
(Adnkronos) - Gianni Morandi torna a Riccione, lì dove tutto è cominciato. Il cantante si esibirà nella città romagnola il prossimo 10 settembre al Riccione Music City e ha ricordato proprio i suoi inizi: "Accadde nel 1958 con l’orchestra della mia maestra Alda Scaglioni, avevo appena tredici anni e mezzo", ha raccontato in un'intervista a Il Resto del Carlino.
"Quell’estate quando chiesero a mio padre di lasciarmi andare, perché in quel locale dovevamo fare quattro mesi da giugno a settembre, la Scaglioni disse: 'Io purtroppo non posso pagare, però offro da dormire e da mangiare, bisogna arrangiarsi un po''. Allora mio padre mi diede 500 lire, con quei soldi si poteva mangiare una volta al ristorante. E mi disse: 'Devi mandarmi la lista di come spendi questi soldi'", ha ricordato Morandi.
"Quando cantavo c’era sempre qualche turista straniero che mi dava 10 lire di mancia. Davanti al locale c’era un venditore di cocomeri, così andavo sempre a prenderne una fetta", ha continuato, "era un’Italia molto più sorridente. Si usciva dal dopoguerra, erano gli anni del boom e dei sorrisi".
"Io canto da quand’ero bambino con lo stesso entusiasmo di allora. Questo mi diverte, la gente capisce che non sono lì per caso, ma per cantare", ha spiegato Morandi, "mi fa piacere che ci si ritrovi in un clima di allegria, soprattutto in questo momento un po’ difficile, non solo in Italia, ma in tutto il mondo. Così spero che per due ore e mezzo ci si possa divertire con me".

(Adnkronos) - Il peso del presidente Donald Trump, ingrassato di 10 chili negli ultimi mesi e salito ben oltre quota 100, ha guadagnato le pagine dei giornali di tutto il mondo insieme alla preoccupazione dei suoi medici. "Di sicuro è una situazione che deve essere attenzionata, considerato che Trump ha raggiunto centotto chili per un'altezza di un metro e novanta e ha 80 anni. Con questi dati, su un piano generale, possono esserci preoccupazioni per la salute cardiovascolare e metabolica", spiega all'Adnkronos Salute Silvio Buscemi, presidente della Società italiana dell'obesità (Sio)
"Credo che questo incremento sia il frutto di una vita complessa, fatta di continui viaggi, spostamenti, pranzi, cene, ricevimenti. Inevitabilmente lo stile di vita ne risente e ciò si è tradotto in un aumento di peso. E'un indicatore dello stress a cui è sottoposto il presidente".
Un deciso aumento di peso, continua l'esperto, "ha un significato in termini di rischio maggiore rispetto a un peso elevato ma stabile. Ovvero: se il peso di Trump fosse stato 108 chili anche da prima di diventare presidente, se si fosse mantenuto tale, probabilmente avrebbe avuto un impatto meno negativo sul rischio per la salute cardiovascolare e metabolica". Per avere un quadro più chiaro del caso specifico, però, "bisognerebbe anche capire come dove li ha acquisti questi dieci chili in più, se si tratta di grasso viscerale, addominale - più preoccupante - se ha perso massa magra, se ha guadagnato massa magra, fare una valutazione più ampia alla luce anche degli esami di laboratorio". Trump non ha mai nascosto la sua passione per il junk food e la sua avversione per l'esercizio fisico: "Non mi piace, mi annoio", ha detto e ripetuto stroncando l'ipotesi di salire su un tapis roulant. L'unica eccezione è rappresentata dal golf: lungo il fairway, però, il presidente si muove al volante del cart e generalmente cammina solo nei pressi del green. Un po' poco.
Buscemi non si appassiona, invece, ai numeri che farebbero rientrare il presidente nella definizione di obesità. "Mancano settecentocinquanta grammi, ma se dovesse prenderli non cambierebbe molto. Questi sono numeri che servono per valutare la popolazione generale, non il singolo individuo, per il quale bisogna invece valutare la situazione specifica, la realtà clinica, con esami mirati".
Insomma, possiamo dire che "il segnale di allarme è questo: Trump ha registrato un aumento di peso di circa il 10% in un tempo relativamente breve. Questo si associa, in generale, a cose non buone per la salute, quindi il presidente farebbe bene a rientrare nei giusti parametri" sottolinea Buscemi secondo il quale però la questione è domandarsi come mai è aumentato di peso. "Ovviamente perché ha mangiato di più e si è mosso di meno. Ed è chiaro a tutti che tra viaggi e ricevimenti continui è facile perdere l'aspetto più salutare dello stile di vita. Inoltre i continui cambi di fuso orario incidono sui bioritmi, sugli gli ormoni dello stress, sul sonno".
"C'è uno stravolgimento. In genere all'età del presidente Trump il più delle volte non vediamo persone che ingrassano ma rileviamo cali di peso anche con contrazioni della quantità di massa magra. La dinamica spontanea dell'invecchiamento ponderale dell'essere umano prevede che a quell'età si cominci a dimagrire spontaneamente", osserva Buscemi. "Ma è chiaro che non possiamo assimilare il presidente Trump a qualsiasi cittadino. Uno stile di vita salutare è più complicato in relazione ai suoi impegni. Un esempio, in piccolo, sono i politici in campagna elettorale che, in generale, aumentano molto di peso, perché dormono poco sono costretti a viaggi continui, a pranzi, cene e varie e a molto stress".

(Adnkronos) - Carlos Alcaraz torna in campo con Serena Williams agli Us Open 2026 - in diretta tv e streaming, anche in chiaro. Oggi, martedì 25 agosto, il tennista spagnolo farà il suo rientro nel circuito dopo l'infortunio al polso rimediato a Barcellona, che lo ha costretto a quattro mesi di stop, saltando il Roland Garros e Wimbledon.
Alcaraz, che a New York non potrà incrociare Jannik Sinner, fermato da un problema fisico al ginocchio per cui già aveva saltato il Masters 1000 di Cincinnati, partirà però con il torneo di doppio misto, che giocherà in coppia con Serena Williams contro la coppia formata dal britannico Lloyd Glasspool e dalla neozelandese Erin Routliffe, campionessa in carica nel doppio femminile.
La sfida è in programma oggi, martedì 25 agosto, alle 20 ora italiana. Le due coppie non si sono mai affrontate in carriera, con quello agli Us Open che sarà quindi il primo precedente.
Alcaraz/Williams-Glasspool/Routliffe sarà trasmessa in diretta televisiva sui canali SkySport, ma anche in chiaro su SuperTennis. La partita si potrà seguire in streaming sull'app SkyGo, su NOW, su SuperTennis+ e su supertennis.tv.

(Adnkronos) - Arriva 'Come farsi lasciare in 10 giorni' 2. A oltre 20 anni dall'uscita al cinema della celebre commedia romantica con protagonista Kate Hudson, la Bbc ha rivelato come sia in produzione un sequel. Hudson tornerà nel ruolo di produttrice, con le riprese sono "ancora nelle fasi iniziali", e Matthew McConaughey potrebbe tornare come protagonista.
Hudson interpretava Andie, una giornalista che stava facendo ricerche per un articolo sugli appuntamenti moderni. La protagonista convince il suo capo di poter far sì che un uomo, Benjamin (McConaughey), la lasci entro 10 giorni. Nel frattempo, Benjamin scommette con il suo capo di poter far innamorare di sé qualsiasi donna, in questo caso Andie.
Hudson produrrà il sequel insieme a Stacey Sher, già autrice di successi come 'Pulp Fiction' e 'Matilda'. All'epoca, il film incassò quasi 180 milioni di dollari in tutto il mondo.

(Adnkronos) - Una bimba di 4 anni è morta oggi, martedì 25 agosto, dopo essere stata investita da una moto a Lecce nei Marsi in provincia dell'Aquila. I sanitari del 118, intervenuti sul posto, hanno tentato di rianimare la bambina ma non c'è stato nulla da fare. Sul luogo dell’incidente ci sono i carabinieri della compagnia di Avezzano, impegnati negli accertamenti per ricostruire la dinamica ed eventuali responsabilità.
In aggiornamento

(Adnkronos) - "Dopo Mia Martini sono stato l'artista italiano più calunniato". Comincia così il lungo sfogo di Franco Simone, cantautore e autore televisivo, condiviso sul suo profilo TikTok e indirizzato a Iva Zanicchi.
"Mi hanno confermato che ancora oggi sono nella black list, la cosiddetta lista nera degli indesiderati in Rai. Senza avere alcuna colpa, ma solo per quello che hanno raccontato di me", esordisce il cantautore italiano.
Nel suo racconto, Simone accusa innanzitutto Iva Zanicchi con la quale, sostiene, di aver avuto in passato un rapporto molto stretto: "Eravamo legati da un affetto fraterno. Mi chiamò per un programma televisivo dicendomi che aveva bisogno di me per aiutarla. Io ovviamente accettai. Ho litigato tante volte solo per difenderla", ha spiegato. Secondo il suo racconto, dopo aver ottenuto l'apprezzamento degli altri colleghi nel contesto lavorativo, Zanicchi avrebbe cambiato atteggiamento nei suoi confronti: "Ha avuto la spudoratezza di riunire gli altri colleghi, in mia assenza, chiedendogli di mettersi contro di me. Fece in modo che cambiasse tutto".
"La signora Zanicchi, addirittura, in diretta disse che io l'ho ricattata, dicendo che io mi sentissi il re del rock", ha continuato a raccontare Franco Simone. "Lei è - prosegue nel video sfogo - solo una delle tante persone che sono passate nella mia vita che hanno cercato di denigrarmi".
"Di me dicono che ho un carattere pessimo, mi dipingono spesso come un terrone che approfitta di qualsiasi situazione per fare strada. Questo solo in seguito alle parole che ha detto Iva Zanicchi. Ancora oggi, dopo tanti anni, mi ritrovo tanti commenti di chi si chiede perché non vado nei programmi televisivi. Non mi invitano perché sono nella black list. Come artista posso essere messo in discussione ma come uomo no".
In conclusione, Franco Simone lancia un appello alla cantante di 'Zingara' "Cara Iva spero che tu un giorno ti metta una mano sulla coscienza, mi chieda perdono e racconti a tutti il male che mi hai fatto".

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Benzina a quasi 2,4 euro al litro in alcuni distributori nelle
colonnine servite dal personale e quasi 2,2 euro/l nel self service
e Diesel speciale (servito) che supera i 2,6 euro al litro. Sono
alcuni dei prezzi più alti rilevati oggi in Sardegna attraverso il
sito Mimit.dall'Adiconsum.
"I provvedimenti tampone servono solo per
alimentare l'appetito insaziabile del mercato speculativo dei
petrolieri - attacca Giorgio Vargiu, presidente di Adiconsum
Sardegna - quello che le associazioni consumatori chiedono da tanto
tempo è che il governo abbia il coraggio di assumere dei
provvedimenti strutturali. Hanno a disposizione due leve: la prima
diretta, decidendo di rinunciare agli aumenti dell'Iva derivante
dalla speculazione del petroliere, la seconda decidendo conferire
adeguati poteri alla Guardia di finanza, Mister prezzi e
all'autorità garante concorrenza e mercato per combattere realmente
la speculazione. Senza adeguati poteri - aggiunge - la loro
chiamata in causa da parte del governo è da considerarsi una vera e
propria presa in giro".
Per Adiconsum "'i sardi pagano tre volte la
speculazione sui carburanti: la prima in termini diretti perché in
Sardegna o hai la macchina o non ti sposti; la seconda in termini
indiretti per l'aumento dei prezzi dovuto al trasporto delle merci
su nave; la terza perché le merci una volta arrivate in Sardegna
devono essere distribuite con il trasporto su gomma il relativo
costo aggiuntivo ricade sulle tasche dei consumatori sardi".
Il consiglio per i consumatori è quello di
"votare col portafoglio". "Per i vostri rifornimenti, attraverso
servizio osservaprezzi carburanti del Mimit, cercate la stazione di
servizio vicino a voi con le tariffe più basse - prosegue Vargius -
oltre a farvi risparmiare sarà un segnale per le compagnie
petrolifere che speculano sulla pelle degli italiani".
...

(Adnkronos) - Il professore Michele Zappella, uno dei più autorevoli e riconosciuti neuropsichiatri infantili italiani, è morto all'età di 90 anni a Siena. Noto per il suo impegno nell’abolizione delle classi speciali e differenziali tra gli anni Sessanta e Settanta, per la scoperta di due nuove sindromi cliniche e la sua proposta terapeutica-educativa relativa ai disturbi del neurosviluppo, Zappella è stato tra le maggiori voci contemporanee negli studi sull’autismo. Dopo essersi specializzato in importanti ospedali a Londra e negli Usa, ha lavorato in diversi istituti psichiatrici italiani, dove ha fatto conoscenza diretta dell’esclusione. Da qui era nata la sua attenzione per l’accoglienza e l’integrazione dei bambini, intrecciata col rigore della diagnosi e la passione per la ricerca scientifica. E' stato primario del reparto di Neuropsichiatria infantile all’ospedale di Siena dal 1973 al 2006. E' stato Research Coordinator della Foundation for Autism Research di New York e autore di 350 articoli scientifici, 103 dei quali citati sul prestigioso “PubMed”, oltre che di numerosi libri, tra cui, editi da Feltrinelli, "Il pesce bambino", "Il bambino nella luna" e "Bambini con l'etichetta".
Nato a Viareggio (Lucca) il 4 marzo 1936, Michele Zappella si era laureato in Medicina e Chirurgia a Roma nel 1960, specializzandosi successivamente in Pediatria, Neuropsichiatria infantile e Malattie nervose e mentali. Nel 1970 aveva conseguito la libera docenza in Igiene mentale. La sua formazione si era sviluppata anche attraverso importanti esperienze internazionali. Tra il 1961 e il 1963 aveva lavorato al Fountain Hospital di Londra, mentre una borsa Fulbright lo aveva portato negli Stati Uniti, al Department of Child Neurology del Children's Hospital di Washington.
Il rapporto con Siena era iniziato nel 1973, con la nomina a primario del reparto di Neuropsichiatria infantile dell'Ospedale, incarico mantenuto fino al 2006. Parallelamente aveva insegnato nelle Scuole di specializzazione dell'Università di Siena, contribuendo alla formazione di generazioni di medici. Il suo nome è legato soprattutto agli studi sull'autismo, sulla sindrome di Rett e sui disturbi dello sviluppo. Le sue ricerche avevano permesso di individuare una particolare variante della sindrome di Rett, caratterizzata dalla tardiva acquisizione del linguaggio e di alcune abilità manuali e conosciuta nella letteratura scientifica internazionale come “Zappella Variant”.
Negli anni Sessanta aveva inoltre individuato il Placing Reflex, mettendone in evidenza l'importanza per la diagnosi precoce delle forme più gravi di disabilità intellettiva. Fu tra i primi studiosi italiani a occuparsi scientificamente dell'integrazione sociale e scolastica dei bambini con disabilità, pubblicando già tra il 1969 e il 1970 alcuni lavori dedicati al tema. Nel campo dei disturbi dello spettro autistico aveva individuato la cosiddetta sindrome dismaturativa e sviluppato un approccio riabilitativo basato sulla relazione tra bambino e adulto, l'Attivazione emotiva con reciprocità corporea.
Nel 1981 il Comune di Sesto San Giovanni gli aveva conferito la Medaglia d'oro e la cittadinanza onoraria per il suo impegno nello studio e nel trattamento dell'autismo. Era stato inoltre presidente dell'Associazione italiana sindrome di Tourette e vicepresidente della Società italiana di Neuropsichiatria infantile. Era membro onorario della Society for the Study of Behavioural Phenotypes di Londra e della Società italiana di Pedagogia.
Alla ricerca e all'attività clinica aveva sempre affiancato una particolare attenzione ai bambini e alle loro famiglie. Zappella aveva continuato a esercitare la professione e a seguire i pazienti fino agli ultimi mesi di vita. Alla sua storia professionale si intrecciava anche quella familiare. Zappella era infatti nipote dello scrittore e psichiatra Mario Tobino, fratello della madre. Era stato proprio Michele ad accompagnare lo zio ad Agrigento nel dicembre 1991, quando Tobino ricevette il Premio Pirandello, alla vigilia della sua morte. Zappella lascia la moglie Cristina, i figli Duccio e Vittorio e i nipoti. I funerali, riporta l'Adnkronos, saranno celebrati mercoledì 26 agosto, alle ore 11, nella basilica di San Domenico a Siena, da dove i funerali proseguiranno per il camposanto della Misericordia di Viareggio.

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(Adnkronos) - Gli smartphone sono i grandi protagonisti del nostro tempo, e potrebbero migliorare la vita quotidiana delle persone, ma vanno utilizzati nel modo giusto. La tecnologia può fornire un aiuto fondamentale a svolgere anche la più semplice delle mansioni quotidiane, ma "può anche peggiorare l'umore, anche nelle persone sane, a seconda di ciò per cui la si utilizza", ha spiegato Jon Elhai, Distinguished University Professor alla University of Toledo, in Ohio, dove studia la psicologia digitale, al Washington Post.
Secondo un sondaggio YouGov del 2025, la maggior parte degli adulti sotto i 45 anni ha affermato di voler trascorrere meno tempo davanti agli schermi. Inoltre, molte app popolari, come TikTok, sono progettate per catturare la nostra attenzione più a lungo di quanto vorremmo. E gran parte di quel tempo, alla fine, potrebbe non essere poi così piacevole.
Per creare abitudini più sane utilizzando lo smartphone, "devi conoscere te stesso", ha affermato Joseph Bayer, professore associato alla School of Communication della Ohio State University, dove studia le abitudini legate agli smartphone e ai social media,"devi sapere quali sono i tuoi obiettivi come persona e quali sono i tuoi obiettivi quando utilizzi il telefono". Perché non sempre le due cose combaciano. Esistono inoltre molti modi per ridurre il tempo trascorso utilizzando lo smartphone, ma, senza bisogno di attuare misure drastiche, si può cambiare il modo in cui lo utilizza.
Il Washington Post ha quindi redatto una vera e propria lista di utilizzi 'sani' dello smartphone, che potrebbero far bene alla salute, in primis mentale, del fruitore indipendentemente dal tempo di utilizzo dello schermo:
1. Giocare a un gioco online
Il coinvolgimento cognitivo fa bene al cervello e alcuni videogiochi d'azione dal ritmo frenetico, come Call of Duty o Fortnite, hanno dimostrato di poter migliorare le capacità cognitive. Anche giochi come cruciverba e giochi da tavolo sono stati associati agli stessi benefici cognitivi. Il tutto si può fare attraverso lo smartphone, che in alcuni casi permette di giocare a turni asincroni, consentendo quindi di fare una mossa nei momenti liberi, senza rimanere necessariamente incollati allo schermo.
2. Leggere e-Book o giornali online
Rilassarsi con un buon libro, una rivista o un giornale fa bene al cervello ed è stato associato a una maggiore longevità e a un più lento declino delle capacità cognitive. Sugli smartphone esistono molteplici app, anche gratuite, che permettono di accedere a e-Book, ovvero libri digitali, audiolibri o riviste e giornali.
3. Trovare una comunità online dedicata al tuo hobby preferito
Gli smartphone possono regalare ogni informazioni possibile riguardo i propri hobby, e mettere in contatto persone che coltivano gli stessi attraverso vere e proprie comunità online. La ricerca scientifica ha evidenziato che gli hobby sono associati a una migliore salute mentale e che dedicarsi ad attività creative, tra cui musica, danza e arte, è collegato a un rallentamento dell'invecchiamento cerebrale. Importante quindi trovare una community online associata ai propri interessi.
4. Provare un'app per la mindfulness
La ricerca ha dimostrato che gli esercizi di mindfulness, una forma di meditazione, possono essere efficaci quanto i farmaci contro l'ansia nel ridurre le sensazioni di ansia e stress. Questo può avvenire anche in brevi sessioni di meditazione, che possono aiutare le persone a raggiungere uno stato di "rilassata vigilanza". E ogni smartphone offre la possibilità di trovare all'interno dei propri store app dedicate.
Gli esercizi possono portare anche a un utilizzo più consapevole del telefono. Le persone che sono maggiormente consapevoli di come utilizzano lo smartphone e di quando è il momento di metterlo da parte sono più protette da un uso problematico "rispetto alle persone che continuano semplicemente a scorrere lo schermo senza pensarci, invece di farlo in modo consapevole", ha spiegato Elhai.
5. Imparare una nuova lingua
Imparare un'altra lingua è un ottimo modo per stimolare il cervello. Le ricerche hanno evidenziato che parlare più lingue è associato a una diagnosi più tardiva della demenza e che il cervello delle persone che parlano due o tre lingue appare circa sei anni più giovane rispetto a quello di chi ne parla soltanto una. Gli smartphone permettono di portare le lezioni di lingua praticamente ovunque.
"Non è possibile trascorrere tutto il tempo parlando di persona con qualcuno nella lingua che si sta imparando", spiega Elhai, "ma se si ha del tempo a disposizione sul telefono, può essere utile".
6. Scrivere per cosa si è grati
Riconoscere le cose positive della propria vita fa bene e le ricerche dimostrano che una maggiore gratitudine è associata a minori livelli di solitudine. Invece di scorrere il feed dei social media, si possono utilizzare "app progettate per tenere un diario e indicare ogni giorno ciò per cui si è grati, cercando di contribuire a mantenere un atteggiamento ottimista", ha suggerito Elhai.
Ma non è nemmeno necessario scaricare un'app specifica: anche la semplice applicazione per prendere appunti, le note, già presente sul telefono può diventare uno spazio in cui segnare pensieri, emozioni e ricordi della propria giornata.
7. Mandare un messaggio, chiama requalcuno o condividere un meme divertente
Tendiamo a essere più felici quando siamo fisicamente insieme ad altre persone e la ricerca dimostra che quasi qualsiasi attività può essere più piacevole se condivisa con gli amici. Ma socializzare attraverso il telefono, tramite messaggi, social media o anche con una semplice telefonata vecchio stile, potrebbe essere la cosa più vicina a un incontro di persona.
Connettersi con gli altri, che rappresentava del resto l'obiettivo originario dei telefoni, potrebbe essere il modo più gratificante di utilizzare uno smartphone: "Quando le persone utilizzano il telefono per attività non sociali, per esempio ascoltando musica o guardando film, nel breve periodo può essere piacevole", afferma Elhai. "ma non è piacevole quanto utilizzarlo per interagire con altre persone".
Le ricerche dimostrano inoltre che le persone tendono a sottovalutare quanto possa essere gratificante contattare qualcun altro, per entrambe le parti, anche quando lo si fa senza una ragione particolare. Utilizzare il telefono può quindi diventare un'opportunità per riallacciare i rapporti con qualcuno o semplicemente per coltivarli e passare del tempo in compagnia, seppur virtuale.

(Adnkronos) - Un giocatore di football su 4 finisce per accusare lesioni al cervello. E' il dato che, a pochi giorni dall'inizio della nuova stagione della National Football League, viene diffuso dal New York Times sulla base di nuove ricerche. I riflettori si accendono soprattutto sulla CTE, l'Encefalopatia Traumatica Cronica che da circa 20 anni viene studiata e collegata ai traumi alla testa. La malattia neurodegenerativa ha colpito centinaia di ex giocatori, come hanno evidenziato gli esami condotti dopo i decessi. La domanda che il NYT si pone ora, a 10 giorni dal kickoff della regular season, è: "Quanti giocatori NFL finiranno per avere la CTE?". Almeno un atleta su 4 è destinato a sviluppare l'Encefalopatia Traumatica Cronica, come evidenzia uno studio pubblicato sul British Medical Journal e condotto su centinaia di casi nell'arco di 6 anni. Gli scienziati hanno esaminato la morte di ogni ex giocatore deceduto tra il 2016 e il 2021. I casi considerati sono stati 878: alcuni soggetti avevano tra i 20 e i 30 anni, alcuni erano over 80.
La maggior parte si collocava nell'ampia fascia intermedia. Almeno 215 ex giocatori su 878 erano affetti da CTE: il 24,5%. Il dato potrebbe essere ancor più elevato perché 643 cervelli non sono stati esaminati post-mortem. Se lo studio venisse applicato ai giocatori attualmente in attività - 1696 nei roster delle 32 squadre - la diagnosi di CTE potrebbe riguardare in teoria almeno 400 individui, senza considerare il 'serbatoio' supplementare di 500 giocatori che si allenano nelle practice squad o che sono esclusi dai roster per infortunio. La CTE non è associata esclusivamente al football americano. Tracce della malattia sono state evidenziate anche nei cervelli di giocatori di hockey, rugby e calcio, così come in quelli di wrestler o atleti del bob. Tutte queste discipline hanno in comune i rischi, di grado diverso, legati ai colpi che gli atleti possono subire alla testa.

(Adnkronos) - Donald Trump ha ottenuto una prima vittoria dalla Corte Suprema nella sua battaglia per limitare il voto per posta nelle prossime elezioni di midterm. La maggioranza conservatrice della Corte, con l'opposizione delle tre giudici liberal, ha infatti revocato l'ordinanza con cui un giudice federale del Massachusetts ha accolto lo scorso giugno il ricorso degli Stati a guida democratica bloccando l'entrata in vigore l'ordine esecutivo con cui è stato vietato al servizio postale Usa di inviare le schede elettorale a elettori che non figurano nelle liste di cittadini americani create dal governo federale.
La creazione di queste liste appare in contrasto con il tradizionale controllo degli Stati del processo elettorale ma viene giustificata da Trump con le ripetute accuse, non sostenute da fatti, riguardo al fatto che immigrati senza cittadinanza avrebbero votato in massa nelle ultime elezioni, determinando la sua sconfitta elettorale nel 2020. Nella sentenza la maggioranza conservatrice non è entrata nel merito della legalità dell'ordine di Trump, limitandosi ad affermare che il giudice federale non aveva l'autorità di bloccarlo prima che venissero applicate dall'Us Post Service le nuove regole per il voto per posta.
"Se le misure finali del Postal Service recheranno danni agli Stati allora potranno fare ricorso", conclude la sentenza dei giudici conservatori che è stata definita "un incubo kafkiano" dalla giudice liberal Ketanji Brown Jackson destinato a "immettere caos non necessario" nel processo elettorale. "La decisione di oggi non affronta la questionse se i tentativi del presidente di interferire sulla gestione degli Stati delle elezioni del novembre 2026 siano legali", sottolineano le altre due giudici liberal, Sonia Sotomayor e Elena Kagan.
La Casa Bianca ha lodato la decisione della Corte in favore delle "misure di buon senso", contenute nell'ordine esecutivo: "Questa amministrazione continuerà ad applicare nel rispetto della legge l'agenda elettorale del presidente Trump che comprende la sicurezza delle nostre elezioni", ha detto la portavoce Lauren Bis. Immediata la replica degli Stati a guida democratica che promettono di continuare la battaglia legale contro il tentativo di Trump di limitare il voto per posta, tradizionalmente favorevole ai democratici. "Questa decisione è una dolorosa sconfitta, ma non sarà l'ultima parola", ha detto l'attorney general di New York, Letitia James.
"Dopo la sentenza della Corte Suprema, la California farà di nuovo causa per bloccare l'attacco di Trump al voto per posta", ha scritto su X il governatore dem Gavin Newsom, assicurando che "tutti gli elettori riceveranno la scheda per posta nel nostro Stato e noi continueremo a combattere". I giudici conservatori hanno comunque sottolineato nella loro sentenza che con questa hanno solo voluto indicato che il blocco del giudice federale era prematuro, arrivato prima ancora che il governo federale applicasse l'ordine di Trump, ed affermato che "le misure che verranno adottate per applicarlo saranno necessariamente legali, su questo punto - concludono - solo il tempo potrà dirlo".
Quindi si lascia la porta aperta per un successivo intervento, su possibili restrizioni contenute nel regolamenti con cui il servizio postale applicherà l'ordine di Trump. E professore di diritto di Ucla Richard Hasen, a capo del progetto per la salvaguardia della democrazia, si dice convinto, parlando con il Washington Post, che, dopo questa sentenza "ristretta e tecnica", la questione ritornerà presto alla Corte Suprema. A questo si sarà ancora più a ridosso delle elezioni, con il rischio che una sentenza definitiva in favore dell'ordine esecutivo di Trump possa creare ancora più incertezza sul voto.

(Adnkronos) - Tragedia in mare oggi, martedì 25 agosto, ad Andora nel Savonese. E' sfociato nel dramma il tentativo di un bagnino di salvare una coppia che era in difficoltà. L'uomo si è tuffato per salvarli. E' riuscito a riportare a riva la donna che ora è in buone condizioni e, poi, è morto insieme all'uomo nel tentativo di salvarlo.
Sul posto la Guardia Costiera.

(Adnkronos) - "Dio sta guidando tutto". Così Rafael Leao sui social. L'attaccante del Milan, da settimane al centro di insistenti voci di mercato, ha lanciato un nuovo (ed enigmatico) messaggio sul suo futuro in una storia su Instagram. Via, così, alle interpretazioni da parte dei tifosi rossoneri e non solo. Il numero 10, da settimane con la valigia pronta, è in attesa della sua nuova destinazione. Una certezza, però, c’è: entro il 1° settembre, quando si chiuderà la finestra estiva del mercato, il quadro sul futuro del portoghese dovrà essere definito.
Nelle ultime ore, l’ipotesi Aston Villa aveva iniziato a prendere corpo. La Premier League, del resto, è uno dei pochi campionati che il portoghese avrebbe davvero preso in considerazione, insieme alla Liga. Insomma, i presupposti ci sarebbero stati ma - come riporta la Gazzetta dello Sport - la situazione si è raffreddata nelle ultime ore e il nodo principale è economico. L’Aston Villa avrebbe le risorse necessarie per affrontare l’operazione, ma non sarebbe disposto a spingersi fino alla cifra richiesta dal Milan, ritenuta troppo elevata.
A pesare sulla trattativa ci sarebbe poi anche l’ingaggio del giocatore, altro elemento che rende l’operazione complessa. E così lo scenario potrebbe tornare a essere quello già delineato nei giorni scorsi: il Galatasaray rimane l’unica società pronta a soddisfare le richieste economiche di Leao, anche se il club turco dovrebbe ritoccare verso l’alto la propria offerta al Milan.
Sul fronte inglese, intanto, si registra anche un primo sondaggio del Tottenham. Con la chiusura del mercato ormai vicina, ogni scenario resta ancora possibile.
(Adnkronos) - "Prima o poi queste ondate di calore termineranno, la stagione sta progredendo e quindi è inevitabile, ma è anche vero che nell'orizzonte che noi definiamo di media scadenza, 5 o 7 giorni, in realtà tutta questa attenuazione del caldo, almeno per il Sud, non ci sarà. Dalla metà di questa settimana in poi, quindi fino alla fine della settimana andiamo incontro ancora a temperature molto alte sulle regioni meridionali: 38, 40, 41 gradi e anche picchi superiori. Le ondate di calore, quindi, permangono nel medio termine e ci potrebbe essere una parziale attenuazione, ma non una cessazione propriamente detta". Così all'Adnkronos il meteorologo colonello Guido Guidi, dell'Aeronautica militare. "Le onde di calore durante la stagione estiva sono una caratteristica dell'area Mediterranea, - spiega il col. Guidi - che nel corso degli ultimi decenni hanno aumentato di intensità e frequenza".
"Andiamo verso la fine dell'estate meteorologica che è il 31 agosto e l'estate astronomica finisce con l'Equinozio, tra il 20 e il 23 settembre, - ha spiegato ancora il colonnello - quindi con la quantità di radiazione solare che arriva, la stagione progredisce e inevitabilmente farà sempre meno caldo. Possiamo, comunque, dire che il caldo di questi giorni per le regioni meridionali e in parte per quelle centrali, ancorché con le stesse temperature, è diverso però dal caldo precedente, perché la situazione delle onde di calore che abbiamo avuto in precedenza era più generalizzata e statica. Mentre con la circolazione atmosferica di fine estate le regioni settentrionali sono fuori, e le perturbazioni arrivano a innescare il caldo particolarmente al sud".
"L'origine delle onde di calore? E' presumibilmente ascrivibile all'aumento della temperatura media globale superficiale, cioè al global warming, ma la dinamica con cui poi questo incide in modo da far aumentare la frequenza di occorrenza e l'intensità delle onde, è un pò più difficile da comprendere. - conclude l'ufficiale - Sulle cause del riscaldamento globlale è inutile intervenire sappiamo esserci una compomente, significativa di contributo antropico, può essere maggiore o minore rispetto altri aspetti, ma c'è e contribuisce all'aumento delle temperatura media superficiale del pianeta".

(Adnkronos) - “Per la prima volta in Italia un unico intervento, durato oltre dieci ore, ha permesso in un paziente di 66 anni di trapiantare entrambi i polmoni e di sostituire la valvola mitralica”. Così, il Policlinico di Milano, in una nota, informa “dell’eccezionale operazione eseguita dalle équipe di Cardiochirurgia, Chirurgia toracica e Trapianti di polmone con l’Anestesia e terapia intensiva adulti. Un intervento combinato di altissima complessità su un paziente proveniente da fuori Regione, affetto da una grave patologia polmonare associata a insufficienza severa della valvola mitralica, già precedentemente trattata in altro centro”. L’équipe, per prima cosa, ha provveduto alla sostituzione chirurgica della valvola mitralica, eseguita a cuore fermo e in circolazione extracorporea e, dopo aver fatto ripartire il cuore, si è proceduto al trapianto di entrambi i polmoni. Oggi il paziente sta bene ed è stato dimesso a casa, precisa l’ospedale.
“Ci siamo trovati di fronte a una situazione nella quale le due patologie si condizionavano a vicenda: il paziente non poteva essere sottoposto al trapianto senza aver prima risolto il problema della valvola mitralica, ma le sue condizioni polmonari rendevano estremamente rischioso affrontare separatamente l’intervento cardiaco”, spiega Lorenzo Rosso, che ha guidato il team durante il lungo intervento e che è specialista della Chirurgia toracica e trapianti di Polmone diretta da Mario Nosotti. “Abbiamo quindi deciso di unire le 2 procedure in un’unica operazione. È stata di eccezionale complessità ma resa possibile dalla stretta collaborazione tra cardiochirurghi, chirurghi toracici e anestesisti. Il decorso post-operatorio è stato positivo: il paziente è stato dimesso in ottime condizioni. È un risultato particolarmente importante - osserva - anche perché, per pazienti con condizioni cliniche di questo tipo, in molti centri il trapianto non rappresenta un’opzione concretamente percorribile”.
“Il paziente – chiarisce Guido Gelpi, del team di Cardiochirurgia diretto da Stefano Carugo - era già stato precedentemente sottoposto in un altro centro, a correzione dell’insufficienza valvolare mitralica per via transcatetere, non potendo effettuare un intervento chirurgico. Dopo un anno, l’insufficienza della valvola mitrale era tornata severa, per questo motivo non vi era altra possibilità che l’intervento combinato su cuore e polmoni, così complesso ed eseguito con tecniche mini-invasive per l’accesso non convenzionale. La precisa pianificazione preoperatoria ha permesso una efficace gestione dei tempi chirurgici e dei ruoli delle figure professionali fondamentali al buon esito dell’intervento”.
Il 66enne - ricostruisce la nota - era stato inserito in lista d’attesa per il trapianto polmonare e, al momento della disponibilità degli organi, aveva la priorità sulla base dei criteri clinici previsti. Il donatore si trovava in Lombardia e l’intervento è stato quindi organizzato coordinando in tempi molto stretti tutte le professionalità necessarie. La presenza nello stesso ospedale di competenze altamente specialistiche in ambito cardiochirurgico, toracico, trapiantologico e anestesiologico ha consentito di pianificare e portare a termine una procedura che richiedeva una gestione multidisciplinare in ogni sua fase.
“Questo intervento rappresenta un risultato straordinario per il Policlinico di Milano e dimostra cosa significhi poter mettere a disposizione dei pazienti competenze diverse e di altissimo livello all’interno di un unico grande ospedale – sottolinea Matteo Stocco, direttore generale del Policlinico di Milano – Di fronte a un caso per il quale le possibilità terapeutiche erano estremamente limitate, i nostri operatori hanno costruito insieme una soluzione innovativa e mai realizzata in Italia. È questa capacità di fare squadra, unendo assistenza, esperienza e altissima specializzazione, che permette a un ospedale pubblico come il nostro di affrontare le sfide cliniche più complesse e di offrire una possibilità di cura anche a pazienti provenienti da altre Regioni”.
L’intervento si inserisce nella lunga tradizione del Policlinico nella trapiantologia polmonare, iniziata oltre quarant’anni fa e segnata da numerosi primati. “Proprio qui - precisa la nota - sono state sperimentate e introdotte procedure che hanno contribuito all’evoluzione di questa disciplina in Italia, fino alle più recenti tecnologie per il ricondizionamento degli organi. Un percorso che ha reso l’ospedale milanese un centro di riferimento per i trapianti polmonari e per la gestione dei casi a più elevata complessità”. L’intervento “conferma il ruolo del Policlinico di Milano come centro di riferimento per la chirurgia e la trapiantologia ad alta complessità - rimarca Stocco - Un risultato reso possibile non da una singola procedura, ma dall’integrazione di professionalità e competenze differenti, chiamate a intervenire contemporaneamente su un paziente per il quale cuore e polmoni non potevano essere trattati separatamente”.
All'alba di sabato 5 settembre, gli Scalzi partiranno dalla chiesa
di Santa Maria Vergine Assunta a Cabras e percorreranno i sette
chilometri che conducono al villaggio di San Salvatore: una
processione fra la polvere e la fatica con la devozione individuale
che si unisce alla forza di un rito condiviso. Tutta la comunità è
coinvolta: sono circa 900 gli uomini attesi alla Corsa, con una
trentina di giovani under 20 tra i nuovi iscritti.
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(Adnkronos) - "La preoccupazione generale è quella di avere la fatica da rientro, di non riuscire a reggere il ritmo dopo un periodo di riposo. Per questo motivo il consiglio è di non bruciare nei primi giorni tutte le batterie che abbiamo ricaricato durante la pausa estiva e di ricordare che il rientro è solo una fase di transizione. Bisogna essere furbi: non pretendere di tornare in ufficio al 100 per cento. Non è necessario stressarsi e non bisogna avere paura che il rientro sia un pericolo. Sento parlare di 'Sindrome da rientro'. Ma non scherziamo, non è mica una malattia". Così all'Adnkronos Marco Vitiello, vicepresidente della Siplo (Società italiana di Psicologia del lavoro e dell'Organizzazione), invita ad affrontare con gradualità il ritorno alla routine dopo le vacanze. "Dobbiamo fare in modo - spiega Vitiello - di non disperdere le energie accumulate e quella rigenerazione guadagnate durante il periodo di pausa".
Ecco allora alcuni consigli dell’esperto per un rientro senza stress:
1. Non avere paura del rientro. "Tornare alla routine dopo una pausa è una fase di transizione e non deve essere vissuta come un pericolo", aggiunge Vitiello.
2. Non pretendere troppo da se stessi. "Nei primi giorni non è necessario essere subito al 100 per cento", dice.
3. Non bruciare le energie recuperate. "Le batterie ricaricate rappresentano le risorse che serviranno per affrontare le richieste lavorative dei mesi successivi: se le bruciamo subito - avverte lo psicologo del lavoro - rischiamo di andare in deficit".
4. Riprendere gradualmente. "Meglio procedere per passi, senza cercare di recuperare tutto immediatamente", assicura.
5. Ritrovare il rapporto con i colleghi. "Una pausa caffè, il racconto delle vacanze e un momento di condivisione - sottolinea - possono aiutare a riprendere il ritmo e a ristabilire le relazioni. Inoltre, è utile confrontarsi con i colleghi e organizzare le attività, invece di cercare di fare tutto da soli e subito".
7. Non rispondere subito a tutte le email e ai messaggi. "Prima è meglio fare un controllo generale di ciò che è arrivato e poi stabilire a chi e quando rispondere", suggerisce.
8. Non riempire subito l’agenda. "Anche i datori di lavoro possono favorire un rientro graduale, evitando di concentrare call e riunioni nei primi giorni e dedicando invece tempo alla pianificazione delle attività", osserva.
9. Mantenere alcune abitudini delle vacanze. "Passeggiare, stare all’aperto, esporsi alla luce naturale e continuare a fare movimento può aiutare il corpo e il cervello ad adattarsi nuovamente ai ritmi quotidiani", spiega.
10. Non interrompere bruscamente ciò che ci ha fatto stare bene. "Nelle prime settimane è utile conservare alcune delle attività praticate durante le ferie, come le passeggiate e il tempo trascorso all’aria aperta", fa notare.
"C’è chi continua ad essere stressato anche dopo il ritorno dalle vacanze. In questo caso, significa che il problema è a monte e non si è riusciti a staccare del tutto la spina", conclude Vitiello.

(Adnkronos) - Una nuova indagine nutrizionale su base demografica condotta nelle aree accessibili della Striscia di Gaza, "mostra un quadro nutrizionale complesso: livelli relativamente bassi di malnutrizione acuta tra i bambini nella popolazione accessibile, tassi preoccupanti di malnutrizione cronica (arresto della crescita), malnutrizione materna, qualità dell’alimentazione molto scarsa, abitudini alimentari inadeguate per neonati e bambini piccoli e un notevole impatto delle malattie infantili". Così in una nota l'Unicef. "La malnutrizione acuta tra i bambini sotto i cinque anni è risultata bassa. La malnutrizione cronica, o ritardo della crescita – un indicatore di crescita lineare compromessa che riflette le condizioni nutrizionali e di salute accumulate nel tempo – ha colpito il 12,2% dei bambini sotto i cinque anni - si legge nell'indagine - Il sovrappeso interessava il 4%. La coesistenza di ritardo della crescita, deperimento e sovrappeso nella stessa popolazione indica una scarsa qualità della dieta piuttosto che una semplice questione di quantità di cibo: il 73,0% dei bambini di età compresa tra i 6 e i 23 mesi aveva consumato cibi non salutari il giorno precedente e solo il 22,4% aveva una dieta minima accettabile. Circa il 37,1% dei bambini di età inferiore ai cinque anni aveva sofferto di diarrea nelle due settimane precedenti l’indagine. È stata inoltre documentata la malnutrizione materna tra le ragazze e le donne di età compresa tra i 15 e i 49 anni".
L’indagine è stata condotta tra il 31 maggio e il 15 giugno 2026, a seguito di un sostanziale potenziamento degli aiuti umanitari dopo il cessate il fuoco dell’ottobre 2025. "Nei mesi precedenti il cessate il fuoco, compreso agosto 2025, quando la Classificazione integrata delle fasi di sicurezza alimentare (Ipc) ha confermato lo stato di carestia a Gaza, gravi limitazioni di accesso e interruzioni delle forniture hanno fatto sì che l’alimentazione supplementare generale – uno dei principali mezzi per prevenire la malnutrizione acuta – fosse stata in gran parte sospesa in tutta Gaza. Alcuni programmi volti a individuare e curare la malnutrizione hanno continuato a funzionare, ma le scorte e l’accesso necessari per impedire che i bambini diventassero malnutriti fin dall’inizio non li raggiungevano". A seguito del cessate il fuoco, la ripresa degli aiuti e del traffico commerciale ha fatto sì che, mentre i ricoveri per il trattamento della malnutrizione acuta avevano raggiunto il picco di quasi 17.000 bambini nell’agosto 2025, a marzo 2026 erano scesi a meno di 3.000.
"La situazione nutrizionale dei bambini migliora quando gli aiuti e le forniture commerciali li raggiungono – e peggiora altrettanto rapidamente quando ciò non avviene. I miglioramenti a cui stiamo assistendo sono fragili e dipendono da un accesso umanitario sostenuto, da finanziamenti adeguati e da mercati commerciali funzionanti. Senza di essi, i progressi potrebbero essere vanificati nel giro di pochi mesi, e saranno ancora una volta i bambini a pagare il prezzo più alto", ha affermato Edouard Beigbeder, direttore regionale dell’Unicef per il Medio Oriente e il Nord Africa.
Indicatori nutrizionali diversi colgono dimensioni diverse del benessere nutrizionale e riflettono le condizioni in periodi e archi temporali differenti. La malnutrizione acuta riflette lo stato nutrizionale più recente, mentre il ritardo nella crescita riflette le condizioni nutrizionali e sanitarie cumulative su un periodo più lungo. I risultati dell’indagine dovrebbero quindi essere considerati nel loro insieme, anziché utilizzare un singolo indicatore per caratterizzare la situazione nutrizionale complessiva. "La malnutrizione acuta può migliorare nel giro di poche settimane. I danni più ampi, invece, no" - ha affermato Beigbeder - "I bambini hanno bisogno di acqua potabile, assistenza sanitaria e cibo vario e nutriente, non solo di calorie sufficienti per sopravvivere".
L’indagine è rappresentativa delle aree accessibili. Circa il 17% della popolazione di Gaza, pari a circa 358.000 persone, è stato escluso dal campione prima della selezione dei cluster a causa di limitazioni legate all’accessibilità e alla sicurezza. L’Unicef chiede "un accesso umanitario costante e senza ostacoli, anche per il carburante; finanziamenti continui per i servizi di nutrizione, salute, acqua e servizi igienico-sanitari; e mercati commerciali aperti, per proteggere i bambini da un nuovo peggioramento della situazione".

(Adnkronos) - Una bambina di 5 anni è precipitata accidentalmente dal quinto piano di un condominio fermandosi sulla terrazza del secondo piano. È successo intorno alle 11.30 di oggi al civico 11 di via Corso Mazzini di Montebelluna, nel trevigiano.
I genitori, in quel momento in casa, non si sarebbero accorti di nulla. La bambina è stata trasportata all’ospedale di Treviso in gravi condizioni, in pericolo di vita. Sul posto i carabinieri di Montebelluna per gli accertamenti.
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