
Un comune farmaco antiepilettico sembra in grado di prevenire la formazione delle placche cerebrali nella malattia di Alzheimer. La speranza arriva da uno studio pubblicato su 'Science Translational Medicine', condotto da scienziati della Northwestern University in laboratorio, non ancora sull'uomo. Il farmaco si chiama levetiracetam e, a differenza dei primi medicinali autorizzati per l'Alzheimer che agiscono su placche beta-amiloidi già esistenti, sarebbe capace di prevenirne la formazione. Gli autori invitano alla cautela in attesa di ulteriori ricerche, e precisano che per riuscire a prevenire davvero i sintomi della malattia neurodegenerativa il levetiracetam andrebbe assunto diversi anni prima - fino a 20 - che il test oggi disponibile negli Stati Uniti rilevi livelli anche solo lievemente alterati di una proteina spia del rischio Alzheimer.
Come si forma l'Alzheimer e come fermarlo
Sebbene sia noto da tempo che la patologia comporta l'accumulo di frammenti proteici tossici nel cervello, finora i ricercatori hanno faticato a capire il meccanismo con cui questo processo avviene. Studiando modelli animali, neuroni umani e tessuto cerebrale di pazienti ad alto rischio, il team dell'ateneo Usa ha scoperto che un frammento proteico particolarmente tossico - la beta-amiloide 42 - si accumula all'interno delle vescicole sinaptiche dei neuroni, 'pacchettini' che le cellule nervose utilizzano per inviare segnali. Ma quando gli scienziati hanno somministrato levetiracetam ad animali e neuroni umani, il farmaco ha impedito ai neuroni di formare beta-amiloide 42.
"Mentre molti dei farmaci per l'Alzheimer attualmente in commercio, come lecanemab e donanemab, sono approvati per eliminare le placche amiloidi esistenti, abbiamo identificato questo meccanismo che impedisce la produzione dei peptidi beta-amiloide 42 e delle placche amiloidi - afferma l'autore corrispondente del lavoro, Jeffrey Savas, professore associato di Neurologia comportamentale alla Feinberg School of Medicine della Northwestern University - I nostri risultati descrivono una nuova biologia, aprendo al contempo le porte a nuovi bersagli farmacologici".
Il meccanismo descritto dai ricercatori americani ruota attorno alla proteina precursore dell'amiloide (App), fondamentale per lo sviluppo del cervello e la formazione delle sinapsi tra i neuroni. Un'elaborazione anomala dell'App può portare alla produzione di peptidi beta-amiloide, che svolgono un ruolo centrale nello sviluppo della malattia di Alzheimer. Gli scienziati hanno capito che la formazione di beta-amiloide 42 da parte dei neuroni dipende dalla modalità di movimentazione dell'App a livello intracellulare, e che il levetiracetam la condiziona in positivo. Durante il ciclo delle vescicole sinaptiche - processo fondamentale all'origine pensiero, movimento, ricordo o sensazione - il farmaco si lega a una proteina chiamata Sv2A; questa interazione rallenta una fase in cui i neuroni riciclano i componenti delle vescicole sinaptiche dalla superficie cellulare, e interrompendo questo processo di riciclo l'antiepilettico fa sì che l'App rimanga in superficie più a lungo, deviandola dal percorso che produce le proteine beta-amiloide 42 tossiche.
Quando prendere il farmaco
"A 30-40-50 anni il nostro cervello è generalmente in grado da sé di deviare le proteine dai percorsi dannosi", spiega Savas. Ma "con l'avanzare dell'età questa capacità protettiva si indebolisce gradualmente". E' una conseguenza naturale dell'invecchiamento che non significa necessariamente malattia, però "nei cervelli che sviluppano l'Alzheimer troppi neuroni 'sbandano' e si verifica la produzione di beta-amiloide 42. Poi arriva la proteina tau con i suoi grovigli, le cellule muoiono, subentra la demenza, c'è la neuroinfiammazione e diventa troppo tardi". Ecco perché, per prevenire efficacemente i sintomi dell'Alzheimer, le persone ad alto rischio dovrebbero iniziare ad assumere levetiracetam "molto, molto presto", chiarisce l'esperto. Possibilmente fino a 20 anni prima che il nuovo test per l'Alzheimer approvato dalla Food and Drug Administration rilevi livelli anche solo leggermente alti di beta-amiloide 42. "Non si può assumere questo farmaco quando si ha già la demenza - puntualizza il neurologo - perché il cervello ha già subito una serie di cambiamenti irreversibili e una morte cellulare massiccia".
L'idea di Savas e colleghi è quindi di provare a identificare popolazioni di pazienti che possono sviluppare forme genetiche di Alzheimer, ad esempio tra le persone con sindrome di Down. Sebbene siano gruppi piuttosto rari, secondo i ricercatori sono quelli che potrebbero trarre più beneficio da queste scoperte. Un'altra direzione in cui lavoreranno gli scienziati sarà provare a rallentare la degradazione molto rapida del levetiracetam. Si punta cioè a una versione del farmaco che possa persistere più a lungo nell'organismo, in modo da intralciare meglio il meccanismo che porta alla formazione delle placche cerebrali dell'Alzheimer.
Essendo il levetiracetam autorizzato da decenni dalla Fda, gli autori hanno analizzato dati clinici già esistenti - ottenuti dal National Alzheimer's Coordinating Center - per verificare se le persone con Alzheimer che assumevano il farmaco mostrassero un rallentamento del declino cognitivo: è emerso che in effetti presentavano un ritardo significativo dalla diagnosi di declino cognitivo alla morte, rispetto ai pazienti Alzheimer che assumevano lorazepam, altri antiepilettici o nessuno. "Sebbene l'entità del cambiamento fosse limitata (pochi anni)", per Savas "questo dato supporta l'effetto positivo del levetiracetam nel rallentare la progressione della patologia di Alzheimer".
Oltre che modelli di topo e neuroni umani in coltura, i ricercatori hanno studiato anche il tessuto cerebrale di persone con sindrome di Down morte tra i 20 e i 30 anni per incidenti stradali o altre cause. Siccome la sindrome di Down è associata a un rischio particolarmente alto di Alzheimer dopo i 40 anni, "poter esaminare il cervello di pazienti 20-30enni ci consente di sapere se avrebbero sviluppato l'Alzheimer, quindi di studiare i primissimi cambiamenti nel cervello umano" che si ammala, illustra Savas. Nei tessuti umani analizzati - così come sui modelli murini in un lavoro precedente della stessa équipe - è stato osservato l'accumulo di proteine presinaptiche che in medicina viene definito "stadio paradossale dell'Alzheimer: prima che le sinapsi vengano perse e si manifesti la demenza, si verifica innanzitutto l'accumulo di proteine presinaptiche", descrive lo specialista. Per Savas "è dunque plausibile che, se si iniziasse a somministrare levetiracetam a questi pazienti durante l'adolescenza, si potrebbe effettivamente ottenere un beneficio terapeutico preventivo". La ricerca continuerà per trovare conferme.
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“Oggi, la risposta a questo open day è stata grandiosa: abbiamo dovuto addirittura fermare le iscrizioni con significativo anticipo, perché abbiamo raggiunto il numero massimo che potevamo ospitare. Per rispondere a tutta questa domanda, però, abbiamo già programmato dei nuovi eventi. Oggi sono attese oltre 4mila persone tra il mattino, in cui vengono le scuole e il pomeriggio, in cui possono venire a visitare l’open day i singoli studenti e i loro familiari per raccogliere informazioni generali ma anche per incontrare direttamente i coordinatori dei corsi di laurea e gli studenti che stanno già frequentando per fare domande dirette e più interessanti”. Sono le parole di Vito Introna, professore presso il dipartimento di ingegneria dell'impresa dell'università di Roma 'Tor Vergata' e prorettore delegato all'orientamento, tutorato e placement, in occasione dell’open day 2026 dell’ateneo. (VIDEO[1])
“Abbiamo organizzato tante attività per cercare di incuriosire i ragazzi, che possono assistere, infatti, ad alcuni esempi di lezione, visitare una scena del crimine e utilizzare i visori per apprendere in diverse discipline", illustra.
"L'orientamento è un percorso e ciò significa che questo evento è il più importante dell'anno e noi siamo impegnati a costruire insieme ai ragazzi il loro percorso di orientamento”, spiega ancora.
“Tra i corsi di orientamento Pnrr, gli ex Pcto e tutti gli eventi organizzati durante l'anno, ognuno con obiettivi e caratteristiche differenti, contattiamo oltre 20mila studenti ogni anno per attività di orientamento", sottolinea Introna.
"I ragazzi e le scuole -continua- sono sempre più sensibili a questo argomento e comprendono come sia necessario avvicinarsi con largo anticipo e frequentare diversi eventi. Questo è sicuramente l'evento clou”. “Ci sono davvero molti buoni motivi per scegliere l'Università di Roma Tor Vergata. Siamo un’università molto giovane, abbiamo da poco compiuto 40 anni, ma nonostante questo abbiamo già un'ampia offerta formativa: quasi 120 corsi di laurea fra triennale, magistrale e laurea a ciclo unico in sei macroaree - sottolinea - Inoltre, siamo in forte crescita per quanto riguarda i ranking internazionali. In particolare, abbiamo un forte livello di internazionalizzazione per i quali siamo ai vertici delle classifiche e abbiamo tanti corsi di laurea impartiti in lingua inglese e diversi double degree, la doppia laurea”.
“Pertanto, l'ambiente è davvero internazionale e i nostri indicatori ci dicono anche che siamo ai vertici per le capacità di collocare i nostri studenti nel mondo del lavoro, così come è molto buono anche lo stipendio da essi percepito. Abbiamo anche dei numeri in continua crescita, ma nonostante questo riusciamo a mantenere un ottimo rapporto con i nostri studenti, molto familiare e diretto”, conclude Introna.

Oggi, giovedì 12 febbraio, studenti e studentesse delle scuole hanno modo di scoprire l’università: appuntamento a Roma Tor Vergata per l’open day invernale! Fino alle 13, presso l’edificio A della facoltà di Economia in via Columbia, 2, le classi ascoltano le presentazioni dell’offerta formativa delle 6 aree (Economia, Giurisprudenza, Ingegneria, Lettere e Filosofia, Medicina e Chirurgia, Scienze Mm.ff.nn.) e partecipano alle attività di approfondimento, laboratori e seminari, che si svolgono nelle aule dedicate alle singole aree. Inoltre sono a disposizione desk informativi dei singoli corsi di studio triennale e magistrale a ciclo unico con docenti e tutor per ulteriori chiarimenti. (VIDEO[1])
Presenti anche gli stand dedicati ai servizi di Ateneo (come tasse, borse di studio, Erasmus, placement, alloggi ed opportunità per gli studenti) per fornire ogni informazione utile per affrontare la futura esperienza universitaria. L’evento è aperto esclusivamente alle classi accompagnate dai loro docenti.
Più tardi invece, dalle 15 alle 18, studenti e studentesse non accompagnati hanno modo di scoprire le sei aree, sempre nella facoltà di Economia. Previste presentazioni all’Aula magna e visite ad aule dedicate all’area di proprio interesse. Un modo per parlare e confrontarsi con i referenti dei corsi di laurea ai desk informativi e seguire le attività di approfondimento. E poi ancora ricevere info utili su servizi, tasse, alloggi e aggiornamenti su opportunità dedicate agli studenti ed esperienze di vita universitaria. Una maniera interattiva di conoscenza in presenza, per conoscere dettagliatamente i corsi di laurea triennale e magistrale a ciclo unico, incontrando docenti e tutor per ricevere consigli personalizzati, utili alla scelta della propria carriera universitaria.
Ecco qualche numero di questa edizione dell'Open day: 2000 studenti alla mattina con i loro docenti accompagnatori da 27 scuole provenienti anche fuori regione. Al pomeriggio 1700 prenotati, ma ne sono attesi molti di più.
Riguardo l’open day il delegato all’orientamento, professor Vito Introna, sottolinea il successo dell’iniziativa: “il grande successo dell'evento ci ha costretto a chiudere le prenotazioni e programmare nuovi eventi per soddisfare le richieste”. Un successo da legare alle attività di orientamento dell’ateneo: “la crescita del prestigio dell'ateneo e l'intensa attività di orientamento che inizia dal terzo anno delle superiori integrano le numerose iniziative di cui l'open day è la punta dell'iceberg. Tra corsi orientamento Pnrr, vecchi Pcto ora formazione scuola lavoro, ed eventi di varia natura e con diverse finalità gestiamo quasi 20mila contatti all'anno, seguendoli in ogni fase del percorso di orientamento”.
“In particolare i corsi al terzo anno ci hanno permesso di sensibilizzare studenti e scuole che sono sempre più consapevoli di quanto sia importante ma articolato il percorso di orientamento” conclude Introna. Ma non è questa l’unica occasione per l’orientamento organizzata dall’ateneo romano: anche i percorsi di Formazione scuola lavoro offerti da Roma Tor Vergata sono decine e coinvolgono nel corso dell’anno i ragazzi interessati, a partire dal terzo anno delle superiori.
Con 118 corsi di laurea, suddivisi tra lauree triennali, magistrali e a ciclo unico, l’Ateneo rappresenta una scelta strategica per gli studenti che aspirano a una formazione solida e competitiva.
In totale sono offerti 58 corsi di laurea, 53 corsi di laurea magistrale e 8 corsi di laurea magistrale a ciclo unico, tra cui tra cui Medicina e Chirurgia, Medicina Veterinaria unica nel Lazio, Giurisprudenza, Pharmacy, Odontoiatria, Ingegneria Edile-Architettura, Medicine and Surgery e Conservazione e Restauro dei Beni Culturali.
Di questi, 17 corsi di laurea, tra triennali, magistrali e corsi a ciclo unico, sono in inglese: secondo il Qs world university rankings 2026, l'università di Roma Tor Vergata è seconda per studenti internazionali e ottava nella classifica generale tra gli atenei italiani. Per numero di studenti internazionali e tasso di diversità di provenienza degli studenti, Roma Tor Vergata è seconda in Italia, sia per International student ratio che per diversity.

Prescrizione per Salvatore Buzzi, in uno dei filoni della maxi inchiesta ‘Mondo di Mezzo’ e assoluzione per l’ex capogruppo del Pd in Campidoglio, Francesco D’Ausilio e l’ex dg di Ama, Giovanni Fiscon. Lo hanno stabilito oggi, giovedì 13 febbraio, i giudici della prima sezione del Tribunale di Roma in merito a uno dei filoni della maxi inchiesta ‘Mondo di Mezzo’ in cui sono imputate una ventina di persone.
Per Buzzi i giudici hanno dichiarato il non doversi procedere riqualificando anche l’accusa di corruzione propria in corruzione per la messa a disposizione della funzione ed esclusa l’aggravante mafiosa. Assolto con la formula “per non aver commesso il fatto”, come chiesto dalla procura, D’Ausilio. Nel procedimento si era costituito parte civile il Campidoglio.
"Il Tribunale ha definitivamente messo una pietra sulla contestazione dell’aggravante mafiosa nei reati del procedimento Mondo di Mezzo - commenta l’avvocato Pier Gerardo Santoro difensore insieme al collega Alessandro Diddi di Buzzi, attualmente in carcere - Nonostante la procura nella requisitoria abbia chiesto la condanna ritenendo ancora incredibilmente sussistente l’aggravante mafiosa, il Tribunale, preso atto della sentenza della Corte di Cassazione emessa nel procedimento principale, ha definitivamente affermato che non è configurabile in alcun modo né l’ipotesi della fattispecie dell’associazione mafiosa né tantomeno le aggravanti mafiose connesse ai singoli reati. Possiamo finalmente affermare che quella contestazione fatta dalla procura è risultata infondata in fatto e in diritto sotto tutte le diverse prospettive”.
Legale di D'Ausilio: "10 anni di sofferenze"
In merito all’assoluzione di D’Ausilio, il difensore, l’avvocato Clara Veneto sottolinea che “dopo oltre dieci anni arriva l'assoluzione del Tribunale di Roma. È un epilogo del quale siamo soddisfatti - evidenzia la penalista - anche se questi dieci anni di sofferenze personali e familiari, di incarichi cui ha dovuto rinunciare, di spiegazioni non dovute che si è trovato costretto a fornire lasceranno tracce profonde nel vissuto del dottor D'Ausilio. Ciò nonostante l'assoluzione restituisce fiducia e, ritengo, anche credibilità, alla giustizia”.

Un bando fotografico e una mostra per raccontare la forza delle donne che hanno affrontato e superato il cancro. Il 16 febbraio, alle 11, presso la sede del Rettorato dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, a Caserta, sarà inaugurata la mostra/evento quale momento conclusivo del concorso fotografico 'Il Coraggio delle Donne: la vita al di là del cancro', allo scopo di promuovere una riflessione sulla resilienza femminile attraverso l’arte fotografica. Per i saluti istituzionali saranno presenti, insieme al Rettore, Gianfranco Nicoletti, il ministro della Salute, Orazio Schillaci e il Capo della Polizia, prefetto Vittorio Pisani.
Gli interventi saranno tenuti da Maria Rosaria Campitiello, capo del Dipartimento della Prevenzione, della Ricerca e delle Emergenze Sanitarie del ministero della Salute e da Clementina Moschella, direttore Centrale di Sanità della Polizia del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del ministero dell'Interno. L’evento sarà moderato dalla giornalista Claudia Conte. Il concorso fotografico, riservato alla comunità accademica della Vanvitelli, si è concluso nell’estate 2025 ed ha visto la partecipazione di circa 70 fotoamatori con un totale di circa 150 immagini presentate che saranno pubblicate sul sito istituzionale dell’Ateneo.
Saranno premiate il 16 febbraio le cinque opere fotografiche selezionate dalla giuria, che faranno parte, con altre immagini ritenute particolarmente significative, di una mostra fotografica presso il Rettorato di Caserta della Vanvitelli. Una mostra per dare spazio a volti, gesti e storie di rinascita, per promuovere un messaggio di speranza e allo stesso tempo rafforzare l’impegno nella Terza Missione dell’Ateneo che, aprendosi al territorio, diventa luogo di incontro tra conoscenza, cura e umanità.
“Attraverso questa iniziativa, l’Ateneo intende rafforzare il proprio impegno nella Terza Missione, aprendo le proprie competenze e sensibilità al territorio e alla comunità. Con questo concorso, infatti – afferma il Rettore Gianfranco Nicoletti – intendiamo veicolare un messaggio importante: la malattia non spegne la luce delle persone, le donne protagoniste di questi scatti rappresentano, difatti, il coraggio, la dignità e la possibilità concreta di una vita che ricomincia. L’Università, in quanto Presidio di sapere e di cittadinanza attiva, ha il dovere di contribuire alla costruzione di narrazioni che ispirano consapevolezza e vicinanza, anche nella “medicina di genere”, ambito di crescente rilievo scientifico che analizza e approfondisce le differenze con cui le patologie si presentano, evolvono e rispondono alle terapie nei due sessi".
"Tali differenze - prosegue - includono, tra l’altro, la variabilità nella tossicità dei farmaci e nella loro efficacia terapeutica. Si tratta di un approccio imprescindibile per una medicina più equa, personalizzata e consapevole delle specificità biologiche e sociali di ciascun individuo. Il bando fotografico era riservato ai componenti della Comunità Accademica “Vanvitelli” che hanno voluto raccontare l’identità e la trasformazione di donne che, pur segnate dalla malattia, hanno scelto di mostrarsi, per testimoniare e vivere pienamente la propria rinascita. Non cercavamo foto perfette, ma immagini che emozionano, capaci di trasmettere empatia, vicinanza, dignità: la fotografia come carezza, come verità, come racconto. L’esposizione che seguirà alla premiazione vuole essere non solo un’espressione artistica, ma anche civile e collettiva: un invito a guardare con occhi nuovi la malattia e chi l’ha attraversata”.
In Campania, ogni anno circa 17.000 donne ricevono una diagnosi di tumore. I più frequenti sono quelli al seno, alla tiroide, al colon-retto e all’utero. Ma i progressi della medicina, della prevenzione e delle cure hanno aumentato significativamente le possibilità di sopravvivenza. Molte donne (oltre 180.000 nella sola Campania) vivono oggi dopo una diagnosi oncologica, testimoniando ogni giorno la forza della rinascita. Il progetto della Vanvitelli si inserisce in un percorso più ampio volto a costruire un Ateneo sempre più attento al benessere delle persone, dentro e fuori le proprie aule.
ILMeteo.it, nel weekend neve a bassa quota su Alpi, Prealpi e
Appennino Settentrionale...
Bilancio del Comando provinciale di Cagliari, 17 le vittime...
In Sardegna è stato per tanti anni alla guida dell'Unione stampa
sportiva...
Entrambi sono stati ricoverati al Santissima Annunziata, indagini
Polizia...
Sul posto i carabinieri, traffico deviato e zona transennata...
Guardia Costiera al lavoro con motovedette e un elicottero...
Ad Arzachena soccorsa persona rimasta bloccata sotto un albero
caduto in strada... 
Nubifragio su Roma e città in tilt. Maltempo e pioggia oggi, giovedì 12 febbraio, non danno tregua alla Capitale con un quadro meteo che non accenna a migliorare. Dopo ore di precipitazioni, strade allagate in diversi quartieri e traffico in tilt nelle ore di punta.
Il maltempo, già da questa mattina all'alba, ha allagato strade e sottopassaggi con enormi disagi alla circolazione. Traffico da bollino rosso in tutti i quartieri della Capitale con particolari disagi all'ingresso.
L'allerta gialla sul Lazio
La Protezione Civile ha emesso un avviso di allerta gialla per oggi nel Lazio per le forti precipitazioni con raffiche di vento e temporali sparsi. Il quadro meteorologico e delle criticità previste sull'Italia è aggiornato quotidianamente in base alle nuove previsioni e all’evolversi dei fenomeni sulla base di un intenso flusso occidentale che porta la perturbazione dall'Atlantico.
Maltempo flagella anche Sardegna e Calabria
Non solo il Lazio, ma anche la Sardegna e la Calabria nella morsa del maltempo[1]. In Sardegna violente raffiche di vento hanno colpito in particolare le province di Sassari e Nuoro, oltre 200 gli interventi portati a termine dai vigili del fuoco per alberi pericolanti e dissesti statici. Le criticità maggiori in Gallura, dove il vento ha divelto tetti e abbattuto alberi. Ad Arzachena i soccorritori sono intervenuti sulla SP14 per prestare assistenza a una persona rimasta bloccata sotto un albero caduto in strada.
Contemporaneamente, una forte perturbazione ha investito il territorio della Calabria, con la provincia di Catanzaro tra le aree più colpite: i vigili del fuoco hanno portato a termine 120 interventi, concentrati principalmente sulla messa in sicurezza di elementi costruttivi e sulla rimozione di alberi caduti o pericolanti.
Le previsioni meteo
L'Italia resta sotto l'influenza delle perturbazioni atlantiche anche questa settimana, con una fase di maltempo persistente che interesserà gran parte del Paese. Tuttavia, gli ultimi aggiornamenti meteo indicano un possibile ribaltone climatico in vista di San Valentino[2], con un deciso cambio di scenario.
Un intenso vortice depressionario sarà alimentato da aria gelida in discesa dalla Lapponia, provocando un brusco calo delle temperature su molte regioni italiane. Il crollo termico sarà rapido e diffuso, segnando il passaggio da correnti miti e umide a masse d’aria decisamente più fredde di origine polare. Le attuali piogge potrebbero trasformarsi in nevicate già al Nord, con accumuli anche a quote basse. Secondo le previsioni meteo, nella giornata di domenica 15 febbraio (San Faustino) la neve potrebbe estendersi anche al Centro-Sud, raggiungendo localmente la bassa quota. Si prospetta dunque una settimana, caratterizzata dallo scontro tra correnti calde e umide di origine atlantica e successive irruzioni fredde polari dalla Lapponia. Un’alternanza che potrebbe portare fenomeni intensi e repentini cambiamenti del tempo su tutta la Penisola.

In Corea del Nord sembra avvicinarsi il giorno della nomina ufficiale di Kim Ju-ae, figlia del leader Kim Jong-un, come 'erede' del padre alla guida del Paese, futura leader. E' l'analisi che arriva dalla Corea del Sud, dove si continua a parlare della successione a Pyongyang mentre Kim appare sempre più spesso accompagnato dalla figlia durante eventi ufficiali. L'agenzia sudcoreana Yonhap riferisce di dichiarazioni dei parlamentari Park Sun-won e Lee Seong-kweun secondo i quali la valutazione è arrivata durante un briefing del Nis. Per l'intelligence sudcoreana, ha ricotruito Lee, Kim Ju-ae "è entrata nella fase in cui verrà designata per la successione".
Si tratta di indiscrezioni che arrivano dopo il 'segnale' dello scorso gennaio, quando erano state diffuse le notizie della prima visita, nota, di Kim Ju-ae al mausoleo di famiglia a Pyongyang. Immagini pubblicate dai media ufficiali nordcoreani la ritraevano tra il padre e la madre, Ri Sol-ju, al Palazzo del sole di Kumsusan, come rilanciava la stessa Yonhap mentre gli osservatori erano divisi sul significato della presenza di Kim Ju-ae in quell'occasione.
Era il novembre del 2022 quando i media ufficiali nordcoreani diffondevano per la prima volta immagini di Kim Ju-ae. Da allora ha accompagnato il leader nordcoreano a molti appuntamenti ufficiali, anche test missilistici, ed era al suo fianco durante il viaggio in Cina dei mesi scorsi. Ma negli anni sono sempre stati pochi i dettagli su di lei. Si ritiene sia nata nel 2013. Ora, occhi puntati sul congresso del partito al potere previsto a fine mese a Pyongyang.

"Oggi apriamo la nostra campagna elettorale della competenza: basta corrotti, basta incompetenti’’. Lo afferma il presidente di Assorup, Daniele Ricciardi, aprendo i lavori della giornata nazionale del Rup 2026. L’Associazione continuerà il tour nazionale e porterà i Rup europei a Napoli il 15 e 17 ottobre. "Abbiamo ricevuto oltre cento adesioni alla giornata nazionale del Rup da enti di tutta Italia: molti hanno aderito, altri non hanno organizzato l’iniziativa perché ritenuta ‘non prioritaria’. Questo dimostra quanto lavoro ci sia ancora da fare per far comprendere il valore strategico del Rup. Ringraziamo le amministrazioni che hanno creduto nell’iniziativa: da Albanella a Bagnaria, da Genova a Gerace, da Trapani a Palermo, da Palombara Sabina a Cantalice, da Reggio Emilia a Cagliari, fino a Badia Calavena. Una rete nazionale che cresce e si rafforza’’, dichiara il presidente.
"Oltre cento adesioni da tutta Italia alla giornata nazionale 2026 confermano l’interesse crescente, nonostante alcune amministrazioni non abbiano ritenuto prioritaria l’iniziativa’’, secondo Ricciardi. "Ringraziamo gli enti che hanno aderito, da Albanella a Badia Calavena. Con 1.500 iscritti, 12mila partecipanti alle nostre iniziative e una comunità di 123.000 professionisti che nel 2025 hanno gestito 430 miliardi di euro, vogliamo essere il Movimento dei RUP. La nostra campagna elettorale inizia oggi. E non si fermerà fino a quando la politica non in agenda seriamente la professionalizzazione della categoria. Siamo aperti al confronto con tutti coloro che, mettendo da parte le parole, dimostrino con i fatti di sostenere le nostre istanze’’.
"I Rup sono e devono essere riconosciuti come i veri protagonisti degli affidamenti pubblici’’, dichiara il presidente di Anac, Giuseppe Busía. "I Responsabili unici del progetto rappresentano il cuore pulsante delle stazioni appaltanti. Per Anac costituiscono un interlocutore decisivo e una figura centrale del processo di acquisto, imprescindibili per il successo degli investimenti pubblici e sempre più chiamati a garantire capacità di visione strategica e leadership’’.
“Come Anac lavoriamo per rafforzare il ruolo dei Rup anche raccogliendo i dati sulla loro esperienza e professionalità, per valorizzarne il ruolo e la funzione, in modo da creare i presupposti per premiare adeguatamente e selettivamente la professionalità con cui assolvono alla funzione''.
’'Risulta infatti essenziale investire nella loro professionalizzazione, anche misurando in modo oggettivo e premiando le loro performance sulla base del merito, grazie agli incentivi tecnici. Oggi questo è possibile, con l’ausilio delle piattaforme digitali interconnesse con la Banca dati nazionale dei contratti pubblici, costituita presso Anac, dalla quale diventa possibile calcolare in modo oggettivo non solo il valore del contratto gestito, ma anche i tempi di realizzazione e ultimazione, creando un circolo virtuoso fra corretto uso delle risorse pubbliche, efficienza nella gestione dei contratti, professionalizzazione dei Rup e loro gratificazione economica’’.
Secondo il sottosegretario al ministero delle Infrastrutture, Tullio Ferrante, "il momento di confronto odierno promosso da Assorup è molto importante, perchè mette al centro del dibattito il Responsabile unico del progetto, una figura ben più che procedurale: egli rappresenta il garante della qualità, della trasparenza e dell’efficacia della spesa pubblica. Con il nuovo codice abbiamo rafforzato il suo ruolo, chiedendo competenze più elevate e una capacità decisionale più matura".
"Questo richiede un investimento serio sulla formazione continua e sulla crescita professionale, anche grazie al contributo di realtà come Assorup, che svolgono un prezioso lavoro di raccordo e supporto alla comunità dei Rup. Come Mit stiamo accompagnando questa evoluzione con l’hub contratti pubblici e con un forte impulso alla digitalizzazione, perché senza Rup messi nelle condizioni di operare bene non esistono infrastrutture moderne né politiche pubbliche credibili’’.

WhatsApp sotto attacco in Russia. La denuncia è arrivata dalla stessa società Meta che ha parlato di un tentativo da parte delle autorità russe di bloccare il funzionamento dell'App di messaggistica per costringere gli utenti a 'passare' a un servizio controllato dallo Stato. "Il governo russo ha cercato di bloccare completamente WhatsApp nel tentativo di spingere le persone verso un'app di sorveglianza di proprietà dello Stato", è stato reso noto su X.
"Cercare di escludere più di 100 milioni di utenti dalla possibilità di comunicazioni private e sicure costituisce un passo indietro che non può che portare a minore sicurezza per le persone in Russia - continua il messaggio -. Continuiamo a fare tutto il possibile per mantenere gli utenti connessi".
In settimana le autorità russe, che incoraggiano i russi a utilizzare Max (iniziativa lanciata dallo scorso anno da Vk), avevano già imposto restrizioni per Telegram.
A WhatsApp, dichiara il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, abbiamo chiesto "di rispettare delle leggi russe". "Se Meta si adeguerà, partirà un dialogo - con le autorità russe e allora, poi, ci sarà l'opportunità di raggiungere un accordo - ha aggiunto Peskov -. Se la società continuerà a rimanere sulla sua posizione intransigente e, direi, a dimostrare assoluta mancanza di volontà di rispettare le leggi russe, allora non ci saranno possibilità".

Il debito comune è "l'unico modo" che l'Unione europea ha per rimanere competitiva con gli Stati Uniti d'America e la Cina. Da soli, gli Stati nazionali europei sono destinati a soccombere. Il presidente francese Emmanuel Macron, da Anversa, ha ribadito la linea della Francia, alla vigilia del summit informale di oggi dedicato alla competitività dell'Ue nel castello di Alden-Biesen, nel Limburgo. Il premier belga Bart De Wever, leader dell'N-Va fiammingo, ha confermato il senso di urgenza condiviso dai capi di Stato e di governo europei, dicendo che la situazione dell'industria in Belgio, Francia e Germania è semplicemente "drammatica".
Premier belga De Wever: "Situazione industria è drammatica"
De Wever ha citato, in particolare, i prezzi dell'energia e la regolamentazione "eccessiva". "Siamo sull'orlo di una crisi esistenziale", ha avvertito il primo ministro belga. Tuttavia, ora c'è uno "slancio", secondo De Wever, che ha fatto riferimento al vertice informale di domani. Per il premier, è necessario stabilire delle priorità: "L'Europa deve smettere di cercare di fare tutto, ovunque, sempre", ha detto, citando un trio di priorità: "Innovazione, produttività e competitività". Senza di esse, "la decarbonizzazione dell'Europa diventerà sinonimo della sua deindustrializzazione. E, in definitiva, della sua povertà e perdita di rilevanza. Se l'Europa vuole avere un peso nel mondo, la nostra industria deve prima di tutto avere un peso per l'Europa".
Merz sollecita misure "coraggiose"
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha sollecitato l'Ue ad adottare misure "coraggiose" per invertire il trend di “declino” che dura da un quarto di secolo rispetto a Cina e Stati Uniti. "Solo un'Europa economicamente potente sarà un'Europa sovrana”, ha detto, chiedendo di "deregolamentare ogni settore". Per il presidente Macron, "se vogliamo investire a sufficienza nella difesa e nella sicurezza spaziale, nelle tecnologie pulite, nell'intelligenza artificiale e nell'informatica quantistica, e trasformare la nostra produttività e competitività, l'unica soluzione è emettere debito comune", ha dichiarato a una platea di capi d'azienda ad Anversa, in Belgio.
Von der Leyen parla di lentezza dei due colegislatori
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, anche lei nella città portuale fiamminga, ha ribadito l'impegno per la semplificazione, ma ha lamentato la lentezza dei due colegislatori, Consiglio e Parlamento europeo, che hanno approvato solo tre provvedimenti Omnibus sui dieci proposti dall'esecutivo. Ha anche sollecitato gli Stati nazionali ad agire per coordinare meglio le rispettive norme, visto che tuttora permangono innumerevoli disomogeneità che ostacolano il funzionamento del mercato unico. La presidente ha citato come esempio il fatto che, per la legge belga, il peso massimo di un camion a pieno carico è di 44 tonnellate: alla frontiera con la Francia, il limite scende a 40 tonnellate, con tutto quel che ne consegue.
Se il senso di urgenza è condiviso, visto che l'Ue da anni cresce meno di Usa e Cina, tra i Paesi c'è meno condivisione su come intervenire. In un documento attribuito a Germania, Italia e Belgio, redatto in vista del summit di oggi, si chiede di istituire un "freno di emergenza, che dovrebbe permettere di impedire l'emersione di fardelli eccessivi durante il processo legislativo, per esempio intervenendo su richiesta di uno Stato membro". Questo "dovrebbe essere accompagnato da un principio di discontinuità che assicuri che la Commissione uscente ritiri le proposte rimaste pendenti alla fine del mandato".
In un precedente non paper si chiedeva il "sistematico monitoraggio e la sistematica valutazione degli emendamenti proposti dai colegislatori nel processo legislativo", per soppesarne l'eventuale onerosità. Sono proposte che vanno nella direzione di un deciso rafforzamento del potere degli Stati membri a discapito delle istituzioni comunitarie, coerenti dunque con un approccio confederale, che collide con quello federalista, una divisione tradizionale nella storia delle istituzioni europee.
Il divario Ue-Usa
I ventisette capi di Stato e di governo dell'Ue si ritroveranno dunque oggi nel castello di Alden-Biesen, nella provincia del Limburgo, già sede dell'Ordine Teutonico, su invito del presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa. Lì, a un'ora e mezza di auto da Bruxelles, discuteranno ricette e idee volte a rendere un po' più dinamica l'economia europea, base indispensabile per aspirare all'autonomia strategica, che è l'obiettivo dichiarato più volte dalla Commissione "geopolitica" di von der Leyen.
Il divario tra Ue e Usa si è fatto negli anni molto ampio, e recuperarlo non sarà semplice. Secondo la Banca mondiale, nel 2008 l'Ue aveva un Pil pari a 16,36 bilioni (migliaia di miliardi) di dollari, superiore ai 14,77 bilioni degli Usa. Da allora, il colosso nordamericano, che è uno Stato federale e non una confederazione lasca come l'Ue, ha saputo innovare la sua economia ed è cresciuto a tassi nettamente superiori a quelli dell'Unione, anche a causa delle diverse risposte date dalle due aree alla crisi finanziaria. Risultato, oggi il Pil degli Usa è di ben 28,75 bilioni di dollari, mentre quello dell'Ue è fermo a 19,5 bilioni.
Questo divario è noto da tempo, ma si va aggravando. Per capire come superare questo stato di cose, l'allora presidente del Consiglio Europeo Charles Michel incaricò l'ex premier italiano Enrico Letta di redigere un rapporto sulla competitività dell'Ue. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen, che non aveva un buon rapporto con Michel, incaricò un altro ex premier italiano, Mario Draghi, di redigere un rapporto sulla stessa materia. I due rapporti sono stati presentati da tempo: nel summit informale di domani sia Draghi che Letta saranno presenti, il primo la mattina e l'altro nel pomeriggio, non per illustrare di nuovo i loro rapporti, bensì, ha spiegato un alto funzionario Ue, per innescare la discussione tra i leader.
Questo tipo di incontri informali, secondo la fonte, sono "molto utili" per dare "un nuovo impulso" a tematiche che, come la competitività, sono stati affrontati innumerevoli volte, almeno fin dal Consiglio Europeo di Lisbona del 2000, per arrivare alla dichiarazione di Budapest sul New Deal per la competitività del 2024. L'obiettivo dell'informale di Alden-Biesen, spiega la fonte, è quello di "raccogliere consenso" politico tra i capi di Stato e di governo per "individuare alcune misure" concrete e fattibili sulle quali l'Ue possa concentrarsi nei prossimi mesi.
Non ci saranno "conclusioni scritte", essendo un informale, ma le discussioni aiuteranno ad individuare misure in alcune aree, come "tagliare la burocrazia, semplificare, rimuovere le barriere transfrontaliere, cercare la dimensione europea dove è necessaria, armonizzare i mercati, rafforzare il mercato unico, rafforzare l'innovazione e la resilienza,". Una di queste misure, che era già esplicitamente citata nelle conclusioni del Consiglio Europeo dello scorso ottobre, è quella del cosiddetto 28esimo regime per le imprese: proposto da Enrico Letta nel suo rapporto, viene citato da von der Leyen fin da settembre, ma la proposta non è ancora arrivata. Dovrebbe arrivare il mese prossimo: occorrerà però verificarne la portata.
Sul tavolo anche la cosiddetta "preferenza europea"
Un altro tema che sarà sicuramente oggetto della discussione dei leader sarà la cosiddetta "preferenza europea", cioè favorire i prodotti realizzati in Europa, per sostenere l'apparato produttivo interno. Viene fortemente sostenuta dai francesi, ma non trova tutti completamente d'accordo. Quindi, i leader dovranno discuterne. "Non sarei sorpreso se emergessero diverse sfumature e prospettive" su questo tema, dice la fonte, spiegando che i leader dovranno dibattere su "come e dove applicare" una preferenza di questo genere. Per una fonte diplomatica, anche se la preferenza europea comporterà dei "costi" aggiuntivi, questi possono essere "assorbiti" grazie alla dimensione del mercato unico. Von der Leyen ha detto oggi che l'Industrial Accelerator Act, che verrà presentato il mese prossimo, includerà una preferenza Ue negli appalti pubblici, in alcuni settori "strategici".
Sul tavolo ad Alden-Biesen sarà anche la questione di dove reperire i "mezzi necessari" a realizzare gli ingenti investimenti di cui l'Ue ha bisogno, ha spiegato una fonte diplomatica europea. Per Emmanuel Macron l'Ue deve finanziarsi a debito, emettendo obbligazioni in comune. Ora che il dollaro è diventato un asset relativamente più rischioso, per via delle politiche dell'attuale amministrazione, esiste un chiaro appetito dei mercati finanziari per un safe asset europeo, testimoniato dalla domanda, elevatissima, che accompagna costantemente le rare emissioni degli eurobond di Next Generation Eu.
Per la Germania si tratta tuttora di un tabù, anche perché AfD sta crescendo nei sondaggi e per il cancelliere Friedrich Merz sposare la causa degli eurobond non è il modo migliore per recuperare consensi. Inoltre, Berlino può finanziarsi a tassi inferiori a quelli pagati dagli eurobond. Secondo una fonte diplomatica europea, la contrarietà della Germania è però diretta principalmente alla mutualizzazione dei debiti pregressi, mentre la Francia ora propone una cosa molto diversa: debiti europei in comune, per finanziare progetti europei che servono a tutti. Per una fonte diplomatica europea, le divergenze tra Francia e Germania sul tema fanno parte del "negoziato. C'è la volontà di convergere: vedrete".
Del resto, il debito Ue, sia pure lentamente, si va affermando come una soluzione consolidata, conosciuta e funzionante. Il prestito all'Ucraina per il 2026-27 da 90 miliardi di euro deciso nello scorso dicembre è debito europeo. Oltretutto verrà realizzato mediante cooperazione rafforzata, non a 27 ma a 24 (restano fuori Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca), un altro sviluppo che va nella direzione di quel "federalismo pragmatico" propugnato da Mario Draghi. Cooperazione rafforzata che, secondo una fonte diplomatica, "non può essere decisa in anticipo", ma deve diventare un "metodo". Vale a dire che ci si porrà degli obiettivi e delle scadenze: se l'obiettivo non viene raggiunto entro il termine prefissato, allora si procede con chi ci sta, perché "non possiamo restare bloccati indefinitamente".
Sempre in materia di denaro, il focus del summit sarà più sulla mobilitazione degli investimenti privati che di quelli pubblici. A questo proposito, l'Unione dei risparmi e degli investimenti, rebranding dell'Unione bancaria, resta al palo, come ha reso evidente lo stop arrivato da Berlino all'ascesa di Unicredit in Commerzbank, dopo che i Liberali dell'Fdp di Christian Lindner hanno perso il Ministero delle Finanze.
Una fonte diplomatica, però, nota che i capitali privati non bastano: anche quelli pubblici devono fare la loro "parte". Del resto, ricorda, Elon Musk "non esisterebbe" come imprenditore, senza gli ingenti investimenti pubblici degli Usa nell'aerospaziale.
Un altro tema sul tavolo sarà quello degli accordi commerciali, nell'ottica di diversificare i mercati di sbocco e ridurre la dipendenza da quello americano e da quello cinese. Anche la Cina sarà sul piatto: "Se non ci proteggiamo - avverte un diplomatico europeo - non avremo più industria". Questo non vuol dire "disaccoppiare" l'economia europea da quella cinese o "fermare il commercio" con il colosso asiatico, ma semplicemente "preservare la nostra economia". Lo si fece anche con il Giappone, un'altra economia molto competitiva ed esportatrice, negli anni Ottanta. E dunque, occorrerà trovare "un accordo" con la Cina, ad esempio sugli investimenti diretti esteri in Europa.
Si possono porre delle condizioni per consentire alle imprese cinesi di investire in Europa, ad esempio quella di consentire "trasferimenti tecnologici". Sarebbe una significativa inversione di quello che era il rapporto Ue-Cina non molto tempo fa, quando alle grandi aziende occidentali, in particolare nel settore automotive, veniva concesso l'accesso al mercato cinese a patto che operassero in joint venture con imprese nazionali, per farle crescere e perché assorbissero know-how. Ora, se queste intenzioni si tradurranno in realtà, saranno le imprese cinesi a trasferire know-how a quelle europee (ad esempio nelle batterie per le auto elettriche, dove i cinesi sono molto più avanti degli europei).
Il summit di oggi dovrebbe iniziare intorno alle 10.30, con uno scambio con la presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola, perché l'Aula avrà comunque "un ruolo importante" nello sviluppo dell'agenda per la competitività, dato che si tratterà anche di proposte legislative, sulle quali l'Aula ha voce in capitolo. Il vertice informale verrà preceduto da un pre-vertice informale, cui sono attesi Merz, Macron e la premier Giorgia Meloni, insieme ad altri leader.
Per una fonte diplomatica, il problema dell'opportunità di tenere un prevertice informale prima di un vertice informale "c'è", perché chi non è stato invitato non la prende bene. Dopo Metsola, la mattinata sarà dedicata ad una discussione con Mario Draghi, seguita da un pranzo di lavoro tra i leader, senza Draghi; nel pomeriggio, ascolteranno Enrico Letta, e poi avranno una sessione di lavoro tra loro. Il tutto dovrebbe concludersi intorno alle 18.30, con una conferenza stampa. Quali saranno gli esiti dell'informale di Alden-Biesen è difficile da prevedere, perché, per un alto funzionario Ue, "a volte da questi incontri vengono fuori cose che non ti aspetti".

Italia sempre nella morsa del maltempo: due le regioni con allerta meteo arancione oggi giovedì 12 febbraio e otto in allerta gialla. Il Mediterraneo è interessato da diversi impulsi perturbati in arrivo dall’Atlantico: uno di questi porterà venti forti e precipitazioni, specie sulle regioni del versante tirrenico e nevicate consistenti sulla Valle d’Aosta.
Il bollettino della Protezione civile
L’avviso prevede dalla mattinata di oggi nevicate al di sopra di 1200-1300 m sulla Valle d’Aosta, con apporti al suolo da moderati a localmente abbondanti. Attesi inoltre venti da forti a burrasca, dai quadranti occidentali, con rinforzi di burrasca forte, su Valle d’Aosta, Emilia-Romagna, Toscana, Campania e Basilicata, e il persistere dei venti occidentali da burrasca a burrasca forte, con raffiche fino a tempesta, su Sardegna, Calabria e Sicilia. Possibili mareggiate lungo le coste esposte.
Si prevedono, inoltre, precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, sul Lazio, in esaurimento nel corso del pomeriggio e su Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia, specie sui rispettivi settori tirrenici. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, forti raffiche di vento e locale attività elettrica.
Allerta meteo arancione e gialla: le regioni interessate
Sulla base dei fenomeni previsti e in atto è stata valutata per la giornata di oggi allerta arancione su settori di Calabria e Sicilia; allerta gialla su Sicilia, Calabria, Basilicata e settori di Campania, Puglia, Molise, Lazio, Abruzzo, Sardegna e Toscana.



