
(Adnkronos) - Il dibattimento del processo Ruby Ter si riaprirà in Appello. I giudici della seconda sezione della Corte milanese hanno infatti ammesso 39 dei testimoni richiesti dalle difese.
Verranno esaminati in tre udienze, fissate per il 30 settembre, l'8 e il 29 ottobre. Il processo, che vede 22 imputati per corruzione in atti giudiziari (prescritta la falsa testimonianza e definitiva l'assoluzione dell'ormai defunto Silvio Berlusconi) proseguirà nelle udienze del 3 e 26 novembre, dedicate alla discussione delle parti.
Il collegio d'Appello, presieduto da Maria Rosaria Correra, ha rigettato perché "non rilevante e manifestatamente infondata" l'eccezione costituzionale sollevata dalle difese che chiedevano che venisse celebrato un nuovo processo di primo grado, anziché uno di Appello, dal momento che la Procura era ricorsa 'per saltum' in Cassazione contro la sentenza con cui nel 2023 il Tribunale di Milano aveva assolto gli imputati per corruzione in atti giudiziari, falsa testimonianza e riciclaggio 'perché il fatto non sussiste'.
La Corte ha invece rinviato all'esito del giudizio d'Appello le questioni di legittimità costituzionale legate alla veste giuridica delle ragazze che nei precedenti processi contro Silvio Berlusconi testimoniarono sulle serate di Arcore. Respinta infine nel merito la questione di competenza territoriale sollevata dalle difese, che chiedevano il trasferimento del processo a Siena.
Il pg Luca Poniz e il pm applicato Luca Gaglio si erano opposti alle richieste delle difese. "Sono doglianze per noi non ricevibili", ha detto in aula il pg, che in un passaggio del suo intervento ha evidenziato che "bastano i dieci comandamenti, non serve scomodare il diritto, per dire che un testimone non deve mentire, ancor più essere pagato per mentire". La Cassazione "ha ridotto veramente in briciole" la sentenza di assoluzione, ha evidenziato il pubblico ministero applicato. Ricordando che il processo di primo grado è durato sei anni e ha avuto una "istruttoria complessa e articolata", Gaglio ha sostenuto che le varie "istanze" delle difese avessero "uno scopo veramente dilatorio".
Un'affermazione questa "non corretta, visto che in primo grado avevamo rinunciato a tutte le testimonianze", gli ha ribattuto a distanza Nicola Giannantoni, legale di Barbara Guerra, plaudendo alla "scelta equilibrata" della Corte di riaprire l'istruttoria.
Gli fa eco Paola Boccardi, legale di Karima El Mahroug, ricordando che "benché il processo di primo grado fosse stato molto lungo", l'ordinanza del Tribunale di Milano, che aveva dichiarato inutilizzabili le testimonianze delle 'olgettine' sentite non come indagate, "aveva portato alla rinuncia dei testi da parte della maggior parte delle difese". Non è escluso che nel processo di Appello in corso a Milano Ruby, di recente diventata mamma per la seconda volta, si presenterà a rendere dichiarazioni spontanee. L'unica dei 22 imputati presente oggi in aula era Miriam Loddo, "perché ha delle cose da dire", ha detto il suo avvocato, Marco De Giorgio, ribadendo che il Ruby ter "è la fiera della vanità, non è più un processo. E' passato anche l'interesse, se non retroattivo e post-mortem. Mi pare che proprio non abbia senso".

(Adnkronos) - La consapevolezza dell’importanza della prevenzione si scontra con la difficoltà di ricordare quando effettuare controlli, screening o le vaccinazioni raccomandate. La questione non interessa solo i pazienti, ma anche i caregiver, spesso impegnati nell’organizzazione dei percorsi di salute dei propri familiari. Un aiuto arriva dalla tecnologia. È il caso di Doctolib, piattaforma europea che supporta oltre 80 milioni di persone nella prenotazione di visite e nella gestione dei percorsi di cura, e che punta oggi a rafforzare il ruolo della prevenzione attraverso strumenti digitali dedicati come gli Health Reminders: promemoria gratuiti integrati nell’app e attivabili volontariamente dagli utenti. Non sono “semplici notifiche - spiega Doctolib - ma un sistema di alert personalizzati che accompagna le persone nei momenti chiave della prevenzione: controlli periodici, screening e vaccinazioni raccomandate”.
Il funzionamento della app è semplice, ma strategico. Gli avvisi vengono calibrati su parametri come età, genere e raccomandazioni delle autorità sanitarie e delle principali società medico-scientifiche, con la possibilità di gestire anche i profili sanitari dei familiari. In questo modo, a portata di smartphone, si possono tenere sotto controllo scadenze e appuntamenti e ridurre il rischio che la prevenzione venga rimandata o dimenticata. Secondo i dati della piattaforma, “circa 300mila utenti in Italia hanno già trasformato il promemoria in un’azione reale, prenotando la visita suggerita oppure registrandola come già effettuata. Un segnale che racconta come la prevenzione, quando diventa più semplice e immediata, tende anche a diventare più efficace”. Le aree coperte dagli Health Reminders sono tre - visite di routine, programmi di screening e vaccinazioni - per intercettare le principali raccomandazioni di sanità pubblica e tradurle in indicazioni pratiche, accessibili direttamente dallo smartphone.
Dalla piattaforma emergono anche interessanti differenze nei comportamenti di salute. Le donne mostrano una maggiore attenzione agli screening ginecologici e ai controlli preventivi strutturati, mentre tra gli uomini prevalgono i promemoria legati all’età e alla prevenzione cardiovascolare, alle visite oculistiche e ai controlli dell’udito. Un elemento accomuna però tutti i profili: quando l’informazione preventiva è chiara, personalizzata e tempestiva, aumenta la probabilità di agire. La prevenzione smette così di essere un concetto astratto e diventa una sequenza di gesti concreti e programmati. Particolarmente significativa è la risposta che la app registra nella fascia over 60, dove i promemoria per la vaccinazione antinfluenzale registrano alti livelli di interazione e prenotazione, confermando il ruolo decisivo degli alert digitali nell’adesione alle campagne vaccinali.
"La prevenzione è davvero efficace quando riesce a entrare nella vita delle persone in modo semplice - afferma Vittorio Lapiana, Country Manager di Doctolib Italia - Con gli Health Reminders vogliamo aiutare cittadini e caregiver a trasformare controlli, screening e vaccinazioni da buone intenzioni ad azioni concrete, rendendo più facile rispettare le raccomandazioni sanitarie nel momento giusto". La tecnologia, sottolinea l’azienda, non sostituisce il rapporto con il medico né le politiche pubbliche di prevenzione, ma può renderle più vicine alle persone. E, in un sistema sanitario sempre più orientato alla prevenzione, anche un semplice promemoria può fare la differenza tra un’intenzione e un gesto che tutela la salute.

(Adnkronos) -
La Federazione delle Società Medico-Scientifiche Italiane (FISM), per il tramite del proprio Presidente, Prof. Loreto Gesualdo, ha formalmente rappresentato al Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Dott. Fabio Ciciliano, la piena disponibilità della comunità medico-scientifica italiana a collaborare nelle eventuali attività di supporto sanitario che dovessero rendersi necessarie in relazione all’emergenza in corso nella Repubblica Bolivariana del Venezuela. La comunicazione istituzionale nasce a seguito delle numerose manifestazioni di disponibilità già pervenute alla Federazione da parte delle Società Scientifiche aderenti, che hanno espresso la volontà di mettere a disposizione competenze professionali, esperienze specialistiche e capacità organizzative a supporto delle iniziative che le Autorità italiane riterranno opportuno promuovere. La FISM rappresenta circa 250 Società Medico-Scientifiche accreditate e riunisce l’intero spettro delle specialità cliniche e sanitarie presenti nel nostro Paese, costituendo una delle più ampie reti di competenze scientifiche e professionali operanti in ambito sanitario.
"La Federazione – dichiara il Presidente FISM, Prof. Loreto Gesualdo – ritiene doveroso mettere a disposizione delle Istituzioni il patrimonio di conoscenze e professionalità espresso dalle proprie Società Scientifiche. Le numerose adesioni spontanee che stiamo raccogliendo testimoniano il forte spirito di solidarietà che anima la comunità medico-scientifica italiana. Per questo abbiamo ritenuto opportuno rappresentare formalmente al Dipartimento della Protezione Civile la nostra disponibilità, auspicando un coordinamento istituzionale che consenta di valorizzare e indirizzare efficacemente le risorse professionali offerte". Nella nota trasmessa al Dipartimento della Protezione Civile, la FISM ha evidenziato l’importanza di un raccordo operativo con le strutture istituzionali competenti, affinché le disponibilità spontaneamente manifestate dalle Società Scientifiche possano essere canalizzate in modo ordinato, efficace e coerente con le esigenze che dovessero emergere.
Per assicurare il necessario coordinamento delle eventuali attività di carattere sanitario e scientifico, la Federazione ha individuato nel Dott. Piero Paolini, Presidente della Società Italiana Emergenza Sanitaria (SIEMS), il referente incaricato dei rapporti operativi con le strutture competenti, rendendosi sin d’ora disponibile per ogni approfondimento che dovesse risultare utile. La FISM conferma il proprio impegno a sostegno delle iniziative di solidarietà sanitaria internazionale e rinnova la propria disponibilità a contribuire, attraverso la rete delle Società Scientifiche federate, alle attività che le Istituzioni della Repubblica riterranno di attivare.
Al via la Strategia Territoriale "Oristano Porta d'Acqua", il piano
di rigenerazione urbana e ambientale promosso dal Comune di
Oristano. Le operazioni inserite nella Strategia saranno attuate
attraverso la forma dell'Investimento Territoriale Integrato
(ITI).
(Adnkronos) - C'è una malattia rara che non colpisce soltanto gli organi interni, ma può cambiare anche il volto, le mani, il modo di muoversi, di lavorare, di vivere le relazioni. È la sclerodermia, o sclerosi sistemica, una delle più gravi patologie reumatologiche autoimmuni: può coinvolgere pelle, polmoni, cuore, apparato gastrointestinale e altri organi, con un impatto importante sulla qualità e sull'aspettativa di vita. Negli ultimi anni, però, qualcosa è cambiato. La diagnosi arriva più precocemente rispetto al passato, la ricerca ha aperto nuove prospettive terapeutiche e oggi è possibile intercettare prima le complicanze più gravi. Ma proprio per questo la sfida diventa ancora più urgente: trasformare i progressi scientifici in percorsi di cura realmente accessibili, continui e omogenei su tutto il territorio nazionale. È questo il messaggio che accompagna la Giornata mondiale della sclerodermia, che ricorre oggi. "La sclerodermia, o sclerosi sistemica, è una malattia cronica, complessa e multisistemica, che può coinvolgere progressivamente numerosi organi e incidere profondamente sulla vita delle persone - spiega Florenzo Iannone, professore ordinario di Reumatologia dell'Università di Bari e direttore della Uoc di Reumatologia del Policlinico di Bari -. L'impatto sulla prognosi è ancora oggi importante e richiede un'organizzazione sanitaria capace di seguire il paziente lungo tutto il suo percorso assistenziale".
Negli ultimi anni, sottolinea lo specialista, lo scenario è migliorato. "Oggi i pazienti arrivano alla nostra osservazione molto prima rispetto a vent'anni fa. I medici di medicina generale e gli altri specialisti riconoscono con maggiore frequenza i sintomi iniziali della malattia e indirizzano il paziente al reumatologo in tempi più rapidi. I grandi ritardi diagnostici del passato si sono notevolmente ridotti e questo rappresenta un risultato importante, perché nella sclerodermia il tempo è un fattore determinante. La diagnosi precoce, però, da sola non basta". Secondo Iannone, i centri italiani di riferimento rappresentano oggi un'eccellenza anche a livello europeo e partecipano attivamente alla ricerca clinica internazionale. "Il problema nasce quando il paziente torna sul territorio - spiega -. Una patologia come la sclerosi sistemica richiede il coinvolgimento costante di numerosi specialisti (pneumologi, cardiologi, gastroenterologi, radiologi, neurologi e altri professionisti), ma troppo spesso questa collaborazione dipende dall'iniziativa personale dei singoli. Abbiamo bisogno di reti multidisciplinari realmente organizzate, coordinate e riconosciute dal Servizio sanitario nazionale, capaci di garantire continuità assistenziale a tutti i pazienti".
Il coinvolgimento di cuore e polmoni, infatti, rappresenta una delle principali cause di complicanze e di mortalità nella sclerosi sistemica. Per questo la diagnosi precoce deve essere accompagnata da un monitoraggio sistematico del danno d'organo e da una presa in carico integrata. "I polmoni possono essere colpiti sia nella loro componente parenchimale, ovvero il tessuto che li costituisce, causando fibrosi polmonare, sia nella loro componente vascolare, determinando ipertensione polmonare – continua Sergio Harari, ordinario di Medicina interna all’Università degli Studi di Milano, direttore della Clinica medica e Uo di Pneumologia, direttore del dipartimento di Scienze mediche Ospedale Classificato San Giuseppe MultiMedica - Le due condizioni sono gravi complicanze della malattia e necessitano di cure e gestione presso centri esperti di alta competenza. Purtroppo, non sempre il paziente con sclerodermia è consapevole di queste possibili evoluzioni e sottostima i primi sintomi, come il fiato corto da sforzo, ad esempio facendo le scale, la comparsa di tosse stizzosa, una maggiore affaticabilità respiratoria. Per questo una stretta collaborazione tra reumatologi e pneumologi è indispensabile".
"La presa in carico multidisciplinare non rappresenta un valore aggiunto, ma una condizione indispensabile per curare i pazienti affetti dalla sclerosi sistemica - osserva Dilia Giuggioli, professore ordinario di Reumatologia dell'Università di Modena e Reggio Emilia e direttore della Uoc di Reumatologia del Policlinico di Modena -. Nel nostro centro lavoriamo da anni all'interno di una rete dedicata alla sclerosi sistemica, che coinvolge numerosi specialisti e che rappresenta oggi un modello organizzativo regionale. L'esperienza dimostra che lavorare in rete network è possibile e consente di seguire il paziente in modo più efficace lungo tutto il decorso della malattia. Tutti i pazienti, fin dalla diagnosi, dovrebbero essere sottoposti a una valutazione sistematica dell'interessamento cardiaco e polmonare. Oggi disponiamo di terapie innovative in particolare per la fibrosi polmonare e l'ipertensione arteriosa polmonare , che possono modificare la prognosi della malattia, ma per utilizzarle al meglio è necessario riconoscere precocemente il danno d'organo. È qui che il lavoro di squadra diventa decisivo".
La rete, tuttavia, non può limitarsi agli specialisti d'organo. "Accanto a reumatologi, pneumologi, cardiologi e gastroenterologi - dice ancora Giuggioli -, sono fondamentali anche figure come i terapisti occupazionali, gli psicologi, perché la sclerodermia non colpisce soltanto gli organi: può limitare la funzionalità delle mani, modificare l'aspetto fisico, condizionare l'autonomia, le relazioni, la vita familiare e lavorativa. Curare questa malattia significa prendersi carico della persona nella sua globalità. Per questo servono reti strutturate, Pdta realmente applicati e un coordinamento nazionale che renda questi modelli disponibili in modo uniforme, senza differenze tra una Regione e l'altra".
L'importanza di una presa in carico integrata è condivisa anche dai pazienti. "La ricerca sta offrendo nuove prospettive e la diagnosi precoce consente oggi di intervenire molto prima rispetto al passato - sottolinea Antonella Celano, presidente di Apmarr – Associazione nazionale persone con malattie reumatologiche e rare Aps Ets -, ma tutto questo rischia di essere insufficiente se non è accompagnato da un'organizzazione capace di seguire le persone lungo tutto il decorso della malattia. La sclerodermia cambia profondamente la vita delle persone e delle loro famiglie. Non significa soltanto affrontare una malattia rara, ma convivere con visite, controlli, esami, terapie e con la necessità di confrontarsi con specialisti diversi. Nessun paziente dovrebbe essere lasciato solo a costruire il proprio percorso di cura". Per Celano, la vera sfida riguarda oggi l'equità di accesso. "Chiediamo che il diritto alle migliori cure non dipenda dalla Regione in cui si vive - dice -. Servono reti cliniche realmente operative, percorsi diagnostico-terapeutici condivisi, collegamenti efficaci tra i centri di riferimento e il territorio e un dialogo costante tra tutti i professionisti coinvolti. La multidisciplinarietà deve diventare un diritto esigibile, non un'opportunità riservata a chi riesce a raggiungere i grandi ospedali. Investire in una presa in carico integrata significa migliorare la qualità della vita dei pazienti, ridurre le complicanze e rendere più sostenibile anche il Servizio sanitario nazionale".

(Adnkronos) - Sono almeno 5 le persone rimaste uccise in una sparatoria avvenuta nel centro di Stade, nel Land tedesco della Bassa Sassonia. Secondo quanto riporta la Bild, citando un portavoce della polizia: "Sono stati esplosi colpi d'arma da fuoco e ci sono diversi morti".
Secondo le prime informazioni, la zona interessata dalla sparatoria è nella zona di Dankersstraße a Stade, dove gli agenti avrebbero già arrestato uno o più sospetti.
Testimoni oculari hanno segnalato diversi morti parlando con i media. Al momento, i motivi della sparatoria sono del tutto sconosciuti.

(Adnkronos) - I migliori tennisti, tra cui i numeri uno al mondo Jannik Sinner e Aryna Sabalenka, hanno fermato la loro protesta contro i premi in denaro ritenuti troppo bassi a Wimbledon, come annunciato oggi dai rappresentanti dei giocatori. I tennisti avevano deciso di limitare le loro conferenze stampa a 15 minuti durante la prima settimana di Wimbledon, estendendo una protesta simile a quella intrapresa per gli incontri con i media prima del torneo al Roland Garros a maggio. I giocatori sostenevano di ricevere attualmente solo il 15% dei ricavi dei tornei del Grande Slam, chiedendo invece il 22%. Wimbledon ha aumentato i premi in denaro del 20%, una mossa che i giocatori hanno definito come un "gradito passo avanti".
I rappresentanti dei giocatori il giorno dell'inaugurazione del torneo, avevano detto che "i giocatori hanno confermato la ripresa dei normali impegni con i media" dopo aver tenuto "incontri costruttivi". "Questa decisione si basa sull'impegno di Wimbledon a presentare proposte specifiche, anche se le questioni di fondo rimangono irrisolte e i giocatori valuteranno attentamente le proposte una volta ricevute", si legge nella dichiarazione. "Il dialogo con Wimbledon e gli altri tornei del Grande Slam proseguirà".
La presidente dell'All England Club, Sally Bolton, ha espresso sollievo per il fatto che la protesta non sarebbe continuata durante il torneo. "Penso sia un'ottima notizia che ora noi e loro possiamo concentrarci sui campionati e sul tennis", ha dichiarato ai giornalisti. "Abbiamo avuto delle conversazioni davvero proficue durante il fine settimana, molto positive, e abbiamo sostanzialmente confermato quanto già concordato in precedenza, ovvero la volontà di proseguire con un dialogo costruttivo". I campioni dei singolari di Wimbledon intascheranno 3,6 milioni di sterline, una cifra superiore ai 3 milioni di sterline guadagnati nel 2025, da Iga Swiatek e Jannik Sinner.

(Adnkronos) - Luglio si preannuncia un mese complicato per chi viaggia, con un elevato numero di agitazioni che interesseranno il trasporto aereo, ferroviario, il trasporto pubblico locale e alcuni servizi collegati. La giornata più critica sarà quella di domenica 5 luglio, quando saranno previsti diversi scioperi nel comparto aeroportuale. Ma chi dovrà mettersi in viaggio, oltre a quella data, dovrà fare attenzione anche ai due giorni successivi, 6 e 7 luglio e il 23 e 24 luglio.
Secondo il calendario degli scioperi pubblicato dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, si inizia subito, il 2 luglio, con lo sciopero regionale di 8 ore del personale di Db Cargo Italia in Lombardia, dalle 3.31 alle 11.29. La tornata di proteste successiva arriverà il 5 luglio, giornata con il maggior numero di agitazioni. Nel trasporto aereo sono previsti uno sciopero di 24 ore del personale Enav dell'aeroporto di Milano Malpensa; uno sciopero di 24 ore nazionale del personale delle aziende del comparto aereo, aeroportuale e dell'handling, sia aderenti sia non aderenti ad Assohandlers; uno sciopero nazionale di 24 ore del personale navigante easyJet. A questi più lunghi, si aggiungeranno lo sciopero di 8 ore del personale Adr Security degli aeroporti di Roma Fiumicino e Ciampino (10-18); lo sciopero di 4 ore del personale Enav di Malpensa (13-17); lo sciopero di 4 ore del personale FedEx di Malpensa (14-18); lo sciopero di 4 ore del personale Asc Handling dell'aeroporto di Catania Fontanarossa (14-18). Inoltre, nella stessa giornata è inoltre previsto uno sciopero di 24 ore del personale di Autolinee Toscane nel bacino di Firenze.
Anche il 6 luglio sarà una giornata di protesta: sciopero di 24 ore del trasporto pubblico locale dell'Amts di Catania; sciopero nazionale di 24 ore del personale Mercitalia Shunting & Terminal, dalle 21 del 6 luglio alle 21 del 7 luglio; sciopero di 4 ore del personale di Autolinee Toscane nella sede operativa di Prato (18.30-22.30).
Il 7 luglio è previsto, invece, lo sciopero regionale di 8 ore del personale Rfi - Direzione operativa infrastrutture territoriale di Palermo, dalle 9 alle 17. Due giorni di tregua e ripartono le proteste: sciopero nazionale del personale operativo equipaggi di Italo, dalle 3 del 9 luglio alle 2 del 10 luglio. Sempre lo stesso giorno, sono in programma lo sciopero generale regionale proclamato in Puglia per l'intera giornata, con esclusione del trasporto aereo e degli appalti ferroviari e lo sciopero nazionale di 8 ore del personale Captrain Italia, dalle 16.01 alle 23.59.
A seguire, l'11 luglio sciopero di 24 ore del personale Amat di Palermo; il 15 luglio intera giornata di sciopero per il personale Elior addetto ai servizi di ristorazione e logistica a bordo dei treni Trenitalia, proclamato da diverse sigle sindacali, con possibili ripercussioni sui servizi di ristorazione ferroviaria; il 20 luglio sciopero di 24 ore del personale Csc Mobilità di Latina e sciopero di 4 ore del personale di Autolinee Toscane nel bacino urbano di Firenze (19-23). Il 21 luglio, invece, sciopero di 24 ore all’aeroporto di Milano Malpensa del personale Alha e Mle-Bcube.
Il mese caldo delle proteste si chiude con le due date del 23 e 24 luglio, anch'esse roventi: nuova mobilitazione nazionale nel settore ferroviario e del trasporto pubblico locale. Lo sciopero interesserà il personale delle imprese ferroviarie e del trasporto merci su rotaia dalle 21 del 23 luglio alle 20.59 del 24 luglio. Per alcune aziende ferroviarie regionali e locali è previsto anche lo stop del trasporto pubblico per l'intera giornata del 24 luglio.
Dromos si apre con una mostra dedicata al fotografo giapponese
Nobuyoshi Araki. "Secret Pages" sarà allestita dal 18 luglio -
vernissage alle 19 - al 17 ottobre alla Pinacoteca di Oristano.
Curata da Sonia Borsato, aperta dal lunedì al venerdì dalle 9 alle
20; sabato e domenica dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 20, è
inserita nel 28/o Festival che sul tema Secrets, si svolge dal 18
luglio al 16 agosto tra Oristano e altri centri della provincia con
nomi come Carmen Consoli, Stefano Bollani, Mario Biondi, i
Subsonica.
"Cala Finanza non si tocca". È lo slogan con il quale Liberu,
movimento indipendentista della Sardegna, ripete da settimane, da
quando è balzata agli onori delle cronache, anche nazionali, la
questione di Cala Finanza, nel territorio comunale di Loiri Porto
San Paolo. Qui la Tavolara Bay s.r.l., società brasiliana Jhsf
Participações titolare della catena alberghiera di lusso Fasano, in
un'area di una cinquantina di ettari sul mare,ricca di macchia
mediterranea fra Cala Finanza e Punta La Greca, davanti all'Isola
di Tavolara ha un progetto immobiliare che comprenderebbe
complessivamente un hotel a cinque stelle da 50 camere, 30 ville da
500 e da 200 metri quadri, ristoranti, servizi commerciali e
turistici, un porto turistico, un campo da golf.
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(Adnkronos) - In Italia, in 12 anni (2007-2019), sono state evitate quasi 270mila morti per tumore. Nell’ultimo decennio, i decessi per cancro sono diminuiti del 9% nel nostro Paese e la metà dei cittadini che oggi si ammalano è destinata a guarire perché avrà la stessa attesa di vita di chi non ha sviluppato il cancro. Sono risultati importanti, a cui ha contribuito ‘l’immunorevolution’contro il cancro, cioè la rivoluzione dell’immunologia, che dall’inizio del nuovo Millennio ha trasformato la storia naturale della malattia. Si tratta di un cambiamento epocale, caratterizzato da fallimenti, che però hanno contribuito a ottenere conquiste, paragonabili a pietre miliari dell’innovazione. Se n’è parlato oggi in un evento a Milano.Ora la sfida è capire meglio i meccanismi che determinano la resistenza all’immunoterapia e approfondire come funzioni la memoria immunologica, perché sempre più pazienti possano guarire. È una sfida accolta dai ricercatori italiani, i cui studi hanno contribuito a cambiare la pratica clinica in diverse neoplasie. L’alto livello della ricerca italiana va difeso, anche per far fronte ai nuovi equilibri geopolitici che possono avere un impatto sul futuro delle sperimentazioni contro il cancro. I progressi e le prospettive nella cura delle neoplasie sono stati al centro dell’approfondimento di Alberto Mantovani, presidente della Fondazione Humanitas per la Ricerca professore emerito all’Humanitas University. Nel 2025, in Italia, sono state stimate circa 390mila nuove diagnosi di cancro. “Il sistema immunitario può essere paragonato a un’orchestra straordinaria ed estremamente complicata, costituita da almeno 4mila miliardi di diverse componenti – spiega Mantovani - Non conosciamo tutti gli orchestrali, gli strumenti e gli spartiti dell’orchestra immunologica. Ma ogni passo avanti in questa comprensione si traduce in benefici per i pazienti. Per questo è fondamentale continuare a investire nella ricerca e nell’innovazione. All’inizio del nuovo Millennio, abbiamo assistito a un cambio di paradigma - ricostruisce l’esperto - che ha portato a una nuova visione del cancro, non più come malattia centrata solo sulla cellula tumorale, ma caratterizzata anche dal microambiente, cioè dalla nicchia ecologica in cui si sviluppa la neoplasia e di cui fanno parte alcune cellule del sistema immunitario, come i macrofagi e le cellule T regolatorie. La nuova visione è stata accompagnata dalla scoperta dei freni del sistema immunitario, i cosiddetti checkpoint, e dal conseguente sviluppo di farmaci in grado di sbloccare questi freni, per liberare la risposta immunitaria. Il cancro - puntualizza - ha la capacità di ingannare e disorientare le cellule del sistema immunitario, sviluppando strategie di evasione ed innescando risposte infiammatorie inappropriate. Ecco perché la ricerca contro i tumori è una strada in salita. La migliore comprensione dei meccanismi di evasione e resistenza consentirà di salvare più vite”.
Oltre agli anticorpi monoclonali, il secondo pilastro della ‘immunorevolution’ è rappresentato dai vaccini. Ne sono disponibili due preventivi: quello contro il virus dell’epatite B, che è causa di una parte dei tumori del fegato, e quello contro il Papilloma virus umano (Hpv), responsabile della quasi totalità dei casi di carcinoma della cervice uterina. L’impegno della ricerca - si legge nella nota - è individuare anche vaccini terapeutici, basati, ad esempio, sulle tecnologie con acidi nucleici. Il terzo pilastro della rivoluzione immunologica è costituito dalle terapie cellulari Car-T, veri e propri farmaci viventi, utilizzati nella cura di leucemie, linfomi e del mieloma multiplo. La speranza è poterne estendere l’uso anche nei tumori solidi.
“La narrazione del cancro sta cambiando e la definizione di male incurabile appartiene al passato – sottolinea Paola Morosini, Medical Affairs Head Oncology AstraZeneca – Siamo di fronte a un cambiamento semantico, che rispecchia i progressi delle terapie, sempre più personalizzate e in grado di migliorare la sopravvivenza. Ma questa nuova prospettiva - osserva - non è ancora pienamente parte del patrimonio culturale. Con il progetto ‘End of Silence’, AstraZeneca vuole rompere il silenzio sui tumori, grazie al linguaggio universale e penetrante della musica. È il nostro contributo a una nuova narrazione della malattia, più vicina alla realtà dei pazienti e fondata sui risultati della ricerca. L’Italia continua a ricoprire un ruolo da protagonista nell’innovazione in oncologia - aggiunge Morosini – Sono 110 gli studi clinici promossi da AstraZeneca in oncologia, di cui 15 in Fase 1, e abbiamo investito 14,2 miliardi di dollari in Ricerca e sviluppo a livello globale nel 2025. Vogliamo portare i benefici dell’immunoncologia al maggior numero di pazienti. Stanno diventando sempre più importanti gli approcci terapeutici perioperatori, che combinano i benefici dell’immunoterapia prima e dopo la chirurgia, in particolare nei pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule e della vescica muscolo-invasivo”.
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(Adnkronos) - Pronti, via. Inizia Wimbledon 2026. Oggi, lunedì 29 giugno, comincia il terzo Slam della stagione. Subito in campo il campione in carica Jannik Sinner, che aprirà le danze sul Centrale contro il serbo Miomir Kecmanovic.
La giornata vedrà in campo anche Novak Djokovic e la numero uno del ranking Wta Aryna Sabalenka

(Adnkronos) - Novak Djokovic fa il suo esordio oggi, 29 giugno, a Wimbledon 2026 - in diretta tv e streaming - , torneo vinto ben sette volte: 2011, 2014 2015, 2018 , 2019, 2021, 2022. Il serbo, numero 8 del mondo e settima testa di serie, affronta il cinese Yibing Wu, numero 102 del ranking Atp. Il vincente di questo incontro sfiderà chi passa tra il greco Stefanos Tsitsipas e il francese Hugo Gaston. Ecco orario, precedenti tra i due e dove vedere il match in tv e streaming.
Tra Novak Djokovic e Yibing Wu non ci sono precedenti. Il loro incontro sarà il terzo sul campo centrale. Si inizia alle 14.30 con il match tra Jannik Sinner e Miomir Kecmanovic, a seguire l'incontro femminile tra Aryna Sabalenka e Teodora Kostovic.
Il match tra il serbo Novak Djokovic e il cinese Yibing Wu sarà visibile su Sky Sport e in diretta streaming su Sky Go e Now.

(Adnkronos) - Proseguono senza sosta le ricerche di Luigi Cavallari, marito della ministra della Famiglia Eugenia Roccella, disperso da sabato pomeriggio dopo essersi tuffato nel lago di Vico, nel viterbese.
Impegnate nelle ricerche le squadre di sommozzatori dei vigili del fuoco di Roma, Napoli e Milano con un'ulteriore imbarcazione e il supporto dei droni sia per le ricognizioni dall'alto sia per le ricerche subacquee.
La coppia aveva deciso di approfittare del sabato per godersi una giornata in barca al lago; mentre erano al largo, Cavallari si è tuffato per fare un bagno, ma non è più riemerso dalle acque. La ministra ha quindi lanciato l'allarme.
Docente universitario nel campo dell'architettura e dell'ingegneria delle costruzioni, Luigi Cavallari è una figura molto riservata. Sposato dal 1976 con la ministra Roccella, con lei ha due figli. Per diversi anni professore di Tecnologia dell'architettura all'università Gabriele d’Annunzio di Chieti-Pescara, nel corso della sua carriera accademica ha ricoperto diversi incarichi interni, tra cui la direzione del dipartimento di Tecnologie dell'ambiente costruito e la guida del corso di laurea in Ingegneria delle costruzioni.

(Adnkronos) - Nel trattamento della neoplasia ginecologica più frequente, quella dell’endometrio, con 8.260 nuovi casi stimati in Italia nel 2025, l’immunoterapia segna importanti progressi. L’Aifa-Agenzia italiana del farmaco ha approvato durvalumab in associazione a chemioterapia (carboplatino e paclitaxel) nel trattamento di prima linea di pazienti con carcinoma dell’endometrio primario avanzato o recidivante con deficit nel mismatch repair (dMmr), che sono candidate alla terapia sistemica, seguito dal trattamento di mantenimento con durvalumab in monoterapia. Nel carcinoma dell’endometrio avanzato o ricorrente, questo approccio terapeutico ha ridotto del 58% il rischio di progressione o morte dovuto alla malattia. I benefici dell’immunoncologia nella cura del cancro sono stati approfonditi oggi a Milano, in un incontro con la stampa promosso da AstraZeneca.
“Il carcinoma dell’endometrio negli anni è stato sottovalutato e, oggi, è l’unica tra le neoplasie ginecologiche con incidenza e mortalità in aumento”, afferma Domenica Lorusso, responsabile del Centro di Ginecologia oncologica di Humanitas San Pio X e professore ordinario di Ostetricia e ginecologia di Humanitas University.
“La prognosi nei casi di recidiva - continua l’esperta - non è buona e la mortalità rimane alta, per questo servono terapie efficaci. Circa il 30% delle pazienti presenta la malattia con deficit del mismatch repair, cioè un malfunzionamento del meccanismo di riparazione del Dna. Nello studio Duo-E, nelle pazienti con questa particolare caratteristica biologica, durvalumab più chemioterapia seguito da durvalumab in monoterapia ha dimostrato una riduzione del rischio di progressione di malattia o di morte del 58% rispetto alla sola chemioterapia. Grazie all’approvazione di AIFA, l’aggiunta di durvalumab alla chemioterapia costituisce una nuova strategia terapeutica di prima linea in queste pazienti”.
“I principali fattori di rischio del tumore dell’endometrio sono costituiti da obesità, ipertensione e diabete mellito, legati quindi a stili di vita scorretti – spiega Nicoletta Colombo, direttore del Gynecologic Oncology Program dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano - Svolge un ruolo anche la predisposizione genetica e familiare. La malattia tende a svilupparsi solitamente dopo i 50 anni, in seguito alla menopausa. Il primo sintomo da non sottovalutare è il sanguinamento anomalo, che dovrebbe mettere in allarme sia in pre che in postmenopausa. Le opzioni terapeutiche della maggior parte delle donne con tumore dell’endometrio avanzato, per molti anni, non sono cambiate e lo standard di cura è stato tradizionalmente limitato alla chemioterapia. L’ingresso dell’immunoterapia, nella malattia avanzata, oggi consente di ottenere risposte importanti e durature, in particolare nelle pazienti che presentano un deficit nel mismatch repair. La classificazione molecolare della neoplasia è essenziale a partire dal momento della diagnosi, per poter impostare il corretto percorso di cura, che sta diventando sempre più personalizzato”.
Il carcinoma endometriale “è una delle neoplasie ginecologiche più frequenti, ma vi è ancora scarsa consapevolezza di questa patologia - osserva Manuela Bignami, direttrice di Loto Odv - Inoltre, non riceve l’attenzione necessaria nelle politiche sanitarie, nonostante la sua elevata incidenza. È fondamentale riconoscerne la priorità, ponendolo al centro delle strategie di prevenzione, diagnosi e trattamento. Per garantire un equo accesso ai percorsi di cura, tutte le Regioni devono adottare Piani diagnostico-terapeutici assistenziali ispirati a principi comuni e condivisi. Inoltre, è essenziale informare le pazienti a riconoscere segni e sintomi, che richiedono un immediato consulto ginecologico, al fine di poter consentire una diagnosi precoce, che è generalmente associata a una prognosi più favorevole. L’innovazione costituita dall’immunoterapia - conclude - può rappresentare lo strumento per aumentare l’attenzione su questa neoplasia”.

(Adnkronos) - Jannik Sinner mania a Wimbledon 2026. Oggi, lunedì 26 giugno, il tennista azzurro sfida il serbo Miomir Kecmanovic nel primo turno dello Slam di Londra, a cui arriva da campione in carica dopo aver battuto Carlos Alcaraz, assente per infortunio, nella finale dello scorso anno.
In mattinata Sinner è arrivato a Wimbledon per il consueto riscaldamento, venendo travolto dall'affetto di tifosi e appassionati, che si sono messi in fila per ricevere un autografo o per scattare un selfie con il numero 1 del mondo.
Sinner, come sempre, si è mostrato disponibile con tutti e si è intrattenuto per diversi minuti, con il tutto che è stato documentato dai profili social del torneo.
Da oggi nell'area metropolitana di Cagliari entreranno in servizio
47 nuovi bus elettrici da 10,7 metri, in grado di trasportare
massimo 80 passeggeri, di cui una ventina seduti. Il Ctm è stata la
prima azienda di trasporto pubblico locale in Italia ad aver
ricevuto il nuovo modello Iveco E-Way, mezzo con un'autonomia fino
a 350 chilometri con una ricarica maggiore rispetto ai Solaris
della flotta, che raggiungono, invece, i 200 chilometri. Con questa
nuova fornitura il 70% della flotta diventa elettrica, traguardo
raggiunto nei primi sei mesi dell'anno. Gli autobus elettrici
sostituiranno progressivamente quelli diesel, alcuni dei quali già
con circa 1,3 milioni di chilometri percorsi, sulle linee 8 e 20,
tra le più frequentate della rete urbana, e poi anche sulla 30R e
la 1Q.
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