(Adnkronos) - Nessun '6' né '5+1' al concorso di oggi, venerdì 20 giugno, del SuperEnalotto. Centrati, invece, tre '5' che vincono 41.402,50 euro ciascuno. Il jackpot per il prossimo concorso sale a 16.4 milioni di euro.
La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi.
La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata.
Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima:
- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro;
- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro;
- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro;
- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro;
- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro.
E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni.
Estratta la combinazione vincente del concorso di oggi del SuperEnalotto: 34, 67, 76, 77, 86, 90. Jolly: 40. SuperStar: 43.
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(Adnkronos) - Un terremoto di magnitudo 5,1 ha scosso oggi, venerdì 20 giugno, l'Iran settentrionale. Lo ha riferito l'Us Geological Survey, specificando che l'epicentro è stato a una profondità di 10 chilometri, a circa 37 chilometri a sud-ovest della città di Semnan. Il sisma, che secondo l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, è stato invece di magnitudo 5.2.
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(Adnkronos) - Arbitri come pubblici ufficiali per contrastare le violenze contro i fischietti. Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge che mira a estendere agli arbitri lo stesso livello di protezione che il diritto penale assicura agli agenti di polizia, inserendo, quindi, all’interno del Codice penale l’impianto sanzionatorio già previsto dalla legge 401 del 1989. La svolta consente di rispondere alle esigenze dei vergognosi episodi che vedono troppo spesso i direttori di gara subire ignobili aggressioni durante lo svolgimento delle manifestazioni sportive.
"Sto provando una grande gioia ed emozione per l’approvazione di questa legge storica. La tutela degli arbitri entra finalmente nel codice penale ed è il frutto di mesi di lavoro e di incontri con i quali abbiamo portato all’attenzione politica e mediatica questa emergenza sociale", dice il presidente dell'Aia Antonio Zappi commentando il via libera oggi in consiglio dei ministri del decreto legge sport.
"Ringrazio ovviamente il ministro Abodi, il Governo ma anche tutti coloro che, da tutti gli schieramenti, hanno sostenuto questa grande battaglia di civiltà. Insieme alle misure repressive la violenza dovrà tuttavia essere ancora combattuta anche con misure culturali e progetti formativi che, unitamente a tutte le componenti federali che hanno a cuore la tutela dei nostri ragazzi e anche con il nuovo Osservatorio antiviolenza della Figc, l’Aia sicuramente metterà in campo", conclude Zappi.
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(Adnkronos) - "Il mondo è cambiato" e "anche la Nato deve adeguarsi a questo cambiamento, evolvere per continuare a garantire pace e mutua difesa: e deve farlo iniziando a parlare con il sud del mondo". E' il richiamo che arriva dal ministro della Difesa Guido Crosetto nell'intervento all’Università degli Studi di Padova in occasione del convegno 'La ricerca di nuove sicurezze: la difesa nazionale e la pace, fra incertezze Ue ed egemonia Usa' e riportato sul profilo X del ministero della Difesa.
"Garantire sicurezza significa avere il coraggio di pensare anche all’impensabile. Ogni giorno. È una responsabilità gravosa, ma essenziale, che riguarda ciascuno di noi - avverte Crosetto -. È coesione sociale, fiducia nelle Istituzioni, leadership capace e lungimirante. È stabilità".
"Il mondo è cambiato - continua il ministro - ma temo che molti non se ne siano accorti. Anche la Nato deve adeguarsi a questo cambiamento, evolvere per continuare garantire pace e mutua difesa: e deve farlo iniziando a parlare con il sud del mondo. Siamo passati da un mondo in cui contavano i valori a un mondo in cui conta il valore economico. Siamo passati dall'epoca delle grandi democrazie, delle conquiste sociali, all'epoca delle grandi potenze e non ce ne siamo accorti. In questo cambiamento noi abbiamo un dovere: che è quello di presidiare le conquiste di migliaia di anni che ci hanno portato a codificare un diritto internazionale".
"Oggi il potere si misura con nuovi strumenti - conclude - : chi guida la tecnologia guida il mondo. La sicurezza passa dal controllo delle risorse strategiche, dalle catene di approvvigionamento. Siamo nel cuore di una rivoluzione: il Digital Order, che sta riscrivendo gli equilibri globali, i modelli di sviluppo, perfino la nostra idea di sovranità. L’Europa non può permettersi di restare alla finestra. Servono visione, volontà e investimenti concreti in ricerca e innovazione. Le minacce oggi hanno nuove forme. L’intelligenza artificiale e il quantum computing sono sempre più strumenti di potere. Proprio per questo servono menti preparate, risorse e visione. Preservare il nostro patrimonio di idee, conoscenza, cultura, valori, identità è oggi - più che mai - una missione di sicurezza nazionale".
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(Adnkronos) - Conclusa la sosta per il pranzo a Pontedera, durante la quale gli equipaggi hanno avuto modo di rifocillarsi dopo i 240 chilometri percorsi in mattinata, le vetture hanno cominciato ad incolonnarsi per il Controllo Orario di ripartenza posizionato sul ponte di Via Vittorio Veneto. Il convoglio si è poi congedato dalla città dellaPiaggio con un Controllo Timbro nel centro cittadino.
Proseguendo in direzione della costa livornese, in località Valle Benedetta, si è tenuta l’ottava Prova di Media di quest’edizione, dopodiché, qualche chilometro più avanti, gli equipaggi hanno fatto finalmente il loro ingresso nell’Accademia Navale di Livorno, all’interno della quale la più alta carica della Marina Militare, il Capo di Stato Maggiore Ammiraglio Emilio Credendino, per l’occasione al volante di una Fiat 1100 Monviso del 1947, ha accolto l’arrivo delle auto. La serie di Prove Cronometrate svolta all’interno dell’Accademia decreterà il vincitore del Trofeo Marina Militare alla 1000 Miglia 2025.
La classifica aggiornata alla Prova Cronometrata 115 conferma Vesco-Salvinelli in testa con la loro Alfa Romeo 6C 1750 Ss, mentre Erejomovich-Llanos (Alfa Romeo 6C 1500 Ss), rimasti saldamente in seconda posizione fino ad ora, hanno lasciato il posto ai connazionali Tonconogy-Ruffini, in gara su una 6C 1750 Gs Spider. Il convoglio si è poi spostato nel cuore della Versilia: a Viareggio, lungo Viale dei Tigli, si sono svolte altre 5 Prove Cronometrate, alle quali ha fatto seguito un Controllo Orario a ridosso della spiaggia. Risalendo il litorale tirrenico, non potevano mancare i passaggi dai centri cittadini di Pietrasanta e Forte dei Marmi. Con lo scendere della sera, in memoria delle gesta eroiche dei piloti del passato, gli equipaggi si avventureranno fra i tornanti del Passo della Cisa, sul quale li attenderanno una serie di 10 Prove Cronometrate e l’ultima Prova di Media dell’edizione 2025 della 1000 Miglia. Scesi dalla Cisa, il convoglio farà il suo ingresso a Parma dallo Stradone Martori della Libertà, per giungere infine in Piazza Giuseppe Garibaldi per il Controllo Orario di fine tappa.
Leggi tutto: 1000 miglia, rotta su Parma dopo accademia navale Livorno
(Adnkronos) - "Tutta l'Ucraina è nostra, in questo senso". Quale senso? Il presidente russo Vladimir Putin, davanti alla platea del Forum economico internazionale di San Pietroburgo, si esprime sull'identità tra il popolo russo e quello ucraino. "State parlando delle regioni dell'Ucraina che consideriamo nostre. L'ho detto molte volte. Ho già detto che considero il popolo russo e quello ucraino un unico popolo. In questo senso, tutta l’Ucraina è nostra", le parole del leader del Cremlino, che rispolvera una frase utilizzata più volte: "Ovunque si posi il piede del soldato russo, quella è terra nostra".
Putin fa riferimento al conflitto in Ucraina come a "una tragedia provocata dall'Occidente. Ci sono state 6 ondate di espansione della Nato verso est da quando alla Russia è stato promesso che l'alleanza non si sarebbe estesa". Il presidente russo, a parole, non mette in discussione il diritto dell'Ucraina a esistere: "La Russia non ha mai messo in discussione il diritto dell'Ucraina all'indipendenza. Ma l'Ucraina era stata dichiarata uno stato neutrale".
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(Adnkronos) - "L'impegno di essere una biofarmaceutica fortemente focalizzata su ricerca e innovazione si è tradotto nel 2024 nello stanziamento di circa 13 miliardi di dollari in ricerca e sviluppo. Nei primi mesi del 2025 abbiamo ulteriormente potenziato i nostri sforzi grazie a nuove partnership e acquisizioni che hanno rafforzato la nostra pipeline". Lo ha detto Caterina Golotta, direttore medico di AbbVie Italia, alla prima giornata di lavori dell'evento Free2Choose, organizzato dall'azienda a Milano e nato con 'obiettivo di approfondire la conoscenza inerente le principali criticità nella gestione delle malattie infiammatorie croniche intestinali (Mici- Ibd, in inglese) e di esplorare nuove opportunità terapeutiche in grado di migliorare gli outcome clinici del paziente affetto da tali patologie.
"La ricerca clinica è soltanto una parte del nostro impegno - spiega Golotta - poiché siamo anche focalizzati sulla real world evidence, che è una componente fondamentale per conoscere meglio le necessità non soddisfatte dei pazienti, utile per studiare l'efficacia e la sicurezza, dei nostri farmaci nella pratica clinica. Accanto a questo abbiamo diversi progetti di collaborazione con altri importanti interlocutori, come le associazioni dei pazienti. AbbVie - conclude - è impegnata in diverse iniziative di sensibilizzazione e di miglioramento della conoscenza delle Mici, ma anche in attività di comunicazione che danno voce ai pazienti per favorire la diagnosi precoce e anche dei percorsi terapeutici più efficienti".
Leggi tutto: Farmaceutica, Golotta (AbbVie): "13 mld di dollari in ricerca e sviluppo nel 2024"
(Adnkronos) - Ridurre il danno da fumo resta un obiettivo non semplice da raggiungere. A fare il punto sull’efficacia della Convenzione quadro per la lotta al tabacco (Fctc) dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), il trattato internazionale per la salute pubblica, a vent’anni dalla sua entrata in vigore (2005), sono gli esperti presenti al Global Forum on Nicotine (Gfn), il convegno internazionale, in svolgimento a Varsavia, che riunisce esperti di tutto il mondo per confrontarsi sul ruolo dei prodotti contenenti nicotina nell'aiutare i fumatori ad abbandonare le sigarette tradizionali.
"Quando si considera il successo di qualsiasi trattato, i 3 aspetti fondamentali da considerare sono: l’efficacia giuridica, l’efficacia politica e l’efficacia oggettiva ed effettiva", afferma Jeannie Cameron, fondatore e amministratore delegato di Jcic International Consultancy, specializzata nella difesa delle policy di riduzione del danno da tabacco. "Si potrebbe dire che questo trattato ha certamente adempiuto ai suoi obblighi legali - riflette Cameron - Nel primo anno di apertura dei negoziati, 168 paesi hanno firmato e ratificato o aderito. Sull'efficacia politica, si potrebbe dire che la maggior parte dei paesi ha agito in termini di divieti di pubblicità, divieti di fumo in pubblico, imballaggio ed etichettatura e tassazione. Ma sono tutte cose che non hanno influito sugli aspetti di riduzione del danno".
"L’Fctc afferma di voler controllare non solo il fumo di tabacco ma anche tutte le alternative che potrebbero offrire alternative per i fumatori", evidenzia David Khayat, professore di Medicina e Medico Oncologo presso la Clinica Bizet di Parigi. Per Derek Yach, esperto di policy di salute pubblica globale ed ex presidente della Fondazione Smoke-Free World, l’applicabilità di un trattato come l’Fctc dipende anche dal Paese al quale si rivolge. "Il pensiero e l'intento del trattato erano grandiosi ma dove non ci sono risorse, competenze, volontà politica e capacità organizzative, si può fare davvero poco - sottolinea - C’è un divario tra i paesi a reddito medio-basso e quelli a reddito medio-alto per quanto riguarda gli investimenti nella ricerca sulla riduzione del danno da tabacco". Infatti, in relazione ai paesi a basso reddito, le problematiche sono legate anche "alla mancanza di capacità di valutare in modo indipendente i propri dati", fa notare Tikki Pangestu, accademico senior presso una delle principali università asiatiche e direttore della politica di ricerca e cooperazione dell'Oms dal 1999 al 2012. "Vengo dall'Indonesia - aggiunge - dove il 70%, 2 uomini adulti su 3, fumano sigarette tradizionali. Questo dato rappresenta l’incapacità di valutare le evidenze. Inoltre, manca una ricerca a livello locale", conclude.
Leggi tutto: Fumo, esperti: "L'obiettivo della riduzione del danno è ancora lontano"
(Adnkronos) - "Chi porterei sulla famosa isola deserta? Il generale Roberto Vannacci, Simone Pillon e Mario Adinolfi. Ma poi li lascerei lì e tornerei solo con due donne, Michela Murgia e Samantha Cristoforetti". A parlare è Francesca Pascale , ospite di Monica Setta a 'Storie di donne al bivio' nella puntata che andrà in onda martedì 24 giugno alle 21.30 su Rai 2 che sulla sua ex compagna Paola Turci, risponde: "non c'è bisogno di dire nulla. Se non sei in un posto felice è meglio andartene. Non è facile. Io ci sono riuscita perché mi sono ispirata a una donna che stimo e mi dà grande forza, Marina Berlusconi".
E a proposito di Silvio Berlusconi, Francesca confessa che fu lei a baciarlo per la prima volta una serata che erano ad Arcore a guardare la televisione. "Gli dissi 'ti desidero'. Lui mi guardò perplesso, 'potrei essere tuo padre forse tuo nonno'. Non mi lasciai incantare e passammo la nostra prima appassionata notte d'amore. Al mattino dopo trovai uno splendido brillante ma soprattutto un uomo che voleva stare con me, capirmi, curare perfino le ferite del cuore provocate da mio padre nella mia infanzia. Giocavamo ed eravamo complici", ha aggiunto Pascale. "Io ero gelosissima - confessa ancora a Monica Setta - e lui buttava fuoco sulla mia furia disseminando casa di biglietti dove scriveva 'Cara Sofia stanotte Francesca non ci sarà e starò con te'". Facevo scenate e lui ridendo, ma non capisci che Sofia non esiste? Ti prendo in giro". L'affetto per Berlusconi? "Ho amato Silvio più della mia vita e fu forse solo mia madre a capirlo per prima. Era in fin di vita, mi strinse a se dicendomi 'Sono contenta che lo ami, ma proteggiti'. E ancora: "Berlusconi e io non abbiamo mai parlato di nozze. Ma una cosa è certa. Non lo avrei mai sposato né con una festa simbolica né davanti al sindaco perché avevo troppo rispetto per i suoi figli. Per me Marina Piersilvio e gli altri venivano prima di tutto", ha detto Francesca.
Corteggiata dal 'Movimento 5 stelle' e Matteo Renzi, Francesca sceglie 'Italia Viva'. "Io sono e morirò Berlusconiana, ma stimo Renzi perché si occupa di diritti civili, è un democratico progressista. Per tanto tempo il partito di Silvio mi ha fatto la guerra. Sembrava che fossi il grande male perché ho dichiarato la mia omosessualità. Fumo marijuana e non sono ipocrita", conclude.
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