(Adnkronos) - Rientro a Roma con un aereo messo a disposizione dal re di Spagna per Papa Leone XIV dopo il problema tecnico rilevato sul velivolo sul quale doveva viaggiare. Il Pontefice era alle Isole Canarie oggi e, poco prima del decollo, è stato costretto a scendere dall'aereo che lo stava riportando in Italia.
Il re Felipe VI di Spagna, che lo aveva appena salutato sulla pista, è salito brevemente a bordo dell'aereo e successivamente i due sono scesi insieme per rientrare al terminal.
"Mi dispiace molto per l'accaduto. Il problema al motore è stato probabilmente causato dal vento in coda". Ad affermarlo, secondo quanto riferisce 'El Pais', è il comandante dell'aereo Iberia che doveva riportare il Papa a Roma.
Oltre a Leone XIV sono scesi dall'aereo anche alcuni dei cardinali che lo accompagnavano nel suo viaggio. Tra questi Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, e il cardinale spagnolo Ángel Fernández Artime. Secondo quanto riferisce la tv spagnola Rtve, il ritardo del volo dovrebbe essere di circa mezz'ora.
L'aereo con a bordo il Papa, un Falcon, sarà a Roma per le 23 circa. Il personale della Santa Sede e i giornalisti del volo papale faranno invece ritorno nelle prossime ore con un altro aereo messo a disposizione da Iberia.

(Adnkronos) - "Grata, emozionata e felice". Con queste parole Federica Panicucci ha annunciato sui social di aver realizzato un sogno, quello della laurea. La conduttrice televisiva, 58 anni, ha completato il corso di laurea triennale in Scienze e Tecniche Psicologiche. Un vero e proprio traguardo "che sento profondamente mio", scrive la conduttrice in un post condiviso su Instagram a corredo di scatti in cui si mostra felice e sorridente con in testa la corona d'alloro e in mano la tesi di laurea.
"Un percorso che parla di studio, disciplina, curiosità e desiderio. Arriva in una fase piena della mia vita e per questo ha un sapore ancora più intenso. Grata, emozionata e felice", ha aggiunto Panicucci in conclusione.

(Adnkronos) - Si può essere normopeso e avere comunque un rischio elevato di sviluppare diabete di tipo 2, sindrome metabolica, malattie cardiovascolari e altre patologie croniche. Per capire se si è davvero in salute non basta salire sulla bilancia: è necessario prendere un semplice metro e misurare addome e collo. È uno dei messaggi che emerge dal format esperienziale 'Mantenersi in salute: istruzioni per l’uso', ideato dall'esperta di benessere Angelica Amodei e ospitato in questi giorni a Napoli, stazione Marittima, nell’ambito del Dmed – Salone della Dieta Mediterranea che vede esperti confrontarsi sul benessere globale. l centro del dibattito il tema della prevenzione e della longevità, con particolare attenzione al ruolo del grasso viscerale che si accumula attorno agli organi interni e che rappresenta uno dei principali fattori di rischio per la salute metabolica e cardiovascolare. "Oggi sappiamo che si può essere normopeso e avere comunque un rischio metabolico elevato – spiega Luigi Barrea, ordinario di Nutrizione clinica e dietetica applicata presso l’università UniPegaso e vicepresidente della Società italiana dell’obesità (Sio) Regione Campania - Per questo il peso corporeo non basta. La circonferenza addominale e quella del collo rappresentano due parametri semplici che possono fornire informazioni preziose". Particolare attenzione va dedicata alla circonferenza addominale, uno degli indicatori più affidabili per valutare il rischio associato al grasso viscerale.
"La misurazione si effettua in piedi, con l’addome rilassato, dopo una normale espirazione, posizionando il metro a metà tra l’ultima costola e la cresta iliaca, l’osso superiore del bacino. Nelle donne una circonferenza inferiore a 80 centimetri indica un rischio basso; tra 80 e 87 centimetri il rischio è aumentato; da 88 centimetri in poi il rischio metabolico e cardiovascolare diventa elevato. Negli uomini il rischio aumenta oltre i 94 centimetri e diventa elevato sopra i 102 centimetri - afferma Barrera che parla anche di un "parametro ancora poco conosciuto ma sempre più studiato dalla comunità scientifica: la circonferenza del collo". La misurazione "si effettua in posizione eretta, con il metro disposto orizzontalmente attorno al collo, appena sotto il pomo d’Adamo negli uomini e nel punto di maggiore circonferenza nelle donne, senza comprimere i tessuti. Una circonferenza del collo particolarmente elevata può rappresentare un importante campanello d’allarme - sottolinea Barrea - Valori superiori ai 44 centimetri sono associati a un aumento del rischio di apnee ostruttive del sonno, una condizione che può avere ripercussioni significative sulla salute cardiovascolare. Numerose evidenze cliniche hanno inoltre evidenziato una correlazione tra aumento della circonferenza del collo, insulino-resistenza, diabete di tipo 2 e alterazioni metaboliche".
Accanto all’alimentazione, il secondo grande protagonista è il movimento. "L’attività fisica è il più potente strumento di prevenzione che abbiamo a disposizione - afferma Niccolò Famiglietti, personal trainer ed esperto di attività motoria e benessere - Non servono necessariamente ore in palestra. Anche cinque o dieci minuti di attività fisica distribuiti nell’arco della giornata possono fare la differenza. I cosiddetti snack motori aiutano a migliorare la circolazione, controllare la glicemia, contrastare la sedentarietà e mantenere attivo il metabolismo". Dal risveglio muscolare al mattino alla camminata dopo pranzo, fino agli esercizi di respirazione e allungamento prima del sonno, il movimento è indicato come uno strumento semplice ma efficace per migliorare il benessere generale e ridurre il rischio di numerose patologie croniche. Particolarmente significativa, secondo Famiglietti, è la camminata dopo i pasti: bastano anche dieci minuti per contribuire a ridurre i picchi glicemici e migliorare la risposta metabolica dell’organismo. Infine, il ruolo centrale della Dieta mediterranea come modello di prevenzione e salute.
"Mangiare sano non significa privazione. La dieta mediterranea è un modello di vita che insegna a combinare correttamente gli alimenti, valorizzando qualità, equilibrio e varietà. Insieme all’attività fisica rappresenta uno degli strumenti più efficaci per vivere più a lungo e in salute. La longevità non dipende soltanto dalla genetica, ma soprattutto dalle scelte quotidiane. Alimentazione equilibrata, movimento costante, controllo del grasso viscerale e attenzione ai segnali del proprio corpo rappresentano oggi le basi più solide per aggiungere non solo anni alla vita, ma vita agli anni" conclude Barrera.

(Adnkronos) - Si può essere normopeso e avere comunque un rischio elevato di sviluppare diabete di tipo 2, sindrome metabolica, malattie cardiovascolari e altre patologie croniche. Per capire se si è davvero in salute non basta salire sulla bilancia: è necessario prendere un semplice metro e misurare addome e collo. È uno dei messaggi che emerge dal format esperienziale 'Mantenersi in salute: istruzioni per l’uso', ideato dall'esperta di benessere Angelica Amodei e ospitato in questi giorni a Napoli, stazione Marittima, nell’ambito del Dmed – Salone della Dieta Mediterranea che vede esperti confrontarsi sul benessere globale.
Al centro del dibattito il tema della prevenzione e della longevità, con particolare attenzione al ruolo del grasso viscerale che si accumula attorno agli organi interni e che rappresenta uno dei principali fattori di rischio per la salute metabolica e cardiovascolare. "Oggi sappiamo che si può essere normopeso e avere comunque un rischio metabolico elevato – spiega Luigi Barrea, ordinario di Nutrizione clinica e dietetica applicata presso l’università UniPegaso e vicepresidente della Società italiana dell’obesità (Sio) Regione Campania - Per questo il peso corporeo non basta. La circonferenza addominale e quella del collo rappresentano due parametri semplici che possono fornire informazioni preziose". Particolare attenzione va dedicata alla circonferenza addominale, uno degli indicatori più affidabili per valutare il rischio associato al grasso viscerale.
"La misurazione si effettua in piedi, con l’addome rilassato, dopo una normale espirazione, posizionando il metro a metà tra l’ultima costola e la cresta iliaca, l’osso superiore del bacino. Nelle donne una circonferenza inferiore a 80 centimetri indica un rischio basso; tra 80 e 87 centimetri il rischio è aumentato; da 88 centimetri in poi il rischio metabolico e cardiovascolare diventa elevato. Negli uomini il rischio aumenta oltre i 94 centimetri e diventa elevato sopra i 102 centimetri - afferma Barrera che parla anche di un "parametro ancora poco conosciuto ma sempre più studiato dalla comunità scientifica: la circonferenza del collo". La misurazione "si effettua in posizione eretta, con il metro disposto orizzontalmente attorno al collo, appena sotto il pomo d’Adamo negli uomini e nel punto di maggiore circonferenza nelle donne, senza comprimere i tessuti. Una circonferenza del collo particolarmente elevata può rappresentare un importante campanello d’allarme - sottolinea Barrea - Valori superiori ai 44 centimetri sono associati a un aumento del rischio di apnee ostruttive del sonno, una condizione che può avere ripercussioni significative sulla salute cardiovascolare. Numerose evidenze cliniche hanno inoltre evidenziato una correlazione tra aumento della circonferenza del collo, insulino-resistenza, diabete di tipo 2 e alterazioni metaboliche".
Accanto all’alimentazione, il secondo grande protagonista è il movimento. "L’attività fisica è il più potente strumento di prevenzione che abbiamo a disposizione - afferma Niccolò Famiglietti, personal trainer ed esperto di attività motoria e benessere - Non servono necessariamente ore in palestra. Anche cinque o dieci minuti di attività fisica distribuiti nell’arco della giornata possono fare la differenza. I cosiddetti snack motori aiutano a migliorare la circolazione, controllare la glicemia, contrastare la sedentarietà e mantenere attivo il metabolismo". Dal risveglio muscolare al mattino alla camminata dopo pranzo, fino agli esercizi di respirazione e allungamento prima del sonno, il movimento è indicato come uno strumento semplice ma efficace per migliorare il benessere generale e ridurre il rischio di numerose patologie croniche. Particolarmente significativa, secondo Famiglietti, è la camminata dopo i pasti: bastano anche dieci minuti per contribuire a ridurre i picchi glicemici e migliorare la risposta metabolica dell’organismo. Infine, il ruolo centrale della Dieta mediterranea come modello di prevenzione e salute.
"Mangiare sano non significa privazione. La dieta mediterranea è un modello di vita che insegna a combinare correttamente gli alimenti, valorizzando qualità, equilibrio e varietà. Insieme all’attività fisica rappresenta uno degli strumenti più efficaci per vivere più a lungo e in salute. La longevità non dipende soltanto dalla genetica, ma soprattutto dalle scelte quotidiane. Alimentazione equilibrata, movimento costante, controllo del grasso viscerale e attenzione ai segnali del proprio corpo rappresentano oggi le basi più solide per aggiungere non solo anni alla vita, ma vita agli anni" conclude Barrera.

(Adnkronos) - Si chiama Pepper, è alto 120 centimetri, come un bambino di circa 7 anni, e ha una faccia amichevole. E' un robot sociale, il beniamino di un team di ricercatori della Norwegian University of Science and Technology (Ntnu), che lo ha messo alla prova in una serie di test per definire le caratteristiche del compagno di giochi ideale e scoprire com'è per le persone in carne ed ossa avere un umanoide per amico. La domanda clou è: quando funziona l'interazione ludica uomo-macchina? La conclusione a cui approdano gli scienziati autori dello studio pubblicato su 'Entertainment Computing' è che "i robot possono effettivamente essere dei buoni compagni di gioco, ma solo se si comportano in modi che abbiano senso per gli esseri umani", afferma Yavuz Inal, professore associato del Dipartimento di Design della Ntnu di Gjøvik.
Per capire cosa si prova a giocare a un gioco fisico con o contro un robot dall'aspetto e il comportamento di una persona, gli esperti hanno condotto un esperimento di laboratorio controllato con Pepper, che è stato progettato proprio per interagire con gli esseri umani. Per essere all'altezza del compito, la progettazione dei robot umanoidi deve tenere conto delle modalità di gioco, del ritmo, del ruolo e dell'ordine di gioco. Se il robot si comporta improvvisamente come un bambino di 7 anni troppo zelante che deve assolutamente vincere, muovendosi in modo un po' rigido e non comprendendo pienamente il ritmo del gioco, ci infastidiamo rapidamente. Ci aspettiamo robot più naturali, reattivi e flessibili di quanto la tecnologia attuale sia in grado di offrire.
I robot umanoidi come Pepper sono pensati per assomigliare agli esseri umani, sia nell'aspetto che nel comportamento. Hanno testa, occhi, mani ed espressioni facciali che ci facilitano l'identificazione con loro, ma che possono anche portarci ad aspettarci automaticamente che si comportino in qualche modo come gli umani. Da loro pretendiamo di più, insomma. Ricerche precedenti avevano dimostrato che questo tipo di caratteristiche aumentano il coinvolgimento, sia nel contesto sanitario che educativo o anche nel campo del puro intrattenimento. Nello studio, i partecipanti hanno giocato a una versione fisica del basket con il cestino della spazzatura insieme a Pepper. Sia gli umani che il robot hanno lanciato palline di carta accartocciata contro un cestino da posizioni attentamente scelte, in modo da rendere il gioco sufficientemente impegnativo. I ricercatori hanno testato due modalità: esseri umani e robot nella stessa squadra, oppure l'uno contro l'altro. Inoltre, l'ordine di gioco variava: a volte i partecipanti umani iniziavano per primi, altre volte lasciavano che fosse il robot a iniziare. Questo ha permesso di studiare come la modalità di gioco e l'ordine di esecuzione influenzassero il coinvolgimento, la motivazione, le risposte emotive e il piacere derivante dall'attività fisica.
"Lo studio dimostra che anche piccoli aggiustamenti nel ritmo e nell'ordine di gioco possono essere cruciali nel determinare se giocare contro un robot viene percepito come divertente o frustrante", evidenzia Inal. I partecipanti hanno apprezzato maggiormente il gioco quando è stato avviato in modalità cooperativa. Tuttavia, ci sono state anche situazioni in cui si sono divertiti a giocare contro il robot. Molti hanno trovato il gioco competitivo più emozionante e motivante, soprattutto quando potevano iniziare la partita da soli e quindi sentirsi più in controllo. Battere Pepper ha generato un netto senso di padronanza, e alcuni partecipanti hanno ammesso che era particolarmente gratificante quando il robot mancava il cestino. Per loro, la modalità competitiva offriva un obiettivo chiaro e la sensazione di essere messi alla prova in modo divertente.
Quali atteggiamenti invece sono risultati fastidiosi? Per gli autori è apparso subito chiaro che i partecipanti tendevano ad irritarsi con il robot per molte delle stesse ragioni per cui ci irritiamo con i familiari che sono un po' troppo competitivi quando giocano per esempio a Monopoli. La frustrazione è aumentata soprattutto quando Pepper ha iniziato la partita in modalità competizione. I movimenti rigidi del robot, le lunghe pause prima di ogni lancio e i tentativi un po' troppo zelanti di 'vincere' hanno portato i partecipanti ad aspettarsi di più e a frustrarsi quando Pepper non è risultato né dinamico né particolarmente simile a un essere umano. Alcuni hanno descritto l'esperienza come giocare contro una "stampante sovraccarica di lavoro, ma con le braccia".
"Quando invitiamo i robot a vestire i panni di compagni di gioco, ci aspettiamo che si comportino come veri giocatori. Se non lo fanno, perdiamo rapidamente la pazienza", conclude Inal. I risultati offrono uno scorcio di un futuro in cui i robot non solo ci assisteranno sul lavoro e nel sistema sanitario, ma parteciperanno anche alle attività quotidiane come il gioco, l'esercizio fisico e i videogiochi.

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(Adnkronos) - Alberto Stasi verso l'affidamento in prova ai servizi sociali . Il Tribunale di Sorveglianza di Milano si è riservato sulla richiesta di concederlo.
Nel pomeriggio, in un'aula tenuta nascosta ai giornalisti, si è celebrata l'udienza in cui la sostituta pg di Milano Valeria Marino ha espresso "parere favorevole", visto la "buona condotta e le relazioni del carcere". Si tratta di una richiesta standard per i condannati che sono alle prese con l'ultima parte della pena.
Dal 2015 Stasi, condannato a 16 anni in via definitiva per l'omicidio della fidanzata Chiara Poggi avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007, è detenuto a Bollate e dal 2023 lavora all'esterno dell'istituto penitenziario con mansioni amministrative e contabili, rientrando in cella la sera.
L'eventuale concessione, attesa a giorni, nulla c'entra con la richiesta di revisione che la difesa Stasi non ha ancora presentato.

(Adnkronos) - Club del Sole ha inaugurato a Grado Primero Waterland, il nuovo cuore acquatico di Tenuta Primero Family Resort, alla presenza del sindaco e delle autorità locali. L'apertura del nuovo parco rappresenta una tappa significativa nel percorso di sviluppo della struttura e rafforza il ruolo di Tenuta Primero come una delle destinazioni Open Air più complete e innovative dell'Alto Adriatico, dove l'acqua diventa il filo conduttore di un'esperienza di vacanza unica. Mare, laguna, marine, golf, Houseboat Waterdream, Splash Bay, spiaggia privata e ora Primero Waterland: a Tenuta Primero l'acqua è molto più di un elemento del paesaggio; è parte integrante dell'esperienza di soggiorno, una presenza che accompagna gli ospiti in modi diversi, trasformando ogni momento della vacanza in un'occasione di benessere, scoperta e divertimento. Con oltre 6.000 mq complessivi dedicati all'acqua, al relax e all'intrattenimento, Primero Waterland rappresenta una delle principali novità dell'estate 2026 e un nuovo tassello della visione Full Life Holidays, il modello di ospitalità sviluppato da Club del Sole che unisce comfort e natura in un'unica esperienza.
A Tenuta Primero l'acqua non è soltanto una presenza naturale: è un elemento identitario che caratterizza l'intera esperienza di soggiorno. Dal mare e dalla laguna che circondano il Resort alle due marine attrezzate, dalle esclusive Houseboat Waterdream, che permettono di vivere l'esperienza unica di soggiornare direttamente sull'acqua, fino a Primero Splash Bay, il parco acquatico sul mare inaugurato nel 2025, ogni progetto nasce per valorizzare il rapporto autentico tra ospiti, territorio e natura. A rendere ancora più distintiva l'esperienza di Tenuta Primero contribuisce anche la sua spiaggia privata, che si sviluppa per oltre mezzo chilometro affacciato sul mare Adriatico. Per la stagione 2026 l'area è stata ulteriormente valorizzata con un importante ampliamento dei servizi che comprende oltre 150 ombrelloni, nuovi gazebo deluxe, ombrelloni premium dedicati alle famiglie e l'attivazione del servizio di noleggio pedalò e SUP.
La spiaggia ospita inoltre due punti di ristoro fronte mare, il Kite Bar e l'Afen Bar, diventando un luogo da vivere durante tutto l'arco della giornata. Da quest'anno l'accesso alla spiaggia e ai suoi servizi sarà disponibile anche agli ospiti esterni, rafforzando ulteriormente il legame tra il Resort e il territorio. Con Primero Waterland questo percorso si arricchisce di un nuovo capitolo, ampliando ulteriormente le opportunità di divertimento, relax e benessere per famiglie, bambini e adulti.
La stagione 2026 segna una vera evoluzione dell'offerta acquatica del Resort. Il nuovo parco acquatico passa infatti da circa 500 mq a oltre 2.000 mq di superficie d'acqua, affiancati da ulteriori 4.000 mq di solarium attrezzato. Pensato per ospiti di tutte le età, Primero Waterland offre una grande laguna con morbidi scivoli acquatici, una piscina dedicata esclusivamente ai bambini con profondità di appena 50 centimetri, un innovativo spray park con giochi d'acqua interattivi, una piscina benessere con getti massaggianti, una vasca dedicata al nuoto e una suggestiva piscina river che attraversa l'area regalando momenti di relax immersi nel verde. L'intero progetto è stato sviluppato per offrire agli ospiti un'esperienza sempre più completa, in cui divertimento, sport e benessere convivono armoniosamente in un contesto naturale unico tra mare e laguna.
L'investimento di Primero Waterland si inserisce nel più ampio percorso di sviluppo portato avanti da Club del Sole attraverso la propria divisione Real Estate, una struttura interna specializzata nella progettazione, realizzazione e riqualificazione di destinazioni turistiche Open Air. Per il Gruppo, ogni investimento rappresenta una visione di lungo periodo: creare luoghi sempre più attrattivi, sostenibili e integrati con il territorio. Un approccio che unisce competenze progettuali, capacità realizzativa e attenzione all'ambiente, dando vita a destinazioni in grado di evolvere nel tempo mantenendo una forte coerenza con la propria identità.
Come sottolinea Raffaele Giondi, Real Estate chief executive officer di Club del Sole: "Ogni nuovo progetto racconta la nostra identità. Il nostro compito è accompagnare l'evoluzione delle destinazioni nel rispetto del territorio e delle comunità che le vivono. Primero Waterland rappresenta un esempio concreto di questa visione. Desidero inoltre ringraziare tutti i professionisti, gli studi, le imprese e i collaboratori che hanno contribuito alla realizzazione di questo intervento. Dietro ogni progetto ci sono competenze, passione e un grande lavoro di squadra: è grazie a queste persone che una visione può trasformarsi in un luogo reale, capace di creare valore per gli ospiti e per il territorio".
Primero Waterland rappresenta un ulteriore tassello nel percorso di crescita di Tenuta Primero Family Resort, una destinazione che negli ultimi anni ha visto importanti investimenti dedicati all'innovazione dell'esperienza di soggiorno. Oggi il Resort si presenta come una delle destinazioni Open Air più complete dell'Alto Adriatico. Accanto alle esperienze legate all'acqua, gli ospiti possono vivere una vacanza che combina sport, natura, gastronomia e relax in una location unica tra mare e laguna. Il Resort ospita un prestigioso campo da golf a 18 buche, tra i più apprezzati del Nord Adriatico, e due marine attrezzate che offrono servizi dedicati ai diportisti, rendendo Tenuta Primero un punto di riferimento anche per il turismo nautico.
Negli ultimi anni la struttura ha inoltre ampliato significativamente la propria offerta ricettiva con l'introduzione di moderne Lodge di design, sempre più apprezzate da chi desidera vivere il contatto con la natura senza rinunciare al comfort. Solo nel 2026 sono state installate circa 150 nuove unità, contribuendo a rafforzare ulteriormente la qualità e l'attrattività della destinazione. Grande attenzione è stata dedicata anche allo sport e alle attività outdoor, con 3 campi da calcio a 5, 3 campi da tennis, 1 campo da padel, 1 campo da basket, 1 campo da volley, uno skate park e 2 campi da beach volley sulla spiaggia, oltre a un ricco programma di attività che comprende scuola calcio, corsi di tennis ed escursioni guidate alla scoperta del territorio.
L'offerta dedicata alle famiglie è completata da spazi e servizi pensati per i più piccoli, tra cui il Mini Club completamente rinnovato e un moderno playground indoor dedicato alle attività ricreative e di intrattenimento. Come tutte le strutture Club del Sole, anche Tenuta Primero Family Resort conferma la propria forte vocazione pet-friendly, con servizi dedicati a chi sceglie di trascorrere le vacanze insieme al proprio animale domestico. Con Primero Waterland, Club del Sole consolida il percorso di evoluzione di Tenuta Primero Family Resort, trasformando una straordinaria location tra mare e laguna in una destinazione iconica dell'ospitalità Open Air italiana, dove acqua, natura, sport e benessere si integrano in un'unica esperienza di vacanza.

(Adnkronos) - Mercoledì 17 giugno a Milano presso la sede di Assolombarda, si svolgerà la quinta edizione del Learning Forum, promosso ed organizzato da Comunicazione Italiana. Filo conduttore di questa edizione la parola chiave “Learning Voice:” Con l’integrazione nei processi di formazione, che hanno dato seguito a nuovi strumenti di valutazione implementati dall’AI, la domanda che ci si pone è come avvenga il monitoraggio dell'efficacia e dei risultati finali.
Alla presenza di oltre 140 Speaker, C-Level dell’area Formazione ed Hr, e di 29 società partner del settore, affronteremo le principali tematiche legate alla modalità di apprendimento e declinazione della stessa. I lavori si apriranno alle ore 09:00 nell’Auditorium di Assolombarda con il Talk di apertura: “Learning Voice: come le aziende possono dare voce a chi apprende”, in cui interverranno Sara Callegari, Engie Italia, Cecilia Calvi Parisetti, Air Liquide, Romina Chirichilli, Open Fiber, Marilena Dalla Patti, Kuehne+Nagel, Luca Malinverno, Datapizza, Serena Rossi, Siemens Healthiness, con la moderazione di Federico Luperi, Volocom.
A seguire partiranno le sessioni nelle diverse sale: Auditorium (sala aperta al pubblico), Sala Phygital (sala aperta al pubblico con anche diretta streaming su comunicazioneitaliana.tv), Sala Tavoli Tematici ed Executive Circle (a porte chiuse, con accesso ai soli relatori/trici), Area Business Matching, Area desk espositiva.
Da questa edizione, il Learning Forum si arricchisce di uno spazio inedito: "Oltre: Idee e persone che orientano le decisioni". Questo nuovo format editoriale di Comunicazione Italiana si affianca alla comunicazione istituzionale del Forum, senza sostituirla, per offrire una piattaforma dedicata all'autenticità di manager, accademici e opinion leader.
Si configura come un media di influenza focalizzato sulla persona e sul processo anziché sulla semplice postura o sull'esito, arricchendo il dibattito con prospettive non convenzionali. Il format si articola in quattro momenti: "La Copertina, "l'editoriale", "il punto di vista" e "l'intervista". Sarà trasmesso in diretta streaming su comunicazioneitaliana.tv con la cura e moderazione di Giovanni Sacchitelli.
Il learning Forum, nato nel 2022, come spin-off del Forum HR, l’appuntamento è riconosciuto come spazio di confronto sui temi legati alla formazione e di networking fra C-Level aziendali e società B2B operanti nel settore. Con il contributo di Aktive Learn Reply, Alten, Axerta, Datapizza, Dd, Howay, K-REV, Klaaryo, Piazza Copernico, Tabilia, Teleskill, Twenix, Variazioni, Voxy (Content Partner); Alveria, Carol, CBArchitects, Delivera, GoodHabitz, goFluent, Risorse Advisory, Syllog, The Language Grid, U2Coach, Unreal (Forum Partner). Main Media Partner: Adnkronos.

(Adnkronos) - "A oggi mancano le condizioni necessarie e sufficienti per poter far avanzare il processo di approvazione degli schemi di intese preliminari per l'attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia nella materia di tutela della salute - coordinamento della finanza pubblica". Così Tonino Aceti, presidente di Salutequità, 'laboratorio italiano' per l'analisi dell'andamento e dell'attuazione delle politiche sanitarie e sociali e per la loro innovazione, con particolare riguardo ai principio dell’equità, durante l'audizione alla Commissione Affari costituzionali della Camera dei deputati sugli schemi di intesa preliminare tra il Governo e le Regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto, per l'attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia. Secondo Salutequità il percorso verso l'autonomia differenziata presenta ancora numerose criticità. Aceti evidenzia "l'incertezza legata all'aggiornamento dei Lea e dei Lep, l'assenza di costi e fabbisogni standard definiti, un sistema di riparto delle risorse ritenuto iniquo e controlli insufficienti sulla qualità dell'assistenza sanitaria". L'associazione denuncia inoltre "la mancanza di una valutazione indipendente sugli effetti che una maggiore autonomia per Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto potrebbe avere sul resto del Paese. In particolare, non sarebbero stati analizzati adeguatamente gli impatti sui bilanci regionali, sulla mobilità di pazienti e professionisti sanitari, né sulle garanzie di equità nell'accesso alle cure e nel rispetto dei diritti dei cittadini". Per queste ragioni, Salutequità definisce l'operazione una "riforma al buio", con il "rischio di accentuare le disuguaglianze territoriali e favorire un regionalismo competitivo anziché solidale".
La posizione dell'associazione - si legge in una nota - nasce dalla constatazione che "manca una valutazione indipendente, basata su dati e analisi oggettive, sull’impatto che una maggiore autonomia delle quattro Regioni potrebbe avere oltre che al loro interno anche sullo Stato e sulle altre Regioni che non hanno richiesto autonomia differenziata, con effetti sulla sostenibilità dei servizi sanitari regionali, sui principi di equità e solidarietà del Ssn, su quello dell'unità della Repubblica, configurando il rischio di un regionalismo asimmetrico di tipo competitivo, anziché solidale e cooperativo, anche alla luce dell'assenza di misure perequative, a partire da quella dell’attuazione del Fondo perequativo". Per Salutequità "non sono stati approfonditi i possibili effetti economico-finanziari, né quelli relativi alla mobilità sanitaria di cittadini e professionisti, né tantomeno le conseguenze sull'equità di accesso alle cure e sul rispetto uniforme dei diritti dei pazienti su tutto il territorio nazionale".
L'autonomia differenziata in sanità "rischia di essere attuata senza adeguate garanzie e valutazioni preventive", avverte Aceti sottolineando che "gli attuali Lea, fermi al 2017, sono ormai superati" e che "le recenti decisioni del Tar hanno aumentato l'incertezza sui diritti sanitari effettivamente garantiti ai cittadini". L'associazione evidenzia inoltre "l'assenza di criteri oggettivi per definire costi e fabbisogni standard" e giudica "ancora insufficiente il sistema di monitoraggio dei Lea, che mostra forti differenze tra le Regioni". Secondo Salutequità, "consentire alle Regioni più forti di disporre di maggiori risorse e autonomia gestionale potrebbe accentuare il divario territoriale, favorendo la migrazione di pazienti e professionisti sanitari dalle aree più deboli". Per questo l'associazione chiede sistemi indipendenti di monitoraggio e valutazione dell'impatto della riforma, ritenendo che l'attuale quadro normativo non offra garanzie sufficienti per tutelare equità, solidarietà e uniformità del diritto alla salute su tutto il territorio nazionale. "Procedere in queste condizioni - conclude Aceti - significherebbe mettere a rischio i principi di equità, solidarietà e unità che sono alla base del Servizio sanitario nazionale, esponendo i cittadini a una pericolosa frammentazione dei diritti e delle opportunità di cura".

(Adnkronos) - "I risultati positivi degli studi di fase IIb 'Vista' e 'Solstice' di elecoglipron, una piccola molecola orale agonista del recettore Glp-1 (Glp-1 Ra), aprono un nuovo capitolo nell'ambizione di AstraZeneca di sviluppare terapie in grado di migliorare la salute cardiometabolica e renale e ridurre le complicanze legate al peso". Questi risultati, presentati a New Orleans in occasione della Scientific Session dell'American Diabetes Association (Ada) 2026 e contestualmente pubblicati su 'The Lancet' - informa una nota dell'azienda - rappresentano un importante passo avanti nello sviluppo di un portfolio differenziato per la gestione del peso di AstraZeneca, che comprende monoterapie e terapie in combinazione, supportato dall'ampia pipeline cardiovascolare, renale e metabolica e da una consolidata esperienza commerciale a livello globale. Il gruppo sta portando avanti lo sviluppo di elecoglipron nell'ambito di un ampio programma di studi di fase III nell'obesità e nel diabete di tipo 2, inclusi studi di outcome cardiovascolari e renali.
Nello studio Vista (n=310) - riporta AstraZeneca - gli adulti con obesità o sovrappeso e almeno una comorbidità ai quali è stato somministrato elecoglipron (75mg) hanno raggiunto una riduzione media del peso corporeo clinicamente rilevante e statisticamente significativa del 10,5% a 26 settimane, rispetto allo 0,6% di quelli trattati con placebo, un duplice endpoint primario dello studio. La perdita di peso nei partecipanti allo studio ai quali è stato somministrato elecoglipron non si è arrestata, raggiungendo l'11,8% a 36 settimane (75mg) rispetto allo 0,3% del placebo. Lo studio ha raggiunto anche il duplice endpoint primario relativo alla percentuale di partecipanti che avessero raggiunto almeno il 5% di perdita di peso alle 26 settimane, con fino all'88,8% dei pazienti ai quali è stato somministrato elecoglipron che ha raggiunto questa soglia. In aggiunta, elecoglipron ha dimostrato miglioramenti clinicamente rilevanti in diverse analisi esplorative dei fattori di rischio cardiometabolici, inclusi riduzione della pressione arteriosa e dei livelli di proteina C-reattiva, un marcatore di infiammazione sistemica.
Nello studio Solstice (n=404) - prosegue la nota - i pazienti adulti con diabete di tipo 2 trattati con elecoglipron (75mg) hanno ottenuto una riduzione media dell'emoglobina glicata (HbA1c), clinicamente rilevante e statisticamente significativa, dell'1,9% rispetto al basale a 26 settimane, rispetto allo 0,2% del gruppo con placebo, endpoint primario dello studio. La maggior parte dei partecipanti trattati con elecoglipron (75mg) ha raggiunto entro 26 settimane i target glicemici raccomandati dalle linee guida, con il 90% che ha ottenuto una HbA1c (emoglobina glicata) inferiore al 7% e l'85% un valore di HbA1c pari o inferiore al 6,5%. Elecoglipron ha inoltre mostrato, a 26 settimane, una riduzione media del peso corporeo clinicamente significativa pari al 7,7%, rispetto all’1,7% con placebo.
Il profilo di sicurezza di elecoglipron - sottolinea AstraZeneca - si è dimostrato coerente con quello della classe dei Glp- 1 Ra. Gli eventi avversi sono stati principalmente di tipo gastrointestinale e di gravità da lieve a moderata. Nello studio Vista, gli eventi avversi più comuni riscontrati con elecoglipron (75mg) rispetto al placebo sono stati nausea (55%, 20%), costipazione (41%, 6%), diarrea (35%, 25%) e vomito (29%, 5%). Nello studio Solstice gli eventi avversi più comuni riscontrati con elecoglipron (75mg) rispetto al placebo sono stati nausea (37%, 3%), costipazione (29%, 4%), diarrea (21%, 15%), e vomito (18%, 1%). In entrambi gli studi, gli eventi avversi che hanno portato all'interruzione del trattamento sono stati poco frequenti e non sono stati osservati segnali di sicurezza epatica. Nei partecipanti con diabete di tipo 2 (Solstice), l'insorgenza di ipoglicemia è risultata non comune e alcun evento avverso grave o interruzione del trattamento sono stati attribuiti all'ipoglicemia. I dati di tollerabilità della fase II hanno contribuito a definire lo schema di incremento della dose nel programma di fase III, al fine di migliorare ulteriormente il profilo di tollerabilità".
Melanie Davies, professoressa di Diabetologia all'University of Leicester, Honorary Consultant Diabetologist all'University Hospitals of Leicester Nhs Trust e Principal Investigator dello studio Vista, ha commentato: "Nonostante gli importanti progressi nel campo della gestione dell'obesità, permangono ancora opportunità significative nel fornire benefici più ampi, sostenibili e più rilevanti in termini di salute per i miliardi di persone che vivono con obesità o complicanze legate al peso. I risultati dello studio Vista mostrano che le persone che hanno ricevuto elecoglipron somministrato per via orale una volta al giorno hanno raggiunto una perdita di peso significativa, così come una riduzione della pressione arteriosa e dell’infiammazione sistemica, dimostrando il potenziale del farmaco nel trattamento dell’obesità e delle complicanze ad essa correlate".
"Nello studio Solstice, i risultati significativi in termini di riduzione di HbA1c e perdita di peso dimostrati da elecoglipron mostrano il potenziale della molecola di diventare un’importante opzione terapeutica per le persone con diabete di tipo 2. Fino a 8 pazienti su 10 trattati con elecoglipron hanno raggiunto i target glicemici raccomandati dalle linee guida, risultato che sappiamo essere correlato a migliori outcome e una migliore salute a lungo termine", ha affermato Vanita Aroda, Director of Diabetes Clinical Research at Brigham and Women's Hospital, Associate Professor at Harvard Medical School e Principal Investigator dello studio Solstice.
"La nostra ambizione è quella di sviluppare un portfolio che possa rispondere a molte delle patologie cardiovascolari, renali e metaboliche che rappresentano tra le principali cause di morte a livello globale - ha commentato Sharon Barr, Executive Vice President, BioPharmaceuticals R&D, AstraZeneca - L'avanzamento dello sviluppo di elecoglipron rappresenta una tappa importante per rendere disponibile un portfolio differenziato per la gestione del peso, che possa offrire soluzioni terapeutiche in monoterapia e in combinazione, disegnate per rispondere alla complessità biologica dell’obesità e delle comorbidità e che possano essere mirate ai bisogni individuali, consentendo alle persone di vivere una vita più sana. Questi risultati ci danno fiducia mentre avviamo il nostro ampio programma di sviluppo di fase III".
Il programma di studi di fase III di elecoglipron - conclude la nota - include gli studi di fase III Embold che valuteranno elecoglipron come trattamento per le persone con obesità o sovrappeso, a prescindere dalla presenza di diabete di tipo 2. Gli studi di fase III Eluminate valuteranno elecoglipron come monoterapia e in combinazione con dapagliflozin, come trattamento per le persone con diabete di tipo 2. Ulteriori studi di outcome saranno focalizzati su outcome cardiovascolari e renali a lungo termine.

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(Adnkronos) - Il tribunale di Sorveglianza di Roma si è riservato di decidere sul reclamo presentato dalla difesa di Alfredo Cospito contro la decisione del ministero della Giustizia di rinnovare per due anni il regime di detenzione del 41bis per l’anarchico.
La decisione arriverà nei prossimi giorni. Durante l’udienza di questa mattina fuori dal tribunale di Sorveglianza si è svolto un sit-in in solidarietà di Cospito, che si trova detenuto a Sassari al regime del carcere duro dal 2022.

(Adnkronos) - “L'anno scorso abbiamo raccolto 70mila firme sulla nostra proposta di legge di iniziativa popolare che chiede che ci sia in Italia un servizio pubblico di psicologia che sia gratuito per tutti. Non sono necessari nuovi sportelli esterni ai contesti di vita: non nelle scuole, ma nelle classi, non genericamente nei luoghi di lavoro, ma all'interno degli uffici, dove le persone vivono la loro vita in comune. Dal nostro punto di vista questo è cruciale. È il primo capitolo di investimento industriale in Italia ed è la prima priorità di cui dovrebbe occuparsi la politica. Per tale ragione abbiamo proposto in Senato il nostro testo di legge per la psicologia pubblica territoriale”. E’ quanto affermato da Francesco Maesano, coordinatore campagna 'Diritto a stare bene' di Pubblica - un’associazione senza scopo di lucro nata per contribuire ad allargare lo spazio dei diritti e restringere il campo dell’esclusione sociale - proprio in occasione della stessa campagna, che ha trovato il suo spazio all’interno della Galleria Sordi di Roma per la tappa romana di Close the Gap, l’iniziativa organizzata da Coop dedicata all’educazione alle relazioni, al benessere e alla condivisione. Tra i partner della giornata anche la Fondazione Gino Cecchettin.
All’insegna della collettività e della pluralità, l’appuntamento 'Una piazza per parlare di educazione alle relazioni', ha riunito sul palco tutti gli attori che in questi ultimi 5 anni di campagna hanno incrociato in vario modo il percorso di Coop sull’uguaglianza di genere. “Con ‘Dire, Fare, Amare’ ci siamo conosciuti in modo naturale perché entrambe le campagne chiedono che ci sia, per i ragazzi, una competenza professionale all'interno dei contesti e delle classi che spieghi loro cosa è davvero importante dal punto di vista delle relazioni personali”, conclude Maesano.

(Adnkronos) - “L’obiettivo principale di oggi è parlare di emozioni e parlare di come questi argomenti si possano portare a scuola, discutendone con i ragazzi tra i banchi. La campagna è così importante perché siamo molto indietro in Italia rispetto agli altri paesi, dove studiano educazione affettiva come una materia qualsiasi, come se fosse storia, inglese, matematica. Da anni, ormai, mentre noi necessitiamo di un certo tipo di lavoro in questo senso, qui possiamo ragionare su come proporre questa materia in classe, senza paura o timore di questo tipo di lezioni”. Sono le parole di Enrico Galiano, professore e scrittore, alla presentazione della campagna 'Diritto a stare bene', organizzata all’interno della Galleria Sordi di Roma per la tappa romana di 'Close the Gap', l’iniziativa organizzata da Coop dedicata all’educazione alle relazioni, al benessere e alla condivisione. Tra i partner della giornata anche la Fondazione Gino Cecchettin.
"In generale - prosegue il professore Galiano - si teme che la scuola faccia una ingerenza, cioè si metta a fare qualcosa che andrebbe fatta a casa, ed è vero che l’educazione affettiva andrebbe discussa in famiglia ma io insegno da vent’anni e posso dire con certezza che questi ragazzi affrontano questi temi in maniera sana solo in classe; a casa manca questo tipo di appoggio, siamo convinti che la scuola possa portare a loro ciò che non trovano altrove".
"Quando in aula trattiamo questi temi - aggiunge Galiano - magari tramite la poesia, la letteratura, è fantastico vedere come improvvisamente anche quegli studenti che prima sbadigliavano d’un tratto si accendono. Capisci subito che c'è ‘fame’ di questi argomenti, ma sono comunque temi che andrebbero affrontati con psicologi e personale specializzato, non con noi insegnanti”, conclude.

(Adnkronos) - “La campagna 'Diritto a stare bene' nasce come una raccolta firme per una legge di iniziativa popolare dedicata alla costruzione di una rete di servizi psicologici pubblici gratuiti, accessibili e presenti nei luoghi della quotidianità delle persone. Il lavoro che abbiamo fatto con Coop si è particolarmente intersecato con il tema dell'educazione alle relazioni, rispetto alle quali Coop aveva già fatto un lavoro importante di ricerca, di cui anch'io sono stata parte rispetto ai desideri dei genitori, su chi potessero essere i professionisti e professioniste più adatte a fare questo e la risposta è stata che ad essere più adatti sono gli psicologi e le psicologhe”. A dirlo Elisabetta Camussi, psicologa sociale Università Milano Bicocca e componente del comitato scientifico della campagna 'Diritto a stare bene', alla presentazione della stessa campagna, oggi all’interno della Galleria Sordi di Roma per la tappa romana di Close the Gap, l’iniziativa organizzata da Coop dedicata all’educazione alle relazioni, al benessere e alla condivisione. Tra i partner della giornata anche la Fondazione Gino Cecchettin.
“Da questa dimensione, in accordo con altre figure professionali e nel rapporto con i docenti all'interno dei percorsi scolastici, abbiamo trovato una possibilità di cooperazione importante, per cui l’iniziativa Close the Gap e il progetto ‘Dire, Fare e Amare’ di Coop hanno contribuito alla raccolta firme per il sostegno alla legge e stiamo continuando a ragionare insieme su quali siano le dimensioni scientifiche e applicative davvero utili affinché questo aspetto dell'educazione alle relazioni diventi sostanza nella vita delle persone”, conclude Camussi.

(Adnkronos) - “In un mondo, ormai molto condizionato dai social, che sono tecnologia prima di essere relazione tra persone, tornare all'origine del dialogo, cioè all'educazione affettiva, è importante. La campagna ‘Dire, Fare e Amare’ ha, pertanto, la volontà di far comprendere a tutti, e i nostri soci sono i promotori di questa necessità, quanto l'educazione affettiva nelle scuole sia la chiave di cambiamento per evitare la terribile attualità che tutti i giorni dobbiamo affrontare come il cyberbullismo, l'incomunicabilità, la violenza di genere. L’educazione affettiva, quindi, si fa grimaldello per migliorare la relazione nel mondo nel quale viviamo”. Così Maura Latini, presidente Coop Italia, in occasione della tappa romana della campagna di Coop sulla differenza di genere “Close the Gap”, che oggi ha trovato il suo spazio a Roma all’interno della Galleria Alberto Sordi.
All’insegna della collettività e della pluralità, l’appuntamento “Una piazza per parlare di educazione alle relazioni”, ha portato sul palco tutti gli attori che in questi ultimi 5 anni di campagna hanno incrociato in vario modo il percorso di Coop sull’uguaglianza di genere. “La campagna ‘Dire, Fare, Amare’ è molto importante per noi perché si tratta di una vera e propria evoluzione. Siamo partiti con ‘Close the Gap’, ormai cinque anni fa - spiega Latini - occupandoci dei disagi che derivano dalla mancanza di inclusione e di parità di genere, ma anche della difficoltà di comunicare, del dramma del femminicidio e della violenza a tutto tondo. Solo adesso abbiamo trovato una chiave per condividere insieme al mondo dell'associazionismo, con cui collaboriamo da sempre, la necessità di partire dall'origine dei problemi, ovvero l'educazione affettiva mancante e la difficoltà che hanno le giovani generazioni, insieme anche gli adulti - sottolinea Latini - ad avere le chiavi di dialogo e confronto che permettano di comprendere come le relazioni possano migliorare e svilupparsi, piuttosto che degenerare e diventare ostative tra un essere umano e l'altro”.
“Purtroppo, la recente legge adottata va nella direzione opposta, almeno per la parte di necessità di consenso da parte delle famiglie, che secondo noi è un errore perché spesso sono proprio le famiglie più fragili a non comprendere la necessità dell'educazione affettiva per i propri ragazzi e ragazze, e lo Stato abdica a svolgere il suo ruolo di migliorare e aiutare tutte le famiglie. Speriamo che ci ripensi. Il nostro percorso vuole andare nella direzione opposta e far comprendere quanto dialogare fra esseri umani sia la chiave per vivere meglio”, conclude Latini.

(Adnkronos) - “I dati Istat e quelli di numerose associazioni confermano che la strada da percorrere per colmare il divario di genere è ancora lunga. Il tema di questa giornata è fondamentale: la parità deve essere un obiettivo condiviso da tutti, un traguardo collettivo”. Sono le parole di Gino Cicchettin, Fondazione Giulia Cicchettin, intervenuto oggi a Roma alla tappa della campagna di Coop sulla differenza di genere “Close the Gap”, che oggi ha trovato il suo spazio nella Capitale all’interno della Galleria Alberto Sordi.
“Come Fondazione Giulia Cecchettin, stiamo portando avanti il nostro impegno, concentrandoci soprattutto sull'educazione - riprende il fondatore della Fondazione - Crediamo fermamente che per abbattere questo gap si debba partire dai banchi di scuola, già dalla primaria e dall'infanzia: solo così potremo formare generazioni capaci di guardare l’altro come un proprio pari, riconoscendo a ogni individuo gli stessi diritti e le stesse opportunità”.
“Il percorso è complesso e non privo di ostacoli - osserva Cecchettin - ma la sensibilità pubblica è in crescita, sostenuta anche dal crescente impegno delle aziende che scelgono di promuovere attivamente questi valori. Non ci fermeremo: la ricerca e i dati internazionali confermano che l'implementazione di percorsi di educazione sessuo affettiva porta a una significativa riduzione di violenze e femminicidi. È tempo di contrastare con determinazione pregiudizi e teorie prive di fondamento scientifico. Concentrandoci concretamente sul benessere dei giovani e della società, saremo in grado di compiere le scelte giuste per il futuro”, conclude Cecchettin.

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Rendere più accessibili le infrastrutture culturali del sistema
Sinis - Mont'e Prama; proseguire e rafforzare le attività di
ricerca e valorizzazione; promuovere il patrimonio culturale
collegato ai Giganti di Mont'e Prama su scala regionale, nazionale
e internazionale e migliorare le competenze del capitale umano e la
capacità di gestione di progetti complessi. E' l'obiettivo
dell'Iti, l'Investimento Territoriale Integrato "Sistema integrato
del Sinis - Grande Progetto Mont'e Prama" entrato nella fase
attuativa. La dotazione complessiva è di quasi 26,5 milioni di
euro. I dettagli sono stati illustrati dall'assessore regionale
della Programmazione, Bilancio, Giuseppe Meloni, dal presidente
della Fondazione Mont'e Prama, Anthony Muroni, e dal sindaco di
Cabras, Andrea Abis.Pagina 265 di 429
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