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Il pronto soccorso dell'ospedale "San Giuseppe" di Isili è chiuso da stamane. Un cartello sulla porta d'ingresso avvisa i pazienti, costretti così, senza preavviso, a rivolgersi altrove.
    "La Uil Fp aveva lanciato l'allarme nei giorni scorsi sul reale rischio del collasso dei Pronto soccorso isolani", ricorda il sindacato, paventando che quanto accaduto a Isili possa succedere anche in altri presidi. "Si è generato un disastro su aree territoriali già depotenziate e sofferenti, con situazioni infrastrutturali e una popolazione prevalentemente anziana".
    "Case e ospedali di comunità esistenti solamente sulla carta, reparti ospedalieri che stanno implodendo, posti letto ospedalieri insufficienti, personale insufficiente, stremato e mal pagato, costretto a ritmi di vita insostenibili", contesta il sindacato, che sollecita interventi immediati. "La Regione inverta la rotta e produca fatti concreti: di parole e facili entusiasmi non ne accettiamo più. Si diano risposte a lavoratori e cittadini una volta per tutte".
    "La chiusura temporanea del Pronto soccorso dell'ospedale San Giuseppe di Isili non è un incidente di percorso, ma la tragica conferma del fallimento totale delle politiche messe in atto finora", afferma Gianfranco Angioni, referente regionale dell'Usb Sanità. "Siamo alle solite, senza personale stabile non si tiene in piedi nulla, è un fatto matematico. E invece cosa abbiamo avuto? Soluzioni di facciata, interventi spot, rinvii continui, fino a far esplodere questa bomba sociale. "Oggi Isili è il simbolo di una crisi strutturale che ha sacrificato i cittadini sull'altare della miopia politica e gestionale. Quello che serve sono assunzioni vere, stabilizzazioni reali, un cambio di passo radicale. Senza questo, il sistema continuerà a crollare, e a pagare saranno sempre i cittadini".
   

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