(Adnkronos) - La Germania non finanzierà più le Ong impegnate nel soccorso ai migranti nel Mediterraneo. Lo hanno annunciato fonti del ministero degli Esteri tedesco, confermando la stretta del governo di Berlino sulla politica migratoria.
"Il governo federale non prevede più di erogare sussidi alle Ong impegnate nel soccorso di civili", hanno dichiarato le fonti all'Afp. La decisione del governo del cancelliere Friedrich Merz, insediatosi all'inizio di maggio, segna un cambio di rotta rispetto alla politica della precedente coalizione.
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(Adnkronos) - Trasformare il 'buon governo locale' in una nuova offerta politica nazionale per ampliare il campo del centrosinistra. Questo l'obiettivo dell'iniziativa organizzata domani, giovedì 26 giugno, a Roma da Alessandro Onorato, assessore capitolino e organizzatore della lista civica che tre anni fa contribuì alla vittoria di Roberto Gualtieri nella Capitale. L'appuntamento è alle 18 all’hotel Parco dei Principi, 700 posti a sedere, per “mettere in rete le migliori esperienze italiane del civismo di centrosinistra”, ha spiegato Onorato a Il Foglio nei giorni scorsi.
Con l'assessore capitolino ci saranno, oltre al sindaco Gualtieri, il capogruppo della lista civica di Gaetano Manfredi, Fulvio Fucito e alcuni esponenti della giunta di Beppe Sala a Milano, oltre ad amministratori da diverse parti d’Italia. E all'iniziativa guardano con favore sia lo stesso sindaco di Napoli, ma anche l'area franceschiniana e Goffredo Bettini che da tempo parla dell'esigenza di allargare l'offerta a sinistra con una 'gamba' moderata.
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(Adnkronos) - Seabird, l'aereo di ricognizione di Sea Watch, ha avvistato alcuni cadaveri che galleggiavano in acque internazionali al largo delle coste libiche. "Una milizia libica armata a bordo di una motovedetta finanziata dall'Italia era presente vicino a uno dei cadaveri - dice l'ong - ma si è rifiutata di rispondere alle nostre chiamate radio. Per quanto ne sappiamo i corpi non sono stati recuperati. Temiamo che siano le vittime di un naufragio e che ci siano altri morti".
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(Adnkronos) - Irene Maiorino vittima di una molestia a Roma. L'attrice, protagonista dell'ultima stagione de 'L'amica geniale', ha raccontato sui social la disavventura vissuta in tarda serata nel quartiere Pigneto.
L’attrice ha postato un video sui social che ritrae il momento in cui prova a rincorrere un uomo mentre sta scappando con un monopattino. Poi, il racconto: “Ieri dopo cena, tornando a casa, mi fermo a mandare dei messaggi e mi sento guardare. Un ragazzo ben vestito, fermo tra due macchine mi fissa. Gli ho chiesto cosa stava guardando, poi abbasso lo sguardo e vedo che si stava masturbando fissandomi il sedere, la faccia".
Irene racconta di aver vissuto quei momenti lunghi come un'eternità e ha descritto l'uomo con le "gambe divaricate mentre continuava" prima di scappare. E a quel punto che ha deciso di prendere il telefono e di filmarlo: "Ho un video in cui lo rincorro, ma è scappato”, ha spiegato. "Ma giro comunque il video, semmai potesse servire a identificarlo", le parole dell'attrice che ha tentato di riprendere, invano, il volto dell'uomo.
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(Adnkronos) - L'università degli Studi di Roma Tor Vergata fa parte del team internazionale che ha condotto uno dei più ampi studi clinici sull'obesità tra quelli pubblicati negli ultimi anni, i cui risultati sono stati diffusi nei giorni scorsi sulle pagine del 'New England Journal of Medicine', una delle riviste scientifiche più autorevoli a livello mondiale. La ricerca - riporta una nota - ha valutato l'efficacia di una nuova combinazione farmacologica sperimentale nota come CagriSema, composta da semaglutide e cagrilintide, somministrata una volta a settimana per 68 settimane. L'analisi ha mostrato che, tra i partecipanti che hanno ricevuto la combinazione, è stata registrata una perdita media del 20,4% del peso corporeo, una soglia molto ambiziosa, difficile da raggiungere attraverso terapie non chirurgiche. Tra gli autori dello studio figura Paolo Sbraccia, docente di Medicina interna del Dipartimento di Medicina dei sistemi dell'università Tor Vergata.
"Lo studio dimostra che l'associazione di due molecole con meccanismi d'azione differenti può potenziare in modo significativo l'efficacia della terapia - spiega Sbraccia - nel contesto di una patologia cronica e complessa come l'obesità che richiede trattamenti mirati e sostenibili. Questo approccio farmacologico rappresenta una nuova opportunità per i pazienti che non rispondono alle strategie convenzionali". La sperimentazione ha coinvolto 3.411 adulti con obesità o in stato di sovrappeso, ma senza diabete, suddivisi in 4 gruppi: il primo ha ricevuto il mix CagriSema, il secondo solo semaglutide, il terzo solo cagrilintide e il quarto un placebo. Tutti i partecipanti hanno seguito un programma comune di supporto allo stile di vita. Al termine delle 68 settimane, la perdita di peso è stata più marcata nel gruppo trattato con la combinazione, con una percentuale di riduzione superiore sia rispetto al gruppo semaglutide (–15,6%) che a quello cagrilintide (–3,2%). La combinazione agisce su due vie ormonali diverse ma complementari: semaglutide stimola il senso di sazietà, mentre cagrilintide riduce l'impulso della fame. L'effetto sinergico consente di ottenere una risposta più intensa e prolungata nel tempo.
Lo studio, condotto in più Paesi - si legge - rappresenta un passo avanti importante nel trattamento farmacologico dell'obesità, che l'Organizzazione mondiale della sanità considera una delle principali sfide sanitarie del nostro tempo. Secondo i dati più recenti, il numero di persone adulte con obesità nel mondo è triplicato dal 1975 e continua a crescere. "Il dato più incoraggiante - conclude Sbraccia - è che si tratta di un trattamento non invasivo, compatibile con l'assistenza ambulatoriale e con buoni livelli di tollerabilità. I risultati ottenuti aprono la strada a nuove possibilità terapeutiche per una condizione che, troppo spesso, viene ancora sottovalutata o stigmatizzata". Lo studio contribuirà alle valutazioni in corso da parte delle autorità regolatorie e potrà fornire elementi utili per l'inserimento della combinazione CagriSema nelle linee guida future per la gestione dell'obesità.
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(Adnkronos) - “Il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro è ormai strutturale e caratterizza l’attuale mercato del lavoro dei servizi, compreso i servizi di vigilanza privata". E' quanto dichiara Giulio Gravina, vice presidente dell’Anivp, l’associazione italiana vigilanza privata e servizi fiduciari. “Questa criticità, che ha riflessi sulla crescita delle aziende di vigilanza privata e sulla risposta alla domanda di sicurezza di aziende e cittadini – continua Gravina - si avverte ancor di più in determinati settori, come quello della vigilanza privata, caratterizzati da turni di lavoro in orario notturno e nei giorni festivi.”
“Come Anivp, il marchio storico della rappresentanza di settore, proponiano l’estensione anche alla vigilanza privata, così come avviene per il settore turistico, ricettivo e termale del trattamento integrativo speciale per i lavoratori, con qualifica di GPG, impegnati in lavoro notturno e che effettuano straordinari nei giorni festivi” – conclude Gravina.
Il settore della vigilanza privata (servizi armati e disarmati) secondo i dati ISTAT rispetto al codice Ateco 80.1 (servizi di vigilanza privata), conta 1.189 aziende per 77.369 dipendenti e un fatturato pari a poco più di 4 miliardi di euro (dati aggiornati al 2022).
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(Adnkronos) - "Non c'è limite alla fantasia, né alla volontà di vendere falsi scoop sulla pelle delle persone coinvolte. Dispiace che la Procura di Pavia non abbia sinora sentito il bisogno di intervenire nemmeno di fronte alle innumerevoli falsità che leggiamo ogni giorno, su iniziativa di soggetti privi di qualsiasi scrupolo". Lo scrivono gli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, legali che rappresentano i genitori e il fratello di Chiara Poggi, in relazione alle innumerevoli ricostruzioni di stampa che non risparmiano neppure i familiari della ventiseienne uccisa il 13 agosto 2007 a Garlasco.
Di recente la Procura di Pavia ha riaperto le indagini sul delitto: è indagato Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, in concorso con ignoti o con Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per aver ucciso da solo (stabilisce la Cassazione) la fidanzata.
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(Adnkronos) - Il prossimo 9 luglio Lazza si esibirà per la prima volta in concerto sul palco dello stadio San Siro, un traguardo che lo stesso rapper ha definito come un coronamento di un sogno. Ma a pochi giorni dal grande evento, il rapper milanese - all'anagrafe Jacopo Lazzarini - si è lasciato andare a uno sfogo sui social. Nel mirino le richieste di biglietti omaggio da parte di fan e conoscenti.
"Vai al bar, chiedi un espresso e ti dicono 'oh ma i miei biglietti per San Siro?', vai a prendere la macchina 'oh ma quindi i miei biglietti?'", racconta Lazza in un video. Il rapper cambia tono e aggiunge: "Poi magari mio zio paga, mia suocera paga... e quelli che hanno comprato davvero il biglietto hanno sulla fronte scritto 'stupido'".
E con ironia, il rapper alza la voce e guardando dritto nella telecamera dice: "Dai, non fate i grattoni, che ne sono rimasti 16 di biglietti". "Fate i bravi", conclude il rapper con un sorriso, mandando un bacio ai follower.
Lo sfogo arriva a pochi giorni del grande debutto del Locura Summer Tour 2025 che porterà Lazza il 9 luglio sul palco dello Stadio San Siro di Milano, per la prima volta nella Scala del Calcio, un vero e proprio momento di consacrazione, simbolo di un legame indissolubile tra le sue passioni e la sua città. San Siro è molto più di uno stadio: per Lazza è un sogno coltivato da sempre, un luogo iconico che ha segnato a più riprese il suo percorso, a cui ha duramente lavorato affinché si realizzasse.
(Adnkronos) - "Il riconoscimento delle autorità giapponesi" di somministrare il vaccino anti-Rsv (virus respiratorio sinciziale) anche agli adulti tra i 18 e i 49 anni a rischio di sviluppare forme gravi di malattia segna "un passaggio molto importante, nella direzione giusta" per "passare da un criterio di somministrazione basato sull'età a uno basato sul rischio clinico". L'auspicio è che questa scelta spinga "tutte le agenzie regolatorie, a livello globale, a rivedere le proprie indicazioni". Così Massimo Andreoni, direttore scientifico Simit, Società italiana di malattie infettive e tropicali, commenta l'ampliamento della platea dei destinatari dell'anti-Rsv presa dal Giappone in questi giorni.
"Fino ad oggi, anche nelle indicazioni della nostra società scientifica avevamo raccomandato la vaccinazione principalmente per due categorie: gli anziani molto fragili, sopra i 75 anni, e le persone con comorbidità significative sopra i 60 anni - osserva Andreoni - Questo rifletteva i dati delle sperimentazioni cliniche disponibili, che erano concentrate proprio su questi gruppi. Tuttavia, eravamo ben consapevoli del fatto che esistesse un gap importante: quello rappresentato dai soggetti più giovani, al di sotto dei 50 anni, ma con gravi condizioni di salute, pazienti oncologici, ai diabetici, ai nefropatici. Persone che, pur non essendo anziane, presentano un rischio elevato di sviluppare forme gravi di infezione da Rsv proprio a causa delle loro patologie di base".
In Italia "si stimano almeno 20mila ospedalizzazioni l'anno causate dal virus respiratorio sinciziale, con circa 1.800 decessi - precisa l'esperto - E' vero, la maggior parte di questi casi riguarda gli anziani, ma una quota non trascurabile colpisce anche i soggetti più giovani con gravi comorbidità. Parliamo proprio della fascia 18-50 anni. Se ragionassimo esclusivamente in termini di rischio e non di età, la prevenzione sarebbe più mirata ed efficace. Certo, l'età avanzata è di per sé un fattore di rischio, ma il vero tema è la vulnerabilità clinica della persona, indipendentemente dall’età anagrafica. Per questo considero la decisione giapponese un segnale forte e molto rilevante. E' auspicabile - conclude Andreoni - che tutte le agenzie regolatorie del mondo seguano questa linea, riconoscendo il valore della vaccinazione contro l'Rsv anche per le persone più giovani ma ad alto rischio".
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(Adnkronos) - "L'orientamento prevalente a livello globale, soprattutto in Europa e negli Stati Uniti, è ancora quello di raccomandare il vaccino agli anziani più fragili, i cosiddetti 'grandi anziani', quindi sopra i 75 anni, e ai soggetti con comorbidità dopo i 60 o 65 anni. Però la scelta giapponese va nella direzione di ampliare la platea, introducendo il vaccino anche per gli adulti più giovani ad alto rischio. Una scelta di buon senso, direi". Così l'epidemiologo Gianni Rezza, già direttore della Prevenzione del ministero della Salute e oggi professore straordinario di Igiene all'università Vita-Salute San Raffaele di Milano, commenta la notizia, di qualche giorno fa, dell'estensione di autorizzazione, in Giappone, per l'uso del vaccino anti virus respiratorio sinciziale (Rsv) agli adulti fra i 18 e i 49 anni di età che presentano un rischio aumentato di sviluppare forme gravi di infezioni da Rsv.
"Negli ultimi anni - osserva Rezza - il numero di vaccinazioni raccomandate è cresciuto molto: pensiamo all'antinfluenzale, al vaccino anti-Covid, ora anche all'Rsv. E nel frattempo abbiamo assistito, purtroppo, a un calo delle coperture proprio tra le persone più fragili, anche per il Covid. C'è quindi il timore di un sovraccarico del calendario vaccinale. Ma la vera domanda da porsi è: il vaccino contro l'Rsv può ridurre ospedalizzazioni e decessi nelle categorie a rischio? La risposta dipende dai dati sull'impatto clinico della malattia. Negli Stati Uniti abbiamo molti dati sull'impatto dell'Rsv negli adulti, mentre da noi il quadro epidemiologico è ancora poco definito. Questo ha due conseguenze: da un lato, rende più difficile prendere decisioni precise sulle strategie vaccinali, dall'altro fa sì che la percezione del rischio sia bassa sia tra i pazienti sia tra gli stessi medici. Se una malattia non viene diagnosticata o riconosciuta, il paziente non percepisce il pericolo e il medico fatica a consigliare la vaccinazione".
L'età è sicuramente un fattore di rischio, "è ovvio che dopo i 60 o i 75 anni la probabilità di avere patologie aumenta - precisa Rezza - ma il criterio fondamentale dovrebbe restare la vulnerabilità clinica. Se una persona di 45 anni ha una grave patologia, è a rischio tanto quanto un 70enne in buona salute, se non di più. Senza dubbio - riflette - avere più dati epidemiologici e clinici ci consentirebbero di calibrare meglio le raccomandazioni e di spiegare con maggiore forza a pazienti e medici l'utilità della vaccinazione. Se non si fa diagnosi e non si quantifica l'impatto clinico, è difficile far percepire il rischio e quindi motivare alla vaccinazione".
Leggi tutto: Vaccini, anti-Rsv in Giappone a under 50 a rischio, Rezza: "Scelta di buon senso"
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