- RIPRODUZIONE RISERVATAIn Sardegna sono le imprese che in banca chiedono finanziamenti piccoli a spendere di più. Per la liquidità fino a 50 mila euro il tasso medio applicato nell'area Sud e Isole è pari a 9,55%, più alto di quello medio nazionale, pari all'8,73% e anche dell'8,23% del Nord-Est. Lo evidenzia un'elaborazione della Cna, basata su dati Banca d'Italia, sui tassi applicati ai finanziamenti alle imprese al 31 dicembre 2025, e rilanciata dalla Cna regionale.
    Per i finanziamenti destinati agli investimenti il tasso medio nazionale si attesta al 3,96%, ma varia in modo significativo in base all'importo: si passa dal 3,58% delle operazioni superiori a un milione di euro al 6,08% dei finanziamenti fino a 50 mila euro, con un differenziale di 2,50 punti percentuali.
    Il quadro è ancora più marcato sui prestiti per esigenze di liquidità, la tipologia più diffusa tra le micro e piccole imprese per pagare fornitori o sostenere una fase di tensione di cassa: il tasso medio nazionale è del 4,95%, ma per le operazioni fino a 50 mila euro raggiunge l'8,73%, contro il 3,54% dei finanziamenti oltre un milione. Il differenziale, pari a 5,19 punti percentuali, è più del doppio rispetto a quello registrato sugli investimenti.
    A parità di finalità, conclude l'organizzazione artigiana, il denaro costa molto di più a chi chiede meno. "Una distorsione che, unita al divario territoriale a sfavore del Mezzogiorno e delle Isole, rischia di trasformare il credito da leva di crescita a fattore di selezione", osserva la Cna Sardegna, "proprio per artigiani e piccole imprese che rappresentano l'ossatura del tessuto produttivo sardo".
    Rispetto ai picchi del 2023 l'analisi evidenzia una riduzione del costo del denaro, ma i livelli restano lontani da quelli precedenti alla stretta monetaria. Per gli...

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