
(Adnkronos) - Un uomo di 31 anni, originario del Gambia, è stato arrestato dalla Polizia per violenza sessuale. A denunciarlo una giovane donna agrigentina di 30 anni, che ha raccontato di essere stata vittima delle violenze nella zona della Cala, subito dopo il concerto di Radio Italia che si è tenuto ieri, domenica 28 giugno, al Foro Italico.
Dopo la visita al Policlinico, sono scattate le procedure per il Codice rosso.

(Adnkronos) - Nel 2025, in Italia, sono state stimate 29.100 nuove diagnosi di tumore della vescica. Per la prima volta l’immunoterapia, prima e dopo la chirurgia (regime perioperatorio), migliora la sopravvivenza nel tumore della vescica muscolo-invasivo. L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha approvato la rimborsabilità di durvalumab in associazione a chemioterapia (gemcitabina e cisplatino) come trattamento neoadiuvante, cioè prima della cistectomia radicale (rimozione chirurgica completa della vescica), seguito da durvalumab come monoterapia adiuvante in pazienti con carcinoma della vescica muscolo-invasivo resecabile. I benefici dell’immunoncologia nella cura del cancro sono approfonditi oggi a Milano, in un evento stampa promosso da AstraZeneca.
“Il trattamento standard, per 20 anni, è stato costituito dall’intervento chirurgico di cistectomia radicale, preceduto da 4 cicli di chemioterapia a base di cisplatino”, afferma Lorenzo Antonuzzo, direttore della Sc di Oncologia clinica all’Aou Careggi, dipartimento di Medicina sperimentale e clinica, Università di Firenze. “Circa la metà dei pazienti, però, va incontro a recidiva o progressione di malattia, per cui resta un bisogno clinico finora insoddisfatto. L’aggiunta dell’immunoterapia con durvalumab, prima e dopo la chirurgia - chiarisce - rappresenta una strategia innovativa, che cambia la pratica clinica. È il primo regime immunoterapico perioperatorio a dimostrare un miglioramento statisticamente significativo e clinicamente rilevante della sopravvivenza globale in questa popolazione di pazienti. Nello studio Niagara pubblicato sul ‘New England Journal of Medicine’ – continua Antonuzzo - si è registrata una riduzione del 25% del rischio di morte, infatti l’82,2% dei pazienti trattati con durvalumab era vivo a 2 anni rispetto al 75,2% con la sola chemioterapia neoadiuvante. Inoltre, è stata evidenziata una riduzione del 32% del rischio di progressione di malattia, di recidiva, di non completare la chirurgia prevista o di morte”.
I sintomi principali del tumore della vescica “sono costituiti da sangue nelle urine (microematuria), urgenza minzionale e disuria – spiega Rodolfo Hurle, urologo Irccs Istituto clinico Humanitas - La forma muscolo-invasiva, anche se è localizzata a livello della vescica, è più aggressiva rispetto a quella non infiltrante e l’estensione locale a livello muscolare può essere superficiale o profonda, fino a interessare la parete vescicale a tutto spessore arrivando al grasso peri vescicale. È necessaria una presa in carico multidisciplinare del paziente candidato alla cistectomia. Dopo la diagnosi istologica e la stadiazione radiologica - continua l’esperto - il trattamento deve essere discusso all’interno del gruppo multidisciplinare, costituito da figure centrali, che includono l’urologo, l’oncologo, il radioterapista, il radiologo e l’anatomo-patologo. Si possono aggiungere altri professionisti, come lo psiconcologo, il medico nucleare, il geriatra, il riabilitatore e il nutrizionista. L’approvazione del regime periperatorio con durvalumab rende ancora più importante il confronto multidisciplinare”.
“La cistectomia radicale è un intervento complesso, che può essere gravato da complicanze – precisa Hurle - È essenziale che sia eseguito in centri ad alto volume. Nell’uomo, implica asportazione di vescica e della prostata, con conseguente perdita dell’erezione. Nella donna, prevede l’asportazione di vescica, utero, ovaie e parte della vagina, rendendo difficile avere rapporti sessuali. L’intervento può essere eseguito anche per via robotica assistita, con aumento dei costi e dei tempi operatori, a fronte di un vantaggio in termini di invasività, riduzione dei sanguinamenti e dei tempi di degenza. Dopo l’intervento - puntualizza - è prevista la derivazione urinaria, che spesso richiede il confezionamento di una uretero-ileo-cutaneostomia con abboccamento della stomia alla cute mentre, a volte, è possibile la costruzione di una neovescica sempre utilizzando l’ileo per permettere la minzione per via uretrale. Il percorso di cura non si interrompe con l’intervento chirurgico - avverte Hurle - Il paziente va seguito in maniera intensiva con esami molto ravvicinati nella fase post operatoria precoce domiciliare, per poi rientrare nel follow up chirurgico e oncologico, in cui deve continuare la collaborazione multidisciplinare”.
Lo studio Niagara “è stato presentato al Congresso della Società europea di oncologia medica - sottolinea Antonuzzo - in una sessione presidenziale intitolata ‘Practice changing trials’, a indicare l’impatto di questi risultati in grado di cambiare la pratica clinica. L’aggiunta di durvalumab alla chemioterapia preoperatoria, seguita da durvalumab in monoterapia, ha prodotto un miglioramento significativo sia della sopravvivenza libera da eventi che della sopravvivenza globale, rispetto alla chemioterapia preoperatoria da sola. Ci auguriamo che l’approvazione di Aifa possa favorire anche un utilizzo maggiore della terapia neoadiuvante, perché ancora oggi vi sono pazienti trattati direttamente con la chirurgia”.
“Dopo 20 anni finalmente clinici e pazienti hanno a disposizione una nuova opzione di cura – Conclude Laura Magenta, assistente alla presidenza Aps Associazione Palinuro - L’impatto psicologico della cistectomia può essere difficile da gestire. È fondamentale che i pazienti abbiano a disposizione il supporto psiconcologico e dell’Associazione pazienti e che siano informati e consapevoli delle importanti innovazioni prodotte dalla ricerca messe a loro disposizione. La terapia sistemica standard con l’aggiunta dell'immunoterapia, prima e dopo la chirurgia, cambia le prospettive di sopravvivenza e può contribuire a una partecipazione più attiva del paziente nel percorso di cura”.

(Adnkronos) - Ha insultato Matteo Salvini dal carro del Milano Pride poi, ha chiesto scusa pubblicamente. Un video diventato virale sui social mostra Lorenzo Pezzotti, performer e art director di Botox Matinée, pronunciare dal carro del Pride: "Faceva pompini alle trans nei bagni chimici", in riferimento al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, raccontando di averlo conosciuto a Ponte di Legno durante la festa della birra. "E aspetto che mi smentisca. Sono qui", ha aggiunto il performer direttamente dal carro, lo stesso in cui sfilavano Elodie e la fidanzata Franceska Nuredini.
Il video ha fatto il giro del web ed è arrivato fino a Matteo Salvini, che ha deciso di condividere la dichiarazioni di Lorenzo Pezzotti minacciando di quelerarlo: "Ci vediamo in tribunale amico mio", ha scritto il leader della Lega su Facebook.
Poche ore dopo, Lorenzo Pezzotti ha condiviso un video di scuse: "Chiedo scusa a tutti per quello che ho detto. Il caldo, la stanchezza, non aver dormito e lo spritz - che a 40 gradi probabilmente non andrebbe bevuto - mi hanno fatto perdere il senso totale della ragione", ha detto.
Poi, si scusa direttamente con il ministro Salvini per la frase incriminata: "Ho raccontato delle cose che non corrispondono alla mia vita. Sono cose senza senso, non mi spiego perché la mia testa ha fatto questo. Poi, in un contesto dove queste cose avevano ancora meno senso. Chiedo veramente scusa, anche se so che non si può tornare indietro".

(Adnkronos) - L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) approva durvalumab in due diverse tipologie di tumore del polmone. L’immunoterapia, prima e dopo la chirurgia (regime perioperatorio), cambia infatti lo standard di cura nel tumore del polmone non a piccole cellule in stadio precoce (IIA-IIIB). Il nuovo approccio - riferisce una nota - determina un significativo miglioramento della sopravvivenza, con una consistente riduzione del rischio di recidiva. Per la prima volta dopo oltre 40 anni - informa una nota - con durvalumab, si registrano progressi nella terapia sistemica del tumore del polmone a piccole cellule (microcitoma) in stadio limitato, con un miglioramento della sopravvivenza globale di quasi 2 anni. I benefici dell’immunoncologia nella cura del cancro sono stati al centro di un incontro con la stampa promosso da AstraZeneca, oggi a Milano.
Nel 2025, in Italia, sono stati stimati 43.500 nuovi casi di tumore del polmone, la seconda neoplasia più frequente dopo quella della mammella. L’approvazione di Aifa riguarda la rimborsabilità di durvalumab in associazione a chemioterapia a base di platino come trattamento neoadiuvante (prima della chirurgia) seguito da durvalumab in monoterapia come trattamento adiuvante (dopo la chirurgia), in pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule resecabile ad alto rischio di recidiva e in assenza di mutazioni di Egfr o riarrangiamenti di Alk.
“Nello studio Aegean, pubblicato sul ‘New England Journal of Medicine’ – spiega Cesare Gridelli, direttore della Uoc di Oncologia medica dell’Azienda ospedaliera ‘Moscati’ di Avellino - il regime con durvalumab prima e dopo la chirurgia ha mostrato una riduzione del 32% del rischio di recidiva, progressione o morte rispetto alla sola chemioterapia neoadiuvante. All’analisi a 12 mesi, la sopravvivenza libera da eventi è stata osservata nel 73,4% dei pazienti che hanno ricevuto durvalumab rispetto al 64,5%. Inoltre, il quadruplo dei pazienti trattati con durvalumab più chemioterapia prima della chirurgia, il 17,2% contro il 4,3%, ha raggiunto la risposta patologica completa, che indica l’assenza di malattia residua, rispetto alla sola chemioterapia neoadiuvante. Anche la qualità di vita, valutata nello studio, è stata preservata. Circa il 25-30% dei pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule riceve una diagnosi abbastanza precocemente da poter essere sottoposto ad intervento chirurgico – continua Gridelli - Ciononostante, i tassi di recidiva dopo la chirurgia restano elevati. La tradizionale chemioterapia, infatti, non riesce a incidere in maniera significativa sulla diminuzione del rischio di recidiva di malattia locale o a distanza. Da qui l’importanza della decisione di Aifa, che rende disponibile per questi pazienti il nuovo regime periperatorio a base di durvalumab”.
“L’aggiunta di durvalumab, prima e dopo la chirurgia, rappresenta una strategia fondamentale che modifica il paradigma terapeutico del carcinoma polmonare non a piccole cellule in stadio precoce, aumentando significativamente le possibilità di cura”, sottolinea Silvia Novello, presidente Walce (Women Against Lung Cancer in Europe), professore ordinario di Oncologia medica all’Università degli Studi di Torino e responsabile Oncologia medica presso l’Aou San Luigi Gonzaga di Orbassano. “È fondamentale il lavoro del team multidisciplinare, per un adeguato inquadramento diagnostico-stadiativo e per una corretta selezione dei pazienti, a cui offrire la migliore opzione terapeutica. Inoltre - aggiunge - questo approccio perioperatorio, potenzialmente, consente di trattare un maggior numero di pazienti e con interventi chirurgici meno invasivi, perché la chemio-immunoterapia neoadiuvante è in grado di ridurre le dimensioni del tumore”.
Il via libera di Aifa riguarda la rimborsabilità di durvalumab in monoterapia anche per il trattamento di pazienti con carcinoma polmonare a piccole cellule in stadio limitato, la cui malattia non è progredita a seguito di chemioradioterapia a base di platino. “Il microcitoma polmonare rappresenta il 15% di tutte le diagnosi di tumore del polmone e per molti decenni non ha fatto registrare progressi significativi – illustra Novello - Si tratta di una neoplasia particolarmente aggressiva, caratterizzata da una rapida progressione, nonostante una iniziale risposta alla terapia standard. In circa un terzo dei casi la malattia è limitata, cioè confinata al torace. In questi pazienti, il trattamento standard per anni è stato rappresentato dalla combinazione di chemioterapia e radioterapia, senza ulteriori avanzamenti terapeutici significativi. Durvalumab, dopo avere evidenziato benefici nella malattia in stadio esteso, ha dimostrato importanti risultati anche nello stadio limitato come terapia di consolidamento”.
“Nello studio Adriatic, pubblicato sul ‘New England Journal of Medicine’ – puntualizza Gridelli - durvalumab ha ridotto il rischio di morte del 27%. La sopravvivenza globale mediana è risultata pari a 55,9 mesi per durvalumab rispetto a 33,4 mesi con placebo, un miglioramento di quasi 2 anni. Il 56,5% dei pazienti trattati con durvalumab era vivo a 3 anni rispetto al 47,6% con placebo. Adriatic - illustra l’oncologo - è il primo studio a evidenziare progressi con l’utilizzo dell’immunoterapia dopo il tradizionale standard di cura della chemioradioterapia concomitante nel microcitoma in stadio limitato. I risultati rappresentano una svolta per questa malattia aggressiva, in cui i tassi di recidiva sono elevati, con solo circa il 20% dei pazienti vivo a cinque anni”. Il tumore del polmone a piccole cellule, “finora, ha ricevuto meno attenzione rispetto ad altre neoplasie, anche a causa dello stigma sociale, dovuto alla storia di tabagismo nella maggioranza dei pazienti – conclude Novello -. Il notevole miglioramento della sopravvivenza globale osservato con durvalumab dopo chemioradioterapia concomitante trasforma il trattamento della malattia anche nello stadio limitato, dopo gli importanti risultati già dimostrati dall’immunoterapia nello stadio esteso”.

(Adnkronos) - Zambon ha annunciato oggi che il Committee for Medicinal Products for Human Use (CHMP – Comitato per i medicinali per uso umano) ha espresso parere favorevole, raccomandando all’Agenzia europea per i medicinali (Ema) il rilascio dell’autorizzazione all’immissione in commercio di Hopledo (levodopa/carbidopa a rilascio modificato) per il trattamento di pazienti adulti affetti da Parkinson con fluttuazioni motorie da moderate a severe, non sufficientemente stabilizzati con regimi terapeutici orali a base di levodopa e inibitori della dopa decarbossilasi. La raccomandazione del Chmp si basa sui dati dello studio di fase 3 Rise-Pd, che ha confrontato Hopledo con una formulazione a rilascio immediato di levodopa/carbidopa (LD/CD) in pazienti affetti da malattia di Parkinson con fluttuazioni motorie da moderate a severe. Nello studio, Hopledo ha dimostrato un aumento significativo del tempo “Good ON” rispetto alla formulazione LD/CD a rilascio immediato, con un numero inferiore di dosi giornaliere e un profilo di sicurezza comparabile.
Hopledo è una formulazione orale a rilascio modificato di LD/CD, prima nel suo genere, progettata per il trattamento delle fluttuazioni della malattia di Parkinson, la patologia neurologica che registra la crescita più rapida al mondo secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Nonostante l’attuale disponibilità di trattamenti per via orale, vi è comunque una forte necessità di nuove opzioni terapeutiche; nel corso della malattia, infatti, oltre l’80% dei pazienti affetti da Parkinson presenta fluttuazioni motorie. Hopledo contiene una formulazione esclusiva che combina granuli a rilascio immediato e pellet a rilascio prolungato, offrendo sia un rapido inizio d’azione sia una durata più prolungata dei benefici, mantenendo l’effetto terapeutico della levodopa per un periodo di tempo più lungo. Nel 2024, Zambon ha stipulato un accordo di licenza esclusiva con Amneal Pharmaceuticals per la commercializzazione di Hopledo nell’Unione Europea, nel Regno Unito e in Svizzera. Hopledo, precedentemente noto come IPX203, è già stato approvato e commercializzato negli Stati Uniti come Crexon.
“Nel trattamento del Parkinson - spiega Fabrizio Stocchi, professore ordinario di Neurologia presso l’Università San Raffaele di Roma e responsabile della ricerca clinica sui Disturbi del movimento e del Centro per Ricerca e Cura della Malattia di Parkinson - l'obiettivo è mantenere un controllo costante dei sintomi prolungando i benefici della levodopa, riducendo i tempi "Off" e semplificando il dosaggio. La capacità di Hopledo di estendere il tempo "Good ON" con un minor numero di dosi giornaliere rappresenta un significativo progresso nella gestione dei sintomi motori e nel raggiungimento di effetti terapeutici più stabili e duraturi".
“ll parere positivo del Chmp rappresenta un passo importante nel rendere accessibile questa significativa terapia per i pazienti in Europa - aggiunge Mathias Knecht, M.D., Chief Medical Officer Innovative Therapies, Zambon - Con la progressione della malattia, molti pazienti necessitano di somministrazioni frequenti, continuando tuttavia a sperimentare fluttuazioni motorie. Hopledo® risponde a questo bisogno insoddisfatto, offrendo un tempo "Good ON" più duraturo con un minor numero di dosi giornaliere. Questo risultato sottolinea la leadership di Zambon nella Malattia di Parkinson e il nostro costante impegno nei confronti di oltre un milione di persone che attualmente convivono con questa patologia nell'UE”.
Previa approvazione della Commissione Europea, Zambon prevede di iniziare l'introduzione graduale di Hopledo nei mercati europei a partire da ottobre 2026. L'azienda sta lavorando a stretto contatto con le autorità sanitarie e altri interlocutori rilevanti per supportare l'accesso tempestivo di questa importante nuova opzione terapeutica ai pazienti di tutta Europa che continuano a manifestare fluttuazioni motorie nonostante le attuali terapie orali.

(Adnkronos) - "L'informazione è parte della cura. L’associazione di pazienti con tumore allo stomaco che rappresento sta lavorando per promuovere Pdta sempre più definiti, capaci di garantire équipe multidisciplinari, centri con esperienza e indicazioni precise su ogni fase della cura. Un'informazione completa permette ai pazienti di scegliere con maggiore consapevolezza la struttura a cui affidarsi, un’unità con un chirurgo che abbia almeno 20 interventi all’attivo, perché il tumore allo stomaco è veramente difficile da gestire". Così Claudia Santangelo, presidente 'Vivere senza stomaco si può Odv', intervenendo alla presentazione del navigator digitale sviluppato nell'ambito del progetto MetaLab di Daiichi Sankyo Italia insieme alle associazioni dei pazienti con tumori metastatici. Fondamentale per Santangelo "anche il lavoro di rete tra associazioni, Istituzioni, società scientifiche come Aiom (Associazione italiana oncologia medica) e aziende, nel rispetto dell'autonomia di ciascun soggetto. La condivisione di competenze e progetti consente infatti di rispondere meglio ai bisogni dei pazienti, anche a quelli meno evidenti".
Tra le priorità, secondo Santangelo, "c'è il coinvolgimento del medico di medicina generale nei percorsi di cura, un passaggio che potrebbe favorire diagnosi più precoci. Un'esigenza resa ancora più urgente dai dati: oggi solo il 32% dei pazienti con tumore dello stomaco è vivo a cinque anni dalla diagnosi. Da qui la necessità di rafforzare informazione, collaborazione e organizzazione dell'assistenza. Il progetto promosso da Daiichi Sankyo, a cui come associazione pazienti abbiamo partecipato, aiuta a migliorare il percorso di vita di un paziente, che è un aspetto fondamentale".

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(Adnkronos) - "Uno dei bisogni più importanti emersi dal progetto MetaLab è quello dell’accompagnamento del paziente con malattia metastatica. Non si tratta solo del percorso di cura, che nei centri oncologici di riferimento segue protocolli ben definiti, ma di tutto ciò che ruota attorno alla malattia. Una diagnosi di tumore metastatico cambia radicalmente il presente e il futuro di una persona: impone di riorganizzare la vita familiare, lavorativa, sociale e personale. Per questo è necessario che qualcuno si faccia carico anche di questi aspetti". Così Flori Degrassi, presidente Andos-Associazione nazionale donne operate al seno Ets, intervenendo alla presentazione del navigator digitale sviluppato nell'ambito del progetto MetaLab di Daiichi Sankyo Italia insieme alle associazioni dei pazienti con tumori metastatici.
"I centri oncologici svolgono il loro ruolo fondamentale, cioè curare la malattia - spiega Degrassi - Rimane, però, scoperto tutto ciò che riguarda la quotidianità del paziente, i suoi diritti, i servizi disponibili e le difficoltà pratiche che accompagnano il percorso di cura. È proprio qui che il ruolo delle associazioni diventa determinante. L’associazione, infatti, ha quello che definisco un 'pensiero laterale': raccoglie i bisogni delle persone partendo dalle loro esperienze dirette. Ogni paziente racconta il proprio vissuto, descrive gli effetti delle terapie, l’impatto sulla qualità di vita e le difficoltà che incontra giorno dopo giorno. Allo stesso tempo, grazie a una rete di 52 sedi distribuite sul territorio nazionale, l’associazione ascolta le persone nei diversi contesti locali, cogliendo anche le specificità di ogni territorio".
"L’attività di ascolto - continua Degrassi - si affianca a un lavoro sistematico di raccolta dati attraverso questionari dedicati, ad esempio, alla tossicità finanziaria della malattia o agli effetti collaterali delle terapie sulla qualità di vita. Da queste indagini emerge il quadro di un’Italia profondamente disomogenea: differenze marcate tra Nord e Sud, tra regioni e, persino, tra aziende sanitarie della stessa regione. Per questo è fondamentale fornire informazioni chiare su due livelli: da un lato, indicazioni di carattere nazionale, valide per tutti i cittadini e relative ai diritti delle persone con tumore; dall’altro, informazioni strettamente locali, che aiutino il paziente a orientarsi nella propria Asl, a conoscere i servizi territoriali disponibili e le modalità di accesso alle prestazioni".
Lo strumento "basato sull’intelligenza artificiale progettato proprio per accompagnare le persone nel loro percorso - sottolinea la presidente Andos - è in grado di consultare le principali fonti istituzionali nazionali, come i siti dell’Inps, del ministero della Salute e degli altri enti competenti, fornendo informazioni aggiornate sui diritti, sulle prestazioni e sulle procedure amministrative. Inoltre, accede alla normativa nazionale e regionale, ai bollettini ufficiali delle Regioni, ai siti delle Asl e ai contenuti dell’associazione, che rappresentano un punto di riferimento per la comunità dei pazienti. L’obiettivo - conclude - è tradurre informazioni spesso complesse in un linguaggio semplice e facilmente comprensibile. Le persone hanno bisogno di conoscere i propri diritti e le opportunità a loro disposizione per poter prendere decisioni consapevoli".

(Adnkronos) - La 23 volte campionessa Slam Serena Williams ha deciso di rientrare nel singolare femminile e in doppio con la sorella Venus, al torneo di Wimbledon, dopo quattro anni. La decisione è stata presa quasi all’ultimo momento dopo aver ottenuto una wild card, ma la ex numero uno del mondo non ha rinunciato al lusso e alla comodità per affrontare questo suo rientro, previsto per domani contro l'australiana Maya Joint. Serena Williams ha pianificato il suo ritorno a Wimbledon 2026 soggiornando in un Airbnb londinese da 40.000 sterline a settimana, durante il torneo di doppio che ha giocato al Queens. La sette volte campionessa dello Slam sull'erba londinese, l'ultimo nel 2016, ha scelto una lussuosa villa nei giorni precedenti a Wimbledon. Una lussuosa proprietà di sette piani con sei camere da letto a West Kensington, un quartiere di Londra, con terrazza sul tetto, un'enorme vasca da bagno freestanding e splendidi lampadari di cristallo.
Il 17 giugno ha condiviso le foto del lussuoso appartamento sul suo profilo Instagram, ringraziando Airbnb per "un soggiorno meraviglioso". Nella didascalia ha aggiunto: "Un po' di tranquillità è sempre benvenuta durante la settimana del torneo". Nelle immagini, Serena Williams viene ritratta mentre si prepara un bagno, posa all'esterno della proprietà e si affaccia dal balcone, circondata da piante perfettamente curate. Il proprietario ha risposto: "È stato un privilegio ospitarvi e siamo lieti che la nostra casa vi abbia offerto un po' di tranquillità durante la settimana del torneo".

(Adnkronos) - "MetaLAB ha dimostrato che il Terzo settore e il volontariato possono essere partner strategici non solo nell'ascolto dei bisogni di pazienti e caregiver, ma anche nella co-progettazione di soluzioni concrete e innovative". Lo ha detto Stefania Vallone, segretario generale di Walce (Women against lung cancer in Europe) Aps, alla presentazione del navigator digitale sviluppato nell'ambito del progetto MetaLAB di Daiichi Sankyo Italia insieme alle associazioni dei pazienti con tumori metastatici.
"Per le associazioni sarà uno strumento prezioso nella gestione delle richieste quotidiane, che oggi riguardano non solo terapie ed effetti collaterali, ma anche servizi come trasporto, assistenza domiciliare e percorsi di cura. Le informazioni sono spesso difficili da reperire e interpretare: questo navigator non sostituirà il nostro lavoro, ma ci aiuterà a offrire risposte più rapide, efficaci e di qualità".
Secondo Vallone, il valore del progetto risiede "nell'aver trasformato bisogni concreti in una soluzione realmente applicabile, grazie a una collaborazione paritaria tra associazioni di pazienti e azienda. L'innovazione acquista valore quando risponde a esigenze reali. Questo strumento potrà rendere il Sistema sanitario più accessibile e vicino ai pazienti e ai caregiver", ha concluso.

(Adnkronos) - Lo sviluppo di un agente di AI dedicato, un navigator digitale a supporto delle associazioni pazienti nel rispondere alle numerose richieste quotidianamente ricevute. E' la proposta condivisa all’interno del progetto MetaLab, il 'cantiere di idee' promosso da Daiichi Sankyo Italia nell’ambito di EcHo-M, la strategia dell’azienda basata sull’ascolto dei bisogni delle persone con tumori metastatici e sulla collaborazione con tutti gli stakeholder dell’ecosistema salute, per sviluppare proposte concrete e migliorative a favore dei pazienti e della sostenibilità del sistema sanitario nazionale. "Attraverso un percorso che ha messo al centro l'ascolto e la creatività – si legge in una nota - il progetto MetaLab ha visto la partecipazione attiva di otto realtà associative in ambito oncologico: aBRCAdabra Ets, Andos nazionale Ets (Associazione nazionale donne operate al seno), Europa Donna Italia, Favo (Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia), Fondazione IncontraDonna, Salute Donna Odv, Vivere senza stomaco si può e Walce (Women against lung cancer in Europe). Insieme hanno analizzato i principali unmet need e cercato una possibile soluzione tecnologica innovativa da realizzare, pensata per facilitare la ricerca di informazioni in ambiti cruciali come l'orientamento, la comunicazione e i diritti".
"La competenza e l’esperienza delle associazioni sono un elemento indispensabile perché gli strumenti di innovazione digitale e di Ai creino opportunità per i pazienti e le famiglie - dice Flori Degrassi, presidente Andos Ets -. Se un uso non guidato e privo di controllo può indurre distorsioni anche pericolose, progettare, a partire dal know-how delle associazioni, piattaforme di accesso a contenuti qualificati e provenienti da fonti istituzionali e scientifiche certificate rappresenta un’occasione per favorire l’alfabetizzazione sanitaria e l’empowerment dei pazienti". Il progetto MetaLab si è articolato nel corso del 2025 in quattro workshop strutturati, guidati dalle metodologie del design thinking per rispondere ai bisogni insoddisfatti con soluzioni concrete. A partire dall’analisi delle conversazioni online e dei racconti personali, le associazioni hanno discusso bisogni comuni e trasversali, arrivando a identificare i bisogni chiave, tra cui la comunicazione medico-paziente, il ruolo del caregiver, la qualità della vita, il tempo. Le associazioni hanno poi selezionato tre macro-aree prioritarie: comunicazione, rappresentanza e orientamento. La necessità di una migliore comunicazione medico-paziente è risultata centrale: le parole sono considerate parte integrante della terapia e richiedono maggiore empatia e tempo dedicato. Accanto a questo è emerso il bisogno di una rappresentanza attiva delle associazioni nei tavoli decisionali per garantire una 'sanità partecipata'. Ma è il bisogno di orientamento informativo a risultare la priorità più urgente e trasversale. I pazienti e i caregiver spesso si sentono soli nell'affrontare normative confuse e percorsi terapeutici complessi.
"Grazie a MetaLab - spiega Claudia Santangelo, presidente dell'associazione Vivere senza stomaco si può Odv - siamo stati tutti concordi nel rilevare che il bisogno informativo è spesso la prima causa di smarrimento e, dunque, la prima vera criticità da affrontare, comune a tutte le persone che vivono con una diagnosi di tumore avanzato e ai loro caregiver. Avere uno strumento che sistematizza risposte su diritti e servizi territoriali rendendo al tempo stesso il percorso del paziente più umano e accessibile, significa restituire tempo e dignità a chi sta affrontando una patologia metastatica". Utilizzando tecniche di design thinking, il gruppo ha ideato il concetto di uno 'sportello' evoluto per pazienti e caregiver. È emersa, infatti, una visione ampia: il cancro può intrecciarsi con altri bisogni sociali, economici o familiari e richiede, quindi, una risposta coordinata e trasversale. "La forza di MetaLab risiede nella collaborazione tra le associazioni - sottolinea Antonella Iadanza, comitato direttivo Fondazione IncontraDonna -. Mettere a fattor comune le esperienze di chi si occupa di patologie diverse ha permesso di identificare soluzioni realmente trasversali per migliorare la qualità della vita di tutti i pazienti".
L'ultima fase del progetto ha definito le caratteristiche tecniche e funzionali di un agente di Ai sviluppato da ctcHealth e usufruibile dalle associazioni nel corso del 2026: il primo Patient navigator digitale basato sull'intelligenza artificiale. "Lavorare in sinergia con un'azienda come Daiichi Sankyo ci permette di tradurre i bisogni reali dei pazienti in progetti concreti e scalabili, valorizzando il ruolo del volontariato oncologico come partner nella co-progettazione dei servizi" sottolinea Stefania Vallone, segretario generale Walce Aps. "Con EcHO-M e MetaLab Daiichi Sankyo conferma il suo impegno verso un'oncologia che non guarda solo alla terapia, ma alla persona nel suo complesso - dice Mauro Vitali, vice president Head of Oncology di Daiichi Sankyo Italia -. Siamo orgogliosi di collaborare attivamente con le associazioni per fare eco alla loro voce e ai loro bisogni e sviluppare proposte che migliorino la sostenibilità del sistema e l'accesso alle cure. Agevolare la creazione del patient navigator digitale per le associazioni è un esempio concreto del nostro impegno nell’aiutare le stesse realtà associative a mettere a sistema le proprie competenze e valorizzare il proprio lavoro sul territorio. L’obiettivo - conclude - resta quello di creare un ecosistema integrato dove pazienti, caregiver e associazioni possano muoversi in modo coordinato, con informazioni chiare, percorsi accessibili e relazioni più umane".

(Adnkronos) - "L’innovazione rappresenta uno dei pilastri strategici più importanti per Daiichi Sankyo. Oggi siamo fortemente impegnati a migliorare gli standard di cura per i pazienti con tumori metastatici, la cui prospettiva sta cambiando radicalmente. Se iniziamo a parlare di cronicizzazione della malattia, dobbiamo ripensare i modelli di presa in carico, i percorsi di cura e garantire un accesso sempre più equo alle terapie innovative”. Così Mauro Vitali, Vice President Head of Oncology di Daiichi Sankyo Italia, intervenendo alla presentazione della soluzione sviluppata nell’ambito del progetto MetaLAB, promosso da Daiichi Sankyo Italia per migliorare il percorso di cura dei pazienti con tumori metastatici.
“Il nostro percorso parte dall’ascolto dei pazienti che convivono ogni giorno con un tumore metastatico. Insieme a clinici, istituzioni e associazioni stiamo sviluppando progetti concreti che possano migliorare la qualità di vita delle persone e contribuire anche alla sostenibilità del sistema sanitario”, ha spiegato Vitali.
“Con la strategia ECHO-M vogliamo fare eco alla voce dei pazienti con tumore metastatico e trasformare i loro bisogni in soluzioni reali. MetaLAB rappresenta proprio questo laboratorio di collaborazione, da cui ha preso forma anche il Patient Navigator Digitale, frutto del lavoro condiviso con le associazioni dei pazienti e un esempio concreto di come l'ascolto possa tradursi in strumenti utili per affrontare le nuove esigenze di chi vive con un tumore metastatico”, ha concluso.

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(Adnkronos) - La Società italiana di neurologia (Sin) tra i protagonisti del 12esimo Congresso della European Academy of Neurology (Ean), in corso a Ginevra fino al 30 giugno, uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati alla salute del cervello. L'appuntamento riunisce migliaia di neurologi, ricercatori e professionisti sanitari da tutto il mondo, con oltre 2.000 abstract presentati. Nel corso del congresso ampio spazio alle più recenti innovazioni scientifiche, dai biomarcatori per una diagnosi sempre più precoce delle malattie neurodegenerative, all’utilizzo dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie digitali per migliorare la presa in carico dei pazienti, fino allo sviluppo di nuove terapie avanzate e personalizzate. "La Sin è oggi una piattaforma di sistema che mette in rete oltre 4.000 neurologi tra ospedale, università e territorio - ha detto il presidente della Sin, Mario Zappia - e che punta a rafforzare qualità dell’assistenza, ricerca e formazione. Forte anche la collaborazione con le realtà scientifiche internazionali, come dimostra la nostra presenza al congresso Ean".
Tra i principali dati emersi in occasione del congresso, il peso crescente delle patologie neurologiche in un contesto di invecchiamento della popolazione, a fronte di risorse ancora disomogenee sul territorio. La criticità maggiore resta il disallineamento tra aumento delle malattie neurologiche e risorse disponibili, con marcate differenze regionali nell’accesso a diagnosi e cure. La Sin ha presentato un pacchetto di iniziative per rafforzare il sistema neurologico nazionale. "Abbiamo avviato gli Stati Generali delle associazioni di pazienti per superare la frammentazione e costruire una voce comune capace di incidere sulle politiche sanitarie - ha spiegato Zappia -. Accanto a questo, spazio all’innovazione e alla formazione. Stiamo investendo nella neurologia digitale con il Digital Neuro Hub per formare i neurologi in tutte le regioni e sviluppare nuove competenze, indicando tra le priorità anche la costruzione di un neuro-network con referenti regionali formati sui public affairs per rafforzare il dialogo con i decisori".
Importante anche il fronte della prevenzione e del coinvolgimento delle comunità. "Le collaborazioni con partner come Croce Rossa Italiana e realtà del territorio permettono di portare la cultura della Brain Health fuori dagli ospedali e più vicino ai cittadini", ha sottolineato il presidente. Guardando al futuro, l’auspicio della Sin emerso a Ginevra è quello di un sistema più equo e integrato. "L’obiettivo - ha concluso Zappia - è garantire un accesso omogeneo a cure neurologiche di alta qualità e rendere la salute del cervello una priorità lungo tutto l’arco della vita".

(Adnkronos) - È morto un giovane di 27 anni, originario di Mirto Crosia, nel tragico incidente che si è consumato nella notte lungo la Strada statale 106 a Pietrapaola, in provincia di Cosenza.
Nell'impatto tra una Fiat Multipla e un camion il 27enne ha perso la vita. Tre nel complesso le persone coinvolte nell'incidente: oltre alla giovane vittima, si registrano due feriti gravi, entrambi estratti dalle lamiere grazie all'intervento dei vigili del fuoco e affidati alle cure del personale medico.
Le cause dello scontro sono in fase di accertamento da parte delle forze dell'ordine.

(Adnkronos) - "Sicuramente io ci sarò, ci saranno altri rappresentanti del governo, proprio a dimostrare che per noi le relazioni transatlantiche sono un punto fondamentale della nostra politica". Ad afafremarlo il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a Radio 24Mattino, condotto da Simone Spetia, confermando la sua partecipazione a Villa Taverna il 4 luglio in occasione dell'Independence Day.
"Dobbiamo guardare avanti - aggiunge Tajani - non vogliamo alimentare la polemica, vogliamo invece far sì che all'interno dell'Alleanza Atlantica si possa lavorare bene per garantire la sicurezza di tutti i nostri cittadini e continuare anche a lavorare con gli Stati Uniti, perché abbiamo molti interessi in comune e siamo le facce dell'Occidente ed è giusto che si lavori insieme".
Dopo l'attacco di Trump alla premier Giorgia Meloni, Tajani aveva annullato la sua missione a Miami, dove avrebbe dovuto partecipare al business forum con il segretario di Stato americano Marco Rubio. "Le gravi e offensive parole del presidente Trump nei confronti del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni - scrive sui social il ministro e vicepremier - offendono tutta l’Italia. Per questo motivo ho deciso di annullare la mia visita negli Stati Uniti prevista per i prossimi 21 e 22 giugno".
"Quando ci sono punti di contrasto, opinioni differenti, lo si dice, come si fa sempre tra alleati - aggiunge Tajani - Noi certamente andremo a Villa Taverna, a testa alta e schiena dritta. Abbiamo sempre lavorato nell'interesse dell'Italia e dell'Europa, anche quando abbiamo fatto da ponte, come nel caso della trattativa sui dazi, perché non c'era dialogo tra l'Unione Europea e gli Stati Uniti, ma grazie anche al lavoro del governo poi si è aperto un confronto tra l'Americana e la Commissione Europea. Questo è un risultato importante che abbiamo ottenuto. Poi ci sono state le divergenze, penso alla vicenda della Groenlandia e a quella iraniana, però noi continuiamo a difendere le nostre tesi e a tutelare l'interesse nazionale, come abbiamo sempre fatto l'interesse dell'Italia e l'interesse dell'Europa".
Il ministro degli Esteri - sempre a Radio 24Mattino - è tornato sulle parole del segretario generale della Nato Mark Rutte, riguardo ai 500 voli in partenza dalle basi americane in Italia: "Penso che Rutte abbia detto delle cose sbagliate, poi si è corretto, perché l'Italia ha sempre rispettato i trattati internazionali, non ha mai fornito basi per attacchi americani contro l'Iran. Abbiamo autorizzato l'uso delle basi per ciò che è previsto dai trattati che abbiamo con gli Stati Uniti, cioè uso solamente logistico e non per attività di guerra. Questo è quello che abbiamo fatto, non può certamente sapere Rutte cosa accade, anche perché non era attività che riguardava la Nato, quindi, ripeto, noi siamo perfettamente con le carte in regola, l'abbiamo detto anche al governo iraniano, in un lungo colloquio che ho avuto con il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, spiegando che dall'Italia non sono mai partiti bombardieri americani per colpire l'Iran".
"Credo che Teheran abbia ben compreso, lo abbiamo detto in maniera ufficiale, che l'Italia non è mai stato in guerra con l'Iran - prosegue Tajani - Tant'è che poi la nostra ambasciata funziona a Teheran. Finiti i bombardamenti americani, è stata riaperta, quindi siamo attivi. Quelle di Rutte sono state dichiarazioni sbagliate, che non hanno nulla a che vedere con la realtà, anche i numeri sono completamente inesatti. Sono stati molti di meno i voli utilizzati, gli atterraggi utilizzati dagli americani anche come scali tecnici, quindi non è così, non ha detto la verità, era male informato".
Sempre sull'Iran, il vicempremier ha detto: "Tensioni ce ne saranno finché non si arriva a un accordo definitivo, però già l'annuncio di un cessate il fuoco aggiuntivo, cioè che non ci saranno durante questa fase nuove attacchi da una parte e dall'altra, è un fatto positivo, vuol dire che il dialogo continua". "Certamente - ha aggiunto - non si capisce perché l'Iran abbia attaccato il Bahrain e il Kuwait: questo è incomprensibile, noi abbiamo condannato da subito questi attacchi, sono paesi che non hanno nulla a che vedere con il rapporto Stati Uniti-Iran. E' vero: ci sono basi americane, ma poi alla fine si colpiscono paesi che sono estranei al conflitto".
In Libano "devono prima cessare i combattimenti. Per il dopo cessate il fuoco, noi siamo pronti a svolgere un ruolo importante per la stabilità di quel paese, dove c'è una tradizionale presenza italiana, anche prima dell'arrivo dei nostri militari nell'Unifil, e c'è anche l'altra nostra missione, quella per la formazione dell'esercito regolare libanese. Hezbollah ha una grande responsabilità in questa fase, ma è l'Iran che deve dire a Hezbollah, visto che sono dei proxy dell'Iran, che è il momento di chiudere con gli attacchi a Israele, è il momento di chiudere con la guerra, perché alla fine Hezbollah prende ordini da Teheran, quindi credo che sia fondamentale che il regime di Teheran dica la parola 'fine'".

(Adnkronos) - Un'altra giovane vita spezzata in un incidente stradale del Catanzarese. Nella notte tra sabato e domenica, nel frazione Fiasco Baldaia del comune di Squillace, una Lancia Y - per cause al vaglio delle forze dell'ordine - è andata a impattare violentemente contro un albero, terminando la propria corsa fuori carreggiata. Il conducente, un ragazzo di 20 anni originario di Borgia, rimasto incastrato tra le lamiere, è deceduto. Sul posto, oltre a vigili del fuoco e personale del 118, i carabinieri, a cui spetterà il compito ricostruire l'esatta dinamica dell'incidente.

(Adnkronos) - Pronti, via. Inizia Wimbledon 2026. Oggi, lunedì 29 giugno, comincia il terzo Slam della stagione. Subito in campo il campione in carica Jannik Sinner, che aprirà le danze sul Centrale contro il serbo Kecmanovic. La giornata vedrà in campo anche Novak Djokovic e la numero uno del ranking Wta Aryna Sabalenka: debutto anche per l'altro azzurro Luciano Darderi, reduce da un'operazione alle tonsille, ed Elisabetta Cocciaretto. Ecco tutti i match di giornata e dove vederli in tv e streaming.
Ecco il programma di Wimbledon oggi, lunedì 29 giugno:
Centrale, dalle 14:30
Sinner-Kecmanovic
Sabalenka-Kostovic
Wu-Djokovic
Campo 1, dalle 14
Ruzic-Raducanu
Cilic-Medvedev
Linette-Andreeva
Campo 2, dalle 12
Pegula-Vidmanova
Zheng-Norrie
Auger-Aliassime-Shevchenko
Non prima delle 16:30: Korpatsch-Gauff
Campo 3, dalle 12
Jodar-Gill
Ruud-Hurkacz
Jacquemot-Osaka
Non prima delle 16:30: Krejcikova-Klugman
Campo 12, dalle 12
Sawangkaew-Chwalinska
Rinderknech-Tarvet
Non prima delle 14:30: Muchova-Zakharova
Nakashima-Pinnington Jones
Campo 18, dalle 12
Bencic-Stojsavljevic
Muller-Paul
Bautista Agut-Fonseca
Fernandez-Tjen
Campo 4, dalle 12
Nava-Buse
Parks-Dudeney
Tirante-Marozsan
Sierra-Bondar (doppio donne)
Campo 5, dalle 12
Trungelliti-Damm
Kwon-Landaluce
Oliynykova-Kessler
Yastremska-Ito
Campo 6, dalle 12
Shapovalov-Carreno Busta
Andreescu-Zhang
Vallejo-Mejia
Gasanova-Arango
Campo 7, dalle 12
Kovacevic-van de Zandschulp
Borges-Boyer
Stearns-Bartunkova
Campo 8, dalle 12
Vukic-Brooksby
Medjedovic-Ofner
Tararudee-Tagger
Bouzas Maneiro-Potapova
Campo 9, dalle 12
van Assche-Fucsovics
Ugo Carabelli-Merida
Liu-Vandewinkel
Campo 10, dalle 12
Sorribes Tormo-Jimenez Kasintseva
Xinyu Wang-Cocciaretto
Walton-Prizmic
de Jong-Hijikata
Campo 14, dalle 12
Mochizuki-Basing
Non prima delle 13:00: Putintseva-Maria
Struff-Baez
Siniakova-Zheng
Campo 15, dalle 12
Cristian-Jovic
Li-Sonmez
Non prima delle 14:30: Quinn-Darderi
Frech-Kalinskaya
Campo 16, dalle 12
Rublev-Safiullin
Gaston-Tsitsipas
Xu-Kasatkina
Alexandrova-Udvardy
Campo 17, dalle 12
Svrcina-Tien
Ostapenko-Dart
Non prima delle 14:30: Davidovich Fokina-J. M. Cerundolo
Jones-Parryff
Tutte le partite di Wimbledon 2026 saranno trasmesse in diretta tv e in esclusiva sui canali SkySport. I match si potranno seguire anche in streaming sull'app SkyGo e su NOW.

(Adnkronos) - Germania, Repubblica Ceca, Polonia e Ungheria hanno raggiunto temperature record superiori ai 40°C, mentre l'ondata di calore che ha colpito l'Europa si sposta verso est. Più di 191 milioni di persone nel Vecchio Continente hanno dovuto affrontare temperature di almeno 35°C, con allerte per caldo estremo.
Secondo i dati preliminari del servizio meteorologico nazionale, la Germania ha registrato una nuova temperatura massima di 41,7°C a Coschen, vicino al confine polacco nel Brandeburgo orientale. Questo dato ha superato il precedente record di 41,5°C stabilito il giorno prima a Drewitz. A Gohrischheide, nella Germania orientale, è scoppiato un incendio in una foresta contaminata da munizioni della seconda guerra mondiale, complicando le operazioni di spegnimento dei vigili del fuoco. Un'importante operazione antincendio è stata sospesa anche presso un ex sito di smaltimento di munizioni vicino al villaggio di Traisen, nella parte sud-occidentale del Paese. Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa tedesca Dpa, i vigili del fuoco hanno dovuto interrompere brevemente le operazioni a seguito di alcune esplosioni, costringendo all'intervento di una squadra di artificieri. Ieri, circa 650 persone a Traisen sono state costrette ad abbandonare le proprie case a causa del propagarsi dell'incendio. A Berlino, la polizia ha utilizzato i cannoni ad acqua per rinfrescare residenti e turisti. La compagnia ferroviaria tedesca Deutsche Bahn ha sconsigliato tutti i viaggi non essenziali.
In Polonia, la temperatura ha superato il suo record assoluto di caldo, raggiungendo i 40,5°C a Słubice, al confine tra Polonia e Germania, battendo il precedente record di 40,2°C, stabilito nel 1921 e durato 105 anni. L'agenzia di sicurezza del governo polacco ha esortato la popolazione a "evitare il sole e le attività faticose", a bere acqua e a indossare cappelli per tutto il fine settimana. Anche l'Ungheria ha battuto il suo record assoluto domenica, con 40,7°C registrati a Budakalász, superiore ai 40,0°C di sabato. La Repubblica Ceca ha registrato un nuovo record assoluto di 41,9°C a Doksany, confermato dal suo istituto idrometeorologico nel primo pomeriggio di ieri. "Le temperature continuano a salire, questo non è il massimo definitivo", si legge in un comunicato. In Slovacchia, a Mužla, nel sud-ovest del paese, è stata registrata una temperatura di 39,3°C. Sabato la Danimarca ha registrato la temperatura più alta da quando sono iniziate le misurazioni nel 1874, con 36,6°C a nord di Odense.
Nel frattempo, la Francia ha iniziato a contare i morti causati dall'ondata di calore. L'agenzia nazionale francese per la salute pubblica ha dichiarato che tra il 24 e il 27 giugno sono stati registrati 1.000 decessi in più rispetto ai mesi precedenti. Queste cifre sono provvisorie e si prevede che aumenteranno significativamente. L'aumento più marcato dei decessi si è registrato in particolare nella regione dell'Île-de-France, che comprende Parigi e la sua periferia. La maggior parte dei decessi ha riguardato persone di età superiore ai 65 anni, ma sono stati colpiti anche i più giovani. "Questo serve a ricordare la necessità di misure di solidarietà nei confronti delle persone isolate o che soffrono di profonda solitudine, anche nelle aree altamente urbanizzate", ha affermato l'agenzia sanitaria in un comunicato. Il ministro dell'Interno francese, Laurent Nuñez, ha dichiarato che i servizi di ambulanza hanno risposto a oltre 122.000 chiamate durante il periodo più caldo dell'ondata di calore.
Secondo i dati preliminari provenienti dalla Spagna, tra ieri e giovedì scorsi si sarebbero registrati almeno 327 decessi riconducibili al caldo. Anche gran parte della Francia settentrionale è stata colpita da violenti temporali e forti venti, che hanno causato diversi feriti, mentre i servizi di emergenza intervenivano per rimuovere alberi caduti sulle strade e allagare le case. I fulmini nella zona di Aisne hanno provocato diversi incendi, tra cui uno a Laon, dove cinque persone sono rimaste ferite. I temporali hanno causato interruzioni di corrente e domenica mattina oltre 60.000 abitazioni erano senza elettricità. Un uomo è morto in Belgio quando un albero è caduto sulla sua auto nei pressi di Bruxelles, secondo quanto riportato dai media, dopo che violente tempeste hanno colpito gran parte del Paese.

(Adnkronos) - Novak Djokovic in campo nel primo turno di Wimbledon 2026. Oggi, lunedì 29 giugno, l'ex numero uno del ranking Atp debutta nel terzo Slam della stagione contro il tennista cinese Yibing Wu, numero 99 al mondo. Riparte così da Londra l'assalto del fuoriclasse serbo al 25esimo titolo Slam della carriera. Ecco orario, precedenti e dove vedere il match in tv e streaming.
Non ci sono precedenti tra i due nel circuito maggiore, il confronto di Wimbledon sarà dunque il primo match tra Djokovic e Wu. La partita è la terza in programma sul Centrale, a partire dalle 14:30: inizierà dunque non prima delle 17:30.
Tutte le partite di Wimbledon 2026 saranno trasmesse in diretta tv e in esclusiva sui canali SkySport. I match si potranno seguire anche in streaming sull'app SkyGo e su NOW.
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