- RIPRODUZIONE RISERVATAUna riforma organica del sistema educativo regionale per contrastare dispersione scolastica, spopolamento e povertà educativa, mettendo al centro bambini e ragazzi, il loro "diritto alla felicità" e la costruzione di un pensiero critico. È l'obiettivo della proposta di legge "Sistema educativo di istruzione della Sardegna", presentata dal gruppo consiliare di Sinistra Futura.
    Il testo, illustrato dal capogruppo Luca Pizzuto e dalla consigliera Paola Casula, punta a definire un quadro organico delle competenze tra Regione, enti locali e autonomie scolastiche e a rafforzare il coordinamento delle politiche educative. "Noi pensiamo che il futuro siano i nostri ragazzi e le nostre ragazze - ha detto Pizzuto - serve una riforma della scuola che metta insieme le funzioni di ogni attore, ma che metta al centro i bambini e i ragazzi, il loro diritto alla felicità per costruire cittadini del mondo con un pensiero critico".
    Tra le principali novità previste figurano il rafforzamento del sistema integrato 0-6 anni con poli per l'infanzia e coordinamenti pedagogici territoriali, i Patti educativi di comunità, il potenziamento dell'insegnamento della lingua, della storia e della cultura sarda, misure dedicate ai bisogni educativi speciali, il contrasto al disagio giovanile, il rafforzamento del diritto allo studio con borse di studio e il Reddito di studio (Rest) per gli adulti disoccupati. Previsti anche strumenti innovativi come il bilancio partecipativo studentesco, l'educazione emotiva e i Centri di servizio e supporto (Css) per famiglie, docenti e studenti.
    Secondo i proponenti, la riforma risponde a criticità evidenziate dai dati: in Sardegna la dispersione scolastica raggiunge il 17,3%, a fronte del 10,5% della media nazionale, mentre i Neet rappresentano il 19,6% dei giovani. Nell'ultimo decennio, inoltre, l'Isola ha perso il 18,4% della popolazione giovanile.
    "La funzione di raccordo è quella cardine di...

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