
Una cerimonia che unisce il traguardo accademico all’ingresso immediato nel mondo del lavoro. All’INI Grottaferrata sono stati proclamati 25 fisioterapisti e 16 infermieri formati nei corsi dell’Università di Roma “Tor Vergata” ospitati nella sede del Gruppo INI. Un appuntamento che, oltre a celebrare la conclusione del percorso universitario, ha acceso i riflettori su un tema cruciale per il sistema sanitario italiano: la mancanza strutturale di personale.
Il valore della partnership INI–Tor Vergata
La giornata si è aperta con un convegno istituzionale in cui accademici e rappresentanti sanitari hanno illustrato il modello formativo sviluppato dal 2010 dalla collaborazione tra INI e Tor Vergata. Un percorso che integra la formazione teorica universitaria con la pratica clinica quotidiana nei reparti dell’INI, permettendo agli studenti di maturare competenze professionali complete e immediatamente operative.
Al tavolo dei relatori sono intervenuti il Magnifico Rettore di Tor Vergata, prof. Nathan Levialdi Ghiron, il preside della Facoltà di Medicina prof. Roberto Bei, la prof.ssa Rosaria Alvaro e la dott.ssa Mariangela Pierantozzi, presidenti dei rispettivi corsi, insieme alla manager sanitaria dell’INI, Jessica Veronica Faroni.
Dal 2010 a oggi la collaborazione ha permesso di formare oltre 200 infermieri, dei quali uno su cinque è stato assunto direttamente dal Gruppo INI. Nel 2022 è nato anche il Corso di Laurea in Fisioterapia, che oggi ha visto laurearsi i primi 25 professionisti formati interamente in struttura.
Una firma che vale un futuro: assunzioni in diretta durante la cerimonia
Momento clou della cerimonia è stata la firma, davanti al pubblico, dei contratti di lavoro di Veronica e Daniel, rispettivamente infermiera e fisioterapista, assunti dal Gruppo INI. Un gesto dal forte valore simbolico e operativo: dimostrare che il ponte tra formazione e occupazione può essere diretto, rapido ed efficace. Movimento che, in un contesto nazionale segnato da carenze di personale sanitario, assume un significato ancora più forte.
«Il personale sanitario è sempre meno e trovarlo è sempre più difficile – ha dichiarato Cristopher Faroni, presidente del Gruppo INI –. Per questo servono investimenti nella formazione territoriale e nella pratica in corsia. Il pubblico e il privato hanno la responsabilità di formare chi un giorno si prenderà cura di tutti noi».
Formazione vicino a casa e opportunità per i giovani
La manager sanitaria del Gruppo INI, Jessica Veronica Faroni, ha ricordato che la scelta di aprire sedi universitarie dentro le strutture INI nasce per ridurre gli ostacoli economici e logistici degli studenti: «Non tutti possono permettersi di vivere in città per studiare. Portare l’università sul territorio significa dare un’opportunità in più ai ragazzi».
Numeri e prospettive: verso nuovi percorsi formativi
Dal punto di vista accademico, la prof.ssa Rosaria Alvaro ha espresso grande soddisfazione: «Vedere oltre 40 studenti laurearsi e due contratti firmati in diretta è un risultato straordinario, soprattutto in un momento in cui il sistema sanitario ha urgente bisogno di professionisti».
L’Ateneo e il Gruppo INI hanno confermato l’intenzione di espandere ulteriormente la collaborazione, guardando anche alla possibilità di ospitare in futuro percorsi per la formazione dei medici.

La scelta della Cina di tassare i preservativi con una norma, approvata a fine 2024 ma in vigore da gennaio 2026, che di fatto cancella l'esenzione fiscale per i prodotti anticoncezionali "dimostra come gli esseri umani sbagliano spesso". Nello specifico in Cina "hanno sbagliato quando hanno imposto la politica del figlio unico, incentivando la denatalità che oggi è evidentemente uno dei grandi problemi di quel Paese, e sbagliano oggi a incentivare la natalità attraverso il blocco di alcuni strumenti fondamentali, perché i metodi anticoncezionali come il preservativo sono anche metodi per limitare la diffusione delle malattie sessualmente trasmesse che proprio in Cina sono così diffuse negli ultimi anni". E' l'analisi di Matteo Bassetti, direttore di Malattie infettive dell'ospedale policlinico San Martino di Genova, che commenta all'Adnkronos Salute la virata del gigante asiatico.
"Da quando la Cina ha aperto un po' di più i propri dati rispetto a quello che avveniva nell'epoca pre-Covid, sappiamo che nel Paese sono moltissimi i casi di Hiv, sono stati moltissimi i casi di vaiolo delle scimmie (Mpox) e moltissimi anche i casi di altre malattie sessualmente trasmesse come sifilide, gonorrea, clamidia, herpes. Quindi è chiaro che questo limitare l'uso del preservativo attraverso una politica di tasse è completamente anacronistico, una scelta sbagliata e fuori dal mondo". Allargando l'obiettivo, "anche il nostro Paese ha preso una direzione che non va completamente dalla parte del preservativo. La Francia al contrario ha fatto tantissimo negli anni, addirittura rendendo i preservativi disponibili gratuitamente in farmacia per i ragazzi più giovani. Da noi invece si tende purtroppo a non parlare nelle scuole di questo fenomeno o a far parlare sempre di meno gli esperti, e a lasciare alle famiglie l'educazione sessuale. I preservativi, poi, costano troppo e non c'è una politica sul prezzo".
Quello che è successo in Cina, conclude dunque Bassetti, "è grave e certamente non piace, anche perché non dimentichiamoci che 'bomba biologica' può rappresentare la Cina: nel momento in cui si aumentano le tasse sul condom, se un Paese che ha 1 miliardo e mezzo di abitanti - quindi intorno al 20% della popolazione mondiale - non usa più il preservativo o lo usa di meno, è chiaro che rischia di diventare una bomba biologica di malattie sessualmente trasmesse per il resto del mondo".

"Ringrazio l'onorevole Mulè per essersi fatto promotore di un'iniziativa che considero molto importante per la tutela della salute pubblica, in particolare dei bambini e degli adolescenti. Vorrei ricordare che proprio grazie al suo impegno l'Italia si è dotata del primo screening nazionale per il diabete di tipo 1 e per la celiachia nella popolazione pediatrica. La nuova proposta guarda a un altro tema fondamentale per la salute: l'obesità. Come sappiamo, si tratta di uno dei principali problemi sanitari a livello mondiale. Non riguarda solo gli adulti, ma purtroppo in Italia anche molti bambini e ragazzi. E' noto che un bambino in sovrappeso ha maggiori probabilità di diventare un adulto obeso. E l'aumento costante dei casi di obesità è strettamente legato alla crescita di malattie croniche, metaboliche e anche tumorali, che mettono a rischio la salute e pesano in modo significativo sul Servizio sanitario nazionale, anche in termini di costi". Lo ha detto il ministro della Salute, Orazio Schillaci, intervenendo da remoto all'evento 'Obesità nell'età evolutiva', oggi a Roma (Sala Matteotti, Montecitorio), durante il quale il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè ha presentato la prima proposta di legge (la 2663) in Italia sullo screening per adolescenti per il contrasto all'obesità.
"Per questo è essenziale puntare sulla prevenzione - ha sottolineato Schillaci - La proposta di legge di cui parliamo oggi va proprio in questa direzione: individuare e prendere in carico precocemente i casi di sovrappeso e obesità tra i 13 e i 19 anni, con screening effettuati direttamente a scuola e il coinvolgimento dei pediatri di libera scelta, dei medici di medicina generale, delle famiglie e dei servizi territoriali. Ripeto spesso che dobbiamo pensare ad una sanità 'proattiva'. Questa iniziativa ne è un esempio concreto. E' un approccio che dobbiamo consolidare coinvolgendo tutti: istituzioni nazionali e locali, scuole, famiglie e strutture sanitarie. La nostra attenzione per la prevenzione e la cura dell'obesità è molto alta. Lo dimostra anche la legge recentemente approvata che, per la prima volta al mondo, riconosce l'obesità come una malattia cronica. La norma introduce misure importanti per la prevenzione, la cura e anche la formazione degli operatori sanitari. Si inserisce in un percorso che comprende l'aggiornamento del Piano nazionale della cronicità, con strategie comuni per garantire un'assistenza uniforme ai pazienti in tutto il Paese, anche attraverso il potenziamento dell'assistenza territoriale e domiciliare".
Infine, "con la legge di Bilancio dello scorso anno abbiamo istituito un fondo specifico per la prevenzione e la cura dell’obesità e, con la manovra ora all'esame del in Parlamento, abbiamo aumentato le risorse dedicate alla prevenzione, per rafforzare le campagne di informazione e sensibilizzazione sugli stili di vita corretti. La prevenzione resta una priorità. Lavoriamo ogni giorno per promuovere comportamenti salutari, a partire da un’alimentazione corretta, da un’adeguata attività fisica, sia per gli adulti sia per bambini e adolescenti. In Italia persistono ancora livelli elevati di sedentarietà e una scarsa aderenza alla dieta mediterranea – o, come mi piace chiamarla, 'dieta italiana'. Sono fattori che contribuiscono allo sviluppo di sovrappeso e obesità. Ecco perché - conclude il ministro - è importante continuare a lavorare insieme, governo e Parlamento, per la tutela della salute di tutti, a partire dai più giovani".

"La prevenzione è la migliore medicina, anche per l'obesità bisogna agire presto e in fretta. Questo significa avviare uno screening sulla popolazione fino ai 17 anni, perché già oggi abbiamo oltre il 20% di ragazzi in sovrappeso e quasi il 5% colpito da obesità: una popolazione destinata ad avere delle patologie gravi o gravissime che comunque incidono nella vita quotidiana. Dunque lo screening - che è previsto in una proposta di legge (2663, ndr) - grazie alla sensibilità del ministero della Salute entra nella legge di Stabilità con uno stanziamento di 2 milioni di euro che permetterà nel 2026 di avviare questa attività che è la via maestra per affrontare il problema dell'obesità". Lo ha detto Giorgio Mulè (Fi), vicepresidente della Camera dei deputati, alla presentazione della prima proposta di legge in Italia sullo screening per adolescenti per il contrasto all'obesità, oggi a Roma (Sala Matteotti, Montecitorio) all'evento 'Obesità nell’età evolutiva'.
Sul dazio al 15% negli Usa per il pecorino romano "noi assolutamente non abbiamo intenzione di arrenderci, continuiamo a lavorare nella direzione del dazio zero. Oggi esiste da parte dell'Unione Europea una lista di prodotti candidati al dazio zero, ovviamente all'interno della quale è presente a pieno titolo il pecorino romano. Questo perchè in occasione dei dazi del 2019 il pecorino romano fu l'unico prodotto che venne escluso dai dazi, in quanto vennero riconosciute delle caratteristiche particolari di produzione, di filiera, che di fatto noi stiamo cercando di riproporre anche oggi. Ci stiamo lavorando in maniera assoluta e in prima linea". Così, intervistato da Adnkronos/Labitalia, Gianni Maoddi, presidente del Consorzio di tutela del Pecorino Romano, sottolinea l'impegno per 'bloccare' il dazio al 15% negli Usa per uno dei prodotti simbolo del made in Italy che sottolinea come "La notizia più impattante sul nostro business nel 2025 ovviamente sono i dazi Usa. Non c'era mai stato finora un dazio sul pecorino romano, e quindi questo 15% pesa in maniera importante, soprattutto su quel segmento del nostro prodotto che è destinato all'industria alimentare, dove il pecorino romano viene utilizzato come ingrediente per la preparazione di piatti pronti, salse e quant'altro", spiega.
E Maoddi sottolinea che "il mese scorso siamo stati presenti più di una settimana a Washington dove abbiamo fatto degli incontri in ambasciata con dei senatori americani. Siamo stati in congresso per perorare la nostra causa, spiegando ai senatori le caratteristiche del pecorino romano affinché lavorassero insieme a noi per in qualche modo esonerare il nostro prodotti da questi dazi".
E Maoddi non perde le speranze. "Mi piace essere ottimista, in queste ultime settimane si sta nuovamente parlando della possibilità di considerare questa lista di prodotti a dazio zero. Devo purtroppo però segnalare che la considerazione di questa lista è una conseguenza al completamento di alcune azioni da parte dell'Unione Europea che di fatto purtroppo non sono state terminate. Tanto che qualcuno l'altro giorno in una riunione alla quale noi abbiamo partecipato, visto che facciamo parte della task force dazi istituita presso il ministero degli Esteri, sosteneva che questo completamento di compiti da parte dell'Unione Europea l'avremmo in qualche modo visto verso fine gennaio e primi febbraio. E quindi in quell'occasione gli Stati Uniti dovranno considerare ovviamente ciò che gli abbiamo proposto, e che è ancora vincolato a queste ultime iniziative dell'Unione Europea", spiega.
Gli effetti concreti dei dazi
Ma sugli effetti concreti dei dazi sulll'export di pecorino romano però Maoddi è ancora cauto e c'è un perché. "Ad oggi -spiega- a causa anche dello shutdown che c'è stato negli Usa per 45 giorni, dal primo di ottobre fino al 15 di novembre, abbiamo i dati sull'export fermi al 31 di agosto. Dati che sottolineo sono ottimi perché di fatto le esportazioni rispetto allo stesso periodo del 2024 segnano un incremento di circa il 9%. Siamo consapevoli del fatto che il mese di settembre e di ottobre saranno mesi che porteranno giù questa percentuale. Questo perché sappiamo che ci sono stati acquisti speculativi soprattutto concentrati nel mese di aprile scorso, quello di annuncio dei dazi, e nel mese di agosto, che è il mese nel quale i dazi sono stati confermati al valore del 15%", sottolinea il presidente del Consorzio del Pecorino romano dop.
E Maoddi sottolinea come il dazio al 15% sul mercato Usa "sicuramente pesa molto meno sul canale retail, dove comunque avendo un prezzo già importante ed essere appunto destinato a un consumatore alto spendente, è ovvio che 1,50-1,80 di dazio sul valore di partenza del formaggio ha un'incidenza al chilo molto inferiore sul consumatore finale rispetto all'industria", sottolinea. Per Maoddi è quindi prematuro tracciare un bilancio sugli effetti dei dazi per il pecorino romano sul mercato americano. "Sicuramente c'è un magazzino importante sul mercato americano -spiega Maoddi- e oggi è onestamente prematuro fare un bilancio della reazione del mercato, dovranno passare almeno altri 4-6 mesi per capire bene cosa succederà. Analizzando in maniera fredda e fermandoci a una data precisa che è quella del 31 agosto sicuramente i numeri sono della nostra parte", sottolinea.
Gli effetti sul mercato italiano
Ad oggi "il maggior problema derivante dai dazi Usa per il pecorino romano nasce sul mercato nazionale, che è molto attendista rispetto a un possibile calo sul mercato americano e di conseguenza i consumi e i prezzi sono un po' in calo. C'è da registrare che dal mese di agosto a oggi le quotazioni mercuriali del pecorino romano hanno perso circa 70 centesimi al chilo, appunto perché c'è stato questo rallentamento di consumi sul mercato interno", spiega Maoddi.
Per Maoddi, una situazione che "speriamo ovviamente di superare quanto prima anche perché è speculativa. Il mercato interno, infatti, è attendista su un eventuale ribasso dei consumi americani, ma questo effettivamente nel momento ancora non lo registriamo. Registriamo purtroppo però un rallentamento delle vendite sul mercato nazionale e un conseguente ribasso del prezzo, che al momento è abbastanza controllato, però comunque sia è pur sempre un ribasso", aggiunge.
Il bilancio del 2025
"Il 2025 lo voglio reputare ancora un anno positivo, perché un anno è formato da 12 mesi e sicuramente non tutti questi hanno segnato un rallentamento e un calo. Anzi abbiamo avuto anche dei mesi nei quali il valore del pecorino è cresciuto, come dal mese di aprile al mese di agosto quando i magazzini si stavano alleggerendo e di conseguenza c'era una richiesta maggiore di vendita di prodotto che stava terminando, e mi riferisco alla produzione del 2024. Con l'ingresso della produzione del 2025 c'è stato un po' questo rallentamento. Stiamo parlando di quantità di merci importanti che vengono comunque offerte sul mercato e di conseguenza hanno rallentato un pochino l'andamento delle vendite. Niente di drammatico, è sicuramente una situazione da monitorare, ma non è sicuramente drammatica", spiega Maoddi che ricorda come il Consorzio rappresenta un comparto composto "da circa 8.500 aziende agricole, quindi parliamo di all'incirca 12.000 allevatori, per un totale di circa 25.000 addetti tra allevatori e operai dei caseifici, stabilimenti ovviamente di trasformazione e di confezionamento. Il fatturato alla produzione è pari a circa 450 milioni di euro e circa 600 milioni di euro al consumo".
Un comparto importante per i territori su cui insiste. "Soprattutto per la Sardegna -spiega Maoddi- dove rappresenta circa il 40% del Pil agricolo. La produzione totale di circa 360 mila quintali di prodotto vendibile è destinata per il 70% all'esportazione, e quindi evidentemente non c'è un prodotto in Italia che ha una vocazione all'esportazione come il pecorino romano. Circa quindi 100 mila quintali sono venduti sul mercato interno in Italia, dove all'incirca il 40% è destinato alla gdo, il 60% tra il global trade e l'industria, perché anche in Italia viene utilizzato parecchio nell'industria, quindi nella preparazione di salse, piatti pronti e quant'altro".
E Maoddi chiarisce che del 70% destinato all'esportazione "circa il 60%, ovvero il 40% del 100 quindi del totale vendibile, viene esportato negli Stati Uniti, che è il primo mercato in assoluto, con all'incirca 130 mila quintali di prodotto, quindi superiore alla quantità venduta in Italia. Il secondo mercato è l'Unione Europea, con circa 55 mila quintali di prodotto, e poi seguono paesi come il Canada, il Giappone, l'Australia e via discorrendo".
E Maoddi sottolinea che rispetto al pecorino romano altri prodotti dell'agroalimentare "come il latte di vacca, oggi hanno sicuramente dei problemi molto più grossi, anche perché per quanto ci riguarda stiamo mettendo in campo tutta una serie di iniziative che io sono convinto che porteranno dei benefici nel breve e medio periodo".
E Maoddi ricorda l'importanza "del 'bando indigenti' da oltre 12 milioni che ha reso disponibile il Masaf, con il ritiro dal mercato di quantità di formaggio che verranno distribuiti agli indigenti nazionali attraverso le Croce rosse e tutti gli enti caritatevoli. È una quantità importante, 5 milioni e 8 sono disponibili nell'immediato, quindi entro dicembre probabilmente partirà il primo bando, e gli altri 7 milioni e 400mila sicuramente non appena terminerà questo primo bando. Oltre a questo la Regione Sardegna si è resa disponibile di integrare con 5 milioni subito e 5 milioni entro giugno questo bando e quindi da 12 milioni e 8 passiamo a 22 milioni e 800mila e inoltre sempre la Regione Sardegna ha dato disponibilità per l'utilizzo da parte delle aziende e ovviamente della filiera del pecorino romano di un fondo di rotazione che è presente presso la finanziaria regionale, attraverso la quale finanziare i magazzini delle aziende che in questo momento hanno maggiore necessità appunto di liquidità, con altri 14 milioni", sottolinea.
"Infine anche la Regione Lazio -conclude Maoddi- si è resa disponibile di intervenire, ovviamente per la quota di competenza di produzione laziale e parliamo sempre di un 5-6% della produzione, con un milione di euro che anch'esso verrà utilizzato a supporto appunto di questi bandi indigenti. Ci sono quindi in campo strumenti per circa 40 milioni di euro che se spesi e utilizzati bene possono dare beneficio immediato al comparto", conclude. (di Fabio Paluccio)

L’università Luiss Guido Carli ha inaugurato oggi l’anno accademico 2025-2026, con la tradizionale cerimonia alla presenza dei suoi vertici. Al centro, l’Europa e l’impatto delle prossime sfide globali. “L’Europa sta attraversando una fase di trasformazione complessa e strutturale”, ha dichiarato, il rettore della Luiss, Paolo Boccardelli. “Le tensioni geopolitiche, la transizione industriale, tecnologica e sostenibile, i cambiamenti demografici e sociali stanno ridisegnando gli equilibri su cui, per decenni, si è basata la nostra stabilità. In questa prospettiva, la nostra università non può rimanere spettatrice: per missione e identità è chiamata a scendere in campo con visione, responsabilità e spirito di servizio verso il Paese e l’Europa'', sottolinea.
''Ci impegniamo a contribuire alla costruzione del futuro europeo, rafforzando innovazione didattica, ricerca e percorsi che formano nuove generazioni preparate e orientate al bene comune”, aggiunge Boccardeli. Nella relazione sono state illustrate le principali traiettorie che rafforzeranno la strategia dell’ateneo. L’università intende ''promuovere un nuovo rinascimento industriale italiano ed europeo, valorizzando il legame tra sapere e saper fare e sostenendo innovazione e competitività delle imprese, anche grazie alla collaborazione con Confindustria'', si spiega in una nota.
“L’Italia e l’Europa sono di fronte a sfide cruciali'', ha dichiarato il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina. ''Quella che viviamo può essere una fase di svolta che riporti al centro una prospettiva di crescita più solida, basata su debito comune e unione dei mercati'', ha aggiunto. Per il presidente della Luiss, Giorgio Fossa il compito dell'ateneo ''è fornire loro gli strumenti e valori per realizzarlo, perché la formazione non sia soltanto un trasferimento di competenze, ma una preparazione al mondo. Ed è proprio nella collaborazione tra il sistema produttivo, istituzionale e universitario che può nascere un’alleanza solida capace di trasformare la conoscenza in visione e la visione in progresso”.

In Italia oltre il 22% degli adolescenti (1 su 5) presenta eccesso ponderale (circa 18,2% sovrappeso e 4,4% obesità), che in età evolutiva può persistere da adulti (fino al 70-80% dei casi). Nel breve come nel lungo termine le conseguenze sono gravissime: diabete tipo 2, ipertensione, dislipidemie, steatosi epatica non alcolica, apnea del sonno, problemi ortopedici, disturbi psicosociali come isolamento e bassa autostima; senza contare il rischio di malattie cardiovascolari, tumori e riduzione dell'aspettativa di vita. "Di fronte a questa deriva, era urgente un'azione nazionale forte, coordinata e continuativa. In questa direzione si era già mossa la legge 149 del 2025, che ha riconosciuto per la prima volta l'obesità come malattia cronica e che ha istituito l'Osservatorio nazionale sull'obesità e un piano triennale di contrasto. Serviva però applicare questi principi al mondo dell'adolescenza". Nasce da queste premesse la proposta di legge 2663 - a firma di Giorgio Mulè, vice presidente della Camera - che istituisce per la prima volta un 'Programma nazionale diagnostico per la prevenzione e la gestione dell'obesità in età adolescenziale'. La pdl 2663 viene presentata oggi nella Sala Matteotti di Montecitorio.
Il provvedimento legislativo - sostenuto da un fondo dedicato di 2 milioni di euro annui a partire dal 2026 - crea una struttura stabile destinata al contrasto sistematico dell'obesità giovanile, con l'obiettivo dichiarato di identificare precocemente, già a scuola con screening periodici, i casi di sovrappeso e obesità, intervenire e monitorare i risultati nel tempo. Il progetto coinvolge in modo integrato scuole, pediatri di libera scelta, medici di medicina generale, servizi territoriali e famiglie. Questo affinché ogni ragazzo con sovrappeso, obesità o parametri metabolici alterati venga preso in carico attraverso le reti clinico-assistenziali regionali per le malattie croniche, con il coinvolgimento di un medico specialista o équipe multidispliplinari, secondo quanto previsto dal Piano nazionale della cronicità. La legge definisce inoltre un percorso omogeneo su tutto il territorio, inquadrando l'obesità non come responsabilità individuale, ma come condizione clinica complessa che richiede diagnosi precoce, presa in carico multidisciplinare e continuità assistenziale.
"La legge 2663 è un atto di tutela della salute pubblica, della crescita e del futuro delle nuove generazioni - dichiara Mulè - Riconosce che intervenire presto significa ridurre i costi umani, sanitari e sociali che l'obesità genera lungo tutto l'arco della vita. La legge offre anche la possibilità di attivare tempestivamente percorsi multidisciplinari di presa in carico integrati con le reti assistenziali regionali. Inoltre, istituisce il monitoraggio epidemiologico e l'analisi dei dati da svolgersi nell'ambito delle attività dell'Osservatorio nazionale per lo studio dell'obesità". Ma "il nostro impegno non si ferma qui: stiamo lavorando affinché nell'attuale legge di Bilancio venga integrato un emendamento che superi la proposta di legge, consentendone l'approvazione entro fine anno", precisa Mulè, già firmatario della legge 130 del 2023 sulle 'Disposizioni concernenti la definizione di un programma diagnostico per l'individuazione del diabete di tipo 1 e della celiachia nella popolazione pediatrica', che per la prima volta in Italia ha disposto l'attuazione di uno screening nazionale nella popolazione pediatrica per l'individuazione delle persone a rischio di sviluppare diabete di tipo 1 e celiachia.
"Con la proposta di legge 2663 - conclude - l'Italia si dota di un intervento stabile e di lungo periodo, riconoscendo l'obesità in età evolutiva come priorità sanitaria nazionale e costruendo un modello di prevenzione attiva capace di intercettare precocemente i fattori di rischio e sostenere i ragazzi e le loro famiglie". Le modalità operative dello screening, i criteri clinici di valutazione e le procedure di riferimento saranno definite dopo l'approvazione della legge, con apposito decreto del ministro della Salute.

Truffa milionaria ai danni dell’Opera di Santa Maria del Fiore, onlus che si occupa della gestione della Cattedrale di Santa Maria del Fiore, del Campanile di Giotto e del Battistero di San Giovanni di Firenze. Le indagini della Squadra Mobile di Brescia, avviate nel mese di marzo scorso, hanno svelato un giro d’affari illegale che, nell’arco di circa sei mesi, avrebbe prodotto un trasferimento illegale di denaro stimato in circa 30 milioni di euro.
La Polizia sta eseguendo, nelle province di Brescia, Milano, Bergamo, Lodi, Prato, Rieti e Vicenza, nove fermi di indiziato di delitto emessi dalla procura di Brescia nei confronti di cittadini italiani, albanesi, cinesi e nigeriani, indagati per i reati di emissione di fatture per operazioni inesistenti, riciclaggio e autoriciclaggio. Sono in corso perquisizioni anche nei confronti di numerose società coinvolte nel circuito delle false fatturazioni e del riciclaggio. Una decima persona destinataria del provvedimento risulta al momento irreperibile.
La onlus, nell’ambito di una commessa assegnata a un’impresa privata per i lavori di restauro e conservazione del Complesso Eugeniano di Firenze (Studio Fiorentino), è stata indotta, attraverso una truffa nota come 'man in the middle' o 'business e-mail compromise', a effettuare i bonifici di pagamento di lavori per 1.785.000 Euro a favore di un conto corrente fittiziamente intestato.
Gli accertamenti bancari condotti successivamente hanno consentito di individuare ulteriori conti correnti italiani ed esteri intestati a persone fisiche e giuridiche riconducibili a due dei fermati. Da quanto emerso dalle indagini, i soggetti coinvolti, avrebbero operato per fornire la possibilità a imprenditori italiani e albanesi compiacenti di ottenere la retrocessione di importanti somme di denaro contante a fronte dell’emissione di fatture per operazioni inesistenti prodotte da società cartiere. Centrali per lo svolgimento della truffa le figure di due fratelli italiani, che avrebbero svolto il compito di intermediari capaci sia di individuare i clienti, sia di fornire società cartiere intestate fittiziamente sia, da ultimo, di mettere in contatto gli imprenditori “fruitori del servizio” con alcuni cittadini cinesi sedenti a Milano, Vicenza e Prato.
I due intermediari e i cittadini cinesi, tramite le proprie società, avrebbero emesso le fatture e poi ricevuto il pagamento delle stesse, tramite bonifico bancario, su conti correnti nazionali ed esteri, aperti in Cina, Lussemburgo, Polonia, Germania, Spagna, Lituania, Nigeria e Croazia. Per ottenere il denaro contante, veniva pagata una percentuale per il servizio svolto compresa tra il 2 e il 7% a favore dei cittadini cinesi e di un ulteriore 2% a favore dei due intermediari italiani. Il centro di stoccaggio del denaro contante è stato individuato in un immobile milanese intestato a una cittadina cinese. Gli intermediari italiani si sarebbero recati più volte per ricevere le somme di denaro in strada, e da qui, sarebbero avvenuti prelievi di somme di denaro operati dagli altri indagati di nazionalità cinese.

Un drammatico schianto tra due vetture ha insanguinato il primo pomeriggio sulla Statale 387, in territorio di Settimo San Pietro, nella provincia di Cagliari. Le prime informazioni parlano di un bilancia tragico: una persona ha perso la vita e altre due sono rimaste ferite, una delle quali in condizioni molto gravi.
L’incidente mortale è avvenuto intorno alle 14:30 di oggi, all’altezza del chilometro 11 della strada statale, nelle vicinanze del noto ristorante Charme. Secondo una ricostruzione preliminare, i mezzi coinvolti – una Volkswagen Polo e un fuoristrada – sarebbero venuti in collisione frontale con violenza.
Sul posto sono immediatamente intervenuti i sanitari del 118 di Sinnai Soccorso. Purtroppo, per il conducente della Polo, un uomo di 63 anni, non c’è stato nulla da fare e i medici ne hanno potuto solo constatare il decesso. I soccorritori hanno invece prestato le prime cure agli altri due coinvolti, trasportandoli urgentemente in ospedale.
Le condizioni di uno dei feriti, trasportato a bordo di una Mike (automedica avanzata), sono state giudicate molto serie. L’altro è stato invece eli-trasportato all’ospedale Brotzu di Cagliari per le necessarie cure intensive. Al momento, non sono note le generalità dei feriti né le dinamiche precise che hanno scatenato l’impatto.
I rilievi tecnici e le indagini per accertare le cause dello scontro sono stati affidati agli agenti della Polizia Locale dell’Unione dei Comuni del Parteolla, i quali hanno lavorato sul posto per diverse ore per ripristinare la viabilità e raccogliere tutti gli elementi utili.
La Statale 387 resta una delle arterie più trafficate del sud-est della Sardegna e, purtroppo, teatro di numerosi incidenti negli anni. Questo nuovo fatto di cronaca riaccende i riflettori sulla sicurezza stradale in un tratto molto frequentato sia dai residenti che dai turisti.
La comunità di Settimo San Pietro e dei paesi limitrofi è profondamente scossa dalla notizia. Si attendono ulteriori aggiornamenti dalle forze dell’ordine sulla dinamica dell’incidente, mentre proseguono le cure per i due feriti.
La donna di 54 anni si trova in una Rems, è ritenuta ancora
pericolosa socialmente...
Sulle scene da 50 anni, il riconoscimento in Consiglio comunale a
Cagliari... 
Diletta Leotta è incinta: il volto di Dazn e Loris Karius diventeranno genitori per la seconda volta. Oggi, mercoledì 10 dicembre, la bordocampista ha annunciato con un post pubblicato sul proprio profilo Instagram di essere incinta del secondo figlio: "Questo Natale non potevamo desiderare regalo più bello. Aria sta diventando una sorella maggiore, e i nostri cuori sono pronti ad amare il doppio".
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Un post condiviso da Diletta Leotta (@dilettaleotta)[1]
L'annuncio è stato accompagnato da una foto di famiglia 'allargata', con Karius, ex portiere del Liverpool oggi allo Schalke 04, che abbraccia Leotta e la figlia Aria e con una mano tocca la pancia di Diletta. Proprio la bordocampista di Dazn, poco prima dell'annuncio, aveva pubblicato una storia su Instagram in cui si inquadrava la pancia con un cuore bianco.

In occasione delle festività natalizie, il Centro diagnostico italiano accende le luci de 'L’Albero della Gentilezza', un progetto luminoso che unisce tradizione artigiana, sostenibilità e attenzione civica. Non solo un simbolo di festa, ma un segno urbano, che restituisce alla città un messaggio di cura e di prossimità, coerente con i valori di Cdi nel suo cinquantesimo anno di attività. Il design dell’albero della gentilezza, progettato da Marco Balich e realizzato da Balich Wonder Studio, è affidato alla tradizione mediterranea dei paratori, (artigiani specializzati nella preparazione e nell’allestimento di apparati decorativi temporanei per feste religiose e civili) reinterpretata da uno studio di giovani custodi di una continuità familiare e culturale: attraverso forme leggere e materiali naturali, viene restituita l’idea di un’arte che prepara e protegge. La struttura dell’albero della gentilezza, composta da oltre 30.000 luci a basso consumo e da elementi in legno interamente riciclabili, garantisce una riduzione energetica fino all’80% ed è concepita con moduli riutilizzabili.
Il progetto si articola in centro e fuori dalle mura, in due luoghi importanti per la vita cittadina e per la storia di Cdi: l’albero principale in Piazza Umberto Giordano, al termine della Galleria San Babila, dove sta sorgendo una nuova grande sede del Centro Diagnostico Italiano, e una seconda installazione in Via Spezia, in prossimità del Cdi Navigli, aperto nel 2021. Entrambe le opere riportano lo stesso messaggio luminoso: 'Prendersi cura è il primo modo per voler bene'. Un invito a vivere la gentilezza come un gesto concreto e quotidiano.
“L’Albero della Gentilezza celebra la forza dei piccoli gesti, semplici e condivisi, capaci di diventare grandi quando vissuti insieme. Un invito all’attenzione verso gli altri, a prendersi cura. Per noi rappresenta la sintesi di questo anno speciale, in cui abbiamo celebrato i 50 anni del Cdi dicendo innanzitutto grazie a Milano, la città che ci ha consentito di mettere alla prova le nostre idee, crescere e condividere la nostra visione di una sanità di prossimità rigorosa nella ricerca di innovazione e qualità e incentrata sulla prevenzione, sul futuro. La salute che ci sta a cuore non si misura infatti solo nelle tecnologie ma soprattutto nella fiducia che i pazienti ci danno da così lungo tempo. La gentilezza, in fondo, è questo: un gesto che costruisce futuro", ha affermato Diana Bracco, presidente e amministratore delegato del Centro diagnostico italiano.
In questa prospettiva di legacy sociale si collocano anche alcune iniziative attivate da Cdi nel 2025: il progetto di riqualificazione, condiviso con il Comune di Milano, degli spazi di via Sacco, nel municipio 7, zona in cui si trova anche la sede principale del Cdi, che verranno ripensati con un occhio di riguardo per il benessere fisico e il gioco dei più piccoli; il sostegno al poliambulatorio di Opera San Francesco per i Poveri mettendo a disposizione gratuitamente servizi clinici e diagnostici.
E ora in occasione del Natale e dell’accensione dell’Albero della Gentilezza, Cdi ha deciso di sostenere ulteriormente questa importante realtà che incarna, come poche altre, la dimensione più concreta della cura, supportando i servizi di cambio vestiti e docce di Opera San Francesco in via Kramer.

A dieci promettenti manager è stato attribuito oggi presso il Pontificio Istituto Patristico Augustinianum il Premio Giovane 2025, il prestigioso riconoscimento istituito da Federmanager e dal suo Gruppo Giovani per valorizzare nuove competenze, visione e leadership nel mondo manageriale. Giunto alla sua settima edizione, il premio conferma la volontà dell’associazione di sostenere le nuove generazioni, sempre più protagoniste nei processi di innovazione e trasformazione delle imprese italiane. Ai dieci premiati si è aggiunta una menzione speciale dedicata al miglior Expat manager.
Al primo posto come miglior manager dell’edizione 2025 si è classificato Stefano Bison, chief executive officer di Humanitas Medical Care.
Bison è Amministratore Delegato di Humanitas Medical Care, la rete di poliambulatori e centri diagnostici del Gruppo Humanitas, uno dei principali player ospedalieri in Italia. Con una solida esperienza nella gestione aziendale, strategia e innovazione, guida una realtà riconosciuta per l’eccellenza clinica, la ricerca e l’Università Hunimed. Ha maturato negli anni competenze di alto livello in contesti internazionali come Assicurazioni Generali, Boston Consulting Group, Oliver Wyman e Lehman Brothers. Bison porta nel Gruppo Humanitas una visione manageriale orientata allo sviluppo e alla qualità dei servizi.
Gli altri manager premiati sono: Luca Canonico, BorgWarner, Torino; Chiara Carrisi Centro Medico Santagostino, Milano; Francesco Castellone, Iren Spa, Parma; Elena Chiarella, Fincantieri Spa, Friuli-Venezia Giulia; Alessandra Faella, Baker Hughes, Firenze; Alessandra Marinacci, Tim spa, Roma; Valentina Marchio, Nextchem Spa (Gruppo Maire), Milano; Luca Damiano Sozzo, Zoetis Italia Srl, Roma; Antonio Zaccariello, Anz Srl, Napoli. Il Premio speciale Expat è stato assegnato ad Alessio Ruffinelli, Umbra Group Spa, Perugia, per il contributo di rilievo portato in un contesto internazionale altamente competitivo.
Il premio di oggi conclude un contest che ha coinvolto circa 2.000 manager under 44 iscritti a Federmanager. Dopo un’attenta valutazione dei curricula provenienti da tutta Italia, i profili più meritevoli sono stati selezionati da un comitato di valutazione composto dal Gruppo Giovani Federmanager e da Jefferson Wells – Gruppo Manpower. La selezione si è basata su criteri rigorosi: percorso formativo, esperienze professionali, anzianità nel ruolo, meriti maturati e motivazioni personali alla candidatura. Inoltre, per questa edizione, ai candidati è stato richiesto di presentare un progetto di innovazione applicato al business, con particolare attenzione alle implicazioni etiche nell’attuale fase di trasformazione, in coerenza con il tema del contest.
'Next – new ethics for transformation' è infatti il filo conduttore della settima edizione del Premio, che ha posto al centro il ruolo strategico delle nuove generazioni manageriali nella gestione dell’innovazione e nell’evoluzione dei paradigmi etici imposti dalle tecnologie digitali emergenti.
"Complimenti a questi giovani manager che dimostrano che in Italia è possibile crescere professionalmente, avere successo e soprattutto contribuire alla competitività del Paese. A loro va il mio incoraggiamento a migliorarsi sempre, rafforzando competenze e network", è il commento del presidente Federmanager, Valter Quercioli. "Questo premio vuole essere un messaggio di sostegno alle donne e agli uomini di talento che rappresentano una ricchezza per le imprese, creano nuove opportunità per il Paese e trovano in Federmanager un alleato per il proprio percorso di crescita professionale", ha continuato.
«Questa edizione conferma quanto le nuove generazioni manageriali siano pronte a guidare il cambiamento, con coraggio, responsabilità e una visione aperta all’innovazione. Il 'Premio giovane manager' vuole valorizzare proprio questo: la capacità di leggere il presente e di preparare il futuro, mettendo al centro etica e competenze", ha dichiarato la coordinatrice del Gruppo Giovani Federmanager, Paola Vitale.
"È per noi un grande motivo di orgoglio essere partner del Premio Giovane Manager anche quest’anno. Con Jefferson Wells, la realtà di ManpowerGroup dedicata alla ricerca e selezione di profili senior ed executive, crediamo fortemente nel valore di iniziative che sostengono lo sviluppo delle nuove generazioni di leader” ha continuato Laura Gangitano, senior manager di Jefferson Wells.
“Questa edizione affronta temi che sentiamo particolarmente vicini: la trasformazione del mondo del lavoro e la centralità dell’etica nella leadership. Oggi più che mai, il talento di una e di un leader si misura anche nella capacità di essere responsabile e guidare il cambiamento con integrità. Per questo contribuiamo ad un progetto che valorizza competenze e visione, preparando manager in grado di affrontare le sfide del futuro", ha continuato.
"In un contesto di profonda trasformazione digitale, il ruolo dell’etica diventa centrale per guidare l’innovazione verso obiettivi sostenibili e responsabili", ha concluso Sergio Terzi, associate dean to international relations di Polimi graduate school of management.
"La settima edizione del Premio Giovane Manager, promossa da Federmanager, ha evidenziato come le nuove generazioni di manager siano pronte a interpretare il cambiamento con coraggio, competenza e una visione aperta all’innovazione, mettendo al centro valori etici e responsabilità sociale. La digital transformation e l’intelligenza artificiale offrono opportunità straordinarie, ma pongono anche nuove sfide: è fondamentale che i leader di oggi sappiano leggere il presente e preparare il futuro, integrando competenze tecniche con una solida cultura etica. Solo così sarà possibile creare valore per le imprese e per la società, promuovendo una crescita inclusiva e sostenibile. Formare persone capaci di guidare la trasformazione digitale con responsabilità e visione è la sfida più importante che dobbiamo affrontare insieme. L’etica del futuro passa dai manager del presente, chiamati a essere protagonisti attivi nel disegnare paradigmi innovativi e sostenibili", ha spiegato. A moderare la tavola rotonda Roberto Inciocchi, giornalista di Rai3, con gli interventi di Monsignor Renzo Pegoraro, presidente Pontificia Accademia per la Vita, Paola Vitale, coordinatrice nazionale Giovani Federmanager, Daniele Damele, presidente Federmanager Friuli V.G. e autore del libro 'Etica ed economia' - ed. Kepown, Lorenzo Bagnoli, vicepresidente Giovani Imprenditori Confindustria, Roberta Parena, referente nazionale giovani Aidp e Sergio Terzi, associate dean Polimi graduate school of management. Il contest è stato organizzato in collaborazione con la Pontificia Accademia per la Vita, Jefferson Wells – Manpower Group, Polimi graduate school of management e Federmanager Academy.

Bel tempo quasi ovunque con sole e temperature decisamente sopra la media. Anche oggi il meteo registra l'ennesimo slittamento verso una fase di caldo anomalo che non accenna a diminuire. "Le condizioni atmosferiche paiono destinate a rimanere quasi immobili, con un vero e proprio blocco atmosferico che potrebbe protrarsi ancora a lungo: ciò significa assenza di precipitazioni e temperature decisamente anomale per il periodo" dice all'Adnkronos il meteorologo Mattia Gussoni de 'iLMeteo.it[1]. "Un poderoso campo di alta pressione di origine africana, accompagnato da aria calda in quota, si rafforzerà sempre di più sul bacino del Mediterraneo, fino ad espandersi al cuore del Vecchio Continente, bloccando sia le perturbazioni provenienti dall'Atlantico, sia le irruzioni di aria fredda in discesa dalle latitudini polari (sempre più rare)".
"Nei prossimi giorni gli effetti di questo anticiclone granitico saranno diversi a seconda della zona. Sole e caldo anomalo si faranno notare soprattutto al sud e sulle isole maggiori: qui le temperature massime potrebbero addirittura sfiorare i 20°C, un valore piuttosto anomalo per il mese di dicembre. Al centro, il quadro sarà simile, - continua Gussoni - con clima mite sui rilievi appenninici e lungo le coste adriatiche, dove la ventilazione sarà debole e l'aria risulterà sorprendentemente tiepida nelle ore centrali della giornata. Nelle zone più interne e lungo alcuni tratti del litorale tirrenico, come ad esempio quello toscano, la situazione sarà più sfumata: nubi basse e banchi di nebbia tenderanno a formarsi durante la notte e nelle prime ore del mattino, mantenendo un'atmosfera più grigia e umida fino al primo pomeriggio rendendo il clima ben più fresco rispetto alle aree collinari e montane".
"Per quanto riguarda il nord, mentre le Alpi potranno godere di cieli limpidi e temperature davvero molto elevate (zero termico oltre i 3.500 metri), la Valle Padana si ritroverà ancora una volta sotto un vero e proprio 'tetto' di nebbie e nubi basse. Questi strati compatti potranno mantenersi stabili per molte ore, limitando il riscaldamento diurno e creando localmente dei disagi alla circolazione stradale. Purtroppo con queste condizioni di stabilità e assenza di venti assisteremo ad un deciso peggioramento della qualità dell'aria. Anche i litorali della Liguria registreranno giornate caratterizzate dalle nubi basse di tipo marittimo che localmente potranno anche dar luogo e brevi episodi di pioviggine. Queste condizioni ci accompagneranno almeno fino al prossimo weekend senza particolari variazioni di rilievo", conclude Gussoni.

"Ho letto anche io che Antonella (Elia) ha dato a Monica Setta della sleale ma credo che la sua reazione sia stata emotiva. In realtà Monica è stata sempre leale con noi e a me ha parlato con affetto di Antonella spingendomi più volte a tornare con lei". Così Pietro delle Piane, nella puntata 'Storie al Bivio' in onda il prossimo sabato 13 dicembre, risponde alle polemiche nate dopo una battuta della showgirl sulla presunta lealtà della conduttrice.
La rottura fra Delle Piane e Antonella Elia
A novembre 2025 la coppia, che pareva prossima al matrimonio (previsto per il 31 dicembre a Cortina), ha annunciato una pausa. Nella puntata del 22 novembre di 'Storie al bivio', Delle Piane ha dichiarato che Antonella lo aveva lasciato “senza spiegazioni”[1].
Secondo lui, non si è trattato di grandi tradimenti o drammi, ma semplicemente di “piccoli litigi” accumulatisi negli anni.
La versione di Antonella Elia
Qualche giorno dopo, ospite a 'La Volta Buona', Antonella Elia ha smentito la versione di Delle Piane, definendola "una barzelletta"[2]. Secondo lei, la decisione di non sposarsi sarebbe maturata per una serie di divergenze di carattere e valori, non per un abbandono “senza spiegazioni”.
La frecciata a Monica Setta
Mentre la questione della separazione turbinava sui social e in tv, Antonella Elia ha lanciato una frecciatina nei confronti di Monica Setta con un commento molto polemico: "Monica una “grande amica”…ma sulla cui lealtà…ci sarebbe molto da dire!!!", ha scritto la showgirl, ricevendo decine di domande da parte degli utenti che le hanno chiesto invano ulteriori dettagli su un'affermazione così pungente.
Con la piantumazione di 300 nuovi alberi nella Riserva Naturale di Nazzano Tevere Farfa, Nestlé Professional, attraverso il brand Nescafé, chiude il progetto triennale PiantiAmo il Futuro, avviato nel 2023 per promuovere un modello più responsabile di utilizzo delle attrezzature e di gestione delle risorse nel canale fuori casa.
L’iniziativa nasceva con l’obiettivo di piantare 500 alberi in cinque anni: un traguardo che è stato non solo raggiunto, ma anche superato, con 600 alberi messi a dimora in soli tre anni, grazie alla collaborazione con le strutture alberghiere partner che hanno scelto di rimettere in uso macchine da caffè revisionate in luogo di nuove installazioni.
Nel corso del progetto, PiantiAmo il Futuro ha portato valore in contesti italiani molto diversi tra loro: a Milano (2023), 100 alberi nell’area Balossa del Parco Nord, in una zona metropolitana ad alta fruizione; a Ferrara (2024), 200 alberi lungo la Nuova Darsena e in alcune aree verdi cittadine, grazie al coinvolgimento dei partner dell’ospitalità; a Nazzano Tevere Farfa (2025), 300 alberi tra lecci, pioppi bianchi e salici, per contribuire al recupero delle aree colpite dalla tempesta del 2025, in collaborazione con la Riserva e con Federparchi. Un percorso che ha coinvolto territori urbani, periurbani e naturali, valorizzando esigenze e caratteristiche locali differenti e lavorando a fianco delle amministrazioni pubbliche e delle realtà del territorio.
“Con PiantiAmo il Futuro abbiamo voluto trasformare un gesto tecnico, la revisione delle macchine del caffè, in un contributo concreto ai territori - dichiara Paolo Pisano, Marketing Manager Nestlé Professional Bevande - La filiera del caffè ci impegna ogni giorno, dai Paesi d’origine ai luoghi del consumo. Questo progetto riflette i principi del Nescafé Plan 2030: attenzione alla rigenerazione, supporto ai coltivatori, riduzione dell’impatto lungo tutta la catena del valore. Chiudere con 600 alberi significa aver costruito insieme ai partner un percorso importante, che lascia un segno positivo”.
“La collaborazione con le imprese è essenziale per rafforzare la capacità delle aree protette di reagire ai cambiamenti climatici - afferma Luca Santini, presidente di Federparchi - L’intervento nella Riserva di Nazzano Tevere Farfa è un contributo prezioso al recupero delle aree danneggiate dalla tempesta del 2025 e un esempio di responsabilità condivisa”.

È stato presentato 'Make America Thin Again – La Dieta Tisanoreica', il nuovo lavoro editoriale di Gianluca Mech, imprenditore della salute, divulgatore scientifico e fondatore del Metodo Tisanoreica. Un’opera dal tono personale e al tempo stesso divulgativo, dedicata alla figura di Ivana Trump, riconosciuta come una delle principali sostenitrici del metodo negli Stati Uniti. Il volume ripercorre l’idea lanciata nel 2018 insieme a Ivana Trump con il progetto 'Make America Thin Again', iniziativa nata per introdurre negli Stati Uniti una visione italiana del benessere integrato. Un percorso interrotto dagli eventi internazionali degli anni successivi e dalla scomparsa di Ivana, ma che in questo libro trova nuova luce come testimonianza, omaggio e punto di ripartenza.
Mech illustra i fondamenti della Tisanoreica, un metodo nutrizionale che combina preparazioni a base naturale, supporto fitoterapico e protocolli sviluppati nel corso del tempo. L’approccio proposto va oltre la dimensione del controllo del peso, abbracciando il benessere metabolico, il miglioramento dell’energia quotidiana, il riequilibrio funzionale e il sostegno a condizioni diffuse che possono beneficiare di un’alimentazione più strutturata, sempre nel rispetto delle competenze mediche. Al centro della filosofia presentata nel libro si trova il concetto di longevità metabolica: promuovere abitudini sostenibili che aiutino il corpo a mantenere efficienza e vitalità nel lungo periodo.
Vengono proposti strumenti pratici, indicazioni nutrizionali e strategie studiate per rispondere alle esigenze contemporanee
Accanto alla parte narrativa, il testo offre una sezione operativa rivolta a chi desidera comprendere o approfondire il metodo. Vengono proposti strumenti pratici, indicazioni nutrizionali e strategie studiate per rispondere alle esigenze contemporanee. Tra gli approfondimenti, una particolare attenzione è dedicata al ruolo degli integratori di supporto per persone che seguono terapie farmacologiche finalizzate al dimagrimento, con l’obiettivo di mitigare alcuni effetti indesiderati riportati da chi intraprende tali percorsi. L’approccio presentato è coerente con l’idea di integrazione responsabile, pensata per affiancare — e non sostituire — il lavoro dei professionisti della salute.
Un ponte tra memoria e progettualità. "Questo libro è un atto d’amore e un gesto di gratitudine verso Ivana - afferma Gianluca Mech - Rappresenta anche il desiderio di riaccendere un progetto condiviso: raccontare al pubblico internazionale un metodo italiano che unisce natura e scienza per migliorare la qualità della vita". Make America Thin Again – La Dieta Tisanoreica', in onore di Ivana Trump si presenta così come un’opera che unisce testimonianza personale, riflessione scientifica e una proposta di benessere orientata al futuro.

Studiare come il ciclo profondo dello zolfo, ovvero i suoi movimenti e trasformazioni sotto la superficie terrestre, abbia plasmato l’evoluzione del pianeta, dalla formazione del nucleo alla generazione di composti necessari allo sviluppo di forme di vita.
E come questo elemento chimico possa favorire o limitare la potenziale abitabilità in tutto il Sistema Solare. È l’obiettivo del progetto di ricerca “S-Cape” (“The Earth’s Deep Sulphur Cycle from Planetary Accretion to Present”, tradotto: “Il ciclo profondo dello zolfo della Terra dall’accrescimento del pianeta fino a oggi”), coordinato da Valerio Cerantola, professore di Mineralogia al dipartimento di Scienze dell’ambiente e della terra dell’Università di Milano-Bicocca, che è stato premiato dall’Unione Europea con un ERC da 3 milioni di euro, della durata di cinque anni, nella categoria Consolidator Grant. Lo si legge in una nota.
Gli Erc Consolidator Grant vengono assegnati dall’European Research Council a quei ricercatori che vantano una decina di anni di esperienza di riconosciuto valore alle spalle e che siano promotori di un progetto di ricerca ritenuto eccellente e particolarmente innovativo. Valerio Cerantola coinvolgerà un’equipe di una decina di persone, compresi tre dottorandi e tre post-doc che verranno assunti grazie al finanziamento.
Al centro del progetto “S-Cape”, lo zolfo. "Viene spesso erroneamente considerato come un costituente minore all’interno della Terra – svela il professore – nonostante sia certamente tra i primi otto elementi più abbondanti sul nostro pianeta, forse addirittura il quinto. Se grandi quantità di questo elemento sono rimaste nel nucleo terrestre quando il pianeta si è differenziato, creando i suoi strati concentrici, una frazione significativa risiede ancora oggi nella crosta e nel mantello influenzando processi geologici, geochimici e biologici del pianeta, dalle reazioni di ossidoriduzione al ciclo dei volatili fino all’evoluzione geodinamica della Terra".
S-Cape mira ad approfondire questi aspetti «studiando sperimentalmente e teoricamente la trasformazione dei composti contenenti zolfo – spiega Cerantola – a partire dalle condizioni che si verificano durante l'accrescimento terrestre, caratterizzate da impatti di pianeti e di meteoriti, a quelle degli attuali contesti geodinamici, inclusi la subduzione e gli ambienti del mantello moderno. Primo obiettivo: capire come lo zolfo sia arrivato sulla Terra, simulando diversi tipi di impatti meteoritici o di collisioni di pianeti, per capire il loro effetto sui composti di zolfo, come i solfuri, i solfati o i solfiti.
"Utilizzeremo la tecnica di compressione dinamica – precisa il professore – con laser ad alta energia che simula le onde d’urto (shock waves) causate da questi eventi risalenti agli albori del Sistema Solare. Questi esperimenti vengono svolti in grandi sorgenti a raggi X che permettono di analizzare la struttura atomica ed elettronica di questi composti nel momento in cui succede l’impatto". Secondo: capire come lo zolfo possa avere influenzato la geochimica all’inizio della formazione planetaria, provocando reazioni chimiche che hanno generato i minerali odierni. "Utilizzeremo la tecnica di compressione statica attraverso la cella a incudine di diamante che comprime i campioni simulando le pressioni dei diversi strati del pianeta, in combinazione con laser che modificano la temperatura, ricreando le diverse ere geologiche del nostro pianeta", continua il responsabile del progetto.
Terzo e ultimo punto: la vita. «Altri studi, in ambito biologico, affermano che i composti di zolfo possano avere contribuito a donare energia ai composti monocellulari che si sono formati agli albori della vita, 3,7-3,8 miliardi di anni fa. Se noi provassimo che questi composti erano stabili alle condizioni di formazione del pianeta, e quindi ben prima dei 3,8 miliardi di anni, potremmo ipotizzare che la vita si sia formata molto prima di quanto si pensi ora".
Gli esperimenti verranno condotti allo European X-Ray Free-Electron Laser di Amburgo, in Germania, e al Sincrotone Europeo di Grenoble, in Francia. All’Università di Milano-Bicocca verrà condotta la preparazione dei campioni sperimentali e sarà utilizzata la piattaforma di microscopia per studi sui materiali post-esperimento. Grazie al finanziamento ERC verrà acquisito un FIB – Focused Ion Beam, uno strumento scientifico adatto a predisporre i campioni su scala micro- e nano-metrica e la loro analisi chimica dopo la manipolazione a condizioni estreme.
"Oltre ad affinare la nostra comprensione dell'interno della Terra, prevediamo che i risultati di S-Cape rivoluzioneranno la nostra prospettiva su come lo zolfo abbia plasmato l'evoluzione planetaria e su come possa favorire o limitare la potenziale abitabilità in tutto il Sistema Solare", conclude Valerio Cerantola.
"Il progetto “The Earth’s Deep Sulphur Cycle from Planetary Accretion to Present “ di Valerio Cerantola, che si situa alla frontiera della ricerca tra geologia, fisica e chimica, è concepito per indagare il ruolo del ciclo profondo dello zolfo nell'evoluzione geologica del nostro pianeta e nella formazione dei mattoni prebiotici della vita. Nell’esprimere a Valerio le mie più vive congratulazioni per il prestigioso riconoscimento ottenuto, auspico che il suo successo possa fornire alla comunità accademica del nostro Ateneo ulteriore stimolo a continuare a condurre ricerca scientifica di alta qualità con l’obiettivo di spostare in avanti la frontiera della conoscenza", afferma il prorettore alla Ricerca dell’Università di Milano-Bicocca, Leo Ferraris
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