
In un contesto in cui le patologie neurologiche rappresentano sempre di più una sfida a livello epidemiologico, clinico ed economico, prende il via academyX, un percorso di alta formazione dedicato ai neurologi miastenologi, ideato e istituito da Sda Bocconi School of Management in collaborazione con argenx e con focus specifico sulle malattie neuromuscolari e sulla miastenia grave. L'obiettivo è contribuire a creare le basi per formare una nuova generazione di specialisti capaci non soltanto di eccellere sul piano clinico, ma anche di comprendere le dinamiche della sanità pubblica, dell'innovazione terapeutica e della sostenibilità dei sistemi sanitari.
Il percorso, patrocinato dalla Sin (Società italiana di neurologia) - spiega una nota - coinvolgerà circa 25 neurologi specialisti in miastenia grave e si svilupperà nel corso del 2026 attraverso incontri in presenza ospitati nelle sedi di Sda Bocconi School of Management di Milano e Roma. Il programma prevede 3 momenti formativi che si terranno rispettivamente a febbraio e settembre a Milano e ad aprile a Roma, favorendo un confronto continuo tra partecipanti, faculty ed esperti provenienti da ambiti clinici, accademici e manageriali. "AcademyX - illustra Monica Otto, direttrice scientifica del programma e direttrice Executive Education for Government, Health and Not for Profit Division di Sda Bocconi - nasce con l'obiettivo di offrire ai neurologi un percorso di alta formazione che integri competenze cliniche e manageriali. Il programma è stato progettato per supportare i partecipanti nella comprensione delle dinamiche organizzative e decisionali del sistema sanitario, favorendo un approccio multidisciplinare alla gestione delle patologie neuromuscolari e della miastenia grave".
In particolare, academyX propone un percorso manageriale strutturato volto a rafforzare le competenze di governo del sistema salute, che integra contenuti clinici avanzati sulle patologie neuromuscolari e sulla miastenia grave, dalla governance del Servizio sanitario nazionale alle politiche del farmaco, dalla ricerca clinica alla valutazione delle evidenze cliniche ed economiche fino all'evoluzione della digital health e dell'intelligenza artificiale applicate alla pratica neurologica. L'obiettivo - chiariscono gli organizzatori - è offrire ai partecipanti una visione ampia e multidisciplinare, in cui le conoscenze cliniche si inseriscono all'interno di un solido impianto manageriale, consentendo di comprendere i meccanismi decisionali e organizzativi che regolano l'accesso all'innovazione e la presa in carico dei pazienti. In questo senso, academyX intende accompagnare i neurologi nello sviluppo di strumenti utili ad affrontare le sfide cliniche e di sistema che caratterizzano la gestione delle malattie neuromuscolari, tra cui la miastenia grave.
"Oggi la neurologia rappresenta una sfida complessa per il mondo scientifico poiché non è più sufficiente una preparazione esclusivamente clinica", sottolinea Raffaele Iorio, neurologo della Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs di Roma e responsabile scientifico del progetto. "E' fondamentale infatti comprendere il funzionamento del Servizio sanitario nazionale, i meccanismi di governance e le politiche del farmaco che regolano l'accesso alle terapie. In questo senso - prosegue - il percorso di academyX assume un valore strategico, poiché permette di acquisire competenze chiave per interpretare in modo più consapevole i processi decisionali e a contribuire attivamente allo sviluppo di percorsi di cura sostenibili, equi e realmente orientati al paziente".
Particolare attenzione è dedicata alla miastenia grave, patologia rara e complessa che richiede un approccio sempre più personalizzato e guidato dai dati, nonché una stretta integrazione tra competenze cliniche e organizzative. "La gestione della miastenia grave richiede un approccio sempre più integrato, in cui l'innovazione terapeutica e tecnologica si affianchi alla pratica clinica e alla presa in carico globale del paziente", evidenza Lorenzo Maggi, neurologo della Fondazione Irccs Istituto neurologico Carlo Besta di Milano e responsabile scientifico del progetto. "Integrare medicina, dati e nuove tecnologie - aggiunge - significa migliorare la personalizzazione dei trattamenti, la continuità assistenziale lungo tutto il percorso di cura e la capacità di rispondere in modo efficace a una patologia complessa".
La patologia rappresenta una sfida rilevante dal punto di vista clinico, sia per l'impatto che ha sulla vita quotidiana dei pazienti, sia sull'organizzazione dei percorsi di cura. "Come azienda che si occupa di patologie neurologiche e fortemente orientata all'innovazione - afferma Fabrizio Celia, amministratore delegato di argenx Italia - sentiamo forte la responsabilità di contribuire a migliorare la qualità di vita dei pazienti, grazie anche a progetti come academyX che, attraverso una formazione di alto livello, è in grado di favorire una crescita professionale a beneficio dei pazienti e del Ssn. Crediamo infatti che investire nella formazione significhi contribuire concretamente a migliorare la presa in carico delle persone con miastenia grave e a costruire un sistema sempre più orientato al valore e ai bisogni dei pazienti".
Pil cresce del 7,7% nel periodo 2019-2024, oltre media nazionale
del 5,8%...
Prosegue il monitoraggio della Marina Militare, in zona anche aereo
Gdf...
Coordinatore trapianti Aou Cagliari, 'ringraziamo le due donatrici
sarde e loro famiglie'... 
Il caffè fa bene o male alla salute? La domanda ha ispirato un 'processo' simbolico celebrato ieri alla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli di Milano, città dove secondo le stime si bevono ogni anno 800 milioni di tazzine su un totale di 35 miliardi in Italia. Solo in serata l'esito del dibattimento: caffè assolto, ma con un limite massimo di 3 al giorno.
Il 'processo al caffè', promosso dall'Ordine provinciale dei medici chirurghi e degli odontoiatri (OmceoMi), è stato presieduto dal presidente del Tribunale di Milano Fabio Roia, dopo un'introduzione storica di Elio Franzini, ordinario di Estetica all'università Statale del capoluogo lombardo. Protagonisti il pubblico ministero Tiziana Siciliano, gli avvocati della difesa Ilaria Li Vigni e Giorgia Andreis, il perito e medico legale Umberto Genovese, vari teste ed esperti medici.
Al termine del dibattimento la Corte ha "assolto l'imputato ai sensi dell'articolo 530, comma 2, del Codice di procedura penale, rilevando che la responsabilità non è stata dimostrata oltre ogni ragionevole dubbio", informa oggi OmceoMi. E' stato quindi "respinto il capo d'accusa ispirato all'articolo 444 del Codice penale", ossia "pericolo per la salute pubblica". Nella motivazione è stato tuttavia chiarito che "il tema richiede una lettura articolata e non semplificata". In particolare, il giudice ha sottolineato "la necessità di distinguere tra caffeina e caffè", richiamando il principio secondo cui "va evitato un consumo eccessivo" e individuando, "in linea con i parametri minimi delle linee guida, una soglia orientativa di non oltre 3 tazzine di caffè italiano al giorno". E' stata anche ribadita "la differenza tra persone sane e persone con patologie cardiovascolari, neurologiche o con disturbi del sonno".
Inscenare un processo per valutare rischi e benefici degli alimenti è ormai una tradizione per l'Ordine dei medici meneghino, che in passato ha già messo alla sbarra latte, carne rossa, zucchero, sale e vino. "Abbiamo scelto ancora una volta di affrontare un tema molto concreto, che tocca tutti, partendo dalla domanda più semplice: il caffè fa bene o fa male?", spiega il presidente di OmceoMi, Roberto Carlo Rossi. "Abbiamo voluto offrire al pubblico gli elementi per farsi un'idea e affidare alla comunità medica il compito di continuare il dibattito. Grazie ai giurati della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri Fnomceo (il presidente Filippo Anelli con Roberto Monaco, Pierluigi Vecchio) e dell'Ordine di Milano (Giuseppe Deleo e Andrea Senna), il giudice, al termine di un grande lavoro processuale - rimarca Rossi - ha deciso per l'assoluzione, pur con varie indicazioni su qualità e limiti di consumo".
Perché ci vuole cautela
Il caffè "non è solo un piacere, ma una sostanza psicoattiva che merita cautela", è la motivazione chiave dell'accusa. "Ciò che viene considerato un gesto innocente può in realtà nascondere implicazioni serie - ha avvertito Stefano Carugo, direttore dell'Uoc di Cardiologia del Policlinico di Milano - Nelle persone vulnerabili il consumo di caffè può aumentare il rischio di ipertensione arteriosa, insonnia cronica, palpitazioni e crisi d'ansia. Nei bambini e negli adolescenti non dovrebbe nemmeno essere proposto", mentre "in gravidanza le principali società scientifiche raccomandano la massima prudenza. La caffeina ha effetti cardiologici e neurologici reali: il consumo non è mai del tutto privo di rischi, soprattutto in chi non ne percepisce il potenziale impatto. Anche le bevande ad alto contenuto di caffeina, oggi molto diffuse tra i giovani - ha precisato lo specialista - possono comportare eventi avversi anche importanti".
Danni alla bocca
Occhio anche ai possibili danni alla bocca, ha continuato Lucia Giannini, odontoiatra e segretario della Commissione Albo odontoiatri di Milano: "Il consumo di caffè è tradizionalmente associato a effetti negativi ben noti, quali la pigmentazione dentale e il potenziale erosivo. Ma il caffè e i suoi componenti esercitano anche un'influenza rilevante sul microbiota orale, sui tessuti parodontali e sul metabolismo dell'osso alveolare", ha ammonito l'esperta. Testimoni per l'accusa anche Luigi Ferini Strambi (responsabile Centro di Medicina del sonno - Unità di Neurologia, ospedale San Raffaele Turro Milano), Diego Fornasari (direttore Scuola di specializzazione in Farmacologia e Tossicologia clinica università degli Studi di Milano) e Laura Prosperi (storica del cibo del Centro di ricerca sull'alimentazione sostenibile dell'università Bicocca di Milano).
Quindi la parola alla difesa: "Se assunto con equilibrio, il caffè può addirittura allungare la vita", è la tesi. "Il caffè non è un veleno - ha affermato Nicola Montano, professore ordinario di Medicina interna del Policlinico di Milano - Studi recenti su oltre 1 milione di persone mostrano che il consumo moderato è associato a minore rischio di diabete tipo 2, ictus, depressione e mortalità generale. Non solo: la letteratura più solida evidenzia benefici significativi sul fegato, sulla funzione cognitiva e sulla qualità della vita. Negli adulti sani - ha puntualizzato - bere tra i 3 e i 5 caffè al giorno può addirittura fare bene alla salute". Sentiti come testi della difesa anche Michele Crippa (gastronomo e docente di Scienze e Tecnologie alimentari), Anete Dinne (gastronoma ed esperta di caffè) e Gianpiero Manes (responsabile Uoc Gastroenterologia Asst Rhodense).
Fiamme spente dai vigili del fuoco, Indagini affidate ai
carabinieri... 
E’ donna e ha 63 anni la prima paziente in Italia a essere trattata con Psilocibina. La somministrazione è avvenuta questa mattina presso la clinica psichiatrica dell’ospedale Santissima Annunziata di Chieti nell’ambito di una sperimentazione clinica per il trattamento della depressione resistente, condotta dall’équipe di Giovanni Martinotti, Direttore dell’Unità operativa.
La 63enne ha assunto una compressa contenente il principale principio attivo dei cosiddetti funghi psichedelici. La procedura si è svolta regolarmente e, al momento, non sono state rilevate particolari criticità cliniche. La paziente è attualmente sotto osservazione, come previsto dal protocollo sperimentale. Il disegno dello studio è randomizzato e in doppio cieco: né i pazienti né i clinici sanno se venga somministrato il composto attivo o un placebo.
La paziente potrebbe dunque aver ricevuto psilocibina oppure una compressa placebo, condizione necessaria a garantire la solidità scientifica dei risultati. Il protocollo prevede una seconda somministrazione dello stesso trattamento farmacologico a distanza di tre settimane, seguita da un attento follow-up clinico per valutare l’evoluzione dei sintomi depressivi nel tempo.
La sperimentazione è rivolta esclusivamente a pazienti affetti da depressione resistente ai farmaci, una condizione clinica complessa che non risponde adeguatamente alle terapie antidepressive convenzionali. “Questo primo trattamento - sottolinea Martinotti, professore ordinario all’università Gabriele d’Annunzio - rappresenta un passaggio storico per la ricerca clinica italiana nel campo delle neuroscienze e della psichiatria, che apre nuove prospettive per lo studio di approcci terapeutici innovativi nei disturbi dell’umore”.
Un elemento distintivo dello studio è l’integrazione con la stimolazione magnetica transcranica (Tms), una tecnica di brain stimulation non invasiva. Tutti i pazienti arruolati ricevono un trattamento con Tms: chi assume il placebo farmacologico riceve una Tms attiva, mentre chi assume la psilocibina riceve una stimolazione magnetica sham (placebo). In questo modo, entrambi i gruppi hanno accesso a un intervento potenzialmente efficace, garantendo al contempo l’equilibrio etico e metodologico della ricerca.
Aumenta il numero dei bar, ristoranti, alberghi e bed and breakfast... 
“La sindrome di Alagille è una malattia genetica rara e multisistemica. È causata dalla mutazione di un singolo gene, JAG1 o NOTCH2, che determina alterazioni in diversi organi e apparati. L’organo più frequentemente coinvolto è il fegato, dove si osserva una riduzione dei dotti biliari (duttopenia). Questo provoca una ritenzione della bile, una condizione chiamata colestasi. Tuttavia, la sindrome può interessare anche cuore, reni, occhi, scheletro e altri organi. Per quanto riguarda i bisogni clinici dei bambini con sindrome di Alagille, uno dei problemi principali è il prurito colestatico, spesso molto intenso e invalidante. Questo sintomo ha un forte impatto sulla qualità della vita, sia dei pazienti sia delle loro famiglie. Alla colestasi sono inoltre associati altri disturbi, come il deficit di vitamine liposolubili (A, D, E e K) e la comparsa di xantomi, accumuli di colesterolo nella pelle che possono essere visibili, antiestetici e talvolta deformanti. Una delle più recenti innovazioni terapeutiche per la sindrome di Alagille è odevixibat, un farmaco che inibisce un trasportatore intestinale degli acidi biliari, coinvolto nel cosiddetto circolo enteroepatico. Bloccando questo meccanismo, il farmaco aumenta l’eliminazione degli acidi biliari con le feci e riduce i loro livelli nel sangue. Come dimostrato dallo studio clinico di fase 3 ASSERT, questo porta a una significativa riduzione del prurito colestatico e a un miglioramento della qualità del sonno nei bambini trattati”. Così all’Adnkronos Salute Emanuele Nicastro dell'Epatologia pediatrica e dei trapianti dell'ospedale di Bergamo Asst Papa Giovanni XXIII e Vicepresidente della Sigenp, Società italiana di gastroenterologia epatologia e nutrizione pediatrica.
“Il raggiungimento di obiettivi clinici come il controllo del prurito è di importanza fondamentale nella gestione di una malattia cronica come la sindrome di Alagille – spiega Nicastro -. Ridurre il prurito e migliorare il sonno significa diminuire la stanchezza, lo stress familiare e favorire apprendimento, attenzione e benessere psicologico dei bambini. Sebbene esistano anche pazienti adulti, la malattia si manifesta spesso già in età pediatrica con queste caratteristiche”. Un “ulteriore aspetto cruciale è che il prurito severo rappresenta talvolta un’indicazione al trapianto di fegato. Evitare o ritardare il trapianto è particolarmente importante nei bambini con comorbidità cardiache e renali, per i quali un intervento così complesso comporta rischi maggiori” conclude.

“Ipsen concentra il proprio impegno nelle malattie rare, ma anche in oncologia e neuroscienze, con un obiettivo comune: offrire ai pazienti soluzioni terapeutiche innovative in aree ad alta complessità e con bisogni clinici ancora in gran parte insoddisfatti. Proprio nelle malattie rare, tuttavia, il percorso dell’innovazione presenta sfide aggiuntive”. Così all’Adnkronos Chiara Marchesi, Medical & Regulatory Affairs Director di Ipsen Italia
“È fondamentale, innanzitutto, mantenere un dialogo costante con esperti, società scientifiche, associazioni di pazienti e istituzioni - prosegue - Il percorso di cura deve essere non solo efficace, ma anche personalizzato e sostenibile. Dal punto di vista scientifico, una delle principali sfide è arrivare a una diagnosi il più possibile precoce. La conoscenza di molte patologie rare, infatti, è ancora limitata a pochi centri e a un numero ristretto di specialisti. Un ulteriore ostacolo riguarda la possibilità di produrre dati scientifici solidi, considerando che le popolazioni di pazienti sono spesso numericamente ridotte ed eterogenee. In questo contesto, accanto ai dati provenienti dagli studi registrativi, assumono un ruolo sempre più rilevante le evidenze di real world, fondamentali per comprendere l’impatto reale delle terapie”.
Il “paziente va considerato a 360 gradi. Molte malattie rare coinvolgono anche l’età pediatrica e sono associate a bisogni complessi - sottolinea Marchesi - Per questo l’ascolto delle associazioni di pazienti, come ad esempio Alagille Italia, è essenziale per sviluppare soluzioni realmente rispondenti alle esigenze quotidiane delle persone e delle famiglie”.
Un altro tema cruciale “è quello dell’accesso alle cure. L’innovazione deve arrivare concretamente ai pazienti, ma i percorsi possono essere lunghi e diversi da regione a regione. Il confronto continuo con le istituzioni è quindi indispensabile per garantire un accesso il più possibile equo e tempestivo”.
“Ipsen - evidenzia Marchesi - rappresenta già un punto di riferimento nell’ambito delle malattie colestatiche epatiche rare, un gruppo eterogeneo di patologie legate a un’alterazione cronica del flusso biliare di origine genetica o autoimmune. Sono già disponibili opzioni terapeutiche, ad esempio nella sindrome di Alagille, nella colestasi intraepatica familiare progressiva, patologia genetica pediatrica, e nella colangite biliare primitiva, di origine autoimmune”. La “pipeline di ricerca resta fortemente focalizzata su questo ambito, con altre due patologie attualmente in studio: l’atresia biliare, per cui è in corso uno studio di fase 3, e la colangite sclerosante primaria, per la quale si è recentemente concluso uno studio di fase 2 con risultati positivi. La qualità di vita dei pazienti e delle loro famiglie è sempre al centro delle attività - aggiunge - Un esempio concreto è un servizio sviluppato da Ipsen che prevede la consegna domiciliare del farmaco, insieme a materiali informativi dedicati, per rendere il percorso di cura più semplice e vicino alle esigenze quotidiane”.
Infine, il tema della sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale “è oggi più che mai centrale. Ipsen investe in ricerca con l’obiettivo di portare nuove molecole o nuove indicazioni terapeutiche, e considera essenziale un confronto aperto con le istituzioni. Al centro del dibattito va posto il valore dell’innovazione, non solo per il beneficio individuale in termini di benessere e qualità di vita, ma anche per l’impatto positivo che può generare sull’intera società” conclude.

L’innovazione terapeutica “rappresentata da odevixibat costituisce un passo fondamentale nel percorso di cura della Sindrome di Alagille” (ALGS) e rivela “un interesse concreto e un’attenzione verso una patologia rara, complessa e con un forte impatto sulla qualità di vita dei pazienti e delle loro famiglie”. Così Martina Brotto, presidente di Alagille Italia Odv, commenta l’approvazione, da parte dell’Agenzia Italiana del farmaco (AIFA), trattamento indicato in pazienti di età pari o superiore a 6 mesi. Si tratta di “una nuova opzione terapeutica mirata, in grado di intervenire su uno dei sintomi più gravosi della malattia: il prurito colestatico che compromette profondamente il benessere quotidiano dei bambini e delle loro famiglie, influenzando il sonno, la crescita, la frequenza scolastica e la vita familiare”.
Questa innovazione rappresenta quindi “una speranza concreta di miglioramento della qualità di vita - conclude Brotto - non solo per i bambini ma per l’intero nucleo familiare, contribuendo a ridurre anche il carico assistenziale e psicologico legato alla gestione quotidiana della patologia”.
I bisogni insoddisfatti delle persone con Sindrome di Alagille e delle loro famiglie “sono ancora numerosi e riguardano sia l’ambito clinico sia quello organizzativo e assistenziale - spiega la Presidente - Per quanto riguarda in particolare i pazienti pediatrici, una delle principali criticità è rappresentata dalla transizione delle cure”, cioè il passaggio dall’età pediatrica all’età adulta. “Quando il bambino diventa un adulto, compie 18 anni e smette di essere inserito in un percorso ben segnato, si trova in una sorta di terra di mezzo”, perde “la continuità assistenziale” e quindi il controllo della patologia.
Inoltre, “spesso ci troviamo” in difficoltà per “il mancato riconoscimento del comma di gravità della legge 104 - aggiunge Brotto - La nostra è una patologia multisistemica, rara e cronica che richiede numerosi controlli con specialisti diversi, spesso in giornate differenti, perché non sempre è possibile concentrare tutte le visite nello stesso giorno. In assenza del comma di gravità - rimarca - il genitore non ha diritto ai permessi per accompagnare il figlio alle visite”.
Da qui nasce l’esigenza, sentita come una vera e propria necessità, di “un protocollo che unisca un po’ l’Italia nella gestione della malattia”, oltre alla constatazione che, “al momento, non esiste un centro di riferimento per adulti”.

E' morto a Roma l'ex giudice Corrado Carnevale, aveva 95 anni. Nato a Licata nel maggio 1930, era stato presidente della prima sezione penale della Corte di Cassazione. Per una serie di sentenze di annullamento gli venne attribuito il soprannome 'ammazzasentenze'.
Tra i verdetti annullati quello sui mandanti dell'omicidio di Chinnici e quello per la strage di piazza Fontana, le condanne per la cosiddetta 'Pizza connection' o ancora alcune condanne inflitte alla banda della Magliana. Coinvolto in un’inchiesta, per l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, ne è uscito assolto.
Dal 1993 al 2007 venne sospeso dal servizio, poi il ritorno in Cassazione e la pensione nel 2013. I funerali si svolgeranno venerdì alle 15 nella chiesa di Cristo Re a viale Mazzini.
Carnevale è stato uno dei magistrati più potenti, controversi e discussi della storia repubblicana. Per quasi un decennio, alla guida della prima sezione penale della Corte suprema di Cassazione, ha esercitato un'influenza senza precedenti sul giudizio di legittimità, incidendo in modo determinante sull'esito di centinaia di processi che riguardavano mafia, terrorismo, criminalità organizzata e grandi delitti politici. È in quegli anni che la stampa gli affibbiò un soprannome destinato a diventare marchio indelebile: il giudice ammazzasentenze.
Un'etichetta che Carnevale ha sempre respinto, rivendicando fino all'ultimo una concezione rigorosa, formalista e garantista del diritto. Ma che, nel linguaggio giornalistico e nell'immaginario collettivo, finì per identificare una stagione della giustizia italiana segnata da annullamenti clamorosi, rinvii a nuovo giudizio, scarcerazioni eccellenti e da uno scontro durissimo con il pool antimafia di Palermo e con Giovanni Falcone.
Con la presidenza della prima sezione penale della Cassazione, Corrado Carnevale assume di fatto il monopolio del giudizio di legittimità sui processi più delicati. È in quella sede che arrivano i ricorsi sui grandi procedimenti di mafia e terrorismo, in un'Italia attraversata dalla violenza politica e dalla sfida frontale di Cosa nostra allo Stato.
Tra il 1985 e il 1993, il collegio da lui presieduto annulla o rinvia a nuovo giudizio circa cinquecento sentenze. Un numero enorme, che non ha eguali nella storia della Suprema Corte, secondo il monitoraggio sui provvedimenti della prima sezione penale della Suprema Corte ordinato dal ministro della Giustizia, Claudio Martelli e controllato dal giudice Giovanni Falcone alla Direzione Generale degli Affari Penali del dicastero. Non si tratta quasi mai di assoluzioni nel merito, ma di annullamenti per vizi procedurali, difetti di motivazione, inosservanza delle norme di legge, valutazione ritenuta scorretta degli indizi o delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia.
È questa linea interpretativa a produrre gli effetti più controversi. Vengono annullati gli ergastoli inflitti ai fratelli Michele e Salvatore Greco per l'omicidio del giudice Rocco Chinnici; vengono cancellate le condanne per la strage dell'Italicus; rinviate a nuovo giudizio parti centrali dell'inchiesta Pizza Connection, che coinvolgeva Gaetano Badalamenti e il traffico internazionale di droga tra Sicilia e Stati Uniti; azzerate decine di condanne nei confronti della banda della Magliana; annullati i mandati di cattura contro esponenti di primo piano della camorra e della 'ndrangheta, come Giuseppe Misso, Giuseppe Lo Giudice, esponenti dei clan Piromalli e Santapaola.
Nel 1987 annulla per tre volte l'ergastolo inflitto al mafioso Santo Barranca per l'omicidio del maresciallo dei carabinieri Vito Ievolella; nello stesso anno rinvia a nuovo giudizio gli ergastoli inflitti ai presunti killer del capitano Emanuele Basile; nel 1988 azzera 19 ergastoli nel grande processo alla 'ndrangheta reggina per vizi nella composizione del collegio giudicante. Nel 1991 e 1992 arrivano altri annullamenti clamorosi: provvedimenti cautelari revocati a carico di boss come Francesco Schiavone detto Sandokan, custodie annullate nei confronti di esponenti dei clan Moccia e Magliulo, ergastoli cancellati in processi di mafia calabrese e siciliana. Una sequenza che costruisce la sua fama e accende un sospetto sempre più diffuso: che l'applicazione rigorosa del formalismo giuridico finisca per smontare, pezzo dopo pezzo, l'impianto giudiziario costruito nei processi di merito.
Carnevale contesta apertamente il teorema dell'organizzazione unitaria di Cosa nostra. Nei suoi provvedimenti nega valore probatorio alla Commissione interprovinciale e mette in dubbio l'attendibilità di Tommaso Buscetta, il pentito che aveva descritto la mafia come una piramide con una cupola di comando. Per Carnevale, la mafia non è un organismo unitario ma una sommatoria di bande.
È uno scontro frontale con il pool antimafia di Palermo e con Giovanni Falcone.

Un uomo di 65 anni è morto in un incidente stradale avvenuto nella notte, intorno alle 1.30, lungo l'autostrada A1 al chilometro 300, nel territorio comunale di Bagno a Ripoli (Firenze). Il sinistro ha coinvolto tre mezzi pesanti.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, un mezzo di polisoccorso e un autogru. Le operazioni di soccorso si sono rivelate particolarmente complesse: l'uomo, alla guida del camion rimasto schiacciato tra gli altri due, era incastrato all'interno della cabina di guida.
I vigili del fuoco hanno utilizzato l'autogru per spostare il rimorchio e liberare l'abitacolo, lavorando a lungo tra le lamiere per estrarre il conducente. Una volta recuperato, il personale sanitario non ha potuto fare altro che constatarne il decesso.
Secondo una prima ricostruzione, l’incidente sarebbe stato causato da un tamponamento. Durante le operazioni di soccorso e messa in sicurezza dell'area, il traffico sull’A1 è rimasto completamente bloccato, con pesanti ripercussioni sulla circolazione.

Tragedia nella serata di ieri, martedì 4 febbraio, poco prima delle 22, in via Galgani, nella frazione di Rughi, nel comune di Porcari, in provincia di Lucca. Quattro persone, tutte appartenenti allo stesso nucleo familiare di origine albanese, hanno perso la vita a causa di esalazioni di monossido di carbonio sprigionate da una caldaia malfunzionante.
Le vittime sono il padre di 48 anni, la madre di 43, il figlio di 22 anni e la figlia di 15. In gravi condizioni il fratello del capofamiglia, che nel tentativo di prestare soccorso ai familiari è rimasto seriamente intossicato ed è stato trasportato d'urgenza all'ospedale di Cisanello a Pisa. Due carabinieri intervenuti sul posto hanno riportato una lieve intossicazione e sono stati sottoposti a cure ospedaliere.
L'allarme è stato lanciato al numero unico delle emergenze 112, dopo che qualcuno all'interno dell'abitazione aveva accusato un malore. È stato lo stesso fratello della vittima a guidare i militari fino all'abitazione, al civico 186 di via Galgani. Una volta entrati nell'appartamento, i soccorritori si sono trovati di fronte a una scena drammatica: i corpi dei quattro familiari erano già privi di vita. Ogni tentativo di rianimazione si è rivelato inutile.
Secondo i primi accertamenti, l'origine delle esalazioni sarebbe accidentale. Un difetto della caldaia avrebbe provocato la fuoriuscita del monossido di carbonio, gas inodore e altamente letale.
Sul posto sono intervenuti l'automedica di Lucca, le ambulanze della Croce Rossa di Lucca, della Croce Verde di Porcari e della Misericordia di Santa Gemma Galgani, oltre ai carabinieri e ai vigili del fuoco, che hanno effettuato l'accesso all’abitazione insieme ai militari. Era stato allertato anche l'elisoccorso Pegaso, poi fatto rientrare dopo la constatazione del decesso delle quattro persone.
La comunità locale è sotto shock per l'accaduto. Le indagini proseguono per chiarire nel dettaglio le cause tecniche del guasto.

Lane, controllata statunitense del Gruppo Webuild, si è aggiudicata il contratto da 389 milioni di dollari (circa 336 milioni in euro, 100% Lane) per la progettazione e realizzazione dei lavori di ampliamento e ammodernamento della Interstate 64 (I-64)[1] a Norfolk, Virginia, negli Usa. Commissionata dal Virginia Department of Transportation (Vdot), l’opera è strategica per la mobilità in una delle aree più dinamiche della costa orientale degli Stati Uniti.
Con questo nuovo contratto, Webuild consolida la leadership negli Stati Uniti, dove è impegnata in progetti chiave per la mobilità sostenibile e il potenziamento della resilienza delle infrastrutture. Di questi giorni è anche l’annuncio dell’avvio di 643 milioni di dollari (547 milioni di euro) complessivi di lavori per la realizzazione del progetto Westshore Interchange, la più grande iniziativa infrastrutturale del Florida Department of Transportation (Fdot) nell’area di Tampa Bay, Florida, che Lane realizzerà con un partner locale. Questi contratti rafforzano ulteriormente il ruolo del Gruppo Webuild nella realizzazione di infrastrutture complesse in Nord America, il suo terzo mercato estero per fatturato.
Il nuovo contratto riguarda circa 11 chilometri del corridoio I-64 Hampton Roads Express Lanes (Hrel) e prevede la trasformazione delle tre corsie esistenti in una corsia express, riservata ai veicoli ad alta occupazione, e in tre corsie Gp (General Purpose) per ciascun senso di marcia, oltre all’ampliamento e/o alla riqualificazione di diciannove ponti già presenti lungo il tracciato. Il progetto è concepito per migliorare la sicurezza, ridurre i tempi di percorrenza e garantire un flusso di traffico più scorrevole. I lavori, che si prevede saranno ultimati entro la fine del 2029, integreranno soluzioni progettuali innovative per minimizzare l’impatto sul traffico durante la costruzione e ridurre le esigenze di manutenzione nel lungo periodo.
Lane è attualmente attiva in Virginia su numerosi progetti infrastrutturali di rilievo, come i lavori di ampliamento di due ulteriori tratte della I-64, il progetto I-495 Next nell’area metropolitana di Washington, D.C., e l’ammodernamento della Naval Air Station (Nas) Oceana, base aerea della Marina militare degli Stati Uniti (Us Naval Force).
Webuild ha una presenza storica negli Usa, dove con Lane sta realizzando altri importanti progetti infrastrutturali, come i due tunnel gemelli Palisades per potenziare i collegamenti ferroviari di New York e, in Florida, il progetto Seminole Expressway/Sr 417 e intersezioni strategiche tra la I-4 e la Sand Lake Road e tra la I-4 e la Sr 535 nella contea di Orange. A luglio scorso, il Gruppo si è aggiudicato i lavori di ampliamento e ammodernamento lungo la I-85 in Carolina del Nord e quelli di ammodernamento di una tratta della I-75, uno dei principali corridoi per la viabilità del Nord in Florida.

Tanta pioggia attesa sull'Italia nelle prossime ore, ma il meteo 'salva' i Giochi di Milano Cortina 2026. E lo fa regalando, da un lato, tempo stabile e asciutto per la cerimonia d'apertura e, dall'altro, un paesaggio incantato, bianco e non freddo. Sono queste le previsioni per la giornata di oggi, giovedì 5 febbraio, e per i giorni a venire.
"Benedizione bianca" sui Giochi e tanta pioggia sulla Penisola, parla l'esperto
Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it[1], conferma dunque condizioni meteo ottimali per l’inizio dei XXV Giochi olimpici invernali.
La neve, infatti, è caduta copiosa sulle Alpi e sulle Dolomiti nei giorni scorsi: una vera "benedizione bianca" per tutte le sedi di gara (Cortina d’Ampezzo, Livigno, Bormio, Predazzo, Tesero ed Anterselva) con un palcoscenico naturale perfetto che mancava da anni in questa stagione.
Ma mentre sulle sedi olimpiche si festeggia il meteo favorevole presente e in arrivo, tutt’altra situazione al Centro-Sud dove continua a piovere da settimane: buona parte del territorio, specie lungo il versante tirrenico, è saturo di acqua e stanno per arrivare nuovi accumuli importanti.
Tra sabato e domenica sono attesi picchi di 80-150 mm di pioggia, ovvero 80-150 litri d’acqua per metro quadro, tra Campania e Calabria tirrenica. Il rischio idrogeologico resta alto: non è tanto l'intensità del singolo acquazzone a preoccupare, ma la persistenza dei fenomeni su aree già fragili.
Nel dettaglio, una nuova forte perturbazione abborderà l’Italia dalla serata del giovedì con un peggioramento iniziale su Nord-Ovest e Sardegna; in seguito, i fenomeni saranno intensi su tutta la fascia tirrenica, dalla Toscana alla Calabria fino al pomeriggio quando il fronte perturbato si sposterà verso i Balcani e il tempo migliorerà temporaneamente.
Sabato sono infatti attese nuove piogge già al mattino su regioni tirreniche e Isole Maggiori: non è necessario sottolineare che in pratica pioverà sul bagnato e pioverà sempre sulle stesse zone.
Domenica avremo, infatti, una fotocopia meteo del sabato, seppur con una temporizzazione spostata di qualche ora in avanti: le piogge inizieranno dal pomeriggio in Sardegna per poi spostarsi verso il Sud peninsulare e in Sicilia entro la sera.
Comunque vada, gli ombrelli resteranno aperti almeno fino a metà mese; unica magra consolazione le temperature resteranno sempre sopra la media del periodo: il freddo polare rimarrà confinato tra la Scandinavia e le Repubbliche Baltiche.
Le previsioni nel dettaglio
Giovedì 5. Al Nord: instabile sul Triveneto, ma peggiorerà di nuovo in serata dal Nordovest. Al Centro: piovaschi in Toscana, peggiora in serata. Al Sud: instabile sul basso Tirreno.
Venerdì 6. Al Nord: piogge veloci da ovest verso est. Al Centro: maltempo specie sulle tirreniche e sulle Marche. Al Sud: maltempo specie sulle tirreniche.
Sabato 7. Al Nord: migliora anche con schiarite. Al Centro: piogge sulle tirreniche e sulle Marche. Al Sud: maltempo sulle tirreniche e in Sardegna.
Tendenza: ancora maltempo ad oltranza, serie di perturbazioni atlantiche.

Nel giorno del secondo round sui colloqui tra Usa, Russia e Ucraina ad Abu Dhabi, le forze di Mosca hanno lanciato un nuovo raid con droni su Kiev, ferendo almeno due persone. Lo hanno riferito funzionari locali. Dopo una breve pausa negli attacchi sulla capitale ucraina su richiesta del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Mosca ha ripreso a colpire la città negli ultimi giorni, mentre i residenti continuano a fare i conti con le temperature gelide. Le esplosioni sono state udite intorno alle 2 del mattino ora locale, ha riferito l'emittente pubblica Suspilne. Poco dopo, un'esplosione è stata nuovamente udita in città intorno alle 4,15 del mattino.
Il sindaco Vitali Klitschko ha affermato che l'attacco ha preso di mira vari quartieri della città, tra cui i quartieri Obolonskyi, Darnytskyi, Shevchenkivskyi e Solomianskyi. Il Servizio statale di emergenza ucraino ha riferito che è scoppiato un incendio in un edificio per uffici di quattro piani nel distretto di Shevchenkivskyi, con danni segnalati anche in un asilo nido nel distretto di Solomianskyi della città. L'attacco arriva appena due giorni dopo che la Russia ha lanciato il suo più grande attacco dell'inverno: 71 missili e 450 droni contro città ucraine, tra cui Kiev. L'attacco ha colpito diversi edifici residenziali nella capitale, ferendo almeno nove persone.
Ha avuto intanto inizio negli Emirati Arabi la seconda giornata di colloqui mediati dagli Stati Uniti fra negoziatori ucraini e russi, volti a porre fine all'invasione dell'Ucraina da parte di Mosca, che dura da quasi quattro anni.
"Il secondo giorno di colloqui ad Abu Dhabi è iniziato. Stiamo lavorando con gli stessi format di ieri: consultazioni trilaterali, lavoro di gruppo e successivo allineamento delle posizioni", ha affermato il capo negoziatore ucraino Rustem Umerov.
Intanto da Mosca arrivano le dichiarazioni di Sergej Lavrov, che mette in dubbio la coerenza Usa nei ritrovati rapporti con Mosca. Alcune azioni degli Stati Uniti non sono del tutto in linea con le dichiarazioni sulla possibilità di una cooperazione economica con la Russia, ha infatti dichiarato il ministro degli Esteri in un'intervista al media russo Rt.
"È stato recentemente adottato un documento su Cuba. In esso si afferma che è stato dichiarato lo stato di emergenza a causa della minaccia che Cuba rappresenta per gli interessi statunitensi nei Caraibi, anche a causa delle politiche ostili e malevole della Russia. In qualche modo, questo non è del tutto in linea con il futuro roseo della nostra cooperazione economica e di investimento", ha osservato il ministro.
Lavrov ha aggiunto che gli americani stanno imponendo sanzioni alla parte russa in risposta alla disponibilità di Mosca ad accettare il piano americano per una soluzione globale del conflitto ucraino, stanno costringendo le aziende russe a lasciare il Venezuela e stanno imponendo dazi agli acquirenti di petrolio russo. "In qualche modo, per quanto riguarda il brillante futuro della nostra cooperazione economica e di investimento, qualcosa non torna", ha sottolineato.

"La donazione di opere di Cy Twombly realizzate a Roma tra il 1957 e il 1963 è per noi estremamente significativa, perché riflette il legame profondo dell’artista con la città, dove ha vissuto negli anni ’50 e ’60". Lo ha dichiarato Eleonora Di Erasmo, managing director della Cy Twombly Foundation, intervenendo alla presentazione della raccolta Cy Twombly alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea. Di Erasmo ha ricordato che la donazione, perseguita per molti anni e realizzata lo scorso anno, comprende opere, il finanziamento del laboratorio di restauro del museo e una borsa di studio della durata di 15 anni destinata a un conservatore di opere su carta contemporanea.
"Per noi è un regalo per la città di Roma e per tutta la comunità – ha sottolineato –. Twombly ha trovato qui ispirazione artistica, la sua famiglia, la comunità di artisti e la sua prima mostra nel 1958 alla Galleria La Tartaruga". La managing director ha ripercorso le esperienze formative dell’artista: "Il semestre estivo al Black Mountain College, accademia interdisciplinare all’avanguardia, ha rappresentato una tappa fondamentale. Twombly ha conosciuto artisti come John Cage e Merce Cunningham e, soprattutto, il poeta Charles Olson, il cui approccio alla poesia come composizione spontanea, basata sul respiro, ha influenzato profondamente il suo metodo creativo. Nelle opere e nei libri dell’artista, parola e scrittura coesistono con l’immagine, diventando segno e iscrizione poetica. Arrivato a Roma nel 1952 grazie a una borsa di studio del Virginia Museum of Fine Arts, e successivamente in Marocco, Twombly ha compreso il valore della cultura mediterranea come fusione di tradizioni e radici, costruendo un’arte contemporanea in continuità con il passato".
Secondo Di Erasmo, la pubblicazione della raccolta Cy Twombly "consente oggi di raccontare non solo le opere, ma anche il contesto storico e culturale che ha formato l’artista, rendendo accessibile al pubblico la memoria di un protagonista della scena artistica internazionale".

"Questa iniziativa nasce dall’incontro di due storie che si intersecano: quella di Cy Twombly, artista che ha sviluppato la sua poetica a Roma, e quella di Maire, azienda nata qui oltre 40 anni fa e oggi multinazionale con 15.000 dipendenti". Lo ha dichiarato Fabrizio Di Amato, presidente e fondatore di Maire, intervenendo alla presentazione della raccolta Cy Twombly alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea. Di Amato ha spiegato come Maire creda fortemente nell’'ingegnere umanista”, capace non solo di progettare e realizzare grandi opere – nel caso dell’azienda, impianti per la transizione energetica – ma anche di interpretare l’arte e la cultura come strumenti di innovazione.
"Coniugare cultura e ingegneria ci aiuta a comprendere quello che l’artista prova e realizza – ha detto Di Amato – proprio come le grandi opere dei Romani, che uniscono tecnica, sostenibilità e attenzione al benessere della persona. Questo ci guida a sviluppare approcci più sostenibili e consapevoli". Il presidente di Maire ha poi illustrato il Green Innovation District, centro unico in Europa in costruzione a Roma, con laboratori e impianti semi-industriali dimostrativi, pensato anche come polo culturale e accademico. "Le nuove generazioni potranno vedere concretamente i nostri progetti, studiare storia, archivi e tecnologie applicate, collegando passato, presente e futuro – ha concluso Di Amato –. Siamo orgogliosi di queste iniziative, che ci aiuteranno anche ad attrarre giovani talenti".



