
(Adnkronos) - Si definiscono due apatici, eppure al traguardo una lacrimuccia l’abbiamo vista tutti. A vincere questa edizione di Pechino Express sono stati Chanel Totti e Filippo Laurino, la coppia de ‘I Raccomandati’. Un nome scelto prima ancora che potesse diventare un’etichetta affibbiata dagli altri. E forse è stato proprio questo il loro punto di forza: giocare d’anticipo, prendersi in giro da soli e dimostrare, chilometro dopo chilometro, che a Pechino Express non si vince per raccomandazione. Si vince con la testa dura - o con la 'capoccia', come direbbe una romana doc come Chanel - con la fatica, con la resistenza e, perché no, anche con una buona dose di fortuna. Perché se c’è una cosa che governa davvero Pechino Express, il reality d’avventura condotto da Costantino della Gherardesca, è proprio l’imprevedibilità.
Dieci coppie sono partite dall’Indonesia, attraversando luoghi e culture che hanno accolto i viaggiatori con calore e ospitalità. Puntata dopo puntata, tra prove, eliminazioni e colpi di scena, il viaggio ha ribaltato ogni pronostico. E forse era destino, oppure doveva semplicemente andare così: i vincitori della prima tappa sono stati anche gli ultimi rimasti in piedi.
‘I Raccomandati’ erano partiti con un peso addosso più emotivo che competitivo. Chanel Totti, figlia di Francesco Totti e Ilary Blasi, si era presentata nel video iniziale come una ragazza pigra, scherzando sul fatto che non si sarebbe alzata dal divano nemmeno per un bicchiere d’acqua. E invece di divani, durante il viaggio, ne ha visti ben pochi. Si è lamentata, certo. Ha sbuffato, protestato, ironizzato. Ma non ha mai mollato. E insieme a Filippo Laurino, amico storico della famiglia, ha costruito una delle coppie più solide dell’edizione.
Filippo, dal canto suo, ha saputo reggere i momenti di sconforto dell’amica e anche spingerla a giocarsi la carta più inevitabile di tutte: "Conosci la Roma? Conosci Totti? Io sono sua figlia". E in Indonesia quella frase ha funzionato eccome. Ma il punto, alla fine, è un altro. Pechino Express è servito soprattutto ad accendere i riflettori su una ragazza di 19 anni che negli ultimi tempi era stata raccontata quasi esclusivamente attraverso la separazione dei suoi genitori. Spesso criticata, spesso giudicata, Chanel ha trovato nel programma la sua rivincita: mostrare cosa c’è davvero dietro il cognome che porta.
E infatti uno dei momenti più sinceri dell’edizione è arrivato quando ha raccontato quanto abbia sofferto per la separazione dei genitori. In quel momento è caduta la maschera della ragazza ‘raccomandata’, lasciando spazio semplicemente a Chanel: schietta, fragile, ironica e tremendamente vera. Lei e Filippo hanno vissuto l’esperienza esattamente per quello che era: un gioco. Anche nei momenti più competitivi.
Competitività che invece non è mai mancata a ‘I Veloci’, la coppia formata da Fiona May e Patrick Stevens. Lui pacato, affettuoso e sempre pronto ad asciugare le lacrime di Fiona nei tanti momenti di sconforto. Lei determinata come solo una campionessa mondiale può essere, sempre con lo sguardo fisso sul traguardo anche quando sembrava lontanissimo. E forse proprio quella fame di vittoria l’ha resa una delle concorrenti più divisive della stagione. Il fair play, a volte, è passato in secondo piano. Ma la sua tenacia le ha comunque regalato un posto sul podio.
Medaglia d’argento invece per ‘Le Dj’, Jo Squillo e Michelle Masullo, probabilmente la coppia che più di tutte ha dominato il gioco. Strategiche, competitive, spesso spietate, hanno alternato intuizioni brillanti a qualche mossa discussa. Un mix di rivalità, furbizia e fortuna che le ha portate fino alla fine. Ma proprio sul più bello la sorte ha smesso di girare dalla loro parte.
E poi ci sono stati ‘Gli Spassosi’, forse la coppia che più rappresenta lo spirito autentico di Pechino Express. Biagio Izzo e Francesco Paolantoni erano i più ‘anziani’ del gruppo, quelli da cui nessuno si aspettava davvero un exploit. E invece, tra una battuta e l’altra, sono arrivati a un passo dalla finale. Hanno affrontato il viaggio con il sorriso, accettando sconfitte e difficoltà senza mai perdere il gusto del divertimento: il vero segreto per vivere davvero Pechino Express.
Per un attimo il pubblico aveva anche sperato di vederli affrontare la famigerata prova dei sette mostri. Vedere Biagio Izzo e Francesco Paolantoni mangiare in sequenza scorpioni, larve, cimici e cervelli di maiale avrebbe probabilmente segnato un prima e un dopo nella storia del programma.
Ma allora perché Pechino Express piace così tanto? Non è solo il viaggio. Non sono soltanto i paesaggi mozzafiato o l’avventura estrema. Il vero motivo è che questo programma mette a nudo chiunque ci passi dentro. Non lascia scampo. Ti costringe a confrontarti con la fatica, con i tuoi limiti e soprattutto con la persona che hai accanto.
Lo si è visto anche con ‘Le Biondine’, la coppia formata da Gaia De Laurentiis e Agnese Catalani, madre e figlia arrivate nel gioco con vecchie ferite ancora aperte. Pechino Express può unire, ma può anche amplificare le distanze.
“Non c’è nulla che non posso affrontare ora. Ho fatto Pechino Express, posso fare tutto”, ha detto Mattia Stanga, eliminato subito insieme a Elisa Maino nella coppia de ‘I Creator’. Ed è forse questa la frase che riassume meglio il senso del programma. Non è una questione di età, di fama o di bravura. È mettersi in gioco, farlo per davvero.
Ma alla fine tutto torna ai vincitori. A quella ragazza di 19 anni che, durante la conferenza stampa del programma, si era ritrovata sommersa da domande riguardanti soltanto i suoi genitori. Oggi Chanel Totti ha dimostrato che esiste molto altro oltre l’essere ‘la figlia di’. E anche se ha ammesso che fare televisione non è il suo obiettivo, c’è già chi spera di rivederla presto sul piccolo schermo.
Perché una lezione, in fondo, questa edizione l’ha lasciata davvero: non si giudica mai un libro dalla copertina. E ‘I Raccomandati’ hanno vinto, sì. Ma la loro vittoria con le raccomandazioni non ha avuto nulla a che fare (di Marica Di Giovanni).

(Adnkronos) - Dal Barre training evolution al BodyPump Heavy, dal zumba + lift allo Striding walking workout, a RiminiWellness 2026 - dal 28 al 31 maggio alla Fiera del capoluogo romagnolo e sulla Riviera - arrivano tutte le nuove tendenze del fitness. Assieme a nuovi approcci come quello olistico che si afferma in chiave scientifica e integrata, tra lavoro sul sistema nervoso e nuove esperienze di benessere. La 26esima edizione della manifestazione internazionale, spiega Italian exhibition group (Ieg) in una nota, amplia il proprio ecosistema di eventi, discipline e format. Il Barre training evolution, ad esempio, presentato da Fif - Federazione italiana fitness, rilegge il lavoro alla sbarra integrando pilates, functional training e reformer. Nella stessa direzione Bodypump heavy di Les Mills, che evolve verso un lavoro più intenso, con carichi maggiori e un focus mirato su forza e ipertrofia. Anche il mondo della dance fitness si rinnova con zumba + lift, nuova proposta firmata Beto Perez che alterna sequenze cardio e lavoro con i pesi. Tra le tendenze la riscoperta del movimento naturale. Come lo Striding walking workout e working program che trasformano la camminata in un allenamento completo, costruito su ritmo, coordinazione e lavoro muscolare.
Tra le novità che arrivano in Fiera la Gdmi 1978, con un intero padiglione dedicato. Con oltre 70.000 iscritti e più di 600 centri attivi, si spiega, è la realtà sportiva con il maggior numero di tesserati in Italia e in Europa, grazie a un metodo che punta su allenamento a corpo libero e preparazione atletica adattiva e progressiva. Durante l'expo tornano poi gli eventi legati al functional training e al CrossFit. Hyrox torna per il quarto anno con 4 giorni di gare e migliaia di atleti coinvolti, mentre Italian Showdown conferma il proprio ruolo di riferimento per la community CrossFit.
E ancora - continua la nota - tra le tendenze c'è il Cranial Reset & Longevity Touch, nuovo un protocollo neuro-connettivale che agisce sulla struttura cranica per attivare un rilascio miofasciale profondo e processi rigenerativi. Mentre la ricerca sul movimento consapevole si sviluppa anche attraverso nuovi strumenti e metodologie come Infinity bands, disciplina che usa elastici tessili come input sensoriali per il sistema nervoso, migliorando coordinazione, stabilità e organizzazione del gesto. La Symmetrical gymnastics interviene invece sulle asimmetrie corporee attraverso sequenze ritmiche che coinvolgono entrambi gli emisferi cerebrali, favorendo un riequilibrio tra postura, movimento e percezione. Quanto a Healing Hands, propone un'esperienza immersiva dedicata al massaggio professionale: tecniche orientali e occidentali si incontrano in un approccio pratico e partecipativo che mette al centro il contatto, l'ascolto e la personalizzazione del trattamento.

(Adnkronos) - Gli italiani? Restano un popolo di ipertesi. Anche se si osserva un tendenziale miglioramento dei valori della pressione arteriosa rispetto a 15 anni fa, una quota significativa della popolazione adulta continua a sforare i livelli raccomandati o è in trattamento per l'ipertensione: si tratta di circa la metà degli uomini e circa 2 donne su 5 di età fra i 35 e i 74 anni. Nel dettaglio, la percentuale di adulti con pressione arteriosa elevata (cioè uguale oppure superiore a 140/90 mmHg) è 37% negli uomini e 23% delle donne. Sono i dati diffusi dall'Istituto superiore di sanità (Iss) in occasione della Giornata mondiale dell'ipertensione in calendario il 17 maggio. Nell'ambito dell'indagine nazionale periodica 'Italian Health Examination Survey - Progetto Cuore', viene monitorata la pressione arteriosa della popolazione attraverso misurazioni effettuate in campioni casuali di persone nella fascia 35-74 anni residenti in Italia. Dai dati preliminari 2023-2025, relativi a 17 Regioni distribuite nel Nord, Centro e Sud, emerge una media della pressione massima pari a 134 mmHg negli uomini e 126 mmHg nelle donne, mentre quella minima è in media 79 mmHg negli uomini e 75 mmHg nelle donne.
"Una quota consistente della popolazione adulta - osserva Chiara Donfrancesco, ricercatrice del Dipartimento malattie cardiovascolari, endocrino-metaboliche e dell'invecchiamento dell'Iss e responsabile dell'indagine - convive con valori di pressione arteriosa elevati, spesso senza che ne sia consapevole. Per questo è fondamentale promuovere un monitoraggio periodico della pressione arteriosa e sensibilizzare la popolazione a seguire i suggerimenti sugli stili di vita e le prescrizioni farmacologiche del medico".
Dai dati emerge un ulteriore elemento critico: una parte rilevante delle persone ipertese non è trattata o, se trattata, risulta avere comunque una pressione elevata. I dati mostrano che tra gli italiani con pressione alta o in terapia, il 41% degli uomini e il 31% delle donne non è consapevole di poter avere problemi di controllo della pressione, un'altra parte invece ne è consapevole, ma non è in trattamento faramacologico (il 12% degli uomini e il 15% delle donne). C'è poi una quota che è in trattamento, ma presenta comunque livelli di pressione elevati (il 23% degli uomini e il 35% delle donne), e solo una quota minoritaria degli ipertesi risulta avere livelli pressori non elevati: il 24% degli uomini e il 19% delle donne.
L'indagine 2023-2025 è promossa e finanziata dal ministero della Salute (Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie, Ccm) e dalla Commissione ruropea attraverso Jacardi (Joint Action on Cardiovascular Diseases and Diabetes), una delle più ampie iniziative europee dedicate alla prevenzione e al contrasto delle malattie cardiovascolari e del diabete. Co-finanziata dal programma europeo Eu4Health e coordinata dall'Iss, Jacardi coinvolge 21 Paesi europei e 81 partner istituzionali e scientifici con l'obiettivo di rafforzare la risposta alle malattie non trasmissibili attraverso azioni coordinate, integrate e basate sull'evidenza scientifica. Attraverso 143 progetti pilota attivi in tutta Europa, la Joint Action promuove interventi lungo l'intero percorso di salute, dalla prevenzione primaria alla diagnosi precoce, dalla gestione clinica al self-management, integrando inoltre strumenti digitali, telemedicina e approcci orientati all’equità e alla sostenibilità.
"In questo contesto - sottolinea Benedetta Armocida, referente europea per il progetto Jacardi - le indagini di popolazione come la 'Health Examination Survey-Progetto Cuore' rappresentano uno strumento strategico di sanità pubblica, poiché consentono di monitorare nel tempo lo stato di salute della popolazione attraverso dati misurati direttamente, supportando la programmazione sanitaria, le politiche di prevenzione e la valutazione degli obiettivi di salute pubblica a livello nazionale ed europeo".
Punta a sensibilizzare la popolazione sull'ipertensione e i suoi rischi la Giornata mondiale dell'ipertensione. La missione è promuovere la prevenzione e la diagnosi precoce e incoraggiare azioni a livello individuale, comunitario e del sistema sanitario. Anche perché i dati mostrano che l'ipertensione rimane la "principale causa prevenibile di morte prematura in tutto il mondo", ricordano gli esperti. Si stima che 1,4 miliardi di persone a livello globale convivano con questa condizione. Nonostante la disponibilità di trattamenti efficaci e accessibili, molti di loro non sono consapevoli della propria condizione e solo circa 1 persona su 4 con ipertensione ha la pressione adeguatamente controllata.

(Adnkronos) - E' la Generazione Z dei filtri social, ossessionata dalla cura maniacale dell'aspetto fisico, tranne che della bocca. I ventenni sono infatti i più colpiti da sanguinamento gengivale durante il lavaggio dei denti o il consumo di cibi, primo campanello di allarme della malattia parodontale che, se non trattata, può portare alla perdita dei denti. I giovani tra i 20 e i 30 anni non hanno una buona igiene orale e così oltre 1 su 3 ha gengive che sanguinano e il 16% convive con un’alitosi persistente. A rivelarlo una preoccupante quanto inedita fotografia della salute gengivale e dentale degli italiani, scattata per segmenti di età e sociodemografici da un'indagine conoscitiva promossa dalla Società italiana di parodontologia e implantologia (Sidp). La ricerca, presentata oggi in occasione del corso di aggiornamento in programma a Firenze fino al 16 maggio, è stata condotta da Key-Stone su un campione di 3.000 italiani da 20 anni in su, grazie al contributo non condizionante di Curasept.
"Oltre un quarto della popolazione dichiara di soffrire di alcuni sintomi riconducibili a un quadro infiammatorio delle gengive, ma il dato più sorprendente riguarda proprio la fascia tra i 20 e i 30 anni - dichiara Leonardo Trombelli, presidente Sidp e ordinario di Parodontologia all'università di Ferrara - Il fatto che il 36% dei ventenni riferisca sanguinamento gengivale, fase iniziale e reversibile dell'infiammazione, dimostra che la gengivite è già molto diffusa tra i più giovani. Un segnale che non va sottovalutato, perché la malattia parodontale non compare improvvisamente in età avanzata: spesso inizia presto, con sintomi lievi, ma persistenti che, se trascurati, espongono potenzialmente i giovani a rischio di parodontite. A lato di un'inadeguata igiene orale, fattore di rischio principale per la comparsa di malattia parodontale, anche abitudine al fumo, dieta pro-infiammatoria con eccesso di grassi saturi, zuccheri e cibi ultraprocessati, scarso o nullo esercizio fisico sono tutti fattori che possono contribuire alla progressione della gengivite in parodontite".
L'indagine mostra però anche un secondo volto della malattia, quello più grave e irreversibile, che emerge con l'avanzare dell'età. Se nei giovani prevale la percezione di sintomi infiammatori, dopo i 60 anni aumenta nettamente la valutazione di segni di danno strutturale. I denti che appaiono 'più lunghi', fenomeno legato alla recessione gengivale e segno di perdita ossea in corso, passano da circa il 20% nelle fasce tra 30 e 49 anni fino al 50% negli over 70. Nella fascia 60-69 anni la mobilità dentale raggiunge il 26%, il valore più alto registrato nella ricerca, mentre quasi 1 persona su 3 (32%) riferisce perdita di denti legata alla mobilità.
"I dati attestano la progressione naturale della malattia parodontale - spiega Trombelli - Nelle prime fasi prevalgono sintomi potenzialmente reversibili come il sanguinamento; con il tempo, se l'infiammazione non viene controllata, possono comparire perdita permanente di supporto gengivale associata a mobilità e perdita dei denti, che rappresenta l'esito finale irreversibile della parodontite non trattata".
"La ricerca - cotntinua il presidente Sidp - evidenzia inoltre disuguaglianze geografiche nei sintomi nella popolazione: il Centro e, in parte, il Sud Italia mostrano una maggiore frequenza rispetto al Nord, suggerendo possibili differenze di attitudine all'igiene orale e/o nell'accesso alla prevenzione e alle cure odontoiatriche. In particolare, in riferimento alla mobilità, si registrano tassi più bassi al Nord, che si attestano sul 15% contro più del 20% al Centro-Sud. Differenze nella prevalenza dei sintomi riferiti sono anche in parte attribuibili al tasso di scolarizzazione. La frequenza di perdita di denti per mobilità è nettamente inferiore quando il titolo di studio è la laurea: il 7% rispetto al 25% di chi possiede un titolo di studio più basso. Emerge anche una differenza di genere: gli uomini riferiscono più frequentemente mobilità dentale, con un tasso del 20,8% contro l'11,5% delle donne che sembrano mostrare maggiore attenzione ai cambiamenti della bocca e ai primi segnali di inestetismo".
"Il sanguinamento gengivale non deve essere considerato 'normale'. Intervenire precocemente, attraverso una corretta igiene orale quotidiana e controlli regolari, può evitare che una semplice infiammazione si trasformi negli anni in una malattia cronica capace di compromettere in modo permanente denti e gengive", conclude Trombelli.

(Adnkronos) - Sentirsi inadeguati rispetto al proprio ruolo, mettere in dubbio le proprie competenze o non riuscire a riconoscere il valore dei risultati raggiunti: sono alcune delle manifestazioni più comuni della sindrome dell’impostore, una sensazione che molti professionisti sperimentano nel corso della propria carriera e che spesso non riflette una reale mancanza di capacità, ma una percezione distorta del proprio valore. Lo mette in luce una rilevazione di Hays, leader globale nella selezione e nelle soluzioni HR, realizzata in collaborazione con Serenis, piattaforma digitale per il benessere mentale e centro medico autorizzato, secondo cui 7 italiani su 10 dichiarano di averla provata almeno una volta e oltre il 30% afferma di sperimentarla spesso.
Tra le situazioni che possono far emergere con maggiore forza questa sensazione, al primo posto c’è l’inizio di un nuovo ruolo, indicato da quasi 4 italiani su 10: un momento che può portare a mettere in discussione le proprie capacità e il proprio valore professionale. Anche il confronto con i colleghi può alimentare dubbi e insicurezze, come segnalano circa 3 italiani su 10. Segue il processo di selezione per una nuova posizione, indicato dal 18% dei rispondenti, mentre solo l’11% afferma di non conoscere il fenomeno.
“La sindrome dell’impostore - afferma Alessio Campi, people & culture director di Hays Italia - non dipende necessariamente da una reale mancanza di competenze, ma spesso da una percezione distorta del proprio valore professionale. Proprio per questo le aziende hanno un ruolo fondamentale nel riconoscerne i segnali e nel creare contesti in cui le persone possano sentirsi ascoltate e supportate. Un dialogo continuo tra manager e risorse, insieme a feedback costanti e costruttivi, può aiutare a intercettare questi momenti di difficoltà e a ricondurli alla loro reale dimensione, evitando che insicurezza e autocritica diventino un limite alla crescita professionale”.
"Dal punto di vista clinico - spiega la dottoressa Martina Migliore, psicoterapeuta cognitivo comportamentale e head of business learning & culture di Serenis - la sindrome dell'impostore non è una patologia, ma un'esperienza psicologica caratterizzata dall'incapacità di internalizzare i propri successi. Si manifesta attraverso un ciclo cognitivo disfunzionale in cui il soggetto, nonostante prove oggettive di competenza, attribuisce i risultati a fattori esterni (fortuna, errore altrui). È un classico esempio di Locus of control ‘esterno’: 'tutto ciò che faccio di successo è merito della fortuna o del lavoro altrui, tutto ciò in cui fallisco è colpa mia'. Questo genera un sovraccarico emotivo dettato dalla 'paura dello smascheramento', che spesso conduce a strategie di coping disadattive come l'over-working (iper-preparazione) o il procrastinare per evitare il giudizio, alimentando elevati livelli di stress e ansia da prestazione che di fatto, impattano negativamente sulla produttività e sullo sviluppo professionale".
La sindrome colpisce trasversalmente, ma è prevalente nei profili 'high-achiever' e in chi affronta transizioni di carriera, come confermato dal 39% dei dati Hays. E' comune tra le donne e le minoranze, a causa di bias sistemici che rendono più faticoso il riconoscimento della propria autorevolezza. Anche i giovani talenti e coloro che operano in ambienti ad alta competitività sono vulnerabili, poiché tendono a misurare il proprio valore esclusivamente attraverso standard di perfezionismo irrealistici. In questi contesti il confronto con altri colleghi può farsi spietato: si perde di vista l’equità e le differenze individuali e di vita. Un collega molto giovane, non genitore e con una situazione socioeconomica di partenza favorevole, sarà probabilmente facilitato rispetto ad una donna di mezza età, caregiver separata con tre figli. Questo non significa affatto, però, che quest’ultima non possa avere lo stesso valore del collega, anzi: proprio dal suo contesto difficile potrebbero scaturire capacità extra.
Pur considerando le innumerevoli condizioni personali e professionali esistenti, ecco cinque strategie che strizzano l’occhio sia alla parte lavorativa che psicologica per superare questa esperienza secondo Martina Migliore.
1) Validazione oggettiva: archiviare feedback e risultati per contrastare il bias di svalutazione interna.
2) Riformulazione cognitiva: trasformare il 'non sono capace' in 'sto imparando una nuova competenza'.
3) Decostruzione del perfezionismo: accettare l’errore come parte fisiologica del processo lavorativo, non come fallimento identitario.
4) Condivisione protetta: aprirsi con mentor o colleghi fidati aiuta a universalizzare il vissuto, riducendone il peso.
5) Lavoro terapeutico: esplorare le radici del senso di inadeguatezza per integrare stabilmente i successi nell'immagine di sé.
La danza entra nel Teatro no limits, il progetto di inclusione e
accessibilità dell'offerta culturale promosso dal Cedac. 40
spettatori ipovedenti e non vedenti assisteranno alla "Notte
Morricone". Lo spettacolo dell'affermato e pluripremiato coreografo
valenciano di fama internazionale Marcos Morau, dopo la prima
regionale a Sassari, sarà rappresentata anche il 16 e 17 maggio al
teatro Massimo di Cagliari.
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(Adnkronos) - Batteri nel caffè. Un esercito di nemici invisibili rischia di rovinare il rito quotidiano che accompagna il risveglio, e tante pause relax, di milioni di italiani. "Lo sapete che nella macchina del caffè, oltre al calcio, si annidano anche i microbi? Sì, i batteri, perché all'interno delle tubature, all'interno delle guarnizioni, si possono accumulare microbi", avverte l'infettivologo Matteo Bassetti in un video social girato in cucina, macchinetta alla mano.
"E allora vi do la soluzione per far sì che microbi e calcare non facciano male al vostro caffè", spiega. La 'ricetta' del primario dell'Irccs ospedale policlinico San Martino di Genova "è davvero molto semplice: una soluzione di acqua e aceto bianco" in dosi uguali. "Quindi 50% di acqua e 50% di aceto bianco consentono di levare il calcare, ma soprattutto di uccidere i batteri all'interno della vostra macchina del caffè", assicura il medico. Compiuta l'operazione, non resta che premere il bottone. "Adesso accendiamo il nostro caffè e sarà un caffè meraviglioso che andrò a prendere alla vostra assoluta salute". Rigorosamente "amaro, e soprattutto senza batteri".

(Adnkronos) - Il Municipio I Roma Centro e Manhattan firmano il primo Protocollo d’Intesa per la Cooperazione Culturale tra grandi centri storici urbani. La sottoscrizione dell’accordo avverrà il 20 maggio 2026 nell’ambito del Forum Cultura Romacentro, promosso dall’assessorato alla Cultura del Municipio I Roma Centro nella Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano della Camera di Commercio di Roma. L’accordo rappresenta un’iniziativa senza precedenti nel panorama delle relazioni culturali tra centri città ed è stato ideato e promosso dall’assessorato alla Cultura del Municipio I Roma Centro con l’obiettivo di dare vita a una nuova rete internazionale tra grandi centri storici urbani fondata sulla cooperazione culturale, sul confronto tra modelli di governance e sulla valorizzazione della cultura come infrastruttura pubblica contemporanea. Roma Centro, il territorio del Municipio I che costituisce il cuore storico, istituzionale e culturale della Capitale, concentra una parte fondamentale del patrimonio culturale italiano: musei civici e nazionali, archivi storici, biblioteche, scuole, università, accademie, fondazioni culturali, sedi ministeriali e luoghi simbolici della vita pubblica. È in questo ecosistema unico, dove patrimonio storico e produzione culturale contemporanea convivono quotidianamente, che nasce il Protocollo con Manhattan.
L’intesa prevede forme di collaborazione tra musei, archivi, biblioteche, università, istituzioni culturali e realtà educative dei due territori, promuovendo scambi culturali, iniziative artistiche, programmi rivolti ai giovani e progetti di arte pubblica. L’accordo si inserisce inoltre in una più ampia strategia di diplomazia culturale urbana, che punta a costruire progressivamente una rete stabile di collaborazione tra i centri storici delle grandi capitali internazionali. Il Forum cultura roma centro rappresenta una delle più importanti iniziative istituzionali dedicate al tema della governance culturale urbana territoriale promosse negli ultimi anni a Roma e nasce con l’obiettivo di riportare il tema della visione e della programmazione della cultura al centro del dibattito pubblico e istituzionale della Capitale. Per la prima volta istituzioni culturali civiche quali, archivi, biblioteche, musei, insieme con fondazioni culturali e realtà private saranno chiamati a confrontarsi in una riflessione comune sul futuro culturale del centro di Roma città, come laboratorio di sperimentazione amministrativa, culturale e internazionale. Ad aprire il Forum, tra i saluti istituzionali, oltre al sindaco di Roma Roberto Gualtieri (Tbc), sarà trasmesso un videomessaggio del sindaco di New York Zohran Mamdani, che ha voluto inviare i propri saluti istituzionali a testimonianza della dimensione internazionale dell’iniziativa e del dialogo avviato tra Roma e Manhattan sui temi della cooperazione culturale urbana.
Tra gli ospiti internazionali previsti figurano Anne-Sophie de Gasquet, Direttrice generale di Paris Musées, che porterà l’esperienza del sistema museale civico di Parigi, e Brad Hoylman-Sigal, Presidente del Distretto di Manhattan, protagonista della firma dell’accordo con il Municipio I Roma Centro. In collegamento da Bruxelles interverrà inoltre Dario Nardella, che offrirà una riflessione sul ruolo della cultura nelle politiche europee e sul rapporto tra città, istituzioni culturali e costruzione del progetto comune europeo. La giornata vedrà la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni culturali civiche romane, italiane e internazionali, direttori museali, studiosi, economisti della cultura, fondazioni e operatori del settore, in un confronto dedicato ai nuovi modelli di governance culturale, alla sostenibilità delle istituzioni culturali e al rapporto tra cultura e benessere urbano soprattutto delle nostre giovani generazioni.
''Con questo accordo il Municipio I compie un passo profondamente innovativo: per la prima volta le due più iconiche città del mondo, scelgono di dialogare attraverso i loro centri storici non soltanto sul piano simbolico, ma attraverso una vera cooperazione culturale tra istituzioni, musei, archivi, biblioteche, scuole e comunità civiche - ha dichiarato Giulia Silvia Ghia, Assessore alla Cultura del Municipio I Roma Centro - Questo progetto nasce da una convinzione precisa: le città storiche non possono limitarsi a custodire il passato, ma devono produrre contemporaneità, immaginario e relazioni internazionali. Abbiamo costruito questo Protocollo perché crediamo che la cultura non sia un settore accessorio delle amministrazioni, ma una infrastruttura strategica capace di generare identità, coesione e nuova centralità internazionale. Roma Centro deve tornare a pensarsi non come un territorio che conserva la propria grandezza, ma come un territorio che la esercita''.
''Il Forum Cultura Roma Centro rappresenta un momento di riflessione strategica sul ruolo delle istituzioni culturali nella vita democratica della città - ha dichiarato Lorenza Bonaccorsi, Presidente del Municipio I Roma Centro - Roma e il Municipio I, in particolare, possiedono un patrimonio straordinario, ma oggi serve soprattutto una visione capace di mettere in relazione memoria, contemporaneità, partecipazione e responsabilità pubblica. La firma di questo Protocollo conferma inoltre il ruolo del Municipio I Roma Centro come territorio capace di attivare relazioni internazionali e costruire progettualità culturali innovative''. ''Manhattan e Roma Centro condividono una comune identità internazionale costruita sulla cultura, sulla diversità e sulla capacità delle città di generare creatività, innovazione civica e senso di appartenenza. Questo accordo rappresenta una straordinaria opportunità per rafforzare il dialogo tra le nostre comunità e costruire nuove forme di cooperazione culturale tra New York e Roma'', ha dichiarato Brad Hoylman-Sigal, Presidente del Distretto di Manhattan.

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A partire da oggi, venerdì 15 maggio, un elicottero sorvolerà a
bassa quota l'area sarda candidata a ospitare il futuro
osservatorio di onde gravitazionali Einstein Telescope. Le attività
interesseranno in particolare i territori dei Comuni di Onanì,
Lula, Bitti e Orune, in provincia di Nuoro, e parte dei Comuni di
Nule, Buddusò, Lodè, Alà dei Sardi, Osidda e Benetutti (compresi
nelle province di Nuoro, Sassari e Gallura Nord-Est Sardegna).
(Adnkronos) - È Rai1, con 'Buonvino – Misteri a Villa Borghese', a vincere la sfida della prima serata televisiva di ieri, giovedì 14 maggio 2026. La seconda puntata della fiction tratta dai libri di Walter Veltroni ha incollato davanti allo schermo 2.937.000 spettatori, pari al 17.9% di share. Canale5, che ieri trasmetteva 'Forbidden Fruit', è stato visto da 1.847.000 spettatori, per uno share del 13.2%. Terzo posto per Rai2, che con la seconda semifinale dell’Eurovision Song Contest ha coinvolto 1.286.000 spettatori, totalizzando uno share del 6.9%. Italia1, che ieri trasmetteva 'Le Iene', è stata la scelta di 1.212.000 spettatori, registrando il 9.7% di share. Rete4, con 'Dritto e Rovescio', ha interessato 1.089.000 spettatori per uno share del 8.8% mentre Rai3, con il suo 'Splendida Cornice' condotto da Geppi Cucciari, ha ottenuto un ascolto medio di 882.000 spettatori, pari al 5.7% di share. La7 e il suo 'Piazzapulita' condotto da Corrado Formigli è stato visto da 832.000 spettatori per il 6.2% di share.
Sul fronte dell'Access Prime Time, la vittoria della serata è ancora di Rai1, che con 'Affari Tuoi' ha raggiunto 4.823.000 spettatori ed uno share del 23.4%. A seguire Canale5, che con 'La Ruota della Fortuna' ha raccolto davanti al video 4.596.000 spettatori, pari al 22.2% di share.

(Adnkronos) - “Contro il sequestro della commissione Vigilanza Rai da parte della maggioranza, mi autosequestro nella casa della democrazia e passo da questo momento allo sciopero della fame a quello della sete”. A protestare è il deputato di Italia Viva Roberto Giachetti in un intervento nell’Aula della Camera, alla fine del quale si è ammanettato al proprio banco parlamentare.
"Al dodicesimo giorno di sciopero della fame per chiedere il ritorno alla legalità, sbloccando la paralisi e il sequestro della Commissione Vigilanza Rai, nella maggioranza - ha avvertito Giachetti - nessuno ha ritenuto di dover dare qualsiasi segnale, se non preoccuparsi per la mia salute. Invece di preoccuparsi per la mia salute, sarebbe utile che tutti ci occupassimo della salute della democrazia. Ho allora deciso di non abbandonare questo luogo finché non ci sarà un pubblico impegno da parte della maggioranza di garantire il numero legale nella prossima convocazione della Commissione Vigilanza Rai”, ha concluso Giachetti.
Ad Aula chiusa, il deputato di Iv è 'guardato a vista' da un assistente parlamentare presente all'interno dell'emiciclo per garantire un 'presidio medico' per qualunque eventualità. Giachetti è stato già visitato dal medico della Camera. Intanto il colloquio tra il parlamentare di Italia Viva e il questore Paolo Trancassini di Fdi. "Ho parlato con Giachetti, sta bene. Spero si trovi una soluzione", ha commentato il questore.
"Siamo con Roberto Giachetti a fianco della sua battaglia civile e di libertà. La paralisi della commissione di Vigilanza ha precise responsabilità nella maggioranza di governo che, in spregio alle regole, ha perpetrato uno sconcio istituzionale non più tollerabile", il commento del leader di Azione, Carlo Calenda.
Esprimiamo piena solidarietà a Roberto Giachetti e gli siamo vicini in una battaglia che non riguarda una singola forza politica, ma la difesa delle istituzioni, delle regole democratiche e del ruolo del servizio pubblico radiotelevisivo". Così Stefano Graziano, Capogruppo Pd in Commissione di Vigilanza Rai.
"Dall’inizio della legislatura, il governo e la maggioranza stanno impedendo il regolare funzionamento della Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai, ignorando persino gli appelli e i richiami della Presidenza della Repubblica. Un comportamento grave, che sta compromettendo il corretto esercizio delle funzioni di garanzia e controllo affidate dal Parlamento alla Commissione. Oggi la Rai si trova ancora senza un presidente di garanzia, a causa delle profonde divisioni interne alla maggioranza e di una gestione che rischia di produrre un precedente istituzionale senza precedenti. È uno scempio istituzionale che mina le prerogative parlamentari e dell’autonomia del servizio pubblico.
"Quella che Roberto Giachetti sta portando avanti è anche la battaglia del Partito Democratico: una battaglia per il rispetto delle regole, della dignità delle istituzioni e del pluralismo dell’informazione”.
“Stiamo con Roberto Giachetti e la sua azione in aula per alzare il velo sullo scandalo di una maggioranza che sta bloccando la commissione parlamentare Rai considerando il servizio pubblico una cosa loro. Serve una risposta istituzionale al gesto di Giachetti da parte della maggioranza ma anche dai presidenti di Camera e Senato, serve un segnale di volontà da parte della maggioranza di sbloccare una situazione non più sostenibile per la democrazia”, afferma il segretario di Più Europa Riccardo Magi.

(Adnkronos) - Nel 2026 cambia il sistema dei controlli sulle assenze per malattia dei lavoratori dipendenti. La Legge di Bilancio rafforza il ruolo dell’Inps, con l’obiettivo di rendere più capillari le verifiche e contrastare le assenze irregolari, in un contesto in cui certificati medici e visite fiscali continuano a crescere.
Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio sul Polo unico di tutela della malattia, nel secondo semestre del 2025 sono stati trasmessi oltre 14 milioni di certificati medici, con un aumento del 2,8% rispetto all’anno precedente. Nello stesso periodo le visite fiscali domiciliari hanno sfiorato quota 400mila, in crescita del 3,7%. La maggior parte delle certificazioni riguarda il settore privato, che rappresenta circa il 78% del totale.
La manovra interviene potenziando il sistema ispettivo. L’Inps punta ad aumentare il numero di medici incaricati delle visite fiscali e a velocizzare le procedure attraverso strumenti digitali. Tra le novità principali c’è l’introduzione di una piattaforma online integrata nella Piattaforma digitale nazionale dati (Pdnd), che permetterà ai datori di lavoro di richiedere più rapidamente i controlli sui dipendenti assenti.
Uno dei cambiamenti più rilevanti riguarda le fasce orarie di reperibilità. Dal 2026 non ci sarà più distinzione tra settore pubblico e privato: tutti i lavoratori dovranno essere reperibili dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19, inclusi weekend e giorni festivi. La misura recepisce anche orientamenti giurisprudenziali che hanno superato la precedente differenziazione tra categorie.
Restano comunque previste eccezioni per esigenze documentate, come visite mediche, terapie o accertamenti sanitari. Sono inoltre confermate le esenzioni per patologie gravi, terapie salvavita, invalidità riconosciute e infortuni sul lavoro.
La procedura di gestione della malattia non cambia nella sostanza. Il medico curante deve inviare il certificato telematico all’Inps entro il giorno successivo all’inizio dell’assenza. Il lavoratore è tenuto a comunicare al datore di lavoro il numero di protocollo, che consente la verifica della documentazione.
Durante il periodo di malattia il dipendente deve rispettare l’obbligo di reperibilità presso il domicilio indicato. L’assenza ingiustificata a una visita fiscale può comportare sanzioni economiche e disciplinari, fino alla perdita dell’indennità o alla sua riduzione nei casi più gravi o reiterati.
Il rafforzamento del sistema punta a rendere le verifiche più efficaci e uniformi, ma anche a migliorare la trasparenza tra lavoratori, aziende e amministrazione pubblica. La sfida resta trovare un equilibrio tra il diritto alla tutela della salute e la necessità di ridurre gli abusi, in un quadro di aumento costante delle assenze certificate.

(Adnkronos) - “L’economia circolare è una sfida centrale per tutto il sistema Paese e rappresenta un asse strategico per lo sviluppo dell’Italia e dell’Europa”. Queste le parole di Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, attraverso un videomessaggio inviato alla Conferenza Nazionale sull’Economia Circolare a Roma, durante la quale è stato presentato il Rapporto sull’economia circolare in Italia 2026, che offre un aggiornamento sugli indicatori di circolarità dell’economia italiana e un confronto dettagliato con altri Paesi europei.
Secondo il ministro, la circolarità è “essenziale per la sostenibilità, per la decarbonizzazione e per la competitività industriale”, sottolineando come l’Italia abbia già raggiunto risultati significativi: “Pur permanendo alcune criticità, il nostro Paese ha conseguito target elevati nella gestione dei rifiuti, come dimostrano le performance dei diversi settori del riciclo”. Pichetto Fratin ha evidenziato inoltre “il continuo lavoro di innovazione e ricerca” che caratterizza il comparto industriale italiano, definendo quello della circular economy “un settore sempre più qualificato anche dal punto di vista occupazionale”.
Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha richiamato il ruolo dell’Europa e delle nuove regole comunitarie: “Il regolamento europeo su imballaggi e rifiuti da imballaggio introduce criteri più stringenti e richiede uno sforzo di adattamento importante, soprattutto per il mondo imprenditoriale”. In questo contesto, la futura adozione del Circular Economy Act europeo dovrà, secondo il ministro, “garantire maggiore armonizzazione e chiarezza normativa sugli ambiti fondamentali della transizione circolare”.
Pichetto Fratin ha poi ricordato le misure messe in campo dal governo attraverso il Pnrr: “Stiamo lavorando senza sosta su esempi concreti di economia circolare, dall’ecodesign ai nuovi impianti di gestione dei rifiuti”. Il ministro ha citato i progetti finanziati su filiere strategiche come plastica, carta, cartone, Raee e tessile: “Sul tessile stiamo portando avanti strumenti di responsabilità estesa del produttore per rafforzare una filiera che rappresenta un’eccellenza del Made in Italy”.
Nel suo videomessaggio, il ministro ha richiamato anche il tema delle materie prime critiche e della sicurezza energetica: “Lavoriamo in piena coerenza con le strategie europee per rafforzare il posizionamento italiano nelle filiere strategiche legate alle materie prime critiche, fondamentali per la sicurezza energetica e industriale del Paese”. E ha concluso: “Sono temi strategici che contribuiscono all’obiettivo comune di costruire un’Italia più forte, più competitiva e più sostenibile”.

(Adnkronos) - “In Italia abbiamo molti esempi virtuosi nel campo dell’economia circolare, ma c’è ancora molto lavoro da fare, soprattutto sul fronte della costruzione di un mercato europeo delle materie prime seconde”. Lo ha detto Laura D’Aprile, capo Dipartimento Sviluppo sostenibile del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, in occasione dell'ottava edizione della Conferenza Nazionale sull’Economia Circolare a Roma, durante la quale è stato presentato il Rapporto sull’economia circolare in Italia 2026.
D’Aprile ha spiegato che le dieci proposte contenute nel rapporto sono “assolutamente condivisibili” e che molte di esse sono già state portate all’attenzione della Commissione europea nell’ambito del confronto sul futuro Circular Economy Act. “Si tratta di proposte ragionevoli che richiamano le priorità già indicate dal rapporto Draghi e dal rapporto Letta, a partire dalla necessità di costruire un vero mercato europeo delle materie prime seconde”, ha sottolineato.
La dirigente del Mase ha ribadito la posizione italiana sul riconoscimento delle regole già adottate nel settore del riciclo. “L’Italia oggi ha una leadership consolidata su questi temi e chiediamo che vi sia un chiaro mutuo riconoscimento a livello europeo di quanto già fatto dagli Stati membri. Non intendiamo ricominciare da capo sul tema dell’end of waste e delle regolamentazioni già definite”, ha affermato, aggiungendo che il governo continuerà a sostenere questa linea nelle sedi europee.
Secondo D’Aprile, uno dei nodi centrali riguarda il riconoscimento dell’economia circolare come strumento di decarbonizzazione industriale. “Il lavoro sviluppato da Enea insieme a Utilitalia e Confindustria sui certificati associati al riciclo può rappresentare una leva importante anche sul piano della regolamentazione comunitaria”, ha spiegato. “L’economia circolare non è soltanto gestione dei rifiuti, ma una componente strategica della transizione energetica e industriale”.
La responsabile del Dipartimento Sviluppo sostenibile del Mase ha infine sottolineato la necessità di accelerare il percorso normativo e industriale sia a livello nazionale che europeo. “Stiamo aggiornando le strategie europee sulla base delle nuove priorità geopolitiche ed economiche. Dobbiamo andare velocemente avanti con la regolamentazione e soprattutto con strumenti di sostegno al mercato delle materie prime seconde, che non può essere affrontato in modo isolato dai singoli Paesi”, ha concluso.

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(Adnkronos) - “L’Italia ha raggiunto un livello di circolarità del 98% nel recupero degli oli minerali usati, un risultato che rappresenta probabilmente un record mondiale, ma questo non avviene spontaneamente”. Lo ha detto Riccardo Piunti, presidente del Consorzio nazionale degli oli minerali usati, alla Conferenza Nazionale sull’Economia Circolare 2026 che si è svolta ieri a Roma, durante la quale è stato presentato il Rapporto sull’economia circolare in Italia 2026, realizzato in collaborazione con Enea, che offre un aggiornamento sugli indicatori di circolarità dell’economia italiana e un confronto dettagliato con altri Paesi europei.
“Dietro questi risultati - ha spiegato - c’è il lavoro del Consorzio insieme alle imprese della raccolta e della rigenerazione, che indirizzano correttamente i flussi e incentivano comportamenti virtuosi lungo tutta la filiera”.
Piunti ha sottolineato come il modello italiano si basi su un sistema organizzativo strutturato, capace di rendere conveniente il recupero e la rigenerazione degli oli usati. “Oggi non esiste un produttore di rifiuti a cui venga ritirato gratuitamente l’olio che scelga di disperderlo altrove, così come non esiste un raccoglitore che non sappia che la priorità è la rigenerazione. Tutto il sistema è costruito affinché convenga a tutti comportarsi correttamente - ha affermato - La spontaneità nell’economia circolare non esiste: servono modelli organizzativi come quello consortile italiano che facciano funzionare il sistema in maniera quasi automatica”.
Secondo il presidente del Conou, il modello italiano rappresenta oggi un’esperienza da difendere e promuovere anche a livello europeo. “In Italia abbiamo standard di qualità molto avanzati sia per gli oli usati in ingresso agli impianti sia per gli oli rigenerati. Sono norme che abbiamo difeso e migliorato nel tempo, mentre in Europa esiste ancora un grande vuoto regolatorio”, ha osservato.
Piunti ha ricordato che, nonostante il settore degli oli usati rappresenti una delle filiere di riciclo più antiche del continente, l’Unione Europea non ha ancora fissato obiettivi minimi vincolanti di rigenerazione. “Si era parlato di un target europeo dell’85% ma non è mai stato introdotto. È un’assenza normativa che non aiuta il sistema”, ha osservato Piunti.
Il presidente del Conou ha quindi ribadito la necessità di valorizzare le esperienze industriali già mature e funzionanti. “Il caso italiano dimostra che l’economia circolare può diventare una filiera industriale efficiente, sostenibile e competitiva ma servono regole chiare e modelli organizzativi capaci di guidare il mercato nella giusta direzione”, ha concluso.

(Adnkronos) - Si chiude con grande entusiasmo la partecipazione di Barilla a Tuttofood 2026, quattro giornate in cui lo stand del Gruppo si è trasformato in uno spazio aperto di incontro, racconto e condivisione, capace di accogliere decine di migliaia di visitatori provenienti dall’Italia e dall’estero. Al centro dell’esperienza, il cibo come linguaggio universale di convivialità: oltre 4.000 piatti di pasta sono stati preparati e serviti durante la manifestazione, dando vita a momenti di degustazione e dialogo che hanno coinvolto professionisti del settore, partner e consumatori. Un percorso pensato per raccontare non solo i prodotti, ma anche la cultura del buon cibo e il valore delle persone che ogni giorno contribuiscono a costruirla.
Accanto al mondo pasta, protagonisti dello stand anche i brand del Gruppo della categoria prodotti da forno, presenti con le ultime novità pensate per accompagnare ogni momento della giornata: dalle Fisarmoniche al Cioccolato Mulino Bianco ai biscotti e alle barrette Grancereale Protein+, fino alle Sfogline Gran Pavesi gusto pizza. Proprio le barrette Grancereale Protein+ sono state inoltre premiate nel corso dei Better Future Awards, tenutisi durante la manifestazione, come esempio di innovazione capace di coniugare gusto, praticità e attenzione nutrizionale. Per tutta la durata della fiera, due chef hanno animato l’area cucina dello stand preparando ricette e degustazioni dedicate ai prodotti del Gruppo, trasformando colazione, merenda e aperitivo in occasioni di scoperta e convivialità condivisa.
Tra gli elementi più iconici dello stand, una monoposto Formula 1 a dimensione reale realizzata con più di 1.300 pacchi di Barilla Gran Ruote Racing Edition. L’installazione, con ruote identiche per dimensioni a quelle utilizzate nelle vetture da gara, ha attirato l’attenzione del pubblico diventando uno dei simboli più fotografati della manifestazione. Coerentemente con il percorso intrapreso dal Gruppo sul packaging sostenibile, tutti i materiali utilizzati per l’allestimento sono stati progettati secondo criteri di riduzione degli imballaggi, riciclabilità e utilizzo di materiali provenienti da fonti rinnovabili. Oggi oltre il 70% dei materiali impiegati da Barilla è di origine biologica e più del 95% proviene da filiere certificate per la gestione responsabile delle foreste.
L’allestimento rappresenta anche una tappa del percorso che accompagnerà Barilla verso il prossimo Formula 1 Pirelli Gran Premio d’Italia 2026 di Monza. A partire dal 5 maggio e fino al 31 luglio 2026 è infatti attivo in tutta Italia il concorso 'Vinci la tua esperienza VIP di Formula 1': acquistando almeno due confezioni di pasta Barilla, i consumatori potranno provare a vincere una delle 100 coppie di biglietti per vivere un’esperienza VIP esclusiva a Monza. Maggiori informazioni sul concorso sono disponibili al link: https://promo-f1.barilla.com/it-it/vincimonza/.
A rafforzare ulteriormente la presenza del Gruppo durante la manifestazione, anche Barilla Al Bronzo è stata protagonista di una campagna di comunicazione diffusa all’interno del quartiere fieristico, pensata per valorizzare la novità Riccioli in un contesto ad alta rilevanza internazionale per il settore food. Con circa 25 tra affissioni digitali e installazioni statiche (tra ledwall, totem, domination e vetrofanie) la presenza del brand ha accompagnato i visitatori nei principali punti di accesso e passaggio della fiera, dalla metropolitana agli ingressi dei padiglioni.
La partecipazione a Tuttofood 2026 rappresenta inoltre un ponte verso il prossimo grande appuntamento del settore agroalimentare italiano: Cibus 2027, in programma a Parma dal 4 al 6 maggio 2027. In un sistema fieristico sempre più integrato sotto la regia di Fiere di Parma, la sinergia tra Tuttofood e Cibus accompagnerà un momento particolarmente significativo per il Gruppo: le celebrazioni dei suoi 150 anni di storia. Un anniversario che guarda al futuro partendo dagli stessi valori che guidano Barilla da quasi un secolo e mezzo.

(Adnkronos) - Un insieme di concause avrebbe determinato la morte di Giacomo Bongiorni, il 47enne deceduto nella notte tra l'11 e il 12 aprile a Massa al termine di una violenta colluttazione avvenuta in piazza Palma, nel cuore del centro storico cittadino. L’uomo si trovava in compagnia del figlio di 11 anni e della compagna quando la situazione è precipitata in una rissa che ha coinvolto cinque giovani, tra cui un diciassettenne e due uomini di 19 e 23 anni successivamente arrestati per omicidio. È questo, in sintesi, il quadro che emerge dalla relazione dell’autopsia depositata alla Procura massese, nella quale il medico legale Francesco Ventura non individua una causa predominante del decesso. L’esame, secondo quanto riferisce 'Il Tirreno', descrive invece una pluralità di fattori concorrenti che avrebbero portato alla massiva emorragia cerebrale risultata fatale.
Tra gli elementi ritenuti rilevanti figurano i pugni sferrati dal diciassettenne - indicato come soggetto con esperienza nella boxe -, il violento impatto della testa di Bongiorni contro l’asfalto dopo la caduta e un calcio al volto inferto da uno degli altri indagati mentre la vittima si trovava già a terra. Gesti che, nel loro insieme, vengono valutati come possibili concause del decesso, in attesa di ulteriori approfondimenti per una precisa attribuzione delle singole responsabilità. La relazione ipotizza inoltre che la gravità delle lesioni possa essere stata aggravata proprio dalla caduta rovinosa e dall’urto del capo sull’asfalto, dinamica che avrebbe contribuito in modo determinante al quadro emorragico.
Sul caso risultano complessivamente cinque persone indagate per omicidio e rissa aggravata. In carcere si trovano Ionut Alexandru Miron, 23 anni, ed Eduard Alin Carutasu, 19 anni, insieme al diciassettenne coinvolto. Altri due minori risultano indagati a piede libero. Secondo la ricostruzione dei carabinieri di Massa, tutto sarebbe iniziato da un richiamo rivolto da Bongiorni e dal cognato al gruppo di giovani per una bottiglia di vetro caduta a terra. Da quel primo episodio sarebbe scaturito un parapiglia iniziale, rapidamente rientrato, prima della successiva escalation che ha portato allo scontro definitivo. La rissa sarebbe poi esplosa nonostante la presenza del bambino di 11 anni, che ha assistito all’intera sequenza e, dopo il crollo a terra del padre, avrebbe tentato disperatamente di soccorrerlo, cercando invano di rianimarlo. La Procura, intanto, sta esaminando anche le conversazioni via chat intercorse tra gli indagati nelle ore immediatamente successive ai fatti, per chiarire eventuali commenti o ricostruzioni condivise dopo l’aggressione e verificare il contesto complessivo della vicenda.

(Adnkronos) - Nuova epidemia di virus Ebola. L'Africa Cdc conferma un'epidemia nella provincia di Ituri nella Repubblica Democratica del Congo. "Stiamo monitorando attentamente la situazione", scrive su X l'agenzia Africa Cdc che ha convocato oggi una riunione di coordinamento urgente di alto livello con la Repubblica Democratica del Congo, l'Uganda, il Sud Sudan e i partner internazionali per rafforzare la sorveglianza transfrontaliera, la preparazione e la risposta all'epidemia.
"A seguito di consultazioni con il ministero della Salute e l'Istituto Nazionale di Sanità Pubblica della Repubblica Democratica del Congo, i risultati preliminari di laboratorio dell'Institut National de Recherche Biomédical (Inrb) di Kinshasa hanno rilevato il virus Ebola in 13 dei 20 campioni analizzati - sottolinea l'Africa Cdc - Sono stati segnalati circa 246 casi sospetti e 65 decessi, principalmente nelle zone sanitarie di Mongwalu e Rwampara. Quattro decessi sono stati segnalati tra i casi confermati in laboratorio. Casi sospetti sono stati segnalati anche a Bunia, in attesa di conferma".
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