
I recenti casi di violenza domestica in Italia hanno acceso i riflettori su un preoccupante doppio standard nell’applicazione della legge sul femminicidio. Emerge con forza la domanda: il riconoscimento di questo reato dipende dalla professione o dalla vita privata della vittima?

Per la maggior parte degli uomini, l’aspetto esteriore è molto importante, punto fondamentale di questo: la capigliatura.
Da tempo, gli uomini di tutto il mondo danno molta importanza alla pettinatura e al modo di ‘’portare’’ i capelli, ognuno li cura a modo proprio, lasciandoli crescere o meno, facendo periodicamente ‘’visita’’ al proprio parrucchiere di fiducia.
Non importa che siano lunghi o corti, lisci o mossi, l’importante è averli, perché la loro perdita causa molto spesso un malessere psicologico.
L’uomo, quando perde i capelli, fatica ad accettarsi, non riconoscendosi più davanti allo specchio, diventando, nella maggior parte dei casi insicuro e sentendosi poco attraente. L’Alopecia androgenetica (o meglio conosciuta con il nome di calvizie) consiste nella perdita dei capelli dovuta ad una debolezza del follicolo pilifero.
É la tipologia più comune e colpisce il 70% degli uomini nell’arco della loro vita. Fattori sia genetici che ambientali hanno un ruolo molto importante, si assiste al loro diradamento, che può essere sia lento che marcato, che nell'uomo è localizzato nella zona fronto-temporale e/o alla chierica.
Nei decenni scorsi, sono stati tanti i rimedi sperimentati, da quelli più empirici fino ai metodi più all’avanguardia scoperti anno dopo anno, ma con risultati spesso più che deludenti, rimedi che nel migliore dei casi riuscivano solo a rallentare l’inesorabile caduta dei capelli, molti ricorderanno le varie lozioni da applicare sulla cute, ma questi ormai sono solo vecchi ricordi.
Negli ultimi anni tantissimi individui con età compresa tra i 20 e i 60 anni per ovviare questo problema si sottopongono al trapianto di capelli. Avere sempre una capigliatura folta nonostante l’eta è il sogno di molti uomini. Oggi la Turchia è un paese molto all’avanguardia, ed il turismo di tipo medico attira ogni anno più di centomila persone. Questi dati arrivano direttamente dal governo, il quale ha adottato una politica costituita da importanti incentivi per le strutture che propongono trattamenti agli stranieri, con un drastico incremento dell'industria, che coinvolge più di 250 cliniche dell’intero paese. Meta risolutiva per migliaia di uomini che da loro la possibilità di effettuarlo ad un costo molto più accessibile rispetto all’Italia.
Capil Clinic, azienda turca altamente specializzata, utilizza la tecnica FUE (Folicular Extraction Unit), che consiste nell’estrazione follicolo per follicolo, dalla parte posteriore e/o dalla parte laterale (area donatrice) e il loro riposizionamento nei punti in cui è più necessario per ogni paziente (area ricevente), ed è oggi come oggi la tecnica più avanzata presente sul mercato. CapilClinic vanta una pluriennale esperienza nel settore, ed il prima e dopo ottenuto con l’operazione soddisfa ogni aspettativa. CapilClinic opera in maniera esclusiva con il Gruppo Acibadem, polo sanitario leader nella Turchia e punto di riferimento internazionale.
E’ formato da 22 ospedali e da 19 centri medici, ognuno operante con le attrezzature e tecnologie più avanzate. Di recente si è associato al gruppo IHH Healthcare Berhad. Con tale fusione Acibadem è ora al secondo posto tra le organizzazioni sanitarie più importanti del mondo. Col gruppo Capilclinic & Acibadem sarai assistito da professionisti altamente qualificati nei trapianti di ultima generazione.

Mentre il vento solleva la sabbia delle sue spiagge incontaminate, la Sardegna nasconde un'altra tempesta, meno visibile ma altrettanto implacabile: quella della disoccupazione e della precarietà economica. In questo contesto, il gioco online si trasforma da semplice passatempo in un'ambigua ancora di salvezza per molti. Non è più solo questione di svago, ma di speranza, spesso disperata, di cambiare una realtà che offre poche vie d'uscita.
L'isola combatte da anni con tassi di disoccupazione tra i più alti d'Italia, in particolare tra i giovani e nelle zone interne. La cronica carenza di opportunità lavorative stabili crea un terreno fertile per la frustrazione e l'incertezza sul futuro.
È in questa crepa sociale che attecchisce il fascino per il gioco online. La mancanza di lavoro non significa solo assenza di reddito, ma anche perdita di prospettiva. Il casinò virtuale, accessibile 24 ore su 24 da uno smartphone, diventa allora un luogo simbolico dove, almeno per un attimo, si può sognare un colpo di fortuna in grado di ribaltare tutto.
In assenza di casinò fisici nell'isola dal 2016, i sardi si rivolgono massicciamente alle piattaforme digitali. I siti più frequentati sono quelli che promettono bonus allettanti e facili registrazioni.
Tra i principali operatori spicca Bet365, un colosso delle scommesse sportive online che attira con quote competitive. Per chi cerca l'eccitazione delle slot machine, LeoVegas si propone come una delle piattaforme di slot più popolari. Non mancano operatori storici come Snai, diventato un punto di riferimento per il gioco online a 360 gradi.
Il poker, spesso visto come un gioco di abilità dove si può "controllare" la sorte, trova il suo tempio in PokerStars. Infine, per un'esperienza di casinò completa, molti scelgono StarCasinò, noto per i suoi giochi con croupier in diretta.
Il meccanismo è perverso: più la realtà quotidiana è grigia, più brillante appare la luce di una possibile vincita. La speranza smette di essere un'emozione e diventa un investimento fallace di tempo e denaro.
Si inizia con piccole puntate, magari vincendo qualcosa, alimentando l'idea che "questa volta potrebbe andare". Poi, quando le perdite iniziano ad accumularsi, subentra la logica del recupero: "Devo giocare ancora per rifarmi".
Il problema è matematico. Le slot online hanno un ritorno al giocatore predeterminato, sempre inferiore al 100% nel lungo periodo. La "voglia di vincita" di cui parlano molti non è un capriccio, ma spesso il sintomo di un bisogno più profondo: sentirsi padroni del proprio destino, anche solo per il tempo di una giocata.
Il rischio è che si crei un circolo vizioso devastante:
Diventa una corsa senza uscita, dove la pubblicità che promette "la vincita che cambia la vita" non mostra mai l'altra faccia della medaglia: le vite già cambiate, in peggio, dalle perdite accumulate.
Il fenomeno del gioco online in Sardegna non può essere letto solo attraverso le statistiche di mercato. È necessario comprendere il contesto di fragilità socio-economica in cui fiorisce.
Forse, la scommessa più importante che la Sardegna dovrebbe giocarsi non è su una piattaforma digitale, ma sul suo territorio: investire in formazione, sostenere la creazione di lavoro stabile e di qualità, e offrire soprattutto ai giovani prospettive reali. Solo così la speranza potrà smettere di essere una moneta gettata in una slot machine virtuale e tornare ad essere un progetto costruibile giorno dopo giorno.
Il gioco online può creare dipendenza patologica. Gioca solo se maggiorenne, stabilisci prima un limite di spesa e di tempo che non comprometta le tue necessità fondamentali e rispettalo. Non cercare nel gioco una soluzione ai problemi economici: le probabilità sono strutturate a favore dell'operatore. Se tu o qualcuno che conosci avete problemi con il gioco, cercate aiuto immediatamente. Chiama il numero verde 800 558 822 o visita il sito Dipendenza da Gioco per un supporto gratuito e riservato.

"L’azione militare di Trump in Venezuela configura un’aggressione a uno Stato sovrano che viola palesemente il diritto internazionale. La nostra Costituzione è chiara: ripudia la guerra come strumento per regolare le controversie". Lo si legge in una nota della leader del Partito Democratico, Elly Schlein, che oggi ha riunito per due ore la segreteria del partito dopo l'attacco Usa in Venezuela che ha portato alla cattura del presidente Nicolas Maduro e di sua moglie Cilia Flores.
"Come partito democratico abbiamo sempre condannato il regime brutale di Maduro e le sue azioni repressive - sottolinea Schlein - Nemmeno le sue ripetute violazioni di diritti umani in Venezuela possono però giustificare altre violazioni gravi del diritto internazionale come l’aggressione militare e la violazione della sovranità venezuelana. La democrazia non si esporta con le bombe, questo la storia lo ha già dimostrato e con costi drammatici".
"Esprimiamo grande preoccupazione per quello che sta accadendo in violazione della Carta Onu, per il futuro del popolo venezuelano che ha diritto a una transizione pacifica verso la democrazia, per i nostri numerosi connazionali in Venezuela e per i prigionieri italiani tra cui Alberto Trentini di cui abbiamo chiesto in questi mesi la liberazione", aggiunge Schlein.
Per la leader dem "l’attacco militare di Trump non ha alcuna base legale e rischia di legittimare altre azioni unilaterali che possono generare ulteriori conflitti e caos a livello regionale e globale. Il diritto internazionale non è un menu à la carte, i principi della Carta Onu vanno fatti valere sempre e verso tutti, a garanzia della sicurezza regionale e globale. Quello di oggi rischia di essere un pericoloso precedente per tutti. Non ci rassegniamo a un ordine mondiale che sostituisca la legalità internazionale con la legge del più forte e del più ricco".
"Per questo riteniamo grave la posizione del governo italiano nella parte in cui definisce legittima l’azione militare di Trump in Venezuela[1]. Ci aspettiamo invece che l’Unione europea e il governo italiano si esprimano duramente contro queste violazioni e difendano il diritto internazionale e le sedi multilaterali - sedi che l’Italia ha contribuito a fondare per far prevalere le ragioni del diritto e della diplomazia sull’uso militare della forza - anche chiedendo una convocazione urgente degli organismi competenti in seno alle Nazioni Unite", conclude Schlein.
Il leader M5S Giuseppe Conte interviene sui social e sottolinea che "l’aggressione americana al Venezuela non ha nessuna base giuridica. Siamo di fronte a una palese violazione del diritto internazionale, che certifica il predominio del più forte e meglio equipaggiato militarmente".
"Il Governo Meloni condanni questi attacchi e tuteli i nostri connazionali - scrive Conte - E spero che l’intera comunità internazionale si faccia sentire e che tutti comprendano che se le regole valgono solo per i nemici e non per gli amici, nessuno potrà sentirsi più al sicuro. Né può valere di per sé a giustificare l’attacco a uno stato sovrano la natura illiberale del suo governo. Per noi il diritto internazionale non vale fino a un certo punto".
"L'attacco militare degli Stati Uniti al Venezuela è gravissimo e inaccettabile. Occorre che la comunità internazionale e il nostro Paese condannino immediatamente quanto accaduto e si attivino per fermare questa aggressione", affermano Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni di Avs.
"Le accuse legate al narcotraffico non rappresentano in nessun modo una giustificazione per quanto sta accadendo, gli Usa attaccheranno la Cina per il Fentanyl, o l'Olanda per l'ecstasy? Trump si comporta come un pirata globale che punta a costruire un ordine globale fondato sulla forza e in aperta violazione del diritto internazionale. Così il mondo scivola sempre più verso uno stato di guerra permanente. Chiediamo con forza che il Governo Meloni prenda subito una posizione di esplicita e forte condanna di questa ennesima violazione del Diritto Internazionale", concludono.
Il segretario di Più Europa, Riccardo Magi, sottolinea che “Maduro è un dittatore che tiene ostaggio il Venezuela da oltre un decennio, impoverendo il Paese, arrestando gli oppositori, favorendo la corruzione. Ma l’attacco sferrato dagli Usa di Trump va oltre ogni limite rispetto alle legittime azioni che la comunità internazionale può e deve fare per operare pressioni sul regime di Maduro".
"L’attacco con le forze armate nel cuore di Caracas rischia di scardinare ulteriormente i già fragili equilibri internazionali e di far scivolare il mondo verso una ancor più pericolosa china. Anche in questo caso, si sente l’assenza di una Unione Europea forte, coesa e credibile, che favorisca la risoluzione diplomatica dei conflitti, prima del ricorso alle armi. Al governo italiano chiediamo massima attenzione per gli italiani e in particolare per Alberto Trentini, il cui rilascio e il cui rimpatrio deve avvenire con la massima urgenza”, chiede Magi.
Per il leader di Azione, Carlo Calenda, "il rovesciamento di Maduro è una buona notizia per il popolo venezuelano afflitto da una feroce dittatura. Il modo in cui è stato fatto desta però molta preoccupazione. Ci auguriamo che la situazione trovi subito una stabilizzazione con il coinvolgimento dell’opposizione venezuelana".
"Il Venezuela è (o meglio: sarebbe) uno dei Paesi più belli e più ricchi del mondo - scrive sui social Matteo Renzi, leader di Italia Viva - La feroce dittatura di Maduro ha privato della libertà, e spesso del cibo, milioni di venezuelani. Il Venezuela senza Maduro è un Paese migliore, senza se e senza ma. Le modalità con cui Trump interpreta il ruolo degli Stati Uniti sono ovviamente molto criticabili o discutibili.
"Ma intanto il dato di fatto è che il mondo è sempre più ingarbugliato e nessuno sembra in grado di governarlo. Le Istituzioni multilaterali non funzionano, i teatri di guerra sono sempre più numerosi, l’Europa al solito non tocca palla. Perché ci occupiamo di burocrazia e ideologia ma Bruxelles non sa cosa sia la politica estera", aggiunge.
"Saranno anni difficili e pieni di sfide complicate. Proveremo a giocare un ruolo, anche come Italia. Ma se mi chiedete oggi un giudizio sulla vicenda Maduro non chiedetemi di essere triste: oggi il Venezuela è un Paese migliore di ieri. E speriamo che i ragazzi di Caracas oggi, come quelli di Teheran domani, possano tornare ad assaporare la libertà", conclude Renzi.

La Uoc di Ortopedia e Chirurgia della mano di Fondazione Policlinico Gemelli Irccs di Roma, diretta da Lorenzo Rocchi, è stata riconosciuta dalla Federazione delle società europee di chirurgia della mano (Fessh) quale centro accreditato Fessh per i traumi e i reimpianti della mano. Si tratta di una prestigiosa certificazione europea rilasciata solo a centri di riferimento in grado di offrire cure di eccellenza nei traumi della mano, spiegano dal Gemelli. La Uoc di Chirurgia della mano dell'ospedale, una delle più grandi d'Italia, entra così nel ristretto novero dei centri italiani in possesso di questo prestigioso 'diploma' Ebhs (European Board of Hand Surgery).
"Per i pazienti, affidarsi ad un'équipe chirurgica in possesso del diploma Ebhs rappresenta una garanzia ulteriore di qualità e sicurezza - afferma Rocchi, anche associato di Malattie dell'apparato locomotore all'università Cattolica del Sacro Cuore - Significa essere seguiti da professionisti con una esperienza certificata nel trattamento di lesioni complesse che coinvolgono ossa, tendini, nervi e vasi sanguigni della mano, spesso in situazioni di emergenza che richiedono interventi immediati e di alta specializzazione. Anche per la struttura sanitaria in cui opera questo gruppo di professionisti - prosegue lo specialista - il conseguimento di questo diploma ha un valore strategico. I centri che possono contare su chirurghi certificati a livello europeo entrano a far parte di una rete di eccellenza, riconosciuta e monitorata secondo standard condivisi. Questo rafforza il prestigio dell'ospedale, ne conferma l'affidabilità e testimonia un impegno costante verso la qualità delle cure offerte".
Il diploma Ebhs - evidenzia una nota del Gemelli - non è solo di un riconoscimento formale, ma un modello di lavoro orientato al miglioramento continuo; ha durata è quinquennale e viene conseguito superando un rigido percorso di accreditamento. Le strutture inserite nella rete europea della traumatologia della mano sono infatti chiamate a valutare costantemente i risultati dei trattamenti, a investire nella ricerca scientifica e nella formazione delle nuove generazioni di specialisti. Tutto questo si traduce in un beneficio diretto per i pazienti e per il territorio, che può contare su un punto di riferimento qualificato anche nei casi più complessi. "In un ambito delicato come quello dei traumi della mano, il diploma Ebhs diventa quindi una garanzia di competenza, affidabilità e visione internazionale - conclude Rocchi -.Un traguardo importante per i professionisti che lo conseguono e un valore aggiunto fondamentale per la struttura nella quale operano, nel solco di un'assistenza sanitaria allineata ai più alti standard europei".

Tiene banco a Sestu, in particolare nel gruppo Facebook del paese, la vicenda della voragine apertasi sull’asfalto in via Genova, una situazione che nei giorni scorsi ha suscitato preoccupazione e numerose segnalazioni da parte dei cittadini.
Il cratere è ben visibile e ha confermato i timori dei residenti, che hanno acceso i riflettori su una criticità ritenuta pericolosa per la circolazione. Nel frattempo, il Comune di Sestu è intervenuto mettendo in sicurezza l’area, in attesa del definitivo ripristino dello stato dei luoghi.
Nei post e nei commenti pubblicati nel gruppo Facebook cittadino, alcuni utenti hanno sollevato una serie di interrogativi, aprendo un confronto pubblico sul tema:
se i lavori eseguiti in precedenza siano stati accompagnati da adeguati controlli da parte degli enti competenti;
se le abbondanti piogge degli ultimi giorni possano aver inciso sul cedimento dell’asfalto;
se il monitoraggio delle opere sia demandato soprattutto ai cittadini, o se siano mancati controlli più puntuali prima e dopo gli interventi.
Un dibattito che, pur nei toni della riflessione, ha voluto sottolineare l’importanza del ruolo attivo dei residenti, ringraziati da più parti per aver segnalato tempestivamente una situazione di rischio.
L’attenzione ora resta alta, in attesa che l’intervento definitivo restituisca piena sicurezza alla strada.

Carbonia, Capodanno in Piazza Roma: Jimmy Sax in concerto il 31 dicembre
Sarà Jimmy Sax, sassofonista di fama internazionale, il protagonista del Capodanno a Carbonia. L’artista si esibirà il 31 dicembre in Piazza Roma con uno show esclusivo che accompagnerà il pubblico verso il nuovo anno.
Jimmy Sax è considerato uno dei musicisti più apprezzati a livello mondiale: vanta oltre mezzo miliardo di stream sulle principali piattaforme digitali e più di 430 milioni di visualizzazioni online. I suoi brani, caratterizzati da sonorità moderne e coinvolgenti, lo hanno reso un punto di riferimento nella scena musicale internazionale.
L’evento di Capodanno 2025 a Carbonia si inserisce in un tour che vedrà l’artista esibirsi anche il 30 dicembre a Cortina d’Ampezzo e il 1° gennaio a Cerignola, confermando l’importanza della tappa sarda all’interno del calendario degli appuntamenti di fine anno.
Un concerto pensato per trasformare Piazza Roma in un grande spazio di festa e musica, richiamando pubblico da tutta la Sardegna per uno degli eventi più attesi delle festività.

🍕 Ussaramanna saluta Sa Giara: chiude dopo quasi 52 anni la storica pizzeria
Si chiude una pagina di storia a Ussaramanna. Dopo quasi 52 anni di attività, abbassa la saracinesca la storica Pizzeria Sa Giara, punto di riferimento per intere generazioni.
Roberto e Milva vanno in meritata pensione, lasciando dietro di sé non solo una pizzeria, ma un luogo di incontro, convivialità e ricordi condivisi. Sa Giara era conosciuta ben oltre i confini del paese: in tanti arrivavano da tutta la Sardegna per gustare le celebri pizze giganti, servite in tre piatti, difficili da finire ma indimenticabili nel sapore.
Un’attività che ha accompagnato la vita della comunità per oltre mezzo secolo, diventando parte dell’identità del paese. Con la chiusura di Sa Giara se ne va un pezzo di storia locale, ma resta l’affetto di chi l’ha vissuta.
Grazie Roberto e Milva, per ogni pizza, ogni serata e ogni momento condiviso.
Sa Giara resterà per sempre nel cuore di Ussaramanna e di chi l’ha amata. ❤️🍕

Porto Torres, 21 dicembre 2025 – In un contesto economico nazionale in cui il commercio di prossimità affronta sfide sempre più complesse, il Natale 2025 a Porto Torres si trasforma in una vera e propria leva strategica per il rilancio dell’economia cittadina. Confcommercio, in collaborazione con il Comune di Porto Torres e l’associazione Botteghe Turritane, ha messo in campo un piano articolato per rivitalizzare il centro urbano, contrastare il rischio di desertificazione commerciale e offrire un’alternativa concreta alla spesa online e nei grandi centri commerciali.
Cuore pulsante delle iniziative è l’imponente albero di Natale allestito nell’area centrale tra via Sassari e Corso Vittorio Emanuele. Non una semplice decorazione, ma un punto di ritrovo e un “faro” simbolico che mira a richiamare residenti e visitatori verso il centro storico. L’obiettivo è chiaro: trasformare le vie principali in luoghi di attrazione, socialità e, naturalmente, di acquisti consapevoli.
“Investire sugli eventi natalizi è un segnale importante per un settore che ha estrema necessità di essere sostenuto e valorizzato”, dichiara Maurizio Zolesi, presidente della territoriale turritana di Confcommercio. “Ogni iniziativa che porti le persone a vivere i nostri luoghi porta benefici al commercio locale. Come rappresentanti del territorio, il nostro obiettivo è trasformare il Natale in un grande laboratorio di ripartenza”.
Il programma del Natale 2025 a Porto Torres prevede una serie di eventi natalizi studiati per creare un flusso costante di presenze. Le attività, coordinate da Confcommercio, agiscono da catalizzatore tra le esigenze degli imprenditori locali e lo sviluppo del contesto urbano, assicurando che ogni iniziativa si traduca in un beneficio tangibile per gli esercenti.
La partnership con Botteghe Turritane e l’Amministrazione Comunale punta a creare un’offerta coerente e attraente, che unisca tradizione, socialità e promozione del prodotto locale. L’abbellimento delle strade e delle vetrine non è quindi una mera operazione estetica, ma un vero e proprio investimento sul futuro del tessuto economico e sociale di Porto Torres.
In un’epoca di acquisti sempre più impersonali, la strategia di Confcommercio per il Natale a Porto Torres si fonda sulla riscoperta del valore della comunità e del rapporto diretto con il negoziante di fiducia. Sostenere il commercio locale durante le festività non significa solo favorire gli acquisti, ma preservare l’identità della comunità e garantire un futuro a chi, con il proprio lavoro, mantiene vivo e propositivo il panorama economico turritano.
“La rivitalizzazione commerciale garantisce una città più dinamica e viva”, sottolineano da Confcommercio. “Qui la fiducia dei piccoli imprenditori si incrocia con la voglia di socialità dei cittadini, creando un valore che arricchisce l’intero tessuto sociale”.
Con il Natale 2025, Porto Torres punta così a scrivere una pagina importante di ripresa economica e coesione sociale, dimostrando come una pianificazione intelligente e corale possa trasformare un momento di festa in una straordinaria opportunità di rilancio per tutto il territorio.

CAGLIARI – «Ciò che sta accadendo alla Scuola Civica di Musica di Cagliari non è un semplice inconveniente burocratico, ma una vera e propria emergenza sociale».
A denunciarlo è il consigliere comunale Ferdinando Secchi, che ha portato la questione all’attenzione dell’aula consiliare in apertura di seduta.
Secondo quanto riferito dal consigliere, cinque dipendenti, che da oltre quindici anni garantiscono con competenza e continuità un presidio culturale fondamentale per la città, si sono visti ridurre l’orario di lavoro da 29 a sole 8 ore settimanali, con contratti peggiorativi e retribuzioni al di sotto della soglia minima di sussistenza.
«È intollerabile – afferma Secchi – che un ente pubblico permetta che un proprio servizio venga gestito sacrificando la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori. Con queste condizioni non riuscirebbero nemmeno ad arrivare a fine mese».
Il consigliere parla apertamente di un arretramento inaccettabile sul piano dei diritti: «Non si può accettare un ritorno all’era preindustriale delle tutele del lavoro».
Da qui l’appello all’Amministrazione comunale affinché intervenga con urgenza: «Chiedo al Comune di Cagliari di verificare immediatamente quanto denunciato dai lavoratori e di ripristinare le condizioni contrattuali originarie, garantendo rapporti di lavoro equi, dignitosi e rispettosi».
Secchi annuncia inoltre un’iniziativa formale in Consiglio comunale: «Le rimostranze dei lavoratori della Scuola Civica verranno portate all’attenzione di tutto il Consiglio attraverso un’interrogazione, per fare chiarezza su un sistema di appalti che rischia di trasformarsi in un vero e proprio caporalato, mettendo a dura prova la vita delle persone».
Con lo spettacolo “Macbeth – primo studio” si conclude il progetto teatrale “Teatro Dentro”TEMPIO PAUSANIA – Si è concluso con grande partecipazione ed emozione il progetto “Teatro Dentro”, percorso di arte, formazione e inclusione promosso dalla Casa di Reclusione “Paolo Pittalis” di Tempio Pausania. Il momento culminante dell’iniziativa si è svolto nella serata di giovedì 19 dicembre, con la messa in scena dello spettacolo “Macbeth – primo studio”, presentato nel teatro interno dell’Istituto.
Sul palco è andato in scena un lavoro corale intenso, interpretato da detenuti della struttura tempiese, che hanno affrontato la prova con attenzione, concentrazione e forte coinvolgimento emotivo. Guidati dalla regia di Chiara Murru, gli attori hanno mantenuto vivo il dialogo scenico e il rapporto con la platea, dando forma a uno studio teatrale coerente e incisivo.
Determinante l’impianto visivo: una scenografia essenziale, costruita su vuoti, ombre e presenze, con installazioni minimali sul palco e in platea. I costumi, di grande impatto visivo, sono stati realizzati nella sartoria dell’Istituto sotto il coordinamento del costumista Fabio Loi: mantelli, drappi, maschere e materiali hanno dato corpo ai personaggi e sostenuto la narrazione. A completare l’allestimento, le musiche curate con la supervisione del compositore tempiese Mario Garau e il disegno luci di Loic Hamelin, che con tagli netti ed essenziali ha contribuito a creare l’atmosfera e la tensione scenica.
Al termine dello spettacolo, l’emozione è stata palpabile: sul palco, nei volti degli attori, e in platea, dove il pubblico ha salutato la performance con un applauso lungo e sentito.
Struttura di alta sicurezza ma da anni aperta al mondo della cultura e della creatività, la Casa di Reclusione di Tempio Pausania applica con convinzione i principi del trattamento penitenziario, promuovendo esperienze che mettono al centro la persona e la sua capacità di cambiamento. Progetti come “Teatro Dentro” trasformano il carcere in uno spazio di crescita, riflessione e relazione con la comunità esterna, costruendo ponti e occasioni di incontro.
Il teatro dell’Istituto, con una capienza di 160 posti, ha accolto per l’occasione 70 invitati esterni. Circa 30 detenuti sono stati coinvolti direttamente nello spettacolo, mentre i partecipanti complessivi al progetto sono stati oltre 50.
Alla presentazione hanno preso parte, tra gli altri, Anna Paola Aisoni, vicepresidente della Provincia Gallura – Nord Est Sardegna e vicesindaca di Tempio Pausania, il vescovo monsignor Roberto Fornaciari, i rappresentanti del Polo Universitario Penitenziario (PUP) dell’Università di Sassari e i numerosi partner del progetto.
La direttrice della Casa di Reclusione, Veronica Proietti, ha sottolineato il valore dell’iniziativa:
“‘Teatro Dentro’ nasce da un progetto finanziato dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, che dimostra grande attenzione per attività trattamentali di qualità. L’obiettivo è rispondere ai bisogni di benessere e crescita delle persone detenute, mantenendo aperto un canale di comunicazione con la vita, grazie al dialogo con il terzo settore, il mondo della cultura e l’Università”.
Anna Paola Aisoni ha espresso la soddisfazione delle istituzioni locali:
“‘Teatro Dentro’ è un’iniziativa di grande valore: avvicina la comunità alla realtà penitenziaria, riduce distanze e pregiudizi e dimostra come la cultura possa generare responsabilità, confronto e umanità”.
Arianna Taccori, responsabile dell’Area Giuridico-Pedagogica, e Michela Galise, funzionaria referente del progetto, hanno evidenziato:
“Il teatro e la cultura non sono attività marginali, ma strumenti fondamentali per restituire dignità, riconoscere le emozioni e favorire consapevolezza e cambiamento”.
Il comandante di reparto, Mariaelena Mariotti, ha infine rimarcato l’impegno del Corpo di Polizia Penitenziaria nei percorsi di recupero sociale, sottolineando come la sicurezza sociale passi anche attraverso progetti di reinserimento fondati su legalità e responsabilità.
“Teatro Dentro” rappresenta la naturale prosecuzione dell’esperienza di “LiberArte”, sviluppata in collaborazione con il Polo Universitario Penitenziario di Sassari, e si inserisce in una progettualità più ampia che coinvolge la compagnia Spazio T, la Caritas Diocesana, il Museo Organica e numerosi professionisti del settore.
Oltre alla dimensione espressiva, il progetto ha fornito competenze tecniche spendibili professionalmente: costume, scenografia, illuminotecnica e sound design. Nell’ambito dell’iniziativa, presso il Museo Organica, è stata inoltre allestita la mostra “Storie di legno e libertà”, con sculture realizzate da un detenuto utilizzando materiali di recupero.
“Teatro Dentro” si conferma così un modello virtuoso di collaborazione tra istituzioni e comunità, esempio concreto di come arte e cultura possano essere strumenti di rieducazione, inclusione e reinserimento sociale, in piena coerenza con i principi costituzionali.
Il progetto è stato realizzato grazie al finanziamento del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e al contributo della Fondazione di Sardegna, del Polo Universitario Penitenziario dell’Università di Sassari, dell’ERSU di Sassari e della Caritas.

Rivelazione e secondo classificato a X Factor, EroCaddeo continua a costruire il proprio percorso artistico insieme al pubblico, portando sul palco canzoni che raccontano vita vissuta, fragilità, cadute e ripartenze. Brani diretti e autentici, nati dal contatto con le persone, come “Punto”, che ha superato i 2 milioni di streaming su Spotify e si mantiene stabilmente nella Top 50 Italia.
La Sardegna resta un punto fermo nel suo cammino artistico: dalle radici a Sinnai al sostegno delle comunità che lo hanno accompagnato anche nei passaggi più intensi del talent. Proprio alla sua città, l’artista ha voluto dedicare un messaggio di ringraziamento pubblicato nel gruppo Facebook di Sinnai.
“Grazie a tutti per il supporto, per l’amore, per esserci stati dall’inizio alla fine. È stata un’esperienza importante e bellissima e quando ho saputo il gigantesco supporto che la nostra comunità mi ha dato sono rimasto senza parole”, ha scritto EroCaddeo.
Nel post, l’artista sottolinea il legame profondo con il paese: “Sinnai mi ha sempre aiutato, assecondato nelle mie idee a volte matte ma altrettanto ambiziose”. E spiega anche la scelta di non organizzare subito un evento in paese: “Per le tante richieste abbiamo deciso per la Fiera di Cagliari, per includere tutto l’Hinterland, ma ho spinto fino all’ultimo perché fosse gratuito. Questo è il minimo che possa fare per sdebitarmi e dirvi ancora una volta grazie. Vi voglio bene”.
Un messaggio che conferma il forte legame tra l’artista e la sua comunità, che continua a sostenerlo anche fuori dal palco.

In 5 anni (2020-2024) è migliorata l'adesione ai programmi di prevenzione oncologica secondaria, anche nel Meridione. Restano però importanti differenze fra Nord e Sud. Nel 2024 sono state invitate 16.218.860 persone e 6.481.002 hanno effettuato i test di screening. Per la mammografia nel 2024 la copertura ha raggiunto il target accettabile, pari al 50%, ma vi sono sensibili differenze geografiche con valori pari al 62% al Nord, al 51% al Centro e al 34% al Sud. E' quanto emerge dalla 15esima edizione del rapporto 'I numeri del cancro in Italia 2025' dell'Associazione di oncologia medica, frutto della collaborazione tra Aiom, Airtum (Associazione italiana registri tumori), Fondazione Aiom, Osservatorio nazionale screening (Ons), Passi (Progressi delle aziende sanitarie per la salute in Italia), Passi d'Argento e della Società italiana di anatomia patologica e di citologia diagnostica (Siapec-Iap), presentato questa mattina a Roma a Palazzo Baldassini.
La copertura dello screening colorettale - risulta dal report - si attesta al 33% e in nessuna delle macro-aree viene ottenuto il target accettabile del 50%, con il Nord vicino all'obiettivo (46%), mentre Centro (32%) e Sud (18%) sono decisamente più lontani. La copertura dei due esami per la diagnosi precoce del tumore della cervice uterina, test Hpv e Pap test, si attesta al 51%, appena sopra al target accettabile, ma anche in questo caso le differenze territoriali sono ampie, passando dal 62% al Nord al 51% al Centro fino al 37% al Sud. A prescindere dal dato medio nazionale, la variabilità tra macro-aree è ancora consistente, anche se va evidenziato il positivo impegno delle Regioni del Sud, che hanno registrato sensibili miglioramenti nell’ultimo quinquennio.

ILLORAI – Una comunità intera si stringe nel dolore per la tragica scomparsa di Giovanna Galistu, insegnante di 56 anni, morta nella serata di lunedì 16 dicembre dopo essere stata investita da un’automobile. La notizia ha profondamente scosso Illorai e Silanus, i due centri nei quali la docente era molto conosciuta e stimata.
I funerali si terranno domani, mercoledì 18 dicembre, alle ore 15.30. In segno di rispetto e partecipazione, per consentire agli alunni di prendere parte alla funzione, le scuole elementari di Silanus, dove Giovanna Galistu lavorava come insegnante di sostegno, usciranno in anticipo rispetto al normale orario scolastico.
Sempre a Silanus, è stata annullata la festa di Babbo Natale prevista per venerdì 19 dicembre, una decisione condivisa dall’intero plesso scolastico come segno di lutto e vicinanza alla famiglia.
Secondo una prima ricostruzione dei fatti, la tragedia si è consumata nella serata del 16 dicembre. Giovanna Galistu stava attraversando la strada per raggiungere l’auto di un parente che l’attendeva per riaccompagnarla a casa, quando è stata travolta da un veicolo in transito. Le circostanze esatte dell’incidente sono ancora al vaglio delle autorità competenti, che stanno lavorando per chiarire l’esatta dinamica dei fatti.
Originaria di Illorai, Giovanna Galistu era un’insegnante molto apprezzata per la sua dedizione al lavoro e l’attenzione verso gli studenti, in particolare nel delicato ruolo di docente di sostegno. Nel corso degli anni aveva costruito legami profondi con alunni, famiglie e colleghi, diventando un punto di riferimento nella scuola di Silanus.
La sua improvvisa scomparsa lascia un vuoto profondo non solo nel mondo scolastico, ma in tutta la comunità, che in queste ore si sta stringendo attorno ai familiari con messaggi di cordoglio e partecipazione.

MONSERRATO (CAGLIARI) – Un incendio doloso a Monserrato ha distrutto un’abitazione, lasciando una famiglia senza casa e senza beni. Le fiamme hanno cancellato in pochi minuti quello che era un luogo di vita e di sicurezza, in un episodio che ha scosso profondamente la comunità locale.
👉 Il video dell’incendio, che mostra la violenza delle fiamme, è disponibile a questo link:
https://www.facebook.com/reel/1195974458608233
Nella casa vivevano anche numerosi animali domestici: dieci gatti e due cani. Tutti sono sopravvissuti, tranne un gatto, morto bruciato all’interno dell’abitazione. Una perdita che rende ancora più drammatica una vicenda già segnata da distruzione e dolore.
Le persone coinvolte – una donna, il compagno e la sorella – hanno perso tutto. Al momento si trovano in una situazione di grave emergenza abitativa e cercano con urgenza una casa in affitto, possibilmente in grado di accogliere anche gli animali sopravvissuti all’incendio.
Oltre a un alloggio, servono vestiti, coperte, biancheria e beni di prima necessità, indispensabili per affrontare i prossimi giorni.
È stato lanciato un appello alla solidarietà rivolto a cittadini, associazioni e realtà del territorio. In attesa dell’attivazione di una raccolta fondi ufficiale, è possibile offrire un aiuto concreto anche attraverso una donazione.
Postepay per le donazioni
430 6010 0994 3978
Intestata a: Mulliri Federica
Codice fiscale: MLLFRC73A67B354K
Il ricavato servirà a sostenere le prime necessità della famiglia colpita dall’incendio doloso.
La vicenda ha suscitato commozione e indignazione a Monserrato e nell’area metropolitana di Cagliari. Numerosi cittadini si stanno mobilitando per offrire supporto concreto, mentre si auspica che le autorità facciano piena luce sull’accaduto e individuino i responsabili.
Nel periodo natalizio, la speranza è che la solidarietà della comunità possa trasformarsi in un aiuto reale, restituendo almeno in parte serenità a chi l’ha persa in modo così drammatico.

Questa sera Checco Zalone farà un regalo al suo pubblico. Alle ore 21.00 tutti i canali Mediaset: Canale 5, Italia 1, Rete 4, Iris, La5, Cine34, TgCom24, Italia 2, Mediaset Extra, Focus, Top Crime, Twentyseven, Canale 20, trasmetteranno un suo 'video-messaggio' molto speciale. Un dono di Natale anticipato in attesa dell’arrivo al cinema il 25 dicembre di 'Buen Camino[1]', il suo nuovo film diretto da Gennaro Nunziante e distribuito da Medusa Film.
'Buen Camino' è prodotto da Marco Cohen, Benedetto Habib, Fabrizio Donvito, Daniel Campos Pavoncelli ed è una produzione Indiana Production con Medusa Film in collaborazione con MZL e in collaborazione con Netflix realizzata da Indiana Production, una società Vuelta.
Sarà la penultima tappa del campionato mondiale Fia e l'ultima in
Europa...

Muoversi di più, seguire un'alimentazione equilibrata, non fumare, controllare peso e pressione: le abitudini che proteggono il cuore si rivelano decisive anche dopo una diagnosi di tumore. E' quanto emerge da uno studio realizzato nell'ambito del progetto 'Umberto', condotto dalla piattaforma congiunta Fondazione Umberto Veronesi Ets-Unità di ricerca di Epidemiologia e Prevenzione dell'Irccs Neuromed di Pozzilli (Isernia), in collaborazione con l'università Lum 'Giuseppe Degennaro' di Casamassima (Bari). Pubblicata sullo 'European Heart Journal', organo ufficiale della Società europea di cardiologia, la ricerca si basa sui dati dello studio 'Moli-sani', uno dei più ampi studi di popolazione a livello internazionale, coordinato dall'Unità di Epidemiologia e Prevenzione del Neuromed.
I ricercatori hanno seguito per 15 anni 779 adulti italiani, uomini e donne, che al momento dell'ingresso nello studio Moli-sani avevano già avuto una diagnosi di tumore, valutando il loro stato di salute attraverso il punteggio Life's Simple 7 (LS7). Si tratta di un indice sviluppato dall'American Heart Association - spiega una nota dall'Irccs Neuromed - che misura 7 classici fattori legati allo stile di vita e al rischio cardiovascolare: fumo, attività fisica, dieta, peso corporeo, pressione, colesterolo e glicemia. Attraverso questo strumento, i ricercatori hanno potuto valutare il grado di aderenza a comportamenti salutari da parte dei partecipanti con tumore e analizzarne l'impatto sul rischio di mortalità totale. I risultati hanno indicato che chi manteneva abitudini più sane aveva un rischio di mortalità inferiore del 38% rispetto a chi seguiva uno stile di vita poco salutare. Inoltre, ogni miglioramento di 1 punto nel punteggio LS7 era associato a una riduzione del 10% della mortalità per cancro".
"Il nostro studio - afferma Marialaura Bonaccio, primo autore del lavoro e co-principal investigator della piattaforma congiunta Fondazione Umberto Veronesi Ets-Irccs Neuromed presso l'Unità di Epidemiologia e Prevenzione - mostra che un punteggio basato sui tradizionali fattori di rischio cardiovascolare, già validato nella popolazione generale, può migliorare la sopravvivenza anche per chi ha una storia di tumore. Adottare abitudini salutari come seguire una dieta sana, praticare attività fisica e mantenere un peso corporeo adeguato rappresenta insomma un supporto concreto per chi ha affrontato o sta affrontando quella patologia".
"Quando nel progetto Umberto la componente 'dieta' del punteggio LS7, che nella versione americana si basa su criteri generici di alimentazione sana, è stata sostituita con l'aderenza specifica alla dieta mediterranea rimarcano i ricercatori - il legame tra comportamenti salutari e sopravvivenza è risultato ancora più evidente, anche per la mortalità dovuta a malattie cardiovascolari. Il modello alimentare tipico dei Paesi del Sud Europa (ricco di frutta, verdura, cereali integrali, legumi, pesce e olio extravergine d'oliva) si conferma così un alleato fondamentale non solo per la salute del cuore, ma anche per il benessere delle persone che affrontano un tumore".
Secondo lo studio, "buona parte della relazione tra positiva tra buoni stili di vita e riduzione della mortalità può essere spiegata da tre fattori biologici comuni alle malattie cardiovascolari e ai tumori: l'infiammazione subclinica, la frequenza cardiaca e i livelli di vitamina D nel sangue. Questi dati confermano l'esistenza di un terreno comune che lega le due condizioni patologiche". Commenta Maria Benedetta Donati, principal investigator della piattaforma congiunta Fondazione Veronesi-Neuromed: "Questo studio conferma un'ipotesi scientificamente molto interessante, ovvero che malattie croniche apparentemente diverse, come i tumori e le patologie cardiovascolari, possano condividere basi biologiche e meccanismi di sviluppo e progressione comuni. In letteratura questa ipotesi è nota come 'common soil', cioè un 'terreno condiviso' di meccanismi molecolari e fattori di rischio o protezione da cui si sviluppano condizioni cliniche differenti".
"I risultati - osserva Licia Iacoviello, responsabile dell'Unità di Epidemiologia e Prevenzione del Neuromed e ordinario di Igiene all'università Lum di Casamassima - rafforzano l'idea che gli stili di vita salutari e la prevenzione primaria non servano soltanto a ridurre il rischio di sviluppare malattie croniche in persone sane, ma anche a migliorare la prognosi e la qualità della vita di chi ha già affrontato un tumore. E' un messaggio di salute pubblica che unisce due ambiti solo apparentemente distinti: quello cardiovascolare e quello oncologico". Una visione ampia, come rimarca Chiara Tonelli, presidente del comitato scientifico di Fondazione Umberto Veronesi Ets, professore emerito di Genetica all'università degli Studi di Milano e presidente Federazione italiana scienze della vita (Fisv): "Con questo studio si conferma l'importanza del progetto Umberto, che da sempre adotta un approccio integrato mettendo la persona al centro di uno stile di vita globale. Il progetto valorizza l'interconnessione tra dieta, attività fisica e altri comportamenti salutari, fondamentali per intervenire sui meccanismi comuni a malattie cardiovascolari e oncologiche".

E' il dolce simbolo del Natale, il Panettone, soffice e profumato, frutto di ore di lavorazione, dove tutto parte indiscutibilmente dal lievito madre. E se farina, uova, burro e zucchero sono gli ingredienti per l'impasto di base, per gli 'ortodossi' della ricetta tradizionale, quella milanese, arance e cedro canditi sono insostituibili. Ma a sdoganare questo che è un vero e proprio 'credo' ci pensano i pastry chef, che ogni anno si cimentano nello sperimentare qualcosa di nuovo, qualche variante sul tema che, pur senza stravolgere i 'fondamentali', propone nuovi aromi, nuovi frutti, nuove spezie, per arrivare, spesso dopo mesi di sperimentazioni, a sfornare un Panettone che vuole essere innovativo ma tradizionale al tempo stesso.
Così, per il 're dei lievitati' anche per questo Natale 2025 non mancano nuove accattivanti proposte. Eccone alcune, ma solo alcune, in questa carrellata (non esaustiva) tra Nord e Sud.
- PeachMary di Dario Loison. Ci sono voluti più di due anni per mettere d’accordo una pesca e un rametto di rosmarino. Un tempo fatto di prove, dubbi e assaggi e alla fine è nato il Panettone PeachMary, il nuovo 'colpo di teatro' firmato Loison per il Natale 2025. Una piccola provocazione del pasticciere veneto Dario Loison che, in anni in cui si parla sempre più di panettone d’estate o tutto l’anno, vuole fare l’inverso: portare l’estate dentro il panettone. Così è nato PeachMary, un incontro insolito tra la dolcezza solare della pesca e l’audacia del rosmarino, erba aromatica che raramente si concede al dessert e che in questo panettone diventa l’ingrediente strategico. E siccome anche il packaging vuole la sua parte, ad avvolgerlo è la scatola rigida in cartoncino teso verde salvia firmata da Sonia Design, con illustrazioni ispirate alle antiche tavole botaniche, che raffigurano aghi di rosmarino e rami di pesco in fiore, in delicate nuance che richiamano i due ingredienti protagonisti.
- Panettone all’Amarena a marchio Toschi. Toschi Vignola ha lanciato il primo panettone all’Amarena con il suo iconico marchio. Nella tradizione della storica azienda - specializzata nella produzione di Amarena candita, liquori, sciroppi, topping e prodotti per la gelateria - il Panettone all’Amarena Toschi rappresenta un esempio di qualità artigianale accessibile a un largo pubblico. La lenta lievitazione e l’uso di un lievito madre curato da quasi cento anni offrono un cuore soffice e alveolato che ospita le inconfondibili amarene dell’azienda vignolese. Il tocco intenso del frutto candito in sciroppo completa così un impasto ricco e vellutato.
- Panettone al Pomodoro dello chef Francesco Ferretti. Dopo il grande successo della scorsa stagione, il ristorante Scirocco dell’hotel LA Roqqa di Porto Ercole torna con il suo ormai celebre Panettone al Pomodoro ideato dallo chef Francesco Ferretti, che omaggia un ingrediente immancabile sulle tavole italiane, esplorandone le potenzialità in pasticceria e reinterpretandolo in chiave dolce. Lo chef torna a proporre una limited edition in occasione delle festività 2025. Un panettone dolce arricchito con pomodori canditi e cioccolato al lampone, realizzato con ingredienti di altissima qualità e perfezionato nel tempo per raggiungere un equilibrio ideale: un’insolita combinazione di sapori che trasforma il classico della tradizione delle feste con un tocco di estate mediterranea. Completa la preparazione un accurato processo di lievitazione naturale di circa 27 ore, che insieme a cottura e riposo porta a un panettone soffice, profumato e dalla consistenza perfettamente bilanciata.
- Panettone al Vermouth Storico firmato Cocchi. Nato dalla collaborazione tra Giulio Cocchi e Albertengo, due eccellenze piemontesi, il Panettone al Vermouth Storico, primo e originale panettone al Vermouth di Torino , unisce competenze e tradizioni per un risultato unico: un dolce che profuma di spezie, agrumi e convivialità. Il Vermouth Storico Cocchi è protagonista sia nell’impasto sia nella canditura delle scorze di limone e arancia. A completare l’armonia dei sapori, un tocco di zenzero fresco e gocce di cioccolato, che donano al panettone una ricchezza aromatica inconfondibile. La lavorazione prevede lievito madre, 48 ore di lievitazione naturale e solo ingredienti di prima scelta. Il consiglio di degustazione è con un calice di Storico Vermouth di Torino Cocchi ben freddo e l’immancabile scorzetta di limone.
- Panettone al Vin Santo del Chianti Classico di Fèlsina. Fèlsina presenta il Panettone al Vin Santo del Chianti Classico in collaborazione con Opera Waiting, laboratorio di pasticceria artigianale con sede a Poggibonsi (Siena) che da sempre valorizza qualità, ingredienti naturali e filiera corta. L’impasto soffice, preparato con lievitazione naturale e miele toscano, viene delicatamente bagnato con il Vin Santo del Chianti Classico di Fèlsina, un vino storico dell’azienda ottenuto da uve Trebbiano, Malvasia e Sangiovese appassite su graticci per mesi. Dopo la pigiatura, il mosto viene trasferito in caratelli sigillati di rovere insieme alla 'madre', una piccola parte di vino derivante delle annate precedenti, dove riposa per ben sette anni. Le peculiarità del Vin Santo del Chianti Classico arricchiscono naturalmente il panettone, che si distingue per aromaticità e identità uniche nel loro genere.
- CiaccoLab per DryMilano. Per il Natale 2025 si consolida la collaborazione fra due insegne dell’eccellenza e dell’innovazione, da cui nasce il Panettone firmato CiaccoLab per Dry Milano, per dar vita a un prodotto capace di unire la maestria di Guizzetti al tocco distintivo della mixology di DryMilano. Gli elementi identitari del Panettone CiaccoLab per DryMilano sono gli stessi che caratterizzano i lievitati di altissima qualità di Stefano Guizzetti: doppio impasto con farina italiana, 48 ore di lievitazione con lievito madre. All’impasto si aggiunge la cifra distintiva di DryMilano con i sentori del cocktail Clear Colada: il risultato è un panettone dalle note avvolgenti grazie alle aggiunte di burro di cocco, ananas candita, Rum Dominicano e cioccolato Tanzania di Marco Colzani, una combinazione che bilancia la dolcezza con un'insolita complessità aromatica.
- Il Panettone firmato dallo chef Fulvio Pierangelini per Café Ginori. E' un panettone d’autore quello firmato dallo chef Fulvio Pierangelini per il Café Ginori all’Hotel de La Ville a Roma, che per la stagione delle feste si trasforma in un salotto di eleganza contemporanea e raffinata convivialità dove degustare una fetta di panettone diventa gesto culturale e rituale condiviso. Le tavole del Café, allestite con i nuovi pezzi della collezione Ginori 1735 'Oriente Italiano' (Meringa, Castagna, Rubrum e Aurum) hanno composto un paesaggio estetico dove la porcellana pura diventa linguaggio espressivo e invito alla convivialità. Una mise en place che riflette la volontà del brand di trasformare ogni momento in un’occasione di bellezza e stile. E proprio ai sapori orientali e alla colore Aurum della Collezione 'Oriente Italiano' di Ginori 1735 si ispira il panettone del maestro Pierangelini per offrire un percorso gustativo che combina tradizione, tecnica e armonia.
- Il primo Panettone del maestro pizzaiolo Marco Quintili. E' un omaggio alla Campania il primo panettone di Marco Quintili, maestro pizzaiolo campano ma romano d’adozione: una Limited Edition da 200 pezzi che unisce tecnica, ingredienti di qualità e un’identità gustativa fortemente territoriale. Un progetto che nasce dalla sua lunga esperienza come panificatore e dalla profonda conoscenza dei lievitati. In un momento in cui il format Quintili si arricchisce di nuovi progetti e nuovi prodotti, arriva questa novità pensata proprio per le feste. Realizzato con farina tipo 0 Mulino Magri e lavorato con un approccio completamente naturale, il panettone di Quintili è il risultato di una lievitazione di 48 ore e dell’utilizzo di ingredienti di altissima qualità. L’obiettivo è chiaro: portare un sapore autenticamente campano, in cui emergano note che richiamano la pastiera napoletana, grazie alla presenza di ricotta, canditi di arancia e mandarino.
- Dal Don Lievitato al Panettone Zibibbo e Zabaione i sapori del Sud di Don Nino. Don Nino, realtà italiana riconosciuta a livello internazionale per l’approccio artigianale alla gelateria e alla pasticceria, porta sulle tavole di Natale il calore del Sud e propone una collezione di lievitati che interpreta la tradizione. Una linea che rafforza il legame del brand con la Calabria, valorizza la qualità delle materie prime e conferma una vocazione all’innovazione. A guidare il progetto di Don Nino è il talento di Francesco Mastroianni, gelatiere di terza generazione di Lamezia Terme. La selezione di prodotti, realizzata con lievito madre e un’accurata lavorazione artigianale, si distingue per tre proposte che celebrano i sapori mediterranei: il Don Lievitato, profumato con liquore al bergamotto - simbolo della tradizione calabrese - e arricchito da una crema alla vaniglia al bergamotto; il Panettone Zibibbo e Zabaione, con farcitura al cioccolato bianco, insieme al ripieno a base di zabaione e vino Zibibbo; e il Panettone al Pistacchio, con un soffice impasto verde arricchito da chunks di pistacchio e arancia. Completa la gamma una creazione dal gusto più contemporaneo, il Panettone al Cioccolato Bianco e Frutti Rossi, dove la freschezza dei frutti di bosco incontra la dolcezza del cioccolato bianco.

Pranzi, cene, aperitivi con un unico fattor comune: il cibo e le tavole imbandite. Il Natale è, infatti, la festa che probabilmente più di tutte associa il piacere di ritrovarsi tra amici e parenti con l’irrinunciabile rito di mettersi a tavola insieme per divertirsi e vivere momenti da ricordare. Diventa quasi obbligatorio essere felici e connessi con l’atmosfera natalizia, ma per chi soffre di un disturbo del comportamento alimentare (Dca) il Natale può diventare un periodo per sentirsi più esposto, più stanco e più in difficoltà. In special modo le occasioni (come appunto le festività), che vedono il cibo come uno dei protagonisti principali dei momenti conviviali, fanno riaffiorare paure e momenti di sofferenza. Uno di questi in particolare riguarda i 'fear-food', ovvero tutti quegli alimenti o categorie di alimenti che chi soffre di un disturbo alimentare evita rigorosamente perché generano ansia o paura intensa.
“I fear-food non sono davvero i nemici, sono simboli – spiega Giuseppe Magistrale, psicoterapeuta e co-founder di Lilac-Centro Dca – rappresentano ciò che il disturbo teme maggiormente: la perdita di controllo, il giudizio, il cambiamento del corpo". Nasce da questi presupposti la guida ai 'fear-food' di Lilac-Centro Dca, digital health tech startup prima realtà in Italia che si pone l’obiettivo di creare un modello innovativo per il trattamento dei disturbi alimentari, curata in collaborazione con la biologa nutrizionista Luna Pagnin, che si sviluppa in un percorso in 7 step (più un esercizio finale) creato non per dire cosa fare, ma per fornire possibili strumenti utili.
“I fear-food non si superano forzandosi o togliendosi il pensiero, ma imparando a stare accanto alle emozioni che evocano – commenta Luna Pagnin, biologa nutrizionista – In questa guida non diamo soluzioni rapide, perché non esistono, ma offriamo piccoli passi per ritrovare sicurezza nel piatto e nel proprio corpo, senza giudizio. È uno spazio di accompagnamento, non una cura: uno strumento per sentirsi un po’ meno soli nei momenti più difficili". “È cruciale poi ricordare – aggiunge Giuseppe Magistrale – che il percorso di riavvicinamento ai 'fear-food' è strettamente personale e non lineare: è fondamentale procedere con gentilezza verso sé stessi, rispettare i propri tempi e, se necessario, non esitare a cercare un supporto professionale qualificato".
Step 1) La tua lista dei 'fear-food'
Potresti scrivere una lista dei cibi che ti fanno più paura, dal meno al più difficile. Come per esempio, pane bianco, pasta al pesto, pizza, croissant, gelato. Trattala come una to do list di libertà: ogni volta che affronti un cibo, metti una spunta e scrivi perché ti spaventa e come ti fa sentire.
Step 2) Abbinalo a un 'safe-food'
Mangiare un 'fear-food' accanto a un cibo che fa sentire più sicuri può aiutare il corpo e la mente a rilassarsi. Per esempio pizza con le verdure preferite, biscotti con yogurt, pasta al pesto con una porzione di un alimento proteico come formaggio, pesce o carne. "L’obiettivo – aggiunge Magistrale di Lilac-Centro Dca – è cercare di normalizzare il cibo, non controllarlo. Bisogna ricordarsi che nessun alimento è proibito, è l’etichetta che gli diamo noi a renderlo tale”.
Step 3) Prepara il contesto giusto
Mangiare un 'fear-food' in un contesto accogliente potrebbe aiutarti a ridurre l’ansia. “Potresti scegliere un luogo dove ti senti al sicuro (casa, un bar tranquillo, con una persona di fiducia) – spiega Giuseppe Magistrale – e poi mangiare il ‘fear-food’ lentamente, ascoltando il gusto, il profumo, la consistenza, ma soprattutto restare presente.”
Step 4) La tua 'fear-food' routine. Prima di mangiare può essere utile ripetere una frase di forza come 'sono pronta/o a fare spazio alla libertà' o 'ogni boccone difficile diventerà semplice se me ne do l’occasione'. Durante il pasto prova a notare il respiro e non il pensiero e dopo prova a dare spazio a una “decompressione gentile” come una passeggiata lenta, chiama una persona amica o ascolta una canzone preferita.
Step 5) Razionalizza con le affermazioni. Prova a scrivere una lista di frasi (o post-it) che ti aiutino a ricordare che il cibo non è pericolo, ma un compagno di vita, un bisogno primario, una soddisfazione insieme ad altre della vita.
Step 6) Affronta le paure con gentilezza. Quando la paura sale prova a respirare profondamente per 1 minuto e cerca i punti di appoggio (prova a sentire l’appoggio dei tuoi glutei, i piedi a terra, la schiena appoggiata). Ricorda che l’ansia raggiunge un picco e poi scende, non dura per sempre. “Se poi affrontare questa sfida da soli è troppo non significa aver fallito – specifica Magistrale – ma significa che si sta riconoscendo un proprio bisogno. Rispettare i propri limiti è un atto di cura. Chiedere supporto a un professionista può essere un modo potente per capirsi meglio e non sentirsi più soli".
Step 7) Celebra ogni conquista. Ogni volta che affronti un 'fear-food' potrebbe essere utile tenere traccia di come ti ha fatto sentire prima, durante e dopo e far caso se la paura si è ridotta nel tempo. Esercizio finale. Utilizzando i precedenti step puoi provare a creare il tuo 'diario della libertà' con un semplice schema che riporti data, 'fear-food' ed emozione provata/frase di forza.

Spettacolo sulle coste dell'isola di Hormuz. In Iran l'acqua del mare si è tinta del colore del sangue, in una tintura a metà tra il rosso e il rosa. Il fenomeno, diventato virale sul web con diversi video che stanno circolando e incantando i social, sarebbe dovuto al terreno rosso dell'isola, ricco di minerali, che sollevato da piogge e vento si riversa in mare.
Negli scorsi giorni infatti forti piogge hanno interessato l'isola di Hormuz, con sabbia e altre particelle di terreno che sono state quindi trasportate in acqua, creando una scia rosso 'sangue' e che ha completamente trasformato il paesaggio.
Il mare 'rosso sangue' di Hormuz si deve alla conformazione geologica della stessa. L'isola è infatti ricca di ossidi di ferro nelle rocce e nel terreno, che contribuisce a dare alle sue spiagge il colore rosso. Quando la pioggia cade, il colore si sfuma e crea vere e proprie cascate 'di sangue' che si riversano in mare.
Hormuz è quello che, in geologia, si definisce un diapiro salino, anche detta cupola salifera, una struttura in cui si depositano rocce sedimentarieantichi depositi di rocce sedimentarie e nel cui nucleo si trova il sale marino, che tende a emergere. E così, in un processo durato milioni di anni, le rocce hanno visto riaffiorare i minerali, in particolare proprio gli ossidi di ferro, che hanno portato al caretteristico coloramento delle sue spiagge.

Con l’avvicinarsi delle festività natalizie, milioni di italiani si preparano a trascorrere periodi più o meno lunghi fuori casa, tra viaggi, visite ai parenti e brevi vacanze. Un momento di pausa che coincide con una maggiore mobilità e con abitazioni spesso lasciate vuote per giorni. La 4ª edizione dell’Osservatorio Censis-Verisure sulla Sicurezza della casa, realizzata in collaborazione con il servizio analisi criminale del ministero dell’Interno, analizza l’andamento dei furti in abitazione in diversi periodi dell’anno e il modo in cui le famiglie italiane affrontano il tema della sicurezza domestica.
Secondo i dati nel 2024 in Italia sono stati denunciati 155.590 furti in abitazione. Nei mesi a ridosso delle festività natalizie i numeri sono risultati più elevati rispetto ad altri momenti dell’anno: a novembre del 2024 si contano 19.931 furti, a dicembre 18.393, a gennaio 2025 14.059. Si tratta di un andamento che gli esperti collegano anche a fattori stagionali, come la maggiore mobilità e le ore di luce ridotte.
Ma come e quando avvengono i furti? Secondo l’Osservatorio, nel 72,6% dei casi l’abitazione era vuota al momento del furto. Anche assenze di breve durata possono quindi incidere, non solo i periodi di vacanza più lunghi. Quando, le abitudini degli inquilini sono note, gli episodi si concentrano durante il giorno e nella prima serata: nel 2024 il 31,7% dei furti è stato commesso tra le 14:00 e le 19:59, mentre il 20% tra le 7:00 e le 13:59. Le ore serali e notturne incidono, invece, meno: solo il 10,5% dei furti avviene tra le 20:00 e le 23:59, il 9,7% tra mezzanotte e le 6:59. Per quanto riguarda le modalità di ingresso, nel 46,4% dei casi i ladri sono entrati da finestre o portefinestre, nel 33,7% dalla porta d’ingresso principale e nel 14,6% da una porta secondaria.
Ma quali sono le misure da adottare per cercare di 'mettere in sicurezza' il proprio appartamento prima della partenza verso le festività natalizie?Ecco alcune buone pratiche che Verisure, leader europeo nella sicurezza monitorata, condivide con Adnkronos/Labitalia, per chi si prepara a lasciare casa durante le festività.
Innanzitutto verificare porte, finestre e impianti. Prima di partire è opportuno controllare con attenzione porte, finestre e portefinestre, concentrandosi in particolare sui punti di accesso che le statistiche indicano come più utilizzati. È consigliabile verificare lo stato dell’impianto elettrico e del gas, scollegando gli elettrodomestici non essenziali. Gestire luci e tapparelle, con timer o sistemi smart per non dare l’impressione di un’abitazione vuota. Prestare attenzione alla condivisione sui social media, rimandando la pubblicazione di foto delle vacanze al momento del rientro.
Coltivare relazioni di buon vicinato. Avvisare i vicini della propria partenza e chiedere loro di ritirare posta, volantini o pacchi contribuisce a evitare segnali evidenti di assenza prolungata. Può essere utile anche chiedere di prestare attenzione a eventuali anomalie, come piccoli fili o residui di colla tra porta e telaio, la cosiddetta tecnica del 'filo di colla', talvolta utilizzata per capire se un ingresso viene aperto.
Quindi controllare la copertura assicurativa. Verificare la copertura della polizza contro furti e danni e lasciare un recapito a una persona di fiducia per eventuali necessità durante l’assenza.
Utilizzare tecnologie di controllo da remoto. Servirsi di sistemi che permettono di monitorare l’abitazione a distanza (telecamere, sensori, app dedicate), così da essere avvisati in tempo reale in caso di anomalie. Sistemi di allarme e centrale operativa. I sistemi di allarme collegati a una centrale operativa attiva 24 ore su 24 offrono un ulteriore livello di protezione: in caso di segnale d’allarme, gli operatori verificano l’evento, contattano il cliente e, se necessario, possono attivare guardie giurate e forze dell’ordine.
Nuove soluzioni per l’ingresso di casa. Anche l’accesso principale può essere reso più sicuro grazie a soluzioni di nuova generazione come Smartlock, una serratura con cilindro antieffrazione certificato, gestibile da remoto tramite app, che consente di aprire e chiudere la porta a distanza e facilitare l’accesso ai soccorsi in caso di emergenza.
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