
I Comuni della Sardegna, ad eccezione di Cagliari, avranno dalla
Regione 45 milioni di euro nel triennio - 15 milioni di euro l'anno
fino al 2028 - per ridurre i costi dei servizi di raccolta dei
rifiuti urbani e abbattere le tariffe Tari. Il capoluogo è escluso
in quanto ha già beneficiato di un contributo specifico con una
legge del maggio 2025. Il sostegno è previsto da una leggina,
sottoscritta da tutti i capigruppo del Consiglio regionale, e
approvata all'unanimità. Il testo era arrivato in Aula stamane con
la procedura d'urgenza prevista dall'articolo 102 del regolamento
consiliare.
Le risorse, che saranno ripartite in base alla
popolazione residente al 31 dicembre 2025, serviranno a sostenere i
Comuni, che devono fronteggiare l'aumento dei costi di raccolta,
dovuto ai rincari dell'energia e dei carburanti, agli obblighi di
raccolta differenziata e alle tensioni inflattive sugli appalti e
sulla maggiore complessità della gestione, in modo che questi oneri
non si scarichino sulle bollette della Tari. Le risorse potranno
essere impiegate per sostenere i costi di raccolta, trasporto,
gestione operativa, raccolta differenziata, adeguamenti
contrattuali e oneri energetici del servizio di nettezza
urbana.
"Ogni sardo avrà un sollievo di appena 9, 65
euro", ha osservato il vicecapogruppo di FdI, Fausto Piga,
chiedendo di innalzare lo stanziamento ad almeno 30 milioni di euro
l'anno.
"Credo che sia molto poco, benché il segnale sia
positivo" "Questo provvedimento", ha spiegato Roberto Deriu,
capogruppo del Pd nell'illustrare la leggina all'Aula, "pone le
condizioni perché i Comuni possano dare risposte riducendo le
tariffe che gravano su cittadini e imprese". Le somme stanziate
provengono dall'attuale bilancio regionale.
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