(Adnkronos) - L’Università UniCamillus annuncia l’apertura dei bandi di ammissione per l’anno accademico 2025/2026 relativi ai corsi di laurea triennale per le Professioni sanitarie in lingua inglese e in lingua italiana. La sede di riferimento è quella di Roma. Possono partecipare alle selezioni i diplomati delle scuole superiori. I corsi di laurea triennale erogati in lingua inglese presso l’Università UniCamillus (sede di Roma) sono: Infermieristica; Fisioterapia; Tecniche di Radiologia Medica, per Immagini e Radioterapia.
Per accedere, è necessario presentare la propria domanda online tramite il portale Gomp entro le ore 13:00 dell’11 luglio 2025. Ogni candidato potrà indicare fino a tre preferenze, pagando una sola quota di iscrizione. La prova di ammissione in lingua inglese si svolgerà giovedì 17 luglio 2025. I risultati verranno pubblicati sul sito ufficiale dell’Ateneo entro il 22 luglio. Nel caso in cui il corso scelto come prima opzione risultasse già completo, il candidato verrà preso automaticamente in considerazione per la seconda o terza scelta indicata, secondo l’ordine di preferenza e la disponibilità dei posti.
I corsi di laurea triennale in lingua italiana che fanno parte dell’offerta formativa di UniCamillus (sede di Roma) sono: Ostetricia; Tecniche di Laboratorio Biomedico. Le modalità di iscrizione, scadenze e svolgimento della prova sono identiche a quelle dei corsi in inglese: la domanda va presentata entro le ore 13 dell’11 luglio 2025, esclusivamente tramite il portale Gomp, e l’esame si terrà in italiano il 17 luglio. I risultati saranno resi noti sul sito dell’Ateneo entro il 22 luglio 2025. Anche in questo caso, è possibile indicare una seconda preferenza pagando una sola quota di iscrizione.
Per tutti i corsi di laurea triennale – in italiano e in inglese – la selezione consisterà in una prova svolta in modalità home-based, comodamente dal proprio pc. Sarà composta da 60 domande a risposta multipla da completare in 60 minuti. Gli argomenti spaziano dalla logica alla cultura generale, dalle scienze di base (biologia, chimica, fisica, matematica) fino a temi umanitari e sociali in linea con la missione etica dell’Ateneo.
Per maggiori dettagli, è possibile consultare la pagina del sito
dell’Ateneo dedicata ai bandi o scrivere all’indirizzo email
L’apertura dei bandi per i corsi di laurea per le professioni sanitarie arriva in concomitanza con la pubblicazione dell’ultimo Report Almalaurea, che ha premiato l’Università UniCamillus come Ateneo che riesce a coniugare ottima didattica, piena soddisfazione degli studenti e futuro lavorativo concreto e di successo. Tra i dati più eloquenti, citiamo l’89,5% degli studenti che conclude il percorso universitario nei tempi previsti, un dato nettamente superiore alla media nazionale. Ancora, l’84,3% dei laureati riesce a trovare lavoro entro un anno dalla laurea, percependo uno stipendio iniziale più alto rispetto alla media. Inoltre, il 95,2% degli studenti si dichiara soddisfatto del proprio percorso universitario, apprezzando in particolare la qualità delle strutture e il rapporto armonioso con i docenti. Da segnalare anche la notevole presenza di studenti internazionali, che è il doppio rispetto alla media nazionale, a testimonianza del crescente prestigio dell’Ateneo a livello globale.
(Adnkronos) - Quarto giorno a Wimbledon 2025. Oggi, giovedì 3 luglio, saranno diversi gli italiani in campo a Londra. Occhi puntati di sicuro sul numero uno del ranking Jannik Sinner, impegnato contro l’australiano Vukic, ma attenzione anche ai match di Lorenzo Sonego (che affronterà il georgiano Basilashvili), Elisabetta Cocciaretto e al doppio Errani-Paolini. In campo a Wimbledon ci saranno anche l'ex numero uno Novak Djokovic, sette volte vincitore del torneo, e Iga Swiatek.
Wimbledon 2025 sarà trasmesso in diretta esclusiva su Sky (con undici canali dedicati, a cominciare da Sky Sport Tennis) e in streaming su Sky Go e Now. Su Sky Sport Tennis saranno visibili tutti i match giocati sul Centrale, mentre sugli altri canali di Sky ci saranno le partite più interessanti sugli altri campi.
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(Adnkronos) - Si avvicina la data in cui scatterà l'obbligo di targa per i monopattini elettrici: la loro adozione era una delle novità previste dal nuovo Codice della Strada, ma finora mancavano i dettagli tecnici per la loro richiesta. Un decreto del ministero dei Trasporti fa oggi chiarezza e definisce forma. emissione e posizione.
Il nuovo decreto ministeriale chiarisce che si tratterà di contrassegno rettangolare, di 5 centimetri per 6, e adesivo, plastificato e non rimovibile. Questa 'targa' - differente da quelle dei motocicli - andrà posizionata ("con la massima attenzione" dal momento che non può essere spostata "senza evitare la sua distruzione") sull’apposito spazio sul parafango posteriore. In mancanza di questo andrà collocata sulla parte anteriore dello sterzo, tra i 20 e i 120 centimetri da terra così da "essere visibile frontalmente". La combinazione alfanumerica prevede tre lettere nere e tre numeri su sfondo bianco riflettente, posti su due righe. Il contrassegno includerà anche il simbolo della Repubblica italiana e la sigla del ministero dell’Economia e delle Finanze (M.E.F.).
A realizzare le targhe dei monopattini elettrici sarà l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, mentre la distribuzione sarà affidata alle motorizzazioni.Da notare che, come già avviene con i ciclomotori, la targa sarà collegata al nome del proprietario e non al veicolo, dal momento che i monopattini non hanno un numero di telaio identificativo.
Pur facendo luce sulle caratteristiche tecniche, il decreto non definisce però i costi dell'emissione delle targhe e questo rischia di far slittare ulteriormente la loro adozione. Le nuove norme entreranno in vigore dopo 15 giorni dalla pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale: da quel momento circolare senza contrassegno (e casco) esporrà gli utenti dei monopattini elettrici a una multa da 100 a 400 euro. Peraltro l'adozione ufficiale delle targhe aprirà la strada a un altro degli obblighi previsti dal nuovo Codice della Strada e cioè l'assicurazione, fino a oggi impossibile proprio per la mancanza di un contrassegno identificativo.
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(Adnkronos) - Un alto ufficiale della marina russa, il maggiore generale Mikhail Gudkov, è stato ucciso in un attacco missilistico ucraino nella regione di confine russa del Kursk. Lo ha reso noto Oleg Kozhemyako, governatore della regione di Primorsky Krai, nell'Estremo oriente russo, spiegando che Gudkov - che conosceva da anni - è stato ucciso mentre "era in servizio come ufficiale". Il generale, ha aggiunto in un post su Telegram, anche "quando era diventato vice capo della Marina non aveva smesso di visitare di persona le postazioni dei nostri marinai".
Secondo blog militari ucraini su Telegram, Gudkov è rimato ucciso nell'attacco che ha colpito un posto di comando a Korenevo, nel Kursk, insieme ad altri dieci militari russi. Il generale - fra gli ufficiali di più alto livello morti nella guerra in Ucraina - era stato nominato vice capo della Marina a marzo da Vladimir Putin, che lo aveva scelto per supervisionare i marines russi e le forze missilistiche navali. In precedenza, ha guidato la 155ª Brigata di Marina Separata, coinvolta in operazioni di combattimento contro l'Ucraina. Kiev lo accusava di crimini di guerra.
Intanto gli Stati Uniti hanno interrotto la consegna di alcune armi all'Ucraina, compresi i missili antiaerei. Una decisione che, come scrive 'Politico' citando sei fonti a conoscenza della vicenda, ha colto di sorpresa persino persone solitamente informate su tali questioni, tra loro esponenti del Congresso, funzionari del Dipartimento di Stato e importanti alleati europei
La mossa ha alimentato preoccupazione e generato frustrazione, secondo il quotidiano, anche tra gli esponenti di spicco dei Repubblicani, per quello che appariva come il ruolo sproporzionato svolto sulla decisione da un alto funzionario del Pentagono. La sospensione – riportata in un primo tempo da 'Politico' - è stata sollecitata dal responsabile delle politiche del Pentagono, Elbridge Colby, e da una ristretta cerchia di consiglieri, ed è stata dettata dal timore che alcune scorte di armi negli Stati Uniti si stessero esaurendo. Tra chi è rimasto negativamente sorpreso figurano alleati del presidente Donald Trump che hanno accusato i funzionari tra cui Colby - che ha fatto passare in rassegna le scorte di munizioni prima che si decidesse il blocco - di aver proceduto senza avvisare il resto dell'amministrazione.
La decisione sulle armi, hanno lamentato sembra essere stata presa con scarso coordinamento all'interno dell'amministrazione, dopo che i massicci tagli al Consiglio per la Sicurezza Nazionale hanno ridotto l'organismo politico, un tempo potente, a una frazione delle sue dimensioni precedenti. La mossa ha causato sconcerto e reazioni negative in Ucraina e ha sollevato interrogativi oltreoceano sul fatto che l'America si stesse ritirando definitivamente dal supporto militare a Kiev. Il deputato Repubblicano Brian Fitzpatrick, membro della Commissione Intelligence della Camera, ha scritto martedì a Trump per richiedere un briefing di emergenza alla Casa Bianca e al Dipartimento della Difesa sulla sospensione degli aiuti militari.
Droni lanciati dall'Ucraina hanno colpito una fabbrica di armi nella città di Yelets nell'oblast russo di Lipetsk. Lo ha riferito dal governatore Igor Artamonov, spiegando che i dipendenti della fabbrica sono stati fatti evacuare. I detriti di un drone intercettato si sarebbero schiantati su un edificio residenziale, uccidendo una donna e ferendo altre due persone. La fabbrica si trova a 250 chilometri dal confine tra Russia e Ucraina.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è arrivato stamattina ad Aarhus, nella Danimarca occidentale, per l'inizio della presidenza danese dell'Unione Europea, ha annunciato il governo danese. "La presidenza danese farà tutto il possibile per aiutare l'Ucraina nel suo percorso verso l'adesione all'Ue", ha dichiarato la premier Mette Frederiksen, una delle più ferventi sostenitrici europee dell'Ucraina di fronte all'invasione russa.
"Dobbiamo rafforzare l'Ucraina da un lato e indebolire la Russia dall'altro", ha aggiunto la leader danese. "Lo stiamo facendo aumentando il supporto militare, perché l'Ucraina è essenziale per la sicurezza dell'Europa", ha insistito Frederiksen, alla guida del governo danese dal 2019. Ha sottolineato la necessità di "intensificare la pressione" su Mosca con nuove sanzioni.
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(Adnkronos) - A 18 anni, ad attrarla fu l’autonomia che portava con sé la professione infermieristica. Ma di lì a poco, Marisa Cantarelli scoprì che essere infermiera le piaceva proprio tanto, perché negli anni '50 si poteva già esercitare a più livelli: nelle corsie ospedaliere, sui territori e nell’insegnamento. Oggi la professoressa, prima teorica dell’Infermieristica italiana, avrebbe compiuto 95 anni e nell’ultima intervista rilasciata in esclusiva a Fnopi Federazione nazionale ordini professioni infermieristiche, da oggi disponibile sul sito "Infermieri oggi e domani" (infermieristory.it) insieme a tante altre testimonianze, restituisce il valore preciso dell’essere infermiera. Parole che incarnano valori profondi, per quanti hanno studiato sui suoi libri o sono stati formati da lei, e per chi esercita quotidianamente la professione. Per tutti gli altri - cittadini, istituzioni e studenti che iniziano il percorso di laurea - l’ultima intervista a Marisa Cantarelli, nella quale condivide esperienze di formazione, lavoro e vita e in cui racconta aneddoti personali e dà consigli preziosi, diventa un’opportunità. Si trasforma nell’occasione di leggere e comprendere le istanze dei professionisti di oggi, guardando il mondo infermieristico attraverso gli occhi di chi ha contribuito a tracciarne la strada. Una strada verso un nuovo modo di fare assistenza, che ha richiesto fin dall’inizio idee chiare, determinazione, voglia di crescere e tenacia: qualità che non sono mai mancate alla professoressa.
Nel 2013 l’Università degli studi di Milano le conferì la Laurea Honoris Causa in Scienze Infermieristiche e Ostetriche e nel 2022 fu la volta dell’Ambrogino d’oro da parte del Comune. Quella della Laurea per Marisa Cantarelli è stata una "giornata bellissima perché – ricordava con soddisfazione - mi è piaciuto moltissimo tenere la mia lezione, o meglio ripercorrere il mio curriculum professionale davanti a rettori e professori. È stato molto gratificante". Davanti a quella platea diveniva - riporta una nota di Fnopi - ancora una volta, più chiaro quanto fatto per la professione. Battaglie comprese. Come quella per l’abolizione del mansionario. "Volevo farlo fuori – esordiva sorridendo nella sua ultima intervista a Fnopi –. Ho sempre visto l’infermiere come un professionista. Un professionista sa quale è la sua attività e non ha bisogno di un elenco della spesa che gli dica cosa fare. L’abolizione del mansionario è stata una delle prime battaglie della scuola universitaria. Basta leggere i documenti: la prima richiesta era togliere il mansionario perché eliminava la professione".
Una professione, ci teneva a sottolineare la professoressa, che nonostante le difficoltà "è riconosciuta nella società, non si può dire il contrario", ma che, ora più che mai deve scongiurare due rischi: "diventare esclusivamente tecnica e dimenticare che le persone hanno bisogni che l’infermiere deve saper seguire". La via per evitare questi due pericoli per la professoressa Cantarelli era solo una: "la disciplina, ovvero paletti precisi entro i quali farla evolvere". Incardinandola all’assistenza, ovvero al fulcro dell’essere infermiere. Su questo concetto, Cantarelli non è mai indietreggiata - conclude la nota - Non si è lasciata fermare o intimorire neanche quando, appena diplomata, per soccorrere la maestra di una colonia estiva della Marina militare trovò davanti a sé una colonna militare guidata da un generale. Il marinaio che la accompagnava non aveva avuto, vista la presenza del generale, il coraggio di bloccare i mezzi, ma la professoressa dove soccorrere la ragazza: era la sua priorità. "La maestra stava male e io dovevo aiutarla – sosteneva decisa -. In quella colonna militare c’era di sicuro un’ambulanza e allora l’ho fermata io".
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(Adnkronos) - Gravissimo incidente lungo la Statale 131 che collega il sud e il nord della Sardegna. Un tir si è ribaltato all'altezza del chilometro 150 e l'autista è morto.
Il conducente del tir, 48 anni, è stata sbalzato fuori dall'abitacolo e le sue condizioni sono apparse subito gravissime per i diversi traumi riportati. Ogni tentativo di rianimarlo si è rivelato vano.
L'autoarticolato è andato completamente distrutto perdendo tutto il suo carico con i detriti che hanno invaso l'intera carreggiata della Carlo Felice. La principale arteria sarda è così stata chiusa al traffico in entrambe le direzioni, di fatto tagliando in due la Sardegna. Riaperta poi una corsia in direzione Sassari, è rimasta chiusa al traffico la strada in direzione Cagliari con il traffico deviato in strade alternative .
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(Adnkronos) - Due anziani fratelli trovati morti in un appartamento in via Santo Spirito ai Quartieri Spagnoli a Napoli. Sul posto la Polizia di Stato, che sta eseguendo i primi rilievi. Le vittime sono due fratelli di 76 e 80 anni. Secondo una prima ipotesi, potrebbe trattarsi di omicidio-suicidio. Tutto sarebbe maturato per una lite legata a dinamiche familiari.
Leggi tutto: Napoli, due anziani fratelli trovati morti in casa: ipotesi omicidio-suicidio
(Adnkronos) - Lutto ne mondo del calcio per la morte di Diogo Jota. L'attaccante di Liverpool e Portogallo, 28 anni, è deceduto in un incidente stradale in Spagna, a Zamora, nella notte tra il 2 e il 3 luglio. Il calciatore viaggiava in auto con il fratello 26enne Andre: secondo le prime ricostruzioni, il veicolo sarebbe uscito fuori strada sull'A-52 prendendo fuoco.
Classe 1996, Jota si era sposato pochi giorni fa con Rute Cardoso ed era padre di tre figli. Attaccante esterno, ha giocato un ruolo importante nella recente stagione vincente del Liverpool, segnando sei gol e fornendo quattro assist in 26 presenze. Aveva iniziato la sua carriera nel club portoghese Paços de Ferreira prima di trasferirsi all'Atlético Madrid in Spagna.
Mentre era all'Atlético, Jota fu ceduto in prestito al Porto e poi al Wolverhampton dove aveva contribuito alla promozione in Premier League con 17 gol nella stagione 2017-18. Al Liverpool, che lo acquistò per circa 45 milioni di euro, era arrivato nel 2020. In quattro stagioni con i Reds ha giocato 182 partite, segnato 65 gol e vinto tre trofei: una Premier League, una FA Cup e una Coppa di Lega.
Jota ha giocato anche per la Nazionale portoghese con la quale ha vinto due UEFA Nations League, una nella stagione 2018-2019 e una in quella 2024-2025, collezionando 49 presenze, 14 gol. Due le partecipazioni agli Europei (2020 e 2024) e una ai Mondiali (2022).
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