(Adnkronos) - Piogge e temporali in arrivo sull'Italia, scatta oggi l'allerta gialla per maltempo in cinque regioni. Stavolta ad essere colpito sarà in particolare il Sud, che si troverà alle prese fin dal mattino con rovesci di forte intensità, fulmini, ma anche grandinate e forti raffiche di vento.
Come sottolinea il Dipartimento della Protezione Civile, "un’area di bassa pressione, proveniente dal Mar Mediterraneo occidentale, si sta avvicinando al nostro Paese, spostandosi gradualmente dal Mar di Sardegna al mar Tirreno meridionale, e andrà a determinare condizioni di spiccata instabilità sulle isole maggiori e su parte delle regioni meridionali, in particolare sulle zone ioniche", spiega la Protezione Civile che, sulla base delle previsioni disponibili, d'intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse che segue ed estende quello precedente.
I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento www.protezionecivile.gov.it.
L’avviso prevede dal mattino di oggi, mercoledì 15 ottobre, precipitazioni da sparse a diffuse, a prevalente carattere temporalesco sulla Sicilia, in estensione dal pomeriggio alla Calabria e alla Basilicata, specie sui settori ionici. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica, locali grandinate e forti raffiche di vento. Sulla base dei fenomeni previsti è stata quindi valutata per la giornata di oggi, allerta gialla sui territori di Sicilia e Calabria, su parte di Basilicata, Campania e Lazio.
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(Adnkronos) - Tony Blair era raggiante mentre posava al fianco di Donald Trump al vertice su Gaza di Sharm el-Sheikh. L'ex primo ministro britannico appare di ottimo umore - conferma chi gli è vicino - da quando il presidente degli Stati Uniti lo ha indicato come potenziale leader del 'Board of Peace', che dovrebbe supervisionare il lavoro del governo tecnico chiamato a guidare la Striscia di Gaza durante la fase di transizione. Ma è stato lo stesso Trump, preoccupato per la "popolarità" nella regione dell'ex inquilino di Downing Street, a sollevare dubbi sulla scelta.
Anche se i due si sono mostrati più che sorridenti nella foto che si sono scattati insieme nel resort egiziano, durante la 'processione' che ha visto tutti i leader omaggiare uno dopo l'altro Trump per aver promosso la pace a Gaza, nella notte precedente - parlando con i giornalisti sull'Air Force One che lo portava in Israele - il presidente americano non è sembrato così certo di volere Blair nel 'Board of Peace'.
"Mi è sempre piaciuto Tony, ma voglio scoprire se è una scelta accettabile per tutti. Voglio scoprire se Tony sarebbe popolare tra tutti perché questo non lo so ancora", ha affermato il tycoon, gettando qualche ombra sul futuro dell'ex leader laburista e inviato speciale del Quartetto, che resta una figura controversa in Medio Oriente per il suo ruolo nella guerra in Iraq.
Secondo la stampa britannica, sul nome di Blair non c'è accordo tra le fazioni palestinesi. L'ex primo ministro, infatti, avrebbe ricevuto l'endorsement dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) durante un incontro esplorativo che si è tenuto domenica ad Amman con Hussein al-Sheikh, vice presidente dell'Anp e capo del comitato esecutivo dell'Olp.
Sebbene Blair fosse presente a New York agli incontri con i leader arabi a margine dell'Assemblea Generale dell'Onu, che hanno aperto la strada al documento in 20 punti di Trump per la pacificazione di Gaza, quello in Giordania è stato il primo approccio con cui l'ex leader dei laburisti ha testato il suo possibile nuovo ruolo con la leadership palestinese. Hamas, invece, che non dovrebbe avere un futuro nel governo di Gaza, è fortemente contraria a un coinvolgimento di Blair e all'idea di un board che agirebbe come 'guardiano straniero' della Palestina. E anche il Labour non sprizza di gioia all'idea.
L'ex inquilino di Downing Street sembra voler mantenere un profilo basso, evitando dichiarazioni che - in questa fase - potrebbero ostacolarlo e scegliendo di lavorare lontano dai riflettori. Non a caso a Sharm el-Sheikh ha dribblato con un sorriso e aumentando il passo la domanda di un giornalista di Sky News che gli chiedeva chiarimenti sul suo eventuale ruolo nel 'Board of Peace'.
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(Adnkronos) - "Zelensky vuole i Tomahawk? Noi ne abbiamo tanti...". Donald Trump non scioglie ancora le riserve sull'invio dei potenti missili all'Ucraina, ma con una battuta sembra accendere le speranze di un possibile aiuto a Kiev in questo senso. La frase sibillina del tycoon è arrivata ieri, in risposta ai giornalisti durante un incontro con l'argentino Javier Milei e in vista dell'appuntamento fissato per venerdì prossimo con il leader di Kiev alla Casa Bianca.
Incalzato sulla possibilità dell'invio dei Tomahawk - e dopo aver evitato di rispondere in modo diretto alla domanda -, Trump ha quindi scherzato affermando che i democratici in America vorrebbero usare questi missili contro di lui.
Il tycoon ha però voluto ribadire la sua frustrazione su Putin. "Sono molto deluso perché Vladimir e io avevamo una relazione molto buona, probabilmente l'abbiamo ancora. Non capisco perché continui questa guerra", ha detto, aggiungendo: "Sta andando così male per lui, sta per entrare nel quarto anno di una guerra che avrebbe dovuto vincere in una settimana. Ha perso un milione e mezzo di soldi, probabilmente di più... certamente in termini di feriti senza gambe, senza braccia e tutte le cose orribili che succedono in una guerra".
Poi la previsione del presidente: l'economia russa potrebbe "collassare" se non finirà la guerra, mentre già ora ci sono "lunghe file per la benzina in Russia".
Il leader Usa ha intanto confermato che venerdì riceverà il presidente ucraino Volodymyr Zelensky alla Casa Bianca. "Credo di sì", ha risposto Trump ai giornalisti che gli chiedevano conferma a bordo dell'Air Force One di ritorno dall'Egitto. In precedenza era stato Zelensky ad annunciare che "questa settimana" si sarebbe recato a Washington.
"Penso che dovremmo discutere la sequenza di passi che intendo proporre al presidente", le parole di Zelensky sull'incontro.I due leader intanto hanno parlato due volte al telefono nei giorni scorsi per discutere della possibilità di trasferire missili Tomahawk a Kiev e di come porre fine alla guerra.
"Ora, mentre la guerra in Medio Oriente volge al termine, è importante non perdere lo slancio per promuovere la pace", le parole del presidente ucraino su 'X' nei giorni scorsi, affermando che "anche la guerra in Europa può essere risolta, e per questo la leadership degli Stati Uniti e degli altri partner è di fondamentale importanza".
Dal canto suo, dopo l'annuncio dell'imminente visita di Zelensky a Washington, il Cremlino ha chiesto agli Stati Uniti di convincere l'Ucraina ad agire per arrivare alla pace.
"Auspichiamo che l'influenza degli Stati Uniti, le capacità diplomatiche del Presidente Trump incoraggeranno l'Ucraina a partecipare più attivamente e prontamente al processo di pace", le parole del portavoce Dmitry Peskov, che ha spiegato come la Russia accolga "con favore le intenzioni (di Trump, per trovare il modo di porre fine al conflitto, ndr) e la conferma della volontà politica di contribuire a trovare soluzioni pacifiche".
Sul fronte dei Tomahawk, la Russia si era già fatta sentire nei giorno scorsi sempre tramite il portavoce del Cremlino. Visto che il lancio dei missili richiederà la partecipazione di specialisti americani, è il monito, l'eventuale consegna di questi missili a Kiev potrebbe finire male.
"In effetti, la gestione di missili così complessi come il Tomahawk richiederà, in un modo o nell'altro, la partecipazione di specialisti americani. Questo è un fatto ovvio. Questo è ciò che Medvedev ha affermato nella sua dichiarazione", aveva detto Peskov, rispondendo alla richiesta di chiarire la dichiarazione del vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, secondo il quale la fornitura di tali armi potrebbe "finire male" per tutti. "Qualsiasi esperto qui, anche il più piccolo, lo capisce perfettamente e ne è consapevole", l'osservazione del portavoce del Cremlino.
E intanto, mentre infuria ancora la battaglia in territorio ucraino, il Cremlino sta aprendo la strada all'invio al fronte di riservisti su base continuativa anche senza bisogno di dichiarare lo stato di guerra o una mobilitazione, anche se parziale, come era stato fatto nell'autunno del 2022.
Secondo l'Institute for the Study of War, è improbabile che ci sarà una chiamata su larga scala di riservisti non volontari, sul modello di tre anni fa. Quello che accadrà sarà piuttosto l'apertura di un nuovo flusso di dimensioni ridotte di soldati da inviare al fronte.
La Commissione per l'attività legislativa del governo ha varato una bozza di emendamento che effettivamente rimuove i limiti giuridici esistenti al dispiegamento della riserva attiva in combattimento. I riservisti potranno essere richiamati senza che sia necessaria la dichiarazione di uno stato di guerra (per la Russia è ancora in corso solo una operazione militare speciale) o una mobilitazione.
Ai russi iscritti alla riserva di mobilitazione - che quindi hanno firmato un contratto in questo senso con il ministero della Difesa - potranno essere assegnati compiti di difesa durante conflitti armati, operazioni contro il terrorismo o quando le forze russe sono dispiegate all'estero. Chiamate di questo tipo si chiameranno "adunanze militari speciali", avranno durata massima di due mesi, e saranno autorizzate direttamente da Putin.
Il sistema di super bonus per le reclute ha smesso di generare un elevato numero di volontari e soprattutto già diverse regioni hanno annunciato un taglio a questi premi una tantum.
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(Adnkronos) - Episodio da non credere in India, dove un portiere è diventato protagonista di uno dei video più virali del web. Nel corso di una partita di livello amatoriale, l'estremo difensore della squadra padrona di casa interrompe l'azione avversaria, avanza palla al piede incurante delle richieste di passaggio dei compagni e lascia partire un gran destro verso la porta. Il pallone sbatte sulla traversa, ma l'azione si conclude in un modo inaspettato.
La sfera torna indietro, con una traiettoria perfetta, proprio sul destro del portiere. L'estremo difensore ci riprova allora con audacia, scaglia un altro destro (stavolta al volo, coordinandosi in maniera perfetta) e batte il suo collega. Poi la corsa, tra gli abbracci dei compagni e soprattutto dei tifosi, che non si risparmiano l'invasione di campo. Finita qui? Non proprio, perché sui social è iniziata la caccia al 'portiere-bomber', con diversi utenti (su X e non solo) che hanno cominciato a condividere il video per conoscere il nome dell'autore della prodezza.
Leggi tutto: India, il clamoroso gol del portiere come in... 'Holly e Benji'

(Adnkronos) - Matteo Berrettini si aggiudica il derby tutto laziale al primo turno del torneo Atp di Stoccolma con Giulio Zeppieri. Il tennista romano, n.61 Atp, si è imposto in due set sul numero 160 del ranking, con il punteggio di 6-4, 6-2. Ora Berrettini al secondo turno se le vedrà con il francese Ugo Humbert, n.25 della classifica Atp.
Leggi tutto: Atp Stoccolma, Berrettini vince il derby con Zeppieri al primo turno

(Adnkronos) - Sorprese clamorose, solite big, grandi ritorni. Si delinea pian piano il quadro delle nazionali qualificate ai Mondiali del 2026 in Canada, Messico e Stati Uniti e le selezioni da attenzionare non mancano. Se tante squadre vanno ancora a caccia del pass per il torneo (o dei playoff), tante altre aspettano con tranquillità la prossima estate. Dall'Argentina, campione del mondo in carica, a Qatar e Capo Verde, passando per Brasile, Uruguay ed Egitto, ecco l'elenco delle qualificate (finora) ai Mondiali 2026.
Ecco l'elenco di tutte le nazionali già qualificate ai Mondiali 2026 in Canada, Stati Uniti e Messico:
Stati Uniti (Paese ospitante)
Canada (Paese ospitante)
Messico (Paese ospitante)
Giappone
Nuova Zelanda
Iran
Argentina
Uzbekistan
Corea del Sud
Giordania
Australia
Brasile
Ecuador
Uruguay
Colombia
Paraguay
Marocco
Tunisia
Egitto
Algeria
Ghana
Capo Verde
Sudafrica
Qatar
Leggi tutto: Mondiali 2026: dall'Argentina a Qatar e Capo Verde, tutte le nazionali già qualificate

(Adnkronos) - Sorprese clamorose, solite big, grandi ritorni. Si delinea pian piano il quadro delle nazionali qualificate ai Mondiali del 2026 in Canada, Messico e Stati Uniti e le selezioni da attenzionare non mancano. Se tante squadre vanno ancora a caccia del pass per il torneo (o dei playoff), tante altre (al momento 28) aspettano con tranquillità la prossima estate. Dall'Argentina, campione del mondo in carica, a Qatar e Capo Verde, passando per Brasile, Uruguay ed Egitto, ecco l'elenco delle qualificate (finora) ai Mondiali 2026.
Ecco l'elenco di tutte le nazionali già qualificate ai Mondiali 2026 in Canada, Stati Uniti e Messico:
Stati Uniti (Paese ospitante)
Canada (Paese ospitante)
Messico (Paese ospitante)
Giappone
Nuova Zelanda
Iran
Argentina
Uzbekistan
Corea del Sud
Giordania
Australia
Brasile
Ecuador
Uruguay
Colombia
Paraguay
Marocco
Tunisia
Egitto
Algeria
Ghana
Capo Verde
Sudafrica
Qatar
Inghilterra
Arabia Saudita
Senegal
Costa d'Avorio
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(Adnkronos) - "'Non mi stuzzicare perché lo sai che ce l’ho con te'. Lui se n'è fregato e mi parlava in maniera agitata, mi ha rimproverato. Abbiamo litigato e gli ho sparato". Ecco la confessione di Gaetano Maranzano, il 28enne palermitano, reo confesso dell'omicidio di Paolo Taormina, il 21enne ucciso sabato notte davanti al suo pub.
Sono passate poche ore dall'omicidio, quando Maranzano parla con i pm della procura di Palermo e racconta quello che è accaduto nella notte. Sostiene che la vittima mesi prima avrebbe scritto sui social alla fidanzata. Un particolare su cui stanno indagando gli investigatori, ma al momento senza riscontri. "Siccome lui era in difetto con me mi guardava male e si agitava, nel suo cervello mi voleva sfidare", dice Maranzano, come si legge nel provvedimento di fermo.
"Mi diceva che non si doveva fare casino. I ragazzi facevano casino e lui è venuto a prendere di petto me. In più io avevo astio con lui per la cosa di mia moglie. Mi sfidava. Parlava verso di me diceva 'qua non si deve fare vucciria. Mi state siddiando'. Mi voleva mettere in cattiva luce davanti alle persone".
Leggi tutto: Morte di Paolo Taormina, la confessione di Maranzano: "Mi sfidava, gli ho sparato"

(Adnkronos) - Nessun '6' né '5+1' al concorso del Superenalotto di oggi, martedì 14 ottobre 2025. Centrati invece sei '5' che vincono 27.970,75 euro ciascuno. Il jackpot per il prossimo concorso sale a 64.800.000 euro.
Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima:
- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro;- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro;
- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro;
- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro;
- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro.
La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro.
L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi.La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata.
E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni.
Questa la combinazione vincente del concorso di oggi del Superenalotto: 9, 31, 44, 59, 70, 86. Numero Jolly: 37. Numero SuperStar: 81.
Leggi tutto: Superenalotto, numeri combinazione vincente oggi 14 ottobre

(Adnkronos) - A Udine "l'Italia ha la possibilità di eliminare Israele almeno sul campo, vincendo". E' bufera su Jacopo Cecconi, giornalista del Tg3 che in diretta dalla città teatro del match ha pronunciato la frase che ha scatenato le proteste di Fratelli d'Italia.
“Gravissimo ed assurdo - dichiara il deputato di Fratelli d’Italia, Francesco Filini, capogruppo nella Commissione Vigilanza Rai - quanto andato in onda questa sera al Tg3 nel servizio sulla partita di calcio Italia-Israele. In chiusura, infatti, il giornalista ha detto: ‘L’Italia avrà la possibilità di eliminare Israele almeno sul campo’. Una frase che fa orrore, inaccettabile che mi auguro che tutti censurino con fermezza. A partire dall’Azienda a cui chiedo che siano presi immediatamente provvedimenti. Così come l’Ordine dei giornalisti che deve far sentire la propria voce. Simili frasi che istigano all’odio e alla violenza non possono essere tollerare, in particolare nel Servizio pubblico, che invece deve sempre ispirare ai valori della tolleranza e del rispetto della dignità altrui. Presenterò immediatamente un’interrogazione perché sia fatta luce su questo riprovevole episodio”, la conclusione.
“Le dichiarazioni in diretta di un giornalista, durante il Tg3, sono imbarazzanti e sintomo di un clima irragionevole messo in atto da certa stampa. È utile - le parole del senatore di Fratelli d’Italia, Raffaele Speranzon, componente della Commissione Vigilanza Rai - soffermarsi poi su quanto sia lunare definire Telemeloni questo servizio pubblico. Quanto affermato durante il servizio da Udine in vista della partita Italia-Israele è pericoloso e vergognoso allo stesso tempo. Il cronista, commentando i fatti fuori dallo stadio, dove sfilerà una manifestazione pro Pal ha detto: ‘L’Italia ha la possibilità di eliminare Israele almeno sul campo’. Una frase infelice e inopportuna che si commenta da sola. Accusano che una misteriosa Telemeloni voglia imporre la censura in Rai, ma è evidente che il problema sia da tutt’altra parte”.
E ancora Elisabetta Gardini, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei Deputati: "Ritengo molto gravi le parole pronunciate da un giornalista del Tg3 durante un collegamento da Udine per la partita Italia-Israele, quando ha affermato che “l’Italia avrà la possibilità di eliminare Israele almeno sul campo”. Mi domando – e credo lo facciano in molti – cosa intendesse esattamente con l’espressione “eliminare Israele almeno sul campo”. In un momento storico così delicato, frasi di questo tipo, anche se pronunciate in ambito sportivo, rischiano di essere fraintese e di alimentare tensioni inaccettabili. È doveroso che la Rai e la redazione del Tg3 forniscano al più presto parole di chiarezza e trasparenza su quanto accaduto. Ogni linguaggio che possa anche solo indirettamente evocare ostilità o violenza nei confronti di Israele come di qualunque altro Stato va fermamente condannato. Il servizio pubblico radiotelevisivo ha il dovere di mantenere sempre equilibrio, rispetto e responsabilità nella comunicazione".
Quindi Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati: “Il giorno dopo aver assistito ad una delle pagine più belle della storia recente, quella di un processo di pace che si sta avviando nella Striscia di Gaza, è assurdo assistere a un servizio del Tg3 sulla partita di calcio Italia-Israele dove in chiusura il giornalista si augura che la nostra nazionale elimini “almeno sul campo Israele”. Parole gravissime che non hanno alcuna logica se non quella della propaganda pro-Pal che per troppe settimane abbiamo sentito nelle piazze e attraverso gli esponenti della sinistra. Ma è inaccettabile che queste frasi siano diffuse attraverso la Rai, il Servizio pubblico, che dovrebbe essere ispirato a ben altri valori e principi. Mi auguro che l’Azienda intervenga con fermezza e che chiarisca quanto accaduto affinchè simili episodi di propaganda pro Pal nella Rai non abbiano più a ripetersi”
Leggi tutto: "Italia a Udine può eliminare Israele almeno sul campo", bufera sul giornalista del Tg3

(Adnkronos) - Momenti di tensione al corteo pro-Pal di Udine, dove si gioca la partita . In Piazza Primo Maggio, punto finale del corteo partito alle 18.15, con tre quarti d'ora di ritardo sulla tabella di marcia, alcuni partecipanti al corteo, hanno sfondato il cordone di sicurezza del servizio d'ordine del Comitato per la Palestina di Udine, cercando il contatto fisico con il cordone di poliziotti schierato.
Lungo il percorso del corteo e in altri punti della città la polizia sta intervenendo con qualche lacrimogeno d'avvertimento e sparando con le lance ad acqua contro quei manifestanti che hanno divelto le barriere di protezione e apertamente fronteggiano gli schieramenti a distanza ravvicinata.
Un piccolo gruppo di manifestanti, vestiti di nero in stile Black Bloc e col volto coperto da fazzoletti e maschere, che partecipava al corteo proPal di Udine, è stato allontanato dal servizio d'ordine del Comitato per la Palestina da piazza Primo Maggio, dove stava cercando di entrare in contatto con lo schieramento della polizia in tenuta antisommossa. Il loro allontanamento dalla piazza è stato sottolineato da numerosi applausi.

(Adnkronos) - Momenti di tensione a Udine, dove si gioca la partita Italia-Israele per le qualificazioni ai Mondiali 2026, con scontri tra manifestanti pro-Pal e polizia, che ha dovuto far ricorso a lacrimogeni e idranti. In Piazza Primo Maggio, punto finale del corteo partito alle 18.15, con tre quarti d'ora di ritardo sulla tabella di marcia, alcuni partecipanti al corteo hanno sfondato il cordone di sicurezza del servizio d'ordine del Comitato per la Palestina di Udine, cercando il contatto fisico con il cordone di poliziotti schierato.
Lungo il percorso del corteo e in altri punti della città la polizia sta intervenendo con qualche lacrimogeno d'avvertimento e sparando con le lance ad acqua contro quei manifestanti che hanno divelto le barriere di protezione e apertamente fronteggiano gli schieramenti a distanza ravvicinata.
Un piccolo gruppo di manifestanti, vestiti di nero in stile Black Bloc e col volto coperto da fazzoletti e maschere, che partecipava al corteo proPal di Udine, è stato allontanato dal servizio d'ordine del Comitato per la Palestina da piazza Primo Maggio, dove stava cercando di entrare in contatto con lo schieramento della polizia in tenuta antisommossa. Il loro allontanamento dalla piazza è stato sottolineato da numerosi applausi.
A corteo finito, per le vie di Udine non si sono fermati gli scontri a distanza tra alcuni gruppi di manifestanti pro-Pal e la polizia. Transenne e barriere artificiali sono state spostate in mezzo alle strade con lanci di sassi, di bottiglie, di pezzi di grondaie divelti da alcune case. La polizia ha risposto con un intenso lanci di lacrimogeni e con gli idranti dei propri mezzi antisommossa e quelli dei vigili del fuoco e sta seguendo l'evolversi della situazione anche dall'alto con gli elicotteri.
Leggi tutto: Italia-Israele, tensione a Udine: scontri dopo corteo pro-Pal

(Adnkronos) - Momenti di tensione a Udine, dove si gioca la partita Italia-Israele per le qualificazioni ai Mondiali 2026, con manifestanti pro-Pal che hanno fronteggiato la polizia dopo il corteo. Gli agenti hanno dovuto far ricorso a lacrimogeni e idranti.
In Piazza Primo Maggio, punto finale del corteo partito alle 18.15, con tre quarti d'ora di ritardo sulla tabella di marcia, alcuni partecipanti al corteo hanno sfondato il cordone di sicurezza del servizio d'ordine del Comitato per la Palestina di Udine, cercando il contatto fisico con il cordone di poliziotti schierato.
Lungo il percorso del corteo e in altri punti della città la polizia sta intervenendo con qualche lacrimogeno d'avvertimento e sparando con le lance ad acqua contro quei manifestanti che hanno divelto le barriere di protezione e apertamente fronteggiano gli schieramenti a distanza ravvicinata.
Un piccolo gruppo di manifestanti, vestiti di nero in stile Black Bloc e col volto coperto da fazzoletti e maschere, che partecipava al corteo proPal di Udine, è stato allontanato dal servizio d'ordine del Comitato per la Palestina da piazza Primo Maggio, dove stava cercando di entrare in contatto con lo schieramento della polizia in tenuta antisommossa. Il loro allontanamento dalla piazza è stato sottolineato da numerosi applausi.
A corteo finito, per le vie di Udine non si sono fermati gli scontri a distanza tra alcuni gruppi di manifestanti pro-Pal e la polizia. Transenne e barriere artificiali sono state spostate in mezzo alle strade con lanci di sassi, di bottiglie, di pezzi di grondaie divelti da alcune case. La polizia ha risposto con un intenso lanci di lacrimogeni e con gli idranti dei propri mezzi antisommossa e quelli dei vigili del fuoco e sta seguendo l'evolversi della situazione anche dall'alto con gli elicotteri.
Molti manifestanti ,travisati e al grido di ‘Intifada’, hanno poi divelto le coperture di quasi tutti i tombini e numerosi cartelli stradali di Piazza Primo Maggio. Intanto si registrano i primi feriti, specie tra i manifestanti.

(Adnkronos) - Manita dell'Italia Under 21 di Silvio Baldini a Cremona contro l'Armenia, 5-1, nella quarta gara valida per le qualificazioni al prossimo Europeo di categoria oggi martedì 14 ottobre. Gli azzurrini sono ora a punteggio pieno nel loro girone, con 12 punti. Dopo un primo tempo difficile con un palo e un rigore sbagliato da Ndour, nella ripresa si sblocca l'Italia con Dagasso al 59' che sfrutta al meglio l'assist di Pisilli. Al 62' e al 71' arriva la doppietta di Camarda, mentre al 75' Fini sigla il 4-0. Poi al 78' dopo un errore del portiere azzurro Palmisani e Vardanyan accorcia le distanze per l'Armenia.
L'Italia chiude in dieci uomini per l'espulsione di Fortini per doppia ammonizione ma nel finale di gara prima arriva un altro legno colpito da Koleosho e poi al 91' Ekhator con un tiro di destro da centro area trova l'angolino in basso per il 5-1 finale.
Leggi tutto: Under 21, Italia-Armenia 5-1: doppietta super di Camarda e azzurrini a punteggio pieno

(Adnkronos) - L'Italia torna in campo. Oggi, martedì 14 ottobre, la Nazionale del ct Gennaro Gattuso affronta a Udine Israele nelle qualificazioni ai prossimi Mondiali, che si giocheranno tra Stati Uniti, Messico e Canada. Per gli azzurri si tratta di un match decisivo per agguantare un posto ai playoff, dopo il successo per 3-1 contro l'Estonia.
Italia-Israele è visibile in esclusiva sulla Rai, che trasmette la partita in tv in diretta su Rai 1. La partita sarà visibile anche in streaming su Rai Play.
La Nazionale tornerà poi in campo il 13 novembre, contro la Moldavia.
Leggi tutto: Qualificazioni Mondiali, oggi Italia-Israele - La partita in diretta

(Adnkronos) - L'Italia torna in campo. Oggi, martedì 14 ottobre, la Nazionale del ct Gennaro Gattuso affronta a Udine Israele nelle qualificazioni ai prossimi Mondiali, che si giocheranno tra Stati Uniti, Messico e Canada. Per gli azzurri si tratta di un match decisivo per agguantare un posto ai playoff, dopo il successo per 3-1 contro l'Estonia.
Italia-Israele è visibile in esclusiva sulla Rai, che trasmette la partita in tv in diretta su Rai 1. La partita sarà visibile anche in streaming su Rai Play.
La Nazionale tornerà poi in campo il 13 novembre, contro la Moldavia.
Leggi tutto: Tensione per corteo pro Pal prima di Italia-Israele - La diretta

(Adnkronos) - L'Italia torna in campo. Oggi, martedì 14 ottobre, la Nazionale del ct Gennaro Gattuso affronta a Udine Israele nelle qualificazioni ai prossimi Mondiali, che si giocheranno tra Stati Uniti, Messico e Canada. Per gli azzurri si tratta di un match decisivo per agguantare un posto ai playoff, dopo il successo per 3-1 contro l'Estonia.
Italia-Israele è visibile in esclusiva sulla Rai, che trasmette la partita in tv in diretta su Rai 1. La partita sarà visibile anche in streaming su Rai Play.
La Nazionale tornerà poi in campo il 13 novembre, contro la Moldavia.
Leggi tutto: Qualificazioni Mondiali, Italia-Israele 0-0 - La partita in diretta

(Adnkronos) - Diventano definitive le condanne per gli ex caporali della Folgore Alessandro Panella e Luigi Zabara, accusati di omicidio volontario in concorso per la morte di Emanuele Scieri, il 26enne allievo paracadutista della brigata Folgore trovato cadavere ai piedi di una torre di prosciugamento dei paracadute il 16 agosto 1999 nella caserma 'Gamerra' di Pisa, tre giorni dopo il decesso. I giudici della Prima Sezione Penale della Cassazione hanno rigettato i ricorsi degli imputati. La Corte di Assise di Firenze nel dicembre scorso aveva inflitto una condanna a 22 anni di reclusione (in primo grado erano 26) per Panella, e a 9 anni, 9 mesi e 10 giorni (anziché 18) per Zabara. Condanne divenute oggi definitive al pari delle pronunce di risarcimento dei danni in favore delle parti civili.
Il caso Scieri era stato riaperto nel 2017 dalla Procura pisana arrivando alla sentenza di primo grado il 13 ottobre 2023. Secondo la ricostruzione della Procura l'allievo parà dovette sottostare ad atti di nonnismo da parte degli "anziani" presenti in caserma nonostante si trovassero formalmente in licenza. I due imputati, con un terzo commilitone (assolto con rito abbreviato in primo grado e poi in appello il 28 febbraio 2024), la sera del 13 agosto del 1999, dopo averlo fatto spogliare e dopo averlo picchiato, avrebbero obbligato Emanuele Scieri a salire sulla torre di asciugatura dei paracaduti e poi avrebbero fatto pressione con gli scarponi sulle nocche delle sue dita. Quindi la caduta a terra della recluta e la fuga dei caporali, che gli procurò la morte: da qui la contestazione di omicidio volontario, perché l'ipotesi di omicidio preterintenzionale si è prescritta nell'agosto 2017. Secondo le perizie, il giovane morì dopo qualche ora di agonia e un soccorso immediato avrebbe potuto salvarlo.
“Sono emozionantissima, la verità alla fine è emersa e ora è definitiva”. Così all’Adnkronos Isabella Guarino, madre di Emanuele, dopo la sentenza. “Dopo tanti anni di battaglie è stata scritta finalmente la parola giustizia - commentano i legali della famiglia, gli avvocati Alessandra Furnari e Ivan Albo - Un ricordo speciale va al papà di Emanuele, che ha sempre combattuto affinché la verità venisse fuori”.
La sentenza della Cassazione è "la convalida dell'impostazione che avevamo dato fin dall'inizio a questa inchiesta". Lo ha detto all'Adnkronos l'ex procuratore di Pisa, Alessandro Crini, oggi magistrato in pensione, che nel 2017 aveva riaperto il caso. Dopo una vicenda giudiziaria "un po' travagliata e complessa", "da questo punto di vista la sentenza definitiva della Cassazione almeno per la famiglia è un debito pagato".
Leggi tutto: Caso Scieri, Cassazione conferma condanne per i due ex caporali

(Adnkronos) - Un ragazzo di 17 anni è stato ferito oggi, martedì 14 ottobre, con una coltellata alla coscia destra e trasportato in codice rosso all'ospedale San Filippo Neri, non in pericolo di vita.
E' successo alle 16.20 in via Cusino 55, a pochi passi dal parco di Selva Candida. Sul posto gli agenti delle volanti e di Primavalle che hanno identificato e portato in commissariato il presunto autore.
Leggi tutto: Roma, 17enne accoltellato alla coscia: il presunto aggressore portato in commissariato

(Adnkronos) - "I crampi a Shanghai? Ho fatto due giorni di pausa, poi ci siamo rimessi al lavoro. Mi sento bene fisicamente e mentalmente. Sono pronto per Riad e per i tornei di Vienna, Parigi e Torino". Jannik Sinner parla così dall'Arabia Saudita, alla vigilia del match di domani nei quarti del Six Kings Slam contro Stefanos Tsitsipas. Il numero 2 del ranking tornerà in campo nel torneo che mette in palio un montepremi stellare, di 6 milioni di dollari.
Sinner ha parlato della sfida con Tsitsipas ("È un avversario tosto, serve bene e cercherò di giocare al meglio"), ma anche dell'episodio che ha portato al suo ritiro a Shanghai: "I crampi? Credo fossero dovuti a un fattore mentale, non sono stato perfetto in quell’occasione. Ho parlato con il team, il mio comportamento non era buono". Il fuoriclasse azzurro ha poi aggiunto: "Se combini tutte le cose, il caldo, l’umidità, alla fine mi ha tirato giù e ho sentito fisicamente la situazione. È stato un errore mio, ma si impara da queste cose. I crampi possono succedere, non è successo solo a me".
Intanto, da Parigi 'chiamano' Jannik. Il Masters 1000 francese, a cui l'azzurro non ha partecipato un anno fa, si sposta da quest'anno nell'Arena della Defense, dopo quasi quarant'anni sui campi di Bercy. Il direttore del torneo Cedric Pioline ha provato a spingere Sinner alla partecipazione con un sorriso: "Per tornare numero uno entro fine anno, Jannik deve necessariamente passare anche per Parigi. Siamo ottimisti, ci sono punti importanti in palio per la classifica e a Sinner possono essere utili per tornare numero uno prima delle Atp Finals”.

(Adnkronos) - Arretra il mercato europeo, avanzano i costruttori cinesi e nel 2030 raggiungeranno quota 13%. È andato in scena a Milano l’evento dal titolo “Automotive, quale futuro - Reagire con decisione: basta parole!”, promosso da #ForumAutoMotive, il movimento di opinione sui temi legati alla mobilità a motore ideato dal giornalista Pierluigi Bonora, in occasione del decennale delle attività. Al centro dell'evento il “Green deal” e l’opportunità, ormai condivisa da settori crescenti della politica e del mondo automotive, di affrontare con grande pragmatismo le sfide inserite nel piano europeo, prevedendo diverse modalità e tempistiche, come anche recentemente ribadito anche dall’ex premier italiano Mario Draghi. Il promotore di #ForumAutoMotive, il giornalista Pierluigi Bonora, ha introdotto i lavori: “Abbiamo raccolto la richiesta delle associazioni automotive di poter esporre direttamente istanze e richieste ai parlamentari che ci rappresentano anche all’Europarlamento. Ne è scaturito un dibattito vivace e costruttivo con una serie di proposte per far in modo che a Bruxelles dalle parole si passi rapidamente ai fatti. Pena il “game over” del sistema automotive europeo. Con irrimediabili danni all’occupazione e la conseguenza di finire una volta per tutte nelle mani degli abili europei del settore”.
Emanuele Cordone, Director della Practice Automotive di AlixPartners, ha presentato un aggiornamento dell'AlixPartners Global Automotive Outlook. Secondo lo studio, il mercato europeo dell'auto nel 2025 è previsto in rallentamento (-2%), con crescita modesta attesa negli anni successivi. Intanto, i costruttori cinesi continuano a guadagnare terreno nel “vecchio Continente”, con una quota in aumento dall’8% del 2024 al 13% del 2030 (+0,8 milioni di veicoli fino al 2030, pari alla quasi totalità della crescita del mercato), a spese dei costruttori europei che vedono la loro quota ridursi dal 62% al 58%. Cordone ha evidenziato come si stia assistendo a un calo della profittabilità per gli Oem europei e americani, mentre i player cinesi migliorano i propri margini.
In Italia, il mercato resta debole rispetto al pre-Covid, frenato da prezzi in aumento e minore accessibilità. Crescono invece i brand cinesi con un prodotto competitivo e tecnologicamente avanzato. Sul fronte produttivo, per raggiungere l’obiettivo di un milione di unità servirebbero oggi più di due anni. Rispetto alla diffusione dell’elettrico, la crescita dei veicoli è modesta e ancora lontana dagli obiettivi del Green Deal. L’offerta dei veicoli BEV è prevista in aumento con lancio di nuovi modelli nel 2025-2027, ma la differenza di prezzo resta significativa in particolare sui segmenti A e B, mentre i veicoli con range extender (Reev) potrebbero aiutare a superare la “range anxiety” e favorire la diffusione dell’elettrico.
“In Italia”, ha concluso Cordone, “le emissioni delle nuove auto vendute restano stabili dal 2017, ma il parco circolante continua a invecchiare, e la quota di Bev e Phev rimane contenuta (circa 10% nella prima metà del 2025), con l’Italia che resta fanalino di coda nella crescita dell’elettrico rispetto ai principali paesi europei. In Italia, la quota di Bev e Phev è però più alta nelle flotte aziendali rispetto al mercato generale, con ulteriore spinta potenziale per il nuovo schema di incentivo fiscale previsto per il 2025. Il valore residuo dei Bev rimane però basso, soprattutto in Italia, ma questo potrebbe aprire nuove opportunità nel mercato dell’usato”. Poi, spazio alla nuova Automotive Eurotribuna Politica dal titolo “Automotive al bivio. Il sistema europeo è a fine corsa?”, e al confronto con i rappresentanti della filiera della mobilità, affiancati da esperti e dealer, moderati da Pierluigi Bonora, con interventi dei giornalisti David Giudici, Direttore de “L’Automobile”, e Umberto Zapelloni, responsabile delle pagine Mobilità de "Il Foglio",
Al cospetto del mondo della politica europea i diversi rappresentanti della filiera della mobilità presenti hanno potuto evidenziare le principali criticità che frenano lo sviluppo del settore. “Il mondo della componentistica è in apnea. Oggi la diagnosi è chiara, ma non si applica la cura. Siamo stanchi delle sole parole. Lo scorso anno abbiamo perso 100mila posti di lavoro. Decidiamo oggi la possibilità di rinviare di 5 anni la scadenza del 2035 di e di prevedere una quota di veicoli non Bev anche dopo il 2035. Il mercato è stato totalmente dimenticato dai regolamenti europei”, ha denunciato Roberto Vavassori, Presidente Anfia. Andrea Cardinali, Direttore Generale di Unrae: “In Italia abbiamo un problema evidente di fisco sull’auto aziendale che ci trasciniamo da anni, ulteriormente appesantito da una recente norma sul fringe benefit che ha peggiorato la situazione. Occorre intervenire. Le Case automobilistiche chiedono chiarezza in una direzione o nell’altra per poter continuare a pianificare investimenti di milioni di euro”.
In rappresentanza della filiera elettrica è intervenuto Fabio Pressi, Presidente di Motus-E: “Abbiamo perso di vista l’obiettivo. Il problema oggi non è l’elettrico, ma che i produttori cinesi risultano più competitivi. Cerchiamo di capire come essere competitivi sulle batterie e sul loro riciclo, siamo già in ritardo”.
Gianni Murano, Presidente di Unem: “L’attuale normativa europea per la decarbonizzazione dei trasporti stradale non solo non sta generando l’atteso cambiamento del parco veicolare ma ha generato una sensibile riduzione delle vendite auto con pesanti ripercussioni sull’industria automotive e sull'occupazione. Abbiamo più volte richiamato l’attenzione sulla necessità di correttivi che legittimino realmente la libertà tecnologica liberando investimenti in nuovi carburanti rinnovabili e low carbon. Nonostante le tante parole spese sulla neutralità tecnologica, ad oggi si è ancora fermi all’enunciazione senza che si vedano atti concreti. Il settore richiama ancora quel senso di urgenza per intervenire sugli attuali regolamenti europei che consentano realmente di conteggiare le emissioni di CO2 sull’intero ciclo di vita e liberi le potenzialità di sviluppo dei low carbon fuels”. Maria Rosa Baroni, Presidente di Ngv: “Se non verranno prese adeguate decisioni per accogliere anche il biometano tra le motorizzazioni a zero emissioni, siamo pronti a manifestare con camion e vetture davanti al Parlamento europeo”. Matteo Cimenti, Presidente di Assogasliquidi-Federchimica si è rivolto ai politici dando loro piena disponibilità a supportare le scelte politiche di contrasto al diktat europeo al tutto elettrico, aggiungendo: “Le posizioni delle associazioni sono oggi allineate: se le auto non si comprano, protestare a Bruxelles diventa una risposta concreta”.
Simonpaolo Buongiardino, Presidente di Confcommercio Mobilità-Federmotorizzazione ha poi evidenziato: “Oggi c’è una larga maggioranza che ritiene che vadano cambiate le regole affidandosi alla neutralità tecnologica, ma esclusivamente per ragioni politiche e di poltrone non si possono mettere in discussione le decisioni assunte con il Green Deal”. In risposta alle istanze espresse dal settore, Paolo Borchia, Eurodeputato, Coordinatore ID in Commissione Itre, ha precisato: “Prendo atto che oggi molti di quelli che hanno avallato determinate decisioni sul green deal stanno cambiando idea. Oggi non c’è più tempo, i limiti previsti per la transizione al 2025 al full electric sono ormai evidenti a tutti. Resta inevasa la domanda: come genereremo l’elettricità necessaria alla transizione del nostro parco circolante? Ci auguriamo di fare presto passi in avanti a livello europeo in direzione della revisione dei regolamenti”.
Guido Guidesi, Presidente dell'Alleanza tra le 40 Regioni Europee Automotive e Assessore alla Sviluppo economico della Regione Lombardia: “Il prossimo dialogo strategico rischia di essere tardivo per il mercato automotive. Le scelte prese a livello europeo stanno provocando evidenti danni sul piano sociale e industriale. È stato un errore clamoroso limitare il futuro della mobilità al solo elettrico. Non si è data opportunità alla ricerca e all’innovazione tecnologica di poter operare liberamente”. Massimiliano Salini, Eurodeputato In Commissione Industria U, ha evidenziato: “La lettera di due ministri italo-tedeschi sulla possibilità di un cambio di passo sulla strategia del green deal sull’auto è un buon segnale, ma resta molto da fare. Non esistono le condizioni abilitanti per attivare una transizione elettrica nei modi e nei tempi individuati e questo sarà recepito nella proposta di revisione che vedrà la luce tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026. La convivenza tra le diverse tecnologie è la vera essenza della neutralità tecnologica. Dobbiamo sostenere ricerca e innovazione, liberandola dai dogmi del tutto elettrico”.
Gli ha fatto eco Fabio Raimondo, Capogruppo Fratelli d’Italia Commissione Trasporti Camera dei Deputati: “Le navi cinesi che trasportano oltre 9mila veicoli nei porti italiani sono la chiara testimonianza della distruzione di diverse decine di migliaia di posti lavoro della componentistica e dell’indotto automotive. Per camion, veicoli commerciali e bus bisogna investire su carburanti strategici (biofuel su tutti), alternativi all’elettrico. È necessario ripristinare il principio della neutralità tecnologica”.
Tra gli interventi di interesse anche quello di Andrea Taschini, Manager e Advisor Automotive e Mario Verna, General Manager di Queen Car Torino, e Alessandro Mortali, Senior Advisor. Taschini ha indicato come: “Chi pensa di battere i concorrenti cinesi sulle auto è destinato a essere sconfitto. Ecco perché bisognerebbe sottoporle a dazio o addirittura contingentarle”. Verna si è chiesto e ha domandato ai rappresentanti politici se l’automotive resti ancora un settore strategico per l’Europa. Mortali ha infine posto l’accento sulla componentistica e su come molte industrie in Italia stiano sparendo.

(Adnkronos) - “Risulta che l’Italia abbia scalato 7 posizione negli anni di governo Meloni in attrattività. Nel 2022 eravamo 22esimi, ora 16esimi, in controtendenza con l’Europa. Abbiamo attratto 35 miliardi in investimenti green field, più di quanti ne abbiano ottenuti gli altri paesi europei”. Lo ha detto oggi il ministro delle Imprese e Made in Italy, Adolfo Urso, intervenendo al Digital Innovation Forum.
Leggi tutto: ComoLake, Urso: "Con governo Meloni Italia più attrattiva"
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