
(Adnkronos) - "Quasi sette genitori di bambini malati di cancro su dieci raccontano di essersi sentiti soli durante il percorso di cura del proprio figlio". È uno dei principali risultati delle interviste qualitative realizzate da Peter Pan Odv nell'ambito del Primo Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici in età pediatrica e adolescenziale - 2025, promosso da Favo. La maggior parte dei caregiver sperimenta un vero e proprio isolamento sociale, una sensazione che amplifica la fragilità già generata dalla malattia. È una realtà che Peter Pan Odv conosce da oltre trent'anni e che affronta ogni giorno accompagnando le famiglie durante tutto il percorso di cura. Anche per il 2026, Fondazione Lottomatica sarà al fianco dell’associazione, sostenendo - informa una nota - un modello di intervento che si prefigge di umanizzare il percorso di cura. Un approccio che mette al centro l'intero nucleo familiare, grazie al lavoro di un'équipe multidisciplinare, al supporto tra pari, al volontariato e a una rete di collaborazioni con strutture sanitarie, istituzioni e organizzazioni del Terzo Settore.
La malattia oncologica pediatrica non genera soltanto bisogni sanitari. Può cambiare profondamente la vita dell'intero nucleo familiare e allontanare dalla propria rete sociale. Questo avviene soprattutto alle famiglie che si trasferiscono a Roma - spiega Petr Pan Odv - per consentire ai propri figli di accedere alle cure e che si trovano improvvisamente lontane dalla propria casa, dagli affetti, dal lavoro e dalla rete di relazioni costruita nel tempo. A questa distanza fisica si aggiungono spesso isolamento sociale, difficoltà economiche, nuovi bisogni organizzativi e un forte impatto emotivo. Anche all'interno della famiglia gli equilibri cambiano.
Nella maggior parte dei casi un genitore accompagna il bambino durante il percorso di cura, mentre l'altro continua a sostenere la famiglia dal punto di vista lavorativo ed economico. Una condizione che può generare solitudine, stress e senso di inadeguatezza in entrambi, rendendo ancora più importante poter contare su una rete di supporto capace di accompagnare l'intero nucleo familiare. Da oltre trent'anni Peter Pan Odv - si legge - promuove una presa in carico globale della famiglia, nella consapevolezza che la malattia oncologica di un figlio porta con sé bisogni che vanno oltre la dimensione sanitaria. Per questo ha sviluppato un modello fondato sulla collaborazione tra competenze diverse, pensato per offrire risposte concrete e personalizzate alle esigenze dell'intero nucleo familiare.
"La diagnosi di un tumore pediatrico cambia profondamente la vita dell'intera famiglia. Accanto alla qualità delle cure è fondamentale costruire una rete capace di accompagnare i genitori anche nella loro quotidianità - ha spiegato Roberto Mainiero, presidente Peter Pan ODV -. È questo il modello che Peter Pan porta avanti da oltre trent'anni: una rete di persone e competenze nella quale professionisti, volontari, ospedali, istituzioni, Terzo Settore e imprese condividono una responsabilità comune, perché nessuna famiglia debba affrontare da sola il percorso di cura di un figlio. La collaborazione con Fondazione Lottomatica rafforza questa rete e ci permette di essere ancora più vicini alle famiglie".
Nel 2025 Peter Pan Odv - prosegue la nota - "ha accolto e accompagnato 151 famiglie, garantendo oltre 1.000 ore di supporto psicologico per adulti e bambini, più di 3.000 navette solidali, 123 attività educative, ricreative e di socializzazione e un accompagnamento personalizzato nell'accesso ai servizi. Tutto questo è stato possibile grazie al lavoro di un'équipe multidisciplinare integrata e all'impegno di oltre 240 volontari, che hanno dedicato complessivamente 21.644 ore di volontariato, contribuendo ogni giorno a costruire quella rete di relazioni e di sostegno che rappresenta uno degli elementi distintivi del modello Peter Pan. Per il secondo anno consecutivo, Fondazione Lottomatica rinnova il proprio sostegno a questo modello, contribuendo a rafforzare una rete di cura che accompagna le famiglie ben oltre la dimensione sanitaria".
"Sostenere per il secondo anno consecutivo Peter Pan Odv significa per noi rinnovare l'impegno verso un modello di accoglienza che mette al centro l'intero nucleo familiare nel momento più difficile - ha dichiarato il segretario generale di Fondazione Lottomatica, Chiara Pomarici -. I dati emersi dal Rapporto sull'isolamento sociale dei genitori sono un richiamo importante: la cura medica deve essere sempre affiancata da un supporto umano e psicologico. Fondazione Lottomatica ha scelto di confermare il proprio supporto a questo progetto proprio per la validità di un modello multidisciplinare capace di rispondere a bisogni che vanno oltre la dimensione sanitaria, offrendo un aiuto concreto, personalizzato e continuativo".

(Adnkronos) - Novocure ha annunciato oggi che "Optune Pax® ha ottenuto il marchio Ce (Conformité européenne) per il trattamento di pazienti adulti affetti da carcinoma pancreatico localmente avanzato di origine esocrina, in associazione con gemcitabina e nab-paclitaxel (gem/nab-pac), in conformità con le raccomandazioni delle linee guida". "L’adenocarcinoma pancreatico viene spesso diagnosticato in stadi avanzati, quando i tumori sono più difficili da trattare. Di conseguenza, le opzioni terapeutiche hanno un effetto limitato e i tassi di sopravvivenza sono rimasti bassi per decenni. Tuttavia, nello studio di fase 3 Panova-3 con Optune Pax, è stato osservato un miglioramento statisticamente significativo della sopravvivenza globale nei pazienti che si trovavano in uno stadio avanzato della malattia - ha affermato Teresa Macarulla, MD, PhD, responsabile del Dipartimento di Oncologia medica dell’Hospital Clínic di Barcellona -. Inoltre, Optune Pax ha dimostrato di ritardare la progressione del dolore, un sintomo debilitante del tumore al pancreas. Si tratta di un trattamento promettente per i pazienti che hanno urgente bisogno di nuove opzioni terapeutiche".
Optune Pax - infoma una nota - "è un dispositivo medico portatile che eroga Tumor treating fields (TTFields) in modo non invasivo tramite array indossabili. I TTFields sono campi elettrici alternati che interferiscono con i processi fondamentali per la divisione e la sopravvivenza delle cellule tumorali, provocandone la morte senza influire in modo significativo sulle cellule sane". Il marchio Ce per Optune Pax nel trattamento del carcinoma pancreatico localmente avanzato "è supportato dai dati dello studio clinico di fase 3 Panova-3, che ha raggiunto il suo endpoint primario - si legge - dimostrando un miglioramento statisticamente significativo della sopravvivenza globale mediana (mOS) nei pazienti trattati con Optune Pax e gem/nab-pac rispetto a quelli trattati con gem/nab-pac in monoterapia, prolungando al contempo in modo significativo il tempo alla progressione del dolore, un endpoint secondario chiave. Poiché l’uso di gemcitabina e nab-paclitaxel può variare a seconda del mercato, la destinazione d’uso approvata con il marchio Ce per Optune Pax include un riferimento alle raccomandazioni delle linee guida per tenere conto di queste differenze locali".
"L’ottenimento del marchio CE rappresenta una traguardo fondamentale nel contesto del nostro impegno volto a rendere Optune Pax disponibile per le persone affette da carcinoma pancreatico localmente avanzato, una condizione che necessita di nuove opzioni terapeutiche - ha affermato Anne Calixte de Lembeye, Senior Vicepresident per l’area EMEA e il Canada di Novocure -. Siamo orgogliosi di questo risultato e ci impegniamo a collaborare con le agenzie nazionali per garantire l’accesso a Optune Pax ai pazienti affetti da carcinoma pancreatico che potrebbero trarre beneficio dal trattamento".
'Panova-3' è stato uno studio clinico internazionale, prospettico, randomizzato, in aperto (open label) e controllato di fase 3, progettato per valutare l’uso di Optune Pax - dettaglia la nota - in associazione a gem/nab-pac come trattamento di prima linea per il carcinoma pancreatico localmente avanzato rispetto alla sola terapia con gem/nab-pac. Lo studio ha arruolato 571 pazienti, randomizzati in rapporto 1:1 e seguiti per un periodo minimo di 18 mesi ed "ha raggiunto l’endpoint primario, dimostrando un miglioramento statisticamente significativo della sopravvivenza globale mediana (mOS) nei pazienti trattati con Optune Pax". Nella popolazione intent-to-treat (ITT), "i pazienti trattati con Optune Pax in concomitanza con gem/nab-pac (n=285) hanno avuto una sopravvivenza mediana (mOS) di 16,2 mesi rispetto ai 14,2 mesi osservati nei pazienti trattati con gem/nab-pac in monoterapia (n=286), con un miglioramento statisticamente significativo di 2,0 mesi. Nella popolazione modified intent-to-treat (mITT), definita come i pazienti che hanno ricevuto almeno 28 giorni di terapia con Optune Pax in concomitanza con gem/nab-pac o almeno un ciclo completo di gem/nab-pac, i pazienti trattati con Optune Pax in concomitanza con gem/nab-pac (n=198) hanno avuto una mOS di 18,3 mesi rispetto ai 15,1 mesi registrati nei pazienti trattati con gem/nab-pac in monoterapia (n=207), con un miglioramento statisticamente significativo di 3,2 mesi".
"Optune Pax concomitante con gem/nab-pac - prosegue la nota - ha dimostrato un miglioramento in diversi endpoint secondari, compreso il tasso di sopravvivenza a un anno. Il tasso di sopravvivenza a un anno nella popolazione ITT ha mostrato un miglioramento significativo nel gruppo trattato con Optune Pax in concomitanza con gem/nab-pac, pari al 68,1%, rispetto a chi ha ricevuto solo gem/nab-pac, pari al 60,2%. Nella popolazione mITT, il tasso di sopravvivenza a un anno ha mostrato un miglioramento significativo nel gruppo trattato con Optune Pax in concomitanza con gem/nab-pac, pari al 75,2%, rispetto al 65,9% nei pazienti trattati con gem/nab-pac in monoterapia".
Nello studio Panova-3, - riferisce la nota - il tempo alla progressione del dolore è stato definito come il tempo dal basale fino a un aumento di 20 o più punti riportato dai pazienti su una scala analogica visiva per il dolore oppure fino al decesso. I pazienti trattati con Optune Pax in associazione a gem/nab-pac hanno avuto un tempo mediano alla progressione del dolore pari a 15,2 mesi, rispetto a una mediana di 9,1 mesi nel gruppo trattato con gem/nab-pac in monoterapia. Si tratta di un prolungamento significativo di 6,1 mesi del tempo alla progressione del dolore. La qualità della vita (QoL) era un endpoint secondario misurato al basale e ogni 8 settimane. Le analisi sono state condotte su tutti i pazienti utilizzando il questionario sulla qualità della vita dell’European Organisation for the Research and Treatment of cancer quality of life questionnaire (Eortc Qlq-C30) con il modulo specifico per il tumore del pancreas Pan26. Il trattamento con Optune Pax in concomitanza con gem/nab-pac ha determinato una sopravvivenza libera da deterioramento (Dfs) più lunga per quanto riguarda lo stato di salute globale, il dolore, il dolore pancreatico e la maggior parte dei problemi digestivi. Tendenze simili sono state osservate per la funzione emotiva e l’affaticamento/mancanza di energia. Non sono state riscontrate differenze significative in ulteriori endpoint secondari relativi alla sopravvivenza libera da progressione, alla sopravvivenza libera da progressione locale, al tasso di risposta obiettiva, alla sopravvivenza senza necessità di drenaggio o al tasso di resecabilità del tumore tra il braccio trattato con Optune Pax in concomitanza con gem/nab-pac e il braccio trattato solo con gem/nab-pac".
Optune Pax "è stato ben tollerato e non ha aggravato la tossicità sistemica correlata a gem/nab-pac; non sono stati osservati nuovi segnali di sicurezza e gli eventi avversi gravi (Sae) erano comparabili tra i bracci dello studio. La maggior parte dei pazienti trattati con Optune Pax - conclude la nota - ha manifestato gli eventi avversi cutanei (Ae) attesi correlati al dispositivo sotto gli array (76,3% dei partecipanti trattati con Optune Pax). La maggior parte di questi eventi era di entità da lieve a moderata (grado 1-2), con 21 (7,7%) hanno manifestato un evento di grado ≥3. L’evento avverso correlato al dispositivo più comune, non legato agli eventi avversi cutanei, è stato l’affaticamento, segnalato in 14 partecipanti (5,1%). È stato osservato un evento avverso di grado 4 ritenuto dall’investigatore possibilmente correlato al dispositivo, si è trattato di un evento non grave consistente in una diminuzione della conta dei neutrofili. Non si sono verificati eventi avversi correlati al dispositivo che abbiano portato al decesso e non sono emersi problemi di sicurezza correlati al dispositivo non previsti durante lo studio. I risultati dello studio di fase 3 Panova-3 sono stati pubblicati nel Journal of Clinical Oncology. Optune Pax è stato approvato dalla Fda statunitense nel febbraio 2026. Novocure prevede di lanciare Optune Pax in Germania nelle prossime settimane".

(Adnkronos) - Tragedia sulla spiaggia di Lido Riccio, a Ortona (Chieti), dove un anziano è morto, questa mattina, mentre stava facendo il bagno al mare. Secondo una prima ricostruzione, l'anziano si è immerso, ma dopo un po' la moglie e il figlio, che si trovavano sulla spiaggia, non lo hanno più visto. Probabilmente, colto da malore, forse causato anche dal caldo torrido, si è accasciato in acqua, ed è annegato. Scattato l'allarme, sono intervenuti i militari della Capitaneria di Porto, i vigili del fuoco e i sanitari del 118. Il pensionato è stato trovato esanime. E' stato recuperato dai soccorritori e portato a riva. Sul posto anche i carabinieri della Compagnia di Ortona per gli accertamenti di rito. La salma è stata già restituita alla famiglia per i funerali.

(Adnkronos) - Mario Adinolfi da questa mattina agli arresti domiciliari per una presunta truffa legata a un sistema di scommesse. Nelle parole del gip di Roma Giulia Arcieri sul giornalista ed ex deputato, messe nero su bianco in uno dei passaggi dell’ordinanza con cui ha disposto i domiciliari dopo l’indagine della Guardia di Finanza, si rimarca "la scaltrezza, la pervicacia, la spregiudicatezza nella complessiva elaborazione ed attuazione del progetto criminoso, indicativa di una specifica volontà, oltre che abilità, nella movimentazione dei rilevanti flussi di denaro, che evidenziano una spiccata propensione all'occultamento dei flussi reddituali e all'elusione dei controlli dell'amministrazione finanziaria”.
Secondo la gip Arcieri, “nel caso di specie va evidenziato che, dagli accertamenti finora svolti, è emerso che Adinolfi - scrive il gip - pur a fronte di movimentazioni finanziarie per importi assai considerevoli, nell'ordine di centinaia di migliaia di euro, rilevate su conti correnti a lui riferibili e direttamente intestati, non risulta proprietario di immobili né titolare di partecipazioni sociali e nemmeno di cariche di rappresentanza all'interno di enti commerciali. Risulta solo intestatario di un’auto. E' anche emerso che egli ha speso ingenti somme di denaro (raccolte attraverso lo svolgimento della abusiva attività in esame) anche e soprattutto per l'acquisto di beni voluttuari, spese personali per beni di lusso quali, ad esempio, l'acquisto di orologi nonché viaggi all'estero (Maldive ed Egitto), quadri ed imbarcazioni. Tra questi beni mobili registrati (imbarcazioni ed automobili) che stranamente (eccetto l'autovettura) non sono riconducibili alla persona fisica di Adinolfi benché siano stati dallo stesso acquistati con denaro proveniente dai propri conti correnti”.
E ancora: “Risulterebbero inoltre conti correnti dell'indagato all'estero sui quali sono in corso accertamenti (come in Lituania). E' dunque evidente come l'indagato si premuri di evitare la formale intestazione a sé di beni e come abbia l'accortezza di disperdere il patrimonio allontanandolo dalla formale riferibilità al medesimo”, evidenzia il gip.
Dalla ricostruzione delle movimentazioni finanziarie sui conti correnti dell’indagato nell’ultimo quinquennio, spiega la Guardia di Finanza, è stata accertata la raccolta di oltre 4,7 milioni di euro. Solo una parte di tali somme sarebbero risultate correlate ad attività di scommesse sportive, mentre la gran parte dei fondi ricevuti sarebbe stato destinato a diversi utilizzi, tra cui trasferimenti verso soggetti terzi e sostenimento di spese personali per l’acquisto di beni di lusso quali orologi, lingotti e monete straniere, quadri, imbarcazioni e pagamenti per viaggi.

(Adnkronos) - Jannik Sinner 'soffre' per l'Italia fuori dai Mondiali 2026. Il tennista azzurro ha raggiunto la semifinale di Wimbledon battendo il tedesco Struff ai quarti e nel penultimo atto del torneo troverà Novak Djokovic, vincente contro il canadese Felix Auger-Aliassime. Sul prato di Londra però c'è anche spazio per una piccola, e dolorosa, parentesi calcistica.
Durante l'intervista post partita, la giornalista della Bbc ha chiesto se stesse guardando i Mondiali di scena in Stati Uniti, Messico e Canada, che si preparano ai quarti di finale: "Perfavore non parliamo di calcio", ha risposto con un sorriso cupo Sinner, ricordando così la mancata qualificazione dell'Italia, per la terza edizione consecutiva, alla rassegna iridata.

(Adnkronos) - “Oggi è una giornata importante con la presentazione, ma soprattutto con l'adozione, dei nuovi Pai distrettuali, che mettono insieme il rischio franoso e il rischio idraulico. Programmazione e prevenzione sono fondamentali in un Paese come il nostro, dove il 94% dei Comuni è interessato dal dissesto idrogeologico”. Così il viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Vannia Gava, durante la presentazione, alla Presidenza del Consiglio, dei Piani di Assetto Idrogeologico dell'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino centrale (Aubac), i nuovi strumenti per prevenzione, sicurezza e sviluppo dei territori.
“Attraverso i sistemi di monitoraggio e i dati tecnico-scientifici possiamo lavorare per ridurre il rischio idrogeologico e mettere in sicurezza il territorio. È evidente che alcuni provvedimenti possono risultare anche restrittivi per alcuni Comuni, ma dobbiamo mettere al primo posto la sicurezza dei cittadini e la tutela del territorio”, ha spiegato Gava.
“Il grande lavoro svolto dall'Aubac e dall'Autorità di bacino rappresenta un elemento importante anche nel rapporto con gli amministratori locali e regionali - ha aggiunto la viceministra - Non si tratta soltanto di un ruolo tecnico-scientifico, ma anche di un'attività di condivisione e mediazione, per rendere cittadini e istituzioni consapevoli dell'importanza strategica degli interventi di prevenzione e di messa in sicurezza”.

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La Cia lancia l'allarme sulla "drammatica emergenza che sta
colpendo il settore apistico regionale nella campagna produttiva
2026" e con una lettera inviata all'assessore regionale
dell'Agricoltura e riforma agro-pastorale, Francesco Agus, e al
direttore generale dell'Assessorato, Giorgio Onorato Cicalò, chiede
alla Regione un "intervento tempestivo a sostegno delle
aziende".
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(Adnkronos) - Per un adolescente può significare bagnare i quaderni mentre scrive, avere difficoltà a usare lo smartphone, praticare sport o suonare uno strumento musicale, fino a evitare di stringere la mano a un compagno per l'imbarazzo. L'iperidrosi, cioè l'eccessiva produzione di sudore, non è una malattia grave, ma può compromettere profondamente la qualità della vita. "Colpisce tra l'1 e il 3% di bambini e adolescenti e interessa soprattutto mani, piedi e ascelle. Quando le terapie dermatologiche non sono sufficienti, all'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma è possibile ricorrere a un trattamento chirurgico mini-invasivo. Con oltre 230 interventi all'attivo dall'avvio del programma chirurgico nel 2017 a oggi - ricorda una nota del Bambino Gesù - l'ospedale ha sviluppato la più ampia casistica pediatrica nazionale per questa procedura risolutiva. Quasi 1 ragazzo trattato su 2 (44%) proviene da fuori Lazio, in particolare da Campania, Lombardia, Sicilia ed Emilia Romagna. L'età media dei pazienti è di 17 anni (12 anni il più giovane), senza sostanziali differenze tra maschi (44%) e femmine (56%). Ogni anno vengono valutati per l'intervento circa 40-45 ragazzi".
L'ipersudorazione: si alimenta di ansia e stress. "L'iperidrosi è causata da un'iperattività del sistema nervoso simpatico, responsabile dell'attivazione delle ghiandole sudoripare. La forma più frequente in età pediatrica è l'iperidrosi primaria focale, una condizione non legata ad altre malattie e spesso associata a una predisposizione familiare - ricordano gli esperti - I primi sintomi compaiono generalmente già in età prepuberale e tendono ad accentuarsi durante tutta l'adolescenza, quando ai cambiamenti ormonali si aggiunge una componente emotiva molto importante. Alte temperature, umidità, ma soprattutto ansia, stress e imbarazzo possono generare un circolo vizioso: il timore di avere le mani sudate stimola ulteriormente l'attivazione del sistema nervoso simpatico e, di conseguenza, una produzione di sudore ancora più intensa e difficile da controllare. La localizzazione più frequente è quella palmo-plantare, seguita dall'iperidrosi ascellare. Nei casi più intensi la cute può andare incontro a macerazione, desquamazione e, talvolta, a eczema disidrosico, una malattia infiammatoria della pelle che si manifesta con la comparsa di piccole vescicole pruriginose piene di liquido che richiedono un trattamento specifico".
"L'iperidrosi non è un semplice fastidio né un problema estetico - spiega la dottoressa May El Hachem, responsabile di Dermatologia dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù - Per molti ragazzi diventa una limitazione concreta nella vita di tutti i giorni: scrivere, salutare gli amici, partecipare alle attività scolastiche o sportive può trasformarsi in una fonte continua di disagio psicologico. Per questo è importante riconoscere precocemente il disturbo, non sottovalutarlo e costruire un percorso terapeutico personalizzato".
Il percorso di cura: dal dermatologo all'intervento. "Il primo specialista di riferimento dopo il pediatra è il dermatologo, che valuta il quadro clinico ed esclude le forme secondarie, associate ad altre patologie o all'assunzione di farmaci. Il trattamento - prosegue il Bambino Gesù - inizia sempre con le opzioni cosiddette conservative: norme comportamentali per favorire la traspirazione, in particolare dei piedi, evitando calzature e tessuti non traspiranti; prodotti topici a base di cloridrato di alluminio; ionoforesi (tecnica per somministrare farmaci attraverso la pelle con l'ausilio di una corrente continua a bassa intensità) e, quando necessario, terapia dell'eczema disidrosico. Solo quando questi approcci non consentono un controllo soddisfacente dei sintomi e il disturbo compromette in modo significativo la qualità della vita, il paziente viene inviato alla valutazione chirurgica".
"La chirurgia rappresenta sempre l'ultima tappa del percorso di cura - sottolinea El Hachem - È riservata ai ragazzi per i quali tutte le terapie conservative si sono dimostrate insufficienti e il peso della malattia sulla vita quotidiana è diventato importante". "Tra le opzioni terapeutiche non chirurgiche rientra anche il trattamento con tossina botulinica - aggiungono El Hachem e il dottor Francesco De Peppo, responsabile della Chirurgia pediatrica di Palidoro - Tuttavia, in età pediatrica il suo impiego presenta alcuni limiti che ne riducono l'indicazione. L'efficacia è infatti temporanea - generalmente non supera i 6 mesi - rendendo necessari trattamenti ripetuti. Inoltre, le infiltrazioni vengono eseguite in aree particolarmente sensibili e possono risultare dolorose per il paziente. A ciò si aggiunge un ulteriore aspetto: attualmente la procedura non è rimborsata dal sistema sanitario nazionale e, di conseguenza, comporta costi elevati per le famiglie. Per questi motivi, nei casi selezionati di iperidrosi severa, in termini di risultati la chirurgia rappresenta l’opzione terapeutica più appropriata".
La chirurgia mini-invasiva che risolve il problema. L'intervento viene eseguito dall'équipe di Chirurgia pediatrica dell'ospedale della sede di Palidoro "attraverso una tecnica toracoscopica mini-invasiva altamente specialistica. Mediante due piccole incisioni, nascoste nel cavo ascellare, il chirurgo raggiunge la catena del sistema nervoso simpatico e interrompe selettivamente la trasmissione degli impulsi responsabili dell'eccessiva sudorazione applicando clip in titanio. La scelta del livello sul quale intervenire viene personalizzata in base alla sede prevalente dell'iperidrosi: mani o ascelle. Una delle caratteristiche del percorso sviluppato al Bambino Gesù - evidenziano gli esperti - è l'approccio reversibile, per step, adottato dall'équipe chirurgica. L'intervento viene infatti eseguito in due tempi: prima sul lato dominante (ad esempio la mano sinistra per i mancini) e, dopo circa 2 o 3 mesi, sull'altro lato. Una scelta che consente di mantenere il rischio di complicanze estremamente basso e che può contribuire anche a ridurre la comparsa della cosiddetta sudorazione compensatoria, cioè l'aumento della sudorazione in altri distretti corporei, generalmente lieve e limitato ai periodi più caldi. L'applicazione di clip in titanio, inoltre, rappresenta un'ulteriore misura di sicurezza rispetto alla resezione definitiva del nervo".
"L'intervento dura circa 40 minuti, richiede generalmente una sola notte di ricovero e consente una scomparsa immediata della sudorazione nell'area trattata. Nella casistica del Bambino Gesù non si sono registrate complicanze maggiori - precisa l'ospedale - Gli interventi per recidiva sono rari, ampiamente al di sotto dell'1%, e sono legati alla possibile formazione, nel tempo, di sottilissime connessioni nervose collaterali che possono ripristinare la trasmissione dell'impulso".
"L'iperidrosi non è una malattia grave, ma molti ragazzi la vivono come tale perché limita profondamente la loro vita sociale - conclude De Peppo - Oggi gli adolescenti vivono il rapporto con gli altri in modo molto diverso rispetto al passato. Il solo pensiero di dover stringere una mano può aumentare ulteriormente la sudorazione e alimentare ansia e imbarazzo. Quando il problema delle mani si risolve, non cambia soltanto la sudorazione: cambia il modo di relazionarsi con gli altri. Molti ragazzi ci raccontano di sentirsi finalmente liberi di vivere la propria quotidianità senza il timore costante di essere giudicati".

(Adnkronos) - Uno spazio digitale dove chi vive con la Sclerosi multipla (Sm) "può trovare informazioni affidabili, ma soprattutto confrontarsi con chi affronta ogni giorno le stesse sfide, condividere esperienze, consigli pratici e contribuire in prima persona alla crescita dei contenuti". Nasce 'Vita SMisurata', la prima piattaforma digitale italiana pensata per mettere in rete persone con Sm e caregiver, valorizzando il patrimonio di esperienze della comunità e trasformandolo in uno strumento concreto di supporto e ispirazione. Il progetto, realizzato da Merck Italia con il patrocinio e la collaborazione di Aism (Associazione italiana sclerosi multipla) e Sin (Società italiana di neurologia), è stato presentato oggi al Senato della Repubblica nell'ambito dell'evento istituzionale "Oltre la Sclerosi multipla: progettare un percorso di vita personale superando la cronicità", promosso su iniziativa della Senatrice Tilde Minasi, Commissione Affari sociali del Senato. "L’incontro di oggi - dichiara Minasi - conferma l’impegno dell’Intergruppo parlamentare nel favorire il dialogo tra istituzioni, comunità scientifica, associazioni e Industria. Solo una collaborazione ampia tra differenti competenze può contribuire a costruire risposte più efficaci e inclusive per le persone con Sm e le loro famiglie".
'Vita SMisurata' - informa una nota - intende contribuire a una nuova narrazione della Sclerosi multipla: non negare la complessità della malattia, ma superare l’idea di una "vita a metà", mettendo al centro autodeterminazione, progettualità personale e qualità di vita. Il progetto offre "contenuti divulgativi e di servizio per rendere l’informazione più accessibile e vicina alla quotidianità, accompagnando chi vive con la Sm nella costruzione del proprio percorso di vita, oltre la diagnosi". Il progetto - si legge - prende forma in una piattaforma digitale (www.vitasmisurata.it) sviluppata con e per le persone con Sm, dove contenuti informativi, contributi di clinici, testimonianze e il vodcast MilleStorie si integrano con un elemento distintivo: le esperienze pratiche peer-to-peer. Non solo informazione, quindi, ma azioni concrete da integrare nella quotidianità. Le esperienze si sviluppano attorno a tre dimensioni chiave della qualità di vita – mente e corpo, alimentazione e intimità – traducendo bisogni reali in risposte concrete e strumenti di empowerment. A guidare il percorso sono professionisti, creator e persone con Sclerosi multipla, attraverso esperienze autentiche e facilmente replicabili nella vita di tutti i giorni.
Nell’area 'Mente e Corpo' - dettaglia la nota - il percorso guidato da Clara Vigasio, persona con Sm e insegnante di yoga, parte da un gesto semplice, ma spesso trascurato: "portare attenzione al respiro può aiutare a gestire meglio momenti di fatica o tensione… è uno strumento semplice per ritrovare calma e presenza nella quotidianità". Un invito a muoversi e prendersi cura di sé partendo da ciò che è possibile, nel rispetto dei propri ritmi. Sul fronte dell’Alimentazione, l’obiettivo è alleggerire il carico quotidiano, anche nei momenti di maggiore stress e stanchezza. Come spiega Aurora Cortopassi, cuoca e food writer, da anni testimonial di Aism e sorella di persona con sclerosi multipla: "avere qualcosa di già pronto significa ridurre il carico fisico nei momenti di stanchezza, ma anche quello mentale, quando manca l’energia per decidere cosa cucinare”. Un approccio pragmatico che ribalta l’idea di perfezione: “non serve fare tutto perfetto, basta costruire una base semplice che ci accompagni durante la settimana". Anche l’area dell’Intimità affronta in modo diretto un tema spesso poco esplorato. Attraverso le testimonianze di chi vive con la Sm, emerge un percorso di ridefinizione personale e relazionale.
Accanto alla piattaforma, “Vita SMisurata” si sviluppa anche attraverso incontri sul territorio, creando occasioni di confronto diretto tra persone con SM, clinici e associazioni, con l’obiettivo di intercettare bisogni concreti e favorire una partecipazione più attiva alla gestione della malattia. "Dopo una diagnosi di Sm, la vita continua e porta con sé bisogni che cambiano nel tempo e coinvolgono ogni dimensione della persona. Rispondere a questi bisogni significa costruire insieme strumenti e alleanze capaci di rendere i percorsi di cura e di vita sempre più vicini alle esigenze di ciascuno. Perché ogni persona possa costruire il proprio progetto di vita, è fondamentale che servizi, istituzioni e tutti gli attori coinvolti sappiano ascoltare questi bisogni e offrire risposte integrate, concrete e realmente personalizzate" dichiara Mario Alberto Battaglia, presidente Fism e direttore generale Aism.
"L'impegno di Merck nella Sclerosi multipla è ormai quasi trentennale e consiste da sempre in un approccio a 360 gradi, non solo nello sviluppo e ricerca di nuove soluzioni terapeutiche, che hanno contribuito a cambiare la storia naturale della malattia, ma anche in iniziative dedicate all’educazione alla salute, all’empowerment e al miglioramento della qualità di vita delle persone con Sm – conclude Andrea Paolillo, Direttore Medico di Merck Italia -. La ricerca e la pratica clinica hanno trasformato nel tempo la gestione della Sm, ed oggi è doveroso pensare l’approccio alla patologia non solo dal punto di vista terapeutico, ma integrando tutte le dimensioni necessarie a garantire a chi ha ricevuto una diagnosi di vivere una vita piena e soddisfacente: attività fisica, benessere psicologico, intimità e genitorialità, alimentazione. Il progetto 'Vita SMisurata' si colloca esattamente su questa linea: uno spazio dove le persone con Sm troveranno risorse, ispirazioni e consigli pratici che possano aiutarle a costruire il viaggio a modo loro, senza lasciare che sia la sclerosi multipla a tracciare i confini".

Il futuro non ha sempre un nome già scelto. Cosi' domani 9 luglio l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata apre le porte a studentesse, studenti e famiglie per il suo Open Day estivo: un pomeriggio in cui conoscere da vicino l’offerta formativa, incontrare chi la vive ogni giorno e mettere alla prova la propria idea di futuro. L’appuntamento è dalle 15 alle 18.30, nell’Edificio A della Facoltà di Economia, in via Columbia 2; le registrazioni inizieranno alle 14.30. Le sei facoltà dell’Ateneo — Economia, Giurisprudenza, Ingegneria, Lettere e Filosofia, Medicina e Chirurgia, Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali — saranno presenti con desk, attività, laboratori e incontri dedicati. Docenti, tutor e studenti illustreranno corsi, modalità di accesso, opportunità internazionali e sbocchi professionali. Ma saranno soprattutto le esperienze a dare concretezza alla scelta: perché un corso di laurea si può spiegare, mentre è quando lo si attraversa che comincia davvero a parlare.
A Economia, un’idea diventerà decisione. Nel Business Game i partecipanti entreranno nella simulazione di un’impresa, definiranno strategie e ne osserveranno gli effetti, scoprendo che dietro numeri, mercati e bilanci ci sono persone chiamate a valutare, rischiare e scegliere. Saranno presentati i corsi in Business Administration and Economics, Economia e finanza, Economia e Management e Global Governance. A Giurisprudenza, le domande nasceranno dal presente. Nel laboratorio “Intelligenza artificiale e diritto penale”, algoritmi e responsabilità umana si incontreranno sul terreno delle decisioni automatizzate: chi risponde quando una tecnologia produce conseguenze, errori o danni? Con “Guerra e diritto internazionale”, lo sguardo si sposterà sui conflitti e sulla funzione delle regole proprio nei luoghi in cui diventa più difficile difenderle. Saranno presentati il corso magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza e le lauree triennali in Diritto, innovazione tecnologica e sostenibilità e Scienze dell’amministrazione e delle relazioni internazionali, insieme ai servizi di tutorato, coworking, segreteria didattica ed Erasmus.
A Ingegneria, l’idea prenderà la forma di un progetto. Dalle domande più concrete — quali corsi scegliere, quali competenze servono, come funzionano i test — si passerà a un’esperienza attraverso i visori, lungo un percorso che attraversa Ingegneria medica e Ingegneria di Internet, energia, ambiente, informatica e meccanica: ambiti diversi, accomunati dalla stessa vocazione a trasformare un problema in una soluzione. I visori apriranno nuove prospettive anche a Lettere e Filosofia, dove lingue, storia, filosofia, comunicazione, educazione, turismo e patrimonio culturale mostreranno la loro capacità di leggere il presente, interpretarlo e trovare nuovi modi per raccontarlo. Nell’Area di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, formule, materiali e fenomeni usciranno dalle pagine per entrare nei laboratori e nelle dimostrazioni pratiche. È spesso così che nasce un interesse: quando ciò che sembrava astratto diventa osservabile, sperimentabile, reale.
A Medicina e Chirurgia, la conoscenza prenderà la forma di un gesto. Le dimostrazioni delle manovre di rianimazione mostreranno come studio, precisione e tempestività possano tradursi nella possibilità concreta di salvare una vita. I desk presenteranno i corsi in Medicina e Chirurgia, Medicine and Surgery, Odontoiatria, Medicina Veterinaria, Psicologia e Scienze motorie, insieme all’offerta delle professioni sanitarie. Tra i percorsi che caratterizzano l’offerta formativa dell’Ateneo c’è Medicina Veterinaria, unico corso nel Lazio e il solo ad adottare in modo strutturale l’approccio One Health: la salute delle persone, degli animali e dell’ambiente non come ambiti separati, ma come parti dello stesso equilibrio. Nell’Area scientifica sarà possibile conoscere anche Scienze e tecnologie per i media, corso unico in Italia, nel quale creatività e preparazione scientifica lavorano insieme. Matematica, fisica e informatica diventano strumenti per la computer graphics, la fotografia e cinematografia digitale, la comunicazione web, le interfacce uomo-macchina e la scienza del suono: un percorso per chi vuole immaginare contenuti e imparare a costruire le tecnologie capaci di renderli possibili.
Le presentazioni generali seguiranno questo calendario: Economia alle 15.00, Lettere e Filosofia alle 15.30, Giurisprudenza alle 16.00, Scienze alle 16.30 e Ingegneria alle 17.00, tutte in Aula Magna. Medicina e Chirurgia sarà presentata dalle 15.30 alle 16.30 in Aula T2. L’Open Day dedica uno spazio specifico anche ai genitori. In Aula T3, dalle 16.30, si parlerà di tasse, scadenze e funzionamento dell’università; dalle 17.00, l’attenzione si sposterà su una domanda meno pratica ma altrettanto decisiva: come accompagnare i figli senza scegliere al loro posto. Nel corridoio del piano terra saranno presenti i servizi che accompagnano la vita universitaria: Segreterie studenti, Welcome Office, Campus X, Lazio DiSCo, CARIS per studentesse e studenti con disabilità o DSA, Placement, Erasmus+, Centro universitario sportivo, Centro antiviolenza “Elena Gianini Belotti” e First Point, lo sportello di tutela e ascolto. Tra i progetti sarà presentato anche Insieme Siamo Migliori, l’iniziativa di convivenza solidale che mette in relazione studentesse e studenti in cerca di un alloggio con persone disponibili ad accoglierli, trasformando la necessità di una stanza in un’esperienza di presenza, scambio e sostegno reciproco.
Quando un’idea sta per diventare scelta, non conta soltanto il corso: conta tutto ciò che un’università costruisce intorno a chi la compie. Roma Tor Vergata apre porte, incontri e possibilità. Si può entrare con un’idea e uscirne con nuove domande; oppure arrivare senza una direzione precisa e incontrare qualcosa che non si sapeva ancora di cercare. Perché un’università non insegna soltanto un mestiere: cambia il modo in cui si guarda, si sceglie e si prende parte al mondo. Alle 18.00, nel porticato dell’Edificio B, l’aperitivo di saluto offrirà un ultimo spazio per parlare e confrontarsi. La partecipazione è gratuita, con prenotazione obbligatoria attraverso la Piattaforma di Orientamento di Ateneo. Per partecipare all’evento è necessaria la prenotazione al portale www.form.uniroma2.it

(Adnkronos) - Oltre 133mila ore di formazione erogate nel 2025 (+8% rispetto al 2024); 2,3 milioni di euro investiti per il welfare delle proprie persone; 14mila kg di alimenti donati a enti del territorio, equivalenti a quasi 30mila pasti.
Cirfood - impresa cooperativa italiana attiva nella ristorazione collettiva, commerciale e nei servizi di welfare - ha presentato il Bilancio di Sostenibilità 2025, documento che rendiconta le principali azioni e i risultati dell’impresa lungo le tre dimensioni Esg, in coerenza con il proprio Piano di Sostenibilità e con la visione dell’impresa ‘Feed the Future’.
“La sostenibilità per Cirfood non è un insieme di iniziative isolate, ma un sistema integrato che attraversa ogni dimensione del nostro fare impresa. Nel 2025 abbiamo rafforzato il nostro impegno a favore delle nostre persone, dell’efficienza dei processi, della riduzione dell’impatto e della sicurezza alimentare, confermando la sostenibilità come principio guida delle nostre decisioni strategiche e come leva di creazione di valore per i territori in cui operiamo”, ha dichiarato Maria Elena Manzini, Csr Manager Cirfood.
Nel 2025 Cirfood ha rafforzato il proprio impegno nel valorizzare le persone, promuovendo contemporaneamente formazione di qualità e iniziative a favore di un maggiore equilibrio vita privata-professionale. Sono stati investiti oltre 1,5 milioni di euro in formazione, con circa 133.188 ore complessive erogate (un impiego di risorse cresciuto dell'11% rispetto al 2024, cui è corrisposto un +8% nelle ore di formazione rispetto all’anno precedente), attraverso percorsi tecnico-specialistici, manageriali e attività di aggiornamento continuo, integrando modalità on the job, job shadowing e training esperienziale per sviluppare le competenze in tutti i settori operativi.
Inoltre, il Piano di welfare 'NoixNoi' ha previsto un investimento di oltre 2 milioni di euro, confermando l’attenzione crescente al benessere e alla qualità della vita. Le principali aree di intervento comprendono conciliazione vita-lavoro, salute e benessere, sostegno al reddito e servizi dedicati. Sul fronte della sostenibilità sociale, nel 2025 Cirfood ha collaborato con oltre 900 fornitori, consolidando un modello di relazione basato su crescita condivisa e responsabilità. In particolare, circa 350 fornitori sono stati valutati secondo criteri sociali, rafforzando l’integrazione dei parametri Esg nei processi di approvvigionamento.
Un ruolo centrale è svolto dai progetti di recupero e redistribuzione alimentare. Attraverso le collaborazioni con Regusto, Banco Alimentare, Caritas e altre realtà del terzo settore, Cirfood ha contribuito alla donazione di 14.655 kg di alimenti, equivalenti a 29.311 pasti, con un impatto evitato potenziale pari a 73.169 kg di CO2eq, contribuendo in modo tangibile al sostegno delle comunità locali. Queste attività si inseriscono in una strategia più ampia di contrasto allo spreco alimentare e di valorizzazione delle eccedenze lungo tutta la catena del valore.
Sul fronte ambientale, Cirfood ha proseguito il proprio percorso di miglioramento continuo, incrementando notevolmente i quantitativi di energia elettrica rinnovabile autoprodotta e consumata da fotovoltaico e pannelli solari, +41,6% rispetto al 2024. Inoltre, ha ampliato del 17% l’energia elettrica acquistata proveniente da fonti rinnovabili.
Tra i principali progetti di economia circolare si conferma la collaborazione con il Gruppo Hera finalizzata al recupero e alla valorizzazione degli scarti organici e degli oli esausti prodotti nelle cucine Cirfood. Nel 2025 il progetto ha permesso la gestione strutturata di 48,9 tonnellate di oli esausti, trasformati in biocarburanti e biometano, contribuendo a una filiera circolare più sostenibile e alla riduzione delle emissioni di CO2.
Prosegue, inoltre, l’impegno nella riduzione dello spreco alimentare anche attraverso la collaborazione con Too Good To Go, che ha permesso al gruppo Cirfood di salvare circa 84mila pasti dall’inizio della partnership, nel 2020, ad oggi.
La sicurezza alimentare rappresenta un pilastro fondamentale del modello operativo di Cirfood. Nel 2025 sono state effettuate 22.806 analisi di autocontrollo, con un livello di conformità pari a circa il 98%. Il sistema di risk assessment delle materie prime continua a rappresentare uno strumento centrale per la gestione preventiva dei rischi microbiologici, chimici, fisici e di frode alimentare, garantendo elevati standard di sicurezza e tracciabilità.
(Adnkronos) - Foto di gruppo al vertice Nato di Ankara. I leader si sistemano su 3 file, come consuetudine. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni prende posto nella fila centrale, poco dopo arrivano i leader che si sistemano in prima fila. Il presidente americano Donald Trump sfila alle spalle del segretario generale Mark Rutte e del presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Trump procede senza voltarsi, Meloni si gira verso destra: niente incrocio di sguardi, apparentemente

(Adnkronos) - Il principe Harry rischia di pagare un conto salatissimo dopo aver perso la causa intentata contro l'editore del Daily Mail per violazione della privacy. Il conto finale infatti potrebbe ammontare fino a 50 milioni di euro per le spese legali. Assieme ad altri sei querelenti, fra cui star come Elton John e Liz Hurley, il duca di Sussex aveva citato in giudizio l'Associated Newspapers, accusando il gruppo editoriale di aver ottenuto illegalmente informazioni sulla sua vita privata. Il costo stimato del processo straordinario si aggira tra i 30 e i 50 milioni di euro, che potrebbero essere a carico della parte soccombente. Nelle nove settimane di udienze, il secondogenito di Re Carlo ha ripercorso il periodo temporale che va dal 1999 al 2011, durante il quale le sue relazioni sentimentali, a suo dire, sono finite male a causa dell'ingerenza della stampa nella sua privacy, con la sensazione di essere stato spiato per anni, giungendo alla conclusione che la sua vita, così come quella di sua moglie Meghan, si fosse trasformata "in un inferno".
La sentenza è stata emessa ieri pomeriggio. Il tribunale ha respinto tutte le 97 accuse presentate dai querelanti, giungendo alla conclusione che le affermazioni del duca di Sussex sulla sorveglianza a cui sosteneva di essere stato sottoposto si basavano su "deduzioni", aggiungendo che "il sospetto, anche quando comprensibile, non è sufficiente". Mancanza di prove, insomma: il giudice ha specificamente dichiarato: "Come ciascuno dei querelanti, il principe Harry ha poche prove da offrire sui punti controversi". L'Associated Newspapers Ltd ha commentato che la sentenza costituisce "una magnifica rivendicazione del giornalismo del Daily Mail e una vittoria clamorosa per la libertà di stampa". La questione ora è chi pagherà, ma la legge britannica prevede che la parte soccombente in una causa legale debba coprire tutte le spese per l'intero procedimento. Lo stabilirà un'altra udienza, il 29 luglio.

(Adnkronos) - L’attrice e regista Greta Scarano - come anticipato settimane fa dall'Adnkronos - e l’attore Nicolas Maupas condurranno le serate di apertura e di chiusura dell’83/a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia (2 – 12 settembre 2026). Dopo quasi trent'anni torna una doppia conduzione a Lido: la precedente risale al 1998 quando Livia Azzariti e Alessandro Gassmann presentarono la cerimonia inaugurale della 55/a Mostra diretta da Felice Laudadio. La scelta di Scarano e Maupas si deve ad Alberto Barbera, direttore artistico della Mostra, che dall'anno scorso ha deciso di superare la tradizionale figura della madrina.
Scarano con Maupas guideranno sul palco della Sala Grande del Palazzo del Cinema al Lido la cerimonia di inaugurazione di mercoledì 2 settembre, nonché la cerimonia di chiusura di sabato 12 settembre, in occasione della quale saranno annunciati i Leoni e gli altri premi ufficiali.
Greta Scarano, 39 anni, ss forma tra Italia e Stati Uniti e debutta nel 2007 in televisione. Raggiunge il grande pubblico con serie di successo come Romanzo Criminale, Squadra antimafia, In Treatment, Il nome della rosa, Circeo e La linea verticale che le fa ottenere il Premio Flaiano. Al cinema esordisce con Qualche nuvola e si afferma con Senza nessuna pietà, che le vale il Premio Biraghi ai Nastri d’Argento. Con Suburra vince il Nastro d’Argento come Migliore attrice non protagonista e il Ciak d’Oro come rivelazione dell’anno. Nel corso della carriera lavora con registi come Ferzan Ozpetek, Paolo Genovese e Sydney Sibilia. Nel 2023 debutta alla regia con il cortometraggio Feliz Navidad, presentato in selezione ufficiale al Tribeca Film Festival e vincitore del Corto d’argento come miglior esordio alla regia. Nel 2025 firma il suo primo lungometraggio, La vita da grandi, premiato con il Nastro d’argento per la Migliore opera prima e con l’European Young Audience Award agli European Film Awards 2026, oltre a numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali. Nel 2026 torna protagonista al cinema con Piccolo miracolo di Guido Chiesa, interpretazione che le vale il premio come Migliore attrice al Taormina Film Festival, assegnato da una giuria presieduta da Jane Campion.
Nicolas Maupas, attore italo-francese, nato a Milano 27 anni fa, debutta nel 2020 interpretando Filippo Ferrari, uno dei protagonisti nella prima stagione di Mare Fuori. Il successo del progetto lo porta rapidamente all’attenzione del grande pubblico, imponendolo tra i volti emergenti più promettenti del panorama audiovisivo italiano. Nel 2021 entra nel cast della serie Nudes e, nello stesso anno, diventa uno dei protagonisti di Un professore, serie di grande successo in cui interpreta Simone Balestra. Nel 2022 debutta al cinema con La bella estate, diretto da Laura Luchetti e continua il proprio percorso artistico con diversi progetti tra i quali Sotto il sole di Amalfi, Sopravvissuti e Noi siamo Leggenda. Tra il 2023 e il 2025 entra nel cast della produzione internazionale Il Conte di Montecristo, diretta dal premio Oscar Bille August e presentata alla Rome Film Fest, dove interpreta Albert de Morcerf, e veste i panni del giovane Guglielmo Marconi nella miniserie sulla vita del celebre inventore, Marconi – L’uomo che ha connesso il mondo. Nel 2025 debutta come protagonista cinematografico con L'amore, in teoria, diretto da Luca Lucini e, oltre a tornare su Rai 1 con la terza stagione di Un professore, entra nel cast della terza stagione di Call My Agent – Italia. Nel corso della sua carriera riceve numerosi riconoscimenti, tra cui il Next Generation Award alla 79/a edizione della Venice International Film Festival, il Premio Guglielmo Biraghi ai Nastri d’Argento, il Ciak d’Oro come Volto dell’anno e l’Explosive Talent Award alla 55ª edizione del Giffoni Film Festival a conferma del suo talento e della rapida affermazione nel panorama audiovisivo italiano. Nell'aprile 2026 è tra i protagonisti del film Alla festa della rivoluzione, diretto da Arnaldo Catinari, confermando un percorso artistico in continua crescita tra cinema, televisione e teatro.

(Adnkronos) - La faccia di Gianni Infantino al gol dell'Egitto contro l'Argentina è già materiale da meme mondiale. Il presidente della Fifa, come sempre presente in tribuna ai Mondiali 2026, è il protagonista di un'immagine che rimbalza sui social e dilaga ovunque. Dopo il gol del vantaggio della nazionale nordafricana il numero uno del calcio mondiale viene immortalato con una mano sulla fronte e lo sguardo perso nel vuoto come se stesse realizzando che il calcio, ogni tanto, si diverte a ignorare il copione.
Per qualche secondo sembra il tifoso più deluso dello stadio e quell'espressione di disperazione resterà una delle immagini cult della Coppa del Mondo. L'Argentina rimette poi le cose a posto con una rimonta straordinaria: sotto 0-2 fino al 79', la Nazionale campione del mondo risale fino al 2-2 all'84' grazie a un super Lionel Messi e in pieno recupero mette la freccia: 3-2 con il gol di Fernandez e Albiceleste ai quarti. L'Egitto protesta in maniera vibrante per le decisioni arbitrali. il ct Hassam Hossan che accusa la Fifa di voler portare la nazionale albiceleste fino in fondo al mondiale "per ragioni di marketing".
Su X, la teoria del complotto dilaga. E si diffonde a macchia d'olio in particolare un video che mostra Infantino, in tribuna d'onore, protagonista di un apparente gesto di disappunto mentre alle sue spalle altri spettatori esultano. Molti utenti collegano le immagini alla partita Argentina-Egitto e associano il disappunto del presidente della Fifa ad un gol della nazionale nordafricana. In realtà, come evidenziano anche le note di comunità, le immagini si riferiscono ad un'altra partita.

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(di Maria Grazia Marilotti) Storia di una donna alla ricerca di se
stessa con La Misteriosa Scomparsa di W di Stefano Benni, nella
versione di Ambra Angiolini. Un sorprendente monologo al femminile,
in cartellone venerdì 10 luglio alle 21.30 a Lo Quarter di Alghero
e sabato 11 luglio alle 20.30, in una inedita versione site
specific, nell'area archeologica di Nora per il 44/o Festival La
Notte dei Poeti sotto le insegne del Cedac.
(Adnkronos) - Presso la Sala Igea dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani si è tenuto l’incontro 'Il sistema delle life science nel nuovo scenario globale', promosso da Healthcare Policy e Formiche con il contributo non condizionante di Angelini Pharma e Bristol Myers Squibb. L’appuntamento - riferisce una nota - ha rappresentato un momento di confronto tra istituzioni, accademia, comunità clinica, industria e decision maker sul ruolo strategico delle life science nella nuova fase della competizione globale. Al centro del dibattito, la capacità dell’Italia e dell’Europa di attrarre investimenti, rafforzare la ricerca clinica, garantire accesso tempestivo all’innovazione terapeutica e preservare la sostenibilità dei sistemi sanitari in un contesto segnato da tensioni geopolitiche, ridefinizione delle catene globali del valore e nuove politiche statunitensi sul pricing farmaceutico.
Nel corso dell’incontro è stato presentato il volume 'Il sistema delle life science nel nuovo scenario globale', che raccoglie contributi di esponenti del mondo accademico, clinico, istituzionale e industriale. Il pamphlet affronta il tema del farmaco non più soltanto come voce di spesa, ma come infrastruttura strategica per la salute pubblica, la competitività industriale e la sicurezza economica del Paese.
All’incontro sono intervenuti: Renato Loiero, consigliere economico del presidente del Consiglio dei ministri; Carlo Altomonte, professore di Economics presso l’Università Commerciale Luigi Bocconi; Cesare Pozzi, professore di Economia industriale presso la Luiss Guido Carli; Francesco Cognetti, presidente ConFederazione degli oncologi, cardiologi e ematologi (Foce) e coordinatore Forum delle Società scientifiche dei clinici ospedalieri e universitari italiani (Fossc); Roberto Scrivo, Chief External Affairs, Communications & Sustainability Officer di Angelini Pharma; Francesca Sofia, presidente dell’International Bureau for Epilepsy; Regina Vasiliou, Vice President e General Manager di Bristol Myers Squibb Italia; Davide Bergami, consigliere di amministrazione di Sace; Nicola Bonaccini, capo segreteria tecnica del ministro della Salute; Gian Antonio Girelli, componente della Commissione Affari sociali della Camera dei deputati; Ylenja Lucaselli, componente della Commissione Bilancio della Camera dei deputati. Le conclusioni sono state affidate a Francesco Saverio Mennini, capo Dipartimento della programmazione, dei dispositivi medici, del farmaco e delle politiche in favore del Ssn presso il ministero della Salute.
Secondo Carlo Altomonte,"la questione posta dalla Mfn va oltre il dibattito sui prezzi dei farmaci: richiama una domanda più generale sul ruolo che Europa e Italia intendono giocare nella nuova fase della globalizzazione". In un’economia fondata sulla conoscenza, sottolinea Altomonte nel volume, "la competitività non si costruisce comprimendo i margini dell’innovazione, ma creando condizioni favorevoli all’investimento". Per Cesare Pozzi, "il life science rappresenta una delle direttrici su cui costruire una politica industriale di lungo periodo. Esiste - ha detto - una grande opportunità per il nostro Paese di rafforzare la propria posizione competitiva in una fase delle attività di ricerca e innovazione delle imprese farmaceutiche che sta diventando sempre più importante". "La Most favored nation non pone solo un tema di prezzi. In gioco c’è la capacità dell’Italia di restare attrattiva nella ricerca clinica, accelerare i trial e garantire ai pazienti un accesso precoce all’innovazione. Salvaguardare questo ecosistema significa difendere insieme competitività del Paese e qualità delle cure", ha sottolineato Francesco Cognetti.
Secondo Roberto Scrivo, "il divario in ricerca tra Ue e Stati Uniti è passato da 2 a 25 miliardi di euro in vent'anni e i pazienti europei attendono in media 597 giorni per accedere alle terapie innovative, 441 in Italia. Sono dati che indicano con chiarezza la direzione: c'è uno spazio significativo per fare meglio, e le condizioni per farlo esistono. L'industria farmaceutica è pronta a essere protagonista di questo percorso, in un quadro di collaborazione strutturata tra imprese, istituzioni e sistema sanitario. Semplificazione regolatoria, strategia industriale condivisa e modelli di valutazione che riconoscano il valore dell'innovazione, per esempio in aree in cui il bisogno di cura è ancora ampiamente insoddisfatto – come salute del cervello e malattie rare – sono le priorità su cui costruire insieme un sistema più competitivo e più vicino ai bisogni dei pazienti".
Per Regina Vasiliou, "il principio Mfn ci invita a ripensare il rapporto tra innovazione, sostenibilità e competitività. Per continuare a garantire un accesso tempestivo ed equo alle cure più avanzate, è necessario innanzitutto rafforzare gli investimenti in innovazione farmaceutica e superare il meccanismo del payback. Occorre poi un sistema più integrato e snello, che riduca frammentazioni e barriere procedurali e consenta di riconoscere appieno il valore delle nuove terapie. Parallelamente, è essenziale creare condizioni favorevoli agli investimenti nella ricerca clinica, una leva strategica su cui costruire il futuro della sanità. Una sfida che riguarda tutti gli attori del sistema. Istituzioni, industria, comunità scientifica e associazioni dei pazienti condividono la stessa responsabilità: fare in modo che l’innovazione continui a tradursi in benefici concreti per le persone".
Dal confronto è emersa l’esigenza di un cambio di passo nella governance farmaceutica nazionale ed europea. La competizione globale per ricerca - è stato ribadito - investimenti e produzione avanzata non si gioca più soltanto sulla qualità scientifica, ma anche sulla capacità dei sistemi di offrire regole prevedibili, tempi rapidi, infrastrutture adeguate, dati utilizzabili e modelli di accesso coerenti con il valore dell’innovazione. In questo quadro, l’Italia dispone di punti di forza rilevanti: una manifattura farmaceutica tra le più avanzate d’Europa, competenze cliniche riconosciute, una rete di ospedali e centri di ricerca di qualità e una presenza industriale fortemente integrata nelle catene globali del valore. Perché questi asset possano tradursi in leadership stabile, è necessario rafforzare il collegamento tra politica sanitaria, politica industriale e strategia nazionale per l’innovazione.
Il volume - conclude la nota - propone alcune linee di intervento: accelerare i tempi di accesso alle terapie innovative, rendere più prevedibile il quadro regolatorio, superare le frammentazioni territoriali, valorizzare la ricerca clinica, rafforzare l’uso dei dati e costruire strumenti di valutazione capaci di misurare il valore complessivo dell’innovazione, anche in termini di costi evitati, outcome di salute e sostenibilità del sistema.
"Le life science sono ormai uno dei luoghi in cui si misura la capacità di un Paese di stare dentro le grandi trasformazioni del nostro tempo - ha osservato Ilaria Donatio, direttrice di Healthcare Policy -. La Mfn è un segnale politico e industriale che l’Europa e l’Italia non possono permettersi di leggere solo come una questione temporanea o come un tema di pricing farmaceutico. È piuttosto un indicatore di una competizione globale che si sta facendo più dura: su dove si farà ricerca, dove si localizzeranno gli investimenti e dove nasceranno e verranno distribuite le cure del futuro".
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