche chiesta una misura interdittiva. Il caso riguarda alcuni video pubblicati da Battista sui suoi profili social in cui, senza mai fare il nome di Censi e riferendosi ad “uno sciacallo”, accusa l’ex impresario di avergli sottratto circa un milione e mezzo di euro.
“Battista ha deciso di interrompere improvvisamente il nostro rapporto che era iniziato nel 2018 - si legge nella denuncia redatta dall’avvocato Pietro Nicotera in cui si ricostruisce la vicenda iniziata nel gennaio scorso -. Dopo avere preso questa decisione ha cominciato a pubblicare sui social video con frequenza quotidiana facendo riferimento ad uno ‘sciacallo che era inseguito da un cacciatore con il fucile carico’ usando termini e modi alquanto pesanti e minacciosi senza però indicare a chi si riferisse al punto che destava la curiosità di migliaia di persone che lo seguono sui social”.
Nell’atto si spiega che lo stesso Battista avrebbe presentato una denuncia contro l’ex manager. “Una iniziativa rivendicata in una mail inviata dal comico ai consiglieri comunali di Canterano, in provincia di Roma, dove sono assessore e vicesindaco”, aggiunge l’ex impresario. Secondo il legale di Censi, il comportamento dell’artista ha “provocato nel mio assistito un perdurante e grave stato di ansia e di paura e generato un fondato timore per la propria incolumità. Alla luce di ciò nella denuncia chiediamo alla Procura di applicare nei confronti di Battista una misura cautelare idonea ad impedirgli la reiterazione delle azioni illecite fino ad oggi commesse”.

(Adnkronos) - Riaperti oggi, giovedì 9 aprile, sulla A14 Bologna-Taranto, i tratti compresi tra Vasto sud e Termoli in direzione Bari e tra Poggio Imperiale e Vasto sud in direzione Pescara, chiusi in seguito della riattivazione del movimento franoso in località Petacciato, in provincia di Campobasso (Molise). Riaperti al traffico anche i tratti della SS709 Tangenziale di Termoli, della SS16 'Adriatica' e della SS157.
Dalla giornata di ieri, riferisce Aspi in una nota, oltre 100 persone e 40 mezzi di Autostrade per l’Italia sono stati impegnati, anche nella notte, nelle attività di ripristino e messa in sicurezza della carreggiata Nord. Nel dettaglio sono stati realizzati lavori di consolidamento del rilevato autostradale e il rifacimento della pavimentazione. Congiuntamente sono state eseguite ispezioni approfondite per verificare tutti i dispositivi di sicurezza, quali soprattutto barriere laterali e spartitraffico. Nel contempo è proseguita l’attività di monitoraggio attraverso la sensoristica installata sulla rete e con l’impiego di mezzi speciali, come il by-bridge, che hanno consentito ai tecnici di verificare sul posto l’infrastruttura. La riapertura al traffico è stata possibile grazie all’installazione di una corsia in deviazione lungo la carreggiata nord, dove la circolazione è garantita sia verso Pescara che verso Bari con una corsia per senso di marcia.
I lavori sono stati effettuati a partire dal pomeriggio di ieri, anche in accordo con gli organi preposti che ne hanno autorizzato l’esecuzione, alla luce degli ultimi esiti del monitoraggio del fronte franoso. Le attività di messa in sicurezza da parte della task force di Aspi continueranno nelle prossime ore per garantire la riapertura anche della carreggiata sud in tempi brevi.
Per quanto riguarda i tratti della SS709 Tangenziale di Termoli, della SS16 “Adriatica” e della SS157, la riapertura è stata possibile al termine di un intenso lavoro tecnico e operativo svolto da Anas per il ripristino della sede stradale, la regolarizzazione del piano viabile e la messa in sicurezza della circolazione. A seguito del dissesto, infatti, in alcuni punti della piattaforma stradale si erano registrati avvallamenti anche fino a mezzo metro, con deformazioni significative del corpo stradale che hanno reso necessaria l’immediata interdizione al traffico dei tratti interessati, al fine di tutelare la sicurezza degli utenti.
Nel dettaglio, i provvedimenti di riapertura riguardano: la SS709 Tangenziale di Termoli, dal km 0 al km 6; la SS16 “Adriatica”, dal km 531,900 al km 535,800; la SS157, dal km 63,500 al km 71.

(Adnkronos) - "Quando si parla di economia della salute è necessario avere il coraggio di utilizzare le parole corrette, come competitività strutturale, attrattività degli investimenti, manifattura ad alto valore aggiunto e occupazione qualificata. Si tratta di un settore", quello farmaceutico, "che ad oggi vale 54 miliardi di euro di export e che nel 2025 ha registrato la performance migliore in Europa, con una crescita delle esportazioni di farmaci di quasi il 30% in più. Sono numeri di cui qualsiasi ministro dovrebbe vantarsi e, invece, spesso sono relegati e confinati a convegni di settore". Lo ha detto Valentino Valentini, viceministro delle Imprese e del Made in Italy, nel videomessaggio trasmesso nel corso dell'incontro 'Innovaction - Dialoghi sull'innovazione accessibile', promosso da Gsk e Adnkronos a Roma, realizzato con il patrocinio di Farmindustria e dedicato all'innovazione in ambito sanitario.
"L'Italia è il secondo produttore farmaceutico d'Europa, subito dopo la Germania, e questo non deve essere un dato storico da incorniciare all'interno di una teca, ma una piattaforma da cui rilanciare continuamente - sottolinea Valentini - Il mercato stesso, infatti, ne mostra la sua credibilità. Basti guardare all'operato compiuto negli ultimi anni dai grandi player internazionali: Gsk, ad esempio, che ha organizzato questo evento, ha investito oltre 800 milioni di euro in Italia, nel quinquennio 2020-2025: il 60% per i vaccini e il 40% per i farmaci", confermando "un impegno che riflette fiducia nei nostri siti produttivi e nelle nostre competenze scientifiche. Novartis, inoltre, ha annunciato investimenti per oltre 150 milioni entro il 2028, di cui 40 milioni per la ricerca clinica italiana e nel 2024 ha promosso circa 2mila studi, che hanno coinvolto 2.300 pazienti in più di mille centri su tutto il territorio internazionale - illustra - Nel biennio 2024-2025, complessivamente, le multinazionali attive in Italia hanno annunciato investimenti superiori ai 4 miliardi di euro in nuovi impianti e ampliamenti produttivi. Il mondo investe in Italia perché è un Paese che sa produrre, sa ricercare e sa fare. Il nostro compito, come Governo, è fare in modo che questa fiducia non venga delusa e che si trasformi in un circolo virtuoso".
In tale contesto, il Governo, prosegue il viceministro Valentini, ha già agito contemporaneamente su più fronti, come "il Piano Transizione 5.0, con una dotazione che si è modificata, ma che sostiene la trasformazione digitale ed energetica delle imprese manifatturiere. Il farmaceutico - chiarisce - è tra i settori che ne beneficiano di più perché è avanzato sul piano della qualità produttiva e dispone anche della leva fiscale, per accelerare ulteriormente. Inoltre, stiamo portando avanti il Testo Unico della legislazione farmaceutica, un intervento che si attende da oltre vent'anni, che semplifica 800 norme già stratificate, che darà certezza agli investitori internazionali e che renderà più rapidi i percorsi autorizzativi".
Tutto questo, evidenzia il viceministro, "non va letto come un intervento in difesa, ma come una riforma che punta a rendere l'Italia un ambiente normativo competitivo, comparabile ai migliori standard europei. Infine, stiamo lavorando anche per aumentare il numero di trial clinici in Italia perché sappiamo che, dove si sperimenta, si produce, dove si produce, si cresce e dove si cresce, si creano posti di lavoro".
"C'è molto ancora da fare ed è giusto dirlo con onestà - continua Valentini - i tempi di accesso alle terapie innovative, ad esempio, che sono un punto cruciale per pazienti, famiglie e clinici, restano superiori alla media europea; le diseguaglianze territoriali", sempre per quanto concerne l'accesso, "non sono scomparse; la sfida demografica, l'invecchiamento della popolazione e la fragilità, che colpisce anche i giovani, sono tutti aspetti in aumento a causa della cronicità. Tutto ciò richiederà investimenti sostenuti e politiche integrate nei prossimi anni, ma questi non ostacoli che ci devono fermare", al contrario "sono le ragioni per cui questo settore deve essere trattato come priorità strategica nazionale, con la stessa attenzione che dedichiamo all'energia, alle infrastrutture e alla difesa".
Le aziende farmaceutiche "investono in Italia - rimarca - quelle già insediate confermano la loro fiducia ogni anno con nuovi stabilimenti e nuovi studi clinici, mentre quelle nuove guardano al nostro Paese come hub europeo dell'industria farmaceutica perché trovano competenza, qualità produttiva e un ecosistema scientifico universitario di primo livello. Dobbiamo lavorare affinché questa reputazione non venga sprecata ma, anzi, si crei una strategia sopra essa". In tal senso, conclude Valentini, "l'incontro di oggi rappresenta un tassello importante per definire proprio questa visione strategica".

(Adnkronos) - Scintille in aula alla Camera tra maggioranza e opposizione. Sotto gli occhi di Giorgia Meloni, che aveva appena terminato l'informativa sull'azione di governo, è scoppiato il caso della sospensione dei deputati di opposizione per aver impedito la conferenza stampa sulla remigrazione nel gennaio scorso. Una decisione dell'Ufficio di presidenza fortemente contestata da Andrea Casu: "Si limita l'esercizio parlamentare", ha spiegato il deputato del Pd in un accorato intervento, a lungo applaudito dai parlamentari del suo gruppo, in cui ha letto tutti i nomi dei 32 destinatari del provvedimento: "Sono stati sanzionati per aver difeso la dignità del Parlamento".
Casu ha quindi chiesto di riaprire il caso con l'intervento della Giunta per il regolamento: "Serve un chiarimento. La Costituzione è antifascista e non si possono sanzionare deputati che vogliono difenderla". A dare man forte alle argomentazioni dei dem è stata Avs: "Il nostro gruppo verrà dimezzato!", ha lamentato Marco Grimaldi. Stessa linea per il M5s.
A infiammare l'Aula, ci ha pensato quindi l'intervento in replica di Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di Fratelli d'Italia. ''Vedo che mi fanno minacce fisiche, 'vieni qua, vieni qua'. La prego presidente - ha incalzato - di vedere poi i filmati in ufficio di presidenza perché non si può minacciare fisicamente un parlamentare mentre parla. Coloro che si riempiono la bocca di antifascismo devono sapere che questo è l'atteggiamento pericoloso che in altri anni si è tenuto in questa aula: quello di poter decidere chi poteva o non poteva parlare. La libertà e la democrazia, ottenuti grazie a chi ha combattutto davvero il fascismo e non da chi in quegli anni sarebbe stato un ruffiano del regime, prevede che in questa aula possano parlare tutti senza minacce''.
''La Costituzione e le regole democratiche prevedono che chi può parlare, chi può o non può entrare alla Camera, chi può essere ospite di un parlamentare non lo possono decidere alcuni parlamentari perché altrimenti viene meno la democrazia. Ci sono gli organi istituzionali che lo decidono. Non c'è nessun deputato in questa aula che può fare lo sceriffo della democrazia, chi prova a scavalcare le istituzioni competenti con la violenza ne deve pagare le conseguenze'', rimarca l'FdI.

(Adnkronos) - Le liste d'attesa sono "il problema dei problemi. Tutti vorrebbero che si riducessero, ma si è investito poco sui professionisti sanitari e quindi sul loro numero. Il tema rimane, per risolvere le liste d'attesa serve rendere attrattivo il Servizio sanitario nazionale per i professionisti. Senza di loro le liste d'attesa non si riducono". Così il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), Filippo Anelli, all'Adnkronos Salute margine dell'incontro ‘Innovaction - Dialoghi sull'innovazione accessibile', promosso da Gsk e Adnkronos a Roma, commentando le parole della premier Giorgia Meloni sulle liste d'attesa. Meloni, evidenziando che, "per molti italiani i tempi restano troppo lunghi, l'accesso troppo difficile, le differenze territoriali ancora troppo marcate", ha rimarcato la necessità di "un impegno corale" e prospettato interventi mirati basati sui dati, chiedendo alle Regioni di "fare squadra".
(Adnkronos) - Club del Sole, leader italiano delle vacanze open air, annuncia l’acquisizione di Le Gorette Cecina easy camping village, situato a Marina di Cecina, lungo la Costa degli Etruschi. L’operazione si inserisce in un percorso strutturato di crescita del Gruppo e rafforza ulteriormente la presenza in Toscana, una delle destinazioni italiane più rilevanti per i flussi turistici internazionali, con una consolidata attrattività nei mercati del Centro e Nord Europa. La Toscana rappresenta un territorio chiave, capace di intercettare una domanda sempre più orientata verso esperienze che uniscono natura, servizi e autenticità. In questo contesto, Le Gorette Cecina completa la presenza del Gruppo nelle principali destinazioni balneari della regione.
Il Villaggio conta complessivamente quasi 600 unità tra piazzole camping, appartamenti, bungalow e Lodge, con una capacità fino a circa 2.500 ospiti, configurandosi come una realtà open air di rilievo per dimensione e capacità ricettiva nel contesto della Costa degli Etruschi. La struttura offre un sistema integrato di servizi, tra cui parco acquatico, miniclub, animazione, impianti sportivi e ristorazione, pensato per una clientela sempre più internazionale e family oriented, con attenzione anche al segmento pet-friendly.
Le Gorette Cecina fa parte della linea Easy camping village, una delle quattro linee di offerta attraverso cui Club del Sole struttura il proprio portfolio, insieme a family collection, family resort e boutique resort. Le diverse linee interpretano specifici stili di vacanza, consentendo al Gruppo di proporre esperienze differenziate ma coerenti, accomunate dal concept Full life holidays: un sistema di ospitalità che unisce comfort e natura in equilibrio tra libertà e qualità del soggiorno, più confortevole di un camping e più libero di un hotel.
All’interno di questo sistema, Easy camping village rappresenta la dimensione più autentica dell’open air: una vacanza a diretto contatto con la natura, che valorizza informalità e naturalezza dell’esperienza, mantenendo un livello di servizi coerente con il modello Club del Sole. Per la stagione 2026 è previsto un primo intervento sulla struttura, parte di un percorso volto a rafforzarne il posizionamento e ad elevarne gli standard.
“Questa acquisizione - dichiara Francesco Giondi, amministratore delegato di Club del Sole - rappresenta una tappa importante del nostro percorso di crescita. Con l’ingresso sulla Costa degli Etruschi, completiamo la nostra presenza lungo l’intera fascia costiera toscana a maggiore richiamo turistico, da Orbetello e Monte Argentario a Castiglione della Pescaia, fino alla Versilia con Viareggio. Un posizionamento che rafforza in modo significativo la nostra capacità di intercettare la domanda internazionale e di valorizzare territori ad alto potenziale”.
Con questa acquisizione, Club del Sole raggiunge quota 29 villaggi in 8 regioni italiane, rafforzando la propria leadership in Italia e consolidando la propria presenza sui mercati internazionali.

(Adnkronos) - Jannik Sinner in campo negli ottavi di finale dell'Atp Masters 1000 di Montecarlo oggi, giovedì 9 aprile 2026. L'azzurro, numero 2 del mondo, affronta il ceco Tomas Machac, numero 53 del ranking, per un posto nei quarti di finale del torneo sulla terra rossa del principato. Sinner e Machac si affrontano nel secondo match sul Campo Centrale. Il programma di oggi si apre alle 11 con la partita tra il tedesco Alex Zverev, numero 3 del mondo, e il belga Zizou Bergs. Sinner scenderà in campo subito dopo.
Dove vedere Sinner-Machac? Il match sarà visibile in diretta televisiva e in esclusiva sui canali SkySport e in streaming sull'app SkyGo e NOW.
Sinner e Machac si sono affrontati per 3 volte in carriera. L'altoatesino si è imposto in tutti i precedenti.

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(Adnkronos) - Sospendere il Patto di stabilità se la crisi in Medio Oriente peggiora. A parlarne oggi la premier Giorgia Meloni, intervenendo nell'Aula della Camera durante l'informativa urgente sull'azione del governo.
"Dovremmo porci seriamente il tema di una risposta europea, non dissimile per approccio e strumenti a quella messa in campo per rispondere alla pandemia. In quel caso, riteniamo che non dovrebbe essere un tabù ragionare di una possibile sospensione temporanea del Patto di stabilità e crescita. Non una deroga per singolo Stato Membro, ma un provvedimento generalizzato. Così come l’Italia rimane pronta ad attivare ogni possibile misura per prevenire possibili comportamenti speculativi, compresi, se necessari, ulteriori interventi sui profitti delle società energetiche", ha detto la presidente del Consiglio.
In ambito economico, questo accordo tra i Paesi dell'Unione europea ha come scopo quello di mantenere sotto controllo i conti pubblic in modo da evitare evitare che deficit eccessivi di un singolo Stato mettano a rischio la stabilità dell'intera Eurozona. "Deroga è il minimo del buon senso, è un patto di stupidità", aveva detto ieri Matteo Salvini, dichiarandosi dunque favorevole alla deroga in Ue. Aggiungendo: "Devo essere realista e i prezzi e i costi che le famiglie e le imprese italiane stanno pagando rischiano di diventare insostenibili, quindi chiediamo semplicemente, come governo italiano, che Bruxelles ci permetta di spendere i soldi che vogliamo spendere per aiutare gli italiani in difficoltà, perché costringerci a non farlo sarebbe veramente meschino".
La condizione per attivare la sospensione del Patto di stabilità e crescita prevede "una grave recessione economica nell'eurozona o nell'Unione europea. Attualmente non ci troviamo in questo scenario", ha affermato dal canto suo il commissario Ue all'Economia Valdis Dombrovskis rispondendo a una domanda della commissione Affari monetari del Parlamento europeo, rilevando che il potenziale impatto economico derivante dalla crisi in Medio Oriente fa presagire "un rallentamento economico ma non una recessione. Noi comunque rimaniamo vigili e risponderemo in funzione alle situazioni concrete", aggiunge.

(Adnkronos) - Dal cessate il fuoco, anche in Libano, alle sanzioni, 'passando' per lo Stretto di Hormuz. Restano accesi i riflettori dei media internazionali sui dieci punti proposti dall'Iran agli Usa. Il Wall Street Journal ne propone uno schema, analizzato punto per punto.
Potenzialmente negoziabile, scrive il giornale, "a seconda di come verrà definita e attuata". Funzionari iraniani hanno detto ai negoziatori di volere come garante una potenza come Cina o Russia. Non è chiaro se altri accetterebbero e come potrebbe funzionare. Un altro punto, aggiunge il Wsj, sarebbe "convincere Israele ad astenersi dall'attaccare l'Iran".
Donald Trump ha chiesto la riapertura completa nel quadro di qualsiasi accordo di cessate il fuoco. Lasciare l'area sotto controllo iraniano sarebbe una grande concessione da parte degli Usa. Per gli alleati degli Stati Uniti nel Golfo, sarebbe uno "scenario da incubo" - scrive il giornale - con una 'via' strategica per le esportazioni di petrolio e gas in mano a un rivale nella regione.
Gli Stati Uniti non accetteranno che la Repubblica islamica porti avanti attività di arricchimento, ha detto il presidente americano. Secondo i mediatori, rispetto ai negoziati precedenti le ultime settimane di guerra, l'Iran ha ammorbidito la sua posizione. E il Wsj indica come potenziale margine di manovra il fatto che in passato i negoziatori abbiano parlato del modo in cui l'Iran potrebbe continuare ad arricchire quantità 'simboliche' di uranio o ridurre le scorte di uranio arricchito.
Sono quelle che per lo più impediscono alle aziende americane e agli americani di fare affari con Teheran. Gli Usa si sono detti dispositi ad allentare alcune sanzioni nel quadro di un accordo, ma non hanno chiarito quali. Teheran chiede la revoca di tutte le sanzioni primarie imposte da Washington. Ma, evidenzia il quotidiano, ci sono due "grandi problemi", ovvero il Congresso dovrebbe approvare la revoca delle misure e Washington difficilmente farà marcia indietro su molte delle sanzioni primarie collegate alle accuse di "attività terroristiche" e "abusi dei diritti umani".
Sono quelle che impediscono alle aziende straniere rapporti con l'Iran per quanto riguarda una serie di attività. La maggior parte erano state sospese ai tempi dell'accordo internazionale sul nucleare iraniano del 2015, all'epoca dell'Amministrazione Obama. Probabilmente, è l'analisi, un'intesa con l'Iran includerà la revoca di alcune di queste misure.
L'Iran vuole la revoca delle sanzioni. Attenzione concentrata sul campo delle armi convenzionali, dei missili balistici e dei componenti.
L'Iran voleva lo stop alle indagini dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica sulle sue attività del passato in campo nucleare. I mediatori, scrive il Wsj, affermano che Teheran ha ammorbidito la sua posizione.
Anche qui i mediatori sostengono l'Iran abbia iniziato a contenere le richieste. Se è difficile che gli Usa accettino, Teheran e negoziatori hanno ipotizzzato l'uso dei ricavi di un eventuale pagamento per il transito nello Stretto di Hormuz. Alcuni Paesi arabi hanno proposto l'utilizzo di beni iraniani congelati in Qatar e altrove per finanziare la ricostruzione e la Repubblica islamica sarebbe 'aperta' a questa possibilità.
Difficilmente Washington accetterà il ritiro di tutte le forze Usa dalla regione (erano 30-40.000 in Medio Oriente prima del conflitto), soprattutto nei giorni immediatamente successivi a un eventuale accordo. Stando ai mediatori, scrive ancora il giornale, l'Iran ha fatto marcia indietro su questo punto.
Israele continua le operazioni militari nel Paese dei Cedri.

(Adnkronos) - "A fine 2018 l'Italia era il primo hub farmaceutico d'Europa e le terza potenza per capacità di elaborare ricerca. Eravamo molto avanti nelle sperimentazioni cliniche. Però nel frattempo gli altri si sono dati una mossa, si è ridisegnato il mondo: la Spagna ha accelerato con operazioni intelligenti e si è 'portata via' centinaia di milioni di euro in ricerca; la Germania ha fatto il 'medical Act' per chi fa sperimentazioni nel Paese, così anche la Francia. Ci muoviamo in un contesto globalizzato, l'Italia fatica a capire che questo è uno dei punti di successo, occorre fare politiche di salute puntate sull'evidence-based. Poi salverei il tema delle vaccinazioni e riporterei al centro della politica azioni mirate sull'evidence based, così investiamo su quello che ci serve e non su quello che ci piace". Così la senatrice Beatrice Lorenzin, ex ministro della Salute, nel suo intervento all'incontro 'Innovaction-Dialoghi sull'innovazione accessibile', promosso da Gsk e Adnkronos a Roma, realizzato con il patrocinio di Farmindustria e dedicato all'innovazione in ambito sanitario.
Sulle liste d'attesa "ci fa piacere che Meloni dica che sono inaccettabili e che i tempi lunghi rimangono. Ci fa piacere che abbia preso atto di quello che diciamo da più di due anni. Non può esserci scaricabarile, né può pensare di scaricare la responsabilità sulle Regioni". "Meloni deve prendere la responsabilità su se stessa e sul ministro dell'Economia e delle Finanze: hanno definanziato il Fondo sanitario, dove mancano almeno 6 mld. Risorse per la riforma del territorio, che non hanno fatto - elenca Lorenzin - Aumentare gli stipendi dei professionisti, altra cosa che non fanno fatto; riorganizzare le reti di assistenza e presa in carico, non fatto; una riforma dell'accesso del farmaco, neanche questo fatto".

(Adnkronos) - "Quando parliamo di innovazione accessibile, dobbiamo avere chiaro un punto: l'innovazione è realmente tale solo se arriva alle persone. Solo se riduce le distanze territoriali. Solo se accorcia i tempi di diagnosi e di presa in carico. Solo se non amplia le disuguaglianze, ma contribuisce a ridurle. Solo se riesce a coniugare valore clinico, sostenibilità organizzativa e sostenibilità economica". Lo ha detto Orazio Schillaci, ministro della Salute, nel videomessaggio inviato all'evento 'Dialoghi sull'Innovazione accessibile - Innovaction', promosso da Adnkronos e Gsk, con il patrocinio di Farmindustria, oggi a Roma, ringraziando gli organizzatori per porre "al centro una delle questioni più rilevanti per il presente e per il futuro del nostro Paese: come rendere l'innovazione in salute sempre più accessibile, sostenibile ed equa", riunendo "istituzioni, industria, comunità scientifica, mondo accademico e stakeholder del sistema salute in un dialogo che considero essenziale".
Per il ministro è quindi fondamentale lavorare su alcuni grandi assi prioritari. "Il primo - spiega - è la tempestività dell'accesso. Un Paese moderno non può permettersi che tra l'emergere dell'innovazione e la sua disponibilità per i pazienti si creino ritardi eccessivi. Dove c'è valore terapeutico, dove c'è beneficio per il paziente, dove c'è evidenza scientifica, le istituzioni devono saper costruire percorsi più efficienti, più chiari e più prevedibili. Il secondo - elenca - è l'equità. L'accesso non può dipendere dal luogo in cui si vive, dal livello di organizzazione del singolo territorio o dalla capacità dei sistemi locali di adottare rapidamente il cambiamento. L'universalismo del nostro Servizio sanitario nazionale resta un principio irrinunciabile. E proprio per difenderlo dobbiamo aggiornarne strumenti, modelli e regole. Il terzo è la sostenibilità, che non deve essere letta come un freno all'innovazione, ma come la condizione per renderla stabile, durevole e realmente disponibile nel tempo. La sostenibilità si costruisce con governance, valutazione, programmazione, appropriatezza, capacità di misurare gli esiti e di allocare bene le risorse".
Infine, "il quarto è la semplificazione del quadro normativo e regolatorio. Anche per questo - sottolinea Schillaci - il ministero della Salute sta lavorando al Testo Unico della legislazione farmaceutica, con obiettivi chiari: garantire equità e tempestività nell’accesso ai farmaci, rafforzare l'efficienza e la sostenibilità della filiera farmaceutica, assicurare un quadro normativo più chiaro, coordinato e stabile. È una riforma che guarda non solo alla governance del settore, ma alla capacità dell’intero sistema di accompagnare l’innovazione con regole certe e moderne".
Nel messaggio, il ministro evidenzia come la salute sia anche un tema di sicurezza nazionale. "Lo è perché la resilienza sanitaria di un Paese incide sulla sua stabilità sociale ed economica - illustra - Lo è perché la capacità di produrre, attrarre e governare innovazione in campo farmaceutico, biomedicale e digitale è parte integrante dell’autonomia strategica nazionale ed europea. Lo è perché la solidità delle infrastrutture sanitarie, la qualità dei dati, la capacità di prevenzione e risposta, l'efficienza delle filiere della ricerca e della produzione sono fattori determinanti in un contesto internazionale sempre più competitivo e instabile”.
L'Italia "ha tutte le carte in regola per svolgere un ruolo da protagonista in Europa - rimarca Schillaci - Ha competenze, ha imprese, ha ricerca, ha medici, operatori e scienziati di grande valore. Quello che dobbiamo fare, con determinazione, è accelerare: accelerare i processi, rafforzare le reti, valorizzare le eccellenze, sostenere la ricerca clinica, attrarre investimenti, rendere il nostro sistema più leggibile e più competitivo senza mai perdere di vista la sua missione fondamentale, che è la tutela della salute come diritto di tutti. In questo percorso, il confronto di oggi è prezioso perché le migliori politiche pubbliche nascono dall'ascolto, dal dialogo e dalla capacità di tenere insieme prospettive diverse dentro una visione comune. E la visione comune che dobbiamo perseguire è chiara - conclude - un'Italia in cui innovazione significhi più salute, più equità, più sviluppo, più sicurezza e più futuro".
Nel Medio Campidano non si abbassa la serranda. In un territorio
segnato da spopolamento e fragilità economiche, a tenere accese le
luci dei centri urbani sono i negozi di vicinato, veri e propri
presìdi sociali prima ancora che economici. È da qui che passa la
tenuta del territorio, tra imprese familiari, relazioni quotidiane
e servizi essenziali per le comunità locali.
(Adnkronos) - Re Carlo e la Regina Camilla festeggiano oggi 21 anni di matrimonio, ma la loro storia d'amore è ben lontana dall'esser stata una favola. Si tratta di una relazione lunga decenni, da sempre al centro dei media e del gossip, con i precedenti matrimoni dell'uno e dell'altra e il coinvolgimento di diversi membri della famiglia, spesso di ostacolo alla serenità della coppia. Basti pensare a quello dell'allora Principe di Galles con la Principessa Diana, a causa del quale la relazione mai finita con Camilla dovette restarsene lontana dai riflettori.
Carlo e Camilla si sono sposati il 9 aprile 2005 con una cerimonia civile a Windsor, ma si conoscevano già da 35 anni. Si incontrarono per la prima volta a una partita di polo al Windsor Great Park nel 1970; i due scherzarono sul loro torbido legame familiare, con Camilla che gli disse: "La mia bisnonna era l'amante del tuo trisnonno. Sento che abbiamo qualcosa in comune".
Nonostante Camilla abbia sposato l'ufficiale di cavalleria dell'esercito Andrew Parker Bowles nel 1973 e Carlo abbia chiesto la mano a Diana Spencer nel 1981 (si dice, nel giardino di Camilla), i due sono rimasti sempre molto legati e presenti l'uno nella vita dell'altra, tanto che Carlo è il padrino del figlio di Camilla, Tom. "La loro relazione non è mai stata veramente autorizzata a decollare perché non era considerata appropriata quando lei era Camilla Shand, e si è trasformata in una relazione extraconiugale durante il matrimonio di Carlo con Diana, che alla fine ha minacciato di destabilizzare la monarchia perché all'epoca fu uno scandalo", afferma Katie Nicholl, autrice di 'The New Royals' e responsabile della sezione reale di Vanity Fair. Secondo la biografia autorizzata di Carlo, egli iniziò una relazione con Camilla nel 1986, come racconta il libro di Andrew Morton del 1992, 'Diana: Her Story', che rivelò molteplici episodi di tradimento da parte di Carlo.
L'attenzione del pubblico su Camilla si intensificò in seguito all'intervista del 1995 con Martin Bashir. Il giornalista della Bbc chiese a Diana se Camilla avesse avuto un ruolo nella fine del suo matrimonio. Diana rispose con la sua celebre frase: "Beh, eravamo in tre in questo matrimonio, quindi era un po' affollato".
Dopo la morte della Principessa Diana nel 1997, Carlo e Camilla dovettero affrontare notevoli difficoltà nel legittimare pubblicamente la loro relazione. Inizialmente, la Regina Elisabetta II la disapprovava, arrivando persino a rifiutarsi di partecipare alla festa privata per il cinquantesimo compleanno di Carlo perché Camilla sarebbe stata presente. La Regina non diede la sua approvazione ufficiale fino al 2000, dopo aver partecipato ai festeggiamenti per il compleanno del Re di Grecia, ai quali era stata invitata anche Camilla. Nel febbraio del 2005, Carlo e Camilla annunciarono il loro fidanzamento, 35 anni dopo il loro primo incontro. In seguito a una cerimonia civile, alla quale la Regina non partecipò, a Camilla fu conferito il titolo di Sua Altezza Reale la Duchessa di Cornovaglia. Fu inoltre deciso che, una volta che Carlo fosse salito al trono, Camilla sarebbe stata conosciuta come Principessa Consorte anziché come Regina.
"Il loro legame ha resistito alla prova del tempo. Sono rimasti uniti nella buona e nella cattiva sorte, si sostengono a vicenda e lei sarà al suo fianco in ogni passo del cammino", afferma la Nicholl nel suo libro. L'autrice sottolinea inoltre che la stessa Regina Elisabetta, nel suo discorso per il 70° anniversario della sua ascesa al trono, aveva reso pubblico il suo desiderio che Camilla fosse conosciuta come Regina Consorte . "È sempre stata intenzione di Carlo che Camilla diventasse regina. Anche se al momento del loro matrimonio ci dissero che avrebbe assunto il titolo di Principessa Consorte, era destinata a essere la sua regina", afferma la Nicholl. "Era l'amante che aveva seminato il caos nella famiglia reale, che aveva causato la rottura del matrimonio dei Wales. Non si tratta solo del cambiamento di un titolo, ma del cambiamento di tutta la sua immagine pubblica. Ha lavorato con discrezione e diligenza dietro le quinte, rimanendo fedele alla corona e al dovere. E' stata, come il principe Filippo, un passo indietro rispetto al monarca, ma sempre lì per lui, pronto a sostenerlo. L'opinione pubblica si è lasciata alle spalle tutte le connotazioni negative del passato".
Dal 13 aprile gli abitanti delle zone periferiche costiere di
Quartu Sant'Elena e Quartucciu potranno prenotare il bus Embracer
del Ctm che li preleverà a domicilio per raggiungere la fermata più
vicina delle linee PF, PQ, 1Q e 2L. Il servizio a chiamata,
sollecitato da tempo dai Comuni e rivolto a un bacino potenziale di
circa 21.000 residenti, potrà essere richiesto il giorno prima per
quello successivo tramite il numero verde 800 259 745, lo stesso
call center di Amico Bus, o tramite un app dedicata. Basterà
dotarsi di un biglietto da 90 minuti (costo 1,30) valido sia per il
servizio a domicilio sia per il viaggio sui mezzi di linea.
(Adnkronos) - I pinguini della Patagonia si improvvisano 'tossicologi': dotati di sensori, applicati alle loro zampe, hanno aiutato gli studiosi umani a intercettare la presenza di Pfas anche in questa terra remota. Lo studio che descrive l'esperienza con questi esemplari - pinguini di Magellano in Argentina - mostra come gli animali possano svolgere il ruolo di 'sentinelle' del proprio ambiente attraverso un metodo non invasivo, che prevede di far loro indossare per alcuni giorni, durante la stagione riproduttiva, degli anelli alle zampe dotati appunto di sensori chimici. Ed è così che sulle loro terre sono stati intercettati gli inquinanti noti come 'sostanze chimiche eterne'. Il test è stato condotto dall'University of California a Davis, e dalla State University of New York a Buffalo.
Per lo studio di fattibilità, pubblicato sulla rivista 'Earth: Environmental Sustainability', gli scienziati dell'Uc Davis hanno 'arruolato' 54 pinguini di Magellano che vivono lungo la costa patagonica dell'Argentina. I campionatori passivi in silicone usati per le rilevazioni sono stati posizionati delicatamente intorno alle zampe durante le stagioni riproduttive 2022-2024. I sensori hanno assorbito in modo sicuro le sostanze chimiche dall'acqua, dall'aria e dalle superfici con cui i pinguini entravano in contatto mentre cercavano cibo per i loro pulcini. Una volta recuperati, i campioni sono stati inviati all'Università di Buffalo-Suny per le analisi, e qui l'amara sorpresa: le sostanze perfluoroalchiliche (Pfas) erano presenti in oltre il 90% dei campioni, persino in questa regione remota.
"L'unico modo che avevamo in passato per misurare l'esposizione agli inquinanti era prelevando campioni di sangue o di piume", spiega Ralph Vanstreels, coautore dello studio e veterinario specializzato in fauna selvatica al Karen C. Drayer Wildlife Health Center della UC Davis Weill School of Veterinary Medicine. "È entusiasmante avere a disposizione un metodo mininvasivo. I pinguini scelgono per noi i siti di campionamento e ci indicano dove è importante monitorare più a fondo. Mentre svolgono le loro attività quotidiane, gli animali ci rivelano molto sull'ambiente in cui vivono".
Le analisi hanno rivelato una miscela di inquinanti preesistenti, nonché di sostanze chimiche che hanno sostituito i Pfas, la cui produzione è stata gradualmente interrotta. "Utilizzando un approccio di campionamento non invasivo, siamo stati in grado di rilevare nel tempo un passaggio dai Pfas tradizionali alle nuove sostanze chimiche sostitutive nell'ambiente dei pinguini", evidenzia l'autrice senior Diana Aga, professoressa emerita della Suny nel Dipartimento di Chimica dell'Università di Buffalo. "La presenza del composto chimico GenX e di altri Pfas sostitutivi - sostanze chimiche tipicamente associate a fonti industriali vicine - dimostra che questi composti non rimangono confinati a livello locale, ma raggiungono anche gli ecosistemi più remoti - avverte l'esperta - e questo solleva importanti preoccupazioni sul fatto che i Pfas più recenti, pur essendo progettati come alternative più sicure, siano ancora sufficientemente persistenti da diffondersi a livello globale e rappresentare un rischio di esposizione per la fauna selvatica".
Gli autori ritengono che il metodo testato in Patagonia possa essere utilizzato anche per identificare l'esposizione all'inquinamento derivante da sversamenti di petrolio, naufragi e altre fonti industriali. "In futuro, vorremmo ampliare il nostro team di 'investigatori ambientali' estendendo la ricerca a diverse specie", prospetta Vanstreels, aggiungendo che il loro prossimo obiettivo è testare il metodo sui cormorani, che possono immergersi a profondità superiori ai 76 metri. "Trasformando i pinguini in sentinelle del loro ambiente, abbiamo a disposizione un nuovo e potente strumento per comunicare problematiche rilevanti per la salute della fauna selvatica e, più in generale, per la conservazione delle specie marine e dei nostri oceani", conclude la coautrice Marcela Uhart, direttrice del Programma per l'America Latina al Karen C. Drayer Wildlife Health Center dell'UC Davis. Lo studio è stato finanziato dallo zoo di Houston.

(Adnkronos) - La 'regina della ketamina', Jasveen Sangha, è stata condannata a 15 anni di carcere per aver veduto la dose letale di droga che causò la morte dell'attore statunitene Matthew Perry, star di 'Friends'. La sentenza è stata emessa dal Tribunale federale di Los Angeles, presieduto dal giudice Sherilyn Peace Garnett. Sangha, 42 anni, residente a Los Angeles, ha ammesso nell'ambito di un patteggiato di aver venduto ketamina a Perry, compresa la dose che ha provocato la fatale overdose.
Secondo l’accusa federale, l’abitazione della donna, cittadina statunitense e britannica, era un vero e proprio “emporio di spaccio” che le permetteva di finanziare uno stile di vita lussuoso. Durante una perquisizione nella sua casa di Los Angeles, le autorità avevano sequestrato decine di fiale di ketamina e migliaia di pillole tra metanfetamine, cocaina e antidolorifici: secondo il procuratore generale, Sangha gestiva "un'attività di traffico di droga su larga scala dalla sua residenza di North Hollywood".
Matthew Perry, 54 anni, noto al grande pubblico per il ruolo di Chandler Bing nella serie televisiva 'Friends', venne trovato morto il 28 ottobre 2023 nella vasca idromassaggio della sua casa. Il medico legale ha stabilito che la causa del decesso è stato l'effetto acuto della ketamina, un anestetico dissociativo con effetti allucinogeni, da somministrare solo sotto controllo medico.
In vista della sentenza, la matrigna dell’attore, Debbie Perry, aveva chiesto al giudice di infliggere la pena massima all'imputata. “Ha causato danni irreversibili", aveva scritto in una memoria depositata al tribunale californiano. “Date a questa donna senza cuore la massima pena, così non potrà più danneggiare altre famiglie come la nostra”.
Sangha aveva inizialmente negato le accuse, ma a pochi mesi dall’inizio del processo ha cambiato dichiarazione di colpevolezza. Nel patteggiamento ha ammesso anche di aver venduto ketamina a Cody McLaury nel 2019, morto poche ore dopo l’acquisto. L’imputata rischiava una condanna massima di 65 anni di carcere ed è detenuta dal agosto 2024.
Il procedimento ha coinvolto altre quattro persone che fornivano ketamina a Perry, tra medici e assistenti, tutti accusati di aver sfruttato la dipendenza dell’attore per profitto e responsabili della sua morte per overdose. Il medico Salvador Plasencia, che aveva fornito la droga nelle settimane precedenti la morte di Perry, è stato condannato a 30 mesi di carcere nel dicembre scorso. Il dottor Mark Chavez, coinvolto nell’approvvigionamento della ketamina tramite prescrizioni fraudolente, ha invece ricevuto otto mesi di detenzione domiciliare e tre anni di libertà vigilata. L’assistente dell’attore, Kenneth Iwamasa, che aveva contribuito all’acquisto e all’iniezione della droga, è in attesa di sentenza, mentre Eric Fleming, intermediario nella distribuzione, sarà condannato a giugno. (di Paolo Martini)

(Adnkronos) - Cantina del Taburno e Cantina La Fortezza di Torrecuso, entrambe eccellenze enologiche del Gruppo Rillo, annunciano la partecipazione alla 58a edizione di Vinitaly, in programma a Verona dal 12 al 15 aprile 2026, tra i più prestigiosi appuntamenti internazionali dedicati al mondo del vino. La storica cantina sannita sarà presente nel Padiglione Campania, (stand 73-75) pronta ad accogliere operatori del settore, stampa e appassionati per un’esperienza immersiva tra le grandi etichette del Sannio.
Durante le giornate di domenica 12, lunedì 13 e martedì 14 aprile, Cantina del Taburno offrirà un ricco calendario di degustazioni guidate, scandite da orari precisi: dalle ore 12.00 si potrà scegliere tra le raffinate degustazioni degli Spumanti Metodo Classico: Pas Dosé, Rosé e la linea speciale firmata Enzo Rillo, per un inizio di giornata all’insegna della freschezza e dell’eleganza. Alle ore 14.00, spazio ai vini bianchi e rossi simbolo del territorio con Falanghina del Sannio Doc “Cesco dell’Eremo” (annata 2022) e Aglianico del Taburno Docg “Delius” (annata 2020). Gran finale alle ore 15.30 con il prestigioso Aglianico del Taburno Docg “Bue Apis” (annata 2019). Anche Cantina “La Fortezza”, storica realtà sannita, proporrà ogni giorno degustazioni guidate, di seguito il calendario: alle ore 13.00 sarà possibile degustare sia il Tremien Spumante Metodo Classico che l’Ussié Spumante Metodo Classico Rosé. Alle ore 15.00, in primo piano il Donnadaniela. Alle ore 16.30, chiusura con il Bareglià. Tutte le degustazioni si svolgeranno su prenotazione e per un numero limitato di partecipanti (massimo 10 a sessione), a garanzia di un’esperienza esclusiva e approfondita.
Per Enzo Rillo, imprenditore sannita e amministratore della Cantina del Taburno: “Vinitaly rappresenta per la nostra cantina un appuntamento molto speciale: non solo una vetrina commerciale, ma un luogo di incontro, crescita e confronto internazionale. Portiamo a Verona la nostra storia, la passione per la qualità, la costante ricerca e il profondo rispetto per le nostre vigne. Ogni vino che presentiamo è il risultato di un lavoro collettivo e familiare, frutto della dedizione della nostra comunità e dell’amore per questa terra. Le degustazioni saranno esperienze vive, concrete, pensate per trasmettere, attorno a ogni calice, aromi, sapori e valori". "Racconteremo il Sannio non solo come territorio, - prosegue ma come identità: è questa la direzione che abbiamo scelto, con un impegno continuo verso innovazione e sostenibilità. In tal senso, nel confronto diretto con operatori, stampa e appassionati, troviamo ogni anno nuova energia e stimoli per crescere. Vinitaly è per noi una preziosa occasione per imparare e guardare al futuro, portando con orgoglio l’autenticità sannita sulla scena globale”.

(Adnkronos) - Opposizioni all'attacco di Giorgia Meloni oggi, al termine dell'informativa urgente della premier alla Camera. Nel primo faccia a faccia in aula dopo il referendum, dalla leader dem arriva la sfida alla presidente del Consiglio - "Avete perso un'occasione storica, ora toccherà a noi", dice -, mentre dal numero uno del M5S Giuseppe Conte parte l'offensiva sull'operato del governo, l'Iran e i rapporti con Trump.
"Che occasione storica ha sprecato di cambiare questo Paese. Avevate i numeri qua dentro per fare tutto e non avete fatto nulla per cambiare in meglio la vita degli italiani. Ce ne occuperemo noi". Nel primo faccia a faccia con Meloni, Elly Schlein lancia la sfida per Palazzo Chigi. E lo fa utilizzando la Costituzione come un programma di governo. Il lavoro, la sanità, la scuola, l'Europa, la guerra. Gli articoli della Carta come base di un'alternativa 'costituzionale'. "Toccherà a noi costruire l'alternativa con gli alleati e tra le persone e riuscire finalmente ad attuare fino in fondo la Costituzione", dice Schlein.
"Presidente, il suo è stato un discorso di autoconvincimento. Lei ci sfida, ma le do una notizia: l'avete già persa quella sfida, perché avete sfidato la Costituzione e il popolo sovrano vi ha battuto nelle urne". Parte così l'intervento di Schlein. "Si vede che avete molta voglia di tornare all'opposizione. Non vi preoccupate, vi accontenteremo. Se non è troppo impegnata con gli scandali ogni giorno dei suoi ministri, vorrei mandarle una cartolina dal Paese reale, quel Paese in cui negli ultimi 4 anni gli stipendi reali si sono abbassati di 9 punti percentuali mentre il carrello della spesa aumentava di 25 punti. Gli italiani con gli stessi stipendi di prima in tasca non riescono più a fare la stessa spesa di prima. Abbiamo la crescita a zero, abbiamo un calo di produzione industriale che dura da 3 anni. Se non ci fosse stato il PNRR, che voi non avevate nemmeno votato, saremmo già in recessione. A proposito di quelli che lasciano il bar senza pagare, il governo precedente vi aveva lasciato 200 miliardi, voi ci lasciate con la crescita a zero".
"Chi pensate di prendere in giro, Presidente? Dovevate aumentare le pensioni minime a 1000 euro, le avete aumentate di un paio di caffè. Volevate occuparvi di denatalità, ma oggi in Italia nascono ancora meno figli. Volevate occuparvi di sicurezza, ma i reati sono aumentati e sapete solo scaricare le vostre responsabilità sui sindaci. Ma se volete fare una cosa seria, riportate in Italia i soldi che avete buttato in quei centri illegali in Albania e usateli per aumentare le forze di polizia e pagare meglio i loro stipendi. Avete fatto solo repressione. Negando la prevenzione. E se aveste messo un euro per ogni nuovo reato sulla sanità pubblica, le liste d'attesa oggi sarebbero già alla metà. La sua incoerenza, Presidente, è sotto gli occhi di tutti gli italiani", incalza Schlein.
"La sua propaganda, Presidente, ha sbattuto forte contro la realtà di quei 15 milioni di elettori che hanno detto voto no per difendere la Costituzione, perché in questi 4 anni ogni vostra scelta è andata nella direzione opposta a quella di attuare pienamente la nostra Costituzione. Articolo 1: l'Italia è fondata sul lavoro. La vostra è fondata sul lavoro povero e sul lavoro precario, e continuate a negare il salario minimo a 4 milioni di lavoratrici e lavoratori che sono poveri anche se hanno un lavoro. Propaganda l'aumento dell'occupazione, ma ci guardi dentro quei dati, Presidente, perché dentro dilaga il lavoro povero", attacca la segretaria del Pd citando l'art.1 della Costituzione. "Per questo toccherà a noi approvare quel salario minimo. Toccherà a noi combattere lo sfruttamento e la precarietà".
"L'articolo 32 garantisce il diritto alla salute, ma nel 2023, tra il 2023 e il 2024, con il suo governo, gli italiani che rinunciano a curarsi sono aumentati. Da 4 milioni e mezzo a 6 milioni. Non è un caso, è frutto dei vostri tagli e lei lo sa benissimo. Vi abbiamo indicato con le altre opposizioni dove prendere delle risorse per assumere i medici e gli infermieri che mancano nei reparti, ma nulla, perché voi volete una sanità a misura del portafoglio delle persone. Noi vogliamo quella di Tina Anselmi che curava anche e soprattutto chi da solo non ce la fa", continua Schlein seguendo il filo della Costituzione.
"Guardate che Abbiamo un articolo 34 che parla del diritto alla scuola, ma anche lì taglia la scuola, taglia l'università pubblica anziché pagare meglio gli insegnanti, anziché rendere gratuiti i libri di testo e il trasporto pubblico per gli studenti, anziché introdurre l'educazione sessuale e affettiva obbligatoria in ogni ciclo scolastico. Voi avete anche lì un approccio tutto securitario, ma cosa pensate di risolvere con i metal detector all'ingresso delle scuole se dentro non ci mettete gli psicologi? E non mettete i libri all'uscita. Noi vogliamo garantire il diritto a restare dei giovani che si sentono costretti da contratti precari e salari bassi a partire. Ai giovani avete persino tolto il diritto al voto fuori sede, ma noi lo garantiremo e continueremo a batterci".
"L'articolo 9 della Costituzione promuove la cultura e la ricerca, voi l'avete reso un terreno di caccia per poltrone su cui piazzare i fedelissimi. L'avete piegata a delle logiche che vedono prevalere la voglia di riscrivere la storia anziché sostenere chi racconta la storia di Giulio Regeni torturato e ucciso in Egitto, un paese che voi vergognosamente considerate sicuro".
"C'è l'articolo 3 che parla di eguaglianza mentre avete abbandonato il Sud. Togliendo fondi alle infrastrutture, negando il supporto al reddito, negando il salario minimo. Guardate che sull'autonomia differenziata siete stati talmente chiari che non avete messo un euro. Per questo, anche per questo, abbiamo denunciato che siete il governo più antimeridionalista della storia di questo Paese".
"Poi c'è l'articolo 11 che non lascia spazio a dubbi: l'Italia ripudia la guerra. Presidente, 2 giorni fa il presidente Trump ha detto che sarebbe morta e ha minacciato di morte un'intera civiltà. E lo stesso uomo per cui lei ha proposto il Nobel per la pace. Ma quale Nobel per la pace?", rimarca Schlein. "Nessuno vuole rinunciare alla relazione con gli Stati Uniti, ma ci si sta a testa alta dicendogli che si sbaglia, dicendo a lui come a Netanyahu che si devono fermare. Ieri hanno continuato a bombardare il Libano come se non ci fosse stata una tregua. Hanno colpito anche un mezzo italiano e voi ancora non riuscite a dirgli Chiaramente vi dovete fermare. L'Italia che pugna la guerra, Presidente, e noi non contestiamo solo la subalternità a Trump, ma anche che non riuscite a scegliere fino in fondo l'Europa. Lei dovrebbe guidare la difesa del diritto internazionale, un salto in avanti di integrazione europea, investimenti comuni che chiede anche la Confindustria. Questo ci aspettiamo che faccia e non farà".
"Ma non si preoccupi, toccherà a noi costruire l'alternativa con gli alleati e tra le persone e riuscire finalmente ad attuare fino in fondo la Costituzione", conclude la segretaria.
Meloni "lei racconta una realtà mitologica. Io credo che la sveglia referendaria non abbia suonato a palazzo Chigi", attacca poi il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, intervenendo in aula dopo l'informativa della presidente del Consiglio.
Meloni "si presenta qui, ormai al quarto anno, con i 'diremo', 'faremo', si deve rendere conto... ha un grande futuro alle spalle, ha citato grandi numeri, non ha citato i numeri essenziali, due numeretti: quattro anni, zero riforme", sottolinea il pentastellato, che aggiunge: "Lei continua a dire 'ma io ci metto la faccia', cosa lodevole, ma se non ci metti anche competenza e capacità l'Italia si trova, come adesso, in braghe di tela".
Per l'ex premier, "se passiamo all'orizzonte internazionale, lo sconforto è maggiore". Meloni "ancora oggi è completamente confusa, parla di Sanchez, fa la critica a Sanchez, dobbiamo stare con l'Occidente, qui non è che dobbiamo scegliere tra Sanchez e l'Occidente, deve scegliere la Costituzione italiana, il diritto internazionale, lei ha giurato sulla Costituzione. Crosetto ha detto una cosa giusta per una volta, ha detto 'il problema di Trump è che è circondato da collaboratori non coraggiosi, nessuno osa contraddire il capo', è ancora più grave quando non viene contradetto il capo da una leader di un Paese del G7, la sua subalternità è ignobile, lei sta contribuendo attenzione a distruggere il diritto internazionale".
"Se Trump attacca illegalmente il Venezuela e lei dice che un'azione di legittima difesa, lei lo incoraggia. Se di fronte al genocidio lei non interrompe la cooperazione militare con Netanyahu e rimane silente e complice, lei incoraggia un genocidio. E se quando c'è un attacco illegale Netanyahu-Trump all'Iran, lei dice 'non condivido e non condanno' contribuisce a distruggere il diritto internazionale. E se Vance, il vicepresidente, dice che siamo dei parassiti in Europa e lei si fa firmare la prefazione per vendere qualche copia in più lei commette un delitto morale", aggiunge.
E ancora. Meloni "ci ha sfidato oggi, perché la faccia ce la mette, la faccia tosta non le manca. Se ci vuole sfidare sappia che qui ha avuto già tante proposte, che lei ha respinto, costruttive".
"Non vorrei commentare le dimissioni dei suoi ministri, lei oggi ha avuto la faccia tosta di dire - aggiunge - che lei antepone l'interesse nazionale alla solidarietà di partito, ma per tre anni li ha tenuti lì, quindi ha distrutto l'interesse nazionale per tre anni e addirittura si è dovuta umiliare con un comunicato stampa per ottenere dimissioni dalla sua ministra, ma come può, se non riesce a ottenere dimissioni da Santanchè, andare a parlare con Macron? Come possiamo affidarci a lei per una svolta negoziale assolutamente necessaria in Ucraina, come può prendere un telefono parlare con i suoi colleghi, promuovere una svolta negoziale, che ci serve come il pane perché un attimo dopo dobbiamo, certo, acquistare il gas russo, perché è molto più conveniente, anche rispetto al gas americano?".
"La smetta poi con tutta questa retorica, con queste menzogne: gli italiani le hanno dato una sveglia, se ne renda conto, noi siamo pronti per la sfida progressista ma da tempo, abbiamo lavorato operosamente qui, quando lei ci diceva no al salario minimo, alla tassa sugli extraprofitti, al congedo paritario e tanti altri punti in comune, e la manderemo a casa con gli italiani perché gli italiani non ne possono più delle sue menzogne", conclude Conte.

(Adnkronos) - "Soni stati giorni molto duri e faticosi, per tutti gli italiani. Ci tenevamo tanto ad andare al Mondiale, purtroppo non ce l’abbiamo fatta e c'è da accettarlo. Serve andare avanti, anche se fa male, davvero molto male". Gigio Donnarumma, capitano della Nazionale, ha parlato così ai microfoni di Sky Sport dopo la finale dello spareggio persa contro la Bosnia, spiegando la grande amarezza della Nazionale per la terza mancata partecipazione alla Coppa del Mondo.
Donnarumma ha aggiunto: "Nei primi giorni ho fatto molta fatica a metabolizzare, ma la verità è che bisogna ripartire, andare avanti e reagire. Abbiamo quattro anni davanti, adesso prima di pensare al prossimo Mondiale ci sono altri tornei come Europei e Nations League in mezzo".
Donnarumma ha poi detto anche la verità sul tema del presunto premio chiesto dai giocatori azzurri alla Federazione in caso di successo contro la Bosnia e qualificazione al Mondiale: "Sono rimasto ferito dai commenti e dalle parole uscite su presunti premi che avremo richiesto. Da capitano non ho mai chiesto un euro alla Nazionale italiana. Quello che fa la Nazionale, come in ogni competizione, è fare un regalo ai calciatori che si qualificano per un torneo. Solo questo, nessuno ha mai chiesto niente alla federazione: il nostro regalo era andare al Mondiale e non ce l’abbiamo fatta. Mi ha fatto male quello che è uscito, ripeto, nessuno ha mai chiesto premi".

(Adnkronos) - L'attore svzzero Mario Adorf, grande interprete di stampo internazionale dalla vasta gamma espressiva e dal ricco repertorio, capace di spaziare da ruoli di potenti mafiosi a quelli di membri dell'alta società e di uomini al servizio della legge, è morto mercoledì 8 aprile nel suo appartamento a Parigi, dopo una breve malattia, all'età di 95 anni. Considerato uno degli attori più popolari della Germania, la notizia della scomparsa è stata annunciata dal suo manager di lunga data Michael Stark, al settimanale "Der Spiegel", e poi confermata all'agenzia di stampa tedesca Dpa.
Tra gli attori di lingua tedesca più conosciuti e amati in Germania e all’estero, Adorf ha recitato in oltre 200 film per il cinema e televisione. Ha lavorato con illustri registi tra i quali Sam Peckinpah, Dario Argento, Luigi Comencini, Carlo Mazzacurati, Franco Rossi, Wolfgang Staudte, Edgar Reitz, Billy Wilder, Volker Schlöndorff, Helmut Dietl, Rainer Werner Fassbinder, Claude Chabrol e Sergio Corbucci. Tra le pellicole girate in Italia figurano "A cavallo della tigre" (1961) di Luigi Comencini e "La mala ordina" 1972) di Fernando Di Leo (1972), uno dei numerosi film del genere poliziesco girato a Cinecittà.
Nato a Zurigo l'8 settembre 1930 da Alice Adorf, un'infermiera tedesca, e dal chirurgo calabrese Matteo Menniti, già sposato, Mario Adorf divenne famoso nel 1957 nel ruolo di un assassino di donne nel film "Ordine segreto del III Reich" di Robert Siodmak. Successivamente fu spesso relegato a ruoli da cattivo. Ottenne ruoli importanti nelle trasposizioni cinematografiche di opere letterarie come "Il tamburo di latta" (1979) di Volker Schlöndorff, dall'omonimo romanzo di Gunther Grass, e "Il caso Katharina Blum" (1975) diretto da Volker Schlöndorff e Margarethe von Trotta, tratto dal romanzo "L'onore perduto di Katharina Blum" di Heinrich Böll.
Nel 1963 Adorf debutta nella saga western di Old Shatterhand e Winnetou con 'La valle dei lunghi coltelli' e inizia la collaborazione con Antonio Pietrangeli in 'La visita' (1963) e 'Io la conoscevo bene' (1965). Il 1965 è un anno particolarmente prolifico, con partecipazioni in 'Le soldatesse' di Valerio Zurlini, 'Sierra Charriba' di Sam Peckinpah, 'Dieci piccoli indiani' di George Pollock e nella coproduzione internazionale 'La guerra segreta'. Nel 1966 è al fianco di Nino Manfredi in 'Operazione San Gennaro', mentre nel 1967 interpreta il falso spettro in 'Questi fantasmi' di Renato Castellani. Tra il 1968 e il 1969 recita in due spaghetti western, '…e per tetto un cielo di stelle' e 'Gli specialisti', e nel 1969 appare in 'La tenda rossa' con Sean Connery e Claudia Cardinale. Nel 1970 è protagonista del thriller 'L’uccello dalle piume' di cristallo di Dario Argento.
Dal 1972 diventa un’icona del poliziottesco italiano: appare in 'La polizia ringrazia', 'Milano calibro 9' e 'La mala ordina', dove interpreta Luca Canali, doppiato da Stefano Satta Flores. Continua nel genere con 'La polizia chiede aiuto' e 'Processo per direttissima', senza trascurare il cinema d’autore internazionale: tra i titoli più significativi figurano 'Il viaggio a Vienna' di Edgar Reitz (Premio Ernst Lubitsch), 'Il delitto Matteotti' di Florestano Vancini, ''Cuore di cane' di Alberto Lattuada, 'Io ho paura' di Damiano Damiani e 'Fedora' di Billy Wilder.
Negli anni Ottanta lavora con Werner Herzog sul set di 'Fitzcarraldo', ma il progetto viene interrotto e ricominciato con Klaus Kinski. Rifiuta anche ruoli in produzioni iconiche come 'Uno, due, tre!' di Billy Wilder, 'Il Padrino' di Francis Ford Coppola e 'Il mucchio selvaggio' di Sam Peckinpah. Collabora con registi come Aldo Lado (La disubbidienza), Rainer Werner Fassbinder (Lola), Peter Del Monte (Invito al viaggio), Carlo Mazzacurati (Notte italiana) e Claude Chabrol (Giorni felici a Clichy).
Dal 1980 in poi concentra la sua attività sulla televisione, partecipando a sceneggiati di successo come 'La piovra 4', 'Marco Polo', 'Fantaghirò' e 'Il ritorno del piccolo Lord', oltre a numerose produzioni tedesche. Riprende anche l’attività teatrale e si cimenta come cantante, conduttore televisivo, scrittore e doppiatore, prestando la voce al drago nel film 'Dragonheart' (versione tedesca). Nel 2006 è eletto secondo attore tedesco di tutti i tempi da 'Unsere Besten' e nel 2007 fa parte della giuria del Festival di Berlino presieduta da Paul Schrader. Nel 2016 riceve il Pardo d’onore alla carriera al Festival di Locarno.
Adorf è stato sposato con l’attrice Lis Verhoeven, da cui ha avuto la figlia Stella, anch’essa attrice. Dal 1985 era sposato con Monique Faye, con cui conviveva già dalla fine degli anni Sessanta. Ha vissuto a lungo a Mayen, in Germania, che nel 2001 gli aveva conferito la cittadinanza onoraria. Dal 2004 era membro onorario dell’Alemannia Aquisgrana e nel 2010 aveva ricevuto una laurea honoris causa dall’Università di Magonza. (di Paolo Martini)
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CAGLIARI – È stato convalidato questa mattina l'arresto di un 54enne di origine algerina,