(Adnkronos) - 21 Giugno 2025_ Lexus ha organizzato cinque eventi di degustazione di vini italiani a Taiwan, ispirati alle isole mediterranee di Sardegna e Sicilia. I partecipanti hanno potuto assaporare vini pregiati, come il Turriga e il Cuordilava Etna Rosso, accompagnati da finger food appositamente creati per esaltare i sapori. L'evento, guidato dal sommelier Alex Tsai, ha offerto un'esperienza sensoriale unica, combinando cultura vinicola italiana e l'eleganza del marchio Lexus. La notizia è riportata da tvbs.com.tw. Lexus continuerà a promuovere esperienze culinarie e culturali, con un viaggio esclusivo in Italia previsto per agosto, che includerà visite a cantine e ristoranti stellati.
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(Adnkronos) - Dopo le prove scritte, l'ultimo scatto finale in vista delle prove orali. Sono le tappe che aspettano adesso i ragazzi alle prese con gli esami di maturità. Come affrontarle al meglio? "La prima regola è evitare inutili stress emotivi", sottolinea all'Adnkronos Salute il pediatra Italo Farnetani. "La premessa è che sono contrario all'esame di maturità e sarei d'accordo con un'eventuale abolizione: non è giusto giocarsi anni di studio in pochi minuti ed essere giudicati da insegnanti diversi da coloro che sono stati gli educatori di riferimento, gli adulti significativi nella crescita di un minore. Basterebbe dunque un giudizio del collegio docenti che, conoscendo l'alunno, potrebbe giudicarlo in modo più opportuno e valido".
L'esame di maturità, ragiona l'esperto, è di per sé uno stress, ma il rischio è che questo stress possa essere aggravato da comportamenti sbagliati, da parte della dell'alunno o della famiglia. Ecco dunque consigli per viverlo al meglio. Il primo punta a sfatare "uno dei luoghi comuni sbagliati. Va preso atto che le ore più adatte per studiare per memorizzare le nozioni o rinforzare la memoria, sono quelle che vanno dalle 15 alle 18 e la seconda fascia ideale è dalle 10.30 alle 13. In questi due periodi della giornata si concentra la maggior capacità di comprendere i concetti. In fase orarie diverse", come quella notturna che molti studenti dedicano a maratone disperate di studio, "si rischia di affaticarsi senza apprendere". La raccomandazione di Farnetani si concentra soprattutto sulle ore più buie. "Agli studenti suggerisco caldamente di non studiare la notte, perché non solo non si apprende ma si interferisce con l'orario del sonno".
Qui, continua, viene subito fuori il secondo comportamento da correggere: "I genitori non devono trasmettere ansia ai figli anche se sono tesi per il risultato dell'esame. E' importante che i ragazzi vengano rassicurati, tranquillizzati, spiegando loro che, indipendentemente dai risultati ottenuti, se si sono impegnati e hanno studiato non perderanno la stima di mamma e papà. Su questa base è importante anche che la vita familiare proceda nel solito modo, con identici ritmi".
E a tavola come aiutare i maturandi? "In un unico modo: in questo periodo su alimentazione e bevande giudizi nutrizionali sospesi - esorta Farnetani - Essendo caldo, è importante bere per dissetarsi, anche se la scelta ricade su una bevanda commerciale e non sull'acqua. Per quanto riguarda i pasti, è importante la prima colazione, per la quale vanno scelti i prodotti che piacciono di più ai figli, facendo eventualmente un'eccezione dal punto di vista nutrizionale, se sconsigliati come uso frequente. L'importante, in questo caso, è che lo studente mangi a sufficienza".
No invece ai rimedi dello studente per restare svegli. "Ribadendo che non si deve ripassare di notte, è bene precisare anche che non vanno consumati ovviamente né caffè, né stimolanti, né alcolici. No anche alle sigarette. E' bene mantenere - conclude il pediatra - le solite abitudini, soprattutto nell'ora di andare a dormire e in quella del risveglio. Il sonno, infatti, viene regolato dai ritmi dell'organismo ed è bene rispettarli. Soprattutto è raccomandabile che anche durante il periodo di preparazione degli esami di maturità i figli continuino a uscire e a fare sport".
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(Adnkronos) - La svolta hi-tech delle protesi uditive e dell'orecchio 'bionico', l'avanzamento graduale della terapia genica e di nuove strategie mirate. Il futuro della lotta alla sordità è sempre più declinato al presente. E anche l'Italia sta dando il suo contributo nella sfida di rendere innovazioni e soluzioni mirate salva-udito sempre più accessibili ai pazienti. Un esempio è stato proprio in questi giorni l'impianto all'ospedale San Filippo Neri di Roma di una protesi uditiva attiva di ultimissima generazione (Cochlear Osia 3), per la prima volta nel Lazio e tra le prime in Italia.
"Si tratta di una protesi impiantabile attiva per via ossea dotata di un particolare magnete rotante che si allinea con il campo magnetico della risonanza - spiegano all'Adnkronos Salute Paolo Ruscito, direttore dell'Unità operativa complessa Uoc Otorinolaringoiatria Asl Roma 1, e i chirurghi otorinolaringoiatri e dirigenti medici Asl Rm1 Italo Cantore e Francesca Cianfrone - Consente pertanto al paziente di sottoporsi a tutti i tipi di risonanze magnetiche (anche 3 Tesla di intensità) e permette di trattare efficacemente ipoacusie trasmissive o miste mono o bilaterali oltre che casi di anacusia (perdita completa monolaterale dell'udito)".
I vantaggi sono diversi e concreti. Per esempio, il paziente sottoposto alla procedura al San Filippo Neri - ha spiegato di recente l'azienda sanitaria, in una nota in cui ha dato la notizia dell'intervento - è stato messo nelle condizioni di risolvere i suoi problemi uditivi e, al contempo, di continuare regolarmente il suo percorso di follow-up per una patologia oncologica che necessita di controlli con risonanza magnetica a intensità 3 Tesla. Cosa che non sarebbe stata possibile con i dispositivi uditivi impiantabili precedenti. Il team che si è occupato dell'impianto non ha dubbi: è un ulteriore tassello che si aggiunge e altri se ne aggiungeranno.
Quante persone si stima che possano rientrare nell'identikit del paziente ideale per questo tipo di impianto? "Si consideri che le ipoacusie monolaterali di grado grave-profondo sono oltre il 5% di tutte le ipoacusie meritevoli di trattamento - evidenziano Ruscito, Cantore e Cianfrone - A queste vanno aggiunte una parte di quelle di tipo trasmissivo (dovute ad esempio a deficit funzionali della catena degli ossicini dell'orecchio) o di tipologia mista. Complessivamente si può stimare circa il 10% dei pazienti affetti da problematiche dell'udito (che in Italia sono circa 7 milioni)".
La tecnologia avanza e sta cambiando anche la chirurgia della sordità. Gli scenari che si aprono sono diversi. "Sia le protesi uditive tradizionali che quelle impiantabili chirurgicamente stanno subendo implementazioni tecnologiche notevoli - ragionano i 3 esperti - Queste ultime in particolare, quelle impiantabili chirurgicamente, consentono di trattare numerose tipologie e gradi di sordità fino anche alla perdita completa bilaterale dell'udito. A questo dobbiamo aggiungere i passi in avanti notevoli della terapia genica e della biologia molecolare negli ultimi mesi, che consentono ora, tramite virus ricombinanti con sequenze corrette di geni, di ripristinare la funzione uditiva in pazienti affetti da problematiche genetiche specifiche, metodiche tuttavia ancora in fase sperimentale ma che promettono enormi risultati".
Tanta strada è stata dunque percorsa e tanta ne resta da fare. Le priorità? Prima di tutto "l'implementazione di queste nuove metodiche - concludono Ruscito, Cantore e Cianfrone - la sfida quotidiana di poterle mettere a disposizione di tutti i cittadini che ne hanno bisogno tramite percorsi diagnostici e di pianificazione terapeutica in costante evoluzione, oltre che la necessità di aggiornare le normative vigenti al fine di avere maggiori tutele e supporto per chi necessita di trattamenti di questo tipo".
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