
(Adnkronos) - Durst Group presenta ufficialmente il progetto 'Durst Como', un nuovo polo industriale e tecnologico dedicato alla stampa tessile digitale nel cuore del distretto tessile comasco.
Con un investimento di circa 20 milioni di euro in edifici e infrastrutture, il progetto mira "a creare in Lombardia un centro produttivo altamente specializzato, focalizzato sullo sviluppo di tecnologie inkjet, software, ricerca applicata e soluzioni avanzate per la stampa tessile digitale industriale". "Como stampa i tessuti del mondo da generazioni - ha detto Christoph Gamper, ceo e co-owner di Durst Group - Non siamo qui di passaggio, siamo qui per restare. 'Durst Como' è un progetto industriale con una visione di lungo periodo: tecnologia europea, realizzata qui, per il mondo". L’investimento si inserisce in un percorso di crescita che Durst Group porta avanti nel settore tessile da oltre un decennio; negli ultimi 12 anni, il gruppo ha investito complessivamente oltre 50 milioni di euro nel business tessile, con iniziative dedicate allo sviluppo dei mercati internazionali, al potenziamento delle infrastrutture di laboratorio e al rafforzamento dei propri siti di Bressanone/Brixen e Kufstein (Austria).
Con un fatturato di oltre 430 milioni di euro, Durst Group punta ora a raddoppiarlo nei prossimi cinque anni, sostenuto anche dall’ulteriore consolidamento del proprio ruolo nelle tecnologie per la stampa tessile industriale. Durst Como nasce dall’acquisizione di Aleph, azienda specializzata nella progettazione e nello sviluppo di soluzioni inkjet avanzate per la stampa diretta su tessuto e su carta, avviata nel 2023 e completata nel 2025. Durst Group è attivo nel settore tessile da oltre un decennio, con Kufstein come hub di riferimento, e con l’integrazione di Aleph estende la sua presenza anche a Como, uno dei distretti tessili più riconosciuti a livello internazionale. Durst Como diventerà il terzo centro di sviluppo e produzione del Gruppo, con competenze R&S, dopo Bressanone/Brixen e Lienz. Il polo svolgerà un ruolo strategico nello sviluppo e nella produzione di tecnologie inkjet per la stampa tessile digitale, con particolare focus su fashion e home textile. Il sito sarà progressivamente sviluppato anche come centro dedicato alla collaborazione con i clienti e allo sviluppo di automazione e software per il settore tessile.
Accanto a Como, Kufstein rimane l’hub tessile del Gruppo per gli sviluppi superwide e speciali, comprese le soluzioni di asciugatura per applicazioni superwide tessili e grafiche. Insieme, questi siti complementari costituiscono la spina dorsale della presenza internazionale di Durst nella stampa tessile digitale. "Questo progetto rappresenta una tappa fondamentale del nostro percorso di crescita - ha commentato Alessandro Manes, director Global Sales Industrial Textile, Durst Group - Il nostro obiettivo è creare a Como un polo tecnologico e produttivo altamente specializzato, capace di attrarre competenze, sviluppare nuove professionalità e generare nuove opportunità per il territorio". La nuova sede di Durst Como sarà progettata secondo gli standard industriali e tecnologici di Durst Group, con particolare attenzione all’innovazione, all’efficienza e all’integrazione con il territorio.
Il progetto sarà realizzato all’interno di un edificio esistente, evitando così nuovo consumo di suolo e ulteriore impermeabilizzazione, e seguirà criteri di riqualificazione energetica orientati all’utilizzo di energia 100% non fossile. Tra le misure previste rientrano l’installazione di pompe di calore in sostituzione degli attuali impianti di riscaldamento a gas e, nella prima fase del progetto, la realizzazione di un impianto fotovoltaico di circa 600 kWp per la produzione di energia elettrica 100% green. In linea con le iniziative già adottate negli altri siti del Gruppo, Durst Como ospiterà anche una colonia di api come ulteriore misura a supporto della biodiversità e dell’ecosistema locale. Durst Como si inserisce in una più ampia visione industriale finalizzata a rafforzare le capacità produttive e di innovazione di Durst Group in Italia, valorizzando al contempo il legame con il distretto tessile comasco e il know-how della filiera tessile. Il progetto rappresenta un impegno concreto nei confronti del territorio, traducendosi in opportunità occupazionali tangibili, creazione di valore reale e ulteriore sviluppo industriale.

(Adnkronos) - Epidemia di Ebola torna sotto controllo in Uganda? "Mi trovo in Uganda, dove il governo ha attivato una risposta rapida ed efficace all'epidemia di Ebola". A comunicarlo è stato il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, parlando in un post su X della sua visita nel Paese che sta registrando casi legati all'epidemia da virus Bundibugyo in corso nel vicino Congo e ha alzato le misure di sorveglianza per arginare un'eventuale diffusione.
"Gli screening ai confini hanno aiutato a rilevare casi in arrivo dalla vicina Repubblica Democratica del Congo (Rdc) e nel Paese i sistemi di sorveglianza, test e gestione dei casi stanno lavorando con costanza. Dei 19 casi confermati finora, 14 riguardano persone entrate dalla Rdc e 5 sono cittadini ugandesi. Tristemente, 2 persone dalla Rdc sono decedute, e i nostri pensieri sono con le loro famiglie. L'Oms sta supportando l'Uganda, insieme agli Africa Cdc (Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie) e ai partner della regione, mentre il Paese guida questa risposta". "Con una collaborazione continua - conclude il Dg Oms - sono fiducioso che questa epidemia possa essere tenuta sotto controllo".
La Procura di Tempio Pausania ha chiuso le indagini preliminari
nell'inchiesta per l'omicidio di Cinzia Pinna, la 33enne di
Castelsardo uccisa con tre colpi di pistola in faccia, il 12
settembre 2025, da Emanuele Ragnedda, nello stazzo di Conca Entosa,
nelle campagne di Palau, in Gallura, nella tenuta dell'imprenditore
vitivinicolo.
(Adnkronos) - Un vasto incendio è divampato nella mattinata di oggi all'interno della Delca Energy, azienda specializzata nella lavorazione di materiale plastico situata nella zona industriale di Lugnano, nel comune di Vicopisano, in provincia di Pisa. L'allarme è scattato alle 9.23, quando le squadre dei vigili del fuoco del comando di Pisa sono intervenute in via Masaccio per domare le fiamme che hanno coinvolto un capannone dello stabilimento. Al momento dell'intervento erano impegnate due squadre operative supportate da quattro automezzi antincendio e due autobottipompa.
Considerata l'entità del rogo, sono stati richiesti rinforzi dai comandi limitrofi di Lucca, Pistoia e Livorno, con l'invio di ulteriori mezzi e personale per contenere l'incendio e mettere in sicurezza l'area. Le operazioni di spegnimento risultano ancora in corso e non sono state rese note, al momento, eventuali conseguenze per le persone. Restano da accertare le cause che hanno provocato l'incendio.
La colonna di fumo generata dalle fiamme è risultata visibile anche a diversi chilometri di distanza, suscitando preoccupazione tra i residenti della zona.

(Adnkronos) - L'obbligo per i padroni di lavare dalla strada la pipì dei cani con l'acqua? Per l'infettivologo Matteo Bassetti "dal punto di vista scientifico non serve a nulla".
"In molti comuni italiani - scrive Bassetti sui social - vi sono ordinanze che obbligano i proprietari dei cani a portare con sé una bottiglietta d’acqua per lavare la pipì che i nostri amici a quattro zampe fanno su strade e marciapiedi. La domanda che molti mi hanno rivolto è se serva veramente dal punto di vista igienico. Risciacquare la pipì del cane con la semplice acqua ha un basso valore igienico e disinfettante, poiché l’acqua non elimina germi o batteri. Per una vera azione igienica bisognerebbe usare acqua e aceto bianco (in diluiizione 1:1) che disinfetta naturalmente, rimuovendo gli odori forti e igienizzando superficie oppure usare detersivi enzimatici, che però sono vietati per l’utilizzo in strada. Insomma una delle tante leggi all’italiana, fatta con molta approssimazione scientifico-sanitaria", conclude l'infettivologo.

(Adnkronos) - Videointervista a Roberto Gualtieri in diretta sul sito dell’Adnkronos. Oggi il sindaco di Roma visiterà i nuovi studi televisivi, dotati delle tecnologie di ultima generazione, nel Palazzo dell’Informazione dove ha sede la redazione dell’agenzia di stampa. E alle 12,30 inaugurerà, insieme al direttore dell’Adnkronos Davide Desario, il nuovo format “Adn Talks”, interviste “one to one” con personaggi del mondo politico, economico e della cultura, rappresentanti politici e istituzionali.

(Adnkronos) - Scendono le quotazioni ma salgono le accise sul gasolio. Sono queste stamani le determinanti dell’andamento dei prezzi dei carburanti alla pompa. Il diesel, sotto effetto del dimezzamento dello “sconto” sull’accisa (passato ieri da 10 a 5 centesimi al litro), torna sopra quota due euro/litro in media nazionale self service, dopo una settimana al di sotto della soglia psicologica. In calo invece la benzina e il Gpl, le cui aliquote sono rimaste invariate.
Questa mattina 8 giugno la benzina self service sulla rete stradale è a 1,917 euro/litro (-9 millesimi rispetto a venerdì), gasolio a 2,004 euro/litro (+20). Il Gpl è a 0,792 euro/litro (-2), il metano a 1,563 euro/kg (+1). In autostrada, la benzina self è a 2,014 euro (-9), il diesel a 2,090 euro (+22), il Gpl a 0,906 euro (invariato) e il metano a 1,587 euro (+3).
Stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, Eni sabato ha ridotto di un centesimo al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio. Domenica ha poi applicato al prezzo del gasolio la nuova accisa, con un rialzo di 6,1 centesimi al litro (5 centesimi più Iva). Per IP e Q8 registriamo un rialzo di sei centesimi al litro sul gasolio, per Tamoil -1 cent sulla benzina e +6 sul diesel.
Venendo al dettaglio per modalità di vendita e per marchio sui dati rilevati alle 8 di ieri mattina, considerando tutti i circa 20mila punti vendita che comunicano i prezzi all'Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy (rete stradale e autostradale insieme), queste sono le medie dei prezzi praticati elaborati dalla Staffetta: benzina self service a 1,921 euro/litro (compagnie 1,922, pompe bianche 1,921), diesel self service a 1,992 euro/litro (compagnie 1,996, pompe bianche 1,984). Benzina servito a 2,061 euro/litro (compagnie 2,098, pompe bianche 1,991), diesel servito a 2,126 euro/litro (compagnie 2,166, pompe bianche 2,051). Gpl servito a 0,800 euro/litro (compagnie 0,809, pompe bianche 0,790), metano servito a 1,563 euro/kg (compagnie 1,562, pompe bianche 1,564), Gnl 1,461 euro/kg (compagnie 1,464 euro/kg, pompe bianche 1,458 euro/kg).
Sulla benzina self service Eni è a 1,917 euro/litro (2,129 il servito); IP a 1,929 (2,098 servito); Q8 a 1,921 (2,092 servito); Tamoil a 1,912 (1,993 servito); sul gasolio self service Eni è a 1,999 (2,200 servito); IP a 1,990 (2,161 servito); Q8 a 2,015 (2,160 servito) e Tamoil a 1,974 (2,060 servito).

(Adnkronos) - Il presidente cinese Xi Jinping è arrivato oggi, lunedì 8 giugno, a Pyongyang per una visita ufficiale che punta a rafforzare i rapporti tra Cina e Corea del Nord in una fase di profondi cambiamenti negli equilibri internazionali. Si tratta del primo viaggio nel Paese dal giugno 2019 e un appuntamento dal forte valore simbolico e strategico, mentre Pechino cerca di consolidare il proprio ruolo sulla scena globale e di riaffermare la centralità dei rapporti con il regime di Kim Jong-un.
Ad accogliere Xi nella capitale nordcoreana è stata una cerimonia solenne in Piazza Kim Il Sung, dove una scorta di cavalleria e migliaia di persone hanno sventolato bandiere e fiori sotto enormi ritratti dei due leader. Dopo il tradizionale saluto con 21 colpi di cannone, Xi e Kim hanno passato in rassegna la guardia d'onore.
La visita arriva poche settimane dopo gli incontri che Xi ha avuto a Pechino con il presidente russo Vladimir Putin e con il presidente statunitense Donald Trump, sottolineando l'ambizione della Cina di presentarsi come interlocutore centrale in uno scenario internazionale caratterizzato da crescenti tensioni e rivalità tra le grandi potenze.
Per Pechino, il viaggio rappresenta anche l'occasione per riaffermare lo storico legame con Pyongyang. Nonostante il progressivo avvicinamento tra Corea del Nord e Russia negli ultimi anni, la Cina resta infatti il principale partner economico e diplomatico del Paese guidato da Kim Jong-un.
In una lettera pubblicata dai media nordcoreani alla vigilia della visita, Xi ha definito "indistruttibile" l'amicizia tradizionale tra i due Paesi, affermando che il rapporto tra Cina e Corea del Nord continua a mantenere una forte vitalità indipendentemente dai cambiamenti della situazione internazionale.
Dal punto di vista nordcoreano, la visita di Xi rappresenta un ulteriore capitolo nella strategia di equilibrio perseguita da Kim tra Mosca e Pechino. Il leader nordcoreano punta infatti a ottenere benefici economici, militari e diplomatici da entrambe le potenze evitando al tempo stesso una dipendenza eccessiva da uno solo dei due alleati.
Alla vigilia dell'arrivo di Xi, i media di Stato nordcoreani hanno riferito che Kim ha visitato una grande azienda del settore bellico, dove gli sono stati illustrati i piani per aumentare la produzione di missili balistici e da crociera. Nei giorni precedenti, il leader aveva inoltre ispezionato un nuovo impianto per la produzione di materiale nucleare destinato agli armamenti, annunciando l'intenzione di rafforzare rapidamente le capacità nucleari del Paese.
I media statali cinesi hanno descritto la visita come un'opportunità per definire una nuova fase delle relazioni bilaterali e contribuire alla pace, alla stabilità e alla prosperità regionale. Anche Trump ha più volte manifestato interesse per una ripresa dei contatti diretti con Kim Jong-un. Durante il suo primo mandato il presidente americano incontrò tre volte il leader nordcoreano nel tentativo, poi fallito, di raggiungere un accordo sulla denuclearizzazione della penisola coreana.
(Adnkronos) - Caldo estivo e sole al Centro-Sud, ma il Nord dovrà fare ancora i conti con i temporali. Secondo gli esperti infatti, la parte iniziale della nuova settimana vedrà il flusso perturbato oceanico ancora parzialmente attivo sulle nazioni centrali del Continente, inviando code instabili capaci di sfiorare l'estremo Nord della nostra Penisola. Si tratterà comunque degli ultimi sussulti prima di una metamorfosi della situazione barica, che traghetterà l'Italia verso uno scenario decisamente più estivo, sebbene permanga ancora un po' di incertezza sull'esatta traiettoria delle correnti. Sono queste le previsioni meteo per la giornata di oggi, lunedì 8 giugno, e per i giorni a venire.
Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it, evidenzia che fino a mercoledì 10 giugno le regioni dell'estremo Nord dovranno fare i conti con una residua instabilità alimentata da correnti atlantiche piuttosto vivaci. Tra lunedì 8, martedì 9 e mercoledì 10 giugno si verificheranno rovesci e temporali improvvisi, concentrati soprattutto lungo la fascia alpina e sulle adiacenti pianure settentrionali. In questo contesto il clima si manterrà gradevole e in linea con le medie al Settentrione, mentre dall'Emilia-Romagna in giù la situazione sarà opposta, con ampi rasserenamenti e temperature già elevate, pronte a toccare picchi di 33-34°C al Centro-Sud.
I dubbi maggiori dei modelli matematici si concentrano sulla seconda parte della settimana, indicativamente da venerdì 12 giugno. Fino a poco fa l'evoluzione sembrava delineare una netta e indiscussa affermazione dell'anticiclone subtropicale, ma gli ultimi aggiornamenti mostrano ancora qualche piccolo tentennamento da parte dei centri di calcolo. In qualche aggiornamento, infatti, si intravede la possibilità che correnti più fresche da nord provino a scivolare verso i Balcani o a sfiorare l'Italia, rendendo la previsione per il Nord ancora un po' aperta a possibili limature. Tuttavia, la tendenza principale indica che alla fine dovrebbe prevalere in modo netto l'alta pressione. La spinta della massa d'aria calda dal Nord Africa sembra destinata a conquistare il territorio verso le latitudini superiori, stabilizzando il tempo su quasi tutto il Paese.
Se la linea della stabilità verrà confermata, la conseguenza diretta sarà l'innesco della prima vera ondata di calore strutturata del mese. Con il consolidamento dell'anticiclone subtropicale tra venerdì e il weekend, i termometri subiranno un'impennata generalizzata da Nord a Sud. Il calore diventerà particolarmente intenso e opprimente nelle aree pianeggianti e nelle vallate interne, con valori massimi che nel fine settimana potrebbero addirittura toccare picchi eccezionali di 37°C, proiettandoci con decisione verso l'inizio ufficiale dell'estate astronomica previsto per domenica 21 giugno alle ore 10:24.
Lunedì 8. Al Nord: sole prevalente, qualche rovescio sulle Alpi, in pianura nella notte. Al Centro: sole e più caldo. Al Sud: sole e più caldo.
Martedì 9. Al Nord: soleggiato salvo temporali su Alpi e Prealpi in locale sconfinamento alle pianure adiacenti. Al Centro: sole prevalente. Al Sud: sole prevalente.
Mercoledì 10. Al Nord: instabile con temporali. Al Centro: sereno con velature. Al Sud: sereno o poco nuvoloso.
Tendenza: residui rovesci sulle adriatiche giovedì, poi arriva l’alta pressione subtropicale.

(Adnkronos) - Intesa SanPaolo ha fatto la mossa che aveva rimandato finora, aprendo la resa dei conti nel risiko bancario. Unicredit, ormai molto vicina a conquistare definitivamente Commerzbank, difficilmente resterà a guardare. E sarà, come sempre è stato, il controllo delle Generali il vero terreno del confronto. La banca di sistema, quella guidata da Carlo Messina che ha atteso il momento giusto per muovere, e la banca internazionale, quella che Andrea Orcel ha schierato nel risiko bacario con maggiore aggressività negli ultimi due anni.
Lo schema proposto è complesso. L’Offerta di Intesa Sanpaolo su Mps segue la proposta di Banco Bpm di un matrimonio alla pari proprio con Mps. Nell’operazione Intesa c’è anche Unipol, che acquisirebbe 635 filiali del Monte e delle sue attività centrali, da fondere poi in Bper. Intesa terrebbe per sé 625 filiali e Mediobanca.
Nessuno poteva conoscere nel dettaglio le intenzioni di Messina, che le ha ovviamente coperte fino al cda decisivo, ma negli ultimi mesi qualunque ragionamento sull'evoluzione del risiko bancario non poteva che finire con la stessa indicazione, in una commistione tra logica e cautela: vedremo però cosa vorra fare veramente Intesa. Bene, Ca' de Sass dice oggi alla finanza e alla politica, parlando al mercato, che non solo vuole rinsaldare il suo ruolo di prima banca italiana ma che vuole giocare fino in fondo il ruolo che negli anni ha sempre rivendicato: fare la banca di sistema.
Cosa vuol dire? Prima di tutto, percorrere la strada migliore per arrivare a mettere definitivamente (si fa per dire, la finanza non ha mai per definizione un equilibrio definitivo) in sicurezza il Leone di Trieste. Inutile ricordare quanto Generali sia sempre stata considerata il fulcro della finanza italiana, prima quando ancora esisteva il 'salotto buono' dove i più importanti investitori volevano avere una quota per contare e poi quando è diventata più contendibile, quando è caduto il fortino di Mediobanca. E' ancora Piazzetta Cuccia, con il suo 13,2% di Generali, il pezzo pregiato di Mps che l'opas appena annunciata vuole portare in dote a Intesa Sp.
Ci sono molte ragioni industriali e strategiche, che oggi hanno superato qualsiasi cautela, a spiegare la scelta di Carlo Messina. Ma per comprenderle tutte è necessario partire da una considerazione di fondo. L'operazione condotta da Mps su Mediobanca, con il piano di Lovaglio, il sostegno di azionisti di peso come Caltagirone e Delfin e la 'benedizione' del governo, non è arrivata dove i soggetti coinvolti avevano previsto. Gli ultimi sei mesi hanno progressivamente cambiato l'ordine dei fattori, le alleanze e la combinazione degli interessi. Con il risultato di tornare in una situazione pienamente contendibile.
Ora c'è sul tavolo un'offerta di Banco Bpm su Mps, con il peso ingombrante di Credit Agricole salito al 23% della banca guidata da Giuseppe Castagna, che garantirebbe la nascita del terzo polo bancario, prospettiva più volte auspicata anche dal ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ma che con il ruolo diverso dei francesi potrebbe diventare un problema anche per Palazzo Chigi.
L'operazione di Intesa SanPaolo punta invece a una schema completamente diverso. La fusione tra Unipol e Bper consentirebbe di creare il secondo polo bancario in Italia e con la conquista di Mediobanca e Generali di fare della banca di Carlo Messina un'inattaccabile architrave del sistema. C'è però un altro attore, altrettanto forte, da tenere in considerazione: Unicredit.
Il ceo Andrea Orcel, grande stratega del mercato M&A, potrebbe tornare prepotentemente in gioco dopo aver visto il golden power fermare l'operazione su Banco Bpm in Italia ma forte degli ultimi favorevoli sviluppi su Commerzbank. Come? Potrebbe farlo rimettendo al centro del risiko i protagonisti indiscussi degli ultimi anni: Caltagirone e Delfin. Per ragioni diverse, sono le loro quote a poter diventare l'ago della bilancia nella resa dei conti che si è aperta tra Intesa e Unicredit, che si giocheranno non solo l'egemonia in Italia ma anche una buona fetta del sistema bancario europeo. (Di Fabio Insenga)

(Adnkronos) - Intesa Sanpaolo ha lanciato un'Opas su Mps. L'offerta, si legge in una nota, consiste nell’offerta da parte di Intesa di 16 azioni ordinarie di nuova emissione per ogni 10 azioni Mps portate in adesione (rapporto di concambio pari a 1,6) nonché di un euro cash per ogni azione Mps portata in adesione, con un premio del 12,5% rispetto al prezzo ufficiale di chiusura al 5 giugno 2026 e con premio del 17,4% e 18,7% rispetto agli ultimi Vwap a 3 e 6 mesi, rispettivamente.
In un’ottica di gestione proattiva di temi di natura antitrust, si legge in una nota, l’operazione include "un accordo vincolante sottoscritto in data odierna da Intesa Sanpaolo con Unipol Assicurazioni, che prevede la cessione di una entità giuridica bancaria comprendente il brand Mps, circa 635 filiali di MPS (con relative attività e passività) e la maggior parte delle strutture/attività centrali di Mps (con relative attività e passività) necessarie per operare come banca in modo indipendente, per un corrispettivo per cassa pari a circa 3 miliardi - 3,5 miliardi di euro".
L’accordo prevede che Intesa Sanpaolo mantenga Mediobanca e il suo marchio, circa 625 filiali di Mps e una componente limitata di strutture centrali (con relative attività e passività) di Mps, complessivamente rappresentanti circa l’ 80% dell’utile netto 2025 di Mps + Mediobanca.
Il Gruppo risultante dall’operazione, si legge in una nota, "sarà il secondo dell’Eurozona per capitalizzazione di Borsa; - raggiungerà/supererà già nel 2025 pro-forma gli obiettivi del Piano di Impresa di Intesa Sanpaolo al 2029; - beneficerà della capacità di generazione di ricavi di scala europea basata su un modello di business resiliente focalizzato su Wealth Management, Protection & Advisory, con una leadership nel Wealth Management rafforzata dal focus sulla clientela High Net Worth e da attività finanziarie della clientela pari a circa 2.000 miliardi di euro previsti entro il 2029.
In particolare, si legge ancora nella nota, "i benefici dell’operazione sono attesi derivare: dal rafforzamento del radicamento italiano che valorizza il risparmio del Paese, con circa 1.700 miliardi di euro di attività finanziarie della clientela (con oltre 250 miliardi del perimetro non ceduto di Mps), oltre 27 milioni di clienti (di cui circa 20 milioni in Italia, con circa 6 milioni del perimetro non ceduto di Mps) e una rete di consulenza di circa 21.000 persone dedicate (con oltre 2.000 consulenti finanziari / private bankers del perimetro non ceduto di Mps), pro-forma al 2025.
I benefici dell'operazione sono attesi derivare poi "dall’attivazione del significativo potenziale di crescita derivante dai circa 6 milioni di clienti acquisiti, grazie all’unicità del modello di servizio nel Wealth Management & Protection e alle fabbriche prodotto di proprietà esclusiva di Intesa Sanpaolo; - dai punti di forza complementari e dal rafforzamento della copertura internazionale nel Corporate & Investment Banking, con circa 500 persone di Mediobanca dedicate al Corporate & Investment Banking, di cui circa la metà all’estero, avvalendosi dell’elevata complementarità tra le competenze della Divisione Imi Corporate & Investment Banking e di Mediobanca e mantenendo il brand Mediobanca; dalle sinergie tra Wealth Management e Corporate & Investment Banking, avvalendosi del modello di servizio di successo di Mediobanca per gli imprenditori High Net Worth (es., liquidità / eventi strategici), accelerando la realizzazione delle iniziative del Piano di Impresa. Inoltre, il Gruppo risultante dall’operazione si collocherà al primo posto in Italia nel Credito al Consumo, mantenendo una rigorosa gestione del rischio.
Il perfezionamento dell’operazione di Intesa Sp su Mps - atteso entro dicembre 2026 e subordinato all’ottenimento delle autorizzazioni da parte delle autorità competenti - permetterà al Gruppo risultante di rafforzare ulteriormente il supporto all’economia reale e sociale da leader europeo - "consolidando il proprio ruolo di prima banca italiana profondamente radicata in tutto il territorio nazionale che in particolare valorizza il risparmio del Paese - e di accrescere la creazione e distribuzione di valore realizzando importanti sinergie senza costi sociali, con un’integrazione agevole dei sistemi IT anche grazie alla piattaforma tecnologica digitale cloud-native isytech di Intesa Sanpaolo".
Intesa Sanpaolo vede un utile netto al 2029 per il Gruppo risultante dall’operazione pari a oltre 16 miliardi di euro rispetto agli oltre 11,5 miliardi attesi nel Piano di Impresa 2026-2029 di Intesa Sanpaolo, con Roe oltre il 20%, mantenendo invariato l’assunto conservativo del Piano di un tasso euribor stabile a circa l’ 1,95%, e un ulteriore potenziale di crescita dei ricavi derivante dall’aumento dei tassi rispetto all’assunto conservativo del Piano.
L’obiettivo dell’offerta di Intesa Sanpaolo è acquisire l’intero capitale sociale di Mps (o almeno una partecipazione pari al 66,67%, come indicato tra le Condizioni di Efficacia dell’Offerta, salvo rinuncia, anche parziale, da parte dell’Offerente) e conseguire la revoca delle relative azioni dalla quotazione sul mercato regolamentato Euronext Milan. Si ritiene che "la revoca dalla quotazione dell’Emittente favorisca gli obiettivi di integrazione, di creazione di sinergie e di crescita del Gruppo dell’Offerente e dell’Emittente menzionati in precedenza".
Intesa Sanpaolo ha convocato l'assemblea straordinaria degli azionisti per il 10 settembre 2026 per discutere e deliberare della proposta di attribuzione al Consiglio di Amministrazione della facoltà, da esercitarsi entro il 10 settembre 2027, di aumentare il capitale sociale in una o più volte, in via scindibile, con emissione di un massimo di 5,7 miliardi di nuove azioni ordinarie a servizio dell'offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria sulla totalita' delle azioni ordinarie di Banca Monte dei Paschi di Siena.
Unipol ha sottoscritto un accordo con Intesa Sanpaolo per l'acquisizione di una banca composta da 635 filiali. L'intesa, definita nel documento dell'offerta come "Accordo Unipol", prevede che il gruppo assicurativo acquisisca una banca operante sotto il marchio e i segni distintivi di Mps, con un perimetro costituito da 635 filiali e da gran parte delle strutture centrali necessarie per operare in modo indipendente.
Unipol ha sottoscritto due contratti derivati con scadenza massima a 25 mesi e 35 mesi e con sottostante il 4,99% del capitale di Bper, con facoltà di regolamento mediante consegna delle azioni. La stipulazione di tali derivati è funzionale anche ad avere "un'ulteriore opzione per conseguire il controllo di fatto di Bper", si legge nella nota.
In questo modo, Unipol intende "conseguire il controllo di fatto" di Bper nell'ambito della combinazione con le filiali di Mps che rileverà da Intesa Sanpaolo, senza però promuovere un'offerta pubblica di acquisto o scambio.

(Adnkronos) - Urne ancora aperte in 42 Comuni oggi, lunedì 8 giugno, per il secondo turno delle elezioni amministrative. I seggi saranno aperti dalle 7 alle 15.
Al voto sei capoluoghi — Lecco, Arezzo, Macerata, Chieti, Agrigento e Trani — insieme a un solo Comune sotto i 15mila abitanti, mentre tutti gli altri superano quella soglia. In totale, sono chiamati alle urne oltre 1,1 milioni di elettori.
Alla chiusura dei seggi alle 23, l'affluenza per i ballottaggi alle elezioni comunali è al 39,79%. Al primo turno aveva votato il 45,6%.
Nella serata di ieri si è registrata un'inversione di tendenza per l'affluenza in Sardegna. Alla chiusura dei seggi il dato era in aumento. Alle 23 si era presentato nelle 526 sezioni aperte il 46,45% degli aventi diritto. Alle scorse amministrative la prima giornata di voto si era chiusa con un dato inferiore: il 44,30 per cento.
A Lecco duello tra Filippo Boscagli del centrodestra e il sindaco uscente Mauro Gattinoni del centrosinistra. In corsa ad Arezzo Marcello Comanducci del centrodestra) e Vincenzo Ceccarelli del campo largo. A Macerata il sindaco uscente Sandro Parcaroli del centrodestra sfida Gianluca Tittarelli del campo largo. A Chieti Giovanni Legnini del campo largo contro Cristiano Sicari del centrodestra. A Trani ballottaggio tra Marco Galiano del centrosinistra e Angelo Guarriello del centrodestra. Ad Agrigento sfida tra Michele Sodano di centrosinistra e Gerlando Alonge del centrodestra.
Nonostante sia un Comune sotto i 15mila abitanti, anche Mandatoriccio in provincia di Cosenza torna al voto. Al primo turno, infatti, si è verificato un evento rarissimo: pareggio perfetto tra i due candidati sindaco. Sia Maria Teresa Villella (Nuova Alba) sia Cataldo Iozzi (Uniti per Mandatoriccio) hanno ottenuto 852 voti ciascuno, rendendo necessario il ballottaggio.

(Adnkronos) - Urne ancora aperte in 42 Comuni oggi, lunedì 8 giugno, per il secondo turno delle elezioni amministrative. I seggi saranno aperti dalle 7 alle 15. Dopo la chiusura delle urne, inizierà lo spoglio delle schede.
Al voto sei capoluoghi — Lecco, Arezzo, Macerata, Chieti, Agrigento e Trani — insieme a un solo Comune sotto i 15mila abitanti, mentre tutti gli altri superano quella soglia. In totale, sono chiamati alle urne oltre 1,1 milioni di elettori.
Alla chiusura dei seggi alle 23, l'affluenza per i ballottaggi alle elezioni comunali è al 39,79%. Al primo turno aveva votato il 45,6%.
Nella serata di ieri si è registrata un'inversione di tendenza per l'affluenza in Sardegna. Alla chiusura dei seggi il dato era in aumento. Alle 23 si era presentato nelle 526 sezioni aperte il 46,45% degli aventi diritto. Alle scorse amministrative la prima giornata di voto si era chiusa con un dato inferiore: il 44,30 per cento.
A Lecco duello tra Filippo Boscagli del centrodestra e il sindaco uscente Mauro Gattinoni del centrosinistra. In corsa ad Arezzo Marcello Comanducci del centrodestra) e Vincenzo Ceccarelli del campo largo. A Macerata il sindaco uscente Sandro Parcaroli del centrodestra sfida Gianluca Tittarelli del campo largo. A Chieti Giovanni Legnini del campo largo contro Cristiano Sicari del centrodestra. A Trani ballottaggio tra Marco Galiano del centrosinistra e Angelo Guarriello del centrodestra. Ad Agrigento sfida tra Michele Sodano di centrosinistra e Gerlando Alonge del centrodestra.
Nonostante sia un Comune sotto i 15mila abitanti, anche Mandatoriccio in provincia di Cosenza torna al voto. Al primo turno, infatti, si è verificato un evento rarissimo: pareggio perfetto tra i due candidati sindaco. Sia Maria Teresa Villella (Nuova Alba) sia Cataldo Iozzi (Uniti per Mandatoriccio) hanno ottenuto 852 voti ciascuno, rendendo necessario il ballottaggio.

(Adnkronos) - Sostegno alla "proposta di un dialogo diretto tra Ucraina e Russia – con la partecipazione attiva di Stati Uniti ed Europa – per arrivare a un cessate il fuoco e sostenere ulteriori negoziati". È la linea emersa dalla dichiarazione congiunta dei leader dell’E3 (Regno Unito, Francia e Germania) e del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Il documento è stato diffuso al termine dell’incontro tenuto a Londra.
Nella dichiarazione il primo ministro britannico Keir Starmer, il presidente francese Emmanuel Macron ed il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, hanno ribadito il loro "sostegno incrollabile" a Kiev, sottolineando il ruolo centrale dell’Europa in qualsiasi accordo di pace. Nel testo si evidenziano anche i recenti successi ucraini sul campo e l'uso innovativo della tecnologia dei droni, mentre viene condannata con forza la nuova ondata di attacchi missilistici e con droni da parte della Russia contro città ucraine, definiti responsabili di un "tragico bilancio di vittime civili". Condanne anche per le incursioni di droni russi nello spazio Nato.
Zelensky ha ringraziato Starmer, Macron e Merz per il sostegno a Kiev, al termine dell'incontro. Il leader ucraino ha riferito ai partner europei la situazione al fronte e le perdite russe, sottolineando che "la Russia non sta vincendo sul campo di battaglia". Ha, inoltre, affermato che "per cinque mesi consecutivi l'aggressore ha perso più di 30mila soldati tra morti e feriti".
In un post su X diffuso al termine dell'incontro, Zelensky ha evidenziato che le valutazioni di Kiev sono in linea con quelle degli alleati e che gli attacchi a medio e lungo raggio stanno "limitando significativamente la capacità della Russia di espandere la propria aggressione".
Nel corso dei colloqui si è discusso anche del rilancio della diplomazia e del ruolo dell'Europa nei negoziati. "Per l'Ucraina è sempre stata una priorità che la posizione e la voce dell'Europa nei negoziati siano forti", ha aggiunto Zelensky.
I leader hanno discusso le prossime occasioni internazionali - tra cui il G7 di Evian e i vertici Nato e della Coalizione dei Volenterosi - per coordinare un ulteriore rafforzamento del sostegno militare a Kiev, anche attraverso l'aumento della produzione di sistemi di difesa e lo sviluppo congiunto di capacità antimissile e di attacco a lungo raggio.
Sul piano politico, la dichiarazione ribadisce alcune condizioni considerate essenziali per un possibile accordo: cessate il fuoco immediato, avvio dei negoziati sulla base dell'attuale linea del fronte, garanzie di sicurezza vincolanti per l'Ucraina e congelamento degli asset russi fino a risarcimento dei danni di guerra.

(Adnkronos) - Un terremoto di magnitudo 7.8 ha colpito le Filippine oggi, lunedì 8 giugno, come riferisce lo United States Geological Survey (USGS). E' scattato un allarme tsunami che prevede l'evacuazione di aree costiere. Le onde potrebbero raggiungere un'altezza tra 1 e 3 metri secondo le rilevazioni dell' US Tsunami Warning System. La scossa si è verificata alle 7.37 ora locale ad una profondità di 35 km al largo delle coste dell'isola di Mindanao.

(Adnkronos) - Israele colpisce obiettivi militari in Iran dopo i missili lanciati da Teheran. Le forze di difesa israeliane (Idf), oggi lunedì 8 giugno, annunciano di aver effettuato attacchi indirizzati verso le regioni centrali e occidentali della Repubblica islamica. La risposta matura dopo la telefonata tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu, nella quale il presidente americano ha chiesto al premier israeliano di evitare rappresaglie per non compromettere l'accordo - ritenuto imminente - tra Washington e Teheran.
"Decido io, non lui", le parole di Trump secondo il Financial Times. Secondo Axios, che cita una fonte americana, gli Stati Uniti non sono stati coinvolti negli attacchi "relativamente limitati". Nelle stesse ore, riferisce il Times of Israel, gli allarmi antimissile sono stati attivati nel territorio israeliano - a Gerusalemme, Tel Aviv e Modiin - per un missile lanciato dallo Yemen - il primo dallo scorso 4 aprile - e intercettato.
"Israele sta prendendo di mira i siti di lancio di missili terra-terra iraniani, così come le infrastrutture non legate al settore energetico", scrive su X l'ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter. "L'Iran ha lanciato 11 missili balistici contro Israele. Ognuno di quei missili può radere al suolo un intero quartiere e uccidere centinaia di persone. Nessun paese rispettabile al mondo tollererebbe un attacco del genere e nemmeno Israele lo farà. Il popolo libanese rifiuta Hezballah, proxy dell'Iran, e ha detto all'Iran di lasciare il paese. Se Hezballah colpirà Israele, i suoi centri di comando saranno colpiti duramente. Questo non ha nulla a che fare con l'Iran. Tutti ne hanno avuto abbastanza di questo regime iraniano di maniaci", il messaggio.
Nelle prime ore di oggi, secondo media statali iraniani, si sono verificate esplosioni a Teheran, Tabriz e Isfahan, che ospita uno dei principali siti nucleari del paese. Secondo i Guardiani della rivoluzione, Israele avrebbe lanciato missili balistici. L'agenzia Irna riferisce che l'attacco contro Najafabad, nella provincia di Isfahan, non avrebbe causato vittime.
Nella nuova escalation, con lo Streto di Hormuz già bloccato dal conflitto, l'Iran avrebbe come obiettivo Bab al-Mandab, snodo marittimo fondamentale nel Mar Rosso per raggiungere il Canale di Suez: in passato, nell'area, le rotte delle navi commerciali sono diventate obiettivo degli Houthi, in grado di portare attacchi dal territorio dello Yemen.

(Adnkronos) - Israele colpisce obiettivi militari in Iran dopo i missili lanciati da Teheran. Le forze di difesa israeliane (Idf), oggi lunedì 8 giugno, annunciano di aver effettuato attacchi indirizzati verso le regioni centrali e occidentali della Repubblica islamica. La risposta matura dopo la telefonata tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu, nella quale il presidente americano ha chiesto al premier israeliano di evitare rappresaglie per non compromettere l'accordo - ritenuto imminente - tra Washington e Teheran.
"Decido io, non lui", le parole di Trump secondo il Financial Times. Secondo Axios, che cita una fonte americana, gli Stati Uniti non sono stati coinvolti negli attacchi "relativamente limitati". Nelle stesse ore, riferisce il Times of Israel, gli allarmi antimissile sono stati attivati nel territorio israeliano - a Gerusalemme, Tel Aviv e Modiin - per un missile lanciato dallo Yemen e intercettato.
Nelle prime ore di oggi, secondo media statali iraniani, si sono verificate esplosioni a Teheran, Tabriz e Isfahan, che ospita uno dei principali siti nucleari del paese. Secondo i Guardiani della rivoluzione, Israele avrebbe lanciato missili balistici. L'agenzia Irna riferisce che l'attacco contro Najafabad, nella provincia di Isfahan, non avrebbe causato vittime.
Nella nuova escalation, con lo Streto di Hormuz già bloccato dal conflitto, l'Iran avrebbe come obiettivo Bab al-Mandab, snodo marittimo fondamentale nel Mar Rosso per raggiungere il Canale di Suez: in passato, nell'area, le rotte delle navi commerciali sono diventate obiettivo degli Houthi, in grado di portare attacchi dal territorio dello Yemen.

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....

(Adnkronos) - Flavio Cobolli punta le Atp Finals di Torino. Oggi, domenica 7 giugno, il tennista azzurro è stato battuto da Alexander Zverev nella finale del Roland Garros 2026, dove si è arreso in cinque set, ma da domani potrà festeggiare un nuovo best ranking, debuttando nella top ten della classifica generale.
Un risultato inaspettato e insospettabile alla vigilia del torneo, che per Cobolli è soltanto un punto di partenza: "Complimenti a Zverev per il titolo. Se lo è meritato, oggi più di me, anche per quanto ha fatto finora nella sua carriera", ha detto l'azzurro in conferenza stampa, "ma voglio anche ringraziare me stesso per quello che ho fatto. Non mi sarei mai aspettato risultati del genere. Voglio sorridere, godermi la serata con amici e famiglia. E penso che qui nessuno si aspettasse molto da me, devo essere fiero di me stesso e provarci ancora".
"Non posso predire dove arriverò, ma ci proverò e riproverò", ha raccontato Cobolli, "quando raggiungi la prima finale, perché non la seconda? Ho meritato di arrivare fin qui, devo lavorare tanto ma anche godermi questo risultato. Se lavoro, e me la godo, potrei raggiungere qualche altra finale".
L'obiettivo di Cobolli è ambizioso ma possibile: "Ho una consapevolezza molto diversa rispetto all’inizio del torneo”, ha spiegato l'azzurro , "ma gli obiettivi rimangono gli stessi. Ce ne siamo dati uno, che è Torino, dall’inizio dell’anno. Stiamo lavorando per andarci, è molto difficile, ma con questo livello e con tanto lavoro, anche dietro le quinte, sono sicuro che riuscirò ad andarci".

(Adnkronos) - Vince mezzo milione al Gratta e Vinci con il biglietto comprato coi soldi dell'elemosina. E' la storia del 36enne nigeriano Imagbe Ehizomwengie, a Pesaro, come si legge sul Resto del Carlino. L'uomo, come ha raccontato al quotidiano, non aveva il permesso di soggiorno quando ha verificato la vincita: senza documenti validi, non era in grado di riscuotere il denaro. Ehizomwengie ha chiesto ad un amico di ritirare il denaro. I problemi, però, non sono finiti. L'amico si è considerato legittimo 'amministratore' della vincita e per ricomporre la situazione è stato necessario l'intervento di altri esponenti della comunità nigeriana.
"Alla fine, è stato raggiunto un accordo: circa 250mila euro sono stati trasferiti sul conto del cugino, per far sì che quella parte della vincita rimanesse nella disponibilità della famiglia. Con quei soldi è stata acquistata un’attività commerciale a Falconara, la ’Mama African’, dove avrei dovuto lavorare una volta ottenuti i documenti", racconta Ehizomwengie. Solo nei giorni scorsi, si legge sul quotidiano, l'uomo - in Italia dal 2022 - ha ottenuto il permesso di soggiorno con la sentenza del Tribunale di Ancona.

(Adnkronos) - Torna a salire la tensione in Medio Oriente. Almeno dieci missili balistici lanciati dall’Iran verso il nord di Israele e in particolare verso la base Ramat David sono stati intercettati con successo dalle difese aeree israeliane, secondo quanto comunicato dalle Forze di Difesa (Idf). L’attacco rappresenta il primo episodio diretto tra Iran e Israele dall’entrata in vigore della tregua dello scorso 8 aprile. Le sirene dell’allarme anti-aereo hanno risuonato nelle aree settentrionali del Paese, non risultano vittime né danni materiali.
"Teheran deve bruciare questa notte", scrive su X il ministro della Sicurezza nazionale israeliano, Itmar Ben-Gvir. Israele "risponderà con forza" agli attacchi, riferisce l'emittente Channel 12 citando fonti del governo: dall'esecutivo del premier Benjamin Netanyahu si sottolinea che "non si può permettere" che l'Iran colpisca Israele in risposta agli attacchi contro Hezbollah a Beirut.
"Il regime terrorista iraniano ha fatto un grave errore", dice il portavoce delle Idf, il generale Effie Defrin. Il capo dello Stato Maggiore israeliano, il generale Eyal Zamir, sta conducendo una valutazione e "approvando i piani per il futuro". Non è chiaro se tali piani siano relativi ad una risposta immediata. "Le Idf colpiranno il nemico con forza nel momento in cui verrà dato il via libera", le parole di Zamir.
"Il vacillante regime sionista è agli ultimi respiri", dice la Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, in un post su X dopo il lancio di missili. La repubblica islamica, temendo evidentemente un'azione israeliana, ha chiuso il suo spazio aereo sulla parte occidentale del Paese. I Guardiani della Rivoluzione dell'Iran - i Pasdaran - rivendicano l'offensiva condotta in risposta a quelli che definiscono i "crimini estesi" di Israele nel Libano meridionale. In una nota, i Pasdaran sostengono che dalla base di Ramat David siano partite le operazioni militari israeliane contro il Libano e definiscono l'operazione del 7 giugno un "avvertimento", minacciando che, in caso di nuove aggressioni, la risposta iraniana sarà "più ampia" e coinvolgerà "tutti gli obiettivi americano-sionisti nella regione".
Per il ministero degli Esteri, gli attacchi sono stati azioni di "legittima difesa" ai sensi dell'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite. Il raid è stato la risposta a "ripetute violazioni del cessate il fuoco dell'8 aprile" e a "azioni aggressive" attribuite a Israele contro Libano e Iran.
Donald Trump, che nella serata italiana ha avuto un colloquio con Netanyahu, provare a evitare l'escalation. "Io all'Iran suggerirei: avete lanciato i vostri missili, ora basta, tornate al tavolo e fate un accordo", dice il presidente degli Stati Uniti, parlando con Fox News. L'attacco iraniano rischia di cambiare radicalmente il quadro: le forze armate Usa sono in stato di allerta. Stati Uniti e Iran sono impegnati da settimane in un complesso dialogo per chiudere definitivamente la guerra. I negoziati non hanno ancora prodotto la fumata bianca: "Siamo molto vicini ad un accordo", le parole di Trump nell'intervista trasmessa oggi dalla Nbc.
L'intesa sarebbe stata firmata "lunedì, martedì o mercoledì ed ora succede questo", dice Trump, nella serata italiana di domenica, esprimendo tutta la sua frustrazione per la ripresa delle ostilità. Il numero 1 della Casa Bianca si dice al contempo "non contento" del fatto che Israele abbia lanciato raid contro Beirut. I raid delle Idf non sono stati coordinati con gli Usa. Ora, i missili iraniani: "Certamente non aiuteranno i negoziati". Trump, secondo Axios, ha fatto e farà pressioni su Netanyahu per evitare risposte israeliane ai missili di Teheran. "Gli attacchi iraniani non hanno ferito nessuno. Spero che Israele non reagisca", dice il presidente in un colloquio telefonico con Barak Ravid, giornalista di Axios.
Secondo la testata, Trump teme che il processo negoziale deragli totalmente: "Se Bibi (Netanyahu, ndr.) li colpisce di nuovo, tutto continuerà come negli ultimi 47 anni o negli ultimi 3mila", dice il presidente, riferendosi alla rivoluzione islamica in Iran del 1979.
"Siamo molto vicini a un accordo finale con l'Iran. Sarà un buon accordo. Non voglio che salti per quello che sta accadendo adesso", scandisce ribadendo l'intenzione di contattare direttamente Netanyahu per dissuaderlo da eventuali ritorsioni. "Lo chiamerò subito e gli dirò di non reagire. Entrambi si sono sfogati: Israele ha avuto il suo attacco e l'Iran ha avuto il suo. Non abbiamo bisogno di un altro".
Nelle prime ore di domenica 7 giugno ci sono stati raid dell'esercito israeliano nei quartieri meridionali di Beirut, in Libano. Gli attacchi hanno colpito in particolare la zona di Dahiyeh, considerata una delle principali roccaforti di Hezbollah.
Secondo fonti militari israeliane, gli obiettivi erano centri di comando e strutture operative del movimento sciita libanese, sostenuto dall’Iran. Una fonte locale ha riferito che tra gli edifici colpiti figura anche un appartamento, situato nel quartiere di al-Marijah.
Il primo bilancio diffuso dall’agenzia di stampa libanese Nna parla di almeno due morti e undici feriti. Le autorità locali stanno proseguendo le operazioni di soccorso e la valutazione dei danni causati dai bombardamenti.

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....
Pagina 4 di 150
Sarda News - Notizie in Sardegna
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Per proporre i tuoi feed o un contenuto originale, scrivici a info@sardanews.it