
"Basta, basta, free tutti i maranza". Si apre con queste parole il nuovo singolo di Ghali, 'Basta', pubblicato a sorpresa sulle piattaforme digitali dal rapper italiano di origini tunisine la notte scorsa. Un brano che l’artista aveva già fatto ascoltato in anteprima ai fan in occasione di alcuni concerti nei mesi scorsi e la cui release non sembra casuale: stasera si terrà la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, evento che ha posto Ghali al centro di un acceso dibattito politico.
Solo poche ore prima di rilasciare il nuovo brano, Ghali ha pubblicato suoi social una lunga lettera[1], scritta in italiano, inglese e arabo, nella quale denuncia di essere stato escluso dall’esecuzione dell’inno di Mameli durante la cerimonia di apertura dei Giochi, dopo un primo invito da parte degli organizzatori. Nel testo, l’artista racconta di sentirsi accettato solo a determinate condizioni, e di aver visto ridimensionata la sua partecipazione, compresa la rinuncia a una poesia sulla pace che avrebbe potuto includere anche l’arabo. "So che un mio pensiero non può essere espresso. So anche che un mio silenzio fa rumore. So che è tutto un Gran Teatro” scrive nel messaggio citando il celebre articolo di Pier Paolo Pasolini 'Io so'. Nel brano invece, dalla durata di un minuto e 59 secondi, Ghali affronta senza mezzi termini i temi legati a soldi "cifra troppo alta, mamma mi è svenuta in banca", ribellione "non mi sono mai piaciute le regole”, e resistenza “sono da solo ma sembro un esercito”. Tra barre incisive e sonorità arabeggianti, l’artista sembra voler rivendicare la propria identità.
'Basta' arriva in una fase complessa per Ghali, caratterizzata dalle polemiche nate attorno alla sua partecipazione alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi, prevista stasera dalle 20 e arricchita dalla presenza di grandi nomi della scena internazionale come Mariah Carey, Laura Pausini, Andrea Bocelli, Cecilia Bartoli e Lang Lang. La scelta di includere il rapper nel cast dello spettacolo ha provocato forti reazioni in ambito politico, in particolare da parte di alcuni rappresentanti della Lega, che considerano Ghali troppo schierato a favore della causa palestinese.
Negli ultimi anni le posizioni espresse dall'artista sul conflitto in Medio Oriente hanno fatto storcere il naso in più occasioni, incluso il suo intervento al Festival di Sanremo, e l'aver parlato apertamente di genocidio, chiedendo con forza la cessazione delle ostilità. Il ministro dello Sport, Andrea Abodi, pur non condividendo le sue dichiarazioni politiche, ha ribadito la necessità evitare messaggi di natura politica e assicurando che Ghali "canterà, dirà le cose che concorderà con gli organizzatori" su un palco "universale" e non "il palco di un concerto qualunque".
Sulla questione si è espresso anche il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, che oggi ha invitato a smorzare i toni della polemica[2]. Intervenendo durante l’inaugurazione di Casa Italia alla Triennale di Milano, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Buonfiglio ha rimarcato che "alimentare polemiche" è "inappropriato".
Negli ultimi anni le posizioni espresse dall'artista sul conflitto in Medio Oriente hanno fatto storcere il naso in più occasioni, incluso il suo intervento al Festival di Sanremo, e l'aver parlato apertamente di genocidio, chiedendo con forza la cessazione delle ostilità. Il ministro dello Sport, Andrea Abodi, pur non condividendo le sue dichiarazioni politiche, ha ribadito la necessità evitare messaggi di natura politica e assicurando che Ghali "canterà, dirà le cose che concorderà con gli organizzatori" su un palco "universale" e non "il palco di un concerto qualunque".
Sulla questione si è espresso anche il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, che oggi ha invitato a smorzare i toni della polemica. Intervenendo durante l’inaugurazione di Casa Italia alla Triennale di Milano, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Buonfiglio ha rimarcato che "alimentare polemiche" è "inappropriato".

Nasce l’alleanza tra Fondazione Umberto Veronesi Ets e la Federazione dei gruppi oncologici cooperativi italiani (Federation of italian cooperative oncology groups, Ficog). L’obiettivo è unire le forze e competenze delle due realtà, per promuovere studi indipendenti in tumori che presentano bisogni clinici ancora insoddisfatti e per aprire nuove vie alla ricerca, che negli ultimi anni è stata caratterizzata da diverse criticità. In Italia, infatti, in 15 anni (2009-2023) gli studi no profit, cioè non sponsorizzati dall’industria farmaceutica, sono diminuiti del 57% e oggi rappresentano solo il 17% del totale. I finanziamenti di Fondazione Veronesi alla ricerca accademica indipendente - riporta una nota - vanno dunque a colmare una grande necessità, a tutto vantaggio dei pazienti, e puntano a dare risposte concrete e in tempi brevi alle esigenze delle persone con tumore.
"Questo accordo sigla un’alleanza a lungo termine fra Fondazione Veronesi, che da sempre finanzia la ricerca scientifica d’eccellenza in oncologia, promuove campagne di prevenzione ed educazione alla salute e sostiene l’alta formazione medico scientifica, e Ficog, che riunisce 18 gruppi oncologici italiani, per un totale di circa 200 strutture attive su tutto il territorio – spiega Carmine Pinto, direttore dell’Oncologia medica dell’Ausl Irccs di Reggio Emilia e past president Ficog -. Sono gruppi formati dai migliori ricercatori italiani che dagli anni ’70 collaborano per la ricerca clinica indipendente. Nella maggior parte dei trial internazionali offriamo un contributo scientifico molto elevato e siamo ai vertici in Europa per numero di pazienti arruolati. I nostri studi sono all’avanguardia e hanno cambiato la pratica clinica in diverse neoplasie, ma soffriamo l’assenza di risorse. In Italia solo circa il 30% della ricerca accademica è sostenuto dal finanziamento pubblico, che può superare il 60% in altri Paesi come Francia, Germania e Stati Uniti".
"Per migliorare la qualità e la prospettiva di vita delle persone, la ricerca scientifica è lo strumento più potente a nostra disposizione – dice Paolo Veronesi, presidente Fondazione Umberto Veronesi Ets e direttore del Programma di Senologia dell’Istituto europeo di oncologia di Milano -. Per questo Fondazione Veronesi è impegnata, sin dalla sua nascita, nel sostegno concreto alla ricerca scientifica d’eccellenza in campo oncologico e nella diffusione di una solida cultura della Prevenzione. Dal 2003 a oggi abbiamo finanziato oltre 2.600 ricercatori, sostenuto 19 protocolli di cura in oncologia pediatrica e avviato 150 progetti di ricerca oncologica pluriennali. A questi risultati si affianca oggi lo sviluppo di quattro grandi piattaforme di ricerca e cura che coinvolgono diversi istituti e che sono state pensate guardando ai bisogni di alcune patologie oncologiche (tumore al seno, tumore del polmone, oncologia pediatrica, alimentazione e insorgenza di patologie croniche). L’alleanza con Ficog è in linea con l’impegno di Fondazione Veronesi per rispondere ai bisogni più urgenti dei pazienti oncologici e dei medici che li curano. Per questo abbiamo deciso di partire subito con una delle neoplasie con prognosi più sfavorevole: il tumore del pancreas in stato avanzato".
"L’alleanza con Fondazione Veronesi porterà ad approfondire aree in cui vi siano forti bisogni clinici, a partire dal tumore del pancreas, che colpisce ogni anno in Italia circa 13.500 persone – continua Pinto -. La sopravvivenza a 5 anni è ancora bassa, pari al 11% negli uomini e al 12% nelle donne. Questa neoplasia resta una delle grandi sfide per l’oncologia, nella quale abbiamo ancora molta strada da compiere, sia in termini di ricerca che di prevenzione".
"Ogni anno, grazie a questa alleanza, verrà individuato un tumore su cui sarà promosso un bando di ricerca clinica indipendente – afferma Giuseppe Procopio, presidente Ficog e direttore Oncologia Genitourinaria Fondazione Irccs Istituto nazionale dei tumori di Milano -. Oggi, in Italia, solo un quinto delle sperimentazioni sulle nuove molecole contro il cancro è no profit. Gli studi registrativi non permettono sempre di ottimizzare l’uso di una terapia nell’intero percorso terapeutico del paziente. La ricerca accademica, invece, può affrontare queste lacune e produrre conoscenza scientifica aggiuntiva, ad esempio relativamente a strategie terapeutiche di associazione o uso sequenziale, ma deve essere supportata. La gestione dei trial clinici sta diventando sempre più complessa e richiede competenze specifiche e multidisciplinari. È importante disporre di diverse figure professionali, come i coordinatori di ricerca clinica, cioè i data manager, gli infermieri di ricerca, i biostatistici, gli esperti in revisione di budget e contratti. Ed è necessario unire tutti gli attori coinvolti, cioè accademia, ospedali e Irccs".
"Questa alleanza rappresenta un passo concreto per sostenere la ricerca clinica indipendente nel nostro Paese – conclude Valentina Gambino, coordinatrice piattaforme di ricerca e cura di Fondazione Umberto Veronesi Ets -. Come Fondazione Veronesi non ci limitiamo solo a finanziare i progetti dal punto di vista economico, ma lavoriamo per scegliere le aree di ricerca su cui intervenire prioritariamente, favoriamo la creazione di network scientifici multidisciplinari e monitoriamo i progressi e i risultati ottenuti all’interno dei nostri progetti. L’alleanza con Ficog significa dare continuità e sostenibilità a studi che nascono da reali bisogni clinici. Partire dal tumore del pancreas, dove c’è grande necessità di nuove strategie terapeutiche, vuol dire scegliere di investire dove l’urgenza per i pazienti è maggiore e dove la ricerca indipendente può davvero fare la differenza".
Dal 9 al 15 febbraio l'iniziativa nazionale Cardiologie Aperte... 
"E' un motivo di grande soddisfazione vedere l'Italia al centro di una dimensione così importante della vita internazionale quale è quella dello sport". Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell'inaugurazione di 'Casa Italia' a Milano per le Olimpiadi Mlano Cortina 2026.
A poche ore dall'apertura dei giochi, "l'emozione va crescendo, l'attesa va crescendo", ha detto il capo dello Stato facendo "gli auguri a tutti i nostri atleti, alle nostre atlete, a tutti coloro che li accompagnano, li seguono, li sorreggono, li hanno sostenuti nella preparazione, la riconoscenza e l'augurio più intenso di buona attività, con il significato di fondo che le Olimpiadi raccolgono e che queste di Milano Cortina ancor di più esprimono, quello di un benvenuto a tutti coloro che verranno, alle centinaia di atleti, sono quasi 3000, a coloro che li accompagnano, ai tecnici, agli allenatori, ai dirigenti, agli spettatori che verranno in grande quantità da ogni continente".
"Per questo Casa Italia che ha questo significato di benvenuto a coloro che verranno nel nostro Paese, non soltanto nei luoghi delle gare, ma anche altrove, come è verosimile, è il benvenuto e esprime in realtà la vocazione italiana al dialogo, alla concordia, alla collaborazione", ha sottolineato Mattarella.
"'Casa Italia' è sempre un momento di grande coinvolgimento. Quando le Olimpiadi, come più frequentemente avviene, sono in altri Paesi, come è avvenuto appunto, come ricordava il Presidente Buonfiglio, due anni fa a Parigi, 'Casa Italia' è una finestra sull'Italia, un luogo che la raffigura, la presenta a tutto il mondo olimpico raccolto nel Paese in cui si svolgono i Giochi. Questa volta, in questa felice circostanza di Olimpiadi invernali in Italia, 'Casa Italia' assume un altro significato: è quello di una porta d'ingresso nell'Italia, quella di un luogo che esprime la quintessenza dell'Italia, dei suoi caratteri, della sua cultura, della del suo stile di vita", ha affermato il presidente della Repubblica.
"E, da quel che ha detto il presidente Buonfiglio, la mostra che tra poco visiteremo, ha questo significato e anche il luogo, le sale in cui è ospitata 'Casa Italia' esprime questo ruolo, svolge questo ruolo. Per questo - ha concluso - è particolarmente importante questo momento anche in Olimpiadi che si svolgono in Italia".

Il titolo alla giornata lo suggerisce Luciano Ligabue. 'Il giorno dei giorni', per citare una celebre canzone del rocker di Correggio, è arrivato. Oggi, 6 febbraio 2026, iniziano le Olimpiadi di Milano Cortina. Per la quarta volta nella storia, i Giochi Olimpici si svolgeranno in Italia. A dare il via sarà la maestosa cerimonia di apertura diffusa, che avrà nello stadio San Siro di Milano il suo cuore pulsante, 'sdoppiandosi' su Cortina d’Ampezzo per raccontare la doppia anima dell’evento. E fondere, in maniera iconica, città e montagna.
Mattarella inaugura Casa Italia
La giornata, nei luoghi olimpici, sarà annuncia intensa. In mattinata, per dare subito forti tonalità di azzurro alle Olimpiadi, è stata inaugurata Casa Italia in Triennale a Milano. A ‘battezzarla’ il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, arrivato ieri nel capoluogo lombardo per visitare il Villaggio Olimpico in zona Porta Romana e prendere parte in serata alla cena dei Capi di Stato organizzata dal Comitato Olimpico Internazionale alla Fabbrica del Vapore, non lontano da Corso Sempione.
"Casa Italia è sempre un momento di grande coinvolgimento" ha detto il Capo dello Stato dopo il taglio del nastro effettuato da sua figlia Laura.
"Quando le Olimpiadi, come più frequentemente avviene, sono in altri Paesi, come è avvenuto due anni fa a Parigi, 'Casa Italia' è una finestra sull'Italia, un luogo che la raffigura, la presenta a tutto il mondo olimpico raccolto nel Paese in cui si svolgono i Giochi. Questa volta, in questa felice circostanza di Olimpiadi invernali in Italia, assume un altro significato: è quello di una porta d'ingresso nell'Italia, quella di un luogo che esprime la quintessenza dell'Italia, dei suoi caratteri, della sua cultura, della del suo stile di vita". In serata, il Capo dello Stato farà tappa a San Siro per la cerimonia di apertura di Milano Cortina 2026. Il momento da sempre più seguito della rassegna a cinque cerchi.
Verso la cerimonia di apertura
Il tema della cerimonia sarà l’armonia. Ma lo show di San Siro regalerà diverse sorprese, come raccontato all’Adnkronos dal direttore creativo dell’evento Marco Balich: “Ogni show ha bisogno di un titolo e siamo partiti dal presupposto che Milano e Cortina rappresentino città e montagna, uomo e natura. La parola deriva dal greco ἁρμονία e indica due suoni che insieme creano qualcosa di migliore. Un concetto che si applica al rapporto tra culture, popoli, religioni, generi e differenze sociali. Mettere insieme le diversità in modo armonico significa costruire un mondo migliore”.
Il terreno, insomma, su cui nasce l’essenza dei Giochi Olimpici: “L’unica piattaforma al mondo in cui tutte le nazioni si sentono parte di un sistema comune, sfidandosi alla pari nel rispetto delle regole”. Il braciere a Cortina sarà posto in Piazza Dibona, mentre a Milano lo sfondo sarà il pittoresco Arco della Pace, a due passi dal Castello Sforzesco: “Per ribadire ancora una volta la voglia dell’Italia di farsi ambasciatrice di valori”. (QUI IL RACCONTO COMPLETO[1])
E domani si comincia
Lo spettacolo di San Siro regalerà le prime emozioni olimpiche. Poi, domani, si comincerà a fare sul serio con gare da disputare e medaglie da assegnare. Cinque le discipline con i primi eventi da medaglia di questa edizione: occhi puntati in primis su Bormio, lo sci alpino e la discesa libera maschile. La gara regina dei Giochi, con gli azzurri Giovanni Franzoni e Dominik Paris pronti a far sognare l’Italia. Poi attenzione allo sci di fondo a Tesero, con lo skiathlon femminile, e le finali di pattinaggio di velocità (3000m femminili con Francesca Lollobrigida di scena al Milano Speed Skating Stadium), salto con gli sci (trampolino normale individuale femminile) e snowboard (finale big air maschile a Livigno, con l’azzurro Ian Matteoli). Quanto basta per un avvio memorabile. (di Michele Antonelli)

In occasione dell’apertura delle Olimpiadi invernali 2026, Papa Leone XIV ha scritto la Lettera 'La Vita in Abbondanza' sul valore dello sport e sul suo fondamentale ruolo nell’aiutare la costruzione della pace."In un mondo assetato di pace, abbiamo bisogno di strumenti che pongano ‘fine alla prevaricazione, all’esibizione della forza e all’indifferenza per il diritto. Incoraggio vivamente tutte le Nazioni, in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici invernali, a riscoprire e a rispettare questo strumento di speranza che è la Tregua olimpica, simbolo e profezia di un mondo riconciliato”, si legge.
Il rispetto della Tregua olimpica
Il Papa ricorda gli appelli dei pontefici nella storia facendoli propri: “In occasione di passati Giochi Olimpici, hanno sottolineato come lo sport possa svolgere un ruolo importante per il bene dell’umanità, in particolare per la promozione della pace. Nel 1984, ad esempio, San Giovanni Paolo II, rivolgendosi ai giovani atleti provenienti da tutto il mondo, citò la Carta olimpica, che considera lo sport come fattore di ‘una migliore comprensione reciproca e di amicizia, al fine di costruire un mondo migliore e più pacifico’. Egli incoraggiò i partecipanti con queste parole: 'Fate sì che i vostri incontri siano un segno emblematico per tutta la società e un preludio a quella nuova era, in cui i popoli 'non leveranno più la spada l’un contro l'altro'". "In questa linea - sottolinea il Papa - si colloca la Tregua olimpica, che nell’antica Grecia era un accordo volto a sospendere le ostilità prima, durante e dopo i Giochi Olimpici, affinché atleti e spettatori potessero viaggiare liberamente e le competizioni svolgersi senza interruzioni. L’istituzione della Tregua scaturisce dalla convinzione che la partecipazione a competizioni regolamentate costituisce un cammino individuale e collettivo verso la virtù e l’eccellenza. Quando lo sport è praticato in questo spirito e con queste condizioni, esso promuove la maturazione della coesione comunitaria e del bene comune. La guerra, al contrario, nasce da una radicalizzazione del disaccordo e dal rifiuto di cooperare gli uni con gli altri. L’avversario è allora considerato un nemico mortale, da isolare e possibilmente da eliminare".
"Le tragiche evidenze di questa cultura di morte sono sotto i nostri occhi – vite spezzate, sogni infranti, traumi dei sopravvissuti, città distrutte – come se la convivenza umana fosse superficialmente ridotta allo scenario di un videogioco. Ma questo - scrive Leone nella Lettera - non deve mai far dimenticare che l’aggressività, la violenza e la guerra sono «sempre una sconfitta per l’umanità». Opportunamente, la Tregua olimpica è stata riproposta in tempi recenti dal Comitato Olimpico Internazionale e dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite".
"Preoccupa il tifo come forma di discriminazione per esprimere odio"
Nella Lettera, il Papa parla anche del tifo quando da espressione di sostegno e partecipazione "si trasforma in fanatismo; lo stadio diventa luogo di scontro anziché di incontro". “Qui - avverte Prevost - lo sport non unisce ma estremizza, non educa ma diseduca, perché riduce l’identità personale a un’appartenenza cieca e oppositiva. Ciò è particolarmente preoccupante quando il tifo è legato ad altre forme di discriminazione politica, sociale e religiosa e viene utilizzato indirettamente per esprimere forme più profonde di risentimento e odio”.
“Le competizioni internazionali, in particolare, offrono un’occasione privilegiata per sperimentare la nostra comune umanità nella ricchezza delle sue diversità. Infatti, vi è qualcosa di profondamente toccante nelle cerimonie di apertura e di chiusura dei Giochi Olimpici, quando vediamo gli atleti sfilare con le bandiere nazionali e gli abiti caratteristici dei loro Paesi. Esperienze come queste - scrive Leone - possono ispirarci e ricordarci che siamo chiamati a formare un’unica famiglia umana. I valori promossi dallo sport – quali la lealtà, la condivisione, l’accoglienza, il dialogo e la fiducia negli altri – sono comuni ad ogni persona, indipendentemente dalla provenienza etnica, dalla cultura e dal credo religioso”
"No a strumentalizzazione politica, non si pieghi a logiche di potere"
No allo sport piegato a “logiche di potere” o alle strumentalizzazioni politiche. Lo ammonisce il Papa nella Lettera dedicata allo sport. “Un’ulteriore distorsione si manifesta nella strumentalizzazione politica delle competizioni sportive internazionali. Quando lo sport viene piegato a logiche di potere, di propaganda o di supremazia nazionale, è tradita la sua vocazione universale”, osserva Prevost. “Le grandi manifestazioni sportive - scrive il Papa - dovrebbero essere luoghi di incontro e di ammirazione reciproca, non palcoscenici per l’affermazione di interessi politici o ideologici. Le sfide contemporanee si intensificano ulteriormente con l’impatto del transumanesimo e dell’intelligenza artificiale sul mondo dello sport. Le tecnologie applicate alla prestazione rischiano di introdurre una separazione artificiale tra corpo e mente, trasformando l’atleta in un prodotto ottimizzato, controllato, potenziato oltre i limiti naturali”.
“Quando la tecnica non è più al servizio della persona ma pretende di ridefinirla, lo sport - avverte - smarrisce la sua dimensione umana e simbolica, diventando un laboratorio di sperimentazione disincarnata. In contrasto con queste derive, lo sport conserva una straordinaria capacità inclusiva. Praticato in modo giusto, esso apre spazi di partecipazione per persone di ogni età, condizione sociale e abilità, diventando strumento di integrazione e di dignità. In questa prospettiva si colloca l’esperienza di Athletica Vaticana. Creata nel 2018 come squadra ufficiale della Santa Sede e sotto la guida del Dicastero per la Cultura e l’Educazione, essa testimonia come lo sport possa essere vissuto anche come servizio ecclesiale, soprattutto verso i più poveri e i più fragili. Qui lo sport non è spettacolo, ma prossimità; non è selezione, ma accompagnamento; non è competizione esasperata, ma cammino condiviso”.
Il Papa contro il doping
Nella Lettera il Papa mette anche in guardia anche sui rischi che mettono in pericolo i valori sportivi: in particolare, il business “ esclusivo” e gli imperativi di mercato. Leone denuncia anche come “la dittatura della performance può indurre all’uso di sostanze dopanti e ad altre forme di frode, e può portare i giocatori di sport di squadra a concentrarsi sul proprio benessere economico piuttosto che sulla lealtà verso la propria disciplina”. “Dopo aver considerato come lo sport contribuisca allo sviluppo delle persone e favorire il bene comune, dobbiamo ora rilevare le dinamiche che possono compromettere tali risultati. Ciò avviene soprattutto per una forma di “corruzione” che è sotto gli occhi di tutti. In molte società, - osserva Leone - lo sport è strettamente connesso a economia e finanza. È evidente che il denaro è necessario per sostenere le attività sportive promosse dalle istituzioni pubbliche, da altri organismi civici e dalle istituzioni educative, così come quelle private di livello agonistico e professionale. I problemi sorgono quando il business diventa la motivazione primaria o esclusiva. Allora le scelte non muovono più dalla dignità delle persone, né da ciò che favorisce il bene dell’atleta, il suo sviluppo integrale e quello della comunità”.
“Quando si mira a massimizzare il profitto,- avverte Prevost - si sopravvaluta ciò che può essere misurato o quantificato, a scapito di dimensioni umane di importanza incalcolabile: “Conta solo ciò che può essere contato”. Questa mentalità invade lo sport quando l’attenzione si concentra ossessivamente sui risultati raggiunti e sulle somme di denaro che si possono ricavare dalla vittoria. In molti casi, persino a livello dilettantistico, gli imperativi e i valori di mercato sono arrivati a oscurare altri valori umani dello sport, che meritano invece di essere custoditi”. Anche “gli atleti di alto livello e professionisti, quando l’interesse economico diventa l’obiettivo primario o esclusivo, rischiano di concentrarsi su sé stessi e sulla prestazione, indebolendo la dimensione comunitaria del gioco e tradendo la sua valenza sociale e civile. Lo sport, invece, - osserva il Pontefice - è una pratica che possiede valori condivisi da tutti coloro che vi partecipano e in grado di umanizzare la convivenza, anche in situazioni difficili. Un’attenzione sproporzionata al denaro, al contrario, riporta l’attenzione in modo esplicito e riduttivo su sé stessi. Anche in questo caso, vale il detto di Gesù: ‘Nessuno può servire due padroni’”.
Papa Prevost sottolinea poi che un “rischio particolare emerge quando i vantaggi finanziari derivanti dal successo nello sport sono considerati più importanti del valore intrinseco della partecipazione: la dittatura della performance può indurre all’uso di sostanze dopanti e ad altre forme di frode, e può portare i giocatori di sport di squadra a concentrarsi sul proprio benessere economico piuttosto che sulla lealtà verso la propria disciplina. Quando gli incentivi finanziari diventano l’unico criterio, può accadere che individui e squadre pieghino i propri risultati alla corruzione e all’invadenza dell’industria del gioco d’azzardo. Queste diverse forme di frode non solo corrompono le attività sportive in sé, ma servono anche a disilludere il grande pubblico e a minare il contributo positivo dello sport alla società in generale”.
"Attenzione alla gamification estrema, pratica sportiva non è video gioco"
Il Papa nella Lettera dedicata allo sport invita ad interrogarsi anche “sulla crescente assimilazione dello sport alla logica dei videogame”. “La gamification estrema della pratica sportiva, la riduzione dell’esperienza a punteggi, livelli e performance replicabili, - dice - rischia di disancorare lo sport dal corpo reale e dalla relazione concreta. Il gioco, che è sempre rischio, imprevisto e presenza, viene sostituito da una simulazione che promette controllo totale e gratificazione immediata. Recuperare il valore autentico dello sport significa allora restituirgli la sua dimensione incarnata, educativa e relazionale, affinché rimanga una scuola di umanità e non un semplice dispositivo di consumo”.
"Non si sostituisca alla religione, arginare il narcisismo"
“Quando lo sport pretende di sostituirsi alla religione, perde il suo carattere di gioco e di servizio alla vita, diventando assoluto, totalizzante, incapace di relativizzare sé stesso”, è il monito del Papa nella Lettera. “In questo contesto - analizza il Pontefice -si inserisce anche il pericolo del narcisismo, che attraversa oggi l’intera cultura sportiva. L’atleta può rimanere fissato allo specchio del proprio corpo performante, del proprio successo misurato in visibilità e consenso. Il culto dell’immagine e della prestazione, amplificato dai media e dalle piattaforme digitali, rischia di frammentare la persona, separando il corpo dalla mente e dallo spirito. È urgente riaffermare una cura integrale della persona umana, nella quale il benessere fisico non sia disgiunto dall’equilibrio interiore, dalla responsabilità etica e dall’apertura agli altri. Occorre riscoprire le figure che hanno unito passione sportiva, sensibilità sociale e santità”.
Tra “i tanti esempi che potrei fare, - dice - voglio ricordare San Pier Giorgio Frassati (1901- 1925), giovane torinese che univa perfettamente fede, preghiera, impegno sociale e sport. Pier Giorgio era appassionato di alpinismo e organizzava spesso escursioni con i suoi amici. Andare in montagna, immergersi in quegli scenari maestosi gli faceva contemplare la grandezza del Creatore”.

Il quadro complessivo, emerso durante la seduta del 3 febbraio dell’Osservatorio Permanente sugli Utilizzi Idrici dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale presieduto dal segretario generale Vera Corbelli, ha delineato, "pur persistendo alcune condizioni di severità idrica, una tendenza al miglioramento per taluni sistemi delle condizioni di severità idrica per il comparto idropotabile e per il comparto irriguo".
In sintesi, spiega una nota, "il quadro complessivo evidenzia una condizione di criticità nella disponibilità delle risorse idriche, differenziata su base territoriale tra i diversi schemi di approvvigionamento". Pertanto, i lavori dell’Osservatorio Permanente sugli Utilizzi Idrici e dei Tavoli Tecnici per i trasferimenti idrici interregionali, coordinati dall’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, dovranno "continuare nell’incessante opera di monitoraggio delle risorse idriche disponibili, puntando sempre a mitigare gli impatti delle crisi idriche nei diversi bacini e sui diversi comparti di utilizzo della risorsa idrica, da questo momento potendo godere della pienezza dei poteri conferiti dalla vigente legislazione".
“L’Osservatorio è una misura del Piano di Gestione delle Acque - ha osservato Vera Corbelli - con il quale da un lato si vanno a valutare le severità idriche, dall’altro si individuano e attuano le azioni a breve, medio e lungo termine per fronteggiarla”.
Più in dettaglio, per quanto riguarda il comparto potabile, i territori e schemi idrici che presentano uno stato di 'severità idrica elevata' sono: la Puglia; le province di Crotone e Reggio Calabria e lo schema Basento - Camastra - Agri. Si riscontra una condizione di 'severità media tendente ad alta' per: il Lazio e 11 comuni in Basilicata serviti dallo schema Vulture Melfese e per 33 comuni della provincia di Matera serviti dallo schema Collina Materana, oltre che per il comune di Matera e per 8 comuni serviti dallo schema Fascia Ionica.
Infine, si rilevano condizioni di 'severità idrica media', per la Campania, il Molise e la Basilicata, con esclusione dei comuni già citati in severità idrica media tendente ad alta; la Calabria, con esclusione delle province di Crotone e Reggio Calabria, già citate in severità idrica elevata; il sub-ambito marsicano e la provincia di Chieti in Abruzzo.
Per quanto riguarda il comparto irriguo, si confermano le condizioni di 'severità idrica elevata' per le regioni Basilicata, Calabria e Puglia, mentre tutto il resto del territorio distrettuale è in condizioni di 'severità idrica media'. Corbelli ha annunciato la produzione del "Rapporto sull’evento di Crisi idrica 2024/2025, che è stato già inviato a tutti i membri dell’Osservatorio, in attesa di una prima valutazione. Il Rapporto sarà poi inviato a tutti gli enti competenti interessati”.

Quattro tavolette di cioccolato in edizione limitata e due creme spalmabili al gusto lampone e fragola, la Signature Chocolate Collection. Prezzo al dettaglio 62 dollari. E' la linea lanciata da Meghan Markle con il suo marchio 'As Ever' in occasione di San Valentino, dove la vera novità è una barretta di cioccolato fondente con Champenoise Brut.
Il primo a ricevere una barretta in regalo è stato proprio il 'suo' Harry, a cui Meghan ha donato una tavoletta di cioccolato bianco, il preferito dal marito, impreziosita da una ''granella di fiori'' commestibili che la rendono appunto limitata. Il regalo 'a sorpresa' è stato condiviso con una storia su Instagram, dove si vede il principe sorridente e sorpreso nel ricevere in anticipo di oltre una settimana il regalo per la festa degli innamorati.
"Una dolce sorpresa! Acquista il pacchetto Sweetheart in edizione limitata con la nostra esclusiva collezione di cioccolati As Ever x @compartes abbinata alle nostre creme spalmabili al lampone e alla fragola in una confezione ricordo, giusto in tempo per San Valentino. Un regalo per te o per la persona amata", scrive Meghan su Instagram promuovendo i prodotti. Oltre alle foto dei prodotti, la Duchessa del Sussex condivide una foto di se stessa, il cui volto è però coperto da palloncini rossi.
Meghan apprezza in modo particolare la ricorrenza di San Valentino e celebra ogni tipo di amore in questa giornata, dagli amici ai partner fino ai suoi figli, il principe Archie e la principessa Lilibet. L'anno scorso ha festeggiato proprio insieme ai figli questa ricorrenza, con una colazione a tema rosso e rosa.
Vargiu: 'possibile speculazione a danno delle famiglie'...
Da Cgil-Cisl-Uil appello al governo affinché la decisione venga
rivista... 
Rischio processo per Maria Rosaria Boccia e un giornalista per la diffusione della registrazione di una conversazione privata tra Gennaro Sangiuliano e la moglie sui canali social Facebook e Instagram della testata giornalistica ‘Anteprima 24’ e sul sito online. L’accusa contestata dalla procura di Roma che ha chiuso le indagini, notificando il 415 bis, è di interferenze illecite nella vita privata, per fatti avvenuti lo scorso agosto. Il gip di Roma nei mesi scorsi aveva disposto il sequestro preventivo del file audio, eseguito dai carabinieri del nucleo investigativo di Roma, nell’ambito della nuova inchiesta aperta dai pm di piazzale Clodio a seguito dell’esposto presentato dall’ex ministro.
L'audio al centro delle indagini
Secondo l’accusa, contestata nell’inchiesta delle pm Barbara Trotta e Giulia Guccione e coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, Boccia in concorso con il giornalista Carlo Tarallo, difeso dall'avvocato Maurizio Capozzo, “diffondevano frammenti della registrazione intrattenuta” tra l’ex ministro e la moglie, che “Boccia si era procurata indebitamente avendo imposto a Sangiuliano di tenere aperta la conversazione telefonica con lei mentre parlava con la moglie sotto la minaccia di recarsi a casa loro, pubblicandoli sui canali social Facebook e Instagram della testata giornalistica ‘Anteprima 24’ e sul sito online della stessa”. Nel procedimento risultano parti offese Sangiuliano e la moglie.
Stalking e lesioni, udienza il 9 per Boccia
Intanto per Boccia il prossimo 9 febbraio è stata fissata l’udienza preliminare sul procedimento nato dall’esposto presentato dall’ex ministro in cui vengono contestati i reati di stalking aggravato, lesioni, interferenze illecite nella vita privata, diffamazione e una contestazione relativa a false dichiarazioni nel curriculum in relazione all’organizzazione di eventi.

"Nessun mistero: ci siamo fermati per Milano Cortina, come tutti i programmi di Rai2". Così Milo Infante chiarisce, parlando con l'Adnkronos, che la sospensione di 'Ore 14' fino al 22 febbraio si deve, come in generale la programmazione abituale di Rai2, al fatto che la seconda rete si trasforma in questi giorni in rete olimpica.
L’intera programmazione di Rai2 sarà, infatti, dedicata alle Olimpiadi 2026, fatta eccezione per gli spazi informativi del Tg2 che restano invariati. Insieme al programma di Infante, dunque, anche 'La Porta Magica', 'Radio2 Social Club', 'I Fatti Vostri', 'Bella Ma'' e tutti film e telefilm della seconda rete, si sono fermati per far spazio ai giochi olimpici. Solo la maestosa Cerimonia di Apertura di stasera, in diretta dallo stadio Meazza di Milano sarà trasmessa da Rai1 oggi venerdì 6 febbraio a partire dalle 19.50: il resto della programmazione olimpica sarà tutta su Rai2.
"Lo abbiamo spiegato chiaramente al pubblico, congedandoci nella puntata di ieri. Ci fermiamo - sottolinea ancora Infante - perché c'è Milano Cortina che è un evento per noi straordinario. Facciamo il tifo per i nostri atleti e anche per la pace, condividendo pienamente il messaggio del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Quindi tranquillizziamo tutti gli spettatori che stanno leggendo titoli allarmanti sul destino di 'Ore 12'. Riprendiamo il 23 febbraio con 'Ore 14' pomeridiano, con cui andremo avanti fino a maggio, e il 5 marzo con l'edizione di prima serata, che proseguirà fino a giugno".
"Per il programma serale la pausa olimpica durerà un po' più a lungo per motivi produttivi: i giochi comportano per la Rai e per gli studi di Milano un impegno molto importante e quindi il ritorno alla programmazione post-olimpica, nel caso dell'appuntamento di prime time, richiederà qualche giorno in più", spiega Infante. Che poi conclude: "Purtroppo le titolazioni clickbait creano un meccanismo non sempre positivo. Ma non c'è davvero niente di sensazionale nella nostra sospensione". (di Antonella Nesi)

La cancellazione del suo profilo Instagram da 2,4 milioni di follower dopo le azioni in sede civile di Alfonso Signorini e dei vertici Mediaset non ha messo fine alla presenza social di Fabrizio Corona. Al contrario, da poche ore ha riaperto un nuovo account, ancora con numeri ridotti, ma con una bio che è già una dichiarazione di intenti: "Trattative non ne facciamo". Seguono riferimenti al progetto editoriale Falsissimo, a Netflix Italia e a un indirizzo email che si presenta come "official".
Il primo post è un video girato in palestra, accompagnato da un lungo testo. Secondo la sua versione, la chiusura del profilo non sarebbe stata il risultato di infrazioni formali, ma la conseguenza di contenuti ritenuti destabilizzanti. "Non ho violato regole. Ho violato equilibri", scrive, sostenendo di aver detto "cose che non dovevano essere dette" e di aver fatto "nomi che non dovevano circolare".
Nel messaggio, Instagram e più in generale i social network vengono accusati di applicare una moderazione selettiva, trasformata di fatto in censura. La "libertà di espressione", secondo Corona, sarebbe tollerata solo fino a quando non diventa scomoda per chi detiene potere, visibilità o legittimità pubblica. "Io non sono presentabile. Sono scomodo".
Il testo si chiude con: "Un profilo si elimina in un click. Un uomo no. Un messaggio no. La verità no", scrive, promettendo un ritorno "con più rumore di prima".
Il secondo post, pubblicato poco dopo: "Il sistema guarda. Io continuo. La differenza è tutta lì".
Prof. Puligheddu, 'patologia ancora al centro di stigma sociale'...
Assemblea dell'Anci su manovra finanziaria del Governo e
milleproroghe... 
A quanto si apprende anche oggi si registrano attacchi Ddos da parte degli hacker filorussi in occasione dell’apertura delle Olimpiadi Milano Cortina. Nel mirino, tra gli altri, ci sarebbero anche la Fondazione Milano Cortina, Leonardo ed Esselunga.
Già nei giorni scorsi il ministro degli Esteri Antonio Tajani aveva rivelato che hacker russi si erano resi protagonisti di attacchi. "Abbiamo anticipato un attacco hacker a una serie di sedi del ministero degli Esteri, a cominciare da Washington, e anche ad alcuni siti di Milano Cortina, con gli alberghi di Cortina", aveva detto ai giornalisti a Washington[1]. "Questo - aveva rivendicato - grazie anche al lavoro che ha fatto la nostra direzione generale della sicurezza nuova con la riforma del ministero degli Esteri. Abbiamo anticipato un attacco perché si stava preparando questa azione, quindi anche la sicurezza cibernetica diventa fondamentale. Sono molto soddisfatto di questo". La matrice? "Sono hacker russi", la risposta del ministro.
Il coinvolgimento in attacchi hacker contro i siti delle Olimpiadi di Milano Cortina e a sedi istituzionali è stato però negato ieri dalla Russia[2]. "Se tali dichiarazioni vengono fatte senza prove, si chiamano calunnie", ha dichiarato la portavoce del ministero degli Affari esteri di Mosca, Maria Zakharova, all'agenzia statale russa Ria Novosti respingendo al mittente le accuse.

“Il post di Ghali polemico sulla cerimonia di apertura di Milano Cortina? In questo momento sono portato a leggere solo le cose positive, perché in questi momenti fare polemica lo trovo fuori luogo”. Così il presidente del Coni Luciano Buonfiglio, poco prima dell’inaugurazione di Casa Italia in Triennale a Milano, sullo sfogo dell'artista.
Alla vigilia della cerimonia d'apertura dei Giochi, dove è atteso per un'esibizione, Ghali si è sfogato sui social citando il celebre articolo di Pasolini 'Io so'.
"So perché mi hanno invitato. So anche perché non ho più potuto cantare l’Inno d’Italia. So perché mi hanno proposto di recitare una poesia sulla pace. So che poteva contenere più di una lingua. So che una lingua, quella araba, all’ultimo era di troppo", il post dell'artista in tre lingue (italiano, inglese e arabo).
In un messaggio indirizzato "A tutti", il cantante - finito al centro di polemiche da parte della Lega per la "notizia sconcertante" della sua partecipazione e definito "fanatico ProPal" - scriveva: "Lo so. So quando una voce viene accettata. So quando viene corretta. So quando diventa di troppo. So perché vogliono uno come me. So anche perché non mi vorrebbero". E concludeva: "So che un mio pensiero non può essere espresso. So anche che un mio silenzio fa rumore. So che è tutto un Gran Teatro”.

Anche nell'esercizio finanziario 2024-25, chiuso lo scorso 31 agosto, il gruppo Ferrero ha proseguito il suo percorso di crescita con un aumento del fatturato del 4,6% a 19,3 miliardi di euro. Il Gruppo che, attraverso la sua holding Ferrero International S.A., ha approvato il bilancio consolidato segnala "il successo della visione strategica a lungo termine delineata dal Presidente Esecutivo Giovanni Ferrero e attuata dal CEO Lapo Civiletti" ricordando di avere "mantenuto la propria presenza globale, con 36 stabilimenti produttivi, e un organico globale di 48.697 dipendenti" al 31 agosto 2025.
Il Gruppo ha continuato a sviluppare il proprio portafoglio attraverso un'espansione mirata delle categorie e un'innovazione strategica dei marchi. Fra gli sviluppi chiave dell'esercizio, il lancio di Nutella Plant-based per soddisfare la domanda in continua evoluzione dei consumatori, l'espansione di Nutella in nuove categorie con una gamma di prodotti da forno surgelati, tra cui Nutella Crepes e Nutella Donut, l'estensione di tre marchi nordamericani, nel segmento dei gelati (Butterfinger, BabyRuth e 100 Grand) e il lancio di Tic Tac Two, una nuova linea senza zucchero e dal doppio gusto. Ferrero ha condotto inoltre una espansione nel segmento degli snack ad alto contenuto proteico con l'acquisizione di Power Crunch, marchio statunitense leader nel settore delle barrette proteiche.
Per sostenere la crescita del proprio portafoglio e l'espansione della propria presenza geografica, il Gruppo ha annunciato l’espansione dello stabilimento di Brantford, in Ontario. Questo ampliamento genererà 500 posti di lavoro e porterà, per la prima volta, la produzione di Nutella Biscuits fuori dall’Europa. Il Gruppo ha inoltre inaugurato un nuovo stabilimento per la produzione di Kinder Bueno a Bloomington, Illinois, creando 200 nuovi posti di lavoro e una superficie produttiva di circa 15.700 metri quadrati. In Europa, il Gruppo ha ulteriormente potenziato le proprie capacità produttive nello stabilimento di Villers-Écalles nel nord della Francia, il più grande sito di produzione di Nutella al mondo, al fine di soddisfare la domanda futura.
Nel corso dell'anno 2024/25, si ricorda l'azienda ha annunciato l'acquisizione di WK Kellogg Co, compresa la produzione, la commercializzazione e la distribuzione del portafoglio di cereali per la colazione di WK Kellogg Co negli Stati Uniti, in Canada e nei Caraibi. Nell'ambito dell'acquisizione, Ferrero ha accolto 3.000 nuovi colleghi, portando il numero complessivo dei dipendenti Ferrero a oltre 50.000 in tutto il mondo.
Come sottolinea Daniel Martinez Carretero, Chief Financial Officer del Gruppo Ferrero, "la nostra strategia di crescita basata sull'innovazione del portafoglio e sull'espansione in nuove categorie e mercati continua a produrre risultati positivi. L'aumento degli investimenti di capitale effettuati nel 2024/2025 e le nostre recenti acquisizioni riflettono la nostra fiducia nel futuro e la nostra capacità di investire a lungo termine. Stiamo ulteriormente rafforzando la nostra capacità di innovare e soddisfare i mercati locali.”

Vadim Alekseev - ferito oggi da colpi d'arma da fuoco a Mosca, nato nella regione ucraina di Vinnytsia, è il numero due del Gru, l'intelligence militare russa dal 2011 (il direttorato principale dello stato maggiore russo). Con questa carica, coordina da tempo le operazioni ibride e poi militari di Mosca contro l'Ucraina.
Si dice che sia stato lui a ideare e poi a coordinare la milizia privata Wagner[1] (del cuoco del Cremlino Evgheny Prigozhin, che ha commesso l'errore di considerarla sua), le cui prime operazioni erano state proprio nel Donbass nel 2014. I suoi uomini lo chiamano "Stepanich".
Alekseev si è diplomato alla Scuola di comando aereo di Ryazan. Fra le sue responsabilità attuali vi è quella di selezionare gli obiettivi dei raid aerei contro l'Ucraina, hanno scritto fonti ucraine poco dopo l'attentato in cui il generale è rimasto ferito da colpi d'arma da fuoco che lo hanno colpito alle spalle. Il suo diretto superiore, Igor Kostyukov, ha guidato la delegazione russa ai negoziati appena conclusi di Abu Dhabi che entrambe le parti, sia la Russia che l'Ucraina, hanno definito come costruttivi. Wagner commenta su Telegram che l'attentato va considerato proprio in questo quadro.



