
(Adnkronos) - Pochi leader hanno fatto della critica, spesso dell'insulto personale, uno strumento politico quanto Donald Trump. Dalla campagna elettorale del 2016 fino al suo ritorno alla Casa Bianca, il presidente statunitense ha spesso sostituito il linguaggio tradizionalmente felpato della diplomazia con soprannomi offensivi, attacchi diretti e commenti sprezzanti rivolti a capi di Stato, primi ministri. Anche i pontefici non sono stati risparmiati. Una strategia che ha alimentato in questi anni tensioni diplomatiche ma che, secondo i suoi sostenitori, fa parte di una forma di comunicazione diretta e senza filtri.
L'ultimo scontro, in ordine cronologico, è quello con la premier, Giorgia Meloni. "Mi ha implorato di fare una foto con lei. Voleva una foto con me così tanto. L'avrei anche non fatta, ma mi ha fatto pena", ha dichiarato Trump, riferendosi all'incontro avuto con la presidente del Consiglio a margine del G7 di Evian. Parole che hanno provocato una durissima reazione della premier italiana (VIDEO).
"Le dichiarazioni di Donald Trump sono dichiarazioni totalmente inventate. Sono francamente allibita", ha replicato a stretto giro in un video pubblicato sui social. Tensioni che hanno ricordato quanto avvenuto lo scorso 14 aprile, quando il capo della Casa Bianca aveva definito "inaccettabile" Meloni per aver preso le difese di Papa Leone XIV dopo un duro attacco verbale del presidente americano. A Washington, inoltre, non era passata inosservata la decisione del governo italiano di non autorizzare l'utilizzo della base di Sigonella per le operazioni militari in Iran. "Sono scioccato da lei. Pensavo che avesse coraggio, mi sbagliavo", disse Trump.
L'episodio rappresenta soltanto l'ultimo capitolo di una lunga storia di attacchi personali rivolti dal tycoon a leader stranieri. Al suo stesso tavolo al G7 in Francia sedevano diversi leader che, come Meloni, in passato sono stati bersaglio delle sue invettive: dal presidente francese, Emmanuel Macron, al cancelliere tedesco, Friedrich Merz.
Il capo dell'Eliseo per anni è stato uno dei 'bersagli' preferiti di Trump. Dopo una fase iniziale di apparente sintonia, il rapporto si è trasformato in una successione di frecciate pubbliche, dalle critiche sulla Nato alle ironie sulla sua vita privata. Neanche Brigitte è stata risparmiata. "Lo tratta molto male", aveva detto della premier dame, riferendosi a una presunta lite che i due avevano avuto in favore di telecamere durante una missione in Vietnam. "Volutamente o meno, Emmanuel sbaglia sempre", aveva aggiunto Trump, dopo che Macron aveva giustificato la partenza improvvisa del presidente americano dal G7 in Canada sostenendo che fosse per negoziare il cessate il fuoco tra Israele e Iran in quei giorni in guerra.
Gli stessi leader canadesi non sono stati risparmiati dagli insulti. Già durante il G7 del 2018 Trump definì l'allora primo ministro, Justin Trudeau, "disonesto" e "debole" dopo uno scontro sui dazi. Il successore di Trudeau, Mark Carney, è stato bollato in più occasioni dal capo della Casa Bianca come un semplice "governatore", una provocazione che alludeva al Canada come 51esimo Stato americano.
Anche il cancelliere Merz è finito nel mirino del tycoon. Dopo le sue critiche alla strategia americana nella guerra con l'Iran, Trump lo aveva attaccato pubblicamente: "Non sa quello che dice". Prima di lui Angela Merkel era stata ripetutamente accusata dal presidente di aver commesso un "errore catastrofico" con la gestione dei flussi migratori e di approfittare della protezione militare statunitense.
Non sono mancati poi gli attacchi contro il Regno Unito. Lo scorso 3 marzo, pochi giorni dopo l'inizio dei raid contro la Repubblica islamica, il capo della Casa Bianca si scagliò contro il primo ministro britannico, Keir Starmer, per il rifiuto iniziale a concedere l'utilizzo di basi militari britanniche nell'operazione militare. "Non sono contento del Regno Unito - disse Trump parlando ai giornalisti nello Studio Ovale - Ci sono voluti tre o quattro giorni per capire dove potevamo atterrare. Non abbiamo a che fare con Winston Churchill".
Nessun leader straniero è stato però trattato da Trump in modo tanto duro quanto il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, con cui invece adesso sembra in corso una 'luna di miele'. Già il 19 febbraio 2025 il presidente americano lo aveva definito un "dittatore senza elezioni", accusandolo di non voler indire consultazioni elettorali in tempo di guerra e avvertendolo che avrebbe dovuto "muoversi in fretta" se non voleva perdere il proprio Paese.
Pochi giorni dopo, il 28 febbraio, lo scontro esplose nello Studio Ovale davanti alle telecamere di tutto il mondo. Durante un incontro alla Casa Bianca, Trump e il vice presidente Jd Vance accusarono Zelensky di essere "irrispettoso" e di non mostrare sufficiente gratitudine per gli aiuti americani. Trump lo attaccò dicendogli: "Stai giocando con la Terza guerra mondiale" e "Non hai le carte in mano". Lo scontro portò all'annullamento della conferenza stampa congiunta e alla fine anticipata della visita del leader ucraino.
Uno dei capitoli più controversi riguarda però il rapporto con la Chiesa cattolica. Nel 2016 Papa Francesco criticò l'idea di costruire muri lungo il confine con il Messico, affermando che "chi pensa solo a costruire muri e non ponti non è cristiano". Trump reagì, definendo quelle parole "vergognose" e accusando il pontefice di essere stato strumentalizzato. Dieci anni dopo, lo scontro si è ripetuto con Papa Leone XIV. Dopo alcune prese di posizione del pontefice sui conflitti internazionali e sulle politiche migratorie, Trump lo ha definito "debole sul crimine" e "terribile in politica estera". Le critiche al Papa hanno provocato irritazione anche tra alcuni dei suoi tradizionali alleati conservatori europei e hanno contribuito alla frattura con Meloni.

(Adnkronos) - L'afa stringe la sua morsa sull'Italia con un weekend che si preannuncia rovente. Oggi, sabato 20 giugno, sono 5 le città contrassegnate dal bollino rosso (l'allerta più elevata) nel bollettino sulle ondate di calore del ministero della Salute che monitora 27 capoluoghi. In arancione, invece, altre 7 città. Domani, domenica 21 giugno, i bollini rossi saliranno a quota otto.
Cinque le città oggi in rosso, dove scatta l'allerta di livello 3 - "condizioni di emergenza (ondata di calore) con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche" -. Si tratta di: Bologna, Brescia, Firenze, Perugia e Torino. Previsto invece bollino aracione (livello 2) per 7 città: Bolzano, Frosinone, Latina, Milano, Rieti, Roma e Verona. Mentre Ancona, Bari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Genova, Messina, Napoli, Palermo, Pescara, Reggio Calabria, Triestre, Venezia e Viterbo avranno il bollino giallo (livello 1). L'unica, tra le 27 città, ad avere il bollino verde è Cagliari.
Domani, domenica 21 giugno, previsto quindi il clou di questo weekend impegnativo sul fronte delle alte temperature. Le città con bollino rosso saliranno infatti a quota 8: a Bologna, Brescia, Firenze, Perugia e Torino si aggiungeranno Bolzano, Milano, e Rieti. Sempre domenica 21 giugno sono poi previsti bollini arancioni per 8 città: Frosinone, Latina, Pescara, Roma, Trieste, Venezia, Verona e Viterbo. Tutti i restanti capoluoghi monitorati saranno invece contrassegnati dal bollino giallo. Sono 11: Ancona, Bari, Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Genova, Messina, Napoli, Palermo e Reggio Calabria.
"L’ondata di caldo prevista per questa settimana è ormai arrivata ed è pronta a entrare nella sua fase più acuta proprio in questa seconda metà di settimana, spalancando le porte a un weekend che si prospetta letteralmente bollente su tutto il territorio. Attenzione in particolare al Centro-Nord dove si registreranno in modo esteso valori termici di 37-39°C, con picchi di 40°C possibili in Pianura Padana, nelle zone interne del Centro e in Sardegna. Da segnalare la possibilità di qualche temporale pomeridiano di calore sempre in agguato sulle Alpi, Prealpi e Appennino". Così all'Adnkronos Federico Brescia, meteorologo de 'iLMeteo.it'.
"Questo scenario estremo non riguarderà solo l’Italia, ma investirà in pieno anche l’Europa, portando valori eccezionali con possibili punte di 40°C addirittura a Parigi tra domenica e martedì. La morsa della canicola, purtroppo, non si esaurirà velocemente, ma continuerà a opprimere l'Italia anche all’inizio della prossima settimana. Ci attendono quindi giornate fuori dal comune, segnate da un'anomalia termica importante che in diversi territori si spingerà anche oltre i 10 gradi sopra la media del periodo", conclude Brescia.

(Adnkronos) - Botta e risposta tra Donald Trump e Giorgia Meloni, dopo la conclusione del G7 di Evian. Lo scontro, nato dalle dichiarazioni del presidente statunitense sulla foto concessa "per pena" e dalla replica secca della premier italiana, "l'Italia non implora mai", è diventato il centro di una giornata convulsa, quella di ieri, culminata anche nell'annullamento della visita del ministro degli Esteri Antonio Tajani negli Stati Uniti.
Nella serata di venerdì è arrivato un nuovo affondo del tycoon. Al corrispondente Nbc Gabe Gutierrez, Trump ha dichiarato: "Era una mia grande fan. Ma non la voglio come fan perché lei, come gli altri della Nato, non c'è stata sullo Stretto di Hormuz".
Aveva lasciato il G7 di Evian convinta che il rapporto con Trump fosse rimasto "immutato", come immortalato da foto e video - al netto di qualche frecciatina, come quel "sono stato abbandonato" pronunciato dal tycoon a margine del summit francese. Ma quando c'è di mezzo l'inquilino della Casa Bianca, le certezze crollano inesorabilmente. E così Giorgia Meloni si trova a gestire quello che potrebbe essere l'incidente più grave dall'inizio del loro rapporto: dalla luna di miele di Mar-a-Lago al disgelo mancato dell'Alta Savoia.
È Trump stesso, raggiunto al telefono dalla trasmissione di La7 L'aria che tira, a sferrare il colpo. Prima l'ironia tagliente - "Probabilmente è contenta che io le abbia parlato. Non ero obbligato a parlarle" - poi il carico da novanta: "Mi ha implorato di fare una foto con lei. Voleva una foto con me così tanto. L'avrei anche non fatta, ma mi ha fatto pena". Le parole rimbalzano fino a Bruxelles, dove la premier è impegnata al Consiglio europeo.
La risposta non si fa attendere: in una clip girata negli uffici dell'Europa Building, Meloni va dritta al punto. "Le dichiarazioni di Donald Trump sono dichiarazioni totalmente inventate. Sono francamente allibita", dice, prima dell'affondo: "Mi dispiace che non abbia la stessa determinazione con i nemici dell'Occidente, con i nemici degli Stati Uniti, con leadership con le quali invece si dimostra molto più accondiscendente. Però una cosa se la deve ricordare: io e l'Italia non imploriamo mai". A rendere lo scontro ancora più bruciante, il tempismo. Nei giorni del G7 francese, sulla stampa era circolata l'ipotesi di un viaggio a Washington entro luglio - un segnale di quanto il rapporto tra Roma e la Casa Bianca sembrasse ancora solido. Ipotesi che fonti governative smentiscono seccamente all'Adnkronos: "Non è mai stata un'ipotesi".
La solidarietà scatta immediata, a partire dal Quirinale: il presidente della Repubblica Sergio Mattarella telefona personalmente alla premier per manifestarle vicinanza. Nel governo è un coro unanime. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani annuncia sui social la cancellazione della sua missione a Miami, dove era atteso per un business forum insieme al segretario di Stato americano Marco Rubio: "Le gravi e offensive parole del presidente Trump nei confronti del presidente del Consiglio Giorgia Meloni offendono tutta l'Italia".
Il ministro della Difesa Guido Crosetto affida a X una riflessione più articolata: "Non posso immaginare Giorgia Meloni chiedere una fotografia a nessuno, nemmeno sotto minaccia", scrive, aggiungendo che "battute di questo tipo non fanno bene a nessuno: né agli Usa, né all'Italia, né all'alleanza". Matteo Salvini sceglie la sintesi: "Chi attacca Giorgia Meloni, attacca tutti noi", posta sui social accompagnando le parole con una foto abbracciato alla premier.
Il tono più duro arriva dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari: "I deliri di Trump su Giorgia Meloni sono solo l'ultimo episodio di attacchi e insulti rivolti ai leader europei. Non si capisce se per volontà o per inettitudine sta rovinando gli storici rapporti tra Stati Uniti ed Europa. Con le sue uscite inopportune è riuscito nel non facile intento di rendere gli Usa invisi all'intero continente europeo, danneggiando non solo l'Europa ma soprattutto gli Stati Uniti".
Le opposizioni colgono l’occasione con toni diversi, ma nessuna risparmia critiche alla premier dopo il botta e risposta con Donald Trump. Carlo Calenda difende Meloni sul merito definendo l’ex presidente Usa "un mentitore seriale e un bullo da operetta" e sostenendo che "insulti così ledono l’onore della Nazione". Matteo Renzi sceglie, invece, il sarcasmo: "Le frasi di Trump sono orripilanti, come sempre. Buongiorno Giorgia, ben svegliata".
Angelo Bonelli (Avs) è più diretto: "Le parole di Trump sono la conseguenza della politica di subalternità con cui Meloni ha costruito il rapporto con gli Stati Uniti". La segretaria dem Elly Schlein condanna gli attacchi come "inaccettabili, da respingere con forza", ma ne approfitta per colpire la maggioranza: "La destra capisca quanto è stata sbagliata la strategia remissiva verso Trump. Non ha portato risultati e ha danneggiato l'interesse nazionale".
Giuseppe Conte (M5S) punta sulle immagini circolate al G7 di Evian, con Meloni che cerca di attirare l’attenzione di un Trump "fintamente indifferente".
Le reazioni non si fermano ai confini italiani. A Bruxelles, a margine del Consiglio europeo, arriva una solidarietà inattesa: quella di Pedro Sánchez. Il premier spagnolo — reduce da un duro scontro con Meloni proprio in sede Ue sulla linea italiana e danese sull'immigrazione — questa volta si schiera senza esitazioni. "Tutta la mia solidarietà a Giorgia Meloni per l’attacco di Donald Trump" afferma in conferenza stampa, spiegando di avergliela espressa "pubblicamente e privatamente". Poi aggiunge: "È un attacco né politico né personale, non so come definirlo".
Anche Emmanuel Macron prende le distanze dal tycoon. "Sono rimasto sorpreso dall’attacco di Donald Trump a Giorgia Meloni, ne parlerò con lei" dichiara il presidente francese a margine del vertice.
Un'occasione non mancherà: Meloni e Macron si rivedranno il 24 giugno a Berlino per il vertice E5 sull’Ucraina e il giorno dopo ad Antibes per il summit intergovernativo franco‑italiano. Appuntamenti che ora assumono un peso diverso: dopo anni di schermaglie e rivalità, i due leader potrebbero ritrovarsi fianco a fianco non solo per ragioni di agenda, ma per necessità. Quando soffia forte il vento di Washington, anche i vecchi rivali possono diventare un riparo.
Il contrasto ha avuto un'ampia eco sui principali media internazionali, sia in Europa che Oltreoceano. "Meloni asfalta Trump" titolava il New York Post, mentre la Bbc ha descritto uno "scontro aperto" tra i due. Per il Guardian l'accaduto mette in discussione il rapporto "coltivato" a lungo e "basato su una retorica nazionalista condivisa". Per El Pais, l'intensità dello scontro "conferma il raffreddamento di una relazione che fino a poco tempo fa si presentava come l'esempio perfetto di affinità politica transatlantica", mentre in Germania la Frankfurter Allgemeine Zeitung ha posto l'accento sulla fermezza della reazione italiana di fronte allo "scherno" del presidente americano.
Negli Stati Uniti l'attenzione si è concentrata soprattutto sul ricalcolo politico della leadership italiana e sulla trasformazione del rapporto tra i due leader. Il Washington Post ha ricordato come Meloni fosse considerata in Europa la "Trump whisperer" ('la sussuratrice di Trump'), la leader più vicina al presidente americano e l'unica ad aver partecipato alla sua inaugurazione del 2025. Secondo il quotidiano, l'escalation dimostra che "lo stile politico di Trump sta spingendo anche i leader europei che un tempo lo corteggiavano a rivedere il proprio approccio e ad abbandonare le lusinghe nei confronti del presidente statunitense". L'impopolarità della guerra con l'Iran, ha trasformato il rapporto privilegiato con Trump in una "debolezza" per Meloni.
La Cnn ha definito l'episodio un "nuovo incidente diplomatico", l'ultimo episodio del progressivo deterioramento dei rapporti tra due leader un tempo molto vicini, nonché un'ulteriore frattura tra Washington e i suoi alleati europei. Duro il Wall Street Journal, secondo cui "il battibecco dimostra che i sorrisi al vertice non hanno fatto altro che mascherare le crepe nelle relazioni transatlantiche". Anche i media conservatori hanno espresso preoccupazione per la crisi di quella che fino a oggi era considerata una delle più solide alleanze del campo conservatore occidentale. Il Washington Examiner ha parlato di una "disputa che minaccia di approfondire le tensioni tra i due leader, che in precedenza avevano mantenuto uno stretto rapporto nonostante i disaccordi politici".

(Adnkronos) - Il Marocco torna protagonista ai Mondiali 2026. La Nazionale africana sfida la Scozia - in diretta tv e streaming - nella seconda giornata del girone C. Il Marocco è reduce da un'ottima prestazione all'esordio contro il Brasile, fermato sull'1-1, mentre la Scozia ha battuto Haiti per 1-0, prendendosi la testa del gruppo.
Alle 3 la partita tra Brasile e Haiti.

(Adnkronos) - Il Marocco torna protagonista ai Mondiali 2026. La Nazionale africana sfida la Scozia - in diretta tv e streaming - nella seconda giornata del girone C. Il Marocco è reduce da un'ottima prestazione all'esordio contro il Brasile, fermato sull'1-1, mentre la Scozia ha battuto Haiti per 1-0, prendendosi la testa del gruppo.
Alle 3 la partita tra Brasile e Haiti.

(Adnkronos) - Ronaldinho torna a giocare in Italia. L'ex calciatore brasiliano a 46 anni è pronto a tornare in campo e ha deciso di farlo in Serie C. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport infatti, Ronaldinho vestirà la maglia del Ravenna, club del presidente Ignazio Cipriani, ricco imprenditore che ha deciso di investire nel mondo del calcio.
È stato proprio il presidente del club ad annunciare a sorpresa l'arrivo di Ronaldinho, che verrà presentato ufficialmente con un evento che si terrà a Miami il prossimo 23 giugno: "Ho passato 24 anni della mia vita negli Stati Uniti ma considero comunque Ravenna la mia casa", ha detto Cipriani, "acquistare Ronaldinho è qualcosa di assolutamente straordinario per il club, era il mio idolo e il suo impatto sul calcio va al di là di quello che ha fatto sul campo".
Anche Ronaldinho non ha nascosto la sua felicità per il ritorno in Italia e al calcio giocato: "Nuovi colori, stesso sorriso. Non vedo l’ora di poter tornare a danzare sul pallone per scrivere una nuova storia insieme a Ignazio e a tutta la famiglia Cipriani", ha detto il brasiliano, "il calcio è sempre stato una fonte di gioia per me, voglio portare lo stesso spirito a Ravenna".
Ignazio Cipriani, presidente del Ravenna che ha appena messo a segno il colpo Ronaldinho, è figlio dell'imprenditore Giuseppe Cipriani Jr e di Eleonora Gardini, figlia a sua volta del magnate Raul Ferruzzi Gardini. Si tratta quindi di una vera e propria dinastia imprenditoriale, nonché di una delle famiglie più ricche d'Italia.
Ignazio Cipriani, cresciuto tra Italia e Stati Uniti, ha deciso di investire nel mondo del calcio nel 2024, quando ha acquistato la quota di maggioranza del Ravenna Fc, club di Serie C ma decisamente molto ambizioso.

(Adnkronos) - Episodio arbitrale in Stati Uniti-Australia. Oggi, venerdì 19 giugno, la Nazionale americano ha sfidato quella australiana nella seconda giornata del girone D, tornando in campo dopo la convincente vittoria contro il Paraguay. Il primo tempo della sfida è stato caratterizzato da un gol prima annullato e poi convalidato alla squadra di Pochettino, che ha generato suspence nello stadio di Seattle e alcuni momenti di tensioni.
Succede tutto al 43'. Sugli sviluppi di un calcio d'angolo, un calciatore americano calcia da fuori area trovando la deviazione di un difensore australiano. La palla si impenna e sulla ribattuta si avventa Freeman, che di testa firma il raddoppio degli Stati Uniti. I tifosi americani esultano, ma l'arbitro annulla tutto per fuorigioco.
Il Var però richiama il direttore di gara, con il check che dura diversi secondi. Alla fine, l'arbitro convalida la rete, con le immagini che confermano come Freeman sia in realtà tenuto in gioco da un avversario. L'episodio però, unito a un primo tempo sottotono, genera il nervosismo dell'Australia, che si palesa a pochi secondi dalla fine. A centrocampo volano spintoni, con l'arbitro che deve intervenire per prevenire la rissa.

Si sono ritrovati in oltre 400 i sauna-lovers di tutto il mondo, chiamati a raccolta in Finlandia, la patria di questa pratica tanto antica quanto onnipresente nella vita di tutti i giorni in questo paese, tanto da essere riconosciuta dall’Unesco come Patrimonio culturale immateriale. A fare da cornice a questo che a buon diritto si autodefinisce il meeting più rilassante che ci sia, la città di Jyväskylä, nella Regione dei Laghi, famosa per custodire, con il suo territorio circostante, la maggiore concentrazione di opere di Alvar Aalto, pioniere dell’architettura del XX secolo, oltre a due dei sette siti Unesco della Finlandia. Il tutto nello scenario incomparabile dell’area lacustre più estesa d’Europa, dove la natura abbraccia la vita urbana e dove il lago cattura la vista da ogni angolo si volga lo sguardo.
Una città a misura d’uomo, da girare a piedi, che sia per camminare lungo la bella passeggiata che costeggia il lago Päijänne o per confondersi come un ‘local’ nel quadrilatero pedonale che ha il suo cuore nella piazza Kompassiaukio, per fare shopping, oppure rilassarsi in uno dei locali affacciati sul porto di Lutakko, salotto estivo degli abitanti. E, naturalmente, per andare a caccia degli edifici progettati da Alvar Aalto, e ritrovarvi - perché no - un pezzo d’Italia che tanto ha ispirato l’architetto, il quale dopo ognuno dei numerosi viaggi fatti nel Belpaese riportava un’idea da trasformare in forma.
Così, tra natura e cultura, benessere e design, è andata in scena l’edizione 2026 del World Sauna Forum, che ha visto confrontarsi professionisti, imprenditori, ricercatori e appassionati in una tre giorni dedicata alla cultura della sauna. Un appuntamento annuale per condividere idee, fare network, creare nuove sinergie, condividere conoscenze ma anche conservare memorie di un’esperienza comunicata con un linguaggio universale.
L’evento, infatti, ha alternato momenti di dibattito con esperti e rappresentanti del settore a visite - sono state oltre tremila quest’anno - all’infinita varietà di saune che la Finlandia offre. Un vero e proprio pellegrinaggio iniziato con i pre-tour, nei giorni precedenti il congresso, in varie zone del paese, tra cui non poteva mancare la città di Tampere, incoronata ‘Capitale mondiale della sauna’, per l’elevato numero di strutture pubbliche e per conservare quella più antica del mondo. Per approdare poi nella regione di Jyväskylä, considerata la ‘regione della sauna’, che ogni anno a giugno ospita la ‘Sauna week’, puntualmente sold-out.
E’ qui, infatti, che è nata Sauna from Finland, associazione che rappresenta stakeholder e amanti del settore e che organizza il World Sauna Forum. Tema di quest’anno è stato ‘Happiness’, la felicità, e non poteva essere altrimenti in un paese che è stato dichiarato il più felice del mondo per il nono anno consecutivo. “La sauna vuol dire felicità perché tocca emozioni, il comprendere che la vita è qui e ora, che è fatta di piccoli momenti come quelli che regala la sauna”, spiega Carita Harju, Executive director di Sauna From Finland, associazione che “raccoglie 250 aziende in un network”, ricorda. “E il World Sauna Forum - prosegue - si rivolge a chiunque lavori nel campo della sauna e del benessere, dai fornitori di servizi alla manifattura di accessori e attrezzature, fa incontrare aziende, buyers e professionisti, per confrontarsi sulla sauna finlandese e le sue molteplici opportunità di business e di cooperazione. Il World Sauna Forum contribuisce alla diffusione dell’esperienza dell’autentica sauna finlandese in tutto il mondo”.
Dal benessere alla scienza, dalla cultura fino persino al design, sono molti gli aspetti che ruotano attorno al mondo sauna. “La sauna - sottolinea - ha un forte legame con il design: può essere anche una design experience, ad esempio quando pur essendo molto piccola è ben distribuita per i diversi aspetti dell’esperienza. Lo stesso Alvar Aalto ha disegnato anche delle saune”.
Un connubio, quello fra benessere e design e fra natura e ospitalità, che si ritrova nelle strutture alberghiere della zona, una su tutte lo Scandic Laajavuori, hotel situato nell’area residenziale di Jyväskylä, immerso nella foresta e vicino ad alcune delle attrazioni naturalistiche per tutte le stagioni, dal parco avventura allo sci, dai percorsi di hiking al biking e ancora saune pubbliche come la Lampila, con accesso diretto al lago per un tuffo nelle fresche acque dopo il ‘bagno’ di calore.
Lo Scandic Laajavuori è una enorme struttura degli anni Sessanta in stile ‘brutalista’, dove gli arredi sono quelli disegnati da Alvar Aalto, riflettendo la tradizione di design della regione. “L’edificio - afferma Janne Pälvimäki, general manager dello Scandic Laajavuori - è stato costruito nel 1969, poi raddoppiato negli anni Settanta, e infine rinnovato negli ultimi due anni con nuovi impianti di aria condizionata e nuovi spazi. Mentre la facciata è rimasta quella originaria, non si può toccare perché è tutelata. Basti pensare che qui vengono anche architetti e ricercatori per studiare questo stile che chiamiamo ‘brutalista’”.
Negli ampi spazi di questa struttura, aperta tutto l’anno, family-friendly e vocata al turismo congressuale, ci sono varie sale gioco e ambienti per meeting. E ancora una volta il design incontra il benessere. “La nostra Spa di 800 metri quadrati - prosegue il general manager - è chiamata ‘Panorama’ per la vista che offre grazie alle finestre basse con affaccio sulla foresta, con un effetto di luce diverso a seconda dei momenti della giornata e dell’anno. Ci sono vari tipi di sauna, nove in tutto: dalla Chrystal Sauna alla City Sauna con la tv, fino alla Summer House sauna che ricorda il cottage. Sono tutte in stili diversi, una sembra una foresta e riproduce i suoi suoni. La più nuova è la Yoga sauna, con una capienza di 5 persone, dove si tengono classi di yoga. La Spa comprende poi un’ampia piscina con giochi d’acqua e la palestra”.
In pochi minuti si raggiunge, anche con il trasporto pubblico locale, il centro della città, oppure si può partire per un’escursione nei dintorni. Da vedere nella regione di Jyväskylä - sul sito dell’ente locale del turismo https://visitjyvaskyla.fi/it/[1] tutti gli spunti - sicuramente i due siti Unesco: la torre triangolare di Oravivuori, che fa parte della catena di triangolazioni geodetiche di Struve ideate nell’Ottocento per determinare la forma esatta della Terra, e l’antica chiesa di Petäjävesi. Costruita nel 1763, questo monumento di architettura nordica in legno è un capolavoro unico e di forte impatto. Rimasta immune da incendi che non hanno risparmiato altri edifici in legno, ma anche da scellerate ipotesi di demolizione, dopo la costruzione di un’altra chiesa parrocchiale nel 1800 al centro del paese, oggi è visitata ogni anno da 13mila turisti e molto gettonata per i matrimoni. A narrarne la storia, che parla dell’opera di artisti e carpentieri locali, una appassionata custode che non nasconde il suo orgoglio per un monumento fortemente identitario.
Must-see della regione è quel tratto della cosiddetta ‘Alvar Aalto Route’, che conduce alla scoperta di alcune delle più rilevanti opere realizzate qui da Alvar Aalto e che hanno segnato il passaggio, nella sua carriera, dal classicismo nordico a quel funzionalismo razionalista da lui poi ‘umanizzato’. A partire dal Municipio di Säynätsalo, considerato uno dei suoi capolavori. Costruito nel 1949 dopo aver vinto una gara per dare una sede amministrativa a una piccola comunità operaia, lo concepì come un luogo di incontro e di socializzazione richiamato dal cortile aperto, dalle stanze in uso non solo per uffici ma anche per attività (tuttora ospitano esposizioni di artigiani locali) e anche da appartamenti a disposizione per chi vi volesse soggiornare, cosa che è possibile fare anche oggi, prenotando con congruo anticipo. E i materiali sono quelli che sarebbero diventati una costante nelle sue costruzioni, come i mattoncini rossi scelti uno a uno, tantissimo legno e la ceramica anche in forma ricurva che si ritroverà in altre opere. A colpire il visitatore pure l’uso sapientemente dosato di aperture e luci e, ancora una volta, la natura finlandese con i suoi alberi che sembrano entrare all’interno.
A pochi chilometri si trova la casa sperimentale nell’isoletta lacustre di Muuratsalo, che Alvar Aalto aveva costruito come sua residenza estiva, sperimentando appunto alcune tecniche e materiali, forme e dimensioni, più difficile da raggiungere ma visitabile su appuntamento. Sempre nei dintorni, la Chiesa di Muurame è uno dei più emblematici edifici religiosi progettati da Alvar Aalto; completata nel 1929, è stata rinnovata e riportata al suo aspetto originale nel 2015, con i suoi fortissimi richiami allo stile italiano che tanto ha ispirato l’architetto.
Ma è nel centro di Jyväskylä che si concentra il maggior numero di edifici disegnati dall’archistar, tanto da essere considerata la ‘capitale di Alvar Aalto’, anche perché è qui che l’architetto ha vissuto molti anni della sua vita, qui è cresciuto e ha studiato, e qui ha creato il suo primo studio professionale e dove ha ideato il maggior numero di opere. Camminando per la città se ne possono scoprire ben 29, semplicemente alzando lo sguardo e provando a indovinare chi sia l’autore. C’è la Casa dei lavoratori, il primo grande edificio pubblico progettato da Aalto, nel 1924, con un teatro all’interno, purtroppo non sempre aperto al pubblico. E poi il teatro, un centro amministrativo, la sede della Guardia civile e una serie di case private e di palazzi. Ma, soprattutto, vero gioiello architettonico della città, c’è l’Università con il suo campus, progettati fra gli anni Cinquanta e Settanta a più riprese: oggi chiunque può addentrarsi per i suoi viali tra facciate a mattoncini rossi e angoli azzurri, aula magna a forma di ventaglio, hall con scala che attraversa tre piani e persino una piscina coperta che completa gli impianti sportivi nel parco.
A Jyväskylä si trova anche il museo dedicato all’architetto, ospitato in un edificio, neanche a dirlo, da lui stesso progettato, che oggi, dopo l’ultima ristrutturazione, è formato da due corpi collegati e si chiama infatti Aalto2 Museum Centre: uno è sede del museo della Finlandia, che narra la storia del paese, e l’altro è la Galleria Aalto vera e propria. Qui si può ripercorrere la vita e l’opera dell’architetto, con pannelli che illustrano i suoi progetti più famosi, ma anche ammirare i numerosi oggetti e pezzi d’arredo da lui progettati affiancando l’opera di architetto a quella di designer. Tra questi, la famosa L-Leg, la zampa ricurva delle sue poltroncine che hanno fatto epoca, e l’iconico vaso di vetro ondulato realizzato in molti formati e ancora oggi in produzione, oltre ad avveniristiche lampade.
E c’è un’ultima attrazione davvero unica a Jyväskylä del mondo di Alvar Aalto: la sua barca di 10 metri, la più veloce del lago negli anni Cinquanta, battezzata ‘Nemo propheta in patria’, da lui stesso progettata, in legno di pino e ottone e arredi in mogano. Oggi è custodita in una grande teca a vetri affacciata sul lago e chiunque, passeggiando, può avvicinarsi, curiosare e leggerne la storia. E’ solo una delle tante sorprese che si possono incontrare, quasi per caso, camminando per la città, come - al di là delle opere di Aalto - il cortile Toivola circondato dalle antiche casette di legno, oggi trasformate in ristorantini, boutique, e persino un piccolo museo che ricostruisce le dimore dell’epoca, o l’instagrammato centralissimo edificio a cupola dove si trova il caffè Nikolainkulma, il più antico della città. Una città dai mille volti, Jyväskylä, e visitarla val bene una sauna.
(di Alessia Trivelli)

(Adnkronos) - La Turchia torna in campo ai Mondiali 2026. La Nazionale allenata da Vincenzo Montella sfida il Paraguay - in diretta tv e streaming - nella seconda giornata del girone D. La Turchia è reduce da un pessimo esordio nella rassegna iridata, avendo perso 2-0 contro l'Australia, mentre il Paraguay è stato dominato per 4-1 dagli Stati Uniti.
La sfida tra Turchia e Paraguay è in programma sabato 20 giugno alle 5 ora italiana. Ecco le probabili formazioni:
Turchia (4-2-3-1): Cakir; Celik, Bardakci, Demiral, Kadioglu; Yuksek, Calhanoglu; Kokcu, Guler, Yildiz; Akturkoglu. Ct. Montella.
Paraguay (4-2-3-1): Gill; Caceres, Gustavo Gomez, Alderete, Maidana; Bobadilla, Cubas; Diego Gomez, Enciso, Almiron; Sanabria. Ct. Alfaro.
Turchia-Paraguay sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva su Dazn, visibile tramite smart tv. Il match sarà disponibile anche in streaming sull'app e sulla piattaforma web di Dazn.

(Adnkronos) - Il Marocco torna protagonista ai Mondiali 2026. Nella notte tra oggi, venerdì 19 giugno, e domani, sabato 20, la Nazionale africana sfida la Scozia - in diretta tv e streaming - nella seconda giornata del girone C. Il Marocco è reduce da un'ottima prestazione all'esordio contro il Brasile, fermato sull'1-1, mentre la Scozia ha battuto Haiti per 1-0, prendendosi la testa del gruppo.
La sfida tra Marocco e Scozia è in programma oggi a mezzanotte. Ecco le probabili formazioni:
Marocco (4-2-3-1): Bounou; Hakimi, Diop, Riad, Mazraoui; El Aynaoui, Bouaddi; Brahim Diaz, Ounahi, El Kaabi; Saibari. Ct. Ouahbi.
Scozia (4-4-2): Gunn; Hickey, Hanley, Hendry, Robertson; Gannon-Doak, McTominay, Ferguson, McGinn; Shankland, Che Adams. Ct. Clarke.
Marocco-Scozia sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva su Dazn, visibile tramite smart tv. Il match sarà disponibile anche in streaming sull'app e sulla piattaforma web di Dazn.

(Adnkronos) - Torna in campo il Brasile ai Mondiali 2026. La Nazionale verdeoro allenata da Carlo Ancelotti sfida Haiti - in diretta tv e streaming - nella seconda giornata della rassegna iridata di scena in Stati Uniti, Messico e Canada. All'esordio nel girone C, il Brasile ha pareggiato 1-1 con il Marocco offrendo una prestazione deludente, mentre Haiti ha perso 1-0 contro la Scozia.
La sfida tra Brasile e Haiti è in programma sabato 20 giugno alle 3 ora italiana. Ecco le probabili formazioni:
Brasile (4-2-3-1): Becker; Danilo, Marquinhos, Gabriel, Douglas Santos; Guimaraes, Fabinho; Henrique, Raphinha, Vinicius; Cunha. Ct. Ancelotti.
Haiti (4-4-2): Placide; Arcus, Delcroix, Adé, Expérience; Deedson, Jean Jacques, Bellegarde, Providence; Pierrot, Isidor. Ct. Migné.
Brasile-Haiti sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva su Dazn, visibile tramite smart tv. Il match sarà disponibile anche in streaming sull'app e sulla piattaforma web di Dazn.

(Adnkronos) - Chi preferisce Cristiano Ronaldo a Lionel Messi è di destra. Mentre si stanno giocando i Mondiali 2026, che vedono il fuoriclasse portoghese e quello argentino tra i loro protagonisti assoluti, uno studio universitario ha unito la politica al calcio, analizzando il dualismo che ha dominato gli ultimi anni secondo una lente nuova.
Una ricerca pubblicata sulla piattaforma Social Science Research Network e riportata da L'Equipe, ha infatti mostrato come preferire l'uno o l'altro potrebbe essere anche una questione di orientamento politico. Lo studio ha preso in esame le risposte di 10.661 persone residenti in 26 paesi, che hanno completato un questionario tra aprile e maggio 2026. Utilizzando un modello lineare gerarchico a due livelli, i ricercatori sono stati in grado di valutare le risposte dei partecipanti sull dibattito Messi-Ronaldo, considerando altri fattori come l'ideologia individuale, l'autoritarismo, l'autostima e la posizione in classifica FIFA del loro paese di origine.
I risultati mostrano che gli intervistati che si identificavano come progressisti tendevano a preferire Messi, mentre quelli che si identificavano come conservatori preferivano Ronaldo. I ricercatori hanno quindi concluso che uno dei fattori che incide nella scelta tra Messi e Ronaldo è proprio l'orientamento politico.
Tra gli altri criteri, l'argentino tende ad essere preferito da persone con una mentalità più analitica, mentre il portoghese attrae coloro che hanno un orientamento autoritario o una maggiore autostima. Tuttavia lo studio va preso con cautela. Sono gli stessi autori a confermare come lo stesso non sia stato sottoposto a revisione paritaria e, sebbene l'effetto statistico osservato sia reale, la sua portata rimane modesta.

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(Adnkronos) - Paura per Francisco Cerundolo al Queen's. Oggi, venerdì 19 giugno, il tennista argentino ha battuto il britannico Arthur Fery nei quarti di finale dell'Atp 500 di Londra, torneo preparatorio a Wimbledon 2026, a cui Jannik Sinner arriva da campione in carica, in tre set con il punteggio di 7-6 (1), 3-6, 6-4 al termine di una partita caratterizzata da alcuni momenti di panico.
Durante uno scambio infatti, Cerundolo è salito a rete per colpire con una volée, ma è stato centrato dal passante di rovescio di Fery, che lo ha colpito alla gola. L'argentino è quindi collassato a terra tenendosi il collo, con il britannico che ha subito superato la rete ed è andato a sincerarsi delle condizioni dell'avversario.
Dopo qualche secondo a terra, dove Cerundolo è stato raggiunto dal giudice di sedia e dallo staff medico, l'argentino si è rialzato ed è tornato in campo, tra gli applausi del Queen's.

(Adnkronos) - Jannik Sinner è il favorito per vincere Wimbledon 2026, parola di Patrick Mouratoglou. L'allenatore francese ha infatti espresso un giudizio fermo, per quanto un po' scontato ranking alla mano, alla vigilia dell'inizio dello Slam di Londra. Proprio nei giorni scorsi Sinner è arrivato nella capitale inglese per iniziare a prendere confidenza con l'erba, avendo scelto di non partecipare a nessun torneo preparatorio e allungare il riposo dopo il malessere accusato a Parigi.
"Con il forfait di Alcaraz, Sinner è il grande favorito per Wimbledon", ha detto Mouratoglu in un video pubblicato sul suo profilo Instagram, "il livello a cui sta giocando in questo momento è nettamente superiore a quello degli altri. Tuttavia, non credo che quanto accaduto al Roland Garros influenzerà le prestazioni o la fiducia di Jannik Sinner".
"Guardate ciò che ha realizzato da gennaio: è impressionante il numero di partite consecutive che ha vinto nei Masters 1000. Per questo sarà il grande favorito", ha spiegato l'allenatore, "essere il campione in carica comporta sempre una pressione aggiuntiva, ma penso che Jannik sia ormai abituato a gestire questo tipo di pressione. È il grande favorito e credo che sia il giocatore meglio posizionato per conquistare il titolo". I due rivali principali a contendere Wimbledon a Sinner, secondo Mouratoglu, sono Alexander Zverev e Novak Djokovic.

"In una fase di incertezza geopolitica ed economica, il modo migliore per superare la crisi non è chiudersi, ma investire in un autentico 'peace through commerce': rafforzare le partnership economiche tra Italia e Stati Uniti come strumento di stabilità e crescita condivisa. Anche quando emergono divergenze politiche di breve periodo tra le leadership di governo su singoli dossier, la profondità dei legami industriali, tecnologici e finanziari resta un ancoraggio fondamentale. Proprio per questo è essenziale consolidare alleanze nelle filiere strategiche e valorizzare gli strumenti della cooperazione economica bilaterale: sono la migliore garanzia di resilienza e di dialogo costruttivo nello spazio transatlantico". Così, con Adnkronos/Labitalia, Simone Crolla, Consigliere delegato di AmCham Italy, commenta i rapporti tra Usa e Italia dopo gli attacchi di oggi di Trump a Meloni e l'annullamento del Business Forum a Miami.
AmCham Italy lunedì 22 giugno a partire dalle 11.00 nel Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia 'Leonardo da Vinci' a Milano terrà l’assemblea annuale dei soci, in cui verrà approvato il bilancio e saranno elette le nuove cariche sociali con il rinnovo del Consiglio di amministrazione.
Secondo il consigliere delegato della Camera di commercio Usa in Italia "lo stato degli investimenti diretti statunitensi in Italia è solido e strutturato. Oggi parliamo di uno stock di Ide americani nel nostro Paese pari a circa 36 miliardi di dollari, che si traduce in decine di migliaia di posti di lavoro qualificati e in una presenza industriale radicata sui territori. Allo stesso tempo, le imprese italiane hanno costruito una presenza molto significativa negli Stati Uniti, con uno stock di investimenti che supera i 48 miliardi di dollari: oltre sei volte il livello registrato all’inizio degli anni Duemila, a conferma di una relazione economica integrata ormai pienamente bidirezionale. Questo intreccio di investimenti non è solo una cifra nei bilanci, ma un vero moltiplicatore di competenze, innovazione e integrazione nelle filiere globali, che rafforza la competitività di entrambi i Paesi nel contesto transatlantico", sottolinea.
In particolare Crolla ricorda che "i settori trainanti della relazione economica tra Stati Uniti e Italia riflettono le grandi trasformazioni in corso a livello globale. Dal lato americano, l’export verso l’Italia vede al primo posto il comparto pharma & chimica, seguito dall’energia – in particolare Oil & Gas – e poi da trasporti, macchine, ict e metalli di base. Si tratta di ambiti ad alta intensità di capitale, tecnologia e ricerca, dove le aziende statunitensi sono partner fondamentali per il sistema produttivo italiano".
"Dal lato italiano, l’export verso gli Stati Uniti è guidato ancora da pharma & chimica, ma con una forte presenza di macchinari, trasporti, altra manifattura avanzata e prodotti in pelle, in cui il nostro Paese unisce capacità industriale, design e qualità. In questo quadro, sanità, tecnologia ed energia rappresentano autentici 'motori congiunti' della relazione transatlantica: sono i settori in cui le catene del valore italo‑americane sono più integrate e dove vediamo le maggiori opportunità di crescita nei prossimi anni", conclude. (di Fabio Paluccio)

(Adnkronos) - Una collisione tra due treni si è verificata oggi, venerdì 19 giugno, nell'area di Bedford, a nord di Londra. Lo riferisce la British Transport Police, citata da Sky News. Sul posto sono intervenuti un'eliambulanza e una squadra specializzata nelle operazioni in aree a rischio (Hazardous Area Response Team), mentre l’East of England Ambulance Service ha classificato l’episodio come major incident.
Le autorità invitano la popolazione a evitare la zona, in attesa di chiarire la dinamica dello scontro e di fornire informazioni sul numero delle persone coinvolte.
Il sindacato britannico Rail, Maritime and Transport ha riferito che ci sono "feriti gravi" tra il personale di bordo e i passeggeri. "Il pensiero di tutto il sindacato è rivolto alle persone coinvolte e continuiamo a monitorare la situazione", ha aggiunto il portavoce del sindacato, citato dai media britannici.

(Adnkronos) - Gli Stati Uniti tornano in campo ai Mondiali 2026. Oggi, venerdì 18 giugno, la Nazionale americana sfida l'Australia - in diretta tv e streaming - nella seconda giornata del girone D della rassegna iridata. La squadra allenata da ct Pochettino è reduce dalla netta vittoria dell'esordio contro il Paraguay, battuto 4-1, mentre l'Australia ha superato la Turchia 2-0. Si giocherà quindi, al Seattle Stadium di Seattle, per ipotecare il passaggio del turno e prendersi il primo posto del girone.
A mezzanotte in programma la sfida tra Scozia e Marocco, alle 3 Brasile-Haiti.

(Adnkronos) - Bufera e accuse di razzismo ai Mondiali 2026. L'ex calciatore del Real Madrid e della Nazionale olandese Rafael van der Vaart è entrato nel mirino della critica dopo aver espresso un giudizio valutato come razzista sul Giappone, ultimo avversario proprio dell'Olanda all'esordio nella rassegna iridata.
Van der Vaart, in diretta televisiva a un emittente olandese per cui sta commentando i Mondiali, aveva detto infatti che "i giapponesi sono tutti uguali". Una frase infelice che ha provocato indignazione e portato alle scuse dell'ex calciatore: "Mi dispiace moltissimo. Posso capire che alcune persone possano aver trovato offensive le mie parole. Se ho ferito qualcuno con il mio commento, mi scuso", ha detto Van der Vaart.
"Non era assolutamente mia intenzione offendere. Prendo molto sul serio le reazioni e comprendo che le mie parole possano essere interpretate in modo diverso", ha continuato Van der Vaart, "per questo motivo, voglio anche sottolineare che non avevo assolutamente intenzioni razziste o discriminatorie con la mia osservazione. Spero che le mie intenzioni e il contesto del commento siano più chiari dopo questa spiegazione".

(Adnkronos) - A pochissime settimane da Ultimo 2026 – La favola per sempre, il live più atteso dell’anno, che ha registrato lo storico sold out di 250mila biglietti venduti in sole tre ore e con un anno di anticipo, l’Ateneo di Roma Tor Vergata sta seguendo dall’interno i lavori di preparazione e costruzione di questo evento da record. Come annunciato nei giorni scorsi dal rettore dell’Università di Roma Tor Vergata, Nathan Levialdi Ghiron, l’Ateneo, per questo concerto-evento, è coinvolto anche in un'attività di ricerca sulle tecnologie per lo spettacolo. Un’iniziativa che rafforza il dialogo tra produzione culturale, ricerca scientifica e innovazione.
Questo evento, ospitato all'interno del campus universitario, su un'area di 150mila mq (15 ettari), rappresenta anche una straordinaria occasione per coinvolgere studenti e studentesse provenienti dalle diverse facoltà dell’Ateneo in specifici progetti di stage, di ricerca e attività di tesi. In relazione alla parte tecnologica, gli studenti di Roma Tor Vergata sono parte attiva del progetto di ricerca guidato dai professori Marco Re e Mauro De Sanctis, del dipartimento di Ingegneria Elettronica, affiancati dalla produzione dello show, ovvero dalla squadra di Vivo Concerti, produttore e organizzatore dell’evento, e Agorà, azienda che cura la parte tecnologica relativa ad audio, video e luci.
Le attività di ricerca dell'Ateneo in relazione al concerto sono due: la prima riguarda l’impatto acustico e quindi le emissioni sonore nelle aree posteriori e laterali del palco; la seconda, relativa alle telecomunicazioni, studierà mediante misure passive in loco, lo stato del traffico di dati quando decine di migliaia di telefoni cellulari sono presenti in una regione ristretta di spazio. Inoltre alcuni studenti sono stati selezionati in base alle competenze e alle aree di interesse per ricoprire un ruolo fattivamente operativo sull’evento del 4 luglio. Questi saranno inseriti nei diversi reparti di Vivo Concerti grazie ad internship extracurricolari e sperimenteranno in prima persona il lavoro e la gestione di un evento così complesso e mastodontico. La realizzazione de La Favola per Sempre all’Università di Roma Tor Vergata è un’occasione più unica che rara, e un caso di studio senza precedenti, per avvicinare l’Ateneo, gli studenti e il mondo del lavoro.

(Adnkronos) - Le ricerche delle due sorelle scomparse in Abruzzo sono proseguite nella zona del lago di Barrea, dove nei giorni successivi alla scomparsa si erano concentrate attività di perlustrazione da parte di vigili del fuoco, volontari e Protezione civile.
Gli investigatori mantengono il massimo riserbo sulle piste seguite e sulle verifiche in corso. Ma delle adolescenti Sarah e Alisya Di Giacinto al momento nessuna traccia. In forse anche l'attribuzione a una delle due sorelle del fermaglio trovato non lontano dalla casa famiglia: potrebbe non essere di Sarah come in un primo momento si era detto, dal momento che il padre non l'ha riconosciuto.
Di loro non si hanno più notizie da oltre una settimana. La procura di Sulmona, del caso si sta occupando il pm Stefano Iafolla, ha aperto un nuovo fascicolo, ipotizzando il reato di abbandono di minore nei confronti dei responsabili della struttura che ospitava le ragazze.
L'iscrizione nel registro degli indagati sarebbe un atto dovuto, conseguente alla denuncia, presentata dal padre delle ragazzine, assistito dall'avvocato Francesco Riccardi, che sembrano svanite nel nulla. Il nuovo procedimento si affianca a quello già avviato nei giorni scorsi per sottrazione di minore.
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