(Adnkronos) - "Ho preso il fucile e ho sparato: ho fatto quello che andava fatto”. È questa una delle frasi più agghiaccianti agli atti dell’inchiesta della Procura di Lucca sul duplice omicidio avvenuto a Pieve, frazione del comune di Camaiore, dove Piero Moriconi, 63 anni, ha ucciso la moglie Kety Andreoni, 52 anni, e il figlio Mirko Moriconi, 24 anni, all’interno dell’abitazione familiare. Un’altra frase, riferita agli inquirenti e pronunciata dopo l’arrivo dei carabinieri, “Mi sono liberato”, viene ora analizzata dagli investigatori insieme al quadro complessivo di una vicenda che, secondo quanto emerso, sarebbe stata segnata da una premeditazione maturata almeno nelle tre settimane precedenti al delitto.
L’uomo, secondo una ricostruzione investigativa riportata dall'Adnkronos, avrebbe infatti iniziato a elaborare l’idea di uccidere moglie e figlio circa venti giorni prima, in un contesto di tensioni familiari crescenti, legate - secondo quanto riferito dallo stesso indagato - ai contrasti con il figlio, che manifestava la propria omosessualità apertamente e il desiderio di intraprendere un percorso per cambiare sesso. “Era matto mio figlio”, avrebbe ripetuto il 63enne nel corso dell’interrogatorio. "E mia moglie difendeva sempre Mirko", accennando anche al fatto che sarebbe stato picchiato da lei.
Piero Moriconi, muratore di professione, si trova ora detenuto nel carcere di Lucca dopo il fermo eseguito dai carabinieri su disposizione della Procura, coordinata dal pubblico ministero Elena Leone. Il suo interrogatorio, protrattosi per diverse ore, ha fornito agli investigatori una prima ricostruzione del movente, incentrato su conflitti familiari, dissidi economici e rapporti sempre più deteriorati con moglie e figlio. “Abbiamo litigato. È stata l’ennesima discussione per i soldi”, avrebbe raccontato l’uomo agli inquirenti, ricostruendo gli istanti precedenti al gesto. In un’altra passaggio dell’interrogatorio, avrebbe aggiunto: “Mio figlio continuava a chiedere soldi”. Parole che gli investigatori stanno verificando alla luce delle testimonianze e del contesto complessivo, ancora in fase di definizione.
Il duplice omicidio si è consumato nel pomeriggio di mercoledì 24 giugno nella casa dove la convivenza tra i tre si era trasformata nel tempo in un progressivo accumulo di tensioni. Da almeno quattro anni la situazione era diventata tesa, al punto che sui social il 12 ottobre 2022 Mirko aveva scritto: "Ragazzi è brutto pensare che un padre ti preferisca morto piuttosto che gay". L’arma utilizzata per il duplice delitto, un fucile da caccia regolarmente detenuto, è stata impiegata a distanza ravvicinata contro le vittime. Al momento dell’intervento dei carabinieri, l’uomo non ha opposto resistenza.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il quadro familiare sarebbe stato segnato da conflitti reiterati e da una frattura sempre più profonda tra padre e figlio. Mirko, lavorava nel settore della ristorazione e aveva una forte passione per la musica, che lo portava a esibirsi anche durante serate di intrattenimento nei locali della Versilia, facendosi chiamare Michelangelo Andreoni, utilizzando il cognome della madre a cui era legatissimo. Era conosciuto nell’ambiente lavorativo come un ragazzo socievole e molto presente nella vita sociale del territorio.
La madre, Kety Andreoni, lavorava da anni come operatrice socio-sanitaria in una struttura per anziani della zona. Colleghi e responsabili la descrivono come una presenza stabile e affidabile, profondamente integrata nel tessuto umano della residenza
Il giovane 24enne, secondo quanto emerge da testimonianze e contenuti sui social, aveva più volte raccontato pubblicamente il proprio disagio familiare. In alcuni messaggi aveva descritto il rapporto con il padre come estremamente conflittuale, arrivando a riferire frasi di rifiuto e incomprensione legate alla propria identità personale come "ragazzo gay". Il contesto domestico, secondo quanto riferito da più fonti, era segnato da litigi frequenti, talvolta udibili anche all’esterno dell’abitazione. Alcuni vicini hanno parlato di urla e discussioni ricorrenti, e in almeno un’occasione recente sarebbe stato richiesto l’intervento dei soccorsi per una situazione di forte tensione.
Gli investigatori stanno inoltre verificando le dichiarazioni dell’indagato relative a presunti problemi comportamentali del figlio e a difficoltà economiche che avrebbero aggravato il rapporto familiare. Tali elementi, al momento, non trovano riscontri definitivi e restano oggetto di approfondimento.
Nel giorno successivo alla tragedia, la comunità di Camaiore si è svegliata sotto il segno del lutto cittadino. Negozi chiusi, bandiere a mezz’asta e il suono delle campane a morto hanno accompagnato le prime ore di una giornata segnata dal silenzio. Il sindaco Marcello Pierucci ha parlato di "un dolore profondo" che attraversa l’intero territorio. "Quanto accaduto a Camaiore ci lascia attoniti: le vite di una madre e di suo figlio sono state spezzate in modo folle e drammatico, in un contesto familiare segnato da un profondo disagio. Gli accertamenti in corso da parte della magistratura chiariranno le ragioni di questo sconsiderato gesto del marito e padre”, ha detto l'arcivescovo di Lucca, Paolo Giulietti.
La Procura di Lucca prosegue ora gli accertamenti per chiarire la dinamica esatta del delitto e definire con precisione la genesi della premeditazione, mentre si attende la convalida del fermo, fissata davanti al giudice per domani, e l’esito degli esami medico-legali.

(Adnkronos) - Gli italiani continuano a consumare i salumi, ma desiderano informazioni più approfondite e verificabili sul loro profilo nutrizionale e sul loro impatto sulla salute. Sono i risultati di una indagine diffusi per l’avvio della campagna informativa ‘Buoni a sapersi’, da parte di Ivsi– Istituto valorizzazione salumi italiani, con il sostegno di Assica – Associazione industriali delle carni e dei salumi. Al centro della campagna trova spazio l’Osservatorio di Ivsi, un progetto dedicato al monitoraggio delle percezioni dei consumatori e delle conversazioni online sui salumi, con l’obiettivo di promuovere una corretta informazione scientifica e contrastare eccessive semplificazioni e allarmismi, in un panorama informativo molto spesso impreciso e frammentato.
L’Osservatorio - informa una nota - nasce da una doppia attività di indagine realizzata con il supporto dell’ente di ricerca AstraRicerche, che ha coinvolto oltre 1.200 italiani tra i 18 e i 70 anni nel mese di giugno, e di Extreme, società specializzata nell'analisi strategica delle conversazioni web e social e nella data intelligence, che ha analizzato oltre 10mila contenuti pubblicati online tra novembre 2025 e maggio 2026. Alla campagna Buoni a Sapersi sarà inoltre dedicato un sito web – salumi-buoniasapersi.it – che ospiterà i dati dell’Osservatorio e offrirà approfondimenti e informazioni utili su salumi e nutrizione, oltre a contenuti finalizzati a “sfatare falsi miti ed eccessive semplificazioni” che ancora persistono sui prodotti di questo settore. La campagna coinvolgerà anche i social media e vedrà il coinvolgimento di alcuni professionisti e creator specializzati in nutrizione e divulgazione scientifica.
Nel dettaglio i risultati evidenziano che oltre il 60% degli intervistati dichiara di consumare salumi almeno una volta alla settimana, mentre solo il 4,8% non li consuma mai. Il consumo quotidiano resta invece marginale (2,3%), confermando che questi prodotti rappresentano una presenza stabile, ma generalmente moderata, nelle abitudini alimentari del Paese. Nonostante ciò - riferisce la nota - il 38,1% degli italiani afferma di sentirsi poco o per nulla informato sui valori nutrizionali dei salumi, mentre appena il 7,8% si considera molto informato. Vi sono poi diversi fattori che impensieriscono gli italiani: le principali preoccupazioni riguardano la presenza di conservanti e additivi (40,1%), l’impatto sulla salute (37,3%) e la provenienza della carne (26,2%).
“Le principali preoccupazioni emerse dall’indagine sono molto chiare: il consumatore vuole sapere non solo se un prodotto è buono, ma anche se è sicuro, da dove proviene, come è stato prodotto e quale ruolo può avere nella sua alimentazione - spiega Elisabetta Bernardi, specialista in Scienza dell’alimentazione, biologa e nutrizionista - A queste domande non bisogna rispondere con semplificazioni, ma con trasparenza: spiegando le funzioni degli ingredienti, la regolamentazione dei processi, la qualità della filiera e soprattutto il concetto di porzione, frequenza e contesto alimentare”.
Secondo l’esperta, “bisogna fornire risposte che spieghino che gli additivi presenti nella lista ingredienti hanno funzioni precise e che i processi produttivi sono sottoposti a norme e controlli. Sale, spezie, eventuali ulteriori conservanti o antiossidanti vanno letti come componenti che possono contribuire alla conservazione, alla sicurezza microbiologica, alla stabilità e alla qualità sensoriale del prodotto, sempre nel rispetto della normativa e con dichiarazione in etichetta. Allo stesso tempo - chiarisce - per una corretta informazione nutrizionale, è essenziale parlare di porzione, frequenza e contesto: un salume consumato in quantità moderate, non quotidianamente, e inserito in un pasto ricco di verdure, frutta, cereali integrali o legumi ha un significato molto diverso da un consumo frequente, abbondante e isolato”.
Uno dei dati più significativi emersi dalla survey riguarda la percezione della disinformazione: il 36,2% degli intervistati considera esagerata l’affermazione secondo cui i salumi sarebbero tutti ricchi di conservanti, il 31,2% ritiene eccessiva l’idea che possano provocare il cancro, mentre il 26,6% non condivide la convinzione che non possano far parte di una dieta sana ed equilibrata. Solo il 15,3% degli italiani ritiene che sul tema dei salumi in realtà non esistano semplificazioni eccessive o fake news. Di fronte a una delle affermazioni più radicali – ‘i salumi sono cancerogeni e andrebbero evitati completamente’, che estremizza l’inserimento dei salumi nel Gruppo 1 della classificazione Oms/Iarc – quasi il 60% degli intervistati - si legge nella nota - si dichiara in disaccordo, segnale di un approccio generalmente equilibrato e meno incline agli estremismi; d’accordo con questa posizione è il 31,9% degli intervistati. “Il termine ‘cancerogeno’, spesso percepito dall'opinione pubblica come sinonimo di pericolo assoluto - riporta la nota - in ambito scientifico indica semplicemente la presenza di evidenze che collegano un determinato fattore a un aumento del rischio di sviluppare alcune forme di tumore”. Nel caso dei salumi e, più in generale, delle carni lavorate, le evidenze scientifiche disponibili indicano che “un consumo frequente ed elevato possa essere associato a un aumento del rischio relativo di alcune patologie oncologiche. Tuttavia, questo dato deve essere interpretato all'interno di un quadro più ampio che comprende quantità consumate, frequenza di assunzione, stile di vita, attività fisica e qualità complessiva della dieta”. Per questo motivo, “le raccomandazioni nutrizionali non prevedono l’eliminazione totale dei salumi, bensì un consumo moderato e coerente con una dieta varia ed equilibrata”.
L’indagine mostra che il 65,5% degli italiani considera i salumi compatibili con una dieta sana ed equilibrata. Anche dalle conversazioni online analizzate da Extreme emerge una visione sempre più orientata al concetto di equilibrio: gli utenti non si interrogano tanto sul singolo alimento, quanto sulle modalità e sulla frequenza di consumo.
“Non tutti i salumi hanno le stesse caratteristiche e, quando presenti, conservanti e additivi sono regolamentati, dichiarati in etichetta e utilizzati con specifiche funzioni di sicurezza e conservazione - precisa Bernardi - I dati in tema di rischio oncologico riflettono una maggiore attenzione alle evidenze scientifiche, che associano l’aumento del rischio soprattutto a consumi elevati e abituali di carni lavorate. La prevenzione nutrizionale, tuttavia, non consiste soltanto nel ridurre alcuni alimenti, ma nel costruire un modello alimentare complessivamente equilibrato. Nel caso del tumore del colon-retto, ad esempio, oltre a limitare gli eccessi è importante garantire un adeguato apporto di fibra attraverso verdura, frutta, legumi e cereali integrali, alimenti che favoriscono la salute intestinale e contribuiscono alla qualità della dieta. Anche il consumo adeguato di latte, yogurt e derivati può svolgere un ruolo favorevole grazie all’apporto di calcio. Il messaggio più corretto, quindi, non è semplicemente ridurre, ma costruire meglio il piatto”.
L’analisi condotta da Extreme conferma che il rapporto tra salumi e salute rappresenta oggi uno dei principali driver della conversazione digitale sul tema. Se al primo posto - Contin la nota - si collocano i contenuti gastronomici – il 37,1% delle conversazioni – il tema ‘salute e salumi’ si posiziona al secondo posto con il 14,8% di Share of Voice e oltre 237 milioni di visualizzazioni potenziali. Nel dettaglio, i temi più discussi riguardano frequenza di consumo, compatibilità con una dieta equilibrata, presenza di additivi, nitriti e nitrati, sicurezza alimentare e interpretazione della classificazione Oms/Iarc delle carni lavorate. Tra i principali fattori “negativi”, online emergono le preoccupazioni relative alla sicurezza alimentare e alle possibili contaminazioni (12,7%), insieme ai temi della cancerogenicità e del rischio tumori (11,9%), spesso però affrontati con semplificazioni o toni allarmistici. “Il consumatore continua a vivere i salumi come alimenti di gusto, tradizione e convivialità, ma chiede anche criteri chiari per inserirli correttamente nella dieta - osserva Bernardi - Le preoccupazioni per sicurezza alimentare e contaminazioni, pari al 12,7%, e quelle per cancerogenicità e rischio tumori, pari all’11,9%, vanno distinte e spiegate. Il messaggio nutrizionale più corretto non è isolare il singolo alimento, ma guardare al modello complessivo. La prevenzione non si costruisce solo riducendo alcuni consumi, ma anche aumentando alimenti protettivi, come fibra da verdura, frutta, legumi e cereali integrali, e un adeguato apporto di calcio da latte, yogurt e derivati”.
In un ecosistema informativo sempre più frammentato, gli italiani continuano a riconoscere il valore delle fonti scientifiche qualificate. Per il 54,4% degli intervistati, medici e nutrizionisti rappresentano il principale punto di riferimento per informarsi correttamente sui temi dell’alimentazione. Proprio per questo nasce l’Osservatorio: uno strumento permanente di ascolto, monitoraggio e divulgazione, pensato per raccogliere dubbi e domande dei consumatori e offrire risposte fondate sui dati, favorendo un confronto trasparente tra cittadini, professionisti della salute, media e mondo produttivo.
Nel caso del prosciutto cotto, nonostante il ritorno nel dibattito pubblico di temi legati alla salute e alla già citata classificazione Oms/Iarc delle carni lavorate, le abitudini di consumo sono rimaste sostanzialmente stabili. “Il 58,7% degli italiani - precisa la nota - dichiara infatti di non aver modificato il proprio consumo di prosciutto cotto nell'ultimo anno, mentre il 17,8% lo ha aumentato. La percezione del prodotto rimane prevalentemente positiva”. Tra gli aspetti maggiormente apprezzati emergono la sua adattabilità a tutta la famiglia (49,5%), la compatibilità con una dieta equilibrata (42,2%), la digeribilità (31,7%) e l’apporto proteico (31,2%). L’analisi delle conversazioni online conferma questa immagine. “Il prosciutto cotto mantiene un forte valore non solo nutrizionale, ma anche affettivo e culturale per gli italiani - sottolinea la nutrizionista - Il 36,3% lo associa ai propri ricordi e il 59% lo consuma ancora oggi soprattutto in panini e toast, a conferma della sua familiarità nella quotidianità. Questo aspetto è rilevante perché le raccomandazioni nutrizionali devono tenere conto anche delle abitudini reali delle persone. Inserito in preparazioni equilibrate, insieme a cereali integrali, verdure e frutta, il prosciutto cotto può contribuire a un modello alimentare coerente con la dieta mediterranea”.
I dati rilevati “dalle ricerche condotte - riassume Monica Malavasi, direttrice Ivsi - ci restituiscono l'immagine di un consumatore attento, consapevole e desideroso di comprendere meglio il rapporto tra alimentazione e salute, ma mostrano chiaramente che sul tema dei salumi esistono ancora dubbi, percezioni distorte e informazioni spesso semplificate o decontestualizzate. Per questo abbiamo deciso di dare vita all'Osservatorio di Ivsi: uno strumento permanente di ascolto e monitoraggio che ci consentirà di intercettare le domande dei consumatori e contribuire a un dibattito pubblico fondato sui dati e sulle evidenze scientifiche. Il nostro obiettivo è affrontare le questioni che vengono sollevate con trasparenza, rigore e responsabilità, offrendo informazioni corrette e verificabili su prodotti che fanno parte della tradizione alimentare italiana e che, se consumati con equilibrio - conclude - trovano spazio all'interno di uno stile di vita sano”.

(Adnkronos) - “Il tema del beneficiario effettivo è un tema importante che merita una grande attenzione sia nel quadro giuridico esistente, sia da parte del legislatore. Se vogliamo iniziare dal primo profilo, dal punto di vista dell'approccio delle società italiane che distribuiscono dividendi, bisogna essere molto cauti e molto prudenti nella valutazione della sussistenza, delle condizioni che portano alla distribuzione di dividendi in esenzione d'imposta o con agevolazioni di vario tipo. Di conseguenza bisogna prestare una grande attenzione sull'acquisizione di tutta la documentazione probatoria che in qualche modo giustifica l'operato del sostituto”. Sono le parole di Annalisa Cazzato, EY Tax, in occasione dell’Ey Tax Talk. L’appuntamento, svoltosi a Milano, ha permesso a professionisti e istituzioni di approfondire i principali temi di attualità fiscale, come le novità introdotte dalla riforma fiscale e dalla legge di bilancio, e i più recenti sviluppi in ambito internazionale.
E prosegue: “Avere un sostituto d'imposta italiano significa avere per l'amministrazione finanziaria italiana un soggetto con cui, in qualche modo, prendersela e quindi un soggetto che viene sottoposto ad attività di accertamento e verifica. Il tema è molto complesso, non esiste una normativa certa di applicazione e i contorni delle norme applicabili sono molto labili perché condizionati dagli interventi degli organi giurisprudenziali internazionali e nazionali”
Cazzato conclude: “In uno scenario che mina la certezza del comportamento del distributore italiano, noi intendiamo farci promotori dell'adozione di misure legislative che regolino in maniera più netta e chiara i profili di responsabilità e gli obblighi del sostituto. Tutto questo nell'interesse delle aziende italiane, ma anche nell'interesse dell'attrazione dei capitali stranieri che vengono in Italia e possono contare su politiche di distribuzione dei dividendi molto più serene da parte delle imprese del tessuto nazionale”.

(Adnkronos) - Un treno regionale si è bloccato questo pomeriggio all'altezza di piazza Sire Raul, a Milano, vicino alla stazione di Lambrate. A bordo - a quanto apprende l'Adnkronos - ci sarebbero circa trecento passeggeri, bloccati al caldo senz'aria condizionata da circa un'ora. Sul posto sono presenti il 118, i vigili del fuoco, con tre mezzi, la protezione civile e la polizia locale.
Rfi sul suo sito informa gli utenti che "dalle 15.30 la circolazione ferroviaria è rallentata in prossimità di Milano Lambrate per accertamenti tecnici alla linea elettrica" e rassicura sul fatto che "è in corso l'intervento dei tecnici di Rfi". Trenord annuncia "ritardi medi di 40 minuti, possibili variazioni di percorso e cancellazioni".

(Adnkronos) - "Siamo fiduciosi nella giustizia e nel buon esito del procedimento giudiziario". Lo dice all'Adnkronos l'avvocato Francesco Bianco, che difende Raz Degan davanti al tribunale di Brindisi in relazione a un episodio avvenuto in un trullo di proprietà dell'attore tra Cisternino e Ostuni, il 31 luglio del 2024. In quella occasione ci sarebbe stata una lite con un elettricista che nell'abitazione aveva effettuato alcuni lavori. Degan è accusato di violenza privata ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni.
Dopo l'udienza predibattimentale, è stata disposta la prosecuziuone del giudizio ed è stato fissato al 2 ottobre prossimo l'inizio del dibattimento vero e proprio davanti al giudice monocratico. All'origine del litigio ci sarebbero stati proprio i lavori effettuati nel trullo dall'artigiano. La presunta vittima presentò una denuncia accusando l'attore di avergli sottratto il telefonino e le chiavi dell'auto.

(Adnkronos) - "Abbiamo avuto il primo contratto firmato, il primo giocatore della squadra sarà Nico Mannion per il Roma Basket". Così Luka Doncic ha ufficializzato la prima firma del Basketball Club Roma SPQR, in visita al Playground di Scalo San Lorenzo. La stella dei Los Angeles Lakers e rappresentante del nuovo Club di Roma, società che parteciperà al Campionato di Serie A nella stagione sportiva 2026/2027 oggi ha anche incontrato il presidente della Federbasket Giovanni Petrucci per parlare dei temi legati allo sviluppo della pallacanestro nella Capitale, e nel pomeriggio lo stesso Doncic ha incontri previsti anche il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, l'assessore allo Sport Alessandro Onorato, il Ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, e le autorità di Sport e Salute il presidente Marco Mezzaroma e l'ad Diego Nepi Molineris che gli faranno conoscere il centrale del Foro Italico, oggetto di copertura per permettere al club tra due anni di poter giocare le gare interne lì.
Intanto Roma potrebbe diventare la prima città a passare, da una stagione all'altra, dall'assenza di squadre nella massima categoria ad averne addirittura due. Il percorso della franchigia di Doncic prosegue dopo aver raggiunto con il presidente del Coni Luciano Bonfiglio l'accordo per l'utilizzo, per gli allenamenti ed il trattamento degli atleti, del Centro Di Preparazione Olimpica "Giulio Onesti". Per quanto riguarda invece le partite casalinghe di LBA ed Eurocup è vicino l'accordo che porterebbe il club al Palazzetto dello Sport di Piazzale Apollodoro.

(Adnkronos) - Un bambino di 3 anni è morto in Francia, in condizioni meteo estreme per l'ondata di caldo, dopo essere stato lasciato in auto. Il piccolo, riferisce l'agenzia Afp, nella giornata di ieri caratterizzata da altissime temperature è stato lasciato nell'abitacolo di un auto a Saint-Gratien, nella Val-d'Oise. Il bambino è stato "trovato dai genitori nel veicolo parcheggiato davanti alla loro abitazione", ha riferito una fonte della polizia, mentre i vigili del fuoco hanno confermato il decesso. Secondo le prime ricostruzioni, la mamma si sarebbe addormentata con l'altro figlio, un bimbo di 18 mesi, mentre il padre sarebbe stato impegnato in lavori in giarino. Secondo la ricostruzione della procura, il bambino di 3 anni sarebbe entrato da solo nell'auto parcheggiata con le portiere sbloccate.
Mercoledì 24 giugno, evidenzia Le Figaro, è stata già la giornata più calda mai registrata in Francia, con una temperatura massima media giornaliera di 30 gradi. Il record di temperature massime, già battuto il giorno precedente, è stato nuovamente superato con una media di 38,5 gradi. In archivio anche la 'notte da record': la temperatura minima rilevata da 30 stazioni di riferimento si è attestata a 22 gradi. Il precedente primato, stabilito tra lunedì e martedì, era di 21,6 gradi. Il caldo record aumenta la pressione sulle strutture sanitarie. A Parigi, mercoledì sono stati registrati 25 arresti cardiaci in 24 ore: di media, si segnalano quotidianamente meno di 10 episodi, ha evidenziato il ministero della Salute.
Il sindaco di Parigi, Emmanuel Gregoire, nelle ultime ore ha fatto genericamente riferimento a un "aumento della mortalità" nella capitale a causa dell'ondata di calore. "La mortalità è in aumento, abbiamo quasi tutti gli indicatori che segnalano una situazione difficile. Questo comprende le chiamate al servizio di emergenza medica, le chiamate ai vigili del fuoco, i ricoveri al pronto soccorso e i decessi", ha detto all'emittente TF1, precisando che "spetta alle autorità sanitarie" comunicare dati puntuali.
Il quadro meteo cambierà marginalmente nelle prossime ore. Venerdì 26 giugno, 61 dipartimenti saranno in allerta rossa per caldo estremo (oggi sono 72) e 25 in allerta arancione, ha annunciato Meteo-France. "L'aria più calda si sposterà gradualmente verso est attraverso il Paese, mentre temporali localmente rilevante nella tarda serata di giovedì porteranno aria relativamente più fresca da ovest", secondo le previsioni, che prospettano "un graduale calo delle temperature lungo la costa atlantica".
Il Teatro Garau di Oristano sarà gestito dal Teatro di Sardegna,
unico Teatro delle Città (Tric) riconosciuto dal Mic in Sardegna.
La Giunta Sanna ha approvato la proposta di partenariato
pubblico-privato per la gestione e valorizzazione nei prossimi 5
anni. Si punta a una infrastruttura culturale che opera durante
tutto l'anno, luogo di produzione artistica, formazione,
partecipazione e sviluppo territoriale.
Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....

(Adnkronos) - Esperti della comunità scientifica italiana e internazionale, e rappresentanti delle istituzioni, si sono riuniti a Roma per discutere il futuro della salute orale, il valore della prevenzione e il contributo della ricerca al benessere delle persone. L'occasione è il Congresso internazionale della salute orale (Ciso) in corso a Roma, oggi all'Auditorium della Conciliazione e domani alla Camera dei deputati per la cerimonia conclusiva e la firma del primo Manifesto della salute orale. "Un evento fortemente voluto da Curasept per il suo 25esimo anniversario, nato con l'obiettivo di offrire al Paese uno spazio di riflessione e confronto sul valore della prevenzione. La prima giornata del congresso - si legge in una nota - è incentrata al confronto scientifico e multidisciplinare sui temi della prevenzione, della ricerca clinica e dell'impatto della salute orale sulla qualità della vita. Ad aprire i lavori Andrea Lemma, Id Curasept, seguito dai saluti istituzionali di Andrea Piccioli, direttore generale dell'Istituto superiore di sanità".
Il programma entrerà quindi nel vivo con il tavolo tecnico 'Prevention and Clinical Research in Europe', che vedrà il contributo di alcuni tra i più autorevoli esperti europei del settore: David Herrera, Dean della Universidad Complutense de Madrid, e Dagmar Else Slot della Vrije Universiteit Amsterdam. Moderato da Filippo Graziani, past president della European Federation of Periodontology (Efp), il confronto approfondirà le più recenti evidenze scientifiche e le prospettive della ricerca clinica in Europa, evidenziando il ruolo strategico della prevenzione per la sostenibilità dei sistemi sanitari. La salute orale sarà poi affrontata nella sua dimensione più ampia attraverso il dialogo 'Benessere generale, fisico e relazionale', che metterà in luce le connessioni tra salute della bocca, equilibrio psicofisico e qualità delle relazioni sociali. Interverranno Carlo Cafiero, dell'università Federico II, e Maria Beatrice Toro, direttrice di Scint, con la moderazione di Giordano Bordini, Dds.
Tra i momenti centrali della giornata, la tavola rotonda dedicata a 'Salute orale e qualità della vita in pazienti con fattori di rischio e special needs' analizzerà le esigenze di persone fragili e pazienti con particolari condizioni cliniche, sottolineando l'importanza di percorsi di prevenzione e assistenza personalizzati. Al confronto parteciperanno Valentina Teresa Giuliani Rò (Aidi), Gianluca Russo, presidente Iip, e Ludovico Sbordone della Fondazione Sidp, moderati dal farmacista Ambrogio Marcelletti. Spazio anche all'approfondimento scientifico con le relazioni 'La chimica che cura, oltre l'Oral Care', a cura di Restituta Castellaccio, ed 'Evidence-Based Medicine', affidata a Marta Giovannardi, dedicate all'evoluzione delle conoscenze scientifiche e al valore dell'innovazione supportata dalle evidenze cliniche.
La giornata si concluderà con la tavola rotonda internazionale 'The mission of scientific societies: yesterday, today and tomorrow', un confronto sul ruolo delle società scientifiche nella diffusione della conoscenza, nella formazione dei professionisti e nella promozione della salute pubblica. Interverranno Raffaele Cavalcanti, presidente eletto della Società italiana di parodontologia e implantologia (Sidp), Tiziano Testori, presidente del Lake Como Institute, e Nicola West, president Elect della European Federation of Periodontology (Efp), moderati da Matteo Basso, co-fondatore Mitp European Board. La chiusura dei lavori della prima giornata di congresso è affidata a Giulia Giovannardi, Cmso Curasept.
"Con il Congresso Internazionale della salute orale abbiamo voluto creare un momento di confronto che riunisse le migliori competenze scientifiche, cliniche e istituzionali attorno a una convinzione che guida da sempre il nostro lavoro: la salute orale è parte integrante della salute della persona e auspichiamo sia riconosciuta come una priorità di sanità pubblica e privata. In occasione dei 25 anni di Curasept abbiamo scelto di restituire al Paese un progetto che guarda al futuro, promuovendo conoscenza, prevenzione e ricerca. La presenza di autorevoli esperti italiani e internazionali testimonia la necessità di costruire un approccio sempre più integrato alla salute, capace di generare benefici clinici, sociali ed economici per i cittadini e per il sistema sanitario", commenta Stefano Giovannardi, presidente di Curasept.

(Adnkronos) - "La salute della pelle è parte integrante della salute della persona. Promuovere la prevenzione dermatologica significa tutelare il benessere, la qualità della vita e la sicurezza dei cittadini". Con queste parole Giovanni Pellacani, presidente Sidemast (Società italiana di dermatologia medica, chirurgica, estetica e di malattie sessualmente trasmesse) lancia la Giornata nazionale della prevenzione dermatologica - che si celebra il 26 giugno - "nata con l’obiettivo di valorizzare il ruolo della dermatologia italiana nella promozione della salute pubblica, nella prevenzione, nell’educazione sanitaria e nel dialogo diretto con i cittadini".
L’iniziativa - informa una nota di Sidemast - prevede anche " il servizio di pubblica utilità 'L’esperto risponde', attraverso il quale i medici dermatologi della Società offriranno gratuitamente risposte informative alle richieste dei cittadini". Il servizio - fanno sapere dalla società scientifica - "sarà accessibile mediante la compilazione dell’apposito format presente nella home page del portale istituzionale Sidemast, consentendo alla popolazione di porre quesiti di carattere informativo sui principali temi legati alla salute della pelle, alla prevenzione dermatologica, alla corretta esposizione solare, al controllo dei nei, ai corretti stili di vita e all’opportunità di rivolgersi tempestivamente allo specialista".
"Vogliamo rafforzare il messaggio che la cura della pelle deve iniziare dalla consapevolezza, dalla diagnosi precoce e da comportamenti corretti - spiega Pellacani - soprattutto nel periodo estivo, quando l’esposizione solare richiede particolare attenzione. Il servizio ‘L’esperto risponde’ rappresenta un contributo concreto dei medici dermatologi Sidemast alla popolazione, offrendo ai cittadini uno spazio qualificato, gratuito e autorevole di orientamento informativo".
Attraverso questa iniziativa, SIdemast "intende richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e del sistema sanitario sull’importanza della prevenzione dermatologica - prosegue la nota - quale strumento essenziale per intercettare precocemente patologie cutanee che, se diagnosticate tardivamente, possono comportare conseguenze significative sulla salute e sulla qualità della vita della persona. Melanoma, tumori cutanei non melanoma, lesioni pigmentate sospette, dermatiti, psoriasi, patologie infiammatorie della pelle, malattie sessualmente trasmessee problematiche legate all’esposizione solare rappresentano solo alcuni degliambiti nei quali la corretta informazione, la diagnosi precoce e l’accesso tempestivo allo specialista possono fare la differenza".
La Giornata nazionale della prevenzione dermatologica "rappresenterà un momento di informazione, sensibilizzazione e confronto, con il coinvolgimento di specialisti, professionisti sanitari, pazienti e cittadini - rifersice la nota -. Particolare attenzione sarà rivolta alle fasce più esposte o più fragili della popolazione: bambini, anziani, soggetti con familiarità per tumori cutanei, persone con numerosi nei o lesioni pigmentate, pazienti immunodepressi e cittadini che presentano manifestazioni cutanee spesso sottovalutate. In considerazione del periodo estivo e della maggiore esposizione alla luce solare, la Giornata sarà anche un’occasione per richiamare l’attenzione sui rischi che un’esposizione non corretta e non adeguatamente protetta può comportare per la salute della pelle". I dermatologi della SIDeMaST "metteranno a disposizione della popolazione anche un vademecum per una corretta esposizione solare quale strumento pratico di informazione e tutela della salute cutanea".
Le 10 regole per proteggere la pelle e prevenire i danni del sole:
1. Proteggi la pelle ogni giorno, non solo al mare. La pelle è esposta ai raggi solari anche in città, durante passeggiate, sport all’aperto, lavoro, viaggi e attività quotidiane.La prevenzione dermatologica comincia dalla consapevolezza che il sole può incidere sulla salute cutanea anche fuori dai contesti balneari.
2. Evita l’esposizione nelle ore più calde. Nelle ore centrali della giornata i raggi ultravioletti sono più intensi. È consigliabile limitare l’esposizione diretta al sole, cercare zone d’ombra e organizzare le attività all’aperto nelle fasce orarie meno rischiose. Si raccomanda di limitare l’esposizione solare nelle ore più calde e ricorda che ombra, alberi e ombrelloni non garantiscono una protezione completa.
3. Usa una protezione solare adeguata. La crema solare deve essere scelta in base al proprio fototipo, all’età, alla durata dell’esposizione e alle condizioni ambientali. E' importante applicarla in quantità adeguata, prima dell’esposizione, e rinnovarla più volte durante la giornata, soprattutto dopo bagno, sudorazione o asciugatura.
4. Proteggibambinieadolescenticonparticolare attenzione. Le scottature in età infantile e adolescenziale rappresentano un fattore di rischio importante per la salute futura della pelle. Bambini e ragazzi devono essere protetti con creme ad alta protezione, cappello, occhiali da sole, indumenti adeguati e permanenza all’ombra nelle ore più intense.
5. Controlla periodicamente nei e macchie della pelle. È utile osservare la propria pellee prestare attenzione a cambiamenti di forma, colore, dimensione o margini dei nei, così come alla comparsa di nuove lesioni, macchie, nodulio ferite che non guariscono.In caso di dubbio è sempre opportuno rivolgersi al dermatologo.
6. Non sottovalutare arrossamenti, prurito, desquamazioni o lesioni persistenti. La prevenzione dermatologica nonriguarda solo i tumori cutanei. Dermatiti, psoriasi, infezioni, malattieinfiammatorie, lesioni sospette e malattie sessualmente trasmesse richiedono attenzione specialistica, soprattutto quando i sintomi persistono o peggiorano.
7. Faiattenzione alle persone più fragili o più esposte. Anziani, bambini, soggetti immunodepressi, persone con pelle chiara, numerosi nei, familiarità per tumori cutanei o precedenti lesioni dermatologiche devono adottare comportamenti preventivi ancora più rigorosi e sottoporsi a controlli specialisticiperiodici.
8. Evita lampade e abbronzatura artificiale. L’abbronzatura artificiale non è una praticapriva di rischi. Le radiazioni UV possono danneggiare la pelle e aumentare il rischio di tumori cutanei; fonti ISS ricordano che l’esposizione a radiazioni UV da dispositivi abbronzanti è un tema rilevante di sanità pubblica.
9. Ricorda che prevenzione significa diagnosiprecoce. Melanoma, tumori cutanei non melanoma e lesioni pigmentate sospette possono beneficiare di una diagnosi tempestiva. Le linee guida indicano l’esposizione solare come uno dei principali fattori di rischio del melanoma, insieme ad altri fattori individuali e genetici.
10. Chiediconsiglioallo specialista. Internet può aiutare a informarsi, ma non sostituisce la valutazione medica.In presenza di dubbi,sintomi persistenti, nei sospetti o problemi cutanei, è fondamentale rivolgersi al dermatologo. Il servizio “L’esperto risponde” potrà offrire ai cittadini uno spazio qualificato di orientamento informativo, gratuito e autorevole.

(Adnkronos) - Papa Leone XIV ha incontrato questa mattina in udienza in Sala Clementina, le rappresentanze degli atleti dei 36 paesi assieme ai dirigenti e agli azurri della Federazione Italiana Nuoto, che nei prossimi giorni parteciperanno a Roma alla 62esima edizione del Trofeo Sette Colli di nuoto. Atleti in cui Leone XIV vede “un segno di speranza”, un “segno del mondo che vogliamo". ''Lo sport, quando ben vissuto, è medicina per il corpo e per lo spirito. Integra le diverse componenti della persona e le indirizza a valori molto importanti, come l'impegno, la solidarietà, l'onestà"sottolinea il Papa. "Tutti voi, infatti, provenienti da Paesi diversi, vi siete riuniti qui, animati dalla stessa passione e dagli stessi valori, al di là di ogni differenza di lingua, di nazionalità, di cultura. Questo fatto, tipico delle manifestazioni sportive internazionali, offre un segno di speranza, un segno del mondo che vogliamo; offre un apporto all’incontro pacifico tra i popoli e alla fraternità", le parole del Pontefice.
Lo sport, argomenta Leone XIV, “quando è ben vissuto” promuove lo sviluppo delle “diversi componenti della persona”, valorizzando “impegno, solidarietà e onestà”. Inoltre, non è solo “medicina per il corpo e per lo spirito”, ma anche “un’opportunità di crescita spirituale”. Il nuoto, in particolare, svolgendosi in acqua “richiama simbolicamente” un aspetto costitutivo dell’uomo. "Vivere significa imparare a muoversi in armonia con gli altri e con l’ambiente che ci circonda. Poi per noi cristiani, l’acqua è simbolo del Battesimo e della vita nuova in Cristo".
La delegazione della Federazione Italiana Nuoto, era presnete all'udienza, guidata dal presidente Paolo Barelli, dal vice presidente vicario Andrea Pieri e dal vice-presidente Tania Cagnotto, dal coordinatore scientifico e dei settori agonistici Marco Bonifazi, dal Segretario Generale Antonello Panza e dal direttore tecnico della Nazionale Cesare Butini. Al Santo Padre la Federnuoto, attraverso i campioni azzurri Simona Quadarella e Gregorio Paltrinieri, ha consegnato in regalo il kit della Nazionale con un costume, un accappatoio e una cuffietta personalizzati con i colori del Vaticano, bianco e giallo e la scritta Papa Leone XIV.
"E' sempre un'emozione ascoltare le parole del Santo Padre poi ha parlato dell'acqua che è il nostro elemento, il nostro mezzo che è fondamentale anche dal punto di vista religioso e spirituale, quindi siamo molto soddisfatti. Io l'ho anche invitato a venire al Settecolli, ci ho provato, e comunque è stato molto affettuoso con tutti". Queste le parole del presidente della Federnuoto dopo l'udienza con Papa Leone XIV in Vaticano. Il Pontefice ha definito il Settecolli un segno di speranza. "Una bella investitura? Certo, un segno di speranza, come lo è la disciplina che è trasversale che tocca i giovani, gli anziani ed è un elemento di salute, prima di essere un elemento di agonismo, di risultati e di campioni del mondo e olimpici come erano oggi presenti. Credo sia una testimonianza importante e una sensibilità del Santo Padre nei confronti della nostra disciplina che si basa sull'acqua", ha concluso Barelli.
La pluricampionessa del mondo, d'Europa e bronzo olimpico Simona Quadarella ha poi sottolineato: "Abbiamo avuto l'onore di incontrare il Papa; per me è stata la prima volta. E' stata una bella emozione. Spero che gli abbia fatto piacere ricevere i nostri regali. Lo sport a questi livelli può trasmettere tanti valori. Come ha detto il Santo Padre: abbiamo la possibilità di incontrare atleti di altri Paesi e culture e ciò unisce tutti".
Mentre il campione Gregorio Paltrinieri ha aggiunto: "E' stato un incontro coinvolgente ed emozionante. Il Papa è stato molto disponibile ed interessato. Ci ha raccontato parole sul mondo acquatico e sull'acqua; siamo riusciti a salutarlo singolarmente. Abbiamo consegnato al Papa il kit della nazionale; penso gli abbia fatto molto piacere".

(Adnkronos) - Allenamento di lusso oggi pomeriggio sul campo centrale di Wimbledon alla vigilia del sorteggio e a 4 giorni dall'inizio del torneo previsto per lunedì prossimo. Il campione in carica Jannik Sinner ha condiviso il campo con il 7 volte vincitore dei 'Championship' Novak Djokovic, a 39 anni suonati ancora tra i rivali più temibile dell'altoatesino per la conferma del titolo.
Clima disteso tra i due campioni che hanno anche trovato il tempo di sorridere durante la sessione. Ieri il 24enne altoatesino è tornato in campo, vincendo per 6-3, 6-3 nel match esibizione dell'Armani Classic contro Cameron Norrie, a quasi un mese dal ko al secondo turno del Roland Garros contro Juan Manuel Cerundolo dove è stato vittima di un malore quando conduceva per due set a zero e per 5-1 nel terzo parziale. Il serbo ha invece preferito dare forfait all'evento, dove avrebbe dovuto sfidare Karen Khachanov, preferendo una seduta di allenamento.

(Adnkronos) - Alessandro Baracchini è stato sospeso dalla conduzione di RaiNews dopo il gesto del dito medio in diretta, diventato virale sui social.
A riferirlo è il direttore di RaiNews, Federico Zurzolo, al Comitato di Redazione (cdr): "Considerati anche i comunicati sindacali dei tecnici e il risalto avuto dalla vicenda su social e organi di stampa ritengo opportuno, anche a tutela dell'immagine della Testata e del collega, sospendere immediatamente dalla conduzione Alessandro Baracchini".
L’episodio risale all’edizione di mezzogiorno di RaiNews24, quando il giornalista aveva appena salutato i telespettatori ed era in attesa della sigla di chiusura che tardava a partire. Per coprire i secondi di silenzio, Baracchini ha provato a parlare, ma proprio in quel momento è partito il jingle. Da lì la reazione del giornalista contro la regia che, pensando di non essere ripreso, ha fatto il dito medio con entrambe le mani verso la telecamera.
(Adnkronos) - Non solo la pelle. Nei giorni di caldo record come quelli che tutta l'Italia sta vivendo in questo torrido inizio d'estate, rischiano anche gli occhi. "Bruciore persistente, arrossamento, sensazione di sabbia negli occhi, fotofobia, lacrimazione eccessiva o peggioramento della qualità visiva" sono alcuni dei sintomi possibili con l'esposizione prolungata a raggi Uv e condizioni ambientali estreme. Disturbi che da un lato possono essere prevenuti, e dall'altro "non dovrebbero essere liquidati come semplici fastidi estivi. In particolare, arrossamento marcato, intenso fastidio alla luce, difficoltà nell'apertura degli occhi, bruciore significativo e calo progressivo della vista richiedono una valutazione specialistica". Lanciano l'alert gli esperti dell'Associazione italiana medici oculisti (Aimo): picchi termici, radiazioni ultraviolette e smog possono stressare l'occhio e accelerarne l'invecchiamento, avvertono. "Così come abbiamo imparato a proteggere la pelle dal sole, dobbiamo abituarci a proteggere anche gli occhi - esorta la presidente Aimo, Alessandra Balestrazzi - La prevenzione passa da gesti semplici, ma continui: occhiali adeguati, attenzione alle ore più calde, idratazione, cura dell'ambiente in cui viviamo e controlli quando compaiono segnali persistenti".
Recenti evidenze scientifiche richiamano l'attenzione sugli effetti del grande caldo sulla salute oculare. "Una revisione scientifica dal titolo 'Climate change and its impact on ocular health'", apparsa su 'Cureus', cita l'Aimo, "ha analizzato l'impatto di alte temperature, radiazioni ultraviolette, inquinamento atmosferico e ridotta umidità su diverse condizioni oculari, tra cui cataratta, occhio secco e alterazioni della superficie oculare. Una seconda revisione, pubblicata su 'Ophthalmology and Therapy', ha evidenziato come fattori climatici quali temperatura, umidità, vento, altitudine e raggi ultravioletti possano destabilizzare il film lacrimale, favorire l'evaporazione delle lacrime e contribuire all'infiammazione della superficie dell'occhio". Afferma Balestrazzi: "Le più recenti ricerche scientifiche suggeriscono che le esposizioni ambientali correlate al cambiamento climatico, incluse alte temperature, ridotta umidità, radiazioni ultraviolette e inquinanti atmosferici, possono contribuire all'alterazione dell'equilibrio della superficie oculare, aumentando il rischio di dry eye disease, cioè occhio secco, e aggravandone la sintomatologia". Secondo la letteratura scientifica, "le temperature elevate possono influenzare la stabilità del film lacrimale: in particolare temperature ambientali molto alte, soprattutto oltre i 40 °C, possono alterare le proprietà lipidiche delle lacrime e favorire l'instabilità del film lacrimale. Anche la bassa umidità rappresenta un fattore critico", rimarcano gli oculisti dell'Aimo. "Quando l'umidità scende al di sotto del 30-40%, le lacrime evaporano più rapidamente, il film lacrimale diventa instabile e aumentano bruciore, irritazione e visione fluttuante - descrive Balestrazzi - Anche vento, esposizione prolungata al sole e aria secca favoriscono l'evaporazione lacrimale e possono peggiorare la secchezza oculare".
Le possibili consequenze vanno oltre il fastidio immediato. "L'esposizione solare eccessiva, soprattutto se ripetuta negli anni senza adeguata protezione, può contribuire a fenomeni di stress ossidativo, un meccanismo coinvolto nell'invecchiamento cellulare", sottolineano gli esperti. "I raggi ultravioletti possono danneggiare la superficie dell'occhio, la cornea e il cristallino. L'American Academy of Ophthalmology ricorda che l'esposizione ai raggi Uv aumenta il rischio di cataratta, tumori oculari, escrescenze sulla superficie dell'occhio e fotocheratite, una sorta di 'scottatura' dell'occhio". Chiarisce Balestrazzi: "Le ondate di calore e il calo dell'umidità aggravano lo stress della superficie oculare. Inoltre, l'impoverimento dello strato di ozono ha portato a un aumento dei livelli di radiazione Uv-B che raggiungono la superficie terrestre. L'esposizione prolungata ai raggi Uv-B è stata implicata nella formazione della cataratta. I dati epidemiologici provenienti dalle regioni equatoriali, dove l'intensità solare è naturalmente più elevata, riportano costantemente un'elevata incidenza di cataratta. L'assottigliamento dello strato di ozono indotto dal clima potrebbe ampliare queste zone ad alto rischio".
"I gruppi più vulnerabili includono i lavoratori all'aperto, gli anziani e le popolazioni delle regioni con scarse risorse o alto livello di inquinamento - precisa la presidente Aimo - Sono più esposti anche i pazienti con preesistenti disturbi della superficie oculare, le donne, soprattutto dopo la menopausa, i portatori di lenti a contatto e i bambini".
Gli specialisti dell'Associazione italiana medici oculisti consigliano di fare "attenzione anche a spiaggia, barca, montagna e piscina, dove la radiazione può arrivare non solo direttamente dal sole, ma anche per riflesso da acqua, sabbia, neve, cemento e superfici chiare. In questi contesti, l'occhiale da sole non dovrebbe essere considerato un accessorio estetico, ma un vero strumento di prevenzione", puntualizzano. "Sono sempre più essenziali misure protettive come le lenti con filtro Uv - osserva Balestrazzi - Indossare occhiali da sole che bloccano il 99-100% dei raggi Uv-A e Uv-B può ridurre il rischio di cataratta indotta dai raggi Uv fino al 20%, anche se l'effetto dipende dall'aderenza all'uso, dalla durata dell'esposizione e da altri fattori individuali".
Aimo raccomanda di "utilizzare occhiali da sole certificati con protezione Uv, preferibilmente avvolgenti o ben aderenti al volto; indossare cappelli a tesa larga; evitare l'esposizione nelle ore centrali della giornata; mantenere una corretta idratazione; proteggere gli occhi anche nelle giornate nuvolose, perché la radiazione ultravioletta può essere presente anche quando il sole sembra meno intenso. Per chi soffre di occhio secco o trascorre molte ore in ambienti climatizzati, può essere utile mantenere l'umidità interna sopra il 30%, evitare getti diretti di aria condizionata o ventilatori verso il viso, usare umidificatori quando l'aria è molto secca, proteggere gli occhi all'aperto con occhiali avvolgenti e ricorrere a lacrime artificiali quando necessario, preferibilmente dopo consiglio dello specialista".

(Adnkronos) - "Sì, sono sono contento di tornare in pista. Tutto quello che è successo nei giorni scorsi è stato complesso e ci tenevo ovviamente a scusarmi per il gesto che ho fatto. Mi sono ovviamente pentito molto ed è stata una cosa molto sbagliata. Purtroppo ho gestito male la situazione e non sono stato in grado di controllarmi. Il passato ormai ovviamente è il passato, però è giusto riflettere e cercare di imparare da questi errori. E' un'occasione in più per cercare di migliorarmi come persona, finalmente adesso si torna in pista". Il leader del mondiale MotoGp Marco Bezzecchi torna con queste parole sulla squalifica nel Gp della Repubblica Ceca per aver spinto e colpito un marshall dopo la caduta nella gara sprint.
"La stagione finora è stata molto bella, ci sono tanti rivali fortissimi -aggiunge il pilota romagnolo al microfono di Sky Sport da Assen-. Fortunatamente anche noi siamo stati della partita, quindi per adesso tutto bellissimo. Ovviamente è ancora lunga, però ci aspettano delle gare importanti come questa e il Sachsenring prima della pausa e, quindi, cerchiamo di fare bene".
Bezzecchi chiude commentando l'approdo in Aprilia di Francesco 'Pecco' Bagnaia, che sarà il suo compagno di squadra dalla prossima stagione. "Sono contento ovviamente per tutta l'Aprilia, per tutta la nostra squadra, e ovviamente anche per Pecco. Secondo me sarà bello lavorare per davvero insieme, credo la nostra prima volta in MotoGP. Ma è bello anche oggi, perché comunque io e Jorge Martin abbiamo un bel rapporto: mi trovo bene e l'affinità della squadra è bella, quindi dobbiamo concentrarci su quest'anno e, ovviamente, essere contenti per l'anno prossimo, ma soprattutto concentrarci su quest'anno".

(Adnkronos) - Ereditare un programma fortemente identificato con il volto della sua conduttrice "è stato molto complicato". A parlare è Sigfrido Ranucci che, in un'intervista all'Adnkronos, commenta l'addio di Federica Sciarelli a 'Chi l'ha visto?' tracciando un parallelo diretto con la sua esperienza, quando raccolse il testimone di 'Report' direttamente dalla sua creatrice, Milena Gabanelli alla guida del programma dal 1997 al 2016.
Il conduttore riavvolge il nastro su quel passaggio, definendolo un'esperienza segnante e difficile. "Nessun programma era identificato con la propria conduttrice quanto 'Report', perché nato da un'idea di Milena Gabanelli," spiega Ranucci. "Non avrei mai pensato che lo volesse lasciare a me. Quando l'ha fatto, tra l'altro, ero impegnato su altro ed è stato difficile anche perché per me era un mestiere nuovo".
Un "passaggio molto complicato", ammette, che lo ha portato per oltre un anno a non guardare i social perché "i commenti erano impietosi". Ma a ferirlo di più erano le insinuazioni sul suo rapporto con la Gabanelli. "I commenti che mi facevano più male erano quelli che ipotizzavano che io l'avessi fatta fuori. Ancora oggi ho un rapporto meraviglioso con lei e ho mantenuto il suo nome all'entrata della stanza, nonostante qualcuno mi abbia chiesto di toglierlo. Per me quel nome è sacro".
Questa esperienza lo ha portato a una riflessione profonda sul ruolo del conduttore: "In programmi come quello di Federica e come nel mio caso, il ruolo di conduttore è l'aspetto minore. Dietro c'è il riconoscimento della squadra, la credibilità, la forza, la tenuta psicofisica e soprattutto il coordinamento di tutto. È come tenere la marmellata con gli elastici. La difficoltà è quella: mantenere gli equilibri della squadra".
È da questa profonda comprensione del ruolo che nascono le sue parole di stima per la collega. "Federica è una straordinaria professionista. Sapevo da giorni che avrebbe lasciato", confessa Ranucci che aggiunge: "Devo farle i complimenti per come ha trattato, unica in tutto il panorama televisivo, il caso Garlasco. Bisogna saperli trattare certi temi con lo spirito del servizio pubblico e senza sensazionalismo. Il grande merito di Federica è stato proprio questo: aver saputo affrontare temi delicati con grande professionalità e competenza". Per questo, alla domanda se si augura una successione interna, la sua risposta è netta: "Assolutamente sì. Ci sono programmi talmente delicati che, se tenti la soluzione esterna, rischi di far saltare tutto". La logica è stringente: "Chi è dentro conosce tutti gli equilibri, e un'imposizione dall'esterno non sarebbe ben gradita. Credo che la soluzione interna, soprattutto se indicata da Federica, sia quella più giusta. E se questa scelta verrà fatta, la Rai dovrà dare il massimo supporto, come io l'ho avuto all'inizio, nonostante momenti difficilissimi". E mentre già circola un toto-nomi che sembra guardare altrove, la convinzione di Ranucci resta salda: "Io credo che la persona più giusta per indicare un suo eventuale successore, se lo ha in mente, sia proprio Federica e magari è una persona con la quale ha avuto modo di misurarsi fianco a fianco in questi anni", conclude.

(Adnkronos) - “Credo che la tecnologia sia un dono del creato ma dobbiamo governarla, nella nostra impresa come nella vita privata, e farne un uso sano, altrimenti potrebbe rubarci un po’ di quell’anima che il creatore ci ha dato”. Così Brunello Cucinelli, executive chairman & creative director della Brunello Cucinelli SpA, a margine della seconda giornata del 'We Make Future 2026', il grande festival sulla tecnologia e l’innovazione digitale in corso a BolognaFiere.
“Nella nostra impresa e nella mia vita io parlo sempre di ‘umana Intelligenza artificiale’ - aggiunge - L’essere umano ha bisogno di tecnologia e la tecnologia non ci deve far paura. Perché l’Ia è ragione e non follia: la follia è dell’essere umano, ma l’Ia per essere creativa ha bisogno di follia, e quindi dell’essere umano”.
Cucinelli lancia poi un appello ai giovani, chiedendo loro di “sostituire la paura con la speranza, di guardare il cielo e le stelle, di tornare a discutere e a investire nei grandi ideali – la bella famiglia, la spiritualità, la religione – e nell’amore, che, come dice Dante alla fine della Divina Commedia, ‘move il sole e l’altre stelle’”. Più in generale, Cucinelli propone un ripensamento della nostra vita privata: “Discutiamo meno con i nostri partner, con i nostri figli, diciamo di non aver quasi più tempo, e questo dobbiamo cambiarlo da domattina perché altrimenti perdiamo il sogno. E che vita è segna sogno?".
Pagina 196 di 413
Sarda News - Notizie in Sardegna
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Per proporre i tuoi feed o un contenuto originale, scrivici a info@sardanews.it