Successo alla borsa internazionale del turismo...
Lai 'non siamo offesi, serve valutazione come in tutte le squadre'... 
Al Key 2026 “non presentiamo semplici prodotti, ma ragioniamo su come costruire insieme un percorso che, oltre ai benefici ambientali, garantisca competitività alle imprese e sicurezza energetica al sistema Paese.
Le rinnovabili permettono di sfruttare risorse naturali autoctone per produrre l’energia necessaria a un mercato sempre più elettrificato. Si tratta di un processo irrimandabile per garantire sicurezza a noi e alle generazioni future. Il nostro tessuto industriale ha bisogno di rimanere competitivo per affrontare con fiducia le sfide del mercato globale”. Lo ha detto Valerio Faccenda, Country Manager di Iberdrola Italia - Gruppo di riferimento nella transizione energetica - a ‘Key - The energy transition expo’, la manifestazione organizzata da Italian Exhibition Group (Ieg), dal 4 al 6 marzo alla Fiera di Rimini. (VIDEO[1])
Per Iberdrola, "partecipare a questa fiera significa vivere un momento di lavoro condiviso all'interno di una community in cui confrontarsi con gli altri player del settore. Un’occasione per incontrare partner, aziende e istituzioni, nella convinzione che la transizione energetica non si compia da soli, ma sia il frutto di uno sforzo congiunto e di una visione industriale e politica di lungo periodo”.
In un contesto di profonda trasformazione dei sistemi energetici, l'azienda porta in fiera la propria esperienza pluriennale. “Iberdrola si propone come partner affidabile attraverso soluzioni come i Ppa (Power purchase agreements) di lungo periodo - spiega Faccenda - strumenti stabili, sostenibili e competitivi che permettono alle industrie una pianificazione a 10-15 anni, rendendo fissa e prevedibile una delle voci di costo più rilevanti. Forti di un’esperienza di 125 anni mettiamo a disposizione competenze tecniche e finanziarie per accompagnare i clienti nella decarbonizzazione, perseguendo obiettivi che coniugano sostenibilità ambientale, solidità economica e sicurezza nazionale".

Sono passati esattamente 13 anni dalla morte di David Rossi: l’ex capo della comunicazione di Banca Monte dei Paschi morì il 6 marzo 2013. Una corona di alloro è stata deposta questa mattina sulla tomba nel cimitero senese del Laterino dai suoi familiari, anche alla presenza di una delegazione della commissione parlamentare d'inchiesta bis sulla morte di Rossi.
Oggi a Siena la presentazione della relazione intermedia che "esclude definitivamente l’ipotesi del suicidio e dalle risultanze si prende atto che si è trattato di un omicidio". Il documento è stato inviato alla Procura di Siena, che per la terza volta ha riaperto un'indagine, dopo le precedenti archiviazioni classificate come suicidio.
Legale della famiglia: "La Procura di Siena ha il dovere di indagare per omicidio"
"Oggi la Procura di Siena ha il dovere di iscrivere un fascicolo
per omicidio sul caso di David Rossi. Oggi non è il più il momento
di parlare su come è morto, ma ci si deve attivare per capire chi
lo ha ucciso. Ora mi aspetto che le indagini vengano affidate a
qualche polizia giudiziaria che non sia dell'ambiente senese". Lo
ha detto l’avvocato Paolo Pirani, legale della famiglia
Rossi, a Siena durante la presentazione della relazione
intermedia della Commissione parlamentare d’inchiesta bis.
Legale della vedova: "La Procura non può agire solo per atto dovuto"
"Desidero esprimere un sentito grazie per la lungimiranza e la tenacia con cui la commissione ha messo tutto in discussione per andare fino in fondo in questa vicenda. Non posso, invece, ringraziare la Procura di Siena. Le notizie che arrivano parlano di un'iscrizione a modello 45, ma per i componenti della famiglia è come tante altre iscrizioni che in questi lunghissimi anni ci sono state e che non hanno mai portato a indagati per omicidio, né hanno mai portato al riconoscimento di un reale contraddittorio rispetto alle istanze della famiglia". Lo ha detto l'avvocato Carmelo Miceli, legale della vedova di David Rossi, Antonella Tognazzi.
"Pretendiamo che l’istanza di riapertura per omicidio sia presa sul serio e venga valutata con un’iscrizione a modello 44. Chiediamo che il procuratore Andrea Boni non faccia come il precedente procuratore facente funzioni, Antonio Marini, che parlò di una apodittica insussistenza di elementi per l’apertura delle indagini. Per la fiducia che abbiamo nelle istituzioni, questa volta ci auguriamo che non si arrivi all'archiviazione", ha aggiunto Miceli.
"La prossima tappa è scoprire perché è stato ucciso. Ci sono diverse piste, noi non ne escludiamo nessuna: ora si deve scoprire perché e chi ha voluto che David morisse. Questa relazione intermedia è assolutamente una tappa, non è un traguardo". Così Carolina Orlandi, figlia dell’ex manager di Mps David Rossi.
"Questo è forse il primo anniversario in cui sentiamo le istituzioni dalla nostra parte - ha aggiunto Orlandi - Finora il dolore è stato doppio, perché ogni 6 marzo rappresenta il giorno in cui abbiamo perso David e anche il giorno in cui ogni volta ci ricordiamo che le istituzioni non sono state dalla nostra parte. Oggi finalmente sentiamo parlare di omicidio in un modo senza timori e soprattutto con delle prove scientifiche alla base, quindi per la prima volta ci sentiamo di nuovo con un po’ di speranza".
Lo scenario più credibile secondo il medico legale Robbi Manghi e il Tenente Colonnello del Ris di Roma Adolfo Gregori, consulenti della Commissione è che: "David Rossi fu picchiato, appeso nel vuoto e lasciato cadere". Per anni a sostenerlo sono stati solo i familiari di David Rossi e l’inchiesta della trasmissione 'Le Iene'. Oggi però a dirlo è il Parlamento italiano.
Rossi precipitò dalla finestra della sede centrale della banca il 6 marzo 2013, a Siena. La magistratura ha archiviato per due volte il caso come suicidio. Tuttavia, la Commissione parlamentare d’inchiesta che sta indagando sulla vicenda parla di alcune lesioni al volto ritenute incompatibili con la dinamica della caduta. I consulenti Robbi Manghi e Adolfo Gregori hanno infatti dichiarato che "quelle lesioni non sono, come affermato da vari medici legali, compatibili con la caduta" e che esse "... necessitano di un atto di forza", specificando che sono state "... causate da una pressione esterna sui fili antipiccione", indicando con precisione la loro origine, il davanzale della finestra di David Rossi. (IL VIDEO DELLA RICOSTRUZIONE[1])

Settimana del glaucoma dall'8 al 14 marzo, con parola d'ordine prevenzione. "E' una malattia spesso silenziosa nelle sue fasi iniziali: non dà sintomi evidenti e proprio per questo il glaucoma non può essere 'aspettato', ma deve essere cercato attivamente. L'approccio più efficace è quello di intercettare il rischio ogni volta che una persona entra in contatto con il sistema sanitario. Occorre quindi identificare i soggetti più esposti, come chi ha più di 40-50 anni, una familiarità per glaucoma, una miopia elevata, chi utilizza cortisonici per periodi prolungati - soprattutto in collirio - o ha avuto traumi oculari. Anche una pressione oculare già ai limiti superiori della norma, alcune patologie vascolari o respiratorie e la sospetta apnea del sonno possono rappresentare campanelli d'allarme. In presenza di questi fattori è fondamentale indirizzare il paziente a una valutazione oculistica mirata, che includa la misurazione della pressione oculare, l'esame del nervo ottico, l'Oct delle fibre nervose retiniche e della macula, il campo visivo e, quando indicato, pachimetria e gonioscopia, secondo quanto raccomandato dalle linee guida internazionali". Lo spiega all'Adnkronos Salute Francesco Oddone, responsabile dell'Unità di ricerca Glaucoma e dell'Uos Glaucoma e integrazione ospedale territorio della Fondazione G.B. Bietti per lo studio e la ricerca in oftalmologia di Roma.
In occasione della Settimana del glaucoma, Iapb Italia Ets - Fondazione Sezione italiana dell'Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità e Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti (Uici) organizzano e promuovono in circa 80 città italiane controlli oculistici gratuiti, utili a determinare possibili fattori di rischio (l'elenco delle città coinvolte è consultabile sul sito www.settimanaglaucoma.it). Durante tutto l'anno, dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13, Iapb Italia Ets offre un servizio gratuito di consultazione oculistica telefonica al numero verde 800.068.506. Non solo sul glaucoma, ma su qualsiasi problema relativo agli occhi.
L'opera di sensibilizzazione e di prevenzione sul glaucoma non può non vedere coinvolti anche i medici di famiglia. E' così? "L'obiettivo non è trasformare il medico di medicina generale in uno specialista oculista - risponde Oddone - ma fornirgli strumenti semplici e facilmente integrabili nella pratica quotidiana per individuare precocemente i soggetti a rischio. E' utile, ad esempio, integrare nella routine una breve checklist mentale che tenga conto di età, familiarità, uso di steroidi e condizioni oculari predisponenti. Particolare attenzione va riservata ai pazienti in terapia cortisonica cronica, che dovrebbero essere indirizzati a controlli oculistici periodici. Al tempo stesso - aggiunge - è importante definire percorsi di invio chiari e rapidi verso i centri specialistici, con criteri di priorità ben condivisi nei casi di sospetto glaucoma o pressione oculare elevata. La formazione continua, attraverso incontri mirati, audit clinici e momenti Ecm pratici basati su casi reali rappresenta uno strumento essenziale", evidenzia lo specialista. "Questo lavoro è ancora più rilevante in un contesto in cui, per ragioni economiche o per le liste d'attesa, molte persone tendono a rinunciare alle visite: se il primo filtro territoriale non intercetta il rischio, il paziente rischia di arrivare tardi alla diagnosi".
'La ricerca si concentra sempre più sui meccanismi biologici della malattia e sull'individuazione di biomarcatori'
Come Fondazione Bietti, che azione svolgete nella prevenzione e cura del glaucoma? "In qualità di Irccs, operiamo su un doppio fronte strettamente integrato - illustra Oddone - Da un lato vi è l'attività clinica dedicata al glaucoma, con percorsi strutturati di diagnosi, presa in carico e follow-up che includono terapie mediche, trattamenti laser e soluzioni chirurgiche personalizzate in base alla fase e alle caratteristiche della malattia. Dall'altro lato vi è un impegno costante nella prevenzione concreta, attraverso iniziative di informazione rivolte alla popolazione, campagne di sensibilizzazione sui fattori di rischio e collaborazioni con il territorio per facilitare l'accesso ai controlli. L'integrazione tra ospedale e territorio rappresenta un elemento centrale per garantire continuità assistenziale e intercettare precocemente i casi sospetti".
Quali le nuove linee di ricerca e le novità scientifiche e terapeutiche? "Le principali direttrici di sviluppo - riferisce l'esperto - riguardano innanzitutto il miglioramento della diagnosi precoce e dell'accessibilità ai controlli, anche grazie all'utilizzo di strumenti digitali e di intelligenza artificiale che possono supportare lo screening e l'identificazione dei soggetti a rischio. Parallelamente, la ricerca si concentra sempre più sui meccanismi biologici della malattia e sull'individuazione di biomarcatori in grado di predire la progressione, aprendo la strada a terapie più mirate. Sul piano terapeutico, si punta a strategie più sostenibili nella pratica quotidiana, con regimi farmacologici semplificati per favorire l'aderenza, un uso sempre più consapevole del laser - come la trabeculoplastica selettiva - e approcci chirurgici personalizzati, guidati dalle evidenze scientifiche più aggiornate".
Quanto all'aumento del consumo di farmaci anti-glaucoma, "può riflettere una maggiore capacità diagnostica e una più ampia presa in carico, ma la vera sfida resta anticipare la malattia: intercettare prima i soggetti a rischio, ridurre le barriere di accesso e accompagnare il paziente lungo tutto il percorso di cura con modelli organizzativi semplici, efficaci e misurabili nel tempo", conclude Oddone.

Le coperture vaccinali contro il meningococco B restano al di sotto degli obiettivi fissati dal Piano nazionale di prevenzione vaccinale. "Oltre al picco di infezione al di sotto dell'anno, esiste un secondo picco di incidenza di questa infezione nell'adolescente e nel giovane adulto. Secondo gli ultimi dati di sorveglianza, l'80-90% dei casi di meningite meningococcica, in questa fascia, è determinato proprio dal sierogruppo B. Spesso si effettua il vaccino tetravalente per altri sierogruppi, ma resta scoperto quello B che", paradossalmente, "è però il più rappresentato". Lo spiega Martino Barretta, responsabile coordinatore Area vaccini e immunizzazioni di Fimp-Federazione italiana medici pediatri, alla vigilia dell'evento 'Vaccinando su e giù', organizzato per il 7 marzo da Fimp a Taranto, che si inserisce all'interno degli incontri formativi realizzati in tutta Italia per clinici e specialisti, dedicati alla prevenzione vaccinale in età pediatrica e adolescenziale.
La meningite meningococcica, sottolinea Barretta, non è "una malattia frequentissima, ma le conseguenze possono essere drammatiche: la mortalità è del 10-15% e nel 30% dei casi si possono avere esiti invalidanti molto gravi". L'infezione si può prevenire con "un vaccino sicuro ed efficace, come evidenziato da numerosi studi". Eppure la copertura resta insufficiente. "Gli standard indicano che dovremmo superare il 90%. Purtroppo siamo circa 10 punti sotto, intorno all'80%. Significa che ogni pediatra di famiglia ha mediamente 20 bambini su 100 non protetti contro il meningococco B, una malattia grave, con conseguenze potenzialmente molto serie", ribadisce lo specialista. Alla criticità generale si aggiungono forti disomogeneità territoriali. "Ci sono differenze regionali molto importanti - afferma Barretta - Si passa dal 50% della Campania a poco più del 90% della Lombardia. Sono gap che devono essere assolutamente colmati". Inoltre, "non tutte le Regioni offrono gratuitamente e attivamente il vaccino contro il meningococco B agli adolescenti. Alcune lo hanno introdotto da anni, altre solo recentemente, ma ce ne sono ancora diverse che non lo offrono".
A pesare è anche la percezione delle famiglie: "Molti bambini - osserva l'esperto - hanno effettuato i vaccini obbligatori, ma non quello contro il meningococco B che è fortemente raccomandato, ma non obbligatorio. Dobbiamo ridurre questo gap di consapevolezza". Per affrontare queste criticità, la Fimp ha avviato dei progetti formativi come 'Vaccinando su e giù', dedicato agli specialisti, ma anche 'Un saluto in salute', una sorta di passaporto vaccinale da consegnare al momento del passaggio al medico di medicina generale.
"Ogni anno organizziamo un'iniziativa itinerante, andando anche nelle province più piccole, per discutere di vaccinazioni e del ruolo del pediatra nella promozione vaccinale", illustra Barretta descrivendo il progetto 'Vaccinando su e giù', per "essere pronti a dare risposte chiare ai genitori, spiegando l'importanza non solo dei vaccini obbligatori, ma anche di quelli raccomandati". Oltre alla formazione, i pediatri puntano a rendere più efficace il percorso vaccinale: "Durante ogni visita, soprattutto nei bilanci di salute, verifichiamo lo stato vaccinale. Stiamo lavorando anche con strumenti digitali per la chiamata attiva, così da informare le famiglie sulle vaccinazioni mancanti". Ma il passo ulteriore è la somministrazione diretta: "Con il 'Venerdì del vaccinando' formiamo i pediatri che vogliono vaccinare direttamente nel proprio ambulatorio. Accorciare la filiera significa fare counseling e, quando possibile, somministrare il vaccino nello stesso momento".
Accanto alla formazione, è nato anche un progetto dedicato specificamente all'adolescenza, 'Un saluto in salute'. "E' un percorso di tutela globale della salute dell’adolescente - lo definisce lo specialista - Attraverso bilanci di salute e visite dedicate valutiamo lo stato complessivo e soprattutto quello vaccinale: meningiti, Papillomavirus e richiami previsti dal Piano nazionale". L’obiettivo è consegnare simbolicamente un 'passaporto di salute' per "proteggere il futuro dei nostri adolescenti da malattie gravi prevenibili con vaccini sicuri ed efficaci".
Il progetto si inserisce nel delicato momento del passaggio dal pediatra al medico di medicina generale, che "generalmente avviene dopo i 14 anni, ma nella maggior parte delle regioni è possibile restare fino ai 16 - ricorda l’esperto - Stiamo lavorando per arrivare fino ai 18 anni, perché l'adolescenza è una fase critica che merita un'attenzione specifica. Creiamo un passaporto di counseling, ma puntiamo anche alla somministrazione diretta - conclude Barretta - Nel nostro ambulatorio c'è fiducia, c'è prossimità e possiamo usare un linguaggio adatto a ogni adolescente. E questo fa davvero la differenza".
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Kate Middleton ha infranto il protocollo reale e a piedi nudi, rispettando le usanze del tempio indù, si è unita alla danza Garba al tempio Shreeji Dham Haveli a Leicester per la festa di Holi. ''I miei figli lo avrebbero adorato'', ha commentato la principessa Kate, che per l'occasione ha indossato un raffinato abito Jamie di Polo Ralph Lauren adornato con una sciarpa di seta gialla. Al suo arrivo la principessa ha ricevuto una ghirlanda di fiori e un caloroso benvenuto nelle East Midlands, con balli, clacson e una folla accorsa per stringerle la mano in occasione la festa indiana dei colori, dell'amore e della primavera.
Durante la visita, Kate ha rivelato la sua passione per la cucina indiana, dichiarando di amare "coriandolo e peperoncino verde". Un gruppo di ballerini di Bollywood si è esibito in una coreografia per lei, donandole una rosa da tenere in mano.
Al suo arrivo al Belgrave Neighbourhood Centre, Kate è stata presentata ad Aakash Odedra, coreografo pluripremiato, ballerino di Bollywood che nel 2011 ha fondato la Aakash Odedra Company a Leicester per creare "una società più felice e sana attraverso la danza e le arti". L'anno scorso, la compagnia di danza si è unita a Move Against Cancer per offrire lezioni di movimento di Bollywood a chi si stava riprendendo dal cancro.
Dopo aver assistito alla sua prima esibizione di Bollywood, la principessa è stata condotta in una sala da ballo illuminata da candele dove si è esibito Odedra in 'Songs of the Bulbul'. Si tratta dell'interpretazione di un'antica storia sufi che racconta di un uccello canterino catturato, o bulbul, che canta prima di morire di disperazione. Kate sembrava ipnotizzata mentre cerchi rossi di coriandoli cadevano dal soffitto e Odedra si esibiva in un assolo di danza. "E' stato così commovente. Straordinario", ha detto Kate.
La principessa, indossando ancora la ghirlanda, ha poi visitato Ladlees, un negozio di sari a conduzione familiare. Kate ha aggiunto che è stato bello tornare in città in "circostanze più felici", poiché la sua ultima visita è avvenuta con il principe William nel 2018, quando hanno reso omaggio alle vittime di un incidente in elicottero in cui hanno perso la vita cinque persone, tra cui Vichai Srivaddhanaprabha, presidente della squadra di calcio del Leicester City.

Da domani sabato 7 marzo, vigilia della Giornata internazionale della donna, Roma potrà contare su una nuova Breast Unit. E' il progetto avviato dal Centro diagnostico Ostiense, con il supporto dell'ospedale San Giovanni Addolorata, con l'obiettivo di offrire alle donne un percorso dedicato, completo e altamente specialistico per la salute del seno. "Un percorso che - sottolineano dalla struttura poliambulatoriale capitolina - richiede non solo precisione clinica, ma una visione d'insieme che metta al centro la persona nella sua interezza".
Nel 2025 in Italia si sono registrati 55.900 nuovi casi di tumore alla mammella (erano 53.600 nel 2024), il tumore più diffuso tra le donne (prima del polmone e del colon-retto). Con la prevenzione si aumentano le probabilità di remissione e si allungano i tempi di sopravvivenza (88% a 5 anni dalla diagnosi). La Breast Unit del Centro diagnostico Ostiense - spiega una nota - nasce per essere un punto di riferimento per le donne: un luogo dove tecnologia avanzata (che può contare su un sofisticato mammografo 3D con tomosintesi e guida stereotassica con modulo Affirm), competenza multidisciplinare e accoglienza si fondono in un servizio realmente dedicato, per assicurare la centralità della paziente. In caso di diagnosi di carcinoma la paziente può essere seguita direttamente presso la sala operatoria del Centro diagnostico Ostiense, dotata di attrezzature di ultima generazione e standard elevatissimi di comfort e sicurezza, oppure - qualora non potesse accedere ai servizi privati - può proseguire il percorso dedicato presso il San Giovanni Addolorata, garantendo continuità assistenziale.
La Breast Unit sarà guidata da Lucio Fortunato, chirurgo senologo e oncologo, insieme ai chirurghi senologi Alessio Merendoni e Gianmarco Piccolino. L'équipe conta sui radiologi senologi del Centro diagnostico Ostiense Andrea Porfiri, Federica Cicciarelli, Chiara De Nardo, Giuliana Moffa, Francesca Laghi, Basilio Lippi. L'unità comprende il responsabile della Diagnostica per Immagini, Federico Maspes, e la genetista Juliette Farro, per una valutazione del rischio oncogenetico e un inquadramento personalizzato. Il Centro diagnostico Ostiense opera da 30 anni a Roma, con oltre 200 medici specialisti in 40 aree mediche e chirurgiche, in una sede con una superficie di 5.000 metri quadrati. Nel 2025 ha registrato oltre 10mila pazienti.
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La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha deciso di stringere le briglie ai suoi 26 commissari, mettendoli 'sotto tutela' nei periodi di campagna elettorale nei rispettivi Stati membri. La Standpauke, la 'ramanzina', della presidente è andata in scena nella riunione del collegio tenutasi nel pomeriggio del 10 febbraio scorso a Strasburgo, a quanto risulta dal verbale della riunione, consultato dall'Adnkronos.
Von der Leyen ha ricordato al collegio che i trattati stabiliscono che i membri della Commissione devono essere "completamente indipendenti" e che non devono "chiedere né accettare" istruzioni da "alcun governo o altra istituzione, organo, ufficio o entità". Nello stesso tempo, in base al codice di condotta, i commissari hanno la responsabilità di "mantenere" i contatti politici con gli Stati membri, con i partiti politici e le amministrazioni nazionali.
In questo contesto, la presidente ha richiamato l'attenzione sulla "particolare sensibilità politica" dei periodi elettorali e sull'"obbligo" dei membri del collegio di chiedere il suo consenso e di attendere la sua "approvazione scritta", se intendono partecipare alle elezioni nazionali.
Su richiesta della presidente von der Leyen, la segretaria generale Ilze Juhansone ha sottolineato che negli orientamenti per la partecipazione dei membri della Commissione Europea alle campagne elettorali a livello di Stato membro vengono stabilite norme specifiche.
Le norme riguardano due situazioni, vale a dire la partecipazione attiva e non attiva dei membri del collegio alle campagne elettorali negli Stati membri in cui sono affiliati a partiti politici nazionali. In entrambi i casi, ha ricordato la segretaria generale su richiesta di von der Leyen, le norme impongono ai membri del collegio di informare "immediatamente" la presidente della loro intenzione di partecipare a queste campagne.
Si possono verificare, ha ricordato Juhansone, molte altre situazioni, dato che i membri del collegio si recano "regolarmente" negli Stati membri e le elezioni si tengono "sempre" in qualche parte d'Europa, a livello locale, regionale o nazionale. Durante i viaggi negli Stati membri, dunque, i membri del collegio, è stato loro ricordato, devono "tenere conto delle sensibilità politiche e dell'opinione pubblica", perché non venga percepito che stanno "interferendo" con le elezioni nazionali.
Mentre si promuovono le priorità e i valori comuni europei, ha continuato la segretaria generale, questo significa prestare "particolare attenzione" a incontrare le parti di "tutto lo spettro politico", a "concentrare" gli interventi su questioni e iniziative relative al portafoglio e a "tenere conto della possibile percezione di parzialità, nell'ambito delle conferenze stampa".
Il verbale non riporta alcuna reazione da parte dei membri del collegio a questa 'ramanzina', né chiarisce quale sia stato l'episodio che ha indotto von der Leyen a ricordare ai commissari che ha scelto quali sono gli obblighi che si sono assunti, quando hanno accettato di rappresentare l'interesse europeo.
Non si può escludere, tuttavia, che il pensiero di qualcuno di loro sia silenziosamente corso alla metà di gennaio del 2025, quando la presidente si recò a Berlino per partecipare ad un summit dei leader del Ppe, con la partecipazione di Friedrich Merz, che allora era candidato cancelliere. Venne poi eletto il mese successivo. Un gesto, quello di von der Leyen, che valse più di mille parole: la presidente era reduce da una grave polmonite. Quella fu la sua prima apparizione pubblica, dopo che all'inizio dell'anno, come emerse in seguito, era stata costretto al ricovero in ospedale per una settimana. (di Tommaso Gallavotti)
"David Rossi fu picchiato, appeso nel vuoto e lasciato cadere", è questo lo scenario più credibile secondo il medico legale Robbi Manghi e il Tenente Colonnello del Ris di Roma Adolfo Gregori, consulenti della Commissione parlamentare di inchiesta. Per anni a sostenerlo sono stati solo i familiari di David Rossi e l’inchiesta della trasmissione 'Le Iene'. Oggi però a dirlo è il Parlamento italiano.
Rossi precipitò dalla finestra della sede centrale della banca il 6 marzo 2013, a Siena. La magistratura ha archiviato per due volte il caso come suicidio. Tuttavia, la Commissione parlamentare d’inchiesta che sta indagando sulla vicenda parla di alcune lesioni al volto ritenute incompatibili con la dinamica della caduta. I consulenti Robbi Manghi e Adolfo Gregori hanno infatti dichiarato che "quelle lesioni non sono, come affermato da vari medici legali, compatibili con la caduta" e che esse "... necessitano di un atto di forza", specificando che sono state "... causate da una pressione esterna sui fili antipiccione", indicando con precisione la loro origine, il davanzale della finestra di David Rossi.
Per spiegare cosa sarebbe accaduto davvero, la commissione parlamentare d’inchiesta ha realizzato una ricostruzione tridimensionale: un modello 3D – il cui video viene mostrato in esclusiva nella trasmissione di Italia 1 – che descrive la sequenza dei fatti prima della caduta ricostruita secondo le misurazioni del colonnello del Ris Gregori e l’analisi del medico legale Robbi Manghi. Nelle immagini viene presentata la "Ricostruzione Digitale della Perizia del Dott. Robbi Manghi", consulente della Commissione.
La scena è ambientata nell’ufficio del manager. Nella ricostruzione realizzata con l’ausilio dell’intelligenza artificiale si vede David Rossi seduto alla scrivania mentre discute con due persone. A un certo punto uno dei due si alza e lo aggredisce: prima lo afferra per un braccio e glielo torce, provocando un’iperestensione del gomito e la frattura del capitello radiale del braccio sinistro. Questa lesione è stata individuata per la prima volta dopo 13 anni dalla perizia del medico legale Robbi Manghi, incaricato dalla Commissione parlamentare d’inchiesta.
Nelle immagini si osserva inoltre come la fede indossata dall’aggressore possa aver lasciato le tracce d’oro rinvenute sul polso e sulla cassa dell’orologio del manager senese, rimaste finora senza spiegazione. Successivamente l’aggressore spinge David verso la finestra, facendo sì che il suo volto urti contro il filo metallico antipiccione presente sul davanzale. L’impatto provoca escoriazioni allineate su labbra, naso e fronte, oltre a un’ulteriore ferita sulla tempia destra, causata dalla molla metallica che fissa il filo antipiccione al muro.
Influenza, il bilancio della stagione: "Simile alle due precedenti, con variante K picco anticipato"

"La stagione" influenzale "di quest'anno si avvia a essere di intensità paragonabile alle due precedenti, anche se per alcune settimane avremo ancora un numero significativo di casi soprattutto tra i più piccoli". Lo comunica Anna Teresa Palamara, a capo del Dipartimento di Malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità che oggi ha pubblicato l'aggiornamento della sorveglianza RespiVirNet sulle infezioni respiratorie acute.
"Bisogna tenere però conto del fatto - sottolinea Palamara - che il cambiamento della definizione di caso, che ha portato a includere più infezioni nel conteggio, rende difficile confrontare l'incidenza settimanale". "Dal punto di vista virologico l'emergere del subclade K del ceppo" influenzale "H3N2, la cosiddetta 'variante K', ha probabilmente portato a un anticipo del picco, come avvenuto in altri Paesi europei, ma al momento non sono emersi segnali che abbia avuto un effetto anche sulla gravità dei sintomi". Il fatto che l'influenza 2025-2026 non sia stata più grav "lo dimostrano ad esempio i dati del flusso ospedaliero, dove non si è mai registrata una netta preponderanza di ricoveri per questa variante".
"In generale - evidenzia Palamara - anche per questa stagione si conferma la validità delle raccomandazioni sulla vaccinazione, con la maggior parte dei casi di influenza grave e complicata che ha riguardato persone non vaccinate, come provato anche dai primi studi appena pubblicati".
"L'efficacia del vaccino antinfluenzale utilizzato in questa stagione è stata più alta di quanto atteso e i dati confermano la validità delle raccomandazioni sulla vaccinazione nelle popolazioni per cui è prevista", afferma l'Iss, in base alla "conclusione a cui sono arrivati 9 studi preliminari condotti dai ricercatori dell'European Ive Group, di cui fa parte anche l'Iss, i cui risultati sono stati pubblicati su 'Eurosurveillance'". Scrivono gli autori: "In una stagione dominata dall'influenza A(H3N2) i risultati dei 9 studi europei indicano un'efficacia da bassa a moderata, con l'immunizzazione che ha prevenuto da un terzo a metà degli effetti dell'infezione tra le persone vaccinate. L'efficacia in generale è risultata più alta nei bambini che negli adulti".
"Le ricerche, i cui risultati sono stati utilizzati per la formulazione del vaccino per la prossima stagione - spiega l'Iss - hanno analizzato complessivamente i dati di 16 Paesi europei. In alcuni di questi, Italia compresa, la stagione è iniziata precocemente, con i virus del ceppo A che sono risultati predominanti, con la cosiddetta 'variante K' che è risultata la più rappresentata". Nel paper su Eurosurveillance si sottolinea che "questa variante è molto diversa dal virus incluso nel vaccino, e questo poteva far pensare alla possibilità che potesse aggirare la protezione immunitaria". Invece, evidenzia l'Iss, "i valori di efficacia trovati dagli studi sono stati invece paragonabili a quelli delle stagioni passate".
Associazione, 'avviate indagini su possibili rincari speculativi'...
Sistema centralizzato per ottimizzare flusso farmaci e dispositivi
medici... 
Esordio a Indian Wells per Lorenzo Musetti, Matteo Berrettini e Jasmine Paolini. Oggi, venerdì 6 marzo, i tennisti azzurri scendono in campo nel secondo turno del Masters 1000 americano che nella notte italiana vedrà anche il debutto di Jannik Sinner.
Per Berrettini, in realtà, non si tratta della prima partita disputata nel torneo. Il tennista romano arriva infatti alla sfida dopo aver battuto il francese Adrian Mannarino nel primo turno in tre set ed è atteso dal super match con Alexander Zverev, mentre Musetti incontrerà Marton Fucsovics. Nel tabellone femminile invece Paolini se la vedrà con Anastasija Potapova.
Musetti, Berrettini e Paolini a Indian Wells: gli orari
Ad aprire il programma della giornata di oggi, venerdì 6 marzo, sarà Berrettini, che affronterà Zverev alle 20 ora italiana. Musetti invece è programmato come seconda partita a partire proprio dalle 20 e non dovrebbe giocare prima delle 21.30, mentre Paolini sarà la terza sfida a partire dalla stessa ora. Difficile scenda in campo prima delle 23.
Musetti, Berrettini e Paolini a Indian Wells: dove vederli in tv
Le partite di Musetti, Berrettini e Paolini a Indian Wells, come tutte le altre partite del Masters 1000 americano, saranno trasmesse in diretta televisiva e in esclusiva sui canali SkySport. I match si potranno seguire anche in streaming sull'app SkyGo e su NOW.
Un gesto di vicinanza a bimbi più fragili e loro famiglie da Inner
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