
MURAVERA – I Carabinieri della Compagnia di San Vito hanno colto ieri sera un pensionato di 77 anni di Cagliari mentre dava fuoco a un terreno privato nelle campagne di Muravera. Questa zona è particolarmente a rischio, avendo già subito diversi incendi in passato. Grazie all'intervento dei militari, che hanno svolto un servizio straordinario di controllo del territorio, anche nei comuni di Castiadas e Villasimius, sono riusciti a fermare sul nascere l'azione dell'uomo, evitando che l'incendio si propagasse. Per lui è scattata una multa di 10.000 euro per violazione delle normative sugli incendi boschivi.
L'attività di prevenzione ha portato a controllare un totale di 77 persone, 49 veicoli e 7 esercizi pubblici. Durante i controlli, sono state elevate sette sanzioni al Codice della Strada per un totale di oltre 6.300 euro, relative a infrazioni come guida senza patente, omessa revisione, assenza di assicurazione, mancato uso delle cinture di sicurezza, pneumatici usurati e documenti non in regola. È stato disposto il sequestro di un veicolo e il fermo amministrativo di un altro.
Sei multe, per un totale di 600 euro, sono state emesse per la guida di monopattini elettrici privi di assicurazione. Un 43enne è stato denunciato a piede libero per guida senza patente, essendo recidivo.
Questa operazione rientra in un'iniziativa più ampia contro i reati ambientali e la guida pericolosa, specialmente in un periodo critico per gli incendi. I controlli continueranno in tutto il territorio. La lotta contro gli incendi e la criminalità rimane una priorità per le forze dell'ordine. La collaborazione dei cittadini è fondamentale per prevenire i reati e garantire la sicurezza della comunità.

(Adnkronos) - Sono circa 450 i manifestanti coinvolti negli scontri di ieri in Valsusa nei cantieri della Tav di San Didero e Chiomonte, nell'ambito delle indagini svolte dagli investigatori delle forze dell'ordine. E' quanto apprende l'Adnkronos.
Complessivamente sono oltre 120 le forze dell’ordine rimaste ferite. A Chiomonte, in particolare, per oltre un’ora alcune centinaia di manifestanti vestiti di nero e completamente travisati hanno assaltato il cantiere e lanciato oggetti tra cui pietre, bulloni, bottiglie di vetro, razzi e bottiglie incendiarie contro le forze dell’ordine poste a difesa dell’area.
Le forze di polizia hanno risposto con lacrimogeni e idranti fino a quando sono riusciti a respingere i manifestanti fuori dal cantiere. Il conto finale di quanti hanno dovuto far ricorso alle cure dei sanitari è di 58 poliziotti, 48 carabinieri e 18 finanzieri (124), di questi alcuni ancora in osservazione in ospedale.
"Il movimento No Tav, a distanza di 15 anni dall’esperienza Libera Repubblica della Maddalena e dal 3 luglio, ha dimostrato ancora una volta che ha la forza di arrivare là dove la devastazione del territorio è all’ordine del giorno. Tutti i cantieri della valle sono stati raggiunti e contestati, i dispositivi previsti dalle forze dell’ordine sono stati raggirati e superati grazie alla determinazione delle tante generazioni scese in piazza oggi”. Così il movimento No Tav al termine di quella che viene definita "una grande giornata di lotta per la Val di Susa”.
Sottolineando che "20.000 persone hanno sfilato per le strade e i sentieri della Val di Susa per opporsi concretamente al progetto, per alzare la testa contro chi ci vorrebbe silenti, per difendere questa nostra terra condannata dall’alto ad essere una zona di sacrificio", i No Tav ribadiscono che quella di ieri "è stata una giornata piena di significato" in cui "migliaia di persone sono riuscite a raggiungere quello che sembrava essere uno dei fortini più inespugnabili della storia, dimostrando che la Val di Susa e tutt’altro che pacificata".
"I politicanti di ogni risma devono mettersi il cuore in pace, il Tav è tornato ad essere centrale nelle loro preoccupazioni. Il villaggio di Asterix che pensavano di aver sconfitto è più vivo e combattivo che mai e oggi li ha decisamente battuti. A sarà dùra!”, conclude il movimento richiamando la frase che da sempre accompagna ogni iniziativa di protesta in Valsusa.

(Adnkronos) - A quanto apprende l'Adnkronos, sono circa 450 i manifestanti coinvolti negli scontri di ieri in Valsusa nei cantieri della Tav di San Didero e Chiomonte, nell'ambito delle indagini svolte dagli investigatori delle forze dell'ordine.
Sono complessivamente oltre 120 le forze dell’ordine rimaste ferite ieri negli scontri. A Chiomonte, in particolare, per oltre un’ora alcune centinaia di manifestanti vestiti di nero e completamente travisati hanno assaltato il cantiere e lanciato oggetti tra cui pietre, bulloni, bottiglie di vetro, razzi e bottiglie incendiarie contro le forze dell’ordine poste a difesa dell’area.
Le forze di polizia hanno risposto con lacrimogeni e idranti fino a quando sono riusciti a respingere i manifestanti fuori dal cantiere. Il conto finale di quanti hanno dovuto far ricorso alle cure dei sanitari è di 58 poliziotti, 48 carabinieri e 18 finanzieri (124), di questi alcuni ancora in osservazione in ospedale.

Attacco al Gay Pride: Furgone Contro la Folla a Berlino, un Morto e 16 Feriti. Caccia all'Attentatore
BERLINO – Quella che doveva essere una serata di festa è diventata una tragedia a Berlino, quando un uomo ha investito con un minivan bianco la folla riunita nel parco del Tiergarten per le celebrazioni del Christopher Street Day, il Gay Pride della città. Il bilancio parla di un morto (si tratta di una donna, secondo quanto riporta lo Spiegel) e 16 feriti, alcuni in condizioni gravi. L’attacco è avvenuto attorno alle 22.
Dinamica e Fuga
Il furgone ha travolto la folla, schiantandosi poi contro un albero. Il conducente è fuggito a piedi. La polizia ha identificato il sospettato in Abdul B., un 21enne uscito a maggio dal riformatorio, noto alle autorità e legato ad "ambienti islamisti". È stato pubblicato un identikit: corporatura snella, capelli neri, felpa nera e pantaloni bianchi. Si ritiene sia armato e pericoloso. Le sue tracce si sono perse dopo una perquisizione in un appartamento a Schoeneberg, trovato vuoto.
Ipotesi e Indagini
La Procura generale e l'Ufficio criminale regionale indagano per "sospetto attentato". La polizia non esclude la presenza di complici. Testimoni hanno parlato di una possibile seconda fase del reato: dopo l'impatto, qualcuno potrebbe essere sceso dal veicolo e aver aggredito le persone con armi da taglio. La polizia ha invitato i cittadini a fornire segnalazioni.
La Reazione delle Autorità
Il sindaco di Berlino, Kai Wegner, ha parlato di un "attacco alla nostra società libera e aperta al mondo". "La nostra libertà è stata attaccata nel modo più terribile", ha dichiarato. Il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, ha condannato l'"atto abominevole" su X: "Centinaia di migliaia di persone stavano festeggiando pacificamente. Questo è un attacco alla nostra società. Saremo chiari e lo perseguiremo con severità".
L'Evento Annullato e il Contesto
Gli organizzatori del Christopher Street Day hanno annullato l'evento, chiedendo ai partecipanti di tornare a casa. Berlino è ancora scossa dall'accoltellamento di un turista spagnolo al Memoriale dell'Olocausto nel febbraio 2025, un episodio che aveva già alimentato il dibattito sulla sicurezza. L'attacco al Pride si inserisce in un clima di tensione e di crescente attenzione verso la minaccia islamista in Germania.

(Adnkronos) - Abdul B., il 21enne sospetto autore dell'attacco di ieri notte al Pride di Berlino, a cui la polizia tedesca sta dando la caccia, è nato a Berlino nel 2005 ed è un cittadino tedesco di origine libanese. Lo scrive Bild citando fonti della sicurezza tedesca, che precisano che il giovane era noto alle autorità per crimini come aggressione aggravata ed estorsione, per i quali è stato fino allo scorso maggio in un carcere minorile, e per essere un sostenitore dello Stato Islamico. Il giornale rende noto anche che le autorità tedesche hanno allargato la loro caccia all'uomo anche ai Paesi confinanti, allertando Olanda, Belgio, Lussemburgo, Francia, Austria, Svizzera, Repubblica Ceca, Polonia e Danimarca. Nell'attacco una persona è stata uccisa e altre 16 sono state ferite.
"Non avvicinatelo, potrebbe essere armato e pericoloso". Si conclude così il comunicato della polizia tedesca con cui è stata diffusa la foto di Abdul B.. La polizia e la procura di Berlino hanno esortato la cittadinanza a chiamare immediatamente il numero delle emergenze, il 110, in caso di avvistamento del sospetto che viene descritto di corporatura snella, circa 1,90 metri di altezza, capelli neri, felpa nera con cappuccio e pantaloni bianchi.
La polizia tedesca sta inoltre cercando di verificare se effettivamente vi sia stato, dopo lo schianto del furgone contro la folla che stava partecipando al Pride di Berlino nel Tiergarten park, qualcuno che è sceso dal mezzo per attaccare le persone con un'arma da taglio. Alcuni testimoni infatti dicono di aver visto persone con ferite da arma da taglio, e qualcuno ha anche parlato di un uomo vestito di nero che brandiva un machete.
Per gli inquirenti, infine, non è ancora chiaro se il sospetto fosse alla guida del mezzo che si è andato a schiantare contro un albero, e quindi non escludono la possibilità di complici. Secondo la ricostruzione fornita, la persona alla guida del furgone, che è rimasto gravemente danneggiato nello schianto, immediatamente dopo si è data alla fuga.
"A Berlino un crimine atroce, un attacco alla nostra società", ha commentato Friedrich Merz. "Centinaia di migliaia di persone provenienti da tutto il mondo celebravano pacificamente la Giornata di Christopher Street - ha scritto in un post il cancelliere tedesco, usando il modo in cui viene indicato il Pride in Germania, con un riferimento all'indirizzo a New York dello Stonewall Inn, lo storico locale dove nel 1969 scoppiò la rivolta che diede inizio al movimento per i diritti dei gay - volevamo che ci trattassimo gli uni con gli altri con rispetto e tolleranza".
"Questo è un attacco alla nostra società, noi siamo aperti e amanti della liberà e questo lo preserveremo e difenderemo", ha proseguito Merz, assicurando che "questo atto verrà indagato con la massima severità". "I miei pensieri vanno alle vittime e alle loro famiglie - ha concluso il cancelliere - auguro ai feriti una pronta guarigione e ringrazio tutto il personale di pronto intervento".
"Esprimo, a nome del governo italiano, solidarietà e sincera vicinanza per le drammatiche notizie che giungono da Berlino - scrive su X la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni - L'Italia condanna e si oppone con forza a qualsiasi forma di odio ed estremismo, lavorando a ogni livello per difendere la libertà e la sicurezza dei nostri cittadini. Un pensiero commosso ai familiari della vittima e auguri di pronta guarigione ai molti feriti. Siamo al fianco della Germania e del popolo tedesco".

(Adnkronos) - Abdul B., il 21enne sospetto autore dell'attacco di ieri notte al Pride di Berlino, a cui la polizia tedesca sta dando la caccia, è nato a Berlino nel 2005 ed è un cittadino tedesco di origine libanese. Lo scrive Bild citando fonti della sicurezza tedesca, che precisano che il giovane era noto alle autorità per crimini come aggressione aggravata ed estorsione, per i quali è stato fino allo scorso maggio in un carcere minorile, e per essere un sostenitore dello Stato Islamico. Il giornale rende noto anche che le autorità tedesche hanno allargato la loro caccia all'uomo anche ai Paesi confinanti, allertando Olanda, Belgio, Lussemburgo, Francia, Austria, Svizzera, Repubblica Ceca, Polonia e Danimarca. Nell'attacco una persona è stata uccisa e altre 16 sono state ferite.
"Non avvicinatelo, potrebbe essere armato e pericoloso". Si conclude così il comunicato della polizia tedesca con cui è stata diffusa la foto di Abdul B.. La polizia e la procura di Berlino hanno esortato la cittadinanza a chiamare immediatamente il numero delle emergenze, il 110, in caso di avvistamento del sospetto.
La polizia tedesca sta inoltre cercando di verificare se effettivamente vi sia stato, dopo lo schianto del furgone contro la folla che stava partecipando al Pride di Berlino nel Tiergarten park, qualcuno che è sceso dal mezzo per attaccare le persone con un'arma da taglio. Alcuni testimoni infatti dicono di aver visto persone con ferite da arma da taglio, e qualcuno ha anche parlato di un uomo vestito di nero che brandiva un machete.
Per gli inquirenti, infine, non è ancora chiaro se il sospetto fosse alla guida del mezzo che si è andato a schiantare contro un albero, e quindi non escludono la possibilità di complici. Secondo la ricostruzione fornita, la persona alla guida del furgone, che è rimasto gravemente danneggiato nello schianto, immediatamente dopo si è data alla fuga.

(Adnkronos) - La Prefettura di Bologna ha deciso di assegnare "una scorta al sindaco" di Bologna Matteo Lepore. Ne danno notizia alcuni quotidiani tra cui 'Corriere della Sera' e 'La Repubblica'. Una forma di tutela - si legge - che verrà attivata nei prossimi giorni. L'iniziativa arriva all'indomani delle minacce online denunciate dal sindaco e ricevute in seguito ai disordini che si sono verificati nella città emiliana dopo il presidio di lunedì per Abderrahim Fakir, il 42enne morto durante un intervento di polizia al Pilastro.

(Adnkronos) - "Chi non salta juventino è". E Massimiliano Allegri non salta. Nel ritiro del Napoli, a Dimaro, va in scena il 'rito' che segna regolarmente la preparazione della squadra partenopea. Nell'evento allestito in piazza, gremita dai tifosi, sul palco si appresta a salire Allegri. L'allenatore, alla prima stagione azzurra, ha vissuto le fasi più importanti della carriera sulla panchina di Juventus e Milan. I tifosi accolgono il tecnico con il coro 'chi non salta juventino è'. Allegri, come mostra un video che rimbalza su X, dietro 'le quinte' scuote la testa: non ha intenzione di saltare.
Lo speaker che conduce l'evento deve fare i conti con il garbato rifiuto del tecnico: "Sta ridendo, vi assicuriamo...". Allegri riceve l'abbraccio della folla, i cori proseguono, l'invito a saltare non si placa. Risultato? L'allenatore rimane con i piedi piantati a terra: "Sono 15 anni che sento 'chi non salta juventino è...'".

(Adnkronos) - "C'è da sperare che Renzi rinunci a quella strampalata idea di affrontare il generale Vannacci in una maratona estiva. Poiché l'esito sportivo, a occhio e croce, sarebbe a tutto vantaggio del leader di Italia viva. Ma l'esito politico rischierebbe invece di tornare più utile al leader di Futuro nazionale. Il quale mostra tutto l'interesse a trasformare la contesa pubblica in una prova di forza e di mascolina muscolarità, laddove il galateo delle idee viene cancellato e l'unico metro di misura diventa quello della supremazia fisica. Così, scegliere quel terreno per batterlo rischia alla fine di arrecargli un vantaggio. Dovesse anche perdere.
Se ne è avuta la riprova appena qualche giorno fa, in quell'orribile 'spettacolo' virtuale che il generale ha pensato bene di ambientare al Colosseo. In quel contesto improbabile e grottesco Vannacci s'è travestito da gladiatore immaginandosi -non senza una certa generosità verso se stesso- calato nella parte di un clone di Russell Crowe chiamato a decidere se offrire ai leoni le spoglie dei suoi nemici. Avrebbe voluto essere un gioco, e invece è stato un obbrobrio. Pretendeva di esprimere la solennità imperiale della leadership, e invece dava voce alle nostre caricature più provinciali. In una parola, s'è trattato di un altro passo, l'ennesimo, verso l'inciviltà della politica dei giorni nostri. Ammesso che di 'politica' si possa parlare.
Nei giorni in cui il mondo sembra commuoversi seguendo le peripezie di un Ulisse magnificamente raccontato nel film di Nolan, noi finiamo così per rintanarci nell'angolo di una provincia selvaggia d'altri tempi, priva di ogni scrupolo e di ogni civiltà, incapace di misura e di ironia, spogliata da tutti i pensieri più nobili che i nostri predecessori ci avevano lasciato in eredità fin dai primi anni del dopoguerra. Mentre l'eroe omerico si interroga sul valore dei quesiti posti dalla coscienza e finalmente sembra rendersi conto del peso morale di una guerra vinta con l'imbroglio del cavallo di Troia, noi ci troviamo a fare i conti con un nuovo attore politico che mette in scena la caricatura di se stesso illudendosi di poter dare in pasto ai leoni le spoglie dei suoi 'nemici'.
Si intuisce che il generale non dovrà mai fare i conti con i rimorsi di Ulisse. La sua coscienza infatti è esile come la carta velina e non scuote mai né le sue azioni né tantomeno i suoi pensieri. Ma è la coscienza di tutti gli altri che dovrebbe a questo punto dare un segno più forte della sua esistenza in vita. Cominciando col non dargli troppa guazza e non sottrarlo alla sua solitudine. In questo senso perfino una sfida sportiva finisce per essere un eccesso di generoso, seppure involontario, riguardo.
Si dirà che l'argomento è alle nostre spalle e che la performance del generale non è già più sotto i riflettori della pubblica opinione. E' vero, ma solo fino a un certo punto. Perché quando il linguaggio delle immagini, dei pensieri, dei sottintesi si fa così crudo, nella pubblica opinione avviene una sorta di assuefazione al peggio. E se tutto questo passa in cavalleria per parlar d'altro, qualche traccia di questa violenza -sia pure solo virtuale, almeno per ora- finisce per depositarsi nell'animo di troppe persone. Di lì in poi il dileggio, il vituperio, l'intimidazione diventano pane quotidiano della contesa politica (e tra un po' elettorale).
Con tutti i difetti che si imputano quotidianamente alla politica e ai suoi attori e comparse, nessuno mai, neppure per un gioco di parole, aveva finora immaginato che l'altro potesse essere 'condannato' a morte. Dai seguaci della destra meloniana e (perfino) salviniana a quelli del populismo di derivazione grillina e ora contiana nessuno si è sognato, neppure per un intreccio di fantasie e di parole, di violare quel tabù che è rappresentato dalla morte. Anche quella dell'avversario più estremo e più odiato. Vannacci invece l'ha fatto. E questo fa una differenza abissale. Una differenza che va oltre la politica. E a cui la politica, tutta, dovrebbe essere capace di dare una risposta.
Non si minimizzi dunque l'effetto della 'slopaganda', come è stata battezzata l'ultima frontiera della dialettica pubblica. Poiché la nostra storia ci ha insegnato che ogni volta che si viola la frontiera della vita, fosse anche solo per gioco, ne discendono quasi sempre conseguenze funeste. Infatti c'è sempre qualcuno che immagina di poter spostare quella frontiera più in là. E per quanto si speri di essere solo alle prese con un pallone gonfiato, l'ennesimo, sarebbe bene non degnarlo di troppa confidenza.
Per questo Vannacci non merita proprio che lo si sfidi a chi corre più veloce. Molto meglio lasciarlo solo. Nella riprovazione comune (almeno si spera)". (di Marco Follini)

(Adnkronos) - Una donna, secondo le prime notizie di quasi 70 anni, è morta e altre sei persone sono rimaste ferite in un incidente stradale avvenuto questa notte sulla provinciale 88 tra Giovinazzo e Bitonto, in provincia di Bari. Si sono scontrate due automobili. Tra i feriti ci sono tre bambine. Sul posto sono intervenuti i carabinieri.
Delle piccole coinvolte nell'incidente una, di 4 mesi, è ricoverata al Policlinico in neurochirurgia in osservazione per fratture craniche. Un'altra bimba, di 4 anni e mezzo, con frattura della clavicola, contusione epatica, contusione polmonare bilaterale, è in fase di valutazione per un intervento e probabilmente verrà destinata al reparto di rianimazione. Un'altra bambina, di 7 anni, è ricoverata in pediatria al Giovanni XXIII in osservazione, con infrazioni costali.

(Adnkronos) - I carabinieri della sezione operativa Legnano e stazione Cuggiono hanno arrestato per omicidio stradale e omissione di soccorso un trentacinquenne italiano. L’uomo, dopo aver investito durante la notte un 76enne in bicicletta lungo la statale sp341, non si era fermato per i soccorsi ed era scappato. Le indagini, con l'analisi della lettura delle targhe, hanno consentito di individuare il veicolo coinvolto nell’investimento. Poco dopo l’inizio delle ricerche, su segnalazione di un cittadino, l'uomo è stato rintracciato in centro a Turbigo in stato confusionale insieme alla compagna. L’uomo è risultato essere sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e alcoliche. Alla luce degli elementi raccolti l'uomo è stato arrestato su disposizione della procura di Busto Arsizio.

(Adnkronos) - Tregua al caldo record anche oggi domenica 26 luglio. E' previsto infatti il passaggio di un rapido fronte temporalesco. A causa dei forti contrasti tra masse d'aria differenti proprio sull'Italia, sono attese intense precipitazioni al Centro-Nord. Dalla prossima settimana, tuttavia, è confermata una svolta: parte la quarta ondata di calore dell'estate.
Mattia Gussoni, meteorologo de iLMeteo.it, conferma un peggioramento delle condizioni meteo a causa del passaggio di un fronte temporalesco in discesa dal Nord Europa. Le correnti instabili andranno a interagire direttamente con le masse d'aria molto calde e umide stazionarie sul Mediterraneo dopo settimane con temperature sempre oltre le medie climatiche. A fornire l'energia necessaria per l'innesco di fenomeni violenti saranno soprattutto i nostri mari. Accumulando calore durante le settimane calde, la superficie marina evapora e rilascia nell'aria un ingente quantitativo di vapore acqueo e calore latente: quando le correnti fresche ed instabili nord-europee impattano su questo "serbatoio" di aria calda e umida, si creano fortissimi moti ascensionali che alimentano temporali di estrema intensità. Le zone maggiormente a rischio di intense precipitazioni (localmente pure di grandinate e forti raffiche di vento) saranno in particolare Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Liguria di Levante, alta Toscana e Lazio. Veniamo ora alla svolta prevista dalla prossima settimana. Dopo le ultime piogge attese lunedì 27 al Centro-Sud la situazione cambierà radicalmente: è confermato infatti l'avanzamento di un vasto campo di alta pressione di origine subtropicale che dal Nord Africa si spingerà fin nel cuore dell'Europa. Ecco servita la quarta ondata di caldo intenso della stagione, destinata a interessare non solo l'Italia ma gran parte del continente centro-occidentale. Questa figura anticiclonica garantirà un'estrema stabilità atmosferica con sole dominante su quasi tutte le regioni e, al contempo, un deciso e generale aumento delle temperature, con i valori che torneranno a toccare picchi fino a 38-40 °C in molte città del Centro-Nord.
Sono questi i due volti del cambiamento climatico in atto: da un lato assistiamo a una sempre maggiore frequenza e durata delle ondate di calore (con la stagione estiva 2026 destinata a passare alla storia come una delle più roventi di sempre), dall'altro cresce in modo esponenziale il rischio di eventi meteo estremi. Le temperature sempre più elevate mettono infatti in gioco una maggiore energia potenziale, accumulando enormi quantità di umidità nei bassi strati dell'atmosfera, pronta a trasformarsi in fenomeni violenti come la cronaca recente continua purtroppo a insegnarci.
NEL DETTAGLIO
Domenica 26. Al Nord: perturbazione con temporali da ovest verso est. Al Centro: temporali localmente molto forti e con grandinate. Al Sud: soleggiato salvo rovesci in Campania. Lunedì 27. Al Nord: soleggiato. Al Centro: ultimi temporali poi migliora. Al Sud: temporali sparsi a tratti intensi. Martedì 28. Al Nord: sole ovunque, temperature in aumento. Al Centro: soleggiato su tutti i settori. Al Sud: soleggiato e più caldo, ma con temporali su palermitano e trapanese. Tendenza: da mercoledì via alla quarta Ondata di Caldo Africano, primi 40°C entro il weekend.

(Adnkronos) - Nuovo stop dei treni a Firenze. Entra nella fase conclusiva l'intervento di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS) per la sostituzione del cavalcaferrovia stradale 'Ponte al Pino', nel nodo ferroviario di Firenze.Dalle ore 23 di oggi domenica 26 luglio alle ore 11 di giovedì 30 luglio sarà effettuato il varo del nuovo impalcato, una delle operazioni di ingegneria più complesse realizzate negli ultimi anni nel capoluogo toscano, che richiederà la sospensione della circolazione ferroviaria sulle tratte Firenze Campo di Marte-Firenze Rifredi e Firenze Campo di Marte-Firenze Santa Maria Novella, spiega Rfi.
Dopo la rimozione del precedente impalcato, completata nella prima finestra di lavori, il nuovo ponte, del peso di circa 550 tonnellate, sarà posato in un'unica soluzione mediante una gru da 2.000 tonnellate, con una capacità di sollevamento fino a 1.600 tonnellate, tra le più grandi impiegate in Europa per questo tipo di interventi. Le operazioni si svolgeranno in un contesto fortemente urbanizzato, elemento che rende il cantiere particolarmente complesso dal punto di vista tecnico e organizzativo, sottolinea Rfi. L'intervento rientra nel programma di rinnovo e potenziamento della sicurezza delle infrastrutture ferroviarie e stradali del nodo di Firenze e consentirà di restituire alla città un'opera completamente rinnovata, migliorandone affidabilità, durabilità e livelli di sicurezza.
Durante l'interruzione della circolazione, l'offerta ferroviaria sarà rimodulata con una riduzione di circa il 50% dei treni programmati nel nodo di Firenze, secondo un piano definito con le imprese ferroviarie.
La circolazione dei treni a lunga percorrenza sarà comunque garantita attraverso la linea Tirrenica, sulla quale saranno instradati due treni ogni ora della relazione Roma-Milano/Torino. Per questi collegamenti sono previsti incrementi dei tempi di viaggio fino a circa due ore e trenta minuti, già recepiti nei sistemi di vendita.
Saranno inoltre assicurati quattro treni ogni ora con origine o destinazione Firenze Santa Maria Novella e collegamenti verso Milano, Brescia, Bolzano e Venezia, nonché tre treni ogni ora con origine o destinazione Firenze Campo di Marte e collegamenti verso Roma, Napoli, Salerno, Reggio Calabria, Bari e Taranto.
Per una parte dei collegamenti sarà attivo un servizio di autobus tra le stazioni di Firenze Santa Maria Novella e Firenze Campo di Marte, così da garantire la continuità del viaggio. In questi casi l'allungamento dei tempi di percorrenza sarà di circa un'ora e trenta minuti.
Tutte le modifiche di orario e di percorso sono consultabili sui canali di vendita delle imprese ferroviarie e sui canali informativi di Rfi.

(Adnkronos) - La Polizia ha eseguito cinque perquisizioni arrestando in flagranza di reato tre persone per detenzione di materiale pedopornografico con l’aggravante dell’ingente quantità. Altre due persone sono state invece solo indagate. Le persone coinvolte hanno tra i 24 e i 52 anni e due sono residenti nel Polesine, entrambe arrestate, due nel veneziano, uno dei quali arrestato, e uno residente nel veronese.
L’operazione denominata "Butterfly", condotta dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica del Veneto, diretta dalla procura di Venezia, con il coordinamento operativo del Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online (Cncpo) del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, con il supporto delle sezioni operative per la Sicurezza Cibernetica di Verona, Vicenza e Rovigo, ha avuto origine nell’ambito di una attività di cooperazione internazionale di polizia. Le indagini, sviluppate attraverso sofisticate attività di cyber-investigazione, analisi forense dei flussi telematici, incrocio di dati investigativi e approfondimenti sulle piattaforme utilizzate per la condivisione di materiale illecito, hanno consentito di individuare cinque soggetti, stabilmente inseriti in circuiti virtuali dedicati allo scambio di immagini e video raffiguranti abusi sessuali su minori.
Nel corso delle perquisizioni delegate dalla procura di Venezia sono stati sequestrati numerosi dispositivi informatici, il cui contenuto sarà sottoposto ad approfonditi accertamenti di informatica forense al fine di ricostruire integralmente le condotte degli indagati, individuare eventuali ulteriori utilizzatori e verificare possibili collegamenti con circuiti nazionali e internazionali dediti alla diffusione di materiale pedopornografico. L'operazione conferma il costante impegno della Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica nel contrasto allo sfruttamento sessuale dei minori online, fenomeno che continua a rappresentare una delle più gravi forme di criminalità.

NUORO – Un pomeriggio di paura si è trasformato in un lieto fine per una donna e due bambine, tratte in salvo questa sera a Cala Gonone. Le tre, a bordo di un sup, sono state trascinate dalle forti correnti fino a incagliarsi sugli scogli vicino alla Grotta dei Colombi, una zona impervia sulla costa orientale della Sardegna.
L'Allarme e le Difficoltà
Le condizioni avverse del mare e le forti correnti non hanno permesso loro di rientrare a riva. Impossibilitati a soccorrerle via mare, è stato attivato l'elicottero Drago del Reparto Volo Sardegna dei Vigili del Fuoco, decollato da Alghero. L'elicottero ha raggiunto la zona e, con un recupero al verricello, ha sollevato le tre persone dagli scogli, portandole in salvo.
I Soccorsi e il Loro Stato
La squadra 1A della sede centrale dei Vigili del Fuoco di Nuoro, via terra, ha garantito lo sbarco in sicurezza. A mare, una vedetta della Guardia Costiera di Cala Gonone ha fornito il necessario supporto. Sul posto sono intervenute anche due ambulanze della Croce Azzurra di Cala Gonone e due pattuglie dei Carabinieri di Dorgali. Fortunatamente, la donna e le bambine stanno bene e hanno riportato solo un grande spavento. Un episodio che richiama l'attenzione sui rischi del mare e sull'importanza della prudenza. La professionalità dei soccorritori ha permesso di evitare conseguenze più gravi. Le tre sono state affidate ai sanitari per i controlli del caso.

(Adnkronos) - Il Napoli torna in campo in amichevole. Oggi, domenica 26 luglio, la squadra azzurra sfida la Carrarese - in diretta tv e streaming - nel secondo test stagionale. Gli uomini di Allegri tornano quindi a giocare dopo la sconfitta alla prima uscita contro l'Arezzo, che si è imposto per 3-1 a Dimaro.
L'amichevole tra Napoli e Carrarese è in programma oggi, domenica 26 luglio, alle ore 18. Ecco la probabile formazione:
Napoli (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Marin, Spinazzola; Anguissa, Lobotka, Vergara; Politano, Hojlund, Alisson Santos. All. Allegri.
Napoli-Carrarese sarà trasmessa in diretta televisiva sui canali SkySport, ma anche Dazn, visibile tramite smart tv. Il match si potrà seguire anche in streaming sull'app SkyGo, su NOW e sulla piattaforma web di Dazn.
Sinnai, Inferno di Fuoco a San Gregorio: Centinaia di Ettari di Bosco Distrutti. Evacuate Suore e Anziani

SINNAI – Una giornata di fuoco e paura ha colpito Sinnai. Il devastante incendio divampato nella località San Gregorio ha ridotto in cenere centinaia di ettari di bosco, pini e macchia mediterranea, trasformando il paesaggio in un "cimitero di alberi". Le fiamme, alimentate dal forte vento di scirocco, hanno minacciato case e strutture, costringendo all'evacuazione di decine di persone.
L'Evacuazione della Casa per Anziani
Le fiamme si sono avvicinate pericolosamente alla Casa Monsignor Angioni, una struttura per anziani gestita dalle suore del Buon Pastore. L'edificio è stato evacuato in via precauzionale: religiose e ospiti sono stati portati in salvo con un pulmino e scortati dalla Polizia Locale di Sinnai, sotto la supervisione del comandante Giuseppe Fiori. Diverse ambulanze sono state utilizzate per trasportare gli anziani. In totale, sono state messe in sicurezza 10 persone, tra suore, anziani e una famiglia evacuata da un'abitazione vicina. La sindaca Barbara Pusceddu, presente sul posto, ha ringraziato tutte le forze in campo per il lavoro complesso e delicato.
La Lotta alle Fiamme
Per domare il rogo, che è stato dichiarato di interfaccia, è stato mobilitato un imponente dispositivo: sei mezzi aerei, tra cui due Canadair (partiti da Olbia), un Super Puma, un elicottero dell'Aeronautica Militare (l'A500) e due elicotteri leggeri della flotta regionale, hanno riversato tonnellate d'acqua. A terra, Vigili del Fuoco, Corpo Forestale, Forestas, volontari del Masise e del Vab, Protezione Civile e forze dell'ordine hanno operato senza sosta. Le operazioni sono state rese difficoltose dal vento.
Case Assediate e Momenti di Paura
Le fiamme hanno aggredito cortili e l'esterno di alcune abitazioni a San Paolo e San Gregorio. Momenti di grande paura si sono vissuti a San Paolo, dove il fuoco ha circondato il cortile di una casa con due donne, madre e figlia. Nonostante le difficoltà nei collegamenti telefonici, una squadra di volontari è riuscita a raggiungerle e a metterle in salvo. Le due donne stanno bene, poiché le fiamme hanno danneggiato solo il cortile. Il fuoco si è avvicinato anche a un bar-ristorante sulla vecchia Orientale Sarda.
La Chiusura della Strada e i Disagi
La vecchia Orientale Sarda (SS 125) è stata chiusa al traffico per facilitare le operazioni di soccorso. La situazione è tornata alla normalità in serata, ma restano i danni ad alcune abitazioni e la distruzione di un'ampia porzione di macchia mediterranea. La zona, meta estiva per molte famiglie cagliaritane, è stata devastata.
Un'Area Già Colpita e le Indagini
La zona di San Gregorio rivive il dramma di alcuni anni fa, quando un incendio aveva colpito la zona di Burranca. Le cause del rogo, che pare sia partito dalla strada, saranno accertate dal Corpo Forestale. I danni ambientali sono ingenti e lasceranno il segno per anni.
Altri Roghi in Sardegna
Nella stessa giornata, altri roghi hanno richiesto l'intervento di mezzi aerei a Portoscuso (località Case Pinna), dove sono state evacuate alcune famiglie, Uta, San Vito, Seneghe, Pozzomaggiore e San Giovanni Suergiu. L'emergenza incendi in Sardegna è ancora in corso. Notizia in aggiornamento.

FONNI – Un brutto incidente stradale si è verificato ieri sera, 25 luglio, lungo la Statale 389 nel Nuorese. Due auto, una Jeep e una Fiat Punto, si sono scontrate per cause ancora in corso di accertamento al chilometro 18, all'altezza del bivio di Fonni. Il bilancio è di cinque persone ferite.
I Soccorsi
Sul posto sono intervenute tempestivamente tre ambulanze del 118, che hanno preso in carico i cinque feriti e li hanno trasportati in ospedale per le cure del caso. I Vigili del Fuoco hanno provveduto alla messa in sicurezza dei veicoli coinvolti, mentre il personale dell'Anas ha gestito la viabilità nel tratto interessato. Per i rilievi e la ricostruzione della dinamica, sono intervenute le forze dell'ordine.
La Viabilità
Il tratto di strada è stato temporaneamente chiuso al traffico per consentire le operazioni di soccorso e i rilievi. Le cause dello scontro sono al vaglio degli inquirenti.

Ha rilasciato dichiarazioni spontanee confermando alla Gip Ermengarda Ferrarese quanto confessato davanti ai carabinieri: "Ho sparato a mia moglie e a mio fratello".
Poi Alessandro Pintus, 39 anni, in carcere per aver tentato di uccidere la moglie, Michela Rubiu, di 47, sparandole un colpo di pistola alla nuca e averla ridotta in fin di vita e per aver assassinato il fratello Andrea Pintus, 42 anni, tra Solanas e Quartu nel Cagliaritano due giorni fa, ha poi scelto la strada del silenzio.
L'interrogatorio di questa mattina si è concluso con la convalida dell'arresto del 39enne: la Gip ha emesso nei suoi confronti una nuova misura lasciandolo in carcere con le accuse di omicidio e tentato omicidio aggravati premeditati e un secondo tentato omicidio: quello di un testimone oculare che lo aveva visto sparare alla moglie nel bar di Solanas.
Pintus mentre si allontanava dalla zona avrebbe tentato di travolgerlo con l'auto. Per evitarlo il testimone si sarebbe lanciato sul marciapiede. Su questo tentato omicidio, fa sapere l'avvocato Ettore Cinus che insieme al collega Giangregorio De Pascalis difende Pintus, il 39enne non ha rilasciato alcuna dichiarazione. "Attendiamo di leggere nel dettaglio tutte le carte per capire quali sono i margini per sviluppare la linea difensiva", ha detto all'ANSA l'avvocato Cinus presente all'interrogatorio.
Questa mattina il pm Giangiacomo Pilia ha affidato l'incarico al dottor Roberto Demontis per l'autopsia sul corpo di Andrea Pintus. L'esame necroscopico è iniziato alle 12 e si è concluso prima delle 17. Tre i colpi di pistola che hanno raggiunto il corpo del 42enne, quello mortale lo ha centrato al petto, non lasciandogli scampo. Lotta sempre tra la vita e la morte, invece, la moglie dell'indagato Michela Rubiu, raggiunta da un colpo di pistola alla testa. Intanto proseguono le indagini dei carabinieri della Compagnia di Quartu per ricostruire la vicenda e stabilire il movente.

(Adnkronos) - Inter in campo oggi domenica 26 luglio per l'amichevole sul campo del Karlsruhe, in Germania. I nerazzurri, campioni d'Italia, affrontano la formazione della seconda divisione tedesca nel match in diretta tv e streaming. Il calcio d'inizio è fissato per le 16.30.
Karlsurhe (3-5-2) - Bernat; Kobald, Franke, Scholl; Pinto Pedrosa, Zor, Vaananen, Eichinger, Bergh; Fukuda, Laghrissi.
Inter (3-5-2): J. Martinez; Pavard, Bisseck, Bastoni; Luis Henrique, Frattesi, Zielinski, Barella, Dimarco; P. Esposito, Topalovic.
La partita sarà trasmessa in diretta tv per gli abbonati su Dazn e Sky Sport (canale 202). In streaming sarà disponibile su Dazn, Sky Go, Now e Inter tv. Il match potrà essere acquustato in pay per view su OneFootball e su Dazn se non si è abbonati.

(Adnkronos) - La Roma scende in campo oggi, domenica 26 luglio 2026, per l'amichevole in casa del Cannes. La sfida tra i giallorossi e la formazione francese, in diretta tv e streaming, è in programma alle 17.30.
ROMA - (3-4-2-1) - Svilar; Mancini, Ndicka, Hermoso; Rensch, Cristante, Bah, Angelino; Dybala, Cherubini; Malen. All. Gasperini.
L'amichevole Cannes-Roma sarà trasmessa in diretta tv da Dazn. Sarà visibile online sulla piattaforma, oppure tramite l'app per smart tv compatibili. E' possibile utilizzare PlayStation o Xbox per trasmettere il match in tv, TIMVISION Box o Google Chromecast e Amazon Fire Stick TV per trasmettere le immagini da un device.

(Adnkronos) - Il Tour de France 2026 si chiude con la 21/a e ultima tappa. Oggi, domenica 26 luglio, la Grande Boucle termina la sua corsa - in diretta tv e streaming, in chiaro - con una frazione di 132,5 chilometri che parta dA Thoiry (Yvelines) e arriva a Parigi,. In maglia gialla pronto per la passerella finale lo sloveno Tadej Pogacar.
L'ultima frazione del Tour de France parte da Thoiry (Yvelines) per arrivare a Parigi. I corridori passeranno per Versailles e poi per la salita del Pavé des Gardes (4/a categoria, 700 m al 9,7%), nella foresta di Meudon. Una volta raggiunta la capitale, sono previsti sei passaggi sul traguardo prima di tagliarlo un’ultima volta per celebrare la conclusione della Grande Boucle. Sono in programma tre passaggi sulla collina di Montmartre (4/a categoria, 6,5 km al 6,5%). Una salita che aveva segnato la prova in linea dei Giochi Olimpici di Parigi 2024 vinta dal belga Remco Evenepoel.
La partenza della tappa è prevista alle 16.15, mentre l'arrivo ci sarà intorno alle 19.30. La Grande Boucle sarà trasmessa in diretta televisiva e in chiaro sui canali Rai, tra Rai 2 e RaiSport, ma anche sui canali Eurosport. Il Tour si potrà seguire anche in streaming su RaiPlay, HBO Max, Discovery+, Dazn, TIMvision e Prime Video Channels.
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