
(Adnkronos) - Carlo Nordio ha sentito Andrea Delmastro "dopo il voto . Mi sono congratulato con lui perché è passata una questione di principio e l’ho tirato su con un bicchiere di buon bianco". Lo ha detto al Corriere della Sera il ministro della Giustizia dopo la votazione della Camera che ha negato l'accesso alle chat relative all'ex sottosegretario.
"Mi han detto che avevo le 'mani insanguinate' per Almasri - aggiunge il Guardasigilli - che ero 'piduista' per il referendum. Ma io queste cose le prendo con filosofia. Mi vien da ridere e le ignoro. So che la politica è fatta anche di aggressioni, più o meno violente. Lui è più emotivo e le soffre", aggiunge riferendosi a Caroccia.
Alla domanda se è proprio certo che sui rapporti con la camorra non abbia nulla da nascondere, Nordio risponde di esserne "strasicuro. Conoscendo la vita e il vissuto di Delmastro. Se c’è un paladino dell’antimafia che ha fatto della lotta alle cosche la sua vita è lui. Più volte ci siamo scontrati sul mio garantismo. Ad esempio, sul reato di concorso esterno in associazione mafiosa che io giuridicamente guardo con diffidenza ma lui invece è stato granitico nel difendere". Ma lasciando segrete le chat non resta il dubbio che qualcosa da nascondere ci sia, come dice Schlein? "Balle - risponde - La segretezza è il lato simmetrico della nostra libertà. Tanto che la Costituzione dice che la segretezza della corrispondenza è inviolabile. Anche l’opposizione ha chiesto il voto segreto. Perché? Avevano qualcosa da nascondere? No, perché con il segreto si è più liberi. E il voto ne è la massima espressione. Tanto che portare il telefonino nelle urne è un delitto".
"Non si possono mettere 'fuori le chat', come dicono loro - dice ancora Nordio - Perché per tirarle 'fuori' le dovrebbero individuare. E quindi se avessimo accolto questa loro richiesta generica avremmo dovuto consegnare non solo le chat, ma tutto il contenuto del telefonino che ormai racchiude foto, video, chat a volte anche intime, cartelle cliniche, conti correnti. La vita intera di un individuo. E non solo. Perché c’è la funzione 'inoltra'. E quindi ci sono situazioni che coinvolgono terzi. L’amico che ti ha mandato il documento riservato, i colloqui altrui che ti vengono girati. Chi visiona vede anche quelle. È cambiato il mondo rispetto alle vecchie intercettazioni. Ora ci troviamo nella contraddizione per cui per avere i tabulati il pm deve avere l’autorizzazione del giudice, mentre per i device, che contengono un miliardo di informazioni in più, no. C’è un principio di civiltà giuridica che nessuno ha capito: non è ammissibile che un magistrato entri anche nella vita più intima di un individuo per trovare le chat che gli interessano. Vale per tutti i cittadini, figuriamoci per i parlamentari le cui comunicazioni non possono essere viste se non previa autorizzazione perché tutelate dall’articolo 68 della Costituzione".
All'obiezione che il pm chiedeva solo le chat con Caroccia, il ministro risponde: "A parte che la richiesta era del tutto generica. E comunque io che garanzia ho che, una volta sbloccato il telefonino, non apra anche le chat fra Delmastro e Meloni o fra Delmastro e Nordio, fra Delmastro e il suo collegio elettorale o magari con l’opposizione? Tutti parlano con qualche collega dell’altra parte. E le chat possono essere interpretate in modo ambiguo. Non si rendono conto che lì dentro c’erano le chat anche loro? Personalmente non sarei contrario all’acquisizione delle chat. Particolarmente a queste cui non si era opposto neanche Delmastro. Ma bisogna trovare il modo in cui nessuno, neanche il pm, venga a vedere cose di cui non debba venire a conoscenza". Ma come può il pm individuare ciò che gli interessa se non può vederle tutte? "Io la soluzione l’avrei. Mettere il pm e l’interessato, in via riservatissima da soli in una stanza per selezionare ciò che davvero interessa all’indagine. Ma con la sanzione assoluta: se quelle cose dovessero uscire il pm sarebbe destituito dalla magistratura".

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È stato un luglio da record per il turismo nel nord Sardegna, con
Alghero regina delle presenze e un vero boom di stranieri a
Sassari.
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(Adnkronos) - Ginevra Taddeucci agguanta la sua terza medaglia agli Europei di nuoto di Parigi. La campionessa azzurra, già oro nella 5 e nella 10 chilometri nella Senna, conquista anche uno splendido bronzo nella 3 km knockout oggi, venerdì 7 agosto. La gara è stata vinta dalla tedesca Isabel Gose, argento all’ungherese Bettina Fabian.
"È stata per me una gara molto difficile, più si accorcia la distanza e più è complicato - il commento dell'azzurra -. Gose era quella da tenere d'occhio, non mi è piaciuto molto il cambio di format, ma sono soddisfatta e felice. Oggi la Senna era più pulita delle altre volte".

(Adnkronos) - Leopolda dal 2 al 4 ottobre a Firenze dedicata a Itaca. Matteo Renzi annuncia le date e il segno della consueta kermesse nell'ultima enews prima delle vacanze: "Sono felice di annunciare che la prossima Leopolda, l’ultima prima delle elezioni politiche, sarà dedicata a Itaca. A riprenderci Itaca, a riconquistare Itaca, a ritrovare Itaca. A ritornare a Itaca. Quando vedrete il programma sarà più chiaro perché abbiamo scelto di usare la metafora di Itaca come ambientazione per le nostre riflessioni e per le nostre proposte. Ci vediamo il 2-3-4 ottobre a Firenze".

(Adnkronos) - Torna la MotoGp. Dopo lo stop di un mese, inizia la seconda parte del Motomondiale con gli appuntamenti del Gp di Silverstone, in programma da oggi venerdì 7 agosto a domenica. Saranno mesi tutti da vivere con una classifica aperta a colpi di scena, che vede al momento 8 piloti racchiusi in 65 punti. Da Jorge Martin a Pecco Bagnaia. Assenti gli infortunati Zarco, Vinales e Aldeguer, che saranno sostituiti da Crutchlow, Pol Espargaro e Iker Lecuona. Ecco orario, programma e dove vedere tutti gli appuntamenti del weekend in tv e streaming.
Ecco il programma e gli orari del Gran Premio di Silverstone, dalle libere di oggi venerdì 7 agosto:
Venerdì 7 agosto
Ore 12.40: MotoGP -Prove Libere 1
Ore 17: MotoGP – Pre-Qualifiche
Sabato 8 agosto
Ore 12.45: MotoGP – Qualifiche
Ore 16.55: MotoGP – Sprint
Domenica 9 agosto
Ore 10.35: Warm Up MotoGP
Ore 14: MotoGP - Gara
Il Gp di Gran Bretagna, in programma da venerdì 7 a domenica 9 agosto 2026 sul circuito inglese di Silverstone, verrà trasmesso in diretta su Sky Sport MotoGp e in streaming su Sky Go e Now. Alcuni appuntamenti saranno visibili anche in chiaro su TV8 da sabato mattina, con le qualifiche e la gara Sprint. Domenica su Tv8 sarà visibile in differita la gara (alle 17).

(Adnkronos) - Terzo giorno di calo per i prezzi dei carburanti alla pompa, con una dinamica più accentuata rispetto ai primi due. In rialzo sia il Brent che la quotazione internazionale della benzina. Questa mattina 7 agosto il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,990 €/l per la benzina (-4 millesimi rispetto a ieri), 2,085 €/l per il gasolio (-7), 0,744 €/l per il Gpl (invariato) e 1,635 €/kg per il metano (+4). Sulla rete autostradale il prezzo medio self è di 2,065 €/l per la benzina (-7), 2,159 €/l per il gasolio (-7), 0,875 €/l per il Gpl (invariato) e 1,642 €/kg per il metano (+13). Stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, Tamoil ha ridotto i prezzi consigliati del gasolio di un centesimo al litro.
Venendo al dettaglio per modalità di vendita e per marchio sui dati rilevati alle 8 di ieri mattina, considerando tutti i circa 20mila punti vendita che comunicano i prezzi all'Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy (rete stradale e autostradale insieme), queste sono le medie dei prezzi praticati elaborati dalla Staffetta: benzina self service a 1,996 euro/litro (compagnie 2,000, pompe bianche 1,987), diesel self service a 2,094 euro/litro (compagnie 2,092, pompe bianche 2,097). Benzina servito a 2,132 euro/litro (compagnie 2,172, pompe bianche 2,057), diesel servito a 2,234 euro/litro (compagnie 2,268, pompe bianche 2,169). Gpl servito a 0,753 euro/litro (compagnie 0,761, pompe bianche 0,743), metano servito a 1,629 euro/kg (compagnie 1,628, pompe bianche 1,629), Gnl 1,542 euro/kg (compagnie 1,537 euro/kg, pompe bianche 1,546 euro/kg).
Sulla benzina self service Eni è a 1,999 euro/litro (2,206 il servito); IP a 2,008 (2,175 servito); Q8 a 1,996 (2,161 servito); Tamoil a 1,990 (2,068 servito); sul gasolio self service Eni è a 2,076 (2,286 servito); IP a 2,104 (2,275 servito); Q8 a 2,094 (2,270 servito) e Tamoil a 2,082 (2,167 servito).

(Adnkronos) - Con l’inizio del mese di agosto è previsto un significativo incremento dei volumi di traffico sull’intera rete viaria nazionale, in concomitanza con le partenze per le vacanze estive. Le prime due settimane del mese saranno caratterizzate dai maggiori flussi di traffico diretti verso le principali località turistiche, con un’intensificazione della circolazione a partire dal venerdì e per l’intera giornata di sabato.
In particolare, la giornata di oggi, venerdì 7 agosto, è caratterizzata da due bollini rossi per la mattinata e il pomeriggio per traffico intenso con possibili criticità. La fascia oraria mattutina di domani, sabato 8 agosto, è contrassegnata dal bollino nero, e rappresenterà momenti di massima criticità. Per domenica 9 agosto la fascia oraria mattutina è contrassegnata dal bollino giallo, traffico intenso, e il pomeriggio con quello rosso, intenso con possibili criticità.
A partire dalla settimana di Ferragosto Viabilità Italia prevede il protrarsi delle partenze per le vacanze, cui si affiancherà, verosimilmente, l’avvio della prima fase del controesodo, attesa da domenica 16 agosto. I rientri assumeranno progressivamente maggiore consistenza nella seconda metà del mese, con picchi concentrati tra la domenica e il lunedì.

(Adnkronos) - La Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Milano, nei giorni scorsi ha arrestato – in esecuzione di un’ordinanza che dispone la misura della custodia cautelare in carcere – un cittadino italiano 16enne di origine straniera residente in Provincia di Como, indagato per “partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo internazionale” nonché “propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa”.
Il provvedimento è stato eseguito in provincia di Grosseto, dove il giovane stava trascorrendo un periodo di vacanza con la famiglia. L’indagine, condotta dalla Sezione Antiterrorismo della D.I.G.O.S. della Questura di Milano, coadiuvata dalla D.I.G.O.S. di Como, in stretta sinergia con il Servizio per il Contrasto all’Estremismo ed al Terrorismo Esterno della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, trae origine da una segnalazione dell’AISI nei confronti di un internauta attestato su una piattaforma di instant messaging, che, mediante diversi profili, diffondeva contenuti di propaganda di matrice jihadista e pro ISIS.
I poliziotti, anche mediante attività tecnica di carattere telematico, hanno poi individuato un profilo in uso al minore avente chiari riferimenti allo Stato Islamico e diverse chat dove lo stesso condivideva contenuti di matrice jihadista, neonazista ed antisemita. Inoltre, è stato rilevato il frequente utilizzo di VPN ed altri strumenti di offuscamento dei dati, tools attraverso i quali l’indagato faceva accesso ad un noto sito di propaganda di DAESH. Alla luce di tali evidenze, l’Autorità Giudiziaria titolare del procedimento, nelle scorse settimane, ha delegato la D.I.G.O.S. meneghina ad eseguire un decreto di perquisizione personale ed informatica nei confronti del giovane, i cui esiti hanno ulteriormente consolidato il quadro investigativo acquisito.
In particolare, oltre ad un ingente quantitativo di files digitali concernenti lo Stato Islamico tradotti in lingue diverse, video ed immagini di propaganda concernenti sessioni di addestramento, esecuzioni, anasheed, nonché contenuti di matrice suprematista e neonazista, sono emerse diverse conversazioni nelle quali l’indagato ha manifestato esplicitamente il proprio sostegno all’ISIS, affermando di avere in passato collaborato alla realizzazione di contenuti di propaganda della predetta organizzazione terroristica. È stato inoltre rinvenuto un video prodotto in lingua russa, idioma perfettamente comprensibile dall’indagato, recante il logo dello Stato Islamico e relativo alla fabbricazione di un ordigno esplosivo improvvisato (IED) mediante l’utilizzo di materiali di immediata reperibilità. Tali decisivi riscontri, che hanno confermato l’avanzato stadio del percorso di radicalizzazione maturato dal minore, certificandone l’interazione anche con soggetti organici a DAESH, hanno indotto la Procura minorile meneghina a richiedere al GIP l’adozione del provvedimento cautelare.

(Adnkronos) - Ricavi a 162,8 milioni di euro, in aumento del 9% rispetto al primo semestre 2025; ebitda adjusted a 47,8 milioni (+22%); ebit adjusted a 36,3 milioni (+24,7%) e posizione finanziaria netta a 129,9 milioni. Il consiglio di amministrazione di Italian exhibition group (Ieg) ha approvato la relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026. Il ceo, Corrado Peraboni, dichiara: “Il primo semestre 2026 conferma la solidità del percorso di crescita intrapreso da Ieg e la capacità del gruppo di valorizzare il proprio modello di business, combinando crescita organica e sviluppo internazionale attraverso acquisizioni strategiche. L’incremento dei ricavi è stato sostenuto dalla positiva performance degli eventi organizzati, che confermano la solidità dei nostri format sempre più internazionali e attrattivi per espositori e visitatori". Il semestre, prosegue il ceo, "ha evidenziato anche un significativo miglioramento della marginalità, confermando la creazione di valore da parte del Gruppo attraverso la crescita dei volumi e l’integrazione delle nuove manifestazioni nel portafoglio. I risultati raggiunti nei primi sei mesi dell’anno, insieme alle positive prospettive per il secondo semestre, ci consentono di incrementare la guidance 2026 sia per i ricavi sia per l’ebitda”, nonostante il negativo impatto che l’attuale crisi sta provocando sul business in Medio Oriente.

(Adnkronos) - Il caldo record di questa estate 2026 non è intenzionato a mollare la presa. L’Anticiclone estivo dominerà almeno fino a Ferragosto, dicono i meteorologi, solo qualche temporale al Nord, poi 38-39°C pure a Milano e Roma, 7°C sopra le medie.
L'anticiclone di origine nordafricana resta il padrone indiscusso della nostra Estate, ma nel corso delle prossime ore subirà un temporaneo, seppur locale, attacco. Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma che infiltrazioni di aria fresca atlantica in quota riusciranno a innescare una passata temporalesca che porterà un po' di respiro termico, ma nasconderà il rischio di fenomeni violenti.
Nella giornata di venerdì assisteremo a una dinamica instabile ben precisa che attraverserà il Settentrione:
- Al mattino: i primi temporali colpiranno la fascia alpina causando un primo calo termico di 5°C sui settori centro-orientali.
- Nel primo pomeriggio: i fenomeni inizieranno a scivolare verso la fascia prealpina e le alte pianure.
- Dal tardo pomeriggio e in serata: l'instabilità sfonderà in Pianura Padana, concentrandosi specialmente a nord del fiume Po. Qui il calo delle temperature sarà più contenuto, nell'ordine di 2-3 gradi al massimo.
Massima prudenza: si tratterà di temporali localmente intensi. Tutto l'enorme calore e l'estrema umidità accumulati dall'inizio di questa quarta ondata (lo scorso 28 luglio) faranno da carburante per le celle temporalesche. Durante il weekend, invece, la situazione si stabilizzerà parzialmente e i rovesci torneranno a confinarsi perlopiù sulle zone montuose.
Se si sperava che questo break segnasse un cambio di passo, la brutta notizia arriva con l'inizio della prossima settimana. L'anticiclone si espanderà ulteriormente e con ancora più vigore.
Sarà un caldo infernale non solo per l'Italia, ma per mezza Europa: sono attesi 37°C a Parigi e valori estremi che si spingeranno fino alla Germania e, forse, lambiranno la Danimarca. Sul nostro Paese i termometri schizzeranno nuovamente fino a 7-8°C sopra la media del periodo, con Roma e Milano pronte a sfiorare i 39°C.
Siamo di fronte a una configurazione "Euro-Africana" che non ha precedenti nella nostra storia climatica. È come se, dalla fine di maggio, il Sahara si fosse spostato verso nord, inglobando gran parte del Mediterraneo sotto una gigantesca Heat Dome (una cupola di calore) di inequivocabile origine subtropicale.
Cosa ci attende per il prosieguo di agosto? Il timore fondato è che fino al 18 agosto non cambi assolutamente nulla. La prepotenza di questa alta pressione sembra destinata a dominare ancora a lungo. Analizzando le ultime mappe, non si può escludere che la tanto attesa rinfrescata, intravista per il 19 agosto, si riveli una mezza delusione: un break di modesta entità, di breve durata e limitato esclusivamente al Nord e al versante adriatico.
Insomma, per citare un capolavoro del nostro cinema, "Non ci resta che piangere": nel brevissimo termine teniamo gli occhi aperti per i temporali al Nord e sugli Appennini, da lunedì, invece, prepariamoci a rimettere l'armatura per affrontare l'ennesima, brutale fiammata di questa infinita Estate 2026.
Venerdì 7. Al Nord: soleggiato e caldo al mattino, temporali dal pomeriggio su Alpi e Pianura Padana. Al Centro: sole e caldo, temporali pomeridiani in Appennino. Al Sud: sole e caldo, temporali pomeridiani su Appennino e Sicilia.
Sabato 8. Al Nord: soleggiato e caldo, temporali specie sulle Alpi. Al Centro: sole e caldo, temporali in Appennino. Al Sud: sole e caldo.
Domenica 9. Al Nord: soleggiato e caldo, temporali specie sulle Alpi. Al Centro: sole e caldo, temporali in Appennino. Al Sud: sole e caldo.
Tendenza: caldo africano almeno fino al 18 agosto.

(Adnkronos) - La Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei non ha mai incontrato alcun membro del governo iraniano dagli attacchi congiunti tra Stati Uniti e Israele che hanno ucciso suo padre e predecessore, Ali Khamenei. Lo hanno riferito a IranWire, un sito web vicino all'opposizione, due fonti anonime vicine all'amministrazione del presidente Masoud Pezeshkian, secondo cui "nelle più alte sfere del regime circolano voci secondo cui si troverebbe in condizioni estremamente critiche e potrebbe morire da un momento all'altro". Una delle fonti avrebbe dichiarato: "Non ci sorprenderemmo se presto venissimo a conoscenza della notizia del suo martirio".
Da quando è diventato Guida Suprema, Mojtaba Khamenei non ha fatto alcuna apparizione pubblica e non sono state trasmesse registrazioni di suoi discorsi, ma solo dichiarazioni scritte a lui attribuite dai media statali. Secondo alcune fonti, sarebbe rimasto ferito e forse sfigurato durante l'attentato in cui perse la vita suo padre, e da allora si è nascosto, comunicando con altri alti funzionari del regime attraverso una lenta rete di intermediari per evitare di essere preso di mira. Lo stesso Pezeshkian ha dichiarato in un'intervista trasmessa mercoledì dalla televisione di Stato che al momento l'interazione con Khamenei è "molto difficile".

(Adnkronos) - Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato di essere favorevole a un'eventuale incriminazione penale di Anthony Fauci da parte del Dipartimento di Giustizia per oltraggio al Congresso, paragonando la situazione dell'ex alto funzionario sanitario al controllo legale a cui sono stati sottoposti due dei suoi principali collaboratori durante la presidenza Biden.
Alla domanda da parte della stampa sulla possibilità che il Dipartimento di Giustizia dovesse perseguire Fauci, Trump ha fatto riferimento alle incriminazioni per oltraggio al Congresso subite dai suoi ex collaboratori Steve Bannon e Peter Navarro, dopo che questi si erano rifiutati di ottemperare alle citazioni della commissione della Camera che indagava sull'attacco al Campidoglio del 6 gennaio 2021. Entrambi sono stati giudicati colpevoli e hanno scontato quattro mesi di carcere.
"Merrick Garland ha processato due persone perbene e le ha mandate in prigione", ha detto Trump, riferendosi all'ex procuratore generale nominato dal presidente Joe Biden. "Quindi, quando vedi succedere una cosa del genere, ti viene da pensare che forse anche lui dovrebbe", ha detto Trump a proposito di Fauci. "Francamente, quello che ha fatto è stato molto più grave di molti crimini, ma hanno processato due persone quando niente di simile era accaduto in precedenza".
Per i senatori repubblicani della commissione per la Sicurezza Interna e gli Affari Governativi del Senato, che hanno votato ieri, Fauci - che ha guidato la risposta degli Stati Uniti alla pandemia da Covid-19 - è colpevole di oltraggio al Congresso.
(Adnkronos) - Addio a Abbe Lane, attrice, cantante e showgirl statunitense che negli anni Cinquanta e Sessanta conquistò Hollywood, Broadway e il pubblico italiano, diventando uno dei volti più popolari dello spettacolo internazionale. Protagonista dei film con Totò, Vittorio De Sica e Alberto Sordi e regina del cha cha cha al fianco di Xavier Cugat, si è spenta a Los Angeles per cause naturali il 25 aprile scorso nella sua casa di Los Angeles, ma la notizia è stata diffusa solo in queste ultime ore dal figlio Steven Leff, che ha confermato la scomparsa a "The Hollywood Reporter"
Con la sua chioma rossa, il temperamento esuberante e una sensualità che all'epoca fece discutere, Abbe Lane - il cui vero nome era Abigail Francine Lassman - fu una delle grandi protagoniste dell'intrattenimento del secondo dopoguerra. Attrice, cantante, ballerina e personaggio televisivo, costruì una carriera che attraversò cinema, teatro, televisione e musica, lasciando un segno particolare anche in Italia, dove fu accolta come una vera star.
Nata nel quartiere newyorchese di Brooklyn il 14 dicembre 1932 e cresciuta a Manhattan in una famiglia ebrea, Lane mosse i primi passi nel mondo dello spettacolo ancora bambina come interprete radiofonica. Successivamente studiò musica e arte e debuttò a Broadway con il nome d'arte di Abbe Marshall, imponendosi rapidamente come cantante e ballerina grazie alla sua presenza scenica e a una voce capace di spaziare dal repertorio pop ai ritmi latinoamericani. La svolta arrivò quando fu notata dal celebre direttore d'orchestra Xavier Cugat, leggenda della musica latina negli Stati Uniti. Lui aveva quasi cinquant'anni, lei non aveva ancora compiuto vent'anni. Dopo averla vista esibirsi in un numero di calypso a Broadway, Cugat la volle come cantante della sua orchestra. I due si sposarono nel 1952, dando vita a una delle coppie più celebri dello spettacolo internazionale.
Per oltre un decennio Abbe Lane fu la voce dell'orchestra di Cugat, esibendosi in tournée in Europa e negli Stati Uniti e contribuendo alla diffusione del mambo, del cha cha cha e della rumba presso il grande pubblico. La loro immagine elegante e sofisticata diventò sinonimo di mondanità e glamour, ma dietro il successo si nascondeva un rapporto difficile.
Molti anni dopo, nel romanzo autobiografico "But Where Is Love?", pubblicato nel 1993, Lane raccontò gli aspetti più dolorosi del matrimonio. In un'intervista al "Chicago Tribune" dichiarò di aver subito per anni "continue violenze psicologiche", descrivendo un marito estremamente controllante che decideva ogni aspetto della sua vita quotidiana. "Mi diceva quando mangiare, quando dormire e quando fare qualsiasi cosa. Non aveva senso discutere: la sua volontà prevaleva sempre", raccontò. Il matrimonio terminò con il divorzio nel 1964. Pochi mesi più tardi sposò l'agente artistico Perry Leff, con il quale rimase fino alla morte di lui, avvenuta nel 2020.
Parallelamente alla carriera musicale, Abbe Lane costruì un importante percorso cinematografico. A Hollywood recitò accanto a interpreti del calibro di Glenn Ford, Cornel Wilde, Van Heflin, Audie Murphy, Julie Adams e Dennis O'Keefe. Tra i suoi film più noti figurano "Le ali del falco" (1953), uno dei primi western realizzati anche in 3D, "La mano vendicatrice" (1954), "Il sindacato di Chicago" (1955), "L'americano" (1955) e "Maracaibo" (1958), diretto e interpretato da Cornel Wilde. Fu però l'Italia a consacrarla definitivamente presso il grande pubblico europeo. A partire dalla metà degli anni Cinquanta partecipò a quasi due dozzine di produzioni italiane, lavorando con alcuni dei maggiori protagonisti del nostro cinema. Nel 1955 apparve nel ruolo di se stessa ne "Lo scapolo" di Antonio Pietrangeli, accanto ad Alberto Sordi e insieme a Xavier Cugat. Seguirono numerose interpretazioni che la videro condividere il set con Totò, Vittorio De Sica, Walter Chiari, Ugo Tognazzi, Louis de Funès e Mario Carotenuto. Tra i titoli rimasti nella memoria degli spettatori figurano "Totò, Vittorio e la dottoressa" (1957) di Camillo Mastrocinque, con Totò e Vittorio De Sica, "Parola di ladro" (1957), "Marinai, donne e guai" (1958), "Totò, Eva e il pennello proibito" (1959) di Steno, sempre con Totò, Louis de Funès e Mario Carotenuto, "Roulotte e roulette" (1959), "Il mio amico Jekyll" (1960), "I baccanali di Tiberio" (1960) e "Giulio Cesare contro i pirati" (1962).
La sua immagine di "femme fatale", unita a un'eleganza internazionale poco comune per la televisione italiana dell'epoca, la trasformò rapidamente in un fenomeno di costume. Se da una parte conquistò il pubblico maschile, dall'altra suscitò anche polemiche per una sensualità giudicata eccessiva secondo i canoni del tempo.
Il suo rapporto con l'Italia non si limitò al cinema. In televisione fu protagonista di programmi destinati a entrare nella storia del piccolo schermo, come "Casa Cugat" e "Il Giocondo" sulla Rai e nel 1960 fu partner di Corrado nel programma "Controcanale" per la regia di Vito Molinari. Nel 1981 interpretò inoltre "I Love New York", sigla finale del programma "Te la do io l'America" condotto da Beppe Grillo sulla Rai. Molti anni dopo, nel 2008, tornò sulla Rai come ospite d'onore della trasmissione "Tutti pazzi per la tele", ricevendo l'affetto del pubblico che non aveva mai dimenticato la sua stagione italiana.
Negli Stati Uniti continuò parallelamente una brillante carriera televisiva. Partecipò a programmi di enorme successo come "The Ed Sullivan Show", "The Tonight Show Starring Johnny Carson", "The Hollywood Palace", "The Dean Martin Show" e "The Merv Griffin Show". Come attrice comparve inoltre in numerose serie televisive, tra cui "Burke's Law", "The Man from U.N.C.L.E.", "La famiglia Brady", "Vegas", "Cuore e batticuore" e "Amazing Stories".
Anche Broadway occupò un posto importante nella sua carriera. Nel 1958 fu protagonista, insieme a Tony Randall, della commedia musicale "Oh, Captain!", diretta da José Ferrer. Negli stessi anni incise album con Tito Puente, Sid Ramin e per etichette prestigiose come Rca Victor e Mercury Records, affermandosi come una delle interpreti più apprezzate della musica leggera americana.
La sua popolarità fu tale da entrare persino nella cultura popolare statunitense. Nel musical "Bye Bye Birdie", uno dei maggiori successi di Broadway, il suo nome veniva citato in una celebre canzone come simbolo dell'eleganza e del fascino latino. Negli anni successivi Lane continuò a esibirsi a Las Vegas e nei principali teatri americani, senza mai abbandonare del tutto il mondo dello spettacolo. Per il suo contributo alla televisione americana le era stata dedicata una stella sulla Hollywood Walk of Fame, riconoscimento riservato alle personalità che hanno lasciato un'impronta significativa nella storia dell'intrattenimento.
Abbe Lane lascia i figli Steven e Andrew Leff e la nipote Kaia. (di Paolo Martini)

(Adnkronos) - Settant’anni e non sentirli: Gerry Scotti sta vivendo una nuova stagione d’oro della sua lunga carriera. Mentre molti protagonisti della sua generazione scelgono di rallentare, il conduttore di Canale 5 ha trovato una sorprendente seconda giovinezza televisiva: il successo de "La Ruota della Fortuna" lo ha riportato al centro della scena, confermandolo ancora una volta come uno dei volti più amati e riconoscibili della televisione italiana. Oggi 7 agosto festeggia un traguardo importante, il 70esimo compleanno, ma più che un punto d’arrivo sembra l’ennesima tappa di un percorso ancora in pieno movimento.
A quasi mezzo secolo dal suo debutto radiofonico, Virginio “Gerry” Scotti continua a rappresentare quella televisione popolare, rassicurante e familiare capace di parlare a milioni di spettatori senza inseguire mode passeggere. È proprio questa naturale capacità di entrare nelle case degli italiani che ha alimentato il paragone con i grandi maestri della televisione come Mike Bongiorno, Corrado e Raimondo Vianello. Mike, in particolare, lo indicò come un suo possibile erede: non per una semplice successione professionale, ma per la stessa capacità di trasformare un programma televisivo in un appuntamento collettivo. Il nuovo successo de "La Ruota della Fortuna" non è quindi soltanto il ritorno di un grande quiz, ma la conferma di un modo di fare spettacolo fondato sul sorriso, sull’empatia e su un rapporto diretto e autentico con il pubblico.
Nato a Camporinaldo, nel Pavese, il 7 agosto 1956, figlio unico di Mario Scotti, operaio alle rotative del "Corriere della Sera", e di Adriana, casalinga, Gerry ha costruito la sua carriera partendo da lontano. Prima gli studi classici a Milano, poi giurisprudenza lasciata a pochi esami dalla laurea, infine la scelta coraggiosa di seguire la passione per la comunicazione. Il suo primo grande palcoscenico è la radio. Negli anni Settanta conquista gli ascoltatori delle emittenti private milanesi, fino all’incontro decisivo con Claudio Cecchetto, che nel 1982 lo chiama a Radio Deejay. È lì che la sua voce diventa familiare a un’intera generazione e da lì arriva il salto verso la televisione con DeeJay Television, uno dei programmi simbolo della nuova cultura musicale degli anni Ottanta. Ma Gerry Scotti non è mai stato soltanto un volto della musica o dell’intrattenimento giovane. La sua carriera è stata un lungo attraversamento della televisione italiana, dai varietà ai quiz, dalla comicità ai talent show, fino ai grandi appuntamenti della prima serata. Una versatilità che lo ha portato, nel tempo, a raccogliere idealmente l’eredità dei grandi padri della televisione generalista.
Dagli anni Novanta Gerry Scotti diventa uno dei pilastri della televisione Mediaset, assumendo progressivamente il ruolo di uno dei grandi interpreti della tv generalista italiana. Dopo gli esordi legati alla musica e all’intrattenimento di Italia 1 negli anni Ottanta, il conduttore entra nella stagione della piena maturità professionale: nel 1990 raccoglie il testimone di Raimondo Vianello alla guida de "Il gioco dei 9", il celebre quiz di Canale 5, confermando di possedere quella naturale capacità di gestire il ritmo del gioco e il rapporto con gli ospiti che diventerà il suo marchio di fabbrica.
Negli anni successivi il suo volto diventa una presenza costante nei palinsesti Mediaset. Conduce programmi di generi diversi, dal varietà ai grandi show popolari, fino a diventare uno dei protagonisti della domenica televisiva con "Buona Domenica", condotta insieme a Gabriella Carlucci nelle stagioni 1993-1995. È un periodo in cui Scotti consolida la sua immagine di presentatore trasversale: capace di passare dall’intrattenimento leggero alla conduzione di eventi, dalla comicità ai quiz, sempre con uno stile garbato e rassicurante.
Nel 1995 arriva un altro successo con "La sai l’ultima?", il programma dedicato alla barzelletta e alla comicità popolare, mentre nella seconda metà del decennio conduce anche "Super", erede della tradizione musicale di Superclassifica Show. Ma è alla fine degli anni Novanta che inizia il capitolo destinato a segnare più profondamente la sua carriera. L’11 gennaio 1999 debutta infatti su Canale 5 "Passaparola", il quiz preserale che diventerà uno dei programmi simbolo dell’epoca. Con le celebri “Letterine”, il gioco della ghigliottina finale e un meccanismo semplice ma coinvolgente, la trasmissione conquista milioni di spettatori e accompagna il pubblico fino al 2006. Scotti dimostra ancora una volta una qualità rara: quella di rendere familiare anche un meccanismo televisivo complesso, trasformando il quiz in un appuntamento quotidiano per tutta la famiglia.
Nel frattempo arriva nel 2000 "Chi vuol essere miliardario?", poi diventato "Chi vuol essere milionario?" con l’introduzione dell’euro. Il format internazionale prodotto da Endemol trova in Gerry Scotti il suo interprete ideale. La sua conduzione, fatta di pause, attenzione per il concorrente e capacità di creare suspense senza forzature, trasforma ogni domanda in una piccola storia. Il pubblico non segue soltanto il gioco: partecipa alle emozioni di chi siede sulla sedia più famosa della televisione italiana. Il programma diventa un fenomeno di costume e resterà per anni uno dei punti fermi del preserale e della prima serata di Canale 5.
Accanto ai quiz, Scotti raccoglie altre importanti eredità televisive. Nel 2002 viene scelto per condurre "La Corrida", il grande varietà ideato e portato al successo da Corrado. La sua versione, affiancata dal maestro Roberto Pregadio, riesce a rispettare lo spirito originale del programma, mantenendo quella miscela di ironia, spontaneità e partecipazione popolare che aveva reso celebre lo show. È un passaggio simbolico: Gerry non è più soltanto un conduttore di successo, ma diventa uno dei custodi della tradizione della televisione italiana.
Negli anni successivi continua a essere un punto di riferimento di Mediaset con programmi come "Paperissima", "Io canto", "Italia’s Got Talent" nelle vesti di giudice, "The Money Drop" e, dal 2015, "Caduta libera", altro quiz capace di conquistare il pubblico del preserale. In ogni esperienza rimane invariata la sua cifra stilistica: una conduzione elegante, mai sopra le righe, capace di mettere il concorrente al centro della scena e di creare un clima di complicità con chi guarda da casa. Il Festival di Sanremo ha rappresentato un altro momento simbolico nella carriera di Gerry Scotti. Nel 2025 per la prima volta sul palco dell’Ariston, il conduttore ha affiancato Carlo Conti e Antonella Clerici nella serata inaugurale della kermesse, vivendo l’esperienza come un omaggio personale più che come un nuovo traguardo professionale. Scotti ha scelto di partecipare senza cachet, spiegando di voler accettare l’invito "per il piacere di andarci" e per condividere un momento speciale con due amici di lunga data. La sua presenza, accolta come un ideale incontro tra grandi protagonisti della televisione pubblica e privata, ha confermato ancora una volta il suo ruolo di figura trasversale e amata dal pubblico italiano. Sul palco dell’Ariston ha portato il suo stile fatto di ironia, semplicità e calore umano, dimostrando che, dopo oltre quarant’anni di carriera, la sua forza resta la capacità di trasformare ogni apparizione televisiva in un appuntamento familiare.
Il successo de "La Ruota della Fortuna" rappresenta oggi una sorta di cerchio che si chiude. Il programma, legato indissolubilmente alla grande stagione televisiva di Mike Bongiorno, è tornato protagonista con Gerry Scotti a partire dal 2024, inizialmente come omaggio nel centenario della nascita del grande presentatore italo-americano, per poi trasformarsi in un vero fenomeno di pubblico. Il ritorno del celebre tabellone, delle lettere da indovinare e del rito quotidiano del gioco ha dimostrato che la memoria televisiva può incontrare il presente quando viene affidata a un interprete capace di rinnovarla. Scotti non si è limitato a riproporre un format del passato: lo ha reinterpretato con la sua sensibilità, trasformandolo in un ponte tra generazioni diverse.
I telespettatori che ricordano le storiche edizioni condotte da Mike Bongiorno ritrovano un’atmosfera familiare, mentre i più giovani scoprono un linguaggio televisivo semplice, immediato e ancora capace di coinvolgere. La forza di Gerry Scotti, ancora oggi, è proprio questa vicinanza al pubblico. Non appare mai come un conduttore distante o irraggiungibile, ma come il vicino di casa capace di raccontare una battuta, emozionarsi davanti alla storia di un concorrente o scherzare sui propri errori. È questa autenticità, costruita in decenni di televisione, il segreto di una carriera così longeva e di un rapporto speciale con gli italiani. (di Paolo Martini)

(Adnkronos) - Carte di credito, bancomat e prepagate in vacanza: come evitare truffe e commissioni extra quando si viaggia all'estero. Secondo un'indagine di Facile.it su dati Eurostat e mUp Research, ogni mese in Italia vengono effettuati circa 1,4 miliardi di pagamenti elettronici, ma oltre 2 milioni di italiani hanno subito nell'ultimo anno una truffa o un tentativo di frode legato alle carte di pagamento. Con milioni di persone in partenza per le ferie, cresce il rischio di raggiri e costi nascosti: ecco i 10 consigli degli esperti per usare carte e bancomat in sicurezza.
1. Abilitare la carta per l’estero. Prima di partire è fondamentale verificare che la propria carta, sia essa di credito, debito o prepagata, sia abilitata per funzionare fuori dai confini nazionali. Spesso è possibile abilitarla direttamente dell’home banking, ma meglio contattare la propria banca per verificare che non ci siano blocchi territoriali: scoprirlo a destinazione sarebbe una pessima sorpresa!
2. Impostare i limiti giusti. Le carte elettroniche hanno spesso impostato un limite di spesa giornaliera, settimanale, mensile e di prelievo contanti. Verificate quali sono e, se necessario, cambiate i limiti in base alle spese che dovrete affrontare.
3. Non solo carte fisiche. I pagamenti tramite smartphone e dispositivi indossabili sono sempre più diffusi in Italia, ma non è detto che funzionino ovunque nel mondo. Attenzione, quindi, a verificare che la destinazione dove state andando accetti questa tecnologia, altrimenti meglio portare con sé anche una carta fisica.
4. I codici dove li metto? Prima di partire è bene ripassare i codici Pin delle vostre carte e le credenziali di accesso alle app di home banking, soprattutto se li usate solo in occasione dei viaggi. Se non riuscite a memorizzarle tutte e avete bisogno di segnarle da qualche parte, cercate di camuffare l’informazione e, soprattutto, mai e poi mai tenere i Pin insieme alle carte stesse; in caso di furto rischiereste di perdere la tutela offerta da alcuni istituti di credito in caso di sottrazione illecita del denaro.
5. Quale carta portare? Meglio la carta di credito, di debito o la prepagata? Dipende dall’uso che ne dovete fare. Ci sono servizi come il noleggio auto che richiedono obbligatoriamente una carta di credito e senza la quale rischiate di rimanere a piedi. Anche per la cauzione degli hotel, meglio usare una carta di credito; se usate quella di debito o la prepagata, spesso quell’importo resta 'bloccato' per diversi giorni.
6. Con quale carta prelevare? Le commissioni per il prelievo variano in base all'istituto, al circuito di pagamento e alla tipologia di carta utilizzata. In linea generale, le carte di credito non sono adatte poiché prelevare significa richiedere un anticipo contanti, operazione su cui gravano commissioni molto elevate (spesso intorno al 4%) e talvolta interessi immediati. Meglio utilizzare le carte di debito o le prepagate: oggi con molti conti correnti o carte da viaggio è possibile prelevare persino a costo zero. Se siete in un paese con valuta diversa dall’euro, fate inoltre attenzione a eventuali commissioni extra per la conversione valuta. Dove prelevare? Meglio usate gli Atm all'interno delle banche evitando gli sportelli bancomat isolati in strada o nei minimarket che applicano commissioni spesso altissime e sono più soggetti a manomissioni.
7. Con quale carta pagare? Per il pagamento tramite Pos non ci sono grosse differenze di commissioni tra le diverse tipologie di carte elettroniche. Se la moneta del paese è l’euro, allora i pagamenti sono normalmente gratuiti, se invece siete in un’area con valuta diversa scegliete di pagare in valuta locale; in questo modo otterrete spesso condizioni migliori di cambio, evitando addebiti onerosi.
8. Cosa fare in caso di furto o smarrimento? Se perdete la carta, vi è stata rubata o vengono addebitate spese sospette, il consiglio è di bloccarla immediatamente tramite home banking o contattando la vostra banca. È fondamentale avere sempre a portata di mano il numero da contattare in caso di urgenza. Se intervenite tempestivamente, eventuali transazioni non vostre avvenute prima del blocco saranno rimborsate dalla banca, al netto di una possibile franchigia. Se invece non denunciate immediatamente o agevolate in qualche modo la sottrazione di denaro, allora la banca potrebbe non rimborsare.
9. Attivate le notifiche app o sms. Attivare le notifiche dell’app della banca o l’alert sms può essere una strategia efficace per tenere sotto controllo il conto. Attenzione però a non cliccare mai su link contenuti in messaggi WhatsApp o sms che sembrano inviati dalla vostra banca, ma che in realtà potrebbero essere dei tentativi di truffa. Se dovete utilizzare l'Home Banking quando siete all’estero, evitate di farlo collegandovi a reti Wi-Fi pubbliche come quelle dell’aeroporto o dell’hotel, poiché se le connessioni non fossero sufficientemente protette, i malintenzionati potrebbero sottrarvi i dati. Meglio utilizza la vostra rete mobile (4G/5G) oppure connettersi tramite una Vpn.
10. Tenete d’occhio i conti anche dopo la vacanza. Dopo essere tornati a casa, meglio non abbassare la guardia. Il consiglio è di fare un bilancio su quanto speso per verificare che sia tutto a posto e non vi siano state addebitate spese doppie o mai fatte. Che si tratti di un errore, distrazione, o tentativo di truffa, meglio intervenire con tempestività e, in casi sospetti, informare la banca che vi potrà aiutare a trovare la soluzione migliore.

(Adnkronos) - Oggi, venerdì 7 agosto, 'La Ruota della Fortuna' celebra il 70esimo compleanno di Gerry Scotti con una puntata speciale, interamente dedicata al conduttore del game show. Per l'occasione "le frasi da indovinare dei tabelloni ripercorreranno la sua storia e i momenti più significativi della sua straordinaria carriera televisiva. E a sfidarsi, dietro la mitica Ruota, ci saranno tre Campioni che hanno fatto la storia di altrettanti quiz memorabili condotti da Gerry Scotti negli anni: Ferdinando Sallustio da 'Passaparola', Enrico Remigio da 'Chi vuol essere milionario', e Nicolò Scalfi da 'Caduta Libera', informa Mediaset in una nota.
"Aneddoti, curiosità, ricordi e grandi sorprese accompagneranno una puntata-evento dedicata a uno dei volti più amati della televisione italiana, che da 43 anni entra nelle case degli italiani con il suo stile inimitabile. Immancabile la presenza di Samira Lui e la musica dei 'Fortuna Five' per un appuntamento che vuole celebrare Gerry Scotti, che oltre a essere un protagonista indiscusso dell'intrattenimento televisivo italiano è il mattatore del game show fenomeno di quest'anno", conclude la nota Mediaset.

(Adnkronos) - Impresa della sedicenne Kelly Doualla, medaglia di bronzo nei 100 metri piani ai Mondiali Under 20 di Eugene (Usa). In gara contro sprinter di due anni più grandi, l'azzurra centra la prima medaglia di sempre per un'atleta italiana a un Mondiale nei 100 metri. E' arrivata terza con 11.27 (-0.1) alle spalle della statunitense Mia Maxwell (11.14) e della giamaicana Shanoya Douglas (11.17).

(Adnkronos) - Il caldo record di un'estate rovente incide sull'uso e la scelta dei condizionatori. Il mercato italiano della climatizzazione, secondo quanto emerge dalla rilevazione statistica trimestrale di Assoclima relativa al periodo gennaio-giugno 2026, ha chiuso il primo semestre 2026 con un andamento differenziato tra i diversi segmenti.
Il dato più significativo riguarda i climatizzatori mono e multisplit, che registrano una contrazione sia a volume sia a valore rispetto allo stesso periodo del 2025. In particolare, i sistemi monosplit segnano un calo del 9,8% a volume e del 7,8% a valore, mentre i multisplit limitano la flessione al 5,5% a volume e al 6,9% a valore. In controtendenza risultano i sistemi miniVrf e Vrf, in crescita del 12,3% a volume e del 13,6% a valore, così come i sistemi misti multisplit con produzione di acqua calda sanitaria, che aumentano del 25,5% a volume e del 14,4% a valore. Parliamo complessivamente di 1 milione e 650 mila unità vendute nel primo semestre 2026, per un fatturato di circa 1,23 miliardi di euro.
La contrazione del segmento residenziale - si legge nel report - è riconducibile principalmente alla diversa dinamica della stagione climatica rispetto al 2025. Dopo un avvio d’anno caratterizzato da una domanda debole, il caldo intenso è arrivato soltanto nella seconda metà di giugno, quando la rilevazione del primo semestre era ormai in fase di chiusura. Il climatizzatore si conferma un acquisto impulsivo, fortemente influenzato dalle condizioni meteorologiche: la ripresa degli ordini e il conseguente riassortimento della distribuzione si sono concentrati tra la fine di giugno e il mese di luglio, lasciando ipotizzare un possibile recupero nei dati del terzo trimestre.
Sull’andamento del settore hanno inciso anche il confronto con un 2025 caratterizzato da condizioni di mercato particolarmente dinamiche, il livello delle scorte residue lungo la filiera, una maggiore prudenza negli acquisti da parte della distribuzione e il perdurare dell’incertezza economica delle famiglie, aggravata dal costo dell’energia.
I dati evidenziano inoltre una progressiva evoluzione del mix di mercato. La riduzione del valore complessivo risulta più contenuta rispetto alla contrazione dei volumi, segnalando uno spostamento della domanda verso soluzioni tecnologicamente più avanzate e a maggiore valore aggiunto. La crescita dei sistemi mini Vrf, Vrf e delle configurazioni miste conferma l’interesse crescente per impianti più efficienti e destinati a interventi progettuali, meno legati agli acquisti d’impulso tipici del segmento mono split.
Segnali positivi arrivano dal settore delle pompe di calore aria-acqua, che registra una crescita complessiva a volume (+25,5%) e a valore (+14,2%). Continua a consolidarsi l’interesse per i modelli di piccola potenza: +28,1% a volume e +22,2% a valore per le unità fino a 10 kW e +24,1% a volume e +14% a valore per quelle da 11 a 17 kW. Le prospettive indicano un percorso di sviluppo progressivo, sostenuto da una domanda sempre più autonoma rispetto ai meccanismi di incentivazione straordinaria che avevano supportato il settore negli anni passati.
Tra gli altri segmenti monitorati dalla rilevazione, prosegue il buon andamento dei climatizzatori trasferibili (+17,8% a volume e +25,9% a valore), delle unità di trattamento aria (+10,1% a volume e +10,6% a valore), della ventilazione meccanica controllata residenziale (+53,1% a volume e +16,4% a valore) e delle unità terminali (+1,9% a volume e +6,8% a valore). Nel complesso, il primo semestre 2026 (-0,6% e 1,79 miliardi di fatturato) restituisce il quadro di un mercato in fase di assestamento, influenzato dalla diversa distribuzione stagionale delle temperature e da una progressiva trasformazione della domanda verso soluzioni impiantistiche a maggiore contenuto tecnologico ed efficienza.

(Adnkronos) - Nel 2025 la prevalenza d'uso degli psicofarmaci nella popolazione pediatrica italiana è stata pari allo 0,64% (+12,1% rispetto al 2024), con il 13,3% degli utilizzatori che ha ricevuto una sola prescrizione durante l’anno. Il corrispondente tasso di prescrizione è stato pari a 63,8 per 1000 bambini, in aumento del 13,2% rispetto all’anno precedente, a cui ha corrisposto un consumo di 66,9 confezioni per 1000 bambini (poco più di una confezione per prescrizione), il 3,4% del totale del consumo di farmaci in età pediatrica. Considerando l'andamento temporale, nel periodo 2016-2025 sia la prevalenza d'uso che i consumi sono più che triplicati, sebbene si mantengano ancora su livelli bassi, passando da 20,6 confezioni per 1000 bambini (prevalenza pari allo 0,26%) nel 2016 a 66,9 confezioni per 1000 bambini (prevalenza dello 0,64%) nel 2025. E' la fotografia scattata dall'ultimo rapporto OsMed pubblicato dall'Agenzia italiana del farmaco Aifa. Il ricorso agli psicofarmaci presenta un andamento crescente per età, raggiungendo il massimo nella fascia 12-17 anni, nella quale si registra un consumo di 142,2 confezioni per 1000 bambini e una prevalenza dell'1,56%.
Per quanto riguarda il consumo di farmaci in generale, nel 2025 il 46,3% della popolazione pediatrica, pari a circa 4,1 milioni di bambini, ha assunto almeno una terapia farmacologica. Gli antinfettivi per uso sistemico si confermano la categoria terapeutica a maggiore consumo, sebbene si registri una marcata contrazione nell’uso (-21,9%), con un’inversione rispetto alla tendenza misurata negli anni precedenti. Seguono, per consumo, i farmaci dell’apparato respiratorio, anch’essi in riduzione, e appunto i farmaci del sistema nervoso centrale.
Questi ultimi fanno rilevare un incremento, in particolare nell'uso di antiepilettici e psicofarmaci. Nel 2025 la prevalenza d'uso tra bambini e adolescenti di età inferiore ai 18 anni è cresciuta del 12,1% (circa 6,4 bambini su 1.000). Gli incrementi più marcati riguardano i trattamenti per l'Adhd come il metilfenidato (+28,9%), gli antipsicotici atipici come aripiprazolo (+14,6%) e risperidone (+13,3%) e gli antidepressivi come la sertralina (+9,6%). Nonostante la crescita osservata dopo la pandemia, precisa l'Aifa in una nota, "il consumo di psicofarmaci in età pediatrica in Italia rimane sensibilmente inferiore rispetto ai livelli registrati in altri contesti internazionali (in Francia la prevalenza è dell'1,61%, negli Usa supera il 24%)". Si registrano comunque forti differenze territoriali, con le regioni del Centro che evidenziano tassi superiori di oltre il 50% alla media nazionale.
Fra le novità dell'edizione 2025 del rapporto OsMed spicca l'approfondimento sui farmaci per i disturbi respiratori in ambito pediatrico. Un focus che rivela una prevalenza d'uso del 17,8%, quasi doppia rispetto alla prevalenza epidemiologica dell'asma, pari al 9%. Questo scostamento, analizza l'ente regolatorio nazionale, "sembra indicare un ricorso improprio a prescrizioni per infezioni respiratorie acute non asmatiche, e segnala la necessità di rafforzare gli interventi formativi rivolti alla pediatria di libera scelta".

(Adnkronos) - Il futuro del conflitto tra Russia e Ucraina passa sempre più dai cieli: i droni di Kiev per contrastare l'avanzata russa e colpire obiettivi e infrastrutture energetiche in Russia e i missili balistici di Mosca per colpire le città ucraine e le installazioni militari. La carenza dei Patriot, i missili intercettatori Usa, si fa sentire sempre di più e favorisce il piano russa di logoramento. "La strategia della Russia si basa su un freddo calcolo: quella di riuscire a logorare le difese ucraine prima che la propria rete di protezione crolli", scrive il 'New York Times'.
Kiev, infatti, mette a dura prova le difese russe e ormai colpisce il territorio russo molto più frequentemente rispetto alle fasi iniziali della guerra raggiungendo obiettivi militari situati a centinaia di chilometri dalla linea del fronte che in questa fase è sostanzialmente in stallo. L'Ucraina, osserva il 'Wall Street Journal', "sa di dover fare più che semplicemente abbattere i missili di Putin, ed è per questo che sta conducendo una campagna di attacchi in profondità nel territorio russo". Nelle ultime settimane impianti petroliferi russi sono stati colpiti, dalla Siberia a San Pietroburgo così come porti russi dal Mar Baltico al Mar Nero. La Crimea occupata da Mosca è tornata nel mirino di Kiev come anche i magazzini del colosso dell'e-commerce russo Wildberries che vengono colpiti regolarmente dall'Ucraina.
Nel mese di luglio Mosca ha lanciato almeno 126 missili balistici, il numero più elevato dall'inizio della guerra, secondo un'analisi del 'New York Times basata' sui dati dell'Aeronautica militare ucraina. I bombardamenti russi, che hanno incluso anche missili da crociera e droni, hanno provocato circa 400 vittime civili, rendendo luglio il mese più sanguinoso dall'aprile 2022. "Oltre al costo umano, gli attacchi russi hanno costretto l'Ucraina a sospendere importanti esportazioni di grano e acciaio attraverso i suoi porti. I bombardamenti hanno inoltre aggravato la distruzione delle infrastrutture già pesantemente danneggiate, alimentando il timore che il Paese possa affrontare un altro inverno caratterizzato da gravi carenze di riscaldamento ed elettricità", sottolinea il quotidiano Usa evidenziando come il conflitto "sia ormai, di fatto, composto da due guerre parallele. La prima viene combattuta senza sosta dalla fanteria e dagli operatori di droni nascosti lungo gli oltre 1.300 chilometri del fronte. La Russia continua a cercare di conquistare territorio ucraino al prezzo di decine di migliaia di soldati ogni mese, avanzando lentamente nella regione orientale del Donbass. L'Ucraina, dal canto suo, difende il proprio territorio con un esercito numericamente inferiore e tenta, quando possibile, di riconquistare terreno, soprattutto nel sud del Paese".
La seconda guerra, rileva il 'Nyt', "arriva dal cielo, a ondate, colpendo città e installazioni militari lontane dal fronte in entrambi i Paesi, spesso nel cuore della notte, ed è diventata sempre più letale sia per gli ucraini sia per i russi. Gli obiettivi di questi attacchi vanno oltre quelli strettamente militari. Kiev punta ad aumentare i costi economici per il Cremlino, a portare la guerra sul territorio russo e costringere il presidente Vladimir Putin ad accettare un cessate il fuoco a condizioni che non siano dettate esclusivamente da Mosca. Per la Russia, invece, la campagna aerea rappresenta la prosecuzione di una strategia pluriennale volta a logorare la capacità di resistenza dell'Ucraina e rendere le città sempre meno vivibili".
La battaglia nei cieli si intensifica mentre entrambe le parti producono armi sempre più sofisticate e in quantità crescenti. La Russia, rileva il 'New York Times', "ha iniziato a montare motori a reazione su droni economici derivati dagli Shahed iraniani, sta lanciando una costellazione di satelliti per migliorare la guida dei propri armamenti e sviluppa missili da crociera a basso costo destinati a colmare il divario tra i lenti droni d'attacco e i missili strategici più avanzati. I caccia russi impiegano inoltre bombe plananti guidate via satellite che distruggono sistematicamente città e centri abitati". L'Ucraina, dal canto suo, sottolinea il quotidiano, "produce un arsenale in continua evoluzione composto da droni e sistemi ibridi tra droni e missili, dotati di avanzati sistemi di navigazione e comunicazione che consentono attacchi più precisi in profondità sul territorio russo. Il presidente Volodymyr Zelensky ha promesso di accelerare ulteriormente la campagna aerea mentre Kiev sperimenta i primi missili balistici interamente prodotti nel Paese. Entrambi i contendenti stanno introducendo nuovi sistemi per contrastare il disturbo elettronico delle comunicazioni e ricorrono sempre più a sistemi autonomi capaci di guidare le armi verso il bersaglio senza intervento umano".
Ma mentre Russia e Ucraina ampliano i rispettivi arsenali offensivi, le difese antiaeree faticano a tenere il passo. Kiev soffre la grave carenza di missili intercettori Patriot di fabbricazione statunitense, gli unici in grado di contrastare efficacemente i missili balistici russi. La diminuzione delle scorte mondiali, conseguenza della guerra con l'Iran, rende questo nodo particolarmente difficile da sciogliere anche perché il presidente degli Usa Donald Trump ha fatto un passo indietro sulla sua promessa di consentire all'Ucraina di produrre in futuro i Patriot sul proprio territorio. "Sono rimasto scioccato dal numero di Patriot che abbiamo lanciato", ha sottolineato in un'intervista al podcast Potomac Watch questa settimana il contrammiraglio della Marina statunitense in pensione Mark Montgomery citato dal 'Wall Street Journal'. Gli Stati Uniti potrebbero aver "consumato circa 2.300" intercettori. In confronto: "Ne abbiamo forniti 600 all'Ucraina, molti dei quali erano sistemi più vecchi e attraverso altri partner", ha spiegato.
Zelensky ha incaricato i propri diplomatici di intensificare gli sforzi per convincere gli alleati a fornire ulteriori sistemi Patriot. E dalla Nato sono arrivati segnali con il segretario generale Mark Rutte che ha spiegato di stare" discutendo con gli Alleati su come possiamo continuare a fornire all'Ucraina le difese aeree di cui ha urgente bisogno". Intanto Kiev sta cercando un piano B. Proprio oggi Zelensky ha partecipato ad una riunione sullo sviluppo delle capacità balistiche dell'Ucraina e sullo stato di attuazione del programma antimissilistico Frejia che potrebbe costare fino a cinque volte meno dei missili Patriot Pac-3 e diventare il pilastro della futura 'Coalizione Anti-balistica' promossa dai Paesi europei. "Lo sviluppo di capacità balistiche nazionali e la realizzazione di un nuovo sistema di difesa antimissilistica - sottolinea Zelensky in un post su X - rappresentano un obiettivo che solo un numero molto ristretto di Paesi al mondo è riuscito a conseguire. L'Ucraina possiede questa capacità. Gli ucraini dispongono delle necessarie basi scientifiche e delle competenze richieste. Possiamo inoltre affermare che anche i nostri produttori di armamenti hanno ormai raggiunto il livello necessario. Ci aspettiamo che l'Ucraina ottenga i risultati previsti nel periodo 2026-2027". Il programma Freyja, aggiunge, "sta avanzando, e questo è un elemento importante. L'Europa ha bisogno di una capacità comune e realmente su larga scala per difendersi efficacemente da qualsiasi minaccia balistica. Sosteniamo e ci aspettiamo che altri Paesi partner, in grado di dare un contributo concreto, aderiscano alla Coalizione per la Difesa Antibalistica. Abbiamo inoltre discusso della cooperazione con i partner riguardo ai missili Pac-2 e Pac-3. Mi aspetto risultati dal Ministero degli Affari Esteri e dal Ministero della Difesa nei loro contatti con i partner già individuati e più volte menzionati".
Per la Russia la principale sfida in questa fase della guerra inziata con l'invassione dell'Ucraina il 24 febbraio del 2022 è ora "difendere un territorio immenso che, se in passato rappresentava un vantaggio strategico, oggi è diventato una vulnerabilità, poiché l'Ucraina produce un numero crescente di droni a lungo raggio. Grazie all'adattamento di software, componenti elettronici e tattiche operative, Kiev è riuscita ad aprire falle in quella che un tempo era considerata una delle reti di difesa aerea più efficaci al mondo", osserva il 'New York Times'. Secondo Anatolii Khrapchynskyi, ufficiale della riserva dell'Aeronautica ucraina e analista militare, prima dell'invasione su larga scala del 2022 la Russia faceva affidamento soprattutto sulla deterrenza garantita dal proprio arsenale nucleare. "Le difese aeree - ha spiegato - erano in grado di proteggere soltanto circa il 40% delle infrastrutture militari strategiche". Quando l'invasione si è arenata e Mosca non è riuscita a ottenere la superiorità aerea, il comando russo ha trasferito sistemi difensivi come Pantsir e Tor più vicino al confine con l'Ucraina. Questa scelta ha rafforzato la protezione del fronte ma ha lasciato maggiormente esposte basi militari e infrastrutture industriali nelle regioni interne del Paese.
Secondo gli analisti, ogni radar o sistema missilistico distrutto costringe oggi Mosca a scegliere se proteggere il fronte oppure il territorio nazionale. "Il problema della Russia è fondamentalmente geografico", osserva Justin Bronk, ricercatore senior del Royal United Services Institute di Londra citato dal 'Nyt'. "Quando l'Ucraina costringe Mosca a ritirare sistemi di difesa dal fronte per proteggere città o raffinerie nell'entroterra, si creano inevitabilmente nuove vulnerabilità". Pur continuando a disporre di una robusta rete di difesa aerea, la pressione, scrive il quotidiano Usa, ha frammentato il sistema russo in aree di copertura isolate, vulnerabilità che Kiev sfrutta colpendo sia obiettivi in profondità sul territorio russo sia infrastrutture logistiche più vicine al fronte. "Per colmare queste falle emergenti, la Russia ha adottato soluzioni temporanee, come l'installazione di batterie Pantsir sui tetti di edifici molto alti per migliorare il campo visivo e l'impiego di unità navali per proteggere regioni settentrionali come Murmansk", osserva il 'Nyt'.
"Dove l'Ucraina non riesce ancora a competere con la Russia è nella capacità industriale. Mosca produce in serie migliaia di droni d'attacco standardizzati, droni-esca e missili da crociera. Secondo i servizi d'intelligence ucraini, la Russia costruisce ogni mese circa 120 missili balistici, una quantità superiore all'intera produzione statunitense di missili intercettori Patriot. L'arsenale russo viene inoltre rafforzato dai missili forniti dalla Corea del Nord, sostengono funzionari ucraini, citando le prove raccolte tra i rottami dell'attacco che giovedì scorso ha colpito la città di Kryvyj Rih, nell'Ucraina centrale, provocando la morte di dieci membri di una stessa famiglia. Mosca sta inoltre sviluppando propri droni intercettori, una tecnologia che l'Ucraina ha già impiegato con successo, e continua a disporre di un numero significativo di sofisticati sistemi di difesa aerea S-400 e S-300. Un elemento decisivo è rappresentato dalla capacità dell'industria della difesa russa di mantenere operative le proprie catene di approvvigionamento nonostante le sanzioni internazionali, facendo leva su componenti microelettronici stranieri e su tecnologie cinesi a duplice uso per aggiornare rapidamente i propri sistemi", sottolinea il 'New York Times'.
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