
Questa mattina una 18enne alla guida di uno scooter è morta in seguito a un incidente stradale avvenuto sulla Marecchiese, a Sant’Ermete frazione di Santarcangelo di Romagna (Rimini). È ricoverata al Bufalini di Cesena, non in pericolo di vita, la coetanea, che viaggiava insieme a lei.
L'incidente è avvenuto tra uno scooter Honda Sh 125, su cui viaggiavano le due ragazze, e una Dacia Sandero guidata da una 46enne. Secondo una prima ricostruzione, probabilmente lo scooter era in fase di sorpasso, l’auto svoltava sulla sinistra e c’è stato l’impatto. Sul luogo sono intervenuti i soccorsi del 118 e la polizia stradale per i rilievi.

Tra le principali sfide di salute pubblica in Europa, l'obesità richiede approcci integrati che uniscano prevenzione, presa in carico strutturata e accesso equo all'innovazione. E' il tema al centro dell'evento organizzato oggi presso il Consiglio regionale della Lombardia e promosso dalla Fondazione della sostenibilità sociale in collaborazione con Inrete e con il contributo non condizionante di Lilly, dedicato alla condizione cronica, recidivante e multifattoriale che riguarda in Italia circa 23,3 milioni di persone: secondo i dati del 7° Italian Barometer Obesity Forum, 1 cittadino su 3 è obeso o in sovrappeso. L'iniziativa - informa la Fondazione in una nota - nasce dal confronto cross-country tra Regno Unito e Italia svoltosi lo scorso aprile, che ha offerto una prospettiva privilegiata su come sistemi sanitari, con modelli di governance e capacità organizzative differenti, stiano affrontando il crescente bisogno di cura, l'arrivo di nuove terapie e la necessità di percorsi multidisciplinari sostenibili.
Nel corso dell'incontro è stato presentato il report elaborato a partire dal dialogo tra i due Paesi, promosso dalla Fondazione e dall'associazione di pazienti Amici obesi. Il documento approfondisce esperienze istituzionali, cliniche e di sistema, con l'obiettivo di individuare modelli trasferibili e raccomandazioni operative per migliorare la gestione dell'obesità in Italia. La componente qualitativa si basa sulle testimonianze raccolte nel Regno Unito da persone con sovrappeso e obesità, che hanno evidenziato bisogni insoddisfatti, barriere di accesso e l'esperienza con i professionisti sanitari, per interpretare i dati e identificare le principali criticità nei percorsi di cura. La sezione dedicata all'Italia si fonda sull'analisi delle misure normative adottate tra il 2024 e il 2025, sui piani nazionali e regionali di prevenzione e sui dati epidemiologici più aggiornati (Istat, ministero della Salute, documenti regionali). E' stata inoltre realizzata una revisione comparativa dei Percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (Psta) regionali attualmente in vigore.
"L'obesità è una grande sfida per la salute pubblica - afferma Adele Patrini, presidente della Fondazione della sostenibilità sociale - Per affrontarla come tale è necessario superare approcci settoriali e visioni semplificate, andando verso un cambiamento culturale che unisca prevenzione, presa in carico e una forte responsabilità collettiva. La priorità è costruire una rete stabile di istituzioni, professionisti e comunità, che renda possibile il superamento dello stigma, trasformando le strategie in risultati per i pazienti". E' lo stigma, infatti, a rimanere un ostacolo rilevante: continua a influire negativamente sia sulla qualità delle cure sia sulla possibilità per i pazienti di raggiungere gli obiettivi di salute. "Ogni giorno raccogliamo testimonianze che dimostrano come, per una persona con obesità, la prima difficolta non è soltanto clinica, ma relazionale - sottolinea Iris Zani, presidente Amici obesi - Senza ambienti sanitari empatici e percorsi chiari, molte persone rinunciano a curarsi: per tale ragione è fondamentale un cambio di paradigma che garantisca dignità, diritti e accesso equo ai servizi, che devono essere realmente pronti ad accogliere la complessità dell’obesità come malattia cronica".
L'approccio comparativo tra Uk e Italia si basa su 3 dimensioni: governance e quadro normativo, organizzazione dei servizi e preparazione all'innovazione. Il Regno Unito - si legge nella nota - presenta un sistema complessivamente pronto ad accogliere le nuove terapie, ma è sotto crescente pressione e ancora privo di un programma nazionale completo e pienamente finanziato. L'Italia, invece, sta attraversando un passaggio cruciale grazie al recente riconoscimento dell'obesità come malattia cronica e alla sua inclusione nei Livelli essenziali di assistenza (Lea). La legge di Bilancio 2025 e il disegno di legge approvato dal Senato rappresentano tappe politiche decisive: introducono finanziamenti dedicati, un programma nazionale di prevenzione e cura e un Osservatorio nazionale sull'obesità. Tuttavia, il sistema rimane disomogeneo: solo alcune Regioni hanno adottato un Pdta strutturato. La Lombardia, per esempio, non dispone ancora di un Pdta formale né di una rete specifica per la cura dell'obesità, e senza un percorso integrato e centri designati l'attuazione delle nuove misure rischia di risultare discontinua.
"Il ruolo di Regione Lombardia - dichiara Emanuele Monti, presidente Commissione IX, Sostenibilità, Casa e Famiglia - è strategico nel riconoscimento dell'obesità come una priorità per la salute pubblica. In questi anni abbiamo cercato di diventare un punto di riferimento nazionale, grazie a un sistema sanitario forte, una rete territoriale in trasformazione e un ecosistema clinico e industriale avanzato. Il prossimo passo sarà un Pdta regionale per l'obesità, per garantire uniformità, qualità e coordinamento della presa in carico". Ampliando lo sguardo, "esistono ancora grandi disparità nel modo in cui l'obesità viene riconosciuta e trattata in tutta Europa", osserva Diana Castillo, presidente Ecpo, European Coalition for People living with Obesity. "Dove manca il riconoscimento della malattia, prevalgono lo stigma e la frammentazione. Come Ecpo - evidenzia - sosteniamo la creazione di sistemi solidi che combinino governance, evidenze scientifiche e integrino la voce dei pazienti, in modo che l'accesso al trattamento e alla gestione non dipenda dal Paese o dalla località in cui si vive".
Dall'analisi comparativa emergono 4 punti chiave: 1) L'obesità deve essere considerata una malattia sistemica, affrontabile solo attraverso politiche integrate; 2) E' necessario un allineamento tra normativa e preparazione del sistema: innovazione senza governance genera disuguaglianze, governance senza innovazione rischia di essere inefficace; 3) L'assistenza primaria deve essere potenziata per favorire la diagnosi precoce, ridurre lo stigma e garantire adeguati percorsi di riferimento; 4) L'equità deve guidare ogni decisione: quando il sistema pubblico non assicura l'accesso, il settore privato tende a colmare il vuoto, aumentando le disuguaglianze. Questi elementi - conclude la nota - delineano una strategia essenziale per affrontare non solo una sfida clinica, ma un vero banco di prova per il futuro dell'assistenza sanitaria, dove integrazione, innovazione, equità e sostenibilità devono procedere insieme.

Enel, attraverso la controllata Enel Green Power Germany, ha perfezionato l’acquisizione di un portafoglio composto da due impianti eolici onshore in Germania che hanno una potenza installata complessiva di 51 MW. L’operazione apporta un contributo di circa 10 milioni di euro l’anno all’Ebitda ordinario di Gruppo, grazie ad una tariffa regolata in regime di feed-in premium, che garantisce un livello minimo di remunerazione qualora i prezzi di vendita sul mercato risultino inferiori alla soglia prevista.
Questa operazione, con un enterprise value di circa 80 milioni di euro, rappresenta la prima significativa acquisizione del Gruppo Enel di un portafoglio di impianti operativi in Germania, un mercato chiave all’interno della strategia di espansione geografica del Gruppo. Tale strategia prevede una crescita nel settore delle rinnovabili anche attraverso acquisizioni mirate, focalizzandosi su aree caratterizzate da stabilità regolatoria e macroeconomica.
Il mercato tedesco delle rinnovabili è infatti il più grande e uno dei più interessanti d’Europa grazie al potenziale di crescita e al contesto regolatorio favorevole, che prevede meccanismi di incentivazione per le fonti di energia rinnovabile.

"Bene il decreto Milleproroghe del Governo che proroga fino al 31 dicembre 2026 lo scudo penale", per "limitare la responsabilità penale" degli esercenti di una "professione sanitaria in situazioni di grave carenza di personale ai soli casi di colpa grave". "Si tratta di una misura necessaria per tutelare i professionisti che lavorano nel Servizio sanitario nazionale cittadini che ne usufruiscono. Tuttavia, il nostro auspicio è che tale problematica venga risolta una volta per tutte come si è fatto per gli automobilisti per i quali è obbligatoria la polizza Rca Auto". Così all'Adnkronos Salute il segretario nazionale del Sumai-Assoprof (Sindacato unico medicina ambulatoriale italiana e professionalità dell'area sanitari), Antonio Magi, in riferimento alla norma contenuta nel nuovo decreto Milleproroghe approvato in Consiglio dei ministri.
"Per poter guidare la propria automobile - spiega Magi - è obbligatorio che questa sia assicurata e quindi coperta dalla polizza Rca Auto, ovvero una copertura obbligatoria per legge che tutela l'assicurato e il danneggiato in caso di danni a persone o cose causati dalla propria vettura durante un sinistro stradale. Ecco, noi ci auguriamo che si trovi la quadra: obbligo per il professionista di assicurarsi - come già avviene - e contestualmente l'obbligo per le compagnie assicurative di assicurare le strutture sanitarie e il personale". Quindi, "per tutelare cittadini e professionisti del Ssn, occorre un sistema analogo a quello della Rca-Auto".

Quando suona la sveglia, il corpo è disidratato e a digiuno da ore. Ciò che beviamo all'inizio della giornata, 'accendendo' la colazione, diventa un elemento chiave nell'arco della giornata. Non tutto, quindi, merita di trovare spazio nel bicchiere, in particolare nelle feste di Natale e Capodanno quando l'organismo potrebbe essere già 'a dura prova' per qualche eccesso a tavola.
"Quello che bevi per primo setta il tono metabolico di tutta la giornata", avverte l'immunologo clinico Mauro Minelli, docente di Nutrizione umana alla Lum, che per l'Adnkronos Salute ha esaminato le 6 bevande che potrebbero 'sabotare' la mattinata.
Le 6 bevande da evitare
1. Succhi di frutta industriali. "Il pro: sono dolci, freschi e colorati. Il contro: sono essenzialmente acqua e zuccheri aggiunti. A causa dell'assenza delle fibre presenti nel frutto intero, il glucosio viene assorbito in modo estremamente rapido, provocando un'iperglicemia transitoria immediata. Fa seguito a tutto questo una rapida risposta insulinica e un conseguente calo di energia (e aumento della fame) già a metà mattinata", spiega Minelli.
2. Caffè a stomaco vuoto. "Pro: è il sacro rito che 'accende' il cervello. Il contro: bere caffè prima di aver mangiato stimola la produzione di acido cloridrico, non esattamente il massimo per una gastrite, e alza i livelli di cortisolo proprio quando è già al suo picco naturale. Risultato? nervosismo e bruciore di stomaco".
3. Energy drink. "Il pro: generano un picco immediato di vigilanza grazie al rilascio rapido di dopamina e adrenalina. Il contro: inducono uno stress metabolico acuto. L'elevato carico glicemico - illustra Minelli - provoca un'impennata di insulina seguita da un brusco crollo energetico. Inoltre, l'assunzione di forti stimolanti a digiuno aggredisce la mucosa gastrica e altera il ritmo cardiaco basale, portando a tachicardia e agitazione invece che a vera energia".
4. Acqua ghiacciata. "Il pro: ti sveglia di colpo. Il contro: lo shock termico è reale. L'acqua gelida a digiuno rallenta il metabolismo e 'congela' i processi digestivi, rendendo più difficile assimilare la colazione che farai dopo. Meglio a temperatura ambiente".
5. Bibite gassate. "Il pro: le bollicine danno una falsa sensazione di sazietà. Il contro: gonfiore addominale istantaneo. L'anidride carbonica dilata lo stomaco, mentre gli edulcoranti o gli zuccheri innescano la voglia di dolce per tutto il resto della giornata", precisa lo specialista.
6. Bevande 'detox' confezionate. "Il pro: offrono un apporto immediato e concentrato di micronutrienti (vitamine e sali minerali) in un formato pratico e veloce. Il contro: possono nascondere un carico elevato di zuccheri semplici e conservanti. La forma liquida, tra l'altro, elimina la masticazione, pure necessaria per attivare i segnali di sazietà, e priva la frutta della sua matrice fibrosa. Questo - osserva il medico - causa un rapido svuotamento gastrico, lasciando l'organismo insoddisfatto e nuovamente affamato in breve tempo.
The winner is...
In conclusione, Minelli suggerisce un consiglio extra sulla scelta migliore: "Un bicchiere di acqua tiepida (magari con limone), seguita da una colazione solida. E solo dopo, quindi, l'amato caffè".

Giornata di tredicesima per i dipendenti pubblici. Oggi lunedì 15 dicembre 2025 è previsto l'accredito, anche se il giorno può variare leggermente in base ai calendari di NoiPA . Ai dipendenti privati in ogni caso viene pagata abitualmente prima della retribuzione di dicembre, con un accredito separato erogato tra il 1 e il 24 dicembre. La data esatta viene stabilità dal contratto Ccnl oppure dall'azienda. Mentre i pensionati l'hanno già incassata. Ma a chi spetta? E ai dipendenti privati, quando verrà pagata?
A chi spetta e come si calcola la tredicesima
A incassare questo stipendio supplementare, secondo la Cgia di Mestre , sono 16,3 milioni di pensionati e 19,7 milioni di lavoratori del pubblico e del privato. Quella della tredicesima in Italia è una storia che ha quasi 90 anni: inizialmente era solo una 'elargizione volontaria' dei singoli datori di lavoro, nel 1937 divenne obbligatoria solo per i lavoratori dell’industria, quindi nel 1946 fu estesa anche agli altri settori. Infine nel 1960 gli accordi esistenti sono stati trasformati in un diritto riconosciuto dalla legge e dai CCNL (Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro).
Il diritto alla tredicesima è maturato da tutti i pensionati, dai beneficiari dell’assegno sociale e dai lavoratori dipendenti, pubblici e privati, part time o a tempo pieno, che abbiano un contratto di lavoro subordinato e abbiano almeno una mensilità di lavoro calcolabile nell'anno solare, cioè dall'1 gennaio al 31 dicembre. L'assegno di fine anno è pari a una mensilità della retribuzione ordinaria (quindi minimo tabellare, contingenza, scatti di anzianità, superminimi, indennità contrattuali fisse) esclusi invece gli elementi variabili (come straordinari, maggiorazioni per turni notturni o festivi, festività e ferie non godute, rimborsi spese e indennità).
Ogni mensilità lavorata contribuisce a un dodicesimo di tredicesima. Ma la singola mensilità - in caso di part time o di rapporti iniziati o terminati durante l'anno - si calcola sulla base della 'regola dei 15 giorni': se in un mese sono stati lavorati almeno 15 giorni, il mese viene conteggiato per intero; se sono 14 o meno, non viene considerato ai fini della maturazione del contributo.
Non esiste una cifra esatta: la Cgia di Mestre parla di 59,3 miliardi complessivi, di cui però 14,5 assorbiti dal fisco. Secondo Confcommercio invece l'importo netto che finirà a lavoratori e pensionati con la mensilità aggiuntiva è di circa 57,4 miliardi. Di questi però - stima l'associazione - 9,4 miliardi verranno assorbiti da pagamenti Ici, Imu, Tasi, bollo auto e canone Rai, lasciando in tasca comunque agli italiani 49,9 miliardi , con un aumento di 2,4 miliardi rispetto al 2024. Sempre secondo Confcommercio comunque solo un quinto della tredicesima incassata finirà in regali di Natale, circa 10,1 miliardi.
Come la spenderanno gli italiani
Il consueto sondaggio Confesercenti-Ipsos sull’utilizzo della mensilità aggiuntiva mostrano una dinamica doppia, con molti italiani che si comportano da 'cicale' e concentrano sulla tredicesima una parte importante del Natale, mentre aumentano anche le 'formiche', cioè quelli che scelgono di proteggersi destinandone una quota a risparmio e spese non rinviabili. La voce di spesa principale resta il Natale “classico”: il 50% indica i regali come destinazione prioritaria, con una punta nel Mezzogiorno (59%). Accanto ai doni, tengono le altre spese festive (22%) e i viaggi (23%). Ma cresce anche la componente prudenziale: il 31% userà la tredicesima per incrementare il risparmio e il 20% la destinerà a bollette e pagamenti arretrati. A questa linea di cautela si affiancano altre spese obbligate e voci di gestione del bilancio: l’11% la userà per pagare mutui o finanziamenti e il 14% per la salute. Restano poi quote non trascurabili di utilizzo “funzionale”: il 21% indica spese per la casa, il 18% altri acquisti di beni o servizi e il 9% la destinerebbe a investimenti. Anche i saldi entrano già nei piani: il 27% prevede acquisti a gennaio usando risorse della tredicesima. Una quota del 5% dichiara infine di non aver ancora deciso.

"Ho ascoltato le parole di John Elkann. Se potessi fare un po' di ironia, vorrei sapere se queste parole sono state dette col cuore o col gobbo. Leggeva mentre parlava e questo non depone molto a favore della sua convinzione di quello che ha detto". Così Giovanni Cobolli Gigli, ex presidente della Juventus, ospite di Radio Anch'io Sport su Rai Radio 1, sul no di John Elkann all'offerta di Tether da oltre un miliardo per la quota di controllo della Juventus. "Il contenuto delle sue parole ha messo, per ora, un punto fermo a quello che può essere il tentativo di nuovi soci di entrare nella Juventus. Questa mi sembra una cosa positiva. Dopodiché bisogna costruire. La Juve ha una cda appena nominato che non deve essere assente come quelli precedenti. Certe dichiarazioni spettano all'amministratore delegato. Immagino che Comolli stia già facendo delle total immersion per imparare l'italiano. Tutte le dichiarazioni che adesso fa il presidente spettano d'ora in poi alla società Juventus".
Cobolli Gigli e la profezia sulla Juve
"John Elkann ha detto che i valori non sono in vendita? Due mesi fa ha fatto delle dichiarazioni su Gedi e poi sono volate via con il vento dell'inverno. Prendiamo atto delle sue parole. Sono un po' meno convinto della solidità della Juventus, a questo punto vediamo cosa succede", ha aggiunto Cobolli Gigli. "La tifoseria deve essere tranquillizzata nel ritrovare una società per azioni quotata in Borsa come la Juve che fa il suo mestiere e che comunica -aggiunge l'ex presidente della Juventus-. Il precedente ad della Juve, pare compagno di classe di John Elkann, non ha mai fatto una dichiarazione. La Juve deve prendere posizione, far capire che c'è un corpo dirigente sopra la società calcistica e che sta portando avanti un lavoro ben fatto. In questo caso gli azionisti potranno essere soddisfatti del fatto che la Juve stia dando anche dei risultati positivi in termini di bel gioco e non di perdite. La Juve ha perso un miliardo negli ultimi anni delle gestioni precedenti". E ancora: "Scenario non chiuso? Si possono avere dei dubbi su quanto sia secco questo no di John Elkann, era secco anche quello per Gedi e poi le cose sono andate diversamente. Se società e squadra cominciano a essere di nuovo competitive sul campo italiano e internazionale, la situazione può tornare saldamente nelle mani degli azionisti, che desiderano mantenere la partecipazione".
La situazione della Juve
"Gli obiettivi della Juve? La permanenza in Champions League deve essere scontata, il minimo sindacale. La cura Spalletti comincia a dare qualche risultato effettivo. La Juve vista ieri e con giocatori importanti come Bremer, Gatti e Rugani in procinto di tornare in questura sono tutti fatti positivi. La Juve ha sentito la mancanza di questi giocatori, ora Spalletti può pensare a fare delle cose diverse rispetto a quelle che ha fatto finora. La vittoria di ieri è coincisa con la sconfitta di alcune squadre al di sopra della Juve e quindi vale più dei semplici tre punti. Il fatto che io esprima un moderato ottimismo deriva dal fatto che la partita di ieri ha fatto vedere una Juve cambiata", ha sottolineato Cobolli Gigli.
Poi su Thiago Motta, Tudor e mercato ha aggiunto: "I voti che do agli ultimi mercati della Juve non sono molto alti. Però Kalulu, Kelly, Cabal e Koopmeneirs stanno dimostrando di entrare in una zona post rodaggio rispetto alla precedente. Se tutto questo meccanismo funziona, allora si potrà dire che l'ultima campagna acquisti ha dato risultati positivi. Certamente non quelle precedenti in epoca Giuntoli, caratterizzate da acquisti a prezzi molto alti e scarsissimi risultati sul campo", ha detto l'ex numero uno bianconero che sul contratto di Vlahovic ha concluso: "Il solo problema di Vlahovic è il costo. Ha dato un contributo importante in campo, nonostante la situazione contrattuale. Ha dimostrato di essere un centravanti di ottimo livello. Non so come finirà, certamente non firmerei un contratto con Vlahovic con le cifre di quello precedente. Deve dimostrare attaccamento alla squadra e venire e più miti pretese, magari con un contratto più a lungo termine. Se fosse così, lo terrei".

"Negli ultimi anni abbiamo lavorato per rafforzare un modello di accoglienza che metta realmente il paziente al centro, affiancando alla qualità clinica un'attenzione più ampia alla dimensione del benessere". Sono le parole di Simona Morcellini, General Director Deputy Mayor di Marilab, partecipando alla convention di fine anno della società, a Roma.
Morcellini ricorda come, accanto a macchinari e professionalità già consolidati, sia stato avviato un percorso orientato a un approccio olistico che coinvolge diversi aspetti dell'esperienza del paziente all'interno dei centri. "L'introduzione di una web radio interna che diffonde musica a 432 hertz e di un profumo d'ambiente dedicato - spiega - rientra in questa visione, con l'obiettivo di favorire una condizione di maggiore comfort e serenità durante la permanenza nelle strutture". Inoltre l'installazione artistica 'Amore per la vita', realizzata nella nuova sede di Pomezia, "coinvolge il senso della vista in una composizione che riprende la parola Marilab".
Nel corso della convention a Roma è stata presentata una novità che il gruppo introdurrà nei centri a partire da gennaio: le caramelle alla vitamina C formulate su misura per il gruppo. Un omaggio anche al senso del gusto, basato su "un percorso ispirato alla proporzione universale, all'armonia che tiene insieme tutto il creato e che ci permette di riconoscere il bello che è già dentro di noi", chiarisce Morcellini. Una dolce iniziativa che "estende il concetto di cura anche a un gesto simbolico di attenzione verso i pazienti".

E' uno degli alimenti più amati al mondo, ma oltre a essere buona, la pasta fa anche bene. Anzi, è "una componente preziosa di diete sane e sostenibili", come sostengono gli esperti e nutrizionisti di tutto il mondo nel documento di consesnus 'Healthy Pasta Meal'. Eppure anche in Italia, dove il suo consumo raggiunge i 23 kg pro capite l'anno e viene portata in tavola mediamente 5 volte a settimana, la pasta non è immune dalla disinformazione. (VIDEO[1])
Una credenza diffusa sconsiglia per esempio di mangiare la pasta a cena. "La pasta va consumata anche di sera perché è un'alleata del sonno", afferma Elisabetta Bernardi, divulgatrice scientifica e nutrizionista dell'università di Bari, in un'intervista a 'Let's Talk About Food and Science', format promosso dal gruppo Barilla, rispondendo alla prima di 5 domande su altrettanti aspetti e curiosità riguardanti pasta, carboidrati e dieta mediterranea. Mangiata a cena "favorisce il sonno - spiega l'esperta - grazie a un meccanismo di rilascio del triptofano e dell'assorbimento di questo importante amminoacido da parte del cervello, con la produzione di serotonina e di melatonina che sono proprio dei neurotrasmettitori che favoriscono il riposo notturno". Inoltre, "favorisce anche la secrezione di due ormoni della sazietà molto importanti come la leptina e la grelina: si riesce quindi ad avere un senso di sazietà che dura anche il giorno successivo".
Ci sono effetti sull'umore? "La pasta rende felici e non soltanto perché è legata alla cultura e alla tradizione mediterranea e italiana - afferma Bernardi - Rende felici anche per motivi fisiologici, perché favorendo l'assorbimento da parte del cervello del triptofano favorisce la produzione di serotonina, che è considerata l'ormone del buon umore. E poi c'è l'effetto sul microbiota, perché la pasta contiene fibra" e "la pasta integrale ne contiene ancora di più. Se aggiungiamo anche un condimento a base di verdure, diamo il piatto preferito ai nostri amici microscopici dell'intestino, il microbiota". Questo aspetto non è secondario. "Un microbiota in salute - sottolinea la nutrizionista - favorisce la diminuzione dell'infiammazione e anche il buonumore attraverso l'asse intestino-cervello". A tale proposito, da un nuovo studio condotto in Italia da ricercatori dell'università Cattolica del Sacro Cuore e pubblicato sulla rivista 'Food Science & Nutrition', che ha analizzato gli effetti psicologici ed emotivi del consumo di pasta, è emerso che "chi mangia pasta con regolarità sperimenta livelli più elevati di gioia, meno stress e una qualità della vita migliore". Nel dettaglio la ricerca, realizzata con il supporto del gruppo Barilla e condotta su un campione di 1.500 persone, ha rilevato che: il 41% degli italiani associa la pasta alla famiglia; il 21% a emozioni positive e il 10% a una sensazione di piacere. Inoltre, chi consuma pasta almeno 3 volte a settimana ha dichiarato di provare "soddisfazione (29%) e un senso di autentica felicità (10%)".
A potenziare gli effetti benefici della pasta c'è il fatto di mangiare in compagnia. "E' uno dei segreti della dieta mediterranea, caratterizzata anche da un consumo elevato di pasta - evidenzia Bernardi - La dieta mediterranea quindi non deve essere soltanto ciò che si mangia, ma anche come si mangia, perché favorire la convivialità significa anche ridurre lo stress e favorire le buone abitudini alimentari, soprattutto nei più piccoli. Si è visto - chiarisce la specialista - che riducendo lo stress si favorisce anche la digestione e si hanno tempi di masticazione più lunghi, veri segreti per favorire la giusta alimentazione e non prendere peso". Ma c'è di più. "La convivialità è legata anche a cultura e tradizione, e il ricordo di una tavola felice riesce anche a favorire poi il buon umore in altre occasioni".
Qualcuno ancora non lo sa, ma la pasta "non contiene solo carboidrati: il 10, 12, anche 15% è fatto di proteine, e proteine di origine vegetale", precisa la nutrizionista, ricordando che "le nuove linee guida tendono a chiederci di aumentarne la quantità". Oltre alla proteine, nella pasta ci sono "microelementi come il potassio e le vitamine del gruppo B. E' quindi un alimento da considerarsi completo. Unici grandi assenti sono i grassi, perché ha un apporto calorico veramente ridotto: 100 grammi stanno intorno alle 150-180 calorie, che equivalgono a un contorno ben condito". In virtù di questo "non bisogna preoccuparsi di un consumo troppo elevato, ma limitarsi alle quantità raccomandate, che sono circa 80 grammi" a porzione.
Infine, la pasta "è un grande alleato dello sportivo, soprattutto nella fase iniziale per fornire energie, ma anche nella fase di recupero - rimarca Bernardi - Sono importanti le '4 R' del recupero: reidratare con l'acqua; ricostituire le riserve di glicogeno con i carboidrati; ricostruire il tessuto con le proteine; riposare. Non avere carboidrati durante la fase di recupero è come avere dei mattoni e non avere il cemento per montarli. E' fondamentale che, nella cosiddetta finestra metabolica - entro 1 ora dalla fine dell'esercizio - ci siano entrambi questi nutrienti". Uno studio dell'università di Milano pubblicato sull''International Journal of Food Science and Nutrition', che ha osservato oltre 60 atleti non professionisti, rileva come "coloro che seguivano un'alimentazione mediterranea con almeno 5 porzioni di pasta a settimana avevano risultati migliori di forza muscolare e massa grassa rispetto a chi consumava meno carboidrati e pasta. Non solo. Diversi studi - conclude l'esperta - mostrano che mangiare in compagnia migliora sia l'aderenza alla dieta mediterranea sia le performance, riducendo la depressione del 30-40%".

E' stato arrestato e portato in carcere a Rebibbia, a Roma, un cittadino peruviano di 45 anni accusato di stupro e sequestro di persona. Gli agenti del l Gruppo Centro dalla Polizia Locale di Roma Capitale, al termine di articolate indagini coordinate dalla procura di Roma, hanno eseguito l'ordinanza di applicazione di misura cautelare, emessa dal Tribunale di Roma, con arresto e trasferimento in carcere del 45enne. Il provvedimento è scaturito al termine di complesse attività investigative avviate dai caschi bianchi la scorsa estate, subito dopo la denuncia della vittima delle violenze, una giovane colombiana di 24 anni che, al momento dei fatti, si trovava in visita nella Capitale.
In base a quanto ricostruito, la donna si era rivolta a uno dei dipendenti di un ristorante del Centro Storico, in quanto si trovava in difficoltà a ritrovare l'albergo in cui alloggiava, data la temporanea impossibilità di cercare il percorso sul navigatore satellitare del cellulare a causa della mancanza di credito per la connessione dati. Con la promessa di farle usare il wi-fi del locale e dicendo che all'interno il segnale fosse migliore, un 45enne, di nazionalità peruviana, l'ha invitata a entrare per poi iniziare a versarle da bere bevande alcoliche e mettendo in atto comportamenti che sono diventati sempre più insistenti e molesti nel prosieguo della serata.
L'uomo l'ha condotta in un pub dove ha continuato a farla bere, quindi una volta fatta ubriacare, l'ha riportata nel ristorante, ormai in orario di chiusura, col pretesto di cucinarle qualcosa, e ha abusato della ragazza per poi segregarla all'interno. Riuscita a fuggire in un attimo in cui il suo aguzzino si era allontanato, la vittima ha incontrato, dopo poco, una pattuglia della Polizia Locale, alla quale si è rivolta per chiedere aiuto, ancora in preda al panico, tremante, con gli abiti sporchi di vino e di sangue. Gli agenti le hanno subito fornito assistenza, allertando il soccorso medico. Una volta fatta sentire al sicuro, la giovane ha iniziato a raccontare quanto le era accaduto. Affidata alle necessarie cure mediche, gli operanti hanno avviato immediatamente le indagini, ad esito delle quali, raccolti i gravi indizi di colpevolezza, è stato disposto l'arresto del 45enne che è stato portato a Rebibbia.

Il game show 'Chi Vuol Essere Milionario – Il Torneo', condotto da Gerry Scotti, in onda ieri domenica 14 dicembre su Canale 5, vince la sfida del prime time con 2.189.000 spettatori e uno share del 19,7%. Medaglia d'argento per Rai1 con 'Sarà Sanremo', la serata che ha svelato i giovani in gara al prossimo Festival, che ha interessato 1.733.000 spettatori, pari al 12,3% di share. Mentre il programma 'Che Tempo Che Fa' di Fabio Fazio sul Nove ha incollato allo schermo 1.597.000 spettatori con il 9.6% di share.
Fuori dal podio troviamo Rai3 con 'Report' che ha segnato 1.523.000 spettatori (9,1% share) mentre su Rai2 'N.C.I.S. Sydney' ha raccolto 693.000 spettatori(3,9% share). A seguire: Italia 1 con 'Zelig On' (685.000 spettatori, 5% share); Rete 4 con 'Fuori dal Coro' (652.000 spettatori, 5,4% share); La7 con 'Destini incrociati' (442.000 spettatori, 2,8% share); Tv8 con 'Un biglietto per Natale' (348.000 spettatori, 2,1% share).
In access prime time 'La Ruota della Fortuna' su Canale 5 ha interessato 4.868.000 spettatori (25,5% share) mentre 'Affari Tuoi' su Rai1 ha ottenuto 4.381.000 spettatori (22,8% share).

Un teatro gremito, un’energia contagiosa e un messaggio forte: il merito si alimenta con riconoscimento concreto, il sociale si sostiene con i fatti, valorizzando le persone che si dedicano agli altri. È questa l’anima del 'Galà per il Sociale', l’evento organizzato da Manageritalia Veneto che sabato sera, nella cornice del Teatro Palladio della Fiera di Vicenza, ha unito merito e solidarietà con una grande partecipazione. Il 'Galà per il Sociale' è stato molto più di una semplice serata di spettacolo: un momento corale in cui la platea ha condiviso un’idea di futuro, costruito con responsabilità e coesione. Un evento che ha saputo intrecciare attenzione ai giovani, valorizzazione delle carriere e un grande spettacolo teatrale, trasformando ogni istante in un elemento concreto di appartenenza e impegno.
Per Lucio Fochesato, presidente di Manageritalia Veneto, "il 'Galà per il Sociale' nasce per dare forza a chi, ogni giorno, è in prima linea sul territorio: le organizzazioni del terzo settore che trasformano bisogno in aiuto concreto e fragilità in opportunità. Questa serata è un abbraccio collettivo fatto di solidarietà, partecipazione e responsabilità condivisa. Come Manageritalia Veneto vogliamo accendere attenzione, su queste Associazioni e Onlus, perché il welfare di comunità si sostiene insieme, con continuità e visione".
Ad aprire la serata, la cerimonia di consegna delle borse di studio: 165 riconoscimenti destinati a sostenere il merito e il talento di giovani studenti e studentesse venete. Le borse sono state istituite dal Fondo Mario Negri, il Fondo contrattuale di previdenza integrativa dei dirigenti del terziario, per i Dirigenti, e da Manageritalia Veneto per gli associati quadri e volontari. Premiati 4 studenti delle scuole medie inferiori, 105 studenti delle scuole medie superiori, 35 percorsi universitari e 11 tesi di laurea. Un investimento sulla conoscenza che diventa investimento sul territorio: perché sostenere lo studio significa generare competenze, opportunità e crescita condivisa.
La serata è stata anche l’occasione per Manageritalia Veneto di consegnare gli attestati di riconoscimento agli associati che festeggiano 20, 30, 40, fino a 50 anni di carriera e valore umano: un omaggio non solo al percorso professionale, ma anche alla fedeltà, allo spirito associativo.
A coronare la serata, lo spettacolo di Carlo & Giorgio, il celebre e popolarissimo duo comico veneziano attivo dagli anni ’90, composto da Carlo del Paos e Giorgio Pustetto. Una performance travolgente, capace di unire la comicità tradizionale veneta all’ironia tagliente sui temi dell’attualità, tra vita quotidiana, differenze generazionali e cambiamenti sociali. Sketch irresistibili che giocano sul contrasto tra dialetto veneto e inglese, mettendo in scena con intelligenza e ritmo i paradossi della modernità, dalla transizione digitale alle nuove abitudini, fino alle piccole (grandi) scene di tutti i giorni. Risate vere, ma anche uno specchio brillante in cui riconoscersi: perché la comicità migliore sa divertire e, insieme, far pensare.
Con il 'Galà per il sociale', Manageritalia Veneto conferma la propria visione: essere un punto di riferimento per una leadership che non si limita ai risultati, ma li accompagna con valori, partecipazione e attenzione alle persone. Una serata che dimostra come la cultura del management possa tradursi in azioni concrete, capaci di creare impatto e generare fiducia. La serata di ieri andrà a sostenere i progetti di: Auser Vicenza - Club 41 Vicenza – Fidas Vicenza – Mato Grosso – Mummy&Daddy ODV – Passo Dopo Passo Onlus – Patronato Leone XIII – Società Teosofica italiana – Sos Bambino International Adoption – Vicenza Tutor – ViviAutismo Odv.

"In questo Paese noi medici di medicina interna siamo rimasti gli unici a rispettare l'articolo 32 della Costituzione", quello che dice che "la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti", il principio che fa del "rispetto della persona umana" il faro guida dell'assistenza sanitaria. Comincia così la lettera aperta di Antonino Mazzone, direttore del Dipartimento medico dell'Asst Ovest Milanese, che prende spunto dal caso dell'Irccs San Raffaele di Milano - sintomo esploso di un'antica malattia che peggiora senza trovare cure ("negli ospedali non ci sono più gli infermieri") - per lanciare un duro monito alla politica: "Vogliamo diventare come l'America che cura solo chi paga e lascia gli altri sul marciapiede?", chiede l'internista nello sfogo di chi non si rassegna alla "sanità come profitto".
All'ospedale di Legnano "dirigo un grande reparto di Medicina interna - scrive Mazzone - e mi veniva in mente l'articolo 32 della Costituzione ascoltando i miei bravi e giovani medici durante il briefing del mattino, mentre mi informavano dei pazienti che erano stati ricoverati dal Pronto soccorso. Nei reparti di medicina ormai più del 98% dei pazienti sono ricoverati dal Ps con problemi acuti", e spesso sono malati "polipatologici e complessi". Il primario cita qualche caso arrivato nel suo reparto. "Primo paziente: 65 anni, paraplegico ricoverato per polmonite, caregiver della moglie affetta da Alzheimer, nessun parente in quanto l'unico figlio si trova in carcere. Secondo paziente: homeless, trovato incosciente dal 118, alcolista affetto da cirrosi epatica ed encefalopatia alcolica, nessun percorso possibile, rimane ricoverato in Medicina interna. Terzo paziente, ricoverato per setticemia: extracomunitario con permesso scaduto, impossibilità di rinnovarlo e di possibile dimissione". Ancora: anziana "95enne sola a domicilio, autonoma fino al giorno prima, trovata senza coscienza dal vicino, nessun parente tranne un pronipote che non ha alcun interesse a gestirla, rimane per giorni e giorni in Medicina senza alcuna possibilità di liberare il letto".
Storie brevi di un elenco che potrebbe essere ancora più lungo. Drammi diversi, stesso epilogo: "I posti vengono occupati in maniera inappropriata e nessuno dal punto di vista organizzativo se ne assume la responsabilità", afferma l'internista che porta dati pubblicati sulla rivista 'Internal and Emergency Medicine'. Titolo dello studio 'Co.Cared - Complessità dell'assistenza e barriere alla dimissione: il paziente moderno di Medicina interna', coordinato da Chiara Cogliati dell'ospedale Sacco di Milano. Gli autori, spiega Mazzone, analizzano 14 reparti di Medicina interna in Lombardia. Risultato: "Percentuale di 'bed blockers' 24%, malati inappropriatamente ricoverati in reparto che non hanno alcuna necessità clinica" di restarci ancora e "che occupano un posto con un elevato costo per la società". Pazienti che "spesso arrivano nei pronto soccorso dei privati accreditati", dove "non li fanno nemmeno sbarellare. Li guardano in ambulanza, capendo le problematiche, e dicono il fatidico: 'Noi non siamo in grado, lo porti nell'ospedale pubblico'".
"Qualcuno dei decisori politici si rende conto della situazione in cui versano oggi alcuni reparti come la Medicina interna, la specializzazione più lunga e prestigiosa dopo la laurea in Medicina, che è il 'cervello dell'ospedale' come dice la bellissima attrice Matilde Gioli nella fiction che va tanto di moda?", domanda lo specialista con un accenno alla serie 'Doc - Nelle tue mani'. "Abbiamo ridotto i letti a 3 su 1.000 abitanti, molto meno della media europea e un terzo della Germania. Chi lavora in ospedale sa davvero quale è la situazione: c'è chi si sceglie i malati e chi deve prendere tutto", attacca Mazzone, comunque fiero di far parte dei secondi. "Noi siamo la Medicina interna e siamo felici di rispettare l'articolo 32 della Costituzione. E non solo prendiamo tutti i pazienti spesso rifiutati da vari specialisti, e di questo siamo orgogliosi, ma ormai siamo insostituibili - sottolinea - perché siamo quelli che stiamo tamponando la deriva di medicina d'urgenza e Ps in questo Paese, partecipando attivamente alla turnistica del pronto soccorso. Senza i medici internisti molti Ps sarebbero già chiusi", avverte Mazzone, e allora "metteteci in condizione di fare il nostro lavoro al meglio".
"Siamo il primo reparto di ricovero in questo Paese, con oltre 1 milione di ricoveri" all'anno, però "dateci la possibilità di destinare secondo competenza e appropriatezza il paziente giusto nel posto giusto, curato in maniera corretta, nel setting assistenziale adeguato. Liberiamo i reparti di Medicina interna dai problemi socio assistenziali", chiede il primario, visto che "sono stati creati posti per direzioni socio sanitarie e infermieri territoriali". Ma "almeno funzionassero, queste direzioni socio sanitarie", perché così "saremmo in grado di liberare posti letto da gestire sul territorio". Invece l'unico effetto che l'internista rileva è che "gli infermieri vanno sul territorio" e "negli ospedali non ce ne sono più", come dimostra a Milano "quanto accaduto al San Raffaele in un reparto di medicina ad alta complessità" dove nei giorni del ponte di Sant'Ambrogio sono arrivati dei 'gettonisti' non preparati per i compiti che avrebbero dovuto svolgere. Oggi "gli infermieri vanno sul territorio - ripete Mazzone - dove il lavoro è un quarto di quanto è in ospedale, soprattutto in Medicina interna dove sono tutti complessi e allettati". E dove "chi si ammazza tutti i giorni per fare tutto ai pazienti spesso viene deriso e umiliato", contrariamente a chi magari si limita a "gestire un paziente a testa con una macchina", rimarca l'internista che nella sua analisi non risparmia certi "sindacati".
"Vogliamo una sanità che perda l'aspetto umano della cura? Vogliamo sceglierci i pazienti e quelli che non pagano li lasciamo sul marciapiede come in America?", incalza Mazzone raccontando quando "da giovane, a Chicago, vedevo che in presenza di uno che stava male guardavano se aveva la tessera dell'assicurazione e se non ce l'aveva lo lasciavano lì moribondo. Si vuole una sanità di questo tipo? Ma qualcuno di credibile esiste ancora che ci tenga ad avere un servizio sanitario pubblico, che rispetti la Costituzione italiana, o dobbiamo rassegnarci alla sanità come profitto?". Il medico di medicina interna conclude prendendo in prestito alcuni passaggi del discorso alla città pronunciato da monsignor Delpini alla vigilia della festa di Sant'Ambrogio, patrono del capoluogo lombardo: "Alcune delle professioni più direttamente dedicate al bene delle persone sono diventate particolarmente faticose e inadeguatamente retribuite", ha osservato l'arcivescovo di Milano. "La comunità che agisce per un'autentica promozione della salute non deve dimenticare le cause sociali della malattia, prediligendo i più fragili perché non ricevano solo risposte emergenziali, ma anche di prevenzione e cura nella cronicità e progettando interventi incentrati sull'equità", ha continuato Delpini. "La gente è stanca", ha ammonito chiamando in causa anche "una gestione miope della cosa pubblica", con "servizi pubblici che costringono a ricorrere al privato". Così "dimenticando l'articolo 32 della Costituzione Italiana - chiosa Mazzone - e favorendo il profitto sulla malattia e il disagio".

Mundys mette in campo una nuova società Benefit dedicata alla lotta al cambiamento climatico. Neya, questo il nome del nuovo asset controllato al 100%, sarà focalizzata sulla selezione e adozione di iniziative prevalentemente “nature based” per la rimozione del carbonio, con l’obiettivo di produrre crediti CO2 utili per la decarbonizzazione delle infrastrutture di trasporto nelle quali opera Mundys, a livello globale.
Sono limitate, ad oggi, le società nate in Europa con l’obiettivo della rimozione di CO2; ciò ha motivato la scelta di Mundys di avviare questa iniziativa sperimentale, allo scopo di verificare la solidità di questa innovativa branca di business. Il valore del mercato internazionale dei crediti di carbonio nel 2024 è stato di circa 115 miliardi di dollari, per il 2030 le stime prevedono circa 300 miliardi di dollari, con possibilità di crescita fino a oltre 500 miliardi. E’ in questo contesto che Neya si inserisce con la propria missione per la rimozione permanente di CO2 dall’atmosfera, attraverso soluzioni come il rimboschimento e la gestione sostenibile di foreste e terreni agricoli, promuovendo la sostenibilità ambientale e sociale.
Neya diventa immediatamente operativa in Madagascar con la promozione di un progetto di riforestazione per 500 ettari lungo le coste a Nord dell’isola (nelle zone di Sofia e Melaky). Il ripristino delle piantagioni in aree deforestate localmente negli ultimi decenni contribuirà alla rimozione di CO2, grazie alla particolare tipologia di piante prescelte. Le mangrovie, infatti, sono foreste costiere tropicali formate da alberi e arbusti capaci di vivere in acque salmastre tipicamente lungo le coste, le foci dei fiumi e le lagune. Hanno radici aeree che spuntano dal fango o dall’acqua e sono fondamentali perché proteggono le coste dall’erosione e dalle tempeste, ospitano molte specie di pesci, uccelli e crostacei, e immagazzinano grandi quantità di carbonio.
crediti di carbonio generati potranno contribuire a compensare le emissioni delle infrastrutture
Il progetto, denominato “Ma Honko”, si avvale di un’azienda locale che genererà occupazione sul territorio nello spirito di produzione di valore lungo la filiera, al centro della strategia di business sostenibile della visione di Mundys. L’attività detiene i requisiti per ottenere la certificazione Gold Standard, ente internazionale che attesta la qualità e la credibilità dei progetti che riducono le emissioni di gas serra, assicurando al contempo benefici sociali e ambientali misurabili.
I crediti di carbonio generati, nel tempo, potranno così contribuire a compensare le emissioni delle infrastrutture di Mundys, a loro volta in corso di progressiva riduzione grazie all’esecuzione del framework di sostenibilità messo in campo dalla Capogruppo. Una strategia, quella ESG di Mundys, trasparente e responsabile e che le ha appena nuovamente fatto conseguire – per il terzo anno consecutivo – il livello A-list, massimo score rilasciato da CDP (ex Carbon Disclosure Project), rating internazionale di riferimento per la valutazione delle performance climatiche e ambientali su oltre 25.000 aziende.
Lungo la roadmap di sostenibilità della Capogruppo sono molti i traguardi segnati fin qui, anche in termini di leadership innovativa, solco nel quale Neya sembra segnare il prossimo passo. Mundys è stata, infatti, tra le prime società in Italia a dotarsi di un Climate Action Plan per promuovere la transizione energetica e la decarbonizzazione delle attività economiche lungo tutta la catena del valore in ambito aeroportuale, autostradale e dei servizi di mobilità, ponendosi obiettivi chiari e concreti, tra i quali l’azzeramento delle emissioni nette dirette (Scope 1 & 2) entro il 2040.

Oltre 110 milioni di euro di investimenti e spese delle aziende dei settori cemento e calcestruzzo per sicurezza ed ambiente nel 2024, in crescita del 16% rispetto al 2023. E’ quanto evidenzia il sesto Rapporto di sostenibilità di Federbeton.
Il comparto continua a investire risorse e competenze per migliorare le proprie performance ambientali e accelerare il percorso verso la neutralità climatica al 2050. Lo scorso 24 settembre, presso la Camera dei Deputati, Federbeton ha presentato la propria Strategia di decarbonizzazione, che traccia un percorso chiaro di riduzione progressiva delle emissioni tramite leve strategiche. Nella definizione della strategia sono stati individuati interventi di breve e medio periodo che sfruttano tecnologie già mature come l’impiego di combustibili alternativi e l’utilizzo di materiali sostitutivi del clinker, il semilavorato componente prevalente del cemento - spiega la Federazione del settore - La leva chiave per la decarbonizzazione del settore, con uno sviluppo a lungo termine, è la cattura della CO2, una tecnologia che richiede ingenti investimenti e lo sviluppo di infrastrutture di trasporto e stoccaggio. La cattura è fondamentale perché nella produzione di cemento il 60-65% delle emissioni dirette di CO2 deriva dalle stesse reazioni chimiche di processo ed è quindi incomprimibile.
“Cemento e calcestruzzo sono materiali straordinari e insostituibili, che garantiscono la sicurezza e la durabilità delle nostre case, scuole, ospedali. Sono fondamentali per le nostre infrastrutture e città, alimentano la crescita economica e sociale del Paese e contribuiscono concretamente alla rigenerazione urbana e allo sviluppo di infrastrutture sostenibili e durevoli - ha sottolineato Paolo Zelano, vicepresidente di Federbeton Confindustria - La nostra sfida è mantenere alta la competitività dell’industria italiana continuando a progredire sul fronte della sostenibilità, in particolare quella ambientale. Questo è possibile solo attraverso un impegno collettivo, rafforzando il legame tra industria, ambiente e società”.
Il Rapporto di Sostenibilità di Federbeton, come ogni anno, mostra l’impegno, i risultati e gli ambiti di miglioramento della filiera. Emerge, fra l’altro, che il settore conferma la propria circolarità: l’industria del cemento utilizza da anni scarti di altri processi produttivi in sostituzione dell’8% delle materie prime necessarie; i produttori di calcestruzzo preconfezionato e manufatti riutilizzano in media il 29% delle acque di processo ed il 62% degli scarti di produzione, rispettivamente; inoltre, è in aumento la quota di energia elettrica da fonti rinnovabili, in parte autoprodotta dalle aziende stesse.
Il Rapporto richiama l’attenzione anche su alcune criticità che non permettono all’industria di esprimere pienamente le proprie potenzialità: “Il tasso di sostituzione calorica dei combustibili fossili con combustibili alternativi nel settore del cemento resta fermo al 26%, lontano dalla media europea del 56%, principalmente a causa di iter amministrativi complessi e disomogenei sul territorio nazionale. I combustibili alternativi sono una soluzione già disponibile, ma al di là dello sforzo dell’industria, è necessario un intervento delle istituzioni al fine di ottenere un’applicazione omogenea sul territorio nazionale del processo di autorizzazione”.
Un’altra criticità che emerge dal Rapporto è quella relativa “all’impiego di aggregati recuperati nella produzione di calcestruzzo. Nonostante le potenzialità del settore, questa pratica resta limitata per l’assenza di un mercato nazionale per prodotti conformi agli standard dei calcestruzzi strutturali. Anche in questo caso è necessaria un’azione di sistema che coinvolga produttori, utilizzatori e istituzioni”.

"Permane l’aggressione russa ai danni dell’Ucraina, con vittime e immani distruzioni, e con l’aberrante intendimento, malgrado gli sforzi negoziali in atto, di infrangere il principio del rifiuto di ridefinire con la forza gli equilibri e i confini in Europa. Azione ritenuta irresponsabile e inammissibile già oltre cinquanta anni addietro nella Conferenza di Helsinki sulla cooperazione e sicurezza nel continente". Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo all'inaugurazione della diciottesima Conferenza delle ambasciatrici e degli ambasciatori.
Sulla "tragedia di Gaza", ha detto ancora il capo dello Stato, "con il suo carico di sofferenza civile e il persistente alto rischio di escalation, continua a esporre il Medio Oriente a nuove lacerazioni: il raggiungimento del cessate-il-fuoco, per quanto fragile, richiede il fermo sostegno di tutta la Comunità internazionale".

Una stagione che, partita con proclami di lotta per un posto in Champions, sta scivolando verso un incubo chiamato Serie B. La Fiorentina, dopo 15 giornate di campionato, è ultima in classifica, con appena 6 punti e nessuna vittoria all’attivo, unica squadra a detenere questo triste primato in Serie A. I viola, dopo la sconfitta interna nel match salvezza contro il Verona, vedono la permanenza nel massimo campionato italiano allontanarsi sempre di più: il quartultimo posto, al momento, è lontano ben otto punti. Incredibile come, in appena 4 mesi, il mondo della Fiorentina si sia completamente ribaltato. A inizio stagione, i ragazzi allora allenati da Pioli erano in lizza per un posto in Champions che, secondo gli esperti Sisal, si giocava a 5,00. Oggi, per Kean e compagni, entrare tra le prime quattro è impresa che pagherebbe 500 volte la posta. Ma, al momento, in casa Fiorentina si deve guardare alla parte bassa dove la situazione è molto complessa.
Infatti, prima del fischio di inizio della Serie A, la retrocessione dei toscani era data a 66, alla pari del Bologna, oggi sesta forza del campionato. Se formazioni come Verona, Lecce, Pisa e Parma sono rimaste in linea, va sottolineato come due neopromosse come Cremonese e Sassuolo stiano viaggiando molto sopra le aspettative. I grigiorossi eano quasi condannati a inizio anno, retrocessione data a 1,50, mentre oggi sono offerti a 7,50; al contrario gli emiliani, offerti a 4,00, oggi volano verso una salvezza tranquilla visto che l’immediato ritorno in Serie B è in quota a 33. E la Fiorentina? I toscani, al momento, vedono la retrocessione a 2,50 secondo gli esperti Sisal: un crollo verticale della quota dovuto a 15 partite dove sono stati centrati appena sei punti. L’ultima retrocessione della Viola è datata 2002 quando poi la società, a causa di problemi della proprietà, ripartì dalla Serie C1 per poi tornare nel massimo campionato dopo appena due anni.

Dopo un’edizione 2025 da record (810 espositori, 55.000 mq di superficie occupata e quasi 27mila visitatori da tutto il mondo), Myplant&Garden si amplia ulteriormente, raggiungendo i 60mila mq espositivi e occupando interamente quattro padiglioni grazie al forte riscontro da parte delle aziende. Oltre a ciò, saranno impegnate anche delle aree esterne per dimostrazioni pratiche. Myplant&Garden, salone internazionale dedicato ai professionisti delle filiere del verde ornamentale, del paesaggio, del garden e della floricoltura, si accinge così a celebrare la sua decima edizione in programma dal 18 al 20 febbraio 2026 presso Fiera Milano Rho. L’evento riunirà aziende, operatori, esperti, istituzioni e associazioni provenienti da tutta Europa e da numerosi paesi extraeuropei.
La decima edizione prevede nuovi contenuti, aree tematiche specializzate, mostre, seminari tecnici, workshop formativi e dimostrazioni live, con un’attenzione particolare alle sfide attuali del settore: sostenibilità, economia circolare, gestione del verde urbano, privato e sportivo, tecnologie smart, nuove tendenze del garden design e della decorazione floreale.
“Passeremo da 55mila a 60mila mq di superficie, e copriremo completamente tutti i quattro padiglioni con l’esposizione grazie al riscontro eccezionale da parte dei nostri espositori”, afferma Valeria Randazzo, Exhibition Manager di Myplant. Con la decima edizione ci sarà un ulteriore riassetto delle aree espositive che coprono l’intera catena del valore: vivai, fiori, arredo, vasi e contenitori, decorazione, architettura del paesaggio, servizi, tecnica e macchinari offriranno una panoramica integrale e aggiornata sulla filiera. “Un’offerta completa che riflette la forza, la diversità e la continua evoluzione del settore”, aggiunge Randazzo.
Il padiglione 20 sarà interamente occupato dai motori - in continua espansione - e da My Green Sports, l’evoluzione del ‘Verde Sportivo’, dove troverà spazio anche il nuovo programma Figc dedicato alla formazione dei tecnici del verde. L’area dedicata al paesaggio (progettazione, prodotti, materiali, realizzazione…), rinominata My Landscape, godrà di nuova visibilità e identità spostandosi nel padiglione 8. Un boulevard la metterà in connessione con l’area dedicata al fiore e alla decorazione, rinominata a sua volta My Decor.
Il vivaismo rimarrà rappresentato nel padiglione 16 e in un’ampia porzione del padiglione 12, rimanendo attiguo, come nella passata edizione, all’esposizione dell’intero comparto tecnico. Qui si troverà l’allestimento Garden Center New Trend, che celebrerà l’anniversario tondo di Myplant con l’iniziativa ‘10 anni di trend - the best of’, ossia un percorso attraverso un decennio di idee, scenografie, visioni e prodotti che hanno segnato l’evoluzione dell’evento e influenzato il mercato: uno spazio per raccontare il passato, interpretare il presente e, con le nuove proposte, immaginare il futuro del retail specializzato.
A rappresentare il volto più avanzato e sostenibile dell’offerta di prodotti e servizi per l’intero settore del verde sarà My Innovation (già MyplanTech), che presenterà in un circuito dedicato all’interno dei padiglioni le soluzioni green e tecnologicamente più innovative proposte dagli espositori. “Questa decima edizione rappresenta un traguardo importante e allo stesso tempo un nuovo punto di partenza - spiega Valeria Randazzo - Il mercato del verde è in costante evoluzione e Myplant continua a crescere insieme alle imprese, offrendo un luogo privilegiato dove sviluppare relazioni, generare valore e immaginare il futuro del settore”.

Saranno Tananai, Fabri Fibra e Alessandra Amoroso i tre artisti che si esibiranno sul palco del Circo Massimo per il concerto di Capodanno 2026 a Roma. La conferma è arrivata oggi dal Campidoglio nel corso della conferenza stampa di presentazione dell'evento.
A svelare il cast che animerà la notte del 31 dicembre è stato il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri ponendo fine al riserbo delle ultime settimane.
Come da tradizione, lo spettacolo si svolgerà al Circo Massimo con ingresso gratuito. L'evento prenderà il via alle 21 del 31 dicembre e proseguirà fino a tarda notte, accompagnando il pubblico nel conto alla rovescia e nei festeggiamenti per l'arrivo del 2026.



