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(Adnkronos) - Milano-Cortina 2026 non rappresenta soltanto una straordinaria vetrina sportiva internazionale, ma anche un banco di prova concreto per il sistema sanitario lombardo. E' da questa consapevolezza che nasce 'Oltre il traguardo: la Lombardia che cura', evento promosso da BeOne Medicines e ospitato nella Sala Ghilardotti di Palazzo Pirelli, dedicato a riflettere sull'eredità organizzativa, clinica e territoriale lasciata dai Giochi olimpici e paralimpici invernali. Al centro del confronto il modello lombardo di sanità in rete: una rete fatta di integrazione tra ospedali e territorio, collaborazione tra pubblico e privato, coordinamento tra emergenza-urgenza, presidi di comunità, innovazione digitale e percorsi di presa in carico del paziente. L'esperienza maturata durante Milano-Cortina 2026 - spiega una nota - viene così letta come un patrimonio di competenze da mettere a sistema e trasformare in modello strutturale, capace di rafforzare la capacità di risposta sanitaria non soltanto nei contesti emergenziali o ad alta complessità, ma anche nella gestione quotidiana dei percorsi di cura e delle cronicità.
L'iniziativa si è aperta con i saluti istituzionali del presidente della Commissione IX Sostenibilità sociale, casa e famiglia di Regione Lombardia, Emanuele Monti; della vicepresidente della Commissione I Bilancio e programmazione e componente della Commissione VII Cultura, ricerca e innovazione, sport, comunicazione, Chiara Valcepina; e del direttore generale Welfare di Regione Lombardia, Mario Melazzini. "Milano-Cortina 2026 ha dimostrato quanto sia fondamentale investire su una sanità capace di lavorare in rete, valorizzando le eccellenze territoriali e costruendo connessioni stabili tra ospedali, territorio, emergenza-urgenza e innovazione - ha dichiarato Valcepina - La vera eredità dei Giochi è la possibilità di trasformare questa esperienza in un modello permanente di presa in carico e cura dei cittadini".
Nel corso della mattinata sono stati presentati i dati raccolti durante Milano-Cortina 2026 relativi all'impatto sulla salute, sull'organizzazione sanitaria e sui percorsi clinici, con un approfondimento dedicato al 'modello Niguarda', paradigma di integrazione tra ospedale metropolitano, rete territoriale e sistema emergenziale. E' intervenuto in tal senso Alberto Zoli, medical care manager Lombardia per i Giochi olimpici invernali Milano-Cortina 2026: "La gestione sanitaria di un evento internazionale come Milano-Cortina 2026 - ha ricordato - ha richiesto una capacità di coordinamento senza precedenti tra grandi ospedali metropolitani, altri enti del Sistema sanitario regionale, strutture territoriali, servizi di emergenza e professionisti sanitari. Abbiamo costruito una rete estesa che oggi rappresenta un modello replicabile anche nella gestione ordinaria dei pazienti, soprattutto nei percorsi di continuità assistenziale e presa in carico delle fragilità: un bell'esempio di legacy efficace".
Ampio spazio è stato dedicato al talk show multistakeholder 'Sistemi sanitari, sport e risposta clinica', che ha riunito rappresentanti istituzionali, professionisti sanitari e stakeholder del mondo sportivo per riflettere sulle trasformazioni in atto nella sanità lombarda. Tra i temi al centro del dibattito: il ruolo dello sport come leva di prevenzione e promozione di corretti stili di vita; l'evoluzione dei modelli di cura e presa in carico del paziente; il rafforzamento della medicina territoriale; il contributo della telemedicina e dell'innovazione digitale; il valore della collaborazione pubblico-privato nella costruzione di percorsi sanitari integrati ed equi. "L'esperienza olimpica ha evidenziato come la qualità della risposta sanitaria dipenda dalla capacità di fare squadra tra istituzioni, sistema sanitario, territorio e mondo dello sport - ha affermato Monti - Regione Lombardia ha oggi l'opportunità di consolidare un modello che mette al centro il paziente, favorendo prossimità delle cure, prevenzione e continuità assistenziale".
Particolare attenzione è stata inoltre dedicata alle reti oncologiche ed ematologiche regionali, considerate esperienze avanzate di integrazione clinica e multidisciplinare, così come ai modelli di gestione delle cronicità e dei follow-up territoriali. "In BeOne Medicines crediamo in una collaborazione strutturata e continuativa con le istituzioni per trasformare l’esperienza di Milano-Cortina 2026 in un modello duraturo di cultura organizzativa - ha sottolineato Marco Sartori, General Manager di BeOne Medicines -. Favorire un dialogo concreto e tradurre le priorità condivise in azioni è un passaggio chiave per sostenere una sanità sempre più integrata, capace di coniugare innovazione, eccellenza clinica, sostenibilità e umanizzazione delle cure". L’evento - conclude la nota - si propone così come un momento di confronto e restituzione dedicato non soltanto ai risultati raggiunti durante i Giochi, ma soprattutto alla costruzione di una visione di lungo periodo: una Lombardia che, oltre il traguardo sportivo, sappia continuare a investire su una sanità di rete, inclusiva, innovativa e orientata alla cura della persona.

(Adnkronos) - Matteo Berrettini soffre il caldo al Roland Garros 2026. Oggi, lunedì 15 maggio, il tennista azzurro ha sfidato l'ungherese Morton Fucsovics nel primo turno dello Slam parigino, in una partita condizionata dalle condizioni al limite del proibitivo in Francia. A Parigi infatti le temperature hanno superato i 30 gradi, con i tennisti che stanno accusando la fatica.
A ogni cambio di campo infatti, Berrettini si passa sul collo e sulla testa il ghiaccio fornito dagli organizzatori del torneo. Un modo per provare a rinfrescarsi e ritrovare le forze. Al termine di ogni set inoltre l'azzurro cambia la maglietta, bagnata dal sudore. Azioni che rendono bene l'idea della difficoltà dei tennisti a giocare con un clima così caldo.

(Adnkronos) - Ernia e Valentina Cabassi si sposano. L'annuncio è arrivato sui social ma l'influencer ha precisato che sarà una "cerimonia intima". Il rapper e l'influencer sono pronti a fare il grande passo e al loro fianco ci sarà la piccola Sveva, la primogenita della coppia nata il 7 luglio del 2025.
Cabassi non ha rivelato nessun dettaglio sulla proposta ricevuta e nemmeno sui preparativi, ma il matrimonio ci celebrerà nei prossimi mesi. "A luglio partirò per il mio addio al nubilato", ha svelato l'influencer.
Poi, agli utenti ha spiegato di voler vivere il matrimonio esattamente come i due vivono la loro relazione di coppia, in modo intimo e riservato: "Non me la sono sentita di fare post e annunci, perché volevo tenere tutto tra di noi. Non vi racconterò neanche come me l’ha chiesto, spero mi capiate". Poi ha rivelato: "L’anello lo indosso da marzo, ormai ci sono abituata".
(Adnkronos) - Quando gioca Jannik Sinner al Roland Garros 2026? Il tennista azzurro si prepara a esordire nello Slam parigino, dove al primo turno sfiderà il francese Clement Tabur. Sinner arriva all'appuntamento dopo il trionfo agli Internazionali d'Italia, dove è riuscito a battere Casper Ruud in finale conquistando il suo sesto Masters 1000 consecutivo. Il francese invece, che avrà dalla sua il sostegno del pubblico, è arrivato al torneo grazie a una wild card.
La sfida tra Sinner e Tabur è in programma domani, martedì 26 maggio, alle ore 20.15, con il match che aprirà la sessione serale del Philippe-Chatrier. I due tennisti non si sono mai affrontati in carriera, con quello del Roland Garros che sarà quindi il loro primo incrocio.
Sinner-Tabur, come tutte le partite del Roland Garros, saranno trasmesse in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv. I match saranno quindi disponibili, anche in streaming, su HBO Max, Discovery+, Dazn, TimVision e Prime Video Channels.

(Adnkronos) - “Con il nuovo Codice della strada, entrato in vigore da un anno e mezzo e al quale abbiamo lavorato per due anni, nel 2025, secondo i dati della polizia stradale e dei carabinieri, sono state più di 100 le vite salvate rispetto all'anno precedente. Per me è assolutamente un motivo di soddisfazione, di gioia e di orgoglio”. Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, e vicepremier, Matteo Salvini, intervenendo in collegamento telefonico al convegno ‘Responsabilità alla guida. Prevenzione, Responsabilità, Sicurezza’, in corso nella sede di Confcommercio a Milano.
“Questi dati -afferma Salvini- sono qualcosa di importante, però non bastano. Non bisogna fermarsi perché per i giovani e i giovanissimi la strada continua ad essere la prima causa di morte, più delle malattie e più della droga. Dobbiamo investire tanto sulle associazioni di volontariato, Io sto collaborando con diverse realtà, penso a On the Road che porta i ragazzi delle scuole sui luoghi degli incidenti, in pattuglia con la stradale e con i carabinieri e a fare servizio con la Croce Rossa, per fare prevenzione”. Quanto all’alcolock, “funziona già in diversi Paesi europei e dà una seconda chance perché riguarda l'installazione obbligatoria per i recidivi, ossia per coloro i quali già hanno sbagliato una volta e non devono essere messi in condizioni di sbagliare una seconda volta”.
“Diciamo -aggiunge- che non mi sono marcate le critiche e gli attacchi in questi mesi per la revisione del nuovo Codice della strada; da pochi giorni, ricordo, è entrato in vigore anche l'obbligo della targa per il monopattini, perché si viaggia, si vive e a me si muore non solo sulle quattro ruote, ma anche e troppo sulle due ruote. Io -spiega- sto cercando di lavorare insieme alle associazioni dei familiari delle vittime, in Comune e in Regione per rendere meno drammatico questo bilancio che ogni anno conta circa 3000 morti sulle strade italiane. Certo, poi occorre anche il buon senso da parte di chi si mette alla guida, perché noi possiamo approvare leggi, ma se penso alle migliaia di multe staccate e patenti ritirate per l'utilizzo ancora troppo abbondante del telefonino alla guida, si spiega perché la distrazione sia la prima causa di morte e di incidenti”. In ogni caso, conclude Salvini, “avere soprattutto ragazzi più consapevoli rispetto a noi cinquantenni è un grande investimento sul futuro. Quindi grazie per organizzare eventi come questo, io ci tengo ad esserci e a testimoniare che anche una sola vita salvata vale 1000 attacchi politici. Se poi sono 100 e anche più di 100, me ne faccio volentieri carico”.
"Partendo anche dalla cronaca di queste ultime ore di Milano, con quel 39enne che guidando ubriaco e drogato ha ammazzato una persona ed è scappato, e peraltro non è neanche in carcere perché il giudice ha scelto i domiciliari, la riflessione che faccio è che noi possiamo approvare e applicare leggi nuove, più severe, più moderne e più efficaci, ma poi ovviamente c'è sempre l'ultima parola da parte di qualcuno che deve ritenere se un soggetto simile è abbastanza pericoloso per essere trattenuto in una struttura carcerario oppure no -ha evidenziato- In un Paese in calo demografico come il nostro non possiamo permetterci altre stragi del sabato sera. Io sto lavorando anche per la stagione estiva, per fare degli accordi con i locali da ballo per garantire il riaccompagnamento di coloro che non sono in grado di guidare”.

(Adnkronos) - Almeno tre persone sono morte in seguito allo scontro tra il loro veicolo e un elefante nel Parco Nazionale delle Cascate Murchison nel nord-ovest dell'Uganda. Lo ha riferito la polizia senza fornire informazioni sullo stato di salute dell'elefante. L'incidente è avvenuto mentre il minibus era in viaggio dalla città di Arua alla capitale Kampala e ha urtato un elefante che stava attraversando la strada. "Tre occupanti del minibus sono morti sul colpo, mentre altri quattro, tra cui l'autista, hanno riportato ferite", ha dichiarato la polizia su X.
L'Autorità ugandese per la fauna selvatica (Uwa) ha confermato l'incidente. "Si raccomanda vivamente agli automobilisti che transitano nelle aree protette di guidare con prudenza, poiché gli animali selvatici attraversano frequentemente le strade", si legge nell'avviso. Nel 2024 l'Uwa ha stimato che circa tre animali vengono uccisi ogni giorno da veicoli che procedevano ad alta velocità all'interno del Parco Nazionale delle Cascate Murchison.

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(Adnkronos) - Dall'Intelligenza artificiale alla guerra passando per lo scandalo abusi, l'aborto e l'eutanasia. Papa Leone XIV ha presentato oggi la sua prima enciclica, 'Magnifica Humanitas, sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale’. Enciclica, 231 pagine e 5 capitoli con una introduzione e una conclusione, che è stata firmata significativamente dal Pontefice lo scorso 15 maggio, giorno del 135esimo anniversario della promulgazione della Rerum Novarum di Leone XIII con la quale per la prima volta la Chiesa cattolica prendeva posizione sulle questioni sociali fondando la moderna dottrina sociale.
“Nel tempo dell’intelligenza artificiale, in cui la dignità umana rischia di essere oscurata da nuove forme di disumanizzazione, abbiamo il dovere urgente di restare profondamente umani, custodendo con amore quella magnifica umanità che ci è stata donata e mostrata nella sua pienezza in Cristo, e che nessuna macchina potrà mai sostituire nel suo splendore”. Nell’era digitale, dice Leone, occorre “disarmare l’Ia” e superare la teoria della “guerra giusta”, rilanciando dialogo e multilateralismo. “La magnifica umanità creata da Dio - scrive nell’introduzione Leone - si trova oggi di fronte ad una scelta decisiva: innalzare una nuova torre di Babele o edificare la città dove Dio è l’umanità abitano insieme”. “ Il vero progresso - scrive - nasce sempre da un cuore aperto all’altro, da un’intelligenza disponibile all’ascolto, da una volontà che cerca ciò che unisce più che ciò che separa”.
Il Pontefice si rivolge “a tutti i fedeli cattolici, a tutti i cristiani, a tutti gli uomini e le donne di buona volontà” con “un accorato appello: non temiamo di sporcarci le mani nel cantiere del nostro tempo. Preghiamo, progettiamo con sapienza, lavoriamo con perseveranza, rimettendo Dio all’orizzonte del nostro agire e l’essere umano al centro delle nostre scelte. Allora le pietre scartate – i poveri, i malati, i migranti, i piccoli – diventeranno testata d’angolo, e sulla terra sorgerà una casa comune solida e ospitale, dove l’amore e la verità finalmente s’incontreranno, la giustizia e la pace si baceranno . Questa è la benedizione che imploriamo da Dio e il compito che ci attende: essere costruttori di comunione, non architetti di Babele; servi del Regno che viene, non padroni di torri destinate a crollare. E, con animo di pastore e di padre, chiedo a tutti di fermare il cantiere dell’ennesima Babele e di unire le forze per edificare nel bene, affinché l’umanità non perda mai la propria bellezza e il mondo possa riconoscere ancora una volta, nel cuore dell’essere umano, il luogo dove Dio desidera abitare”.
Bisogna “disarmare” l’Ia - ammonisce Leone XIV - per sottrarla alla logica della competizione militare, economica e cognitiva; per rompere l’equivalenza tra potenza tecnica e diritto di governare; per sottrarla ai monopoli e impedirle di dominare l’umano. Tale compito è etico, tecnico ed ecologico perché l’Ia “è già ambiente in cui siamo immersi e potere con cui dobbiamo fare i conti”.
“La lotta contro le nuove schiavitù è un banco di prova decisivo per il discernimento etico dell’IA e della trasformazione digitale”, sottolinea. “Nel solco della tradizione inaugurata da Leone XIII, la Chiesa rinnova la sua ferma condanna di ogni forma di schiavitù, tratta e mercificazione delle persone, e richiama l’urgenza di un ampio movimento di riflessione e di azione che ponga al centro la dignità inalienabile di ogni essere umano e il bene comune, come fini della società e come criteri di ogni scelta personale, sociale e politica. Senza questa riflessione etica - osserva - e umanizzante, il potere crescente dei sistemi digitali rischia di condurci verso atrocità nuove, non meno vergognose di quelle del passato che oggi deploriamo, mentre continuiamo a presentarci come società ‘avanzate’ e ‘civilizzate’”.
La guerra, la preoccupante escalation del riarmo tra i temi affrontati dal Papa nella sua prima enciclica Magnifica Humanitas. “Oggi, - scrive il Pontefice- assistiamo a un vero cambio di paradigma nel discorso pubblico e nelle scelte di riarmo, con una preoccupante riabilitazione della guerra come strumento di politica internazionale, mentre vengono erosi proprio quei criteri etici che ne avevano limitato l’uso. Conflitti regionali che si trascinano nel tempo, escalation di tensioni e minacce incrociate diventano quasi abituali, e riemergono forme di conflitto per espansione territoriale che si credevano superate. L’opinione pubblica viene progressivamente orientata e assuefatta da narrazioni mediatiche polarizzanti, spesso amplificate da algoritmi che valorizzano lo scontro e la contrapposizione”.
Il Papa parla anche della “preoccupante perdita di memoria storica. L’attenuarsi della testimonianza diretta della Shoah e delle due guerre mondiali facilita la riscrittura selettiva o distorta del passato, in un clima in cui false notizie e manipolazioni narrative offuscano le lezioni apprese. Senza una memoria viva degli orrori della guerra, le decisioni politiche rischiano di essere prese sulla base di calcoli di forza, privi di una visione delle conseguenze a lungo termine”.
“Non esiste algoritmo che possa rendere la guerra moralmente accettabile”, sottolinea. “Si parla talvolta di ‘agenti morali artificiali’, - osserva Leone - come se una macchina potesse garantire, con maggiore coerenza di un essere umano, la distinzione tra bene e male. Ma il giudizio morale non è riducibile a un calcolo: esso implica coscienza, responsabilità personale e riconoscimento dell’altro come persona. Perciò non è lecito affidare a sistemi artificiali decisioni letali o comunque irreversibili”. Leone a questo punto sottolinea alcune “esigenze irrinunciabili. Anzitutto, per ogni sistema impiegato in ambito bellico devono essere garantite tracciabilità e possibilità di ricostruire le decisioni, così che responsabilità ed eventuali colpe non si dissolvano “nella macchina”. In secondo luogo, la scelta di impiegare la forza letale non può essere delegata a processi opachi o automatizzati, ma deve restare sotto un controllo umano effettivo, consapevole e responsabile. Infine, è necessario stabilire regole condivise, anche a livello internazionale, che frenino la corsa agli armamenti tecnologici e assicurino una tutela particolare ai civili e alle infrastrutture essenziali alla loro sopravvivenza”.
“Il primo diritto umano è il diritto alla vita, dal concepimento alla sua conclusione naturale, senza il quale è impossibile esercitare qualsiasi altro diritto. Quando questo diritto fondamentale viene negato, come accade nell’aborto provocato, nell’uccisione di innocenti e nell’eutanasia, ci si trova davanti a scelte che la Chiesa giudica gravemente illecite”, ribadisce il Papa nella sua prima enciclica. Guardando al nostro tempo, evidenzia che “non possiamo ignorare che la tutela dei diritti umani è oggi esposta a due rischi particolarmente gravi. Il primo è quello di una loro dichiarazione puramente formale, mentre, insieme al progresso tecnologico, avanzano in modo dissimulato o evidente violazioni della dignità umana. Il secondo, che in realtà è alla radice del primo, è quello di non poter più riconoscere il fondamento della loro universalità, perché si è rinunciato alla ‘ricerca dei fondamenti più solidi che stanno alla base delle nostre scelte e delle nostre leggi’. Papa Francesco invitava a non sottovalutare quest’ultimo problema. Ricordava che, quando la ragione si lascia interrogare seriamente sulla natura umana, è in grado di scoprire valori che valgono per tutti, perché derivano da essa. Se questo lavoro di ricerca venisse abbandonato, potrebbe accadere che diritti oggi ritenuti intoccabili, in futuro, finiscano per essere messi in discussione o negati da chi detiene il potere, magari dopo aver ottenuto un consenso solo apparente da parte di popolazioni impaurite o manipolate”.
“La vigilanza e la trasparenza sono anzitutto una grave responsabilità della Chiesa stessa e non dobbiamo attendere che altri ci costringano ad affrontare verità scomode su noi stessi”. Leone XIV non nasconde le responsabilità in capo alla Chiesa in tema di comunicazione. “Anche le comunità cristiane devono impegnarsi in una comunicazione trasparente e nella ricerca leale dei fatti. Purtroppo, non sempre è stato così. Abbiamo assistito con vergogna alla faticosa scoperta di verità dolorose anche su membri della Chiesa e su realtà ecclesiali. In particolare, - scrive Leone - alcuni giornalisti appassionati della verità hanno avuto un ruolo fondamentale nel portare alla luce ingiustizie e abusi. A loro vorrei ripetere la parole che ha detto Papa Francesco parlando ai vaticanisti: ‘Vi ringrazio anche per quanto raccontate su ciò che nella Chiesa non va, per quanto ci aiutate a non nasconderlo sotto il tappeto e per la voce che avete dato alle vittime di abuso’.Tuttavia, la vigilanza e la trasparenza sono anzitutto una grave responsabilità della Chiesa stessa e non dobbiamo attendere che altri ci costringano ad affrontare verità scomode su noi stessi”.

(Adnkronos) - Anna Kalinskaya vota... Jannik Sinner, più o meno. La tennista russa, nonché ex fidanzata dell'azzurro, è impegnata al Roland Garros 2026, dove i social media manager del torneo l'hanno messa davanti a una domanda, per lei, spinosa: "Chi vincerà il tabellone maschile di Parigi?".
Kalinskaya però ha risposto con lucidità, senza rancore per una storia d'amore finita: "Sinner sicuramente è pieno di fiducia", ha detto la russa, che però ha puntato su un altro 'cavallo vincente', "sarebbe bello se Djokovic riuscisse a fare la storia qui a Parigi".
Il serbo va infatti a caccia del 25esimo Slam della sua carriera e, sfruttando anche l'assenza di Carlos Alcaraz per infortunio, sogna di conquistare il Roland Garros, dove all'esordio è riuscito a battere il francese Mpetshi Perricard in quattro set.
(Adnkronos) - Derby azzurro al Roland Garros 2026. Oggi, lunedì 25 maggio, Flavio Cobolli sfida Andrea Pellegrino - in diretta tv e streaming - nel primo turno dello Slam di Parigi. Il tennista romano arriva dall'eliminazione al terzo turno degli Internazionali d'Italia, dove si è arreso all'argentino Tirante, mentre Pellegrino si è spinto fino agli ottavi di finale prima di essere eliminato da Jannik Sinner.
La sfida tra Cobolli e Pellegrino è in programma oggi, lunedì 25 maggio, non prima delle ore 18. I due tennisti si sono affrontati in quattro precedenti, con Cobolli che guida il parziale con tre vittorie a una.
Cobolli-Pellegrino , come tutte le partite del Roland Garros, saranno trasmesse in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv. I match saranno quindi disponibili, anche in streaming, su HBO Max, Discovery+, Dazn, TimVision e Prime Video Channels.

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(Adnkronos) - “La gestione della Bpco è ancora segnata da criticità importanti. La diagnosi è spesso tardiva e, a pesare, è anche la difficoltà di mantenere nel tempo un controllo stabile della malattia. La terapia inalatoria è il pilastro del trattamento. Tuttavia, nella real life l’aderenza resta bassa e questo incide direttamente sul rischio di riacutizzazioni”. Così Ombretta Para, co-management medico-chirurgico, Medicina interna, Azienda ospedaliero universitaria Careggi di Firenze, intervenendo al Congresso Fadoi- Federazione delle associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti, che si è appena concluso a Rimini, interveniente sul tema centrale della broncopneumopatia cronica ostruttiva, patologia che interessa milioni di persone.
Proprio partendo da questo scenario – con una quota rilevante di pazienti che non raggiunge un adeguato controllo della malattia ed è ancora esposta a eventi acuti – nasce la revisione dell’algoritmo per la gestione della Bpco in medicina interna, già sviluppato nel 2019. “L’obiettivo del nuovo algoritmo - spiega - è fornire uno strumento semplice e operativo in grado di guidare le scelte cliniche, standardizzare i percorsi e favorire una gestione più appropriata e continuativa della terapia, riducendo la variabilità tra i clinici”.
“Ridurre le riacutizzazioni è il vero obiettivo clinico: ogni evento acuto accelera il declino e aumenta il rischio di ospedalizzazione – sottolinea l’esperta – Questo implica anche una maggiore attenzione all’ottimizzazione e alla personalizzazione del percorso terapeutico nei pazienti che non raggiungono un controllo ottimale”. Determinante, in questo senso, è anche la gestione del post-riacutizzazione. “È fondamentale strutturare, già alla dimissione, un follow-up personalizzato, che consenta di mantenere il controllo della malattia e prevenire nuovi episodi acuti - evidenzia Para - In un contesto in cui oltre l’80% dei pazienti presenta comorbidità e più del 50% ne ha 3 o 4, la Bpco richiede sempre più un modello di presa in carico integrato e multidisciplinare, guidato dall’internista, capace di garantire continuità terapeutica e migliorare gli esiti clinici”.

(Adnkronos) - Matteo Berrettini scende in campo al Roland Garros 2026. Oggi, lunedì 25 maggio, il tennista azzurro sfida l'unghesere Marton Fucsovics - in diretta tv e streaming - nel primo turno dello Slam parigino. Berrettini arriva al match dopo l'eliminazione al primo turno degli Internazionali per mano di Alexei Popyrin, battuto poi da Jannik Sinner.
Il vincente della sfida affronterà quello di Rinderknech-Rodionov.

(Adnkronos) - Jasmine Paolini esordisce nel Roland Garros 2026. Oggi, lunedì 25 maggio, la tennista azzurro sfida l'ucraina Dayana Yastremska - in diretta tv e streaming - nel primo turno dello Slam parigino. Paolini è reduce dall'eliminazione nel terzo turno degli Internazionali, dove arrivava da campionessa in carica dopo la vittoria del 2025.
La sfida tra Paolini e Yastremska è in programma oggi, lunedì 25 maggio, alle ore 11. Le due tenniste si sono affrontate in sette precedenti, con l'azzurro che guida il parziale con ben sei vittorie contro l'unica dell'ucraina.
Paolini-Yastremska, come tutte le partite del Roland Garros, saranno trasmesse in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv. I match saranno quindi disponibili, anche in streaming, su HBO Max, Discovery+, Dazn, TimVision e Prime Video Channels

(Adnkronos) - Matteo Berrettini scende in campo al Roland Garros 2026. Oggi, lunedì 25 maggio, il tennista azzurro sfida l'unghesere Marton Fucsovics - in diretta tv e streaming - nel primo turno dello Slam parigino. Berrettini arriva al match dopo l'eliminazione al primo turno degli Internazionali per mano di Alexei Popyrin, battuto poi da Jannik Sinner.
La sfida tra Berrettini e Fucsovics è in programma oggi, lunedì 25 maggio, alle ore 11. I due tennisti si sono affrontati in quattro precedenti, con l'azzurro che guida il parziale con tre vittorie contro una dell'ungherese.
Berrettini-Fucsovics, come tutte le partite del Roland Garros, saranno trasmesse in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv. I match saranno quindi disponibili, anche in streaming, su HBO Max, Discovery+, Dazn, TimVision e Prime Video Channels

(Adnkronos) - I due attivisti italiani della Flotilla fermati in Libia sarebbero stati trasferiti a Bengasi e trattati come possibili clandestini. Lo riferiscono fonti informate.
Uno degli attivisti è Domenico Centrone, insegnante di Molfetta (Bari). Stava partecipando alla missione umanitaria internazionale della Land Convoy, diretta verso la striscia di Gaza in Palestina: con loro erano stati persi i contatti ieri pomeriggio, dopo che avevano oltrepassato il confine tra Libia occidentale e Libia orientale (Cirenaica), quest'ultima guidata dal governo del generale Haftar.
Il convoglio, formato da 250 persone, provenienti da diversi Paesi, automezzi, case mobili, beni di consumo, una ambulanza, dopo 8 giorni di attesa a Sirte e trattative infruttuose, avevano deciso di muoversi verso la parte orientale. Una delegazione in avanscoperta formata da un paio di mezzi e una decina di attivisti di diverse nazionalità (Italia, Spagna Uruguay, Argentina, Polonia, Stati Uniti, Portogallo, Canada), ha superato il confine per intavolare una trattativa diretta.
Secondo quanto riferito ieri durante una diretta Instagram da un'altra attivista italiana, Sara Suriano, di Andria, rimasta nella zona retrostante con la parte più consistente del convoglio per ragioni di prudenza, il gruppo di testa non sarebbe entrato autonomamente nella Cirenaica, ma sarebbe stato invitato dalle autorità a procedere oltre il confine. Qui i dieci attivisti sono stati fermati dalle milizie libiche di Haftar a cui hanno consegnato i passaporti. Subito dopo le prime rassicurazioni inviate ai compagni di missione, i contatti si sono persi.
La Farnesina ieri sera aveva riferito di verifiche in corso. Anche il consolato si sarebbe attivato. Insieme a Centrone, nella delegazione di cui sono perse le tracce, c'è una attivista piemontese di Asti. Già nei giorni scorsi erano state intavolate trattative con il governo della Libia dell'est per ottenere il via libera al passaggio del confine. Ma senza successo. Il convoglio era rimasto fermo per otto giorni a Sirte, nella 'No weapon zone', l'ultima parte neutrale prima della Libia orientale che è separata da quella occidentale a causa della guerra civile. La missione che sta attraversando il nord Africa nasce da una collaborazione tra Global Sumud Flotilla, tramite la quale partecipano molti italiani, e Maghreb Sumud, a trazione nordafricana. Al seguito ci sono 20 mezzi tra cui una ambulanza della Mezzaluna rossa. La maggior parte della missione è costituita da attivisti dei Paesi del Maghreb allargato. Gli europei e i partecipanti di altri continenti sono una minoranza.

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"Per quattro giorni la Sardegna è stata il cuore della vela
mondiale. La Louis Vuitton 38ª America's Cup Preliminary Regatta
Sardinia lascia un'eredità importante. Non soltanto per l'impatto
economico stimato, ma per l'immagine della nostra Isola, per
l'energia che abbiamo respirato, per il modo in cui i sardi hanno
sentito questo evento come qualcosa che li rappresentava davvero".
Lo ha detto la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde,
al termine della grande manifestazione velica che si è svolta nelle
acque di Cagliari in vista di Napoli 2027.
(Adnkronos) - Sette italiani su 10 (72%) si dichiarano pronti a sostituire il proprio impianto di riscaldamento con soluzioni a più alta efficienza energetica come pompe di calore e sistemi ibridi ma solo una minoranza (14%) conosce realmente gli incentivi statali disponibili. E' quanto emerge dalla ricerca 'Riscaldamento ed efficienza energetica in Italia', condotta da Ipsos per Ariston, che analizza percezioni e preferenze di un campione rappresentativo della popolazione.
“La ricerca evidenzia un forte desiderio di efficienza e modernizzazione ma anche un bisogno di chiarezza che non può essere ignorato - afferma Mario Salari, Head of Italy di Ariston Group - La complessità non deve essere una barriera al progresso tecnologico. Il nostro impegno è tradurre le opportunità degli incentivi, come il Conto Termico 3.0, in vantaggi concreti e immediatamente comprensibili. Vogliamo essere il partner che semplifica una decisione importante, guidando le persone verso la scelta migliore per il comfort e il risparmio”.
Lo studio rivela che il principale ostacolo non è la mancanza di volontà, ma di informazione chiara e accessibile. Solo il 14% degli intervistati dichiara di conoscere bene gli incentivi. La maggioranza (57%) ammette di averne solo sentito parlare, mentre il 29% non ne è affatto a conoscenza. Il costo iniziale è la prima preoccupazione (46%), ma la mancanza di informazioni chiare (38%) e la complessità burocratica (39%) sono ostacoli quasi altrettanto rilevanti.
Una volta compreso il funzionamento di un incentivo come il Conto Termico 3.0, l'88% degli italiani lo ritiene uno strumento utile e il 78% si dichiara interessato a usufruirne. La spinta al cambiamento, infatti, è già forte e motivata da una maggiore consapevolezza: l'alta efficienza energetica (58%) e il risparmio in bolletta a lungo termine (54%) sono i principali driver nella scelta di un nuovo impianto.

(Adnkronos) - Maxi operazione di controllo del territorio dalle prime ore di oggi, lunedì 25 maggio, tra Ostia e Fiumicino. I Carabinieri del Gruppo di Ostia hanno messo in campo un dispositivo straordinario con oltre 100 militari impegnati in attività di prevenzione e contrasto alla microcriminalità e allo spaccio di droga.
L’operazione vede il supporto di reparti specializzati dell’Arma, tra cui le Aliquote di Primo Intervento (Api), le Squadre Operative di Supporto (Sos), unità cinofile ed un elicottero del Nucleo Carabinieri, impiegati nelle principali aree considerate sensibili del litorale romano.
I controlli e le perquisizioni si stanno concentrando nelle storiche piazze di spaccio di Ostia, in particolare tra via Forni, piazza Lorenzo Gasparri, via Marino Fasan e via dell’Idroscalo. Sotto osservazione anche il complesso delle cosiddette 'Case Rosse' di Fiumicino, tra via Tago, via Oder e via Vistola, recentemente finite al centro delle cronache giudiziarie.
Nel corso del servizio sono impegnati anche gli ispettori del Nas, incaricati di effettuare verifiche amministrative e controlli sanitari in esercizi pubblici e strutture ricettive della zona.
L’operazione rientra nel piano di rafforzamento della sicurezza sul litorale romano disposto per contrastare fenomeni di illegalità diffusa e traffico di stupefacenti.
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