
Gli italiani utilizzano sempre di più l’intelligenza artificiale, la riconoscono con maggiore chiarezza nella propria quotidianità e desiderano un quadro regolatorio sempre più definito. È quanto emerge dalla nuova rilevazione Adnkronos sull’AI in Italia, condotta dal 6 ottobre al 16 novembre 2025 su circa 3.000 rispondenti. I risultati sono stati presentati oggi al Palazzo dell’Informazione durante l'evento “Intelligenza Umana, Supporto Artificiale”, promosso da Adnkronos Q&A, che ha riunito Governo, Commissione Europea, big tech, imprese e mondo accademico.
Puoi rivedere la diretta qui[1]
Ad aprire i lavori un'intervista al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Informazione e all’Editoria, Alberto Barachini, ha sottolineato il ruolo centrale che l’AI ricopre nel rapporto tra cittadini, istituzioni e media, con particolare attenzione alla trasparenza, alla qualità dell’informazione e alla tutela dell’interesse pubblico: “La trasparenza è il cardine per tutelare il diritto d’autore e garantire contenuti affidabili. Senza regole chiare sull’origine e sulla qualità delle informazioni, l’AI rischia di generare prodotti che non solo impoveriscono l’ecosistema mediatico, ma incidono anche sulla capacità dei cittadini di orientarsi nella vita democratica. Per questo abbiamo introdotto il reato di deepfake: quando si altera la realtà, si mina la fiducia pubblica. È però evidente che nessun Paese può affrontare da solo questa sfida: serve un’Europa unita, capace di difendere le narrazioni europee attraverso appositi fondi europei”.
A chiudere i lavori, invece, un'altra intervista. Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio per l’Innovazione Alessio Butti ha rimarcato la necessità di accompagnare l’adozione dell’AI assicurando un quadro di sviluppo coerente con le esigenze del Paese e con gli obiettivi europei che commenta: “L’Italia accelera su intelligenza artificiale e tecnologie quantistiche. A settembre è stata approvata la legge sull’AI, che sarà aggiornata nei prossimi mesi per seguire l’evoluzione tecnologica. Con la strategia nazionale sul quantum, due aziende leader investiranno in Italia, coinvolgendo ricercatori e università. Il 2026 vedrà una pubblica amministrazione più digitale e accessibile, con identità digitale unica e servizi integrati per cittadini e imprese. L’obiettivo è creare un ecosistema tecnologico sicuro, aperto e competitivo a livello globale”.
Uno dei dati più evidenti della rilevazione presentata riguarda l’adozione degli strumenti di AI generativa, come ChatGPT: dalla rilevazione emerge che li utilizza spesso, più volte al giorno, il 23% degli italiani, contro il 16% del 2024. Crescono anche gli utilizzatori saltuari (32%), mentre cala sensibilmente la platea di chi non li usa mai, oggi al 45% rispetto al 56% dell’anno precedente. L’AI non è più percepita come una tecnologia distante: quasi un italiano su due (47%) ritiene che nella propria giornata ci sia “molta AI, anche se invisibile”, mentre cresce la quota di chi afferma di incontrarla “in alcuni aspetti” (31%) e diminuisce chi pensa che non ci sia affatto (22% contro il 25% del 2024).
Alberto Tripi, Special Advisor per l’Intelligenza Artificiale di Confindustria, ha evidenziato come l’ecosistema produttivo italiano sia chiamato a riporre fiducia in sé stesso e a un’accelerazione strategica per trasformare il potenziale dell’AI in reale competitività, investimenti e crescita industriale: “Come Confindustria vediamo ogni giorno che le imprese italiane hanno capacità tecnologiche molto più avanzate di quanto esse stesse credano: manca fiducia, non competenza. L’AI è già dentro i processi produttivi di centinaia di piccole e medie aziende, e i 240 casi reali che stiamo mappando lo confermano. Per questo stiamo lavorando con i giovani industriali di Confindustria al fine di informare e coinvolgere le aziende più piccole in questa presa di coscienza così da diventare un motore formidabile di competitività.”
La domanda di regolazione resta altissima e sale ulteriormente: il 90% degli italiani chiede norme e limiti all’uso dell’AI, una percentuale superiore anche allo scorso anno. Nonostante l’aumento d’uso, resta stabile l’ansia legata al lavoro: il 53% teme di poter perdere il proprio impiego a causa dell’AI. Sul fronte dell’informazione, rimane alta la quota di chi non si sente adeguatamente preparato a comprenderne l’impatto (48%), sebbene si registri un lieve miglioramento nella percezione di consapevolezza. Il 70% degli intervistati ritiene infine necessario aumentare le proprie competenze digitali, confermando la centralità della formazione.
Intervenuti anche anche Mario Nobile di Agid, Eva Spina del Mimit, Brando Benifei, europarlamentare (Pd-S&D), Laura Jugel, Legal officer dell'AI Office della Commissione Europea, Andrea Billet di Acn, in un confronto su quanto sta succedendo dal punto di vista legislativo in Europa e sulla necessità di concentrarsi sull’utilizzo dell’IA per un aiuto concreto ai cittadini.
Nel corso dell’evento è stato presentato anche lo studio di Mimesi, dedicato alla percezione degli utenti nei confronti dell’intelligenza artificiale: un contributo che ha messo in luce aspettative, perplessità e nuove abitudini di fruizione digitale.
Nel corso della giornata anche due tavole rotonde tematiche: la prima– “La corsa all’AI, gli investimenti e le prospettive” – ha riunito rappresentanti di TeamSystem, DXC Technology Italia, HPE Italia, Samsung Italia, Meta, Google Italia, Sony, Libera Università Mediterranea “Giuseppe Degennaro” e OpenAI in un confronto sulle dinamiche globali della competizione nell’AI, sulle tempistiche di sviluppo e sugli investimenti necessari per valorizzare idee, progetti e nuove soluzioni tecnologiche. La seconda tavola rotonda– “Le applicazioni dell’intelligenza artificiale, le strategie delle imprese” – con, Sanofi Italia, Farmindustria, Infocamere, Engineering, SAP Italia, PagoPa e Chiesi Italia, ha invece approfondito l’impiego dell’AI nei processi produttivi e nelle strategie organizzative, con particolare attenzione alle competenze, alla valorizzazione del talento e al ripensamento dei modelli di lavoro.

Polmoni, fegato, reni, cuore, cervello, sistema riproduttivo maschile e femminile (testicoli, ovaie), placenta, sangue, latte materno. Le microplastiche sono state ritrovate anche in questi organi, tessuti e fluidi del nostro organismo, come testimoniano diversi studi ricordati da Maria Grazia Petronio, vicepresidente dei medici per l'ambiente Isde Italia e coordinatrice della Campagna nazionale di prevenzione dei rischi da plastica, che ha approfondito il tema anche al congresso Isde Italia chiuso ieri a Sansepolcro (Arezzo).
Petronio traccia un quadro preoccupante dell'emergenza inquinamento da plastica: dalla crescita esponenziale della produzione alla presenza ubiquitaria di micro e nanoplastiche nell'aria, nell'acqua, nei cibi e negli ambienti domestici. "Queste particelle - spiega all'Adnkronos Salute - hanno la capacità di penetrare nell'organismo sia attraverso l'ingestione di alimenti contaminati, sia attraverso la respirazione (in particolare per quanto riguarda le fibre liberate dai tessuti o dal consumo degli pneumatici) e anche attraverso la cute (cosmetici, scrub, dentifrici)". Una volta entrate nel nostro corpo, "queste particelle hanno la capacità di liberare le sostanze chimiche di cui sono composte. Molte delle quali tossiche, interferenti endocrini. E quindi sono capaci di 'disturbare' tutte le fasi più delicate della vita: dalla riproduzione allo sviluppo fetale, dalla gravidanza e all'adolescenza".
La plastica, continua l'esperta, "è un complesso cocktail chimico di cui spesso non si conosce la composizione. Ogni polimero può infatti contenere vari additivi come plasticizzanti, ritardanti di fiamma, stabilizzanti, coloranti oltre a residui di produzione. In più la nanoplastica può trasportare all'interno dell'organismo anche sostanze chimiche pericolose presenti nell'ambiente compresi, antibiotici e microrganismi".
'Bambini esposti a questi materiali fin dai primi giorni di vita, urge affrontare l'emergenza'
"Oggi bambini sono esposti alla plastica, in maniera costante e invisibile, sin dai primi giorni di vita. E questo è un problema serio, in particolare in un organismo ancora non sviluppato. Per esempio: è stato dimostrato che l'esposizione agli ftalati e ai bisfenoli può alterare lo sviluppo neurologico con impatto anche sul quoziente intellettivo", evidenzia Petronio illustrando le iniziative della campagna nazionale Isde contro la plastica. Un lavoro capillare e multidisciplinare, con interventi nelle scuole primarie e materiali informativi per gestanti, pediatri e famiglie. E ancora: il progetto 'Spesa sballata' per ridurre gli imballaggi; formazione dei professionisti sanitari; collaborazione con il Coni per eventi plastic-free ('La plastica non fa sport'); iniziative territoriali di educazione ambientale; supporto normativo alle amministrazioni locali.
"Ridurre l'esposizione è possibile, ma servono scelte politiche chiare e un cambiamento culturale collettivo", precisa la vicepresidente di Isde Italia. "La plastica è il simbolo della crisi ecologica: visibile e invisibile, utile e tossica. E' tempo di affrontarla con la stessa urgenza con cui affrontiamo una pandemia", conclude.

"Dobbiamo vedere in ogni persona le potenzialità e non solo i limiti". Così Alessandra Locatelli, ministro per le Disabilità, intervenendo alla Camera dei deputati all'incontro con la stampa organizzato per celebrare i 40 anni di Angsa-Associazione nazionale genitori persone con autismo, che oggi rappresenta una rete di 70 realtà territoriali e 4mila famiglie di persone con disturbo dello spettro autistico.
Il ministro ha spiegato che dall'attività di Angsa può arrivare un sostegno rilevante sia alla ricerca sia alla riabilitazione, ricordando gli obiettivi della riforma sulla disabilità. "Benessere, salute, riabilitazione e medicina - sottolinea - sono fondamentali, ma poi nella vita di ogni persona è importante anche la dimensione sociale, lavorativa e ricreativa". Locatelli ha concluso evidenziando la necessità di un cambio di prospettiva: "Su questo dobbiamo fare ancora tanto".

Sono circa 75mila le persone con stomia oggi in Italia, con oltre 3mila nuovi casi ogni anno, stando agli ultimi dati della Federazione delle associazioni incontinenti e stomizzati (Fais). Per chi convive con questa condizione, anche un gesto semplice come l'utilizzo di un bagno pubblico può trasformarsi in un momento di difficoltà. Proprio a partire da questa consapevolezza, la Fondazione Policlinico universitario Campus Bio-Medico di Roma ha deciso di realizzare nuovi servizi igienici specificatamente dedicati alle persone stomizzate. All'inaugurazione, oltre all'amministratore delegato e direttore generale del Policlinico Campus Bio-Medico, Paolo Sormani, e al direttore clinico, Rossana Alloni, hanno partecipato anche rappresentanti dell'Associazione laziale stomizzati e incontinenti (Alsi), dell'Associazione italiana operatori sanitari di stomaterapia (Aioss), della Fais e dell'Associazione italiana stomizzati (Aistom).
Il Campus Bio-Medico è così tra i primi ospedali del Lazio - informa una nota - a dotarsi di questo spazio, pensato per offrire sicurezza, comfort e autonomia a pazienti e visitatori. Situato al piano 0 del Policlinico, facilmente raggiungibile dalla hall, l'ambiente è stato progettato per rispondere alle esigenze specifiche delle persone portatrici di stomia, con doccetta igienica, specchio da parete e ampio spazio di manovra. Sono presenti anche contenitori appositi per lo smaltimento dei rifiuti sanitari e un grande cartello visibile sull'esterno della porta per segnalare l'esistenza dei servizi. La stomia è un'apertura artificiale che viene creata sull'addome mediante un intervento chirurgico, a seguito di diverse patologie, per consentire la fuoriuscita di urine o feci dal corpo. Può essere temporanea o definitiva e comporta la necessità di utilizzare sacche e specifici presidi per la raccolta dei liquidi organici e di disporre di spazi idonei alla loro gestione.
"La realizzazione di un bagno dedicato alle persone stomizzate - dichiara Sormani - esprime a pieno la nostra idea di ospedale: un luogo in grado di accogliere e accompagnare ogni persona, anche nei momenti più semplici della quotidianità. Ogni nostro progetto nasce dall'esperienza dei pazienti e dei professionisti sanitari, con l'obiettivo di migliorare la qualità di vita e di rendere il Policlinico sempre più ospitale e umano. Garantire dignità e serenità a chi vive una condizione delicata è parte integrante della nostra missione, consapevoli che la cura passa anche e soprattutto dai dettagli". Si tratta di "un piccolo grande passo nella direzione del rispetto e dell'umanità - afferma Alloni - Chi vive con una stomia sa quanto possa essere difficile gestire i propri bisogni fuori casa. Con questa iniziativa vogliamo dire alle persone con stomia e alle loro famiglie che qui sono i benvenuti e che il nostro impegno non si ferma all'intervento chirurgico, ma arriva fino alla vita di tutti i giorni".
Nel nostro Paese "la presenza di bagni dedicati alle persone stomizzate è ancora limitata - osserva Antonio Menconi, presidente Alsi - Interventi come questo dimostrano che bastano scelte mirate per cambiare la vita delle persone. E' essenziale continuare a lavorare insieme - associazioni, strutture sanitarie e istituzioni - per condividere buone pratiche e rendere più accessibili i servizi pubblici sul territorio". Assunta Immacolata Scrocca, coordinatore infermieristico del Policlinico Campus Bio-Medico e vicepresidente Aioss, evidenzia come "chi affronta un intervento con confezionamento di stomia spesso ha alle spalle un percorso complesso, legato a malattie oncologiche o infiammatorie. Si tratta di un cambiamento profondo del proprio schema corporeo e della percezione di sé. Ritrovare autonomia nei gesti abituali è parte integrante della riabilitazione: per questo la realizzazione di un bagno dedicato alle persone stomizzate rappresenta un aiuto concreto nel percorso di ritorno alla propria quotidianità".
Per il delegato Fais del Lazio, Roberto Giuliani, "questa iniziativa è importante per tutti gli stomizzati: un gesto semplice come poter contare su un bagno attrezzato significa sentirsi meno soli. Spesso mancano spazi di appoggio e superfici adeguate, condizioni minime che permettano alla persona di essere a proprio agio. Il policlinico Campus Bio-Medico con questo progetto offre un vero e proprio esempio da seguire". Conclude il vicepresidente Aistom, Ciro De Rosa: "La realizzazione di servizi igienici dedicati ha un valore pratico evidente, ma anche dal punto di vista simbolico è altrettanto importante, poiché rappresenta un modo per generare consapevolezza su una condizione che riguarda tante persone. L'iniziativa del Policlinico Campus Bio-Medico rientra appieno nel rapporto di collaborazione tra specialisti e pazienti, lo stesso che ha portato Aistom e Aioss alla creazione del registro unico degli stomaterapisti: uno strumento utile a garantire sicurezza e continuità assistenziale su tutto il territorio nazionale".

“La nostra filosofia è collaborare il più possibile con i privati. Il centro di Roma è il cuore nevralgico della città, con tutte le sue complessità, e proprio per questo è fondamentale costruire sinergie che permettano di renderlo sempre più bello, accattivante, attraente e decoroso". E' quanto ha dichiarato Lorenza Bonaccorsi, presidente del Municipio I Roma Capitale, durante la celebrazione del primo anniversario del Flagship Store Starbucks a Roma.
Bonaccorsi ha sottolineato l’importanza degli investitori privati e della loro presenza nel centro storico, definendoli un elemento essenziale per la vitalità e la qualità urbana del territorio. “In questi quattro anni di amministrazione abbiamo fatto un lavoro straordinario, partendo dai fondamentali: rimettere in sesto ciò che riguarda la cura del territorio. Penso in particolare al tema dei rifiuti. Oggi il centro di Roma è curato, pur sopportando una pressione enorme tra turisti e city users”, ha spiegato.
La presidente del Municipio I ha ricordato come il 2025 sia stato segnato da un’affluenza straordinaria legata al Giubileo e ai grandi eventi, una prova impegnativa per il territorio ma superata con risultati che l’amministrazione definisce soddisfacenti. “Abbiamo lavorato molto sulla manutenzione di strade, piazze e palazzi di nostra competenza, mantenendo un dialogo costante con gli investitori. Sono questi gli ingredienti necessari affinché Roma resti attrattiva: una città che funziona, che si presenta bene e che attira chi vuole investire e contribuire al suo sviluppo”, ha aggiunto Bonaccorsi. Ricordando il valore simbolico del flagship di Starbucks come presenza internazionale nel cuore della Capitale, Bonaccorsi ha concluso sottolineando il ruolo del lavoro di squadra: “I numeri degli ultimi mesi, tra grandi eventi e flussi turistici, dimostrano che la città può crescere se pubblico e privato si muovono insieme”.

"Cominciamo con un paradosso. L’Italia di Dante — o, più in generale, l’Europa di allora — e l’Italia di oggi non sono così distanti come potremmo pensare. Il senso di continuo cambiamento politico, di un territorio frammentato in città grandi e piccole spesso in conflitto tra loro, è un’eredità diretta dell’epoca dei Comuni e delle Signorie, quando l’Italia era un mosaico di stati concorrenti. Questo retaggio di rivalità, questa difficoltà a unirsi attorno a uno scopo comune, è qualcosa che gli italiani riconoscono ancora oggi. Dante crebbe in questo mondo turbolento, e nei suoi scritti rese evidente che tali divisioni non erano solo politiche, ma anche morali — il segno di una società in perenne tensione con sé stessa". Così Fabio Corsico, direttore master in family business management, Luiss Business School, nel suo intervento alla Luiss di Roma per il lancio del libro di Santiago Iñiguez de Onzoño 'Dante in the workplace: how leaders can avoid the seven deadly'- 'Dante sul posto di lavoro: come i leader possono evitare i sette peccati capitali'.
Corsico ha ricordato che "Firenze, alla fine del XIII secolo, non era soltanto una città di bellezza e d’arte; stava diventando una delle capitali finanziarie d’Europa — anzi, del mondo. I suoi mercanti e banchieri stavano gettando le fondamenta di ciò che sarebbe esploso nel Rinascimento. Famiglie come i Bardi, i Peruzzi e i Frescobaldi aprirono filiali in tutta Europa, finanziando re, papi e commerci internazionali. Utilizzavano nuovi strumenti finanziari, come la commenda e la colleganza, per raccogliere capitali e distribuire i rischi. Perfezionarono le lettere di cambio e le forme di credito che permettevano al denaro di muoversi più rapidamente delle merci. Firenze coniò il fiorino d’oro, una moneta la cui stabilità la rese la valuta più affidabile d’Europa. In breve, Dante visse nel cuore di un mondo che stava inventando la finanza moderna".

Per molti italiani la pensione non è più un traguardo certo, ma un percorso complesso, fonte di ansia e incertezza. L’analisi di MiaPensione, realtà italiana specializzata in consulenza previdenziale obbligatoria, condotta su 10mila casi, mostra quanto sia cruciale pianificare in anticipo il proprio futuro previdenziale. Andrea Martelli, fondatore dell’azienda, ne parla all’Adnkronos/Labitalia. “Districarsi tra cavilli normativi e regole in continuo mutamento - spiega - spinge i futuri pensionati a cercare soluzioni personalizzate. I clienti ci richiedono in media 2 simulazioni diverse per ogni pratica. Il dato conferma la confusione generata dal continuo alternarsi di finestre, come Quota 103, Opzione donna, Anticipata, che rendono il calcolo e la scelta del timing d’uscita estremamente difficili, senza un supporto specialistico”.
“L'importo lordo medio mensile della pensione - fa notare - simulato con un’età di 64.48 anni, ammonta a 2.067 euro. Sebbene la cifra possa apparire solida per i professionisti e i lavoratori con carriere discontinue o miste, l'incertezza può portare a simulazioni con scarti di centinaia di euro tra un'opzione e l'altra”.
“Gli italiani - osserva Andrea Martelli - continuano a orientarsi verso le uscite standard e flessibili. Se la vecchiaia ordinaria copre quasi il 40% delle simulazioni, le forme anticipate superano complessivamente il 46% del totale, segno di un interesse marcato per la flessibilità nell’uscita dal lavoro”.
“Confrontando - sottolinea - le due prestazioni più simulate - pensione anticipata ordinaria e pensione di vecchiaia ordinaria - e analizzando la mediana degli importi erogati, si osserva che l’assegno per chi sceglie di anticipare è superiore. L'importo mediano per l'anticipata ordinaria è, infatti, più alto di 217,12 euro rispetto a chi attende la vecchiaia ordinaria, una differenza che si traduce in circa 2.800 euro lordi su base annua. I dati dimostrano che chi opta per l'anticipo beneficia di un assegno mediano superiore, non perché la formula sia più vantaggiosa, ma semplicemente perché l'accesso a quel percorso è limitato ai lavoratori che hanno già massimizzato l'assegno grazie a una qualità e una continuità contributiva eccellenti".
"E' la carriera robusta - precisa - che genera l'assegno più alto; il percorso anticipato è solo il primo a cui possono accedere. Valutare tempestivamente la propria posizione previdenziale è l'unico modo per comprendere se la propria storia lavorativa sia sufficientemente solida da rientrare in questo gruppo 'elitario', evitando di essere costretti a ritirarsi con l'assegno mediano più contenuto previsto per chi può accedere solo alla pensione di vecchiaia”.
“L'età media dei clienti che si sono avvalsi della nostra consulenza si aggira intorno ai 61 anni, suggerendo che la maggior parte degli italiani si attiva quando è ormai a ridosso della pensione. Un tempismo che può limitare drasticamente le possibilità di correzione della rotta. L’elevato numero di simulazioni per cliente è la prova che esistono margini di scelta, che possono però essere sfruttati al meglio, solo se si agisce con largo anticipo. Pensare alla pensione a quarant'anni non è solo una questione di risparmio, ma una strategia di gestione del rischio previdenziale”, conclude.

in collaborazione con: Cosmedica
Uno dei trattamenti estetici maggiormente richiesti negli ultimi anni sono i trapianti di capelli. Questo perché ai nostri giorni abbiamo una tecnologia tale da riuscire ad andare a risolvere disparate casistiche, dando una soluzione definitiva. Questo può essere grazie alle tecnologie ma anche alle procedure di routine affiancate e l’attenzione individuale verso ogni casistica. Tutti questi aspetti fanno la differenza che porta a propendere il paziente nel fare la sua scelta.
L’offerta internazionale è copiosa, ma spiccano certi paesi piuttosto che altri per vari motivi. Uno dei paesi con ingente richiesta è la Turchia, che si conferma come meta di destinazione del turismo medico specializzato, per chi soffre di caduta dei capelli. Tutte le procedure sono svolte in modo sicuro e professionale, per questo il trapianto capelli Turchia è oggi apprezzato a livello internazionale. I vantaggi di scegliere come meta questo paese non sono solo di tipo tecnologico. Andiamo ad analizzare 5 cliniche richieste e capiamo perché la scelta del trapianto capelli Turchia è gettonata.
Il Boom del Settore del Trapianto Capelli in Turchia
Da dieci anni la Turchia è diventato un vero e proprio paese di riferimento nel settore della tricologia. Andare a fare il trapianto di capelli Turchia è un'opzione che porta vantaggi al paziente. Fra i cinque principali vediamo:
1. Il costo trapianto capelli Turchia[1] è molto più vantaggioso rispetto ad altri paesi fra cui gli Stati Uniti e l’Italia.
2. Il personale è qualificato e multilingue, si può avere anche un interprete in aiuto.
3. Ci sono strutture moderne e vengono utilizzati metodi dell'avanguardia.
4. In aggiunta al trattamento, è possibile anche avere tutto il pacchetto di spostamento e logistica.
5. Il paziente viene anche seguito nella fase post operatoria.
Andando ad analizzare i dati per quelli che sono gli interventi di trapianto in Turchia, questi sono in crescita costante del 20% annuo, il che implica che gli utenti si fidano e la scelgono come meta. Vediamo quindi quali sono le cliniche più apprezzate dai clienti.
Top 5 Cliniche per Trapianto Capelli Turchia
Numerose sono le cliniche per il trapianto capelli in Turchia[2]. Queste cliniche vengono considerate efficienti per tutte le motivazioni sopra menzionate. Conosciamole insieme.
1. Cosmedica
Cosmedica è presente in Turchia da oltre ben da oltre 16 anni e viene guidata nel settore dal Dottor Levent Acar, che è uno specialista di esperienza pluriennale con alle spalle oltre 20.000 interventi di successo e ha un approccio estremamente professionale, andando a utilizzare delle tecniche come la DHI Sapphire e la FUE.
In questa clinica si utilizzano delle strumentazioni e delle tecniche avanzate. Fra i suoi fiori all'occhiello il fatto che il suo team è comunque parlante inglese, con possibilità di avere traduttori nella lingua richiesta e i prezzi medi possono andare dai 2.000 ai 3.000 euro rispetto ai prezzi medi dalla tecnica DHI Saphire completa in Italia, che si aggirano sui 6-8000 euro.
2. Medhair Clinic
Al secondo posto posizioniamo la Medhair Clinic, dove si applicano il trapianto di capelli FUE e DHI. Una delle caratteristiche di questa clinica è quella di offrire il trapianto "chiavi in mano": si occuperà anche in questo caso di tutto la clinica. Il paziente viene seguito passo dopo passo con spiegazioni chiare su cosa succederà e sulle routine da adottare.
Lo staff organizza il viaggio, la logistica e la cura post operatoria. Sul sito della clinica è presente una copiosa galleria che mette in evidenza quelli che sono gli effetti del trapianto di capelli prima e dopo[3] in maniera da potersi fare un'idea chiara. Agiscono anche su altre parti del corpo quale potrebbe essere, per esempio, la barba.
3. Elithair Clinic
Specializzata in alopecia androgenetica, questa clinica è quella che viene definita la più grande al mondo nel settore della tricologia: infatti ha una superficie di circa 18.000 metri quadrati disposti su 12 -13 piani e si trova nella città di Istanbul. La clinica adotta delle tecniche all'avanguardia come per esempio la NEO FUE che è stata strutturata in questa versione della clinica stessa.
Inoltre, vanta il sistema sleep - deep che promette di gestire i trattamenti senza alcun dolore. Come le altre cliniche ha pacchetti all inclusive e la cura dei capelli trapiantati anche in fase post operatoria da remoto.
4. Smile Hair Clinic
Questa clinica si focalizza soprattutto sull'analisi dell'area donatrice, andando a progettare con cura il numero di innesti e la distribuzione estetica di tutte le unità follicolari quindi personalizzandola. In questa, come in altre cliniche, i follicoli piliferi vengono prelevati dalla parte posteriore della testa in quanto ci sono zone con maggiore capacità di essere aree donatrici: la metodologia applicata è la FUE o la DHI. Lo scopo principale è quindi dare già al paziente quale sarà il risultato finale come risultato finale dello studio attento della posizione di ogni unità follicolare.
5. Hair Palace
Hair place è una clinica specializzata, che utilizza le tecniche della FUE e DHI, offre anch’essa pacchetti all-inclusive. L’obiettivo primario della clinica è creare una esperienza rilassata al paziente con molta attenzione individuale anche all’aspetto psicologico e questo implica l’accompagnarlo in tutto il percorso, spiegandogli come e cosa avverrà passo dopo passo: in alcuni casi questa particolare attenzione al paziente deve essere alla base.
Le domande più frequenti dei pazienti
Un percorso come un intervento di trapianto, benché abbia una anestesia locale, implica un coinvolgimento fisico ed economico. Questo porta naturalmente al sorgere di domande da parte dei potenziali pazienti. Fra le varie richieste quelle a seguire sono le più comuni.
1. Una delle prime domande principali che si pongono i pazienti è se sia sicuro fare un trapianto in Turchia. La risposta è affermativa, perché le cliniche sono certificate e seguono dei protocolli internazionali. Bisogna però sempre dare un occhio al curriculum del chirurgo.
2. Una seconda domanda che sorge è se vi è differenza di prezzo soprattutto con l'Italia e la risposta anche in questo caso è affermativa: i costi sono più bassi del 50-70%.
3. Ci si domanda poi quali siano le tecniche disponibili. In cliniche come Cosmedica le tecniche applicate sono la FUE e la DHI Sapphire, che sono metodologie moderne con risultati meno invasivi rispetto alle tecniche precedenti quale la FUT.
4. Un'altra domanda frequente da parte dei pazienti è cosa aspettarsi dopo l’intervento. La crescita richiede un percorso: il risultato non è immediato. Le cliniche Turche seguono con attenzione la fase post operatoria. Le prime settimane sono incentrate alla fase di guarigione del cuoio capelluto. Si incomincia ad avere una ricrescita naturale dei capelli dopo il trapianto fino al raggiungimento di una chioma armoniosa e folta dagli 8 ai 12 mesi post intervento.
Considerazioni Finali
Arrivando a delle considerazioni finali, le offerte su trapianti di capelli a livello internazionale sono oggi molto diffuse in tanti paesi, ma bisogna tenere in considerazione che i costi cambiano da paese in paese. Con il trapianto capelli Turchia con un budget minore ci si può permettere delle tecniche più avanzate, che vanno a beneficio del paziente stesso.
Per questo motivo la Turchia è diventata una meta molto interessante per chi soffre di alopecia androgenetica e di caduta dei capelli, perché riesce a risolvere in una maniera qualitativamente elevata il proprio problema, pur contenendo l'aspetto economico.

Dal 15 novembre 2025 fino al 15 aprile 2026 è in vigore l’obbligo di montare pneumatici invernali o di circolare con catene a bordo, sulla viabilità ordinaria e autostradale.
La normativa prevede di montare le gomme da neve un mese prima, 15 ottobre, e di toglierle un mese dopo la fine dell’obbligo, ossia il 15 maggio. Alcune province e regioni montane possono anticipare o prolungare il periodo tramite ordinanze locali. In Valle d’Aosta ad esempio l’obbligo di catene a bordo o pneumatici invernali è entrato in vigore il 15 ottobre.
L’obbligo è segnalato su strada tramite apposita segnaletica verticale e ha validità anche al di fuori dei periodi indicati, in caso di condizioni meteorologiche caratterizzate da precipitazioni nevose o formazione di ghiaccio.
Normativa e sanzioni
L’obbligo deriva dall’articolo 6 del Codice della Strada e dal decreto ministeriale 1580/2013, che consente agli enti proprietari delle strade di imporre l’uso di pneumatici invernali o catene da neve nei periodi più critici. Non rispettarlo può costare caro: le sanzioni variano da 42 a 173 euro nei centri abitati e da 87 a oltre 300 euro sulle strade extraurbane o autostradali.
Chi è esente dall’obbligo
Non tutti devono sostituire le gomme a novembre. Sono esenti dall’obbligo: i veicoli che non circolano nel periodo invernale (auto d’epoca, camper in rimessaggio, ecc.); chi tiene a bordo catene da neve omologate e pronte all’uso; chi monta pneumatici 4 stagioni (All Season), omologati con marcatura M+S e simbolo 3PMSF: questi ultimi sono considerati equivalenti alle gomme invernali ai fini di legge.
Sul sito dell'Anas sono segnalate le strade per le quali è previsto l'obbligo, regione per regione.

"Occorre investire di più nella sanità pubblica, anche potenziando le strutture e il personale convenzionato. Servono un 'patto della salute' e maggiori risorse per ridurre le diseguaglianze sociali e territoriali". Così all'Adnkronos Salute Marina Sereni, responsabile Salute e Sanità nella segreteria nazionale del Pd, al 57esimo Congresso nazionale Sumaui-Assoprof in corso a Roma.
"Servono più professionisti e tra questi anche molti più infermieri, indispensabili per far partire le Case di comunità", prosegue Sereni. "Noi siamo preoccupati anche per lo scivolamento verso una progressiva privatizzazione del sistema sanitario testimoniato dai 40 miliardi di euro che ogni anno i cittadini spendono di tasca propria per cure private", rimarca. "Questa legge di Bilancio non prevede ancora gli investimenti necessari, ma non ci arrendiamo - assicura Sereni - Il Pd presenterà emendamenti insieme alle altre opposizioni e continueremo il confronto con professionisti e sindacati, che vivono una forte frustrazione per la situazione della sanità pubblica".
Finora "maggioranza e Governo sono rimasti silenti e hanno evitato il confronto", osserva l'esponente dem, ma "c'è l'auspicio che con questa legge di Bilancio si apra finalmente uno spazio di discussione".

"La questione del doping è una nuvola che lo seguirà, così come la nuvola del Covid seguirà me". Novak Djokovic torna a parlare del caso Clostebol che ha coinvolto Jannik Sinner. L'azzurro, positivo alla sostanza in 2 controlli antidoping nel 2024, ha scontato quest'anno una sospensione di 3 mesi. La positività è stata determinata da una contaminazione, ma - a sentire Djokovic - la macchia sulla reputazione di Sinner rimarrà. Il serbo, nel corso di un’intervista su Youtube al 'Piers Morgan Uncensored', fa riferimento anche alla vicenda che lo ha coinvolto nel 2022. Djokovic, non vaccinato contro il covid, fu respinto dall'Australia.
Quando si scoprì la positività di Sinner, il vincitore di 24 titolo del Grande Slam parlò di "una mancanza di protocolli standardizzati e chiari. Ci sono giocatori che aspettano da più di un anno che il loro caso venga risolto. Quindi il problema sono l’incoerenza e la mancanza di trasparenza. Sono stato davvero frustrato, come la maggior parte degli altri giocatori, dal fatto che siamo rimasti all’oscuro per cinque mesi. La maggior parte dei giocatori pensa ci sia del favoritismo. Sembra si possa quasi influenzare l’esito se sei un top player, se hai accesso ai migliori avvocati e a determinate risorse".

Nancy Pelosi, che è stata la prima donna Speaker della Camera, annuncia che non si ricandiderà alle elezioni di midterm nel novembre del 2026, mettendo così fine a una carriera al Congresso di quasi 40 anni. "Non mi ricandiderò al Congresso, con cuore grato, guardo all'ultimo anno di servizio come vostre rappresentante", ha detto la democratica italoamericana, che ha 85 anni, in un video indirizzato agli elettori del distretto di San Francisco che rappresenta dal 1987.
L'annuncio della ex Speaker arriva, come era atteso, dopo che i democratici della California hanno incassato martedì un'importante vittoria al referendum per ridisegnare i distretti elettorali in favore dei democratici. Donald Trump ha commentato così la notizia: "Il ritiro di Nancy Pelosi è ottimo per l'America. Era malvagia, corrotta e pensava solo a fare il male di questo Paese".
Chi è Nancy Pelosi
Nata nel 1940 a Baltimora in una famiglia italoamericana, sia da parte di madre, immigrata da Fornelli nel 1912, che di padre, Nancy si occupa di politica sin da giovane, seguendo le orme del padre, Thomas D'Alesandro, è stato prima deputato e poi sindaco di Baltimora, come lo è stato anche il fratello maggiore Thomas D'Alessandro III. Si trasferisce poi a San Francisco dopo il matrimonio con Paul Pelosi, un investitore conosciuto durante l'università a Washington, con il quale ha avuto cinque figli.
Diventata leader della minoranza democratica nel 2002, Pelosi è poi entrata nella storia quando, dopo la vittoria democratica alle elezioni di midterm del secondo mandato di George Bush, diventa la prima donna Speaker della Camera. E per segnare la differenza, al momento delle elezione si fa fotografare sul podio, con il famoso martelletto in mano, circondata dai suoi nipoti, e da figli e nipoti di altri deputati.
Negli anni della sua lunga leadership - dopo essere stata Speaker tra il 2007 e il 2011, lo è stata di nuovo tra il 2019 e il 2023, anno in cui lascia anche la carica di leader di minoranza, rimanendo però deputata - ha guidato i democratici con pugno di ferro, capacità persuasiva ma anche paura di punizioni. Ha al suo attivo il passaggio di riforme storiche e rivoluzione, con l'Affordable Care Act, il cosiddetto Obamacare nel 2010, o il più recente Inflation Reduction Act, del 2021, considerato allora la pietra miliare della politica Usa per la lotta ai cambiamenti climatici.
L'antagonismo con Trump
Il secondo mandato da Speaker è stato caratterizzato anche e soprattutto dal fiero antagonismo tra Pelosi e Donald Trump, al suo primo mandato da presidente, con frequenti scontri pubblici tra i due, alcuni rimasti celebri. Con lei Speaker Trump è stato messo due volte sotto impeachment, senza contare il ruolo svolto da Pelosi durante le drammatiche ore dell'assalto al Congresso da parte dei sostenitori del presidente sconfitto alle elezioni del 2020, e poi dopo con l'istituzione della commissione di inchiesta.
Pelosi: "Abbiamo fatto la storia"
"Si può sostenere che sia stata la più forte Speaker della storia", è il riconoscimento che le ha rivolto nel 2021 Newt Gingrich, repubblicano suo grande avversario politico che è stato a sua volta Speaker alla fine degli anni novanta.
Nel messaggio video ai suoi elettori, Pelosi rivendica il fatto che "abbiamo fatto la storia, il progresso, abbiamo sempre aperto al strada, ed ora dobbiamo continuare a farlo rimanendo partecipanti a pieno della democrazia e combattendo per gli ideali americani che abbiamo cari".

"Dai dati del ministero della Salute, visibili anche sul sito, sappiamo che in Italia si associano al fumo di sigaretta 93mila decessi all'anno. Circa 2 terzi (oltre 60mila) sono prevalentemente legati al cancro del polmone, ma non solo. Il fumo di sigaretta è il più diffuso fattore di rischio del cancro della vescica. Ma 93mila morti ogni anno non solo sono una strage, ma rappresentano un peso anche economico per il Servizio sanitario nazionale, che si stima essere oltre 25 miliardi di euro. Da qui l'idea di promuovere la campagna contro il fumo 'Aumentare di 5 euro il prezzo delle sigarette e dei prodotti da fumo', che ci vede al fianco di Fondazione Aiom, Airc e Fondazione Veronesi, perché non possiamo assistere senza reagire a quanto il fumo di sigaretta e anche i nuovi prodotti arrecano danno a chi li utilizza e alla nostra comunità". Così Francesco Perrone, presidente di Aiom - Associazione italiana oncologia medica, intervendo alla presentazione dell'iniziativa in un convegno nazionale al Senato promosso da Aiom alla vigilia del suo XXVII Congresso nazionale, su iniziativa della vicepresidente del Senato Mariolina Castellone.
"Si riconosce e si attribuisce al fumo un numero impressionante di morti per anno in Italia, per cancro al polmone, che ovviamente è il più frequente, ma anche per altri tipi di tumore come il cancro della vescica e per altre patologie, cardiovascolari e respiratorie - spiega Perrone - E' un'abitudine, comprendiamo non è semplice smettere, ma siamo convinti che l'aumento drastico del prezzo sia la strategia più efficace. Ci sono segnali in tal senso in altri Paesi europei che hanno implementato politiche di questo tipo, e per tale motivo raccoglieremo le firme e speriamo di riuscire nell'arco di qualche mese a ottenere una discussione in Parlamento di una legge che preveda un incremento drastico del prezzo dei prodotti da fumo".
"Nessuno nega che il finanziamento del Ssn stia crescendo nel corso di questi anni, il problema è che non basta e questo significa che bisogna in qualche modo che tutti facciamo la nostra parte - sottolinea il presidente di Aiom - Noi continueremo a dire che se un 40% dei tumori è associato in qualche modo a un fattore di rischio, di questo 40% la metà è associato al fumo e questo significa che il fumo è la priorità assoluta se vogliamo agire e fare qualcosa per senso di responsabilità nei confronti dei singoli cittadini e della collettività". E sul Ssn: "E' un bene di cui il Paese non può assolutamente fare a meno. Ma questo Servizio sanitario nazionale pubblico si regge e continuerà a reggersi e a funzionare se viene finanziato adeguatamente, se riusciamo a razionalizzare l'uso delle risorse, ma anche se riusciamo a ridurre il carico di malattia. Ridurre il carico di malattia significa fare opinione e fare azioni per ridurre l'impatto della patologia, prima di tutto il fumo", conclude Perrone.

Un provvedimento che "tiene la barra dritta" sulla strada della sostenibilità dei conti pubblici, ma alla quale manca "la visione" per sostenere la crescita e gli investimenti. E' in sintesi il giudizio di Marco Granelli, presidente di Confartigianato Imprese, intervistato da Adnkronos/Labitalia, sulla manovra economica del governo. Manovra, che ricorda Granelli, arriva in un periodo non semplice per le pmi artigiane, strette tra caro energia, ricambio generazionale e il 'peso' degli effetti dei dazi Usa sull'export. Confartigianato è la maggiore Confederazione italiana dell’artigianato e delle piccole imprese che associa 700.000 imprenditori organizzati in 103 associazioni territoriali (con 1.201 sedi in tutta Italia), e 21 federazioni regionali.
Presidente Granelli, come giudicate la manovra economica del governo? Ci sono gli interventi necessari per le imprese che rappresentate? Quali gli aspetti positivi e quali quelli da migliorare? Cosa avete chiesto al Governo?
"La nostra valutazione sulla manovra economica è articolata, con luci e ombre. Riconosciamo al Governo la volontà di mantenere la barra dritta sulla sostenibilità dei conti pubblici, perseguendo in modo coerente gli obiettivi di riduzione del deficit e del debito. In un contesto internazionale segnato da incertezza e instabilità, la prudenza in finanza pubblica è certamente un valore, perché serve a fronteggiare eventuali nuove turbolenze. Tuttavia, ciò che manca è una visione più efficace sull’impiego delle risorse per sostenere la crescita e gli investimenti, in particolare quelli delle micro e piccole imprese che rappresentano l’ossatura del nostro sistema produttivo. Apprezziamo l’intervento sull’Irpef, gli incentivi alle assunzioni e le misure di detassazione del lavoro. Tuttavia, abbiamo espresso perplessità sull’imposta al 5% per gli incrementi retributivi dei rinnovi contrattuali del 2025 e 2026: una misura che rischia di introdurre disparità di trattamento, oltre a essere di entità piuttosto limitata".
Giudicate positivamente quanto messo in campo a sostegno degli investimenti delle aziende?
"Sui sostegni agli investimenti, la manovra cerca di razionalizzare il sistema di agevolazioni ma non risolve il nodo cruciale dell’accesso per micro e piccole imprese. Il ritorno al super-ammortamento, in sostituzione del credito d’imposta, riduce di circa il 40% la platea delle imprese artigiane beneficiarie, differendo i vantaggi e aumentando la burocrazia. Giudichiamo positivamente il rifinanziamento della Zes Unica, anche se riteniamo incomprensibile l’esclusione degli investimenti inferiori a 200mila euro, e valutiamo favorevolmente anche il rifinanziamento della Nuova Sabatini. Invece, desta preoccupazione la restrizione al sistema delle compensazioni fiscali, che rischia di mettere in difficoltà le tante piccole imprese con crediti fiscali maturati grazie a investimenti o allo sconto in fattura. Bene la conferma della detrazione al 50% per la riqualificazione degli immobili, ma chiediamo che questa misura venga resa stabile per almeno un triennio. Accogliamo con favore anche il rinvio della sugar e plastic tax, mentre siamo contrari all’aumento dell’accisa sul gasolio, che penalizza soprattutto i veicoli sotto le 7,5 tonnellate, tipici del trasporto artigiano. Infine, chiediamo che la legge di bilancio istituisca un fondo per facilitare l’accesso al credito delle micro e piccole imprese, valorizzando il ruolo dei Confidi. Sottolineiamo anche la necessità di misure per fronteggiare il caro energia e sostenere il passaggio generazionale nelle aziende".
Dal vostro Osservatorio qual è lo stato di salute delle imprese che state registrando? Quali le difficoltà maggiori? Quali i settori che stanno performando meglio e quelli che invece stanno incontrando più problemi?
"Le nostre imprese stanno dimostrando una straordinaria capacità di resilienza, ma la situazione resta complessa. Negli ultimi anni, nonostante guerre, inflazione e caro energia, il Pil italiano è cresciuto in media del 2,1% tra il 2021 e il 2024, mezzo punto in più della media europea. Le micro e piccole imprese continuano a trainare l’economia con 64 miliardi di euro di export diretto nei settori chiave del made in Italy - alimentare, moda, legno-arredo, metalli, gioielleria e occhialeria - rappresentando l’8% del PIL nazionale. L’occupazione cresce: +329 mila posti nell’ultimo anno, +2,2% tra le micro e piccole imprese, e +8,9% quella giovanile dal 2021 al 2025, il doppio rispetto alla media europea. Anche la trasformazione digitale procede con convinzione: il 66,8% delle imprese con dipendenti ha investito in innovazione, e quasi 182mila aziende sono pioniere nell’uso dell’intelligenza artificiale. Tuttavia, accanto a questi segnali positivi, emergono criticità strutturali. Il 42,9% di pressione fiscale, il 47,1% di cuneo sul lavoro, il costo dell’energia più alto del 22,5% rispetto alla media Ue e l’eccessiva burocrazia - che ostacola il 74% degli imprenditori - pesano fortemente sulla competitività. Il caro energia, in particolare, ha comportato per le nostre imprese un aggravio di oltre 1,6 miliardi di euro rispetto ai competitor europei. Preoccupa anche il ricambio generazionale: quasi un terzo delle imprese artigiane è in condizione di criticità perché guidata da imprenditori con un’età media di oltre 50 anni. Inoltre, la stretta sul credito e i costi finanziari in crescita rischiano di frenare ulteriormente gli investimenti".
Alla luce di queste valutazioni cosa chiedete al governo?
"L'artigianato e le piccole imprese stanno reagendo con forza, ma servono politiche più mirate per alleggerire il carico fiscale, ridurre i costi energetici, snellire la burocrazia e sostenere concretamente la nuova imprenditorialità giovanile. Le nostre imprese artigiane sono il motore dell’Italia reale. Chiediamo che la politica economica le metta davvero al centro, con misure semplici, accessibili e stabili nel tempo. Solo così potremo garantire sviluppo, occupazione e coesione sociale nei territori".
Come stanno impattando i dazi Usa sulle imprese artigiane del made in Italy? Quali settori stanno registrando effetti più negativi sull’export? Le imprese stanno cercando già mercati alternativi? E quali?
"I dazi statunitensi stanno producendo effetti significativi e preoccupanti sul nostro export. Le nostre stime indicano una perdita media dello 0,4% del pil nel biennio 2026-2027, con un crollo del 22% delle esportazioni verso gli Stati Uniti negli ultimi mesi. Parallelamente, assistiamo a un boom dell’import dalla Cina, +24,5% nei primi otto mesi del 2025, con picchi del +43,7% per gli autoveicoli. L’Italia, purtroppo, è l’epicentro della crisi europea dell’automotive, con una caduta della produzione del 15,2%, ben più marcata del -2,7% medio dell’Ue. Le nostre imprese stanno reagendo con pragmatismo, cercando di diversificare i mercati di sbocco. Stiamo osservando un aumento dell’export verso i 26 mercati più dinamici, per un valore di 19,7 miliardi di euro. Si rafforzano le relazioni commerciali con l’Asia orientale, il Medio Oriente, l’America Latina e alcuni Paesi dell’Africa subsahariana, dove cresce la domanda per prodotti di qualità e manifattura artigiana. Al Governo chiediamo di accompagnare questa diversificazione dei mercati, sostenere le imprese nell’internazionalizzazione e difendere il valore del made in Italy, che resta sinonimo di eccellenza, creatività e saper fare".
(di Fabio Paluccio)

Le temperature ancora elevate che anche a novembre stanno caratterizzando alcune zone d'Italia hanno allungato la stagione delle zanzare, al punto che in numerose città i cittadini fanno ancora i conti con le punture di questi insetti e con i rischi connessi. Una situazione che, di questo passo, rischia di proseguire fino a Natale. Lo denuncia la Società italiana di medicina ambientale (Sima), che ricorda i pericoli sul fronte sanitario.
"L'innalzamento delle temperature medie stagionali ha creato le condizioni favorevoli per una alterazione dei cicli di vita e di riproduzione di alcuni insetti", spiega il presidente Sima, Alessandro Miani. Il caldo, infatti, "consente alle uova di zanzara di sopravvivere grazie ad un autunno più mite, e agli animali adulti di rimanere in vita, riprodursi e moltiplicarsi. Un discorso che non vale solo per le tipologie di zanzare più resistenti al freddo, come la giapponese (Aedes japonicus japonicus) o la coreana (Aedes koreicus), presenti soprattutto in alcune zone del Nord Italia, ma anche per la diffusissima zanzara comune (Culex pipiens) e la temibile zanzara tigre (Aedes albopictus). Ricordiamo che nel nostro Paese si contano circa 60 specie di zanzare, a fronte delle oltre 3.000 presenti in tutto il mondo".
"In assenza di un repentino e sensibile calo delle temperature, in alcune aree del Paese le zanzare potrebbero continuare a imperversare anche fino a Natale - prevede Miani - Un cambiamento che comporta non solo fastidi e disagi per i cittadini, ma anche pericoli sul fronte sanitario: tra le malattie trasmesse all'uomo dalle zanzare ve ne sono alcune molto gravi, come i virus Dengue, Chikungunya e febbre gialla".

Il Comune di Sinnai, con l'Assessorato alle Attività Produttive e Tradizioni Popolari e l'associazione VAB Sinnai, presenta la seconda edizione della rassegna enogastronomica e solidale "Calici d'Autunno". L'appuntamento è per sabato 8 novembre 2025 in Piazza Sant'Isidoro a partire dalle ore 17:00.
Una serata tra solidarietà, buon cibo e tradizione
L'evento celebra i profumi e i sapori dell'autunno con un ricco programma enogastronomico e musicale. Ospiti speciali della serata saranno i maestri caldarrostai di Aritzo, che delizieranno i partecipanti con le loro specialità. Leggi programma completo
Leggi tutto: Sinnai pronta a brindare con la seconda edizione di Calici d'Autunno

(Adnkronos) - C'è un fermo per l'omicidio di Marco Veronese, l'imprenditore 39enne ucciso a coltellate in strada, sotto casa dei genitori, nella notte del 23 ottobre scorso a Collegno, nel torinese. Si tratterebbe di una persona legata sentimentalmente alla ex compagna della vittima che a quanto si apprende avrebbe confessato il delitto. A carico dell'uomo i carabinieri, coordinati dalla procura di Torino, avrebbero raccolto gravi indizi di responsabilità.
Leggi tutto: Imprenditore ucciso a coltellate in strada a Collegno, c'è un fermo

Maracalagonis si prepara ad accogliere la sesta edizione di "Spássiu in Bixinau", l'evento che valorizza le tradizioni sarde e lo spirito di comunità. L'iniziativa è organizzata dall'associazione culturale "Baliu Tundu" in collaborazione con il vicinato Carroi/Sa Mura.




