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Il 29 aprile 2025, a Ozieri, riuscirono a evitare una strage
organizzata da un uomo di 64 anni che aveva in odio le forze
dell'ordine e che aveva saturato il suo appartamento di gas con
l'intenzione di farlo esplodere azionando l'innesco con un
telecomando. L'uomo fu arrestato e l'esplosione scongiurata.
Per quell'azione eroica, in cui rischiarono la
vita, quattro carabinieri della Compagnia di Ozieri sono stati
premiati oggi a Cagliari con l'encomio solenne concesso dal
comandante generale dell'Arma, generale di Corpo d'armata,
Salvatore Luongo.
I premiati sono: il maggiore Gabriele Tronca,
comandante della Compagnia di Ozieri, il luogotenente Sebastiano
Ruiu, comandante della Stazione di Ardara, il maresciallo capo
Daniele Onida, comandante del Nucleo radiomobile della Compagnia di
Ozieri e il carabiniere scelto Riccardo Priami della Stazione di
Ardara.
Il riconoscimento è stato consegnato dalla
prefetta di Cagliari, Paola Dessì, in occasione della cerimonia per
il 212° anniversario della fondazione dell'Arma dei carabinieri,
che si è svolta nella caserma "Zuddas", alla presenza del generale
Francesco Rizzo, comandante della Legione carabinieri Sardegna.
Questa la motivazione per cui è stato concesso
l'encomio solenne, come prima attestazione di merito: "operando con
elevata professionalità, estremo coraggio e cosciente sprezzo del
pericolo, non esitavano a intervenire in un'abitazione che era
stata volontariamente saturata di gas da un uomo in stato di forte
alterazione psichica il quale, simulando l'omicidio della propria
compagna e volendo attentare alla vita dei soccorritori, aveva
predisposto un micidiale congegno esplosivo. L'intervento si
concludeva con l'arresto del responsabile e la disattivazione del
rudimentale ordigno. Chiaro esempio di elette virtù civiche e non
comune senso del dovere che determinava l'unanime riconoscenza
della comunità locale, esaltando il prestigio
dell'istituzione".
Riproduzione riservata © Copyright ANSA...

(Adnkronos) - Nuova udienza per Jacques e Jessica Moretti, che deve difendersi da una nuova accusa di falso documentale. Oggi, venerdì 5 giugno, la coppia francese proprietaria del locale 'Le Constellation', andato a fuoco la notte di Capodanno nella località sciistica svizzera di Crans-Montana, è arrivata a Sion, nel sud-ovest della Svizzera, per essere ascoltata in un'udienza che li vede a confronto. Arrivati alle 8.00 su un veicolo della polizia senza insegne, Jacques e Jessica Moretti hanno raggiunto l'edificio universitario dove si tengono le audizioni. Questa udienza, sotto forma di confronto con i principali imputati dell'indagine, si tiene alla presenza degli avvocati delle varie parti. Le famiglie delle vittime e dei sopravvissuti possono partecipare.
Tra questi, è presente Laetitia Brodard-Sitre, il cui figlio sedicenne è morto nella tragedia. "Ho perso mio figlio Arthur. Ecco perché oggi sono vestita di bianco e ho la sua foto sul cuore a sinistra. Sono spariti altri 40 angeli. Ci sono 115 feriti, inclusi ancora (alcuni) che sono in ospedale in terapia intensiva, con gravi ustioni, ancora in shock settico, alcuni non più riconoscibili", ha detto, commossa. "Ho bisogno di risposte. Abbiamo bisogno di risposte". Al suo fianco, il suo avvocato, Romain Jordan sottolinea che "questa è l'ultima occasione che la coppia Moretti avrà di dimostrare di voler partecipare attivamente all'indagine e di dare risposte alle vittime su tutti i punti che restano oscuri o nebulosi".
Ascoltati separatamente a febbraio, i Moretti compaiono per la prima volta da quella data. La successiva udienza di Moretti, prevista per il 7 aprile, è stata posticipata dopo che i suoi avvocati hanno depositato certificati medici. Questa volta, "è un'udienza di confronto. Cinque mesi dopo la tragedia, non sono sicuro che questo sarà il luogo della spontaneità," ha commentato Gilles-Antoine Hofstetter, uno dei tanti avvocati delle parti civili. "È una coppia che vive insieme, siamo all'Everest della collusione. Ma è perfettamente legittimo partire dall'idea che le due parti coinvolte siano in contatto, date le loro relazioni personali. Ora, ovviamente, c'è una buona probabilità che la narrazione venga concordata," ha detto.
I due proprietari del locale sono già stati ascoltati due volte dall'apertura dell'indagine penale contro di loro e Moretti è stato posto in custodia preventiva il 9 gennaio, poi rilasciato il 23 gennaio dopo aver pagato una cauzione di 200mila franchi svizzeri". Un totale di 14 persone è coinvolto dall'indagine penale, per "omicidio colposo, lesioni personali negligenti e incendio doloso colposo". Tra queste persone ci sono diversi funzionari eletti attuali ed ex e dipendenti del comune.
Secondo quanto riferito dal sito della Radiotelevisione svizzera (Rsi), le magistrate hanno deciso di contestare nuove accuse a Jessica Moretti, nello specifico il reato di falso documentale. La nuova imputazione sarebbe legata alla presunta presentazione di una fattura falsificata relativa alla schiuma che avrebbe preso fuoco la notte dell'incendio e che sarebbe all'origine della tragedia.
Secondo fonti citate dalla Rsi, la modifica della fattura potrebbe essere collegata a motivazioni fiscali e non avrebbe un legame diretto con l'innesco dell'incendio. La gestrice del locale è quindi ora accusata di omicidio colposo, incendio colposo, lesioni gravi per negligenza e falsità in documenti.

(Adnkronos) - Si accende la speranza di una prevenzione farmacologica contro il cancro al polmone, primo killer oncologico nel mondo. Un gruppo di scienziati guidati dal Francis Crick Institute e dall'University College London (Ucl), finanziati fra gli altri da Cancer Research Uk e dal Consiglio europeo della ricerca (Erc), hanno identificato con l'aiuto dell'Ai una 'firma' ematica in grado di predire il rischio di ammalarsi di carcinoma polmonare. Si tratta di 14 proteine presenti nel sangue, che permettono di prevedere la probabilità di sviluppare il tumore con oltre 5 anni di anticipo rispetto alla diagnosi.
Combinando questa firma proteica con la conoscenza di come l'infiammazione innesca il cancro, il team è riuscito a individurare le persone più a rischio che potrebbero beneficiare della somministrazione di farmaci preventivi. Allo studio, pubblicato su 'Cell', ha dedicato un articolo anche il 'New York Times' che cita un esperto statunitense non coinvolto nella ricerca: Douglas Arenberg, professore di Medicina all'università del Michigan, definisce la speranza di una strategia preventiva per il cancro al polmone il "vero e proprio Santo Graal" degli oncologi. Un tassello mancante da sempre, che ora sembra un traguardo più vicino. Gli autori, afferma, potrebbero aver identificato un marcatore biologico che "non solo predice il rischio di tumore, ma anche la probabilità di ottenere un beneficio da un farmaco specifico" a scopo preventivo.
Con l'avanzare dell'età - spiegano i ricercatori - le nostre cellule acquisiscono mutazioni che causano il cancro, ma che da sole raramente sono sufficienti a innescare un tumore. Un fattore scatenante ambientale, dallo smog al fumo, potrebbe essere necessario per trasformare le cellule mutate in cancerose. Attualmente lo screening per il cancro al polmone viene offerto soltanto alle persone oltre una certa età che hanno fumato in passato, escludendo così i non fumatori e gli individui esposti ad alti livelli di inquinanti, che a loro volta potrebbero essere a rischio di sviluppare la malattia. Partendo da precedenti ricerche che dimostravano come l'inquinamento atmosferico possa favorire l'insorgenza del cancro causando infiammazione e risvegliando cellule dormienti portatrici di mutazioni, l'équipe, supportata dal National Institute for Health and Care Research Uclh Biomedical Research Centre, si è posta l'obiettivo di scoprire una firma infiammatoria capace di predire con maggiore precisione il tumore polmonare, superando la valutazione del rischio basata esclusivamente su età e stili di vita.
Gli scienziati hanno applicato l'apprendimento automatico ai dati sulle proteine plasmatiche di oltre 48mila partecipanti alla Uk Biobank, utilizzando le informazioni dei registri tumori per individuare quelli che successivamente si erano ammalati di cancro al polmone. Oltre a età, fumo e precedenti patologie polmonari, l'algoritmo dell'intelligenza artificiale ha identificato "14 proteine chiave nel sangue, in grado di predire una futura diagnosi di cancro al polmone entro 5 anni". I ricercatori hanno convalidato questa firma proteica in 8 set di dati da tutto il mondo, riscontrando "livelli più elevati nei pazienti che in seguito hanno sviluppato un tumore al polmone in tutti gli studi, incluso un gruppo di non fumatori". L'analisi di questa firma in pazienti e modelli animali ha suggerito che "non deriva dal tumore, ma riflette un ambiente polmonare infiammatorio alterato che precede il cancro". La firma è risultata "aumentata anche in persone che in seguito hanno sviluppato fibrosi polmonare idiopatica o broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), a supporto dell'idea che possa rappresentare uno stato infiammatorio polmonare pre-patologico condiviso" da più malattie.
Una volta chiarito il ruolo dell'infiammazione, gli scienziati sono passati a esplorare le possibilità di prevenzione. Precedenti studi dello stesso gruppo di ricerca avevano dimostrato che l'esposizione allo smog induce le cellule immunitarie nei polmoni a rilasciare un segnale infiammatorio chiamato interleuchina-1 beta (Il-1β), che può risvegliare cellule dormienti portatrici di mutazioni cancerogene. In questo lavoro gli autori hanno fatto in passo in più: l'inquinamento atmosferico - hanno osservato - aumenta simultaneamente la popolazione di cellule che entrano in uno stato detto Kac (che si verifica in risposta a un danno, ma che può diventare canceroso in presenza di mutazioni) e le 14 proteine della firma individuata, le quali aumentano anche in presenza di Il-1β. Siccome in topi esposti allo smog il blocco dell'Il-1β ha ridotto il numero di cellule Kac e rallentato lo sviluppo precoce di un tumore, l'idea è stata che i farmaci anti-Il-1β potrebbero prevenire il cancro polmonare nelle persone i cui polmoni mostrano questo segnale infiammatorio.
L'attenzione dei ricercatori si è concentrata sul bloccante dell'Il-1β canakinumab. Nel 2017, in uno studio denominato Cantos, il gruppo farmaceutico svizzero Novartis l'aveva testato nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, riportando come risultato esplorativo che il composto riduceva anche l'incidenza del cancro al polmone. Un beneficio risultato tuttavia modesto a livello di popolazione, il che limitava la possibilità di usare la molecola come approccio preventivo generalizzato. Rianalizzando i dati dei 4.651 partecipanti al trial Cantos, gli studiosi hanno notato che le persone con le 14 proteine della firma alte erano anche quelle che beneficiavano maggiormente del canakinumab, con un rischio di cancro al polmone quasi dimezzato. Selezionando solo chi presentava un'elevata firma proteica, il numero di persone da trattare per prevenire 1 caso di cancro al polmone è risultato pari a 55: un rapporto paragonabile a quello di stategia consolidate di prevenzione cardiovascolare come le statine anti-colesterolo. "Farmaci come le statine, utilizzate per trattare persone con alti livelli di colesterolo Ldl, hanno trasformato la prevenzione delle malattie cardiovascolari - dichiara il ricercatore principale del progetto Charlie Swanton, oncologo del Francis Crick Institute e dell'Ucl - Per il cancro al polmone non disponiamo ancora di un marcatore di rischio simile alle lipoproteine Ldl, né di una statina", ma "in ambito clinico tocchiamo con mano l'impatto di una diagnosi tardiva. Dunque essere in grado di identificare le persone a maggior rischio e intervenire prima che la malattia si sviluppi è fondamentale", sottolinea lo scienziato che - come ricorda il Nyt - è entrato recentemente a far parte del consiglio di amministrazione di Novartis.
"L'individuazione di un segnale di infiammazione polmonare ci ha permesso di comprendere meglio la finestra temporale in cui un trattamento preventivo potrebbe essere più efficace", aggiunge Swanton, convinto che "questa firma infiammatoria potrebbe in futuro contribuire a prevedere e prevenire il cancro al polmone e altre patologie polmonari" che con il tumore condividono uno stato infiammatorio presintomatico comune. "Rivelando i primi segnali di allarme del cancro, questa ricerca ci avvicina alla possibilità di intervenire precocemente e potenzialmente di arrestare la malattia prima che si manifesti", commenta Hayley Brown di Cancer Research Uk. Lo studio è frutto di un'ampia collaborazione che coinvolge 80 ricercatori attivi in 4 continenti.

(Adnkronos) - Saranno Selvaggia Lucarelli e Alvin a condurre la prossima edizione de L'Isola dei Famosi, in onda su Canale 5 nel corso delle prossime stagioni. Le registrazioni del programma prenderanno il via a breve nelle Filippine, nuova cornice di uno dei format più amati dal pubblico italiano. Insieme, Selvaggia Lucarelli e Alvin accompagneranno concorrenti e telespettatori nel racconto di questa nuova avventura.
"La scelta di Selvaggia Lucarelli nasce dalla volontà di proporre una nuova interpretazione editoriale del format, valorizzandone la capacità di raccontare i protagonisti, le dinamiche umane e gli aspetti più spettacolari del programma attraverso uno sguardo autorevole, originale e contemporaneo", spiega Mediaset in una nota. Mentre "Alvin, volto storico de 'L'Isola dei Famosi' e presenza ormai profondamente legata all'identità del programma, garantirà continuità, esperienza e conoscenza del format". Ulteriori dettagli sul cast e sulle novità di questa edizione de 'L'Isola dei Famosi', format Banijay Italia, saranno resi noti nelle prossime settimane.

(Adnkronos) - Andre Agassi attacca, Venus Williams lo difende. Le stelle del tennis si dividono su Jannik Sinner, commentando il malessere che ha colpito il tennista azzurro al secondo turno del Roland Garros 2026, provocandogli una sensazione di vomito e un accenno di crampi e portandolo alla sconfitta contro Juan Manuel Cerundolo. In questi giorni, mentre l'Italia si prepara a festeggiare un altro azzurro tra Cobolli e Arnaldi nella finale dello Slam di Parigi, tutti stanno dicendo la loro sulle condizioni del numero 1, alcuni facendo più rumore di altri.
""Non ci sono scuse. L'eliminazione di Sinner è stata una cosa enorme. Non so se sia stata evidenziata abbastanza", ha detto Andre Agassi all'emittente americana Tnt. "Quando giocavo, io avevo un 'orologio fisico': potevo giocare circa 4 ore. Se le condizioni erano particolarmente dure, scendevo a 3 ore e 45, non cambiava molto. Se c'erano condizioni ideali potevano arrivare a 4 ore 10 ", ha continuato l'ex giocatore americano, che in carriera è stato numero 1 del mondo e ha vinto 8 titoli dello Slam.
"Sinner un anno fa ha giocato la finale qui, è stato in campo per 5 ore e mezza. Quest'anno per il caldo ha ceduto dopo 1 ora e 45 minuti: c'è una differenza tra essere in forma e essere preparati. C'è un difetto da evidenziare nella programmazione, si può fare qualcosa a riguardo. Non dico che" Sinner "non lavori abbastanza sodo. Oggi la preparazione e il recupero sono gestiti a livello scientifico, ci sono medici e figure di ogni tipo. Ripetere la stessa cosa due volte e aspettarsi risultati diversi...", dice puntando il dito contro una preparazione lacunosa.
"Deve capire cosa bisogna cambiare, magari deve inserire qualche altra persona, magari è una questione legata all'idratazione. E' il miglior giocatore del mondo in questo momento, so che può giocare per 5 ore e mezza. Non può andare a sbattere contro un muro dopo 1 ora e 45, non ci sono scuse", la sentenza di Agassi.
A difendere Sinner, anche dagli attacchi di Agassi, ci ha pensato Venus Williams. La tennista americana, che ha appena accolto il ritorno della sorella Serena nel circuito, ha preso le parti dell'azzurro: "Allora Sinner non ha mai vinto una partita più lunga di 3 ore e 55 minuti, e allora? Ha fatto tutto il resto", ha detto Williams.
"Secondo me è più una fortuna che una vera statistica. Non solo condizioni folli, ma ci ha fatto i conti a testa alta: non si è mai arreso, non ha mai lasciato il campo, non ha mai pensato di fermarsi", ha continuato Williams, "non solo gestisce bene le vittorie, ma affronta le sconfitte con tale grazia e compostezza".

(Adnkronos) - Sale la tensione in Medio Oriente, con l'Iran che spara contro navi da guerra degli Stati Uniti. Oggi, venerdì 5 giugno, la Marina iraniana ha infatti annunciato di aver sparato "colpi di avvertimento" contro due cacciatorpediniere americane nel Mare dell'Oman, costringendole a lasciare l'area e a dirigersi verso l'Oceano Indiano. In una dichiarazione delle forze armate di Teheran, citata dall'agenzia di stampa Irna, si precisa che l'operazione è stata condotta con missili Qadir e droni Shahed contro le unità Ddg-103 e Ddg-87, nell'ambito di attività contro "azioni ostili" e interferenze statunitensi nei confronti di navi commerciali e petroliere iraniane.
Le forze armate iraniane sostengono inoltre che l'azione avrebbe spinto altre unità navali Usa, incluse navi del gruppo d'attacco della portaerei Uss George H. W. Bush e la nave d'assalto anfibia Tripoli, a lasciare l'area. In mattinata invece si sono registrate esplosioni nel porto di Al-Fahal, in Oman, che ha interrotto le operazioni di carico di petrolio greggio a seguito di un'esplosione avvenuta vicino alle banchine di attracco, probabilmente causata da un attacco di droni. A riportarlo è Ynet News, citando la Reuters.
L'attacco arriva pochi giorni dopo quello che ha colpito l'aeroporto di Kuwait City, attribuito a Teheran e condannato prima dal Segratario di Stato americano Marco Rubio e poi dal ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani.
"Questi attacchi sono totalmente inaccettabili e vanno contro ogni tentativo di pacificazione e stabilizzazione della regione", ha dichiarato Tajani incontrando i giornalisti ad Aosta, "è indispensabile evitare ogni ulteriore escalation. Rivolgo un appello all'Iran affinché scelga la strada del dialogo e del negoziato. Solo attraverso la de-escalation, nel pieno rispetto della sovranità degli Stati e del diritto internazionale, sarà possibile costruire una pace duratura".
Tajani ha ribadito la piena solidarietà dell'Italia e la vicinanza del governo alla leadership e al popolo kuwaitiano: "L'Italia è pronta a contribuire alla sicurezza della regione del Golfo, ma insisto: la pace puó essere raggiunta solo attraverso il negoziato, bisogna tornare alla politica", ha concluso.
Intanto, Teheran ha avvertito gli Stati Uniti. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che "resistere per 40 giorni alla più grande potenza mondiale, dotata di armi nucleari, non è uno scherzo" e che "il mondo ha compreso la vera potenza della nazione iraniana".
In dichiarazioni riportate dall'emittente radiotelevisiva della Repubblica Islamica dell'Iran (Irib), Araghchi ha poi lanciato un avvertimento: "Abbiamo avvertito gli Stati della regione che le basi statunitensi utilizzate per qualsiasi aggressione contro l'Iran sono obiettivi legittimi", ha affermato. Il ministro degli Esteri iraniano ha aggiunto: "Ci impegniamo a promuovere relazioni sostenibili e costruttive con l'Arabia Saudita".
Ulassai celebra i 20 anni della Fondazione Stazione dell'Arte con
"Chagall con Maria Lai. Il villaggio interiore". Oltre 70 le opere
in mostra tra dipinti, incisioni, libri d'artista, tessiture e
opere su carta.
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(Adnkronos) - Presentati al congresso annuale dell'American Society of Clinical Oncology (Asco) 2026 i risultati finali dello studio Proteus di fase 3, i quali hanno mostrato che il trattamento con apalutamide, inibitore del recettore degli androgeni sviluppato da Johnson & Johnson, associato alla terapia di deprivazione androgenica (Adt), somministrato per sei mesi prima e dopo l'intervento chirurgico per il tumore della prostata, porta a un miglioramento significativo dei principali esiti clinici a breve e lungo termine, rispetto al placebo associato ad Adt, nei pazienti con malattia localizzata ad alto rischio o localmente avanzata.
"Per molti pazienti con carcinoma prostatico localizzato ad alto rischio, la sola chirurgia può non essere sufficiente a prevenire le recidive e la progressione della malattia; per questo motivo, un numero non trascurabile di questi pazienti può sviluppare nel tempo una forma più avanzata della malattia - afferma Alberto Briganti, ordinario di Urologia presso l’università Vita-Salute San Raffaele, vicedirettore dell'Istituto di Ricerca Urologico (Uri) e direttore del Programma di Chirurgia robotica del Dipartimento di Urologia dell’Irccs ospedale San Raffaele di Milano -. I risultati dello studio Proteus indicano la possibilità di un cambiamento che può rivoluzionare la pratica clinica, a sostegno di un approccio terapeutico perioperatorio che integri apalutamide al trattamento chirurgico a fini terapeutici, con un potenziale di miglioramento degli esiti a lungo termine e la possibilità di ridefinire la gestione dei pazienti con malattia localizzata aggressiva".
"La chirurgia (prostatectomia radicale) rappresenta l'approccio di scelta nel trattamento del tumore prostatico localizzato o localmente avanzato; nei pazienti con malattia aggressiva o localmente avanzato - commenta il Comitato direttivo della Società italiana di urologia (Siu) - l'approccio multimodale innovativo che unisce chirurgia e apalutamide rappresenta un ulteriore passo avanti in questa direzione, riducendo in modo significativo la persistenza di malattia a livello locale ed il successivo rischio di metastasi".
Lo studio, che ha raggiunto gli endpoint primari - informa una nota di Johnson & Johnson - ha mostrato che i pazienti trattati con apalutamide e Adt hanno una probabilità nove volte maggiore di presentare residui tumorali minimi o assenti al momento dell'intervento rispetto a quelli sottoposti alla sola Adt (8,9% vs 1% di risposta patologica completa e malattia residua minima). La combinazione ha portato inoltre a una riduzione del 20 per cento del rischio di sviluppare metastasi o di morte e a prolungare di oltre sei anni il periodo in cui i pazienti non necessitano alcuna terapia per trattare il tumore. I dati sono stati pubblicati dal The New England Journal of Medicine.
L'intervento chirurgico di asportazione della prostata (prostatectomia radicale) è, insieme alla radioterapia - si legge - uno dei trattamenti standard per i pazienti con malattia localizzata ad alto rischio o localmente avanzata. Quasi la metà dei pazienti sottoposti a un intervento chirurgico a scopo terapeutico mostra un ritorno del tumore, rendendo necessari ulteriori trattamenti e superando il punto oltre il quale è possibile una guarigione dalla malattia.5,6 Le terapie aggiuntive vengono spesso utilizzate solo dopo che il tumore si è diffuso, perdendo così la possibilità di intervenire tempestivamente e migliorare gli esiti a lungo termine.
"I dati dello studio Proteus riflettono l'impegno di Johnson & Johnson nel migliorare gli esiti clinici dei pazienti in tutte le fasi del percorso terapeutico per il tumore della prostata. La nostra ambizione è quella di continuare a portare avanti lo sviluppo di terapie per le prime linee di trattamento, dove è maggiormente possibile modificare il decorso della malattia - commenta Henar Hevia, Ph.D., Senior Director, Emea Therapeutic Area Head, Oncology, Johnson & Johnson -. Integrando la chirurgia con approcci sistemici innovativi, come apalutamide in associazione con ADT, contribuiamo a promuovere una strategia terapeutica più proattiva, adattata alle diverse esigenze dei pazienti e volta, in ultima analisi, a garantire risultati più duraturi".
"Questi risultati indicano una nuova potenziale strategia terapeutica per i pazienti con carcinoma prostatico localizzato o localmente avanzato ad alto rischio - dichiara Yusri Elsayed, M.D., M.H.Sc., Ph.D., Global Therapeutic Area Head, Oncology, Johnson & Johnson -. Stiamo ora osservando l'impatto di apalutamide quando somministrato in fase precoce, in combinazione con la chirurgia. A oggi, è la prima terapia della sua classe a dimostrare benefici in questo setting, rafforzando il profilo distintivo di apalutamide e la necessità di andare oltre un approccio basato esclusivamente sulla chirurgia, per consentire un trattamento più precoce e migliorare gli esiti a lungo termine".
Proteus - dettaglia la nota - è uno studio di fase 3 che valuta apalutamide in associazione ad Adt prima e dopo l'intervento chirurgico in pazienti con carcinoma prostatico localizzato o localmente avanzato ad alto rischio di nuova diagnosi (n=2109).1 I due endpoint primari dello studio erano la quantità di tumore residuo al momento dell'intervento chirurgico (risposta patologica completa/malattia residua minima, pCR/Mrd) e la durata della sopravvivenza dei pazienti senza diffusione del tumore (sopravvivenza libera da metastasi, Mfs), entrambi valutati tramite una revisione centrale indipendente in cieco. Dopo un follow-up mediano di 61,7 mesi, lo studio ha raggiunto entrambi gli endpoint primari. Il tasso di pCR (Pathological complete response/Mrd (Minimal Residual Disease - Malattia Minima Residua) è stato di 8,9% con il trattamento con apalutamide e Adt contro 1 %la Adt da sola. Il trattamento con la combinazione ha anche dimostrato una riduzione statisticamente significativa del 20% del rischio di sviluppare metastasi o di morte, con tassi a cinque anni rispettivamente del 78,2% e del 73,5%.
Il profilo di sicurezza di apalutamide e Adt - conclude la nota - è risultato coerente con quello osservato negli studi precedenti. Gli eventi avversi più comuni tra i pazienti che hanno ricevuto apalutamide includono il rash (21,2% vs 10%), prurito (15,7% vs 8,6%) e vampate di calore (63,4% vs 56,5%). Apalutamide è attualmente approvato per l'uso nel carcinoma prostatico avanzato, compresi i casi in cui la malattia si è diffusa (carcinoma prostatico metastatico sensibile agli ormoni) o non risponde più a determinate terapie ormonali (carcinoma prostatico non metastatico resistente alla castrazione). Apalutamide in combinazione con Adt non è stata ancora approvato dalle autorità regolatorie in questo contesto. Sono in corso ulteriori analisi dello studio Proteus, comprese valutazioni comparative con gli attuali standard terapeutici, come la sola chirurgia, al fine di contestualizzare ulteriormente questi risultati e orientare i futuri approcci terapeutici.

(Adnkronos) - Entra nel vivo il Giro d’Italia Women 2026, la Corsa Rosa al femminile organizzata da RCS Sports & Events in collaborazione con la Federazione Ciclistica Italiana e con il patrocinio del Ministero dello Sport e dei Giovani. Dopo la partenza dello scorso 30 maggio da Cesenatico, la competizione sta vedendo le migliori cicliste internazionali sfidarsi tappa dopo tappa. Il gruppo procede verso Saluzzo, in provincia di Cuneo, dove domenica 7 giugno si terrà il gran finale di quest’edizione, che vede nuovamente Continental a supporto della manifestazione sportiva, in qualità di Top Sponsor e Official Tyre. Scattata nello stesso weekend in cui si è concluso il Giro d'Italia, la corsa sta mostrando un livello molto alto, con 21 team e 147 atlete in gara.
Nove tappe, un totale di quasi 1.200 km e oltre 12.000 metri di dislivello complessivi, attraverso 6 regioni (Emilia-Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto-Adige, Lombardia e Piemonte) per un percorso tecnico e avvincente, che vedrà l'inedita ascesa del Colle delle Finestre, abbinata al Sestriere, e in cui la campionessa in carica Elisa Longo Borghini cercherà di difendere il titolo conquistato nelle ultime due edizioni.
"L’anno scorso la vittoria finale è stata decisa all'ultimo chilometro dell'ultima tappa, a dimostrazione di quanto questo appuntamento sia competitivo ed emozionante. È un evento che cresce costantemente d'interesse e, di conseguenza, cresce il ritorno in termini di investimento, anche grazie a una copertura televisiva garantita a livello mondiale - dichiara Giorgio Cattaneo, Responsabile Comunicazione di Continental Italia -. Il ciclismo è uno sport popolare, capace di unire e richiamare sulle strade e davanti agli schermi milioni di appassionati e curiosi. Il Giro d’Italia Women ci permette di allargare ulteriormente i nostri confini, intercettando un pubblico femminile sempre più vasto e attento. In questo contesto possiamo raccontare i valori del brand in modo diretto ed efficace, andando oltre i canali canonici per trattare tematiche che ci stanno profondamente a cuore e su cui lavoriamo assiduamente, come l’inclusività e il rispetto”.
Il ciclismo in rosa è in una fase di forte espansione sportiva e mediatica e la scelta di Continental di sostenerlo risponde a una precisa visione valoriale e strategica, legata alla crescita del movimento e all’importanza sempre maggiore del pubblico femminile all’interno della target audience di riferimento del brand.
La presenza al Giro d’Italia Women è solo un tassello del più ampio e strutturato posizionamento di Continental nel mondo bike. La collaborazione con RCS Sports & Events, confermata fino al 2027, si estende infatti anche agli altri grandi appuntamenti del calendario ciclistico italiano: dal Giro d’Italia, passando per il Giro-E e il Giro Next Gen, fino alle grandi “Classiche” e al progetto educativo BiciScuola, l’iniziativa dedicata a sensibilizzare le nuove generazioni sui temi della sicurezza stradale.

(Adnkronos) - È il giorno delle semifinali del Roland Garros 2026. Oggi, venerdì 5 giugno, Alexander Zverev sfida Jakub Mensik - in diretta tv e streaming - nel penultimo atto dello Slam di Parigi, con il vincente che se la vedrà in finale con uno tra Flavio Cobolli e Matteo Arnaldi. Il tedesco arriva al match dopo aver eliminato Bonzi, Machac, Halys, De Jong e Jodar, mentre Mensik ha superato Draguet, Navone, De Minaur, Rublev e Fonseca.
Il vincente della sfida affronterà in finale uno tra Flavio Cobolli e Matteo Arnaldi.

(Adnkronos) - Il Computex 2026 segna il momento in cui l'intelligenza artificiale smette di essere una promessa teorica per diventare pura forza computazionale locale. Sul fronte consumer, l'approccio integrato prosegue con la rinnovata gamma Zenbook 14 e l'esclusiva scuderia Vivobook S, spinta dalle piattaforme Snapdragon X con NPU fino a 45 TOPS. A completare il quadro della produttività flessibile si aggiungono l'ExpertBook B5 Flip G2, un convertibile a 360 gradi pensato per i professionisti in movimento, e l'atteso ritorno nel segmento tablet con l'ASUS Pad da 12,2 pollici e display OLED a doppio strato. Questa imponente infrastruttura hardware trova la sua naturale estensione in strumenti software proprietari come ASUS Zenni Claw, un assistente basato su agenti IA che ottimizza i flussi di lavoro quotidiani sfruttando un routing ibrido tra elaborazione locale e remota per garantire la massima privacy dei dati.
Sotto i riflettori di Taipei, la vera svolta strutturale coincide con il debutto dei nuovi ASUS ProArt P16, P14 e del rispettivo ecosistema Mini PC, macchine progettate per archiviare definitivamente il concetto di cloud e portare fino a 1 petaflop di elaborazione AI direttamente sulla scrivania dell'utente. Il merito è della nuova architettura NVIDIA RTX Spark, un superchip che unisce una CPU Grace a 20 core con una GPU Blackwell da 6.144 core, supportata da un massimo di 128 GB di memoria unificata.
Per il ventesimo anniversario del marchio Republic of Gamers, ASUS ha presentato la collezione limitata Edition 20, una panoramica di componenti e sistemi d'élite che celebra due decenni di innovazione nel gaming estremo. La punta di diamante di questa linea è il desktop ultra-tower ROG G1000 Edition 20, equipaggiato con processore AMD Ryzen 9 9950X3D2 e scheda grafica ROG Astral GeForce RTX 5090. Tra le novità più sorprendenti presentate sul palco di Taipei c'è la nuova ROG XBOX Ally X 20. La console è dotata di un display OLED Nebula HDR da 7,4 pollici a 120 Hz, capace di toccare una luminosità di picco di ben 1.400 nit. Il vero colpo di teatro del bundle è però l'integrazione con gli esclusivi occhiali smart. Collegandoli direttamente alla console, i giocatori possono proiettare l'azione di gioco direttamente davanti ai propri occhi, trasformando la Ally X20 in un hub multimediale portatile e ultratecnologico.
Kayin Chang, Commercial BU e GTM Head di ASUS, ha spiegato come l'azienda stia portando l'innovazione di linee iconiche come ROG e Zenbook nel mercato dei PC aziendali. Al centro di questo cambiamento c'è la rivoluzione dell'AI locale, un ecosistema che sfrutta piccoli modelli linguistici eseguiti direttamente on-device e i sistemi di sicurezza ExpertGuardian per garantire efficienza e protezione dei dati direttamente sull'hardware, riducendo la dipendenza e i costi del cloud. Marco Astori, Country Manager di ASUS Italy, ha focalizzato l'attenzione sul concetto di Private AI al servizio della sovranità aziendale. Secondo Astori, il futuro dell'innovazione d'impresa passa necessariamente dall'implementazione di modelli avanzati capaci di elaborare dati complessi direttamente sui PC aziendali, garantendo l'ottimizzazione dei flussi quotidiani e la totale sicurezza del patrimonio informativo.

(Adnkronos) - I festeggiamenti palermitani per il matrimonio della popstar Dua Lipa devono ancora iniziare ma già arrivano le prime contestazioni. Nelle prime ore della mattina sono apparsi sui muri del centro storico diversi volantini contro la cantante che da oggi a domenica celebrerà le nozze da 1,5 milioni di euro con centinaia di amici provenienti da tutto il mondo. "La nostra piazza non è il tuo salotto", si legge su un volantino. Gli autori sono i giovani dell'assemblea permanente 'Apro Palermo' che si batte contro l'overtourism.
I volantini sono stati affissi tra muri e saracinesche di piazza Croce dei Vespri, a due passi dell’area che stasera ospiterà gli amici di Dua Lipa e Callum Turner tra Palazzo Gangi e la Galleria d’arte moderna. Su un altro volantino si legge: "Palermo is not for rent", cioè Palermo non è in affitto. Oppure "Palermo non è per i ricchi", cioè "Palermo is not for the rich". Sui social Apro Palermo invita i cittadini a segnalare eventuali problematiche legate ai festeggiamenti.

(Adnkronos) - in collaborazione con Catawiki:
Dai matcha café agli interni Japandi, dai festival manga ai whisky bar fino alla collector culture, la cultura giapponese è sempre più presente nella quotidianità italiana - e questo cambiamento culturale sta influenzando anche ciò che le persone acquistano, collezionano ed espongono nelle proprie case. Secondo i nuovi dati di Catawiki, il principale marketplace online di oggetti speciali, la domanda italiana di oggetti giapponesi da collezione e lifestyle sta crescendo rapidamente in categorie che spaziano dalla pop culture agli orologi, dalla fotografia al design, fino all’arte e al luxury. L’interesse per la cultura giapponese sta accelerando anche a livello europeo: tra gennaio e aprile 2026 le ricerche contenenti il termine 'Japan' su Catawiki sono aumentate di oltre il 400% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.A trainare maggiormente il fenomeno è una nuova generazione di collezionisti cresciuta tra anime, streaming e community online. Nel 2025 gli acquisti di carte Pokémon da parte degli utenti italiani su Catawiki sono aumentati di quasi il 60% rispetto all’anno precedente, mentre quelli delle trading card di One Piece sono più che raddoppiati. Pokémon, Seiko e Bandai figurano inoltre tra i cinque brand più acquistati dagli utenti italiani sulla piattaforma nel 2025, confermando quanto la cultura giapponese sia ormai entrata nel gusto mainstream dei collezionisti. La cultura giapponese non è più una subcultura di nicchia in Europa: sta diventando sempre più un linguaggio lifestyle che influenza il modo in cui le nuove generazioni collezionano, arredano, si vestono e spendono. I millennials cresciuti con Pokémon, Dragon Ball e Studio Ghibli stanno tornando agli oggetti che amavano da bambini, oggi con una maggiore capacità di spesa, mentre la Gen Z scopre la cultura giapponese attraverso piattaforme streaming, creator e community online.Il fenomeno va appunto ormai ben oltre il fandom. In tutta Europa cresce infatti l’interesse per oggetti giapponesi associati a craftsmanship, estetica e qualità. Le vendite di orologi giapponesi, guidate da brand come Seiko e Orient, sono quasi raddoppiate nel 2025, mentre l’interesse verso i photobook giapponesi è più che raddoppiato, riflettendo una crescente domanda per la fotografia e la cultura visiva giapponese. Anche il whisky giapponese sta attirando sempre più attenzione: ogni anno Catawiki vende diverse migliaia di oggetti legati al whisky giapponese, da nomi iconici come Nikka e Yamazaki fino a bottiglie rarissime di Karuizawa. Cresce inoltre l’interesse per i veicoli giapponesi da collezione: Honda è oggi il brand motociclistico giapponese più popolare su Catawiki, mentre Toyota è il marchio automobilistico giapponese più venduto sulla piattaforma. Questo cambiamento culturale è visibile anche offline, dai menù dei bar con il matcha agli interni ispirati al Giappone, fino ai festival manga e alle community di collezionisti in tutta Europa. Per molti acquirenti, oggi gli oggetti giapponesi rappresentano molto più di un semplice prodotto: raccontano una storia, esprimono un livello di craftsmanship riconoscibile e trasmettono una fiducia che continua a distinguersi nel mercato del resale.
Questo appeal è legato anche alla fiducia. Il mercato del resale giapponese è considerato uno dei più affidabili al mondo, grazie a standard elevati di conservazione, autenticità e tracciabilità. Per molti collezionisti europei, gli oggetti giapponesi sono sinonimo di condizioni “near mint” e straordinaria attenzione al dettaglio. Allo stesso tempo, accedere a questi oggetti è oggi più semplice che mai. Dal 2020 il numero di seller giapponesi presenti su Catawiki è aumentato di oltre l’800%, rendendo disponibili in Europa oggetti che fino a pochi anni fa erano difficili da reperire fuori dal Giappone. “Gli acquirenti europei non cercano più soltanto un prodotto, cercano una storia, - ha dichiarato Tomoaki Hattori - founder di Zen Finds, seller giapponese di Asian Art & Antiques su Catawiki - Vediamo sempre più giovani collezionisti portare oggetti tradizionali giapponesi nella vita quotidiana contemporanea. Il fascino duraturo degli oggetti giapponesi sta nella loro bellezza silenziosa: non sono mai ostentati, ma riescono a restare con te per tutta la vita”. La forza della domanda si riflette anche in alcuni degli oggetti giapponesi più iconici venduti su Catawiki negli ultimi anni, tra cui: una rara carta Pokémon Pikachu Trophy venduta per oltre 45.000 euro; un cel originale di Princess Mononoke dello Studio Ghibli venduto per 24.000 euro; una bottiglia signed Hanyu 1985 Joker Monochrome Japanese whisky venduta per oltre 24.000 euro; un’armatura giapponese del periodo Edo venduta per 26.000 euro; e una Honda NSX regalata da Honda a Max Verstappen, venduta per 75.000 euro.
Per rispondere a questo crescente interesse, Catawiki propone una selezione curata di oggetti giapponesi che spazia tra trading cards, manga, fotografia, orologi, whisky, design e arte. Inoltre, nel corso del mese, Catawiki ha messo all’asta fino a domenica 7 giugno una rara bottiglia di whisky giapponese stimata tra i 350.000 e i 425.000 euro, confermando il crescente incontro tra cultura del collezionismo e luxury investment. Karuizawa 1960 52 years old Sherry Hogshead no. 5627 - One of 41 - b. 2013 - 700ml - Catawiki
La tendenza trova riscontro anche nelle aste in programma nelle prossime settimane, che spaziano dall'animazione giapponese all'arte asiatica, fino alla fotografia vintage. Tra queste, dal 2 al 9 giugno sarà all’asta una Nikon Nikonos IV-A Scuba camera , uno dei modelli vintage rarissimo in queste condizioni con accessori per fotografia subacquea e borse. Nikon Nikonos IV-A Scuba camera - auction online Catawiki
Dal 5 al 14 giugno sarà invece protagonista l’asta 'Oltre la tradizione: L’ascesa degli anime', una collezione privata della Japanime Art Gallery dedicata a valorizzare l’anime sia come forma d’arte sia come pratica artistica. L’asta riunisce poster, manga, opere originali di anime e rari oggetti ufficialmente licenziati, raccontando l’evoluzione contemporanea della narrazione giapponese attraverso diverse discipline artistiche. Tra i lotti di punta spicca un cel originale con sfondo copiato di Princess Mononoke raffigurante il personaggio di San (1997). L’opera richiama uno degli episodi più celebri legati alla storia del film: il cosiddetto caso “No Cuts”. Quando Princess Mononoke arrivò negli Stati Uniti alla fine degli anni ’90, Studio Ghibli si oppose fermamente alle richieste di modifiche avanzate per il mercato americano, difendendo l’integrità della visione artistica di Hayao Miyazaki. L’episodio è diventato negli anni uno dei racconti più iconici dell’animazione giapponese e un simbolo della tutela dell’integrità artistica nel cinema.A partire dal 5 giugno prenderà inoltre il via l’asta Printemps Asiatique, dedicata all’arte asiatica e giapponese. Tra le opere più importanti figura un paravento con paesaggio idilliaco e gru in legno laccato, carta e foglia d’oro, attribuito allo stile della Scuola Kanō e risalente al Giappone del XVIII secolo (periodo Edo). L’opera è stata selezionata come immagine principale del catalogo cartaceo di Printemps Asiatique e per una campagna pubblicitaria internazionale sul New York Times. Tra i top lot anche un grande e raffinato iki ningyō in legno e gesso raffigurante un attore del teatro Kabuki, risalente al periodo Shōwa, intorno al 1940. Ravi Vora, Ceo di Catawiki, ha dichiarato: “Rendere accessibili oggetti speciali e difficili da trovare è al centro della missione di Catawiki, e il Giappone mostra tutto il potenziale di questa missione: aprire le porte a un mondo di oggetti rari ed eccezionali, ricchi di craftsmanship, cultura e storia, che fino a poco tempo fa erano difficili da raggiungere per i buyer europei”.

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(di Marzia Piga) Una Sardegna a due velocità, capace di correre più
del resto d'Italia grazie a un turismo da record ma frenata da una
crisi demografica senza precedenti e da un sistema sanitario in
"codice rosso". È l'istantanea scattata dal 33/o rapporto Crenos
sull'economia dell'Isola, realizzato dal gruppo di ricerca
coordinato da Marco Nieddu, presentato a Cagliari.
Un esercito di uomini a terra tra Corpo Forestale, Protezione
civile, Agenzia Forestas, Vigili del Fuoco, Arpas, volontari,
barracelli e in volo 17 elicotteri della flotta regionale, tra
velivoli leggeri e due Super Puma, uno a Fenosu (Oristano) e
l'altro, dal 25 giugno, ad Alà dei Sardi, in Gallura. Accanto a
questi sono attesi in Sardegna tre Canadair della flotta nazionale,
probabilmente tutti a Olbia. E' questa la macchina dell'antincendio
boschivo, già impegnata nei primi roghi nell'Isola, dove
quest'anno, a causa della tanta vegetazione per le prolungate
piogge, è elevata la quantità di "carburante organico" per le
fiamme.Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
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(Adnkronos) - Mario Balotelli e José Mourinho al centro di un discorso istituzionale a New York, veri e propri riferimenti simbolici verso i Mondiali 2026 tra Stati Uniti, Messico e Canada. L'attaccante azzurro e lo Special One sono stati clamorosamente citati da Zohran Mamdani, sindaco della città e grande appassionato di calcio, durante un intervento dedicato alla preparazione logistica della Coppa del Mondo al via tra pochi giorni.
Le parole di Mamdani hanno presto fatto il giro dei social, soprattutto quando ha richiamato una celebre frase di Balotelli, da lui definito "uno dei più grandi attaccanti dell'era moderna". Ricordando il noto paragone del giocatore, per cui segnare un gol equivale semplicemente a svolgere il proprio lavoro, come un postino che consegna la posta, Mamdani ha applicato lo stesso concetto all'organizzazione dell'evento: se New York riuscirà a ospitare un Mondiale sicuro, efficiente e senza intoppi, non ci sarà nulla da celebrare, perché significherà soltanto aver fatto bene il proprio dovere.
Nel suo intervento c'è stato spazio anche per un riferimento a José Mourinho. Il sindaco ha assicurato che la città non intende "parcheggiare il bus", riprendendo una delle espressioni più note associate all'allenatore portoghese. Con questa metafora ha voluto sottolineare la volontà di puntare all'eccellenza in termini di infrastrutture, servizi e sicurezza, senza limitarsi a raggiungere gli standard minimi richiesti. Il conto alla rovescia per i Mondiali 2026 è già partito.

(Adnkronos) - "Un incomprensibile accanimento terapeutico-finanziario che, in nome di un risparmio irrisorio, nega il diritto alla vista e confina i pazienti maculopatici in un binario unico". È la denuncia del Comitato Macula, la prima associazione italiana creata da pazienti e medici per la tutela dei malati di maculopatia, che - con una nota - "accende i riflettori su una strategia di gestione della spesa farmaceutica ospedaliera definita lontana dalla realtà e lesiva dei diritti costituzionali del cittadino". "Nel caso specifico delle terapie intravitreali anti-Vegf per le patologie retiniche - sottolineano gli esperti del Comitato Macula nella nota - le direttive regionali stanno imponendo il monopolio dei farmaci biosimilari, quindi di prima generazione ed ormai superati, nel canale pubblico per ragioni di puro bilancio".
Si tratta di una strategia che il Comitato Macula definisce "priva di logica macroeconomica. L'oftalmologia assorbe infatti una quota marginale, stimata tra l’1% e il 3%, della spesa sanitaria pubblica nazionale: un comparto microscopico sul quale si stanno concentrando tagli lineari drastici. Mentre i grandi capitoli della sanità pubblica muovono risorse immense e offrono reali margini di ottimizzazione, la scelta di fare cassa sulla salute visiva si traduce in un risparmio insignificante per lo Stato, a fronte di un impatto devastante sulla vita dei malati e sulla tenuta delle strutture".
"Siamo davanti - dichiara Massimo Ligustro, presidente del Comitato Macula - a un paradosso matematico prima ancora che sanitario. Chi governa la spesa pubblica deve spiegare perché decide di accanirsi su un settore che rappresenta appena l'1% del bilancio generale. Se lo Stato ha necessità di razionalizzare, trovi l'efficienza nei comparti a grandissima spesa. Sottrarre l'innovazione farmaceutica all'oculistica genera un risparmio ridicolo per le casse pubbliche, ma un costo sociale immenso. Non si risana la sanità togliendo la luce dagli occhi dei pazienti fragili: questa non è programmazione economica, è solo una condanna all'ipovisione che blocca l'accesso al progresso".
Questo meccanismo - si legge - "taglia di fatto fuori dai prontuari ospedalieri i farmaci biologici originatori e soprattutto le molecole innovative di ultima generazione, capaci di estendere l'autonomia del trattamento da poche settimane a oltre tre mesi. Il fenomeno si manifesta con forti asimmetrie territoriali: in regioni come la Liguria, l'area più anziana d'Europa, la penetrazione dei biosimilari ha ormai raggiunto la quota record del 95% del mercato a carico del Servizio sanitario sazionale (Ssn). A subire le conseguenze maggiori sono le cliniche oculistiche universitarie, laboratori d'eccellenza per la sperimentazione e la raccolta dati, paradossalmente penalizzate dai tetti di spesa proprio perché orientate all'alta qualità".
La miopia gestionale - riporta la nota - "si traduce così in un immediato boomerang finanziario: la farmacia ospedaliera risparmia pochi euro sul costo d'acquisto della singola fiala, ma il sistema si fa carico subito dopo del collasso delle strutture. Farmaci a minore durata richiedono infatti iniezioni più frequenti, che portano al sovraffollamento delle liste d'attesa, all'esaurimento dei posti in sala operatoria e al burnout dei pochissimi oculisti disponibili. Di contro, la media nazionale dei trattamenti si attesta drammaticamente su appena 3,2 iniezioni l'anno per paziente: una frequenza insufficiente a bloccare la progressione della malattia, che spinge molti malati all'abbandono terapeutico o al ricorso oneroso alla sanità privata, a sottolineare l’importanza di avere nuovi prodotti in grado di richiedere un numero di iniezioni minore". I costi sociali nascosti che ne derivano – sussidi di invalidità, perdita del posto di lavoro in età ancora produttiva, incidenti domestici gravi e fratture nei pazienti anziani fragili rimasti senza protezione visiva – "superano di gran lunga il presunto risparmio della spesa farmaceutica. Il rischio è massimo per i pazienti monocoli o per i giovani affetti da retinopatia diabetica, per i quali la tempestività e la qualità della cura determinano la permanenza nel mondo del lavoro o la condanna alla disabilità".
"Utilizzare i prodotti più efficaci e duraturi ridurrebbe drasticamente gli accessi nei reparti e il peso logistico sulle famiglie. Chiediamo una gestione globale: si potrebbe risparmiare davvero e subito spostando le iniezioni intravitreali dalle grandi sale operatorie agli ambulatori protetti, azzerando gli sprechi organizzativi. Per paradosso, nel Ssn - conclude Ligustro - si scelgono le protesi d'anca migliori per garantire la deambulazione, ma non si fa altrettanto per gli occhi. Abbiamo la libertà di camminare per trent'anni, ma non quella di vedere dove andiamo. Come associazione siamo pronti a trattare e a definire criteri di appropriatezza scientifica, ma non accetteremo più che la salute visiva dei cittadini sia sacrificata al discount della sanità". Il Comitato Macula - conclude la nota - "chiede un intervento urgente del ministero della Salute e della Conferenza Stato-Regioni affinché venga ripristinato il principio della centralità del paziente, tutelata la libertà prescrittiva del medico e garantito l'accesso uniforme all'innovazione terapeutica in tutto il territorio nazionale".
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