
(Adnkronos) - La Bpco, broncopneumopatia cronica ostruttiva, "rappresenta una sfida crescente per la medicina generale, in relazione all'invecchiamento della popolazione", quindi "delle malattie respiratorie croniche e della Bpco in particolare. I motivi di accesso e di contatti con la medicina generale, per la maggior parte, sono rappresentati da sintomi o problemi ascrivibili a malattie respiratorie croniche". Si tratta di "una sfida sicuramente crescente per la medicina generale". Così Alessandro Rossi, presidente Simg, Società italiana di medicina generale, all'Adnkronos Salute commenta il tema della presa in carico del paziente con Bpco, alla luce delle evidenze scientifiche e dei cambiamenti organizzativi in atto, come la Nota 99 per la prescrizione dei farmaci inalatori indicati nella terapia di mantenimento dei pazienti con Bpco.
Nei confronti di questa condizione clinica, "l'importante - osserva Rossi - è un approccio che sia il più possibile proattivo e cioè che tenda a diagnosticarla nelle fasi precoci e non, come spesso avviene, nelle fasi tardive". Si tratta "quindi di fare una diagnosi precoce di un inquadramento appropriato della stadiazione", cioè lo stato di avanzamento della malattia. In questo contesto "la Nota 99 - chiarisce - rappresenta una nota regolatoria dell'Aifa", Agenzia italiana del farmaco, che "a nostro modo di vedere potrebbe essere superata almeno per quanto riguarda l'obbligo del piano terapeutico per la triplice terapia inalatoria che riteniamo dovrebbe essere liberalizzata in modo tale da dare una più libera prescrizione per la medicina generale, aumentare la compliance dei pazienti e riducendo l’intasamento dei servizi specialistici". Diventa quindi "indispensabile - sottolinea il residente Simg - la gestione" integrata "tra la medicina di primo livello, cioè la medicina generale, e le medicine specialistiche con gli strumenti più innovativi che riguardano la digitalizzazione, l'invio di referti telematici, la comunicazione tra sistemi informativi di diversi livelli e anche l'utilizzo dell'intelligenza artificiale. Questo può rafforzare e qualificare la rete di collaborazione, soprattutto a beneficio di questi pazienti".
In questo contesto, prosegue Rossi, si inserisce "lo studio Aster che ha rappresentato il primo studio esteso di screening della popolazione con malattie respiratorie croniche effettuato nel setting della medicina generale. Già questo attribuisce a questo studio una grande valenza - rimarca - I risultati" evidenziano che "molti dei pazienti arruolati nello studio erano alla prima diagnosi e non erano inquadrati, preventivamente, come con malattie respiratorie croniche. Questo testimonia l'esigenza di una diagnosi più precoce, con gli strumenti tipici della medicina generale, con un inquadramento di questi pazienti per un avvio verso un corretto stile di vita, l'astenzione dal fumo e, naturalmente", l'accesso "alle terapie più appropriate che migliorano gli esiti della malattia".
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(Adnkronos) - La scienza entra in modo sempre più prepotente nelle indagini e le ultime svolte sul caso di Garlasco, ma il genetista Marzio Capra invita alla prudenza. Ex uomo del Ris di Parma, consulente anche nel delitto di Yara Gambirasio, da sempre Capra affianca la famiglia Poggi nella ricerca della verità. E dopo l'ultima 'svolta' annunciata dalla Procura con l'impronta dell'indagato Andrea Sempio trovata sul muro delle scale quasi 18 anni dopo il delitto, quando il condannato Alberto Stasi ha quasi finito di scontare la sua pena, Capra frena gli entusiasmi.
"In attesa di leggere con attenzione la consulenza della Procura di Pavia però c'è da fare una riflessione banale, ma necessaria. Se indichiamo come analisi scientifiche quelle che sono indagini di parte contenute in una consulenza della Procura di Pavia, le risultanze del Ris di Parma fatte nel pieno del contraddittorio delle parti, ossia alla presenza di tutti, cosa sono? Se passa il concetto che perché sono le ultime analisi sono le più affidabili, le migliori di tutto, allora è la fine: dovremmo rifare da capo ogni indagine su ogni singolo omicidio", spiega all'Adnkronos. "Se mettiamo in dubbio la perizia fatta sul Dna trovata sulle unghie di Chiara Poggi allora mettiamo in dubbio tutto, prendiamo impronte giudicate non utili secondo il Ris di Parma e ora diciamo che sono utili e attribuibili. Va bene tutto, ma se si può mettere in discussione il lavoro degli esperti di Parma allora perché non farlo anche con il Dna di Bossetti che invece va accettato così e basta?" è la domanda, seria e provocatoria, di Marzio Capra.
"Delle due l'una: o quell'impronta è utile e attribuibile oppure non lo è. E se uno ha ragione e l'altro torto dobbiamo anche chiederci come vengono spesi i soldi pubblici", conclude.

(Adnkronos) - "Sei un cretino". Donald Trump perde le staffe nello Studio Ovale della Casa Bianca durante l'incontro con il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa. Il presidente degli Stati Uniti nell'incontro si sofferma sulle violenze che in Sudafrica colpiscono i 'farmers' bianchi. Tra le domande dei giornalisti presenti, spicca quella di un cronista della Nbc che prova a sollevare il tema del Boeing donato dal Qatar agli Usa. L'aereo è destinato a diventare il nuovo Air Force One.
"Stiamo parlando di gente che viene uccisa e tu fai domande sull'aereo che il Qatar dona agli Stati Uniti", sbotta Trump. "Tu, basta domande", dice prima di esprimere giudizi negativi sulla Nbc. L'incontro prosegue, Trump mostra immagini a sostegno delle proprie affermazioni relative alle violenze nei confronti degli afrikaneer, ma tra una dichiarazione e l'altra torna ad insultare il giornalista: "Cretino, idiota"
Leggi tutto: Trump e lo scontro con il giornalista: "Sei un idiota" - Video

(Adnkronos) - Anche quest’anno lo studio legale i-law, specializzato nelle tematiche legali, regolamentari e fiscali che disciplinano l’attività di recupero crediti in ambito bancario e finanziario, ha organizzato a Milano i-hour, “un momento in cui scambiare idee sia dal punto di vista tecnico sia nel panorama macroeconomico in cui ci troviamo”, fa sapere Davide Sarina, managing partner di i-law. L’edizione di quest’anno, che si è svolta il 20 maggio a Terrazza Palestro, si è articolata in due momenti distinti offrendo ai partecipanti una prospettiva ampia e stimolante su questioni di rilievo nazionale e internazionale. Nella prima parte, si è tenuta un’intervista esclusiva a Simone Crolla, amministratore delegato di American chamber of commerce in Italy, che ha fornito un quadro aggiornato e coinvolgente delle relazioni internazionali tra Stati Uniti, Europa e Italia.
“L'Europa - suggerisce Crolla - deve trovare un suo modus vivendi con gli Stati Uniti di questa amministrazione deve cioè negoziare affinché ci siano delle reciproche concessioni. Per quanto riguarda le esportazioni sono un tratto caratteristico dell'economia italiana e non potranno mai essere calmierate da alcun tipo di dazio. Né gli Stati Uniti possono essere sostituiti come mercato di destinazione. Una riflessione andrebbe fatta invece sull'attrattività del sistema Italia e quindi sugli investimenti stranieri nel nostro Paese. Nello specifico - aggiunge - anche quelli americani che comunque da diversi anni non crescono più. Il tema dell'attrattività degli investimenti andrebbe affrontato a livello politico istituzionale per generare opportunità per il nostro Paese”.
A seguire, si è svolta una tavola rotonda tematica dedicata ad un argomento di grande attualità per il mondo legale e imprenditoriale: Composizione negoziata della crisi e garanzia MCC- Mediocredito Centrale. “C'è un link - afferma Davide Sarina, managing partner di i-law - tra le politiche economiche statunitensi e le possibili conseguenze sul mondo del credito In questo appuntamento abbiamo unito il tema macroeconomico a quello tecnico della composizione negoziata con crediti garantiti da garanzia statale, quindi MCC nella fattispecie. È stato un incontro molto produttivo e ci auguriamo di riproporre un argomento altrettanto attuale e coinvolgente l'anno prossimo, alla terza edizione del nostro I-hour”. Esprime soddisfazione Lorenzo Marcello del Majno, responsabile del Team ‘Corporate & Special Situations’ di i-low, per un incontro che ha radunato attorno al tavolo “i tecnici della composizione negoziata della crisi”. Majno delinea un obiettivo per la terza edizione di i-hour: “Dobbiamo coinvolgere il debitore e i suoi advisor perché possano strutturare delle proposte che possano essere gestite da MCC all'interno della CNC. Quello che è emerso dall'incontro di oggi, infatti, è che le tempistiche previste per l'esecuzione del MCC e le tempistiche della composizione negoziata della crisi sono assolutamente coerenti tra di loro. Possono quindi consentire una gestione virtuosa dell'escussione a garanzia del MCC all'interno del percorso di CNC”.
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(Adnkronos) - Il risultato ottenuto da Israele al televoto nell'ultima edizione dell'Eurovision Song Contest, svoltasi in Svizzera, ha scatenato un acceso dibattito tra diverse emittenti europee, che ora chiedono maggiore trasparenza e una possibile revisione del sistema di voto. La cantante israeliana Yuval Raphael ha conquistato il primo posto nel televoto con la ballata 'New Day Will Rise', ma si è classificata seconda nella classifica finale a causa del punteggio più basso attribuitole dalle giurie nazionali, che l'hanno collocata al 14esimo posto. A trionfare è stata l'Austria, grazie al bilanciamento tra voto popolare e voti delle giurie.
Emittenti pubbliche di Paesi come Irlanda, Paesi Bassi, Belgio, Spagna, Islanda e Finlandia hanno espresso dubbi sull'equità del sistema di voto, chiedendo chiarimenti o addirittura un audit completo, riporta la Bbc. L'Unione Europea di Radiodiffusione (European Broadcasting Union - Ebu), che organizza il concorso, ha replicato affermando che ogni voto è stato verificato da un ente indipendente e che ogni segnalazione viene presa sul serio.
Israele ha ottenuto il massimo punteggio (12 punti) dal pubblico di Paesi come Belgio, Paesi Bassi, Spagna e Regno Unito, mentre Irlanda e Finlandia ne hanno assegnati 10. Tuttavia, l'emittente irlandese Rté ha chiesto la pubblicazione dettagliata dei dati del televoto, mentre la spagnola Rtve ha annunciato di voler proporre una revisione dell'intero sistema di voto popolare. Al centro delle critiche c'è la possibilità per ogni spettatore di votare fino a 20 volte tramite telefono, sms o app. "Un sistema che consente 20 voti per persona favorisce la manipolazione", ha dichiarato la deputata fiamminga Katia Segers, chiedendo un'indagine che coinvolga tutti i Paesi partecipanti.
Anche la televisione pubblica fiamminga Vrt ha espresso la necessità di "una piena trasparenza" da parte dell'Ebu, pur non avendo rilevato irregolarità. "La vera domanda è se l'attuale sistema rifletta in modo equo l’opinione del pubblico", ha sottolineato un portavoce.
Dello stesso avviso la finlandese Yle, che si è detta pronta a chiedere una revisione delle regole. Le emittenti olandesi Avrotros e Npo, invece, hanno parlato apertamente di un Eurovision "sempre più influenzato dalle tensioni geopolitiche e sociali", mettendo in discussione la natura apolitica e unificante della manifestazione, alla luce della partecipazione di Israele.
Il direttore dell'evento, Martin Green, ha confermato, come riporta sempre la Bbc, che "sono in corso contatti con diverse emittenti" per raccogliere feedback sul'edizione appena conclusa. Ha inoltre ribadito che il sistema di voto dell'Eurovision è "il più avanzato al mondo" e che ogni risultato viene controllato da una squadra dedicata, con il supporto di un organismo indipendente di monitoraggio. Green ha infine risposto alle polemiche riguardanti l'utilizzo, da parte del governo israeliano, di campagne pubblicitarie e canali social ufficiali per incentivare il voto: secondo Green, tali azioni non violano il regolamento. Il dibattito è dunque aperto, e cresce la pressione sull'Ebu affinché il sistema venga aggiornato, garantendo equità e trasparenza in una competizione sempre più seguita e al centro dell’attenzione politica internazionale.
“Hai portato tanto onore e orgoglio al tuo Paese, soprattutto dopo quello che hai passato. Quando sei stata lì con le mani alzate (alla fine della canzone) e hai detto ‘Am Yisrael Chai’ (il popolo di Israele vive, ndr) hai toccato il cuore di tutti noi. Hai fatto una cosa incredibile, sei meravigliosa”. Sono queste le parole con cui il premier israeliano Benjamin Netanyahu si è congratulato per il secondo posto ottenuto all’Eurovision music contest da Yuval Raphael, sopravvissuta all’attacco di Hamas al festival Nova del 7 ottobre.
Raphael, che per la sua canzone 'New days will rise' ha ricevuto il maggior numero di voti dal pubblico, durante la video chiamata con il primo ministro ha detto: "Tutto ciò che volevo era portare al Paese un momento piacevole in tutta questa follia anomala che sta succedendo qui, quello era il mio obiettivo principale. E la cosa più importante è che gli ostaggi tornino a casa, si riprendano e siano qui con noi, felici". "Stiamo lavorando molto su questo", ha risposto il premier aggiungendo che la cantante ha portato "molto onore a Israele: sei la vera vincitrice, dati alla mano, è vero… sei entrata nel cuore di una grande parte del pubblico in Europa".
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(Adnkronos) - "Quale ruolo e quali competenze per il medico di medicina generale". E' il filo conduttore per l'8°Congresso regionale della Fimmg Lazio e il 17° della Scuola di formazione, in programma dal 23 al 25 maggio al TH Roma Carpegna Palace Hotel della Capitale, in via Aurelia 481. Una 3 giorni di dibattiti e formazione per affrontare le criticità e le emergenze della sanità territoriale.
Al centro dei lavori l'emergenza liste di attesa, la carenza di medici di medicina generale nei Municipi di Roma e nelle province del Lazio, il ruolo unico nella medicina di famiglia e i modelli di organizzazione territoriale e di assistenza. "Per la prima volta dal varo della legge che ha istituito il medico di medicina generale - sottolineano i promotori - ampie fette di popolazione sono senza medico di fiducia a causa della carenza di medici e il tutto si complica anche per la carenza di dialogo con la Regione Lazio, aggravata ancora di più dalla mancata firma del contratto integrativo regionale, via maestra per avviare a soluzione i problemi che si stanno trasformando in vere emergenze, come l'avvio della rete delle Case di comunità che invece è ancora oggi di là da venire. Purtroppo si preferisce da mesi una battaglia ideologica e sterile sulla trasformazione del rapporto di lavoro dei medici di medicina generale da professionisti in convenzione a dipendenti, non pensando che un dialogo e un accordo con gli attuali mezzi legislativi a disposizione risolverebbe molti problemi".
Si discuterà di invecchiamento della popolazione con il conseguente aumento delle patologie croniche, di quale sarà il ruolo del medico di famiglia nel garantire equo accesso alle cure con una missione primaria nella prevenzione e gestione delle malattie croniche in un contesto di sanità pubblica, e della disponibilità di allocazione delle risorse rispetto a questa nuova realtà. Saranno inoltre analizzati i termini di una collaborazione - e confronto - tra sanità pubblica e privata, identificando le competenze necessarie nel nuovo contesto, la capacità di lavorare in team multidisciplinari, utilizzando anche nuove tecnologie come la telemedicina e diagnostica a distanza. Sarà un "momento di confronto e aggiornamento tra medici e operatori del settore della sanità, per definire un nuovo modello di medicina generale in grado di rispondere alle sfide attuali e future".
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(Adnkronos) - "Non era mai successo prima". Da anni, ogni sera, Denisa Maria Adas, trentenne romena, mandava un messaggio alla madre per dirle che stava bene. Venerdì scorso, il 16 maggio, il telefono ha taciuto. Da allora, nessuno ha più sentito o visto la giovane escort di professione, residente a Roma e in trasferta per lavoro in un residence di via Ferrucci a Prato. "L'hanno presa, di sicuro è andata così", ripete con voce rotta Maria Cristina Paun, la madre, arrivata in Toscana dopo essere stata convocata dai carabinieri. Una frase che suona come una resa, ma anche come un'accusa. E che ora riecheggia sinistra nelle stanze lasciate vuote della figlia e nelle indagini sempre più fitte coordinate dalla Procura di Prato, guidata dal procuratore Luca Tescaroli.
La sera della scomparsa una testimone ha riferito agli investigatori dei carabinieri di averla sentita dire al telefono: "Se mi trovano, mi ammazzano". Quella frase è diventata il punto di partenza di un’inchiesta che si sta rapidamente allargando. Il fascicolo aperto dal procuratore Tescaroli parla di sequestro di persona, ma nessuna ipotesi viene esclusa, dal rapimento a scopo intimidatorio a una scomparsa forzata legata al giro della prostituzione, fino a scenari più drammatici.
Denisa è stata vista per l’ultima volta nella sua stanza, la 101 al primo piano del residence, dove era già stata altre volte per una serie di appuntamenti. Quando i carabinieri del Sis e i colleghi di Prato e Firenze vi sono entrati, hanno trovato la porta socchiusa, le chiavi nella toppa dall’interno, il letto rifatto, tutto perfettamente in ordine. Nessuna traccia di sangue, nessun segno di colluttazione. Ma anche nessuna valigia: mancavano uno zaino di marca Gucci, un trolley rigido nero, uno bianco più piccolo. I trucchi erano rimasti lì, così come le scarpe lanciate sull’armadio e la piastra per capelli. Un dettaglio che ha colpito le amiche: "Non si separava mai dai trucchi", dicono. È come se fosse stata costretta ad andarsene, in fretta.
I carabinieri hanno passato al setaccio la zona attorno al residence. Ispezionata l’auto della donna, una Fiat 500 rossa parcheggiata lì da giorni. Prelevati il coprivolante, uno spazzolino da denti e un indumento per le analisi del Dna. Ma ancora, nessuna svolta. L'intero stabile è stato ispezionato palmo a palmo: scale, viottolo sul retro, aree comuni. La pioggia, il tempo e il via vai avrebbero potuto cancellare ogni traccia.
Le telecamere del residence mostrano due uomini quella sera. Il primo, uscito alle 20:45, ha un alibi. Il secondo, considerato l’ultimo cliente, sarebbe rimasto fino alle 23:35. Avrebbe fatto tre chiamate prima di incontrarla. È stato identificato, ma non ancora ascoltato dagli inquirenti. Potrebbe vivere fuori provincia. Anche per questo è stato attivato il Racis, il reparto investigazioni scientifiche dell’Arma.
In parallelo, i carabinieri stanno analizzando i contenuti della chat di gruppo dove Denisa comunicava con altre escort. Proprio lì, la sera della scomparsa, avrebbe scritto un messaggio di allerta contro un cliente “pericoloso”. Ma il messaggio potrebbe essere stato manomesso dopo la scomparsa. Un segnale inquietante: qualcuno potrebbe aver tentato di cancellare prove compromettenti. I due cellulari della ragazza risultano spenti da giorni. E proprio in quei dispositivi, nei contatti, nei messaggi, nelle foto, potrebbe nascondersi la chiave del caso.
Oggi, mercoledì 21 maggio, la macchina delle ricerche si è rimessa in moto con forza. Le operazioni si sono concentrate nella zona del Lecci, lungo il viale Alcide De Gasperi, dove si trova anche il lago degli Alcali. È un’area di campagna a circa 1,5 km dal residence. Qui i carabinieri hanno impiegato unità cinofile, droni, elicotteri e volontari della Protezione civile. Sei i punti sotto osservazione: tra questi, anche i giardini di Mezzana e la pista ciclabile dietro l’istituto Buzzi, luoghi isolati ma facilmente raggiungibili.
Nel pomeriggio, due amiche della donna sono state ascoltate a lungo. Anche questi interrogatori lasciano trapelare un cauto ottimismo: gli inquirenti parlano di una possibile svolta nelle prossime ore. "Sapeva di essere in pericolo", ha detto una delle amiche. "E lo ha detto chiaramente". La speranza, adesso, è che quelle ultime parole, registrate, scritte, forse lette da qualcuno, aiutino a trovarla. Viva.
Leggi tutto: Denisa Maria Adas scomparsa a Prato, la mamma: "L'hanno presa"

(Adnkronos) - "Il nostro Paese deve cambiare paradigma su convergenza università e privati rispetto la ricerca. Respiro vuole rappresentare proprio questo cambiamento, di come cittadini e cittadine, ragazzi e ragazze, vivono le città. Dobbiamo rigenerare gli ambienti in cui viviamo partendo da una scienza che sia partecipata". Ad affermarlo è Giovanna Iannantuoni, rettrice dell’Università di Milano-Bicocca, a margine della presentazione di Respiro, dispositivo indossabile di monitoraggio della qualità dell’aria, presso il Gazometro Ostiense a Roma.
“La cosa bella di questo dispositivo, semplice, portatile, a basso costo, è che può essere portato da ciascuno di noi nella sua vita di tutti i giorni, facendoci scoprire che la qualità dell’aria non è quella che tutti noi pensiamo. Ciò ci servirà per cambiare i nostri comportamenti, sia indoor che outdoor, e magari per esempio prenderemo più mezzi pubblici, oppure arieggeremo di più i locali, per assicurare a tutti un futuro migliore. In autunno promuoveremo una grande campagna, sia a Roma che a Milano, sia sulla qualità dell’ambiente ma anche per diffondere comportamenti scientifici in maniera maggiore di quanto avviene oggi”.

(Adnkronos) - Bianca Balti condivide tutta la gioia per aver lavorato a un progetto importante, otto mesi dopo la diagnosi di tumore ovarico al terzo stadio arrivata lo scorso settembre. In un post su Instagram ha condiviso qualche scatto e video che mostrano il 'dietro le quinte' della copertina del nuovo numero di 'Vogue Adria' (dal titolo 'The Face of Strenght', cioè 'Il volto della forza') che la vede protagonista.
"Ciao mamma, sono sulla cover di Vogue", scherza all'inizio del post, poi si fa più seria. "A settembre pensavo che sarei morta. Poi ho capito che sarei sopravvissuta, ma pensavo che la mia carriera sarebbe finita per sempre. Otto mesi dopo, tre mesi di remissione e sono sulla copertina di Vogue Adria! Datemi un pizzicotto per favore... Sono troppo fortunata", sono le parole della modella.
La rivista - edizione del mensile americano destinata ai Paesi di Bosnia ed Erzegovina, Croazia, Montenegro, Serbia e Slovenia - ha spiegato di aver scelto Bianca Balti come volto della copertina di maggio perché la sua presenza riflette insieme "tenerezza e forza" e il suo viaggio "ci ricorda che abbracciare chi siamo veramente è la forma più potente di bellezza".
Leggi tutto: Bianca Balti: "Pensavo sarei morta, oggi sono sulla cover di Vogue"

(Adnkronos) - La Procura di Venezia ha presentato appello contro la sentenza di condanna all’ergastolo di Filippo Turetta per l’omicidio di Giulia Cecchettin, chiedendo che vengano riconosciute anche le aggravanti della crudeltà e dello stalking che la sentenza di primo grado non riconobbe. A giorni è atteso anche l’appello del difensore di Turetta, i termini scadono il 27 maggio prossimo.
Turetta ha inferto 75 coltellate a Giulia Cecchettin l'11 novembre 2023 "per inesperienza e inabilità" non "per crudelmente infierire o per fare scempio della vittima". Per questo i giudici della Corte d'Assise di Venezia lo scorso 3 dicembre hanno condannato all'ergastolo il giovane per l'omicidio dell'ex fidanzata, ma escludendo l'aggravante della crudeltà e dello stalking.
Nelle motivazioni della condanna di primo grado si legge anche che il giovane non merita le attenuanti generiche "alla luce della efferatezza dell'azione, della risolutezza del gesto compiuto e degli abietti motivi di arcaica sopraffazione che tale gesto hanno generato: motivi vili e spregevoli, dettati da intolleranza per la libertà di autodeterminazione della giovane donna, di cui l'imputato non accettava l'autonomia delle anche più banali scelte di vita".
Turetta ha mantenuto "la lucidità" anche nelle fasi successive all'omicidio: quando coprì il corpo di Giulia con sacchi neri della spazzatura e lo lasciò lontano da strade battute o quando ormai senza benzina, senza denaro e senza cibo si consegnò alla polizia tedesca. Contro il riconoscimento delle attenuanti anche il fatto "che nelle ore immediatamente precedenti all'arresto egli abbia avuto cura di cancellare tutto il contenuto del suo dispositivo dà contezza dell'atteggiamento conservativo dell'imputato il quale, più che spinto dal rimorso o dal proposito di consegnarsi alle autorità, mirava evidentemente a contenere e minimizzare le conseguenze delle proprie abiette azioni. Obiettivo che ha poi continuato a perseguire anche nel corso dell'interrogatorio" quando non ha fatto cenno al contenuto, né ha fornito le password.
"L'aver inferto settantacinque coltellate non si ritiene che sia stato, per Turetta, un modo per crudelmente infierire o per fare scempio della vittima: come si vede nella videoregistrazione dell'ultima fase dell'azione omicidiaria, l'imputato ha aggredito Giulia Cecchettin attingendola con una serie di colpi ravvicinati, portati in rapida sequenza e con estrema rapidità, quasi alla cieca", si legge nelle motivazioni dei giudici alla condanna.
"Non si ritiene che tale dinamica, certamente efferata, sia stata dettata, in quelle particolari modalità, da una deliberata scelta dell'imputato ma essa sembra invece conseguenza della inesperienza e della inabilità dello stesso: Turetta non aveva la competenza e l'esperienza per infliggere sulla vittima colpi più efficaci, idonei a provocare la morte della ragazza in modo più rapido e 'pulito', cosi ha continuato a colpire, con una furiosa e non mirata ripetizione dei colpi, fino a quando si è reso conto che Giulia 'non c'era più'", scrive la Corte facendo riferimento all'omicidio dell'11 novembre 2023.
"Egli ha dichiarato di essersi fermato quando si è reso conto che aveva colpito l'occhio: 'mi ha fatto troppa impressione', ha dichiarato. Orbene, considerata la dinamica complessiva, come anche registrata dalle videocamere in Fossò, non si ritiene che la coltellata sull'occhio sia stata fatta con la volontà di arrecare scempio o sofferenza aggiuntiva", concludono i giudici.
Leggi tutto: Turetta, appello procura contro condanna: "Siano riconosciuti crudeltà e stalking"

(Adnkronos) - "Non possono esistere differenziazioni sociali nell’accesso all’energia perché esse creano rottura. Stiamo andando sulla buona strada, le grandi imprese sono molto avanzate, credo l’obiettivo si raggiungerà in tempi abbastanza brevi". Ad affermarlo è Claudio Granata, presidente di Road - Rome Advanced District – e direttore Stakeholder Relations & Services di Eni, a margine della presentazione, presso il Gazometro Ostiense di Roma, di Respiro, dispositivo indossabile di monitoraggio della qualità dell’aria.
"Road è uno spazio tecnologico a disposizione delle società che aderiscono alla rete, e che desiderano focalizzarsi su alcuni temi strategici come la mobilità, ma anche una piattaforma per far dialogare tra loro pubblico e privato . In futuro vogliamo creare progetti congiunti che possano accelerare le attività di ricerca a partire dalla sicurezza degli impianti e delle persone. Tenere insieme questi due aspetti è fondamentale, non possiamo consentire ad alcuna tecnologia di poter essere, un giorno, dannosa per l’uomo", aggiunge.
Leggi tutto: Ambiente, Granata (Road): "In Respiro dialogo tra Università ed imprese"

(Adnkronos) - Dopo sei anni dalla sua marcia trionfale al Giro d'Italia, Richard Carapaz si aggiudica l'undicesima tappa dell'edizione in corso, la Viareggio-Castelnovo ne' Monti di 186 km e 3.850 metri di dislivello. Decisiva la fuga finale, che ha portato l'ecuadoriano a tagliare il traguardo in solitaria.
Resta in maglia rosa Isaac Del Toro, secondo e con altro vantaggio accumulato su Juan Ayuso (ora sono 31 i secondi che separano i due), che supera sullo sprint Giulio Ciccone, Pidcock e Bernal. Dopo Siena, l'azzurro è al suo secondo podio in questa edizione della Corsa Rosa.
Leggi tutto: Giro d'Italia, Carapaz vince in fuga l'undicesima tappa. Del Toro resta in maglia rosa

(Adnkronos) - Un gelato 'cosmetico' che punta ad unire gusto e benessere grazie a ingredienti super food e anti-age. E' il progetto 'Longevity ice cream' dell'Ateneo del gelato italiano, dal 2017 prima scuola internazionale di gelateria artigianale made in Italy, che ha ideato una linea di sorbetti artigianali formulati in base a ricette che integrano alimenti 'amici della pelle e del benessere', a partire dall'olio extravergine di oliva, ingrediente simbolo della dieta mediterranea.
Attraverso un'accurata selezione di pregiatissime cultivar italiane proposte dalla Fondazione Evo School/Unaprol - Coldiretti - CampagnaAmica, gli oli abbinati e combinati con ingredienti funzionali come agrumi, tè matcha, bacche di goji, fragole, basilico, mandorle, latte di bufala, avocado e spezie preziose sono al centro di ogni ricetta e, oltre alle proprietà nutrizionali legate alla presenza di polifenoli e antiossidanti, legano ogni componente donando al gelato cremosità e texture vellutata. Diverse le ricette, presentate al recente congresso della Società italiana di medicina estetica (Sime) a Roma, come: il sorbetto all'avocado siciliano con agrumi, zenzero e olio evo ragusano; il sorbetto alla fragola, basilico e olio evo della Tuscia; sorbetto al tè verde giapponese matcha, lime, bacche di goji, miele e olio evo pugliese; il gelato al latte di bufala, mandorla e olio evo di Latina.
Il progetto si focalizza, dunque, sull'integrazione di ingredienti anti-age e super food, studiati e usati anche nella cosmetica, combinandone le proprietà organolettiche e nutrizionali. Ma la funzione del gelato in tema di salute e benessere, nell'intenzione dei promotori, è più ampia: grazie alla sua popolarità e alla capacità trasmettere emozioni, infatti, può "supportare campagne di sensibilizzazione e informazione su tematiche importanti, come in questo caso la prevenzione dell’invecchiamento precoce, diventando così un veicolo originale e coinvolgente per diffondere messaggi significativi e sociali".
Leggi tutto: Arriva il gelato cosmetico, super food e anti-age nel 'Logevity ice cream'

(Adnkronos) - Cristiano Ronaldo ha scoperto la sua età biologica. Il calciatore portoghese, che ha compiuto 40 anni lo scorso 5 febbraio, si è sottoposto a un esperimento, facendo affidamento a un'azienda tecnologica specializzata in fitness, che ha monitorato il suo stato di salute. Il risultato è stato sorprendente: la sua età biologica è di 28,9.
Un'età biologica più giovane di 11 anni. Niente male per un atleta come Cristiano Ronaldo che non ci pensa affatto a lasciare il campo da calcio per almeno un altro decennio. È quello che ha rivelato dopo aver scoperto la verità sulla sua età biologica.
Il calciatore, che sta vivendo la seconda stagione calcistica nella squadra dell'Al Nassr, Arabia Saudita, attraverso l’utilizzo di un braccialetto che rileva parametri come qualità del sonno, livello di stress e sforzo fisico, ha ottenuto un risultato che conferma il suo eccellente stato di salute e forma atletica.
"Non posso credere che sia così bravo, ho 28,9 anni. Giocherò a calcio per altri 10 anni", ha detto, scherzando, il calciatore dopo aver scoperto che il suo fisico in realtà ha 11 anni in meno rispetto alla sua età anagrafica.
Il dato fornito della 'Whoop' non fa che confermare l'attenzione, quasi maniacale, che Cristiano Ronaldo dedica al suo corpo. A partire dall'alimentazione, che da sempre, il calciatore, cura nei minimi dettagli. Una dedizione che continua a dare i suoi frutti.
Leggi tutto: Cristiano Ronaldo scopre la sua età biologica: "Giocherò per altri 10 anni"

(Adnkronos) - Una comunità viva di imprese, istituzioni, startup e centri di ricerca si dà appuntamento a Napoli il 29 e 30 maggio per la decima edizione di Innovation Village, evento di riferimento per l’innovazione nel Centro-Sud Italia. La fiera-evento, organizzata da Knowledge for Business e ospitata nella cornice di Villa Doria d’Angri, sede dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope, accende i riflettori su tecnologie emergenti e modelli di sviluppo sostenibile, con uno sguardo concreto alle sfide di domani.
Cresce ancora la partecipazione: 119 aziende coinvolte, 33 espositori, 26 enti istituzionali e 283 relatori animeranno convegni, tavoli di lavoro e attività di networking in una due giorni ad alta intensità tecnologica.
Al centro del confronto, alcuni dei temi più attuali del panorama dell’innovazione: dall’applicazione dell’intelligenza artificiale all’automazione, alla robotica e alla sanità, alla bioeconomia e ai nuovi materiali bio-based, fino alle sfide della space economy, del manufacturing avanzato e dell’innovazione quantistica. Spazio anche alle politiche e agli strumenti per la crescita delle startup e per il trasferimento tecnologico, nella consapevolezza che innovare significa anche costruire connessioni efficaci tra ricerca, impresa e territorio.
“Innovation Village è nato dieci anni fa per creare ponti, facilitare il dialogo tra soggetti diversi e dare forza a progetti concreti”, spiega Annamaria Capodanno, direttrice dell’iniziativa. “Oggi questo ecosistema è maturo e guarda avanti, con attenzione alle nuove frontiere dell’innovazione, alla sostenibilità e al ruolo dei giovani. È questa la sfida che ci proietta verso il futuro”.
Un esempio concreto è l’Innovation Village Award, che nella sua settima edizione premia progetti ad alto impatto, con 17 riconoscimenti in denaro e servizi messi a disposizione da aziende, enti e associazioni. L’obiettivo dell’Award, organizzato con ASviS ed Enea e sponsorizzato da Optima Italia, è valorizzare soluzioni sostenibili capaci di generare benefici sociali, ambientali e produttivi.
Tra le novità più attese, un’anteprima assoluta: saranno presentati i primi prodotti realizzati con ScobySkin, un materiale innovativo simile alla pelle ma completamente bio-based, ottenuto da batteri comunemente usati per produrre aceto, combinati con tè, zuccheri naturali e scarti di frutta. Una cellulosa dalla struttura resistente e versatile, lavorabile come un tessuto e completamente priva di sostanze chimiche dannose. Il futuro sostenibile passa anche dalla biodiversità: parte quest’anno la prima edizione dell’Hackathon per la Biodiversità, promosso dal National biodiversity future center (Nbfc) e realizzato da Knowledge for business e future food institute. Durante l’evento, cento studenti di istituti agrari e alberghieri campani si confronteranno in una maratona creativa ispirata al modello dell’hackathon, trasformato in esperienza educativa per ripensare il cibo, l’ambiente e il ruolo attivo delle nuove generazioni.

(Adnkronos) - Donald Trump avrebbe sventato un tentativo di suicidio. A raccontare è una donna afroamericana di nome Debbie in un'intervista a 'Newsmax', il cui video è stato ripostato dal presidente americano su Truth Social.
La storia inedita risale ai tempi in cui Trump conduceva il programma 'The Apprentice'. La donna ha raccontato di quando, in preda alla disperazione, sarebbe stata sul punto di togliersi la vita. A salvarla, secondo il suo racconto, sarebbe stato proprio Trump, che l'avrebbe notata in lacrime mentre si trovava per caso sulla 97esima strada a Broadway, a un compleanno di un amico.
"Mia madre e mio padre morirono nello stesso momento, ero distrutta", ha spiegato Debbie. "Mi stavo dirigendo verso il ponte di Brooklyn, non chiedetemi perché. Trump mi vide, mi prese per il braccio e mi disse: 'Qualsiasi cosa tu stia per fare, dimenticala. Non è quello che vorrebbero i tuoi genitori'". Il presidente l’avrebbe trattenuta a lungo, parlando con lei e pregando per lei. "Quando sono andata a cercare le chiavi nella mia tasca – ha aggiunto – ho trovato una banconota da 100 dollari arrotolata, che ho incorniciato. È una storia vera, mi ha salvato la vita".
Leggi tutto: "Donald Trump mi ha salvato la vita", la storia di una donna di New York

(Adnkronos) - "La rivista internazionale Inps 'Del futuro' rappresenta un momento importante per riflettere su innovazione, valore pubblico e miglioramento dei servizi. Dobbiamo attrarre talenti, liberare le energie interne e valorizzare le competenze apicali, contribuendo concretamente al benessere collettivo e affrontando con efficacia le sfide complesse della Pubblica amministrazione contemporanea". Lo ha affermato Diego De Felice, direttore centrale comunicazione Inps, intervenendo al Forum Pa.
Leggi tutto: De Felice (Inps): "Attrarre talenti e innovare servizi per creare valore pubblico"

(Adnkronos) - "L'obiettivo della rivista internazionale 'Del futuro' è quello di motivare tutta la comunità Inps, valorizzando le competenze e idee di ciascuno. E' un nuovo canale di dialogo interno ed esterno, perfettamente in linea con il nostro percorso di trasformazione digitale e di apertura verso tutti gli stakeholder". Lo ha detto oggi Valeria Vittimberga, direttore generale Inps, al Forum Pa.
Leggi tutto: Vittimberga: "Con rivista Del futuro puntiamo a valorizzare competenze e idee"

(Adnkronos) - "Il libro 'In difesa dello smart working', edito da Castelvecchi, affronta il necessario cambiamento culturale nelle organizzazioni, proponendo un modello lavorativo basato su conoscenza, responsabilità e flessibilità. Lo smart working permette ai lavoratori di esprimere creatività e autonomia, soddisfa i bisogni di auto-affermazione e libertà personale". A dirlo oggi il direttore centrale risorse umane Inps Giuseppe Conte durante il panel del Forum Pa. Il volume sarà disponibile nelle prossime settimane.
"La rivista internazionale Inps 'Del futuro' nasce per creare un ambiente partecipativo in cui dipendenti e collaboratori si sentano protagonisti attivi dell’organizzazione. Uno strumento che, insieme allo smart working, permette di tenere unita la nostra comunità e favorisce un equilibrio più sano tra vita privata e lavoro" ha poi aggiunto Conte.
Leggi tutto: Conte (Inps): "Smart working chiave nuovo paradigma di lavoro flessibile e innovativo"

(Adnkronos) - "Il rapporto tra giovani e welfare, oggi, è il vero banco di prova del patto sociale. I ragazzi vivono un mercato del lavoro instabile. L’accesso all’autonomia — economica, abitativa, personale — è ancora troppo difficile. E molti percepiscono il welfare come un sistema pensato per altri, per le generazioni precedenti. Per questo serve un cambio di paradigma: serve un welfare che non si limiti a distribuire risorse, ma che generi opportunità. Che coinvolga, ascolti, includa. Che parli il linguaggio dei giovani, nei luoghi e nei modi che loro riconoscono". Così il presidente dell'Inps, Gabriele Fava, intervenendo al Forum Pa. "In Italia - ha continuato -, ci sono 10,4 milioni di giovani tra i 18 e i 34 anni. Di questi, circa 7 milioni lavorano. E l’80% ha una contribuzione stabile negli ultimi cinque anni, coprendo in media l’80% dell’intero periodo. Numeri incoraggianti, che però nascondono una realtà più complessa: i restanti 3 milioni hanno una contribuzione frammentata o assente. Sono i precari, i disoccupati, i Neet. Sono le donne che hanno lasciato il lavoro. Sono una parte della nostra società che rischia di restare indietro. Anche tra chi lavora, poi, pochi sanno davvero cosa significhi 'contribuire'. Pochi controllano il proprio estratto conto. Pochi sanno che quello che fanno oggi costruisce, giorno dopo giorno, la pensione di domani".
Secondo Fava "viviamo una stagione istituzionale in cui le trasformazioni non sono più solo tecnologiche, ma anche culturali, sociali e perfino antropologiche. Una rivoluzione profonda, che ridisegna i rapporti tra persone, istituzioni e conoscenza. In questo scenario, il nostro compito non può più limitarsi all’attuazione di norme e prestazioni. Dobbiamo comprendere, anticipare, generare questo vuol dire essere un 'motore di intelligenza sociale', significa assumere un ruolo propositivo e riflessivo. Un’istituzione che non solo eroga, ma pensa, ascolta, interpreta, che trasforma i dati in previsioni, le tendenze in politiche, i numeri in storie. Un’intelligenza capace di leggere dentro le cose e, da lì, guardare oltre". Ed ancora: "La transizione verso un welfare generativo è anche un passo verso la modernizzazione dell’Inps. È un progetto che mira a rendere i nostri servizi più vicini alle reali esigenze della società, delle persone e delle imprese, puntando a un sistema che non solo assicura le prestazioni, ma che promuove anche la partecipazione attiva e la crescita. Fondamentale il ruolo dell’Intelligenza artificiale. In questo cammino, l’Inps non è solo un ente che distribuisce risorse, ma un motore che, insieme alla collettività, contribuisce a creare un futuro più sostenibile".
"La nuova App Inps mobile in 5 mesi è stata scaricata da oltre 2 milioni di utenti. La versione 4.0 lanciata il 20 dicembre scorso è già utilizzata da 6,1 milioni di utenti, +36% rispetto ai 3,9 del 2024. Nei primi cinque mesi dal rilascio della nuova versione sono stati registrati già 23 milioni di accessi. L’obiettivo della nuova App è avere il welfare tascabile a disposizione di tutti ovunque si trovino" conclude il presidente Inps.
Leggi tutto: Inps, Fava: "Ripensare rapporto giovani-welfare"

(Adnkronos) - Le nuove professioni della ricerca, indispensabili per la corretta conduzione delle sperimentazioni cliniche, sono state al centro della seconda e ultima giornata dell'evento 'Clinical Trials Day' promosso dalla Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs di Roma, dall'Università Cattolica del Sacro Cuore e dall'ospedale Isola Tiberina-Gemelli Isola, nella sede di Roma dell'Università Cattolica. La 2 giorni, organizzata in occasione della Giornata internazionale dei trial clinici (20 maggio), ha visto a confronto sanitari, istituzioni, associazioni dei pazienti e mondo della ricerca sui farmaci e device che hanno cambiato la medicina e portato vantaggi ai pazienti negli ultimi 10 anni.
"Ci siamo resi conto dell'interesse per la ricerca clinica applicata sia per i farmaci sia per i device. In questa prima edizione, abbiamo voluto dare spazio all'attività del Campus Gemelli e abbiamo voluto sottolineare l'importanza di guardare alle nuove professioni con cui progredire nel campo della ricerca. Occorre essere rapidi nel definire percorsi formativi ben strutturati e adeguati per queste nuove job description", afferma Antonio Gasbarrini, preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore e direttore scientifico f.f. della Fondazione Policlinico Gemelli.
Nella giornata di oggi sono stati assegnati i premi intitolati a Giovanni Scambia, primo direttore scientifico della Fondazione Policlinico universitario Gemelli Irccs e direttore dell'Unità operativa complessa di Ginecologia oncologica del Policlinico Gemelli, per il miglior 'study nurse', e a Ilaria Biagini, giovane ricercatrice, per il miglior 'study coordinator'. Sul palco sono stati premiati: Daniele Napolitano per la categoria study nurse, che ha ricevuto il premio da Emma Scambia, e Maria Anna Teberino per quella study coordinator. Entrambi i professionisti sono in forza presso il Gemelli. Per il bando dedicato agli study coordinator sono risultate al secondo posto Valeria Altamura e al terzo parimerito Giulia Ponti e Silvia Lamonica. Per la figura dello study nurse, sono state premiate al secondo posto Laura Turchini e al terzo Valentina Accinno.
"Questi due premi sono stati istituiti per dare un riconoscimento tangibile a chi si è distinto nella promozione di queste fondamentali professioni - spiega Vincenzina Mora, responsabile del Clinical Trial Office della Fondazione Policlinico Gemelli - Abbiamo guardato, nei criteri di premiazione, oltre all'esperienza maturata e quindi al numero di trial gestiti e alla quantità di tempo dedicata negli ultimi 10 anni, alle caratteristiche della nuova professione, vale a dire la capacità di problem solving e la volontà di gestire un intero team. A tal fine è stato ideato il Master universitario che mira alla formazione dello study nurse, l'infermiere che lavora in sinergia con il resto del team nella ricerca, e dello study coordinator".
"La consegna dei premi è stato un momento di grande emozione - commenta Gasbarrini - perché dedicati a due persone differenti nella carriera conseguita, ma accumunate dalla passione per la ricerca: Giovanni Scambia, collega e amico che con grande lungimiranza ha visto le potenzialità di creare un Irccs in un policlinico universitario, e Ilaria Biagini che è stata una giovane e valida study coordinator, di straordinarie capacità professionali e umane, che ha lasciato un grande ricordo in tutti noi".
Leggi tutto: Al Clinical Trials Day premiati i migliori 'study coordinator' e 'study nurse'

(Adnkronos) - A 77 anni ha donato un rene alla figlia affetta da insufficienza renale cronica. È accaduto all'Ismett-Upmc di Palermo, dove è stato eseguito con successo iltrapianto di rene da donatore vivente. Un caso eccezionale: la donatrice infatti è tra le più anziane in Italia ad aver effettuato questo tipo di donazione. "Quando ho saputo che potevo donare il rene a mia figlia - racconta Teresa - non ho avuto alcun dubbio. Ho potuto fare questo intervento perché il mio corpo, il mio fisico, non ha problemi particolari, e posso dire che lo rifarei: grazie a questo gesto ho potuto alleviare le sofferenze di mia figlia".
L'intervento, spiegano dall'Ismett, sottolinea "l'importanza della donazione da vivente come opzione terapeutica efficace, anche in età avanzata, grazie a una selezione accurata dei donatori e all'impiego di tecniche chirurgiche all'avanguardia". Questo trapianto, sottolinea Barbara Buscemi, responsabile medico del programma di trapianto di rene di Ismett-Upmc, "dimostra che non conta l'età anagrafica, come tutti noi medici sappiamo, ma l'età biologica. La signora Teresa è una delle donatrici più anziane d'Italia, ma il suo decorso post-operatorio è stato lineare: si è alzata già nella prima giornata ed è stata dimessa in tempi molto brevi".
Il trapianto è stato effettuato con tecniche chirurgiche avanzate, come la nefrectomia laparoscopica, che riduce i tempi di recupero e minimizza le complicanze post-operatorie. La donatrice è stata sottoposta a un rigoroso processo di valutazione pre-operatoria per verificarne l'idoneità, anche alla luce dell'età avanzata.
"Ero iscritta in lista d'attesa da cadavere - racconta Rosa, la paziente sottoposta al trapianto - ma i tempi erano lunghi e le mie condizioni peggioravano. Mia madre, a un certo punto, si è detta disposta a donarmi il rene. All'inizio ero preoccupata, speravo mi chiamassero per un trapianto da cadavere, ma poi mi sono affidata ai miei medici ed è andato tutto bene".
Il programma di trapianto da donatore vivente presso Ismett-Upmc è attivo dal 1999 e rappresenta una delle principali attività chirurgiche del centro. "In Ismett - afferma spiega Duilio Pagano, responsabile chirurgico del programma di trapianto di rene - abbiamo sviluppato dei percorsi di cura e di gestione delle complicanze che ci permettono di ottenere dimissioni protette in tempi brevi, affinché i pazienti possano tornare alle loro attività di tutti i giorni".
Secondo i dati del Centro nazionale trapianti, in Italia tra il 2002 e il 2022, sono stati effettuati 4.599 trapianti di rene da donatore vivente, con una sopravvivenza dei pazienti del 98,7% a 1 anno e del 96,8% a 5 anni dal trapianto. Studi clinici indicano che l'età del donatore vivente non influisce significativamente sulla durata del trapianto, con sopravvivenze a 10 anni superiori al 74% anche in presenza di donatori over 60.
Leggi tutto: Trapianto eccezionale a Palermo, 77enne dona il rene alla figlia
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