
Estratta la combinazione vincente del concorso di oggi, martedì 11 novembre, del Superenalotto: 3, 37, 42, 59, 63, 84. Numero Jolly: 49. Numero SuperStar: 64. Nessun '6' né '5+1' al concorso di oggi del Superenalotto. Centrati nove '5' che vincono 19.041,84 euro ciascuno. Il jackpot per il prossimo concorso sale a 77.100.000 di euro.
Quanto costa una schedina
La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro.L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi.La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata.
I punteggi vincenti
Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima:
- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro;
- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro;
- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro;
- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro;
- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro.
Come verificare la vincita
E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni.

"Il collegio del Garante non presenterà le proprie dimissioni". E' quanto ha detto al Tg1 il presidente del Garante della Privacy Pasquale Stanzione, secondo cui le accuse rivolte all'Autorità "sono totalmente infondate".
"Non vi è stata mai una decisione del Garante" che non sia stata presa "in piena indipendenza di giudizio", assicura Stanzione, secondo cui "la narrazione del Garante come subalterno alla maggioranza di governo è una mistificazione che mira a delegittimarne l'azione, specialmente quando le decisioni sono sgradite o scomode".
La questione, secondo il presidente dell'Autorità, è che "il garante assume delle decisioni talvolta contrarie al governo, talvolta favorevoli allo stesso. Ed è questa la vicenda dell'autonomia". E, dunque, quando la politica grida allo scioglimento, alle dimissioni "non è credibile".
Lorenzo Musetti torna in campo. Oggi, martedì 11 novembre, l'azzurro affronta Alex De Minaur alle Atp Finals. A Torino, è già un match da dentro o fuori per il numero 9 del ranking, che dovrà battere l'australiano per sperare nella qualificazione alle semifinali. Entrambi i giocatori hanno perso i rispettivi match d'esordio: Musetti contro Fritz e De Minaur contro Alcaraz. Musetti ha vinto il primo set 7-5, trovando il break decisivo nell'undicesimo game. De Minaur ha poi rimesso il match in equilibrio conquistando il secondo set 6-3.
Dove vedere Musetti-De Minaur? Il match è visibile in diretta su Sky Sport Uno, Sky Sport Tennis e Sky Sport Mix. Match visibile anche in streaming su Sky Go, Now e Tennis Tv.
Nell'ultimo match del girone Lorenzo affronterà Carlos Alcaraz.
Lorenzo Musetti torna in campo. Oggi, martedì 11 novembre, l'azzurro affronta Alex De Minaur alle Atp Finals. A Torino, è già un match da dentro o fuori per il numero 9 del ranking, che dovrà battere l'australiano per sperare nella qualificazione alle semifinali. Entrambi i giocatori hanno perso i rispettivi match d'esordio: Musetti contro Fritz e De Minaur contro Alcaraz. Musetti ha vinto il primo set 7-5, trovando il break decisivo nell'undicesimo game.
Dove vedere Musetti-De Minaur? Il match è visibile in diretta su Sky Sport Uno, Sky Sport Tennis e Sky Sport Mix. Match visibile anche in streaming su Sky Go, Now e Tennis Tv.
Nell'ultimo match del girone Lorenzo affronterà Carlos Alcaraz.
Lorenzo Musetti torna in campo. Oggi, martedì 11 novembre, l'azzurro affronta Alex De Minaur alle Atp Finals. A Torino, è già un match da dentro o fuori per il numero 9 del ranking, che dovrà battere l'australiano per sperare nella qualificazione alle semifinali. Entrambi i giocatori hanno perso i rispettivi match d'esordio: Musetti contro Fritz e De Minaur contro Alcaraz.
Dove vedere Musetti-De Minaur? Il match è visibile in diretta su Sky Sport Uno, Sky Sport Tennis e Sky Sport Mix. Match visibile anche in streaming su Sky Go, Now e Tennis Tv.
Nell'ultimo match del girone Lorenzo affronterà Carlos Alcaraz.

C'è anche Matteo Berrettini a Torino, nella settimana delle Atp Finals. L'azzurro, che nei prossimi giorni arriverà a Bologna per le altre Finals, quelle di Coppa Davis con l'Italia di capitan Volandri, si è allenato oggi, martedì 11 novembre, al Circolo della Stampa Sporting in via Agnelli. A due passi dalla Inalpi Arena e dallo Stadio Olimpico Grande Torino. Berrettini ha chiuso una tranquilla sessione sotto gli occhi di coach Alessandro Bega e, con ogni probabilità, la sua giornata si concluderà in tribuna per assistere al match tra il compagno di nazionale Lorenzo Musetti e Alex De Minaur.
Matteo (che le Atp Finals le ha giocate nel 2019 e nel 2021) si è palesato al centro sportivo con la classica canotta bianca, abbinata a cappellino e pantaloncini neri. Per una sessione di allenamento particolare, iniziata dopo quella di Jannik Sinner e all'insegna del... calcio tennis. L'azzurro si è divertito per qualche minuto calciando il pallone con l'allenatore, per riscaldarsi, prima di prendere la racchetta in mano e iniziare il lavoro tecnico.
Curiosità: a un certo punto Berrettini si è girato e ha raggiunto, corricchiando, un gruppetto di giornalisti per salutare Vincenzo Santopadre, suo storico coach fino a poco tempo fa, durante i preparativi per un collegamento tv. Due battute, un incrocio di sorrisi e poi via, di nuovo in campo. Tra pochi giorni c'è la Davis. Tra pochi giorni c'è l'Italia. (di Michele Antonelli, inviato a Torino)

"Sto bene". Risponde così Vittorio Sgarbi alla domanda di Bruno Vespa, che nella puntata di 'Cinque minuti', in onda questa sera su Rai1, alla fine dell'intervista - in occasione dell'uscita del suo nuovo libro 'Il cielo più vicino. La montagna nell'arte' - torna sulle vicende familiari che hanno visto protagonista il critico d'arte chiamato in causa dalla figlia Evelina. La ragazza è convinta che il padre stia male e per questo abbia bisogno di un amministratore di sostegno. La richiesta "la trovo fuori misura e fuori logica".
Quella di Evelina "mi è sembrata una richiesta che nasceva dal desiderio di ottenere un'attenzione che non aveva ottenuto prima - afferma Sgarbi - quindi di trovare un padre, quello che si era atteso e non si era trovato, per cui l'idea che io avessi dei problemi interiori, dei turbamenti e delle difficoltà o dei disagi è una forma di risposta, un modo con cui ha cercato di mettersi in evidenza e di far vedere quello che lei chiedeva e voleva. Quindi - conclude - capisco quello che ha fatto, ma lo trovo fuori misura e fuori logica".
E alla domanda di Vespa su come stia oggi (il critico d'arte era stato ricoverato al Policlinico Gemelli per una forte depressione nei primi mesi del 2025, ndr), Sgarbi risponde: "Sto bene. E' stato un lungo percorso per vedere cose interiori ed esteriori e ne sono uscito con questo libro che racconta l'esperienza della realtà, l'esperienza di quello che si vede, l'esperienza di quello che si ha dentro, che si sente, di cui si ha necessità".
Nel libro - prosegue - "c'è la storia dell'arte e la natura, c'è il rapporto con i grandi maestri, il rapporto con la realtà fisica, c'è il rapporto con la grandezza interiore e l'altezza esteriore che le montagne indicano andando verso il cielo".

Una "serie vera", realizzata con "garbo e rigore scientifico", capace di conquistare un pubblico trasversale, dai medici ai bambini. È questa, secondo il regista Riccardo Donna, la formula del successo di 'Cuori', il medical drama ambientato nella Torino degli anni '60. In un'intervista all'Adnkronos, Donna annuncia la data della terza attesissima stagione: la domenica dall'8 febbraio su Rai1, per sei prime serate. E non esclude una quarta: "La speranza è l'ultima a morire".
Il punto di forza della fiction, che vede protagonisti Pilar Fogliati e Matteo Martari, risiede nella sua autenticità. "Penso che, tutti insieme, l'abbiamo fatta bene. Siamo riusciti a ricreare un ospedale esattamente come era allora, usando le macchine autentiche dell'epoca", spiega Donna. Un realismo ottenuto grazie alla consulenza di "vecchi infermieri in pensione" e di "un'equipe di medici serissima". Un contesto credibile che fa da sfondo alle storie sentimentali, il tutto raccontato "con molto garbo, tenendo conto del pubblico familiare della domenica sera".
L'attenzione al dettaglio medico è stata maniacale. "Un po' sono diventato cardiochirurgo anch'io", scherza il regista, raccontando le "vere e proprie lezioni" a cui si sono sottoposti cast e troupe per imparare a maneggiare gli strumenti del mestiere. "Per rendere le operazioni a cuore aperto credibili, le mani che si vedono nei dettagli sono di veri chirurghi". Anche gli attori, come Matteo Martari, si sono immersi completamente nella parte: "Ha imparato perfettamente, la cosa che fa meglio è cucire, è bravissimo".
Pur non avendo la presunzione di "influenzare l'opinione pubblica" su temi come la donazione degli organi o il finanziamento alla ricerca, Riccardo Donna è convinto che la serie abbia un merito importante: "Facciamo vedere che cosa c'è dietro a tutta una macchina medica che non funziona da sola, ma perché nei decenni si è sperimentato". Una responsabilità sentita profondamente: "Noi entriamo senza bussare nelle case della gente, quindi se facciamo una serie sulla medicina non possiamo dire stupidaggini".
I fan possono, dunque, segnare la data sul calendario: la terza stagione di 'Cuori' arriverà su Rai1 l'8 febbraio, con sei serate (12 episodi). "È pronta, abbiamo fortemente voluto rimandarla rispetto a settembre per fare meglio la post-produzione", chiarisce il regista in merito ad alcune notizie circolate. La nuova stagione vedrà un salto temporale di alcuni anni, una scelta narrativa precisa: "È importante perché dà un senso alla ricerca, che ha bisogno di anni per mostrare i suoi sviluppi. Si vedrà che la medicina nell'ospedale è cambiata". Ma i sentimenti, assicura, non mancheranno: "Quelli, ce ne sono sempre di più".
Sarà l'ultima stagione? Il regista lascia uno spiraglio aperto. "Chi può dirlo? Io, se si facesse, ci sarei. E so che anche i nostri protagonisti sono tutti molto affezionati a 'Cuori'", afferma. E la chiosa finale è un vero e proprio messaggio ai fan: "La speranza è l'ultima a morire e noi siamo determinati". (di Loredana Errico)

'Fuori onda' per Lionel Messi. Il fuoriclasse argentino è stato protagonista di un video diventato rapidamente virale sui socail network, 'irrompendo' nel romantico bacio di una coppia per le strade di Barcellona. I due si stavano riprendendo mentre abbracciavano, con la ragazza che teneva in mano un grosso mazzo di fiori, nella più amorevole delle scene in una delle vie principali della città catalana.
A un tratto però, il telefonino ha ripreso, alle loro spalle, Messi, ora attaccante dell'Inter Miami, tornato per qualche giorno in quella che è stata casa sua, con la maglia blaugrana addosso. L'argentino è entrato nell'inquadratura, con tanto di guardia del corpo al seguito, e ha suscitato la reazione incredula del ragazzo, rimasto letteralmente a bocca aperta.
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"Ieri sera sono tornato in un posto che mi manca con l'anima. Un posto dove sono stato immensamente felice, dove voi mi avete fatto sentire mille volte la persona più felice del mondo", ha scritto Messi pubblicando foto che lo ritraggono all'interno del 'nuovo' Camp Nou, ancora chiuso per i lavori di ristrutturazione. L'argentino però non ha escluso un ritorno, anche se in altra veste: "Magari un giorno potessi tornare, e non solo per salutarti come giocatore, come non ho mai potuto fare...".

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e il Ministero del Turismo hanno emanato oggi la circolare congiunta che detta le linee guida di coordinamento tra l’istituto dei pacchetti turistici e servizi turistici collegati, previsto dal d.lgs. 23 maggio 2011 n. 79, e l’uso a fini commerciali delle unità da diporto disciplinato dal d.lgs. 18 luglio 2005 n. 171, firmata dal Direttore generale per il mare e il trasporto marittimo, Patrizia Scarchilli, e dal Direttore generale Controllo e regolamentazione, formazione e politiche turistiche, Francesco Felici.
La circolare offre una lettura comparata del d.lgs. 23 maggio 2011, n.79, che detta la normativa statale in tema di e mercato del turismo, e il d.lgs. 18 luglio 2005, n. 171, che reca il Codice della nautica da diporto. La circolare chiarisce che gli operatori del turismo, laddove non assumano direttamente la gestione di una o più unità da diporto destinate al noleggio e alla locazione, mettono in contatto l’armatore dell’unità e il cliente della stessa, ponendosi come meri intermediari tra le due parti, non assumono l’esercizio della navigazione e le inerenti responsabilità.
L’intera operazione, in particolare l’attività connessa all’utilizzo commerciale dell’unità da diporto, si inquadra pertanto nell’ambito della disciplina di settore turistico, posta dal d.lgs. n. 79 del 2011, dalla direttiva (UE) 2015/2302 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2015, e nell’ambito delle norme generali in materia di mediazione poste dagli artt. 1754 e ss. cod. civ., che trovano quindi piena applicazione nella fattispecie. Ne consegue che tale attività esula dal perimetro applicativo del d.lgs. n. 171 del 2005. La circolare riconosce l’ipotesi in cui il cliente che stipula un contratto di locazione (scafo senza equipaggio) si avvalga, a sua volta, attraverso uno o più contratti di collaborazione professionale, di un soggetto terzo munito di titolo professionale che svolga una prestazione di supporto e di collaborazione con il conduttore nell’esercizio della navigazione, assumendo un’obbligazione di mezzi e non di risultato, mantenendo il locatario le conseguenti responsabilità connesse all’esercizio della navigazione.
“Ringrazio il Vice Ministro alle Infrastrutture e trasporti, Edoardo Rixi, il Ministro del Turismo, Daniela Garnero Santanchè, e le rispettive strutture, a cominciare dai D.G. Scarchilli e Felici, per aver posto un altro tassello del più ampio disegno di semplificazione e chiarimento di norme e procedure, finalizzato a una maggiore competitività della bandiera italiana”, commenta soddisfatto il presidente di Confindustria Nautica, Piero Formenti.
“Nella stessa giornata di oggi ho avuto un più che proficuo incontro con il neo Comandante Generale delle Capitanerie di porto, Sergio Liardo, con il quale abbiamo disegnato un percorso virtuoso e condiviso di sostegno al settore, che passa anche per il potenziamento dei mezzi del Corpo al servizio delle esigenze dell’utenza. Tra i primi interventi che saranno messi in campo, l’istituzione immediata delle sessioni di esame per i titoli professionali semplificati del diporto”, conclude Formenti.

Quando gioca l'Italia? La Nazionale azzurra è attesa dai due impegni conclusivi contro Moldavia e Norvegia delle qualificazioni per i Mondiali 2026, che andranno in scena la prossima estate in Stati Uniti, Messico e Canada. Gli uomini del ct Gennaro Gattuso hanno già ottenuto la matematica certezza di un posto ai playoff di marzo, battendo Israele nell'ultima giornata del girone I.
Per la terza volta consecutiva gli azzurri sembrano infatti condannati a provare ad accedere alla rassegna iridata dalla porta secondaria, a meno che la Norvegia non perda contro l'Estonia e venga sconfitta proprio dall'Italia nella sfida, a quel punto decisiva, dell'ultima giornata del gruppo. Haaland e compagni infatti possono contare su una differenza reti di +26 contro il +10 azzurro. Un margine irrecuperabile.
Intanto però, per regalarsi la speranza di sorpassare la Nazionale scandinava al primo posto, posizionamento che garantisce l'accesso diretto alla fase finale dei prossimi Mondiali, Gattuso deve battere la Moldavia. La sfida è in programma giovedì 13 novembre a Chisinau, mentre lo 'scontro diretto' con la Norvegia si giocherà a San Siro domenica 16 novembre.

Sequestrati a Salvatore Cuffaro dai carabinieri del Ros 80 mila euro in contanti nel giorno in cui sono state fatte le perquisizioni la scorsa settimana.
Come si apprende, circa 40 mila euro sono stati rinvenuti dai militari nella cassaforte a casa a Palermo. L'altra metà nella tenuta di San Michele di Ganzaria nel Catanese. L'ex presidente della Regione siciliana, sul quale pende una richiesta di arresto per associazione a delinquere, turbativa d'asta e corruzione, nell'ambito di un'inchiesta della Procura su appalti pilotati, verrà interrogato venerdì dal gip.

Giacomo Cantarella è stato confermato all’unanimità presidente di AssoESCo, l’Associazione italiana di riferimento per le ESCo e le imprese operanti nel settore della transizione energetica e della sostenibilità. Cantarella guiderà l’associazione per i prossimi due anni.
Cantarella, head of regulatory affairs and institutional relations di Gruppo Dolomiti Energia, commenta così la sua nomina: “Sono grato agli associati per questa riconferma che riconosce il percorso fatto nell’ultimo biennio. AssoESCo è il principale riferimento per le energy service company e per quelle aziende che si occupano di servizi connessi alla transizione energetica. In questo biennio abbiamo registrato un significativo incremento degli associati: ad oggi rappresentiamo oltre cento aziende. Nei prossimi due anni lavoreremo per consolidare ulteriormente il percorso avviato".
Tra le sfide che attendono il nuovo consiglio direttivo, secondo il presidente Cantarella la principale sarà “quella di proseguire nel dialogo con le istituzioni per rappresentare come le ESCo possano essere un facilitatore e acceleratore del processo di decarbonizzazione del Paese. Le ESCo integrano ingegneria, finanza e gestione dei processi legati alla transizione energetica. Con le nostre competenze contribuiamo e continueremo a contribuire in modo significativo per la messa a terra dei progetti di efficienza energetica, di generazione distribuita e di gestione ottimizzata dell’energia. Abbiamo però bisogno che le Istituzioni ci supportino con una normativa chiara e stabile, condizione senza la quale la nostra attività rischia di diventare una corsa a ostacoli".
Il riferimento è al recente stop anticipato alla misura Transizione 5.0 che Cantarella commenta così: “L’Associazione si è adoperata in un’ottica di costante collaborazione con le istituzioni, per favorire il corretto impiego dei fondi stanziati, che avrebbero dato un significativo contributo alla modernizzazione integrata del tessuto produttivo nazionale. Pertanto, il Decreto direttoriale Mimit del 6 novembre rappresenta un intervento che, oltre a generare un ingente danno economico, rischia di introdurre un grave elemento di discontinuità, minando il rapporto fiduciario tra un’intera filiera e le istituzioni. Ho scritto ieri una lettera al ministro Urso, l’Associazione è a disposizione perché si possa trovare rapidamente una soluzione".
In occasione dell’assemblea sono stati eletti anche i primi sei membri del consiglio direttivo, organo di governance che si riunisce su iniziativa del presidente: Vittorio Bellicini, responsabile area ottimizzazione consumi – Fedabo; Antonio Beneduce, head of ESCo - Tecno esg; Giuseppe Caruso, ceo – Solgen; Alessandra Chiari, ceo – Gmt; Francesco Ricciardi, Head of institutional affairs and incentives – Renovit; Alessandro Totaro, responsabile market regulation - Edison Next. Il consiglio direttivo sarà completato nelle prossime settimane con ulteriori nomine e l’individuazione dei vicepresidenti.

"Il nuovo Ccnl Tlc rappresenta un punto di svolta per la filiera delle telecomunicazioni perché guarda avanti e mette al centro il valore delle persone. È un contratto di trasformazione che nasce da un dialogo serio e responsabile, e che testimonia la grande responsabilità sociale del nostro settore: nonostante un mercato che non è ancora uscito dalla crisi, le imprese hanno scelto di fare la loro parte, anche in coerenza con gli interventi previsti dal Governo nella legge di bilancio, che prevede misure di agevolazione fiscale per incrementi economici riconosciuti dai rinnovi contrattuali. Tuttavia, questo impegno deve essere accompagnato da politiche industriali coerenti e di lungo periodo: senza un cambiamento strutturale nelle politiche del Sistema Paese, ogni sforzo delle imprese rischia di essere vano". Ad affermarlo è il presidente di Asstel, Pietro Labriola, commentando il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro delle Telecomunicazioni.
"Le telecomunicazioni - sottolinea Labriola - sono una componente strategica dell’economia italiana – oltre 200 mila occupati, più del 6% del Pil e investimenti per oltre 114 miliardi di euro dal 2010 – e meritano una visione di politica industriale che ne riconosca il ruolo centrale per la competitività nazionale. È il momento di agire con coerenza e visione, per fare della nostra filiera uno dei motori della digitalizzazione e della crescita del Paese".
"Questo rinnovo, rileva Laura Di Raimondo, Direttrice Generale di Asstel, "mette a disposizione strumenti concreti per governare le trasformazioni in atto. Il nuovo modello di classificazione del personale, basato sulle Aree Professionali, supera i vecchi livelli e valorizza le competenze, l’occupabilità, collegando in modo più diretto le responsabilità ai percorsi di crescita. Particolare attenzione è stata riservata al comparto Crm/Bpo, per il quale nasce un’area contrattuale dedicata, per contrastare i fenomeni di dumping contrattuale, che introduce maggiore flessibilità organizzativa e sostenibilità economica, assicurando continuità occupazionale attraverso una revisione della clausola sociale. Il contratto innova anche in materia di welfare rafforzando la previdenza complementare e la sanità integrativa di settore, prevedendo nuovi permessi per genitorialità, violenza di genere e bisogni educativi speciali e potenziando il lavoro agile, rendendolo più inclusivo e orientato a risultati misurabili. Infine, si è scelto di creare una correlazione tra i principi Esg (Environmental, Social, Governance) e gli istituti del Ccnl consolidando la visione condivisa del lavoro fondato su sostenibilità, partecipazione e responsabilità sociale".

È stato siglato oggi il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro delle Telecomunicazioni, un accordo che segna un passo decisivo per l’evoluzione dell’intero ecosistema Tlc italiano. Un risultato che testimonia il senso di responsabilità dell’industria delle telecomunicazioni, che – pur in un contesto economico ancora complesso e in assenza di un quadro di politica industriale definito – ha scelto di procedere con il rinnovo del contratto collettivo, valorizzando il contributo delle persone e la sostenibilità del settore. Non si tratta di un semplice aggiornamento economico e normativo, ma di un contratto di trasformazione e di innovazione, per accompagnare la transizione digitale del Paese e rafforzare la competitività del settore con una prospettiva di lungo periodo, fino al 2028 gestendo così la definizione di due cicli negoziali.
Il nuovo Ccnl introduce per la prima volta una distinzione all’interno della filiera per il comparto Crm–Bpo, il più esposto ai processi evolutivi e di transizione tecnologica, prevedendo maggiori strumenti di flessibilità per garantire sostenibilità economica e occupazionale e contrastare i fenomeni di dumping contrattuale. Il contratto prevede inoltre l’introduzione di aree professionali per valorizzare le competenze delle persone e guidare la trasformazione superando i vecchi livelli e valorizzando le competenze, l’occupabilità, collegando in modo più diretto le responsabilità ai percorsi di crescita. Dal punto di vista economico, l’accordo conferma un impegno concreto e responsabile da parte delle imprese: nel triennio 2026–2028 il settore riconoscerà il recupero dell’inflazione Ipca maturata nei due cicli negoziali. Un segnale importante di attenzione e responsabilità sociale, che si traduce in un impegno reale per il benessere delle persone, anche in un contesto in cui la filiera non è ancora pienamente uscita dalla crisi.
Il rinnovo del Ccnl conferma l’impegno condiviso delle parti sociali nel promuovere occupazione qualificata, formazione continua, rafforzando il ruolo delle telecomunicazioni come infrastruttura strategica per lo sviluppo digitale dell’Italia. Il nuovo Ccnl delle Telecomunicazioni si articola sui principali ambiti di innovazione come: trasformazione del lavoro; il nuovo modello di classificazione introduce due articolazioni – una generale e una specifica per le attività di Crm/Bpo – con l’obiettivo di favorire la flessibilità e l’occupabilità mettendo al centro le “competenze” delle persone. Viene aggiornata la disciplina su nuove tecnologie e tutela dei lavoratori, promuovendo l’uso di strumenti informatici di supporto e percorsi formativi certificati. Il lavoro agile garantisce piena equivalenza tra prestazioni in sede e da remoto.
Trasformazione Crm/Bpo: è stata istituita, per contrastare i fenomeni di dumping contrattuale, un’area speciale all’interno del Ccnl Tlc dedicata alle attività di Crm/Bpo, con maggiore flessibilità sugli orari e sulla gestione delle prestazioni lavorative. La revisione della clausola sociale garantisce la continuità occupazionale nei passaggi di appalto, mantenendo condizioni economiche equivalenti e sostenibili. Evoluzione normativa, Welfare e Esg: il contratto mette al centro le Relazioni Industriali attraverso il rafforzamento del sistema partecipativo, aggiorna le regole su contratti a termine e somministrazione, in materia di orario di lavoro e di permessi legati all’inclusione. Si è scelto di creare una correlazione tra i principi Esg (Environmental, Social, Governance) e gli istituti del Ccnl consolidando la visione condivisa del lavoro fondato su sostenibilità, partecipazione e responsabilità sociale.
Le Parti hanno deciso di rafforzare l’assistenza sanitaria integrativa del Servizio Sanitario Nazionale definita dal Ccnl che costituisce uno degli elementi distintivi della Filiera come confermato dall’esistenza di un’ampia diffusione di strumenti definiti a livello aziendale. Una Commissione paritetica lavorerà per presentare alle Parti entro il mese di aprile del 2026 una proposta per l’istituzione, dal 1° luglio 2026 di un Fondo sanitario di categoria per tutti i lavoratori delle Aziende cui si applica il Ccnl e che non abbiano già una forma di assistenza sanitaria integrativa. La soluzione così individuata costituirà il punto di partenza per l’equiparazione delle prestazioni base di tutte le aziende del settore e la confluenza, nel tempo, delle forme previste a livello aziendale.
L’incremento economico riconosciuto è di 298 euro al 5° livello, corrispondente al Livello C1 nel nuovo sistema di classificazione che sarà erogato con le seguenti tranches: 100 euro del 1° gennaio 2026, 50 euro dal 1° dicembre 2026, 50 euro dal 1° luglio 2027, 98 euro dal 1° dicembre 2028. Per il Crm-Bpo l’incremento economico riconosciuto è di 288 euro al 5° livello, corrispondente al livello C1 nel nuovo sistema di classificazione con le seguenti tranches: 50 euro dal 1° aprile 2026, 35 dal 1° dicembre 2026, 50 dal 1° dicembre 2027, 50 dal 1° luglio 2028, 103 dal 1° dicembre 2028. Nell’ambito del Tec le Parti hanno concordato l’incremento della contribuzione aziendale al Fondo di Previdenza Telemaco all’1,6 % dal 1° gennaio 2026 e della contribuzione al Fondo Bilaterale di Solidarietà di Settore, rispettivamente allo 0,20 % a carico azienda e allo 0,10 % a carico dei lavoratori. Il nuovo Ccnl Tlc diventa così una leva di trasformazione industriale e sociale, capace di accompagnare la transizione digitale e sostenere la crescita di un ecosistema più innovativo, inclusivo e sostenibile. Un risultato che conferma la capacità della filiera delle telecomunicazioni di fare sistema e di costruire, insieme, le fondamenta della crescita digitale dell’Italia.

Papa Leone XIV ha 4 film preferiti e li svela in un video diffuso su Instagram da Variety. Il Pontefice, in vista dell'incontro con il mondo del cinema che si svolgerà sabato prossimo in Vaticano, sceglie il suo poker al cinema
Papa Prevost, in attesa di incontrare attori e registi, annuncia i titoli delle opere preferite. Nell'elenco 'da Oscar' c'è anche spazio per l'Italia e in particolare per Roberto Benigni con La vita è bella. I 4 film prediletti per Papa Leone XIV sono La vita è meravigliosa (1946) di Frank Capra "con Jimmy Stewart", sottolinea il Pontefice. Quindi Tutti insieme appassionatamente (1965) di Robert Wise con Julie Andrews. Gente Comune, "l'anno è il 1980". Il film di Robert Redford aveva come "stelle Donald Sutherland e Mary Tyler Moore". Per finire, appunto, La vita è bella (1997) di Roberto Benigni.

“Come Unipol siamo convinti che non si possa parlare di brand senza parlare delle persone che per quel brand lavorano. Noi, di fatto, comunichiamo alle persone ma soprattutto attraverso le persone.” È questa la visione di Unipol raccontata da Alessandra Cappello, responsabile internal communication and digital workplace del Gruppo, intervenuta al Brand Journalism Festival 2025 a Roma.
“Recentemente abbiamo pubblicato un progetto podcast “Dieci storie, dieci voci, dieci mestieri”, un format pop e innovativo lanciato su intranet, LinkedIn, Instagram e Spotify, in cui i dipendenti diventano protagonisti nel raccontare la quotidianità e il valore del proprio lavoro all’interno dell’azienda. Non sempre i mestieri che si fanno all'interno di un'assicurazione sono conosciuti o spesso vengono considerati un po' polverosi. L’obiettivo è quello di avvicinare anche le nuove generazioni, mostrando il volto autentico e umano del settore assicurativo e valorizzando i mestieri spesso poco conosciuti.”
Dopo il successo della prima stagione, Unipol è già al lavoro sulla seconda serie, consolidando un modello di comunicazione che unisce employer branding e narrazione identitaria. “Solo attraverso la voce delle persone si può essere davvero credibili, autentici e umani” – ha evidenziato Cappello – spiegando come la comunicazione interna sia diventata sempre più un ponte verso l’esterno, capace di rafforzare la reputazione e l’identità del gruppo.
Sono solo della vittima Chiara Poggi le impronte, trovate sul sacchetto dei cereali e sulla busta blu della spazzatura, nuovamente analizzate, nell'ambito dell'incidente probatorio in corso sul caso Garlasco. In particolari sono state trovate quattro impronte (pollice e medio) della ventiseienne sul sacchetto dei cereali e altre due sulla busta della spazzatura che sono comunque attribuibili alla vittima. Esclusa la presenza, negli acetati sottoposti a perizia, di impronte riconducibili al condannato Alberto Stasi e all'indagato Andrea Sempio. Altre due impronte sono state trovate sulla porta d'ingresso, sul lato esterno, che è stata attribuita a un carabiniere (anulare destro), intervenuto sulla scena del delitto del 13 agosto 2007, mentre sul lato esterno di quella del garage c'è l'impronta del dito medio di Marco Poggi, fratello della vittima.
L'incidente probatorio sul fronte dattiloscopico si chiude con nessun colpo di scena: sono solo di Chiara Poggi le impronte, trovate nella spazzatura della villetta di via Pascoli e sul sacchetto di cereali con cui la ventiseienne fa colazione poco prima di essere colpita a morte. L'esito conclusivo arriva in queste ore con tre diverse mail del perito Giovanni Di Censo.
Sul fronte delle tracce genetiche, l'accertamento ordinato dalla giudice per le indagini preliminari di Pavia Daniela Garlaschelli non cambia quanto già si sapeva su chi frequentava casa Poggi. Sul Fruttolo è stato trovato il Dna della vittima, mentre sull'Estathè è emersa la traccia genetica di Stasi, l'allora fidanzato condannato a 16 anni per l'omicidio del 13 agosto 2007 a Garlasco.
"Relativamente alle notizie diffuse dalle agenzie che escludono impronte riconducibili al nostro assistito, come non ci siamo preoccupati di fronte alle indiscrezioni più varie, ugualmente non cantiamo vittoria oggi, per quanto stavolta si possa a ragione parlare di un atto processuale e non della sua ipotesi" commentano dal pool difensivo - gli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti e i consulenti Armando Palmegiani e Marina Baldi - di Andrea Sempio, dopo le notizie che riportano le conclusioni dell'incidente probatorio sulle impronte che escludono la presenza dell'indagato sulla scena del delitto.
Sono solo della vittima Chiara Poggi le impronte, trovate sul sacchetto dei cereali e sulla busta blu della spazzatura, nuovamente analizzate, nell'ambito dell'incidente probatorio in corso sul caso Garlasco. In particolari sono state trovate quattro impronte (pollice e medio) della ventiseienne sul sacchetto dei cereali e altre due sulla busta della spazzatura che sono comunque attribuibili alla vittima.
Esclusa la presenza, negli acetati sottoposti a perizia, di impronte riconducibili al condannato Alberto Stasi e all'indagato Andrea Sempio. Altre due impronte sono state trovate sulla porta d'ingresso, sul lato esterno, che è stata attribuita a un carabiniere (anulare destro), intervenuto sulla scena del delitto del 13 agosto 2007, mentre sul lato esterno di quella del garage c'è l'impronta del dito medio di Marco Poggi, fratello della vittima.
L'incidente probatorio sul fronte dattiloscopico si chiude con nessun colpo di scena: sono solo di Chiara Poggi le impronte, trovate nella spazzatura della villetta di via Pascoli e sul sacchetto di cereali con cui la ventiseienne fa colazione poco prima di essere colpita a morte. L'esito conclusivo arriva in queste ore con tre diverse mail del perito Giovanni Di Censo.
Sul fronte delle tracce genetiche, l'accertamento ordinato dalla giudice per le indagini preliminari di Pavia Daniela Garlaschelli non cambia quanto già si sapeva su chi frequentava casa Poggi. Sul Fruttolo è stato trovato il Dna della vittima, mentre sull'Estathè è emersa la traccia genetica di Stasi, l'allora fidanzato condannato a 16 anni per l'omicidio del 13 agosto 2007 a Garlasco.



