
(Adnkronos) - Il futuro dell'immunologia oncologica? "E' in continua evoluzione, ma io vedo due grosse 'autostrade'. Da un lato quella dei vaccini terapeutici" anticancro, "che possono avere un'applicazione più ampia e un impatto su diverse patologie. Ritengo sia una delle prospettive più interessanti del prossimo futuro, ma non nell'ambito di 2 anni, probabilmente del decennio. L'altra invece è una 'via' più personalizzata: si identifica una mutazione o un antigene, si sviluppa un farmaco mirato e si procede con un trattamento 'cucito' su misura. Penso agli anticorpi bispecifici o trispecifici, e adesso anche quadrispecifici, che sono in grado di identificare bersagli multipli, sia in ambito di cellule del sistema immunitario che di cellule tumorali, delle alterazioni ben specifiche, determinate e conosciute a cui mirare". E' il quadro tracciato per l'Adnkronos Salute da Pier Francesco Ferrucci, Past President del Nibit (Network italiano per la bioterapia e l'immunoterapia dei tumori) e direttore del Dipartimento interpresidio di Oncologia dell'Irccs Multimedica di Milano, nel giorno in cui si apre il 22esimo meeting del Network, congresso nazionale ospitato quest'anno proprio nella sua Livorno.
L'esperto è nella faculty dell'evento che sarà occasione di confronto fra gli specialisti del settore sulle conquiste e le promesse di un campo da anni motore di progressi nella terapia anticancro. Al futuro si può guardare con uno sguardo positivo, ma sempre con i piedi piantati per terra, tiene a puntualizzare Ferrucci: "Assistiamo allo sviluppo di nuove tecnologie capaci di catturare informazioni sempre più precise e algoritmi di intelligenza artificiale capaci di elaborare i milioni di dati che queste producono, consentendo di anticipare la diagnosi e di sviluppare nuove terapie personalizzate come le terapie cellulari, i Car-T (Cellule T con recettore chimerico dell'antigene), i linfociti infiltranti il tumore (Til) e i vaccini terapeutici personalizzati. Queste opzioni rappresentano il prossimo passo perché la medicina-oncologia di precisione diventi una realtà. Ma - ripete - penso che ci sia ancora bisogno di tanta ricerca. Anche le verifiche cliniche sono lunghe, c'è bisogno di tempo".
Si è parlato tanto di queste nuove opportunità di conoscenza, ma è necessario dare un'informazione efficace e sincera per evitare di generare aspettative illusorie, è il messaggio. E Ferrucci conferma: "Credo che la possibilità di ingegnerizzare le cellule immunitarie e di creare vaccini personalizzati costituiscano le prospettive più interessanti del prossimo futuro. Il Nibit ha avuto modo di parlarne in tempi precoci, perché cerchiamo di lavorare sempre al limite della frontiera delle novità". Il loro percorso va avanti, spiega: "Rispetto all'anno scorso gli studi sono a un livello simile, ma nel frattempo sono aumentati per numero e patologie su cui vengono testati. E sono aumentati i numeri dei pazienti che vengono inseriti negli studi. In prospettiva dovremo affrontare problemi di sostenibilità economica e di accessibilità alle cure per cui creare network, condividere risorse e conoscenze sarà essenziale per traslarle in clinica e renderle realmente fruibili".
Nei 3 giorni del congresso Nibit, che si terranno all'Accademia Navale, si parlerà di tutto questo. "Sarà un'occasione per confrontarsi con scienziati che stanno esplorando le nuove frontiere, avremo 7-8 speaker internazionali di primo livello e tanti giovani che propongono la propria ricerca", racconta Ferrucci. Un 'pit-stop' scientifico per tirare le somme sui risultati raggiunti e su quelli all'orizzonte. E nel giorno finale del meeting, il Nibit ha pensato anche a "un evento aperto alla cittadinanza", che si terrà alla Fortezza vecchia con il patrocinio gratuito del Comune di Livorno. "Una tavola rotonda sulle novità dell'immuno-oncologia di precisione, in cui sarà possibile dialogare con gli esperti del network sui temi di grande attualità: prevenzione, terapie, progressi tecnologici e implicazioni per il paziente e i suoi familiari. Vogliamo ottemperare a una delle nostre missioni che è proprio quella di fare informazione".
C'è fermento per il futuro, ma anche per il presente della bio-immunoterapia: sul fronte della pratica clinica, continua Ferrucci, "in realtà ci sono state tante novità negli ultimi 2 o 3 anni che adesso stiamo consolidando: l'utilizzazione degli anticorpi anti-PD1, dei checkpoint immunitari". Questi sono molecole che regolano l'attività delle cellule T e alcuni tumori li sfruttano per 'disattivare' le difese, le cellule che dovrebbero combatterli. Le immunoterapie a base di inibitori dei checkpoint, sono le prime ad essere state sviluppate e sono valse il premio Nobel nel 2018 a James Allison e Tasuku Honjo: agiscono riattivando la risposta immunitaria antitumorale. "Si stanno poi studiando le combinazioni con la chemioterapia e l'immunoterapia, e si prova ad ampliare lo spettro d'azione di questi farmaci - spiega Ferrucci - applicandoli a sempre più patologie".
C'è poi la sfida posta dal fatto che non tutti i pazienti rispondono allo stesso modo all'immunoterapia. E per affrontare il problema la ricerca si sta concentrando su biomarcatori predittivi di risposta e tossicità, per selezionare meglio i candidati al trattamento. Sono temi che si potranno approfondire nell'appuntamento aperto al pubblico, in cui si illustreranno anche le novità più a lungo termine. "Senza dubbio le prospettive delle terapie cellulari sono uno dei capitoli più interessanti. Novità che sono al centro di studi clinici che però sono più difficili da realizzare, perché gli istituti che possono permettersi di fare le terapie cellulari sono pochi. Basti pensare anche ai Car-T per le leucemie: sono farmaci che possono essere trattati in poco più di una ventina di centri in Italia". Due facce di una stessa medaglia: "I trattamenti vanno nella direzione della personalizzazione delle cure e questo è positivo; dall'altro lato agire su meccanismi che regolano così finemente il funzionamento del nostro organismo implica che bisogna saper gestire nuovi tipi di tossicità, nuovi tipi di complicanze".
La tecnologia gioca e giocherà un ruolo sempre più importante, in questi anni in cui è costantemente sotto i riflettori ogni passo mosso dall'intelligenza artificiale. Non a caso, aggiunge Ferrucci, "abbiamo dedicato un'intera sessione all'applicazione dell'Ai nel campo dell'immunologia. E gli ambiti di azione sono tanti: c'è la digital pathology e tutta la possibilità di facilitare la diagnostica e approfondire anche molti aspetti della patogenesi, perché si potranno andare a studiare le microparticelle intracellulari. E tutta questa enorme mole di dati che viene fuori dalle sequenze genomiche, dalle identificazioni degli organelli intracellulari che ora è possibile vedere in azione quasi dal vivo, non può essere elaborata da una mente umana. E' assolutamente indispensabile applicare l'Ai per identificare dei canali di ricerca che possono poi impattare sulle nostre decisioni".
Gli algoritmi, prosegue l'oncologo, "sono cruciali nell'analisi molecolare e nello studio della genomica per identificare nuove alterazioni patogenetiche. E infine, per spostarsi sempre più verso la clinica, basti pensare a come vengono sviluppati i nuovi vaccini terapeutici personalizzati. Anche i vaccini a mRna partono infatti dalla possibilità di sviluppare un algoritmo che sia in grado di identificare in maniera rapida le differenze fra un Rna normale e uno malato, fare le comparazioni delle sequenze andando a ricercare le divergenze che poi corrispondono ai cosiddetti neoantigeni tumorali. Senza questa capacità di elaborare con algoritmi montagne di dati non potremmo farlo", conclude.

(Adnkronos) - Il principe Andrea potrebbe aver trovato una nuova dimora, invitato dall'avvocato Samantha Kane, nota anche come Lady Carbisdale, a soggiornare nel castello di Carbisdale nel Sutherland. E questo dopo che ieri il premier britannico Keir Starmer, sollecitato dai parlamentari, si è detto ''assolutamente d'accordo'' sul fatto che venga condotta un'inchiesta su ''tutte le proprietà della corona''. Il riferimento è alla Royal Lodge, dove dal 2003 vive il principe Andrea pagando un affitto simbolico, ''un granello di pepe, se richiesto''.
Convinta che il principe Andrea abbia subito accuse "ingiuste", in quanto giudicato esclusivamente dal tribunale dell'opinione pubblica, Kane, che ha acquistato il castello di Carbisdale per 1,2 milioni di sterline nel 2022, ha annunciato di voler "scrivere al principe per offrirgli il mio castello per uso esclusivo suo e della sua famiglia, compresa la sua ex moglie, Sarah Ferguson''. L'avvocato si dice ''fermamente convinta che sia perseguitato ingiustamente. E' innocente''. Kane si è poi detta ''disposta a offrirmi di rappresentarlo contro queste accuse e contro le azioni volte a cacciarlo dalla sua attuale proprietà. Penso davvero che sia stato trattato male''.
Costruito originariamente per Maria Carolina, duchessa di Sutherland, nel 1907, il castello di Carbisdale ha dato rifugio al re Haakon VII di Norvegia e al principe ereditario Olav durante l'occupazione nazista del loro paese durante la Seconda guerra mondiale. Dopo averla acquistata nel 2022, Kane ha investito milioni di sterline per ristrutturare la fatiscente tenuta con 20 camere da letto, che era stata abbandonata da anni. Re Carlo vorrebbe che il principe Andrea si trasferisse nel castello di Mey, l'ex residenza della defunta regina madre a Caithness, ma secondo Kane il suo castello ''è più adatto a ricevere un principe, con rispetto parlando''.
Leggi tutto: Il principe Andrea in cerca di dimora, potrebbe andare al castello di Carbisdale

(Adnkronos) - Torna in pista la MotoGp. Il Motomondiale riparte sabato 24 ottobre con il Gran Premio della Malesia dove, sul circuito di Sepang, si correrà una sessione di prove libere e le prequalifiche. Si riparte dal trionfo, a sorpresa, dell'Aprilia di Raul Fernandez in Australia, seguito da VR46 di Fabio Di Giannantonio e dall'altra Aprilia di Marco Bezzecchi, protagonista di un finale di stagione in crescendo. Ancora in difficoltà invece Pecco Bagnaia, caduto con la sua Ducati. Stagione finita invece per il compagno di scuderia Marc Marquez per infortunio, già laureatosi campione del mondo.
La prima e unica sessione di prove libere e le prequalifiche del Gran Premio della Malesia si correranno sabato 24 ottobre. Le prove libere andranno in scena nella notte italiana alle 4.45, mentre per le prequalifiche si dovrà aspettare le 9.
Le prove libere e le prequalifiche del Gran Premio della Malesia di MotoGp saranno trasmesse in diretta televisiva e in esclusiva sui canali SkySport, oltre che in streaming sull'app SkyGo e su NOW.
Leggi tutto: MotoGp, prove libere e prequalifiche in Malesia: orari e dove vederle in tv

(Adnkronos) - "Questa sera, aerei militari russi hanno violato lo spazio aereo lituano. Si tratta di una palese violazione del diritto internazionale e dell'integrità territoriale della Lituania. Ancora una volta si conferma l'importanza di rafforzare la difesa aerea europea". Lo ha dichiarato il presidente lituano, Gitanas Nauseda, in un video postato sui social.
"Il ministero degli Esteri lituano - ha aggiunto - convocherà i rappresentanti dell'ambasciata russa per protestare contro comportamenti sconsiderati e pericolosi".
Leggi tutto: Lituania, la denuncia: "Velivoli militari russi hanno violato il nostro spazio aereo"

(Adnkronos) - "Questa sera, aerei militari russi hanno violato lo spazio aereo lituano. Si tratta di una palese violazione del diritto internazionale e dell'integrità territoriale della Lituania. Ancora una volta si conferma l'importanza di rafforzare la difesa aerea europea". Lo ha dichiarato il presidente lituano, Gitanas Nauseda, in un video postato sui social.
"Il ministero degli Esteri lituano - ha aggiunto - convocherà i rappresentanti dell'ambasciata russa per protestare contro comportamenti sconsiderati e pericolosi".
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(Adnkronos) - Per rispondere alla sfida più welfare meno burocrazia, nasce preMio, una carta digitale nominativa e non ricaricabile sviluppata da 3i4iM, progettata per semplificare l’erogazione dei benefit aziendali nel rispetto delle regole previste dalla normativa. La carta funziona come un voucher elettronico dedicato al welfare aziendale. A differenza di una normale carta di debito, può essere utilizzata esclusivamente per le categorie di spesa previste dal Piano Welfare dalle aziende e ammesse dalla normativa vigente in materia. È nominativa fin dalla generazione, tracciabile e conforme ai requisiti fiscali. Non richiede piattaforme dedicate né procedure di installazione: può essere inviata via e-mail, aggiunta al wallet del telefono e utilizzata come una normale carta di pagamento, ma con limiti di spesa predefiniti e verificabili.
Il rallentamento della digitalizzazione nelle pmi rende strumenti di questo tipo particolarmente rilevanti: permettono di introdurre il digitale nel welfare senza caricare le imprese di burocrazia o costi informatici aggiuntivi. Allo stesso tempo, in un contesto in cui le aziende con welfare evoluto registrano in media un +46,5% di crescita del fatturato, soluzioni accessibili e conformi consentono anche alle micro e piccole imprese di partecipare a un sistema che fino a poco tempo fa sembrava riservato solo alle realtà più grandi.
“Il nostro obiettivo è sempre stato quello di riuscire a fornire uno strumento capace di motivare i collaboratori e allo stesso tempo ottimizzare i costi aziendali, perché crediamo che il riconoscimento sia un investimento nel valore umano e non un costo aziendale“, spiega Massimiliano Marcantonio, founder di 3i4iM.
“Abbiamo democratizzato i benefit aziendali, rendendoli finalmente accessibili a tutti. Non solo ai dipendenti delle grandi aziende strutturate, ma anche a chi lavora in realtà più piccole o in contesti dove i benefit non vengono erogati. Con Carta preMio abbiamo superato i limiti delle piattaforme tradizionali, spesso complesse, obsolete e poco inclusive”, conclude l’ingegnere Maria Mostola, ceo di 3i4iM.
I numeri raccontano un Paese che ha imparato a prendersi cura delle persone, ma non ancora a semplificare i processi. Tra fogli excel, portali complicati e regole da interpretare, il welfare rischia di perdere la sua funzione più semplice: migliorare la vita dei cittadini.
Strumenti come preMio mostrano che innovare non significa solamente aggiungere tecnologia, ma anche togliere attrito. Il futuro del welfare, più che nelle piattaforme, si giocherà nella tasca: dove il digitale diventa gesto e la burocrazia si riduce a un click controllato.

(Adnkronos) - Nuovo capitolo per la carriera di Gianni Morandi. L'artista infatti ha annunciato 'C’era un ragazzo – Gianni Morandi story', la tournée prodotta da Trident Music al via ad aprile 2026, che lo vedrà impegnato con 10 nuovi appuntamenti nei principali palasport italiani. Spettacoli che saranno l'occasione per festeggiare i 60 anni del brano 'C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones' scritta nel 1966 da Franco Migliacci e Mauro Lusini, e sicuramente il brano più rappresentativo e importante della carriera di Gianni Morandi
A inaugurare il tour sarà l’appuntamento a Conegliano (15 aprile Prealpi SanBiagio Arena), a cui seguiranno le date di Milano (17 aprile Unipol Forum), Torino (19 aprile Inalpi Arena), Roma (21 aprile Palazzo dello Sport), Casalecchio di Reno (Bologna) (24 aprile Unipol Arena), Firenze (26 aprile Nelson Mandela Forum), Terni (28 aprile Pala Terni), Montichiari (30 aprile PalaGeorge), Pesaro (2 maggio Vitrifrigo Arena) e Padova (4 maggio Kioene Arena).
La scaletta di 'C’era un ragazzo – Gianni Morandi Story' ripercorrerà i grandi classici del suo repertorio, senza dimenticare i brani dell'ultimo progetto discografico 'Evviva!'. L’artista sarà accompagnato sul palco da una superband - diretta dal maestro Luca Colombo - che arricchirà con talento ed energia le atmosfere di ogni brano.
Leggi tutto: Gianni Morandi festeggia i 60 anni di 'C'era un ragazzo' e nel 2026 va in tour

(Adnkronos) - Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha avuto a Bruxelles un incontro con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. "Abbiamo discusso - informa Zelensky via social - di come proteggere il nostro settore energetico dagli attacchi russi e renderlo più resiliente. L'Italia dispone delle competenze e delle attrezzature necessarie per questo".
"Separatamente - aggiunge - ci siamo concentrati sui progetti di difesa congiunti nell'ambito dello strumento Safe. È importante che tali iniziative vadano a beneficio di tutta l'Europa. Abbiamo anche affrontato la questione cruciale dell'utilizzo dei beni russi congelati. È giusto che questi fondi siano destinati a sostenere e difendere il nostro Paese", conclude.
Leggi tutto: Ucraina, bilaterale Zelensky-Meloni a margine del vertice Ue

(Adnkronos) - La sanità italiana sta vivendo una trasformazione digitale che non è più un esercizio di stile, ma un cantiere aperto con impatti misurabili su cure, tempi e sostenibilità del sistema. Il nuovo White Paper "Tecnologie e policy per il futuro della sanità digitale" di Anitec-Assinform – presentato a Roma durante l’evento "Sanità digitale: persone, visioni, futuro" – mette in fila numeri, priorità e proposte per far fare all’Italia il salto dal Pnrr a una vera politica industriale e di servizio sulla salute connessa.
Il mercato: crescita robusta e tecnologie abilitate
Secondo le elaborazioni NetConsulting cube citate nel documento, il mercato Ict della sanità ha raggiunto nel 2024 i 2,47 miliardi di euro. La traiettoria è chiara: +9,3% nel 2025 e +8,5% nel 2026, fino a 2,93 miliardi. I servizi it superano da soli 1,7 miliardi, segno che la domanda non riguarda più soltanto dispositivi e infrastrutture, ma integrazione, gestione, assistenza e continuità operativa.
Tra le tecnologie abilitanti spiccano l’intelligenza artificiale (+35%), il cloud computing (+25%) e la cybersecurity (+15%). Un mix che riflette lo stato dell’arte internazionale: algoritmi che aiutano triage, diagnostica e pianificazione; piattaforme cloud per scalabilità e resilienza; sicurezza come condizione preliminare per trattare dati clinici e processi critici.
Telemedicina, fse 2.0 ed ecosistema dati: i cantieri che cambiano il servizio
Gli investimenti del Pnrr hanno spinto la telemedicina, oggi innestata sulla Piattaforma nazionale, e accelerato due architravi della “sanità data-driven”: il Fascicolo sanitario elettronico 2.0 e l’Ecosistema dati sanitari. Sono gli strumenti che possono abilitare presa in carico territoriale, continuità assistenziale e prevenzione su base di popolazione, riducendo accessi impropri e liste di attesa.
Il sentiment delle imprese associate ad Anitec-Assinform è eloquente: l’87% considera l’intelligenza artificiale una priorità assoluta. Resta però aperto il nodo dell’interoperabilità, tecnica e semantica, senza la quale la promessa dei dati distribuiti si spegne in silos locali. E pesa ancora la compliance normativa: il 73,91% segnala impatti significativi sulla gestione dei dati dei pazienti; oltre un terzo delle aziende dichiara di non aver mai intercettato finanziamenti per progetti di sanità digitale.
Cinque pilastri e quattro mosse di policy
Anitec-Assinform individua cinque pilastri per la strategia nazionale nel post Pnrr: innovazione tecnologica, semplificazione normativa, interoperabilità, accesso stabile ai fondi e sviluppo delle competenze del personale del ssn. Dal documento emergono anche quattro mosse di policy immediate:
- Value based procurement: passare da gare focalizzate sul prezzo a modelli che premino outcome clinici, qualità e impatti misurabili su processi e pazienti.
- Standard aperti obbligatori: adottare formati e protocolli comuni per garantire portabilità e riuso dei dati lungo il percorso di cura.
- Fondo nazionale stabile: superare la logica “a sportello” e la discontinuità dei bandi, assicurando una base pluriennale per la sanità digitale.
- Upskilling strutturato: programmi continuativi di aggiornamento per clinici, tecnici e amministrativi, perché il cambiamento organizzativo segua l’innovazione tecnologica.
Un lavoro di filiera
Il White Paper è frutto del Gruppo di lavoro “Digital transformation in sanità”, coordinato da Fulvio Sbroiavacca, e della collaborazione tra imprese e associazioni. Hanno contribuito Almaviva, Cisco, Engineering, Exprivia, ibm, InterSystems, Kelyon, Microsoft, Oracle, Praezision e Salesforce, insieme ad aiop, Assobiotec-Federchimica, Assolombarda, Farmindustria, Confindustria Dispositivi Medici e Confindustria. Un perimetro che fotografa l’ecosistema reale in cui innovazione clinica, regolazione e industria si intrecciano.
All’evento hanno partecipato esponenti istituzionali, imprese Ict e associazioni del life science, tra cui Andrea Costa, esperto per l’attuazione del pnrr del Ministero della Salute. Dal confronto è uscita una richiesta convergente: governare il “dopo Pnrr” con una cabina di regia unica, linee guida chiare e strumenti semplici per scalare i progetti migliori.
La chiamata all’azione
"Le tecnologie sono pronte e molte soluzioni già operative. L’Italia dispone di competenze e casi di successo in grado di rendere la sanità più efficiente, sostenibile e centrata sulla persona. Il Pnrr ha avviato il percorso, ma è arrivato il momento di una vera strategia nazionale per la sanità digitale, con fondi stabili e un coordinamento costante. Serve collaborazione concreta tra pubblico e privato per mettere a sistema le migliori pratiche e ottenere risultati reali", ha dichiarato Domenico Favuzzi, vice presidente vicario Anitec-Assinform, con delega alle relazioni con i territori e al monitoraggio del Pnrr.
Il messaggio di fondo è netto: per trasformare gli investimenti in risultati visibili per cittadini e operatori servono regole semplici, obiettivi misurabili, un’infrastruttura dati sicura e interoperabile, e competenze diffuse. La traiettoria di mercato indica che la domanda c’è. La differenza, d’ora in poi, la farà la capacità di sistema di far dialogare tecnologie, organizzazioni e persone lungo un percorso unitario e continuativo.

(Adnkronos) - Dura replica del Cremlino alle nuove sanzioni americane contro i due colossi energetici russi, Rosneft e Lukoi. Il presidente russo Vladimir Putin le ha definite oggi, giovedì 23 ottobre, "un atto ostile che non rafforza i rapporti" tra i nostri due Paesi .
La risposta della Russia a eventuali attacchi con missili Tomahawk sul territorio russo, ha aggiunto Putin, sarà "seria, se non addirittura schiacciante". "Si tratta di un tentativo di escalation, ma se tali armi venissero utilizzate per colpire il territorio russo, la risposta sarebbe molto forte, se non addirittura schiacciante".
Si tratta delle prime misure dirette, adottate dagli Stati Uniti, durante il secondo mandato di Donald Trump e colpiscono al cuore il sistema energetico russo: Rosneft e Lukoil, insieme a decine di loro controllate. Le sanzioni, varate dall'Office of Foreign Assets Control del Tesoro, mirano a ridurre la capacità di Mosca di generare ricavi dal petrolio, principale fonte di finanziamento della guerra. Rosneft, compagnia statale, guidata da Igor Sechin, stretto alleato di Vladimir Putin, e Lukoil, società privata, rappresentano quasi la metà delle esportazioni russe di greggio - circa 3,1 milioni di barili al giorno, pari a oltre il 5% della produzione globale.
Trump, che ha definito le misure "molto pesanti, enormi", ha deciso di procedere dopo la cancellazione del previsto summit di Budapest con Putin e il crescente convincimento che al Cremlino non vi sia reale volontà di negoziare la pace. Finora il presidente aveva puntato su un ruolo di mediazione e si era opposto a nuove sanzioni.
Il pacchetto annunciato prevede il congelamento di tutti i beni di Rosneft e Lukoil negli Stati Uniti e il divieto per cittadini e aziende americane di intrattenere rapporti commerciali con le due compagnie o le loro controllate. Washington minaccia, inoltre, sanzioni secondarie contro le istituzioni finanziarie straniere che continueranno a fare affari con loro, comprese le banche che facilitano le vendite di greggio russo verso Cina, India e Turchia.
Prendere di mira Rosneft e Lukoil equivale, per molti analisti, a colpire il cuore pulsante dell'economia russa. Si tratta, osservano, di un salto di qualità nella pressione economica su Mosca. Tuttavia, l'efficacia resta incerta. "Le sanzioni danneggeranno certamente un'economia già in difficoltà - ha dichiarato l'ex ambasciatore americano in Ucraina, John Herbst alla Bbc - Ma sarebbe ingenuo aspettarsi che da sole convincano Putin a fare la pace". Anche l'ex ambasciatore Usa a Kiev, Bill Taylor, parla di un segnale politico più che di una leva decisiva: "Servono a dire a Putin che deve tornare al tavolo dei negoziati".
Molti esperti concordano sul fatto che l'efficacia delle nuove sanzioni dipenderà dalla cooperazione globale. Mosca potrebbe compensare le perdite rivolgendosi ai mercati 'amici' - dalla Cina alla Turchia, fino all'India e gli Emirati - riducendo così l'effetto di isolamento economico perseguito da Washington.
Per l'ex funzionario del Dipartimento di Stato, Edward Fishman, che ha coordinato le politiche sanzionatorie durante l'Amministrazione Obama, la chiave sarà quanto Washington sarà disposta a spingersi in avanti. "La vera domanda è se gli Stati Uniti faranno seguire le parole ai fatti, colpendo le banche cinesi, i trader degli Emirati o le raffinerie indiane che trattano con Rosneft e Lukoil. Mi aspetto, almeno nel breve periodo, un certo ritiro dai rapporti con il petrolio russo", ha spiegato su X.
Leggi tutto: Ucraina, nuove sanzioni Usa ai colossi del petrolio russo. Putin: "Atto ostile"

(Adnkronos) - Il Garante per la protezione dei dati personali ha irrogato e notificato alla Rai (Radio Televisione Italiana Spa) la sanzione di 150mila euro per la violazione di alcune disposizioni del Codice della Privacy, del Gdpr e delle Regole deontologiche relative ai dati personali nell’esercizio della professione giornalistica. ''La sanzione si riferisce al procedimento, avviato nel dicembre 2024 e definito in esito a completo contraddittorio, riguardante la diffusione di un audio relativo a una conversazione telefonica tra Gennaro Sangiuliano e sua moglie Federica Corsini, mandato in onda l’8 dicembre 2024 nel corso della trasmissione Report, di cui la Rai è editore'', si legge nella nota del Garante.
''Sempre nel corso della riunione di oggi, ma nell’ambito di altro procedimento, il Garante ha dichiarato infondato il reclamo di Sangiuliano nei confronti di alcune testate giornalistiche per il contenuto di articoli che avrebbero violato la propria sfera personale e privata'', prosegue la nota.

(Adnkronos) - Nessun ritiro in vista per Lionel Messi, anzi. Il fuoriclasse argentino ha annunciato oggi, giovedì 23 ottobre, di aver rinnovato il contratto che lo lega all'Inter Miami per altri tre anni, fino al 2028. Messi giocherà in Major League Soccer, il campionato di calcio americano, almeno fino ai 41 anni, allontanando così le voci di chi voleva un addio imminente ai campi. Ad annunciare il rinnovo proprio l'Inter Miami con un video pubblicato sui propri canali ufficiali.
Mentre non è sicuro che Messi continuerà a vestire la maglia dell'Argentina, anche se la sua presenza ai prossimi Mondiali, in programma la prossima estate in Stati Uniti, Messico e Canada, è considerata praticamente certa, l'ex attaccante del Barcellona giocherà ancora con la squadra presidenziata da David Beckham.
Leggi tutto: Messi, nessun ritiro: l'argentino rinnova con l'Inter Miami

(Adnkronos) - Il mismatch tra domanda e offerta è il tallone d’Achille di settori come ristorazione e accoglienza. Su come intervenire a riguardo, prendendo spunto dal Piano Mattei, risponde Guido Lazzarelli, direttore centrale Politiche del Lavoro e Welfare di Confcommercio Imprese per l'Italia in occasione della seconda edizione del Global Welfare Summit, il principale appuntamento italiano dedicato all’evoluzione del welfare, dedicata alle 'Eccellenze che ispirano', organizzato a Villa Miani a Roma. “E' un terreno - spiega - sicuramente da esplorare e porta con sé delle scommesse, delle aspettative, ma anche delle incognite. Il Piano Mattei significa formare le persone nel luogo di origine, ci sono dei progetti in Nord Africa che riguardano alcune figure molto ricercate dai nostri sistemi del terziario e del turismo, quelli che registrano la maggior parte dei numeri del mismatch”.
“Stamattina - sottolinea Lazzarelli - abbiamo ascoltato chi ci raccontava come, in alcuni paesi del Nord Europa, l’equazione ‘aumento di immigrazione - risanamento dei conti previdenziali dei Paesi’ non è corretta. Quindi, dovremmo vedere come si traducono questi piani, rispetto ai quali anche Confcommercio sta partecipando, da qui a un tempo medio che sarà necessario di sperimentazione per vedere se effettivamente aiutano nella copertura del mismatch”.
“Bisogna agire sugli istituti contrattuali che abbiamo attraverso la formazione continua; bisogna fare in modo che i nostri contratti diventino più attrattivi per i giovani”, conclude.

(Adnkronos) - Un taglio di 50 milioni, nel 2026, per la linea C della metropolitana di Roma, di 15 milioni per la linea M4 della metro di Milano e di altri 15 per il progetto di estensione della rete de trasporto rapido di massa tra Afragola e la metropolitana di Napoli. È quanto prevede la manovra, trasmessa ieri in Senato, come si evince dalle tabelle allegate al testo su rifinanziamenti, definanziamenti e riprogrammazioni delle dotazioni.
Il vicepremier Antonio Tajani ha esortato il ministro dei Trasporti Matteo Salvini a parlare con il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti a "fare marcia indietro" sul definanziamento della metro C di Roma. "Ripensateci - l'appello del capo della Farnesina intervenendo all'evento a Napoli 'Pensare il futuro: dall’Italia al Mediterraneo' organizzato da Il Mattino - le infrastrutture servono alla comunità e non sono soldi buttati".
"Credo che il ministro Salvini - ha detto - debba occuparsi anche della città di Roma visto che sono stati tagliati 50 milioni per la metro C che erano stati inseriti l'altra volta. Siccome il ministro responsabile è lui io mi auguro che segua questo argomento perché Roma è la capitale e ha bisogno di una metropolitana che arrivi anche in aree dove i collegamenti non sono così senza lo stadio, e non c'è solo lo stadio in quella parte di Roma e quindi mi auguro che il ministro Salvini si occupi di questa cosa, evidentemente gli è sfuggita".
In una nota Linda Meleo, capogruppo M5S in Assemblea Capitolina, afferma: "Un taglio imponente inserito da questo governo nella nuova manovra, che rischia di azzoppare un progetto di espansione partito già dalla scorsa consiliatura". "Il timore per il destino dei cantieri in corso, come quello a piazza Venezia, è grande: bisogna subito fare chiarezza sulle conseguenze di questa scelta di Meloni e Salvini, adottando ogni azione necessaria per evitare che il definanziamento vada in porto - conclude - Roma ha bisogno di una cura del ferro che passi anche da una rete metropolitana più estesa ed efficiente. Non possiamo permettere che una decisione calata dall'alto condanni la Capitale a rassegnarsi al traffico e allo smog, mentre miliardi di euro vengono stanziati su progetti non urgenti come il Ponte sullo Stretto".
Paolo Barelli, presidente dei deputati di Forza Italia, in una nota ha definito "un grave errore" la scelta di "efinanziare la tratta della metro C di Roma, così come si legge in una tabella della manovra". "Lo avevamo già detto lo scorso anno,- prosegue - quando la misura è stata ritirata e lo ribadiamo con forza anche oggi, perché le motivazioni restano le stesse. La tratta è infatti strategica per collegare i quadranti Nord-Ovest e Sud-Est di Roma e il centro della città, alla zona dei grandi impianti sportivi". "Roma è tre volte capitale: è capitale politica, è capitale della cristianità ed è capitale culturale, i suoi cittadini, i lavoratori delle pubbliche amministrazioni, i turisti e le migliaia di persone che vengono in pellegrinaggio religioso hanno il diritto di poter usufruire di una mobilità all'altezza di una capitale mondiale. Forza Italia, in Aula, si batterà ancora una volta perché questa parte della Metropolitana sia rifinanziata", conclude.

(Adnkronos) - Arrivano questa sera i primi due studenti palestinesi attesi dall'Università di Roma Tor Vergata con il volo che li porta all'aeroporto militare di Ciampino. Il loro atterraggio è previsto per le 20 di oggi. Si tratta di Saja R.B.A. (20 anni) e Fawzy M.F.A. (23 anni) iscritti rispettivamente al corso di laurea triennale in Scienze del Turismo (curriculum in Inglese Innovation Tourism For Made In Italy) e al corso di laurea magistrale in Business Administration, secondo un'attenta analisi del loro precedente curriculum accademico.
Saja e Fawzy sono i primi studenti ad arrivare sui sei attesi a Tor Vergata, vincitori delle borse messe a disposizione dall'ateneo per il progetto Iupals - Italian Universities for Palestinian Students, coordinato da Crui e condiviso con il consolato generale d'Italia a Gerusalemme. Gli altri studenti sono attesi nelle prossime settimane.
Il rettore dell'Università di Roma Tor Vergata, Nathan Levialdi Ghiron commenta commosso questo evento: "Accogliere studentesse e studenti palestinesi significa non solo portarli via delle zone di guerra, ma anche accompagnarli in un percorso di crescita personale e accademica, offrendo loro la possibilità di costruire un futuro".
"La formazione - sottolinea il rettore - diventa in questo modo non solo ponte culturale e di dialogo, ma strumento di pace. Ed è anche da qui, dalle università, che può nascere la speranza di una pace, nonostante le inevitabili difficoltà".
Ma è prevista l'accoglienza di altri studenti palestinesi. Nell'ultima seduta straordinaria del 13 ottobre scorso, il senato accademico di Roma Tor Vergata ha approvato la mozione sulla pace nella Striscia di Gaza e ha ribadito l'intenzione dell'ateneo di allargare il numero di borse andando oltre i 6 vincitori. Roma Tor Vergata si impegna a trovare le risorse necessarie per borse di studio di tutti gli studenti che hanno partecipato al bando per il progetto Iupals dell'anno accademico 2025/2026 e che sono risultati idonei.
L'Università di Roma Tor Vergata inoltre mette a disposizione il Policlinico Tor Vergata, in collaborazione con la Regione Lazio, per offrire cure mediche in favore di pazienti provenienti dalla Striscia di Gaza.
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(Adnkronos) - Jasmine Paolini tedofora a Milano Cortina 2026. Oggi, giovedì 23 ottobre, la tennista azzurra ha annunciato che trasporterà una delle fiamme olimpiche alle prossime Olimpiadi invernali, in programma in Italia dal 6 al 22 febbraio prossimo. Paolini ha comunicato il tutto con un post sul proprio profilo Instagram: "Sono orgogliosa di essere una delle tedofore alle prossime Olimpiadi di Milano Cortina 2026".
Paolini, attualmente numero sei del mondo, è reduce dalla sconfitta nella semifinale del Wta di Ningbo per mano di Elena Rybakina, ma nonostante il ko ha potuto festeggiare la qualificazione alle prossime Wta Finals di Riad.
Leggi tutto: Paolini, non solo tennis: sarà tedofora alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026

(Adnkronos) - Cinque secoli dopo la frattura tra Roma e Canterbury, la possibilità di una riconciliazione tra la Chiesa cattolica e la Comunione anglicana non è più soltanto un'utopia teologica. Dialoghi, iniziative comuni, un crescente desiderio di unità e ora la storica visita di re Carlo III in Vaticano stanno riaprendo un capitolo che la storia sembrava aver chiuso per sempre.
Dal 1966 la Commissione internazionale anglicano-cattolica (Arcic) lavora per superare le divisioni dottrinali sorte all'epoca di Enrico VIII. In quasi sessant'anni di confronto, i due mondi cristiani hanno compiuto passi significativi su temi come Eucaristia, ministero e autorità nella Chiesa. Oggi molte differenze appaiono più terminologiche che sostanziali, anche se i nodi teologici principali restano sul tavolo.
I punti critici non mancano. Roma non riconosce la validità delle ordinazioni anglicane, mentre gli anglicani faticano ad accettare il primato universale del Papa. A ciò si aggiungono questioni più recenti - dall'ordinazione delle donne alla benedizione delle unioni omosessuali - che dividono la stessa Comunione anglicana e rendono più complesso il dialogo con il Vaticano.
Un modello concreto di riavvicinamento è arrivato con 'Anglicanorum Coetibus', la costituzione apostolica voluta da Benedetto XVI nel 2009. Essa permette a intere comunità anglicane di entrare in piena comunione con la Chiesa cattolica mantenendo parte del proprio patrimonio liturgico e spirituale. È una formula sperimentale, ma dimostra che l'unità può assumere forme nuove.
Oggi teologi e pastori preferiscono parlare di "unità nella diversità riconciliata", più che di ritorno o sottomissione. La sfida è costruire una comunione reale, fondata su una fede condivisa, pur nel rispetto delle differenze storiche e culturali. L'obiettivo, dicono da entrambe le parti, non è uniformare, ma testimoniare insieme il Vangelo in un mondo sempre più frammentato.
Nei prossimi mesi si attendono nuovi documenti della Arcic III e del Malines Dialogue Group, che potrebbero definire ulteriormente i punti comuni su cui edificare un'unità visibile. Nessuno si illude che la piena comunione sia vicina, ma il fatto stesso che se ne parli con serietà è già una notizia. Cinque secoli dopo Enrico VIII, il filo spezzato della cristianità occidentale potrebbe - lentamente, ma realmente - tornare a intrecciarsi. E forse non è un caso che San John Henry Newman, sacerdote anglicano e poi convertito al cattolicesimo, il prossimo primo novembre, come annunciato da Papa Leone, sarà dichiarato Dottore della Chiesa. E in Piazza San Pietro arriverà una importante delegazione della Chiesa anglicana. (di Paolo Martini)
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(Adnkronos) - “Il welfare è una forma di erogazione di assistenza e di supporto ai professionisti che lavorano. Io rappresento la Cassa dei medici che è la più importante del pianeta Adepp con venti casse di previdenza. Ci interroghiamo sul welfare, il nostro primo obiettivo, oltre all'attività istituzionale che è quella di pagare pensioni e dare assistenza a chi ha bisogno”.
Sono le dichiarazioni di Alberto Oliveti, presidente della Fondazione Enpam - Ente di previdenza dei medici e degli odontoiatri e dell'Adepp - Associazione degli enti di previdenza privati italiani, in occasione della seconda edizione del Global Welfare Summit, dedicato quest’anno alle 'Eccellenze che ispirano'. “Cerchiamo di fare - spiega Oliveti - un welfare completo e integrato, quindi non solo un welfare dei bisogni, ma anche delle opportunità cercando di far cogliere le potenzialità in professioni che richiedono conoscenza e capacità di affrontare situazioni nuove in cambiamento”.
“Pertanto, cerchiamo formazione, qualificazione professionale costante, supporto alla professione, alle famiglie e alla salute, in un insieme che possa contemperare coperture di tipo preventivo sulla qualità della vita, che si rispecchia sulla qualità del fare il professionista. Su questo cerchiamo di portare un miglioramento delle opportunità di qualificare la professione”, conclude.
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(Adnkronos) - Lilly sostiene i Giochi olimpici e paralimpici invernali di Milano Cortina 2026, come sponsor ufficiale. L'accordo con la Fondazione Milano Cortina 2026, annunciato oggi - informa la farmaceutica in una nota - punta a "valorizzare lo sport come paradigma di impegno e resilienza, con una visione che guarda oltre il traguardo, per promuovere una cultura di benessere e salute nell'ambito delle prossime Olimpiadi e Paralimpiadi invernali", in programma rispettivamente dal 6 al 22 febbraio e dal 6 al 15 marzo 2026. L'unione delle forze punta a ispirare progresso, celebrare il potenziale umano e contribuire a un mondo più sano, inclusivo e sostenibile.
In qualità di sponsor ufficiale, si legge, Lilly "porta la propria esperienza e competenza in ricerca e sviluppo e, allo stesso tempo, continua a stimolare il dialogo sui temi della salute e sulle barriere sistemiche che, al di là del controllo individuale, possono ostacolare il diritto a una vita sana". Proprio per questo, in concomitanza con l'evento, la company realizzerà iniziative volte a sensibilizzare cittadini, comunità e giovani generazioni sull'importanza della prevenzione e dell'intervento precoce nelle malattie croniche. Come evidenziano vari studi, anche uno recentemente pubblicato sul 'British Journal of Sports Medicine', aumentare l'attività fisica può aggiungere fino a 11 anni di vita e camminare, anche solo 1 ora al giorno, può estendere la longevità e ridurre fortemente il rischio di morte prematura.
"La partnership con Lilly - afferma Andrea Varnier, Ceo di Milano Cortina 2026 - rappresenta per noi un valore fondamentale. Il nostro obiettivo è ispirare le nuove generazioni a condurre uno stile di vita più sano. Lilly incarna in modo concreto i principi di ricerca e salute, elementi essenziali per il benessere della società. L'unità d'intenti rappresenta la massima espressione della nostra visione. Siamo convinti che promuovere stili di vita più salutari sia una delle eredità più importanti che possiamo lasciare al Paese dopo i Giochi". Dichiara Elias Khalil, presidente e General Manager Italy Hub di Lilly: "Lilly e i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026 condividono la visione comune di un futuro inclusivo e sostenibile, nello sport e per le persone, quando si parla di salute. Il nostro obiettivo è promuovere una cultura del benessere, perché crediamo che la salute nasca dall'impegno quotidiano, dall'inclusione e dalla collaborazione tra persone, comunità e istituzioni. Come 'medicine company' che da quasi 150 anni trasforma la scienza in cura, vogliamo lasciare un'eredità che vada oltre i Giochi: un futuro in cui ognuno abbia la possibilità di vivere al massimo il proprio potenziale di salute e di vita. Inoltre, senza salute e resilienza non ci sono prestazioni. In ogni Olimpiade gli atleti raggiungono nuovi traguardi che un tempo sembravano irraggiungibili, se non addirittura impossibili. E proprio come gli atleti, anche noi non smettiamo mai di superare i nostri limiti. Insieme possiamo trasformare l'impatto di questa perseveranza condivisa in un cambiamento significativo per tutte le comunità che seguono le Olimpiadi".
Per Sofia Goggia, campionessa olimpica nella discesa libera a Pyeongchang 2018, vincitrice di 4 Coppe del Mondo e di 2 medaglie mondiali, "è un onore essere al fianco di Lilly per ribadire l'importanza dello sport come alleato della salute in vista delle Olimpiadi Milano Cortina 2026. Lo sport è molto più di una competizione - evidenzia - forgia il carattere, insegna il coraggio e la determinazione indispensabili per vincere, ma insegna soprattutto ad avere cura di se stessi, ogni giorno. Con il sostegno di Lilly a Milano Cortina, per promuovere la cultura della salute e del benessere, tutti noi potremo essere coinvolti in questo".
Aggiunge Arianna Fontana, leggenda internazionale dello short track e atleta italiana più medagliata di sempre ai Giochi Olimpici Invernali: "Lo sport è un mondo ricco di soprese: fa ritrovare la gioia di rimettersi in gioco, ti dà l'energia di metterti in pista anche quando gli obiettivi diventano difficili. Lo sport mi ha anche insegnato a prendermi cura del corpo, dell'energia e della mente ogni giorno. Ogni allenamento, ogni sfida, ogni ripartenza è una forma di benessere. Per questo credo in chi, come Eli Lilly, sostiene la cultura della salute e del benessere olistico come un percorso quotidiano, non solo un traguardo. In vista di Milano Cortina 2026, portare questo messaggio insieme significa unire due forze: quella dello sport e quella del benessere. Perché prendersi cura di sé è la vittoria più importante". Marta Bassino, campionessa mondiale di sci alpino nelle discipline di slalom parallelo e super gigante e vincitrice della Coppa del mondo di slalom gigante, sottolinea che "nello sci, come nella vita, la salute è alla base di tutto. Ecco perché credo nell'importanza di mantenere uno stile di vita attivo: entrambi possono davvero cambiare la vita". L'atleta condivide l'impegno della farmaceutica "nel mettere al centro il benessere delle persone e l'accesso equo a una vita sana, perché tutti dovrebbero avere le stesse opportunità di vivere bene, prendersi cura di sé e praticare sport. Con la ricerca e lo sviluppo Lilly aiuta le persone a continuare a vivere una vita migliore".
Conclude Davide Bendotti, atleta paralimpico di livello mondiale, pluricampione italiano che ha già rappresentato l'Italia ai Giochi paralimpici di Pyeongchang 2018 e Pechino 2022, specializzandosi nel super G: "Lo sport ha un potere incredibile: non solo permette di superare i limiti fisici, ma insegna anche a vincere le paure. Dopo il mio incidente non è stato facile proseguire in questo percorso, ma ho capito che la vera forza risiede nella determinazione e nella resilienza. Essere al fianco di Lilly in occasione delle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026 è per me un'occasione per ispirare sempre più persone a non arrendersi mai e a lottare per i propri sogni".
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(Adnkronos) - E' morto oggi nella sua Torino Franco Reviglio, ex ministro delle Finanze che fece entrare la ricevuta fiscale nella vita quotidiana degli italiani, ma anche riformatore dell'Eni e professore che per oltre mezzo secolo ha formato generazioni di economisti. Aveva 90 anni. Docente universitario, economista, politico, intellettuale socialista, tra i protagonisti silenziosi ma incisivi della finanza pubblica italiana del secondo Novecento, tra i vari incarichi ricoperti è stato anche presidente e ad di Eni. I funerali si svolgeranno sabato.
Reviglio era un intellettuale rigoroso ed austero che credeva nella responsabilità civile prima ancora che nei conti pubblici. "Se tutti pagano le tasse, le tasse si riducono", amava ripetere con quel tono calmo, ma inflessibile, che gli aveva guadagnato rispetto e diffidenza in egual misura nei palazzi romani. In un Paese dove l'evasione fiscale è sempre stata terreno minato, Reviglio rimarrà nella memoria collettiva come il "padre dello scontrino", colui che agli inizi degli anni Ottanta tentò di rendere la fiscalità una questione di equità sociale e non solo di burocrazia.
Nato a Torino il 3 febbraio 1935, discendente della famiglia dei conti di Lezzuolo e della Veneria, Franco Reviglio aveva respirato presto l'aria dell'impegno civile e dell'analisi razionale. Laureato in giurisprudenza all’Università di Torino, fu prima assistente volontario (dal 1964), poi professore ordinario (dal 1968) di Scienza delle finanze, cattedra che avrebbe mantenuto fino ai primi anni Duemila. Un percorso accademico costellato di pubblicazioni fondamentali per lo studio dell'economia pubblica - da "La finanza della sicurezza sociale" (Utet, 1969) a "La spesa pubblica. Conoscerla e riformarla" (Marsilio 2007) - e che lo avrebbe consacrato tra i principali interpreti italiani del pensiero economico riformista.
Dopo un'esperienza giovanile al Fondo Monetario Internazionale, a Washington (1964-66), Reviglio portò in Italia un approccio rigoroso ma aperto, capace di coniugare la disciplina dei conti con la giustizia sociale. Negli anni Settanta entrò nel vivo del dibattito politico come consulente dei ministeri del Bilancio e delle Finanze, prima di assumere incarichi diretti di governo.
Nel 1979, nel governo presieduto da Francesco Cossiga, divenne ministro delle Finanze. In un'Italia ancora segnata da inflazione e forti diseguaglianze sociali, Reviglio comprese che la riforma fiscale non poteva limitarsi a ritocchi tecnici. Introdusse così alcune delle misure più simboliche e discusse della storia tributaria italiana: l'obbligatorietà del registratore di cassa, la ricevuta fiscale, il "libro rosso" degli evasori. Provvedimenti che, per la prima volta, toccavano il cittadino comune e i commercianti, e che gli valsero la fama - talvolta ironica, talvolta amara - di "moralizzatore delle tasse". Ma dietro quella scelta c'era una visione: la consapevolezza che il patto fiscale tra Stato e cittadini è fondamento della democrazia economica.
Attorno a sé Reviglio riunì un gruppo di giovani economisti destinati a ruoli di primo piano - Giulio Tremonti, Domenico Siniscalco, Franco Bernabè, Alberto Meomartini - ribattezzati dai giornali i "Reviglio boy", laboratorio di idee liberalsocialiste che avrebbe segnato le stagioni successive della politica economica italiana.
Dopo il ministero delle Finanze che resse fino al 1981, Reviglio fu chiamato a guidare l'Eni (1983-1989), di cui fu presidente e amministratore delegato. Anni complessi, quelli del passaggio da ente di Stato a impresa moderna, segnati da ristrutturazioni profonde, dalla privatizzazione delle partecipate improduttive e dal rilancio internazionale del gruppo. Sotto la sua direzione nacquero la Fondazione Mattei e l'Archivio Storico dell'Eni, simboli di una visione industriale che non separava economia, cultura e memoria.
Negli anni successivi, Reviglio tornò brevemente alla politica attiva: senatore del Psi nella XI legislatura (1992-94) e ministro del Bilancio e per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno nel governo Amato. Erano gli anni della crisi del debito pubblico e di Tangentopoli, e ancora una volta il professore torinese scelse il rigore come bussola. Tornato all'insegnamento universitario, è stato infine presidente e amministratore delegato (2000-06) dell'Azienda energetica metropolitana Torino Spa. Editorialista per "Il Corriere della Sera", "La Stampa", "Il Sole 24 Ore", "L'Espresso" e poi per "Il Messaggero", Franco Reviglio seppe tradurre in linguaggio limpido le questioni più complesse della finanza pubblica. I suoi libri - tra gli atri "Lo Stato imperfetto" (Rizzoli, 1996), "Come siamo entrati in Europa e perché potremmo uscirne" (Utet, 1998), "Per restare in Europa. Ridurre l'evasione e riformare la spesa pubblica" (Utet, 2006) - riflettono un pensiero sempre indipendente, capace di interrogare il ruolo dell'Italia nell'economia globale senza mai rinunciare al principio di responsabilità collettiva.
Chi ha ben conosciuto Franco Reviglio lo descrive come un uomo riservato, ironico e severo con se stesso più che con gli altri. Torinese nell'animo, di quell'eleganza sobria e un po' austera che apparteneva alla sua generazione, Reviglio univa la precisione del tecnico alla passione civile del socialista riformista. Non amava le scorciatoie né le mezze verità. Sosteneva che l'economia, se ben governata, potesse essere "un ramo dell'etica". Nel giorno del commiato, resta la figura di un servitore dello Stato nel senso più pieno del termine: professore, ministro, dirigente, editorialista, ma soprattutto cittadino che credeva nella possibilità di un'Italia più giusta perché più trasparente. (di Paolo Martini)
Leggi tutto: Morto l'ex ministro Franco Reviglio, padre dello scontrino fiscale: aveva 90 anni

(Adnkronos) - Jannik Sinner torna in campo a Vienna. Il tennista azzurro sfida oggi, giovedì 23 ottobre, Flavio Cobolli - in diretta tv e streaming - nel derby azzurro degli ottavi di finale dell'Atp 500 austriaco. Sinner al primo turno del torneo ha superato agilmente il tedesco Daniel Altmaier, battuto in due set con un netto 6-0, 6-2 nella prima partita ufficiale giocata al rientro dal Six Kings Slam, il torneo esibizione arabo in cui ha trionfato superando Carlos Alcaraz in finale e intascando un assegno da 6 milioni di dollari complessivi.
Flavio Cobolli invece, all'esordio di Vienna, ha battuto il ceco Tomas Machac in due set 7-6 (8-6), 6-2.
In caso di passaggio del turno Sinner sfiderebbe il vincente della sfida tra l'argentino Francisco Cerundolo e il kazako Alexander Bublik.
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(Adnkronos) - “In un’azienda infrastrutturale come Terna, il welfare non è un accessorio, ma una leva strategica della dimensione sociale dell’agenda Esg”. A dirlo Daniel Thomas Seacombe, Head of Compensation, Welfare and Mobility di Terna, intervenendo oggi a Roma al Global Welfare Summit, dedicato quest’anno alle “Eccellenze che ispirano”.
Per Terna “investire sul benessere delle persone significa attrarre e trattenere competenze, sostenere la genitorialità e l’equilibrio vita-lavoro, promuovendo l’inclusione e le pari opportunità nella selezione, crescita e sviluppo delle persone. In questo modo il welfare contribuisce in modo concreto alla sostenibilità del Gruppo e alla creazione di valore condiviso per tutti gli stakeholder”.
Leggi tutto: Imprese, Seacombe (Terna): "Welfare è leva strategica in agenda Esg"
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