Donald Trump e cargo vicino a Hormuz - (Afp)

(Adnkronos) - Ancora tensione altissima in Medio Oriente e nuova ondata di attacchi Usa in Iran, secondo le ultime news di oggi. "Il 12 luglio, il Comando Centrale degli Stati Uniti ha portato a termine una nuova ondata di attacchi contro l'Iran, colpendo decine di obiettivi in diverse località con munizioni di precisione, al fine di ridurre la capacità iraniana di continuare a colpire il traffico marittimo internazionale nello Stretto di Hormuz", comunica su X il comando centrale unificato delle forze militari Usa. 

"Le forze del Centcom - aggiunge - hanno colpito sistemi di difesa aerea militari iraniani, postazioni radar costiere, capacità missilistiche e di droni, nonché imbarcazioni di piccole dimensioni, impiegando caccia statunitensi, unità navali, droni aerei d'attacco a sola andata e - per la prima volta - droni marini d'attacco a sola andata. Lo Stretto di Hormuz è un corridoio marittimo vitale per il commercio globale. L'Iran non lo controlla".  

"Le forze statunitensi sono schierate e pronte a garantire che la libertà di navigazione rimanga assicurata al traffico mercantile, nonostante la persistente e ingiustificata aggressività, le molestie, le minacce e le dichiarazioni arbitrarie dell'Iran". 

Il bilancio degli attacchi statunitensi sulla città di Mahshahr, nell'Iran sud-occidentale, è di un morto e quattro feriti, secondo quanto riferito da un funzionario locale citato dall'agenzia di stampa ufficiale Irna. 

 

 

La reazione non si è fatta attendere. L'Iran ha condannato "fermamente" gli attacchi statunitensi ed ha accusato Washington di aver "vanificato tutti gli sforzi compiuti negli ultimi mesi" volti a ristabilire la pace nella regione. In una dichiarazione del ministero degli Affari Esteri, Teheran ha inoltre accusato gli Stati Uniti di aver "violato apertamente praticamente tutti i termini" del memorandum d'intesa raggiunto a giugno e di aver causato un "ritorno dell'insicurezza" nello Stretto di Hormuz. 

Le Guardie della Rivoluzione iraniane hanno dichiarato di aver colpito obiettivi e basi militari statunitensi in Giordania, Bahrein e Kuwait. Lo riferisce l'agenzia di stampa ufficiale Irna riportando le dichiarazioni rilasciate dai Pasdaran, secondo i quali sono state attaccate la base aerea Prince Hassan in Giordania, un centro di comando per droni militari Usa in Bahrein e basi aeree, tra cui quella di Ali Al Salem in Kuwait. 

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