
Fabio Fognini sarà ospite oggi, domenica 1 febbraio, a Verissimo per un racconto inedito della sua vita dopo l'addio al tennis e la recente partecipazione al dance show di Rai1, Ballando con le stelle, dove si è classificato terzo in coppia con la maestra Giada Lini.
Fabio Fognini, chi è
Fabio Fognini è nato il 24 maggio 1987 a Sanremo. È Considerato uno dei tennisti italiani più forti della sua generazione, noto anche per il suo temperamento acceso e il carattere schietto, dentro e fuori dal campo.
Alcuni tra i traguardi più importanti nella sua carriera: ha raggiunto il 9º posto nel ranking ATP in singolare (luglio 2019) e il 7º posto in doppio (luglio 2015), diventando l’unico italiano ad essere entrato nella Top 10 di entrambe le specialità nell’era del ranking computerizzato.
Ha militato nella Top 100 ATP per 822 settimane, di cui 708 consecutive. Specialista della terra rossa, ha conquistato 9 titoli ATP in singolare, di cui 8 sulla terra, incluso il prestigioso Masters 1000 di Monte Carlo nel 2019, primo e unico successo italiano nel Principato nell’era Open.
Nei tornei del Grande Slam, il suo miglior risultato in singolare sono i quarti di finale al Roland Garros 2011. In doppio ha vinto 8 tornei ATP, tra cui gli Australian Open 2015 in coppia con Simone Bolelli – unico Slam vinto da una coppia italiana maschile nell’era Open.
Vita privata
L’11 giugno del 2016 ha sposato l’ex tennista Flavia Pennetta, ex numero 6 del mondo e vincitrice degli US Open 2015. La coppia vive a Barcellona insieme ai tre figli: Federico (nato il 19 maggio 2017), chiamato così in omaggio al tennista Federico Luzzi, scomparso prematuramente. Farah (nata il 23 dicembre 2019) e Flaminia (nata il 19 novembre 2021).
Il ritiro dal tennis
Fabio Fognini ha annunciato il ritiro ufficiale dal tennis nel luglio 2024, dopo essere stato eliminato al primo turno di Wimbledon da Carlos Alcaraz in una partita combattuta fino al quinto set. In un lungo post condiviso sui social, ha spiegato: "È arrivato quel momento che, in fondo, sapevo sarebbe arrivato, anche se una parte di me sperava non succedesse mai."
Nel suo messaggio ha ringraziato il tennis per tutto ciò che gli ha dato nel corso degli anni - forza e tanta crescita personale - esprimendo poi gratitudine verso allenatori, sponsor, amici e soprattutto la sua famiglia: “Flavia, sei la donna, la mamma e la compagna di vita che ho sempre sognato".
Ha dichiarato che dopo il tennis inizialmente voleva passare più tempo con i figli, ma ha colto l'opportunità di Ballando con le stelle come l’inizio di una nuova fase della sua vita.
Ballando con le stelle
Fabio Fognini ha partecipato all'ultima edizione di Ballando con le stelle in coppia con la maestra Giada Lini, classificandosi terzo ex aequo con la conduttrice Barbara D'Urso, in coppia con Pasquale La Rocca. Un'esperienza che ha permesso all'ex tennista di mettere in mostra la sua personalità estroversa e il suo carattere ironico.

Samira Lui torna oggi, domenica 1 febbraio, nello studio di Verissimo per un'intervista ritratto, dopo il successo ottenuto con 'La Ruota della fortuna' su Canale 5 al fianco di Gerry Scotti.
Samira Lui, chi è
Classe 1998, Samira Lui è nata a Udine, figlia di madre italiana e padre senegalese. È cresciuta con una madre forte e sempre presente, Samira coltiva sin da bambina una forte passione per il canto. E quella scintilla d’amore per il palco e il mondo dello spettacolo non si spegnerà più. Ottenuto il diploma, inizia a lavorare come hostess, ma il suo volto e il suo portamento non passano inosservati.
Nel 2017 partecipa a Miss Italia e si classifica al terzo posto. Un traguardo che segna l’inizio della sua ascesa televisiva. Negli anni successivi, accanto a Flavio Insinna, diventa ‘professoressa’ dell’Eredità su Rai 1. Ma non si ferma lì, nel 2022 partecipa a Tale e Quale Show, dove si mette alla prova e si cimenta in imitazioni impegnative, mostrando grinta e presenza scenica.
Nel 2023 è tra i concorrenti del Grande Fratello, un’esperienza durata solo un mese, ma che comunque le ha dato tanto. Nella clip di presentazione, aveva raccontato: "Miss Italia mi ha fatto capire quello che amo davvero fare. Anche quando faccio le pulizie, mi metto a ballare. La TV è il mio mondo".
E in effetti, Samira sogna di condurre un giorno un programma tutto suo. Ora è protagonista su Canale 5 al fianco di Gerry Scotti nella nuova edizione de La Ruota della Fortuna. Il suo ruolo? Quello storico della valletta che gestisce il tabellone, ma con qualcosa in più: carisma, professionalità, personalità.
In una precedente intervista ha raccontato di avere un bel rapporto con Gerry, fatto di stima e anche di qualche battibecco dietro le quinte, segno di una relazione autentica. Scotti, da parte sua, la descrive così: “Samira è un ingrediente speciale nella ricetta del programma. È come il profumo nella pastiera napoletana”, ha detto con affetto.
L'assenza del padre
Il papà della showgirl è andato via di casa prima che lei nascesse. Nell'ottobre del 2023, ospite a Verissimo, Samira Lui aveva raccontato: "Mia mamma è rimasta sola quando era incinta di me perché mio padre non era pronto ad avere un figlio. Lui non mi ha mai riconosciuta". Samira non ha mai incontrato suo padre: "Gli ho mandato un messaggio, lui non mi ha risposto, ma mi ha chiamata il giorno dopo. Non ci siamo mai incontrati".
L'amore
Nella sua vita però c’è un punto fermo: Luigi Punzo, modello e luxury concierge. I due si sono conosciuti su un set fotografico per abiti da sposa, e da lì non si sono più lasciati. Un amore che dura da oltre sei anni. “Il mio regalo più grande sei tu”, ha scritto Samira su Instagram. “Sogniamo insieme matrimonio, figli… ma ogni cosa a suo tempo”, aveva raccontato a Verissimo.

È tutto pronto per Sanremo 2026. Carlo Conti, conduttore e direttore artistico della kermesse canora, sarà ospite oggi, domenica 1 febbraio, per la prima volta a Verissimo, il talk show del weekend condotto da Silvia Toffanin su Canale 5. Per Conti, che si appresta a guidare il suo quinto Festival, è in programma un'intervista ritratto.
La 76esima edizione della kermesse canora andrà in onda dal 24 al 28 febbraio 2026, in prima serata su Rai 1 (in simulcast su Radio2 e RaiPlay), dal Teatro Ariston di Sanremo. Ecco le principali informazioni ufficiali sull'evento già svelate:
I cantanti e le canzoni
Questo l'elenco dei 30 cantanti che parteciperanno alla kermesse:
Tommaso Paradiso – I romantici
Chiello – Ti penso sempre
Serena Brancale – Qui con me
Fulminacci – Stupida Sfortuna
Ditonellapiaga – Che fastidio!
Fedez e Masini – Male necessario
Leo Gassmann – Naturale
Sayf – Tu mi piaci tanto
Arisa – Magica favola
Tredici Pietro – Uomo che cade
Sal Da Vinci – Per sempre sì
Samurai Jay – Ossessione
Malika Ayane – Animali Notturni
Luché – Labirinto
Raf – Ora e per sempre
Bambole di Pezza – Resta Con me
Ermal Meta- Stella stellina
Nayt – Prima che
Elettra Lamborghini – Voilà
Michele Bravi – Prima o poi
J-Ax – Italia Starter Pack
Enrico Nigiotti – Ogni volta che non so volare
Maria Antonietta E Colombre
Francesco Renga – Il meglio di me
Mara Sattei – Le cose che non sai di me
LDA e Aka7ven – Poesie clandestine
Dargen D'Amico – AI AI
Levante – Sei tu
Eddie Brock – Avvoltoi
Patty Pravo – Opera
I duetti
I 30 Big in gara, da regolamento, hanno potuto scegliere una cover dal repertorio italiano e internazionale, purché pubblicata entro il 31 dicembre 2025.
Gli Artisti saranno votati dal pubblico con il Televoto, dalla Giuria della Sala Stampa, Tv e Web e dalla Giuria delle Radio. Come già l'anno scorso, Carlo Conti ha lasciato aperta la possibilità che i Big in gara possano duettare anche tra loro, possibilità che però non è stata colta da nessuno dei 30 Big.
Arisa, 'Quello che le donne non dicono' con il Coro del Teatro Regio di Parma
Bambole di Pezza, 'Occhi di gatto' con Cristina d’Avena
Chiello, 'Mi sono innamorato di te' con Morgan
Dargen D'Amico, 'Su di noi' con Pupo e Fabrizio Bosso
Ditonellapiaga, 'The Lady Is a Tramp' con TonyPitony
Eddie Brock, 'Portami via' con Fabrizio Moro
Elettra Lamborghini, 'Aserejé' con Las Ketchup
Enrico Nigiotti, 'En e Xanax' con Alfa
Ermal Meta, 'Golden Hour' con Dardust
Fedez & Marco Masini, 'Meravigliosa creatura' con Stjepan Hauser
Francesco Renga, 'Ragazzo solo, ragazza sola' con Giusy Ferreri
Fulminacci, 'Parole parole' con Francesca Fagnani
J-Ax, 'E la vita, la vita' con Ligera County Fam (nome di fantasia che nasconde probabilmente il ritorno sul palco di Cochi e Renato).
Lda & Aka 7even, 'Andamento lento' con Tullio De Piscopo
Leo Gassmann, 'Era già tutto previsto' con Aiello
Levante, 'I maschi' con Gaia
Luchè, 'Falco a metà' con Gianluca Grignani
Malika Ayane, 'Mi sei scoppiato dentro il cuore' con Claudio Santamaria
Mara Sattei, 'L’ultimo bacio' con Mecna
Maria Antonietta & Colombre, 'Il mondo' con Brunori sas
Michele Bravi, 'Domani è un altro giorno' con Fiorella Mannoia
Nayt, 'La canzone dell’amore perduto' con Joan Thiele
Patty Pravo, 'Ti lascio una canzone' con Timofej Andrijashenko
Raf, 'The Riddle' con The Kolors
Sal Da Vinci, 'Cinque giorni' con Michele Zarrillo
Samurai Jay, 'Baila morena' con Belén Rodríguez e Roy Paci
Sayf, 'Hit the Road Jack' con Alex Britti e Mario Biondi
Serena Brancale, 'Besame Mucho' con Gregory Porter e Delia
Tommaso Paradiso, 'L’ultima luna' con gli Stadio
Tredici Pietro, 'Vita' con Galeffi, Fudasca & band.
Co-conduttori e sorprese
Al fianco di Carlo Conti, sul palco dell'Ariston per cinque sere consecutive ci sarà Laura Pausini, l'artista italiana più premiata nel mondo. In un secondo annuncio, il conduttore ha svelato un altro nome, quello di Achille Lauro che ricoprirà il ruolo di co-conduttore del Festival nella serata del 25 febbraio.
Il direttore artistico inoltre ha ufficializzato la presenza di Max Pezzali come protagonista del "palco sul mare". L'artista sarà ospite fisso sulla nave del Festival, animando cinque serate a tema che trasformeranno Sanremo in una grande festa collettiva, sulle note delle sue canzoni più celebri, capaci da oltre 30 anni di unire generazioni diverse.

'Da noi... a ruota libera' torna oggi, domenica 1 febbraio, con un nuovo appuntamento alle 17.20 su Rai 1. Tra gli ospiti di Francesca Fialdini, Serena Rossi, Pilar Fogliati, Matteo Martari, Giulio Scarpati, Francesco Pannofino e Sarah Silvestri.
Serena Rossi, è di nuovo in tour con il suo spettacolo teatrale 'SereNata a Napoli', da cui è stato inciso un disco, dallo stesso titolo, che raccoglie brani simbolo della tradizione napoletana. Poi, Pilar Fogliati, Matteo Martari e Giulio Scarpati sono protagonisti della terza stagione di 'Cuori', serie di successo di Rai 1.
E ancora, Francesco Pannofino, attore e doppiatore dalla voce inconfondibile, che, al fianco di Unhcr, l’Agenzia Onu per i Rifugiati, ha lanciato la campagna 'Ferma il Gelo', con l’obiettivo di raccogliere fondi per fornire aiuti essenziali durante l’inverno a persone rifugiate e sfollate in diversi Paesi. Infine, la storia di Sarah Silvestri, una donna aiutata, e per certi versi salvata, quando era solo una bambina, dallo stilista Valentino Garavani, diventato per lei un 'padre ombra' dopo la scomparsa improvvisa di suo padre. Grazie al suo sostegno, Sarah ha potuto coronare il suo sogno e oggi è un avvocato.

Verissimo torna oggi, domenica 1 febbraio, alle 16.00 con un nuovo appuntamento. Silvia Toffanin accoglierà tanti ospiti nel suo salotto per interviste ritratto.
Silvia Toffanin accoglierà per la prima volta a Verissimo, uno dei conduttori più amati della tv: Carlo Conti. Sarà ospite per un racconto inedito anche l’ex tennista Fabio Fognini. E ancora, sarà in studio Samira Lui, che ogni sera con Gerry Scotti entra nelle case degli italiani grazie a 'La Ruota della Fortuna'.
Inoltre, emozioni e musica con Kekko Silvestre dei Modà e Bianca Atzei, insieme nel nuovo singolo 'Ti amo ma non posso dirlo'. Ospiti del talk, con i loro percorsi, anche Carolyn Smith e la modella Eva Riccobono.
Infine, Silvia Toffanin intervisterà l’eroe di Crans-Montana Paolo Campolo, che nel rogo di Capodanno, scoppiato nel locale Le Constellation, grazie al suo coraggio, ha salvato molti ragazzi intrappolati.

Sfida di campionato per la Juventus. Oggi, domenica 1 febbraio, i bianconeri sfidano il Parma - in diretta tv e streaming - al Tardini nella 23esima giornata di Serie A. La squadra di Spalletti è reduce dall'indolore 0-0 contro il Monaco, che non ha compromesso la qualificazione ai playoff di Champions League, mentre in campionato ha battuto il Napoli per 3-0 nel big match dell'ultimo turno. Sconfitta invece per il Parma, superata 4-0 a Bergamo dall'Atalanta.
Parma-Juventus, orario e probabili formazioni
La sfida tra Parma e Juventus è in programma oggi, domenica 1 febbraio, alle ore 20.45. Ecco le probabili formazioni:
Parma (3-5-2): Corvi; Delprato, Circati, Troilo; Britschgi, Bernabè, Keita, Sorensen, Valeri; Ondrejka, Pellegrino. All. Cuesta
Juventus (4-2-3-1): Di Gregorio; Kalulu, Bremer, Kelly, Cambiaso; Thuram, Locatelli; Conceicao, McKennie, Yildiz; David. All. Spalletti
Parma-Juventus, dove vederla in tv
Parma-Juventus sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Dazn, visibili tramite smart tv. La partita si potrà seguire anche in streaming sull'app e sulla piattaforma web di Dazn.

L'Atalanta torna in campo in Serie A. Oggi, domenica 1 febbraio, la Dea sfida il Como - in diretta tv e streaming - in trasferta nella 23esima giornata di Serie A. La squadra di Palladino è reduce dalla sconfitta in Champions League contro l'Union Saint-Gilloise, che comunque non ha condizionato la qualificazione ai playoff, mentre in campionato aveva battuto il Parma 4-0 nell'ultima giornata. Quella di Fabregas invece ha battuto la Fiorentina in Coppa Italia e il Torino in Serie A, abbattuto con un netto 6-0.
Como-Atalanta, orario e probabili formazioni
La sfida tra Como e Atalanta è in programma oggi, domenica 1 febbraio, alle ore 15. Ecco le probabili formazioni:
Como (4-2-3-1): Butez; Vojvoda, Ramon, Kempf, Valle; Perrone, Da Cunha; Rodriguez, Nico Paz, Baturina; Morata. All. Fabregas
Atalanta (3-4-1-2): Carnesecchi; Scalvini, Djimsiti, Ahanor; Zappacosta, Ederson, De Roon, Zalewski; De Ketelaere; Scamacca, Raspadori. All. Palladino
Como-Atalanta, dove vederla in tv
Como-Atalanta sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Dazn, visibili tramite smart tv. La partita si potrà seguire anche in streaming sull'app e sulla piattaforma web di Dazn.

L'Inter di nuovo protagonista in Serie A. Oggi, domenica 1 febbraio, i nerazzurri affrontano la Cremonese - in diretta tv e streaming - in trasferta nella 23esima giornata di campionato. La squadra di Chivu è reduce dalla vittoria contro il Borussia Dortmund in Champions League, che è valsa la qualificazione ai playoff, mentre in campionato aveva battuto il Pisa 6-2 a San Siro. Quella di Nicola invece ha perso contro il Sassuolo nell'ultimo turno.
Cremonese-Inter, orario e probabili formazioni
La sfida tra Cremonese e Inter è in programma oggi, domenica 1 febbraio, alle ore 18. Ecco le probabili formazioni:
Cremonese (3-5-2): Audero; Terracciano, Baschirotto, Bianchetti; Zerbin, Grassi, Vandeputte, Pezzella; Bonazzoli, Vardy. All. Nicola
Inter (3-5-2): Sommer; Bisseck, Akanji, Bastoni; Luis Henrique, Sucic, Zielinski, Mkhitaryan, Dimarco; Pio Esposito, Lautaro. All. Chivu
Cremonese-Inter, dove vederla in tv
Cremonese-Inter sarà trasmessa in diretta televisiva sui canali Dazn, visibili tramite smart tv, ma anche su quelli SkySport. La partita si potrà seguire anche in streaming sull'app di SkyGo, sulla piattaforma di Dazn e su NOW.

Oggi, domenica 1 febbraio, nuova puntata di 'Domenica In', in onda dalle 14 alle 17,10 su Rai 1, condotta da Mara Venier affiancata da Tommaso Cerno, Teo Mammucari ed Enzo Miccio.
A cominciare da Christian De Sica e Lillo Petrolo, che presenteranno il loro nuovo film 'Agata Christian – Delitto sulle nevi', una divertente commedia diretta da Eros Puglielli in uscita nelle sale il 5 febbraio. Lino Guanciale, che racconterà la nuova e attesissima miniserie 'L’invisibile – La cattura di Matteo Messina Denaro', coprodotta da Rai Fiction e diretta da Michele Soavi, in onda su Rai 1 il 3 e 4 febbraio in prima serata.
E poi musica, con Nicola Di Bari e il tenore Vittorio Grigolo che si esibiranno con il brano 'De vez en cuando', uscito nella ricorrenza della nascita di Diego Armando Maradona, e a cinque anni dalla sua scomparsa, per ricordare il grande campione.
Non mancherà uno spazio dedicato al Festival di Sanremo, con le performance di Marco Carta, Scialpi, Pierdavide Carone, Francesca Alotta, Paolo Mengoli, Michele e Bobby Solo, pronti a riportare sul palco alcuni dei loro successi più celebri.
Per l’attualità, Mara Venier e Tommaso Cerno commenteranno i fatti della settimana insieme a Francesco Giorgino, Giovanni Terzi e alla psicoterapeuta Maria Rita Parsi.
Enzo Miccio ripercorrerà le grandi storie d’amore di Carlo d’Inghilterra, dal matrimonio con Lady Diana fino al rapporto con Camilla, oggi Regina consorte. Infine, non mancherà il momento dedicato al divertimento con Teo Mammucari, protagonista del gioco 'La cassaforte di Domenica In'.

La notizia del presunto volto di Giorgia Meloni, spuntato nella centralissima basilica romana di San Lorenzo in Lucina, finisce al centro della scena. La raffigurazione, che sarebbe frutto di un audace colpo di pennello di un restauratore, che ritoccando il volto di un cherubino 'omaggia' la presidente del Consiglio, agita le opposizioni. Non basta l'ironia della stessa Meloni ("non mi sento affatto un angelo", scrive sui social[1]) a impedire la richiesta di chiarimenti di Pd, M5s e Avs. Il patrimonio culturale italiano non può essere piegato a letture improprie né tantomeno trasformato attraverso operazioni che ne compromettano l'autenticità e il valore storico", avverte la democratica Irene Manzi, capogruppo di commissione Cultura della Camera.
Si dice poi interdetta la pentastellata Alessandra Maiorino: "Se la notizia corrisponde al vero, allora è necessario che la Soprintendenza e il ministero della Cultura facciano chiarezza su ogni responsabilità". "Se tutto fosse confermato ci troveremmo davanti a un gigante e inaccettabile esempio di culto della personalità, come non se ne vedeva dai tempi del fascismo", attacca Filiberto Zaratti di Avs. Replica alle opposizioni il senatore meloniano Matteo Gelmetti, che parla di "ennesimo caso di indignazione selettiva, dove l'arte diventa improvvisamente uno scandalo solo quando non piace a qualcuno". "Stupisce che una raffigurazione simbolica venga trasformata in un caso politico, come se l'Italia non avesse questioni ben più concrete da affrontare", aggiunge.
Il vicariato intanto mette le mani avanti assicurando di essere all'oscuro della vicenda: "La modifica del volto del cherubino è stata un'iniziativa del decoratore non comunicata agli organismi competenti". Il diretto interessato, Bruno Valentinetti, autore dell'intervento fatto sull'affresco, frena: "Chi lo dice che è Giorgia Meloni? Ditemi chi dice che le assomiglia?", ribatte, ricordando come anche il parroco non lo ha detto. "Per questo volto ho fatto un restauro e ho restaurato quello che c'era prima, 25 anni fa", precisa.
Da parte sua il ministero fa sapere che da lunedì inizieranno gli accertamenti. "Su indicazione del ministro Giuli, verificheremo la prossima settimana le carte per capire cosa è successo e se vi siano delle responsabilità", sono le parole della soprintendente speciale di Roma, Daniela Porro, che già oggi si è recata in Basilica per un sopralluogo.
Sui social intanto è boom di commenti. Nel frattempo la notizia diviene argomento di discussione anche per gli addetti ai lavori, tra storici e critici d'arte. Qualcuno ricorda come nel Rinascimento era prassi inserire qua e là volti dell'epoca -di committenti e potenti del tempo- papi, nobili. Gli stessi artisti, a partire da Michelangelo e Raffaello, spesso si ritraevano, come fece il Buonarroti nella Cappella Sistina.
Ma il paragone con oggi, per un big della storia dell'arte come Flavio Caroli non regge affatto. "A quei tempi l'arte era una piramide, con al vertice Michelangelo e i grandi artigiani fiorentini alla base, ora è una grande pianura... e c'è una cronaca sempre più pianeggiante...". "Io non voglio giudicare -aggiunge con riferimento all'angelo 'ritoccato' di San Lorenzo- perché amo la grande storia, non amo la cronaca troppo ravvicinata...". "L'arte si deve distaccare dalla contingenza", è il suo messaggio.

Gli iraniani “stanno negoziando, quindi vediamo che succede”. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un’intervista a Fox News, ricordando però che “l’ultima volta che hanno negoziato, abbiamo dovuto distruggere il loro nucleare perché non ha funzionato”.
Trump ha spiegato di non poter condividere i dettagli della strategia americana con gli alleati del Golfo: “Non possiamo rivelare il piano ai nostri alleati nel Golfo. Se lo facessi, sarebbe quasi come rivelarlo a voi, anzi potrebbe essere anche peggio”. Il presidente ha aggiunto: “Il piano è che l’Iran sta dialogando con noi e vedremo se riusciremo a fare qualcosa, altrimenti vedremo cosa succederà… Abbiamo una grande flotta diretta lì, più grande di quella che avevamo, e che abbiamo tuttora, in Venezuela”.
Nel pieno dell’escalation verbale, Trump ha anche rilanciato sul suo social Truth Social un video non verificato che mostrerebbe una presunta fuga disordinata dei Guardiani della Rivoluzione iraniani. “In diretta da Teheran. I pasdaran sono in panic mode, se la stanno facendo sotto”, si legge nel post dell’utente “Kosher”, ricondiviso dal presidente americano, che accompagna il messaggio con immagini attribuite a scene di caos nella capitale iraniana.
Diplomazia, ma anche pressioni e minacce
Dall’altra parte, le più alte sfere della sicurezza nazionale iraniana parlano di progressi nei negoziati con Washington, pur mantenendo alta l’allerta per possibili azioni militari statunitensi. Washington ha infatti dispiegato un gruppo da battaglia navale guidato dalla portaerei USS Abraham Lincoln nelle vicinanze delle coste iraniane e Teheran ha ribadito che, in caso di attacco, risponderebbe con lanci missilistici contro basi, navi e alleati statunitensi, in particolare Israele.
Nonostante le tensioni, Trump ha affermato di ritenere che l’Iran preferisca un accordo sui programmi nucleari e missilistici piuttosto che uno scontro militare diretto. Teheran ha confermato la disponibilità a negoziare sul nucleare, ma a condizione che missili e capacità difensive restino esclusi dall’agenda. "Contrariamente all'isteria della guerra mediatica artefatta, gli accordi strutturali per i negoziati stanno progredendo", ha dichiarato Ali Larijani, capo del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano.
Iran non ha cercato e non cerca la guerra
"La Repubblica islamica dell'Iran non ha cercato e non cerca la guerra in alcun modo ed è profondamente convinta che una guerra non sia nell'interesse né dell'Iran, né degli Stati Uniti né della regione", ha detto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in una conversazione telefonica con il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, secondo quanto riferisce una nota della presidenza.
Pezeshkian ha ribadito che per il suo Paese "risolvere i problemi attraverso la diplomazia è sempre stata una priorità rispetto alla guerra e speriamo che anche l'altra parte abbia capito che l'Iran non può essere costretto a negoziare attraverso minacce e forza".
"Per la Repubblica Islamica dell'Iran, risolvere i problemi attraverso la diplomazia è sempre stata una priorità rispetto alla guerra, e speriamo che anche la controparte abbia compreso che l'Iran non può essere costretto a negoziare con minacce e forza". "Ovviamente - avverte Pezeshkian - qualsiasi aggressione o attacco al territorio della Repubblica islamica dell'Iran incontrerà una risposta decisa. Tuttavia, l'Iran continua a perseguire la risoluzione dei problemi attraverso la diplomazia".
Diverse esplosioni, Israele e Usa negano coinvolgimento
Nel contesto di un inasprimento delle tensioni, le autorità iraniane hanno prontamente negato qualsiasi collegamento tra diversi incidenti verificatisi sabato[1] e attacchi o atti di sabotaggio. Tra questi, un'esplosione nella città portuale meridionale di Bandar Abbas è stata attribuita dai vigili del fuoco locali a una fuga di gas. Il Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche (IRGC) ha negato che uno degli edifici appartenenti alle sue forze navali sia stato preso di mira e l'agenzia Tasnim ha smentito "voci di un tentato assassinio" riguardanti il comandante della marina delle Guardie, Alireza Tangsiri.
Sabato, la Guida Suprema iraniana, Ayatollah Ali Khamenei, ha visitato il santuario di Ruhollah Khomeini, fondatore della Repubblica Islamica, offrendo preghiere in occasione delle celebrazioni di 10 giorni che commemorano il 47° anniversario della Rivoluzione Islamica del 1979.

Il mondo, ormai è noto, si divide in allodole - chi si alza presto al mattino - e gufi - cioè gli amanti della notte, i tiratardi, ma chi rischia di più in termini di salute? A rispondere è uno studio pubblicato sul 'Journal of the American Heart Association, secondo cui sono proprio le persone con un cronotipo serale (quindi i gufi) a presentare spesso un disallineamento circadiano, che può compromettere i comportamenti salutari e le funzioni cardiometaboliche. Il lavoro che giunge a queste conclusioni è uno studio prospettico su 322.777 partecipanti alla Uk Biobank (maxi database sanitario) di età compresa tra 39 e 74 anni, senza patologie cardiovascolari note. Gli autori hanno valutato con un sistema di punteggio (Le8, che si calcola a partire da 8 fattori di rischio) l'associazione cronotipo-malattie cardiovascolari.
E' emerso che tra gli adulti di mezza età e gli anziani, quelli con un cronotipo serale rispetto a quelli con un cronotipo intermedio presentano una salute cardiovascolare complessiva notevolmente peggiore. L'associazione osservata tra l'essere gufo e avere un rischio elevato di malattie cardiovascolari sembra in gran parte spiegata dal minor raggiungimento degli 8 parametri essenziali per la salute cardiovascolare.
"Che gli individui con un cronotipo serale potrebbero trarre particolare beneficio da interventi mirati ai fattori di rischio delle malattie cardiovascolari", concludono gli autori.
Lo studio, commenta l'infettivologo Matteo Bassetti in un post su X, "rivela che i cosiddetti 'gufi' potrebbero essere più a rischio di infarto e ictus". Dal maxi database sanitario, che include informazioni sulle preferenze sonno-veglia delle persone, emerge che "circa l'8% si è classificato come nottambulo, più attivo fisicamente e mentalmente nel tardo pomeriggio o la sera, e più attivo anche dopo" quella che è l'ora di andare a letto per la maggior parte delle persone. "In 14 anni, i nottambuli avevano un rischio del 16% più alto di un primo infarto o ictus rispetto alla popolazione media - riepiloga il medico - I nottambuli, soprattutto le donne, presentavano anche una salute cardiovascolare complessivamente peggiore, come riportato dai ricercatori. Essere nottambuli - conclude - non fa bene alla salute. Meglio essere attivi nelle ore centrali della giornata. Insomma, per la salute cardiovascolare meglio fare come l'allodola che come il gufo".

Kiev si sta preparando per incontri diplomatici "la prossima settimana" nell'ambito dei negoziati con Mosca per la fine della guerra in Ucraina. Lo ha detto il presidente Volodymyr Zelensky, sembrando escludere l'annunciato incontro ad Abu Dhabi tra le delegazioni ucraina e russa.
"Siamo in costante contatto con la parte americana e attendiamo che ci fornisca dettagli sui prossimi incontri. L'Ucraina è pronta a lavorare in tutti i formati di lavoro. È importante che questi incontri abbiano luogo e che portino a risultati concreti. Contiamo sugli incontri della prossima settimana e ci stiamo preparando", ha dichiarato Zelensky.
Nel pomeriggio, l'agenzia di stampa Tass, citando una propria fonte, aveva affermato che i colloqui di oggi ad Abu Dhabi "non sono stati annullati"[1].
Incontri "produttivi" Usa-Russia in Florida
Intanto l'inviato speciale del Presidente degli Stati Uniti, Steve Witkoff, ha definito "produttivi e costruttivi" gli incontri tenutisi in Florida con l'omologo russo, Kirill Dmitriev, nell'ambito degli sforzi per "promuovere una risoluzione pacifica del conflitto ucraino". "La delegazione americana comprendeva l'inviato speciale Steve Witkoff, il segretario al Tesoro Scott Bessent, Jared Kushner e il consigliere senior della Casa Bianca Josh Gruenbaum - ha scritto Witkoff su X - Siamo incoraggiati da questo incontro, che dimostra che la Russia sta lavorando per garantire la pace in Ucraina, e siamo grati al presidente Trump per la sua leadership fondamentale nella ricerca di una pace duratura e stabile".
Anche Dmitriev ha parlato di un "incontro costruttivo per la pace". "Discussione produttiva anche sul gruppo di lavoro economico Usa-Russia", ha reso noto Dmitriev.
La tregua per il freddo non esiste più
Mentre gli Stati Uniti intensificano gli sforzi per mediare un accordo di pace, la Russia continua a colpire le infrastrutture civili ed energetiche, lasciando gli ucraini senza riscaldamento nei giorni di maggiore gelo.
Il 29 gennaio Trump ha annunciato di aver convinto il presidente russo Vladimir Putin a sospendere per una settimana gli attacchi contro le città ucraine, a causa della grave situazione umanitaria. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha poi affermato che la tregua riguarda solo Kiev e sarebbe durata solo fino a oggi, 1 febbraio.
Ma già ieri Mosca ha ammesso che gli attacchi contro l'Ucraina sono andati avanti: nel mirino, precisa il ministero russo in un post pubblicato su Telegram, ci sono le infrastrutture dei trasporti e i magazzini di munizioni usate dalle forze militari.
Kiev ha denunciato i raid di 85 droni russi, con almeno due morti e tre feriti nel Donetsk, nelle cittadine di Raygorodka e Alekseevo-Druzhkovka. Le forze di difesa ucraine hanno abbattuto o neutralizzato 64 droni Shahed, Herbera, Italmas, degli 85 impiegati da Mosca nella notte, nel nord, nel sud e nell'est del Paese. "Venti di questi velivoli hanno colpito 13 località", precisano fonti ucraine.

Il mondo, ormai è noto, si divide in allodole - chi si alza presto al mattino - e gufi - cioè gli amanti della notte, i tiratardi, ma chi rischia di più in termini di salute? A rispondere è uno studio pubblicato sul 'Journal of the American Heart Association, secondo cui sono proprio le persone con un cronotipo serale (quindi i gufi) a presentare spesso un disallineamento circadiano, che può compromettere i comportamenti salutari e le funzioni cardiometaboliche. Il lavoro che giunge a queste conclusioni è uno studio prospettico su 322.777 partecipanti alla Uk Biobank (maxi database sanitario) di età compresa tra 39 e 74 anni, senza patologie cardiovascolari note. Gli autori hanno valutato con un sistema di punteggio (Le8, che si calcola a partire da 8 fattori di rischio) l'associazione cronotipo-malattie cardiovascolari.
E' emerso che tra gli adulti di mezza età e gli anziani, quelli con un cronotipo serale rispetto a quelli con un cronotipo intermedio presentano una salute cardiovascolare complessiva notevolmente peggiore. L'associazione osservata tra l'essere gufo e avere un rischio elevato di malattie cardiovascolari sembra in gran parte spiegata dal minor raggiungimento degli 8 parametri essenziali per la salute cardiovascolare.
"Che gli individui con un cronotipo serale potrebbero trarre particolare beneficio da interventi mirati ai fattori di rischio delle malattie cardiovascolari", concludono gli autori.
Lo studio, commenta l'infettivologo Matteo Bassetti in un post su X, "rivela che i cosiddetti 'gufi' potrebbero essere più a rischio di infarto e ictus". Dal maxi database sanitario, che include informazioni sulle preferenze sonno-veglia delle persone, emerge che "circa l'8% si è classificato come nottambulo, più attivo fisicamente e mentalmente nel tardo pomeriggio o la sera, e più attivo anche dopo" quella che è l'ora di andare a letto per la maggior parte delle persone. "In 14 anni, i nottambuli avevano un rischio del 16% più alto di un primo infarto o ictus rispetto alla popolazione media - riepiloga il medico - I nottambuli, soprattutto le donne, presentavano anche una salute cardiovascolare complessivamente peggiore, come riportato dai ricercatori. Essere nottambuli - conclude - non fa bene alla salute. Meglio essere attivi nelle ore centrali della giornata. Insomma, per la salute cardiovascolare meglio fare come l'allodola che come il gufo".
Nel primo tempo Mazzitelli e Kilicsoy in semirovesciata, nel finale
Sulemana e Idrissi... 
Si chiama Alessandro Calista, ha 29 anni ed è un agente del reparto Mobile di Padova. E' il poliziotto che a Torino, nella guerriglia scatenata da partecipanti al corteo per Askatasuna, è stato aggredito brutalmente da decine di persone con il volto coperto. Calista, sposato e padre di un figlio, è stato preso a calci e colpito a martellate da un gruppo di individui. L'agente, ormai privo del casco, è riuscito a sottrarsi al linciaggio ed è stato soccorso da un collega.
Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi e il capo della polizia Vittorio Pisani hanno sentito al telefono il poliziotto. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiamato il ministro Piantedosi, per chiedergli di trasmettere la sua solidarietà all'agente aggredito e a tutti gli agenti delle forze dell'ordine che hanno subito violenze. Lo si apprende dal Quirinale.
"Il collega ha avuto ferito alle costole e al polpaccio, è stato preso a martellate. C'era anche una chiave inglese che" nell'aggressione "è caduta da qualche parte. Sono stati dei terroristi che stanno cercando il morto", ha detto Pasquale Griesi, segretario Fsp Polizia di Stato, intervenendo a 4 di sera su Rete4.

Un video choc in cui si vede un poliziotto accerchiato da manifestanti a volto coperto e preso a calci e pugni sta girando in questi minuti su diversi social e viene rilanciato su numerose chat con commenti molto critici. Nel video, la cui autenticità sembrerebbe confermata, si vede un agente del reparto mobile rimasto isolato e colpito ripetutamente mentre si trova a terra, mentre sono in corso i violenti scontri per il corteo di Askatasuna a Torino.
"Quanto accaduto a Torino conferma chi sono i veri violenti e chi rappresenta l’autentico pericolo per la convivenza civile e per la nostra democrazia: gli antagonisti ospiti dei centri sociali occupati abusivamente anche grazie a coperture politiche ben identificabili", dichiara il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. "Anche in questa occasione, ascolteremo a sinistra ipocriti e surreali ragionamenti tesi a minimizzare le responsabilità di questi delinquenti - aggiunge Piantedosi - Ci saranno i consueti distinguo tra la bontà della causa per cui si è manifestato rispetto a pochi manifestanti intemperanti che vanno ‘compresi’ ma non condannati. Probabilmente oggi come ieri per qualche benpensante vanno difesi perché, anche se sbagliano, sono pur sempre compagni di lotta”.
Duro anche il commento del Ministro della Difesa, Guido Crosetto. "Questi non sono manifestanti. Non sono nemmeno delinquenti. Questi si comportano da nemici, da terroristi, da guerriglieri, vogliono fare male, sono spinti dall’odio. Se avessero altre armi le userebbero. E allora vanno trattati per quello che sono, senza sconti, senza alcun tipo di attenuante. La mia totale solidarietà alle forze di polizia, costrette a subire violenza per il solo fatto di aver giurato di proteggere tutti noi. Non si possono affrontare persone che si considerano in guerra con gli Stati ed i loro servitori, trattandole come fossero manifestanti civili e pacifici. Non lo sono", scrive sui social.

E' polemica sullo scambio di whatsapp tra Sigfrido Ranucci e Maria Rosaria Boccia, pubblicato dal "Giornale" diretto da Tommaso Cerno. I messaggi delle chat tra il conduttore di Report e l'imprenditrice campana sono finiti agli atti dell’inchiesta della Procura di Roma sul cosiddetto Boccia-gate, visto che è stata proprio la trasmissione di Raitre a mandare in onda l’audio della conversazione tra l'allora ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e la moglie. "Le chat depositate dai pm tracciano la genesi di quel rapporto Ranucci-Boccia, sfociato nella messa in onda, l’8 dicembre 2024, dell’audio privato", scrive "il Giornale", che ne riporta poi diversi stralci. Tra l'altro, alcuni in cui si fa riferimento all’esistenza di una presunta "lobby gay di destra che tirerebbe i fili dell’informazione", scrive il quotidiano.
E' Boccia, a quanto ricostruisce "il Giornale", che, nei giorni in cui si intensifica il rapporto con il conduttore di Report, punta l’attenzione su Tommaso Cerno, allora direttore de Il tempo e ospite, la mattina del 17 settembre 2024, a L’Aria che tira proprio sulla vicenda che la riguardava per la mancata nomina come consigliera ai Grandi eventi per il ministro della Cultura. La donna, che in quella stessa giornata aveva avuto l’incontro con Ranucci - come emerge dai messaggi su whatsapp -, alle 21.29 scrive al giornalista: "Ho visto Cerno all’Aria che tira... è davvero scandaloso". A quel punto il conduttore di Report la avvisa: "Quello è un altro del giro... giro gay, pericolosissimo".
Chiede che "venga fatta piena chiarezza sulle chat tra la Boccia e Sigfrido Ranucci" e che si apra "una riflessione seria e responsabile sul rapporto tra informazione, politica e tutela della sfera privata", il vice capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera dei Deputati, Elisabetta Gardini.
Attacca anche il presidente dei senatori di Fi Maurizio Gasparri, membro della Commissione Antimafia: Ranucci "ha denigrato con linguaggio omofobo giornalisti come Cerno e Giletti. Quindi si conferma personaggio non solo spregiudicato nella gestione delle fonti e nel traffico di notizie di ogni genere e tipo, ma anche portatore di un linguaggio di discriminazione. Credo che sarà opportuno portare all'attenzione degli organi che devono combattere l'odio, il linguaggio e il comportamento di Ranucci", sottolinea Gasparri chiedendo che a valutare la condotta del conduttore Rai sia "anche l'ordine dei giornalisti".
"Tirare in ballo il 'giro gay' o la 'lobby gay', è omofobia pura e semplice. Il solito complottismo insopportabile e stereotipato. La Rai prenda provvedimenti, non può si può accettare che un conduttore della tv pubblica si esprima in questa maniera", afferma il senatore di Italia Viva Ivan Scalfarotto, capogruppo in commissione Giustizia di palazzo Madama.
Ranucci, dal canto suo, chiede invece chiarezza al direttore del Giornale, Tommaso Cerno: secondo il conduttore le chat "sono state riportate in maniera parziale, se non manipolate". "E' stato tolto dalla chat - sottolinea sui social - il nome di un personaggio legato ai servizi segreti, Marco Mancini, amico di Cerno e della Cavallaro (l'autrice dell'articolo, ndr), che ha rapporti parentali con uomini dei servizi e che avrebbe spiegato il mio riferimento a Giletti, che nulla aveva a che fare con frasi omofobe che mi sono state attribuite. Fatto che verrà dimostrato nelle sedi competenti".
Pronta la replica di Cerno: "Nessuna censura su Mancini, il pezzo era centrato sulla vicenda della lobby gay di cui parla Ranucci, perché quello mi sembrava il tema, comunque per fare chiarezza, ora sul sito del Giornale abbiamo pubblicato tutta per intero la chat, ma resta sempre quello il punto: le accuse alla presunta lobby gay, di cui farei parte con Signorini, Giletti e un fantomatico mister B", dice all'Adnkronos, annunciando: "Domani sul cartaceo ci sarà tutto, ma non cambia la sostanza, restano quelle affermazioni sul giro gay, sulle frasi omofobe, su cui scriviamo".

Aggressione ad una troupe della Rai a Torino, oggi 31 gennaio, durante il corteo sceso in piazza per chiedere l'apertura del centro sociale Askatasuna. "La Rai condanna con la massima fermezza la gravissima aggressione subita oggi a Torino dalla giornalista Bianca Leonardi e dal suo film maker, appartenenti all troupe del programma 'Far West', da parte di gruppi antagonisti, incappucciati, nel corso del corteo per la riapertura di Askatasuna", si legge in una nota della Rai.
"I giornalisti sono stati presi di mira, aggrediti fisicamente, minacciati e costretti ad allontanarsi con la forza, mentre venivano lanciati sassi e distrutta l'attrezzatura di lavoro - si legge ancora - Un’azione violenta e organizzata, messa in atto con l’unico obiettivo di impedire alla Rai di documentare e raccontare quanto stava accadendo".
"L’aggressione assume un significato ancora più grave alla luce del fatto che 'Far West' ha realizzato un’inchiesta su Askatasuna che ha contribuito a far emergere criticità e responsabilità poi al centro dell’attenzione pubblica e istituzionale - spiega ancora la nota - Colpire i giornalisti Rai in questo contesto significa tentare di intimidire il servizio pubblico e di punire chi fa informazione. La Rai esprime piena solidarietà ai colleghi aggrediti e ribadisce che non accetterà intimidazioni né zone franche imposte con la violenza. Attaccare i giornalisti significa attaccare il diritto dei cittadini a essere informati".



