Ha atteso nove giorni, col Covid e altri problemi di salute, in un letto del pronto soccorso del Policlinico di Monserrato. Alla fine Rosalba Spiga, aiutata dal marito e dalle figlie, dopo aver contattato e pagato un’ambulanza privata, è ritornata a casa. Da malata, positiva al virus e dolorante. In più di una settimana non è stato trovato un posto in reparto, l’anziana si è dovuta arrendere. L’ennesimo caso di sanità disastrosa in Sardegna, purtroppo, è servito: “Abbiamo dovuto firmare le dimissioni e riportarla a casa, non potevamo fare diversamente. Tenerla in pronto soccorso non sarebbe stato salutare per le sue condizioni, sono stati gli stessi medici con la scusante che non c’erano posti a dirci che è più consono accudirla nella sua abitazione”, spiega, con tanta amarezza, l’uomo. Una beffa gigantesca e una famiglia che, ora, dovrà attrezzarsi per curare la donna. “Al pronto soccorso non c’è il personale adeguato per curare pazienti come la mia Rosalba”, prosegue il marito. “È tornata a casa con la bombola dell’ossigeno, dovrà lottare contro il Covid e le sue altre patologie”. La donna risulta essere una paziente oncologica, un anno e mezzo fa ha superato un intervento contro un tumore ed è tenuta, ancora, sotto stretta osservazione: “Dovrà anche avere le flebo, è debolissima e può nutrirsi solo così. Dovremo chiedere l’aiuto di un medico. Sono amareggiato, dopo tanti sacrifici non riusciamo ad avere un percorso decente per quanto riguarda la sanità. Siamo tornati indietro di cinquant’anni, abbiamo sperato tutti in una società diversa e, invece, ci ritroviamo a combattere con varie criticità. Sono molto preoccupato per mia moglie”.