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Temporali che si concentrano in pochi chilometri e in pochi minuti, capaci di mettere sotto pressione corsi d’acqua, pendii e reti di drenaggio: secondo un nuovo data-set di rianalisi meteorologica, le piogge estreme che scaricano molta acqua in un’ora stanno diventando sempre più frequenti in alcune zone d’Italia. È quanto emerge da una ricerca dell’Università degli Studi di Milano finanziata con fondi europei e realizzata in collaborazione con Consiglio nazionale delle Ricerche, il Norwegian Meteorological Institute e Rse Spa.
Lo studio, pubblicato su Natural Hazards and Earth System Sciences, mostra che, in alcune zone della nostra penisola, gli eventi di pioggia oraria molto intensa sono quasi raddoppiati rispetto a 35 anni fa, in particolare in estate e autunno. In estate, l’incremento risulta particolarmente evidente nelle aree prealpine tra Piemonte e Valle d’Aosta, in Lombardia e in Alto Adige dove, considerando aree di circa 50×50 km, il numero medio di eventi estremi è passato da circa dieci all’anno negli anni ’90 a oltre venti nel periodo più recente. Lo stesso criterio mostra un aumento significativo anche in autunno in alcune aree costiere della Liguria, del mare Ionio e della Sardegna, dove i 2-3 episodi estremi annui tipici del passato superano oggi frequentemente la decina.
I ricercatori - spiega l'ateneo in una nota - hanno condotto un’analisi approfondita del periodo 1986-2022 utilizzando dati atmosferici ad alta risoluzione, chiamati rianalisi. Tali dati vengono ottenuti integrando osservazioni dirette e campi prodotti con modelli numerici basati sulle più avanzate conoscenze dei processi fisici, che permettono di ricostruire le condizioni atmosferiche passate con dettaglio orario e risoluzione spaziale di pochi chilometri. In particolare, i dati di precipitazione oraria sono stati impiegati per estrarre singoli eventi di precipitazione. In ciascuna area sono stati selezionati gli eventi estremi, ovvero quelli che superano la media nel tempo dei valori massimi di precipitazione oraria registrati ogni anno in tale area.
Infine, sono state identificate le zone in cui l’occorrenza degli eventi di pioggia estrema risulta in aumento rispetto ai decenni passati. Questo aumento è del resto presente in varie parti del pianeta per effetto del riscaldamento globale. Esso contribuisce a rendere i mari più caldi, aumentando l’evaporazione, e consente all’atmosfera di trattenere una maggiore quantità di vapore e di avere a disposizione più energia. Nel loro insieme, questi fattori possono indurre maggiori precipitazioni in tempi ridotti.
“I risultati di questa ricerca contribuiscono alla comprensione degli effetti del cambiamento climatico sulle precipitazioni estreme in Italia e forniscono informazioni utili per le politiche di protezione civile, per la resilienza delle infrastrutture esistenti e la pianificazione di quelle future”, ha commentato Francesco Cavalleri, dottore di ricerca in Scienze Ambientali dell’Università degli Studi di Milano e primo autore.
“Il lavoro prodotto ha anche evidenziato l’importanza di integrare dati osservativi tradizionali e nuove forme di dati meteo-climatici, come le rianalisi, sfruttandone le potenzialità e valutandone attentamente le possibili limitazioni. Un utilizzo più diffuso di questi strumenti è di grande importanza perché permette di migliorare notevolmente la valutazione dei rischi legati a frane, alluvioni e altri fenomeni idrogeologici estremi”, ha concluso Maurizio Maugeri, professore del Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali dell’Università degli Studi di Milano e coordinatore della ricerca per l’Università degli Studi di Milano.
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“Questa decima edizione di MyPlant & Garden è un appuntamento molto importante: sono presenti, infatti, oltre 800 marchi in esposizione, che la rendono molto ricca a 360 gradi sul settore del florovivaismo, del paesaggio e del giardinaggio in generale”. Sono le parole di Valeria Randazzo, exhibition manager e amministratore delegato Myplant & Garden, in occasione della giornata di apertura della decima edizione di di ‘MyPlant & Garden’, il salone internazionale del verde, in svolgimento nei padiglioni di Rho Fiera Milano dal 18 al 20 febbraio 2026.
“Si è ampliata molto la sezione macchinari del padiglione 20, il cuore del florovivaismo presente nel padiglione 16 e padiglione 12, nonchè il mondo del giardinaggio, che si può trovare sempre nel padiglione 12, per poi completarsi con una sezione del paesaggio e il tripudio della decorazione floreale nel padiglione 8 - illustra Randazzo - È un appuntamento importante anche perché aspettiamo 210 delegazioni buyer in visita da cinque continenti” il che rende questa manifestazione “sempre più internazionale. La testimonianza dell'internazionalità, inoltre, è data dalla quantità di lingue che si possono sentire camminando per i corridoi dei padiglioni. È un inizio importante”.
“Abbiamo deciso di chiamare la decima edizione di MyPlant & Garden anche con il nome di Olimpiade del Verde perché siamo in concomitanza con le Olimpiadi di Milano - Cortina 2026, un appuntamento importante per la città. Inoltre, questa manifestazione è effettivamente un’olimpiade, in quanto tutti gli espositori hanno un appuntamento, che è una vera e propria gara: una gara anche a chi si presenta meglio o a chi fa lo stand più bello. La crescita della qualità estetica, quindi il design qualitativo, che ci rappresenta sempre molto in Italia, e della partecipazione degli espositori, infatti, è sempre più importante. Pertanto, questa edizione è a tutti gli effetti un’olimpiade e una testimonianza della forza del settore nella corsa al business e al successo”, conclude.

“MyPlant & Garden è una fiera per noi molto importante dove, oltre a promuovere e valorizzare il nostro settore, portiamo contenuti e temi di grande valore che hanno la necessità di essere promossi e divulgati anche nell’opinione pubblica e tra le istituzioni con cui abbiamo un continuo dialogo. È una grande fiera con grandi numeri da sostenere”. Lo ha detto Nada Forbici, Presidente Assofloro e Coordinatore Nazionale Consulta Florovivaismo Coldiretti, intervenendo al panel ‘Il florovivaismo Made in Italy nei mercati esteri: sfide e opportunità’, alla decima edizione di ‘MyPlant & Garden’, il salone internazionale del verde’, in svolgimento nei padiglioni di Rho Fiera Milano dal 18 al 20 febbraio.
“Il settore florovivaistico europeo - continua Forbici - raggiunge un valore di 24,5 miliardi di euro e l'Italia si conferma tra i Paesi leader della filiera insieme ai Paesi Bassi. Consideriamo che il 34% della superficie florovivaistica europea è dedicata alla produzione di fiori e piante ornamentali, parliamo di circa 68 mila ettari su circa 200 mila. Sono numeri di rilievo, importanti e in crescita”. Nel panel ‘Il florovivaismo Made in Italy nei mercati esteri: sfide e opportunità’ si è parlato delle sfide che attendono le aziende: “I mercati esteri sono una grande sfida, una sfida che le aziende italiane oggi sono pronte ad affrontare sia nell'organizzazione sia nella logistica. L’ostacolo più grande arriva dalle normative e dalle barriere fitosanitarie che oggi sono veramente un grande forte limite al nostro export”.
“Il limite grande – spiega Forbici - è la mancanza di molecole, di funghi, di batteri, di tutto quello che potrebbe aiutarci, soprattutto nel vivaismo in pieno campo, dove le piante si trovano nel terreno”. “Insieme ai ricercatori abbiamo trovato soluzioni per le coltivazioni in contenitore. Abbiamo degli agrofarmaci e del materiale di pacciamatura che evitano l’ovideposizione all’interno dei nostri vasi da parte del coleottero. Ci stiamo muovendo bene anche nella lotta integrata con funghi e insetti parassitoidi, che con il loro inoculo parassitizzano le larve. Purtroppo oggi non abbiamo mezzi di contrasto in pieno campo” conclude Forbici.

Il finale della terza stagione della fiction 'Cuori', trasmesso ieri su Rai1, è stato il programma più seguito del prime time, con 3.034.000 spettatori e il 17.8% di share. Al secondo posto, 'Colpa dei Sensi' su Canale 5, con 2.078.000 spettatori e il 13.8% di share. Al terzo posto, le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 su Rai2, con il Pattinaggio Artistico, che ottiene 2.160.000 spettatori e l’11.6% di share.
A seguire, tra gli altri ascolti di prime time: 'Le Iene presentano: Inside' su Italia 1 (1.096.000 spettatori, share 9.4%), 'DiMartedì' su La7 (1.360.000 spettatori, share 8.3%, nella prima parte, e 511.000 spettatori, share 9.2%, nella parte finale chiamata 'DiMartedì Più'), FarWest su Rai3 (578.000 spettatori, share 3.8%), 'È Sempre Cartabianca' su Rete4 (531.000 spettatori, share 4.1%), 'Cash or Trash – La Notte dei Tesori' sul Nove (437.000 spettatori, share 2.7%), 'The Idea of You' su TV8 (246.000 spettatori, share 1.4%).
In access prime time, testa a testa tra 'La Ruota della Fortuna' su Canale 5 (4.733.000 spettatori, share 22%) e 'Affari Tuoi' su Rai1 (4.723.000 spettatori, share 21.8%).

In Italia si conferma il calo dei decessi per tumore della mammella, la neoplasia più diffusa nella popolazione femminile. Grazie alla progressiva diffusione dei programmi di diagnosi precoce e ai continui avanzamenti terapeutici, la mortalità si è ridotta di circa il 6% nell'arco di 5 anni. In questo contesto si apre domani, 19 febbraio, a Udine la 23esima edizione di 'Focus sul carcinoma mammario', convegno nazionale che da oltre vent'anni rappresenta un appuntamento di riferimento per l'aggiornamento scientifico e clinico sulla patologia. L'edizione 2026 - informa una nota - è caratterizzata da una novità di particolare rilievo. Nella seconda giornata dei lavori è infatti prevista la prima Consensus Conference nazionale sul carcinoma mammario.
"Ogni anno in Italia i nuovi casi di tumore della mammella sono oltre 53mila, di cui circa 1.300 in Friuli Venezia Giulia", afferma Fabio Puglisi, professore ordinario di Oncologia medica dell'università di Udine e direttore del Dipartimento di Oncologia medica dell'Irccs Cro di Aviano (Pordenone). "I progressi degli ultimi anni hanno portato a risultati molto incoraggianti: oggi la sopravvivenza netta a 5 anni supera l'88% a livello nazionale e si mantiene su valori analoghi anche nella nostra regione", sottolinea l'oncologo. Nel dettaglio, i dati mostrano che nelle forme diagnosticate in stadio iniziale la sopravvivenza a 5 anni supera il 95%, con un miglioramento costante anche nelle fasi più complesse della malattia. "Sono numeri - osserva Puglisi - che testimoniano l'efficacia di percorsi di cura sempre più integrati. Proprio per questo è fondamentale rafforzare la collaborazione tra i diversi specialisti coinvolti nella gestione della paziente".
Il convegno affronta le principali innovazioni emerse nell'ultimo anno. "Nel tumore della mammella in fase precoce - riferisce Lucia Del Mastro, professore ordinario e direttrice della Clinica di Oncologia medica dell'Irccs ospedale policlinico San Martino, università di Genova - si è consolidato il ruolo degli inibitori Cdk4/6 in associazione alla terapia endocrina, con una significativa riduzione del rischio di recidiva e un beneficio anche in termini di sopravvivenza. Parallelamente, si osserva un affinamento sempre maggiore nell'individuazione dei casi in cui è possibile evitare la chemioterapia dopo l'intervento chirurgico. Il ricorso ai test genomici è ormai una realtà consolidata nella pratica clinica quotidiana". Inoltre, viene posta particolare attenzione anche "alla gestione dei sintomi legati alla deprivazione estrogenica: problemi come le vampate di calore o la secchezza vaginale hanno spesso un impatto rilevante sulla qualità di vita e sull'aderenza ai trattamenti".
Nel setting metastatico, spiega Puglisi, "le principali innovazioni registrate negli ultimi mesi riguardano il crescente impiego dei coniugati farmaco-anticorpo (Adc), che stanno ampliando in modo significativo le opzioni terapeutiche disponibili. Nell'ambito delle terapie endocrine, le novità derivano dall'integrazione di farmaci biologici selezionati sulla base di specifiche alterazioni molecolari, oggi spesso identificabili attraverso la biopsia liquida. Ulteriori informazioni fondamentali provengono dalle analisi condotte direttamente sul tessuto tumorale mediante Next Generation Sequencing, una tecnologia che consente di indirizzare la scelta terapeutica verso trattamenti sempre più mirati e personalizzati".
Quanto al trattamento chirurgico, "è diventato nel tempo sempre più personalizzato e meno invasivo - rimarca Samuele Massarut, direttore dell'Oncologia chirurgica senologica del Cro di Aviano e coordinatore della Rete senologica del Friuli Venezia Giulia - Oggi le decisioni chirurgiche tengono conto di diversi fattori, tra cui l'età della paziente, lo stadio della malattia e le terapie sistemiche previste. Nelle forme in stadio I-II, la chirurgia conservativa associata alla radioterapia rappresenta l'approccio più frequente. Anche la gestione dell'ascella è profondamente cambiata. In un numero crescente di casi, dopo la biopsia del linfonodo sentinella non è più necessario ricorrere alla linfadenectomia ascellare, con un chiaro beneficio in termini di riduzione delle complicanze e di qualità di vita. La mastectomia radicale rimane oggi riservata a situazioni selezionate ed è sempre il risultato di una decisione condivisa con la donna".
Nella giornata di venerdì - riporta la nota - è prevista la lectio magistralis di Giuseppe Curigliano, presidente eletto della European Society for Medical Oncology (Esmo).
"In Europa - dichiara - il tumore della mammella è una delle patologie oncologiche più diffuse, con oltre 374mila nuove diagnosi ogni anno e più di 95mila decessi. Non si tratta esclusivamente di una patologia femminile: seppur rara, colpisce anche circa 4.400 uomini l'anno nel continente europeo. Per questo è fondamentale continuare a investire nella ricerca clinica, sviluppando nuovi strumenti diagnostico-terapeutici e ottimizzando quelli già disponibili. L'Italia - conclude lo specialista - fornisce da anni un contributo rilevante alla ricerca oncologica internazionale e si colloca stabilmente ai primi posti per numero e qualità degli studi presentati ai principali congressi scientifici internazionali".

Meno di 1 italiano su 5 possiede un’auto green (il 17%), ma un italiano su due (il 51%) sta valutando di comprarne una. Tuttavia, gli italiani sembrano propensi a cambiare trend: già 1 su 4 ha provato un’auto elettrica (26%) e il full hybrid è la soluzione più indicata quando si valuta l’acquisto di una nuova vettura (27%). Le principali barriere all’acquisto delle auto elettriche sono il costo elevato (62%) seguito dai tempi di ricarica lunghi (50%). Sono i risultati dell’indagine realizzata da YouGov per Repower, con l’obiettivo di valutare il mercato delle auto elettriche in Italia insieme a conoscenze e abitudini dei cittadini, presentati nel X White Paper, 'La transizione nell’era post ideologica', pubblicato dal gruppo attivo nel settore energetico e della mobilità sostenibile.
Questa edizione del documento rafforza la dimensione di piattaforma di contenuti fruibili in maniera non lineare, andando ad approfondire solo i temi a cui si è più interessati. Ogni capitolo è infatti abbinato, a seconda del tema approfondito, a una puntata di 'Rumors d’Ambiente - Alla ricerca della sostenibilità', il podcast di Repower di cui in primavera è attesa la sesta stagione. Ogni capitolo ospita inoltre una serie di interviste ad esperti per approfondire le molteplici tematiche della mobilità sostenibile: da Francesco Zirpoli, direttore del Center for Automotive and Mobility Innovation all’Università Ca’ Foscari Venezia a Fabio Orecchini direttore del Center for Automotive Research and Evolution all’Università Guglielmo Marconi di Roma, da Vito Di Noto, docente al Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università degli Studi di Padova, all’architetto e urbanista di fama mondiale Carlo Ratti.
“Nel 2025 il mercato delle auto elettriche è tornato a crescere - commenta Fabio Bocchiola, Ceo di Repower Italia nell’introduzione al White Paper - sostenuto da politiche di incentivazione e da una rete di ricarica sempre più capillare. È uno scenario incoraggiante, che restituisce l’immagine di una tecnologia che sta progressivamente uscendo da una fase pionieristica per entrare in una stagione di maturità. Per questo abbiamo deciso di dedicare il tema del White Paper a questo cambio di approccio, che ci conduce in un’era ‘post ideologica’ in cui l’elettrico rappresenta una soluzione che non va scelta solo per una questione di valori o responsabilità, ma perché ha senso come tecnologia matura”.
Dall'indagine emerge, poi, che il 50% degli italiani possiede un’auto a benzina, il 35% diesel, il 10% Gpl. L’auto elettrica è poco diffusa: solo il 2% la possiede, come le soluzioni ibride (full hybrid 6%, mild hybrid 5%, gas naturale compresso 3%, plug-in hybrid 2%). Tuttavia, gli italiani sembrano propensi a cambiare trend: già 1 su 4 ha provato un’auto elettrica (26%) e il full hybrid è la soluzione più indicata quando si valuta l’acquisto di una nuova vettura (27%), mentre il 18% considera l’acquisto di un veicolo elettrico.
Le principali barriere all’acquisto delle auto elettriche sono - rileva lo studio - il costo elevato (62%), i tempi di ricarica lunghi (50%), la scarsa disponibilità di colonnine di ricarica (47%), l’inadeguatezza per i viaggi lunghi (45%) e l’autonomia limitata (44%). Il livello di conoscenza sul mercato delle auto elettriche è scarso: meno di 1 italiano su 5 si reputa bene informato (17%) e il mezzo di informazione principale è il passaparola (39%). Solo 2 italiani su 10 pensano che ci siano abbastanza colonnine di ricarica per auto elettriche.
Ci sono, poi, alcune opinioni contrastanti sulle auto elettriche: 2 italiani su 3 ritendono importante possedere un’auto e sono convinti che le auto elettriche si diffonderanno se miglioreranno le infrastrutture; 1 su 3 crede che il prezzo salirà e che le auto elettriche inquinino più di quelle a benzina, mentre 1 su 2 pensa che necessitino di una manutenzione costosa e complicata.

Il gip di Roma ha archiviato l’indagine nei confronti di Francesco Totti, accusato di abbandono di minori, accogliendo la richiesta fatta dalla procura. L’ex numero 10 della Roma era stato indagato in seguito alla denuncia presentata dall’ex moglie, Ilary Blasi, in cui si affermava che Totti avrebbe lasciato la figlia sola in casa per alcune ore in una sera del maggio 2023. Nell’ambito dell’indagine, ora archiviata, erano state indagate anche l’attuale compagna del calciatore, Noemi Bocchi e la tata, che vive nello stesso palazzo.
Per i pm capitolini che avevano sollecitato l’archiviazione, “non vi è mai stato un reale pericolo per i minori, la più piccola aveva un telefono con il quale poteva chiamare la madre, era con bambini più grandi e la tata, pur non presente, era ‘verosimilmente’ disponibile a salire subito perché vive nello stesso palazzo”.
Il decreto di archiviazione
“Non si può tacere che la sera dei fatti i minori di cui si discute versavano al di fuori di qualsiasi pericolo, invero anche solo potenziale o teorico, per la propria incolumità. I tre bambini, infatti, dopo aver cenato e di seguito raggiunto i rispettivi letti, sono stati lasciati dai genitori per tre ore in una casa del tutto agibile ed in buone condizioni, con le utenze attive ed una persona adulta che era stata ingaggiata per stare in loro compagnia o che, quantomeno, era stata precedentemente allertata ad intervenire in caso di bisogno”. E' quanto scrive il gip di Roma nel decreto di archiviazione dell’indagine .
“Anche se si sono trovati a stare da soli all’interno dell’abitazione nel corso della serata ciò non di meno i minori erano stati lasciati in salute e provvisti di cibo e di denaro, al di fuori di alcuno stato di isolamento ed abbandono" scrive il gip. Il giudice "è dell’avviso che, sulle base dello stato di fatto pacificamente accertato dalla pubblica accusa, non si possa dire provato, né provabile, che Totti e Bocchi, nel momento in cui sono usciti di casa e hanno lasciato nell’abitazione i tre figli minori di cui agli atti, con o senza adulti per tutta o parte della serata, li abbiano esposti ad un pericolo, anche solo potenziale”.
Alla richiesta di archiviazione si erano opposti i legali della Blasi e dopo l'udienza di opposizione all’archiviazione ora il gip ha sciolto la riserva, accogliendo la richiesta della procura. I difensori di Totti, gli avvocati Gianluca Tognozzi e Antonio Conte, esprimono soddisfazione per la decisione del giudice.
Legali Totti: "Piena soddisfazione"
“Esprimiamo piena soddisfazione per la decisione del gip che ha archiviato il fascicolo di indagine così come sollecitato dalla Procura di Roma”. Lo affermano gli avvocati Gianluca Tognozzi e Antonio Conte, difensori di Totti.
Legale Blasi: "Archiviazione indagine è decisione che non condivido"
“Una decisione che non capisco e non condivido. Non ritengo corretta l’argomentazione giuridica”. Così l’avvocato Fabio Lattanzi, legale di Ilary Blasi.
Per Lattanzi è “errata la ricostruzione del fatto. Valuterò con la mia cliente quali azioni intraprendere. Il fatto certo è che una bambina di sei anni e starà lasciata da sola e si è fatto di tutto per nasconderlo. Mi chiedo se l’indagato non fosse stato Totti cosa sarebbe accaduto”.

La valorizzazione della Galleria Vittorio Emanuele II spinge le entrate correnti del Comune di Milano. Gli introiti dai canoni di concessione hanno superato gli 80 milioni di euro annui: la stima 2026 è pari a 83,5 milioni con proiezione verso quota 85 milioni. Un notevole incremento dagli anni precedenti, nel 2021 gli introiti si attestavano intorno ai 53 milioni. L'incremento ha superato i 30 milioni in quattro anni (+58%).
"Una valorizzazione così forte del patrimonio immobiliare è il risultato della strategia dell’amministrazione che si è affidata in piena trasparenza a bandi pubblici aperti al mercato di brand italiani e internazionali di eccellenza, pur rispettando il mix merceologico del comparto monumentale" ha commentato l’assessore al Bilancio, Demanio e Piano straordinario Casa, Emmanuel Conte. "Una strategia – continua l'assessore – che consente di generare risorse strutturali per il bilancio del comune senza aumentare la pressione fiscale, contribuendo alla sostenibilità della spesa corrente in un contesto di stagnazione delle entrate tributarie e aumento della domanda di servizi".
L’aumento dei canoni registrato nel mandato coincide con l’incremento delle risorse destinate al welfare cittadino. "Milano cresce – afferma Conte – quando il mercato crea valore e il pubblico lo trasforma in coesione. La Galleria rappresenta questo equilibrio". Il risultato ottenuto nel mandato deriva dall’attività del Demanio: in quattro anni sono stati firmati 40 contratti, conclusi 10 bandi e aperti due, tutte le 52 insegne della Galleria assegnate almeno fino al 2030. L’estensione dell’asta a rilanci all’intero complesso monumentale ha rafforzato la competitività delle gare e i valori concessori. Tra le aggiudicazioni record, l’ex spazio Swarovski assegnato nel 2024 a Tiffany & Co. a oltre 20.600 euro/mq annui.
La strategia di valorizzazione include l’utilizzo dei piani superiori e degli spazi sotterranei per nuove funzioni culturali e commerciali. Il modello integra attrattività internazionale, tutela delle insegne storiche e finalità pubblica, configurando il patrimonio immobiliare come leva stabile di finanza locale. "Non si tratta solo di una performance immobiliare. E’ il risultato di quattro anni di lavoro sistematico e di una scelta precisa: il patrimonio pubblico come leva strategica per finanziare servizi. Milano non sceglie tra attrattività e inclusione: le tiene insieme" conclude Conte.
L'atleta estremo Telemaco Murgia unico italiano nella sfida di
endurance...
Pullman da tutta la Sardegna. Rettore Mola, 'nuove lauree e
rafforzamento Olbia'...
Tra il 2020 e '24 reddito reale medio dei lavoratori dipendenti
ridotto del 5,4%...
L'atleta estremo Telemaco Murgia unico italiano nella sfida di
endurance...
L'uomo aveva aperto i rubinetti del gas, fermato dalla Polizia... 
Il proprietario dello Shakhtar Donetsk ha donato più di 200mila dollari allo skeletonista Vladyslav Heraskevych. L'atleta è stato squalificato pochi giorni fa dalle Olimpiadi di Milano Cortina prima di gareggiare, per aver indossato un casco con l'immagine degli atleti ucraini uccisi durante la guerra con la Russia.
A pesare, sulla squalifica di Heraskevych, la decisione della giuria della Federazione Internazionale di Bob e Skeleton, che aveva stabilito che le immagini sul casco violassero le regole sull'espressione degli atleti ai Giochi. L'atleta ha poi perso un ricorso presso il Tribunale Arbitrale dello Sport poche ore prima delle ultime due manche della sua gara, dopo aver saltato le prime due per la squalifica.
Heraskevych aveva ottenuto il permesso di allenarsi con il casco disegnato con i volti di 24 atleti ucraini deceduti, ma il giorno prima della gara il Cio lo ha poi avvertito che non avrebbe potuto farlo. Rinat Akhmetov, presidente dello Shakhtar Donetsk, ha così spiegato in un comunicato: "Il rispetto e l'orgoglio che si è guadagnato tra gli ucraini grazie alle sue azioni sono la ricompensa più grande. Allo stesso tempo, desidero che abbia abbastanza energia e risorse per continuare la sua carriera sportiva, oltre che per lottare per la verità, la libertà e il ricordo di coloro che hanno dato la vita per l'Ucraina". Il presidente di una delle squadre di calcio più importanti del Paese ha così donato 200mila dollari all'atleta, lo stesso premio in denaro che l'Ucraina paga agli atleti che vincono una medaglia d'oro ai Giochi.



